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Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti

e si abbatterono su quella casa,


ed essa non cadde, perch era fondata sopra la roccia
(Mt 7, 21-27)

Per interrogarsi sulla oggettivit della storia e sulle possibilit di una scienza storica, nonch
per trarne conclusioni sul valore che pu avere per l'Uomo contemporaneo, necessaria una
discriminazione terminologica e concettuale preliminare. Distinguiamo tra storia, intesa come
insieme degli eventi che accadono nel tempo, e storiografia, scienza, indagine critica o conoscenza
del suddetto insieme di eventi1. La concezione del senso della storia avr chiaramente conseguenze
sull'impostazione della sua interpretazione, ovvero della ricerca storiografia. Per Agostino, ad
esempio, ogni evento compreso nel disegno divino volto alla salvezza, mentre per Schopenhauer
ripetizione dei drammi del passato.
Primo assunto fondamentale irrinunciabile che la storia sia oggettiva, ossia costituita di
eventi reali: alcuni sono accaduti, altri no. Essi non hanno per un significato in s, i fatti sono
stupidi2, in quanto non possiedono una verit univoca e assoluta: la storia costitutivamente
plurale.
Secondo assunto preliminare che, come insegna la scuola francese degli Annales, ogni
evento potenzialmente storico, data la possibile connessione con altri fatti tramite rapporti causali;
le cause e gli effetti di un determinato evento storico sono, dunque, potenzialmente infiniti.
Cerco un centro di gravit permanente...
Da tali considerazioni sulla storia possiamo derivare una concezione peculiare della ricerca
storiografica. La storiografia pu dirsi oggettiva in quanto e finch si attiene alla fedelt ai fatti3,
cio nella misura in cui si mette alla ricerca critica e rigorosa di ci che accaduto, ma senza cadere
nella idolatria del fatto4, ovvero nell'idea che la storia abbia un senso unico e assoluto. La storia
costituita di singoli eventi dalle molte facce.
Le riflessioni compiute da numerosi epistemologi contemporanei (da Popper a Feyerabend, da
Kuhn a Lakatos) hanno mostrato come non esista un'oggettivit assoluta neanche nel campo delle
scienze pure, poich l'idea di un metodo universale [] e di una razionalit universale sono
altrettanto irrealistiche5: la stessa modalit di acquisizione della conoscenza diversa di volta in
volta, dipendendo dall'ambito in questione. La possibile scientificit della storiografia non star
dunque nella pretesa di cogliere il senso della storia, ma nell'utilizzo di un metodo rigoroso e
critico, anch'esso per, come il suo oggetto, plurale e pluridisciplinare. Il prerequisito di questa
scientificit risieder nella consapevolezza filosofica della pluralit costitutiva della storia e della
storiografia.
Come ogni disciplina che vuole dirsi scientifica, essa non deve ricercare la totalit delle cause
di un evento, ma indagare aspetti parziali, circoscrivibili, del fatto studiato; essa non pu e non deve
cercare il senso della storia, ma deve limitarsi a studiare i singoli e circoscritti legami tra gli
1 - cfr. Abbagnano, Dizionario filosofico, UTET, p. 837, voce Storia.
2 - cfr. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita.
3 - Scrisse precisamente la Arendt: Comprendere non significa negare latroce, dedurre il fatto inaudito da precedenti,
o spiegare i fenomeni con analogie e affermazioni generali in cui non si avverte pi lurto della realt e dellesperienza.
Significa piuttosto esaminare e portare coscientemente il fardello che il nostro secolo ci ha posto sulle spalle, non
negarne lesistenza, non sottomettersi supinamente al suo peso. Comprendere significa insomma affrontare
spregiudicatamente, attentamente la realt, qualunque essa sia. E pi oltre: si tratta di essere fedeli alla realt delle
cose (Lettera a Karl Jaspers, 11 giugno 1965, in H.Arendt-Karl Jaspers, Briefwechsel 1926-1969; trad.it. Hannah
Arendt - Karl Jaspers. Carteggio1926-1969. Filosofia e politica, Milano, Feltrinelli 1989, p. 218).
4 - cfr. Nietzsche, Sull'utilit e il danno della storia per la vita.
5 - Da P.K.Feyerabend, La scienza in una societ libera, Feltrinelli, Milano 1982.

