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LIBERALISMO

Dottrina politica elaborata tra Settecento e Ottocento che si fonda sul principio della
libert individuale, sul postulato economico del liberismo, sull'eguaglianza giuridica dei
cittadini, sulla divisione dei poteri, sull'affermazione di uno stato di diritto garantito da
una costituzione, sulla partecipazione alla vita politica da parte di un elettorato
selezionato in base al censo, sulla rappresentanza di questo elettorato in un
parlamento dotato del potere legislativo, sulla rottura dei vincoli feudali, sulla piena
sovranit e laicit dello stato e sulla tolleranza religiosa.

LIBERISMO

Dottrina economica fondata sulla libera iniziativa e sul libero commercio, e, ai suoi
esordi, sulla visione di una naturale tendenza armonica del mercato. Con la formula
del laissez faire, laissez passer, intendeva proporre l'abbattimento di qualsiasi vincolo
alla piena libert economica, relegando lo stato a puro garante. Il liberismo ebbe piena
espressione nella Gran Bretagna dell'Ottocento, dapprima con gli studi di Adam Smith,
poi di William Cobden e quindi seguendo gli sviluppi della rivoluzione industriale. Nella
storia economica dell'Ottocento e del Novecento fasi liberistiche si sono alternate con
fasi protezionistiche, caratteristiche queste ultime dei paesi, come l'Italia, che hanno
avviato in ritardo il processo di industrializzazione. In declino dopo la Prima guerra
mondiale, il liberismo si riproposto dopo la seconda con l'ampliamento del mercato
internazionale, l'abbattimento delle tariffe doganali in Europa e, negli anni ottanta, con
le politiche economiche ispirate al cosiddetto neoliberismo.

CATTOLICESIMO LIBERALE

Corrente di pensiero cattolico che, riconoscendo il valore della libert, della nazionalit
e del regime liberal-costituzionale, nel XIX secolo si schier per la separazione della
Chiesa dallo stato ovvero per la rinuncia da parte del papa all'esercizio del potere
temporale. Da un punto di vista culturale, in Italia la "scuola cattolico-liberale" sarebbe
rappresentata, secondo Benedetto Croce, da un gruppo di autorevoli intellettuali, di
cui Vincenzo Gioberti fu di gran lunga il pi influente rappresentante. Persuasi della
necessit di recuperare le radici medievali, locali e autonomistiche dell'identit
nazionale (in quanto anticipazione di una tradizione liberal-nazionale pi coerente,
manifestatasi compiutamente nella prima met dell'Ottocento), essi sostennero, fino
alla crisi del 1848-1849, un'opzione politica a sfondo neoguelfo , in nome del presunto
carattere unitario e originale impresso dal papato alla storia d'Italia.

SOCIALISMO

Dal 1830 il termine fu utilizzato per indicare le idee di gruppi che volevano un nuovo
ordine basato su una concezione economica e sociale dei diritti dell'uomo. I gruppi
principali facevano capo a Saint-Simon e Fourier in Francia e a Owen in Inghilterra.
Definiti da L.A. Blanqui e da K. Marx socialisti utopisti, essi auspicavano una
regolamentazione collettiva della vita sociale in base a princpi cooperativi nonch lo
sviluppo della produzione e la distribuzione della ricchezza attraverso fattori
socializzanti nell'educazione dei cittadini. Nessuno di essi prevedeva che questa
societ di produttori potesse nascere attraverso il conflitto tra le classi; questo fattore
era stato invece individuato da Babeuf durante la rivoluzione francese. A lui si
ispiravano club e societ democratiche rivoluzionarie in Francia e in Inghilterra agli
inizi dell'Ottocento. Attorno al 1840 emerse l'uso del termine "comunista": in Francia
esso derivava da "comune" come unit di autogoverno locale e pi tardi utilizzato
per indicare le idee di Etienne Cabet sull'uso comune dei beni e sulla propriet
collettiva. In questo senso entr nel nome della Lega dei comunisti (1847) e nel
Manifesto del partito comunista (1848) di Marx ed Engels. La repressione delle
rivoluzioni europee del 1848 costrinse alla clandestinit o all'esilio gli esponenti delle
correnti rivoluzionarie e della massima parte delle organizzazioni sindacali. Solo in
Gran Bretagna si svilupparono le Trade Unions, bench limitate agli operai qualificati.
La ripresa del socialismo europeo dopo il 1860 fu dovuta all'opera di Ferdinand
Lassalle in Germania (che promosse l'Associazione generale degli operai tedeschi) e
dalla fondazione dell'Associazione internazionale dei lavoratori (prima Internazionale,
Londra 1864), sorta come organismo di collegamento tra gli operai inglesi e francesi
ed entrata in crisi con la repressione della Comune di Parigi e quindi scioltasi a
Filadelfia nel 1876 dopo la decisione del congresso dell'Aia (1872) di trasferirne la sede
negli Usa. Il paese decisivo per l'affermazione della versione del socialismo di Marx ed
Engels fu la Germania, il cui Partito socialdemocratico (1875), perseguitato da
Bismarck fino al 1890, costitu da allora fino alla Prima guerra mondiale il punto di
riferimento per i socialisti europei grazie alla sua organizzazione e all'intensit del
dibattito teorico. Nell'ultimo quarto dell'Ottocento si diffusero i partiti socialisti di
ispirazione latamente marxista. In Italia, l'egemonia di Mazzini nel movimento
democratico fu scalzata dagli anarchici, ma l'influenza bakuniniana declin di fronte
agli insuccessi degli anni settanta e lasci posto a gruppi che si indirizzarono verso la
creazione di un Partito socialista (1892).

