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IL FOGLIO

REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: LARGO CORSIA DEI SERVI 3 - 20122 - MILANO

ANNO IX NUMERO 165

quotidiano

TEL 02/771295.1 - SPED. ABB. POST. - 45% - ART. 2 COMMA 20/b LEGGE 662/96 - FIL. MILANO

MERCOLED 16 GIUGNO 2004 - 1

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La fretta dei grandi

LEuropa en folie

Juncker verso la presidenza della


Commissione, ma il vertice di
Bruxelles deve risolvere altri rebus

Quella vecchia stravecchia e


quella nuova invecchiata di colpo.
Nave impazzita cerca nocchiero

Bruxelles. Il successore di Romano Prodi


alla guida della Commissione europea sar,
molto probabilmente, Jean-Claude Juncker:
un piccolo (anzi, piccolissimo) alla testa della Grande Europa e il ter zo lussemburghese in 25 anni dopo Gaston Thorn e Jacques
Santer a occupare la carica. Di questa ipotesi discuter stasera il vertice del Partito
popolare europeo, gruppo di maggioranza
nel Parlamento appena eletto. Juncker
stato lunico leader in carica a parte il greco Karamanlis e lo spagnolo Zapatero, che
hanno confermato il risultato delle politi che di pochi mesi fa ad aver aumentato i
voti del suo partito, e dopo ben dieci anni al
governo del granducato. Anche questa cir costanza gioca a suo favor e, soprattutto dopo la pesante sconfitta incassata in Belgio
da Guy Verhofstadt, su cui peraltr o pesano
anche un veto britannico e un non gradi mento dello stesso Ppe, della cui famiglia
Juncker fa invece parte. Il suo anche lunico nome su cui non esistono riserve esplicite se non quelle espr esse da lui stesso,
chiamatosi fuori dalla corsa mesi fa per ri spettare limpegno assunto con i suoi elet tori. Ma un appello unanime da par te del
Consiglio sarebbe un offerta che neppure
Juncker potrebbe rifiutare. Ai grandi, in
cambio, il piccolo Juncker potrebbe dover fare una serie di concessioni. Ad esem pio la Germania, che lo appoggia anche per
le sue doti linguistiche ( fluente in francese e tedesco, come tutti i lussembur ghesi,
ma parla anche un ottimo inglese), sembra
puntare tutte le sue carte sulleventuale nomina di Gnter Verheugen al posto di super
commissario per lEconomia, che potrebbe
diventare anche uno dei vicepresidenti del
nuovo collegio. Ma dovr pr obabilmente
concedere qualcosa alle ambizioni di Peter
Mandelson e a quelle del navigato Jacques
Barrot, fedelissimo di Chirac gi ben installatosi a Breydel, sede della Commissione.
Andranno confermati o cambiati anche lAlto rappresentante per la politica estera Javier Solana e il suo vice vero segretario generale del Consiglio Pierre de Boissieu.
Per Solana il problema se lui voglia continuare per altri cinque anni senza essere sicuro di ampliare il suo mandato, ad esempio assumendo ad interim anche il posto di
commissario alle Relazioni esterne, in vista
del futuro posto di ministro degli Esteri dellUe: leventuale cumulo, o qualsiasi altra
soluzione transitoria, richieder lassenso
del nuovo presidente della Commissione.

