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OUT OF THE BORDERS

RIFUGIATI SIRIANI IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA

SETTEMBRE 2015

INDICE

INTRODUZIONE

LEGISLAZIONE INTERNAZIONALE SULLO STATUS DI RIFUGIATO

PAESI OSPITANTI RIFUGIATI SIRIANI IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA


LIBANO

GIORDANIA

TURCHIA

10

IRAQ

12

EGITTO

14

RACCOMANDAZIONI

16

APPENDICE

17

FONTI

18

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INTRODUZIONE
Tra la fine del 2010 e linizio del 2011, il Medio
Oriente e il Nord Africa sono stati teatro di un
vasto movimento di proteste popolari, le
cosiddette Primavere Arabe o Rivolte Arabe.
Le mobilitazioni popolari in Siria a partire dal
marzo 2011 sono degenerate dopo pochi mesi in
una guerra civile ancora oggi in corso, le cui
violenze sono state ulteriormente amplificate
dalla comparsa di Daesh (Stato Islamico) sui
territori di Iraq e Siria e dal coinvolgimento nel
conflitto di un gran numero di attori stranieri.

(629.245), Iraq (249.463) ed Egitto (132.375) ha


reso difficoltosa la gestione dei rifugiati per i
paesi ospitanti, impossibilitati ad offrire loro
condizioni di vita dignitose per problemi di
sovrappopolamento. In particolare i problemi
hanno riguardato il Libano (in cui il numero di
rifugiati equivale al 26.5% della popolazione
locale), lEgitto (crisi economica) e lIraq (disordini
interni).

Laggravarsi del conflitto ha portato milioni di


siriani a lasciare le proprie case. Ad oggi, si
contano 7.632.500 sfollati e 4.088.078 rifugiati su
una popolazione totale di circa 22.850.000
persone. Il grafico sottostante mostra il numero
di siriani registrati allUNHCR come rifugiati tra il
marzo 2011 ed il settembre 2015.
Il crescente afflusso di siriani presenti in
massima parte in Turchia (1.938.999 persone
registrate allUNHCR), Libano (1.185.241), Giordania

Numero dei rifugiati siriani dallo scoppio della guerra civile ad oggi | Syria regional refugee response UNHCR
(http://data.unhcr.org/syrianrefugees/regional.php)
Gennaio 2011

Gennaio 2012

Gennaio 2013

Gennaio 2014

Gennaio 2015

Settembre 2015

18.861

630.775

2.396.806

3.729.877

4.088.078

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LEGISLAZIONE
INTERNAZIONALE SULLO
STATUS DI RIFUGIATO
- Nel 1967, la quasi totalit degli Stati contraenti
firm il Protocollo relativo allo status dei
Rifugiati (c.d. Protocollo del 1967), che elimina
le limitazioni temporali e geografiche della
Convenzione di Ginevra, estendendo lo status di
rifugiato anche a chi lo divenuto dopo il 1951 e
al di fuori dellEuropa2.

- Ai sensi della Convenzione ONU del 1951 (c.d.


Convenzione di Ginevra), un rifugiato
chiunque, per causa di avvenimenti anteriori al
1 gennaio 1951 e nel giustificato timore dessere
perseguitato per la sua razza, la sua religione, la
sua cittadinanza, la sua appartenenza a un
determinato gruppo sociale o le sue opinioni
politiche, si trova fuori dello Stato di cui
possiede la cittadinanza e non pu o, per tale
timore, non vuole, domandare la protezione di
detto Stato; oppure chiunque, essendo apolide e
trovandosi fuori dal suo Stato di domicilio in
seguito a tali avvenimenti, non pu o, per il
timore sopra indicato, non vuole ritornarvi 1 (art.
1.2). Stante la Convenzione, in nessun modo gli
Stati firmatari espelleranno o impediranno
lingresso ad un rifugiato verso i confini di
territori in cui la sua vita o la sua libert
sarebbero minacciate a motivo della sua razza,
della sua religione, della sua cittadinanza, della
sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue
opinioni politiche (c.d. divieto di refoulement o
respingimento, art. 33.1), e non prenderanno
sanzioni penali a motivo della loro entrata o del
loro soggiorno illegali, contro i rifugiati che
giungono direttamente da un territorio in cui la
loro vita o la loro libert erano minacciate nel
senso dellarticolo 1, per quanto si presentino
senza indugio alle autorit e giustifichino con
motivi validi la loro entrata o il loro soggiorno
irregolari (art. 31.1).

