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APPUNTI DI STORIA CONTEMPORANEA

Giuseppe Virz

Universit degli Studi di Catania

A. A. 2016 / 2017

Prof: L. Granozzi
Aula: A1

Lezione 12/10/2016
LE RIVOLUZIONI EUROPEE DEL 1848 1849

Tradizionalmente sono molte le date che si tendono a far coincidere con l'inizio della
storia contemporanea. In realt la scelta di tali date puramente casuale ed
arbitraria.
Si potrebbero, ad esempio, valutare le seguenti date:

1989 1991: Crollo del muro di Berlino e scioglimento dell'U.R.S.S. dopo un


colpo di stato che port alla breve Confederazione Russa. Questa data segna la
fine dell'assetto geopolitico venutosi a costituire dopo la seconda guerra
mondiale: due superpotenze in conflitto con modelli economici e sociali
differenti. Gli USA, infatti, proponevano un modello di stampo capitalistico,
con controllo degli stati satelliti in maniera informale e l'american way-of-life.
L'U.R.S.S. proponeva invece un modello marxista.
11/09/2001: Abbattimento delle torri gemelle, che secondo l'ex presidente
americano Bush costitu un fatto epocale, al punto di gettare il mondo sull'orlo
di una terza guerra mondiale. Da allora si intensificano le misure di sicurezza,
e si diffonde la paura incentivata dalla risonanza mediatica. Avvengono
sconvolgimenti sul fronte medio-orientale.
Rivoluzioni americana (1775) e francese (1798) che portarono alla crisi
dell'Ancient Rgime.
1760: Industrializzazione e prima Rivoluzione industriale.
1870: seconda Rivoluzione Industriale e costruzione di nuovi imperi coloniali.
Nascono nuovi settori economici dominanti quali:
l'elettricit che permette di delocalizzare le industrie prima legate alle
localit di estrazione di carbone e ferro;
la chimica che trova impieghi nei settori minerario, tessile e farmaceutico;
l'acciaio ;
le nuove invenzioni (automobili, aerei, cinema);

Tuttavia, come riferimento, vengono scelti i moti del 1848 1849, perch
successivamente si verificheranno gli avvenimenti pi importanti del XIX secolo.
Cronologicamente, il primo moto rivoluzionario avvenne a Palermo, il 12 gennaio
1840. Tre giorni prima vengono affissi per Palermo dei manifesti recanti una chiara
minaccia: se entro il 12 gennaio, giorno del compleanno del Re, non sar concessa
l'indipendenza, i napoletani saranno cacciati via con la forza. La polizia inizialmente
sottovalut la minaccia, arrestando poche persone, ma l'atto rivoluzionario non tard
ad arrivare: in Piazza Fiera Vecchia oggi Piazza Rivoluzione un giovane Pietro
Amodeo spara un colpo in aria con il fucile. E' il segnale che da il via alla rivolta
indipendentista. Dopo giorni di scontri a fuoco, la rivoluzione si propag in altre citt
dell'isola, tra cui Messina e Girgenti e le truppe borboniche guidate dal generale De
Majo si ritirarono, sconfitte. La ritirata dei Borboni permise la creazione di un
governo provvisorio, favorevole ad una monarchia costituzionale, il cui Re sarebbe
stato individuato tra i monarchi italiani, ma con l'allungarsi della ricerca il governo si
indebol e Ferdinando II di Borbone decise di riprendere la Sicilia con la forza,
attuando sanguinosi assedi e controffensive a Messina e a Catania.

