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Dizione della lingua italiana

La dizione della lingua italiana la dizione e pronuncia Eccezioni [je]:


delle parole della lingua italiana, ci si riferisce solitamente nei sussi dei vocaboli di derivazione
alla variet standard se non altrimenti specicato. etnica (Es.: atenise);
nei sussi dei diminutivi in "-iett [jett]
(Es.: maglitta, foglitto, vecchitto.);
1 Regole nei sussi dei sostantivi in "-iezz [jetts]
(Es.: ampizza);
La pronuncia standard di una parola italiana solitamente nei vocaboli chirico e biglitto.
non viene insegnata a scuola, per conoscerla si pu ricor-
rere ad un vocabolario che per ciascun lemma ne riporti Quand' seguita da vocale (Es.: coli, costi, fudo,
la trascrizione fonetica IPA. Nel territorio dello stato ita- ida, li).
liano e nei territori italofoni esteri sono tuttavia sovente Eccezioni:
usate, in primis dai madrelingua, pronunce delle parole
italiane non aerenti lo standard. nella desinenza ei [ei] del passato remoto
(chiedi);
La maggior parte delle regole ortoepiche riguardano le nelle preposizioni articolate (di, ni, pi);
vocali toniche e / o, la cui pronuncia aperta o chiusa pu
in qui;
talvolta determinare una dierenza di signicato, e alcu-
ne consonanti quali la s e la z. Sono in genere le origini Quando seguita da una consonante dopo la quale
latine del vocabolo a determinare il grado di apertura o vengono due vocali (assdio, gnio, egrgio, prmio):
di chiusura. Come ogni parola che termina in -endo, -ente
(derivata dalle terminazioni latine -ndo, -nte) presenta Eccezioni:
una vocale aperta, cos le vocali derivanti da una vocale in frgio e sfrgio;
chiusa (come legno, da lignum o messa da missa) eredita- seguita da gui, gua, guo (dilguo, pers-
no la medesima caratteristica. Come in latino, inoltre, le guo, sguito, trgua);
parole che terminano in consonante hanno in genere una
vocale tonica aperta. In vocaboli di origine straniera che terminano con
Principi eufonici univoci regolano la maggior parte del- una consonante (hotl, rcord, rbus, sxy, prmier,
le parole della lingua, con un numero di eccezioni e ca- sltz, ngus).
si controversi nell'ordine di poche centinaia, sugli oltre In vocaboli tronchi di origine straniera (ca, bign,
150.000 vocaboli che compongono la lingua italiana. In t (bevanda), gil)
alcuni casi l'apertura o chiusura della vocale distingue
due termini, determinandone il signicato, come per i Nelle declinazioni verbali del modo condizionale
due omogra, ma non omofoni, psca (il frutto) e psca 1 persona singolare (-i), 3 persona singolare (-
(l'azione). bbe) e plurale (-bbero) (vorri, andri, colpirbbe,
leggerbbe, potrbbero, verrbbero).
Nelle terminazioni in -eca, -eco, -eche, -echi [ka,
1.1 La aperta
ko, ke, ki] (Es. tca, co, gco, cortco, trich-
chi, discotche, enotca, bibliotca, paninotca, vi-
La aperta [], nella genesi della lingua italiana, deriva
deotca, comprendendo anche i nomi di popolo co-
nella maggior parte dei casi dalla breve latina e dal
me Grco, Guatemaltco, Aztco, Zapotco, Toltco,
dittongo ae della lingua latina classica; si trova inoltre
Uzbco).
nel dittongo eu derivato dallo stesso dittongo in latino
(neutrum>neutro). L'evoluzione della lingua ha per dato Nei sussi in -edine [dine] (Es.: salsdine, pingu-
luogo a signicative eccezioni. dine, raucdine, torpdine, intercapdine, acrdine)
La si pronuncia aperta nei casi seguenti: Nei diminutivi in -llo e nei vocaboli che nisco-
no in -llo, -lla [llo, lla], (es.: paglla, ma-
Nel digramma ie [j, ], come in (Es.: bandira, iri, stllo, sorlla, fratllo, orplli, caramlle, torlli,
cavalire, lito, ditro, insucinte). giovinclle)

