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GESTI SOCIATIVI: attività di pace in ambienti aggressivi

Amore e odio (appunti da testo di Eibl Eibesfeldt)


La protezione dai nemici é un fattore importante tra quelli che hanno condotto alle consociazioni animali:
la protezione e la difesa della prole hanno sicuramente preceduto la vera e propria cura parentale.
Nella maggioranza dei pesci e in tutti i rettili che provvedono ai piccoli, la cura parentale é limitata alla
protezione dai nemici. Nei casi più semplici un solo adulto rimane presso la prole; spesso però ambedue i
genitori rimangono presso i piccoli e li difendono insieme. E’ qui che affonda una delle sue radici il
rapporto duraturo di coppia, che in casi estremi può essere mantenuto tutta la vita....
Un altro vantaggio della consociazione é la possibilità della divisione del lavoro: il maschio può
assumersi la protezione della prole, la femmina il compito della nutrizione, pulizia e riscaldamento dei
piccoli. I lupi che vivono in branco cacciano insieme: gli uni sorpassano la selvaggina e le tagliano la
strada, gli altri le inseguono da tergo e le sbranano......
La vita di gruppo permette anche che si formino delle tradizioni: in diverse scimmie, le invenzioni
vengono imitate dalle altre e conservate di generazione in generazione per tradizione. Una volta che i
macachi dell’isola di Koscima furono nutriti con patate dolci, a una femmina venne in mente che si poteva
lavare il terriccio che vi aderiva: ciò fu imitato dagli altri e ora questa abitudine é un carattere specifico del
gruppo.
Si sono anche nutrite le scimmie di quell’area con granturco sparso sulla riva: da principio lo raccolsero
grano per grano, finché quella stessa femmina che aveva scoperto il lavaggio delle patate dolci, venne in
mente di afferrare il conglomerato di sabbia e granturco e farlo decantare nell’acqua. Anche questa
scoperta fu acquisita nel corso del tempo dagli altri membri del gruppo. Presso Kyoto una femmina imparò
a scaldarsi a un fuoco all’aperto come faceva un guardiano: in breve tempo tutti gli animali fecero lo
stesso. Anche presso gli scimpanzé in libertà esistono abitudini tramandate specifiche del gruppo.
I membri di una famiglia o di un gruppo si assistono spesso fino a sacrificare la vita e anche quando non
giungono a tanto, fanno molte cose che non portano necessariamente vantaggio all’individuo...
Riti che fondano un legame
Gli animali possono essere sociali e aggressivi: a prima vista i due termini sembra che non siano
unificabili ... In realtà ogni animale che viva in consociazioni chiuse deve scontrarsi con questa
problematica ed é occorsa tutta una serie di invenzioni per ottenere una soluzione: tra l’altro si sono dovuti
sviluppare riti acquietanti e colleganti. Gli animali aggressivi viventi in gruppo esplicano una continua
attività volta a mantenere la pace.
Pulsioni sociative
La ricerca di protezione é veramente uno dei potenti motivi di collegamento ai congeneri, forse uno dei
più antichi: la soglia di fuga del pesce che vive in branco é considerevolmente più bassa quando é solo che
quando nuota in compagnia.
I vertebrati superiori cercano rifugio in prima istanza presso la madre, il che vale per i polli come per gli
uomini. Presso i paviani (tipo di babbuino) il piccolo nei primi mesi di vita cerca sempre la madre; più
tardi cerca anche protezione presso altri adulti di alto rango: per lo più il maschio di più alto rango é la
meta della fuga persino quando, cosa interessante, é stato esso stesso a scatenare la fuga. Se non si trova
nessun individuo di alto rango, due giovani o due adulti possono corrersi incontro e abbracciarsi; se é
proprio sola, una scimmietta paurosa giunge ad abbracciare sé stessa. ma, originariamente, la meta della
fuga é sempre la madre: ad essa si attacca e succhia alla mammella per tranquillizzarsi: a questo punto la
soglia di fuga cresce considerevolmente, e ciò che prima provocava la fuga, ora viene considerato con
interesse da quella sicura posizione. L’azione tranquillizzante della madre può essere raggiunta anche con
esche: giovani scimmie rhesus allevate in isolamento quando sono prese dalla paura fuggono su un telaio
di filo di ferro rivestito di stoffa e vi si avvinghiano fortemente.
In tutti questi casi possiamo constatare una appetenza al riparo attivato dallo stato psichico della fuga: ciò che per
il topo é la sua tana e per il pesce la protezione della scogliera, nel caso nostro é il congenere: esso presta copertura
e acquisisce così, in certo modo, una valenza domestica (domus); questa é con tutta certezza una radice della
aspirazione al contatto. Il congenere diviene meta della fuga, la sua vicinanza significa riparo sicuro: é perciò che il
rafforzamento del legame con un membro del gruppo si realizza tramite una motivazione ansiosa.