Roma. La vecchia Europa sembra ancora pi vecchia. E la nuova, su cui scommetteva il segretario americano alla difesa Donald Rumsfeld, sembra pr ecocemente invecchiata. Lo specchio del 13 giugno riflet te limmagine di un continente en folie,
di una nave senza r otta e senza nocchiere,
dove regnano lossessione del particulare e
sintomi vari di schizofrenia: un paziente insomma pi bisognoso di cur e analitiche
che di alta ingegneria istituzionale.
E invece proprio sulladozione al forcipe
della Carta costituzionale, sulla farragine
di principi senza radici bocciata sei mesi fa
a Roma per l opposizione di Spagna e Polonia, punteranno i capi di Stato e di go verno dellUnione fin dal pr ossimo weekend per tappare falle sempre pi vistose.
Fare per far dimenticare una vecchia ricetta volontaristica, non detto che funzioni sempre. E dire che sulla carta quello del
13 giugno poteva essere davvero uno degli
esercizi di democrazia pi imponenti al
mondo: oltre 350 milioni di cittadini chia mati alle urne, 25 paesi interessati, di cui
otto vivevano ancora qualche anno fa sotto
un tallone di ferro. Poteva essere loccasione per parlare di
politica nell accezione alta e nobile
del termine, quella
che parte dal senso di s e del proprio ruolo nel
mondo, dalla scel ta ferma delle alleanze, dai modi di affrontare con risolutezza i nodi della sicur ezza,
della difesa, della pr oduzione e della di stribuzione della ricchezza, della protezione dei deboli. Invece le prime elezioni do po l11 settembre, dopo il triste ritorno della guerra nel novero degli eventi possibili,
non sono state nulla di tutto questo. Una
noia mortale, ha scritto il New York Times.
Un non evento.
Che molti hanno accolto con la solita nenia sulla mancanza di democrazia che af fligge le istituzioni comunitarie, sullastruseria di una tecnocrazia lontana che pretende di dire la sua anche sullo standard
aureo della zucchina. Sono spesso gli stessi che criticano Br uxelles per meglio na scondere quel mercato del traccheggia mento che il Consiglio dei capi di gover no, ultima ridotta dello Stato nazionale nel
continente che lo Stato-nazione lha inventato. Il fatto inoppugnabile che 190 mi lioni di europei sono rimasti a casa, pi di
uno su due, una media del 54,5 per cento.
Il non voto pu anche essere un segno di fiducia nel funzionamento del sistema, di
consapevolezza che la continuit della burocrazia impedisce svolte traumatiche. Ma
quanto meno singolare che sia stato polverizzato ogni record d astensione dal
1979, da quando cio si tenner o le prime
elezioni a suffragio universale, proprio ora
che il Parlamento potr ebbe esercitare veri poteri dinterdizione. Nessun partito ha
fatto campagna sul r uolo di Strasburgo
nel check and balance delle istituzioni,
nessun partito ha parlato di federalismo,
adesione di paesi come la T urchia, rapporti con lIslam o con gli Stati Uniti. Nes sun candidato ha fatto campagna presentando il proprio bilancio di deputato
uscente, criticando il lavoro svolto dallavversario e nemmeno facendo nuove di chiarazioni dintenti.

(segue a pagina quattro)

La stizza dei nuovi


Appena arrivati, gi delusi
Alle fiere dellest salgono i prezzi
e cala la voglia di Unione
Varsavia. Di fronte allo stupore per lalto astensionismo dei paesi nel centr o ed
est Europa, Lucio Caracciolo, dir ettore di
Limes, durante lo speciale elezioni di Rai
2 ha detto: Forse ci dimentichiamo di un
paio di cose. Abbiamo impiegato 15 anni a
integrarli, a decidere che s erano europei.
Poi quando sono arrivati li abbiamo accolti non proprio con entusiasmo. Infine, c
questa Europa che manca di una sua cen tralit, manca di un pr ogetto di democrazia sovranazionale. Punti che riassumono
sinteticamente ma chiaramente i motivi
del disinteresse registrato alle ultime eu ropee. E vero, al referendum hanno votato per laccesso. Ma a un mese dal lor o ingresso, si sono visti chiuder e in faccia dai
vecchi Stati membri le fr ontiere del mercato del lavor o. C chi lamenta che pr oprio da loro l Unione sperava in una sfer zata di ener gia. Cos non stato. Ma non
per questo si sono limitati a segnalar e indifferenza. Anche molti cittadini dei nuovi Stati membri hanno votato contr o i loro
governi nazionali, ma non soltanto, vista
lascesa dei nazionalisti e populisti. Contro
lEuropa si espresso gran parte del 20,40
per cento dei polacchi che andato a vo tare. E vero Samoobrona non ha sfondato
come il suo leader Andr ezej Lepper si
aspettava e con l11,5 per cento finito solo quarto, ma i tre partiti che lo precedono
sono altrettanto euroscettici, la Piattafor ma civica (23,48 per cento), l ultracattolica
Lega delle famiglie (16,42) e il par tito di
destra, Diritto e giustizia (12,52). Sull astensionismo ha poi inciso for temente anche la mancanza d informazione sullistituzione che i cittadini erano chiamati a votare. Il primato raggiunto in Slovacchia,
meno del 16 per cento di votanti, stato la
conseguenza di diversi fattori , spiega al
Foglio Jan Skoda, capor edattore del settimanale Format. Della mancanza dinformazione responsabile il gover no. N on
c stata pressoch comunicazione, eccetto spot televisivi e radiofonici. Il gover no
si defilato, per evitare di vedere scendere ancor pi la sua popolarit a causa delle riforme economiche attuate proprio per
entrare nellUnione europea. I populisti
di sinistra, Vladimir Meciar e Robert Fico, si sono limitati a cavalcare l equazione: Bruxelles fa il paio con sacrifici e rin cari. Ignorano invece del tutto le funzioni
del Parlamento europeo e comunque sono
convinti che non incida sulla lor o vita
(segue a pagina quattro)
quotidiana.