1
2 1 REGOLE

Eccezioni: vnti (numero), trnta


nelle preposizioni articolate (dllo, dlla nei sostantivi in -mnto, -mnte, -mnta,
ma anche dgli, dl, dlle) -mnti (Es. mnto, cemnto, medicamn-
negli aggettivi dimostrativi (qullo, qulla to, fondamnto, sbancamnto, momnto,
ma anche qugli, qul, qulle) soocamnto, pavimnto, mnte, semnte,
mnta, tormnta, ferramnta, giumnta,
nei pronomi personali (llo, lla)
parimnti, altrimnti)
nei vocaboli stlla, capllo
in tutti gli avverbi in -mnte (veramnte,
Nei sussi applicati ai vocaboli che terminano in - praticamnte, benevolmnte, simpatica-
mo, -ma, -no, -na [mo, ma, no, na], com- mnte, assolutamnte (ma si dice demnte,
presi i sussi dei nomi etnici in -no, -na (Es. rmo clemnte, poich non sono avverbi)).
(sostantivo e verbo), dmo, blasfmo, estrmo, su-
Nei vocaboli uscenti in -nza [ntsa] (Es. crescn-
prmo, strmo, postrmo, crisantmo, teorma, po-
za, lnza, evidnza, precednza, scinza, conoscnza,
ma, tma (l'elaborato scritto), sistma, schma, eri-
eccellnza, frequnza, snza).
tma, problma, crma, oscno, no, alino, pino,
amno, cilno, trno, stno, scna, ina, golna, po- Nelle terminazioni -rbo o -rba [rbo, rba] (Es.
lna, pergamna, novna, murna, lesna, cantilna, risrbo, acrbo, srbo, suprbo, rba, srba).
falna).
Nelle terminazioni -rbia [rbja] (Es. suprbia).
Eccezioni:
Nei vocaboli uscenti in -rio, -ria [rjo, rja] (Es.
scmo, tmo (verbo; anche tmo),
desidrio, putifrio, srio, crio, critrio, deutrio,
tma (timore) artria, matria, misria).
balno, velno, mno, sno, nemmno,
terrno, serno, frno (anche frno)
Nei vocaboli uscenti in -rno e -rna [rno, rna]
altalna, balna, cna, Maddalna, rna, (es. prno, matrno, altrno, etrno, odirno, infrno,
pna strna, lantrna, trna, cavrna, tavrna, cistrna)
Nei verbi uscenti in -ndere [ndere]: Eccezione: schrno.
accndere, fndere, pndere, rndere, prnde- Nei vocaboli in -rro e -rra [rro, rra] (Es.: trra,
re, tndere frro, gurra, arro, sottrro, srra, vrro, sottrra).
Eccezioni: scndere (anche scndere) e vnde-
re. Nei vocaboli in -rso e -rsa [rso, rsa] (Es.: pr-
so, emrso, vrso, trso, sommrso, disprsa, detrsa,
Negli aggettivi e sostantivi uscenti in -ndo e nei rivrsa).
gerundi (stupndo, tremndo, addndo, leggndo,
partndo)- Nei vocaboli in -rto, -rta e -rte [rto, rta, rte]
(Es.: aprto, coprta, incrto, sorto, consrte, crto
Nei vocaboli in -nne [nne] (Es.pernne, indnne, ).
maggiornne)
Eccezioni: nei vocaboli rta (salita), rto
Eccezione: nella 3 persona singolare passato (scosceso) e nell'espressione all'rta.
remoto modo indicativo (es.: (egli) vnne,
ottnne). Nelle terminazioni in -ervo, -erva [rvo, rva]
(Es.:srvo, crvo, risrva, nrvo).
Nei vocaboli derivati dai numerali in -nne e -nnio
[nne, nnjo] (Es.: quadrinnio, ventnnio, decnni, Nelle terminazioni in -ervia [rvja] (Es.:protrvia,
ventnne, quarantnne, ventitrenne). Crvia, imprvia).

