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Giuseppe De Marco, Carlo Mariconda

Esercizi sulle funzioni di


Variabile Complessa
Sommario

Prefazione 5

1 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent 7


1.1 Esercizi teorici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.2 Esercizi di allenamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
1.2.1 Poli e residui di ordine 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
1.2.2 Poli e residui di ordine > 1 . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
1.2.3 Decomposizione in frazioni semplici . . . . . . . . . . . . 14
1.2.4 Sviluppi di Laurent . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
1.2.5 Teorema dei residui e integrali su circuiti . . . . . . . . . . 17
1.3 Esercizi risolti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
1.4 Esercizi proposti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
1.5 Esercizi teorici di difficolt`a superiore . . . . . . . . . . . . . . . . 28
1.6 Quiz a risposte multiple . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
1.6.1 Soluzioni dei quiz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32

2 Funzioni armoniche e funzioni olomorfe 33


2.1 Esercizi di allenamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33
2.2 Esercizi teorici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
2.3 Teorema di Rouche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

3 Calcolo di integrali con il metodo dei residui 39


3.1 Richiami e complementi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39
3.2 Esercizi di allenamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
3.3 Esercizi risolti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
3.4 Esercizi proposti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

4 Il Lemma di Jordan 55
4.1 Esercizi di allenamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
4.2 Esercizi risolti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
4.3 Esercizi proposti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69

5 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande 73


5.1 Esercizi di allenamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
5.2 Esercizi risolti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
5.3 Esercizi proposti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 102
4

6 Funzioni definite da integrali 105


6.1 Esercizi risolti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 105
6.2 Esercizi proposti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 117

Bibliografia 119

Indice analitico 121


Prefazione

Questo volume contiene gli esercizi di Funzioni di Variabile Complessa contenuti nel
testo Esercizi di Calcolo in pi`u variabili da noi pubblicato qualche anno fa, tipici
dei corsi di Analisi Due dellepoca sopratutto a Matematica e Fisica. Ad essi se ne
sono aggiunti altri di vari livelli, tenendo conto di quanto viene richiesto in alcuni
corsi di Analisi Due e di Metodi Matematici nei corsi di Scienze e di Ingegneria.
Abbiamo deciso di scorporarli dal nuovo testo Esercizi di Analisi Due[4] sia per le
dimensioni maggiori di quel volume, a sua volta arricchito di esercizi, sia perche le
funzioni di variabile complessa non fanno pi`u parte ora di molti corsi di Analisi 2.
Per quanto riguarda la teoria facciamo riferimento a [2], ma ovviamente gli esercizi
del volume sono un utile ampliamento di qualunque testo che tratti le nozioni di base
sulle funzioni olomorfe.
Rispetto alla precedente edizione e` stato fatto un notevole lavoro di classificazio-
ne degli esercizi. Nei capitoli si trovano le sezioni:

Richiami di teoria e complementi: i risultati chiave della teoria e alcuni fatti utili,
magari non presenti su tutti i testi;
Esercizi teorici: esercizi di carattere teorico, talvolta dimostrazioni di fatti noti o
di complementi utili nel capitolo;
Esercizi di allenamento: gli esercizi di routine adatti a qualunque tipo di corso che
affronti largomento della sezione;
Esercizi risolti: esercizi in difficolt`a crescente adatti ai corsi via via pi`u esigenti e
ricchi dal punto di vista matematico;
Esercizi proposti: esercizi senza svolgimento, talvolta con la soluzione;
Quiz a risposte multiple: esercizi elementari a risposta multipla, adatti a qua-
lunque corso, dello stesso livello degli esercizi di allenamento: le soluzioni sono
presenti alla fine dei capitoli.

Inoltre, alcune di queste sezioni sono duplicate a seconda che gli esercizi siano
pi`u facili o pi`u semplici o, come nel caso del calcolo di integrali con il metodo dei
residui, gli argomenti utilizzati nella risoluzione degli stessi (solo il teorema dei resi-
dui, il Lemma di Jordan, i lemmi del cerchio grande e del cerchio piccolo) in modo
da permettere al docente e allo studente una facile selezione.
Nel testo si trovano esercizi pi`u di 100 esercizi (75 dei quali interamente risolti)
sui seguenti argomenti: funzioni olomorfe, sviluppi di Laurent, funzioni armoniche
ed olomorfe, Teorema di Rouche, calcolo di integrali con il metodo dei residui. Non
trattiamo argomenti di carattere superiore come le trasformate.
6 Prefazione

Z Infine, gli esercizi, osservazioni, o elementi di teoria particolarmente rilevanti


sono segnalati con il simbolo che vedete accanto; Gli esercizi pi`u faticosi o che ri-
chiedono competenze superiori sono indicati invece con K: il lettore che non riuscisse
a svolgersi da solo non deve preoccuparsi.
Invitiamo i lettori a segnalare eventuali errori a carlo.mariconda@unipd.it con
oggetto Funzioni di Variabile Complessa; lerratacorrige sar`a presente dalla home
page di Carlo Mariconda alla pagina www.math.unipd.it/maricond
1 Funzioni olomorfe e sviluppi
di Laurent

1.1 Esercizi teorici


Esercizio 1.1 Sia f olomorfa e non identicamente nulla attorno ad a C, con a zero
di molteplicit`a m 1. Allora a e` zero di molteplicit`a m 1 di f 0 . Inoltre

f 0 (z) m
z a, (1.1)
f (z) (z a)

f 0 (z) m
cio`e e` asintotica a per z a.
f (z) (z a)
Soluzione. Infatti si ha

f (z) = (z a)m h(z)

con h olomorfa attorno ad a e h(a) 6= 0. Di conseguenza, attorno ad a si ha

f 0 (z) = m(z a)m1 h(z) + (z a)m h0 (z)


= (z a)m1 g(z), g(z) := mh(z) + (z a)h0 (z);

ed e`

g(a) = mh(a) 6= 0.

Infine si ha
f 0 (z) m(z a)m1 h(z) + (z a)m h0 (z)
=
f (z) (z a)m h(z)
m(z a) m1
h(z) (z a)m h0 (z)
= +
(z a)m h(z) (z a)m h(z)
0
m h (z) m
= + per z a.
za h(z) za

8 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Nel seguito utilizziamo spesso la seguente ovvia versione complessa del Teorema di
De lHopital.

Z Esercizio 1.2 (Regola di De lHopital) Siano f, g funzioni olomorfe attorno ad a


C, con g non identicamente nulla e sia f (a) = g(a) = 0. Allora, se esiste il limite

f 0 (z)
lim =`C
za g 0 (z)

si ha
f (z)
lim = `.
za g(z)

Soluzione. Supponiamo f non identicamente nulla attorno ad a, altrimenti non c`e


nulla da provare. Sia n la molteplicit`a di a come zero di f . Sia m 1 la molteplicit`a
di a come zero di g . Se n 1 e` la molteplicit`a di a come zero di f . per lEsercizio 1.1
si ha che a e` zero di molteplicit`a n 1 per f 0 e m 1 per g 0 : di conseguenza vi e`
c C \ {0} tale che

f 0 (z) (z a)n1
c = c(z a)nm
g 0 (z) (z a)m1
per z che tende ad a. Ora, essendo

f 0 (z)
lim = lim c(z a)nm = ` C,
za g 0 (z) za

necessariamente si ha n m e ` = 0 se n > m, ` = c se n = m. Per lEsercizio 1.1

f 0 (z) g 0 (z)
f (z) (z a), g(z) (z a) z a,
n m
da cui
f (z) m f 0 (z) m
0
` z a.
g(z) n g (z) n

f (z)
Nel caso n m si ha ` = 0 e si ottiene lim = 0 = `; nel caso m = n si
za g(z)
f (z)
ottiene lim = `. 
za g(z)
1.2 Esercizi di allenamento 9

1.2 Esercizi di allenamento


1.2.1 Poli e residui di ordine 1
Esercizio 1.3 Trovare le singolarit`a della funzione
eiz
f (z) = , ( > 0)
z4 + z2 + 1
calcolando il residuo su quelle con parte immaginaria positiva.
Soluzione. Troviamo gli
zeri del denominatore: t2 + t + 1 = 0 per t = (1
1 4)/2 = (1 i 3)/2 = ei2/3 ; quindi gli zeri del denominatore, tutti
semplici, sono ei/3, ei/3 , ei/3 , ei/3 . Di questi ei/3 = (1 + i 3)/2 e
ei/3 = (1 + i 3)/2 hanno coefficiente dellimmaginario positivo. Residui:

i/3 ei(1+i 3)/2 e 3/2 ei/2
Res(f , e )= = ;
4ei + 1 + i 3 3 + i 3

i/3 ei(1+i 3)/2 e 3/2 ei/2
Res(f , e )= = .
4ei 1 + i 3 3+i 3


Esercizio 1.4 Si consideri la funzione di variabile complessa


eiz eiz
f (z) = (, R, 6= ).
z 2 (1 + z 2 )
Trovarne e classificarne le singolarit`a, calcolando i residui su quelle con parte
immaginaria 0.
Soluzione. z = 0 e` polo di ordine 1 (`e zero di molteplicit`a 2 per il denominatore, ma
di molteplicit`a 1 per il numeratore, essendo 6= ), con residuo;
eiz eiz eiz eiz
lim z = lim = (Hopital) = i i.
z0 z 2 (1 + z 2 ) z0 z
Invece z = i sono poli di ordine 1, essendo zeri semplici per il denominatore, senza
annullare il numeratore. Il residuo in z = i e` (e e )/(2i).


Esercizio 1.5 Data la funzione di variabile complessa


zez
f (z) =
e4z 1
classificarne le singolarit`a. Calcolare il residuo di f in i/2. Soluzione. Gli zeri del
denominatore sono per 4z = 2ki e cio`e z = ki/2, tutti di molteplicit`a 1; se k = 0
si ha z = 0 dove anche il numeratore e` nullo, e la singolarit`a z = 0 e` eliminabile; gli
(i/2)ei/2
altri sono poli del primo ordine. Si ha poi Res(f, i/2) = 2i
= . 
4e 8
10 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Esercizio 1.6 E` data la funzione


z 2 (1 e2iz )
f (z) = a > 0, a costante.
(z 2 1)(z 2 + a2 )

Se ne trovino le singolarit`a, classificandole. Trovare il residuo nelle singolarit`a con


parte immaginaria positiva o nulla.
Soluzione.
Il denominatore si annulla per z = 1 e z = ia, dove ha zeri semplici.
Per z = 1 anche il fattore 1 e2iz al numeratore si annulla; quindi 1 sono
singolarit`a eliminabili. Invece ia sono poli semplici, dato che in essi il numeratore
non si annulla (vale a2 (1 e2a ), e per ipotesi a non e` zero); si ha

(ia)2 (1 e2iia ) a2 (1 e2a ) a 1 e2a


Res(f, ia) = = =
((ia)2 1)2ia (a2 1)2ia 2i 1 + a2

(chiaramente il residuo in 1 e` nullo, essendo queste singolarit`a eliminabili).




Esercizio 1.7 Descrivere singolarit`a e residui della funzione

1 e2iz
f (z) = . (1.2)
z4 1
Soluzione. Gli zeri del denominatore sono le radici quarte di 1, ovvero 1, i, 1, i e
sono semplici, dato che la derivata del denominatore, 4z 3 , e` nulla solo in z = 0. Il
numeratore si annulla per e2iz = 1, il che equivale a z Z; ne segue che 1 sono
singolarit`a eliminabili (in esse la f vale 2i/4(1)3 = i/2, come si vede con
la regola di de lHopital), mentre si ha

1 e2ii i
Res(f, i) = 3
= (1 e2 );
4i 4
2i(i)
1e i
Res(f, i) = 3
= (1 e2 ).
4(i) 4


Esercizio 1.8 Data la funzione

e(1+i)z
f (z) = .
e2z + 4
Trovarne singolarit`a e residui.
1.2 Esercizi di allenamento 11

Soluzione. Si ha e2z = 4 se e solo se 2z = log(4) + 2ki , con k intero, dove log


e` il logaritmo principale, log(4) = log 4 + i =2 log 2 + i . Poiche il numeratore
non e` mai nullo, gli zeri del denominatore, che sono semplici, e sono

ak = log 2 + i + ki (k Z)
2
sono poli del primo ordine per f , con residui

e(1+i)ak elog 2/2k+i(log 2+/2+k)


Res(f, ak ) = =
(e2z + 4)0z=ak (2e2z )z=ak
2e/2k ei(/2+k) ei log 2
=
8
cio`e
e/2k+i log 2
Res(f, ak ) = (1)k+1 i .
4


1
Esercizio 1.9 Determinare poli e residui della funzione contenuti sul
z4 + 1
semipiano Im z > 0.
Soluzione. La funzione f (z) = 1/(1+z 4 ) ha quattro poli di ordine 1; quelli contenuti
nel semipiano Im z 0 sono z1 = ei/4 e z2 = e3i/4 . Si ha inoltre
 
1 1
i/4
Res(f, e ) = 3
= e3i/4 ,
4z z=ei/4 4
 
1 1
Res(f, e3i/4 ) = = ei/4 .
4z 3 z=e3i/4 4


1.2.2 Poli e residui di ordine > 1


Z Esercizio 1.10 (Calcolo di residui su poli di ordine > 1) Sia f funzione di variabi-
le complessa con polo di ordine m in a. Provare che h(z) = (z a)m f (z) ha in a
una singolarit`a eliminabile e che se

X h(k) (a)
h(z) = dk (z a)k , dk =
k=0
k!

e` lo sviluppo di Taylor di h intorno ad a allora



X
f (z) = dk (z a)km
k=0
12 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

h(m1) (a)
e` lo sviluppo di Laurent di f in a; in particolare Res(f, a) = dm1 = .
(m 1)!
Soluzione. Se a e` polo di ordine m allora f (z) e` asintotica a c/(z a)m per qualche
c 6= 0 e pertanto (z a)m f (z) c per z a; ne segue che h(z) = (z a)m f (z) e`
limitata attorno ad a che e` quindi singolarit`a eliminabile per h che possiamo pertanto
considerare olomorfa attorno ad a. Il resto e` facile. 

Esercizio 1.11 Classificare la singolarit`a e il residuo di

z 2 ez
f (z) =
(1 + ez )2
in z = i .
Soluzione. Posto g(z) = z 2 ez , h(z) = ez + 1 e` g(i) = 2 6= 0, h0 (i) = 1 6= 0:
i e` polo di ordine 2. Si ha poi

(z 2 ez )0z=i = (2zez + z 2 ez )z=i = 2i + 2

da cui z 2 ez = 2 + ( 2 2i)(z i) + oi (z i) e

1 z
ez = (ez )i + (ez )i (z i) + (e )i (z i)2 + oi (z i)2
2
1
da cui (ez + 1)/(z i) = 1 (z i) + oi (z i) dalla quale si ricava
2

z i 1/2
 
1
= + (z i) + oi (z i)
ez + 1 1 (1)2
1
= 1 + (z i) + oi (z i)
2
2
z i

= 1 (z i) + oi (z i)
ez + 1
ed infine
 (z i) 2
(z i)2 f (z) = z 2 ez = 2 + ( 2 2i 2 )(z i) + oi (z i)
ez + 1
= 2 2i((z i)) + oi (z i)

e quindi

2 2i
f (z) = + R(z),
(z i) 2 (z i)

dove e` R(z) olomorfa attorno a i e Res(f, i) = 2i . (Lo stesso problema e`


risolto in modo diverso in [2].) 
1.2 Esercizi di allenamento 13

Esercizio 1.12 Data la funzione complessa ( C costante complessa)

ez
f (z) = ,
(1 + e2z )2
se ne classifichino le singolarit`a, e si calcoli il residuo sulla singolarit`a c con 0 <
Im c < . Soluzione. Il numeratore non e` mai nullo; la funzione 1 + e2z ha zeri
semplici nei punti z per cui e2z = 1 2z = (2k + 1)i e cio`e sugli
zk = i/2 + ki , k Z. Questi sono tutti poli del secondo ordine per f . Il polo c
richiesto e` c = i/2; inoltre

(z i/2)2 ez
 
d
Res(f , i/2) =
dz (e2z + 1)2 z=i/2
2 !
2(z i/2)(e2z + 1) (z i/2)2 4e2z z z i/2

= lim e + ez .
zi/2 (e2z + 1)3 e2z + 1

Il limite limzi/2 (e2z + 1)/(z i/2) coincide con la derivata di e2z in z =


i/2 e cio`e con 2; in altre parole e2z + 1 2(z i/2) per z i/2; il
secondo termine tende quindi ad ei/2 /4; nel primo si scrive 8(z i/2)3 al
denominatore in luogo di (e2z + 1)3 e si ha (si semplifica un termine z i/2):

2(z i/2)(e2z + 1) (z i/2)2 4e2z


lim =
zi/2 (e2z + 1)3

2(z i/2)(e2z + 1) 4(z i/2)2 e2z


= lim
zi/2 8(z i/2)3
2(e2z + 1) 4(z i/2)e2z
= lim
zi/2 8(z i/2)2
8(z i/2)e2z
=(LHopital) lim
zi/2 16(z i/2)
8ei 1
= = .
16 2
In definitiva Res(f , i/2) = ei/2 ( 2)/4. 

Esercizio 1.13 Sia R fissato. Classificare le singolarit`a della funzione

eiz
f (z) = .
sinh2 z
Calcolarne il residuo in 0.
14 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Soluzione. Il denominatore si annulla per z = ik , k Z; si tratta di zeri del primo


ordine per sinh, dato che in essi la derivata cosh vale (1)k 6= 0; sono zeri del
secondo ordine per sinh2 ; il numeratore non e` mai nullo; quindi la funzione ha poli
del secondo ordine in tutti i punti ik . Calcoliamo Res(f, 0). Trattandosi di un polo
del secondo ordine si ha
z2
 
iz
Res(f, 0) = D e ;
sinh2 z z=0
la derivata e` :
2
z2 2
iz 2z sinh z 2z sinh z cosh z
ieiz + e ;
sinh2 z sinh4 z
facendo il limite per z 0, il primo addendo tende a i; il secondo, a parte il fattore
eiz che tende ad 1, si pu`o scrivere agli effetti del limite
z sinh z z + o(z 2 ) z(1 + o(z)) o(z 2 )
2 2
z2 z2 z2
e tende a zero per z 0. Si ha quindi Res(f, 0) = i. 

1.2.3 Decomposizione in frazioni semplici


Esercizio 1.14 Decomporre in frazioni semplici la funzione razionale
z3 + 4
f (z) = .
z 2 (z 1)4
Soluzione. Cerchiamo la parte singolare attorno al polo del quarto ordine z = 1
sviluppando h(z) = (z 1)4 f (z) = (z 3 + 4)/z 2 = z + 4/z 2 in serie di Taylor
attorno ad 1. Si ha
h(1) = 5;
 
0 8
(h (z))z=1 = 1 3 = 7;
z z=1
 
00 24
(h (z))z=1 = = 24;
z 4 z=1
96
 
(3)
(h (z))z=1 = = 96
z 5 z=1
e la parte singolare in z = 1 e` quindi

5 7 24/2! 96/3!
+
(z 1)4 (z 1)3 (z 1)2 z1
5 7 12 16
= + .
(z 1)4 (z 1)3 (z 1)2 z1
1.2 Esercizi di allenamento 15

Per la parte singolare attorno a z = 0, polo del secondo ordine, si prende h(z) =
z 2 f (z) = (z 3 + 4)/(z 1)4 ; si ha h(0) = 4, e
3z 2 z3 + 4
h0 (z) = 4
(z 1)4 (z 1)5
quindi
h0 (0) = 16.
La parte singolare in z = 0 e` quindi 4/z 2 16/z ; si ottiene quindi, essendo f
razionale propria
z3 + 4 4 16 5 7 12 16
f (z) = = 2 + + ,
z 2 (z 1)4 z z (z 1)4 (z 1)3 (z 1)2 z 1
come richiesto. 

Esercizio 1.15 Decomporre in frazioni semplici la funzione razionale


z3 + 4
f (z) =
z 2 (z 1)4
Soluzione. Cerchiamo la parte singolare attorno al polo del quarto ordine z = 1
sviluppando h(z) = (z 1)4 f (z) = (z 3 + 4)/z 2 = z + 4/z 2 in serie di taylor
attorno ad 1. Si ha
 
8
h(1) = 5, (h0 (z))z=1 = 1 3 = 7
z z=1
   
00 24 (3) 96
(h (z))z=1 = = 24, (h (z))z=1 = 5 = 96
z4 z=1 z z=1

e la parte singolare in z = 1 e` quindi


5 7 24/2! 96/3! 5 7 12 16
+ = + .
(z 1)4 (z 1)3 (z 1)2 z1 (z 1)4 (z 1)3 (z 1)2 z 1
Per la parte singolare attorno a z = 0, polo del secondo ordine, si prende h(z) =
z 2 f (z) = (z 3 + 4)/(z 1)4 ; si ha h(0) = 4, e
3z 2 z3 + 4
h0 (z) = 4 h0 (0) = 16.
(z 1)4 (z 1)5
La parte singolare in z = 0 e` quindi 4/z 2 16/z ; si ottiene quindi, essendo f
razionale propria,
4 16 5 7 12 16
f (z) = + + .
z2 z (z 1)4 (z 1)3 (z 1)2 z 1

16 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Esercizio 1.16 Decomporre in frazioni semplici la funzione

1
f (z) = .
z 5 (z + 1)3

Soluzione. Procedendo come nellEsercizio 1.15 si trova


1 3 6 10 15 1 5 15
f (z) = + 2 + .
z5 z4 z3 z z (z + 1)3 (z + 1)2 z + 1


1.2.4 Sviluppi di Laurent


Esercizio 1.17 Determinare lo sviluppo di Laurent della funzione f (z) =
1
attorno a z0 = 2, determinare poi il residuo di f in 2. Soluzione.
(z 2)(5 z)
1 1 1
E` = . Scrivendo 5 z = 3 (z 2) si ha
(z 2)(5 z) z25z
1 1 1 1
= =
3 1 z2

5z 3 (z 2) 3

Ricordando che

1 X
= wn , |w| < 1
1 w n=0

si ha

z2 n

z 2

1 X
z2
 = , 3 <1

1 3 n=0
3

ed e` quindi

1 X 1
= (z 2)n , |z 2| < 3
5 z n=0 3n+1

da cui, per 0 < |z 2| < 3,



1 X 1 1 X 1
= (z 2)n1 = + (z 2)n
(z 2)(5 z) n=0 3n+1 3(z 2) n=0 3n+2

e pertanto Res(f, 2) = 13 . 
1.2 Esercizi di allenamento 17

1.2.5 Teorema dei residui e integrali su circuiti


Esercizio 1.18 Si consideri la funzione
z(z 2 + 4 2 )
f (z) = .
1 cosh z
(i) Determinare le singolarit`a, classificandole.
(ii) Calcolare
Z
f (z) dz.
|z2i|=8

Soluzione. (i) Il denominatore ha zeri per cosh z = 1, e cio`e per cos(iz) = 1, ovvero
iz = 2k , che equivale a z == 2ki = 2mi, m Z. Cerchiamo la molteplicit`a
di tali zeri: si ha D(1cosh z) = sinh z , e sinh(2mi) = (e2mi e2mi )/2 =
(1 1)/2 = 0; ma D2 (1 cosh z) = cosh z vale 1 per z = 2mi. Quindi: i
punti 2mi, m Z, sono zeri di molteplicit`a 2 per il denominatore. Il numeratore si
scrive z(z + 2i)(z 2i) ed ha quindi 0, 2i, 2i come zeri semplici. Ne segue:
0, 2i, 2i sono per f poli semplici (di ordine 1); 2mi, m Z r {1, 0, 1}
sono per f poli del secondo ordine.
(ii) Il circolo di centro 2i e raggio 8 interseca lasse immaginario nei punti di affissa
6i e 10i; poiche 6 < 2 < 10 < 4 , entro il circolo cadono le singolarit`a 0, 2i;
per il teorema dei residui si ha:
Z
f (z) dz = 2i (Res(f, 0) + Res(f, 2i)) .
|z2i|=8

Trattandosi di poli semplici si ha

z2
Res(f, 0) = lim zf (z) = 4 2 lim = 8 2 ;
z0 z0 1 cosh z

(z 2i)2
Res(f, 2i) = lim (z 2i)f (z) = 2i(2i + 2i) lim
z2i z2i 1 cosh z

2(z 2i)
= 8 2 lim = 16 2 .
z2i sinh z
In definitiva
Z
f (z) dz = 16 3 i.
|z2i|=8


18 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Esercizio 1.19 Calcolare, usando il teorema dei residui:


1
Z
2
dz
z + 8z + 1

dove (t) = eit , t [0, 2] e` il circolo unitario).