Gli Stati Disuniti


Lerrore di parallasse ha finito per pr emiare uomini e gruppi che dellEuropa diffidano o farebbero volentieri a meno, dal lestrema destra fiamminga agli euroexits
in Gran Bretagna. Per confer mare la presenza di un forte nucleo di souverainistes
che vogliono ripristinar e lintegralit dei
poteri dei singoli Stati nazionali. E per
scremare una robusta pattuglia di eur oentusiasti, che forse faranno gr uppo a s, dai
liberal-centristi francesi di Fran ois Bayrou agli italiani della Mar gherita. Una polarizzazione normale, secondo lo storico e
politologo Yves Mny che ricorda come gli
Stati Uniti abbiano vissuto un pr ocesso
analogo, punteggiato da lunghi aspri dibattiti tra federalisti e antifederalisti che volevano ridurre al minimo lUnione: ci vollero
per quasi un secolo e una guer ra civile
per dare all America la for ma che cono sciamo. Ma in questo continente non si ve dono allorizzonte i partiti e gli uomini capaci di guidare con chiarezza un processo
di cos lungo respiro. La passione visionaria dei padri fondatori scomparsa. La
stessa ambizione di Maastricht lontana,
persino lEuropa dei mercanti per niente
disprezzabile al di l da venire. Gli elettori non hanno colpa se il teatr o sovranazionale o transnazionale continua ad avere
meno fascino del cor tile di casa. Come ha
scritto il quotidiano francese Libration, il
via a un ritor no sgraziato al quadr o nazionale lha dato pr oprio il pr esidente della
Commissione che ha fatto campagna in
Italia contro il governo Berlusconi nella veste di leader ufficioso dellopposizione. Ma
sarebbe ingiusto gettare tutte le colpe ad dosso a Romano Pr odi, anche se si comportato pi come un Jacques Santer che come un Jacques Delors. In fondo il cancel liere tedesco Schrder e il presidente francese Chirac hanno fatto di peggio, hanno
messo la testa sotto la sabbia sperando di
(segue a pagina due)
passare inosservati.

La Giornata
* * *
In Italia

* * *
Nel mondo

VERTICE DA BERLUSCONI, CENTRO SINISTRA DIVISO SU PRODI. Il presidente del Consiglio ha incontrato i maggiori
esponenti di Forza Italia (Bondi, Cicchitto,
Vito, Schifani): si fa strada lidea di una di rezione nazionale politica per il partito del
premier, che ha incontrato anche i ministri
Moratti, Tremonti e Pisanu. Ma per T abacci (Udc): Ser ve un Berlusconi-bis, il rim pasto non basta. Immediata replica di C
(Lega): Di Berlusconi me ne basta uno,
quello che fir mato il contratto con gli ita liani. Oggi vertice di An presieduto da Fini. Nellopposizione tiene banco la pr oposta di Prodi di una costituente per lUlivo.
La sto studiando ha detto DAlema; per plessit nella Mar gherita per i tempi e i
modi dellintervento. Pecoraro Scanio (Verdi): Senza un programma non serve.
Il commento di Bossi sulla Padania: Indistruttibile Lega, promessa di libert.

SADDAM AGLI IRACHEN I QUAN DO


CI SARA PIU SICUREZZA, ha detto Bush,
che ieri ha incontrato il collega afghano
Karzai. Al termine dell incontro il presidente americano ha dichiarato che il rais di
Baghdad aveva legami con la r ete terroristica di al Qaida. Lanello pi evidente il
legame con Abu Musab al Zar qawi, un killer tuttora in attivit in Iraq e per conto dellorganizzazione terroristica. Secondo Bush i contatti tra Saddam e Osama bin Laden
emergono dallo scambio di e-mail tra i due.
Il presidente Bush, che conferma quanto dichiarato dal suo vice Cheney , ha aggiunto
che gli Stati Uniti stanno lavorando con il
governo di Baghdad sul momento oppor tuno per la consegna dellex dittatore e sulladeguata sicurezza . Il capo della Casa
Bianca ha risposto cos al premier iracheno
Allawi, che in un intervista ad al Jazeera
aveva annunciato che Saddam e tutti gli altri detenuti sarebbero stati consegnati alle
autorit di Baghdad entro due settimane. Inoltre, il presidente della Cor te suprema irachena, Salem Chalabi, ha fatto sapere che entro la fine dellanno un tribunale speciale, creato appositamente per giudicare gli ex esponenti del r egime, sar in
grado di incriminare Saddam e i suoi uo mini. Un attentato all oleodotto di Bassora
ha bloccato le espor tazioni di greggio dal
sud dellIraq. Al Qaida rivendica lattentato
di luned a Baghdad (16 morti).
Janis Karpinski, generale americano responsabile della polizia militar e che con trollava la rete delle prigioni in Iraq, ha dichiarato alla Bbc che lordine era di trattare i detenuti come cani.