eventi.
Si aggiunga che la storia la scienza delle cose che non si ripetono6 poich l'evento storico
non riproducibile in laboratorio. Noi tutti abbiamo creduto di poter trattare la Storia come un
esperimento di fisica. La differenza che in fisica si pu ripetere l'esperimento migliaia di volte, ma
nella Storia si pu farlo solo una volta.7.
Cercando di raffigurare geometricamente la questione, pensiamo l'evento come centro di una
circonferenza sulla quale collocheremo le cause. Basta questa immagine a comprendere che infinite
sono le cause potenzialmente individuabili come lo sono i punti della circonferenza e i raggi di un
cerchio; e ancora che ogni legame causale infinitamente moltiplicabile, poich, per assioma, fra
due punti sempre possibile individuarne un terzo. Da ultimo, la stessa circonferenza allargabile
in maniera indefinita alla ricerca delle cause pi remote. Assumendo la conoscenza totale di un
evento come noumeno e le singole cause come fenomeno (richiamando la terminologia kantiana),
avremo che la conoscenza completa di un evento, il noumeno della storia, sar costitutivamente
impossibile da raggiungere sia perch la storia plurale in s, sia perch la storiografia
incompleta, non tanto per l'incapacit dello storico, quanto per la sua natura di scienza aperta e in
cammino. La storia non ha alcun senso nascosto8 e aggiungiamo che, se anche lo avesse, esso non
sarebbe conoscibile, in virt dei motivi precedentemente esposti.
La scientificit della storiografia quindi possibile solo per aspetti ben determinati e
delimitati.
La storia siamo noi...
La concezione della storiografia come scienza oggettiva, plurale, metodologicamente rigorosa
e aperta, si precisa e completa nell'idea della spiegazione storica come operazione ermeneutica.
Non ci pu essere nessuna storia del passato cos come questo veramente accadde. Ci possono
essere solo interpretazioni storiche, e nessuna di queste definitiva; e ogni generazione ha il diritto
di crearsi le sue proprie interpretazioni9. La storiografia sempre un'operazione storica, lo storico
non mai totalmente fuori dalla storia o di fronte ad essa: lo storico interpreta la storia. In ultima
analisi, lo studio di un nesso causale anch'esso un evento storico e, in quanto tale, parte della
storia che circoscrive e racconta: si tratta quasi di un'applicazione del principio di indeterminazione
di Heisenberg al campo storico.
La spiegazione storica, intesa come collegamento tra un evento e le sue cause o i suoi effetti,
quindi costruzione di un triangolo interpretativo tra la causa, l'effetto e lo storiografo. Non nel senso
che la storiografia possa avanzare qualunque interpretazione ignorando o, peggio, manipolando i
fatti, ma nel senso che restando fedele ai fatti e sottoposta al continuo confronto intersoggettivo,
produca senso e comprenda il presente mediante il passato e il passato mediante il presente10.
L'individuazione di una causa storica, intesa come insieme delle condizioni necessarie e
sufficienti per la realizzazione di un determinato evento, quindi a sua volta un evento, un fatto che
acquisisce significato solo nell'operazione storiografica. Il metodo storiografico avr certamente
come scopo l'eliminazione degli idola baconiani, ma non per una presunta oggettivit assoluta,
bens per rendere l'interpretazione rigorosa e fondata, ovvero fedele ai fatti non come uno specchio,
ma come un cane che segue instancabilmente il suo padrone.
Voglio trovare un senso a questa storia, anche se questa storia, un senso non ce l'ha...
Quale senso e quale valore conserva l'indagine storica una volta appuratane la relativit e
6 - cfr. Paul Valry, Varit IV, 1944.
7 - Arthur Koestler, Buio a mezzogiorno (Darkness at noon), trad. di Giorgio Monicelli, Oscar Mondadori , Milano,
1966, p. 182.
8 - Karl R. Popper, L'emancipazione attraverso la conoscenza, in Controcorrente aprile-giugno 1973, anno V, n.2 pp.
17-22.
9 - cfr. Karl R. Popper, Tutta la vita risolvere problemi. Scritti sulla conoscenza, la storia e la politica (Alles Leben ist
Problemlsen: ber Erkenntnis, Geschichte und Politik), Rusconi, Milano, 1996.
10 - cfr. Marc Bloch, Apologia della storia.

incompiutezza? Popper ci ha mostrato come alla pretesa che ci sia un senso unico e assoluto della
storia segua l'arroganza di possederlo e quindi l'instaurazione di un regime totalitario. Concepita
come sopra, la storiografia si rivela scienza fondamentale per la democrazia perch prima di tutto
attraverso di essa che il cittadino e la societ si costituiscono costruendo un senso comune e
condiviso, razionale ma plurale, aperto e incompiuto ma solido e rigoroso. Fa notare Emilio
Lastrucci: La storia possiede potenzialmente un valore formativo estremamente elevato, in ragione
del ruolo determinante che la coscienza-consapevolezza del passato rappresenti una meta educativa
prioritaria per il sistema formativo di una societ democratica avanzata11.
La comprensione storica si rivela dunque dovere del cittadino, operazione necessaria per
conoscersi e riconoscersi, ovvero per acquisire identit e costruire il proprio futuro, cio per
trasformarsi da soggetto alla storia in soggetto della storia. I limiti costitutivi dell'indagine storica si
rivelano, piuttosto che mancanze o problemi epistemologici, preziose risorse.
Il concetto di noumeno storico sembra allontanare indefinitamente il fatto dall'indagine,
avvolgendolo in un alone di utopia, ma a cosa serve l'utopia? [] Serve a camminare12. In termini
pi rigorosamente kantiani, il noumeno ovvero il fatto storico ideale regolativo, ossia
imprescindibile stella polare, punto di riferimento fondamentale, orizzonte di senso e la sua
inesauribile ricchezza di significati non un problema ma un dono.
In quanto protagonisti della storia, dobbiamo necessariamente darle un senso ed questo
senso, o meglio la costruzione di esso che ci proietta nel futuro e lo progetta. La costruzione del
senso della storia si rivela costruzione delle fondamenta, il pi possibile solide, del nostro essere
uomini. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa,
ed essa non cadde, perch era fondata sopra la roccia (Mt 7, 21-27).

Hanno collaborato:
Campagner Oreste
Gallazzi Elia
Lang Valerio
Rossati Micol
Sartorio Emanuela
Skocibusic Vlado
Vanni Micol

11 - cfr. Emilio Lastrucci, Formare il cittadino, La Nuova Italia 1997.


12 - Eduardo H. Galeano, Las palabras andantes, (Parole in cammino), 1993, p. 310.