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ECCO I CONTROLLI E LE
MANUTENZIONI NEGLI EDIFICI CIVILI
DI GRANDE ALTEZZA
Un programma da attivare negli stabili di notevole altezza come utile
riferimento per mantenere in efficenza i sistemi e le apparecchiature
Ing. Enrico Bertolino - Esperto di prevenzione Incendi gi Componente del Comitato Centrale Tecnico Scientifico
di Prevenzione Incendi del Ministero dellInterno
Ing. Giuseppe Somma - Esperto di Sicurezza Antincendio

In un edificio civile di grande altezza sono presenti varie attivit a


rischio incendio, alcune delle quali sono anche soggette a CPI secondo il D.M. 16/2/82 quali: centrali termiche, gruppi elettrogeni,
autorimesse, archivi documenti,
vani ascensori. Per la protezione
delledificio vengono installati impianti antincendio e vengono attuate procedure operative per la
prevenzione incendi, per lemergenza e per levacuazione.
Il D.P.R. n. 37 del 12/1/98 stabilisce che obbligo dei Datori Lavoro mantenere in efficienza i sistemi, i dispositivi, le apparecchiature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate, provvedendo ad effettuare verifiche di
controllo ed interventi di manutenzione. I Datori Lavoro, delle attivit presenti nelledificio, affidano
ad un Amministratore unico il compito di provvedere alla gestione
della sicurezza antincendio.

Il presente articolo riporta il Programma Controlli e Manutenzioni


da attuare negli edifici civili di grande altezza e costituisce un utile riferimento per gli Amministratori e
per quanti si occupano della gestione sicurezza antincendio.
Normativa di riferimento
per i controlli e le
manutenzioni antincendio
degli edifici civili di grande
altezza
Non disponibile una normativa antincendio specifica per gli edifici civili di grande altezza, che tuttavia rientrano nel D.M. n. 246 del
16/5/1987 Norme di sicurezza antincendio per gli edifici di civile abitazione con altezza antincendio
uguale o superiore a 12 metri.
Tale D.M., oltre a stabilire le caratteristiche di resistenza al fuoco
delle strutture portanti e separanti e le protezioni antincendio da

Tabella 1 - CLASSI DI EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE INDIVIDUATI DAL D.M. 246/87


Altezza antincendio metri
Classe A

da 12 a 24 metri

Classe B

da oltre 24 a 32 metri

Classe C

da oltre 32 a 54 metri

Classe D

da oltre 54 a 80 metri

Classe E

oltre 80 metri

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adottare, fornisce la classificazione degli edifici civili in funzione dellaltezza antincendio, riportata nella tabella allegata allo stesso D.M.
Per ciascuna classe vengono indicati nella stessa tabella:
superficie massima del compartimento antincendio;
superficie massima di competenza di ciascuna scala su ogni
piano delledificio;
tipo dei vani scala e dei vani
ascensore;
caratteristiche REI dei vani scala/ascensore, dei filtri di separazione, delle porte tagliafuoco
e degli elementi di separazione tra i compartimenti antincendio.
In particolare, il D.M. 246/87 individua 5 classi di edifici di civile
abitazione (Tabella 1).
Si ricorda che il D.M. 30/11/83
definisce laltezza antincendio di
un edificio come altezza massima
misurata tra:
livello del piano esterno pi
basso;
livello inferiore dellapertura pi
alta dellultimo piano agibile.
Il D.M. 16/2/1962, che fornisce
lelenco delle attivit soggette a
CPI, stabilisce con lattivit n. 94
che sono soggetti a CPI gli edifici
civili con altezza in gronda mag-

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giore di 24 metri, altezza corrispondente ad un edificio con 8 piani fuori terra. Si pu pertanto ritenere che sono di grande altezza
tutti gli edifici di classe B-C-D-E,
con pi di 8 piani fuori terra.
Infatti, lo stesso D.M. 246/87 stabilisce parametri diversi per ciascuna classe di edifici per quanto
riguarda le caratteristiche costruttive di sicurezza antincendio.
Per i controlli e le manutenzioni
antincendio di un edificio civile di
grande altezza possono essere
considerate come normative di riferimento i seguenti decreti:
D.M. 10/3/98 Criteri generali
di sicurezza antincendio e per
la gestione emergenza nei luoghi di lavoro;
D.P.R. n. 37 del 12/1/98 Regolamento recante disciplina
dei procedimenti relativi alla
prevenzione incendi;
D.Lgs. 626 del 19/9/94 e successive modifiche/integrazioni
Attuazione delle direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
In particolare, lart. 5 del D.P.R.
37/98 stabilisce i seguenti obblighi
del Datore Lavoro connessi con
lesercizio dellattivit:

Comma 1
I titolari di attivit soggette ai controlli di prevenzione incendi hanno
lobbligo di mantenere in stato defficienza i sistemi, i dispositivi, le attrezzature e le altre misure di sicurezza antincendio adottate e di
effettuare verifiche di controllo ed
interventi di manutenzione secon58

do le cadenze temporali indicate


nel Certificato Prevenzione Incendi. Gli stessi titolari provvedono in
particolare ad assicurare unadeguata informazione e formazione
del personale dipendente sui rischi
dincendio connessi con la specifica attivit, sulle misure di prevenzione e protezione adottate,
sulle precauzioni da osservare per
evitare linsorgere di un incendio e
sulle procedure da attuare in caso
dincendio.

Comma 2
I controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, linformazione e la formazione del personale, che vengono effettuati, devono essere annotati in un apposito Registro a cura dei responsabili dellattivit. Tale registro deve
essere mantenuto aggiornato e reso disponibile ai fini dei controlli di
competenza del Comando VV.F..