* * *

Centrosinistra in vantaggio nei comuni


capoluogo: al primo turno se n aggiudicati 18, tra cui Bologna, Padova e Bari, strap pati al centrodestra; 6 sono andati alla Ca sa delle Libert; ballottaggio per altri 6.
Il neo sindaco di Bologna Cof ferati: In
questa citt la destra ha perso perch dalla
sua parte ha solo i partiti.

* * *

Al centrosinistra 38 pr ovince, 3 alla CdL:


al primo turno l opposizione ha conquistato Taranto e si confermata in 37 ammini strazioni provinciali; il centr odestra ha riconquistato Asti, Latina e Cuneo; in altre 22
province (tra cui Milano, Padova, V erona,
Bergamo e Brescia) si andr al ballottaggio.
Il sindaco di Napoli Ier volino: In certe
zone della citt il centrodestra ha comprato
voti a 30 euro luno. E non una novit.

* * *

Berlusconi, Fini e Gruber i pi votati alle


europee: 2.350.751 voti al primo (5 cir coscrizioni), 1.331.504 al secondo (5), 1.117.990
alla terza (2). I pi votati in una singola circoscrizione D Alema (832.660), Gr uber
(796.666), Berlusconi (741.533), Santor
o
(526.535), Fini (394.772), Bersani (342.296).

* * *

Pista italiana per gli ostaggi in Iraq: gli inquirenti romani stanno cercando di capire
se i sequestratori di Agliana, Cuper tino e
Stefio hanno avuto contatti con lItalia o se
addirittura non ci fose un italiano in mezzo
a loro. Agliana ha rivelato che durante la
prigionia gli stato dato una confezione di
medicinali scritta in italiano.

* * *

Iannuzzi: Non ho mai chiesto la grazia,


se qualcuno lo ha fatto a mio nome e a mia
insaputa, pr ego rispettosamente il Capo
dello Stato di non far ne alcun conto, dice
il senator e e gior nalista condannato per
diffamazione. Il presidente Pera chieder
chiarimenti al Consiglio eur opeo e all Unione dellEuropa occidentale.

* * *

Rumi: Rimango nel Cda Rai perch non


me la sento di saltare gi dalla diligenza in
mezzo al guado, ma r esto della mia idea,
cio che il Cda a quattr o senza presidente
di garanzia non va bene . Cos il consigliere vicino allUdc: Il Parlamento, anche se
volesse, non potr ebbe sostituir mi prima
dellincorporazione di Rai spa in Rai Hol ding, prevista per il 6 luglio.

* * *

Il Papa: La Chiesa pentita per i metodi di intolleranza e persino di violenza


usati dallInquisizione, ma chiede di evitare luoghi comuni storicamente infondati.

* * *

A maggio inflazione al 2,3 per cento (+0,2


su base mensile).

* * *

Borsa di Milano. Mibtel: 21.049 (+1,07%).


Leuro (1,2137) guadagna 0,0066 sul dollar o.
La Giornata realizzata in collaborazione con Dir e

Caro Ezio Mauro, prima di andare al Corriere, che non si capisce mai se sia dei grandi o dei piccoli, del
mattino o della sera, di
sinistra o di destra, e
mentre ancora se ne
sta a Repubblica, faccia una cosa di sinistra, offra una rubrica a un nostro amico
diventato pure amico vostro. Sapesse
quante ne ha passate, e quante gliene ha
dette DAvanzo, tra laltro. E una persona
per bene, intelligente. Un napoletano de mocratico accusato di questo e di quello,
poi finalmente uscito bene da tutto. Pulito
pulito, come noi sapevamo da subito. Eppure veda, caro Mauro, che curioso paradosso: questo nostro amico, e adesso anche
vostro, scrive benissimo e fa benissimo politica, ma mentre scrive su un Giornale di
destra deputato europeo della sinistra. E
decisivo, perch proprio il deputato del
sorpasso. Via lui, si torna pari. Perci sia
carino, offra una sua r ubrica a Paolo Ciri no Pomicino. Lo spazio c, seghi Valentini
che ripete ogni tre righe: Quel brutto Berlusconi, con sei televisioni. Maltese non
si incazzerebbe, sono alti uguali. E Guari ni saltellerebbe felice: Songhio, mo, o
basso cchi verace do Ggiurnale.

