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India, Messico e Russia tra i temi forti del 2016.

19 dicembre 2015

Europa, Giappone ed emergenti lato equity, corporate lato bond. Ecco le due facce della
medaglia per l'asset allocation 2016. Ci che emerso con forza che non ci sono pi margini
di rendimento sui bond governativi dei paesi sviluppati e, anche alla luce delle recenti vicende
bancarie italiane, di quanto sia importante il ruolo della gestione professionale.

Baldin: Sovrappesiamo i mercati azionari europei ed emergenti, soprattutto quelli legati alle
materie prime. Totale sottopeso su tutti i bond governativi che offrono redimenti reali
negativi. Ci sono per classi di attivit tipo gli high yield Usa che hanno gi scontato il rialzo dei
tassi e che incorporano rendimenti molto attraenti cos come molti corporate in Europa.
L'impostazione di portafogli dovrebbe avere un'esposizione a tutto ci che inflazione in
crescita e materie prime, che non scendono pi. Per il resto Messico e Brasile sono arrivati a
livelli dove c' valore. Un altro mercato azionario che potrebbe essere interessante quello
cinese, perch la Cina uno dei paesi dove c' spazio perch i tassi possano ancora scendere.

Un anno di equity, bond e valute

Varaldo: Privilegiamo gli investimenti azionari in Europa e Giappone, meno gli Usa e anche
sull'obbligazionario, preferiamo la parte europea. Gli emergenti sono un'opportunit. Si sta
normalizzando il ciclo delle commodities e l'India quella che in questo momento d segnali
pi interessanti di solidit sui fondamentali. Sulla Cina rimane il tema dei consumi che
dovrebbe dare un aiuto ai valori finanziari del prossimo anno ed un mercato molto volatile
con i problemi legati alle bolle speculative del credito. Il Messico e il Brasile sono altri due temi
da seguire. Sulle valute il dollaro rimane forte, lo yen pu rafforzarsi, mentre lo yuan potrebbe
perdere un altro 4-5% nel 2016. Sui corporate la nostra preferenza va sugli yield dalla tripla B
in su. Non consiglio di andare su rating bassi.

Cominotto: Siamo costruttivi sull'azionario anche se ci sar pi volatilit. Tra America e Europa,
preferiamo l'Europa dove le stime per il 2016 vedono una crescita del 2,8, un'inflazione in zona
1%, un dividendo di 3 punti e mezzo e un'espansione dei margini che potrebbe dare ulteriore
impulso alla crescita degli utili. Sugli emergenti, l'India ha una situazione governativa ed
economica molto buona, mentre la Cina traballa. La Russia una grande opportunit da
trattare con cautela - come il Brasile -, ma in generale l'Est Europa esce da una sotto
performance degli ultimi anni del 10%. Sulle valute rublo e il real si sono deprezzati molto,
l'euro-dollaro se entra nel 2016 a 1,05 e 1,15 lo fa nel migliore dei mondi possibili, se si
avvicina a 1 arrivano gli speculatori. Sui bond in Italia andrei sugli inflation linked che danno un
pick up di rendimento superiore ai titoli tradizionali. Gli high yield sono interessanti, ma non su
un singolo titolo. Per il risparmiatore sono un campo minato.

Trezzi: Preferiamo le azioni europee alle obbligazioni e puntiamo su aziende capaci di generare
reddito grazie allo sviluppo interno del business. Sulle obbligazioni, ci piace l'high yield Usa,
mentre a livello europeo ci interessa entrare nella diversa struttura del capitale delle banche e
quindi guardare ai subordinati. Quello che vediamo oggi in Italia non uno specchio di quello
che c' a disposizione a livello europeo. Ci sono gruppi bancari europei capaci ancora oggi di
dare valore su queste asset class. evidente che la diversificazione fondamentale e che il
risparmiatore singolo non in grado di fare queste scelte. Per questo l'impatto sul risparmio
gestito nei prossimi tre anni sar fondamentale. Il fai-da-te non funziona. Sulle valute, il dollaro
si rivaluter nel 2016, forse arriver alla parit, la sterlina potrebbe rivalutarsi a breve ma sul
medio si rimarr sui valori di oggi perch l'economia UK ora va bene.

Portelli: Abbiamo un approccio meno direzionale e pi selettivo sull'azionario,


sull'obbligazionario e sulle valute. La scommessa principale sono le azioni europee e
giapponesi. La diversa politica monetaria di Fed, Bce e Boj sar un tema ancora per il 2016,
inoltre ci attendiamo per gli utili azionari europei una crescita attorno al 9%. In pi vediamo
anche una solidit dei profitti per le societ giapponesi che hanno ristrutturato bene i bilanci,
investito in modo oculato e saranno sostenute nel 2016 da uno yen ancora debole. Sugli
emergenti abbiamo chiuso la scommessa sulla Cina e rimaniamo positivi sull'India, mentre
sulle valute siamo lunghi sul dollaro e corti su euro e yen. Sui bond preferiamo l'Eurozona
rispetto ai governativi Usa e in particolare il tema corporate.

Solina: Siamo positivi sulle azioni europee e meno su quelle americane; positivi sulla parte
lunga dei tassi negli Stati Uniti e molto negativi nella parte governativa-core in Europa. Lo
spread in Italia dovrebbe ridursi ancora, questo potrebbe essere per i risparmiatori italiani un
carry positivo. Per quanto riguarda l'equity pensiamo che l'azionario americano sia quello con
le valutazioni meno attraenti, e quindi privilegiamo Europa, Giappone e in particolare gli
emergenti dove vediamo situazioni molto interessanti specialmente dal lato obbligazionario
local currency. Le grandi aree di sottovalutazione sono le valute emergenti, con un carico di
volatilit importante. Preferiamo anche avere in portafoglio una componente di cash
significativa. Quindi, scommesse relative: preferenza per il mercato azionario, esposizione sulle
valute emergenti, esposizione al dollaro ma contenuta.