In aggettivi e sostantivi uscenti in -nse, -nso, - Nelle terminazioni in -errimo [rrimo]


nte, -nto, -nti [nse, nso, nte, nto, nti] e (es.:integrrimo, asprrimo, acrrimo).
nei participi presenti (esempi: statunitnse, ripnse, Negli aggettivi numerali in -simo [zimo] (Es.
circnse, eraclense, amanunse, cistercinse (o ci- centsimo, millsimo, quarantsimo).
stercnse), cnso, snso, immnso, dnso, propnso,
melnso, intnso, torrnte, tennte, gnte, sovnte, in- Eccezione: battsimo.
gnte, dnte, lnte, parnte, pendnte, decadnte, ac-
cnto, rednto, talnto, lnto, argnto, cnto, vnto Nelle terminazioni in -estre, -estra, -estro, -estri
(fenomeno atmosferico), stuzzicadnti, accidnti). [stre, stra, stro, stri] (es.: alpstre, terr-
stre, palstra, canstro, nstra, pedstre, maldstro,
Eccezioni: ambidstro, dstra).
1.2 La chiusa 3

Eccezione: maestro, pronunciato anche ma- Eccezioni:


stro. I vocaboli ggia, sggio, pggio.
Nellimperfetto indicativo del verbo essere: io ro, tu Tutte le voci del verbo lggere.
ri, egli ra, essi rano.
Negli aggettivi in -esco [esko] (pazzsco, burl-
Nelle forme raorzate del modo indicativo passato sco, guerrsco, goliardsco, principsco, farssco,
remoto nella seconda coniugazione tti, tte, ttero mansco ).
[tti, tte, ttero](Es. io credtti, egli credtte, essi
credttero). Nelle terminazioni -ese, -eso, -esa, -esi [ese, eso,
esa, esi] (arnse, frsa, sospso, pase, francse,
imprsa, pso, illso).
1.2 La chiusa
Eccezioni:
La chiusa [e], nella genesi della lingua italiana a partire nei vocaboli nei quali la e fonica forma
dal latino deriva nella maggior parte dei casi dalla lunga dittongo con la i [j] (Es.: chisa)
latina, dalla i breve, dal dittongo oe o dalla e in posizione
nei vocaboli blso, obso, tsi (sostanti-
atona.
vo), catechsi, esegsi.

m < m (ablativo) Nei sussi in -esimo [ezimo] corrispondenti a -ismo


(battsimo, umansimo, cristiansimo, pagansimo ).
psce < pisce (ablativo)
Eccezioni: gli ordinali (centsimo, millsimo)
pna < poena (ablativo)
ed il vocabolo innitsimo.
mare < mare
I sostantivi in -essa [essa] (dottorssa, principssa,
contssa, elefantssa, badssa).
La si pronuncia chiusa nei seguenti casi:
I sostantivi in -eto e -eta [eto, eta] (fruttto, melto,
In posizione atona (vedere, veloce, male, verde). pinta, agrumto, rosto).

Nei monosillabi atoni ( (congiunzione), m, n, t, Nei sussi di sostantivi e aggettivi diminutivi e col-
s, r (monarca), v, pr) lettivi in "-etto, "-etta [etto, etta] (librtto, ca-
stta, chiestta, pezztto, navtta, terztto, quinttto,
Eccezione: il vocabolo r (nota musicale). palchtto, porchtta, forchtta, carrtta, colltto).
Nei sussi avverbiali in mente [mente] (assoluta- Nelle terminazioni in "-eguo, "-egua [ewo,
mnte, inutilmnte, velocemnte) ewa] (sguo, adguo, trgua, dilguo).
Nelle terminazioni in mento e menta [mento,
Nei sussi di aggettivi che al singolare terminano in
menta] (sentimnto, proponimnto, momnto, mn-
"-evole [evole] (lodvole, incantvole, ammirvole,
ta, strumnto, tormnto, godimnto, struggimnto,
caritatvole, deplorvole, cedvole, arrendvole ).
fallimnto).