* * *

Sharon stato pr osciolto dall accusa di


corruzione. Il pr emier israeliano era so spettato daver favorito, quando era mini stro degli Esteri, l imprenditore David Appel (che per ringraziarlo nel 99 avr ebbe
pagato alcune consulenze a Gilad Shar on,
suo figlio). Il procuratore generale Mazuz
ha archiviato il caso per insuf ficienza di
prove. Un palestinese ucciso a Nablus.
Articolo a pagina tre

* * *

Blair replica agli eur oscettici: Non metteranno la Gran Br etagna ai mar gini dellEuropa. Uscire dal mer cato comune sa rebbe stupido. Il premier britannico tornato cos sulla sconfitta dei laburisti alle
amministrative e alle eur opee, nelle quali
lUKip, il partito degli euroscettici, ha ottenuto il 16 per cento. SullIraq ha detto: Dovevamo esserci. La storia ci dar ragione.

* * *

Operazione antiterrorismo in Francia: arrestati 12 presunti militanti islamici nella


regione parigina.
Secondo il Washington Post, gli attacchi
dell11 settembre 2001 in r ealt erano programmati per la primavera dello stesso anno, ma fur ono posticipati in attesa che il
capo dei dirottatori Atta finisse le ricogni zioni sulle rotte delle linee aeree.

* * *

Basta critiche sul nuclear e, ha detto il


presidente iraniano Khatami in una lettera
ai leader di Francia, Gran Br etagna e Germania, avvertendoli che Teheran non cooperer pi nel far e chiarezza sul pr oprio
programma atomico se questi manterranno
la posizione assunta negli ultimi gior ni (al
vertice dellAiea a Vienna, iniziato luned,
i tre paesi hanno fatto cir colare una bozza
di risoluzione che critica la Repubblica
islamica per scarsa collaborazione).
La Cina ha annunciato di voler avviar e
un nuovo r ound di negoziati a sei sul di sarmo nordcoreano, dal 23 al 26 giugno, a
Pechino (ci saranno, oltre alla Cina, le due
Coree, Giappone, Stati Uniti e Russia).
Pyongyang ha fatto sapere che le trattative
saranno inutili se Washington insister nel
chiedere lo smantellamento nucleare completo.

* * *

A maggio linflazione negli Usa sale dello


0,6 per cento su base mensile (si tratta del lincremento pi grande da gennaio 2001).

* * *

Scontri tra la guerriglia cecena e le forze


di sicurezza russe nella regione di Shali: 15
morti dalle due parti.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 20,15

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

IL CAV., LA PAR CONDICIO


E I CALZINI
DEVE DARSI UN NUOVO STILE,

cambiare tono e ritmo, decider e


senza boria, far politica con fer mezza
(editoriale pagina tre)

LIBRI. Due pagine di r

ecensioni.
Commento alla Storia naturale dei
ricchi di Connif e al saggio di Kojve sullautorit
(inserti I e II)

RIFORMA FISCALE, obiezioni del

dopo-voto. Se sulle tasse il Cav. non


vuole fare come Reagan, faccia co me Kennedy
(pagina due)

Il diplomatico di Saddam

Tareq Aziz rientra in gioco


ma non torna ancora libero
Suoi collaboratori in azione, uno ucciso.
C chi preme per la scarcerazione
Tareq Aziz, 68 anni, cristiano caldeo, ex ministro degli Esteri di Saddam, consegnatosi
agli americani il 23 aprile 2003, rinchiuso in
una cella dellaeroporto di Baghdad, non
FOGGY BOTTOM

stato dimenticato a Foggy Bottom e alla Cia.