Soluzione.
Il denominatore
si annulla per
z = 4 15 ed e` | 4 15| > 1, mentre
| 4 + 15| < 1. Quindi 4 + 15 e` singolarit`a entro il circuito, chiaramente polo
del primo ordine con residuo

1   1  1
Res 2 , 4 + 15 =
= .
z + 8z + 1 2z + 8 z=4+ 15 2 15
Ne segue
1 i
Z
dz = .
z2 + 8z + 1 15


Esercizio 1.20 Sia il cammino ottenuto giustapponendo il semicerchio di raggio


10 sul piano Im z > 0 percorso in senso antiorario con il segmento [10, 10]. Sia

z2 z2
f (z) = .
z 2 + 25 z 2 + 9
R
Calcolare f (z) dz con il metodo dei residui.
Soluzione. Le singolarit`a di f sono 5i e 3i; esse sono poli del primo ordine come
e` immediato constatare, essendo non nulle le derivate del denominatore in tali punti.
Dato che solo 3i e 5i sono contenuti allinterno del circuito per il teorema dei
residui si ha
Z
f (z) dz = 2i(Res(f, 3i) + Res(f, 5i))

Per il calcolo del residuo si ottiene


 2
z (5i)2 5i
Res(f, 5i) = = = ;
2z z=5i 10i 2
 2 2
z (3i) 3i
Res(f, 3i) = = = .
2z z=3i 6i 2
Quindi
 
3i 5i
Z
f (z) dz = 2i + = 2
2 2

1.2 Esercizi di allenamento 19

Esercizio 1.21

(i) Sia b 6= 0, b C; posto r = |b|, sviluppare in serie di Laurent la funzione

1
zb
in B(0, [0, r[) ed in B(0, ]r, +[).
(ii) Sia 0 < q < 1 costante fissata; si consideri la funzione razionale
z
F (z) = .
(z q)(1 qz)
Trovarne poli e residui, e scriverne la decomposizione in frazioni semplici.
(iii) Scrivere lo sviluppo di Laurent di F , nella corona circolare che ha i due poli sulla
frontiera.
(iv) KSi consideri ora la funzione della variabile reale
1
f () = ;
1+ q2 2q cos
servirsi di (iii) per calcolare i coefficienti di Fourier, in periodo 2 di f (si usa
naturalmente la solita sostituzione cos = ( + 1/)/2, dove = ei ...).

Soluzione. (i) Se |z| < r = |b|, si ha |z/b| < 1; si scrive



1 1 1 1 1 1 X z n
= = =
zb b z/b 1 b 1 z/b b n=0 bn

da cui subito lo sviluppo di Laurent della funzione data (sviluppo che in B(0, [0, r[)
e` quello di Taylor)

X zn
1
= (I)
z b n=0 bn+1

Se invece |b| = r < |z| si ha |b/z| < 1 e si scrive



1 1 1 1 X bn
= =
zb z 1 b/z z n=0 z n

da cui

1 X bm1
= (II)
z b m=1 z m

che e` lo sviluppo di Laurent richiesto per |z| > r.


20 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

(ii) Chiaramente q, 1/q sono poli di ordine 1 e si ha Res(F, q) = q/(1 q 2 ),


Res(F, 1/q) = 1/q(1 q 2 ), pertanto
q/(1 q 2 ) 1/q(1 q 2 )
F (z) =
zq z 1/q
e` la richiesta decomposizione di F in fratti semplici.
(iii) Si tratta della corona circolare B(0, ]q, 1/q[. Da (i), lo sviluppo di Laurent di
1/(z q) in tale corona e` noto (basta porre q in luogo di b in (I)), e cos` quello di
1/(z 1/q) (si pone 1/q in luogo di b in (I)), per cui subito si ha lo sviluppo di
Laurent di F

X zn2
X
2 q
n1
F (z) = 1/q(1 q ) + q/(1 q )
n=0
1/q n+1 n=1 zn
cio`e

X qn n X qn 1
F (z) = z +
n=0
1 q2 n=1
1 q2 zn

(iv) Posto ( + 1/)/2 in luogo di cos in f si ottiene


1
= = = F ().
1+ q2 2q( + 1/)/2 + q q q
2 2 ( q)(1 q)
La serie di Laurent di F converge totalmente su ogni corona circolare compatta con-
tenuta in B(0, ]q, 1/q[, in particolare sul circolo unitario { = ei : R}; si ha
quindi, sostituendo = ei nello sviluppo prima trovato per F ;

X q n in X q n in
f () = F (ei ) = e + e
n=0
1 q2 n=1
1 q2

la convergenza della serie a secondo membro essendo totale per R; poiche tale
serie e` serie trigonometrica, essa e` necessariamente la serie di Fourier (in periodo 2 )
di f ; si ha quindi
qn
cn (f ) = per n = 0, 1, 2, . . .
1 q2
nonche
q n
cn (f ) = per n = 1, 2, 3, . . . ;
1 q2
concisamente
q |n|
cn (f ) = n Z.
1 q2
N.B.: La funzione f , a meno di un coefficiente, e` il nucleo di Poisson. 
1.3 Esercizi risolti 21

1.3 Esercizi risolti


Esercizio 1.22 Sia f (z) = z exp(1/z) ( = ze1/z ). Descrivere le singolarit`a di f , e
calcolarvi lo sviluppo di Laurent: specificare la parte regolare ed il residuo. Calcolare
poi, al variare di m Z, gli integrali
Z
Im = z m f (z) dz dove (t) = eit , t [0, 2] e` il circolo unitario.

Soluzione. Lunica singolarit`a e ovviamente z = 0, che e` singolarit`a essenziale come


ora vediamo. Ricordando che si ha exp w = 1 + w + w2 /2! + + wn /n! +
per ogni w C si ha exp(1/z) = 1 + 1/z + 1/(z 2 2!) + + 1/(z n n!) + per
ogni z C r {0}, e quindi

1 1 X 1/(n + 1)!
z exp(1/z) = z + 1 + + + n1 + = (1 + z) + ;
z2! z n! n=1
zn

la parte regolare e` 1 + z , il residuo e` 1/2.


Il calcolo dellintegrale pu`o essere spiegato in vari modi: si pu`Z
o ricordare che il
p-esimo coefficiente dello sviluppo di Laurent di f e` cp = (1/2i) f (z)/z p+1 dz

per dire che si ha

1 f (z)
Z Z
Im = z m f (z) dz = 2i m1+1
dz = 2ic(m+1) .
2i z

Per m = 2 si ha I2 = 2ic1 = 2i; per m = 1 si ha I1 = 2ic0 = 2i;


per m 0 si ha Im = 2ic(m+1) = 2i/(m + 2)!; per m 3 si ha Im = 0.
Riassumendo:



0 per m 3;

Im 2i per m = 2, 1;
2i

per m 0.
(m + 2)!

Esercizio 1.23 K Sia


z exp(2z 2 )
f (z) = .
exp(2z 2 ) 1

(i) Descrivere le singolarit`a di f , disegnarle sul piano complesso e determinare le parti


principali a tali singolarit`a.
22 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

(ii) Detto n il circolo positivamente orientato di centro lorigine e raggio n, e posto,


per n N, n > 0
Z
In = f (z) dz
n

calcolare In (esprimerlo con una formula; pu`o essere utile la funzione parte intera;
si ricordi che [x], parte intera del numero reale x, e` il massimo intero che non
supera x).
(iii) Calcolare

In
lim .
n n2

Soluzione. (i) exp(2z 2 ) 1 = 0 se e solo se 2z 2 = 2ki con k Z, e ci`o


accade se e solo se ze` radice quadrata di ki, k Z; se k > 0 le radiciquadrate di
ki = kei/2 sono kei/4 , se k < 0 le radici quadrate di ki sono kei/4 ;
se k = 0 c`
e 0 come unica radice quadrata. Riassumendo, le singolarit`a di f sono
z = 0 e ei/4 , con tutte le 4 scelte dei segni, al variare di in {1, 2, 3, . . . };
stanno sulle bisettrici dei quadranti e si disegnano come in Figura 1.1.

1 x

Figura 1.1.

La derivata del denominatore e` 4z exp(2z 2 ), che e` nulla solo per z = 0;


gli zeri prima trovati sono quindi tutti di molteplicit`a 1, salvo z = 0 che e` doppio;
il numeratore di f e` nullo solo in 0, con molteplicit`a 1. Tutte le singolarit`a prima
trovate sono quindi per f poli del primo ordine; la parte principale ad un singolarit`a
1.4 Esercizi proposti 23

a e` quindi del tipo Res(f, a)/(z a). Per calcolare i residui:


z exp(2z 2 ) 1
Res(f, 0) = lim z = lim
z0 exp(2z ) 1 z0 exp(2z 2 ) 1
2

z2
tenendo conto del fatto che exp(2z 2 ) tende ad 1 per z 0; posto w = z 2 si ha
1 1 1
lim = =
w0 exp(2w) 1 (2e2w )w=0 2
w
mentre per il residuo ad un punto singolare a diverso da 0 si ha subito
a exp(2a2 ) 1
Res(f, a) = 2
=
4a exp(2a ) 4
(ii) Si noti che essendo 2 irrazionale il circuito non passa per alcuna singolarit`a di f ,
e gli integrali che definiscono In hanno quindi significato. Per il teorema dei residui
 X 
In = 2i Res(f, 0) + Res(f, ei/4 ) = i + 2i(n)

dove (n) e` il numero di interi positivi tali che < n, e cio`e la parte intera di
2 n2 , (n) = [ 2 n2 ]. Quindi In = i(1 + 2[ 2 n2 ]).
(iii) Essendo 2 n2 1 < [ 2 n2 ] < 2 n2 + 1, si ottiene 2 1/n2 < [ 2 n2 ]/n2 <
2 + 1/n2 , da cui si ha lim [ 2 n2 ]/n2 = 2 . Ne segue
n

In
lim = 2i 2
n n2


1.4 Esercizi proposti


1
Esercizio 1.24 Sia f (z) = . Determinare lo sviluppo di Laurent di
(z 2)2 (z 5)
f attorno a z = 2. Determinare poi lintegrale
Z
f (z) dz
|z2|=1

dove |z 2| = 1 e` il circolo di centro 2 e raggio 1 orientato positivamente.


Soluzione. I primi termini dello sviluppo di Laurent di f in z = 2 sono
1 1 1 z2 1 1
(z 2)2 (z 2)3 + ...
3(z 2)2 9(z 2) 27 81 243 729
pertanto lintegrale cercato vale 2i/9. 
24 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Esercizio 1.25 Decomporre in frazioni semplici la funzione

1
f (z) = .
(z + 1)3 z 5

Soluzione. Il risultato e`
1 3 6 10 15 1 5 15
+ 2 + .
z5 z4 z3 z z (z + 1)3 (z + 1)2 z + 1


Esercizio 1.26 Sia


z(z 2)
f (z) = .
(z 4)3 (z 2 + 6)
i) Determinare le singolarit`a e i residui nei punti singolari.
ii) Calcolare poi lintegrale di f sul circolo centrato sullorigine e raggio 3.

z+1
Esercizio 1.27 Sia R(z) = .
z 3 (1 + z2)
i) Determinare singolarit`a e residui di R;
ii) Dimostrare (senza calcoli) che R e` la somma delle sue parti singolari nei vari
poli
iii) Determinare le parti singolari di R attorno ai poli.
iv) Usando ii) decomporre R in frazioni semplici complesse.

ez
Esercizio 1.28 Siano f (z) = e R = {z = x + iy C : 0 x 2, 0
e2z + 4
y }.

1. Determinare e classificare i poli di f contenuti in R;


2. Sia il circuito
Z costituito dalla frontiera positivamente orientata del rettangolo R.
Calcolare f (z) dz .

Esercizio 1.29(i) Determinare lo sviluppo di Laurent di

1 2
+
z2 4z
nella corona circolare 2 < |z| < 4.
(ii) Classificare le singolarit`a della funzione

z + 2i
f (z) = .
sin(iz)(cos z 1)
1.4 Esercizi proposti 25

Esercizio 1.30 Si calcoli


ez dz
Z

C (z 1)(z + 3)2

dove C e` la circonferenza |z + 1| = 3 orientata in verso antiorario (si pu`o usare il


teorema dei residui.

Esercizio 1.31 Sia f la funzione di variabile complessa definita da


sin z
f (z) = .
z 3 (z 2 + 2z + 2)
i) Determinare le singolarit`a; classificarle e calcolare i relativi residui.
ii) Calcolare lintegrale Z
f (z) dz
C1

dove C1 e` il circolo di raggio 1 centrato nellorigine.

Esercizio 1.32 K Si consideri la funzione di variabile complessa


1 1
f (z) = .
z 2 ez ez
(i) Determinare le singolarit`a di f , trovandone i residui.
(ii) Sia R il circolo positivamente orientato di centro lorigine e raggio R > 0.
Calcolare
Z
f (z) dz.
R

(iii) Dimostrare che


Z
lim f (z) dz
n+ n

esiste finito.

Esercizio 1.33 KData la funzione


sinh(1/z)
f (z) =
zm
1. calcolarne la serie di Laurent di f (z) ed il residuo in z = 0 al variare del parametro
m Z (sugg: ricordare lo sviluppo dellesponenziale Z complesso...).
2. Dire per quali valori del parametro m lintegrale f (z)dz e` diverso da zero e

calcolarlo ( e` la circonferenza di centro 0 e raggio 1).
26 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Esercizio 1.34 K

(i) Determinare i punti singolari della funzione della variabile complessa z


z 1 1
f (z) =
sin2 z z z
e classificarli.
(ii) Calcolare i residui della funzione f nei suoi punti singolari.
(iii) Nellinsieme {z C : 0 < Re z < 1} f ha una primitiva? E nellinsieme
{z C : 0 < |z| < 1}?

Esercizio 1.35 K Si consideri la funzione di variabile complessa


 
1 z
f (z) = 2 cos .
z 1 z+1
(i) Determinare i punti singolari e classificarli.
(ii) Calcolare i residui (ricordare che se
+
X +
X
f (z) = ap (z z0 )p , g(z) = bq (z z0 )q

+
X
nella corona r < |z z0 | < R allora nella stessa corona f (z)g(z) = cr (z

X
z0 )r dove cr = ap bq ).
p+q=r
(iii) Dire se f ha primitive nel semipiano di destra (rispettivamente di sinistra).
(iv) Determinare il raggio di convergenza della serie di Taylor relativa al punto z0 =
(1 + i)/2.
(v) Dire se f e` limitata in un intorno di .

Esercizio 1.36 K Data la funzione


cotanh z
f (z) = ,
z2 + 1
determinarne le singolarit`a. Trovare le parti principali attorno a tutte le singolarit`a
(cio`e i termini con esponente negativo della serie di Laurent).
+
X
Esercizio 1.37 K Sia f (z) = cn z n , |z| < R, R > 0, c0 6= 0.
n=0

(i) Scrivere lo sviluppo in serie di potenze della funzione g(z) tale che g(0) =
g 0 (0) = 0 ed inoltre g 00 (0) = f (z).
(ii) Provare che esiste  > 0 tale che g(z) 6= 0 per ogni z con 0 < |z| < .
1.4 Esercizi proposti 27

(iii) Sia h(z) = 1/g(z), 0 < |z| < , calcolare Res(h(z), 0).

Esercizio 1.38 K

(i) Sia r > 0; mostrare che lespressione kf kr = max {|f (z)| : |z| r} definisce
una norma sullo spazio H(C) delle funzioni olomorfe su C.
(ii) Sia 0 < r < s. Provare che la applicazione lineare : (H(C); k#ks )
(H(C); k#kr ) definita da (f ) = f 0 e` continua
Suggerimento: Servendosi della formula di Cauchy si esprima f 0 (z) su rB tramite
un integrale involvente f , ma non f 0 , esteso al bordo s di sB ; B essendo la palla
unitaria

di C.
X
(iii) Sia fn una serie di elementi di H(C) che converge uniformemente a f
n=0

X
H(C) su ogni compatto di C; usando (ii) provare che fn0 = f .
n=0


X
Esercizio 1.39 K Si consideri in C r {0} la serie di funzioni 1/(k!z k ).
k=0

(i) Provare che, per ogni a R, a > 0, la serie converge uniformemente su Ca =


{z C : |z| a} e calcolarne la somma g(z); Zprovare che g H(C r {0}).
(ii) Calcolare, per ogni n = 0, 1, 2, . . . lintegrale g(z)z n dz essendo il circolo

positivamente orientato di centro 0 e raggio 1.
Suggerimento: Servirsi della espressione di g come serie.

Esercizio 1.40 K

(i) Si ponga
2
2( cos )
Z
() = d.
0 cos2 2 cos + 2

Calcolare () per R r {1, 1}.


Suggerimento: Per gli di R per cui () e` finito, trasformare lintegrale dato in
un integrale di funzione razionale esteso al circolo unitario ed usare il teorema dei
residui.
(ii) Servendosi di (i) calcolare
Z 2
() = log (cos2 2 cos + 2 ) d
0

giustificando la risposta.
28 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Esercizio 1.41 K Sia aperto in C e f H(), f = u+iv con u e v a valori reali.


Sia I un intervallo reale e sia (t) = (t) + i(t) una curva di classe C 1 da I entro
soddisfacente lidentit`a (t) = f 0 ((t)), cio`e (t)
i(t) = f 0 ((t) + i(t)).
(i) Si provi che v e` costante.
(ii) Si provi che u e` monotona.
Suggerimento: Si faccia uso delle condizioni di Cauchy-Riemann.

Esercizio 1.42 K
(i) Sia aperto semplicemente connesso di C; siano a1 , . . . , am , con ak 6= al
se k 6= l. Sia f H( r {a1 , . . . , am }); si supponga che tutti gli ak siano poli
per f . Provare che f ammette una primitiva in r {a1 , . . . , am } se e solo se
Res(f, ak ) = 0 per k = 1, . . . , m.
(ii) Sia p 1, p intero. Definiamo fp : C r {0} C ponendo
sin z
fp (z) = p ;
z
per quali p la funzione fp ammette una primitiva in C r {0}? Per questi valori di
p scrivere la serie di Laurent (attorno a 0) di ogni possibile primitiva di fp .
(iii) La funzione
sin z
f1 (z) =
z
ammette una ed una sola primitiva F tale che lim F (x) = 0; scrivere la serie
R3x
di Laurent di F (attorno a 0).
Suggerimento: Ricordare lintegrale di Dirichlet.

1.5 Esercizi teorici di difficolta` superiore


Esercizio 1.43 (Un metodo per poli di ordine 2) Lo scopo dellesercizio e` quello
di provare la seguente regola (da non ricordare!). Sia C aperto, a ,
h, g H(); g(a) 6= 0, h(a) = 0, h0 (a) 6= 0. Allora a e` polo di ordi-
g(z)
ne 2 per f (z) = . Inoltre se g(z) = 0 + 1 (z a) + oa (z a) e
h(z)2
h(z)/(z a) = 0 + 1 (z a) + oa (z a) si ha

Res(f, a) = (1 0 20 1 )/03 .

Morale: Basta calcolare i primi due termini dello sviluppo di Taylor di g(z) e di
h(z)/(z a) attorno ad a per ottenere il residuo.
Soluzione. E`
2
za

2 g(a)
lim (z a) f (z) = lim g(z) = 0 6= 0 :
za za h(z) (h (a))2
1.5 Esercizi teorici di difficolta` superiore 29

a e` polo di ordine 2. Posto (z) = (z a)/h(z) = 0 + 1 (z a) + oa (z a) si ha


2
za

= 02 + 20 1 (z a) + oa (z a)
h(z)
da cui
2
za

2
(z a) f (z) = g(z) = 0 02 + (20 0 1 + 1 02 )(z a) + oa (z a)
h(z)

sicche Res(f, a) = 20 0 1 + 1 02 . Per concludere basta osservare che h(z)/(z


a) = 1/(z) sicche 0 = 1/(a) = 1/0 e 1 = 0 (a)/2 (a) = 1 /02 da
cui 0 = 1/0 e 1 = 1 /02 . 

Esercizio 1.44 K Per ogni r > 0 sia r () = rei , [0, 2], il circolo
positivamente orientato di centro 0 e raggio r.

(i) Sia f (z) = f (x + iy) funzione continua sul sostegno del circolo r . Esprimere

f (z)
Z
dz
r z
mediante
Z
f (x + iy) |dr |
r
Z
( f (x + iy)|dr | e` lintegrale al differenziale darco) e trovare cos` una
r
relazione tra i due integrali.
(ii) Sia w C con |w| = 6 r. Usando (i) ed il teorema dei residui calcolare
1
Z
|dr |
r (x + iy) w

(conviene distinguere i casi |w| < r e |w| > r).


(iii) Sia D = {z C : |z| 1} il disco unitario. Servendosi della formula
Z Z 1 Z 
f (x + iy) dx dy = f (x + iy) |dr | dr. ()
D 0 r

calcolare, al variare di w C,
1
Z
dx dy.
D (x + iy) w

(iv) Giustificare la formula ().


30 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

Soluzione. (i) Si ha
Z 2 Z 2
f (z) f (rei )
Z
i
dz = ire d = i f (rei ) d,
r z 0 rei 0

mentre e` (|dr | = r d)
Z Z 2
f (x + iy) |dr | = f (rei )r d
r 0

per cui
r f (z)
Z Z
f (x + iy) |dr | = dz
r i r z
e` la relazione richiesta.
(ii) Posto f (z) = 1/(z w), la formula precedente porge
1 r 1
Z Z
|dr | = dz.
r (x + iy) w i r z(z w)
La funzione z 7 1/(z(z w)) ha, se w 6= 0, poli del primo ordine per z = 0 e
z = w, con residui rispettivi 1/w e 1/w, mentre ha un polo del secondo ordine in
z = 0, con residuo nullo, se w = 0. Per il teorema dei residui si ha (w 6= 0)
 
1 w(r , 0) w(r , w)
Z
dz = 2i +
r z(z w) w w
e mentre w(r , 0) = 1 per ogni r > 0, si ha w(r , w) = 1 se |w| < r, w(r , w) = 0
se |w| > r. Se w = 0, lintegrale e` nullo. Riassumendo

Z
1 0 se |w| < r,
|dr | = 2r
r (x + iy) w se |w| > r.
w
(iii) Come funzione di r la funzione
1
Z
F (r) = |dr |
r (x + iy) w
e` definita su ]0, +[ r {|w|} e pu`o scriversi
2r
]0,|w|[ (r);
w
Lintegrale di tale funzione e`
2 |w| |w|2
Z
r dr = se |w| 1,
Z 1

F (r) dr = w Z0 w
1
0 2

r dr = se |w| > 1.
w 0 w
1.6 Quiz a risposte multiple 31

Osservando che |w|2 = ww, il risultato finale e`



Z
1 w se |w| 1,
dx dy =
D (x + iy) w se |w| > 1.
w
(iv) Non e` altro che lintegrazione in coordinate polari, combinata con la formula di
riduzione:
Z Z
f (x + iy) dx dy = f (rei )r dr d
D ]0,1[]0,2[
Z r=1 Z =2 
i
= f (re )r d dr
r=0 =0

e come sopra visto


Z =2 Z
i
f (re )r d = f (x + iy) |dr |.
=0 r

Esercizio 1.45 K Sia un aperto connesso di C, f H(); supponiamo che sia


Z(f ) 6= mentre Z(f 0 ) = . Siano u(x, y) e v(x, y) rispettivamente la parte reale
e immaginaria di f .

(i) Sia 1 = {(x, y) R2 : u(x, y) + v(x, y) = 0} e 2 = {(x, y) R2 :


u(x, y) v(x, y) = 0}. Provare che 1 e 2 sono entrambe non vuote e sono
1-variet`a (di classe C ).
(ii) Provare che 1 2 non ha punti di accumulazione contenuti in . Pu`o accadere
che 1 2 sia vuoto?
(iii) Sia w 1 2 . Qual e` langolo formato dalle rette tangenti a 1 , 2 in w?

