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I domini coloniali

Le linee di conflittualit tra le potenze europee


Nel giro degli ultimi tre decenni del XIX secolo l'assetto generale del mondo, la
gerarchia tra le nazioni, i rapporti di forza tra le potenze si erano profondamente
trasformati. Al mutare delle grandi linee della politica mondiale si affianc il venir
meno della fiducia nei valori tradizionali, nei modelli culturali e politici sino allora
pressoch universalmente accettati e, nel contempo si accesero le speranze di una
nuova organizzazione della societ. Posti di fronte all'avanzata socialista e radicale, i
vecchi gruppi dirigenti, premuti dalla crisi di sovrapproduzione, minacciati dalla
concorrenza delle altre potenze, si organizzarono a difesa costituendo grandi alleanze
conservatrici. Caratteristiche comuni di queste coalizioni furono l'antisocialismo, la
gestione di una politica di potenza, la trasformazione delle ideologie dei vecchi partiti,
l'allargamento delle proprie basi sociali, grazie all'assimilazione di nuovi ceti, anche
popolari. Dopo la guerra franco-prussiana il contenzioso franco-tedesco continu a
costituire uno dei punti delicati dell'assetto diplomatico europeo. Un'altra area calda
era costituita dalla penisola balcanica e dal Mediterraneo orientale, regioni nelle quali
la decadenza dell'impero ottomano innescava conflitti. Tutti questi nodi vennero al
pettine in occasione del Congresso di Berlino (1878), che, non solo umili la Russia e
ridisegno la carta dei Balcani secondo gli interessi anglo-austriaci, ma, con l'acquisto
di Cipro da parte dellInghilterra, le fece credere di avere ottenuto il controllo del
Mediterraneo orientale e, concedendo alla Francia mano libera in Tunisia, diede inizio
ad unaltra pericolosa linea di conflitto.

Gli Inglesi in India


LIndia fu amministrata dalla Compagnia delle Indie Orientali e da alcune migliaia di
funzionari amministrarono. Al successo ottenuto con la formazione di una classe
dirigente locale, al bilancio positivo delle opere pubbliche e delle bonifiche stato
contrapposto il quadro d'un sostanziale immobilismo. Intorno alla met dell'Ottocento
si sussegu una serie impressionante di carestie e la disoccupazione dilag. Il
malcontento fin con l'alimentare le sommosse e la situazione divenne molto grave
quando la direzione dell'insurrezione fu assunta dai reparti mercenari indiani. Dopo
due anni gli Inglesi tornarono padroni della situazione. La Compagnia delle Indie fu
soppressa, il paese passo sotto l'amministrazione diretta della corona britannica e fu
affidato ad un vicer.

Il tramonto dellimpero feudale in Cina


La dinastia Ch'ing, che govern la Cina dal 1644 al 1912, era considerata straniera
dai sudditi dell'impero. I sovrani si appoggiarono all'interno ai grandi latifondisti e agli
ex militari e in politica estera cercarono di isolare il paese da ogni contatto con gli
stranieri. L'agricoltura impegnava ancora la quasi totalit della popolazione secondo
rapporti di dipendenza servile, ma nelle province sorgevano le prime aziende e le
prime manifatture. Largamente diffuse erano le Societ segrete a carattere religioso e
politico, che divennero presto organizzazioni di massa e indirizzarono il malcontento

popolare in senso nazionale antifeudale e antidinastico e portarono a una serie di


sommosse contadine e popolari con la conseguente formazione di uno Stato regionale
autonomo. Contro di questo si rovesci una dura repressione armata, sostenuta dalle
potenze occidentali. La resistenza degli imperatori ad aprire la Cina all'influenza
straniera fu stroncata dalle due guerre dell'oppio, che si conclusero con una serie di
trattati che sanzionarono la cessione agli Occidentali di aree territoriali. L'aggressione
militare nipponica di fine secolo segn il tramonto del Celeste Impero. La protesta
contro l'imperialismo provoc la nascita di un movimento nazionalista e xenofobo, che
trov il proprio braccio armato in un'associazione a carattere paramilitare, i Boxers,
che, con l'appoggio del governo, giunsero a porre l'assedio alla citt di Pechino,
minacciando le ambasciate europee. Le potenze occidentali reagirono prontamente
con un contingente di truppe, che liquid la rivolta.