I moti di Palermo, tuttavia, non ebbero la stessa risonanza di quelli avvenuti a Parigi.
In Francia, a conclusione dei moti del 1830 era stato incoronato Re Luigi Filippo
d'Orleans, Re dei francesi, conosciuto anche come il Re Cittadino. Si trattava di
una monarchia costituzionale di stampo liberale, su modello di quella inglese,
riconosciuta tra le meno oppressive d'Europa, ma a causa di numerosi scandali era
divenuta ormai poco tollerata dai francesi. In parlamento si costitu un blocco di
opposizione formato da repubblicani, democratici, socialisti e bonapartisti. A quel
tempo vi era un sistema elettorale di tipo censitario (ovvero basato sul censo e sulle
tasse), poich l'uguaglianza ottenuta dalla prima rivoluzione era solo giuridica, non
politica. Massima aspirazione dei democratici era ottenere il suffragio universale
maschile, idea che al tempo appariva come un imbroglio, essendo analfabeta la
maggioranza della popolazione: solo a Parigi il 15% degli abitanti era costituito da
servi che avrebbero votato secondo le volont dei propri padroni. Quindi chi aveva
una servit pi numerosa avrebbe potuto contare su un maggior numero di voti e il
risultato dell'elezione sarebbe stato alterato.
Gli elettori ricchi, essendo pi acculturati e liberi da vincoli, avevano la possibilit di
scegliere autonomamente una buona classe politica.
I democratici, essendo in minoranza in parlamento, decisero di portare le proprie
battaglie politiche tra la gente comune, organizzando banchetti alla fine dei quali si
tenevano comizi politici, in barba ai divieti imposti dal governo. Proprio il divieto di
esecuzione di uno di questi banchetti, previsto per il 22 febbraio 1848, scaten la
scintilla che avrebbe portato alla rivoluzione: lavoratori e studenti insorsero. Il
governo decise di avvalersi della Guardia Nazionale, una milizia formata da
borghesi sorta allo scopo di evitare razzie da parte della plebe durante le insurrezioni,
per sedare la rivolta, ma l'impopolarit del regime fece in modo che quest'ultima
passasse dall'altro lato della barricata, appoggiando gli insorti. Dopo l'intervento
dell'esercito e due giorni di scontri a fuoco il re fugg e venne costituito il governo
provvisorio che annunci l'elezione di una assemblea costituente a suffragio
universale.
Per risolvere il problema della disoccupazione, venne sancito per la prima volta il
Diritto del Lavoro a favore dei proletari parigini e vennero istituiti gli Ateliers
Nationaux, dei cantieri pubblici a carico dello stato. I liberali ne denunciarono sia i
costi eccessivamente onerosi per le casse pubbliche, sia la contrariet ai loro principi.
Ben presto, il suffragio universale si rivel un'arma a doppio taglio, come avevano
previsto i liberali in largo anticipo: alle elezioni per l'assemblea costituente tenutesi il
23 aprile, la maggioranza degli elettori era costituita da contadini e altra gente
proveniente dalle campagne che, su consiglio dei propri padroni, aveva espresso voto
a favore dei conservatori. Vinsero i repubblicani moderati che dovettero affrontare
due insurrezioni popolari: la prima il 15 maggio, la seconda, il 23 giugno organizzata
dai lavoratori in seguito alla chiusura degli Ateliers Nationaux e all'obbligo di leva
per i disoccupati. Durante quest'ultimo scontro, Parigi fu divisa fisicamente in due
parti: a Est gli insorti e ad Ovest le forze governative. A fianco della Guardia
Nazionale ag l'esercito guidato dal generale Cavaignac che nei tre giorni che
seguirono attu una violenta repressione, al punto da uccidere molti operai tra le
barricate e in processi sommari alla fine della rappresaglia. Per la prima volta vi era
stata un'insurrezione guidata da una classe sociale ben definita, gli operai, e per tale
ragione la sua eco suscit parecchio scalpore tra i borghesi europei che vi scorgevano
la materializzazione dello spettro del comunismo. Un'ondata di conservatorismo
lamb la borghesia francese e i contadini stanchi per le tasse elevate, al punto che,
quando vennero indette le elezioni presidenziali del 10 dicembre, in seguito
all'approvazione della nuova costituzione democratica su modello americano, vinsero
i liberali conservatori, grazie all'appoggio di un candidato particolarmente benvisto
dal popolo per il suo nome e la sua apparente imparzialit nello schieramento
politico: Luigi Napoleone Bonaparte, nipote del famoso empereaur.

In Russia la rivoluzione si era manifestata sotto forma di terrorismo e movimenti


anarchici, per via dell'efficace sistema di repressione che impediva le manifestazioni
di massa, come in Francia.