Comma 3
Ogni modifica delle strutture o
degli impianti ovvero delle condizioni di esercizio dellattivit, che
comportano unalterazione delle
preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, obbliga linteressato ad avviare nuovamente la
procedura per il rilascio del Certificato Prevenzione Incendi.
In un edificio civile di grande altezza sono in genere presenti attivit varie, come abitazioni civili
ed uffici anche aperti al pubblico.
I Datori Lavoro delle singole attivit nominano un Amministratore unico di tutto ledificio, al quale
compete secondo il D.M. 10/3/98
la responsabilit di mantenere in
efficienza le attrezzature e gli imANTINCENDIO giugno 2007

pianti antincendio installati, attuando i controlli periodici e le manutenzioni richiesti dalle norme di
prevenzione incendi in vigore.
Tali controlli devono essere svolti da personale competente e qualificato, al fine di rilevare e rimuovere qualunque anomalia che possa compromettere il corretto funzionamento dei presidi antincendio installati.
Inoltre il D.Lgs. 626/94 obbliga i
Datori lavoro a fornire ai lavoratori unadeguata informazione e formazione sui principi di base della
prevenzione incendi e sulle azioni
da attuare in presenza di un incendio. Pertanto, lAmministratore
delledificio, in accordo con i datori lavoro delle singole attivit presenti nelledificio, provvede a:
dare incarico a ditte esterne
qualificate per lo svolgimento
dei controlli e delle manutenzioni antincendio;
definire le azioni di comportamento per la prevenzione incendi;
definire le azioni in presenza di
unemergenza (Piano Emergenza) e le azioni da attuare in
presenza di pericolo grave ed
immediato che richieda levacuazione di tutti i presenti nelledificio (Piano Evacuazione);
formare gli Addetti Antincendio
e gli Addetti Emergenza, designati dai Datori Lavoro per le
singole attivit di competenza.

Attivit a rischio incendio


negli edifici civili di grande
altezza
In un edificio civile di grande altezza sono in genere presenti va-

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rie attivit a rischio incendio, alcune delle quali sono soggette a CPI.
Oltre alla gi citata attivit n. 94
(edifici civili con altezza in gronda
maggiore di 24 metri), le attivit
soggette a CPI secondo il D.M.
16/2/82 sono quelle indicate nello
Schema 2. Secondo il D.P.R. n.
37/98 e del decreto attuativo dello stesso D.P.R. ossia il D.M.
4/5/98, il rilascio del CPI richiede
lo sviluppo delle seguenti fasi:
Presentazione del Progetto
Prevenzione Incendi al Comando VV.F. per ottenere il Parere Favorevole, che costituisce il benestare preventivo alla esecuzione dei lavori;
Realizzazione dei lavori considerati nel progetto approvato
ed in particolare degli interventi
di adeguamento alle norme antincendio;
Raccolta delle dichiarazioni di
conformit rilasciate dalle ditte
installatrici;
Certificazione di un professionista abilitato, attestante lefficienza e la funzionalit delle attrezzature/impianti di protezione antincendio installati;
Richiesta di sopralluogo del Comando VV.F., allegando i documenti sopra elencati e gli altri documenti richiesti, per ottenere il rilascio del C.P.I.
Programma e registro dei
controlli e delle manutenzioni
antincendio
Il mancato svolgimento dei controlli periodici e delle manutenzioni delle attrezzature e degli impianti
antincendio porta sicuramente ad
anomalie e disfunzioni del loro corretto funzionamento.
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Per evitare tali anomalie risulta


necessario predisporre ed attuare
il Programma ed il Registro dei
controlli e delle manutenzioni, con
gli obiettivi di:
mantenere in stato di efficienza le attrezzature e gli impianti di protezione antincendio gi
installati;
effettuare verifiche di controllo
secondo un programma prestabilito;
effettuare interventi di manutenzione e di riparazione delle
anomalie rilevate;
annotare nel Registro Controlli
le verifiche svolte e gli interventi
di manutenzione effettuati;
identificare i dispositivi antincendio ancora da installare e le
procedure da definire o da adeguare.

Programma dei controlli


antincendio
I Controlli da svolgere riguardano in generale:
le attrezzature e gli impianti di
protezione antincendio installati nelledificio;
le misure di prevenzione adottate, per ridurre la probabilit
dinnesco di un eventuale incendio;
le procedure di sicurezza an-

tincendio, per verificare la coerenza con le situazioni locali.


Il Programma Controlli di ciascun
edificio quindi il documento che
stabilisce:
controlli da svolgere con lelenco dei dispositivi antincendio installati e delle situazioni
di prevenzione da verificare;
metodo operativo di svolgimento di ciascun controllo;
competenza e frequenza di ciascun controllo;
risultati che garantiscono lesito positivo dei controlli svolti.
I controlli da effettuare sono di 2
tipi: controlli visivi e controlli strumentali di funzionamento.
I Controlli di tipo visivo, svolti dagli Addetti Antincendio delledificio,
sono le verifiche da effettuare a vista per accertare:
presenza, integrit ed accessibilit delle protezioni installate;
corretta e sistematica attuazione delle misure di prevenzione
adottate.

I Controlli di tipo strumentale di


funzionamento, effettuati da tecnici qualificati con limpiego di specifici strumenti, riguardano le veri-

Schema 2 - ATTIVIT SOGGETTE A CPI SECONDO IL D.M. 16/2/82


Attivit n. 43 Depositi di carta con quantitativi superiori a 50 quintali;
Attivit n. 64 Gruppi Elettrogeni con potenza superiore a 25 Kw;
Attivit n. 89 Aziende ed uffici con oltre 500 addetti;
Attivit n. 91 Centrali termiche con potenzialit superiore a 100.000 Kcal/h;
Attivit n. 92 Autorimesse con pi di 9 autoveicoli;
Attivit n. 95 - ascensori con vano corsa maggiore di 20 metri sul piano terra.

