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Argomento generale: Eredit biologica di capacit cognitive

Concetti chiave: evoluzione, interazione, adattivit, inclusive fitness, selezione naturale, problemi
adattivi, psicologia evoluzionista, psicologia evolutiva, predisposizioni cognitive innate, filogenesi,
ontogenesi

Il mondo biologico mise studiosi come Darwin, Wallace e loro successori a confronto con due
problemi centrali: quello della diversit degli organismi viventi e quello delladattamento degli
organismi al mondo. Il mondo degli esseri viventi straordinariamente ricco di diversit anche se
la vita sulla terra oggi solo una piccola frazione della diversit totale nella dimensione storica. Si
tende a sottostimare la bio-diversit perch ci si sofferma perlopi a considerare gli animali grandi,
i vertebrati come noi. Ma la variet di organismi enormemente diversi da noi (e diversi fra loro)
straordinaria. Laltro aspetto centrale quello che riguarda la capacit degli organismi di
mantenere una compatibilit dinamica fra se stessi e lambiente. Esistono sulla terra tanti
organismi diversi e ognuno dotato della capacit di adattarsi plasticamente alla sua nicchia
ambientale. Per esempio, una formica del deserto ha un meccanismo specializzato che le consente
di ritornare al nido, attraverso il percorso pi breve, dopo aver effettuato un lungo e tortuoso
percorso nel deserto per trovare il cibo, anche se non ha a disposizione nessun punto di riferimento
se non il sole. Animali molto pi complessi e intelligenti come le grandi balene, o megattere,
hanno tattiche specializzate di ricerca del cibo che sono rese possibili dalla loro capacit di
rappresentare lambiente. Queste tattiche sono perfettamente efficaci dati i comportamenti e le
caratteristiche fisiche dei pesciolini e dei piccoli invertebrati di cui esse si nutrono e pi in
generale, dellambiente marino in cui vivono. Esse consentono alle balene di nutrirsi e quindi di
sopravvivere allinterno della propria nicchia ambientale.
Una prima definizione di adattivit (o fitness) comprende quindi lidea che gli esseri viventi
siano in grado di sopravvivere grazie alle loro caratteristiche e ai loro comportamenti.
Nel definire le capacit di adattamento allambiente, Hamilton introdusse nel 1946 un concetto
pi ricco, quello di inclusive fitness come capacit degli organismi di propagare il proprio
patrimonio genetico direttamente o indirettamente. Il patrimonio genetico di un organismo
viene propagato direttamente attraverso la procreazione, indirettamente preservando la vita e le
probabilit di successo dei propri parenti stretti proprio perch questi sono portatori del medesimo
patrimonio genetico. Se una marmotta emettendo un grido di allarme salva la vita di un suo parente
stretto, presente nelle vicinanze e minacciato da un predatore, favorisce il fatto che un pool
genetico del tutto simile al suo venga preservato e trasmesso alle generazioni future.
Il concetto di inclusive fitness sottolinea che la funzione fondamentale di ogni essere vivente,
non la sopravvivenza in s, ma la propagazione del proprio patrimonio genetico ed in grado di
spiegare non solo i comportamenti che negli animali assolvono lo scopo di preservare la propria
integrit e stato vitale, ma anche i comportamenti definiti dagli etologi come altruisti ovvero quei
comportamenti atti a proteggere la vita di altri membri della propria specie. I gridi di allarme delle
marmotte citati prima ne costituiscono un esempio.
Comportamenti di questo tipo, pi volte osservati dagli studiosi, sono stati spiegati in termini di
inclusive fitness rilevando che chi era oggetto di comportamenti altruisti era sempre un
consanguineo di chi emetteva il comportamento e quindi portatore di un medesimo patrimonio
genetico. Naturalmente, per gli esseri umani vale un discorso a parte in quanto questi agiscono
non solo sulla base di spinte biologiche e neanche solo in base ai propri desideri ed obiettivi
personali ma in base a ragioni di tipo diverso: possono decidere di attuare comportamenti verso
laltro, sia che si tratti di un consanguineo che di qualsiasi altro essere umano, realmente altruisti
mirati alla sua protezione e al rispondere alle sue necessit e mete. Tutto questo discende, come

