Sei sulla pagina 1di 4

Beatrice

"Amore svegliati tardi, devi andare a scuola".

"Si mamma".

Mi sveglia la voce squillante di mia madre, mi chiamo Beatrice ho 16 anni, sono


di Roma e frequento il liceo delle scienze umane.

Mi alzo, scelgo i miei soliti vestiti, un maglioncino bianco e una gonna grigia.
un look schifoso ma mia madre vuole che mi vesto cos e fin'ora non ho avuto
il coraggio di ribbellarmi, ma lo far molto presto per colpa sua non ho molti
amici e la cosa non mi piace molto, sono sempre stata una ragazza solare e
sempre con la voglia di stare con le persone, mia madre non sempre stata
cos nei miei confronti, solo dopo il divorzio con mio padre cambiata molto,
sfoga su di me tutta la sua tristezza, solitudine e rabbia.

Prendo i miei vestiti di merda e mi diriggo in bagno per farmi una doccia calda e
svegliarmi dal mondo dei sogni.

Metto la stufetta per riscaldare il bagno, apro l'acqua calda, tolgo il pigiama ed
entro nella doccia.

L'acqua calda rilassa i miei muscoli e il mio cervello parte ad immaginareil primo
giorno di questo nuovo anno scolastico.

Esco dalla doccia, indosso i vestiti le ballerine prendo lo zaino con i libri e
scendo in cucina.

"Figlia allora pronta?"

"Si come tutti gli altri anni"

Prendo una broscina la mangio, saluto mia madre ed esco di casa.

Prendo la mia bicicletta e pedalo fino a scuola.

Poso la bici, ed entro in classe.


Tutti i miei compagni nemmeno mi hanno notata, non una novit, sento il
suono della campanella e tutti si siedono ai loro posti, io ho preso il secondo
banco perch so che Lucy non si siederebbe mai al primo.

"Hey Bea come sono andate le vacanze?"


Lei la mia migliore amica, non come me anzi, molto popolare e ha
tantissimi amici quest'estate non mi ha praticamente calcolata quindi presumo
che dire migliore amica sia troppo esagerato.

"Bene a te?".

"Alla grande".

"Ottimo".

Comincia la prima ora con la prof di inglese, gi dal primo giorno iniziamo con la
lezione. Poi abbiamo italiano e finalmente arriva la terza ora con storia.

L'ora finisce e sinceramente avrei preferito non suonasse mai quella


campanella, odio la ricreazione perch tutti i ragazzi si incontrano con gli amici
si divertono insomma, io invece a causa di mia madre sono costretta a studiare
24 ore su 24.

Prendo il mio panino con prosciutto cotto ed esco mi appoggio alla porta per
mangiarlo quando qualcuno si avvicina a me.

"Ciao Bea" .

"Ciao Jon".

Questo ragazzo molto popolare nella scuola, di sicuro sar qua per il suo
giochetto con i suoi tre migliori amic, consiste nel conquistare una ragazza
sfigata, e farla soffrire, sono proprio degli stronzi.

"Senti pomeriggio che fai?"

"Come mai tutta questa confidenza?" Anche se esteticamente non assomiglio a


quella di una volta ho mantenuto il mio caratteraccio da fighettina.

"Ti volevo chiedere se volevi uscire con me".


Ma cosa crede.

"Mi fai ridere, ti sembra che non conosco il vostro giochetto da bambini? Ti
sembra che cedo cos facilmente? Non mi conosci, non sono come sembro".

"Se ti fai conoscere forse la gente ti vedr in un altro modo. Non credi?"

"Si certo, ma la gente guarda i vestiti e non si avvicina a me".

"Io sono qua adesso. E voglio conoscerti, ti aspetto pomeriggio dietro la scuola,
c' un bosco potremo stare tranquilli in quel bosco".

"Non contrarci troppo".

Non ho alcuna intenzione di presentarmi.

"Se non vieni vengo a casa tua".

"Vedremo" a interrompere la nostra conversazione il suono della campanella


che segna la fine della ricreazione.

"Allora ci vediamo alle 15 ti aspetto fino alle 15:30 massimo"

"Ok" potr aspettare quanto vuole di certo non mi presenter all'appuntamento


di questo tipo.

Le altre due ore passano velocemente, io adesso sono a casa coricata sul
divano, la tv accesa con addosso i miei vestiti preferiti cio un paio di jeans
strappati e una felpa con la cerniera nera e topolino disegnato.

A casa mi posso vestire come voglio fuori no, ma sono stanca di questa storia
quindi io domani vado a scuola vestita cos e non si discute.

"Figlia il esco"

"Dove vai?"

"E a te che importa? Buona giornata".

da un p di giorni che cos non mi piace per niente questa situazione.


Controllo l'ora sul telefono e segna le 15:05, cinque minuti fa dovevo essere
all'appuntamento di quel Jon ma non ci andr per nulla al mondo di sicuro
nemmeno si sar presentato.

Cambio canale e metto a 46, si lo so ci sono i cartoni ma io li amo tutt'ora e non


riesco a farne a meno.

I minuti passano e l'ansia che Jon potrebbe venire a casa mia sale, non so
perch ma una parte di me vuole che lui venga e passasse questo pomeriggio
con me. Cose che probabilmente non capiter.