1.6 Quiz a risposte multiple


1
Esercizio 1.46 Determinare la parte singolare di attorno a z = 1.
(z 1)2 (z 5)3
Calcolare poi lintegrale

1
Z
dz
|z2|=2 (z 1)2 (z 5)3

256i 2i 3i 5 3i
a) 128i b) c) d) e) f)
5 15 5 256 128
32 Funzioni olomorfe e sviluppi di Laurent

1
Esercizio 1.47 Determinare lo sviluppo di Laurent di f (z) =
(z 3)(5 z)
attorno a 3. Dedurre poi il valore del coefficiente di (z 3)2 di tale sviluppo.

a) 1/4 b)1/8 c)1 d)1/64 e)1/16 f )2

Esercizio 1.48 Calcolare lintegrale

3eiz
Z
dz
|z|=2 z 2 4z + 3

q
a) 1 b) 3i c) i d) e) i f) /2

1.6.1 Soluzioni dei quiz


Soluzione Esercizio 1.46. f)

Soluzione Esercizio 1.47. Lo sviluppo e`

1 1 z3 1 1 1 1
+ + + (z 3)2 + (z 3)3 + (z 3)4 + (z 3)5 + ...;
2(z 3) 4 8 16 32 64 128

pertanto la risposta corretta e` la e).

Soluzione Esercizio 1.48. d)


2 Funzioni armoniche e
funzioni olomorfe

2.1 Esercizi di allenamento


Esercizio 2.1
(i) Accettando il fatto che u : R2 R definita da

u(x, y) = ex (x cos y y sin y)


e` armonica su R2 , trovarne unarmonica coniugata v(x, y).
(ii) Scrivere un formula in z = x + iy che descriva la funzione olomorfa f (z) =
f (x + iy) = u(x, y) + iv(x, y).
Soluzione. (i) Per le identit`a di Cauchy-Riemann si ha

x v(x, y) = y u(x, y) = ex (x sin y sin y y cos y),


y v(x, y) = x u(x, y) = ex (x cos y y sin y) + ex cos y;
ne segue che le v richieste sono le primitive della forma differenziale
y u(x, y) dx + x u(x, y) dy,
cio`e
x x
e (x sin y + sin y + y cos y) dx + e (x cos y y sin y + cos y) dy.
Larmonicit`a di u che ci viene garantita equivale al fatto che tale forma sia chiusa
(x2 u = y2 u), e quindi allesattezza, essendo R2 semplicemente connesso. Per
trovarne una primitiva, dato (x, y) R2 integriamo la forma sulla poligonale di
vertici (0, 0), (x, 0), (x, y), ottenendo
Z x Z y

v(x, y) = e ( sin 0 + sin 0 + 0 cos 0) d + ex (x cos sin + cos ) d
0 0
 Z y 
=e x
x[sin ]y0 + [ cos ]y0 cos d + [sin ]y0
0

= ex (x sin y + y cos y sin y + sin y)


34 Funzioni armoniche e funzioni olomorfe

in definitiva, si ottiene (a meno di costanti reali additive)

v(x, y) = ex (x sin y + y cos y).


(ii) Si ha f (z) = ex (x cos y y sin y) + iex (x sin y + y cos y) = ex ((x cos y
y sin y) + i(x sin y + y cos y)) = ex (cos y + i sin y)(x + iy) = ex eiy (x + iy) =
ex+iy (x + iy). Si ottiene insomma (sempre a meno di costanti, ora puramente
immaginarie) f (z) = ez z . 

Esercizio 2.2
(i) Data la forma differenziale
x2 y 2 2xy
(x, y) = dx + 2 dy ()
(x2 + y 2 )2 (x + y 2 )2
definita su R2 r {O}, sapendo che essa e` chiusa (accettare tale fatto) mostrare che
e` anche esatta.
(ii) Mostrare che () ha primitive armoniche.
(iii) Trovare una funzione che sia olomorfa su C r {O} e che abbia una primitiva di
() come parte reale.
Soluzione. (i) La forma essendo chiusa su R2 r {O}, per un noto risultato sar`a
esatta se e solo se il suo integrale sul circolo semplice unitario e` nullo. Detto
(t) = (cos t, sin t), t [0, 2], tale circolo, si ha
Z Z 2
(cos2 t sin2 t)( sin t) + 2 cos t sin t cos t dt

=
0
Z 2
= sin t dt = 0.
0

Quindi e` esatta.
(ii) Se u(x, y) e` una primitiva di , e` 1 u = 1 (x, y) e 2 u = 2 (x, y) per cui u e`
armonica se e solo se 1 1 + 2 2 = 0, identicamente in R2 r {O}. Si ha
2x 2 2 4x 2x3 + 2xy 2 4x3 + 4xy 2
1 1 (x, y) = + (x y ) =
(x2 + y 2 )2 (x2 + y 2 )3 (x2 + y 2 )3
2x(3y 2 x2 )
=
(x2 + y 2 )3
mentre
2x 4y 2x3 + 2xy 2 8xy 2
2 2 (x, y) = + 2xy =
(x2 + y 2 )2 (x2 + y 2 )3 (x2 + y 2 )3
2x(3y 2 x2 )
= .
(x2 + y 2 )3
2.1 Esercizi di allenamento 35

Ne segue quanto voluto.


(iii) Detta u una primitiva (reale!) di si deve trovare unarmonica coniugata v di u,
che (se esiste) come sappiamo e` una primitiva della forma
2xy x2 y 2
dx + dy.
(x2 + y 2 )2 (x2 + y 2 )2

E` immediato vedere che una funzione che ha come derivata parziale rispetto ad x
la prima componente 2xy/(x2 + y 2 )2 di tale forma e` ad esempio y/(x2 + y 2 ).
Siamo indotti a cercare primitive di del tipo y/(x2 + y 2 )+(y); derivando rispetto
ad y tale funzione si ha

1 22 2 0 x2 y 2
(x + y 2 2
) + (y) = + 0 (y)
x2 + y 2 y (x2 + y 2 )2
ed imponendo luguaglianza con la seconda componente della forma si ha 0 (y) = 0.
Ne segue che y/(x2 + y 2 ) e` una primitiva della forma sopra scritta. Inoltre si e` visto
che
x2 y 2
 
y
y = ;
(x2 + y 2 ) (x2 + y 2 )2
si ha allora, scambiando x con y , che x/(x2 + y 2 ) ha (y 2 x2 )/(x2 + y 2 )2 co-
me derivata parziale rispetto ad x, e sempre scambiando x con y si ha che la de-
rivata parziale rispetto ad y di questa funzione e` 2xy/(x2 + y 2 )2 . Ne segue che
x/(x2 + y 2 )e` una primitiva di . Una funzione olomorfa che abbia una primitiva
di come parte reale deve quindi essere
x y x iy z 1
f (z) = f (x + iy) = +i 2 = 2 = =
x2+y 2 x +y 2 x +y 2 zz z
cio`e f (z) = 1/z e` una delle funzioni richieste (le altre differiscono da questa per
una costante complessa). 

Esercizio 2.3 E` data la funzione

u(x, y) = ex (x cos y y sin y) .

(i) Provare che u e` armonica.


(ii) Trovare unarmonica coniugata v per u (una funzione v di due variabili tale che
f (x + iy) = u(x, y) + iv(x, y) sia olomorfa).
(iii) Sia : [0, 1] C definito da (t) = e2it . Calcolare
f (z)
Z
2
dz,
z

dove f e` la funzione di cui in (ii).


36 Funzioni armoniche e funzioni olomorfe

2.2 Esercizi teorici


Esercizio 2.4 Sia f H(C) olomorfa intera.
(i) Provare che per ogni z C ed ogni r > 0 si ha
Z 2
1
|f (z)| |f (z + rei )| d.
2 0
(ii) Dedurne che per ogni z C ed ogni r > 0 si ha
1
Z
|f (z)| |f ()| dsr (),
2r B(z,r]
dove dsr () indica il differenziale darco.
(iii) Usando (ii), provare che per ogni z C ed ogni r > 0 si ha
1
Z
|f (z)| 2 |f (x + iy)| dx dy.
r B(z,r]
(iv) Dedurne che una funzione olomorfa intera sta in L1 (R2 ) se e solo se e`
identicamente nulla.
(v) Usando le idee precedenti mostrare che se u L1 (Rn ) e` armonica, allora u e`
identicamente nulla.
Soluzione. (i) Ricordiamo la formula di Cauchy per il circolo (r () = z + rei ,
[0, 2])
Z 2
1 f () 1 f (z + rei )
Z
f (z) = d = irei d
2i r z 2i 0 rei
Z 2
1
= f (z + rei ) d
2 0
da cui, usando la disuguaglianza fondamentale
Z 2
1
|f (z)| |f (z + rei )| d
2 0
come si voleva.
(ii) Il differenziale darco, od elemento di lunghezza, sul circolo r il cui sostegno
e` B(z, r] e` , come si sa, dsr () = |r0 ()| d = |irei | d = r d; la formula
voluta si ha quindi dalla precedente, moltiplicando e dividendo per r.
(iii) Per la formula di integrazione sulle sfere (vedi Sezione ??), lintegrale su B(z, r]
di una qualsiasi funzione g(x + iy) ivi sommabile si ottiene integrando fra 0 ed r gli
integrali di g sui circoli di centro z e raggio % r:
Z Z r Z 
g(x + iy) dx dy = g() ds% () d%.
B(z,r] 0 B(z,%]
2.2 Esercizi teorici 37

Per 0 < % r la disuguaglianza in (ii) porge


Z
2%|f (z)| |f ()| dsr (),
B(z,%]

ed integrando tale disuguaglianza per % fra 0 ed r si ottiene


Z r Z  Z
2
r |f (z)| f () ds% () d% = |f (x + iy)| dx dy,
0 B(z,%] B(z,r]

che e` quanto richiesto.


(iv) Nella disuguaglianza (iii) facciamo tendere r a +; si ha (per f L1 (C))
Z Z
lim |f (x + iy)| dx dy = |f (x + iy)| dx dy = kf k1 < +
r+ B(z,r] C

pertanto
1
Z
|f (z)| lim |f (x + iy)| dx dy = 0
r+ r 2 B(z,r]

cio`e |f (z)| = 0 e quindi f (z) = 0; per larbitrariet`a di z , f (z) = 0 per ogni z C.


(v) Le funzioni olomorfe sono, come sappiamo, anche armoniche, pertanto f (z) e` ,
per ogni z C, r > 0, la media dei valori di f sulla palla B(z, r] di centro z e
raggio r, in altre parole
1
Z
f (z) = 2 f (x + iy) dx dy
r B(z,r]
formula dalla quale subito si ha la disuguaglianza (iii), usando la disuguaglianza
fondamentale sugli integrali. Come noto tale formula di media vale per le funzioni
armoniche; per u armonica in Rn , se z Rn , r > 0 si ha
1
Z
u(z) = u(x) dn (x)
vn rn B(z,r]
dove vn e` la misura n-dimensionale della palla unitaria di Rn . Da tale formula con la
solita disuguaglianza fondamentale sugli integrali si ha subito
1
Z
|u(z)| |u(x)| dn (x);
vn rn B(z,r]
passando in tale formula al limite per r + si ottiene che se
Z
lim u(x) dn (x)
r+ B(z,r]

esiste finito, il secondo membro della disuguaglianza tende a 0; si ha quindi |u(z)|


0, da cui, come sopra per f , u(z) = 0, per ogni z Rn . 
38 Funzioni armoniche e funzioni olomorfe

2.3 Teorema di Rouche


Ricordiamo lenunciato del Teorema di Rouche.

Teorema 2.1 (Teorema di Rouche) Sia un aperto limitato di C, e circuito omo-


topo a zero in tale che per ogni punto z fuori del supporto supp di sia
avv (z) {0, 1} (ad esempio curva di Jordan). Siano f, olomorfe in tali
che

|(z)| < |f (z)| z supp .

Allora f e f + hanno lo stesso numero di zeri dentro (cio`e con indice di


avvolgimento 1 rispetto a ), contando al solito anche le loro molteplicit`a.

Esercizio 2.5 Usando il teorema di Rouche, mostrare che il polinomio z 5 z 4 + 15


ha tutti i suoi zeri entro il circolo |z| 2.
Soluzione. Posto (z) = z 4 +15 e f (z) = z 5 per |z| = 2 si ha |(z)| 24 +15 =
31 < |25 | = 32 = |f (z)|. Per il teorema di Rouche il numero di zeri di f su |z| < 2
(sono 5) coincide con quello degli zeri di z 5 z 4 +15 su |z| < 2: pertanto z 5 z 4 +15
ha 5 zeri su |z| < 2; essendo 5 il numero totale di zeri di z 5 z 4 +15 su C si conclude.


Esercizio 2.6 Determinare il numero totale di zeri della funzione F (z) = z 8 5z 5


2z + 1 allinterno del cerchio unitario |z| < 1.
Soluzione. Posto (z) = z 8 2z e f (z) = 5z 5 + 1 per |z| = 1 si ha |(z)| 3 e
|f (z)| |1 5| = 4 sicche |(z)| < |f (z)| su |z| = 1. Per il teorema di Rouche il
numero di zeri di F su |z| < 1 coincide con quello degli zeri di 5z 5 + 1 su |z| < 1,
cio`e 5. 
3 Calcolo di integrali con il
metodo dei residui

3.1 Richiami e complementi


Si incontra frequentemente in questa sezione la nozione di valore principale di un
integrale (unidimensionale), indebolimento della nozione di integrale generalizzato.

Se I e` intervallo compatto di R, e c I (c interno ad I ) e` lunica singolarit`a per
una funzione altrimenti continua f su I , si scrive
Z Z
vp f (x) dx := lim f (x) dx
I %0 I r[c%,c+%]

se tale limite esiste finito; lintegrale generalizzato di f esteso ad I e` invece, per


definizione, se a = min I , b = max I ,
Z Z r Z b
f (x) dx := lim f (x) dx + lim+ f (x) dx.
I rc a sc s

Se vi sono pi`u singolarit`a c1 , ..., cp in I occorre isolarle considerando per ciascuna di


esse un intervallo Ik che ne contenga una sola, ck ; la retta reale va pensata munita di
un unico punto allinfinito, che e` sempre una possibile singolarit`a; per definizione,
Z Z a Z r 
vp f (x) dx = lim f (x) dx + f (x) dx ,
Rr[a,b] r r b

se tale limite esiste finito.


Naturalmente, Z la linearit`
Z a di integrali e limiti si traduce nella linearit`a dei valori
principali: se vp f , vp g esistono entrambi finiti e , C, allora esiste finito
I I
Z Z Z
vp f + g = vp f + vp g;
I I I
Z Z Z
inoltre, se f : I C, vp f esiste se e solo se esistono vp Re f , vp Im f e
I I
in tal caso si ha
Z Z Z
vp f = vp Re f + i vp Im f.
I I I
40 Calcolo di integrali con il metodo dei residui

Se lintegrale generalizzato esiste, esiste anche il valore principale e coincide con


esso, come segue subito dalla definizioni date.
Dato un integrale curvilineo di funzione complessa f esteso ad un arco
: [a, b] C di classe C 1 a tratti, che per definizione e`
Z Z b
f (z) dz := f ((t)) 0 (t) dt
a

usiamo scrivere la disuguaglianza fondamentale come segue


Z Z

f (z) dz |f (z)| |dz|

dove |dz| = | 0 (t)| dt e` lelemento di lunghezza ds della curva; lultimo integrale


scritto e` quindi un integrale al differenziale darco, come si suol dire, e non e` altro
che
Z Z b
|f (z)| |dz| := |f ((t))| | 0 (t)| dt.
a

3.2 Esercizi di allenamento


Gli esercizi di questa sezione fanno intervenire solo il teorema dei residui, integrando
funzioni su rettangoli o su cerchi. Per evitare complicazioni il lettore pu`o tranquilla-
mente ammettere che gli integrali sui pezzi verticali tendano a 0, quando i rettangoli
si stirano orizzontalmente. Non si fa uso qui dei lemmi di Jordan e dei lemmi del
cerchio piccolo/grande richiamati nelle sezioni successive.

Esercizio 3.1 Calcolare, usando il teorema dei residui:


Z 2
1
d; || < 1, reale.
0 1 + cos

Soluzione. Si pone z = ei e lintegrale diventa (si ricordi che e` cos = (ei +


ei )/2 = (z + 1/z)/2, dz = iei d d = dz/(iz); () = ei e` il
circolo unitario):

1 dz 2 1
Z Z
= 2
dz.
1 + (z + 1/z)/2 iz i z + 2z +
Z
Occorre distinguere il caso = 0; se = 0 lintegrale diventa (1/i) dz/z ,

che vale (1/i)2i = 2 . Se 6= 0, il denominatore si annulla per z = (1

1 2 )/; si ha |(1 1 2 )/| > 1, dato che tale relazione equivale


3.2 Esercizi di allenamento 41


a 1 + 1 2 > ||, certamente vera perche il primo membro e` maggiore di
1, mentre|| < 1 per ipotesi e quindi questo valore e` fuori dal circolo;
invece
e` |1 + 1 2 |/||< 1, dato che tale relazione equivale a 1 1 2 <
|| 1 || < 1 2 , certamente vera perche 1 2|| + 2 < 1 2 ,
lultimarelazione essendo equivalente a 2 < ||, vera perche || < 1. Quindi
(1 + 1 2 )/ e` singolarit`a entro il circuito, chiaramente polo del primo ordine
con residuo

1 + 1 2
   
1 1 1
Res 2
, = = .
z + 2z + 2z + 2 z=/ 2 1 2

Ne segue

1 2i
Z
dz = ;
z 2 + 2z + 2 1 2
quindi si ha per lintegrale proposto:
2
1 2
Z
d = ; || < 1, reale.
0 1 + cos 1 2


Esercizio 3.2 Usare il teorema dei residui per calcolare


2
ein
Z
d n Z; || < 1, reale.
0 1 + cos

Soluzione. Come nellEsercizio 3.1 si pone z = ei e lintegrale diventa (() = ei


e` il circolo unitario):

zn dz 2 zn
Z Z
= dz.
1 + (z + 1/z)/2 iz i z 2 + 2z +
Z
Occorre distinguere il caso = 0; se = 0 lintegrale diventa (1/i) z n1 dz ,

nullo per ogni n Z, salvo che per n = 0, nel qual caso vale (1/i)2i = 2 .
Supponiamo poi n 0, cio`e n naturale. Come sopra
visto, il denominatore si annulla
per z = (1 1 2 )/ di cui solo (1 + 1 2 )/ e` dentro il circuito,
chiaramente polo del primo ordine con residuo

zn 1 + 1 2 zn (1)n n /n
   
Res , = =
z 2 + 2z + 2z + 2 z=/ 2 + 2
42 Calcolo di integrali con il metodo dei residui


(per semplificare la scrittura, si e` posto = 1 1 2 ). Si ha allora, per lintegrale
richiesto, se 6= 0 ed n 0:
2
ein 2 (1)n n
Z
d = 2i n
0 1 + cos i 2 (1 )

n
n n (1 1 2 )n
= 2(1) n = 2(1) .
(1 ) n 1 2
Se n < 0, la funzione ha un polo di ordine n in z = 0, certamente entro il
circuito. Possiamo tuttavia osservare che lintegrale richiesto coincide con il valore
dellintegrale con n > 0:
2 Z 2
ein ein( )
Z
d = (posto = ) = (d )
0 1 + cos 0 1 + cos( )
Z 0 Z 2
ei(n) ei(n)
= d = d
2 1 + cos 0 1 + cos

dove si e` usato il fatto che lintegrale su un qualsiasi intervallo di ampiezza pari al


periodo 2 dellintegrando e` sempre lo stesso. Si ha quindi
Z 2
ein n (1 1 2 )|n|
d = 2(1) ;
0 1 + cos |n| 1 2

si noti che se si conviene che sia 00 = 1 anche il caso = 0 e` compreso nella


formula precedente. 

Esercizio 3.3

(i) Calcolare gli integrali (a R, a > 0)


+ +
xex ex
Z Z
I= dx, J= dx
e2x + a2 e2x + a2

integrando z 2 ez /(e2z + a2 ) sui rettangoli di vertici r, r + 2i, r + 2i, r e


facendo tendere r + (ammettere tranquillamente che gli integrali tendano a
zero sui segmenti verticali per r +).
(ii) Lintegrale J e` elementare; calcolarlo direttamente e verificare il risultato di I .

Soluzione. (i) Si ha e2z + a2 = 0 2z = logC (a2 ) = logC (a2 ei ) =


2 log a + i + 2ki, k Z z = log a + i/2 + ki, k Z.
Sulla striscia 0 Im z 2 vi sono due singolarit`a: z1 = log a + 1/2,
z2 = log a + 3i/2: essendo z1 e z2 zeri semplici non nulli trattasi di poli di ordine
3.2 Esercizi di allenamento 43

1 e si ha
z12 ez1 1 2 z1 1
Res(f, z1 ) = 2z
= 2
z 1 e = (log a + i/2)2 elog a+i/2
2e 1 2a 2a2
i 1
= (log a + i/2)2 = (log2 a 2 /4 + i log a)
2a 2a
z 2 ez2 1 1
Res(f, z2 ) = 2 2z2 = 2 z22 ez2 = 2 (log a + 3i/2)2 elog a+3i/2
2e 2a 2a
i 1
= (log a + 3i/2)2 = (log2 a 9 2 /4 + 3i log a).
2a 2a
Per r > 0 fissato, posto r+ (t) = r + it, r (t) = r + it, t [0, 2] e`
Z Z
lim f (z) dz = lim f (z) dz = 0.
r+ r+ r r

Infatti e`
(r + it)2 er+it 2 r

|f (r + it)| = 2(r+it) (r + 2) e per ogni t [0, 2],
e + a2 |e2r a2 |
(r + it)2 er+it 2 r

|f (r + it)| = 2(r+it)
(r + 2) e per ogni t [0, 2]
e + a2 |a2 e2r |

sicche
(r + 2)2 er
Z

+ f (z) dz 2 0,

r |e2r a2 | r+
(r + 2)2 er
Z

f (z) dz 2 0.

r |a2 e2r | r+

Integrando sul cammino suggerito e facendo tendere r a + si ottiene quindi


Z + Z +
x2 e x (x + 2i)2 ex

vp 2x + a2
dx dx = 2i(Res(f, z1 ) + Res(f, z2 ))
e e2x + a2

da cui
+
4 2 4ix 2
Z   
2
vp dx = log a + i log a
e2x + a2 a 4
9 2
 

log2 a + 3i log a
a 4

= (2 2 2i log a)
a
44 Calcolo di integrali con il metodo dei residui

sicche
+ +
4 2 ex 2 3 4xex log a
Z Z
dx = e dx = 2 2
e2x + a2 a
2x
e +a 2 a
(dato che gli integrali esistono finiti) da cui infine
Z + Z +
ex xex log a
J= 2x 2
dx = , I = 2x 2
dx = .
e +a 2a e +a 2 a
(ii) Posto t = ex si ha
Z + Z + Z +
ex t 1 1
J= 2x 2
dx = 2 2
dt = dt
e +a 0 t +a t 0 t + a2
2

1 + 1
= [arctan(t/a)]0 = = .
a a2 2a


3.3 Esercizi risolti


Esercizio 3.4 Sia R fissato.
(i) Classificare le singolarit`a della funzione

eiz
f (z) = .
sinh2 z
(ii) Integrando sul bordo dei rettangoli di vertici

r i/2, r + i/2, r + i/2, r i/2

e facendo tendere r a + calcolare


Z +
cos(x)
dx;
cosh2 x
accettare il fatto che il contributo dei pezzi verticali e` infinitesimo per r +.
(iii) Mostrare che effettivamente lintegrale sui lati verticali e` infinitesimo per r
+.
Soluzione. (i) Come si e` visto nellEsercizio 1.13, la funzione ha poli del secondo
ordine in tutti i punti ik .
(ii) Lunico polo della funzione che cade entro il circuito e` 0. Si ha
Z r Z r
ei(xi/2) ei(x+i/2)
2 dx 2 dx + (r) = 2i Res(f, 0),
r sinh (x i/2) r sinh (x + i/2)
3.3 Esercizi risolti 45

iR
r + i /2 r+ i /2
i /2

0 R

r i /2 r i /2
i /2

Figura 3.1.