In Gran Bretagna la rivoluzione non si manifest perch gi negli anni '30 e nel '42
del XIX secolo si era tentata una petizione per chiedere il suffragio universale ed altri
diritti sociali (Cartismo), ma senza successo e con repressione sanguinosa delle
manifestazioni conseguenti. Il 10 aprile 1848 venne presentata una terza petizione,
senza versamenti di sangue, ma venne nuovamente respinta, minando definitivamente
la credibilit del movimento cartista. In Gran Bretagna emigrarono molti esuli
tedeschi e francesi, sfuggiti ai moti.

In Italia, Germania e nell'Impero Austro-Ungarico al tema della lotta delle classi


sociali si affianc il tema della nazionalit.

In Italia i liberali e i democratici tentavano di arrivare all'unit nazionale con


modalit differenti:
I liberali volevano che le monarchie esistenti prevedessero una costituzione e si
arrivasse ad un mercato unitario.
I democratici volevano trasformare le monarchie in repubbliche.

I moti del '48 in Italia si svolsero in due fasi:

Durante la prima fase vi fu l'iniziativa dei liberali che imposero una costituzione ai
vari regni italiani. Il Regno delle Due Sicilie, Il Gran Ducato di Toscana, il Regno
di Sardegna (Statuto Albertino) e lo Stato Pontificio (neoguelfismo). A Milano
scoppia una ribellione contro gli austriaci guidata da Carlo Cattaneo.

Alla prima fase, segu una seconda, dove l'iniziativa fu presa dai democratici. A
Roma, Venezia e in Toscana sorsero delle brevi repubbliche. I rivoluzionari Romani,
tra i quali si annoverano Mazzini e Garibaldi, verranno sconfitti dai francesi di
Napoleone III.

Lezione 17/10/2016
I MOTI DEL 1848 1849 DAL PUNTO DI VISTA DI ITALIA E GERMANIA

La politica come la conosciamo ai nostri giorni si origina nell'800 : ad esempio l'idea


di destra e sinistra come schieramenti politici all'interno delle camere nasce in
corrispondenza della prima rivoluzione francese, quando la votazione avveniva in
base allo schieramento fisico dei presenti durante le assemblee.

Le maggiori famiglie politiche durante il XIX secolo furono le seguenti:

REAZIONE: Nella prima met dell'800 i reazionari erano


nient'altro che i monarchici, coloro che, avendo
un'idea gerarchica della societ, si opponevano alla
rivoluzione sostenendo il ripristino del potere
assoluto monarchico e del feudalesimo. Essi
sostenevano che la nobilt costituisse gi un valido
limite al potere regale. I reazionari si distinguevano
in base al collegamento o meno con la religione,
stabilendo se fosse o meno il caso di sostenere la
monarchia del Papa.
LIBERALISMO: Il Liberalismo fu la corrente politica pi influente del
XIX Secolo. Nasce in Inghilterra, trovando terreno
fertile nella monarchia inglese ed ispirato alla teoria
economico-filosofica del Liberismo, sorta per lo
svilupparsi dell'economia politica alla fine del '700 da
pensatori quali A. Smith e Ricard. Questi ultimi
inventarono una vera e propria antropologia,
introducendo la figura dell'Homo Oeconomicus il cui
comportamento ha alla base l'interesse economico,
senza costituire un danno per via del principio della
mano invisibile.
Il Liberalismo politico si sviluppava in due modi,
elaborati da altrettanti intellettuali:
Alexis De Tocqueville: nato a Parigi nel 1805,
scrisse Saggio sulla Democrazia in America,
in cui analizzava la nascita di uno Stato
democratico in un territorio che non aveva mai
conosciuto il feudalesimo e i privilegi acquisiti
alla nascita, e L'Antico Regime e la
Rivoluzione in cui sostiene come la
Rivoluzione Francese non abbia fatto altro che
continuare un processo di centralizzazione dei
poteri dello stato, gi iniziato nel '700.
Benjamin Constant: nato a Losanna nel 1767,
scrisse un discorso intitolato La libert degli
Antichi e la libert dei Moderni in cui
contrappone , appunto, i due modelli di civilt,
ritenendo che la libert degli antichi fosse pi
sana rispetto a quella dei moderni poich era
autonomia politica collettiva e non libert
economica individuale.

