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LA STAMPA

MERCOLEDÌ 28 APRILE 2010 TuttoScienze 25


Meraviglie

Intervista GABRIELE BECCARIA


Inserendo

e informazioni
dati

nel cervello
si potrà
Il profeta combinare
l’intelligenza
ragazzo biologica
con quella
dell’optogenetica artificiale
creando
una nuova
La differenza tra Ed specie
Boyden e gli altri neuro- di super-
scienziati è questa: men- processore
tre i colleghi stanno a
guardare i neuroni e le
loro reazioni, lui li provoca e li mani-
pola. E’ un capovolgimento sia con-
cettuale sia pratico che stupisce mol-
ti, tranne i colleghi che lavorano con
lui nel laboratorio del Massachusetts
Institute of Technology di Boston
(passa sotto il nome di «Media Lab’s
synthetic neurobiology group»).
E’ con intuizioni controcorrente e
test rivoluzionari che ha strappato
un posto tra gli scienziati «under 40»
più promettenti, secondo la rivista
«Discover». E sono le sue invenzioni
a farlo scintillare tra gli «innovatori
top» scovati da «Technology Re-
view». Ma di sicuro dovrebbe essere
inserito in un’ulteriore lista, più fan-
tasiosa, quella dei ricercatori caleido-
scopici, che utilizzano le logiche mul-
tidisciplinari da cui far decollare le
idee: fisico di formazione e ingegnere
elettronico per passione, lavora con
una ventina di giovani che frullano
biologia, matematica, computer e fi-
losofia, avventurandosi nell’optoge-
netica, là dove si intrecciano ottica e
genetica. Alle particelle - ha confes-
sato - preferisce i miliardi di neuroni.
Sono loro il mistero con cui avrà a
che fare la scienza del XXI secolo, ha
ripetuto al «Brainforum», il conve-
gno sulle neuroscienze di Roma.
Professore, lei che idea si è fatto
del cervello? Come lo definisce?
«Come un computer altamente spe-
cializzato e potente, con la capacità
di processare emozioni, decisioni e
anche una molteplicità di percezioni
sensoriali. Tutto avviene in modo ve-

“Curerò la mente
loce ed efficiente. E’ possibile con gli
“shortcuts”, le scorciatoie: succede
per esempio con le illusioni ottiche,
come quando si guarda una cascata
e si vede un’insieme coerente, non
certo le singole gocce».
Ma la concezione di questa macchi-

con virus e luci”