vedremo ampiamente nel corso, dalle particolari caratteristiche della mente umana, capace di
stabilire relazioni interpersonali con laltro, di comprendere e di condividere.
Ma torniamo al concetto di inclusive fitness. Per mantenerla un animale deve essere in grado
di alimentarsi, di accoppiarsi, di fare il nido, e di risolvere una serie di altri importanti problemi.
Gli esseri viventi interagiscono perci attivamente con lambiente e lo fanno in un modo speciale,
in un modo che, come abbiamo detto prima, adattivo.
Ci che rende possibile la generazione di interazioni adattive da parte di un organismo la sua
costituzione fisica, percettiva, motoria e per una parte di specie, anche cognitiva. Rimaniamo
colpiti se consideriamo quanto complessi siano gli animali nella loro struttura. Nella letteratura
scientifica, i termini tecnici sono complessit strutturale, o strutture complesse.
I sistemi percettivi degli animali sono un buon esempio di strutture complesse e finemente
sintonizzate con lambiente. Leco-locazione dei pipistrelli (e cio la localizzazione degli oggetti
attraverso un sonar), per esempio, richiede una serie di meccanismi che consentono ai pipistrelli di
produrre onde sonore ad alta energia. In concomitanza a questo essi hanno anche dei meccanismi
che proteggono le loro orecchie mentre producono questi suoni. Essi hanno un muso che
strutturato in modo da massimizzare la possibilit di catturare gli echi di ritorno e tutto ci
integrato da apposite strutture del sistema nervoso specializzate a sfruttare le informazioni
contenute negli echi per guidare il volo verso una meta. Altre abilit consentono allanimale di
formarsi rappresentazioni dello spazio circostante cos da mantenere un ricordo di come fatto un
certo ambiente.
Vediamo quindi che le interazioni adattive del pipistrello col suo ambiente, per esempio il
movimento rapido attraverso varchi sottili, garantito dallintegrazione fra caratteristiche
somatiche (la forma del muso, delle ali, delle zampe e del corpo in generale), funzionamento degli
organi di senso, funzionamento di altre parti del sistema nervoso deputate a gestire e controllare
linterazione (come i sistemi neuronali deputati a calcolare una rotta di volo).
Leco-locazione una delle soluzioni a problemi di movimento e orientamento nello spazio
presenti nelle diverse specie animali, una fra le tante possibili in linea di principio.
Abbiamo visto che la vita contrassegnata dalla presenza di strutture adattive complesse. Gli
esseri viventi non sono miscugli di elementi, ma sistemi di componenti funzionali capaci di
generare interazioni complesse come nuotare, volare, fare il miele, cacciare, o migrare a migliaia di
chilometri di distanza.
Strutture adattive complesse: gli animali (a differenza delle rocce o dei fiumi) possono
vedere perch hanno gli occhi e gli occhi hanno precise strutturazioni di materiali inusuali capaci di
formare unimmagine: una cornea, una lente che aggiusta il fuoco in funzione della distanza di un
oggetto, uniride che si apre e chiude per lasciar entrare la giusta quantit di luce, una sfera di
materiale trasparente che mantiene la forma dellocchio, muscoli che permettono allocchio di
ruotare su e gi o lateralmente, coni e bastoncelli che trasformano lintensit della luce che
colpisce la retina in segnali neurali che il cervello elabora per formare immagini. E inoltre, il
sistema visivo, di cui gli occhi fanno parte, a sua volta integrato con altri sistemi (sistema
muscolare, sistema nervoso, sistema circolatorio..) che tutti insieme producono il funzionamento
globale del corpo umano, il suo mantenimento in vita e le sue possibilit di interazione col mondo.
difficile pensare che questi sistemi integrati siano il prodotto del caso. Il contributo
scientifico di Darwin fu molto prezioso perch con la teoria della selezione naturale riusc a dare
una spiegazione scientifica del processo attraverso il quale si formano le strutture complesse degli
animali che garantiscono la loro inclusive fitness.
Molto sinteticamente, la teoria della selezione naturale prevede che il motore
dell'evoluzione sia la variabilit individuale degli esseri viventi. Gli appartenenti ad una stessa
specie sono simili ma non uguali, differenziandosi l'uno dall'altro per le caratteristiche