avendo indicato con (r) il contributo dei pezzi verticali. Si noti che si ha

exi/2 exi/2 ex (i) ex (i)


sinh(x i/2) = =
2 2
x x
e +e
= i = i cosh x;
2
lintegrale precedente e` quindi
Z r Z r
/2 eix /2 eix
e 2 dx + e 2 dx + (r) = 2i Res(f, 0).
r cosh x r cosh x

Passando al limite si ottiene


+
eix
Z
/2 /2
(e e ) dx = 2i Res(f, 0);
cosh2 x

per disparit`a di sin(x)/ cosh2 x lintegrale coincide con quello dato; si ha cio`e
+ +
cos(x) eix Res(f, 0)
Z Z
dx = dx = i /2
cosh2 x
2
cosh x (e e/2 )/2
Res(f, 0)
= i .
sinh(/2)

Non resta che da calcolare Res(f, 0). Trattandosi di un polo del secondo ordine si ha

z2
 
Res(f, 0) = D eiz ;
sinh2 z z=0
la derivata e` :

z2 2z sinh2 z 2z 2 sinh z cosh z


ieiz 2 + eiz ;
sinh z sinh4 z
46 Calcolo di integrali con il metodo dei residui

facendo il limite per z 0, il primo addendo tende a i; il secondo, a parte il fattore


eiz che tende ad 1, si pu`o scrivere agli effetti del limite

z sinh z z + o(z 2 ) z(1 + o(z)) o(z 2 )


2 2
z2 z2 z2
e tende a zero per z 0. Si ha quindi Res(f, i) = i; si trova
+
cos(x)
Z
2 dx = .
cosh x sinh(/2)


Esercizio 3.5 Si consideri la funzione complessa ( C costante complessa)


ez
f (z) = .
(1 + e2z )2
(i) Se ne classifichino le singolarit`a, e si calcoli il residuo sulla singolarit`a c con 0 <
Im c <
(ii) Determinare poi linsieme S degli C per cui la restrizione di f ad R
appartiene ad L1 (R), e per tali S calcolare (supporre 6= 2)
Z
I() = f (x) dx
R

(integrare su bordi di rettangoli di vertici r, r + i, r + i, r e far tendere


r a +, accettando il fatto che sui lati verticali lintegrale di f tende a zero
per gli per cui f L1 (R); I() e` reale per S reale, ci`o deve risultare
dallespressione trovata).
(iii) Calcolare poi I(2) direttamente (integrale immediato) e verificare che si ha I(2) =
lim I().
2

Soluzione. (i) Come si e` visto nellEsercizio 1.12, i valori zk = i/2 + ki , k Z


sono tutti poli del secondo ordine per f . Il polo c richiesto e` c = i/2; inoltre
Res(f , i/2) = ei/2 ( 2)/4.
(ii) Si ha poi, per x R:

|ex | eRe()x
|f (x)| = 2x 2
= .
(1 + e ) (1 + e2x )2

Per semplificare la scrittura poniamo a = Re . Per x + la funzione |f | e`


asintotica a eax /e4x = e(a4)x , sommabile attorno a + se e solo se a 4 < 0, e
cio`e a < 4; per x la funzione e` invece asintotica a eax , sommabile attorno
a se e solo se si ha a > 0. In definitiva f L1 (R) se e solo se si ha 0 <
Re < 4, cio`e S e` la striscia aperta S = { C : 0 < Re < 4}.
3.3 Esercizi risolti 47

Lintegrazione sul bordo del rettangolo, combinata col teorema dei residui, porge
(al solito (r) indica il contributo dei pezzi verticali):
Z r Z r
ex e(x+i)
2x 2
dx 2(x+i) )2
dx + (r) = 2i Res(f , i/2),
r (1 + e ) r (1 + e

cio`e
r
ex ei/2
Z
(1 ei ) dx + (r) = 2i ( 2).
r (1 + e2x )2 4
i
Se 1 e 6= 0, il che per S si ha solo se = 2, si pu`o dividere per tale
quantit`a; passando al limite per r + si ha allora

ei/2 2 1 2
I() = i ( 2) = i/2
= .
2(1 e )
i 4 (e i/2 e )/(2i) 4 sin(/2)
Si ha poi
+
e2x +
2e2x 1 +
 
1 1
Z Z
2x 2
dx = dx =
(1 + e ) 2 (1 + e2x )2 2 1 + e2x
1 1
= (0 + 1) = .
2 2
Calcolato con la regola di de lHopital il limite lim I() vale
2

(/4)(1) 1
= .
cos(2/2)/2 2


Esercizio 3.6
(i) Dire per quali reali e` definita la funzione
ex
Z
F () = dx.
R cosh(x/2)

(ii) Dire se F e` pari, o dispari.


(iii) Trovare e classificare le singolarit`a della funzione
ez
f (z) = .
cosh(z/2)
(iv) Esprimere F () con una formula in cui non compaiono integrali, applicando il teo-
rema dei residui a circuiti bordo di rettangoli di vertici r, r + 2i, r + 2i, r; ac-
cettare il fatto che per nel dominio di F lintegrale sui lati verticali e` infinitesimo
al tendere di r a +.
48 Calcolo di integrali con il metodo dei residui

Soluzione. (i) Anzitutto si osservi che lintegrando e` continuo su R, dato che il deno-
minatore cosh(x/2) non ha zeri reali. Per x + il denominatore e` asintotico a
ex/2 /2, il numeratore a ex ; la funzione e` quindi asintotica a 2e(/2)x , sommabile
in un intorno di + se e solo se /2 < 0, cio`e se e solo se < /2. Simil-
mente si vede che per x lintegrando e` asintotico a e(+/2)x , sommabile in
un intorno di se e solo se + /2 > 0, e cio`e > /2. In conclusione,
lintegrale esiste finito se e solo se si ha /2 < < /2.
(ii) Si ha, per ]/2, /2[,
+
e()x
Z
F () = dx = (posto x = t)
cosh(x/2)

et
Z
= (dt)
+ cosh((t)/2)
+
et
Z
= dt = F ()
cosh(t/2)

e quindi F e` pari.
(iii) Il denominatore si annulla per z/2 = i/2 + ki , e cio`e per z = i + 2ki =
(2k + 1)i, multipli dispari di i. La derivata del denominatore e` (/2) sinh(z/2),
che per z = i + 2ki vale (/2) sinh(i/2 + ik) = (1)k i/2. Il numeratore non
e` mai nullo. Le singolarit`a sono quindi tutti poli del primo ordine, con residui

ei+2ki
Res(f , (2k + 1)i) = 2(1)k .
i
(iv) Indicato con (r) il contributo dallintegrale dei pezzi verticali si ha, dal teorema
dei residui, per ogni r > 0
r r
ex e(x+2i)
Z Z
dx dx + (r) = 2i Res(f , i) = 4ei ;
r cosh(x/2) r cosh(x/2 + i)

da cui, ricordando che cosh(w + i) = cosh w


Z r
ex
(1 + e2i ) dx + (r) = 4ei ;
r cosh(x/2)

e passando al limite per r + si ottiene

ex ei 2 2
Z
F () = dx = 4 2i
= i i
= .
R cosh(x/2) 1+e (e + e )/2 cos

3.3 Esercizi risolti 49

Esercizio 3.7 Data la funzione


e(1+i)z
f (z) = .
e2z + 4
(i) Trovarne singolarit`a e residui.
(ii) KSiano rispettivamente r , r i segmenti di origine r ed estremit`a r + i ;
mostrare che si ha
Z Z
lim f (z) dz = lim f (z) dz = 0.
r+ r r+ r

(iii) Integrando f sul bordo del rettangolo di vertici r, r + i , r + i, r e passando


al limite, calcolare
Z +
f (x) dx.

(iv) Servirsi di (iii) per calcolare


Z + +
cos(log x) sin(log x)
Z
dx dx.
0 x2 + 4 0 x2 + 4
Soluzione. (i) Come si e` visto nellEsercizio 1.8,

ak = log 2 + i + ki (k Z)
2
sono poli del primo ordine per f , con residui

e/2k+i log 2
Res(f, ak ) = (1)k+1 i .
4
(ii) Si ha

e(1+i)(r+it)
Z Z
f (z) dz = i dt.
r 0 e2(r+it) + 4
Per maggiorare lintegrando osserviamo che e` |e(1+i)(r+it) | = |ert+i(r+t) | =
ert er (essendo t 0) mentre al denominatore |e2(r+it) + 4| |e2(r+it) | 4 =
e2r 4 0 se r e` grande; quindi lintegrando e` dominato da er /(e2r 4) per r
grande, quindi
Z
er er
Z

f (z) dz dt = 0 per r +.

r

0 e2r 4 e2r 4
Similmente, per lintegrale esteso a r (t) = r + it, t [0, ], per lintegrando,
che e` ora
e(1+i)(r+it)
e2(r+it) + 4
50 Calcolo di integrali con il metodo dei residui

si ottiene |e(1+i)(r+it) | = ert+i(tr) = ert er (perche t 0) ed anche


|e2(r+it) + 4| 4 |e2(r+it) | = 4 e2r 4, per r > 0. Ne segue
Z Z

er
f (z) dz er 0 per r +.

4 4

r 0

(iii) Lunico polo che cade entro il rettangolo e` a0 = log 2 + i/2. Per il teorema dei
residui si ha, detto r il bordo del rettangolo
e/2+i log 2
Z
f (z) dz = 2i Res(f, a0 ) = 2(i)2 = e/2+i log 2 . ()
r 4 2
Si ha
Z Z r Z r
f (z) dz = f (x) dx f (x + i) dx + (r)
r r r

avendo indicato con (r) il contributo allintegrale dei pezzi verticali; come visto in
(ii) si ha lim (r) = 0; inoltre
r+

e(1+i)(x+i) e(1+i)x ei e
(1+i)x
f (x + i) = = = e = e f (x),
e2x+2i + 4 e2x + 4 e2x + 4
per cui () porge, passando al limite con r +
Z +

(1 + e ) f (x) dx = e/2+i log 2
2
cio`e
+
e/2+i log 2
Z
f (x) dx =
2(1 + e )
e moltiplicando numeratore e denominatore per e/2 si ottiene infine
Z +
cos log 2 + i sin log 2
f (x) dx = .
4 cosh(/2)
(iv) Con la sostituzione x = et gli integrali diventano
Z + Z +
cos tet sin tet
2t
dt, 2t
dt,
e + 4 e + 4

rispettivamente parte reale e coefficiente dellimmaginario dellintegrale proposto in


(iii). Pertanto
Z +
cos(log x) cos log 2
2
dx = ,
0 x +4 4 cosh(/2)
Z +
sin(log x) sin log 2
2 +4
dx = .
0 x 4 cosh(/2)

3.3 Esercizi risolti 51

Esercizio 3.8 (Distanza media TerraSole) Lequazione polare dellellisse (di se-
p
miassi 0 < b a) e` r = , riferita ad un sistema polare con origine in
1 + cos
un fuoco, ed asse polare diretto da quel fuoco al pi`u vicino vertice; p =b2 /a e` il
parametro dellellisse, = c/a ne e` leccentricit`a, con = c/a, c = a2 b2 .
Mostrare che si ha
Z 2
1 p
b= d.
2 0 1 + cos
Soluzione. Si ha, se e` il circolo unitario:
Z 2
1 p p 1 dz
Z
d =
2 0 1 + cos 2 1 + (z + 1/z)/2 iz
p 2
Z
= dz.
2i 2z + z 2 +

I poli sono in (1 1 2 )/; sono reali, echiaramente si ha (1
1 2 )/ < 1; invece si ha 1 <2 (1 + 2 1 )/ < 0, dato che
2

1 < 1 2 < 0, essendo (1 ) < 1 perche 1 < 1 + . Si


ha poi per il residuo in (1 + 1 2 )/:

Residuo = lim
(z (1 + 1 2 )/)
z(1+ 12 )/

2

(z (1 + 1 2 )/)(z (1 1 2 )/)
2 1
= = .
(1 + 1 2 )/ (1 1 2 )/ 1 2
In base al teorema dei residui si ha quindi
Z 2
1 p 1
d = p (Residuo) = p
2 0 1 + cos 1 2
b2 1 b2 1 21
= p = 2 = b = b.
a 1 (c/a)2 a a c2 /a b
Intermezzo culturale: qual`e la distanza media Terra-Sole, unit`a astronomica, u.a.?
Comunemente si intende con questo il semiasse maggiore dellorbita terrestre; ma
come visto sopra, se si fa la media rispetto allangolo, essa viene il semiasse mi-
nore! In realt`a, se si fa la media rispetto allintegrale in ds, la media viene pro-
prio il semiasse maggiore: sia r(x, y) la distanza da un fuoco, %(x, y) la distan-
za dallaltro; e` evidente che se e` lellisse (parametrizzata ad esempio come
(p cos /(1+ cos ), p sin /(1+ cos )), [0, 2]), si ha, detto lintegrale:
Z Z Z
= r(x, y) |d| = %(x, y) |d| da cui 2 = (r(x, y) + %(x, y)) |d|;
E
52 Calcolo di integrali con il metodo dei residui

ma per definizione stessa di ellisse si ha r(x, y) + %(x, y) = 2a, per ogni (x, y) sul
sostegno dellellisse; ne segue 2 = 2a` se ` e` la lunghezza dellellisse; la media e`
quindi /` = a. Questa media coincide anche con la media aritmetica tra la distanza
minima (a c, al perielio) e la massima (a + c, allafelio).
Uno studente ha chiesto: e la media rispetto al tempo? Cio`e, se (t) e` la fase in
funzione del tempo, quanto vale
1 T
Z
r((t)) dt con T periodo, nel caso della terra un anno sidereo.
T 0
Sappiamo che la velocit`a areale e` costante (seconda legge di Keplero!), cio`e si ha

r2 ((t))(t)/2 = = ab/T ; da ci`o si ricava dt = (r2 ()/(2)) d e quindi
1 T
Z 2 Z 2
1 1 p3
Z
3
r((t)) dt = r () d = d.
T 0 2T 0 2ab 0 (1 + cos )3
Si ha poi, se e` il circolo unitario:
Z 2
1 1 1 1 dz
Z
d =
2 0 (1 + cos )3 2 (1 + (z + 1/z)/2)3 iz
1 8z 2
Z
= dz.
2i (z 2 + 2z + )3
Questultimo e` esattamente il residuo
dellintegrando sullunico polo entro il circolo,
che come sopra visto e` (1 + 1 2 )/; si tratta di un polo del terzo ordine ed il
residuo e` quindi la derivata:

d2 8z 2
  
1
z (1 + 1 2 /)3
2 dz 2 (z 2 + 2z + )3
z=(1+ 12 )/

d2 8z 2
  
1
= .
2 dz 2 3 (z (1 1 2 )/)3
z=(1+ 12 )/

I calcoli sono noiosi, chiediamo aiuto a Mathematica, che ci pu`o dare direttamente il
residuo:

h 8z 2  1 + 1 2 i
Residue 3 , z, In[1]
(z 2 + 2z + )

2 + 2
5/2
. Out[1]
2(1 2 )
La media richiesta e` questo risultato moltiplicato per p3 /(ab) = b6 /(a4 b) = b5 /a4 ;
si ha
b5 2a2 + c2 3a2 b2 3a p
 
= = .
a4 2a2 (a2 c2 )5/2 /a5 2a 2

3.4 Esercizi proposti 53

3.4 Esercizi proposti


Esercizio 3.9 Si consideri la funzione della variabile complessa z ,

ez/2
f (z) = .
1 + ez
(i) Trovarne le singolarit`a, descrivendone il tipo.
(ii) Determinare il raggio di convergenza della serie di Taylor di f di punto iniziale
a = 3. Z +
(iii) Calcolare f (x) dx (usare il teorema dei residui applicato ai circuiti bordi di

rettangoli di vertici r, r + 2i, r + 2i, r).

Esercizio 3.10 Si calcoli, usando il teorema dei residui,


Z 2
dt
0 3 2 cos t + sin t

(si ponga z = eit ).


4 Il Lemma di Jordan

Introduciamo la notazione (1 , 2 R, 1 2 )

A(c, [1 , 2 ] = {z C : z = c + rei ; r ]0, +[ ; [1 , 2 ]}

per langolo di vertice c ed ampiezza 2 1 .

Proposizione 4.1 (Lemma di Jordan) Sia 0 1 < 2 ; si consideri langolo

A(0, [1 , 2 ]) = { z C : z = rei ; r ]0, +[ , [1 , 2 ] }.

Sia f : A(0, [1 , 2 ]) C continua; per r > 0 sia r () = rei , [1 , 2 ].


Allora

(a) se lim f (z) = 0 ed > 0 si ha


|z|
zA(0,[1 ,2 ])

Z
lim f (z) eiz dz = 0;
r+ r

(b) se lim z f (z) = 0 ed 0, si ha


|z|
zA(0,[1 ,2 ])

Z
lim f (z) eiz dz = 0;
r+ r

4.1 Esercizi di allenamento


Esercizio 4.1 Calcolare, utilizzando il metodo dei residui, lintegrale
+
1
Z
dt.
1 + t4
56 Il Lemma di Jordan

Soluzione. Come abbiamo visto nellEsercizio 1.9 la funzione f (z) = 1/(1 + z 4 ) ha


quattro poli di ordine 1; quelli contenuti nel semipiano Im z 0 sono z1 = ei/4 e
z2 = e3i/4 . Si ha inoltre
 
1 1
i/4
Res(f, e ) = 3
= e3i/4 ,
4z z=ei/4 4
 
1 1
Res(f, e3i/4 ) = 3
= ei/4 .
4z z=e3i/4 4
Integrando sul bordo del semicerchio di raggio r > 0 centrato sullorigine e
contenuto in Im z > 0 si ottiene, posto r () = rei , [0, ],
Z r Z
f (z) dz = 2i Res(f, ei/4 ) + Res(f, e3i/4 )

f (t) dt +
r r
i/4
+ e3i/4 = i (i 2) = .

=i
e
2 2 2
Z
Essendo lim zf (z) = 0 per il lemma di Jordan si ha lim f (z) dz = 0;
|z|+ r+ r
passando al limite per r + si ottiene
Z + Z +

Z
f (t) dt = vp f (t) dt + lim f (z) dz = .
r+ r 2


Esercizio 4.2 E` data la funzione


z 2 (1 e2iz )
f (z) = a > 0, a costante.
(z 2 1)(z 2 + a2 )
(i) Se ne trovino le singolarit`a, classificandole. Trovare il residuo nelle singolarit`a con
parte immaginaria positiva o nulla.
(ii) Provare che il seguente integrale generalizzato esiste finito
+
x2 sin2 (x)
Z
dx
(x2 1)(x2 + a2 )
e calcolarlo col metodo dei residui.

Soluzione. (i) Come si e` visto nellEsercizio 1.6, il denominatore si annulla per z =


1 e z = ia, dove ha zeri semplici; z = 1 sono singolarit`a eliminabili. Invece
ia sono poli semplici, si ha

a 1 e2a
Res(f, ia) =
2i 1 + a2
4.1 Esercizi di allenamento 57

mentre il residuo in 1 e` nullo.


(ii) La funzione integranda e` continua in tutto R (per x = 1 ha limite nullo), ed e`
maggiorata in modulo dalla funzione x2 /((x2 1)(x2 + a2 )), che per x e`
asintotica ad 1/x2 ; pertanto lintegrale generalizzato esiste finito. Scriviamo
x2 sin2 (x) 1 x2 (1 cos(2x)) x2 (1 e2ix )
 
1
= = Re
(x2 1)(x2 + a2 ) 2 (x2 1)(x2 + a2 ) 2 (x2 1)(x2 + a2 )
(se x R). Essendo lim z(z 2 /((z 2 1)(z 2 +a2 ))) = 0, ed a > 0, si pu`o affermare
z
che se r () = rei , [0, ] e` il semicerchio nel semipiano superiore, si ha
z 2 (1 e2iz )
Z
lim dz = 0;
r (z 2 1)(z 2 + a2 )
r

il teorema dei residui dice allora che si ha


Z r
x2 (1 e2ix ) 1 e2a
lim dx = 2i Res(f, ia) = a .
r+ r (x2 1)(x2 + a2 ) 1 + a2
Lintegrale richiesto e` met`a della parte reale di tale valore, e cio`e
x2 sin2 (x)
Z +
a 1 e2a
dx = .
(x 1)(x + a )
2 2 2 2 1 + a2


Esercizio 4.3 Dato > 0, sia


eiz
f (z) = .
z(1 + z 4 )
(i) Descrivere le singolarit`a di f (z), trovando anche i residui.
(ii) Integrando f su opportuni circuiti, calcolare
Z +
sin x
4
dx .
x(1 + x )

Soluzione. Singolarit`a di f : z(1 + z 4 ) = 0 z = 0 o z 4 = 1 z = 0 o


z = eik , k = /4 + k/2, k = 0, 1, 2, 3. Trattandosi di zeri semplici ed essendo
eiz 6= 0 su C tutte queste singolarit`a di f sono poli di ordine 1. Si ha, applicando
le formule sul calcolo dei residui,
1
Res(f , 0) = = 1;
1
i
eie k 1 ik
Res(f , eik ) = = eie
5ei4k + 1 4
1 1
= ei(cos k +i sin k ) = e sin k ei cos k
4 4
58 Il Lemma di Jordan

da cui
1
Res(f , ei/4 ) = e 2/2 ei 2/2 ;
4
1
Res(f , e3i/4 ) = e 2/2 ei 2/2 ;
4
1
Res(f , e5i/4 ) = e 2/2 ei 2/2 ;
4
1
Res(f , e7i/4 ) = e 2/2 ei 2/2 .
4
(ii) Lintegrale considerato esiste finito e coincide con
Z +
eix
Im vp 4
dx.
x(1 + x )

Si osservi che essendo lim 1/(z(1 + z 4 )) = 0 e > 0 per il lemma di Jordan e`


|z|+
Z
lim f (z) dz = 0, ove al solito r () = rei , [0, ]. Integrando f sul
r+ r
semicerchio superiore indentando lorigine e passando al limite si ottiene
Z +
eix
vp 4)
dx i Res(f , 0) = 2i(Res(f , ei/4 ) + Res(f , e3i/4 ))
x(1 + x
da cui
+
eix 2i 2/2 i2/2
Z
2/2 i 2/2

vp dx = i e e + e e
x(1 + x4 ) 4

= i i e 2/2 2 cos( 2/2)
2

= i 1 e 2/2 cos( 2/2)


da cui
Z +
sin x
2/2

4
dx = 1 e cos( 2/2) .
x(1 + x )


Esercizio 4.4(i) Trovare le singolarit`a della funzione

eiz
f (z) = , ( > 0)
z4 + z2 + 1
calcolando il residuo su quelle con parte immaginaria positiva.
4.1 Esercizi di allenamento 59

(ii) Calcolare lintegrale


+
cos(x)
Z
dx ( R)
x4 + x2 + 1
(farlo prima per > 0; si vuole un risultato che sia chiaramente reale).
Soluzione. (i) Come abbiamo visto nellEsercizio 1.3, gli zeri del denominatore,
tutti
i/3 i/3 i/3 i/3 i/3
semplici, sono e e , e
, , e . Di questi e = (1 + i 3)/2 e
ei/3 = (1 + i 3)/2 hanno coefficiente dellimmaginario positivo. I residui
sono

i/3 e 3/2 ei/2
Res(f , e )= ;
3 + i 3

i/3 e 3/2 ei/2
Res(f , e )= .
3+i 3
(ii) Lintegrale e` la parte reale dellintegrale di fa su R. Per calcolarlo usiamo i soliti
semicerchi centrati in 0, osservando che se 0 siamo nelle condizioni di applicare
il lemma di Jordan sul semicerchio superiore; in base al teorema dei residui, se r > 1
si ha
Z Z r Z
f (z) dz = f (x) dx + fa (z) dz
r r r
!
e 3/2 ei/2 e 3/2 ei/2
= 2i + .
3 + i 3 3+i 3
Per il citato lemma di Jordan, passando al limite per r + si ottiene
Z +
ei/2

 i/2 
3/2 e
f (x) dx = 2e + .
3 + 3i 3 3i
Si ha ora
ei/2 ei/2 1   cos(/2 /3)
+ = ei(/2/3) + ei(/2/3) = .
3 + 3i 3 3i 2 3 3
Si ha quindi, per 0:

F () = 2 e 3/2 cos(/2 /3);
3
chiaramente F e` pari, quindi si ha

F () = 2 e|| 3/2 cos(||/2 /3)
3
per ogni R. 
60 Il Lemma di Jordan

4.2 Esercizi risolti


Esercizio 4.5 Mostrare che se a, b > 0 la funzione

x2 x2
f (x) =
b2 + x2 a2 + x2
Z
e` sommabile su R, e calcolare f (x) dx con il metodo dei residui.
R
Soluzione. La funzione si scrive

(a2 b2 )/x2
f (x) = ,
(b2 + x2 )(a2 + x2 )

forma che mostra che essa e` dello stesso ordine di 1/x2 per x (se a 6= b,
altrimenti e` identicamente nulla); essendo continua, la f e` allora sommabile su R.
Le singolarit`a sono in ia e ib; esse sono poli del primo ordine (supponiamo a 6=
b) come e` immediato constatare, essendo non nulle le derivate del denominatore in
tali punti. Inoltre, si ha lim zf (z) = 0 dato che per |z| + la funzione e`
|z|+
asintotica ad (a2 b2 )/z 2 ; allora lintegrale di f sul semicerchio r () = rei ,
[0, ] tende a 0; e passando al limite per r + nella formula
Z r Z
f (x) dx + f (z) dz = 2i(Res(f, ia) + Res(f, ib)) (r > |a|, |b|),
r r

si ottiene
Z +
f (x) dx = 2i(Res(f, ia) + Res(f, ib)).