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fiche da svolgere per accertare la


corretta efficienza e funzionalit
dei dispositivi di protezione antincendio installati.
La frequenza dei controlli visivi
trimestrale; quella dei controlli
strumentali di funzionamento semestrale.
In particolare, il Programma Controlli Strumentali deve essere allegato al Contratto di Appalto della
ditta esterna incaricata dei controlli,
in modo che i tecnici della stessa
ditta possano conoscere in dettaglio i controlli richiesti e le modalit operative richieste per lesecuzione di ciascun controllo.
LRSPP, designato dallAmministratore delledificio secondo il
D.Lgs. 626/94, ha il compito di
verificare che le ditte appaltate
svolgano i controlli secondo il
programma e le procedure stabilite.
In particolare, il contratto di appalto deve richiedere che, a conclusione di ciascun controllo, il
tecnico della ditta appaltata rilasci il verbale della verifica svol-

ta e la dichiarazione attestante
lefficienza e la funzionalit dellapparecchiatura o impianto antincendio controllato.
Si conferma che tale verbale e
dichiarazione vengono richiesti dagli Organi di Vigilanza nelle visite
dispezione, quale attestazione del
corretto funzionamento di ciascun
impianto installato.
Allo scopo di facilitare lattuazione dei Controlli Visivi, risulta opportuno predisporre per ciascun
controllo una specifica Scheda
Controllo che riporta le situazioni
da verificare.
Per ciascuna situazione viene richiesto allAddetto Antincendio incaricato di barrare la casella SI
se tutto regolare, o la casella
NO se stata rilevata qualche
anomalia da specificare nelle annotazioni.
Le Schede Controlli Visivi compilate ogni trimestre dagli Addetti
Antincendio delledificio e le Schede Controlli Strumentali compilate
ogni semestre dai tecnici delle ditte appaltate vengono consegnate
al RSPP che attiva tramite lAm-

ministratore gli interventi di rimozione delle anomalie rilevate.

Registro dei controlli e delle


manutenzioni antincendio
Il Registro Controlli e Manutenzioni Antincendio, richiesto dal
D.P.R. 37/98, il documento che
attesta lattuazione sistematica
nelledificio dei controlli e degli interventi di manutenzione secondo il programma e le modalit stabilite.
In tale Registro vengono infatti
annotati, oltre ai controlli svolti, gli
interventi effettuati per eliminare le
anomalie rilevate, gli interventi di
manutenzione ordinaria e straordinaria delle protezioni installate, gli
interventi di adeguamento delle
procedure di sicurezza e gli interventi di informazione/formazione
erogati al personale dipendente.
In particolare, nel Registro Controlli e Manutenzioni vengono riportati i seguenti dati:
Tipo di intervento effettuato;
Data di esecuzione dellintervento;
Esito positivo o negativo dellintervento;
Identificazione della Scheda
Controllo di riferimento.
Le schede operative dei controlli,
compilate con i dettagli degli interventi e con le modalit di esecuzione, fanno parte integrante del
Registro Controlli e Manutenzioni
e vengono archiviate in dossier separati per tipologia dintervento.
Il tenutario di tale Registro lRSPP delledificio, al quale spetta il
compito di mantenerlo aggiornato
per ogni eventuale ispezione da

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parte degli organi di vigilanza (funzionari VV.F., SPRESAL, Ispettorato Lavoro).

Controlli visivi delle protezioni


antincendio installate
Si ribadisce che i controlli visivi
sono finalizzati a verificare a vista
la presenza, laccessibilit e lintegrit delle protezioni installate nelledificio scolastico, per garantire
il loro pronto utilizzo in situazioni
di emergenza. Le protezioni da
controllare sono in genere:
estintori;
idranti esterni a colonna;

idranti interni a cassetta;


impianti rilevazione incendi;
porte tagliafuoco.
Per ciascuna di tali protezioni
viene predisposta una scheda controllo che riporta le situazioni da
controllare e per ciascuna situazione viene richiesto di indicare
SI se tutto regolare e NO se
stata rilevata qualche anomalia
da specificare nelle annotazioni.
Le schede, che attestano lavvenuta effettuazione dei controlli
visivi, vengono consegnate ogni 3
mesi al RSPP delledificio, che
provvede a:
aggiornare il Registro Controlli;
segnalare allAmministratore

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delledificio le eventuali anomalie per gli interventi di competenza;


conservare le stesse schede in
archivi specifici per almeno 3
anni.
Di seguito vengono sintetizzate
le situazioni da controllare per ciascuna protezione.

Controllo visivo estintori


Lestintore il mezzo pi semplice per spegnere un incendio, a
condizione che venga adoperato
quando lincendio nella fase iniziale. La regola pratica che delimita lefficienza dellestintore che

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esso non garantisce lestinzione


dellincendio che abbia avuto il
tempo di espandersi in unarea
maggiore di 2 mq.
Tale condizione determina le seguenti regole pratiche per la dislocazione degli estintori, regole che
sono oggetto dei controlli visivi:

estintori di tipo CO2 sono preferibili in vicinanza di apparecchiature elettriche ed elettroniche;


la gittata degli estintori di 2
mt per quelli CO2; 6 mt per gli
altri a polvere, a schiuma, ad
acqua.

lestintore pi vicino deve poter


essere raggiunto dal punto pi
sfavorito con un percorso non
superiore a 15 mt;
la posizione di ciascun estintore deve risultare ben visibile e
segnalata con cartelli conformi
al D.P.R. 493/96;
gli estintori devono essere poggiati su appositi trespoli a terra
o, pi in generale, attaccati alle pareti con apposite staffe che
consentano il facile sganciamento;
la maniglia di presa dellestintore a parete deve essere posta ad unaltezza non superiore ad 1 mt;
il posizionamento degli estintori non deve mai ostacolare
lesodo dei lavoratori in caso di
emergenza;

La metodologia del controllo visivo richiede la predisposizione di


una scheda, che riporta lelenco
numerato di tutti gli estintori, con
lindicazione della ubicazione e del
tipo di estinguente.
Alla scheda viene allegata la planimetria della sede con lindicazione della dislocazione di ciascun
estintore.
Per ciascuna situazione del controllo visivo indicata nella scheda
viene richiesto di indicare SI se
tutto regolare e NO se stata
rilevata qualche anomalia da specificare nelle annotazioni.
Il controllo visivo di un estintore
richiede in particolare di:
verificare laccessibilit;
verificare la presenza del cartello segnalatore;

verificare la presenza del cartellino di manutenzione aggiornato;


controllare le coppiglie, il sigillo ed il manometro;
se manca la coppiglia, se il sigillo rotto, se la pressione
al di sotto della soglia minima,
procedere a:
- determinare la causa,
- richiedere sostituzione e ripristino dellestintore,
- riportare il risultato del controllo sulla scheda.
La scheda, che attesta lavvenuta effettuazione del controllo visivo, viene consegnata ogni 3 mesi allRSPP per laggiornamento
del Registro Controlli e per gli
adempimenti di competenza.