- Stante larticolo 3.1 della Convenzione contro


la tortura e altre pene o trattamenti crudeli,
inumani o degradanti del 1984 (c.d. Convenzione
sulla Tortura), nessun paese firmatario
espeller, respinger o estrader una persona
verso un altro Stato nel quale vi siano seri motivi
di ritenere che essa rischi di essere sottoposta
alla tortura.
- Nel 1994, la Lega Araba ha adottato la
Convenzione araba sulla regolazione dello
status di rifugiato nei Paesi Arabi (c.d.
Convenzione araba sui Rifugiati). In base al suo
art. 8, i paesi firmatari della Convenzione si
impegnano ad accogliere nel proprio territorio e
a non respingere o espellere i richiedenti asilo.
Lo status di rifugiato, stante lart. 1.1,
riconosciuto a chiunque abbia il fondato timore
di essere perseguitato per la sua razza,
religione, nazionalit o appartenenza ad un
particolare gruppo sociale, che sia fuori dal

Art. 1, sez. a: Possono essere considerati avvenimenti


anteriori al 1 gennaio 1951 nel senso dellarticolo 1, sezione
A: avvenimenti accaduti anteriormente al 1 gennaio 1951 in
Europa.

Cit. Art. 1.2 Convenzione ONU relativa allo status dei


rifugiati del 1951.

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paese della sua nazionalit e non possa o, a
causa di tale timore, non voglia avvalersi della
protezione di quel paese. Nellart. 1.2, la
Convenzione specifica le ragioni di uscita forzata
dal paese di origine:
a) laggressione, loccupazione e la dominazione
di un paese straniero;
b) gli eventi che mettano a repentaglio il pubblico
ordine in tutto o in parti del paese;
c) le catastrofi naturali 3.

Essendo stata ratificata da un solo Stato - lEgitto - la


Convenzione non mai entrata in vigore. Per farlo avrebbe
dovuto essere ratificata da 7 paesi.

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PAESI OSPITANTI RIFUGIATI


SIRIANI IN MEDIO ORIENTE E

NORDAFRICA
LIBANO

Rifugiati siriani registrati presso lUNHCR:


1.185.999 (26.5% della popolazione libanese)

Legislazione internazionale in materia di


rifugiati
- Il Libano non firmatario della Convenzione di
Ginevra e del Protocollo del 1967.
- Il paese firmatario della Convenzione sulla
Tortura del 1984.
- Il paese non ha ratificato la Convenzione
araba sui Rifugiati del 1994.
- Il Libano vincolato con la Siria da un accordo
bilaterale (1994) secondo cui, per entrare nel
paese e rimanere in territorio libanese per un
periodo di 6 mesi (prolungabile ad 1 anno), i
cittadini siriani non necessitano di visto o
passaporto, ma di un semplice documento di
identit.
- In base al Memorandum of understanding
(2003) stipulato con lUNHCR, il Libano non un
Asylum Country e i richiedenti asilo in territorio
libanese non hanno diritto a rimanervi in via
permanente. Stante il memorandum, il compito di
determinare lo status di rifugiato ai richiedenti
(eccetto i palestinesi) spetta allUNHCR; una volta

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riconosciuti come rifugiati, ai richiedenti
riconosciuto un permesso di circolazione
temporaneo nel territorio del paese.

rinnovare il suo permesso di residenza senza


dover rientrare ed uscire dalla Siria pagando una
tassa di 200 dollari.

- Il Libano , infine, firmatario di varie


convenzioni per i diritti umani, tra cui la
Convenzione ONU sui diritti dellinfanzia (1989) e
la Carta araba dei diritti delluomo (2004).
Ladesione a tali convenzioni, seppur di per s
non vincolanti, ha portato il paese a sviluppare
una sostanziale politica di non-refoulement per i
rifugiati. Ad oggi, il Libano ospita 450.000
profughi palestinesi.