Per il calcolo del residuo conviene tenere la forma originaria di f (i residui sono
additivi) si ottiene
 2
z (ia)2 ia
Res(f, ia) = = = ;
2z z=ia 2ia 2
 2 2
z (ib) ib
Res(f, ib) = = = .
2z z=ib 2ib 2

Quindi
Z +
f (x) dx = b + a = (a b)

e` lintegrale richiesto.
4.2 Esercizi risolti 61

Osservazione. Lintegrale si riconduce ad un integrale immediato nel modo seguente:


Z +  Z + 
x2 x2 x2 x2
 
dx = 1+1 2 dx
b2 + x2 a2 + x2 b2 + x2 a + x2
Z + 
b2 a2

= + dx
b2 + x2 a2 + x2
Z + Z +
dx/b dx/a
= b 2
+a
1 + (x/b) 1 + (x/a)2
= b[arctan(x/b)]+ +
+ a[arctan(x/a)]

= b + a.

Esercizio 4.6

(i) Calcolare
+
eix
Z
vp dx
x ib

dove , b sono reali non nulli (attenzione ai segni di e di b!).


(ii) Decomporre in frazioni semplici la funzione razionale

1
.
z 2 + iz + 2
(iii) Usare (i) ed (ii) per calcolare
+
sin x
Z
dx.
x2 + ix + 2

Soluzione. (i) Nelle ipotesi poste, la funzione

eiz
z 7
z ib
ha un polo di ordine 1 ad ib, con residuo eb . Supponiamo dapprima > 0: il
lemma di Jordan dice allora che se r denota la semicirconferenza di centro lorigine
e raggio r contenuta nel semipiano delle parti immaginarie positive, si ha

eiz
Z
lim dz = 0;
r+ r z ib
62 Il Lemma di Jordan

congiungendo tale semicerchio con il segmento [r, r] il teorema dei residui dice
che, se r > |b|,
Z r ix
e eiz
Z
dx + dz = 2ieb se b > 0, 0 altrimenti
r x ib r z ib
passando al limite si ottiene
Z + ix (
e 2ieb se , b > 0,
vp dx =
x ib 0 se > 0, b < 0.
Nel caso < 0 si integra su semicerchi contenuti nel semipiano delle parti
immaginarie negative, ottenendo
Z + ix (
e 2ieb se , b < 0,
vp dx =
x ib 0 se < 0, b > 0
formule riassumibili nellunica formula
Z + ix
e
vp dx = (sgn() + sgn(b))ieb
x ib

(in realt`a esiste anche lintegrale generalizzato, come si vede ad esempio con il
criterio di Abel-Dirichlet).
(ii) Gli zeri di z 2 + iz + 2 sono (i i2 8)/2; le radici quadrate di i2 8 =
1 8 = 9 sono 3i, per cui gli zeri di z 2 + iz + 2 sono i e 2i; si ha
1 k1 k2
= + ,
z 2 + iz + 2 z i z + 2i
dove k1 = Res(1/(z 2 + iz + 2), i) = 1/(2z + i)z=i = 1/3i = i/3 e k2 =
Res(1/(z 2 + iz + 2), 2i) = 1/(2z + i)z=2i = 1/3i = i/3, da cui
1 i/3 i/3
= +
z2 + iz + 2 z i z + 2i
e` la richiesta decomposizione in fratti semplici.
(iii) Scritto sin x = (eix eix )/2i, si deve calcolare

+
(eix eix )/2i
Z
dx
x2 + ix + 2
Z + 
i/3

ix ix ix ix i/3
= ((e e )/2i) + ((e e )/2i) dx
zi z + 2i
1 + eix eix eix eix
Z  
= + + dx
6 z i z i z + 2i z + 2i
1
= (2ie1 + 2ie2 ).
6
4.2 Esercizi risolti 63

Lintegrale richiesto vale quindi


Z +
sin x i 2
dx = (e e1 ).
x2 + ix + 2 3


Esercizio 4.7
(i) Descrivere le singolarit`a della funzione
1 eiaz
fa (z) = (a > 0 costante),
(z 2 + a2 )2
calcolando i residui sulle eventuali singolarit`a nel semipiano Im z > 0.
(ii) Calcolare lintegrale
Z +
1 cos(at)
F (a) = dt a R r {0}
(t2 + a2 )2
Suggerimento: Farlo prima per a > 0, usando quanto fatto in (i).
(iii) KDire se lintegrale doppio
1 cos(xy)
Z
2 2 2
dx dy
R2 (x + y )

esiste finito, calcolandolo in caso affermativo.


Soluzione. (i) Il denominatore si annulla per z = ia; questi sono zeri del primo
ordine per z 2 + a2 , e quindi zeri del secondo ordine per (z 2 + a2 )2 . Il numeratore per
2
z = ia assume il valore 1 ea , certamente non nullo perche a > 0 per ipotesi.
Ne segue che le uniche singolarit`a sono a ia, zeri del secondo ordine. Di queste ia
e` nel semipiano in questione, e si ha, per una nota formula, scritto f (z) = h(z)/(z
ia)2 = ((1 eiaz )/(z + ia)2 )/(z ia)2 , quindi con h(z) = (1 eiaz )/(z + ia)2 :
iaeiaz (z + ia)2 (1 eiaz )2(z + ia)
 
0
Res(f, ia) = h (ia) =
(z + ia)4 z=ia
2 2 2
iaea (4a2 ) (1 ea )4ia 1 (1 + a2 )ea
= = i .
16a4 4a3
(ii) Essendo lim z/(z 2 + a2 )2 = 0, tendono a zero al tendere di r a + sia
|z|+
Z Z
1/(z + a2 )2 dz sia
2
eiaz /(z 2 + a2 )2 dz , se a > 0; r () = rei , [0, ]
r r
e` il solito semicerchio. Ne segue, se a > 0:
Z + 2
1 eiat 1 (1 + a2 )ea
2 2 2
dt = 2i Res(f, ia) = .
(t + a ) 2a3
64 Il Lemma di Jordan

Separando reale ed immaginario nel precedente integrale si ha


Z + 2 Z +
1 cos(at) 1 (1 + a2 )ea sin(at)
2 + a2 )2
dt = 3
; 2 + a2 )2
dt = 0
(t 2a (t
(a > 0), lultimo risultato essendo anche immediato per la disparit`a della funzione
integranda. Si ha quindi
2
1 (1 + a2 )ea
F (a) = a > 0.
2a3
Se a < 0 si ha F (a) = F (a) (ci`o e` ovvio, essendo il coseno pari) e quindi
2
1 (1 + a2 )ea
F (a) = a R r {0}.
2|a|3
(iii) Se si cambia x in x, oppure y in y , lintegranda non muta; si calcola quin-
di lintegrale sul primo quadrante, che e` 1/4 di quello dato. Essendo lintegrando
positivo, e chiaramente misurabile, lintegrale esiste finito se e solo se esiste finito
lintegrale iterato
Z x=+ Z y=+ Z x=+
1 cos(xy)
dx dy = F (x) dx,
x=0 y=0 (x2 + y 2 )2 x=0

dove F e` la funzione sopra detta; si ha


Z + Z + 2
1 (1 + x2 )ex
F (x) dx = dx
0 0 2x3
" 2
#+
1 (1 + x2 )ex
=
4x2
0
+ x2 2
2xe + 2x(1 + x2 )ex
Z
+ dx
0 4x2
2
(si noti che i limiti di (1 (1 + x2 )ex )/x2 sono nulli, sia per x 0, come dopo
si vede, che per x +, come e` immediato vedere)

+
h x2 i+
Z
2
= 2xex dx = e = .
4 0 4 0 4
Ne segue che lintegrale proposto vale . Resta da vedere che si ha
2
1 (1 + x2 )ex
lim = 0;
x0 x2
2 2 2
scritta la funzione come ex (ex (1 + x2 ))/x2 , si ha ex (1 + x2 ) = 1 + x2 +
o(x3 ) 1 x2 = o(x3 ), e si conclude. 
4.2 Esercizi risolti 65

Esercizio 4.8 K
(i) Siano x, y > 0, con x 6= y ; calcolare, col metodo dei residui,
Z +
1
2 t2 )(1 + y 2 t2 )
dt.
(1 + x
(ii) Servirsi del risultato precedente per calcolare
dx dy dz
Z
2 2 2 2
dove D = [1, 1] [1, 1] [0, +[
D (1 + x z )(1 + y z )

(dimostrare con cura che lintegrale effettivamente esiste finito).


(iii) Trovare poi

arctan t 2
Z +  
dt.
0 t
Soluzione. (i) La funzione f : z 7 1/((1 + x2 z 2 )(1 + y 2 z 2 )) ha, nelle ipotesi poste
su x, y , poli del primo ordine in z = i/x, z = i/y . Integrando sul bordo del
semicerchio di centro lorigine e raggio r contenuto nel semipiano {z : Im z 0} i
poli che interessano, non appena r > max{1/x, 1/y}, sono i/x, i/y ; si ha

1/(1 + y 2 (i/x)2 ) 1/(1 y 2 /x2 ) x


Res(f, i/x) = = = ;
2
2x (i/x) 2ix 2i(x y 2 )
2

per laltro, basta chiaramente scambiare fra loro x, y nella formula precedente,
ottenendo
y
Res(f, i/y) = .
2i(y x2 )
2

Lintegrale sul pezzo ricurvo del semicerchio e` infinitesimo perche f c/z 4 per
|z| + (con c = 1/(x2 y 2 )). Si ha quindi
Z +  
1 x y
dt = 2i + = .
2 2
(1 + x t )(1 + y t )
2 2 2i(x y ) 2i(y x )
2 2 2 2 x+y
(ii) Per simmetria ci si riconduce a x > 0, y > 0, cio`e posto E = [0, 1] [0, 1]
[0, +[ si ha
dx dy dz dx dy dz
Z Z
2 2 2 2
= 4 2 2 2 2
.
D (1 + x z )(1 + y z ) E (1 + x z )(1 + y z )

Fissato (x, y) [0, 1] [0, 1], se x > 0, y > 0 ed x 6= y si ha, in base al precedente
risultato
Z +
dz 1 + dz
Z
2 2 2 2
= 2 2 2 2
= .
0 (1 + x z )(1 + y z ) 2 (1 + x z )(1 + y z ) 2(x + y)
66 Il Lemma di Jordan

Per 2 -quasi ogni (x, y) [0, 1] [0, 1] si ha x > 0, y > 0 ed x 6= y (i punti (x, y)
per cui x = 0 oppure y = 0 oppure x = y sono contenuti nel bordo del quadrato o
nella diagonale, comunque ununione di segmenti, di misura 2-dimensionale nulla).
Ne segue che per quasi ogni (x, y) [0, 1] [0, 1] la (x, y)-sezione dellintegranda
sta in L1 ([0, +[), con integrale /(2(x + y)). Essendo lintegranda positiva il
teorema di Tonelli dice che la funzione e` sommabile su E se e solo se esiste finito

Z
dx dy
[0,1][0,1] 2(x + y)

ed unulteriore applicazione del teorema di Tonelli dice che tale integrale esiste finito
se e solo se e` finito il risultato del calcolo
1
Z 1
dy
Z Z
dx dy = dx
[0,1][0,1] 2(x + y) 2 0 0 x+y
Z 1
y=1
= [log(x + y)]y=0 dx
2 0
1
Z
= (log(x + 1) log x) dx
2 0
1
Z
1
= [(x + 1) log(x + 1) x log x]0 (1 1) dx
2 2 0
= log 2.

Ne segue
dx dy dz
Z
= 4 log 2.
D (1 + x2 z 2 )(1 + y 2 z 2 )
(iii) Usando il teorema di Fubini possiamo affermare che si ha
Z + Z 
dx dy dz dx dy
Z
2 2 2 2
= 2 2 2 2
dz.
D (1 + x z )(1 + y z ) 0 [1,1][1,1] (1 + x z )(1 + y z )

Si ha ora, sempre per Fubini,


Z Z 
dx dy dx dy
Z
2 2 2 2
= 2 2 2 2
[1,1][1,1] (1 + x z )(1 + y z ) [1,1] 1 + x z [1,1] 1 + y z
Z 1 2
d
= 2 2
,
1 1 + z

ed inoltre, se z > 0
Z 1
d 2 1 zd 2 arctan z
Z
=1
2 2
= 2
= [arctan(z)]=0 = 2 ;
1 1 + z z 0 1 + (z) z z
4.2 Esercizi risolti 67

pertanto
+  2
dx dy dz arctan z
Z Z
4 log 2 = =4 dz
D (1 + x2 z 2 )(1 + y 2 z 2 ) 0 z

e lintegrale richiesto vale log 2:


+  2
arctan t
Z
dt = log 2.
0 t

Osservazione. Usando la sostituzione t = tan ed integrando ripetutamente per parti


si ha

arctan t 2
Z +  Z /2 Z /2
2 2

d
dt = 2 = d
0 t 0
2
tan cos 0 sin2
Z /2
 2 /2 cos
= cotan 0 + 2 d
0 sin
Z /2
/2
= 2 [ log(sin )]0 2 log(sin ) d
0
Z /2
= 2 log(sin ) d;
0

lultimo integrale e` stato calcolato con un artificio di calcolo in [2, 18.3.4], e si e`


trovato che valeva log 2/2; si ritrova il risultato per altra via.
Osservazione. Non volendo usare la simmetria per ridurre lintegrale in (ii) ad E ,
occorre fare attenzione al fatto che lintegrale in (i) vale /(x + y) solo se x >
0, y > 0; con x, y reali non nulli qualunque esso vale /(|x| + |y|), come e` ovvio
per la parit`a dellintegrale in x, y . Si noti anche che

dx dy
Z

[1,1][1,1] x + y

non esiste: la funzione integranda diverge sulla seconda diagonale {(x, x) : x


[1, 1]}; ed integrando il modulo si troverebbe +, su ogni sezione:
y=1 y=x 1
dy dy dy
Z Z Z
= + = + + = +.
y=1 |x + y| y=1 (x + y) y=x x+y

Esercizio 4.9 Sia a > 0 fissato.


68 Il Lemma di Jordan

(i) Calcolare
+
1
Z
dt;
t2 + a2

dedurne, per y reale,


+
1
Z
dt.
(t y)2 + a2

(ii) KMostrare che la funzione


1
g(x, y) =
((x y)2 + a2 )(y 2 + a2 )
Z
appartiene ad L1 (R2 ) e calcolare g(x, y) dx dy : giustificare con cura.
R2
(iii) Usando il teorema dei residui calcolare, per x reale non nullo
+
1
Z
h(x) = dt,
((x t)2 + a2 )(t2 + a2 )

(iv) Usando h(x) in modo opportuno controllare il risultato ottenuto in (ii).

Soluzione. (i) Si ha
Z +
1 1 + 1/a 1
Z
2 2
dt = 2
dt = [arctan(t/a)]+
= .
t + a a (t/a) + 1 a a

Linvarianza per traslazioni mostra subito che anche il secondo integrale vale /a.
(ii) Usiamo il teorema di Tonelli: si ha g(x, y) 0 per ogni (x, y) R2 ; se lintegra-
le iterato viene finito, allora g appartiene ad L1 (R2 ), e lintegrale iterato e` lintegrale
su tutto R2 . Integrando prima in x si ottiene
Z
1
Z
g(x, y) dx = dx
R ((x y)2 + a2 )(y 2 + a2 )
Z
1 1 1
= 2 dx = 2 ;
y + a2 (x y)2 + a2 y + a2 a

unulteriore integrazione rispetto ad y permette di concludere che lintegrale esiste e


vale 2 /a2 .
(iii) Consideriamo la funzione razionale complessa

1
f (z) =
((x z)2 + a2 )(z 2 + a2 )
4.3 Esercizi proposti 69

dove x R e` un parametro. Il denominatore si annulla per z = xia e per z = ia,


tutti poli del primo ordine essendo per ipotesi x 6= 0. I residui nel semipiano superiore
sono quindi
1 1
Res(f, x + ia) = ; Res(f, ia) = .
2ia((x + ia)2 + a2 ) ((x ia)2 + a2 )2ia
Per |z| + si ha f (z) 1/z 4 , quindi zf (z) e` infinitesimo per |z| +;
integrando su semicerchi, lintegrale sul pezzo curvo tende a zero e si ha
 
1 1
h(x) = 2i +
2ia((x + ia)2 + a2 ) ((x ia)2 + a2 )2ia
 
1 1
= +
a x2 + 2iax x2 2iax
2x2 2 1
= 4 2 2
= .
a x + 4a x a x + 4a2
2

(iv) Integrando si ottiene


+
2 2
Z
h(x) dx = = 2,
a 2a a
coincidente con lintegrale di g su R2 ; si e` verificato che integrando la g prima rispetto
ad y e poi rispetto ad x si ottiene lo stesso risultato. 

4.3 Esercizi proposti


Esercizio 4.10 Calcolare lintegrale
Z +
x sin x
dx
x2 + 1
utilizzando il metodo dei residui (si ammetta che lintegrale esiste finito).

Esercizio 4.11 1. Determinare i poli e i relativi residui di


eiz
f (z) =
(1 + z 2 )2
contenuti nel semipiano Im (z) 0.
2. Calcolare, usando il metodo dei residui, lintegrale
Z +
cos x
2 2
dx
(1 + x )

motivando bene i passaggi e citando i risultati teorici utilizzati per arrivare al


risultato.
70 Il Lemma di Jordan

Esercizio 4.12 Calcolare


+
x2
Z
dx.
(x2 + 4)(x2 + 9)

Esercizio 4.13

(i) Trovare la parte singolare della funzione di variabile complessa

zeiz
f (z) =
(z 2 + b2 )2

in z0 = ib (b > 0).
(ii) Calcolare
+
t sin t
Z
dt.
(t2 + b2 )2

Esercizio 4.14

(i) Data la funzione razionale fratta

z2 + 1
R(z) =
(z 2 + z + 1)(z 1)2

se ne scrivano le singolarit`a; si trovino le parti principali in tali singolarit`a e quindi


lo sviluppo di R(z) in frazioni semplici.
(ii) Calcolare
(x2 + 1) sin2 x
Z +
dx.
(x + x + 1)(x 1)
2 2

Esercizio 4.15

(i) Decomporre in frazioni semplici la funzione


 
d 2z 1
f (z) = 2 2
+ 2 .
dz (z + 1) z +1

(ii) Calcolare
Z +
f (x)eix dx ( > 0).

Esercizio 4.16 Si consideri la funzione di variabile complessa

1
.
1+ z2 + z4 + z6
4.3 Esercizi proposti 71

(i) Trovare i poli di f .


(ii) Detto laperto di C costituito dal dominio di f , provare che f non ha primitive
in .
(iii) Provare che non esiste un intorno dello zero tale che f ristretta ad esso sia iniettiva.
(iv) Calcolare
Z +
dt
2 4 6
.
1 + t + t + t

Esercizio 4.17 Calcolare, con il metodo dei residui,


Z +
cos x
dx.
(x /2)(x + 1)
2

Esercizio 4.18 Sia


1 cos (2z)
f (z) = .
(z 1)2

(i) Descrivere il pi`u grande aperto aperto di di C su cui la formula sopra data per f
definisce una funzione olomorfa.
(ii) Trovare gliZzeri di f .
+
(iii) Calcolare f (x) dx.

5 I Lemmi del cerchio piccolo e
del cerchio grande

Raccogliamo qui gli esercizi che coinvolgono anche il lemma del cerchio piccolo, che
ricordiamo qui sotto. Riprendendo la notazione della Sezione 4 si ha:

Proposizione 5.1 (Lemma dellarco di cerchio piccolo) Se f e` continua in


A(c, [1 , 2 ] {z C : |z c| < R} per qualche R > 0, allora
Z
Se lim
zc
(z c)f (z) = k C allora lim f (z) dz = i(2 1 ) k.
r0 r
zA(c,[1 ,2 ]

r indica larco di cerchio di centro c e raggio r contenuto nellangolo A(c, [1 , 2 ]


{z C : |z c| > R}, cio`e si ha r () = c + rei , [1 , 2 ].
Si noti che se c e` polo del primo ordine per f le ipotesi del lemma dellarco di
cerchio piccolo sono verificate, con k = Res(f, c).
E talvolta di utilit`a anche il Lemma del cerchio grande.

Proposizione 5.2 (Lemma dellarco di cerchio grande) Se f e` continua in


A(c, [1 , 2 ] {z C : |z c| > R} per qualche R 0, allora
Z
Se lim
z
zf (z) = k C allora lim f (z) dz = i(2 1 )k.
r+ r
zA(c,[1 ,2 ]

5.1 Esercizi di allenamento


Esercizio 5.1

(i) Descrivere singolarit`a e residui della funzione

1 e2iz
f (z) = .
z4 1
74 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

(ii) Calcolare
+
sin2 x
Z
dx
x4 1
usando il metodo dei residui.
Soluzione. (i) Come si e` visto nellEsercizio 1.7, gli zeri del denominatore sono le
radici quarte di 1, ovvero 1, i, 1, i e sono semplici. Inoltre 1 sono singolarit`a
eliminabili mentre si ha
i
Res(f, i) = (1 e2 ).
4
(ii) Scriviamo anzitutto sin2 (x) = (1 cos(2x))/2, ed osserviamo che (per
x R) lintegranda e` quindi met`a della parte reale della funzione f (x) = (1
e2ix )/(x4 1) sopra considerata. Si noti che tale funzione e` in realt`a assolutamente
integrabile su R: infatti e` continua, ed e` dominata da 2/|x4 1|, asintotica ad 1/x4
per x , e quindi sommabile attorno allinfinito. Integrando su semicerchi
(segmento [r, r] e semicerchio r (t) = rei , [0, ]) si ha, se r > 1:
Z r
1 e2ix 1 e2iz i
Z
4 1
dx + 4 1
dz = 2i Res(f, i) = 2i (1 e2 )
r x r z 4
in base al teorema dei residui. Poiche lim z/(z 4 1) = 0, e 2 > 0, lintegrale
|z|+
su r e` infinitesimo al tendere di r a +. Si ottiene
Z +
1 e2ix
dx = (1 e2 ),
x 1
4 2
e quindi lintegrale richiesto, met`a della parte reale di tale quantit`a, vale
sin2 x
Z +

4 1
dx = (1 e2 ).
x 4
Si noti che il risultato e` negativo; mentre non e` affatto ovvio che cos` dovesse essere,
la cosa e` possibile: la funzione razionale 1/(x4 1) e` negativa sullintero intervallo
]1, 1[. 

