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La rotula

Devo dire che ficcare la rotula nel modello biomeccanico del ginocchio che sto costruendo a tempo
perso stata una piccola impresa perch come sempre o si trovano trattati megaspaziali in 3D per
protesi e compagnia bella, oppure aste e molle.
Mi viene in aiuto [4] che una bella tesi che compendia moltissime informazioni di molti studi,
alcune tratte dal preziosissimo A mathematical model of the patellofemoral joint di Van Eijden,
del 1986. Preziosissimo perch non si trova il pdf manco a piangere in cinese ed uno studio
importantissimo. In pratica, come rimarcato nella tesi, in questo studio hanno tirato fuori un
modello biomeccanico basato su parametri che sono stati poi misurati su cadaveri. Un campione di
cadaveri, poche unit, e questo studio diventato la base per la costruzione di modelli anche
incasinati che troviamo, ad esempio, in OpenSim cio nel simulatore biomeccanico open source.
Avevo notato tutto questo perch lo studio citato ovunque e i dati utilizzati da moltissimi altri
studi, e questo un po paradossale: alla fine ogni modello si appoggia su dati di altri studi che si
appoggiano su dati di altri studi e cos via fino ad arrivare a questo studio del 1986. E se il Van
Eijden fosse stato ubriaco? E se avesse fatto uno scherzetto?
Cio il ginocchio matematicamente parlando si basa su dati tirati fuori da qualche cadavere,
tipicamente di vecchi eh perci chiss che ginocchia erano. Ovvio, poi ci sono stati studi
successivi che confermano o confutano questi numeri, per il concetto che sono pochi gli studi
fatti come quello, perch molto complessi e oggi di sicuro non vanno pi di moda che uno deve
pubblicare e pubblicare e pubblicare e si fa prima a creare uno studio che una ricerca su pubmed
che uno in cui si devono segare pezzi di cadavere e misurare

Ecco pertanto gli angoli di riferimento che sono stati in qualche modo misurati e modellati. Nella
tesi vengono riportati i grafici dellandamento di tutti questi angoli in funzione dellangolo di
flessione del femore sulla tibia, tipo questo:

Non essendoci i valori numerici, ho banalmente stampato le pagine che mi interessavano, ho fatto
una misura con il righello dei puntini, una proporzione per trovare il valore di ogni punto rispetto
alla scala del grafico e poi ho interpolato con un polinomio di 4 grado (che fa tutto Excel, anche se
c stato bisogno di utilizzare un trucchetto che altrimenti avrei detto delle enormi fesserie e
questo insegna a ri-controllare i valori dopo linterpolazione)

In pratica ho ottenuto per ogni grafico della tesi una roba come quella qua sopra, ho creato un po di
funzioni in Excel, lerrore dellapprossimazione polinomiale sicuramente accettabile anche perch
i dati stessi di partenza sono affetti da errore

A questo punto ho inserito nel modello una rotula rappresentata da uno spessore di 31 cm, un
tendine rotuleo di 5 cm e un tendine del quadricipite, tutti elementi che si muovono in funzione
della flessione del femore. Ovviamente ci sono elementi arbitrari, come lorigine del tendine
rotuleo, per alla fine ho utilizzato i dati che ho trovato e le supposizioni sono ragionevoli. Nel
disegno ci sono due elementi importanti: Il primo la forma della troclea femorale, il secondo il
punto di contatto della rotula sulla troclea stessa.
La troclea femorale quella specie di C molto aperta dentro il condilo femorale, che di fatto una
scanalatura sulla parte frontale e centrale dei condili femorali dove scorre la rotula. Gli studi si
concentrano sulla forma di questa gola e della sua congruit con la rotula stessa. A seconda del tipo
di contatto si possono sviluppare patologie come fare squat per tutta la vita. Di fatto la possibilit di
flesso-estendere il ginocchio sotto carico dipende anche dalla genetica.
Il contatto della rotula sulla troclea supposto, come in quasi tutti i modelli planari, in un unico
punto. Solo negli studi sulle protesi si tiene conto di quella che una intera superficie di contatto,
perch necessario capire come la protesi si andr ad usurare. Negli studi che ricercano le forze che
agiscono sul ginocchio durante dei movimenti viene invece fatta lapprossimazione del contatto
puntiforme.
Come ho determinato questi due elementi?