Controllo visivo idranti


esterni a colonna
Gli idranti esterni a colonna, con
attacco UNI 70 per motopompa
VV.F., sono alimentati dalla rete
idrica esterna antincendio, collegata in genere con lAcquedotto
Pubblico ed in alcuni casi con una
propria fornitura idrica costituita da
serbatoio acqua e pompa.
Vengono installati ad una distanza di 70-80 mt luno dallaltro
e ad una distanza di 5-10 mt dal
fabbricato.
Il D.M. 246/87 stabilisce i seguenti requisiti per la rete di alimentazione degli idranti:
rete idrica di tubazioni realizzata
preferibilmente ad anello ed almeno una colonna montante in
ciascun vano scala delledificio;
ai piedi di ogni colonna montante, per edifici con oltre 3 piani fuo-

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ri terra, deve essere installato un


idoneo attacco per motopompa;
per gli altri edifici sufficiente 1
solo attacco per motopompa per
tutto limpianto.
Per il controllo visivo viene predisposta una scheda che riporta
lelenco degli idranti esterni a colonna installati nelle aree allaperto allinterno della recinzione delledificio, con le dislocazioni indicate sulla planimetria allegata alla stessa scheda.
Le situazioni da verificare a vista, riportate sulla scheda di controllo, sono:
accessibilit ed integrit della
colonna;
accessibilit ed integrit degli
attacchi;
presenza ed integrit della segnaletica, secondo il D.Lgs.
493/96;
presenza in cassetta vicina della manichetta e lancia.
Per ciascuna situazione viene richiesto di indicare SI se tutto
regolare e NO se stata rilevata qualche anomalia da specificare nelle annotazioni.
Ogni 3 mesi la scheda viene trasmessa allRSPP delledificio per
laggiornamento del Registro Controlli e per gli eventuali interventi
di manutenzione.

Controllo visivo idranti interni a


cassetta
Gli idranti interni a cassetta sono costituiti da una cassetta metallica chiusa con vetro di sicurezza, nella quale sono predisposti
lattacco idrico UNI 45, la mani-

chetta arrotolata e la lancia erogatrice. Vengono installati ad una


distanza di 40 mt luno dallaltro, in
modo che ogni punto dellarea protetta risulti distante non pi di 30
mt dallidrante pi vicino.
I naspi antincendio sono bobine
mobili, sulle quali avvolta una tubazione collegata ad una estremit
con la rete idrica ed allaltra estremit con una lancia erogatrice di
diametro 19 mm.
Gli idranti interni sono alimentati tramite tubazioni derivate dalla
colonna montante in ciascun vano
scala.
Per il controllo visivo viene predisposta una scheda, che riporta
lelenco degli idranti interni a cassetta, la cui posizione indicata
sulla planimetria allegata alla stessa scheda.
Le situazioni da verificare a vista, indicate sulla scheda di controllo, sono:
accessibilit ed integrit della
cassetta;
presenza della manichetta e
della lancia;
presenza ed integrit della segnaletica, secondo il D.Lgs.
493/96;
verifica che il vetro sia di sicurezza, in modo da rompersi
senza produzione di schegge;
verifica che il cono erogatore
sia a getto variabile, con manopola pilota regolabile.
Per ciascuna situazione viene richiesto di indicare SI se tutto
regolare e NO se stata rilevata qualche anomalia da specificare nelle annotazioni.
Ogni 3 mesi la scheda controllo
viene trasmessa allRSPP per laggiornamento del Registro ControlANTINCENDIO giugno 2007

li e per gli eventuali interventi di


manutenzione.

Controllo visivo impianto


rilevazione automatica incendi
Un impianto di rilevazione automatica incendi costituito da:
sensori in genere puntiformi e
sensibili ad una caratteristica
dellincendio (generalmente, fumo o temperatura), che segnalano tramite lattivazione di
un spia luminosa il superamento del valore di soglia per
il quale sono stati tarati;
centralina allarmi, alla quale sono collegati tutti i sensori, che
attiva lallarme acustico dato da
una sirena locale e lallarme luminoso dato da una lampada
spia ad intermittenza.
La centralina allarmi, installata
in una postazione continuamente
presidiata, oltre a fornire lallarme
acustico e luminoso, indica anche
la zona dalla quale proviene lallarme.
Per il controllo visivo degli impianti rilevazione incendi, viene
predisposta una scheda, che riporta lelenco numerico degli impianti rilevazione installati, le cui
posizioni sono indicate sulla planimetria allegata alla stessa scheda. Le situazioni da controllare a
vista, riportate sulla scheda di controllo, riguardano laccessibilit e
lintegrit di tutti i componenti dellimpianto di rilevazione.
La scheda, sulla quale si richiede di indicare SI se tutto regolare e NO se stata rilevata qualche anomalia, viene trasmessa
ogni 3 mesi allRSPP per laggior67

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namento del Registro Controlli e


per gli eventuali interventi di manutenzione.

Controllo visivo
porte tagliafuoco
Le porte tagliafuoco REI possono essere di 2 tipi:
normalmente aperte, trattenute da un meccanismo dotato di
sensore;
normalmente chiuse, senza alcun sensore.
Per le porte normalmente chiuse, il controllo visivo consiste nel
verificare la posizione di chiusura
della stessa porta, che se viene rilevata aperta da indicare come
anomalia nelle annotazioni.
Le porte normalmente chiuse installate in un corridoio di passaggio devono disporre di un pannello trasparente, posto ad altezza
duomo in modo da evitare di aprire la porta contro una persona in
arrivo dallaltra parte.
Per le porte normalmente aperte il sensore in caso dincendio,
non appena viene superato il valore di soglia per il quale stato
tarato, aziona il rilascio del meccanismo di tenuta lasciando libera la porta di chiudersi.
Per il controllo visivo delle porte
tagliafuoco viene predisposta una
scheda, che riporta lelenco delle
porte tagliafuoco installate, la cui
posizione indicata sulla planimetria allegata alla stessa scheda. Le situazioni da controllare a
vista, riportate sulla scheda in allegato, riguardano la presenza,
laccessibilit e lintegrit dei componenti dellimpianto porta.
La scheda, sulla quale si richie68