Interrogato, Aziz ha raccontato par ecchio
dellambiente politico-economico internazionale nel quale per anni si mosso per
conto del regime di Saddam. Interessante,
ad esempio, il dossier Francia. Molto suc coso il dossier Olp-Arafat. Buona per gli storici la rievocazione della vicenda af fascinante del Baath, dalla fondazione in poi.
Aziz, sofferente al cuore, glicemia alta, di sturbi del sonno, ansia, depressione per la
mancanza delladorata moglie Violette e dei
quattro figli (due maschi e due femmine),
non fuma pi i sigari Cohiba, dimagrito,
prega con un vecchio rosario che gli ha regalato, dice lui, un alto dignitario del V aticano. Nel febbraio 2003, poco prima dellattacco americano, Aziz visit Giovanni Paolo
II. E fece un pellegrinaggio ad Assisi. La
Santa Sede, in qualche modo, sta pr oteggendo Aziz, si occupa di
lui. Monsignor Fernando
Filoni, nunzio apostolico
a Baghdad, intervenuto
sugli americani per chiedere
un po di piet per Aziz. La
Segreteria di Stato vaticana
ha fatto qualche cenno ad
Aziz con l ambasciatore Nicholson. Operazioni caute,
che per denotano una conti nuit di sentimenti con l ex ministro degli Esteri iracheno. In Iraq, fra i
cristiani (oggi sotto tir o da parte degli
estremisti islamisti vicini ad al Qaida)
stata organizzata una raccolta di fir me a favore di Aziz. Personaggi vicini al governatore Bremer hanno visto Aziz in car cere per
parlare dellattuale situazione
in Iraq. Antichi collaboratori di
Aziz sono tornati (o torneranno) a
operare nel ministero degli Esteri
guidato da Hoshyar Zebari. Un vec chio amico di Aziz, il viceministr o degli
Esteri Bassam Salih Koubba, stato assassinato dallala integralista dei baathisti, guidati dallex vicepresidente Izzat Ibrahim alDouri, che anche ai vecchi tempi odiava
Aziz. Koubba, un diplomatico di valor e,
molto conosciuto in tutte le cancellerie del
mondo arabo, stato ucciso il 13 giugno in
un quartiere sunnita di Baghdad. Si dice
che Koubba avesse ripreso, su autorizzazione degli americani, i contatti con Aziz. Di
certo il brusio sulla sorte dell ex ministro
degli Esteri aumenta in alcune capitali arabe. Gli egiziani e i giordani, che hanno interceduto per lui, sostengono che Aziz po trebbe essere rimesso in libert a luglio, dopo il passaggio di poteri al gover no provvisorio. Il re di Giordania Abdallah disposto
a ospitarlo. Nel r egno hashemita risiedono
gi moglie e figli. Se non sar liberato, Aziz
potrebbe morire in carcere. Le sue condizioni di salute non sono buone. T occa agli
americani decidere. E presto, dicono a
Foggy Bottom, per essere magnanimi con gli
ex ras del regime come il placido Aziz.
I direttori della Cia sono ricordati pi per i
fallimenti che per i successi. T occ al fondatore Allen W. Dulles, fired dal J. F. Kennedy dopo la disastr osa operazione alla
Baia dei Porci nel 1961. Rischia di capitare
la stessa cosa a George J. T enet, attuale direttore, che fra poche settimane lascer il
Palazzo di Langley, Virginia. Tenet stato
allAgenzia sette anni, una permanenza lunga, la seconda dopo Dulles (dal 73 al 97, allarrivo di Tenet, cambiarono dieci direttori). Tenet ha smobilitato. Il poter e passato
al vice John McLaughlin, il quale non tra slocher nel grande uf ficio di Tenet ma rester nella sua stanza. Con Tenet ha lasciato
James L. Pavitt, capo del clandestine service. Al suo posto: Stephen R. Kappes, da 23
anni nel dipartimento operazioni speciali.
Kappes 52 anni, ex marine, ha servito la Cia
in medio oriente, nel sud-est asiatico e in
Europa, e dal 2002 era vice di Pavitt. Mc Laughlin, 32 anni di Cia, viene dalle Analisi,
dov stato per 28 anni. Dopo le elezioni, il
presidente nominer il nuovo direttore.

Il vincitore in An

I propositi contundenti
di Alemanno, il ministro
che tiene in pugno Fini
Crisi di governo, Berlusconi bis, nessun
taglio alle tasse ma incentivi alle
imprese (soprattutto al sud)