morfologiche, fisiologiche e comportamentali. Lambiente in cui una specie vive mette alla prova
gli organismi: nellinterazione con lambiente, alcune caratteristiche daranno vantaggio
all'organismo che le porta, altre saranno indifferenti e altre ancora saranno di ostacolo alla sua
attivit vitale. Secondo la teoria della selezione naturale proposta da Darwin nel 1858, le
caratteristiche che rendono alcuni organismi adattati all'ambiente meglio degli altri vengono
selezionate. Infatti gli individui che hanno caratteristiche vantaggiose in un certo ambiente hanno
vita pi facile, si procurano pi facilmente il cibo, si accoppiano pi rapidamente degli altri
individui della stessa specie propagando i propri geni alle generazioni successive in misura
maggiore rispetto agli altri (riproduzione differenziale). Questo significa che col passare del tempo,
gli aspetti adattivi sono presenti in una specie in misura sempre pi ampia rendendo la specie
sempre pi sintonizzata agli aspetti dellambiente in cui vive.
I processi che conducono al cambiamento della struttura degli organismi ricadono in due
famiglie caso e selezione. I processi legati al caso (deriva genetica, mutazioni, cambiamenti
ambientali) producono cambiamenti casuali che non necessariamente sono vantaggiosi. Tuttavia
essi svolgono un ruolo importante perch allargano il ventaglio di possibilit da mettere alla prova
nellinterazione con il mondo. Per esempio, un lieve cambiamento della curvatura della cornea in un
individuo, dovuta al semplice caso o ad errori nei meccanismi di replicazione del codice genetico,
pu far s che quellindividuo veda meglio. Questa caratteristica introdotta dal caso viene poi
selezionata e mantenuta perch conferisce allindividuo che la porta una maggior acuit visiva e
quindi una maggior capacit di predare o sfuggire ad un predatore. Quindi il caso introduce la
novit e su di esso agisce la selezione naturale che la sola componente del processo di
cambiamento che garantisce ladattivit: infatti essa toglie o lascia nella struttura dellorganismo
delle caratteristiche (o tratti in termini tecnici) a seconda che questi funzionino o meno.
La teoria della selezione naturale stata integrata in tempi pi recenti di quelli in cui Darwin
la introdusse, con le scoperte della genetica. Fu infatti mostrato come il patrimonio genetico di un
individuo ne determina i tratti caratteristici e come questi vengono ereditati di generazione in
generazione.

Concetti utili: genotipo e fenotipo


Il genotipo il profilo genetico di un individuo.
Il fenotipo di un individuo vivente linsieme di tutte le caratteristiche dellorganismo che sono
prodotte sotto il controllo del genotipo. Queste comprendono tratti della costituzione fisica
dellorganismo come il colore degli occhi o laltezza, comportamenti complessi come la danza delle
api o i rituali di corteggiamento di un uccello, e altri aspetti dellarchitettura cognitiva di una specie
come la memoria, la capacit di riconoscere un volto, o di provare emozioni.
E` importante notare che il fenotipo determinato soltanto in parte dal genotipo: i fattori
ambientali hanno uninfluenza importante cos da rendere spesso imprevedibile il fenotipo anche
conoscendo il genotipo.

