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Bollettino Trimestrale

UNA VOCE
Associazione per la salvaguardia della liturgia latino-gregoriana

NOTIZIARIO N. 63 - 64 Nuova Serie SETTEMBRE - DICEMBRE 2016

PRIMORDIA

Nella ricorrenza del 50 della fondazione di Una Voce Italia (1966-2016), questanno lAssociazione ha ce-
lebrato il suo Giubileo l11 giugno in Roma con una relazione tenuta dal prof. Filippo Delpino alla sala Margana
(Spes contra spem: lardua difesa della Liturgia Romana, in questo bollettino 62 ns, 2016, pp. 1-5), seguita
dal Te Deum di ringraziamento officiato da S. E. mons. Guido Pozzo alla chiesa di S. Maria in Campitelli (cfr.
ivi, p. 17).
Con lintento di contribuire a documentare e far conoscere ai nostri soci e al pubblico la storia della nascita e dello
sviluppo del nostro Sodalizio, riproduciamo il testo dellAtto costitutivo dellassociazione detta allora Una Voce Ita-
liana, rogato il giorno 7 luglio 1966 dal notaio Aurelio Cinque in Roma, e dellallegato Statuto originario, in quella
sede approvato dai fondatori.
Il primo presidente fu Don Filippo Caffarelli (Roma, 5 luglio 1891 ivi, 13 maggio 1975) che rest in carica
dal giorno della fondazione fino alla sua morte. Sulla sua figura ripubblichiamo leditoriale uscito non firmato nel
1975 in questo stesso bollettino, ma dovuto alla penna di Carlo Belli (Rovereto, 6 dicembre 1903 Roma, 16
marzo 1991), socio fondatore e suo successore nella carica di presidente dal 1976 al 1979.
A quanto riferito nelleditoriale possiamo aggiungere che Don Filippo, come delegato gran priorale di Roma del-
lOrdine di Malta, aveva dato incarico a mons. Pierre dOlce de La Lande di celebrare con regolarit una Messa
festiva in rito tridentino alla cappella di S. Giovanni Battista presso la Casa dei Cavalieri di Rodi, sede della De-
legazione in piazza del Grillo, dietro al Foro di Augusto. La Messa fu celebrata per anni fino al 1975.
In conclusione Belli osservava come Don Filippo, pur senza venir meno alla limpida intransigenza che era laspetto
pi genuino della sua profonda cattolicit, seppe evitare, frenare e risolvere malintesi, impazienti attese e tensioni, e
imprimere alla condotta di Una Voce quella linea pacata e dignitosa che da tutti riconosciuta. A tale linea di-
chiarava allora Belli acquisendone leredit lAssociazione intende rimanere fedele nel ricordo della cara, indi-
menticabile personalit del suo primo Presidente.
Oggi come allora rimane ferma questa linea, come la fedelt e il ricordo.

Fabio Marino
ATTO COSTITUTIVO
DELLASSOCIAZIONE UNA VOCE ITALIANA
N 178034 di Repertorio N 12583 della Raccolta
Atto costitutivo dellassociazione (I) Una Voce con sede in Roma in Via Nemorense N 100

Repubblica Italiana.

Lanno millenovecentosessantasei nel d sette del mese di luglio in Roma e nel mio studio
7 Luglio 1966
Avanti a me Dottor Aurelio Cinque Notaio in Roma con studio in Via dellEsquilino 38 iscritto
nel ruolo del Collegio notarile dei distretti riuniti di Roma e Velletri non assistito da testimoni per
espressa e concorde rinunzia fattavi col mio consenso dai comparenti, sono presenti

1) dr. Caffarelli Filippo nato a Roma il 5 giugno 1891 ed ivi domiciliato in Via Condotti 61
2) Prof. dr. Pacitti Guerino nato a Ferentino l11 febbraio 1911 domiciliato a Roma Via Nemo-
rense 100
3) Belli Carlo nato a Rovereto il 6 dicembre 1903 domiciliato in Roma in Via del Casaletto 348
4) Rag. Sacchetti Luciano nato a Roma l8 giugno 1926 e domiciliato in Roma in Via Tuscolana
889
5) Biancotti Paola nata a Roma l11 (6) giugno 1941 e domiciliata in Roma in Via Arrigo DAvila
61
(x) |6) Cortellazzo Marisa nata a - - e domiciliata in Roma in Via Nomentana 187| (x) annulla
le tredici parole interlineate da <6> a <187>
Comparenti (7) della cui identit personale io Notaio sono certo i quali in virt del presente atto
dichiarano stipulano e convengono quanto segue: I E costituita con sede in Roma in Via Nemorense
N 100 lassociazione (I) <Una Voce> che ha il compito di difendere la lingua e la musica tradizionale
nella liturgia della Chiesa Romana (2) ed approvato lallegato statuto associativo composto di (1)
|diciotto| sedici articoli inserito a questo atto sotto la lettera A previa lettura e firma dei comparenti
e di me Notaio. Lassociazione non persegue fini di lucro.
II La durata dellassociazione fissata fino al 31 dicembre 1999 e potr essere prorogata
III A comporre il primo Consiglio Direttivo vengono eletti il Dott. Filippo Caffarelli quale Pre-
sidente il Prof. Montale Eugenio Vice Presidente il Prof. Pacitti Guerino delegato generale Belli
Carlo Consigliere (3) |Tesoriere| e il Rag. Sacchetti Luciano Consigliere Tesoriere
IV Si d atto che i comparenti hanno gi versato nella Cassa Sociale la loro quota di ammissione
di lire (4) (500) ciascuno.
V Nellaccettare le cariche suddette gli investiti (5) e gli intervenuti al presente atto danno mandato
al Presidente di apportare al presente atto costitutivo e allallegato Statuto tutte le modifiche e va-
riazioni che fossero ritenute necessarie od opportune dallautorit competente.
VI Per tutto quanto non previsto dallo Statuto e da questo atto valgono le disposizioni di legge
vigenti in materia e segnatamente quelle di cui agli artt. 14 e seguenti del Capo II Titolo II del codice
civile.
VII Per il migliore e pi efficiente raggiungimento degli scopi associativi sar richiesto il ricono-
scimento della personalit giuridica e frattanto lassociazione potr aderire ad enti internazionali
perseguenti gli stessi scopi dellassociazione.
E richiesto io Notaio ho ricevuto questo atto che ho letto ai comparenti i quali, alle mie inter-
pellanze lo hanno dichiarato conforme alla loro volont e viene sottoscritto quindi da loro e da me
Notaio. Scritto da me fino a qui della quarta facciata di un foglio.
(1) dele <diciotto> (I) adde: Italiana (2) adde: e fuori di essa in piena conformit con le costitu-
zioni liturgiche e conciliari (3) dele <Tesoriere> (4) adde: cinquecento ( (5) adde: presenti (6) dele
<giugno> sostituisci <dicembre> (7) adde: Benestanti.
Sono in tutto cinque postille lette ed approvate ai sensi di legge anzi sono sette postille appro-
vate
Filippo Caffarelli
Guerino Pacitti Carlo Belli
Paola Biancotti
Luciano Sacchetti Dott. Aurelio Cinque Notaio [sul sigillo]

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STATUTO DELLASSOCIAZIONE UNA VOCE

ART. 1 Lassociazione Una Voce, ha il compito di difendere la lingua e la musica tradizionali


nella liturgia della Chiesa romana, e fuori di essa in (1)
ART. 2 LAssociazione non si prefigge alcun scopo di indole politica o di lucro, ha sede in
Roma ed ha tra i suoi postulati il conseguimento della personalit giuridica per il raggiungimento
dei suoi fini e verr dopo di ci registrata presso il Registro Provinciale.
ART. 3 Essa composta da soci fondatori e da un numero indeterminato di soci italiani e stra-
nieri.
LAssociazione ha durata fino al 31 Dicembre 1999 e potr essere prorogata. LAssociazione
pu aderire a organismi internazionali perseguenti gli stessi scopi.
ART. 4 Sono soci fondatori quelli intervenuti allatto costitutivo e quelli indicati al primo Con-
siglio Direttivo. Pu aderire allassociazione chiunque lo voglia senza distinzione alcuna.
La quota di ammissione fissata in L. 500 ciascuna.
ART. 5 Lassociazione retta dal Presidente coadiuvato dal delegato generale e dal consiglio
direttivo composto da 1 V. Presidente e dal delegato generale e da 2 consiglieri, uno dei quali con
funzione di tesoriere.
ART. 6 Il Presidente rappresenta legalmente lassociazione anche di fronte ai terzi, convoca e
presiede le adunanze sia del consiglio direttivo sia dei soci. Dirige lo svolgimento dellattivit del-
lassociazione e provvede allamministrazione ordinaria delle entrate e delle spese secondo le deli-
berazioni adottate dal consiglio direttivo e i bilanci (3) |da esso| approvati; vigila sulla conservazione
del patrimonio dellassociazione, firma, unitamente col tesoriere, gli ordini di pagamento.
Decide su questioni che possono venirgli deferite dal consiglio direttivo.
Pu entro i limiti previsti dal bilancio, e su parere conforme del consiglio direttivo, dar corso ad
attivit culturali connesse con gli scopi dellassociazione.
Nelle votazioni, in caso di parit di voti, prevale quello del Presidente.
ART. 7 Il V. Presidente coadiuva(4)|no| il Presidente (5) |il pi anziano di essi| e lo sostituisce
in caso di assenza o di impedimento o per sua delega.
ART. 8 Il delegato generale coadiuva il Presidente nellattivit organizzativa artistica e culturale
dellAssociazione.
ART. 9 Il consigliere tesoriere coadiuva il Presidente nella gestione amministrativa dellasso-
ciazione e firma congiuntamente con lui gli ordini di pagamento e di esazione.
ART. 10 Il consiglio direttivo collabora col Presidente nellesercizio delle sue funzioni, delibera
sulle questioni che gli vengono eventualmente delegate da almeno dieci soci, autorizza il Presidente
a stare in giudizio delibera sullammissione dei soci a suo insindacabile giudizio.
ART. 11 Il Presidente, il V. Presidente, il delegato generale, il consigliere tesoriere e gli altri
consiglieri sono nominati dallassemblea dei soci e restano in carica per tre anni e sono rieleggibili.
Qualora nel corso del triennio si verifichino vacanze nelle cariche le nuove elezioni hanno validit
limitata al periodo residuo del triennio.
ART. 12 LAssemblea dellAssociazione composta da tutti coloro che vi hanno aderito delibera
sullattivit culturale, sul bilancio preventivo, sul conto consuntivo riveduto dai revisori dei conti,
sulle spese straordinarie e su quanto riguarda il patrimonio dellassociazione.
ART. 13 Il consiglio direttivo nomina nel suo seno un collegio di revisori dei conti dei quali
due effettivi e uno supplente. I revisori durano in carica tre anni riferiscono annualmente alla fine
dellesercizio finanziario con relazione scritta al consiglio direttivo. Lesercizio sociale si chiude al
31 Dicembre di ogni anno.
LAssemblea dellAssociazione convocata almeno una volta allanno non oltre tre mesi dalla
fine dellanno solare. Le adunanze dei soci sono valide in prima convocazione quando sia presente
almeno la met dei soci, in seconda convocazione mezzora dopo quella stabilita nellavviso qua-
lunque sia il numero dei presenti.
E ammessa la votazione per delega (7)
Nelle votazioni per lelezione alla carica di Presidente eletto colui che raccoglie il numero mag-
giore di suffragi dei votanti.
Tutte le votazioni riferentesi a persone vengono effettuate a scrutinio segreto.
ART. 14 La seduta per lelezione del Presidente e dei componenti il consiglio direttivo ha luogo
nella seduta dellassemblea.

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Qualora si verifichi il caso di una vacanza della Presidenza o in una delle cariche del consiglio di-
rettivo, lelezione relativa ha luogo nella seduta immediatamente successiva alla vacanza.
ART. 15 Il patrimonio dellassociazione costituito dalle quote associative e da eredit legati
da donazioni, da attivit editoriali, da oblazioni e da contributi di ogni genere.
In caso di scioglimento il patrimonio sociale sar devoluto secondo la destinazione fissata dal
Consiglio Direttivo sentita ove sia possibile lassemblea.
ART. 16 Le modifiche al presente statuto debbono essere proposte dal Consiglio direttivo e
da almeno dieci soci e costituiranno il primo punto allo. d. g.
Le deliberazioni dellassemblea in proposito sono valide con lapprovazione della maggioranza
assoluta (8) |su almeno 50| dei votanti.
(1) adde: piena conformit con le costituzioni liturgiche e conciliari. (2) Una postilla letta ed
approvata ai sensi di legge. (2) dele le nove parole interlineate da Una a legge. (3) dele da esso (4)
dele no (5) dele: il pi anziano di essi e sostituisci: e (6) adde: soci a suo insindacabile giudizio. (7)
adde: Il delegato non pu rappresentare pi di cinque soci e non deve appartenere al Consiglio Di-
rettivo. (8) dele: su almeno 50 e sostituisci: dei.
Sono in tutto otto postille lette ed approvate ai sensi di legge.
Filippo Caffarelli
Guerino Pacitti
Carlo Belli
Paola Biancotti
Luciano Sacchetti
Aurelio Cinque Notaio [sul sigillo]

AI LETTORI
Una Voce vive del contributo dei Soci; raccomandiamo a tutti di porsi in regola con
il versamento della quota annuale di Euro 30,-. I Soci iscritti presso le Sezioni locali
potranno versare la quota ai responsabili di esse; tutti gli altri le invieranno alla Segre-
teria Nazionale (avv. Tommaso Raccuglia, Via Ruffini 2, 00195 Roma). Per tale scopo
lAssociazione dispone di un nuovo conto corrente presso il Banco Popolare (IBAN
IT89-V-05034-03252-000000006703 intestato a Una Voce Italia).