L'obiettivo dei Liberali quello di limitare il potere


dello stato e della maggioranza nei confronti
dell'individuo.
DEMOCRAZIA: La Democrazia il governo del popolo e nell'800
trova tra i suoi maggiori sostenitori il filosofo Jean-
Jacques Rousseau. Tuttavia il popolo del XIX secolo
non aveva sufficienti capacit di governare a causa
del diffuso analfabetismo e povert, per tale ragione il
movimento democratico trover parecchi ostacoli nel
corso dell'800.
BONAPARTISMO: Il Bonapartismo fu un movimento costituito dai
sostenitori di Napoleone Bonaparte e dai suoi eredi.
Caratteristica che distingue i Bonaparte dai
Monarchici, oltre la non legittimit, era
l'affermazione del potere assoluto in un momento di
stallo politico tra tutte le altre correnti.
SOCIALISMO/ Il Socialismo (o Comunismo) sosteneva
COMUNISMO l'uguaglianza sociale. Nel '900 avverr la scissione
tra Comunismo e Socialismo individuando in
quest'ultimo un rifiuto ai principi ed agli avvenimenti
della Rivoluzione d'ottobre.
I paesi che affermarono l'idea di Nazione in Europa durante l'800 furono
sostanzialmente due: l'Italia e la Germania.

Nella penisola italiana l'idea dell'Italia come nazione unita era gi presente in
letteratura, in particolare nei melodrammi, mentre la Germania si presentava
frammentata in oltre 49 staterelli e nessuno avrebbe pensato ad un'unit nazionale che
non fosse basata sulla lingua. Due autori fondamentali per l'unione linguistica furono
i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm, linguisti e filologi, fondatori della germanistica,
che per rendere fruibili le loro favole al popolo hanno costruito una lingua che andr
a costituire la base della letteratura popolare.

Nel 1848 anche la Germania viene contagiata dai moti rivoluzionari pertanto viene
costituito un unico parlamento a Francoforte sul Meno, adatto ad ospitare
l'assemblea costituente che avrebbe dato una costituzione alla confederazione
germanica. Tra i partecipanti figuravano gruppi favorevoli all'unificazione dei popoli
di lingua tedesca e gruppi contrari a tale principio. I primi avrebbero voluto, alla
guida di una Grande Germania, l'impero asburgico, per tale ragione vennero
soprannominati Grandi Tedeschi. I secondi (soprannominati Piccoli Tedeschi),
si dicevano contrari e preferivano affidare la guida della neonata Nazione alla
Prussia. Alla votazione che segu prevalse la posizione Piccolo-tedesca e il
parlamento nomin come proprio imperatore il Re di Prussia, Federico Guglielmo
IV. Il monarca, vedendo giungere una nomina dal basso, rifiut l'incarico. Senza
l'appoggio di una nazione forte, il parlamento non riusc a resistere e venne sciolto,
provocando la restaurazione delle monarchie precedenti e la fuga di molti
repubblicani in Gran Bretagna.

In Italia la rivoluzione del 1848 si svolge in due fasi principali:


durante la prima fase sono i liberali a guidare la rivoluzione e ottengono la
concessione della costituzione nei vari stati monarchici che si uniscono in una
confederazione guidata dal Regno di Sardegna con a capo Carlo Alberto di
Savoia. Viene effettuata cos la Prima Guerra d'Indipendenza contro l'Austria, ma
le truppe italiane vengono sconfitte e Carlo Alberto costretto ad abdicare. A questo
punto, in una seconda fase, i democratici decidono di prendere in mano le redini e
costituiscono delle repubbliche a Roma e a Venezia, ma verranno sconfitti quasi
subito dai francesi di Napoleone III che restaureranno le precedenti monarchie.

La definizione di Nazione pu passare attraverso due ordini di criteri:

Criteri Oggettivi, portati avanti dai Nazionalisti senza aggressivit:


Ragioni Razziali
Ragioni Religiose
Ragioni Geografiche
Criteri Soggettivi:
I Criteri soggettivi vengono descritti da E. Renan e vanno ricercati in un
primato che pu essere storico, culturale, etc. etc.
Lezione 18/10/2016
L'UNITA' D'ITALIA E I SUOI PERSONAGGI