Esercizio 5.2 Data la funzione di variabile complessa


zez
f (z) =
e4z 1
classificarne le singolarit`a. Integrando sul bordo del rettangolo di vertici r, r +
i/2, r + i/2, r, indentato se occorre, calcolare:
Z
xex
4x 1
dx;
e
5.1 Esercizi di allenamento 75

calcolandolo si ottiene anche



ex
Z
vp dx;
e4x 1
accettare il fatto che lintegrale sui segmenti paralleli allasse immaginario e`
infinitesimo per r +.
Soluzione. Gli zeri del denominatore sono per 4z = 2ki e cio`e z = ki/2, tutti
di molteplicit`a 1; se k = 0 si ha z = 0 dove anche il numeratore e` nullo, e la
singolarit`a z = 0 e` eliminabile; gli altri sono poli del primo ordine. Integriamo quindi
su un bordo indentato in i/2 col semicerchio s () = i/2 + sei , [, 2].
Chiamando (r) il contributo allintegrale dei segmenti verticali si ha

Z r Z s
f (x) dx f (x + i/2) dx
r r
Z r Z
f (x + i/2) dx f (z) dz + (r) = 0.
s s

Si ha poi

(x + i/2)ex+i/2 ixex ex
f (x + i/2) = = .
e4x+2i 1 e4x 1 2 e4x 1
Pertanto, separando reale ed immaginario:

r Z s Z r
xex ex ex


Z
dx + dx + dx
r e4x 1 2 r e
4x 1
s e
4x 1

Z s Z r
xex xex
 Z
i 4x 1
dx + 4x 1
dx f (z) dz + (r) = 0.
r e s e s

Per il lemma del cerchio piccolo, al tendere di s a 0+ si ha

(i/2)ei/2 2
Z
lim+ f (z) dz = i Res(f, i/2) = i 2i
= i .
s0 s 2e 8

Si noti che per r + ed s 0+ lespressione sopra tende a


Z Z Z
xex ex xex 2


4x 1
dx + vp 4x 1
dx i 4x 1
dx .
e 2 e e 8
Da cui, uguagliando parti reali ed immaginarie:
Z
xex 2
4x 1
dx = ,
e 8
76 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

mentre

xex ex
Z Z
dx + vp dx = 0,
e 1
4x 2 e4x 1
da cui

ex
Z
vp dx = .
e 1
4x 4

Osservazione. La funzione ex /(e4x 1) e` sommabile attorno a + ed a , ma ha


un polo del primo ordine in 0, e quindi lintegrale e` nel senso del valore principale;
invece xex /(e4x 1) si prolunga per continuit`a in 0, ed il suo integrale e` un vero
integrale generalizzato, anche assolutamente convergente.


Esercizio 5.3 Si consideri la funzione


ewz
fw (z) =
ez eia
dove w C e` un parametro complesso fissato, ed a e` reale, 0 < a < 2 .
(i) Trovare e classificare le singolarit`a di fw , determinando le parti principali.
(ii) KDire per quali w C si ha fw L1 (R, C).
Z +
(iii) Integrando su opportuni rettangoli calcolare fw (x) dx per i w C trovati

in (ii). Assumere che gli integrali sui pezzi verticali dei rettangoli tendano a 0 per
r +. (Facoltativo:Kgiustificare il limite degli integrali sui pezzi verticali).
(iv) Come cambiano i precedenti risultati supponendo ora soltanto a R r 2 Z, e non
pi`u anche a ]0, 2[?
Soluzione. (i) Il denominatore ha zeri semplici per ez = eia z = ia + 2ki,
con k Z; poiche il numeratore non e` mai nullo, questi sono poli semplici, con
residui
eiw(a+2k)
Res(fw , i(a + 2k)) = = ei(waa+2k)
eia+2ki
e quindi parti principali

Res(fw , i(a + 2k)) ei(waa+2k)


= .
z i(a + 2k) z i(a + 2k)
(ii) Si tratta di vedere per quali w C lintegrale
Z +
|ewx |
dx
|ex eia |
5.1 Esercizi di allenamento 77

esiste finito; si ha |ewx | = eRe(wx) = e(Re w)x (si ricordi che x e` reale), ed |ex eia | =
ex |1 eia ex |, per cui lintegrando e` asintotico ad e(Re w)x /ex = ex(Re w1) per
x +, e` invece asintotico ad e(Re w)x per x . Ne segue che la funzione e`
sommabile attorno a + se e solo se Re w 1 < 0, e` sommabile attorno a se e
solo se Re w > 0; ne segue che fw appartiene a L1 (R, C) se e solo se 0 < Re w < 1.
(iii) Supposto 0 < Re w < 1, integrando sul rettangolo di vertici r, r + 2i, r +
2i, r si ha
r Z r
ewx ew(x+2i)
Z
dx dx
r e e
x ia (x+2i) eia
r e
Z 2 Z 2
ew(r+i) ew(r+i)
+ i d i d = 2i Res(fw , ia),
0 e(r+i) eia 0 e(r+i) eia
che si riscrive, indicando con (r) il contributo dei lati verticali,
Z r
2iw ewx
(1 e ) dx + (r) = 2iei(w1)a .
r e e
x ia

Mostreremo poi che (r) 0 per r +; si ha


eiw eiw+i ei(w1)
2i/(1 e2iw ) = = = .
(eiw eiw )/2i sin w sin w
Ne segue
+

Z
fw (x) dx = ei(w1)(a) 0 < Re w < 1.
sin w
Si ha infine
Z 2 Z 2
ew(r+i)
|ew(r+i) |
i d d

0 e(r+i) eia
0 |e(r+i) eia |
Z 2 (Re w)r(Im w)
e e((Re w)1)r e2| Im w|
d 2
0 er 1 1 er
che tende a zero al tendere di r a + perche Re w 1 < 0. Analogamente
Z 2 Z 2 (Re w)r(Im w)
ew(r+i)
e e(Re w)r e2| Im w|
i d d 2

0 e(r+i) eia
0 1 er 1 er
che tende a zero per r + perche Re w > 0.
(iv) Il polo che ha indice non nullo rispetto ai rettangoli considerati non e` pi`u ne-
cessariamente ia, ma ib, dove b ]0, 2[ e` congruo ad a modulo 2 ; lintegrale
diventa
Z +

fw (x) dx = ei(w1)(b)
sin w
e nullaltro cambia. 
78 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

5.2 Esercizi risolti


Esercizio 5.4 Si consideri la funzione di variabile complessa

eiz eiz
f (z) = (, R, 6= ).
z 2 (1 + z 2 )

(i) Trovarne e classificarne le singolarit`a, calcolando i residui su quelle con parte


immaginaria 0.
(ii) Integrando su semicerchi, indentati se occorre, calcolare (attenzione ai segni di
, !)
+
cos(x) cos(x)
Z
dx.
x2 (1 + x2 )

Soluzione. (i) Come si e` visto nellEsercizio 1.4, z = 0 e` polo di ordine 1 con residuo

i i.

Invece z = i sono poli di ordine 1 Il residuo in z = i e` (e e )/(2i).


(ii) Supponiamo dapprima , 0. Integrando su semicerchi indentati in 0, il teo-
rema dei residui e il lemma di Jordan (applicabile perche , 0 e lim z/(z 2 (1 +
z
z 2 )) = 0) mostrano che si ha:

eix eix e e
Z
vp dx = i(i i) + 2i
x2 (1 + x2 ) 2i
= ( + e e ).

Per disparit`a la parte immaginaria del valore principale e` nulla; la parte reale e` un
vero integrale, dato che la singolarit`a in 0 si elimina; si ha quindi
+
cos(x) cos(x)
Z
dx = ( + e e ) (, 0).
x2 (1 + x2 )

La parit`a del coseno dice poi che si ha


+
cos(x) cos(x)
Z
dx = (|| || + e|| e|| ) , R.
x2 (1 + x2 )

5.2 Esercizi risolti 79

Esercizio 5.5 Calcolare


Z +
1
t1 dt 0 < < 1.
0 (t + 1)(t2 + 1)
Soluzione. Lintegrale proposto esiste finito essendo
t1 t1
0 t1 e t13 = t4
(t + 1)(t2 + 1) (t + 1)(t2 + 1)
che e` integrabile essendo 4 > 1 ( < 3). Posto t = ex e`
Z + Z +
1 1 ex
t dt = dx;
0 (t + 1)(t2 + 1) x
(e + 1)(e
2x + 1)

i poli di
ez
f (z) =
(ez + 1)(e2z + 1)
compresi nella striscia 0 Im z 2 sono gli z con Im z [0, 2] tali che
ez = 1 o e2z = 1. E` ez = se e solo se z = logC (1) = i + 2ki, k Z, e
e2z = se e solo se 2z = i + 2ki ovvero z = i/2 + ki, k Z. I poli di f su
0 Im z 2 sono quindi z1 = i/2, z2 = i , z3 = 3i/2. Trattasi di poli del
primo ordine e si ha
 z z
ei/2 /(i + 1)

e /(e + 1) 1
Res(f, i/2) = = = ei/2 ;
2e2z
z=i/2 2 2(1 + i)
 z z
e3i/2 /(i 1)

e /(e + 1) 1
Res(f, i3/2) = = = e3i/2 ;
2e2z
z=i3/2 2 2(i 1)
 z z
ei /2 ei

e /(e + 1)
Res(f, i) = = = .
2e2z z=i 1 2
Integrando sul bordo del rettangolo di vertici r, r, r + 2i, r + 2i orientato in
senso antiorario si ottiene
Z r Z r Z Z
f (t) dt f (t + 2i) dt + f (z) dz f (z) dz
r r r r
3
X
= 2i Res(f, zi ) ()
i=1

ove, rispettivamente, r e r sono i segmenti di origine r ed estremit`a r + 2i .


Si ha che
Z Z
lim f (z) dz = lim f (z) dz = 0
r+ r r+ r
80 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

(verifica alla fine); osserviamo che f (t + 2i) = e2i f (t); passando al limite per
r + in () si trova allora
Z +
i 1 i/2 1 + i 3i/2 ei
 
2i
(1 e ) = 2i e e ;
4 4 2

ora 1 e2i = ei (ei ei ) = 2i ei sin 6= 0 ( ]0, 1[) da cui

+
et
Z
dt
(et + 1)(e2t + 1)
i 1 i/2 1 + i i/2 1
 

= e e
sin 4 4 2
 
i i/2 1 1
= (e ei/2 ) (ei/2 + ei/2 )
sin 4 4 2
 
1 1 1
= sin cos .
sin 2 2 2 2 2
Verifichiamo che e`
Z Z
lim f (z) dz = lim f (z) dz = 0.
r+ r r r

Z Z 2
Si ha f (z) dz = i f (r + it) dt ed e` , per t [0, 2],
r 0
(r+it)
e
|f (r + it)| = r+it ;
(e + 1)(e2r+2it + 1)

osserviamo che |er+it | = er e che


r+it
e + 1 |er+it | 1 = |er 1|;
2r+2it
e + 1 |e2r+2it | 1 = |e2r 1|

da cui
er
|f (r + it)| r
(e 1)(e2r 1)

per ogni t [0, 2], ed essendo er /((er 1)(e2r 1)) asintotico a e(3)r per
r si ottiene

sup |f (r + it)| 0
t[0,2] r+
5.2 Esercizi risolti 81

donde lasserto (`e < 1).


Si ha poi
(r+it)
e
|f (r + it)| = r+it
(e + 1)(e2r+2it + 1)
ed e`
= er ;
r+it
+ 1 1 |er+it | = 1 er ;
(r+it)
e e
2r+2it
+ 1 1 |e2r+2it | = 1 e2r

e

da cui
er
sup |f (r + it)| 0
t[0,2] (1 er )(1 e2r ) r+
Z
essendo > 0, quindi lim f (z) dz = 0. 
r+ r

Esercizio 5.6 Integrando la funzione


ez
f (z) = z 2
1 + e4z
su un circuito opportuno calcolare
+
log t
Z
dt.
0 1 + t4
Soluzione. Posto x = log t si ha
Z + Z +
log t x ex
dt = dx.
0 1 + t4 1 + e
4x

Le singolarit`a di f sono gli z C tali che e4z = 1, ovvero z = i/4 + ki/2,


k Z, tutti poli di ordine uno. Quelli contenuti nella striscia 0 Im z 2 sono
z1 = 1/4, z2 = 3i/4, z3 = 5i/4, z4 = 7i/4. Si ha
 2 i/4
e 2 i/4
Res(f, i/4) = i = e ;
4 4ei 64
2
3 ei3/4 9 2 3i/4

Res(f, i3/4) = i = e ;
4 4ei3 64
2
5 ei5/4 25 2 5i/4

Res(f, i5/4) = i i5
= e ;
4 4e 64
2
7 ei7/4 49 2 7i/4

Res(f, i7/4) = i = e .
4 4ei7 64
82 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

Integrando f sul bordo del rettangolo di vertici r, r, r + 2i, r + 2i si ottiene


Z r Z r Z Z
f (x) dx f (x + 2i) dx + f (z) dz f (z) dz
r r r r
4
X
= 2i Res(f, zi ) ()
i=1

ove r (rispettivamente r ) e` il segmento r (t) = r + it (rispettivamente r (t) =


r + it), t [0, 2]. Si ha che
Z Z
lim f (z) dz = lim f (z) dz = 0
r+ r r+ r

(verifica alla fine); passando al limite in () per r + si ottiene


+ 4
ex
Z X
(x2 (x + 2i)2 ) dx = 2i Res(f, zi ). ()
1 + e4x i=1

Ora e`
4
X 2 i/4
+ 9e3i/4 + 25e51/4 + 49e7i/4

Res(f, zi ) = e
i=1
64
2 1
  
9 25 49 1 9 25 49
= + +i +
64 2 2 2 2 2 2 2 2
2 2
= (16 64i) = (1 4i)
64 2 4 2
e x2 (x + 2i)2 = 4ix + 4 2 da cui, uguagliando in () le parti reali e le
parti immaginarie,
Z +
ex 3 2 2
4x
dx = 2
= ,
1 + e 4 4
Z +
ex 3 2/4 2 2
x dx = = .
1 + e4x 4 16
Resta da verificare che
Z Z
lim f (z) dz = lim f (z) dz = 0.
r+ r r+ r

Per ogni t [0, 2] e`


er
|f (r + it)| = |r + it|2 ,
|1 + e4r+4it |
5.2 Esercizi risolti 83

si ha poi

|r + it|2 = r2 + t2 r2 + (2)2 ;
4r+4it
e + 1 |e4r+4it | 1 = e4r 1

sicche
(r2 + 4 2 )er
sup |f (r + it)| 0
t[0,2] |e4r 1| r+

ed essendo
Z

Z
2 Z
2

f (z) dz = f (r + it) dt sup |f (r + it)| dt
r 0 0 t[0,2]

si ottiene
Z
lim f (z) dz = 0.
r+ r

Analogamente e`

er (r2 + 4 2 )er
|f (r + it)| = |r + it|2 4r4it

|1 + e | 1 e4r

sicche supt[0,2] |f (r + it)| 0 per r + da cui


Z
lim f (z) dz = 0.
r+ r

Esercizio 5.7 E` data la funzione complessa

z2
f (z) = ( R).
cosh z sinh z
(i) Trovarne le singolarit`a, classificarle, trovare le parti principali sulle singolarit`a.
(ii) Mostrare che la funzione
x
x 7
cosh x sinh x
appartiene ad L1 (R).
84 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

(iii) Integrando f sul bordo dei rettangoli di vertici r, r + i, r + i, r, indentando


sulle singolarit`a se occorre, calcolare lintegrale
+
x
Z
dx.
cosh x sinh x

Assumere che gli integrali sui pezzi verticali dei rettangoli tendano a 0 per r
+.
(iv) KGiustificare il limite degli integrali sui pezzi verticali.

Soluzione. (i) Si pu`o scrivere

ez + ez ez ez e2z e2z sinh(2z)


cosh z sinh z = = = ,
2 2 4 2
z2
cosicche si pu`o scrivere f (z) = 2 . Si ha
sinh(2z)

sinh(2z) = 0 e2z = e2z e4z = 1


4z = 2ki (k Z);

gli zeri del denominatore sono quindi ki/2, k Z; poiche in tali punti la derivata
del denominatore, 2 cosh(2z), vale 2 cosh(ki) = 2(1)k 6= 0, tali zeri hanno
molteplicit`a 1. Il numeratore ha z = 0 come unico zero di molteplicit`a 2. Ne segue:

z = 0 e` singolarit`a eliminabile (ed f ha ivi uno zero di molteplicit`a 1)


z = ki/2, k 6= 0, sono per f poli del primo ordine;

si ha
ki (ki/2)2 k2 2
Res(f, )=2 = (1)k+1 ;
2 2 cosh(ki) 4

(1)k+1 k 2 2 /4
le parti principali a tali poli sono quindi .
z ki/2
(ii) Il punto x = 0 e` discontinuit`a eliminabile per la funzione data (si ha
lim x/(sinh x cosh x) = 1). La funzione data e` pari ed e` continua; basta mo-
x0
strare che essa e` in L1 ([c, +[) per qualche c 0. Si ha x/(sinh x cosh x) =
2x/ sinh(2x) < 2x/ex = 2xex per x > 0; e la funzione x 7 2xex chiaramente
sta in L1 ([0, +[).
5.2 Esercizi risolti 85

(iii) Fissati r, s, con 0 < s < r, si considera il rettangolo indentato come in Figura 5.1
per il teorema dei residui si ha, posto s () = i + sei , [, 2]:

r s r
2x2 2(x + i)2 2(x + i)2
Z Z Z
dx dx dx
r sinh(2x) r sinh(2(x + i)) s sinh(2(x + i))
2 2
2z 2(r + i) 2(r + i)2
Z Z Z
dz + i d i d
s sinh(2z) 0 sinh(2(r + i)) 0 sinh(2(r + i))
i 2 3
= 2i Res(f, ) = 2i =i .
2 4 2
Per disparit`a,
r
2x2
Z
dx = 0;
r sinh(2x)

inoltre (x+i)2 = x2 +2ix 2 e sinh(2(x+i)) = sinh(2x+2i) = sinh(2x);


per disparit`a si ha ancora
s r
2x2 2x2
Z Z
dx + dx = 0
r sinh(2x) s sinh(2x)

ed anche
s r
2 2 2 2
Z Z
dx + dx = 0
r sinh(2x) s sinh(2x)

Detta (r) la somma degli integrali sui lati verticali resta quindi
s r
2 2ix 2 2ix 3
Z Z  Z
dx dx + f (z) dz + (r) = i
r sinh(2x) s sinh(2x) s 2

essendo i polo di ordine 1 si ha, per il lemma del cerchio piccolo:


Z
lim+ f (z) dz = i Res(f, i) = i( 2 ) = i 3
s0 s

Z +
mentre il termine entro parentesi converge a 2i vp (2x/ sinh(2x)) dx =

2iI , indicando con I lintegrale richiesto. Si ha quindi 2iI = i 3 /2 i 3
da cui
Z +
x 2
I= dx = .
cosh x sinh x 4
86 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

(iv) Resta solo da vedere che gli integrali sui lati verticali sono effettivamente
infinitesimi per r +. Si ha
Z Z
(r + i)2
| r + i|2
i d d
0 sinh(2r + 2i) 0 | sinh(2r + 2i)|

inoltre
2r+2i 2r2i

e e
| sinh(2r + 2i)| =
2
1
|e2r+2i | |e2r2i |

2
1
= (e2r e2r ) = sinh(2r)
2
poiche r > 0, ed anche | r + i|2 (| r| + |i|)2 = (r + )2 (r + r)2 = 4r2
se r . Ne segue
Z
4r2 16r2
|(r)| 4 dr =
0 sinh(2r) sinh(2r)
per r > ; chiaramente questultima quantit`a tende a zero per r +. 

i
r+ i r+ i

i/2

0
r r

Figura 5.1.

Esercizio 5.8 KScopo dellesercizio e` il calcolo dellintegrale


Z +
cos x i2x
F () = e dx ( R).
4x
2 2

(i) Provare che effettivamente per ogni R lintegrando appartiene ad L1 (R).


(ii) Calcolare
Z +
eix
vp dx;
a x
2 2

a > 0, 0 sono costanti reali; trovarlo poi con R qualsiasi.


5.2 Esercizi risolti 87

(iii) Dedurre da (ii)


+
cos x cos(x)
Z
vp dx R, a > 0.
a2 x2
Trovare infine F ().
Soluzione. (i) Lintegrando e` maggiorato in modulo da
1
,
2 4x2
funzione sommabile in un intorno di perche asintotica a 1/(4x2 ); inoltre esso si
prolunga per continuit`a in /2. Pertanto lintegrando sta in L1 (R).
(ii) La funzione f (z) = eiz /(a2 z 2 ) ha poli semplici in a; il residuo in essi vale

ei(a) eia
Res(f, a) = = .
2(a) 2a
Integrando su semicerchi indentati r,s,t come in Figura 5.2, si trova, in base al
teorema dei residui:
Z Z Z Z
f (z) dz = f (z) dz f (z) dz f (z) dz
r,s,t r s t
Z as Z at Z r
+ f (x) dx + f (x) dx + f (x) dx = 0;
r a+s a+t

facendo tendere r a +Z, e t, s a 0+ , lultima riga tende al valore principale richiesto;


per il lemma di Jordan 0 (o quello del cerchio grande se = 0), mentre per
r
il lemma del cerchio piccolo si ha
eia eia
Z Z
lim+ f (z) dz = i ; lim+ f (z) dz = i ;
s0 s 2a t0 t 2a
quindi si ha
+
eix eia + eia
Z
vp dx i = 0,
a2 x2 2a
da cui
+
eix sin(a)
Z
vp dx = .
a x
2 2 a
Si e` quindi anche visto che si ha
Z + +
cos(x) sin(a) sin(x)
Z
vp dx = ; vp dx = 0,
a x a2 x2
2 2 a
88 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

t
s

s t
r a O a r

Figura 5.2.

per a > 0 ed 0.
Per parit`a e disparit`a si ha
Z + +
cos(x) sin(a||) sin(x)
Z
vp dx = ; vp dx = 0,
a x a2 x2
2 2 a

anche se < 0.
(iii) Per le formule di Werner (vedi Formulario) si ha
1
cos x cos(x) = (cos(( + 1)x) + cos(( 1)x)) ,
2
e pertanto
+ +
cos x cos(x) cos(( + 1)x)
Z Z
vp dx = vp dx
a2 x2 a2 x2
+
cos(( 1)x)
Z
+ vp dx
a2 x2

= (sin(a| + 1|) + sin(a| 1|)).
2a
Usando poi le formule di Eulero e la disparit`a si ottiene
Z +
cos x cos(2x) 1 + cos x cos(2x)
Z
F () = dx cio`e F () = dx,
2 4x2 4 (/2)2 x2
e quindi (a = /2, = 2):
1
F () = (sin(|2 + 1|/2) + sin(|2 1|/2)).
4
Si noti che la funzione F e` a supporto compatto; si ha infatti
1 cos( 2 ) per ]1/(2), 1/(2)[,

F () = 2
0 per || 1/(2).