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Una figura esemplare
Il 13 maggio scorso [1975 NdR], UNA Aldobrandini, queste opere, rilevate in micro-
VOCE-Italia ha sofferto il suo lutto pi grave films, verranno a costituire un corpus organico
per la morte del Presidente e Fondatore, don a disposizione degli studiosi.
Filippo dei Duchi Caffarelli, Bal di Obbe- Una cos intensa attivit culturale, diventava
dienza del Sovrano Ordine di Malta, Ministro quasi otium supplementare rispetto al lavoro di
Plenipotenziario, Presidente onorario dellAc- volontariato che svolgeva giorno per giorno nel
cademia Filarmonica Romana, e membro di campo dellassistenza ospedaliera. Insignito di
vari Istituti culturali e di Enti benefici. alta carica nel Militare Ordine di Malta, atten-
Egli si spento tranquillamente, pur attivo deva con scrupolo e passione al suo compito
fino agli ultimi giorni, accettando la morte con di Delegato Gran Priorale di Roma: un go-
la convinzione del cattolico che non pu essere verno che tenne per lunghi anni con dedizione
colto da dubbio sulla realt della vita eterna. Il esemplare. La figura distinta, la patriarcale fa-
suo transito, sostenuto dallestremo Sacra- miglia che aveva creato, la naturale affabilit
mento, stato, per quanti erano presenti, una dello spirito, lo resero caro a quanti lo cono-
visione di calma e di serenit edificante. scevano. E di questa stima e simpatia plebisci-
Non occorre davvero che illustriamo a noi taria di cui godeva si ebbe dimostrazione anche
stessi la figura di Filippo Caffarelli, personalit durante la Messa funebre, officiata da don
notissima non solo tra i Romani, circondato Pablo Colino nella Basilica di S. Lorenzo in Lu-
ovunque da vasta cerchia di simpatie e da stima cina, assistito dal Coro gregoriano di Una
profonda per le sue doti preziose di cultura e Voce. Numerosissimi i membri della nostra As-
di umanit. Fu proprio il desiderio di una pi sociazione venuti anche da varie citt italiane,
intensa partecipazione al vivere umano, e nello folte le rappresentanze dei Cavalieri di Malta in
stesso tempo la insopprimibile tendenza agli uniforme, del Corpo diplomatico, di Istituti
studi, che gli fece abbandonare, ancora in gio- culturali, e soprattutto una presenza dilagante
vane et, la carriera diplomatica nella quale si di amici e conoscenti, compresi di commo-
era pur distinto per perspicacia e signorilit, in zione sincera, profonda.
varie sedi, e da ultimo come nostro ministro Rimaniamo, noi di UNA VOCE-Italia con
plenipotenziario a Stoccolma, dove per la sua un gran vuoto nelle nostre file. Presidente nel
preparazione e il suo tratto finissimo, aveva 1966, anno della fondazione, Filippo Caffarelli
stretto numerose amicizie in quei circoli cultu- resse il sodalizio con acuto senso della realt,
rali. senza venir meno alla limpida intransigenza
Rientrato a Roma, segu con instancabile che era laspetto pi genuino della sua pro-
zelo soprattutto le due attivit cui aveva deciso fonda cattolicit; e nonostante questa fonda-
di dedicarsi. Nel campo degli studi musicali mentale fermezza, seppe evitare, frenare e
da cui proveniva, pur essendo laureato in utro- risolvere malintesi, impazienti attese e tensioni,
que iure, nonch in scienze politiche e perfino imprimendo alla nostra condotta quella linea
esperto in agraria cur la revisione critica di pacata e dignitosa che ci da tutti riconosciuta,
codici dei secoli XVI e XVII, e condusse con e alla quale lAssociazione intende rimanere fe-
assai apprezzato apporto personale la edizione dele nel ricordo della cara, indimenticabile per-
completa delle opere del Pergolesi, autore cui sonalit del suo primo Presidente.
era particolarmente affezionato. Questa enco-
miabile attivit umanistica era stata da ultimo da Una Voce Notiziario, 26-27, 1975, pp. 1-2.
coronata da una minuta, faticosa ricerca di mu-
sicisti italiani noti, meno noti e ignoti, le cui
opere giacciono sepolte in archivi e biblioteche
straniere. Con laiuto dellapposita Fondazione

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LOrdine dei Predicatori per lannuncio salvifico del Vangelo
La vostra luce risplenda dinanzi agli uomini, in fede in Dio e nella Santa Chiesa senza timore.
modo che essi vedano le vostre opere buone e glo- Ecco allora limportanza che lOrdine di Predi-
rifichino il Padre vostro che nei cieli (Mt. 5, 16). catori ha, di portare avanti la dimensione culturale
Queste parole, che Ges ha rivolto ai discepoli, della fede, affinch la bellezza della verit cristiana
sono parole che il Santo Padre Domenico ha fatto possa essere meglio compresa e la fede possa es-
proprie, e da cui ha preso spunto per fondare lOr- sere meglio nutrita, rafforzata e difesa. Perch que-
dine dei Predicatori. sto annuncio della Parola di Dio, perch questa
Questo grande Santo ci rammenta che nel perla preziosa non rimanga nascosta ma brilli nel
cuore della Chiesa, nel cuore di ciascun battezzato, mondo, san Domenico ci indica due mezzi indi-
deve sempre bruciare e ardere un fuoco missiona- spensabili:
rio, il quale spinge incessantemente a portare lan- 1) La devozione mariana che lasci allOrdine,
nuncio salvifico del Vangelo, ad essere Luce della che successivamente ebbe il grande merito di dif-
Chiesa, la sola che pu salvare. Cristo nella Santa fondere la preghiera del Santo Rosario, la quale rac-
Chiesa, infatti, il bene pi prezioso che gli uomini chiudendo in s i misteri di Cristo per noi scuola
e le donne di ogni tempo e di ogni luogo hanno il di fede e piet.
diritto di conoscere e di amare! 2) Limportanza della preghiera dintercessione
Volesse Iddio che anche oggi nella Chiesa ci per la predicazione, per il lavoro apostolico e per
fossero tanti pastori e fedeli laici, che con gioia la conversione dei peccatori. Ecco allora il ramo
spendano la loro vita per questo ideale supremo: monastico femminile dellOrdine di Predicatori. La
annunciare e testimoniare il Vangelo, la Verit di vera base e radice dellalbero dellOrdine Domeni-
Cristo! cano senza della quale la nostra predicazione sa-
San Domenico fondando lOrdine dei Predi- rebbe vana.
catori volle che i suoi frati fossero preparati allan- Possiamo riassumere cos la vita e il carisma di
nuncio del Cristo, perci lo fond su quattro grandi San Domenico con le belle parole del Prefazio con
pilastri che sorreggono la predicazione: cui tra poco pregheremo Dio:
1) La liturgia, la preghiera per poter stare e as-
saporare Dio. Per lonore e la difesa della Santa Chiesa,
2) Lo studio per poter approfondire la cono- volesti rinnovare la forma di vita degli Apostoli
per mezzo del Santo Padre Domenico.
scenza di Dio. Egli sempre sostenuto dal soccorso
3) La vita comune per vivere insieme lespe- della Madre del tuo figlio
rienza di Dio. dom con la sua predicazione le eresie,
4) La vita regolare per vivere ogni momento istitu per la salvezza dei popoli i difensori della fede
con Dio. e guadagn a Cristo innumerevoli anime.
San Domenico aveva il grande desiderio che
ogni fedele sapesse in che cosa credere, potesse co- Il Santo Padre Domenico interceda, in modo
noscere la propria fede, potesse essere sempre pi particolare in questanno giubilare, per lOrdine dei
radicato nella fede autentica trasmessa dagli Apo- Predicatori, affinch i membri di questo glorioso
stoli e dalla Santa Chiesa, per poter contrastare con Ordine possano essere sempre pi ferventi nella
forza e decisione le sfide, le tentazioni e le eresie di preghiera, coraggiosi nel vivere e difendere la fede,
ogni tempo. e non abbiano paura di dare la vita per la Verit.
Come ci diceva lEpistola: Poich verr tempo Maria Santissima, Regina del Santo Rosario, inter-
in cui gli uomini non sopporteranno pi la sana ceda per lOrdine dei Predicatori.
dottrina, distoglieranno lorecchio dalla Verit per fra Didier Baccianti op
volgerlo alla favole (II Tim. 1, 3-4). Ges Cristo
Omelia alla Messa in rito domenicano cantata il 24
chiede questo anche a ciascuno di noi, ci chiede di maggio 2016 a Trieste nella chiesa di S. Antonio Vecchio,
pregare, approfondire, studiare e vivere la nostra cfr. rerumliturgicarum.blogspot.it

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Sinfosio Amalario di Metz
LORA DI PRIMA
Magnifico, gloriosissimo e cristianissimo vollero catturare David per consegnarlo nelle
Imperatore1, poich il vostro servitore, pur il sue mani perch lo uccidesse. Neppure a noi
minore di tutti, ha preso pubblico impegno di mancano gli Zifei, parola che significa fio-
descrivere qualcosa degli operai che ad ogni ora renti: noi comprendiamo che essi sono le
vogliono essere presenti al servizio divino, pare membra del diavolo, o lo stesso demonio, che
conveniente alla mia pochezza () che io inizi pu essere detto fiorente perch mostra ai
da quellora nella quale il padre di famiglia suoi una prosperit di breve durata. Egli, in-
guida gli operai alla sua vigna. fatti, o da se stesso o attraverso le sue membra
Senza dubbio la vigna del padre di famiglia ci pone insidie o ci perseguita apertamente per
la santa Chiesa che cos vi lavora con i suoi consegnarci alla morte eterna. E ci acca-
operai perch le porti frutto. Noi siamo la drebbe se la vigna del Signore (che siamo noi)
vigna che coltivata dai coltivatori, cio i pre- non avesse una siepe attorno a s e dei coltiva-
lati della s. Chiesa, o anche da noi stessi. tori al suo interno. La siepe infatti la vigilanza
I prelati mostrano come coltivarla e noi, in- del Signore intorno ai suoi eletti: i coltivatori
sieme a loro, pratichiamo la coltivazione. I col- invece, come abbiamo appena detto, sono i
tivatori scavano la vigna e la concimano dottori e i prelati della Chiesa. Davide aveva in-
quando spezzano come zolle i nostri cuori in- torno a s quella siepe quando gli Zifei lo cir-
duriti con parole di rimprovero e infondono i condarono, e perci fu salvato e cant il salmo
nostri fetidi peccati. Anche noi zappiamo la Deus, in nomine tuo salvum me fac, ecc.3.
terra intorno alla vite, e scaviamo una fossa, Poich, per la misericordia del Signore, ini-
quando presentiamo alla nostra memoria quale zieremo a trattare degli offici diurni comin-
sia la nostra natura e ci umiliamo sotto la po- ciando dallora nella quale il padre di famiglia
tente mano di Dio, vedendo che siamo polvere chiama gli operai nella sua vigna, ci sembra le-
e cenere. Poich, poi, con il peccato corrom- cito di prendere le mosse da quello stesso
piamo la nostra natura, spargiamo il letame tempo nel quale si legge il Vangelo che rac-
perch i nostri peccati, se pure siano intorno a conta come gli operai siano ripartiti fra le ore
noi in questa vita, manchino per in quella fu- che loro convengono, vale a dire dalla Settua-
tura; e cos, sia con la considerazione interiore gesima.
di quale sia la nostra natura, sia con la peni- Le pecore che di notte sono custodite negli
tenza dei nostri peccati, il nostro frutto cresca ovili, quando dopo la visita della mattina
pi abbondante, con la spremitura del torchio escono dal podere e vanno al pascolo nei
diventi vino e con labbandono dei piaceri car- campi aperti, occorre che subito abbiano un
nali, quasi come attraverso un torchio, venga pastore che le difenda dai lupi che attaccano.
accolta nella cantina delleterna dimora. Il vino Cos, anche per noi necessario, quando ci le-
che si spreme dalluva con la pigiatura del tor- viamo al primo farsi del giorno per compiere
chio il nostro ardore che abbandona il desi- la legge del Signore, avere un pastore e maestro
derio carnale per essere degno di essere riposto che ci introduca alle leggi (scil. divine) e ci di-
nella dispensa del Signore. fenda dai lupi, dei quali si legge nel Vangelo di
Molte e diverse fiere insidiano il frutto della Giovanni Et lupus rapit et dispergit oves4, ed anche
vigna, per rubarlo e cos introdurlo nel loro dal leone, che ruggendo va intorno cercando
corpo. A tali belve possono essere paragonati chi divorare5.
gli Zifei2, in certo modo gli scherani di Saul che Come il lupo rapisca e il leone divori

1 3
De ecclesiasticis officiis dedicato a Ludovico Sal. 53, 1.
4
il Pio (16 aprile 778, 23 giugno 840). Gv. 10, 12.
2 5
I Sam. 23, 14-28. I Pietr. 5, 8.