Eccezioni: nella coniugazione del verbo men- Nei sussi di sostantivi in "-ezza [ettsa] (bellz-
tire: mnto, ma anche possibile con chiusa: za, debolzza, chiarzza, salvzza, dolczza, mitzza,
mnto[1] arrendevolzza, segretzza).

Nei vocaboli tronchi in -ch [ke] (perch, giacch, Eccezione: il vocabolo mezza [mddza].
anzich, poich, fuorch, sicch, macch)
Nelle preposizioni articolate (dl, dlla, dllo, dgli,
Nelle terminazioni -eccio e -eccia [etto, et- dlle, di, nl, nllo, nlla, ngli, nlle, ni, pi ).
ta] (frccia, fccia, trccia, libccio, villerccio,
intrccio, cicalccio). Nei pronomi personali (gli, lla, sso, ssa, ssi,
sse).
Nelle terminazioni -ece [ete] ( orce, carnce,
artce, pontce ). Negli aggettivi dimostrativi (qusto, qusta, quste,
qusti, qullo, qulla, qugli, qulli, qulle, codsto,
Nelle terminazioni -eggio, -eggia, -eggi, egge codsta, codsti, codste).
[eddo, edda, eddi, edde] (campggio, mang-
gio, postggio, pontggio, alpggio, cartggio, lgge Nelle desinenze -mo, -te [emo, ete] del futuro
(sostantivo), pulggia). indicativo (faremo, farete).
4 1 REGOLE

Nelle desinenze dell'imperfetto congiuntivo -sse, - Nelle terminazioni in -occio e -occia [tto, t-
ssi, -ste, -ssimo, -ssero [esse, essi, este, essimo, ta] (cartccio, saccccia, bccia, grassccio, rccia,
essero] (facssero, mordssi, leverste, tendssimo, gliccio).
volssero).
Eccezioni: i vocaboli dccia e gccia.
Nelle desinenze del condizionale -resti, -remmo,
-reste [resti, remmo, reste]. Nelle terminazioni in -odo, -oda e -ode (brdo, chi-
do, sda, mda, pagda, chido, ldo, do, frdo,
Nelle desinenze dell'imperfetto -vo, -vi, -va, - frde).
vano: [evo, evi, eva, evano] (facvo, mettvi,
ardva, ponvano). Eccezioni:
nel verbo rdere [rodere] e nei suoi
Nelle desinenze del passato remoto -i, -sti, -ste, composti (Es.: rdo, erdo, corrdo, ecc.)
-mmo, -rono - [ei, esti, este, emmo, ero-
nel vocabolo cda [koda]
no] (voli, mettsti, sostenste, tendmmo, volrono,
perd). Nelle terminazioni in -oge, -ogia, -ogio, -oggia, -
oggio, -oggi [de, da, do, dda, ddo, d-
Nelle desinenze del Indicativo Presente e
di] (dge, fggia, ggi, piggia, barbgio, allggio,
dell'Imperativo in -ete [ete] (prendte, cadte,
frge, appggia, appggio).
rompte, volte, potte, dovte).
Nei sussi di sostantivi e aggettivi in -oide [ide]
Nelle desinenze dell'innito dei verbi della secon-
(tiride, mattide, collide, steride, pazzide).
da coniugazione [ere] (tenre, avre, cadre, volre,
bre, giacre). Nei sussi di sostantivi in -olo e -ola [lo, -
la] (carrila, tritlo, stagnla, taglila, bagnarla,
mariulo, mentlo).
1.3 La aperta
Eccezioni:
La aperta [], nella genesi della lingua italiana a partire i vocaboli slo, vlo;
dal latino deriva nella maggior parte dei casi dalla breve
le voci del verbo colare e i suoi derivati
latina e dal dittongo au della lingua latina classica.
(Es.: clo, sclo, ecc.)
prta < porta Nei sussi -osi e -osio [zi, zjo] in sostantivi usati
in campo scientico e medico (calcolsi, brsi, tu-
ro < auru(m) (accusativo, per caduta della m na- bercolsi, artrsi, ipnsi, lattsio, destrsio, maltsio,
le, precedentemente nasalizzata, e apertura della u saccarsio, glucsio)
breve)
Nei sussi di sostantivi e aggettivi in "-otto e in
La o si pronuncia aperta nei seguenti casi: generale nelle terminazioni in -otto, -otta [tto, t-
ta] (semplicitto, bamboltto, ltto, btta, ctto, ctta,
Nel dittongo uo [w] (tuno, scula, umo, sui, tui, saltto, dtto, dectto)
bui, vui, sucera, nura, sura, cure).
Eccezioni:
Eccezioni: Nei verbi derivati dal latino ducere (Es.:
quando il dittongo fa parte dei sussi di indtto, condtto, ridtto, tradtto, ecc.).
sostantivi in -uosa, -uoso [wosa, woso]. nei vocaboli ghitto, rtto, stto.
nei vocaboli liqure, langure.
Nei sussi dei sostantivi in -ottolo e -ottola [ttolo,
Nei vocaboli tronchi in - comprese le forme verbali ttola] (vittolo, collttola, nanerttolo, pallttola)
del futuro e del passato remoto (per, fal, andr,
Nei sussi dei sostantivi in -ozzo e -ozza [ttso,
arriv, cerc, sogn, pedal, ritir, acquist).
ttsa] (tinzza, tavolzza, czzo, tzzo, czza,
Nei vocaboli in cui o sia seguita da consonante e poi picczza).
due vocali (negzio, scio, petrlio).
Eccezioni: i vocaboli gzzo, pzzo, singhizzo,
Eccezione: nel vocabolo incrcio [inkroto]. rzzo, szzo.
Nei vocaboli in -orio e -oria [rjo, rja] (stria, Nei sussi dei sostantivi in -olgia e -orgia [lda,
glria, dormitrio, conservatrio). rda] (blgia, frgia, rgia).
Nei vocaboli di origine straniera entrati a far par- Nelle terminazioni del passato remoto -olsi, -olse, -
te del linguaggio comune (bxe, gng, ygurt, lden, olsero [lsi, lse, lsero] (clsi, tlsero, sconvlsero,
lrd, pster). vlsero, vlsi, avvlsero, racclsi).
1.5 La i vocale 5