na - anche per merito suo - sta ulte-
riormente cambiando, giusto?
«Sappiamo dagli studi condotti nel-
l’ultimo decennio che svolge una se-
rie di compiti in modo molto efficace,
mentre è pessimo per altri, come la
matematica. Un personal è veloce,
l’uomo è miliardi di volte più lento.
La maggior parte di noi, almeno».
Lei è diventato celebre per l’uso del-
Boyden è uno degli scienziati americani più celebrati
le molecole fotosensibili che trasfe-
risce nei neuroni: come funziona
questa tecnica?
“Gli altri osservano i neuroni, io li accendo e li spengo”
«Sono ricerche che abbiamo comin-
ciato cinque anni fa, qui a Boston, in- sulle cavie che cosa è successo? Che tipo di effetti, anche cognitivi? “implants” - di protesi, cioè - come
sieme con un team a Stanford e un al-
tro in Germania. Il progetto prevede
«La usiamo per “accendere” e per
“spegnere” diversi circuiti: per esem-
Lo sapevi che? «Anche cognitivi, naturalmente.
Spesso mi viene chiesto se sia possi-
quelli uditivi nell’orecchio interno o
quelli anti-Parkinson. Rappresenta-
l’individuazione di alcune molecole
capaci di convertire la luce in segnali
pio allo scopo di alterare lo stato
emozionale di un animale, interferen-
La super-copia bile alterare una memoria e questa,
in effetti, è una delle aree di ricerca
no la base per sviluppare sistemi di
seconda generazione, più precisi e
elettrici. E dato che il cervello funzio-
na con impulsi elettrici, proprio co-
do con le aree e i sentieri cerebrali
deputati a specifiche reazioni, o per
del cervello più stimolanti. Lavoriamo con grup-
pi di “Ai” - quelli che si occupano di
più efficaci».
Che cureranno che cosa?
me un computer, modificare le funzio- I Una «copia» del cervello ripro- intelligenza artificiale - e un progetto «Dal Parkinson all’Alzheimer, pen-
abbiamo pensato di ni sensoriali. Ades- dotta su un supercomputer: è quel- di cui discutiamo è questo: se si inse- so. Ma anche tante altre disfunzioni
utilizzare quelle mo- so collaboriamo con la che consentirà di studiarne me- riscono dati e informazioni nel cer- neurologiche e psicologiche. Ci sono
lecole per accende- le università della glio le caratteristiche e soprattutto vello, allora potremo combinare l’in- decine di team, non solo a Boston,
re e spegnere le cel- Southern California di analizzare che cosa accade quan- telligenza biologica con quella acqui- che studiano tante possibilità».
lule del cervello, co- e della Florida per do si ammala e come curarlo. È il sita dall’esterno, creando un nuovo Si apre però anche la possibilità di
me un computer at- convertire alcuni progetto internazionale «Blue tipo di super-processore». alterare idee e comportamenti, fi-
tiva e disattiva i neuroni in fotocame- Brain», di cui ha parlato a Roma Vi concentrate no all’intera per-
suoi componenti». re in grado di perce- Idan Segev dell’Università Ebraica su un’area «nobi- LA TECNICA sonalità: que-
Come avete otte- pire la luce esterna. di Gerusalemme in occasione del le» come la cor- «Nei topi di laboratorio sto non la in-
nuto queste so- E’ una strada che si convegno «The Brain Revolution» teccia? quieta?
stanze? rivelerà utile per del 23 aprile scorso, organizzato «Stiamo studiando riusciamo a manipolare «Sono preoccupa-
«Le molecole pro- trattare la cecità». per i 101 anni del Nobel Rita Levi a fondo questa emozioni e percezioni» zioni comprensibi-
vengono da molte Queste manipola- Montalcini. «L’idea - ha sottolineato area, ma l’obietti- li, ma è una que-
specie viventi, per
esempio alghe, bat-
Chi è zioni possono di- - è replicare tutto, sia nella parte vo finale è indaga-
re il cervello nel
L’OBIETTIVO stione che rientra
ventare un «gio- anatomica sia in quella fisiologica. «Si potranno trattare in tema molto più
teri e funghi».
E come riescono
Ed Boyden co interattivo»
tra voi e la cavia?
Inizieremo con il topo ed entro 20
anni arriveremo a quello umano».
suo complesso, da-
to che lavora come
vasto, da conside-
malattie sia neurologiche rare in modo prag-
a trasformarsi in Bioingegnere «Ci sono molti modi un sistema emer- sia psicologiche» matico: basta pen-
interruttori cellu- per inserire i geni e
RUOLO: E’ PROFESSORE DI SCIENZE gente, come un sare alle dipenden-
lari? COGNITIVE E RESPONSABILE alcuni sono perma- ri basati su virus adeno-associati - computer». ze che si sviluppano in seguito alle so-
«Le molecole sono DEL «SYNTHETIC NEUROBIOLOGY GROUP» nenti, mentre altri trasferendo, appunto, piccoli “pezzi” Progettate esperimenti anche sugli stanze farmacologiche».
AL MIT DI BOSTON (USA)
proteine e sono IL SITO DEL LABORATORIO: no. Abbiamo scelto di Dna nell’organismo, che impara esseri umani? Qual è il suo prossimo obiettivo?
quindi codificate da HTTP://EDBOYDEN.ORG/la prima soluzione così a produrre le proteine necessa- «Una volta che le tecniche si rivele- «Sono tre, in realtà. Identificare nuo-
geni specifici: quan- perché così gli espe- rie. E sottolineo che non si sono regi- ranno perfettamente sicure ed effica- ve molecole con proprietà specifiche
do li si seleziona dal Dna e li si inseri- rimenti diventano più semplici. Si ri- strati effetti collaterali. A questo ci, allora potranno essere utilizzate sul sistema nervoso. Creare micro-
sce nei neuroni, si producono le pro- corre a dei virus, gli stessi sfruttati punto è possibile la seconda fase: usa- per sviluppare nuove terapie. Non di- strumenti che facciano transitare le
teine stesse, quelle che convertono la anche per gli esseri umani: oltre 600 re la luce, per frazioni di secondo, at- mentichiamo che già oggi ci sono informazioni volute nel cervello. Im-
luce in energia». persone sono state già trattate a sco- tivando e disattivando le cellule del centinaia di migliaia di persone a cui maginare, infine, nuove applicazioni
Quando avete trasferito la tecnica po terapeutico con gli “Aav” - i vetto- cervello, creando effetti differenti». vengono applicati diversi tipi di cognitive e terapeutiche».