7
chiaro a quanti sono assaliti dai vizi. Chiunque tuagesima: ci si fa non per altra ragione che,
veda, infatti, come egli sia tentato dalla sua con- usando la lingua latina pi umile dellebraica,
cupiscenza () sa che le ricordate belve rapi- rimaniamo avvertiti di doverci conformare ad
scono con la gola, con la lussuria, con la una condotta pi umile nel tempo di Settuage-
curiosit per le scienze occulte, con la visione sima che in un altro tempo liturgico.
di spettacoli turpi o inutili, con lacquisto di Segue poi il salmo che Davide cant
beni temporali, chi con la curiosit di cercare e quando gli Zifei vollero rapirlo e consegnarlo
disprezzare i vizi del prossimo, chi con la su- nelle mani di Saul. E un salmo che noi dob-
perbia, chi con la presunzione. Sono questi i biamo cantare allalba, secondo quel che
vizi che sottostanno alle tre concupiscenze, scritto: Justus cor suum tradet ad vigilandum dilu-
dalle quali avvolto il mondo tutto intero, colo10, perch piaccia a Dio di salvarci giacch
come dice lApostolo: Omne quod in mundo est, insorgono contro di noi avversari che non pon-
aut concupiscentia carnis est, aut concupiscentia oculo- gono Dio innanzi a loro; e perch Egli ci liberi
rum, aut superbia vitae6. da tutte le tribolazioni e infine il nostro occhio
A causa delle belve di cui abbiamo detto, guardi dallalto tutti i nostri nemici, come fece
dice il pastore: Deus in adjutorum meum intende, David nei suoi giorni.
Domine ad adjuvandum me festina7. Cos si prega Seguono poi due parti del salmo Beati imma-
allinizio dellofficio, perch le belve non pos- culati11 che colmo di insegnamenti morali.
sano arrivare a tanto da separare con le loro Conviene infatti che coloro che Dio abbia li-
astuzia qualcuno dalla comunit. berato dalle catene e dalla prigionia dei nemici,
Mos faceva allo stesso modo, quando larca stiano di fronte a Lui con ogni dedizione e con
veniva sollevata per trasportarla. Dicevano in- buoni costumi, come possiamo dedurre dai
fatti: Surge, Domine, et dissipentur inimici tui et fu- due versetti delle due parti del salmo. Uno dice
giant qui oderunt te a facie tua8. Noi siamo Utinam dirigantur viae meae ad custodiendas justifi-
spiritualmente quellarca. Come ogni giorno cationes tuas12. Laltro, egualmente, Revela oculos
essa era circondata dai nemici, cos la santa meos et considerabo mirabilia de lege tua13. Queste
Chiesa sar circondata dai persecutori, siano tre parti del salmo tengono in alto e difendono
essi aperti o nascosti, fino alla fine dei tempi. larca del Signore fino a tutta lora terza, cio
Dopo la preghiera del nostro pastore, segue lungo lora prima, lora seconda, lora terza.
Gloria sanctae Trinitatis che noi supplichiamo Segue quindi il versetto: Exsurge, Domine, ad-
perch sia presente in nostro aiuto. Si ricorda, juva nos et libera nos propter nomen tuum14. Mos
infatti, il nostro pastore delle parole che disse diceva cosa simile quando veniva deposta
il Signore: sine me nihil potestis facere9. larca. Cos infatti scritto nel libro dei Numeri,
Sul fatto che in diversi luoghi si aggiunga al capitolo XXVI; quando doveva essere depo-
Gloria Patri, gi Girolamo ebbe a scrivere nella sta diceva Revertere, Domine, ad multitudinem filo-
sua lettera a papa Damaso. rum Israel15. Chiedere il ritorno di Dio allarmata
Del motivo per cui nel tempo di cui par- di Israele non era altro che chiedere che Egli
liamo, cio la Settuagesima, non si dica Alleluia facesse tornare a s con tutto il cuore il popolo
dopo gloria sanctae Trinitatis, che per omnia sae- di Israele. Dio infatti, al quale ogni cosa pre-
cula saeculorum, ma Laus, tibi, Domine, rex aeternae sente, non ha dove tornare. Egualmente, Ex-
gloriae, abbiamo gi parlato nel trattato sulla Set- surge, Domine, va compreso come se dicesse:

6 12
Cfr. I Gv. 2, 16; il testo usato da Amalario differisce Sal. 118, I, 5.
13
leggermente dalla Volgata. Sal. 118, II, 2.
7 14
Sal. 69, 1. Sal. 43, 26.
8 15
Num. 10, 35. La preghiera , in realt, nel libro dei Numeri, ma
9
Gv. 15, 5. a Num. 10, 36.
10
Eccli. 39, 6.
11
Sal. 118, I, 1.

8
Facci levare dal sonno pesante e rendici ope- usi misericordia in quelle tentazioni senza le
rosi e valorosi nel compiere i tuoi mandati. quali non pu trascorrere questa vita. Di esse
Dal fatto che dice ritornare, il canto ha si dice nei Proverbi di Salomone: Septies enim
preso il nome di verso. Lo stesso movimento cadit justus et resurgit19, cio per ignoranza, per
che si comanda con il versus lo compiamo con dimenticanza, con il pensiero, con la parola,
la posizione del nostro corpo. Quando ascol- con furto, per necessit, per debolezza della
tiamo il versetto, subito ci volgiamo ad oriente. carne. Ogni giorno, volendolo o no, frequen-
Per qual motivo, se non perch il pensiero, che temente commettiamo peccato e tuttavia il giu-
si portato fuori di noi guardando e vedendo sto risorge, e ci perch la sua giustificazione
le cose temporali che ci circondano, rientri in non esclusa dalla caduta dellumana debo-
noi cos che possiamo dire: Domine, da mihi cor lezza.
ut orem ad te. Segue poi lOrazione domenicale, che si
Iniziamo, subito dopo, ad implorare la mi- deve cantare con grande attenzione perch
sericordia del Signore con la formula Kyrie elei- conserviamo nellanima le stesse realt che
son, Christe eleison, Kyrie eleison. In un certo modo enunciamo con le parole. Molto spesso, la pre-
celebriamo nella Chiesa tre predicati della di- cede il Kyrie eleison col quale prima ci si riconcilia
vina Maest e della Trinit. La prima riguarda con Dio, perch con la sua misericordia e de-
il tempo precedente allassunzione delluma- gnazione possiamo degnamente invocarlo
nit, quando si invocava la Trinit senza unione Padre nostro e applicarci alle parole della pre-
alla natura umana, e perci propriamente di- ghiera. AllOrazione domenicale segue la pro-
ciamo per tre volte Kyrie eleison, o anche una clamazione del nostro credo che i santi apostoli
volta sola con riguardo allUnit della sostanza. hanno stabilito sulla fede nella Santa Trinit, la
La seconda riguardo il tempo successivo allas- provvidente decisione dellIncarnazione del Si-
sunzione dellumanit, quando Cristo era visi- gnore, e listituzione della nostra Chiesa. La
bile sulla terra e nondimeno era creduto Dio e forma di preghiera che abbiamo esposto sopra
Figlio di Dio, come dice Pietro: Tu es Christus, vede come destinatari coloro che si pentono
Filius Dei vivi16, come dice Paolo, sempre del Fi- dei peccati leggeri e quotidiani.
glio: Proprio Filio suo non pepercit17. Poich chia- Ci sono infatti nella Chiesa entrambi i ge-
mato Cristo a causa della natura umana neri, ovvero coloro che sono rimasti stabili
assunta, unta dallolio spirituale, diciamo fra le nella grazia e coloro che la persero con il pec-
due suppliche Christe eleison. Quando lo diciamo cato, ma ogni giorno si affrettano a risorgere
una volta sola, mostriamo che egli fu unico fra con la penitenza. Quasi parlando di loro
gli uomini e non vi fu nessuno simile a Lui; detto: Vivet anima mea et laudabit te et judicia tua
quando lo diciamo tre volte, mostriamo che adiuvabunt me20. Come se dicesse: se lanima mia
egli non fu mai separato dalla Santa Trinit, era morta per i miei peccati, dopo vivr per la
data lunit della persona (divina). La terza mia conversione. Et judicia tua adiuvabunt me,
espressione vige da quando volle glorificare la perch hai detto: Nolo mortem peccatoris, sed magis
natura umana assunta pi di quanto non fosse ut convertatur et vivat21, e ancora: Gaudeo super uno
stata fino a che era mortale, per cui Egli diceva peccatore poenitentiam agente, quam super nonaginta
al Padre: Clarifica me tu, Pater, apud temetipsum cla- novem justis, qui non indigent poenitentia22. Quale sia
ritate quam habui priusquam mundus fieret18. lerrore precedente di chi dopo la conversione
E perci allo stesso modo, come nella dice: Vivet anima mea et laudabit te lo mostra il
prima, che supplichiamo il Signore perch ci versetto che segue: Erravi sicut ovis quae perit; re

16 19
Mt. 16, 19. Prov. 24, 16.
17
Rom. 8, 32. 20
Sal. 118 (175).
18
Gv. 17, 1. 21
Ez. 33, 11.
22
Lc. 15, 7.

9
quire servum tuum, quia mandata tua non sum cessione si conforma al costume della s. Chiesa
oblitus23. Dalla stessa condizione umana trova di applicarsi prima alle buone opere e poi alla
ispirazione quel salmo che cant Davide dopo dottrina. Questo esempio lo ha lasciato Cristo,
che col pentimento si convert dal peccato di di cui riferisce Luca: Quae coepit Jesus facere et do-
adulterio e omicidio. cere25. I salmi attengono alle opere, la lettura alla
Dopo quel salmo, tutto il gregge si racco- dottrina.
manda a Dio, pastore e pecore insieme, e dice: Cos, se il Signore lavr concesso, siamo in
Respice in servos tuos et in opera tua, et dirige filios seguito pi pronti a parlare. In questo mo-
eorum24. Dobbiamo ben tenere in mente che per mento supplichiamo laiuto di Dio per com-
figli dobbiamo intendere i pensieri che nascono piere bene le opere. Prima operiamo, e
nella mente, perch Dio li conduca secondo il insegniamo dopo nel corso dellora terza.
suo beneplacito. E cos nei versetti seguenti Su questo credo sia stabilito il costume, in-
dove dice: Et opera manum nostrarum dirige super valso nei monasteri, che si faccia in capitolo
nos opera procedentia ex cogitationibus. Il solo pa- una pia lettura, perch coloro che giorno e
store supplica per tutto il gregge: Dirige, Domine, notte sono presi dal servizio divino, non re-
corda, cio i pensieri sensus, cio, occhi, stino senza lettura. Essi sono avidi del nutri-
orecchie, mani et sermones nostros, qui per os of- mento celeste e non possono trattenersi, in
feruntur, et opera manuum nostrarum ut possimus pla- qualsiasi ora, dal mangiare del cibo della s.
cere in cospectu tuo. Scrittura.
E, finalmente, con sicurezza ci apprestiamo
alle opere necessarie alla salvezza. da De ecclesiasticis officiis, IV 2, in PL 105, 1165-1169,
Il versetto Exsurge Domine non preceduto traduzione italiana e note di Riccardo Turrini Vita.
da una lettura e perci non segue un respon-
sorio come negli altri offici divini. Questa suc-

23 25
Sal. 118, 176. Atti 1, 1.
24
Sal. 89, 16.