Eccezion fatta per alcuni casi di deportazione


segnalati tra il 2012 ed il 2013, il Governo libanese
si impegnato ad evitare il rimpatrio forzato dei
siriani. Lassenza di norme e politiche
governative specifiche per la protezione dei
rifugiati rende, tuttavia, lapplicazione del
principio di non-refoulement a completa
discrezione del Governo.

Accoglienza dei palestinesi provenienti dalla


Siria

Legislazione nazionale in materia di rifugiati


Allinterno dellordinamento libanese non
presente una normativa specifica in materia di
rifugiati. Da un punto di vista generale, la
trattazione ricade allinterno della Legge del
1962 su entrata, residenza ed uscita dal
Libano, il cui art. 26 sancisce che ogni cittadino
straniero soggetto a procedimento penale o
condanna da unautorit non libanese per un
crimine politico o la cui vita o libert sia
minacciata per motivi politici pu fare richiesta
di asilo in Libano.

A partire dallagosto 2013, il Governo ha imposto


una serie di nuove condizioni volte a regolare
laccesso in Libano dei palestinesi rifugiati in
Siria, quale la presentazione di un permesso
rilasciato dagli uffici amministrativi di Damasco
per lasciare il paese, la prenotazione di una
visita medica in Libano e il pagamento di una
tassa di transito e residenza.
Al momento, lUNRWA presente alla frontiera
con la Siria per monitorare laccesso dei rifugiati
palestinesi e controllare che non siano
commesse discriminazioni nei loro confronti.

Nel suo art. 31, la norma stabilisce che quando


un rifugiato politico deportato dal Libano, esso
non sar inviato verso un paese in cui la sua vita
o libert minacciata.

Principali problematiche
Sovrappopolazione (1.185.999 profughi siriani e
circa 450.000 palestinesi su un totale di 4.467.000
Libanesi); difficile sostenibilit economica di un
cos alto numero di rifugiati; difficile
riallocazione dei siriani nel settore lavorativo a
causa di una forte crisi economica; tensioni
interne (politiche e religiose); campi profughi
sovraffollati. Il 70% delle famiglie siriane
rifugiate in Libano vive attualmente al di sotto
della soglia di povert stabilita dal paese, pari
a 3,84 dollari giornalieri.

Accoglienza dei rifugiati siriani


Ad oggi, la disciplina di ingresso dei cittadini
siriani in Libano disciplinata dallaccordo
bilaterale del 1994; il Libano, come accennato,
non infatti parte n della Convenzione di
Ginevra del 1951 n del Protocollo del 1967, e nel
memorandum con lUNHCR ha specificato di non
essere un Asylum Country. In pi occasioni,
infine, il Governo di Beirut ha affermato che per
la gestione dei rifugiati siriani far riferimento
alle decisioni del Consiglio dei Ministri, e non alla
legge del 62.
Per poter rimanere nel paese, ogni siriano
legalmente residente in Libano (chi, cio, ha
attraversato le frontiere ufficiali mostrando un
valido documento di identit siriano) pu

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GIORDANIA

Rifugiati siriani registrati presso lUNHCR:


629.266 (9.4% della popolazione giordana)

Legislazione internazionale in materia di


rifugiati

adottare provvedimenti per gli stranieri in


situazioni speciali o di emergenza.

- La Giordania non firmataria della


Convenzione di Ginevra del 1951 e del Protocollo
del 1967.

Lassenza di una normativa specificamente


dedicata ai richiedenti asilo e la mancata
adesione alla Convenzione di Ginevra e al
protocollo del 1967 rendono difficile, nonostante i
citati richiami normativi, lesatta individuazione
dei requisiti per ottenere lo status di rifugiato.
Da un punto di vista formale, tali mancanze si
traducono nella totale discrezionalit del
Ministero degli Interni sullingresso e sul
respingimento dei richiedenti asilo in Giordania.

- Il paese firmatario della Convenzione sulla


Tortura del 1984.
- Il paese non ha ratificato la Convenzione
araba sui Rifugiati del 1994.
- Come il Libano, la Giordania ha stipulato con
lUNHCR un Memorandum of Understanding
(1998) in cui specifica di non essere un Asylum
Country. Questo comporta che, formalmente, ai
rifugiati riconosciuto un permesso di residenza
non permanente, ma temporaneo, destinato ad
estinguersi non appena un Asylum Country
accolga in via permanente la richiesta di asilo dei
rifugiati dislocati in Giordania.