5.2 Esercizi risolti 89

Esercizio 5.9 K E` data la funzione complessa


eiz
f (z) =
1 + cosh(2z)
con parametro reale.
(i) Determinarne le singolarit`a e classificarle.
(ii) Per ogni r > 0 sia r il circuito bordo del rettangolo di vertici r, r + i, r +
i, r; trovare la parte principale di f sulle singolarit`a che hanno indice non nullo
rispetto a tale circuito.
(iii) Calcolare
Z + Z +
eix
g() = f (x) dx = dx.
1 + cosh(2x)

Assumere che gli integrali sui pezzi verticali dei rettangoli tendano a 0 per r
+.
(iv) KGiustificare il limite degli integrali sui pezzi verticali.
Soluzione. (i) Il numeratore non e` mai nullo. Il denominatore si annulla per

cosh(2z) = 1 cos(2iz) = 1 2iz = + 2k


z = i/2 ki,
cio`e per z = zm = i/2 + mi , m Z; in tali punti la derivata del denominatore,
che e` 2 sinh(2z), vale 0, mentre la derivata seconda, 4 cosh(2z), vale 4. Si tratta
di poli del secondo ordine. La funzione f ha i punti zm = i/2 + mi (m Z)
come poli del secondo ordine.
(ii) Lunica singolarit`a entro il rettangolo e` z0 = i/2. Si pu`o scrivere
c1 c2
f (z) = R(z) + +
z i/2 (z i/2)2
dove R, parte regolare, e` olomorfa attorno a i/2. Si ha

eiz
c2 = lim (z i/2)2 f (z) = lim (z i/2)2
zi/2 zi/2 1 + cosh(2z)
2
(z i/2)
= e/2 lim .
zi/2 1 + cosh(2z)

Si ha ora
(z i/2)2 2(z i/2)
lim = (Hopital) = lim = (Hopital)
zi/2 1 + cosh(2z) zi/2 2 sinh(2z)

2 1
= lim = .
zi/2 4 cosh(2z) 2
90 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

Si ha quindi c2 = e/2 /2; inoltre si e` visto che

1 + cosh(2z) 2(z i/2)2

per z i/2. Si ha poi


 
c2
c1 = Res(f , i/2) = lim (z i/2) f (z)
zi/2 (z i/2)2
eiz (z i/2)2 + e/2 (1 + cosh(2z))
= lim
zi/2 2(1 + cosh(2z))(z i/2)
2eiz (z i/2)2 + e/2 (1 + cosh(2z))
= lim
zi/2 4(z i/2)3
dove allultimo passaggio si e` usata lasintoticit`a sopra osservata di 1 + cosh(2z) con
2(z i/2)2 . Per semplicit`a poniamo w = z i/2, cio`e z = w + i/2; si ha
allora
e2w+i + e2wi
cosh(2z) = cosh(2w + i) =
2
e2w + e2w
= = cosh(2w),
2
ed il limite precedente diventa (si ricordino gli sviluppi di Maclaurin di
(2w)2 (iw)2
cosh(2w) = 1 + + o(w3 ), eiw = 1 + (iw) + + o(w2 ))
2! 2!

e/2 2eiw w2 + 1 cosh(2w)


lim
w0 4 w3
e/2 2w2 + 2iw3 + o(w3 ) 2w2 + o(w3 )
= lim
4 w0 w3
i
= e/2 .
2
Si ha quindi che la parte principale di f a i/2 e`

(i/2)e/2 e/2 /2
+ .
z i/2 (z i/2)2
Osservazione. Per il calcolo del residuo si poteva anche scrivere

eiz (z i/2)2
1 + cosh(2z)
f (z) = ,
(z i/2)2
5.2 Esercizi risolti 91

e calcolare c1 come il valore in i/2 della derivata di


eiz (z i/2)2
,
1 + cosh(2z)
ottenendo
i 2 i i
(ieiz (z ) + eiz 2(z ))(1 + cosh(2z)) + eiz (z )2 2 sinh(2z)
2 2 2
(1 + cosh(2z))2
procedimento non meno complicato del precedente.
(iii) Il teorema dei residui mostra che si ha
Z r Z r
f (x) dx f (x + i) dx
r r
Z Z
+ f (r + i)i d f (r + i)i d = 2i Res(f , i/2) (I)
0 0

per ogni r > 0; si ha ora


eix e eix
f (x + i) = = = e f (x),
1 + cosh(2x + 2i) 1 + cosh(2x)
inoltre
i /2
2i Res(f , i/2) = 2i e = e/2 ,
2
indicando con (r) la somma degli integrali sui pezzi verticali, (I) si riscrive
Z r
(1 e ) f (x) dx + (r) = e/2
r

ed ammettendo che lim (r) = 0, come fra poco verificheremo, si ha (si osservi
r+
che e` e/2 /(1 e ) = 1/(e/2 e/2 ) = 1/(2 sinh(/2)))
Z +
eix
dx = .
1 + cosh(2x) 2 sinh(/2)
(iv) Gli integrali su pezzi verticali sono, in valore assoluto, per r grande
Z Z
eir e |eir | |e |
i d d

0 1 + cosh(2r + 2i) 0 |1 + cosh(2r + 2i)|
Z
e||

| cosh(2r + 2i)| 1
d
0

(si noti che |eir | = 1, e che |e | e|| se 0 ), ed essendo


| cosh(2r + 2i)| = |e2r+2i + e2r2i |/2 (e2r e2r )/2 = sinh(2r), si
vede che lintegrando e` maggiorato da e|| /(sinh(2r) 1); ne segue che |(r)|
e|| /| sinh(2r) 1|, chiaramente infinitesimo per r +. 
92 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

Esercizio 5.10 K Si consideri la funzione complessa

eiz
f (z) = ( costante reale).
ez + ez
(i) Trovare singolarit`a e residui di f .
(ii) Si ponga
+ +
cos(x) sin(x)
Z Z
A= dx, B= dx.
cosh(x) sinh(x)

Dati r, s, con 0 < s < r, sia rs il circuito di Figura 5.3. Integrando f su rs , e


facendo tendere s a 0+ ed r a +, trovare una relazione tra A e B ; cambiando in
essa con , calcolare A e B . Al solito ammettere prima che gli integrali sui
pezzi verticali tendano a 0 per r +, poi provare a dimostrarlo (K).

Soluzione. (i) Si ha ez + ez = 0 e2z = 1 2z = (2k + 1)i


(k Z); gli zeri del denominatore sono quindi zk = (k + 1/2)i, al variare di
k Z. Tali zeri sono semplici (la derivata del denominatore vale (eki+i/2
ekii/2 ) = (1)k 2i 6= 0) ed il numeratore non e` mai nullo; ogni zk e` quindi
polo semplice per f , con residuo
(k+1/2)
ei(k+1/2)i ke
Res(f, zk ) = = (1)
(1)k 2i 2i
ovvero

e(k+1/2)
Res(f, zk ) = (1)k .
2i

i/2
r + i/2 r + i/2

0
r r

Figura 5.3.
5.2 Esercizi risolti 93

Z
(ii) Chiaramente rs e` nullomotopo in C r {zk : k Z}, quindi f (z) dz = 0.
rs
Si ha (s () = i/2 + sei , [, 2] e` il semicerchio di centro i/2 e raggio s)
Z
f (z) dz
rs
Z r Z s Z r  Z
= f (x) dx f (z) dz + f (z) dz f (z) dz + (r)
r r s s ()
=0

dove con (r) si e` indicato il contributo dei pezzi verticali, che si mostrer`a essere
infinitesimo per r +. Si ha poi
r r
eix
Z Z
f (x) dx = dx
r r ex + ex
r
cos(x) + i sin(x)
Z
= dx
r 2 cosh(x)
r
cos(x) A
Z
= dx per r ,
r 2 cosh(x) 2

lintegrale con il seno essendo nullo per disparit`a. Inoltre

Z s Z r
f (z) dz + f (z) dz
r s
s Z r
ei(x+i/2) ei(x+i/2)
Z
= x+i/2 + exi/2
dx + x+i/2 + exi/2
dx
r e s e
Z s Z r
/2 eix /2 eix
= e dx + e dx
r i(ex ex ) s i(ex ex )
Z s Z r
e/2

cos(x) + i sin(x) cos(x) + i sin(x)
= i dx + dx
2 r sinh(x) s sinh(x)
Z r
sin(x)
= e/2 dx e/2 B/2 per s 0+ , r
s sinh(x)

(gli integrali in coseno si elidono per disparit`a, quelli col seno coincidono). Infine, e`
ben noto, per il lemma dellarco di cerchio piccolo, che e`

e/2
Z
lim+ f (z) dz = i Res(f, i/2) = ,
s0 s 2
94 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

per cui, passando in () al limite per s 0+ ed r si ottiene

A B e/2
e/2 =0
2 2 2
e cambiando in tale espressione con (osservando che allora anche B cambia
segno, mentre A resta uguale) si ottiene

A B e/2
+ e/2 = 0.
2 2 2
Pertanto A e B si ottengono risolvendo il sistema lineare
(
A e/2 B = e/2
A + e/2 B = e/2 ,

sistema che ha per soluzione A = 1/ cosh(/2), B = tanh(/2). Resta da


mostrare che il contributo sui pezzi verticali tende a zero per r +. Sul lato
destro
Z Z
1/2 eir 1/2
e
i d d

er+i + eri er er

0 0

1/2
1 e||/2
Z
= r e d .
e er 0 2(er er )
Chiaramente questultima quantit`a e` infinitesima per r +. Sul lato sinistro,
similmente, si ha
Z Z
1/2 eir 1/2
e
i d d

er+i + eri er er

0 0

che come sopra e` infinitesima se r +. 

Esercizio 5.11 K Siano a1 , . . . , aN C, e sia f H(C r {a1 , . . . , aN }).


Accettare (per ora) il seguente fatto (i):
N
X
(i) Se lim zf (z) = 0 allora Res(f, ak ) = 0.
z
k=1
(ii) Data la funzione razionale
1
fm (z) = ,
z m (z 2 + 4z + 1)
trovarne i residui ai poli diversi da z = 0; usare poi (i) per trovare il residuo in
z = 0, al variare del parametro m nellinsieme Z degli interi.
5.2 Esercizi risolti 95

Z
(iii) Calcolare (1/2i) fm (z) dz , dove e` il circolo unitario semplice positivamente

orientato; usare ci`o per calcolare i coefficienti di Fourier cm (f ), in periodo 2 ,
della funzione
1
7
2 + cos
Z 2
1
(si ricorda che cm (f ) = f (eim ) d).
2 0
(iv) Dimostrare laffermazione fatta in (i).
2
(i) I poli non nulli di fm si hanno agli zeri di z + 4z + 1, che sono
Soluzione.
2 3; si tratta ovviamente di zeri semplici per il denominatore di fm , quindi essi
sono poli semplici per fm , con residui (la derivata di z 2 + 4z + 1 e` 2(z + 2)):
1 (1)m+1
Res(fm , 2 3) = = ;
2(2 3)m ( 3) 2 3(2 + 3)m
1
Res(fm , 2 + 3) = .
2(2 + 3)m 3
Si noti che si ha lim zf (z) = 0 se e solo se m 0, dato che per z la
z
funzione e` ovviamente asintotica a 1/z m+2 , quindi zfm (z) e` asintotica a 1/z m+1 ,
che e` infinitesimo se e solo se m + 1 > 0 m 0. Per m 1, z = 0 non
e` singolarit`a per fm (e quindi Res(fm , 0) = 0 per m 1); per m 0, z = 0 e`
polo di ordine m (singolarit`a eliminabile se m = 0) per fm , con residuo che e`
 
Res(fm , 0) = Res(fm , 2 3) + Res(fm , 2 + 3)
!
1 (1)m+1 1
= + (m 1)
2 3 (2 + 3)m (2 + 3)m
mentre, come sopra detto, e` Res(fm , 0) = 0 per m 1.
(ii) Si osservi che 2 3 < 2 < 1 mentre 1 < 2 + 3 < 1 (tale relazione
equivale infatti a 1 < 3 < 3, equivalente a 1 < 3 < 9, certamente vera). Ne segue
che fra le singolarit`a di fm solo z = 2 + 3, e z = 0 quando e` singolarit`a, cadono
entro il circolo unitario. Per il teorema dei residui si ha quindi
1
Z
fm (z) dz = Res(fm , 0) + Res(fm , 2 + 3) = Res(fm , 2 3)
2i
(1)m
= se m 1;
2 3(2 + 3)m
mentre
1
Z 1
fm (z) dz = Res(fm , 2 + 3) = se m 0.
2i 2 3(2 + 3)m
96 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

(iii) Per definizione dei coefficienti di Fourier, si ha


Z 2
eim d
cm (f ) = = (posto = ei )
0 2 + cos 2
1 1 2 d 1
Z Z
= = 2fm () d
2 m 2 + 4 + 1 i 2i
da cui, usando il risultato precedente,
1

3(2 + 3)m se m 0,



cm (f ) =
(1)m
se m 1.



3(2 + 3)m

(iv) Sia r0 = max{|a1 |, . . . , |aN |}; se r denota il circolo semplice positivamente


orientato di centro lorigine e raggio r, r () = rei , [0, 2], si ha grazie al
teorema dei residui
Z N
X
(1/2i) f (z) dz = Res(f, ak )
r k=1

per ogni r > r0 . Mostriamo che e`


Z
lim (1/2i) f (z) dz = 0
r+ r

da cui il risultato. Questo e` conseguenza del lemma dellarco di cerchio grande 

Esercizio 5.12 K Sia a > 0 fissato. Sia


z
f (z) = .
a eiz
(i) Trovarne le singolarit`a, discuterne il tipo, trovarne i residui.
(ii) Facendo tendere h a + nellintegrale
Z
f (z) dz,
h

dove h e` il circuito bordo del rettangolo di vertici , , + ih, + ih, trovare


il valore di
Z
t sin t
I(a) = 2 2a cos t + 1
dt
a
(attenzione: distinguere i casi a > 1 e a 1; provare che lintegrale sul pezzo in
alto tende a zero).
5.2 Esercizi risolti 97

(iii) Esprimere mediante I(a) lintegrale


Z
log (a2 2a cos t + 1) dt.

Soluzione. (i) Il denominatore e` nullo per iz = log a + 2ki z = 2` +


i log a, ` Z. Si tratta di poli del primo ordine, salvo nel caso a = 1 ed ` = 0; se
a = 1, z = 0 e` singolarit`a eliminabile per z/(1 eiz ) (si prolunga con il valore
1/i = i). Negli altri casi il residuo e`

2` + i log a log a 2`
= i.
ia a a
(ii) Si ha, per lintegrale su h :

z
Z
iz
dz = (scriviamo prima il pezzo in basso e quello in alto:)
h a e
Z Z
x x + ih
= ix
dx i(x+ih)
dx
a e a e

poi quelli sui lati verticali:

h h
+ i + i
Z Z
+ i d i d
0 a ei(+i) 0 a ei(+i)
da cui
Z
z x x + ih
Z Z
dz = dx dx
h a eiz a e
ix
a e
ix eh

Z h Z h
+ i + i
+ i
i d i d
0 ae 0 ae e
e i

Z Z h Z
x x + ih
= ix
dx + 2 i d ix eh
dx.
a e a e

0 a+e

Lultimo integrale scritto e` dominato da


Z Z Z
|x + ih| |x| + h +h 2( + h)
ix
dx ix
dx dx = ,
|a e e | |e e |a e a eh a
h h h

che chiaramente e` infinitesima per h +. In definitiva


h
z x d
Z Z Z
dz = dx + 2i + (h),
h a eiz a eix 0 a + e
98 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

dove (h) e` infinitesimo per h +. Per il teorema dei residui si ha poi



log a
z
Z
2i a>1
iz
dz = a
h a e 0 a1
(si ricordi che se a = 1 la singolarit`a z = 0 e` eliminabile, come sopra osservato).
Inoltre e`
Z Z
x x((a cos x) i sin x)
dx = dx
a e
ix
(a cos x)2 + sin2 x
Z Z
x(a cos x) x sin x
= dx i dx
a 2a cos x + 1 a 2a cos x + 1
2 2

= iI(a),
essendo per disparit`a nullo il primo integrale; ed anche
Z + Z + Z +
d e 1 ae
= d = d
0 a + e 0 ae + 1 a 0 ae + 1
1  =+ log(1 + a)
= log(ae + 1) =0 = .
a a
In definitiva si ha, passando al limite per h +,

log a
log(1 + a) 2i a>1
iI(a) + 2i = a
a 0 a1
da cui, se a > 1
log(1 + a) log a log(1 + 1/a)
I(a) = 2 = 2 ,
a a
mentre, se a 1,
log(1 + a)
I(a) = 2 .
a
(iii) Si ha

t sin t 1 2a sin t
Z Z
I(a) = dt = t dt
a 2a cos t + 1
2 2a a2 2a cos t + 1

integriamo per parti, con 2a sin t/(a2 2a cos t + 1) dt come fattore differenziale:

1  1
Z
t=
= t log(a2 2a cos t + 1) t= log(a2 2a cos t + 1) dt
2a 2a
2 1
Z
= log(1 + a) log(a2 2a cos t + 1) dt
a 2a
5.2 Esercizi risolti 99

da cui si ottiene

4
Z
log(a2 2a cos t + 1) dt = 2aI(a).
a
Z
Osservazione. Lintegrale x/(a eix ) dx si calcola facilmente nel seguente

modo, se |a| =
6 1; si scrive, se |a| > 1:

x 1 x 1 X xeinx
= = ;
a eix a 1 (eix /a) a n=0 an

similmente, se |a| < 1 si scrive



x xeix X
= = xei(n+1)x an ;
a eix 1 aeix n=0

le serie di funzioni a secondo membro convergono totalmente su ogni compatto di R,


e sono quindi
Z integrabili termine a termine su ogni compatto. Si ha nel
Z primo caso (si

noti che e` xeipx dx = (1)p 2i/p per ogni intero p 6= 0, e xei0x dx =

0):

x 1X (1)n log(1 + 1/a)
Z
ix
dx = 2i = 2i ,
ae a n=1 nan a

X
ricordando la serie logaritmica, log(1 + u) = (1)n+1 un /n, valida per |u|
n=1
1, u 6= 1. Se |a| < 1:

x (1)n+1 n log(1 + a)
Z X
ix
dx = 2i a = 2i .
ae n=1
n+1 a
Z
Essendo, come visto, x/(a eix ) dx = iI(a), si ritrovano i risultati ottenuti.

Se a = 1 questo metodo non e` utilizzabile. Si pu`o per`o procedere come segue
Z
t sin t 1 sin t
Z
I(1) = dt = t dt
1 2 cos t + 1 2 1 cos t

usando la parit`a e la formula di bisezione


2 sin(t/2) cos(t/2) cos(t/2)
Z Z
= t dt = t dt
0 2 sin2 (t/2) 0 sin(t/2)
100 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

posto t/2 = s, ed integrando poi per parti

/2 Z /2
cos s cos s
Z
= (2s) 2 ds = 4 s ds
0 sin s 0 sin s
Z /2 Z /2
/2
= 4 [s log sin s]0 4 log sin s ds = 4 log sin s ds.
0 0

Z /2
Lintegrale log sin s ds e` stato calcolato in Analisi Uno, 18.3.4, e vale
0
(/2) log 2. Ne segue

I(1) = 2 log 2.

Esercizio 5.13 K Per ogni C si considera la funzione razionale

z1
f (z) = per gli z C tali che z 3 3 6= 0.
z 3 3
(i) Per quali C si ha f L1 (R, C) (si intende: la restrizione ai reali di f
appartiene ad L1 (R, C))?
(ii) Determinare i poli di f ; calcolare i residui, nel caso
/ R.
(iii) Sia = aeit , a > 0, t ]0, /3[? Servirsi del teorema dei residui per calcolare
+
x1
Z
I() = dx;
x3 3

determinare poi lim+ I(eit ).


t0
(iv) Accettando il fatto che t 7 I(eit ) e` continua su ]/3, /3[, dire quanto vale
+
1
Z
dx.
x2 +x+1

Soluzione. (i) Occorre vedere, al variare di C, se f e` o meno definito su R;


siamo quindi indotti a rispondere subito anche alla domanda (ii). Si ha z 3 3 = 0
se e solo se z e` una delle radici cubiche di 3 ; se = 0 c`e solo z = 0; poiche
f0 (z) = (z 1)/z 3 = 1/z 2 1/z 3 si vede che z = 0 e` per f0 un polo del terzo
ordine, con parte singolare 1/z 2 1/z 3 e parte regolare nulla; se 6= 0, le radici
cubiche di 3 sono 0 = , 1 = e2i/3 e 2 = e2i/3 . (Si ricorda che nota una
radice n-esima, le altre si hanno moltiplicando questa per le radici n-esime dellunit`a;
5.2 Esercizi risolti 101

in ogni caso, scrivendo = ||eit , si ha 3 = ||3 ei3t , e quindi le radici cubiche di


3 sono

|| ei3t/3 = ||eit = ,
|| ei3t/3+i2/3 = || eit ei2/3 = ei2/3 ,
|| ei3t/3+i4/3 = || eit ei4/3 = ei2/3 .)

Se nessuna di tali radici e` 1, esse sono per f poli del primo ordine con residuo
(k 1)/(3k2 ); se una di tali radici e` 1, e ci`o accade ovviamente se e solo se
3 = 1, in tale radice k = 1 la funzione f ha una singolarit`a eliminabile, essendo
z1 1 1
lim f (z) = lim = lim = .
zk z1 z 3 1 z1 1 + z + z 2 3
Concludendo: se = 0, f0 ha ununica singolarit`a in z = 0, polo di ordine 3 con
residuo nullo. Se non e` radice cubica dellunit`a, f ha poli del primo ordine nelle
tre radici cubiche di 3 , con residui (k 1)/(3k2 ); se e` radice cubica di 1, f
ha poli del primo ordine in e2i/3 , ha una singolarit`a eliminabile in z = 1. Si e` cos`
risposto alla domanda (ii).
Per rispondere alla (i), si noti che qualunque sia la funzione f , essendo asin-
totica ad 1/z 2 per z e` certamente sommabile attorno allinfinito; e se non
ha singolarit`a reali, e` continua su R e certamente vi e` allora sommabile. Se nessuna
radice cubica di e` reale, certamente f e` sommabile su R; e ci`o accade se e solo se
3 non e` reale. Se poi 3 R, ma 3 6= 1, il polo reale di f e` del primo ordine,
o del terzo ordine se = 0, e quindi f non e` sommabile su alcun intorno di tale
polo. Se per`o 3 = 1 allora lunica singolarit`a reale di f , z = 1, e` eliminabile,
e certamente allora f e` sommabile attorno ad essa. Un numero complesso ha cubo
reale se e solo se e` reale, oppure e` della forma re2i/3 . In definitiva, linsieme
dei numeri complessi con cubo reale e` R L L, dove L = {te2i/3 : t R} e
L = {te2i/3 : t R} sono rispettivamente le rette (reali) per lorigine che fanno
angoli rispettivamente di 2/3 S e di /3 con lasse reale R; f e` sommabile se e solo
se (C r (R L L)) {1, e2i/3 , e2i/3 }.
(iii) Integriamo al solito sui semicerchi di diametro [r, r] contenuti nel semipiano
Im z 0; si noti che si ha lim zf (z) = 0 per ogni C, e quindi il lemma di
|z|+
Jordan assicura che lintegrale sul pezzo curvo tende a zero al tendere di r a +. I
poli sono aeit , aei(t+2/3) , aei(t2/3) ; essendo 0 < t < /3 si ha 0 < t + 2/3 <
, mentre e` 2/3 < t2/3 < 0, per cui solo i primi due poli sono nel semipiano
102 I Lemmi del cerchio piccolo e del cerchio grande

superiore. Ne segue, posto = e2i/3


Z +
x1 
it it+2i/3

I() = dx = 2i Res(f , ae ) + Res(f , ae )
x
3 3

 it
ae 1 aeit 1

= 2i + 2 2it 2
3a2 e2it 3a e
1 1
 
2i
= 2i 2
+ 2 2
= ( 1 + 2 )
3 3 32
2i
= ( + 1)
32
avendo osservato che e` 2 = e4i/3 = e2i/3 = 1/ = . Per t 0+ si ha
lim eit it
) tende a 2i(1 + 1)/3 = 2i(2 Im )/3 =
= 1 e quindi I(e
2i(i 3)/3 = 2/ 3.
(iv) Lipotizzata
continuit`a dice che I(ei0 ) e` il limite precedentemente calcolato e
cio`e 2/ 3; si ha poi
+ +
x1 1
Z Z
I(1) = I(ei0 ) = 3 1
dx = dx,
x x2 + x + 1

ed il valore richiesto e` quindi 2/ 3. 

5.3 Esercizi proposti


Esercizio 5.14 Si consideri la funzione
eiz
f (z) = , z C.
(z 3 1)(z 2 + 4)
1. Si classifichino le singolarit`a di f e si calcolino i residui in quelle con parte
immaginaria 0.
2. Si provi che la funzione

sin(x)
g(x) = .
(x3 1)(x2 + 4)
Z +
e` sommabile su R e si calcoli lintegrale g(x) dx.

Esercizio 5.15 Si consideri la funzione di variabile complessa


1
f (z) = (a > 1; R).
a + cosh z
5.3 Esercizi proposti 103

(i) Trovare le singolarit`a di f e calcolarvi i residui.

Si consideri il circuito costituito dal rettangolo di vertici i, i, i + r, i + r,


percorso in questo verso, con indentature verso lalto nei poli di f su esso; 1 e 3
lati verticali, 2 e 4 lati orizzontali, superiore ed inferiore rispettivamente.