10
Il ministro della messa privata. AllOffertorio
di Bartolomeo Riceputi

Riproduciamo il paragrafo dedicato all'Offertorio dell'opuscolo Il Ministro della Messa privata nel testo che si trova nella raccolta di
opuscoli vari scritti e pubblicati da o per ordine del card. Vincenzo Maria Orsini, poi papa Benedetto XIII, per la sua diocesi quando era
arcivescovo di Benevento. Il volume era uscito nel 1726 a cura di Francesco Giannini, bibliotecario di Sua Santit. Autore di questo opuscolo
il sacerdote Bartolomeo Ric(c)eputi, rettore e maestro di riti nel Seminario Beneventano (cfr. M. BOSCIA, Tipografia e vita culturale
nella Benevento del XVIII secolo, in Illuminismo meridionale e comunit locali, a cura di E. NARCISO, Napoli, Guida,
1988, p. 101 nt. 60). Era stato gi edito, infatti, con il titolo completo Il Ministro della Messa privata: Secondoche dalle Rubriche
del Messale Romano: Dal Castaldo, dal Gavanto, dal Bauldry, dal Corsetto, da Monsignor di Biseglia, e da altri Autori
s' osservato, e discusso in pi Conclusioni nel Sagro Seminario di Benevento (In Benevento, nella Stamperia Arcivescovile,
1705, pp. 88, cfr. S. BASILE, Edizioni beneventane del Settecento, in Samnium, LI, 1978, p. 161, n. 18; ristampa Benevento,
1722, pp. 68) e dotato di una lettera dedicatoria recante la data del 14 ottobre 1704 di Bartolomeo Ricceputi ai Seminaristi di San-
tAgata dei Goti (pp. 5 ss.). Le due edizioni del 1705 e del 1722 sono ristampate on demande.
In queste pagine lautore descrive in particolare due diversi modi di portare allaltare le ampolline da parte del serviente della Messa letta,
nonch dei rispettivi modi di conseguenza diversi di amministrare al celebrante la lavanda delle mani. Il modo secondo cui si portano
insieme alle ampolline anche il piattello e il manutergio o fazzoletto, ponendoli sulla mensa, risale al commento alle rubriche del barnabita
Bartolomeo Gavanto (+ 1638), uscito nel 1628 (B. GAVANTO Thesaurus sacrorum rituum, seu Commentaria in Rubricas
Missalis et Breviarii Romani, auctore adm. Reverendo P. D. Bartholomaeo Gavanto Mediol. , 2, 7, 2, ad Discooperit,
I, Antverpiae, ex Officna Plantiniana Balthasaris Moreti, 1646, p. 131, e 2, 7, 6 ad Ministro aqua fundente, ivi, p. 136). Laltro,
in cui si portano solo le ampolline, ad Andrea Castaldo Pescara, teatino (+ 1629), nel suo trattato Praxis caeremoniarum seu
sacrorum Romanae Ecclesiae rituum accurata Tractatio auctore D. Andrea Piscara Castaldo 1, 4, 1, 15-16, Venetiis,
apud Paulum Balleonium, 1681, p. 50 (ma vedi gi, analogamente, ID., Sacrarum caeremoniarum iuxta Romanum ritum ex usu
Clericorum Regularium accurata distributio, A P. D. Andrea Piscara Castaldo in lucem edita. Opus quibusvis ec-
clesiasticis apprime utile 1, 16, 15-16, Neapoli, Ex Typographia Io Iacobi Caroleni, 1613, pp. 22 s.).
Per Ricceputi in qualunque di questi modi si proceda non mai male, basta che si segua quello che prevede la rubrica, che la seguente:
Accipit ampullam vini de manu ministri (qui osculatur ipsam ampullam, non autem manum Celebrantis) et ponit vinum in Calicem
(Ritus servandus in celebratione Missae, VII 4). Come portare le ampolline propriamente non specificato, e la rubrica rimasta
inalterata anche nella editio typica VII del 1962, ove permane in vigore. Pertanto gli autori di cerimonie hanno dato luno o laltro modo,
eventualmente con particolari motivazioni, ovvero entrambi, dal 600 fino ai tempi pi recenti (si vedano, per esempio, rispettivamente L.
TRIMELONI, Compendio di liturgia pratica, Torino, Marietti, 1963, p. 463, e L. HEBERT, Leons de liturgie lusage des
seminaires. III. Le Crmonial, revue par A. FAYARD, Paris, Berche et Pagis, 195227, p. 144 e nt. 1). La testimonianza che a Be-
nevento fosse stato preferito e introdotto il modo proposto dal Castaldo, senza piattello e manutergio, si riferisce allo storico Pompeo Sarnelli
(+ 1724), fino al 1692 a Benevento autorevole prelato collaboratore del card. Orsini, poi vescovo di Bisceglie (perci Monsignor di Biseglia).
Monsignor Sarnelli lasci anche unopera sulle cerimonie, ove sostiene tale scelta (cfr. Comentarj intorno al rito della Santa Messa
per que sacerdoti, che privatamente la celebrano: scritti da Monsignor Pompeo Sarnelli Vescovo di Biseglia , Venezia,
appresso Antonio Bortoli, 1725, pp. 62 s., in particolare p. 63 sub 9).
Linchino del serviente al Dominus vobiscum, quando il celebrante si volge al popolo, non si trova indicato dalla gran parte degli
autori: in realt non previsto dalle rubriche (in proposito cfr. per esempio A. FERRIGNI-PISONE, Note, in G. M. PAVONE, La guida
liturgica , II, Napoli, Gabinetto Letterario, 1842, p. 10). Per semigenuflessione al n. I lautore intende genuflessione semplice, cio
con un solo ginocchio (cfr. Il Ministro, I, V).
f.m.

Qui seguita lOffertorio, dove si d principio non sopra di quello) nella parte pi dentro verso
pi prossimamente alla Santa Messa: nella qual il gradino de Candelieri.
parte, fino al Canone, appartengono al Cherico II. Scende da i gradi dellAltare, voltandosi
le seguenti Azioni. verso dove stanno le Ampolline, e prese quelle,
I. Al Dominus vobiscum sinchina, e risponde col le porta al Sacerdote alla testa dellAltare dalla
solito Et sum Spiritu tuo. Ascolta genuflesso lOf- parte dellEpistola. Il modo di portare, e mini-
fertorio, e poi si alza. Alzato, fa in piano una se- strare le Ampolline si osserva diversamente pra-
migenuflessione verso la Croce, e per lo piano ticato nel Gavanto, nel Bauldrio, e nel Castaldo.
girando verso il fianco Epistolare dellAltare, sale, Il Gavanto ammette il Fazzoletto, che si stenda
e prende il Velo del Calice, lo piega con pulizia, sopra lAltare il Piattino, che si collochi sopra il
e lo colloca su lAltare vicino al Corporale (ma Fazzoletto, e le Ampolline sopra il Piattino, de-

11
stra quella del Vino, quella dellAcqua sinistra. Piattino; ma se ha portato prima su lAltare il
Il Bauldrio concede il Piattino sotto le Ampolline Piattino, posa sopra di esso quella dellAcqua, va
collocato sopra lAltare, ma non ammette il Faz- posare su la Credenza quella del Vino: piglia il
zoletto, disteso sotto di quello (se bene per nelle Fazzoletto (se lo ha lasciato alla Credenza, e non
Note sopra le Rubriche del Messale non disap- lo ha prima disteso secondo il Gavanto sopra
pruova il predetto modo del Gavanto.) lAltare) si accosta allAltare, prende colla sini-
Il Castaldo poi n Fazzoletto, n Piattino ri- stra il Piattino, posa su lAltare il Fazzoletto
corda, ma le sole Ampolline in mano del Che- non affatto disteso, e collAmpollina dellAc-
rico; il che pi degli altri piacciuto qua nella destra aspetta il tempo di lavare le
Monsignore Sarnelli, il quale cos ha introdotto deta al Sacerdote. Che, se secondo il Gavanto,
luso in questa Arcidiocesi di Benevento, e cos ha lasciato il Fazzoletto sopra lAltare, quando
quasi da per tutto si pratica. dalla Credenza, dove ha posato lAmpollina del
In conclusione, il Messale non prescrive altro Vino, torna allAltare per pigliare il Piattino,
in questa materia, se non che il Sacerdote riceva alza dal mezzo il Fazzoletto disteso alquanto,
dalle mani del Ministro le Ampolle colla debita accioche sia comodo poi il prenderlo al Sacer-
riverenza, e bacio dellAmpolline, non della dote; ed uscendo dal fianco dellAltare, fuori di
mano del Sacerdote. quello d da lavare le mani al Sacerdote con
Siano poi le Ampolline sopra il Piattino, n, uninchino mediocre, s prima, come doppo,
siavi, n il Fazzoletto sotto disteso, la Rubrica quando poi parte per la Credenza.
non ne parla: onde qualunque de detti modi si Posto poi che si faccia, come si supposto,
portino le Ampolline allAltare, non mai male, senza il Piattino, quando il Cherico s partito
purche si osservi la Rubrica, chel Sacerdote non (come si disse) per la Credenza, posa lAmpol-
da s se le pigli, ma dalle mani del Cherico. Per lina del Vino sopra di quella, piglia il Fazzo-
ci fare, conviene, che il Cherico prenda le Am- letto, e se lo colloca dispiegato sopra il braccio
polline nelle sue mani, nella destra quella del sinistro vicino alla mano, ( pure lo frammette
Vino, nella sinistra quella dellAcqua, non per con una punta alle dita della mano sinistra, la-
modo, che le impugni, ma sostenendole per la sciandolo pendere verso terra) e tenendo colla
parte inferiore elevate su le tre dita pollice, indice, detta sinistra il Piattino per modo, che non gli
e medio, rivolte per modo, che il Sacerdote le possa scorrere dalle mani, e colla destra lAm-
pigli commodamente per lo manichetto, se vi , pollina dellAcqua, si accosta (quando il
el pizzetto sia al contrario; siche in voltarle verso tempo) al Sacerdote, fuor dellAltare tanto, che
il Calice, venga a riuscire verso di questo. le mani del Sacerdote non solo fuor dellAltare,
Quando il Sacerdote si accosta per riceverle, il ma fuori della Predella ancora si estendano, e
Cherico fa uninchino mediocre al medesimo Ce- colle riverenze sopraccennate lo serve.
lebrante, poi col bacio, e con picciolo inchino di Lavato il Sacerdote, e presosi da se il Fazzo-
testa gli porge colla destra quella del Vino, ed in- letto dal braccio, dalle dita del Ministro, come
tanto che pone il Vino nel Calice, passa il Che- sopra, nel mentre che quegli si asterge, resta ivi
rico quella dellAcqua dalla sua sinistra alla destra, il Cherico col Piattino in mano, ed aspetta il
e colla sinistra ripiglia quella del Vino (senza pi Fazzoletto; il quale il Sacerdote ripone da se
passarla alla destra) col debito atto di bacio, ed sopra il braccio sinistro del Ministro, piutto-
inchinetto grazioso. Tiene poi elevata quella sto il Ministro medesimo, posata lAmpollina
dellAcqua un tantino, finche il Sacerdote gli ha dellAcqua sovra il Piattino, lo ripiglia esso me-
formato sopra il segno della santa Croce (se non desimo colla sua destra dal Sacerdote colla ri-
Messa da morto, nella quale tal segno si lascia): verenza, e bacio dovuti.
allora fa latto di baciarla, e collinchino picciolo III. Data lAcqua alle mani, il Cherico sversa
gliela porge, sicome con gli atti medesimi la ripi- dal Piattino quel poco di Acqua, che ha servito
glia; e fatta la riverenza con inchino mediocre al al Sacerdote, non sopra i gradini dellAltare, n
Celebrante, parte per la Credenza, se non vi ha il in luogo, dove possa andar sotto i piedi, ma

12
nel proprio Vasetto fisso (sicome in questa Me- come prima, riverisce con una semplice genu-
tropolitana st ad ogni Altare provisto) in un flessione in plano la Croce, come fece al par-
cantoncino remoto. Prende poi il Fazzoletto, e tirne.
lo ripiega, non in faccia al Popolo, ma verso la V. Al Prefazio ci per lo Cherico il rispon-
Credenza: e se intanto si volta il Sacerdote al dere al Per omnia saecula saeculorum col-
Popolo, con dire lOrate fratres, il Cherico si lAmen; al Dominus vobiscum, collEt cum Spiritu
ferma dal piegare il Fazzoletto, e rivolto verso tuo; al Sursum corda collHabemus ad Dominum; ed
il Sacerdote, dice il Suscipiat: con avvertenza al Gratias agamus Domino Deo nostro (al quale si
per di non dirlo subito subito doppo lOrate ha da inchinare semplicemente il capo) col Di-
fratres, ma doppo un tantino di tempo, quanto gnum, et justum est.
basti al Sacerdote, per compire quelle parole, VI. Al Sanctus china mediocremente la vita, e
che vanno unite allOrate fratres, cio, Ut meum, d tre tocchi col Campanello, uno a ciaschedun
ac vestrum Sacrificium acceptabile fiat apud Deum Pa- Sanctus: ed al Benedictus, qui venit in nomine Domini
trem Omnipotentem; alle quali fa per lappunto ri- etc. erge il capo, e le spalle, e si segna, deposto
sposta propria il Suscipiat: il qual Suscipiat, si il Campanello.
dica in piedi, si dica genuflesso, poco im-
porta, purche si dica fermo, e non andante, n B. RICEPUTI, Il Ministro della Messa privata, in V. M. OR-
facendo altro in tal tempo; n pure si prescrive SINI, Opuscula varia variis temporibus pro Beneventana Archi-
dioecesi vel calamo, vel jussu Fr. Vincentii Mariae Ordinis
il dirsi chinato, n necessariamente dal Cherico, Praedicatorum S. R. E. Cardinalis Ursini Archiepiscopi, nunc
dicendo la rubrica, che se non lo dice il Che- Sanctissimi Domini Nostri Papae Benedicti XIII. In lucem edita
rico, lo dica da se il Sacerdote. In unum tandem collecta, novisque typis excusa, Romae, Typis
IV. Quando si parte il Cherico dalla Credenza Rocchi Bernab, 1726, Sumptibus Francisci Giannini
per ritornare al suo luogo, porta seco il Cam- Suae Sanctitatis Bibliopolae, pp. 127-130 ( 5); stata
mantenuta lortografia originale.
panello, e prima di genuflettere nel gradino,