Accoglienza dei rifugiati siriani


Nella gestione dei rifugiati in fuga dalla guerra
civile siriana, la Giordania ha adottato una
politica
di
non-refoulement,
esentandoli
dallobbligo di presentare visto dingresso e
permesso di residenza per rimanere allinterno
del paese. Ha inoltre delegato allUNHCR il
riconoscimento e la registrazione dei richiedenti
asilo.

Legislazione nazionale in materia di Rifugiati


Nellordinamento della Giordania manca una
normativa specifica in materia di richiedenti
asilo.
Riferimenti
sono
presenti
nella
Costituzione (lart. 12 vieta lestradizione dei
rifugiati politici) e nella legge che regola gli
affari dei cittadini stranieri stazionanti in
Giordania (Legge 24/1973).

Tuttavia, tra il gennaio e laprile 2013 dopo che


il numero dei richiedenti asilo era aumentato
esponenzialmente, arrivando ad oltre 3.000
richieste al giorno , il Governo giordano ha
limitato il numero di rifugiati siriani accolti
giornalmente ad un massimo di 300 persone, nei
mesi successivi poi innalzato a 600.

Lart. 12 di questultima stabilisce che, per non


essere considerati clandestini, i rifugiati devono
recarsi in una stazione di Polizia entro 48 ore dal
loro ingresso nel paese, presentando formale
domanda di asilo. La legge, infine, delega al
Ministero degli Affari Internazionali la facolt di

Sin dallinizio della crisi siriana, il Governo


giordano ha cercato di limitare il pi possibile la
presenza nelle aree urbane e di indirizzare i
rifugiati verso i campi profughi dei rifugiati
siriani. Tale politica, viste anche le condizioni
difficile dei due campi allestiti in zone semi
desertiche, ha invece favorito gli insediamenti in

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aree urbane. Ad oggi, l80% di loro ha trovato
sistemazione nelle citt giordane, dove vive al di
sotto della soglia di povert stabilita dal paese,
pari a 3,2 dollari al giorno. Il rimanente 20%
dislocato allinterno di quattro campi profughi
istituiti nei pressi del confine siriano.

Nonostante le accuse di infrazione del divieto di


non-refoulement, in pi occasioni il Governo ha
ordinato lestradizione in Siria dei palestinesi
entrati illegalmente allinterno dello Stato.
Principali problematiche
Difficile sostenibilit economica di un cos alto
numero di rifugiati; scarsit dacqua.

Accoglienza dei palestinesi provenienti dalla


Siria
La competenza di riconoscimento e registrazione
di richieste dasilo da parte dei palestinesi
provenienti dalla Siria non spetta allUNHCR ma
allUNRWA (stabilmente presente in Giordania,
che ne ospita oltre 2 milioni)4.
Sin dai primi mesi della crisi siriana, cos come
denunciato da UNRWA e UNHCR, la Giordania si
resa
protagonista
di
diversi
casi
di
discriminazione nellaccoglienza di profughi
palestinesi dalla Siria. Tali discriminazioni sono
culminate con la decisione, nel gennaio 2013, di
vietargli definitivamente laccesso nel paese.

Per consentire il ritorno dei rifugiati palestinesi in Siria a


guerra civile conclusa, la sede giordana dellUNRWA ha
deciso di non registrare nuovamente chi era gi stato
registrato in Siria.

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TURCHIA

Legislazione
Rifugiati

internazionale

in

materia

Rifugiati siriani registrati presso lUNHCR: :


1.938.999 (2.5% della popolazione turca)

stranieri costretti a lasciare il loro paese e che


non possono ritornarvi, o a coloro che sono
arrivati o hanno oltrepassato in massa i confini
della Turchia richiedendo protezione.

di

- La Turchia firmataria della Convenzione di


Ginevra del 1951 e del Protocollo del 1967. Nella
firma di questultimo trattato internazionale, la
Turchia ha apposto una riserva allart. 1 sez. B
(che elimina la limitazione geografica presente
nella Convenzione di Ginevra). Tale riserva fa s
che, formalmente, la Turchia si impegna a
riconoscere come rifugiati solo quelle persone
che sono diventate rifugiati in seguito ad eventi
verificatisi in Europa.