Evoluzione
Nella sua forma pi semplice la teoria dellevoluzione esprime lidea che la vita sia cambiata nel
tempo, attraverso un processo nel quale nuove forme di vita si sviluppano da quelle precedenti.
Questa idea era presente in unepoca molto precedente rispetto a quella di Darwin, ma fu questo
studioso e i suoi successori a svilupparla cos da spiegare sia la diversit delle specie che
ladattamento di queste alle loro circostanze di vita.
Secondo Mayr (1991) il concetto di evoluzione combina diverse idee:
1. il mondo degli esseri viventi non costante; avviene un processo di cambiamento evolutivo
2. Il cambiamento evolutivo ha una struttura ad albero (branching pattern). Le specie che
sono presenti ora discendono da uno (o pochi) antenati (albero della vita, o albero
filogenetico)
3. Il cambiamento evolutivo graduale e cumulativo
4. Il meccanismo sottostante al cambiamento adattivo la selezione naturale
Considera il concetto di :
Filogenesi: lorigine ed evoluzione di un insieme di organismi, usualmente un insieme di specie.
Lindagine scientifica volta anche a determinare le relazioni ancestrali fra le specie conosciute
(viventi o estinte).
Alcune fondamentali capacit, in particolare quelle cognitive, di una specie (pensiamo alluomo in
particolare) sono state acquisite attraverso un lungo processo di selezione naturale , in tempi
filogenetici si dice.
Possibili approfondimenti:

http://www.treccani.it/enciclopedia/evoluzione/

Psicologia ed evoluzione
Ci che abbiamo detto finora riguarda lambito disciplinare della biologia e in particolare
della biologia evoluzionista. Dal 1960 circa, si sviluppato un nuovo campo disciplinare , quello
della psicologia evoluzionista (Barkow, Cosmides & Tooby, 1992) interessata ad estendere le
indagini della biologia evoluzionista per capire come si evoluta la mente umana. In questo campo
si cerca di individuare quali siano stati gli importanti problemi adattivi che la nostra specie ha
incontrato in modo iterato e regolare lungo la propria storia evolutiva ricostruendo attraverso la
paleoantropologia le condizioni di vita delluomo. In particolare sono state studiate le condizioni
ambientali dellepoca in cui gli esseri umani erano cacciatori-raccoglitori, condizioni a cui noi
siamo ancora adattati al presente. I problemi adattivi sono i problemi la cui soluzione influenza la
riproduzione del singolo organismo e sono particolarmente importanti perch la riproduzione
differenziale, e cio la misura in cui un organismo si riproduce in rapporto ad altri organismi
presenti nella sua nicchia ambientale (e non la sopravvivenza in s), il motore della selezione
naturale. Lipotesi che problemi come il procurarsi il cibo, la cura dei piccoli, la relazione con gli
altri membri della specie e in generale il controllo del mondo fisico e sociale tipico di quel periodo
abbiano dato forma allarchitettura cognitiva della nostra specie e cio allinsieme di capacit
cognitive che ci consentono di agire in modo efficace nel nostro ambiente. Un esempio: partendo
dallipotesi che gi in tempi ancestrali, la capacit di identificare la direzione dello sguardo abbia

potuto dare informazioni preziose sulle intenzioni di un conspecifico o di un predatore, si