13
UNA VOCE ITALIA 50 ANNI
TESTIMONIANZE
Carlo Marconi
Perch seguo la Messa in latino, o meglio la fui illuminato e pensai: se resiste Donna Elvina,
santa Messa di san Pio V secondo il Messale posso farlo anche io.
della editio typica data nel 1962 da san Giovanni Cominciai a frequentare le catacombali
XXIII? Messe tradizionali che si tenevano qua e l fino
E chi lo sa? alla relativa stabilit della chiesa dei SS. Luca e
Potrei dire; per grazia di Dio. E sarebbe gi Martina ed in particolare ad accostarmi allam-
sufficiente! biente di Una Voce.
In realt i motivi ci sono, non sono irrile- Ricordo in particolare la celebrazione del
vanti e li conosco. XXVennale di fondazione di Una Voce Italia
Pur vivendo nel mondo moderno per con un solenne pontificale celebrato da S. Em.
studi e frequentazioni sociali non ho mai co- il cardinale Alfonso Maria Stickler che nel
struito il mio mondo interiore ed esteriore con corso di una edificante omelia ricord ai fedeli
le categorie intellettuali del modernismo illu- lo stretto e mutuo rapporto fra la norma della
minista che ha necessit di inventare cosmogo- preghiera ufficiale della Chiesa e lintegrit della
nie e teofanie dal nulla pur di sostituire quelle fede. Al tempo stesso denunciava la profonda
perenni ma, per adesione spontanea e tuttavia apostasia moderna: al franare della lex credendi
convinta, mi sono ritrovato nel mio mondo che la lex orandi proposta dal nuovo corso non ha
quello tradizionale. E due sono le categorie saputo porre un freno a quella frana. Anzi!
che da sempre lo descrivono e lo definiscono: Mi sembrato normale e necessario acco-
quella orizzontale dellAppartenenza, a un starmi a questo mondo per portare anche io
gruppo familiare, comunitario, territoriale, e una piccola pietra alla costruzione della nuova
quella verticale della Trascendenza, delleterno, cattedrale che potesse contenere nelle sue vo-
di Dio, del suo disegno intelligente della vita. lute la linea ideale di continuit con il mondo
E quella visione del mondo non poteva non di sempre.
trovare nel cattolicesimo il luogo dove tutto si Ho conosciuto cos alcune dei protagonisti
fa chiaro in una continua epifania del sacro, nel di quella stagione: il prof. Filippo Delpino, al-
senso del sacro, nello scopo del sacro, nello lora presidente di Una Voce Roma, il cons. Ric-
spazio del sacro, nella liturgia del sacro. cardo Turrini Vita, il dott. Alberto Rosada,
Spontaneamente e senza la necessit di una lavv. Umberto Mariotti Bianchi. E quanti altri!
riflessione, non sono stato un frutto maturo Ho quindi sempre seguito le buone
del rinnovamento del Concilio Vaticano II. Messe qua e l fino alla stabilit conquistata
La nuova Messa e gli altri riti liturgici risul- nella chiesa di Ges e Maria al Corso, officiata
tarono subito estranei al mio sentire e la sciat- dallIstituto di Cristo Re Sommo Sacerdote di
teria del Novus Ordo, le schitarrate banali e Gricigliano.
rumorose, gli atteggiamenti da amicone dei Tuttavia sempre in fondo e defilato, come
chierici nuovi sempre pi simili a me e sempre faceva la felice memoria del mio nonno ma-
meno a Melchisedec, il fastidio antropologico terno Don Peppino Jentile di Castania che nella
e crudele verso le forme di devozione sponta- Chiesa di Grotteria, un paese della Locride,
nea dei nostri popoli, non potevano convin- dove pure la sua famiglia aveva diritto di giu-
cermi. E non mi hanno convinto. spatronato che ancora conserviamo, si poneva
Chi sa per quale miracolo poco pi che ven- sempre in piedi cornu evangeli per censo ed
tenne ebbi accesso a Palazzo Pallavicini alla onore ma retro in ecclesia per umilt e devozione.
ormai storica conferenza di mons. Lefebvre, ne E cos facciamo ancora oggi io ed i miei.

14
Pertanto devo confessare che mi stupii non chia personale alla Trinit dei Pellegrini, retta
poco quando mi chiesero di entrare nel diret- dal molto romano reverendo Joseph Kramer
tivo di Una Voce Roma. Pensai: ma non hanno (Fraternit Sacerdotale San Pietro), delle nuove
di meglio? famiglie religiose. Lultima delle quali la Fra-
Invece devo essere grato a quanti mi vollero ternit Sacerdotale Familia Christi.
con loro. Insomma non pi impossibile celebrare
Di quel bel Sodalizio sarei diventato presi- delle sante Messe tradizionali.
dente e quindi vice presidente di Una Voce Ita- Quanto tempo trascorso da quando per
lia, in un periodo fervido di adesioni e consensi sospendere le celebrazioni nella chiesa di S.
e di crescita. Luca e Martina i novatori si inventarono lur-
Attualmente, ritiratomi fuori di Citt, ho ac- gente necessit di un ponteggio per non rin-
cettato con grata commozione la presidenza viabili restauri
donore di Una Voce Roma, compimento del Scherzando si diceva un tempo che quando
mio servizio a questo pio Sodalizio. chiedevamo una chiesa ci facevano cacciare dal
Ora, soprattutto dopo la proclamazione del campanaro, ora invece ci invitano i cardinali:
Summorum Pontificum, accordato ai fedeli della Sic vadit gloria mundi.
Messa tradizionale dalla generosit di papa Be- Carlo Marconi
nedetto XVI, molte cose sono pi semplici: ab-
biamo molte Messe nella forma csd. Intervento allincontro Giubileo di Una Voce Italia
straordinaria, la grazia a Roma di una parroc- 1966-2016, Roma 11 giugno 2016.

IN MEMORIAM
Il 24 agosto 2016, in seguito ai moti sismici, sono defunti ad Amatrice il consocio Francesco
Marcelli, cofondatore della sezione di Cerveteri-Etruria di Una Voce Italia, e le consocie Do-
menica Carosi e Adriana Pandolfi. La sezione ha fatto celebrare una s. Messa di suffragio. La re-
dazione con tutta lAssociazione si unisce al cordoglio dei familiari.

15
CONOSCERE LA SACRA LITURGIA
Dalmatica alcuni altri. Dal secolo XII la dalmatica de
iure la veste propria dei diaconi che la rice-
Veste liturgica propria del diacono. Era vono nella ordinazione e la portano come
un abito bianco, talare, riservato alle classi veste superiore, e dei vescovi, cardinali preti
pi elevate (imperatori, nobili romani) di ed altri prelati che la indossano sotto la pe-
lino o di lana, spesso anche di seta, ornato nula.
con due striscie di porpora (clavi) pi o Nel secolo XII si fece la dalmatica del
meno lunghe secondo la dignit della per- medesimo colore dei paramenti e scompar-
sona che lindossava. Questo costume pass vero i clavi, distintivo caratteristico, che non
nelluso romano e la dalmatica del secolo II avevano pi senso quando fu abbandonato
era una tunica ampia, che arrivava fin sotto luso esclusivo del bianco per far luogo a pi
al ginocchio, munita di larghe maniche scen- ampie strisce. Fuori dItalia gi nel secolo IX
denti fino al polso. Tale veste era portata dai si cominci ad accorciare la veste talare fino
vescovi del secolo III anche nella vita civile, ai ginocchi, ed anche le maniche. Pi tardi,
come si sa da s. Cipriano il quale si spogli per la speditezza dei movimenti, la dalma-
della dalmatica prima del martirio. Dopo tica fu aperta sui fianchi e ampliata nella
varie vicissitudini, in ultimo rimase esclusiva parte inferiore, rimanendo tuttavia le due
del clero. parti congiunte fin quasi alle anche. Nel se-
Del suo uso antico ci parlano gli scrittori, colo XVI, per poterla pi facilmente indos-
per non dato riconoscere con precisione sare, fu un po aperta sopra le spalle, e per
di chi fosse propria. chiudere i due sparati furono introdotti i
Lopinione pi comune che fosse veste cordoni con nappe (fiocchi) spesso dupli-
propria dei sommi pontefici e da essi con- cate o triplicate, pendenti sul dorso; co-
cessa ai diaconi di Roma, e non per tutti i stume riprodotto nelle illustrazioni delle
giorni, ma per le solennit. Secondo il Liber prime edizioni del Pontificale e del Cerimo-
Pontificalis, s. Silvestro papa (314-335) per- niale dei vescovi.
mise ut diaconi dalmaticis in ecclesia uterentur. Secondo le prescrizioni odierne i diaconi
Gi verso la fine del secolo IV lautore ro- indossano la dalmatica nella Messa solenne,
mano delle Quaestiones ex Vetere Testamento, nelle processioni, nelle benedizioni e nella
46 (ca. 370-375) suppone che lindossassero solenne benedizione con il S.mo Sacra-
anche altri vescovi e diaconi: hodie diaconi in- mento, ma non lecito portarla anche per i
duuntur dalmaticis sicut episcopi. Come appare Vespri (S. Rit. Congr., decrr. 3526, 3719,
dai musaici dellepoca, nel secolo V si por- 4179). Dato il carattere festivo di essa, da
tava a Milano, nel secolo VI a Ravenna; ad antico tempo la dalmatica non si usa in
altri Roma la concesse espressamente (ad giorni di penitenza o di digiuno, ma si sosti-
es., Simmaco [498-514] la diede ai diaconi di tuisce con le pianete piegate (Messale, Rubr.
s. Cesario di Arles [Vita s. Cesarii Arel., I, 4], gen., XIX).
s. Gregorio Magno [590-604] ai diaconi della Secondo la formola della s. Ordinazione
chiesa di Gap, Stefano II [752-757] allabate e la preghiera che si dice nellindossarla, la
di S. Dionigi di Parigi). Nel secolo IX invalse dalmatica significa indumento salutare,
luso che molti sacerdoti la portassero sotto veste di allegrezza e di giustizia, simboli-
la pianeta (Walafridus Strabo, De rerum eccle- smo che facilmente deriva dal suo antico
siasticarum exordio et incremento, 24) al quale uso.
abuso per resistette la Sede Apostolica, che
finalmente (prima ancora del secolo XII) la Bibliografia: D. GIORGI, De liturgia Romani pontifi-
cis, I, Roma, 1731, pp. 176-190; Ch. ROHAULT DE
concesse ai cardinali preti, agli abati ed ad

16
F LEURY , La Messe. Etudes archologiques, VII, Parigi, per distinzione dagli altri Ordini, un abito or-
1888, pp. 71-109; G. WILPERT, Le pitture delle catacombe dinario di servizio simile a quello diaconale:
romane, Roma, 1903, p. 82; H. LECLERCQ, s.v. in Dic-
tionnaire darchologie chrtienne et de liturgie, IV, 1, Parigi,
una tunica discinta, di ampiezza minore, a ma-
1920, col. 119; J. BRAUN, I paramenti sacri, trad. it., To- niche strette, senza clavi. In seguito si assomi-
rino, 1914, pp. 85 sgg.; P. BATIFFOL, Le costume liturgi- gliava a poco a poco alla dalmatica e ne seguiva
que romain, in Etudes de liturgie et de archologie chrtienne, laccorciamento e la deformazione. La conse-
Parigi, 1919, pp. 32-83; L. R. BARIN, Catechismo litur- gna ai neosuddiaconi sintrodusse nel secolo
gico, Rovigo, 19284, pp. 406-409; C. CALLEWAERT, De
dalmatica, in Sacris erudiri, Bruges, 1940, pp. 219-222,
XIII. Da questo tempo occorre anche il nome
234 e seguenti. tunicella; dapprima, specialmente fuori di
Roma, si diceva subtile.
Filippo Oppenheim La tunicella appartiene allornato pontificale
del papa gi nel secolo VIII. I vescovi portano
da Enciclopedia Cattolica, IV, Citt del Vaticano,
Ente per lEnciclopedia Cattolica e il Libro Cattolico,
sotto la pianeta fino al secolo XII o la dalma-
1950, coll. 1118-1120. tica diaconale a maniche lunghe, o la tunicella
suddiaconale a maniche strette: poco a poco
Tunicella tutte e due, ma soltanto nella Messa pontificale
e in quella dellOrdinazione. Agli abati fino al
(tunica, tunica linea, tunica scriscia; subtile; dal- secolo XIII fu concesso di rado luso della tu-
matica minor, dalmatica subdiaconalis). - Sopravve- nicella, di regola soltanto quello della dalmatica
ste liturgica del suddiacono, di forma e stoffa diaconale.
uguale alla dalmatica del diacono.
Usata a Roma nel secolo VI, venne abolita Bibliografia: J. BRAUN, Die liturgische Gewandung im Oc-
da Gregorio Magno, ma ritorn nel secolo IX cident und im Orient, Friburgo, 1907, pp. 247-302; ID., I
paramenti sacri, Torino, 1914; M. RIGHETTI, Manuale di sto-
e si propag anche fuori di Roma. In quel frat-
ria liturgica, I, Milano, 1950, p. 509.
tempo (secoli VI-IX) i suddiaconi portavano,
come gli altri chierici, la pianeta; oggi rimasta Pietro Siffrin
la pianeta (piegata) soltanto nei tempi liturgici
di penitenza dellAvvento e della Quaresima. da Enciclopedia Cattolica, XI, Citt del Vaticano, Ente
per lEnciclopedia Cattolica e il Libro Cattolico, 1954,
Da quando il suddiaconato venne annoverato
coll. 608-609.
tra gli Ordini maggiori, si dava ai suddiaconi,

Introitus. Is. 30, 30. Ppulus Sion, ecce Dminus vniet ad salvndas gentes : et audtam fciet
Dminus glriam vocis su in lttia cordis vestri. Ps. 79, 2. Qui regis Isral intnde : qui de-
dcis, velut ovem, Joseph. V). Glria Patri.
Graduale. Ps. 49, 2-3 et 5. Ex Sion spcies decris ejus : Deus manifste vniet. V). Congregte
illi sanctos ejus, qui ordinavrunt testamntum ejus super sacrifcia.
Allelja, allelja. V). Ps. 121, 1. Lttus sum in his, quae dicta sunt mihi : in domum Dmini
bimus. Allelja.
Offertorium. Ps. 84, 7-8. Deus, tu convrsus vivificbis nos, et plebs tua ltbitur in te : ostnde
nobis, Dmine, misericrdiam tuam, et salutre tuum da nobis.
Communio. Bar. 5, 5; 4, 36. Jersalem, surge, et sta in exclso, et vide jucundittem, qu vniet
tibi a Deo tuo.
(Missale Romanum, Dominica II Adventus)