(ii) Calcolare
Z Z
lim f (z) dz e dedurne f (z) dz
r+ 3 1

(tenere conto della periodicit`a di f ).


(iii) Ricavare da (ii) lintegrale
Z
dt
.
a + cos t

Esercizio 5.16 1. Determinare singolarit`a e residui nei poli di

eiz
h(z) = , R.
z3 + 1
2. Calcolare
+
eix
Z
v.p. dx.
x3 + 1

Esercizio 5.17 Data la funzione


eiz
f (z) = ,
z(z 2 + 1)

(i) si studino le singolarit`a di f e si calcolino i residui per quelle con parte immaginaria
0;
(ii) si provi che f e` sommabile in R e si calcoli lintegrale
+
sin x
Z
2
dx;
x(x + 1)

(iii) si studino le singolarit`a di g(z) = f (z)/ sin 2 .
z
6 Funzioni definite da integrali

6.1 Esercizi risolti


Esercizio 6.1

(i) Per p > 0 calcolare


+ Z + 
cos(xy)
Z
I(p) = epx dy dx.
0 0 1 + y2
(ii) Sia
+
sin(xt)
Z
G(x) = dt.
0 t(1 + t2 )

Provare che G e` derivabile e calcolare G0 (x), usando il teorema dei residui.


(iii) Supponiamo di sapere che = lim G(x) esiste finito. Provare che =
x+
lim+ I(p).
p0
(iv) Provare che lim G(x) esiste finito (serve il lemma di Riemann-Lebesgue).
x+

Suggerimento: (i) Mostrare che e` possibile scambiare gli integrali; viene /(2(1 +
p)); (ii) G0 (x) = e|x| /2.

Esercizio 6.2 Sia R, 6= 1; si considera la funzione


ez
f (z) = .
e2z + ez + 1
(i) Determinarne le singolarit`a, classificandole; trovare i residui nelle singolarit`a con
parte immaginaria compresa tra 0 e 2 .
(ii) Trovare linsieme D degli R per cui esiste finito lintegrale
+
t1
Z
I() = dt.
0 t2 +t+1
106 Funzioni definite da integrali

(iii) Per gli D r {1} calcolare lintegrale I(), integrando f sul rettangolo di
vertici r, r + 2i, r + 2i, r; accettare il fatto che sui lati verticali lintegrale
tende a zero, per gli di (ii) (la formula deve chiaramente esprimere I() come
funzione reale di ).
(iv) E` vero che I() e` continua su D? Calcolare I(1).

Soluzione. (i) Le radici dellequazione t2 +t+1 = 0 sono 1/2i 3/2 = ei2/3 ,
per cui il denominatore ha zeri nei punti i2/3 + 2ki (k Z); tali zeri sono
semplici perche la derivata del denominatore, 2e2z + ez = ez (2ez + 1) non e` nulla
in tali punti, dove vale ei2/3 (2ei2/3 + 1) 6= 0. Il numeratore non e` mai nullo.
Tali punti sono quindi poli del primo ordine. I poli i2/3, i4/3 sono quelli voluti;
in essi i residui sono
ei2/3 ei(1)2/3
Res(f , 2i/3) = = ;
e2i/3 (2e2i/3 + 1) i 3
ei4/3 ei(1)4/3
Res(f , 4i/3) = = .
e4i/3 (2e4i/3 + 1) i 3
(ii) Per t 0+ lintegrando e` asintotico a t1 = 1/t1 , sommabile attorno a 0
se e solo se 1 < 1, equivalentemente > 0; per t + lasintoticit`a e` con
t3 = 1/t3 , sommabile su [1, +[ se e solo se 3 > 1, equivalentemente
< 2. Ne segue che si ha D = ]0, 2[.
Z +
(iii) Il cambiamento di variabile t = ex mostra che si ha I() = f (x) dx. Si

ha, per ogni r > 0, in base al teorema dei residui,
Z r Z r
f (x) dx f (x + 2i) dx + (r) = 2i(Res(f , 23 i) + Res(f , 43 i))
r r

dove (r) indica il contributo allintegrale dei pezzi verticali. Si ha


r r r
e(x+2i) ex
Z Z Z
f (x + 2i) dx = 2x+2i + ex+2i + 1
dx = e2i dx
r r e r e2x + ex + 1
Z r
2i
=e f (x) dx,
r

per cui
r
2 
Z 
(1 e2i ) f (x) dx = ei(1)2/3 ei(1)4/3 (r),
r 3
da cui
+
2 ei(1)2/3 ei(1)4/3
Z
f (x) dx = .
3 1 e2i
6.1 Esercizi risolti 107

Moltiplicando a secondo membro numeratore e denominatore per ei(1) =


ei si ottiene

2 ei(1)/3 ei(1)/3 2 sin((1 )/3)


i
= ,
3 (e e )
i
3 sin()
cio`e
2 sin((1 )/3)
I() = , ]0, 2[ r {1};
3 sin()

si noti che I() e` reale e strettamente positivo, come deve essere data la sua
espressione con lintegrale.
(iv) Si pu`o provare che I() e` continuo su D = ]0, 2[ usando il criterio della maggio-
rante sommabile; fissato 0 D, occorre trovare un intorno U = ]0 , 0 + [
di 0 contenuto in D ed una funzione : ]0, +[ R sommabile e tale che sia
t1 /(t2 + t + 1) (t) per quasi ogni t ]0, +[ ed ogni U . Basta che
sia tale che sia 0 < 0 < 0 + < 2; si prende infatti allora cos` definita
( )1
t 0
se t ]0, 1];


2
(t) = t (+0 +)1
t+1
t

se t > 1
t2 + t + 1
ed e` immediato che ha i requisiti richiesti.
Quindi I e` continua anche in = 1.
Si ha I(1) = lim I() = 2/(3 3), facendo il limite nellespressione trovata.
1
Ed il calcolo diretto dellintegrale, immediato, porge infatti
Z Z Z +
dt dt 2 2dt/ 3
= =
0 t2 + t + 1 0 (t + 1/2)2 + 3/4 3 0 1 + ((2t + 1)/ 3)2
2t + 1 +
  
2
= arctan
3 3 0
2   2
= arctan 1/ 3 = .
3 2 3 3


Esercizio 6.3 Sia ]0, 2[, R.

(i) Elencare e classificare le singolarit`a della funzione

eiz
f (z) =
cosh z cos

(ricordare che cosh z = cos(iz), per ogni z C...).


108 Funzioni definite da integrali

(ii) Mostrare che la formula


+
eix
Z
F (, ) = dx
cosh x cos

definisce una funzione continua F : R ]0, 2[ C.


(iii) Detto P linsieme degli (, ) R ]0, 2[ tali che 6= 0 e che f abbia come
singolarit`a solo poli del primo ordine, trovare F (, ) per (, ) P , integrando
f sul bordo di rettangoli di vertici r, r, r + 2i, r + 2 , e facendo tendere r
a +.
(iv) Trovare F su tutto R ]0, 2[.

Soluzione. (i) Il denominatore e` nullo se e solo cos(iz) = cos ; ci`o si ha se e solo se


iz = +2k , da cui z = i +2`i (` Z). La derivata prima del denominatore
e` sinh z , che in tali punti vale sinh(i + 2`i) = sinh(i) = sinh(i) =
i sin , nulla se e solo se = . La derivata seconda del denominatore e` cosh z ,
che vale 1 in i . Il numeratore non e` mai nullo. Si ha quindi

in i + 2k (k Z) f ha poli del primo ordine;


se = , in (2k + 1)i, (k Z) f ha poli del secondo ordine.

(ii) Se e` tale che 0 < < , si ha 1 cos cos per 2 ;


fissato (0 , 0 ) R ]0, 2[, se > 0 e` tale che 0 < < 0 < 2 , e
< /2 (e chiaramente un tale esiste sempre, essendo ad esempio il minimo tra
0 /2, (2 0 )/2, e /2) si ha cos cos > 0, quindi

eix

1 1
cosh x cos = cosh x cos cosh x cos

per ogni (, ) U = R [, 2 ], che e` intorno di (0 , 0 ) se e` come sopra


detto. Chiaramente le funzione x 7 1/(cosh x cos ) e` sommabile su R. Il criterio
della maggiorante sommabile permette di concludere che F e` continua.
(iii) Detto (r) il contributo dei pezzi verticali si ha

r r
eix ei(x+2i)
Z Z
dx dx + (r)
r cosh x cos r cosh(x + 2i) cos
= 2i (Res(f , i) + Res(f , i(2 )))
6.1 Esercizi risolti 109

avendo osservato che i soli poli entro il rettangolo sono i e i(2 ). Il primo
membro si riscrive

r Z r
eix eix e2
Z
dx dx + (r)
r cosh x cos r cosh x cos
Z r Z r
eix eix
= dx e2 dx + (r)
r cosh x cos r cosh x cos
Z r
2 eix
= (1 e ) dx + (r).
r cosh x cos

I residui sono
eii e
Res(f , i) = = ;
sinh(i) i sin
eii(2) e(2)
Res(f , i(2 )) = = .
sinh(i(2 )) i sin

Facendo tendere r a + (r) tende a zero, come vedremo poi; si ha quindi


+ 
eix e(2)

e
Z
2
(1 e ) dx = 2i + ,
cosh x cos i sin i sin

da cui, se 6= 0
+
eix e e(2)
 
2
Z
dx = ,
cosh x cos 1 e2 sin sin

moltiplicando numeratore e denominatore per e il secondo membro riscrive

  sinh(( ))
e() e() = 2 ;
sinh() sin sinh() sin
in definitiva
+
eix sinh(( ))
Z
F (, ) = dx = 2 .
cosh x cos sinh() sin

Mostriamo che i limiti degli integrali sui pezzi verticali sono nulli; sul lato destro
Z 2 Z 2
ei(r+i)
|ei(r+i) |
i d d

0 cosh(r + i) cos
0 | cosh(r + i) cos |
Z 2
e

| cosh(r + i)| | cos |
d;
0
110 Funzioni definite da integrali

si ha ora

e e2|| se 0 2

ed anche
|e(r+i) + e(r+i) | |e(r+i) | |e(r+i) |
| cosh(r + i)| =
2 2
r r
e e
= = sinh r
2
per cui

| cosh(r + i)| | cos | sinh r 1;

ed in definitiva, per r > 0 grande


Z 2 i(r+i)
Z 2
e
e2||
i d d

0 cosh(r + i) cos
0 sinh r 1
2e2||
=
sinh r 1
chiaramente infinitesimo per r +. Per il segmento di sinistra la cosa e` in tutto
analoga.
(iv) Per 0 il prolungamento si ottiene calcolando il limite
sinh(( )) cosh(( ))( )
lim = Hopital = lim
0 sinh() 0 cos()

= ,

per cui

2

6= ;
F (0, ) = sin
2 = .

Facendo il limite per di F (, ) si ottiene


2
F (, ) = .
sinh()
Infatti si ha
sinh(( )) cosh(( ))()
lim = (Hopital) = lim = .
sin cos

6.1 Esercizi risolti 111

Esercizio 6.4 Siano a, b reali entrambi non nulli.

(i) Mostrare che la funzione


1
x 7
(x ia)(x + ib)

appartiene ad L1 (R, C).


(ii) Dopo aver enunciato un criterio per la continuit`a degli integrali generalizzati (o
se si preferisce per integrali di Lebesgue) dipendenti da parametri, servirsene per
provare che la formula
+
eix
Z
F (, , ) = dx
(x i)(x + i)

definisce una funzione continua su ]0, +[ ]0, +[ R.


(iii) Calcolare i residui nelle singolarit`a di

eiz
f (z) =
(z ia)(z + ib)

supposto a, b reali strettamente positivi, R.


(iv) Esprimere F (, , ) per , > 0, con una formula in cui non compaiono integrali.
(v) Osservare che F (, , ) e` reale. E` possibile provare ci`o senza calcolarlo?

Soluzione. (i) Si ha

1 1 1
(x ia)(x + ib) = |x ia| |x + ib| = x2 + a2 x2 + b2 ;

tale funzione e` continua su R, quindi localmente integrabile, ed asintotica ad 1/x2


per x , quindi certamente sommabile su R.
(ii) Rimandiamo per questo al libro Analisi Due. Dati a, b > 0 ed R dobbiamo
trovare un intorno U di (a, b, ) in ]0, +[ ]0, +[ R ed una funzione
L1 (R) tale che sia

eix


(x i)(x + i) (x)

per ogni (, , ) U ed ogni x R. a sopra scritta e` (ricordare che


La quantit`
|eix | = 1, ed il calcolo sopra fatto) 1/( x2 + 2 x2 + 2 ) se U = [a/2, +[
[b/2, +[ R, U e` intorno di (a, b, ), e se si pone
1
(x) = p p
x + (a/2) x2 + (b/2)2
2 2
112 Funzioni definite da integrali

si ha
eix

1
(x i)(x + i) = x2 + 2 x2 + 2 (x)

per ogni (, , ) U ed ogni x R, come voluto.


(iii) La funzione ha ovviamente poli del primo ordine in ia, ib (il numeratore non e`
mai nullo, ed il denominatore ha zeri del primo ordine). Si ha
ei(ia) ea eb
Res(f, ia) = = ; Res(f, ib) = .
ia + ib i(a + b) i(a + b)
(iv) Essendo lim z/((z i)(z i)) = 0, il lemma di Jordan si applica per dire
|z|+
che, se 0 si ha
Z +
eix e 2
dx = 2i Res(f, i) = 2i = e ,
(x i)(x + i) i( + ) +
cio`e
2
F (, , ) = e 0; , > 0.
+
Se invece e` < 0 si ha
e 2
F (, , ) = 2i Res(f, i) = 2i = e , , , > 0;
i( + ) +
ci`o si riconosce ad esempio integrando su semicerchi col pezzo curvo nel semipiano
Im z 0. Riassumendo:
2

+ e

0;
F (, , ) =
2

e < 0,
+
che, volendo, si compendiano in
2 ||
F (, , ) = e ; , > 0, R.
+
(v) Si prende il coniugato F (, , ); usando il fatto che il coniugato di un integrale
e` lintegrale del coniugato si ha
Z +
eix
F (, , ) = dx ponendo x = t nellintegrale
(x + i)(x i)
Z Z +
eit eit
= (dt) = dt
+ (t + i)(t i) (t i)(t + i)

= F (, , )
e la conclusione e` raggiunta. 
6.1 Esercizi risolti 113

Esercizio 6.5 Si consideri lespressione


Z +
2
f (z) = eztt dt.

(i) Servendosi dei teoremi di derivazione sotto il segno di integrale mostrare che la
formula precedente definisce una funzione olomorfa intera f H(C).
(ii) Osservato che zt t2 = z 2 /4 (t z/2)2 , trovare lespressione di f per z R;
dedurne quella di f per z C qualsiasi.
2 2
Soluzione. (i) Se z = x+iy con x, y R si ha |eztt | = extt , funzione certamen-
te sommabile su R in quanto continua e dominata attorno allinfinito da (ad esempio)
2 2
et /2 ; la funzione t 7 eztt sta quindi in L1 (R, C) ed f e` effettivamente definita
2 2
su tutto C. La derivata parziale in z dellintegrando e` z (eztt ) = teztt ; il modulo
2 2
di tale espressione e` textt . Fissato z0 = a + ib prendiamo (t) = |t|e(a+1)tt ; si
2
ha |teztt | (t) per ogni z C tale che Re z a + 1 (insieme che e` intorno
di z0 = a + ib) ed inoltre L1 (R), come si vede perche e` continua e dominata
2
attorno allinfinito da et /2 . Quindi f e` derivabile in senso complesso su tutto C, in
altre parole f e` funzione olomorfa intera.
(ii) Si ha per ogni z C
Z + Z +
2
/4(tz/2)2 2 2
f (z) = ez dt = ez /4
e(tz/2) dt,

grazie allosservazione fatta. Per ogni z R si ha


+ +

Z Z
2 2
e(tz/2) dt = et dt =

per linvarianza per traslazioni dellintegrale. Ne segue che e`


2
f (z) = ez /4

2
per ogni z R; ma f e z 7 ez /4 sono entrambe olomorfe intere, e pertanto
coincidono su tutto C, per il principio di identit`a delle funzioni olomorfe. 

Esercizio 6.6 K Sia costante reale, positiva e diversa da 1.

(i) Descrivere le singolarit`a della funzione

eiz eiz ( 1)
f (z) =
z3
e calcolarvi i residui.
114 Funzioni definite da integrali

(ii) Esprimere
+
sin x sin(x)
Z
F () = dx;
0 x3
con una formula in cui non compaiono integrali.
Suggerimento: Farlo prima per > 0, usando (i), poi...
(iii) E` possibile ottenere F 0 () derivando rispetto ad sotto il segno di integrale?.

Soluzione. (i) Il denominatore si annulla solo in z = 0 con molteplicit`a 3; il nume-


ratore si annulla in z = 0; la derivata prima del numeratore e` ieiz ieiz , pure
nulla in z = 0; la derivata seconda e` eiz + 2 eiz , che in z = 0 vale 2 , non
zero perche per ipotesi e` > 0 ed 6= 1. Il numeratore ha quindi in z = 0 uno zero
di molteplicit`a 2, quindi f ha in z = 0 un polo del primo ordine. Il residuo in z = 0
e` il limite lim zf (z), che e` la derivata seconda del numeratore in z = 0 divisa per
z0
2 (si pensi allo sviluppo in serie di Maclaurin del numeratore, o se si preferisce, alla
regola di de lHopital); la derivata seconda, prima calcolata, vale 2 . Insomma
Res(f , 0) = ( 1)/2, e z = 0 e` polo del primo ordine.
(ii) Per parit`a dellintegranda lintegrale e` la met`a dellintegrale su R della stessa
funzione, che si vede subito essere la parte immaginaria di f . Si integra dunque f
su un semicerchio rs indentato in 0 (r () = rei , s () = sei , [0, ]),
Figura 6.1.

r r
s 0 s

Figura 6.1. Il semicerchio indentato rs .

Si ottiene
Z Z s Z r Z Z
f (z) dz = fa (x) dx + fa (x) dx + f (z) dz f (z) dz
rs r s r s

= 0.
6.1 Esercizi risolti 115

Separando il reale e limmaginario si ha


Z s Z r Z s
cos x cos(x) ( 1)
fa (x) dx + fa (x) dx = dx
r s r x3
Z r
cos x cos(x) ( 1)
+ dx
s x3
Z s
sin x sin(x)
+i dx
r x3
Z r
sin x sin(x)
+i dx
s x3
Z r
sin x sin(x)
= 2i dx;
s x3
infatti gli integrali delle parti reali si elidono per disparit`a, per parit`a si somma-
no quelli della parte immaginaria. Essendo lim z/z 3 = 0, ed > 0, lintegra-
z
le sul semicerchio grande r tende a zero per r +, per il lemma di Jordan;
quello sul semicerchio piccolo, per il lemma dellarco di cerchio piccolo, tende a
i Res(fa , 0) = i( 1)/2. Si ha in definitiva, passando al limite per r +
ed s 0+ :
Z +
sin x sin(x)
2i 3
dx i ( 1) = 0
0 x 2
cio`e
Z +
sin x sin(x)
3
dx = ( 1) ( > 0).
0 x 4
Si ha insomma F () = ( 1)/4 per > 0. Chiaramente F () e` dispari; F e`
dunque, per < 0, il prolungamento dispari di F e quindi e`

F () = (|| 1) R
4
(vedi formulario).
(iii) La derivata rispetto ad dellintegranda e`
sin x x cos(x)
;
x3
dobbiamo, per ogni 0 R fissato, trovare un intorno U di 0 , e maggiorare tale
funzione con una funzione della sola x, sommabile su [0, +[, indipendentemente
da U . Conviene spezzare lintegrale, fra 0 ed 1 ed 1 e +:
+
sin x x cos(x)
Z
dx
0 x3
Z 1 Z +
sin x x cos(x) sin x x cos(x)
= 3
dx + dx;
0 x 1 x3
116 Funzioni definite da integrali

il secondo si maggiora indipendentemente da R con



sin x x cos(x)
| sin x| + |x| | cos(x)| 1 + |x| 2 (x 1),
x3 x3 x3 x2

e la funzione 2/x2 e` sommabile su [1, +[; per il pezzo su [0, 1] si scrive

sin x x cos(x) sin x x + x(1 cos(x)) sin x x 1 cos(x)


3
= 3
= + ;
x x x3 x2
si ricordi ora che si ha (1 cos u) u2 /2 per ogni u reale, quindi

1 cos(x) |1 cos(x)| 2
= ;
x2 x2 2
si ha quindi, se x [0, 1],
2

sin x x cos(x)
x sin x +
x3 x3 2

da cui facilmente la conclusione (si pu`o prendere come maggiorante in [0, 1] la


funzione (x sin x)/x3 + (|| + 1)2 /2, valida per U = [0 1, 0 + 1]).
La derivata non era richiesta; in ogni caso F e` ovunque derivabile e si ha F 0 () =
(/4)(||1+ sgn ) = (/4)(2||1), come si vede con un calcolo diretto, per ogni
R. E la disuguaglianza (1 cos u) u2 /2 si trova subito 1 cos u = 2 sin2 (u/2)
2(u/2)2 = u2 /2.
Osservazione. Anche se e` vero che ( sin x sin(x))/x3 e` la parte immaginaria
di (eix eix )/x3 se x R, non e` possibile calcolare
Z +
vp (eix eix )/x3 dx;

il polo z = 0 e` del secondo ordine per tale funzione, ed il lemma dellarco di cerchio
piccolo non e` applicabile; occorre togliere 1 a numeratore.
Inoltre, non e` vero che se < 0 lintegrale si ottiene cambiando segno: e` vero
che F () = F (), e questo dice che se < 0 allora F () = F () =
()(() 1)/4 = (() 1)/4 (che coincide con (|| 1)/4,
come osservato).
Attenzione: non e` possibile usare il teorema dei residui se < 0: non esi-
ste in questo caso un semicerchio al quale il lemma di Jordan sia applicabile
simultaneamente per eiz ed eiz .

6.2 Esercizi proposti 117

6.2 Esercizi proposti


Esercizio 6.7

(i) Mediante integrazione per parti calcolare


+ +

Z Z
2 2
ea 2 d = (ea (2a)) d
2a

a essendo reale strettamente positivo.


(ii) Provare che
Z +
2
F (z) = ez 2 d

e` una funzione olomorfa nel suo insieme di definizione; trovare tale insieme ed
usando (i) ed il principio di identit`a delle funzioni olomorfe, scrivere parte reale e
coefficiente dellimmaginario di F .

Esercizio 6.8 K

(i) Provare che la formula


+   +
1 1 z
Z Z
f (z) = + d = d
1 z 1 (z )

definisce una funzione olomorfa f : C r S C dove S = {z R : z 1}


(usare i teoremi di derivazione sotto il segno di integrale).
(ii) Calcolare f (0), f 0 (z) ed esprimere f mediante una funzione nota.
(iii) Sia ora z = ei con / 2 Z. Dopo avere verificato che per > 1 si ha

ei X ein ei
2 =
n=0 n (ei )

X
provare che le ridotte della serie ein / n soddisfano in ]1, +[ alle ipotesi del
n=0
teorema di Lebesgue sulla convergenza dominata. Concludere che si pu`o integrare
per serie.
(iv) Calcolare

X sin n
,
n=1
n

dove 0 < < 2 .


Bibliografia

[1] G. De Marco, Analisi Uno, Decibel/Zanichelli, 1996.


[2] G. De Marco, Analisi Due, Decibel/Zanichelli, 1999.
[3] G. De Marco, C. Mariconda, Esercizi di calcolo in una variabile,
Decibel/Zanichelli, 2001.
[4] G. De Marco, C. Mariconda, Esercizi di Analisi Due, Libreria Progetto, 2013.
Indice analitico

cerchio grande distanza media dal sole, 51


lemma, 73
cerchio piccolo valore principale, 39
lemma, 73 vp, 39

De lHopital
regola, 8

Jordan
lemma, 55

Laurent
sviluppo, 7
lemma
del cerchio grande, 73
del cerchio piccolo, 73
di Jordan, 55

polo
ordine 2
un metodo per calcolare il residuo,
28
principale
valore, 39

residui
metodo, 39
residuo
poli di ordine 2, 28
Rouche
teorema, 38

sviluppo
di Laurent, 7

teorema
di Rouche, 38
terra

121