de di indicare SI se tutto regolare e NO se stata rilevata qualche anomalia, viene trasmessa


ogni 3 mesi allRSPP delledificio
per laggiornamento del Registro
Controlli e per gli eventuali interventi di manutenzione.
Controlli strumentali
di funzionamento delle
protezioni antincendio
installate
Si ribadisce che tali controlli,
svolti da esperti qualificati delle ditte appaltate, sono finalizzati a garantire lefficienza e la funzionalit
delle protezioni installate nelledificio scolastico. Le protezioni oggetto dei controlli strumentali di
funzionamento sono:

estintori;
idranti esterni a colonna;
idranti interni a cassetta;
impianti rilevazione incendi e
fughe gas;
impianti spegnimento automatico ad acqua o a gas;
porte tagliafuoco.

Per ciascuna di tali protezioni


viene predisposta una scheda controllo che riporta le situazioni da
controllare e per ciascuna situazione viene richiesto alloperatore
di indicare SI se tutto regolare
e NO se stata rilevata qualche
anomalia da specificare nelle annotazioni.
I tecnici delle ditte appaltate consegnano ogni 6 mesi le schede
compilate allRSPP delledificio,
che verifica lo svolgimento dei controlli secondo la metodologia stabilita. Nelle stesse Schede Controllo deve essere riportata la dichiarazione del tecnico della ditta
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appaltata, attestante lefficienza e


la funzionalit di ciascuna protezione controllata.
Lo stesso RSPP provvede a:
aggiornare il Registro Controlli;
segnalare allAmministratore
delledificio le eventuali anomalie per gli interventi di competenza;
conservare le stesse schede in
archivi specifici per almeno 3
anni.
Di seguito vengono sintetizzate
le procedure dei controlli strumentali per ciascuna protezione.

Controllo
funzionamento estintori
La Scheda Controllo riporta lelenco numerato di tutti gli estintori, con lindicazione dellubicazione e del tipo di estinguente.
Alla scheda viene allegata la planimetria delledificio scolastico con
lindicazione della posizione di ciascun estintore.
Le verifiche di competenza della ditta appaltata sono:
prova di utilizzo semestrale di
ciascun estintore per verificarne il corretto funzionamento;
verifica della tenuta dellestintore tramite pesatura o misurazione della pressione interna;
ricarica periodica di ciascun
estintore.
La prova di utilizzo consiste nello spruzzare una piccola quantit
dellestinguente per verificare lefficienza dei componenti (polvere
non raggrumita, condotti non
ostruiti, ecc.). La frequenza della
ricarica di 5 anni per gli estinto-

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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

ri a CO2 e di 3 anni per gli estintori a polvere. La scheda viene compilata ogni 6 mesi dal tecnico della ditta appaltata, che la consegna
allRSPP per laggiornamento del
Registro Controlli e per gli eventuali interventi di manutenzione.

Controllo funzionamento idranti


esterni a colonna

Il D.M. 246/87 richiede che la rete idrica deve garantire una portata minima di 360 liti/min per ogni
colonna montante e, nel caso di pi
colonne, per il funzionamento contemporaneo di almeno 2 colonne.
Gli standard di prestazione per
lidrante esterno a colonna sono:
pressione non inferiore a 4 bar;
portata non inferiore a 360 litri/min.
La Scheda Controllo riporta lelenco degli idranti esterni a colonna, la cui posizione indicata sulla planimetria allegata alla stessa
scheda.
Alla ditta appaltata viene richiesto di effettuare ogni 6 mesi la Prova di Flusso di ciascun idrante
esterno a colonna con la seguente metodologia:
aprire completamente lidrante
e lasciarlo flussare per qualche
minuto;
verificare che non fuoriescano
pietrisco od altro materiale
estraneo;
collegare allidrante lo strumento misuratore;
effettuare la misurazione della
pressione statica con manopola a leva dello strumento in posizione tutto chiuso;
effettuare la misurazione della

pressione dinamica con manopola a leva dello strumento in


posizione tutto aperto;
chiudere completamente lidrante;
rilevare il valore della portata
sulla curva di corredo dello strumento;
confrontare i risultati con gli
standard di prestazione;
riportare sulla scheda i risultati ed annotare eventuali anomalie con gli interventi necessari.

Se durante il flussaggio fuoriesce pietrisco od altro materiale


estraneo, necessario effettuare
il lavaggio forzato della rete idrica
di alimentazione.
La scheda controllo predisposta
per la prova semestrale di flusso
riporta gli elementi da verificare.
La stessa scheda viene compilata ogni 6 mesi dalla ditta appaltata, che la consegna allRSPP per
laggiornamento del Registro Controlli e per gli eventuali interventi
di manutenzione.

Controllo funzionamento idranti


interni a cassetta
Il D.M. 26/8/92 stabilisce che lalimentazione idrica degli idranti interni con attacco UNI 45 deve essere in grado di assicurare lerogazione ai 3 idranti idraulicamente pi sfavoriti la portata di 120 litri/min con una pressione residua
al bocchello di 1,5 bar per un tempo di almeno 60 minuti.
Se lacquedotto pubblico non garantisce tali condizioni, deve essere installata unidonea riserva
idrica, alimentata dallo stesso acquedotto o da altre fonti e mantenuta sempre piena.
ANTINCENDIO giugno 2007