La norma delega la gestione del processo


allUfficio Generale dellAmministrazione della
Migrazione, un nuovo istituto che fa parte del
Ministero degli Interni incaricato di coordinare
agenzie ed organizzazioni competenti in materia
di entrata, uscita, deportazione e protezione
internazionale degli stranieri) ed al Consiglio
delle
Politiche
Migratorie,
un
direttorio
rappresentativo dei vari Ministeri competenti
sulle questioni dellimmigrazione e della
protezione internazionale.

- Nel 1960, il Governo turco ha autorizzato


lUNHCR a stabilirsi sul proprio territorio.
- Il Paese firmatario della Convenzione sulla
Tortura del 1984.

A
partire
dal
2014,
lUfficio
Generale
dellAmministrazione della Migrazione divenuto
infine lunica istituzione responsabile delle
richieste dasilo.

Legislazione nazionale in materia di Rifugiati


- Al momento dello scoppio delle proteste siriane,
la
protezione
dei
richiedenti
asilo
nellordinamento turco era disciplinata dalla
Direttiva 1994. Questultima sanciva limpegno
della Turchia ad offrire protezione temporanea
ai richiedenti asilo provenienti da fuori Europa, in
attesa del loro re-insediamento in un altro paese.

Accoglienza dei rifugiati siriani


Nel 2012, in concomitanza con laggravarsi della
situazione umanitaria in Siria, il Governo ha
emanato
una
Direttiva
Speciale
per
laccoglienza dei rifugiati in Turchia. Tale
direttiva non si riferiva ai singoli richiedenti
asilo, ma a tutti i siriani e agli apolidi provenienti
dalla Siria e diretti in Turchia. La norma tuttavia,
non essendo stata convertita in legge del
Parlamento, non ha mai prodotto effetti.

- La Direttiva 1994 stata sostituita dalla Legge


n. 6458/2013 (c.d. Legge sugli Stranieri e sulla
Protezione Internazionale del 2013). Tale
direttiva non corregge la limitazione geografica
dei trattati internazionali e della Direttiva 1994,
ma offre maggiori garanzie di protezione ai
richiedenti asilo provenienti da fuori Europa.
Secondo il suo art. 91.1, la protezione
temporanea pu essere concessa a quei cittadini

Il limite di carattere geografico della


Convenzione di Ginevra, la riserva posta sul
Protocollo del 1967, linesistenza di un
memorandum con lUNHCR e la mancata
specificazione nella legge n. 6458/2013 di una

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chiara ed univoca definizione di rifugiato, hanno
consentito al Governo turco di avere massima
discrezionalit
nel
riconoscimento
ed
accettazione dei richiedenti asilo. Sino ad oggi,
non ha riconosciuto ai siriani lo status di
rifugiati, limitandosi a definirli mesafir (ospiti) e
riconoscendo
la
semplice
protezione
internazionale.

Principali problematiche
Difficile sostenibilit economica di un cos alto
numero di rifugiati; flusso dei richiedenti asilo
che non accenna a diminuire; gestione dellAFAD
dei campi profughi che, sebbene giudicata
dallUNHCR come conforme agli standard
internazionali, stata portata avanti con degli
errori (es. costruzione dei campi sui confini con
la Siria, una pratica sconsigliata nei casi di
richieste dasilo per conflitti). Dallestate del 2015
si sono osservate sempre maggiori partenze
verso lEuropa, dopo anni in cui le frontiere
marittime e terrestri turche sono state
rigidamente controllate. Ci potrebbe denotare
un cambio nelle politiche di accoglienza e di
contenimento sinora adottate verso lUnione
Europea e va letto alla luce dei mutamenti in
corso nella politica interna del paese.

Ciononostante, il paese sta portando avanti nei


confronti dei siriani una politica di accoglienza,
che non prevede il refoulement e che include
fornitura di cibo, assistenza sanitaria ed un
posto per dormire. Tra il 2011 ed il 2015, il
Governo ha incaricato la Turkish Disaster and
Emergency Presidency (AFAD) della costruzione
dei campi profughi, ad oggi 24.