Segnali di lealt alla Lega


Roma. Un Berlusconi bis? Non vedo dove sarebbe lo scandalo , dice al Foglio
Gianni Alemanno, anche se il problema
principale non la formula di governo ma
il programma. Il ministro dellAgricoltura
non scarta l ipotesi di Bruno T abacci dellUdc che proprio ieri, tra l irritazione leghista, visto lesito delle elezioni europee ha
chiesto lapertura di una crisi di governo.
N on capisco la reazione del Carroccio
prosegue lipotesi non va scartata, fermo
restando che inimmaginabile mettere in
discussione la leadership di Silvio Berlusconi, ora come alle politiche del 2006. Quello s che sarebbe lo scandalo . Con An che
mantiene la posizione, Lega e Udc in crescita e Forza Italia in difficolt , ci si aspetta che la resa dei conti nella maggioranza
sia immediata e non incruenta. In apparenza tutto rimandato dopo i ballottaggi per
le amministrative (27 giugno) e Alemanno
conferma che in queste ore ragionare sui
nomi duna nuova squadra di gover no intempestivo e deprimente. Ma sui contenuti della verifica aperta da un anno non vo lano parole leggere. Ribaditi i propositi pi
contundenti (il problema politico: bisogna azzerare la linea economica e sociale
dellesecutivo), il leader della Destra sociale continua a dettare le linee guida del
suo partito in materia di economia: nessun
abbassamento delle aliquote pi alte perch ne deriverebbe soltanto una fuoriuscita di risorse verso l estero; nessun taglio
agli incentivi per le imprese, soprattutto a
quelle del meridione: con che faccia andremmo al sud a dire sai che c, ora vi azzeriamo i fondi pubblici. La strada unaltra, occorre sostenere leconomia reale, rilanciare sviluppo e competitivit investendo sulle filiere produttive . Ammesso che
Berlusconi cambi idea, Giulio Tremonti sulla riforma fiscale si gioca la faccia. La sfida non sul nome di Tremonti. Io dico solo
che la richiesta di cambio programmatico non derogabile. Si potrebbe replicare che il centr odestra non ha brillato nelle urne perch la riforma di T remonti non ancora realt .
In questo caso obietta il
ministro noi di An che ci siamo
opposti saremmo stati penalizzati dal voto. Ma cos non stato.
Belligerante con il T esoro,
Alemanno promette lealt ai
leghisti (alleati pi vicini a
Tremonti) e a proposito della
devolution da approvare alla Camera entro luglio assicura che
non ci saranno problemi, il punto
di sintesi gi stato trovato in Senato. Per ricorda che sul fisco
non esiste solo un intesa con i
centristi, anche il Carroccio
ha manifestato le sue perplessit. Resta da definire
la tempistica del confronto
nella maggioranza. Il mio sogno conclude
Alemanno che nei prossimi quindici
giorni si rifletta sul dato peggiore giunto
dalle elezioni. Non le europee, dove la maggioranza pareggia, ma le amministrative da
cui uscita sconfitta. Che si lavori sotterraneamente per accordarci sulla necessit di
una correzione di rotta del gover no. Infine
che si convochi una conferenza stampa dei
leader di centrodestra per annunciarla, la
correzione, e ci si lavori in profondit ritrovando unit e compattezza.
An a Strasburgo quasi tutta Destra sociale
Nel frattempo i vertici dei partiti della
maggioranza si riuniscono in ordine sparso
per analizzare il voto europeo. Ieri il Cav. ha
incontrato i coordinatori Sandro Bondi e
Fabrizio Cicchitto e alcuni ministri (oltre
Tremonti, Giuseppe Pisanu e Letizia Moratti). LUdc si riunisce la settimana pr ossima
e la Lega domani. Gianfranco Fini ha convocato per oggi lesecutivo di An, ma alcuni
ministri pi il coordinatore Ignazio La Russa erano da lui in via informale gi nel pomeriggio di ieri. I finiani fanno i conti con la
schiacciante affermazione interna della Destra sociale alemanniana sui cosiddetti berlusconiani di Destra protagonista (Maurizio
Gasparri e La Russa). Le preferenze che al
Sud staccano Gasparri da Alemanno sono
quasi 80 mila. Troppe per non immaginare
rivolgimenti. Tenuto anche conto che tra i 9
eurodeputati di An (molti dei quali passano
grazie alla rinuncia dei ministri eletti) gli
unici riconducibili a Destra protagonista sono Romano La Russa, fratello di Ignazio
(nordovest), e Salvatore Tatarella (sud). Questultimo ormai un battitore libero, non pi
amico di Gasparri da quando il ministro ha
posto un veto alla sua candidatura a sindaco di Bari. Poi quasi solo Destra sociale:
N ello Musumeci (isole), Umberto Pirilli
(sud), Alessandro Foglietta e Roberta Angelilli (centro), Sergio Berlato (nordest). Adriana Poli Bortone (sud) e Cristiana Muscardini (nordovest) sono state elette in quota
N uova alleanza, la debole corrente di
Adolfo Urso e Altero Matteoli necessariamente alleata con gli alemanniani.

