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Io non tremo

Io non tremo: associazione di Rimini creata dopo il terremoto dellAquila, perch c stato un declassamento di
citt come Rimini, non pi considerata zona sismica, non pi edifici costruiti con criteri antisismici.
INTENSITA MCS
La Scala Richter una scala pi oggettiva per intensit ed energia rilasciata dal terremoto rispetto alla Mercalli
che basa la sua scala su una classificazione per localit per gli effetti che possono variare moltissimo
a seconda di: profondit ipocentro e distanza dallepicentro, categorie di suolo, vulnerabilit costruzioni. Un
terremoto maggiore di un altro di una unit di magnitudo lascia una traccia dieci volte pi grande, ma libera
unenergia di circa 32 volte pi grande.: FATTORE 32 (aumenta in maniera esponenziale)
Le zone colpite dai terremoti pi forti sono lappennino meridionale, la Calabria e la Sicilia orientale. In media,
ogni cento anni, si verificano in Italia dai 7 ai 10 terremoti di magnitudo superiore a 6.0.
A scala globale la gran parte dei terremoti che colpiscono la faccia della Terra cadono lungo margini di zolla.
Gli ipocentri dei terremoti sono superficiali in corrispondenza dei margini divergenti e sono da superficiali a
profondi nelle zone di subduzione. In base alla superficie e resistenza e spostamento della faglia (roccia) si
determina lenergia del terremoto. Faglia trascorrente: quella di SantAndrea (California), lunga 1300 km.
Nel terremoto di San Francisco del 1906 si ebbe un movimento relativo di 6,4 m.
Per capire come avviene il fenomeno del terremoto introduciamo la teoria del rimbalzo elastico: quando
sottoposta a determinati sforzi, la roccia tende a deformarsi elasticamente accumulando energia che rilasciano
istantaneamente in seguito alla rottura lungo un piano di faglie, generando vibrazioni (onde sismiche) che si
propagano in tutte le direzioni. Dunque, affinch avvenga il fenomeno del terremoto, occorrono due ingredienti
fondamentali:
- le rocce devono essere sottoposte a sforzi;
- le rocce si devono deformare e rompere.
Il terremoto infatti, si evidenzia con improvviso e alternato movimento del terreno (per una durata di pochi
secondi, o comunque non superiore al minuto)e, con conseguenti brusche accelerazioni che danno vita alle
forze d'inerzia sulle masse presenti ai vari piani e lungo l'altezza di una costruzione. Durante il processo di
fratturazione vengono emesse due tipi di onde sismiche chiamate onde di volume, poich si propagano
all'interno della Terra:
Le onde P (o Primarie) sono le pi veloci: 6,2-8,2 km/s .Sono onde di rarefazione e compressione.
Ciascuna particella oscilla nella direzione di propagazione (longitudinale) delle onde stesse.
Le onde S (o Secondarie) sono meno veloci: 3,6-4,7 km/s e non si propagano nei fluidi
Il moto delle particelle di materia perpendicolare alla direzione di propagazione, e viene registrato nelle
direzioni: verticale, Nord-Sud ed Est-Ovest.
Le onde di Rayleigh (2,7 km/s) e le onde di Love (3 km/s) sono invece onde superficiali, che si propagano
cio solo lungo la superficie terrestre. Il moto delle particelle trasversale, orizzontale e
perpendicolare alla direzione di propagazione
Le onde sismiche generate dal terremoto raggiungendo le fondazioni provocano loscillazione delledificio e in
tale moto alternato la struttura subisce forze di inerzia proporzionali alle masse e quindi ai pesi delledificio. Il
moto (e cio la risposta) regolato dalla rigidezza e dalla massa delledificio, anche con il contributo (a volte
determinante) di elementi non strutturali.
La frequenza di oscillazione della struttura diminuisce allaumentare della massa delledificio.
Se una struttura subisce grandi deformazioni senza rompersi, Duttile, quindi capace di deformarsi oltre il
limite massimo elastico. Il terremoto, probabile nellarco di vita di una costruzione, si evidenzia con improvviso
e alternato movimento del terreno per una breve durata e, quindi, con conseguenti brusche accelerazioni che
fanno nascere forze di inerzia sulle masse presenti ai vari piani e lungo laltezza di una costruzione. Le
sollecitazioni e gli spostamenti provocati sulla struttura di una costruzione sono influenzati dalle caratteristiche
della stessa struttura; vale a dire che la risposta della struttura a definire lentit e qualit dellazione sismica
e gli eventuali conseguenti danni.

Lo scuotimento pu variare notevolmente anche a piccole distanze, perch dipende molto dalle condizioni
locali del territorio, in particolare dal tipo di terreni e dalla forma del paesaggio (valli, montagne, etc.), dunque
a parit di vulnerabilit delle costruzioni anche gli effetti spesso sono assai diversi.
In genere, lo scuotimento degli edifici minore sui terreni rigidi (roccia) e si incrementa invece dove i terreni
sono soffici, sulla cima di rilievi o lungo i bordi delle scarpate e dei versanti rigidi, con la possibilit di provocare
anche il fenomeno della liquefazione (passaggio in un gas allo stato liquido) che pu verificarsi in caso di:
1) sedimenti granulari,
2) sedimenti saturi d'acqua,
3) scuotimento intenso.
Le onde sismiche provocano un incremento della pressione dellacqua nel sedimento.
Nella lente di sabbia i granuli improvvisamente si addensano con un crollo della resistenza locale. Il sedimento
assume un comportamento simile a quello di un liquido (liquefazione delle sabbie).
i danni di un terremoto sono determinati da due variabili:
1) l'intensit del movimento (quello percepito e non magnitudo)
2) la tecnica costruttiva;
inoltre, le onde caratterizzate da bassa frequenza/elevata ampiezza possono essere le pi distruttive se
situate in bacini sedimentari non consolidati.
Quindi occorre controllare molti aspetti di una costruzione:
-Anno di costruzione
-Materiali con cui stata costruita
-Struttura: meglio quadrata o rettangolare, non troppo alta
-Terreno: deve essere solido, non umido
(I lavori possono indebolire la casa, troppe porte o finestre o pesi eccessivi sul pavimento)
Solitamente nella "Stanza Sismica", il movimento si verifica semplicemente in una sola direzione orizzontale;
nella realt invece il moto del terreno avviene in tutte le direzioni: sia verticale (moto sussultorio) che
orizzontale (moto ondulatorio). Le conseguenze del moto verticale, sulle costruzioni, vengono solitamente
definite secondarie: le travi tendono a sollevarsi. Se nello stesso tempo le strutture di appoggio oscillano in
direzione orizzontale pu venir meno la condizione di appoggio e ne segue il crollo della trave ( Emilia 2012 ).
Verso la fine della presentazione, sono stati mostrati gli oscillatori e attraverso quest'ultimi siamo riusciti a
comprendere meglio come il fenomeno del terremo agisce sulle strutture.
L'oscillatore, spiega il Dottore, ha un suo modo naturale di vibrare detto anche Modo Proprio. Un'oscillazione
intera (=andata e ritorno) si compie in un tempo, chiamato periodo (s) e il suo opposto si chiama frequenza
(Hz). Quest'ultima aumenta quando aumenta la rigidezza del sistema e diminuisce quando aumenta la massa.