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posizione eretta.

Una volta completato il test, i partecipanti hanno compilato u


n questionario per valutare il proprio stato d animo e la fiducia in s: risultato c
he quelli che erano rimasti in piedi dichiaravano un livello di autostima e uno
stato di eccitazione e di buon umore maggiori, nonch una condizione d ansia minore
rispetto agli altri partecipanti.
Inoltre, in quelli seduti sulla poltrona sformata stata rilevata anche una press
ione arteriosa pi alta, condizione tipica di chi sottoposto a stress.
Analogamente, Laura Thomas e Alejandro Lleras, ricercatori del Beckman Institute
, hanno scoperto che la direzione dello sguardo, in soggetti impegnati nello svo
lgimento di un test, influisce sulla capacit di risolvere i problemi.
Il loro esperimento ha dimostrato che il movimento degli occhi non solo un rifle
sso dei processi cognitivi, ma contribuisce anche a migliorarli o peggiorarli.
Quando il corpo mette il cervello nel sacco
Se anche la singola contrazione di un muscolo o la sua assenza, le posture e le
sensazioni fisiche sono in grado di influenzare le funzioni superiori, possiamo so
lo immaginare cosa potrebbe succedere qualora la funzionalit di un intero organo
o lo stato di salute generale di ciascuno di noi siano compromessi in maniera se
ria.
il caso, per esempio, dei dolori cronici che, alla lunga, stremano la nostra cap
acit di reggere lo stress e provocano ansia, depressione, irritabilit, incapacit di
concentrazione eccetera.
Anche le malattie autoimmuni, un sistema immunitario indebolito o disturbi cardi
ocircolatori possono alterare la chimica del cervello e portare persino allo svi
luppo di malattie mentali.
Accade con la celiachia, un intolleranza alimentare causata da una reazione autoim
mune al glutine: in un sottogruppo di individui che ne sono affetti, questo comp
lesso proteico, oltre a provocare un infiammazione dell intestino tenue, pu intaccare
direttamente il cervello, causando disturbi mentali e anomalie cerebrali.
Quando questo si verifica gli anticorpi che reagiscono al glutine sono tratti in
inganno dal fatto che la proteina del glutine assomiglia ad alcune strutture pr
oteiche presenti nei neuroni.
A causa di questo fraintendimento, finiscono per aggredire anche il sistema nervos
o, arrivando a provocare disturbi dell umore e perfino, sembra, episodi psicotici.
Anche il diabete pu portare ad alterazioni dell attivit cerebrale.
Gail Musen, assieme ad altri ricercatori, stato il primo a identificare variazion
i di densit della materia grigia procurate dal diabete mellito di tipo 1, quello
congenito, una malattia autoimmune in cui vengono prodotti anticorpi che distrug
gono le cellule del pancreas che secernono l insulina, un ormone che regola il liv
ello degli zuccheri nel sangue.
I risultati di questo studio hanno suggerito che una glicemia (la concentrazione
di zucchero o glucosio nel sangue) alta e persistente, causata appunto dal diab
ete, possa modificare le strutture nervose.
La riduzione del volume di materia grigia riscontrata era modesta e non comporta
va necessariamente un deterioramento delle facolt di pensiero; tuttavia, coinvolg
eva zone critiche, come le aree della memoria, i centri dell attenzione e dell elabo
razione del linguaggio.
Studi successivi hanno messo in risalto che la degenerazione delle cellule cereb
rali, in risposta allo squilibrio del tasso di zuccheri, invece presente in pers
one che, da almeno una decina d anni, sono affette da diabete di tipo 2, quello ch
e insorge in et adulta.
In questi soggetti, i danni sono seri, al punto da intaccare l autocontrollo, la c
apacit di prendere decisioni e quella di espressione.
Quando siamo frustrati e rabbiosi diciamo che ci rodiamo il fegato; lo stesso or
gano per, in caso di malfunzionamento, pu provocare difficolt cognitive e di espres
sione, incubi, insonnia, irrequietezza e perfino gravi alterazioni della persona
lit.
Questa sindrome causata dalle tossine che in condizioni normali il fegato rivers
erebbe nella bile o nei reni per farle espellere dall organismo e che invece, se q
uesto organo va in panne, filtrano nel flusso sanguigno e da qui raggiungono il ce
rvello.
Anche le malattie del sangue, peraltro, possono deteriorare le funzioni cerebral
i: lo dimostra uno studio, finanziato dal National Heart, Lung, and Blood Instit
ute (NHLBI), che ha impegnato un nutrito gruppo di medici.
I ricercatori hanno valutato le capacit cognitive di 149 adulti di et compresa tra
i 19 e i 55 anni, affetti da anemia falciforme, a paragone con 47 soggetti sani
.
Ne risultato che, in misura doppia rispetto ai partecipanti in salute, in chi er
a stata riscontrata quest anomalia del sangue, soprattutto se maturi, le capacit lo
giche erano pi basse rispetto alla media e i livelli di emoglobina (la proteina p
resente nei globuli rossi che trasporta l ossigeno ai tessuti) erano inferiori all
a norma.
La causa, secondo gli studiosi, proprio la ridotta dimensione dell emoglobina, che
in questa malattia ha approssimativamente una forma a mezza luna e, soprattutto
, povera di ossigeno, il che alla lunga pu provocare guasti in tutto l organismo, cer
vello compreso.
Dalla mente al corpo: la corsia d emergenza
L idea che esperienze di vita, traumi, atteggiamenti ed emozioni potessero provoca
re una condizione di malattia o vulnerabilit dell organismo stata il presupposto de
lla medicina psicosomatica.
Studi recenti hanno dimostrato che la questione per pi complessa, dal momento che
mente e corpo non sono strutture distinte, ma parti di un unica entit.
Nel paragrafo precedente abbiamo visto che le malattie possono condizionare il c
ervello, ma vero anche il contrario.
La connessione tra gli organi e la testa molto stretta e mediata da un circuito ch
e coinvolge sistema nervoso centrale, endocrino (le ghiandole) e immunitario: il
nome di questo complesso asse ipotalamo-ipofisi-surrene o HPA.
Questa coalizione composta da una struttura cerebrale l ipotalamo, che governa i pro
cessi emotivi e il cui nucleo centrale l amigdala , una ghiandola madre l ipofisi e
re due ghiandole che si trovano sopra i reni, che prendono il nome appunto di su
rreni.
Queste ultime sfornano il prodotto finito: gli ormoni adrenalina e cortisolo.