La Turchia sta contemporaneamente affrontando


un crescente afflusso di persone dallIraq, dove
ad oggi ci sono pi di cinque milioni di sfollati
interni a causa della guerra.

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IRAQ

Rifugiati siriani registrati presso lUNHCR:


249.463 (0.7% della popolazione irachena);
Sfollati iracheni: 3.112.000

21/2010. Discostandosi dalla politica del potere


centrale, il Governo della Regione autonoma del
Kurdistan (KRG) ha portato avanti una politica di
accoglienza dei richiedenti asilo che ha previsto
la costruzione a Domiz di un campo per 100.000
profughi. Ed ha poi previsto un ampio sistema di
campi attrezzati in tutto il territorio curdo, dove
ad oggi vivono la maggior parte dei siriani fuggiti
in Iraq, in maggioranza dallarea curda della
Siria.
Tra il 2013 ed il 2015, il peggioramento
dellemergenza umanitaria in Siria, la crescita
dellinstabilit irachena e la comparsa ed il
rafforzamento di Daesh hanno provocato la
precipitazione della situazione umanitaria nel
Kurdistan iracheno, in cui nel frattempo sono
affluiti 1.200.000 sfollati interni, tra cui gli
iracheni che in precedenza avevano trovato
rifugio in Siria e che sono tornati in Iraq dopo la
degenerazione della guerra civile.

Legislazione internazionale in materia di


rifugiati
- LIraq non firmatario della Convenzione di
Ginevra del 1951 e del Protocollo del 1967.
- Il paese firmatario della Convenzione sulla
Tortura del 1984.
- Il paese non ha ratificato la Convenzione
araba sui Rifugiati del 1994.

Legislazione nazionale in materia di rifugiati


- In base alla legge 51/1971 (c.d. Political
Refugee Act), lIraq si impegna a riconoscere lo
status di rifugiato a coloro che hanno il
giustificato timore di essere in pericolo per
questioni politiche o militari (art. 1.3). Lo Stato si
impegna a non respingere o espellere i
richiedenti asilo, ai quali, oltre alla protezione
temporanea, sono riconosciuti i medesimi diritti
al lavoro, sanit ed istruzione spettanti ai
cittadini iracheni. La norma delega allUNHCR
lindividuazione dei rifugiati politici ed istituisce
una Commissione permanente per gli Affari dei
Rifugiati, competente ad esaminare le richieste
di particolari gruppi di rifugiati.

Principali problematiche
Difficile sostenibilit economica dei rifugiati a
causa della difficile situazione economica
irachena; difficile gestione di un gran numero di
rifugiati siriani e curdi e di sfollati iracheni.

- La legge 21/2010 istituisce il Ministero della


Migrazione e del Dislocamento, incaricato di
fornire assistenza e servizi sia agli sfollati
interni iracheni (cd. Internally displaced persons
IDPs, sfollati) che ai rifugiati stranieri
stazionanti in Iraq.
Accoglienza dei rifugiati siriani
Pochi mesi dopo lo scoppio e laggravarsi della
guerra civile siriana, il Governo iracheno ha
chiuso le frontiere con la Siria, impedendo
laccesso ai richiedenti asilo e violando il divieto
di refoulment previsto dalle citate leggi 51/1971 e

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EGITTO

Rifugiati siriani registrati presso lUNHCR: 132.375.


Siriani presenti in Egitto: 300.000/400.000

Legislazione internazionale in materia di


rifugiati
- LEgitto fa parte della convenzione di Ginevra
(1951) e del protocollo del 1967.

Accoglienza dei rifugiati siriani


Tra laprile 2011 e il luglio 2013, la politica
egiziana sulle richieste di asilo dei siriani si
conformata al divieto di refoulement: non era
richiesto alcun visto di ingresso e non era
previsto il rimpatrio o il respingimento dei
richiedenti asilo alla frontiera.

- Il paese ha stipulato un Memorandum of


understanding (1954) con lUNHCR che affida a
questultimo
la
piena
responsabilit
nellidentificazione,
individuazione
e
registrazione dei rifugiati in Egitto.