La definizione di Nazione data da Renan richiede una caccia al passato, ad un


primato acquisito dalla suddetta nazione.
Egli infatti afferma che una nazione non definita dalla razza, dagli interessi
economici, dalla geografia o dallo zollverein (unione doganale tedesca), ma un
principio spirituale formato da due elementi: uno passato e uno presente. L'elemento
passato riguarda le glorie antiche e i bei ricordi. L'elemento presente riguarda la
volont di unione di tutti i cittadini e protezione della patria che si rinnova giorno per
giorno.
Questa definizione non andava bene agli altri nazionalisti che, invece, miravano a
criteri oggettivi. I nazionalismi di fine '800 riprenderanno i temi di quelli sorti nel
1848, mentre i nazionalismi del '900 andranno a caccia di un certo primato per
giustificare la propria nazione (Es: Impero Romano per il fascismo), etc.

Nella contesa tra Francia e Germania per l'annessione dell'Alsazia-Lorena, Renan si


schiera dalla parte degli stessi alsaziani, dichiarando che avrebbero dovuto scegliere
essi da che parte stare.

Per quanto riguarda l'Italia sono in molti a cercare un primato su cui basare un'unit
nazionale:

In realt era un discorso gi presente in epoca rinascimentale, quando Niccol


Machiavelli scrisse Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, nella quale
esalta una superiorit del sistema repubblicano Romano.

Carlo Cattaneo, gi direttore del Politecnico, non attribuiva alcun primato


all'Italia, pur riconoscendo una tradizione antica che andava dagli Etruschi
all'epoca dei Comuni per aver introdotto una forma arcaica di capitalismo.

Benito Mussolini accoster la gloria dell'Impero Romano con la nazione Italia,


individuandone un primato nella stirpe italica.

In realt nel 1848 l'Italia si presentava come un paese fortemente agricolo, dal
paesaggio agrario diversificato. Le agricolture pi avanzate erano quelle presenti
nella Pianura Padana, dalla natura capitalistica, che utilizzavano la tecnica del
doppio grano e un allevamento avanzato. Le agricolture meno avanzate si ritrovavano
all'interno della Sicilia con i latifondi appartenenti ai nobili che venivano affittati a
poveri contadini. Nella parte costiera della Sicilia si avevano coltivazioni di ulivi, vite
e agrumeti. Nell'Italia centrale, in particolar modo in Toscana, vi era la Mezzadria
contraddistinta da una gestione paternalistica del proprietario nei confronti del
mezzadro. A differenza di oggi, il commercio interno era scarso.

L'industrializzazione italiana, a differenza di altri paesi, si avvi soltanto a cavallo


tra gli ultimi anni del 1800 e i primi anni del 1900 e coinvolgeva principalmente
l'Italia del Nord, la cui industria si basava principalmente sulla seta semilavorata. Le
genti del Nord Italia conoscevano il Sud solo tramite riviste o annotazioni di viaggi
che ne descrivevano le bellezze naturali ed il bel clima, ma lo soprannominavano il
paradiso abitato dai diavoli a causa delle comunit e dell'industria sottosviluppate.
Napoli veniva giudicata pericolosa e piena di lazzaroni. Tuttavia anche il Nord
Italia presentava zone arretrate, come il Veneto orientale ed il Friuli Venezia Giulia,
dove era addirittura diffusa la pellagra, malattia causata dall'uso esclusivo del mais
nell'alimentazione. Da queste regioni sottosviluppate avr inizio la forte emigrazione
transoceanica avvenuta tra la fine dell'800 e il 1915.

Perch la Sicilia di quegli anni sottosviluppata? Vengono proposte diverse cause:

Malgoverno dell'Isola.
Il temperamento della popolazione.
La sovrappopolazione.
Il problema idrico.

Mentre in Germania era la Prussia a detenere il ruolo di pivot (dal fr. Pivot Perno),
in Italia venne scelto il Piemonte come stato-guida per la guerra d'indipendenza.
Si scaten una discussione sulle vie da intraprendere per giungere all'unificazione del
paese, tra due diverse fazioni:
I liberali sostenevano la via federativa, che avrebbe voluto un'Italia formata da
una federazione di monarchie costituzionali.
I democratici volevano rovesciare le monarchie e trasformarle in
repubbliche.