17
NOTITIAE
S. BERNARDINO ALLAQUILA: RICO- dere, frati e suore architetti lo avrebbero fatto
STRUZIONE E ALTERAZIONE ben volentieri. Ma cos il danno c lo stesso,
in pi vi il disordine, lincoerenza, la contrad-
dizione, loltraggio allintelligenza.
Abruzzo Web Quotidiano online
Paride
(www.abruzzoweb.it) del 1 luglio 2016 riferi-
sce che allAquila fa discutere la citt e viene
contestato sui social network il nuovo altare di
NUOVI ALTARI E LESIONE DEI BENI
foggia moderna in pietra bianca nella basilica
CULTURALI
di S. Bernardino, officiata dai frati minori.
Larticolo riferisce le parole del padre Carlo
Allinterno della basilica di S. Bernardino
Serri, ministro provinciale dei minori del-
allAquila, monumento nazionale di propriet
lAbruzzo: unopera necessaria per la defini-
del Fondo edifici di culto, sono stati compiuti
tiva sistemazione del presbiterio della basilica.
i seguenti interventi:
Vuole essere un messaggio di rinascita e risur-
a) stato installato un nuovo altare nel pre-
rezione per la Chiesa e per la citt La chiesa
sbiterio, in corrispondenza della zona centrale
un luogo vivente e segnato dagli eventi, le
davanti allaltare maggiore del Rocco Cicchi: un
modifiche fanno parte del corso delle cose, una
monolito di pietra bianca, squadrato a modo di
chiesa vive e si trasforma come succede per
parallelepipedo rettangolo con facce laterali a
una casa abitata cambiata nel corso dei se-
superficie lievemente concava, e recante incisa
coli con le ricostruzioni in seguito ai terre-
sulla faccia anteriore una presumibile stilizza-
moti.
zione del trigramma IHS senza il simbolo della
Il progetto che prevede anche un nuovo
croce tra i tratti verticali del grafema H;
ambone, sempre in un unico blocco di pietra
b) sulla gradinata ascendente alla balaustrata
bianca di un architetto suora, Michelangela
del presbiterio, sul lato dellEvangelo, stato
Ballan, la quale ha dichiarato di aver preferito
installato un altro monolito sempre di pietra
non scimmiottare lantico utilizzando invece
bianca, squadrato a facce verticali parallele e
uno stile essenziale e moderno, pulito.
ortogonali alla base, sagomato nella faccia su-
Abruzzo Web d anche alcune informazioni
periore a modo di leggio, recante scolpite sulla
sui costi che ammonterebbero ad alcune de-
faccia anteriore stilizzazioni allapparenza fini-
cine di migliaia di euro, interamente a carico
comorfe;
dei frati che hanno interamente finanziato lin-
c) sono stati asportati i cancelli lignei sette-
vestimento (con le offerte dei fedeli?). Ma la
centeschi in corrispondenza delle aperture
ricostruzione della basilica, riaperta nel 2015
della balaustrata.
dopo i gravi danni subiti dal terremoto del
Il nuovo altare determina una radicale mo-
2009, sarebbe costata invece 25 milioni di euro.
dificazione strutturale del presbiterio, l dove
Ci si potrebbe chiedere perch spendere 25
vi introduce un elemento tale, per la sua collo-
milioni (ma secondo altre fonti il restauro com-
cazione al centro della pianta e per le sue di-
plessivo ne richiederebbe 40) per ricostruire la
mensioni, da stravolgerne gli assetti spaziali,
chiesa come era prima, e poi spendere ancora
volumetrici e compositivi. In particolare, lal-
per aggiungerci deliberatamente elementi estra-
tare maggiore ne risulta trasformato da ele-
nei che volutamente, per ammissione di chi li
mento focale a semplice quinta, cio a mero
ha progettati, si distaccano dalloriginale. Tanto
elemento secondario di delimitazione prospet-
valeva demolire tutto quello che il terremoto
tica, e il suo antependio non pi visibile dalla
aveva risparmiato del presbiterio e rifarlo tutto
navata e quindi non pi esteticamente fruibile
di pietra bianca, essenziale e moderno? Si pu
a causa dellostacolo alla visuale opposto dal
pensare che, forse, fossero stati liberi di deci-
nuovo manufatto. Inoltre il planum prospiciente
18
lo stesso altare maggiore vede interrotta la pro- prospettici e funzionali dellopera preesistente
pria continuit e ridotta in misura cospicua la la realizzazione di una innovazione che in
propria ampiezza dal volume del nuovo altare, patente incoerenza con le linee architettoniche,
che si impone massiccio nella sua zona cen- gli stilemi esornativi, la cromatica, tipicamente
trale, con inevitabile contrazione del respiro barocchi, propri della basilica.
prospettico dellimpianto presbiteriale e dellin- Dalle considerazioni esposte appare evi-
tera navata antistante. dente che lintervento a S. Bernardino, in base
Il nuovo leggio o ambone introduce una ul- alla legge in vigore in Italia (cfr. art. 9 cpv. Co-
teriore modifica strutturale. Introduce, infatti, stituzione e D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 Co-
un elemento di interruzione della curva de- dice dei beni culturali e del paesaggio),
scritta dalla balaustrata e dalla gradinata ad essa determina una grave lesione dellintegrit del va-
ascendente, e per le sue dimensioni, la sua cro- lore protetto dalla tutela dei beni culturali, non-
mia, la sua linearit retta e il suo sviluppo ver- ch dellintegrit del patrimonio del Fondo
ticale in eclatante incoerenza con la dominante edifici di culto. Non dubitabile il carattere per-
curvilinea e orizzontale e la policromia dellin- manente di tale lesione, in quanto le dimensioni
sieme balaustrata-gradinata, si impone come e la massa delle nuove installazioni ne escludono
focale alla percezione dellosservatore. In tal qualsiasi pronta e agevole rimovibilit. Lart. 160
modo altera gli assetti compositivi e prospettici del Codice dei beni culturali stabilisce che se
dello stesso insieme, alterando quindi ulterior- per effetto della violazione degli obblighi di pro-
mente quelli dellintero impianto presbiteriale tezione e conservazione stabiliti () il bene cul-
e della basilica nel suo complesso. turale subisce un danno, il Ministero ordina al
La rimozione dei cancelli lignei opera responsabile lesecuzione a sue spese delle opere
della scuola dei Ranalli di Pescostanzo, di pe- necessarie alla reintegrazione.
culiare rilevanza storico-artistica determina A questo proposito, per legittimare linter-
grave depauperamento strutturale della balau- vento non ha valore allegare esigenze di ade-
strata e dellintero impianto presbiteriale, intro- guamento liturgico o similari. Infatti alle
ducendo una anomala triplice soluzione di amministrazioni preposte alla tutela dei beni
continuit della balaustrata stessa. culturali sono precluse valutazioni compara-
Tali modificazioni investono, con pari evi- tive, ossia di bilanciamento con altri interessi,
denza, anche gli assetti funzionali. Loriginaria dellinteresse pubblico alla conservazione del
destinazione dellaltare maggiore a sede cen- bene, costituzionalmente garantito come valore
trale della celebrazione eucaristica risulta stra- di massimo rango (stante la collocazione siste-
volta nella sua destinazione a quinta, mentre matica dellart. 9 in principio della Carta, sotto
loriginaria funzione del planum antistante, sede la rubrica Principi fondamentali). Ci perch
di azioni liturgiche quali le orazioni sub infimum esse, di fronte ad interventi o progetti di inter-
gradum o il canto dellEpistola e dellEvangelo venti a carico di beni storico-artistici (o paesag-
nella Messa solenne, e cerimonie connesse, ri- gistici), devono valutare unicamente se simili
sulta commutata nella destinazione a superficie interventi comportino alterazioni del bene pro-
di insistenza del nuovo altare, la cui mole fisi- tetto, senza poter apprezzare in alcuna misura
camente impedisce o rende oltremodo difficol- diversi interessi, di qualsivoglia natura e quan-
toso il compimento di dette azioni liturgiche. danche pubblici e da altre amministrazioni sti-
Linterruzione della continuit della balau- mabili di particolare importanza, che con
strata ne comporta la trasformazione funzio- quello alla conservazione del bene concorrano
nale da elemento di conclusione dellarea o confliggano (cfr. Consiglio di Stato, Sez. VI,
presbiteriale a pleonasmo esornativo. sent. 23 luglio 2015, n. 3652).
Si ha, dunque, mediante alterazione sotto Peraltro nessuna norma dellordinamento li-
la specie materiale e distruzione sotto la specie turgico della Chiesa Cattolica Romana impone
immateriale degli assetti spaziali, volumetrici, come necessario che laltare sia strutturato stac-

19
cato dalla parete, per potervi facilmente girare conference/), e ha ribadito che questa pratica
intorno e celebrare rivolti verso il popolo, permessa dalla vigente legislazione liturgica
come recita il n. 299 dellOrdinamento gene- e perfettamente legittima nel rito moderno
rale del Messale Romano, terza edizione tipica, (this practice is permitted by current liturgical
emanato da san Giovanni Paolo II (ut facile legislation, it is perfectly legitimate in the mo-
circumiri et in eo celebratio versus populum dern rite, ibidem).
peragi possit, Institutio generalis Missalis Romani, In casi come quello di S. Bernardino al-
in Missale Romanum ex decreto sacrosanti Oecumenici lAquila, esigenze di c. d. adeguamento imposte
Concilii Vaticani II instauratum auctoritate Pauli PP. dalla normativa liturgica non appaiono nem-
VI promulgatum Ioannis Pauli PP. II cura recogni- meno prefigurabili. Pu semmai prefigurarsi,
tum, editio typica tertia, Romae, Typis Vaticanis, in luogo di esse, soltanto lesigenza fondamen-
2008, p. 68). Infatti la Congregazione per il tale che si garantisca la cura delle ricchezze cul-
Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, turali dellumanit affermata dal magistero
con il responso del 25 settembre 2000, ha ben pontificio in materia di ecologia culturale: bi-
chiarito che lenunciato dellOrdinamento ge- sogna integrare la storia, la cultura e larchitet-
nerale deve interpretarsi alla luce della clausola, tura di un determinato luogo,
posta a seguirlo: quod expedit ubicumque salvaguardandone lidentit originale (FRANCE-
possibile sit, vale a dire che conveniente rea- SCO, enciclica Laudato si, 24 maggio 2015, 143,:
lizzare ci ovunque sia possibile, dove la pa- oportet simul accipiantur historia, cultura et
rola expedit non costituisce una forma architectura certi loci, servata eius germana
obbligatoria, ma un suggerimento, e la for- identitate).
mula ubi[cumque] possibile si riferisce a diversi Prospero
elementi, come, per esempio, la topografia del
luogo, la disponibilit di spazio, lesistenza di
un precedente altare di pregio artistico (CON- ALTARI E BALAUSTRE, MANOMISSIONI
GREGATIO PRO CULTU DIVINO ET DISCIPLINA ORA COME ALLORA
SACRAMENTORUM, responsum die 25 septem-
bris 2000, Prot. No. 2036/00/L, in Commu- Riproduciamo una vecchia ma sempre attuale no-
nicationes, XXXII, 2000, p. 171, e in questo titia pubblicata in questo bollettino nel 1975 (Una
bollettino, 4ns, 2001, p. 4 qui). Voce Notiziario, n. 26-2, 1975, p. 18), che testimonia
In un recentissimo intervento tenuto a Lon- come la nostra Associazione si sia sempre occupata del
dra il 5 luglio 2016, lattuale prefetto della stessa problema. Sono passati oltre quarantanni, e si sempre
congregazione, card. Sarah, ha rimarcato che, continuato, e si continua a manomettere le chiese col pre-
piuttosto, in quelle parti dei riti liturgici in cui testo delladeguamento.
ci rivolgiamo a Dio, molto importante tor- S. E. Monsignor Giovanni Fallani, presidente
nare a un orientamento comune, di sacerdoti e della Pontificia Commissione Centrale per lArte
fedeli insieme nella stessa direzione, verso Sacra in Italia, ancora una volta autorevol-
oriente, o almeno verso labside, verso il Si- mente intervenuto a denunciare, nel corso di
gnore che viene (it is very important that we una conferenza stampa recentemente svoltasi
return as soon as possible to a common orien- nella sede della CEI, lassurdit di manomissioni
tation, of priests and the faithful turned toge- di Chiese, insigni per pregi artistici e decoro ar-
ther in the same direction Eastwards or at chitettonico, che si vorrebbero giustificare nel
least towards the apse to the Lord who nome di presunte esigenze poste dalla riforma
comes, in those parts of the liturgical rites liturgica (cfr. Il Tempo, 18-1-1975).
when we are addressing God, R. SARAH, Nelle chiese barocche ha dichiarato Mons.
Adress Sacra Liturgia UK 2016, cfr. Fallani laltare costituito come unit a s
http://www.catholicherald.co.uk/news/2016/ stante che non pu essere variata in alcun parti-
07/12/full-text-cardinal-sarah-at-sacra-liturgia- colare senza danneggiare il tutto. Ci partico-