scoperto che esiste un meccanismo del sistema nervoso specializzato a questo (eye-detector).
Lidentificatore dello sguardo stato quindi considerato come una componente dellarchitettura
cognitiva, che tutti gli esseri umani possiedono, che non dipende dalla cultura, che non deve essere
appreso.
Con obbiettivi analoghi, diversi autori si sono concentrati sullo studio di ci che sanno fare i
bambini in et molto precoce, addirittura da neonati, presupponendo cos di poter risalire a ci che
nella nostra specie innato dal punto di vista mentale. Questi studiosi hanno scoperto ad esempio
che un bambino di tre mesi o poco pi ha delle precise aspettative sul comportamento degli oggetti
fisici e si stupisce se gli oggetti si comportano in modo strano, violando queste aspettative. A
differenza di quanto asseriva Piaget, attraverso molteplici esperimenti, essi hanno mostrato che gli
esseri umani hanno in et precocissima la permanenza delloggetto e cio credono che un oggetto
continui ad esistere anche se sparisce momentaneamente dalla vista. Se una palla scivola sotto una
sedia e il bambino piccolo non pu pi vederla, egli pensa che la palla non sia sparita nel nulla ma
che continui ad esistere anche se non pi accessibile visivamente.
Questi studi, a cui Tomasello fa ampio riferimento, non sono solo utili per capire la
psicologia del bambino, ma gettano luce sulle predisposizioni che tutti gli esseri umani hanno a
concepire il mondo in un certo modo, chiariscono qual la base di partenza per lo sviluppo
delle conoscenze umane e sono quindi indispensabili per capire come fatta la mente
delladulto. Come vedremo il riferimento alle capacit socio-cognitive innate ci consente di
caratterizzare la comunicazione umana e di capire come essa funziona.
Stiamo attenti a questo aspetto:
Innato: Non si confonda una propriet innata con una propriet presente fin dalla nascita, n con
una statica impronta genetica. Qualunque componente innata invochiamo, soltanto attraverso
linterazione con lambiente che essa diventa parte del nostro potenziale biologico: finch non
riceve influenze esterne resta latente.
Per questo innato significa che si sviluppa su base genetica. Per esempio, i sistemi
motivazionali di cui parleremo sono qualcosa che si sviluppa negli esseri umani su base genetica
entrando in interazione con altri esseri umani particolarmente significativi
Seguendo il filo di Tomasello queste predisposizioni innate, studiate dalla psicologia
evoluzionista, sono frutto delleredit biologica e cio si sviluppano su base genetica attraverso
linterazione con lambiente.
Tomasello (pag. 68): gli esseri umani hanno abilit cognitive che sono frutto delleredit biologica
che opera in tempi filogenetici (attraverso la selezione naturale); queste abilit danno poi origine ad
abilit pi complesse lungo larco della vita attraverso linterazione con il mondo (e in particolare la
cultura), tutto questo avviene in tempi storici nel corso dellontogenesi.
Ontogenesi: il percorso attraverso il quale un individuo, nellarco della sua vita sviluppa appieno
le capacit che ha ereditato su base genetica. Nei termini di Tomasello (pag.68): genesi delle
strutture mature della cognizione umana.
Unarea della psicologia, la psicologia evolutiva o psicologia dello sviluppo, si occupa di questo
processo e in particolare di ci che accade nelle prime fasi della vita quando un individuo cresce in
relazione con il mondo. Un esempio: si studia come si sviluppano nel bambino le competenze atte
a comprendere la mente degli altri, o le competenze linguistiche e comunicative.

Attenzione allora alla differenza fra Psicologia evoluzionista (filogenesi) e Psicologia evolutiva o
Psicologia dello sviluppo (ontogenesi).

Bibliografia:
Barkow J., Cosmides L., Tooby J., 1992. The adapted mind: Evolutionary psychology and the
evolution of culture. NY: Oxford University Press.
Darwin C., 1859/1964. On the origin of species. Cambridge, Mass: Harvard University Press.
Hamilton W. D., 1963. The evolution of altruistic behaviour. American Naturalist, 97, 354-356.
Hirschfeld L., Gelman S., 1994. Mapping the mind: Domain specificity in cognition and culture.
NY: Cambridge University Press.
Karmiloff-Smith A. , 1992. Beyond modularity: A developmental perspective on cognitive science.
Cambridge, Mass., The MIT Press. Trad.it.: Oltre la mente modulare. Una prospettiva evolutiva
sulla scienza cognitiva. Bologna: Il Mulino, 1995.
Tomasello M. 1999. The cultural origins of human cognition. Cambridge, Mass: Harvard University
Press. Trad. It.: Le origini culturali della cognizione umana. Bologna: Il Mulino, 2005.