Per gli edifici di grande altezza


il D.M. 246/87 richiede linstallazione di gruppi di pompaggio di
elevazione pressione con avviamento automatico ed alimentate
elettricamente da una propria linea
preferenziale. Tali gruppi pompaggio devono essere costituiti da
due pompe, una di riserva allaltra,
alimentate da fonti di energia indipendente, ad esempio elettropompa e motopompa. Le tubazioni di alimentazione e quelle costituenti la rete idrica devono essere
protette dal gelo, da urti e dal fuoco. La Scheda Controllo riporta lelenco degli idranti interni a cassetta, la cui posizione indicata
sulla planimetria allegata alla stessa scheda.
Alla ditta appaltata viene richiesto di effettuare ogni 6 mesi la Prova di Flusso di ciascun idrante interno a cassetta con la seguente
metodologia:
srotolare la manichetta verificando la sua integrit;
allacciare la manichetta allattacco idrico dellidrante;
aprire la valvola dellattacco idrico e lasciare aperto lidrante
per qualche minuto per fare
uscire laria dalla manichetta;
collegare allestremit della manichetta lo strumento misuratore;
effettuare la misurazione della
pressione statica con manopola a leva dello strumento in posizione tutto chiuso;
effettuare la misurazione della
pressione dinamica con manopola a leva dello strumento in
posizione tutto aperto;
chiudere completamente la valvola dellattacco idrico dellidrante;
69

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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

svuotare ed asciugare la manichetta prima di riporla nella


cassetta;
rilevare il valore della portata
sulla curva di corredo dello strumento;
confrontare i risultati con gli
standard di prestazione;
riportare sulla scheda i risultati ed annotare eventuali anomalie con gli interventi necessari.
La scheda controllo predisposta
per la prova semestrale di flusso
riporta gli elementi da verificare.
La stessa scheda viene compilata ogni 6 mesi dal tecnico della
ditta appaltata, che la consegna
allRSPP per laggiornamento del
Registro Controlli e per gli eventuali interventi di manutenzione.
Le anomalie pi frequentemente rilevate richiedono i seguenti interventi di manutenzione:
se la manichetta presenta screpolature, tagli, deformazioni o
danneggiamenti, si dovr provvedere alla sua sostituzione;
se dopo la chiusura della valvola dellattacco idrico dellidrante si rilevano gocciolamenti, necessario intervenire per ripristinare la completa
chiusura della stessa valvola;
se il cono erogatore a getto
pieno, necessario sostituirlo
con quello a getto variabile tramite manopola pilota di regolazione.

Controllo funzionamento impianti


rilevazione incendi
e fughe gas
Limpianto rilevazione incendi
viene installato a soffitto dei loca70

li a rischio incendio, in generale archivi - magazzini - depositi, nei


quali la quantit di materiali combustibili/infiammabili risulta maggiore di 50 quintali.
Limpianto rilevazione fughe gas
viene installato sopra le utenze alimentate a gas, quali ad esempio
le cucine a gas, o sopra il treno
gas di una centrale termica.
Oltre alle verifiche della accessibilit ed integrit di tutti i componenti dellimpianto di rilevazione,
(sensori - sirene - centralina alarmi), necessario effettuare ogni 6
mesi la prova di funzionamento di
ciascun impianto, per accertarne
il corretto funzionamento.
La Scheda Controllo riporta lelenco numerico degli impianti rilevazione installati, le cui posizioni
sono indicate sulla planimetria allegata alla stessa scheda. La prova semestrale di funzionamento
viene richiesta alla ditta appaltata
con la seguente metodologia:
avvertire il personale operante
nellarea;
eccitare ciascun rivelatore tramite asta prova rivelatori;
verificare:
- accensione del led del rivelatore eccitato;
- attivazione allarme acustico locale;
- attivazione allarme acustico - luminoso della centalina allarmi;
- indicazione sul quadro della stessa centralina della zona dalla quale proviene lallarme;
verificare la chiusura in meno
di 1 minuto di eventuali serrande e porte tagliafuoco asservite;
resettare la centralina allarmi;
ANTINCENDIO giugno 2007

riportare i risultati sulla scheda


con lannotazione delle eventuali anomalie e degli interventi necessari.
Gli elementi da controllare sono
riportati sulla scheda predisposta,
che viene compilata dal tecnico
della ditta appaltata e consegnata
ogni 6 mesi al RSPP per laggiornamento del Registro Controlli e
per gli eventuali interventi di manutenzione.

Controllo funzionamento impianti


automatici sprinkler
Gli impianti di spegnimento automatico ad acqua con erogatori
sprinkler, chiamati comunemente
impianti sprinkler, possono essere:
impianti ad umido, con costante presenza di acqua nelle tubazioni;
impianto a secco senza acqua,
la cui alimentazione viene automaticamente comandata da
una speciale valvola.
In generale, viene preferito limpianto ad umido, in quanto la valvola di alimentazione dellimpianto a secco necessita di continue
manutenzioni per evitare il mancato funzionamento in caso dincendio. In sintesi, un impianto
sprinkler ad umido costituito da:
serbatoio acqua e pompa antincendio;
colonna montante dacqua, che
sale fino ad 1 metro dal soffitto dellarea da proteggere;
collettore collegato a ciascuna
colonna montante;
tubazioni derivate dal collettore, alle quali sono avvitate le te-

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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

stine sprinkler con otturatore


chiuso e tarato ad una temperatura prestabilita.
In caso dincendio e non appena si raggiunge la temperatura di
taratura, salta lotturatore di alcuni sprinkler che iniziano ad erogare acqua nella zona dellincendio.
Lo sbilanciamento di pressione
nelle tubazioni dellimpianto provoca limmediata ed automatica attivazione della pompa antincendio,
che aspira lacqua dal serbatoio e
la mette in pressione nellimpianto in modo che lerogazione dacqua degli sprinkler aperti abbia la

72

pressione e la portata adeguata


per lestinzione dellincendio.
Ogni impianto sprinkler comandato da una colonna montante sulla quale sono installati i seguenti componenti:
valvola dintercettazione a volante del flusso idrico;
flussostatato, che trasforma il
flusso dacqua in segnale elettrico utilizzato per lazionamento dellallarme;
campanella di allarme locale;
manometro ed altri eventuali
strumenti misuratori;
riporto dellallarme locale sulla

ANTINCENDIO giugno 2007

centralina elettronica situata in


postazione sempre presidiata.
In posizione terminale delle tubazioni che costituiscono limpianto
sprinkler installata la Tubazione
di Prova, caratterizzata da una testina sprinkler aperta (senza lotturatore), che consente di effettuare la Prova di Flusso di tutto
limpianto mantenendo chiuse tutte le testine sprinkler.
La prova di flusso o prova di scarico semestrale ha le seguenti finalit:
evitare che nelle tubazioni nel-

