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A.S.

2013 - 2014
AI DOCENTI

Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli

UN MONDO TUTTO ATTACCATO


("Ho capito che il mondo tutto attaccato": cos una bambina di 5 anni dellhinterland milanese
racconta la propria scoperta, alla fine delle attivit di educazione ambientale vissute con la
propria classe. Quella bambina ha scoperto le interdipendenze e la complessit del mondo in cui
viviamo Vittorio Cogliati Dezza, Un mondo tutto attaccato 1998-Franco Angeli).

Coordinate socio pedagogico culturali


Immersi in un mondo tutto attaccato a cui non corrisponde un approccio di pensiero
altrettanto inglobante, ci troviamo ad affrontare i complessi scenari contemporanei
con strumenti cognitivi inadeguati ad un simile compito, rimanendo ancorati a codici
binari (Vero-Falso, Giusto-Sbagliato).
La figura che segue rende visibile la rete di interazioni tra ambiente, economia e
societ e la necessit di un pensiero che la sappia cogliere.

Le risorse naturali costituiscono le materie prime, da cui, a loro volta, i profitti e


loccupazione dipendono. Il lavoro strettamente connesso al tasso di povert che, a
propria volta, legato alla criminalit. La qualit dellaria e dellacqua ed i materiali
utilizzati nei processi produttivi hanno effetti sulla salute.
Lo scorso anno la nostra riflessione partita dal glocalismo (Baumann) e dal pensiero
complesso (Morin) come opportunit di imparare a leggere il mondo con le sue
interconnessioni per formare cittadini consapevoli, responsabili, solidali, ecologici
(Cfr. il POF e la sua Finalit).
Ulteriore significativo contributo quello di Gregory Bateson con la sua opera
Verso unecologia della mente in cui si affronta la questione del rapporto Uomo
Natura, oggi gravemente compromesso.
Il problema di fondo, dice Bateson, epistemologico: I maggiori problemi nel
mondo sono il risultato della differenza tra come funziona la Natura e come pensa la
gente. Come dire che occorre tornare a pensare in modo naturale, avendo la
consapevolezza che i sistemi naturali sono sistemi complessi. Basta pensare a tutte le
interconnessioni che ci sono tra gli organismi in un ecosistema!
Pertanto, ci invita a passare ad unEcologia della Mente che assuma il pensiero
sistemico come modalit di pensiero.
UnEcologia della Mente che permetta di conoscere e collegare fra loro i sistemi, le
menti e i processi e in definitiva tutti gli aspetti della vita.
Da ci scaturiscono almeno due conseguenze:
gli esseri umani sono parte del tutto. Non sono osservatori estranei della biosfera.
Sono una componente delluniverso biologico, connessa inesorabilmente a tutte
le altre.
non possibile distinguere in modo netto lorganismo dallambiente in cui vive.
Essendo i sistemi biologici in relazione tra loro e con i sistemi non biologici e,
poich tutto in divenire, non si pu parlare semplicemente di evoluzione ma
bisogna parlare di co-evoluzione.

Dal pensiero complesso allempatia!

Luso del pensiero complesso richiede consapevolezza dellinterdipendenza che lega


il soggetto umano ai sistemi creaturali pi ampi, occasione unica per innescare
cambiamenti etico-valoriali, orientati alla solidariet, allimpegno, allautenticit
esistenziale.
E, proprio in riferimento a tale consapevolezza, va colto il pensiero di Jeremy Rifkin
che in La civilt dellempatia considera lo sviluppo della societ in rapporto allo
sviluppo della capacit di empatizzare tra individui e propone una rilettura del corso
degli eventi umani:
Se nel mondo agricolo la coscienza era governata dalla fede e in quello industriale
dalla ragione, con la globalizzazione e la transizione all'era dell'informazione si
fonder sull'empatia, ovvero sulla capacit di immedesimarsi nello stato d'animo o
nella situazione dellaltro.
Lempatia (da En=dentro e Phatos=sentimento) unattivit neurologica, ma, come
tutte le potenzialit, va sviluppata sul piano educativo in quanto presupposto per
accogliere, comprendere, difendere il nostro Unico Pianeta.

Indicazioni operative
Avendo chiaro che leducazione al pensiero circolare o sistemico la priorit
educativa e in continuit con la macrotematica dello scorso anno, la proposta
operativa riguarda lo Sviluppo Sostenibile nelle tre dimensioni Societ,
Ambiente, Economia.

Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare il


soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la
possibilit delle generazioni future di realizzare i propri (World Commission on
Environment and Development nel 1987).
Nel 2001, l'UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che
"la diversit culturale necessaria per l'umanit quanto la biodiversit per la natura
(...) la diversit culturale una delle radici dello sviluppo inteso non solo come
crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza pi
soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale" (Dichiarazione
Universale sulla Diversit Culturale).

Per le indicazioni operative, si tratta di immaginare una tematica particolare


(alimentazione, abitazioni, coltivazioni, abbigliamento, trasporti ecc.) da affrontare
in rapporto allAmbiente, alla Societ e allEconomia in modo da individuarne la
Sostenibilit ecologica.

Infine, opportuno tener presente che leducazione allo sviluppo sostenibile richiede:
interdisciplinarit, cio inserimento nellintero programma didattico;
sviluppo del pensiero critico e ricerca della risoluzione dei
problemi coadiuvando la formazione di un individuo consapevole ed in grado
di rispondere, con strumenti concreti, alle sfide ed ai problemi posti dallo
sviluppo sostenibile;
molteplicit di metodologie didattiche che siano il pi possibile innovative,
stimolanti, interattive: esperienze pratiche, attivit allaria aperta, giochi,
utilizzo di materiali multimediali, artistici, quali strumenti di supporto per
un'educazione di qualit;
decisioni condivise e partecipate stimolando la partecipazione attiva dei
discenti nella pratica e nella programmazione dell'apprendimento;
importanza del contesto locale con riferimento alle problematiche locali,
inserite in un contesto globale.

Ruffano, giugno 2013

LA DIRIGENTE