20
larmente vero per la balaustra che lo cinge. Per rientrati a piedi, attraverso i boschi, al mona-
quanto riguarda poi il problema dellaltare che stero, per la s. Messa, celebrata dal priore padre
si vorrebbe, senza alcuna norma che lo im- Cassiano. Nel pomeriggio, tra i Vespri e la Com-
ponga, rivolto sempre verso il popolo, Mons. pieta, padre Basilio ha tenuto una profonda
Fallani ha osservato: Vi sono ora altoparlanti conferenza spirituale sulla figura di san Bene-
che rendono del tutto possibile ai fedeli di se- detto, e sullesempio che essa costituisce per
guire ogni parola del sacerdote celebrante anche tutti noi.
quando egli non rivolto al pubblico; e su un Lindomani, domenica 10 luglio, il pellegri-
altare dellepoca barocca egli sempre comple- naggio si fuso con quello promosso da La
tamente visibile ai fedeli che assistono al rito. compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Gior-
Anche nella chiesa dei SS. Apostoli vi fu un gio Frassati di San Benedetto del Tronto per la
pronto intervento perch non fosse eretto un s. Messa solenne conclusiva, in basilica.
controaltare rivolto verso il pubblico davanti Anche questanno, il pellegrinaggio nel
allaltare maggiore. Fu il primo intervento per cuore dellUmbria ha rappresentato, per i fedeli
impedire che ci avvenisse dando origine a serie italiani, quasi un ritorno alle radici della storia
a catena di simili iniziative. cristiana dItalia, ed stato ancora una volta
Interrogato poi su di una recente manomis- una occasione preziosa per riunirsi fraterna-
sione di una delle pi insigni chiese del centro mente per condividere i frutti spirituali della li-
storico di Roma, perpetrata in spregio ad ogni turgia tradizionale, perfetta ed integrale
norma ed ignorando le vibrate proteste di privati espressione della fede cattolica, per consolidare
cittadini, di sodalizi culturali e delle stesse auto- amicizie gi strette e per stringerne di nuove.
rit competenti, Monsignor Fallani ha dichiarato m.s.
che una apposita Commissione si dichiarata
contro la rimozione della balaustra dellaltare XXV DI MESSA DI PADRE VINCENZO
maggiore nella Chiesa di S. Maria in Vallicella, NUARA
popolarmente conosciuta come la Chiesa
Nuova. Il venticinquesimo dellordinazione sacer-
dotale del rev.do. p. fra Vincenzo M. Nuara op
stato celebrato in Roma il 15 settembre 2016,
IL PELLEGRINAGGIO A NORCIA DI LU- alla chiesa dei SS. Domenico e Sisto, con una
GLIO Messa solenne offerta dallo stesso padre
Nuara.
Dall8 al 10 luglio scorsi si svolto a Norcia Fra Vincenzo ben noto ai devoti dellan-
il II Pellegrinaggio Nazionale dei Coetus Fide- tico rito per essere officiale della Pontificia
lium dItalia. Promosso dal Coordinamento Na- Commissione Ecclesia Dei, ma anche per lim-
zionale del Summorum Pontificum (CNSP), il portante apostolato che egli svolge sia con gio-
pellegrinaggio ha nuovamente riunito il Populus vani laici del gruppo Giovani e tradizione,
Summorum Pontificum italiano presso la casa natale principalmente in Sicilia, sia con chierici e se-
dei santi Benedetto e Scolastica, nel monastero minaristi desiderosi di conoscere, celebrare e
benedettino che costituisce ormai da anni un diffondere la liturgia romana tradizionale nella
punto di riferimento per tantissimi fedeli, pro- Amicizia sacerdotale Summorum Pontificum.
venienti da ogni parte del mondo, e legati alla li- Naturale stato perci laffluire al quinto lustro
turgia tradizionale. di Messa di numerosi esponenti di movimenti
Il pellegrinaggio, iniziato con la Compieta di ecclesiali e di istituti clericali consacrati al culto
venerd 8 luglio, ha trovato il suo momento fo- romano.
cale nella mattinata successiva, sabato 9 luglio, Ha onorato il rito con il suo personale ser-
quando i pellegrini, partendo dalla bellissima vizio quale prete assistente il rev.mo mons.
chiesa di S. Salvatore a Campi di Norcia, sono prof. Marco Agostini, cerimoniere pontificio;

21
con la sua presenza lem.mo signor cardinale Aiutiamo i benedettini a ricostruire la vita monastica
Raimondo Leone Burke, diacono di S. Agata a Norcia: Monastero di San Benedetto Via Reguardati,
22 06046 Norcia (PG) Tel: +39 348 3931121
dei Goti, insieme con lecc.mo monsignore https://it.nursia.org/donazioni/
Guido Pozzo, arcivescovo titolare di Bagnore- bonifico a Cassa di Risparmio dellUmbria IBAN
gio. IT53J0306938580000001005246 SWIFT (BIC) BCI-
Per parte di Una Voce Italia hanno assistito il TITMM
segretario nazionale dott. avv. Tommaso Raccu- versamento su conto corrente postale n 13748066 in-
testato a Basilica San Benedetto
glia, rappresentante del presidente nazionale, ed
i passati presidenti nazionali dott. Mario Seno e OSCAR CHILESOTTI, CENTENARIO
cav. gr. cr. cons. dott. Riccardo Turrini Vita. DELLA MORTE
La sacra funzione stata rallegrata dal canto
della Cappella Ludovicea. E seguito un indirizzo A Bassano del Grappa, sabato 12 novembre
di augurio ed un rinfresco nelle sale capitolari del 2016, si tenuta una giornata celebrativa per il
convento. Allamabile persona del padre Nuara si centenario della morte di Oscar Chilesotti, illu-
indirizzano i voti di prospero spirituale accresci- stre studioso bassanese morto nel 1916. Al con-
mento della redazione di questo Notiziario. vegno commemorativo, svoltosi nel pomeriggio
r.t.v.
presso il Museo Civico, hanno partecipato il dr.
Stefano Pagliantini, i proff. Ivano Cavallini e
TERREMOTO A NORCIA: CROLLATA LA
Marco Di Pasquale, due tra i maggiori studiosi
BASILICA DI S. BENEDETTO
del personaggio bassanese, la dr. Paola Ronchetti
e il dott. Massimo Bisson, nostro consocio, cu-
In seguito al terremoto del 30 ottobre 2016
ratore dellevento.
crollata la basilica di S. Benedetto a Norcia,
Chilesotti, di nobile famiglia veneta, si dedic
officiata dai benedettini che celebrano la
incessantemente agli studi musicali, musicologici,
messa tridentina e sono ben noti negli am-
storici e filosofici: a lui si devono, ad esempio, le
bienti legati alla liturgia romana antica sia in
prime edizioni italiane delle opere di Arthur
Italia sia allestero. Anche il monastero nel
Schopenhauer. Ci per cui tutto il mondo lo ri-
centro storico e quello di S. Benedetto in
corda, tuttavia, sono gli studi musicologici, es-
Monte sono stati gravemente danneggiati: i
sendo stato tra i pionieri di questa disciplina in
monaci vivono in casette di legno costruite
Europa e il primo in assoluto in Italia. Oltre ai
dopo il terremoto di agosto. La situazione
suoi fondamentali saggi sulla melodia popolare
stata descritta in una intervista con padre Be-
rinascimentale, egli trascrisse e pubblic in nota-
nedetto Nivakoff uscita su ZENIT il 9 no-
zione moderna le antiche partiture per liuto e
vembre (vedi qui). Il 22 novembre padre
chitarra spagnuola di Fabrizio Caroso e Cesare
Benedetto stato nominato priore, succe-
Negri, le composizioni tastieristiche di Giovanni
dendo a padre Cassiano Folsom. Padre Bene-
Picchi, Balli darpicordo, le Partite di Girolamo
detto ha confermato la volont dei monaci di
Frescobaldi e molto altro. Una significativa scelta
rimanere a Norcia, ribadendo che quando
di queste trascrizioni ha costituito il programma
succede una tragedia del genere, pi che mai
del concerto tenutosi a conclusione dellevento
un monaco si sente radicato nel territorio:
presso il duomo bassanese di S. Maria in Colle.
san Benedetto ha dichiarato chiede a noi
Il numeroso pubblico ha infatti potuto apprez-
monaci di rimanere fissi in un territorio per
zare le esecuzioni liutistiche e chitarristiche di Si-
convertire. In unepoca come la nostra, di
mone Colavecchi, la splendida voce del soprano
grandi spostamenti fisici e ideologici, di mode
Paola Ronchetti e le interpretazioni tastieristiche
passeggere che agitano lEuropa e non solo,
di M. Bisson, eseguite al prezioso organo antico
importante il messaggio di san Benedetto a
della chiesa, realizzato dal veneziano Francesco
rimanere radicati nella fede in Ges Cristo.
Antonio Dacci nel 1796-1797.
Questa lunica strada di salvezza.
Hieronymus

22
A VENEZIA CONVEGNO SULLOR- REQUIEM PER MARINO LESCOVELLI
GANO DI PAOLO VERONESE A S. SEBA-
STIANO Alla chiesa della Beata Vergine del Soccorso
(S. Antonio vecchio) a Trieste il 14 dicembre
Il primo dicembre 2016, a Venezia, presso la 2016, stata offerta una s. Messa cantata di re-
Sala del Piovego del Palazzo Ducale, si tenuto quiem in occasione del primo anniversario
il convegno de man de messer Paullo su uno della morte del prof. cav. Marino Lescovelli, gi
dei manufatti pi preziosi e integri ideati dal pit- nostro consocio, raffinato conoscitore della
tore Paolo Veronese. Parliamo della cassa dellor- tormentata storia di Trieste e di tutta l'area
gano della chiesa veneziana di S. Sebastiano, istro-veneta. Il coro Alabarda, diretto dal m
edificio cinquecentesco un tempo facente parte Riccardo Cossi, ha eseguito il Requiem di Lo-
del convento dei frati Gerolamini. Lintero tem- renzo Perosi. La funzione stata promossa
pio, per la verit, fu decorato da Paolo a partire dalla Associazione culturale Marino Lescovelli.
dal 1555: dalle tele che decorano i soffitti della
sacrestia e della navata, agli affreschi che rico- PELLEGRINAGGIO SUMMORUM PON-
prono le pareti superiori dell'aula, fino alla pala TIFICUM A SETTEMBRE 2017 NEL DE-
dellaltare maggiore. Questultimo, assieme alla CENNALE DEL MOTU PROPRIO
cassa dellorgano, sono gli unici esempi noti di
architetture concepite dallartista veneto, noto Il Coetus Internationalis Summorum Pontificum,
oltre che per limpeccabile eleganza delle sue fi- sentita la Commissione Ecclesia Dei, ha stabilito che
gure umane anche per i suoi fondali architet- il pellegrinaggio ad Petri sedem sar anticipato ec-
tonici, che denotano un acuto interesse per cezionalmente ai giorni dal 14 al 17 settembre 2017.
l'architettura del suo tempo. La stessa cassa del- Sar aperto con il Quinto Convegno sul Motu proprio
lorgano di S. Sebastiano, del resto, concepita Summorum Pontificum, organizzato da Giovani e
come rielaborazione di un modello antico di por- Tradizione e dallAmicizia Sacerdotale Summorum
tale romano, pubblicato da Sebastiano Serlio nel Pontificum la mattina di gioved 14. Proseguir nei
Quarto libro dellarchitettura (1540). giorni successivi culminando nel solenne pontificale in
Allincontro, organizzato da Amalia D. Basso, S. Pietro la mattina di sabato 16, la chiusura sar la
Massimo Bisson e Melissa Conn, in collabora- domenica 17. Il 30 novembre mons. Guido Pozzo, se-
zione con la Soprintendenza di Venezia, Save Ve- gretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ha
nice Inc. e la Curia Patriarcale, hanno preso parte diramato un messaggio agli Istituti Ecclesia Dei e alle
storici dellarte e dellarchitettura, musicologi, associazioni e gruppi per la Messa antica, con linvito
nonch i restauratori che, tra il 2015 e il 2016, alla pi ampia partecipazione al pellegrinaggio di set-
hanno portato a termine il delicato intervento di tembre, che coincide con il decimo anniversario dellen-
pulizia e restauro dellantico manufatto ligneo, trata in vigore del Motu proprio il 14 settembre 2007.
assieme alle pitture che lo ornano e allo stru- Riportiamo il testo del messaggio.
mento ottocentesco in esso contenuto. La stra- Il convegno organizzato dalle Associazioni
ordinaria bellezza del complesso e le ingenti Giovani e Tradizione e dal Sodalizio Amicizia
somme impegnate dai committenti nella sua rea- Sacerdotale Summorum Pontificum che verr
lizzazione denotano con chiarezza limmensa im- associato, nel prossimo anno, al pellegrinaggio
portanza dellorgano e della musica nellantica del Coetus Internationalis Summorum Ponti-
liturgia, elementi imprescindibili del culto catto- ficum nella ricorrenza del decennale della
lico tradizionale. Al termine del convegno, presso messa in vigore del Motu proprio Summorum
la chiesa di S. Sebastiano, il pubblico ha potuto Pontificum di Benedetto XVI un'occasione per
apprezzare il suono dellorgano appena restau- valorizzare il Documento Pontificio che ha ri-
rato durante il breve concerto tenuto dal m pristinato e reso nuovamente vitali i tesori li-
Massimo Bisson, nostro consocio. turgici e spirituali del Rito Romano dell'Usus
Hieronymus antiquior.