Il Giappone moderno
L'imperatore, circondato da un'aura religiosa, era tenuto lontano dagli affari, e il
potere effettivo era nelle mani della famiglia feudale dei Tokugawa, che governava
tramite gli shogun, funzionari militari e amministrativi. L'impero era suddiviso in
principati, a capo dei quali erano i grandi feudatari; i samurai erano nobili di rango
minore, un tempo dediti al mestiere della guerra. Le citt erano poche, le manifatture
e il commercio limitati. L'attivit principale era l'agricoltura e l'arretratezza della rete
stradale rendeva difficile gli spostamenti. Il Giappone era stato sottratto alle influenze
del mondo esterno, ad eccezion fatta per gli Olandesi. L'isolamento fu rotto nel 1853
dal presidente degli Stati Uniti che, appoggiato da Gran Bretagna, Francia e Russia,
chiese all'imperatore il libero accesso ai porti e l'apertura di pacifiche relazioni
commerciali. Nel 1858 si firmarono dei trattati di commercio che consentivano alle
potenze occidentali la possibilit di scambi economici e di contatti diplomatici. Il
popolo di rivolt, ma gli Statunitensi riuscirono a imporre la ratifica di quanto era stato
pattuito. L'ascesa al trono nel 1868 dell'imperatore Mutsuhito segn una svolta: si
istituirono prefetture sul modello occidentale, fu stabilita l'eguaglianza giuridica di tutti
i cittadini, listruzione elementare divenne obbligatoria, si organizzo un esercito
nazionale sul modello prussiano e una marina da guerra su quello inglese. Nel 1889
venne proclamata una nuova Costituzione nella quale alle strutture liberali e
parlamentari si giustapponeva la suprema autorit dell'imperatore. Si favor lo
sviluppo industriale e delle infrastrutture e il Giappone si apr allimperialismo.

Le potenze europee in Asia


I primi passi della colonizzazione francese in Indocina devono essere collocati dopo le
guerre dell'oppio. Nel 1858 truppe francesi penetrarono nel Vietnam, che venne
ridotto a colonia insieme alla Cambogia. Per sbarrare loro la strada dell'India gli Inglesi
occuparono la Birmania e i Francesi, di conseguenza, il Laos. Negli stessi gli zar
avevano tracciato due linee di espansione dirette verso il continente asiatico. Dopo
una lunga serie di scontri con i principati musulmani gli eserciti dello zar riuscirono,
intorno al 1885, a impadronirsi dell'intera regione del Turkestan. Le spinte
dell'imperialismo inglese, francese e russo le linee d'un relativo equilibrio.

La spartizione dell'Africa
L'avanzata delle potenze occidentali in Africa acquisto una forte accelerazione negli
ultimi decenni del secolo XIX. I primi erano stati i Portoghesi, seguiti dagli Olandesi,
con Francesi, Inglesi e Italiani. Gi impadronitisi di Citt del Capo, gli Inglesi
procedettero dall'estremo Sud del continente al Nord, delineando in tal modo le
quattro province che ai primi del Novecento costituiranno l'Unione Sudafricana, un
dominion membro del Commonwealth. La Francia dilat la sua conquista sino a
raggiungere il Sahara e il governo di Parigi fu tentato di impadronirsi dell'intera Africa
centrale. Quando i lavori per il taglio dell'Istmo di Suez furono avviati a conclusione,
non fu difficile per l'Inghilterra trovare una giustificazione per l'intervento della flotta
militare e l'occupazione dellEgitto. Questa direttrice d'espansione era, tuttavia,
destinata a scontrarsi con l'altra francese e l'urto rischio di materializzarsi nel 1898,
quando a Fascioda, una fortezza sull'alto Nilo, reparti inglesi e francesi furono sul
punto di venire alle armi. Lo scontro fu evitato in extremis dalla diplomazia, ma
l'incidente rivelo la pericolosit della situazione. L'accordo franco-inglese del 1899
segn la rinuncia di Parigi al bacino dell'alto Nilo e il riconoscimento degli interessi
inglesi in quell'area

La politica coloniale in Germania e in Italia


In un primo tempo la Germania bismarckiana rimase assente dalla gara imperialistica,
ma la pressione delle nuove forze economiche si fece sentire, per cui lo stesso
Bismarck autorizz l'occupazione dell'Africa del Sud-Ovest e la Germania comparve
anche nel Pacifico. Queste colonie risultarono ben poco redditizie, ma rispondevano
all'aspirazione dei Tedeschi e Bismarck, accettando e promovendo negli ultimi anni del
suo governo il colonialismo, ne sembra ne valut soprattutto il significato in politica
interna. Dopo il suo allontanamento ad opera di Guglielmo II, il grande capitale
acquist sempre maggior voce e reclam una politica di pi largo respiro. Scarso fu
l'impegno espansionistico dell'Italia, anche se non mancavano nuclei nazionalistici che
auspicavano una politica di grandezza e di espansione.