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Sentimenti senza parole
I gesti naturali servono per dire come mi sento cioè le mie emozioni: ho fame, ti sono amico, ti voglio
bene, ho paura, sto con te, ti cerco, sono arrabbiato, sono fortissimo, ti rispetto.
I gesti naturali sono anche spontanei: significa che noi li facciamo senza accorgercene, come se il nostro
corpo decidesse senza usare il cervello. Forse anche per questo i gesti naturali più importanti, che sono
quelli rappresentati nelle figure, sono molto simili nell’uomo e in altri animali.
Con i gesti naturali é molto più difficile immaginare una storia, anche se noi spesso, quando parliamo,
accompagniamo la voce con dei gesti naturali.
Il lavoro che segue é stato svolto in diversi tempi nel modulo IIC e IIIB e poi IIIC e IVB del 48° Circolo
di Barra

In questa figura ci sono due uccelli, uno é la mamma e


quell’altro é il figlio che apre la bocca e significa che vuole
mangiare e la mamma gli da il cibo dalla sua bocca.(Lucia
Acampa IV B)

L’immagine di questa figura é che una mamma da a


mangiare suo figlio con passione e bene. (Monica De Micco
IV B)

Un gabbiano maschio tocca il becco della femmina come


se volesse cibo: é una specie di bacio.
In questa figura ci sono due gabbiani e il maschio
corteggia la femmina per far capire che si vuole mettere
insieme e che lo deve volere bene come un figlio, perciò
le tocca il becco come fa il piccolino quando vuole
mangiare.
(Lucia Acampa IV B)
In questa figura si vedono due gabbiani, un maschio e una
femmina: il maschio fa la corte alla femmina ed é come se
dicesse: tu mi devi voler bene come se io fossi tuo figlio.
(Monica De Micco IV B)

Uno scimpanzé fa il
solletico alla mamma per
fargli uscire quello che adesso
si é mangiato perché lui ha
fame. (Monica De Micco IV
B)
Bacio tra il maschio e la
femmina dello scimpanzé

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Una scimmia che ha un figlio, il figlio le fa il solletico vicino alla bocca
per avere il cibo. E anche i maschi umani fanno questo: due fidanzati si
baciano come le scimmie ma loro sono umani. (Lucia Acampa IV B)

Una signora per dare da mangiare al suo piccolo figlio doveva avere
molta pazienza perché ogni volta che il suo piccolo doveva mangiare lei
doveva fare una fatica: prima doveva mangiare lei, poi quando arrivava il
momento del suo piccolo figlio lei doveva prendere il cibo del bambino,
lo doveva masticare bene in bocca sua e quando l’ha masticato bene
prende il suo piccolo figlio in braccio e dalla sua bocca versa il cibo nella
bocca del piccolo figlio, e così il bambino mangia il cibo dalla bocca
della mamma.(Maddalena Iacomino IV B)

Un bambino piccolo piccolo quando ha paura


corre subito verso il petto della mamma e si prende
in bocca il petto guardandosi bene intorno. La
mamma lo guarda sentendo che il figlio prende il
petto pieno di paura. Ma la mamma non sa che il
figlio sta prendendo il petto perché sta più sicuro
vicino a lei.
(Maddalena Iacomino IV B)

I due innamorati si
passano il biscotto bocca a
bocca come segno di
amicizia, segno di fratello e
sorella, così si vogliono bene
con tutto il cuore. A Napoli
per dire ‘molto amici’ si
dice ‘Noi abbiamo mangiato
Esistevano una volta tre pigmei che uccidevano un grande elefante e si nello stesso piatto’. (Enzo
passano la carne di elefante bocca a bocca, uomini e donne come segno di Liccardi IV B)
amicizia oppure come segno d’amore, di fratello e sorella.