Nei participi passati in -osso [sso] (msso, scssa, Nelle terminazioni in -ondo, -onda [ondo, onda]
percsso). (fndo, mndo, secndo, snda, nda).

Nei sussi di derivazione greca -ologo, -ogico, - Nelle terminazioni in -onto, -onte, -onta [onto, on-
ografo, -omico [logo, diko, rafo, miko] te, onta] (frnte, cnto, nta, mnte, scnto, accnto,
(prlogo, psicolgico, fotgrafo, cmico). viscnte).

Nei sussi di sostantivi in -onzolo [ontsolo]


1.4 La chiusa (medicnzolo, pretnzolo, girnzolo [dirontsolo,
dirondzolo], frnzolo [frondzolo]).
La chiusa [o], nella genesi della lingua italiana a partire
dal latino deriva nella maggior parte dei casi dalla lun- Nelle terminazioni in -ore, -ora [ore, ora] (dol-
ga latina, dalla breve, dalla o in posizione atona e dalle re, amre, ra, ancra, nra, attre, candre, ten-
terminazioni -us e -um: re, fattre, corridre, calre, livre, fervre, colre,
nuotatre, pescatre).
ra < hra
Eccezioni: nei casi in cui la o sia preceduta dal-
fndo < fndum (accusativo, come per "ro) la vocale u formando il dittongo -uo- [w] (Es.:
nura, cure, ecc.).
senato < senatus
Nelle terminazioni in -orno, -orna [orno, orna]
(girno, contrno, frno, adrna, ritrna, ritrno).
La chiusa [o] nei seguenti casi:
Eccezioni: i vocaboli crno, crna, prno.
Alla ne della parola, se non accentata (pero, vedo,
bello, poco, io). Nei sussi di sostantivi e aggettivi in -oso, -osa
[oso, osa] (aettuso, afso, erbsa, gioiso, do-
Nei monosillabi che terminano in consonante (cn, lorsa, ambiziso, contenziso, collsa, medicamen-
nn, cl) tsa, curiso, pallsa, sedizisa, calorso, stizzso,
baldanzsa, boriso).
Eccezioni: i vocaboli sl (nota musicale e non
troncamento di sole) e dn (suono di campane Eccezioni: i vocaboli rsa (ore e colore),
e non appellativo ad es. di preti) csa, isa, spsa.
Nelle terminazioni in -oce [ote] (crce, ferce, Nei pronomi personali (ni, vi, lro, costro,
atrce, fce, nce) colro).
Eccezioni:
nei casi in cui la o sia preceduta dalla vo- 1.5 La i vocale
cale u formando il dittongo -uo- [w] (Es.:
nuce, cuce, ecc.); La i vocale [i]:
nel vocabolo precce.