La guerra di secessione negli Stati Uniti (1861-1865)


Nella gara imperialistica scesero in campo negli ultimi decenni del secolo anche gli
Stati Uniti d'America. Furono strappati al Messico il Texas e la California a prezzo di una
guerra spietata contro gli Indiani. A una memorabile crescita demografica corrispose
un forte incremento industriale, che acu i contrasti gi da tempo esistenti tra il Nord
protezionistico e il Sud dei piantatori. Altro motivo di contrasto era la questione della
schiavit. L'agricoltura sudista era basata essenzialmente sul lavoro degli schiavi neri,
mentre gli industriali del Nord si servivano di mano d'opera salariata. Antischiavisti
erano pure i nuovi coloni insediatisi nelle terre dell'Ovest e fu proprio l'alleanza stretta
tra gli Stati del Nord e quelli dell'Ovest a determinare la rottura con gli Stati del Sud e
quindi la guerra civile. Le elezioni del 1860, che portarono alla presidenza dell'Unione
Abraham Lincoln, convinto assertore, lui sudista, della necessita di conferire al

governo centrale la supremazia sui singoli Stati, fecero precipitare la situazione. Vari
Stati del Sud si staccarono da Washington e giunsero a proclamare l'Unione degli Stati
confederati d 'America. I secessiori scelsero come loro presidente Jefferson e fissarono
la propria capitale a Richmond, in Virginia. Lincoln si preparo alla guerra e nel corso
dello scontro proclam, il 1 gennaio 1863, l'abolizione della schiavit, cosa che isol
politicamente gli Stati schiavisti, privandoli del sostegno di Francia e Inghilterra. Alla
vittoria avrebbe dovuto seguire una riconciliazione, Lincoln, rieletto presidente, fu
assassinato il 14 aprile 1865 da un fanatico sudista. La sua scomparsa facilit la
vendetta del Nord industriale, che non solo impose ai governi del Sud la liberazione
degli schiavi, ma procedette alla conquista economica dei mercati del Sud. Comunque,
la guerra non arresto l'ascesa industriale della confederazione stellata e la richiesta di
mano d'opera si fece cos insistente da determinare una seconda grande
immigrazione dai paesi europei.

Gli Stati Uniti dallisolazionismo allimperialismo


L'invio di quattro navi da guerra nelle acque giapponesi costituirono il primo segno di
abbandono dell'isolazionismo americano e dell'inizio d'una politica imperialistica
tendente a svilupparsi a mezzo di aiuti finanziari concessi in cambio di privilegi
economici. Nel 1889 si tenne a Washington la prima conferenza panamericana, nella
quale gli Stati Uniti imposero il proprio controllo politico ed economico a tutti i paesi
del continente mediante un'unione doganale. Dieci anni dopo un'insurrezione
antispagnola scoppiata a Cuba offr al governo di Washington l'occasione di intervenire
nell'America Centrale, schierandosi contro
Madrid. Il conflitto si risolse
disastrosamente per la Spagna, che non solo fu costretta a riconoscere l'indipendenza
di Cuba, ma anche a cedere agli Stati Uniti alcune isole nel Pacifico. Interprete di
questo nuovo corso storico fu il presidente Theodore Roosevelt.

Ombre e luci del colonialismo. La nascita del sentimento nazionale in Africa e


in Asia
II flusso degli investimenti finanziari fu orientato selettivamente verso le regioni pi
ricche di materie prime. Le colonie inglesi a popolazione bianca godettero di una
posizione di favore fino a raggiungere con l'istituto del dominion un vero e proprio
autogoverno. L'impatto delle popolazioni primitive con la civilt dei colonizzatori
bianchi fu pagato con la diffusione di nuove malattie, con lo sfruttamento, con il
consolidamento delle posizioni dei grandi proprietari locali e con il peggioramento
delle condizioni del lavoro contadino. Non mancarono le riforme, ma l'imperialismo
apr le prospettive del sottosviluppo (ad unalta pressione demografica
corrispondono la diminuzione o la stagnazione del prodotto nazionale e dei redditi
individuali). Non sempre, per, le popolazioni indigene accettarono con rassegnazione
le nuove condizioni di vita.