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Il piccolo della foca stimola
i lati della bocca della madre
per avere cibo

La femmina fa la stessa cosa


con il suo maschio

La paura che ho fatta


Quando si ha paura il cuore batte forte, si alzano i capelli, gli
occhi si fanno gialli, viene l’affanno, tremano le gambe, tremano i
denti si la il pipì o la cacca addosso.
La paura che ho fatta: é quando hanno ucciso quei quattro a
Piazza Crocella: ho visto due macchine con le pistole fuori che si
sparavano tutte e due le macchine, sono fuggito da mia mamma e mi
ha fatto la camomilla. Mi tremavano le gambe e si sono alzati i
capelli e sono andato nel bagno, mi é venuto l’affanno e mi
tremavano i denti.
Quando papà mi ha comprato la bicicletta ero molto contento ma
non era come ho fatto quelle paure: il cuore sbatteva normale, le
gambe non tremavano, i capelli non si alzavano e i denti non
tremavano, gli occhi non erano gialli. E poi alla fine mi ha dato pure
i soldi (Barra 6 maggio 1992, II elementare)
Un soldato abbraccia un altro soldato che piange. Questo gesto
viene dai bambini neonati quando cercano il petto, però loro non lo
possono fare perché sono maschi.(Orlando Cocozza IV B)

Due bambini che


hanno paura e non hanno
la mamma si abbracciano
nello stesso modo. Anche
noi in classe quando ci
mettiamo paura chi
abbraccia il giubbino, chi
si porta un orsacchiotto,
chi si abbraccia un altro
bambino e così non hanno
paura. (Raffaele Violante
IV B)

Questo disegno rappresenta un abbraccio


tra due adulti; questo gesto lo fanno anche i
giocatori del calcio quando hanno fatto un
goal e si buttano addosso a quello che ha
segnato. (Orlando Cocozza IV B)

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Due signore si danno i baci come fanno i bambini piccoli per far
capire che sono unite come mamma e figlio.
(Andrea Andolfi IV B)

Questo bambino piccolo si sta trascinando per il corpo della


madre: questo é un affetto molto buono.
(Andrea Andolfi IV B)

Un vecchio sta piangendo e la signora gli mette la mano in testa


come capire: non piangere stai vicino a me. Una mano sulla testa ci
serve a consolare.
(Mariarca Schiavo Pesce III C)

I bambini
quando non ci
sono i genitori e
sono soli: una
mano sulla
spalla ci fa
sentire più
sicuri. Anche la
scimmia fa così
e con una mano
sulla spalla si
sentono più
sicure. (Italia
Amen IV B)

Gli animali sociali usano spulciarsi


come segno di collaborazione
L’inchino é un invito alla cura
della pelliccia ed é perciò un gesto
di collaborazione
In queste figure si vede che la
grattatina in testa diventa un
inchino e anche quando uno prega
fa sempre un inchino.
Quando uno abbassa la testa e
l’amico gli fa una grattatina
significa che é molto amico.
(Francesco Esposito IV B )

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Lo scimpanzé Quello che si vede é un altro
quando si arrabbia i peli esempio dell’uomo primitivo che
si alzano e lo cerca di fare le spalle più grandi.
scimpanzé caccia i (Attilio Apa e Ciro D’Auria III C)
denti fuori e si gonfia Anche le persone più
tutto il corpo e alza le importanti si mettono le spalline
spalle perché si vuole per fare sembrare più forti. (Attilio
difendere. Quando si arraggia tutti i peli del corpo e le Apa e Ciro D’Auria III C)
orecchie si alzano e pure i capelli e si fa enorme e rompe tutti
gli alberi. (Attilio Apa e Ciro D’Auria III C)

Saltare é un segno di minaccia perché ti fa sembrare più


grande e anche perché ti fa sembrare più forte (D’Onofrio Luigi
III B)

Le scimmie per minacciare fanno


vedere i denti canini ma questa é una
minaccia diversa dalle altre minacce
che possono uccidere e far male grave,
solo per far spaventare facilmente senza
una pistola o arma pericolosa.
Dentro alla nostra scuola minacciano in
questo modo: «Faccio venire un cugino,
un fratello, mio padre, la mamma » Ma
é una minaccia brutta prima perché si
bisticciano i grandi, secondo da la colpa
ai maestri e poi ti picchiano pure.
(Stefania Tartaglia III C)

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