Nel percorso che condusse l'Italia all'unificazione spiccano quattro figure:


Giuseppe Garibaldi, un condottiero dalla fama internazionale, nonch
repubblicano.
Camillo Benso conte di Cavour, liberale e ministro piemontese.
Giuseppe Mazzini, cospiratore e repubblicano, visse la sua vita in esilio per
tale ragione rimase per diverso tempo una figura di secondo piano.
Vittorio Emanuele II.

Mazzini viene considerato l'inventore di Garibaldi: l'unico modo per avviare un


processo di unificazione nazionale era trovare un capo militare, figura che individu
nel generale nizzardo.
In un primo momento Garibaldi appoggi le idee mazziniane, ma successivamente se
ne distacc, accettando di parlamentare con Re Vittorio Emanuele II che fungeva da
mediatore. Cavour una sorta di principe machiavelliano, piemontese di nascita che
conosce esclusivamente il dialetto della propria terra e il francese e non conosce il
resto della penisola.

Mazzini compie attentati ed insurrezioni ed costretto a rifugiarsi all'estero (Londra e


Svizzera). Torner in Italia dopo l'unificazione con il falso nome di Giorgio Brown e
verr eletto alla camera dei deputati per ben tre volte, ma alla terza volta, dopo due
annullamenti da parte della camera, si rifiuter di presentarsi per non prestare
giuramento ai Savoia.

Insieme a Giuseppe Mazzini e Garibaldi, partecip all'impresa della Repubblica


Romana anche Carlo Pisacane, che gi aveva partecipato alla Ia guerra
d'indipendenza, proponendo una riforma agraria che mutasse l'assetto della
propriet terriera e che spronasse i contadini ad unirsi alla rivoluzione.
Per realizzare l'unificazione era necessario un sostegno internazionale, pertanto
Garibaldi cercher tale sostegno in Napoleone III.

Cavour non aspirava all'unit d'Italia come oggi, ma intendeva dividere il


territorio in tre regni: Regno del Nord, Regno del Centro (senza il papato) e Regno
del Sud.
Il 27 Aprile 1859 inizia la seconda Guerra d'Indipendenza mossa dal regno
sabaudo contro l'Austria- Ungheria. L'Austria viene sconfitta dalla truppe franco-
piemontesi e firma l'armistizio di Villafranca il 12 Luglio 1859. Dopo il ritiro delle
truppe francesi, Cavour accetter il plebiscito delle citt del Centro-Nord.
Contemporaneamente Garibaldi viene spinto ad attaccare il Sud, contro il volere di
Cavour che comunque lascia fare per vedere fino a che punto in grado di spingersi
il generale.

In Sicilia lo sbarco dei Mille riusc perch in molti paesi siciliani esisteva gi un
partito filo-garibaldino, sorto nella speranza che una eventuale vittoria dei piemontesi
comportasse la ripartizione delle terre demaniali usurpate dai nobili e dai ricchi.

Il regno di Napoli croll a causa di un suicidio politico (da Unit a Mezzogiorno di


Paolo Macry ed. Il Mulino): Federico II nomina come prefetto di Polizia l'avvocato
Liborio Romano, successivamente divenuto ministro, pluripregiudicato con contatti
con la camorra. Ci si riveler una scelta infelice per il regno borbonico, in quanto
Romano, nel tentativo di placare alcuni boss di camorra, affida loro l'ordine pubblico
e contribuisce allo smantellamento dello stato rendendo facile l'accesso ai garibaldini.
Cavour si preoccup di un simile successo e spinse i napoletani a una rivolta contro
Garibaldi, che non riusc. Garibaldi trov a Napoli un regno devastato e nel governo
provvisorio nomin come ministro della cultura lo scrittore Alexandre Dumas, che
fond il giornale L'Indipendente su ordine dello stesso generale.
Successivamente a tali eventi, si verific l'incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio
Emanuele II. Garibaldi avrebbe potuto ribellarsi ai Piemontesi e fondare uno stato
garibaldino, ma prefer ritirarsi e concedere il Sud al Piemonte, sancendo quindi la
vittoria per i moderati di Cavour.
Garibaldi ebbe dei ripensamenti e tent di conquistare Roma (allora Irredenta insieme
a Venezia), ma venne bloccato e arrestato in Aspromonte.

In Germania il ruolo di Garibaldi venne esercitato da Otto Von Bismarck.