Nelle terminazioni in -ogno, -ogna [oo, oa] se preceduta da vocale e seguita da consonante o alla
(bisgno, cargna, sgno, cicgna, zampgna, ram- ne della parola (mai [mai]);
pgna).
se si trova fra due consonanti (costituisce quindi una
Nei sussi di aggettivi in -ognolo [oolo] sillaba) (piccolo [pikkolo]);
(amargnolo, giallgnolo).
se preceduta da consonante e seguita da vocale ma
Nelle terminazioni in -one [one] (missine, ottne, accentata (sia [sia]);
nasne, calzne, coccolne, briccne, mascalzne,
pantalne, giaccne, vegline, torrine, bastine).
1.6 La i consonante
Nelle terminazioni in -zione [(t)tsjone] (azine,
creazine, dizine, lezine, situazine) La i semiconsonante [j]:
Nei sussi di sostantivi e aggettivi in -oio, -oia
[ojo, oja] (abbeveratio, galoppatio, mangiatia, se seguita da vocale e non accentata (piove [pjve]);
mattatio, corridio, feritia, cesia, tettia). ieri [jri]);

Eccezioni: i vocaboli sia, salamia. in posizione intervocalica (gaio [ajo]).


6 1 REGOLE

Quando l'articolo il e la proposizione in si tro- Sono possibili cluster di /j/ + /w/:


vano fra due parole, la i spesso non viene pro-
nunciata, soprattutto nei discorsi veloci, la- nella parola aiuola [ajwla];
sciando spazio solo alla /l/ o /n/; la trascrizione Nei verbi in cui le desinenze dell'innito -are,
fonetica quindi [in] e [il], poich nella tra- -ere, ire sono precedute da semivocale [w] nel-
scrizione un carattere in corsivo signica che le desinenze inizianti per i + vocale (esempio:
pu essere letto o meno (es. mangio il pane continuiamo [kontinwjamo]).
[mandoilpane].

1.10 La z
1.7 La s sorda
La z rappresenta le aricate sorda [ts] o sonora [dz]:
La s sorda [s]:

normalmente sorda [ts]:


all'inizio della parola se seguita da vocale (Sara
[sara]) o da consonante sorda (spuntare [spuntare]; se preceduta dalla lettera l (alzare
[altsare]);
se preceduta da una consonante qualsiasi (transitare
eccezioni: nei vocaboli elzeviro
[transitare]);
[eldzeviro] e belzeb [beldzebu];
il susso trans, nella pronuncia settentrio- se lettera iniziale di un vocabolo e la se-
nale, si legge sempre [tranz] (es. transalpino conda sillaba inizia con consonante mu-
[tranzalpino]; ta (zampa [tsampa], zoccolo [tskkolo]),
zucchero [tsukkero]);
se seguita da consonante sorda (raspa [raspa]);
eccezione: nei vocaboli zaro, zero,
nel gruppo ss (grosso [rsso]; zotico, zeta, zaerano, Zacinto.
se seguita dalla vocale i seguita a
quando iniziale del secondo componente di un vo- sua volta da un'altra vocale (zio [tsio],
cabolo composto: attasi, disotto, girasole, prose- agenzia [adentsia], grazia [rattsja];
gue, risapere, unisono, preservare, riservare, reggi-
eccezioni:
seno, pluristrato, multistrato, preside, presidio, pre-
servare, presentimento questi vocaboli sono nati il vocabolo azienda [addzjnda];
dall'unione di una parola iniziante in /s/ ad un in tutti quei vocaboli derivati da al-
presso. tri vocaboli che seguono la regola
della zeta dolce o sonora (Es.: ro-
alcuni dizionari fonetici stabiliscono che il suono manziere [romandzjre] che deriva
della s debba essere aspro anche in molti altri casi da romanzo, ecc.);
come casa, cosa, cos, mese, naso, peso, cinese, pie-
nei vocaboli con terminazioni in -ezza,
montese, goloso, bisognoso e altri. In realt la pro-
-ozza, -uzzo (grandezza [randettsa],
nuncia di queste parole varia da regione a regione,
tinozza [tinttsa], spruzzo [spruttso]);
con una preferenza per la sonora nel nord del paese,
per la sorda nel sud e secondo la derivazione dal la- eccezione: il vocabolo brezza
tino in Toscana e nel Lazio (mensis mese [mese], [breddza];
visus viso [vizo]). nelle desinenze dell'innito in -azzare
(ammazzare [ammattsare]);
nei sussi in -anza, -enza (usanza
1.8 La s sonora [uzantsa], credenza [kredntsa]
nei sussi in -onzolo (ballonzolo
La s normalmente sonora [z]:
[ballontsolo]);

se si trova fra due vocali (paese [paeze]); invece sonora [dz]:


nei sussi dei verbi in -izzare (organizza-
se seguita da consonante sonora (sbranare re [organiddzare];
[zbranare]).
se lettera iniziale di un vocabolo ed
seguita da due vocali (zaino [dzaino];
1.9 La u vocale e semivocale eccezione: nel vocabolo zio [tsio] e
suoi derivati che rientrano nella rego-
La u, come i, pu essere vocale [u] o semivocale [w], con la della z o sorda perch presentano la
le stesse regole per la i. vocale i seguita da un'altra vocale;
7

se lettera iniziale di un vocabolo e


la seconda sillaba inizia con consonante
sonora (zebra [dzbra]);
eccezioni:
i vocaboli zanna [tsanna] e zazzera
[tsattsera];
il vocabolo zigano [tsiano] per-
ch in realt deriva dal termine
caucasico tzigan;
se semplice (non raddoppiata) in mezzo
a due vocali semplici (azalea [addzala]);
eccezione: il vocabolo nazismo
[nattsizmo];
In posizione intervocalica e tra vocale e semi-
consonante (le consonanti /j/, /w/) sempre
raorzato /tts/ e /ddz/, ma non sempre segna-
lato con una doppia: i gruppi nali vocale +zio-
ne, zioni, zia, zie, zio sono sempre raorzati ma
si scrivono con un z soltanto (razzo [raddzo],
stazione [stattsjone], polizia [polittsia]); rad-
doppia invece nei gruppi derivati da parole con
doppia z: pazzo > pazzia; corazza > corazziere.

1.11 Il raddoppiamento fonosintattico (o


raorzamento)

2 Note
[1] Dizionario d'ortograa e di pronunzia

3 Voci correlate
Dizione
Fonologia della lingua italiana
8 4 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

4 Fonti per testo e immagini; autori; licenze


4.1 Testo
Dizione della lingua italiana Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Dizione_della_lingua_italiana?oldid=74031305 Contributori: Eumol-
po, Pequod76, PersOnLine, Wanjan, BetaBot, Airon90, MaEr, SynConlanger, IlDandy, Leandro81, Pil56-bot, Massimociccare, P.O IX,
IvanScrooge98, Goletta e Anonimo: 12

4.2 Immagini
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