Dopo il Colpo di Stato del 3 luglio 2013, la politica


del neonato Governo militare guidato dal
generale Abd al-Fattah Al-Sisi nei confronti dei
richiedenti asilo stata pi restrittiva,
prevedendo un visto dingresso obbligatorio per
tutti i siriani che vogliono entrare in Egitto e il
nulla osta da parte della Polizia. In seguito a tali
misure motivate dal sospetto dellesercito che
la maggior parte dei siriani rifugiati siano
sostenitori della Fratellanza Musulmana e del
deposto presidente Mohamed Morsi il flusso di
richiedenti asilo si arrestato. Oltre a queste
disposizioni di per s violanti i trattati
internazionali di cui lEgitto firmatario il
Governo ha ordinato in pi occasioni il rimpatrio
forzato di alcuni cittadini siriani.

- Il paese parte della Convenzione OUA del


1969 (c.d. Convenzione sugli aspetti specifici del
problemi dei rifugiati in Africa). Nel suo art. 12,
la Convenzione stabilisce che ogni persona che,
per via di aggressione esterna, occupazione e
dominazione straniera o eventi minanti lordine
pubblico in tutto o parti del suo paese di origine
o nazionalit costretto lasciare il suo posto di
abituale residenza per cercare rifugio in un luogo
altro rispetto al suo paese di origine o
nazionalit.
- Il paese firmatario della Convenzione sulla
Tortura del 1984.
- Il paese ha ratificato la Convenzione araba sui
Rifugiati del 1994.

Accoglienza dei palestinesi provenienti dalla


Siria

- lEgitto parte della Convenzione OUA sui


rifugiati del 1969 (Addis Abeba) e della
Convenzione contro la tortura e altre pene o
trattamenti crudeli, disumani o degradanti (New
York, 1984).

Ai palestinesi presenti in Egitto non


riconosciuto lo status di rifugiati, necessario per
ottenere il permesso di residenza temporaneo
accordato ai richiedenti asilo.

Legislazione nazionale in materia di rifugiati

Principali problematiche

- Nel 1984, lEgitto ha stabilito tramite decreto


presidenziale la Commissione di Affari per i
rifugiati, incaricata di collaborare con lUNHCR
nella gestione dei rifugiati.

Difficile sostenibilit economica dei rifugiati a


causa della situazione economica egiziana;
politica governativa spesso violante il divieto di
refoulement; mancato finanziamento di tutte le

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80.000 case in precedenza messe a disposizione
per i rifugiati (vuoto coperto in gran parte dalle
organizzazioni islamiste, tra cui alcuni gruppi
Salafiti).

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RACCOMANDAZIONI
Alla luce dellanalisi evidente che la progressiva diminuzione degli aiuti (vedi Appendice), il protrarsi del
conflitto e linstabilit in tutta la regione stanno provocando un flusso enorme di persone in fuga dalla
Siria verso lEuropa.
In questo contesto va praticata una politica di accoglienza e di pace allo stesso tempo. Le due iniziative
devono essere parallele per ridare una speranza ai siriani ed evitare che altri milioni di persone siano
costrette a fuggire.
1.

Aumentare programmi ed aiuti umanitari a favore della Siria e dei paesi limitrofi che
accolgono i rifugiati.

2.

Creare un sistema stabile di re-settlement (re-insediamento) e quote per i rifugiati dal Medio
Oriente in Europa con identificazione dei casi pi vulnerabili nei paesi di transito e
riconoscimento in loco della protezione internazionale.

3.

Moltiplicare il sostegno a trattative e iniziative di Pace che coinvolgano sia le fazioni politiche
sia la societ civile siriana e internazionale, con attenzione alla partecipazione delle donne
siriane nel processo di pace, come da UN Res. 1325.

4.

Embargo sulla vendita di armi agli attori del conflitto siriano, con stretto monitoraggio sulle
triangolazioni con paesi terzi. Severe sanzioni sul Governo Siriano per imporre il rispetto della
UN Res. 2139, che vieta i bombardamenti aerei su zone popolate, in particolare tramite barili
bomba.

5.

Non delegare la politica migratoria dell'Unione Europea a paesi dove non esiste il rispetto dei
diritti umani. Vincolare gli accordi EU-Turchia in materia di rifugiati all'effettivo rispetto dei
diritti umani nel paese ed applicare i futuri accordi esclusivamente dopo gli esiti delle elezioni
politiche turche ed al ripristino del gioco democratico e la fine della violenza politica.