COMUNISMO

Aspirazione ideale a una convivenza umana basata sulla completa parit fra tutti gli
individui e sull'assenza completa della propriet privata di qualsiasi bene. In et
capitalistica, dopo la rivoluzione industriale e le esperienze del socialismo utopistico, si
svilupp con Karl Marx (1818-1883) quella corrente di pensiero, definita socialismo
scientifico, che per la prima volta pose il comunismo come programma di
emancipazione dell'intera societ. Di questo obiettivo Marx dette, a distanza di tempo,
due descrizioni contraddittorie. Quella pi matura definiva il comunismo il movimento
reale che abolisce lo stato di cose presente, trasferendolo quindi dal campo delle
finalit supreme a quello della prassi organizzata. Il processo storico di costruzione del
movimento operaio e di evoluzione dei partiti socialisti cre in seguito ulteriori
confusioni terminologiche. Tramontata definitivamente ogni utopia, con Lenin il
comunismo divenne l'obiettivo supremo della concreta rivoluzione politica del
proletariato internazionale, che a tal fine doveva organizzarsi in partito. Perci egli
volle dare il nome di comunista a questo partito internazionale (terza Internazionale,
1919), bench ritenesse necessario un periodo anche lungo di transizione socialista a
livello mondiale, cui si sarebbe giunti dopo che in ciascun paese capitalista fosse stata
imposta, come in Russia dopo la rivoluzione d'ottobre, la dittatura del proletariato.

CAPITALISMO
Tipo particolare di economia di mercato nel quale l'attivit produttiva avviene in larga
misura: 1) sulla base di un consistente impiego di beni capitali posseduti in forma
privata dagli imprenditori e adoperati da lavoratori privi di ogni mezzo di produzione;
2) con costante riferimento razionale al sistema dei prezzi; 3) in un sistema politico
che tutela la propriet privata e che, pur intervenendo nell'attivit economica, non
vincola direttamente gli orientamenti del privato imprenditore. Da quando, alla fine
dell'Ottocento, il termine di capitalismo entr nell'uso corrente vi fu sempre
discordanza sul suo significato e sulla sua storia.

Un insieme di teorie intese a giustificare la propriet privata del capitale, a spiegare


il funzionamento di tali mercati, e a dirigere l'applicazione o l'eliminazione della
regolamentazione governativa di propriet e mercati;
Il sistema economico, e per estensione l'intera societ, il cui funzionamento si basa
sulla possibilit di accumulare e concentrare ricchezza in una forma trasformabile (in
denaro) e re-investibile, in modo che tale concentrazione sia sfruttata come mezzo
produttivo;
Regime economico e di produzione che nelle societ avanzate viene a svilupparsi in
periodi di crescita, riconducibile a pratiche di monopolio, di speculazione e di
potenza.

ANARCHISMO

Movimento intellettuale e politico sviluppatosi nel XIX secolo. Il termine deriva dalla
parola di origine greca "anarchia" (senza governo), con cui si sempre intesa una
societ priva di ogni dominio politico e di ogni autorit. Le idee anarchiche, fin dalle
prime formulazioni rintracciabili nell'illuminismo e in alcune tendenze radicali della
rivoluzione francese, propugnavano l'emancipazione totale dell'uomo da ogni autorit
e oppressione ideologica, politica, economica, sociale e giuridica. Questo
ugualitarismo costitu solo il riferimento generale dell'anarchismo, che si svilupp
come dottrina e movimento politico nell'et dell'industrializzazione, trasformando
quelle idee in un radicale rifiuto del sistema economico capitalistico e della sua
organizzazione statuale. L'anarchismo, soprattutto nella seconda met del XIX secolo,
port un significativo contributo al conflitto di classe, raccogliendo il disagio dei settori
pi marginali del proletariato industriale e agricolo.. Con Michail Bakunin l'anarchismo
assunse caratteri pi precisi come movimento politico, anche in polemica con le
correnti socialiste. Egli rifiutava qualunque forma di transizione verso l'estinzione dello
stato (compresa la marxiana dittatura del proletariato) e concepiva la rivoluzione
come il prodotto di una sollevazione popolare spontanea, destinata a dare vita a una
societ collettivistica e ad eliminare ogni forma d'autorit statale. L'anarchismo si
diffuse soprattutto in Italia, Spagna, Belgio, Olanda e Svizzera, dove associazioni di
lavoratori che si ispiravano all'anarchismo segnarono profondamente le prime fasi di
sviluppo del movimento operaio e socialista organizzato. Dopo essere stati espulsi, nel
1872, dalla prima Internazionale a opera della maggioranza marxista, gli anarchici si
organizzarono in una propria Internazionale che oper dal 1872 al 1877. Negli ultimi
decenni dell'Ottocento il movimento si estese in tutta Europa e nel continente
americano (soprattutto in Messico, Uruguay e Argentina), tentando pi d'una
insurrezione popolare. Il fallimento di queste azioni (in particolare quelle in Italia del
1874 e 1877) assieme alla crescente egemonia del marxismo nel movimento operaio
internazionale, portarono a una crisi dell'anarchismo che, tra l'altro, dette spazio alla
pratica terroristica.