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Come dichiarato da Benedetto XVI, sia la mento della Liturgia Romana Antica non un
forma ordinaria sia la forma extraordinaria del passo indietro nella vita della Chiesa, ma
Rito Romano sono due espressioni della lex guarda al futuro della Chiesa, che non potr
orandi della Chiesa. Esse non portano ad alcuna mai costruirsi annullando o oscurando la ric-
divisione nella lex credendi n si oppongono chezza spirituale e dottrinale della sua memo-
luna allaltra. Nella storia della Liturgia c cre- ria. Sono certo che il Rito Romano Antico
scita e progresso, ma nessuna rottura. Ci che conoscer nella Chiesa e nella societ nuovo
per le generazioni anteriori era sacro, anche per sviluppo e splendore.
noi resta sacro e grande, e non pu essere im- Invito, pertanto, tutti i membri degli Istituti
provvisamente del tutto proibito e addirittura Ecclesia Dei, le Associazioni e i gruppi dei
giudicato dannoso (Lettera di Benedetto XVI Coetus stabili dei fedeli che promuovono il
ai Vescovi per presentare il Motu proprio Summorum Pontificum, a partecipare numerosi a
sulluso della Liturgia Romana anteriore alla ri- Roma a questo evento commemorativo che si
forma del 1970). terr dal 14 al 17 settembre 2017.
Occorre ribadire con forza che il ristabili-

Tu es pastor vium, * Princeps Apostolrum : tibi trdit sunt claves regni clrum.

Oratio
Deus, qui hodirnam diem Apostolrum turum Petri et Pauli martrio consecrsti : da
Ecclsi tu, erum in mnibus sequi prcptum; per quos religinis sumpsit exrdium. Per
Dminum.

(Breviarium Romanum, Die 29 Junii. Ss. Petri et Pauli Apostolorum, ad I Vesperas, antiphona ad
Magnificat et Oratio).

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VITA DELLASSOCIAZIONE
UNA VOCE ITALIA Roma. 29 ottobre 2016. Con ladorazione eucari-
stica, alla basilica di S. Lorenzo in Damaso, ha
Roma, 27-30 ottobre 2016. Il quinto Pellegrinag- avuto inizio la giornata maggiore del pellegrinag-
gio Internazionale Summorum Pontificum, or- gio. Da l ha preso le mosse la processione ad Petri
ganizzato dal Coetus Internationalis Summorum sedem. A mezzogiorno, i pellegrini hanno fatto in-
Pontificum (CISP) di cui Una Voce Italia tra gresso attraverso la Porta Santa della basilica va-
i soci fondatori , si svolto questanno intera- ticana dove lecc.mo mons. Alessandro K.
mente nellUrbe. Le scosse sismiche, che hanno Sample, arcivescovo di Portland, ha celebrata la
colpito lItalia centrale nellultima settimana di s. Messa pontificale allaltare della Cattedra.
ottobre, hanno perci imposto cambiamenti del Lomelia stata tenuta dallem.mo signor cardi-
programma che prevedeva alcune celebrazioni in nale Guglielmo Levada, gi prefetto della Con-
Norcia. Del grande significato per la buona causa gregazione per la Dottrina della Fede e gi
della liturgia romana nel mondo intero assunto presidente della Pontificia Commissione Ecclesia
dal pellegrinaggio stato dato atto dalla presenza Dei. Un coro costituito di chierici, seminaristi e
in Roma alle sacre funzione del presidente della laici dellIstituto del Buon Pastore, diretto dal rev.
Federazione Internazionale Una Voce (FIUV), Matteo Raffray ibp, ha eseguito la Missa VIII De
don Filippo Alans Surez. Delegato generale del Angelis del Kiriale Romano, il proprio gregoriano
CISP per lanno 2016 stato confermato il con- e canti polifonici allOffertorio e alla Comunione.
socio cons. dott. Giuseppe Capoccia, presidente Una Voce Italia ha assistito in persona del cav.
di Una Voce Lecce. gr. cr. dott. Riccardo Turrini Vita, in rappresen-
tanza del presidente nazionale, del segretario na-
Roma, 27 ottobre 2016. Il pellegrinaggio ha avuto zionale dott. avv. Tommaso Raccuglia e del
inizio gioved sera alla chiesa della Ss.ma Trinit tesoriere nazionale dott. Emiliano Villa.
dei Pellegrini con il s. Rosario e la s. Messa cele- Prima dellomelia stata data lettura del se-
brata dal rev. Claudio Barthe, cappellano del guente telegramma recante il messaggio del
CISP. Sommo Pontefice, inviato per loccasione dal-
lem.mo signor cardinale Pietro Parolin, segreta-
Roma, 28 ottobre 2016. Alla chiesa di S. Eligio rio di Stato, allecc.mo arcivescovo-vescovo di
de Ferrari, i pellegrini hanno assistito alla s. Bagnoregio, segretario della Pontificia Commi-
Messa in forma pontificale celebrata dallem.mo sione Ecclesia Dei, mons. Guido Pozzo: In oc-
signor cardinale Dario Castrilln Hoyos, diacono casione del pellegrinaggio a Roma del Coetus
del Nome di Maria al Foro Traiano, servita dal Internationalis Summorum Pontificum, che
coro del Seminario San Vincenzo de Paoli di mantiene viva nella Chiesa lantica liturgia ro-
Courtalain. Il sacro rito ha festeggiato il X anni- mana, nel contesto del Giubileo straordinario
versario della fondazione dellIstituto del Buon della misericordia che tutti invita al generoso
Pastore. Ha rappresentato Una Voce Italia il se- esercizio delle opere di misericordia corporali
gretario nazionale, dott. avv. Tommaso Raccu- e spirituali, il Santo Padre Papa Francesco ri-
glia. E quindi seguita la processione aux volge il suo cordiale e beneaugurante pensiero.
flambeaux con la reliquia del braccio di santEligio, Egli auspica che la sosta presso le tombe degli
guidata dallem.mo signor cardinale Raimondo Apostoli e sul luogo bagnato dal sangue dei
Leone Burke, diacono di S. Agata dei Goti, fino martiri susciti fervida adesione a Cristo, cele-
al santuario di S. Maria in Portico in Campitelli, brato nella bellezza della liturgia, e doni rinno-
ove lem.mo celebrante ha impartito la benedi- vato slancio nella professione della fede
zione con la reliquia. Al termine, un rinfresco cattolica e nella testimonianza della carit. Sua
stato offerto dal m. rev. Filippo Lagurie, supe- Santit invoca abbondanti doni del divino Spi-
riore dellIBP, alla sala Baldini del santuario. rito per un fecondo cammino ecclesiale e, men-

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tre chiede di perseverare nella preghiera a so- scosse di terremoto che per mesi hanno fune-
stegno del suo ministero di successore del- stato diverse localit della Sabina storica, con
lapostolo Pietro, per intercessione della Madre gravi danni a persone e cose, nonch al patri-
di Dio, imparte di cuore a Vostra Eccellenza e monio storico-artistico della Nazione e alla sua
a tutti i fedeli presenti alla sacra celebrazione la economia. Il presidente nazionale di Una Voce
propiziatrice benedizione apostolica, implo- Italia stata rappresentato dal cav. gr. cr. dott.
rando su ciascuno la misericordia del Signore Riccardo Turrini Vita.
e la sua pace.
Dopo la sacra funzione, un rinfresco per i Roma, 8 dicembre 2016. Dalla chiesa di Ges e
revv. sacerdoti e seminaristi stato offerto a Maria al Corso nel tardo pomeriggio della festa
Palazzo Cesi Armellini dal presidente di Paix si mossa una processione con le fiaccole in
liturgique, il dott. Cristiano Marquant, presenti onore della Vergine Immacolata, guidata dal-
gli ecc.mi Pozzo e Sample. lecc.mo arcivescovo-vescovo titolare di Urbi-
Nel pomeriggio, per le cure di saglia, mons. Giorgio Gnswein, prefetto della
Chorabooks.com, alla chiesa di S. Maria del- Casa Pontificia. Diverse centinaia di fedeli
lOrto in Trastevere, si tenuto il seminario di hanno seguito lo svolgimento lungo via del
studio Nova et Vetera, dedicato alla musica Corso, che passando per piazza Colonna,
sacra: sono intervenuti lecc.mo mons. Sample, piazza Capranica, S. Maria ad Martyres ha rag-
il rev.mo mons. Valentino Miserachs Grau, il giunto la basilica di S. Maria sopra Minerva al-
m Aurelio Porfiri. E seguito un concerto co- l'interno della quale mons. Gnswein ha
rale. impartito la benedizione eucaristica. Come
ogni anno stata promossa dall'Istituto di Cri-
Roma, 30 ottobre 2016. Lecc.mo arcivescovo sto Re Sommo Sacerdote. Per l'associazione
Sample ha concluso il pellegrinaggio con la ce- erano presenti il segretario nazionale, dott. avv.
lebrazione della s. Messa pontificale alla Trinit Tommaso Raccuglia, il direttore responsabile
dei Pellegrini, servita dal coro Enodos del del Notiziario, dott. avv. Simone di Tommaso,
ch.mo Dario Paolini, maestro di cappella alla il presidente di Una Voce Lecce, cons. dott.
stessa chiesa. Giuseppe Capoccia.

UNA VOCE ROMA UNA VOCE PORDENONE

Roma, primo novembre 2016. Per la festa di Fanna, 18 agosto 2016. Per la cure della sezione
Ognissanti, lem.mo signor cardinale Rai- di Pordenone, come tutti gli anni, stata can-
mondo Leone Burke, diacono di santAgata dei tata la Messa in rito tridentino al Santuario di
Goti, ha celebrato la s. Messa pontificale alla Madonna di Strada allapertura del XLIV Con-
chiesa di Ges e Maria al Corso. La s. Messa in vegno degli Amici di Instaurare. Il servizio mu-
quella chiesa assicurata da molti anni dallIsti- sicale stato offerto dalla Nuova Confraternita
tuto di Cristo Re Sommo Sacerdote, che vi of- di S. Giacomo di San Martino al Tagliamento
ficia alle ore 9:30. Il servizio stato curato dai con il basso Paolo Cevolatti del Coro di Una
seminaristi dellIstituto. Una Voce Italia stata Voce Udine.
rappresentata dal segretario nazionale, dott.
avv. Tommaso Raccuglia. Pordenone, 4 ottobre 2016. Nella festa di san
Francesco dAssisi, patrono principale dItalia,
Roma, 5 novembre 2016. Per iniziativa della Se- stata cantata una s. Messa di ringraziamento
zione Romana, alla chiesa della Ss.ma Trinit seguita dal solenne Te Deum per la ricorrenza
dei Pellegrini stata celebrata per causa grave dei venticinque anni dallinizio della celebra-
e pubblica la messa votiva Tempore terraemotus zione stabile della Messa tridentina. I sacri riti
per impetrare dal Cielo la cessazione delle si sono svolti alla chiesa della Santissima, in via

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San Giuliano di fronte al Ponte di Adamo ed UNA VOCE UDINE
Eva, ove essi si svolgono ogni domenica e festa
di precetto alle 18. Il canto gregoriano che ha Udine, 3 dicembre 2016. Il Coro Una Voce
accompagnato il rito stato eseguito dalla Udine della locale sezione di Una Voce Italia
Nuova Confraternita di San Giacomo di San presso la chiesa di S. Gottardo ha tenuto il con-
Martino al Tagliamento, diretta dal m Tarcisio certo Wolfango Amedeo, musica sacra del gio-
Zavagno. Il culto antico stato alla Santissima vane Mozart in Italia, diretto dal m Andrea
a partire dal 1991 a cura della sezione porde- Toffolini, coi solisti: Annalisa Miliotto soprano,
nonense con la sola interruzione dal dicem- Isabella Comand contralto, Rinaldo Battaini te-
bre 2002 al maggio 2003 a causa dellinagibilit nore, Paolo Cevolatti basso; quartetto darchi,
della chiesa in seguito alla disastrosa alluvione allorgano Federico Quagliaro. Sono stati ese-
del Noncello avvenuta la sera del 26 novembre guite le Litanie Lauretane KV 109; Alma Dei
2002. In quella occasione nellantico luogo di Creatoris KV 277; Inter natos mulierum KV 72 e
culto dedicato alla Trinit legato al porto flu- la Missa brevis KV 194, che hanno inteso rac-
viale e quindi costruito poco sopra il livello contare lestasi italiana del grande Salisbur-
normale del fiume le acque hanno toccato ghese, ricca di incarnata spiritualit nelle sue
larchitrave del portale maggiore. Le celebra- composizioni pi squisitamente liturgiche.
zioni poterono riprendere quando la chiesa fu
resa nuovamente agibile; essa, col tempo,
Ant. Cnite tuba * in Sion, quia prope est dies
stata fortunatamente restaurata (cfr. G. Brunet-
Dmini : ecce vniet ad salvndum nos, allelja,
tin, Lalluvione della chiesa della Santissima in Por- alleluja.
denone, qui). (Breviarium Romanum, Dominica IV Adventus, ad
Vesperas, antiphona 1)

Sancte Mchal Archngele,


defnde nos in pralio;
contra nequtiam
et insdias diboli esto prsdium.
Imperet illi Deus,
spplices deprecmur :
tuque, Prnceps milti clstis,
Stanam alisque spritus malgnos,
qui ad perditinem animrum
pervagntur in mundo,
divna virtte in infrnum detrde.
R). Amen

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So m m a r io

Fabio Marino Primordia

DOCUMENTI Atto costitutivo e Statuto dellAssociazione


Una Voce Italiana

[Carlo Belli] Una figura esemplare

Didier Baccianti LOrdine dei Predicatori per lannuncio


salvifico del Vangelo

Amalario di Metz LOra di prima

Bartolomeo Riceputi Il Ministro della Messa privata.


Offertorio

UNA VOCE ITALIA 50 ANNI - TESTIMONIANZE

Carlo Marconi

CONOSCERE LA SACRA LITURGIA

Filippo Oppenheim Dalmatica

Pietro Siffrin Tunicella

NOTITIAE VITA DELLASSOCIAZIONE

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direttore responsabile: simone di tommaso autorizzazione del tribunale di roma n. 142449 del 13 dicembre 1971

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