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OUT OF THE BORDERS | Rifugiati siriani in Medio Oriente e Nord Africa | www.unponteper.it

APPENDICE
Il grafico 1.a mostra il numero dei rifugiati siriani tra il settembre 2012 ed il settembre 2015. In tale fascia
di tempo, lentit dei richiedenti asilo siriani nei Paesi di Medio Oriente, Nord Africa ed Europa cresciuto
da 231.575 a 4.086.760.
Contemporaneamente alla crescita dei rifugiati aumentata la richiesta di finanziamenti da parte
dellUNHCR.
Il grafico 1b mette in relazione i finanziamenti richiesti e quelli effettivamente ottenuti; esso evidenzia
che, sebbene la richiesta dei fondi sia aumentata, progressivamente lentit dei fondi erogati in favore
dellUNHCR diminuita.

Grafico 1.a. Rifugiati siriani settembre 2011settembre 2015.

Grafico 1.b. Rapporto fondi richiesti (blu)/Fondi


ricevuti (rosso).

$8.000.000.000,00

4500000
4000000

$7.000.000.000,00

3500000

$6.000.000.000,00

3000000

$5.000.000.000,00

2500000

$4.000.000.000,00

2000000
$3.000.000.000,00

1500000
1000000

$2.000.000.000,00

500000

$1.000.000.000,00

0
settembre
2012

settembre
2013

settembre
2014

$0,00

settembre
2015

2012

3
17

2013

2014

2015

OUT OF THE BORDERS | Rifugiati siriani in Medio Oriente e Nord Africa | www.unponteper.it

FONTI
- AKRAM, S., BIDINGER, S., HITES, D.,KUZMOVA, Y., LANG, A. &NOUREDDINE, E. (2013) Protecting Syrian Refugees: Laws,
Policies, and Global Responsibility Sharing. Boston University School of Law
- LEAGUE OF ARAB STATES (1994) Arab Charter on Human
Rights.(http://www.refworld.org/docid/3ae6b38540.html)
- MIGRATION POLICY CENTER AT THE EUROPEAN UNIVERSITY INSTITUTE IN FLORENCE. Syrian Refugees A snapshot of
the crisis in the Middle East and Europe (http://syrianrefugees.eu/)
- MINISTRY OF FOREIGN AFFAIRS OF REPUBLIC OF TURKEY. http://www.loc.gov/law/help/refugees/legal-statusrefugees.php#_ftn14
- MINISTRY OF INTERIOR OF REPUBLIC OF TURKEY DIRECTORATE GENERAL OF MIGRATION
MANAGEMENT.http://www.goc.gov.tr/main/Eng_3#
- SADEK, G. Legal status of refugees: Egypt, Jordan, Lebanon, Iraq.
(http://www.loc.gov/law/help/refugees/legal-status-refugees.php#_ftn14)
- UNHCR. Convention and protocol related to the status of Refugees.
(http://www.unhcr.org/3b66c2aa10.html)
- UNHCR. Syria regional refugee response (http://data.unhcr.org/syrianrefugees/regional.php)

Appendice:
- Financial tracking service. Total funding to the Syrian crisis 2012 provided by OCHA.
https://fts.unocha.org/pageloader.aspx?page=special-syriancrisis&year=2012
- Financial tracking service. Total funding to the Syrian crisis 2013 provided by OCHA.
https://fts.unocha.org/pageloader.aspx?page=special-syriancrisis&year=2013
- Financial tracking service. Total funding to the Syrian crisis 2014 provided by OCHA.
https://fts.unocha.org/pageloader.aspx?page=special-syriancrisis&year=2014
- Financial tracking service. Total funding to the Syrian crisis 2015 provided by OCHA.
https://fts.unocha.org/pageloader.aspx?page=special-syriancrisis&year=2015

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Realizzato da Un ponte per il 30 Settembre 2015.


Autore: Luigi Giorgi.
Hanno collaborato: Domenico Chirico e Cecilia Dalla Negra.
Grafica: Stefano Rea.

In copertina: Una bambina siriana nel campo rifugiati di Domiz, Iraq. Foto di Younes Mohammad. Novembre
2014.

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