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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

le quali staziona continuamente acqua si formi della ruggine,


in particolare nei gomiti e nei
raccordi, con conseguente non
corretto funzionamento degli
sprinkler aperti;
verificare il corretto funzionamento dellallarme, che di norma si deve attivare non oltre 45
secondi dopo lapertura della
tubazione di prova;
verificare lavviamento automatico della pompa antincendio,
che di norma si deve avviare
non oltre 1 minuto dallapertura
della tubazione di prova.
Per il controllo di funzionamento dellimpianto sprinkler viene predisposta una scheda che riporta
lelenco numerato delle colonne
montanti che comandano gli impianti sprinkler installati, le cui posizioni sono indicate sulla planimetria allegata alla stessa scheda.
Alla ditta appaltata si richiede di
effettuare con frequenza semestrale la Prova di Flusso di ciascun
impianto sprinkler (detta anche
Prova di Scarico) con la seguente
metodologia:
avvisare laddetto nella stazione di riporto allarmi, in cui installata la centralina elettronica;
localizzare la testina aperta per
la prova di flusso dellimpianto;
assicurare che non si crei alcuna situazione pericolosa nellarea di scarico dellacqua, che
in genere viene fatta fluire allesterno del fabbricato verso il
pi vicino tombino;
aprire la valvola della tubazione di prova;
verificare che il tempo di attivazione dellallarme locale e
74

centralizzato sia inferiore a 45


secondi;
verificare che il tempo di attivazione della pompa antincendio sia inferiore ad 1 minuto;
dopo lattivazione degli allarmi
e della pompa, chiudere la valvola della tubazione di prova;
ripetere la procedura per ogni
colonna montante;
avvisare laddetto nella stazione di riporto allarmi della conclusione della prova;
riportare i risultati sulla scheda
con lannotazione delle eventuali anomalie e degli interventi necessari.

Gli elementi da verificare vengono elencati nella scheda controllo predisposta. La stessa scheda viene compilata ogni 6 mesi dal
tecnico della ditta appaltata, che
la consegna allRSPP per laggiornamento del Registro Controlli e per gli eventuali interventi di
manutenzione.

Controllo funzionamento
della stazione di pompaggio
antincendio
La stazione di pompaggio antincendio contiene il serbatoio acqua
antincendio e la pompa antincendio, le cui dislocazioni vengono indicate sulla planimetria da allegare alla scheda di controllo. Il serbatoio e la pompa sono dotati di
varie apparecchiature ausiliarie,
delle quali necessario effettuare
i seguenti controlli semestrali.

Controllo serbatoio acqua


verificare che il livello acqua
ANTINCENDIO giugno 2007

non sia inferiore a quello minimo segnato sulla parete dello


stesso serbatoio;
verificare lefficienza della valvola del troppo pieno, che si
chiude automaticamente quando lacqua raggiunge il livello
massimo;
verificare che nei periodi freddi il serbatoio e la tubazione di
aspirazione/mandata siano
adeguatamente riscaldati, in
modo che la temperatura ambiente della stazione pompaggio non scenda al disotto di +5
gradi centigradi.

Controllo pompa antincendio


Verificare ed eventualmente ripristinare:
livello del carburante;
livello e condizioni dellolio motore;
densit elettrolita delle batterie;
filtri e strumenti di bordo.
Oltre a tali verifiche, necessario effettuare ogni 6 mesi la prova
di funzionamento della pompa con
la seguente metodologia:
aprire un idrante o una tubazione di prova sprinkler e verificare che lavviamento automatico della pompa avvenga
entro 1 minuto;
verificare il corretto funzionamento della pompa avviata;
fermare la pompa e rimetterla
in posizione di avviamento automatico;
riportare i risultati sulla scheda
con lannotazione di eventuali
anomalie ed interventi necessari.

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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

Gli elementi da verificare vengono elencati sulla scheda controllo predisposta, che viene compilata dal tecnico della ditta appaltata e consegnata ogni 6 mesi al
RSPP per laggiornamento del Registro Controlli e per gli eventuali
interventi di manutenzione.

Controllo
valvole intercettazione
dellalimentazione idrica
Le valvole dintercettazione dellalimentazione idrica sono posizionate:

sulla rete antincendio in genere interrata, che parte dalla stazione pompaggio ed alimenta
gli impianti idranti e gli impianti sprinkler;
sulla colonna montante che alimenta ciascun impianto sprinkler.
In genere, tali valvole sono costituite da un volantino (chiamato
comunemente saracinesca) che
comanda linnalzamento o labbassamento di un setto a ghigliottina, per la chiusura della valvola
in caso di riparazioni e successiva apertura.
Se una valvola venisse dimenti-

cata chiusa, limpianto idranti e


limpianto sprinkler non avrebbero
acqua in caso dincendio.
Per poter garantire che tutte le
valvole dintercettazione siano
mantenute sempre in posizione
aperta, viene richiesto che le stesse restino bloccate in posizione
tutto aperto con catena e lucchetto.
In caso di riparazione di una valvola, viene richiesto di applicare
sulla stessa valvola un cartello con
lindicazione che la valvola momentaneamente fuori servizio e
che deve essere riaperta a conclusione della riparazione in cor-

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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

so. La mancata riapertura della


valvola viene considerata un atto
di sabotaggio dellimpianto. Per
evitare che lo stelo di qualche
valvola resti bloccato a causa della ruggine, che inevitabile data
la continua presenza dellacqua,
necessario verificare periodicamente la regolare chiusura ed
apertura di ciascuna valvola.
Per tale verifica, viene predisposta la scheda controllo, che
riporta lelenco numerato delle
valvole dintercettazione, le cui
dislocazioni sono indicate sulla
planimetria allegata alla stessa
scheda.
Alla ditta appaltata viene richiesto di effettuare ogni 6 mesi
il controllo dellapertura e della
chiusura di ciascuna valvola con
la seguente metodologia:

togliere il lucchetto che blocca la valvola in posizione


aperta;
chiudere la valvola a fine corsa e poi riaprirla completamente;
annotare sulla scheda il n. giri richiesto per chiudere e per
riaprire completamente la valvola, per evitare di lasciare la
valvola semiaperta;
confrontare il n. giri con quelli rilevati nelle precedenti verifiche;
annotare ed indagare su
eventuali differenze;
annotare eventuali problemi di
manovra;
lubrificare lo stelo;
bloccare con lucchetto la valvola in posizione aperta;
riportare i risultati sulla sche-

da con lannotazione di eventuali anomalie ed interventi


necessari.
Gli elementi da verificare sono
riportati sulla scheda predisposta, che viene compilata dal tecnico dalla ditta appaltata e consegnata ogni 6 mesi al RSPP per
laggiornamento del Registro
Controlli e per gli eventuali interventi di manutenzione.