Poich il modello statico o quasi-statico, per qualsiasi angolo di flessione la rotula non deve
muoversi, n ruotare intorno al punto di contatto. Nel disegno qua sopra le forze che possono far
ruotare la rotula intorno al pallino che rappresenta, appunto, il contatto fra rotula e troclea.
Affinch la rotula non ruoti si deve verificare che sia nulla la somma dei momenti meccanici della
forza del tendine rotuleo e del tendine del quadricipite. Cio:

Questo significa che, in generale, la forza sul tendine rotuleo e sul tendine del quadricipite non
hanno la stessa intensit, cio la rotula soggetta ad una trazione non uniforme, ci saranno angoli in
cui la trazione sar maggiore ed altri in cui sar minore.
possibile riscrivere questa formula in questo modo:

Nel solito studio di Van Eijden citato nella tesi gli autori hanno costruito la funzione g, che questa:

In altre parole, se la forza di trazione del quadricipite pari sempre ad 1 per qualsiasi inclinazione
del femore sulla tibia, dopo pochissimi gradi di flessione la forza di trazione del tendine rotuleo
inferiore ad 1 (ad esempio a circa 45 di flessione pari a 0,8, cio l80% della forza di trazione del
tendine del quadricipite).
Ho creato analiticamente un punto di contatto parametrico, in pratica un pallino che si pu muovere
lungo la base della rotula al flettersi del ginocchio. Poi ho imposto che per ogni grado di flessione la

somma dei momenti sarebbe dovuta essere sempre nulla, con le intensit delle due forze pari a
quelle indicate sul grafico.
Con un po di algebra non difficile, solo da non fare casino con angoli e versi dei vettori, ho
ottenuto lo spostamento del punto di contatto della rotula sulla troclea.
Ed ecco il risultato

Il grafico indica il punto di contatto della rotula sulla troclea rispetto alla lunghezza della superficie
posteriore della rotula stessa: a gamba completamente estesa il contatto al 35% della lunghezza
della rotula, partendo dal margine inferiore. Via via che il ginocchio flette, il punto di contatto si
sposta verso il margine superiore, o cranialmente o in direzione caudo-craniale o in direzione
opposta a quella cranio-caudale o come volete che poi alla fine tutti discutono di questi nomi cagosi
e pochi di come si muovono le ossa
Diciamo che questi dati rispecchiano quelli della letteratura, anche se il punto di contatto a gamba
completamente estesa tipicamente pi in basso. Per in questo modello cos, e va bene cos.
Anche perch i numeri derivano da dati di uno studio non mio

Come riprova della plausibilit del modello ho calcolato, allora, la forza compressiva
patellofemorale indicata nel disegno qua sopra e che rappresenta la compressione della rotula sul
femore, dovuta alle altre due forze, poi ho calcolato questo rapporto:

Nel solito studio di Van Eijden vi sono i dati della funzione f, perci ho potuto fare il confronto fra i
dati analitici del mio modello e i dati dellaltro studio.

Ed ecco il risultato, qua sopra. Di ci siamo su il modello ha una sua plausibilit, dato che gli
andamenti sono simili
Per il disegno della troclea femorale sono invece andato un po a caso, approssimando con un arco
di ellisse che a pedate sempre tangente alla lunghezza della rotula. Non sono riuscito a trovare uno
studio dove viene modellato analiticamente il profilo della troclea, o una superficie 3D in studi
davvero ben fatti, o un cerchio su un disegno.
Se vogliamo dirla tutta, la forza patellofemorale deve essere perpendicolare alla superficie della
troclea femorale, perch in tutti questi modelli si suppone che non vi siano attriti. Se questo non
accade, vi invece attrito. Per per ottenere questo risultato necessario modellare una superficie
della rotula e della troclea che non sono un piano ed troppo complicato.

Ed ecco, alla fine, ci che adesso posso fare: una flessione del ginocchio dove posso vedere le forze
sulla rotula come si muovono. Dal vivo molto molto carino il tutto, devo dire, e didatticamente
estremamente chiaro.
Prossimo passo: inserire i crociati.
Bibliografia
[1] Variations of Femoral Condyle Shape Biscevic Coll. Antropol, 2005
[2] A planar model of the knee joint to characterize the knee extensor mechanism Yamaguchi,
Zajac Journal Of Biomechanics, 1989
[3] Tibiofemoral contact points relative to flexion angle measured with MRI Wretemberg
Clinical Biomechanics, 2002
[4] Kinetics and Kinematics of the Human Knee Joint under Standard and Non-Standard Squat
Movement Fekete Ghent University 2013

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