Controllo funzionamento
impianti spegnimento a gas
Il funzionamento di un impianto di spegnimento automatico a
gas analogo allimpianto sprinkler, con la differenza che lagente estinguente un gas e non

LINGEGNERIA DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO E IL PROCESSO PRESTAZIONALE


Introduzione alla Fire Safety Engineering ed esempi applicativi
Ing. Stefano Marsella, Ing. Luca Nassi
Una guida completa sull'ingegneria della sicurezza, una disciplina riconosciuta internazionalmente, insegnata a livello universitario che rappresenta ormai uno strumento fondamentale sul versante della prevenzione, sulla quale gli autori Stefano Marsella e Luca Nassi hanno voluto puntare un fascio di luce .
Il volume, secondo lo schema dei principali testi internazionali di fire safety engineering, consente di avere una panoramica completa dell'intero processo di valutazione prestazionale.
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che sta prendendo sempre pi piede anche in Italia. Molto importante anche la parte dedicata
all'illustrazione di alcune delle possibili applicazioni dell'approccio prestazionale attraverso la
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CONTROLLI, VERIFICHE,
E MANUTENZIONE

lacqua. Tale impianto viene in genere utilizzato per lo spegnimento di incendi in locali di modeste
dimensioni, dove lacqua degli
sprinkler determinerebbe danni
irreversibili, ad esempio, i Centri
Elaborazione Dati o locali archivi con documenti di elevato valore.
Prima del divieto di usare come agenti estinguenti gli idrocarburi alogenati, come gas estinguente veniva preferito lhalon
che richiedeva una concentrazione molto bassa (circa il 7%)
per spegnere lincendio, con minore pericolo per le persone.
Attualmente sono in commercio altri gas sostitutivi dellhalon,
come il gas Naf o il gas Inergen,
o il gas Azoto o lanidride carbonica CO2, i quali tuttavia necessitano, per spegnere lincendio,
di concentrazioni elevate e quindi pericolose per la salute dei presenti.
Tali gas hanno la caratteristica
di spegnere il fuoco per soffocamento, ossia per sottrazione dellossigeno dellaria, e richiedono
una concentrazione nel volume
del locale da proteggere del 4550 %, di gran lunga maggiore della concentrazione richiesta dallHalon. Tale concentrazione letale e perci la scarica deve sempre essere proceduta da un segnale di allarme, che dia il tempo alle persone di allontanarsi dal
locale per non correre il rischio di
rimanere soffocati.
Limpianto anche in genere
dotato di dispositivi che provvedono alla chiusura automatica
delle porte, in modo che il locale
risulti ermeticamente chiuso; gli
stessi dispositivi comandano anche la chiusura dellimpianto di

condizionamento e di ventilazione. La scarica deve avvenire in


30 - 60 secondi e deve spegnere lincendio in modo definitivo.
Pertanto nei locali, quali i CED
o gli archivi documenti, protetti
con impianto a gas di qualsiasi
tipo, necessario stabilire precise procedure di evacuazione
persone, con esercitazioni pratiche dei lavoratori, anche se con
presenza saltuaria negli stessi
locali.
Alla ditta appaltata per il controllo dellimpianto a gas si richiede di effettuare con frequenza semestrale la prova di funzionamento a vuoto, ossia con le
bombole gas staccate.
Tale prova viene svolta con la
seguente metodologia:

Controllo funzionamento
delle porte tagliafuoco

avvisare laddetto nella stazione di riporto allarmi, in cui


installata la centralina elettronica;
sganciare il magnete dal dispositivo di apertura di ciascuna bombola gas;
eccitare con asta prova un
sensore dellimpianto;
verificare lo scatto del magnete, che se fosse agganciato determinerebbe lapertura della bombola;
verificare lattivazione dellallarme locale e di quello centralizzato.

sganciare la tenuta del sensore tramite apposito pulsante;


verificare che lanta della porta (ora libera) si chiuda regolarmente;
riaprire lanta e riattivare il
sensore;
riportare i risultati sulla scheda con lannotazione di eventuali anomalie ed interventi
necessari.

Gli elementi da verificare vengo elencati sulla scheda controllo predisposta, che viene
compilata dal tecnico dalla ditta
appaltata e consegnata ogni 6
mesi allRSPP per laggiornamento del Registro Controlli e
per gli eventuali interventi di manutenzione.
ANTINCENDIO giugno 2007

Le porte tagliafuoco REI da


controllare sono principalmente
quelle normalmente aperte, dotate di meccanismo automatico
di chiusura tramite sensore.
In caso dincendio il sensore,
non appena viene superato il valore di soglia per il quale stato
tarato, aziona il rilascio del meccanismo di tenuta lasciando libera la porta di chiudersi.
Alla ditta appaltata per il controllo di funzionamento della chiusura automatica delle porte REI
normalmente aperte viene richiesto di effettuare ogni 6 mesi
la prova di funzionamento con la
seguente metodologia:

Gli elementi da verificare sono


riportati sulla scheda controllo
predisposta, che viene compilata dal tecnico della ditta appaltata e consegnata ogni 6 mesi al
RSPP per laggiornamento del
Registro Controlli e per gli eventuali interventi di manutenzione.

Segnaliamo ai lettori che sul


prossimo numero della rivista
pubblicheremo la seconda parte
di questo articolo.
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