ANNO IX NUMERO 165 - PAG 2

Scenari
Dialogare con lIslam, i mercanti
dellantica civilt mediterranea
dello scambio sono allopera
Per vincere la guerra contro il terrore bisogner includere lIslam entro il sistema
occidentale prima che gli jihadisti lo destabilizzino e lo trasformino in Califfato globalmente aggressivo. Tale obiettivo richiede un mix tra bastone e carota. Il primo appare, per rumorosit, lo strumento prevalente. Ma, in realt, lo la seconda: consolidare i regimi islamici amici e rendere amichevoli quelli ostili. Lazione, sul piano delle lites, favorita dalla loro paura di essere rovesciati da al Qaeda. T uttavia, le masse, percependo di pi il bastone e meno la
carota, sono preda di un dissenso che rende
difficile lamicalizzazione. Per questo
prioritario fornire alle lites islamiche la
possibilit di mostrare alle loro popolazioni che la relazione con loccidente por ter
soldi e dignit politica. Tuttavia, non possibile ottenere leffetto consenso solo con
denari regalati. Bisogna proprio indurre laspettativa di una ricchezza diffusa, cio una
profezia secolarizzante che possa contrastare il richiamo fondamentalista. Il modo
pi adatto allo scopo quello di rendere
credibile un mercato mediterraneo integrato con estensioni dallAsia centrale fino
allAfrica intera. Infatti in sede di G8 sta ta presentata una prima idea in questa di rezione, il progetto Grande medio oriente.
Un ottimo precursore del modello finale,
ma i passi intermedi paiono implicare architetture geopolitiche inclusive troppo
complicate o sfumate. Pertanto lo scenario
pi probabile che non evolveranno in
tempi utili. Questa rubrica segnala agli addetti un progetto integrativo Ekumene
gi in atto per movimento spontaneo: sostenere e anticipare lutilit dellintegrazione
formale tra diversit con dei business, adeguati per scala, di chiaro vantaggio per tutti gli attori. Tale idea ha gi fatto collaborare israeliani ed egiziani, generando affari
con effetti geopolitici. Ci sono altri due casi
tra paesi ancor pi difficili, non ancora citabili. Un quarto, tra inglesi e libici, ha aiutato la svolta occidentalista di Gheddafi di
cui la Farnesina sta ancora analizzando la
vera origine. Un quinto italiani, egiziani,
israeliani e libanesi di enorme portata integrativa per tutto il Mediter raneo orientale aspetta solo che lEni (gas) se ne accorga.
Il punto: i mercanti possono aprire dal basso verso lalto strade collaborative che aiutino i governi a costruire quelle dallalto
verso il basso. Sembra un messaggio cifrato,
lo , ma ai molti piacer sapere che lantica
civilt mediterranea dello scambio si sta ritrovando e riunendo, dopo secoli, e sta ini ziando a produrre conseguenze.
Carlo Pelanda

Euroschizofrenici
Lex motore dellUe ormai una
zattera per leader in declino
Eppure fa ancora la voce grossa
(segue dalla prima pagina) Nel quadro nazionale rispettivo, lelettore ha mostrato di saper
usare la scheda con la sapienza del politico
consumato. Gli italiani hanno dato un sono ro avvertimento a Silvio Berlusconi, senza
per questo costringerlo a governare per il resto della legislatura in condizioni impossibili. Lo stesso hanno fatto gli inglesi, colpendo
ma non mortalmente Tony Blair, penalizzato
anche dal modo di scrutinio proporzionale.
Buoni voti senza lode al socialista Zapater o,
non ancora logorato da una lunga azione di
governo e che vive ancora lo stato di grazia.
Preavviso di licenziamento invece per Schrder e Chirac, colpevoli r ecidivi di sordit al
responso delle urne. In tutta evidenza le po sizioni sulla guer ra non hanno influito sul
comportamento elettorale e anche questo
il segno di un ripiegamento inglorioso sul
proprio ombelico. Ha perso pesantemente
chi la guerra la osteggiava ed era por tato a
spalle dal popolo pacifista. Ha perso poco
chi lha appoggiata e pesantemente condivi sa. Persino le dolorose vicende degli ostaggi
italiani hanno avuto un peso trascurabile,
smentendo chi gridava alla speculazione
elettorale, allo spot permanente. A meno che
non si voglia credere che Alleanza nazionale ha preso voti in pi per ch andata al laeroporto ad accogliere i suoi ragazzi.
Linsuccesso, si sa, monta alla testa e non
certo la meno visibile delle schizofr enie
alleuropea che saranno proprio i due grandi sconfitti del 13 giugno, Schrder e Chirac,
a scegliere e a impor re il nome del succes sore di Romano Prodi. E a fare la voce grossa per far appr ovare la Costituzione: un
tempo lasse franco-tedesco era la chiave di
volta delledificio europeo, oggi una zattera per leader al tramonto. Lidea di Europa
serv a esorcizzare la guerra fra paesi che si
guardavano lun laltr o come un pericolo
mortale. Fu per lessenziale il fr utto della
convergenza tra democrazia cristiana e so cialdemocrazia. LSpd oggi al minimo storico. E la spalla francese parla nel vuoto.
Su un muro della banlieu di Parigi giovani
mani hanno scritto: Gerusalemme agli arabi, Allah Akbar!, Morte agli ebrei. Nel
seggio elettorale di fr onte ha vinto, anzi
stravinto una lista pr esente soltanto nella
regione Ile-de-France: Eur opalestine. Ha
preso pi voti dei verdi, dellestrema sinistra. E del partito del presidente Chirac.
Lanfranco Pace

AGENDA MIELI
Attacco di Famiglia Cristiana a Pigi. Evidentemente paga per sua amicizia con Ant. Socc. Provvedere.
Perbenismo ideologico evocato da Ern.
Ottimo spunto di riflessione. Fare indossare minigonna al terzismo (no a terzisti).

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MERCOLED 16 GIUGNO 2004

RIFORMA FISCALE E OBIEZIONI DEL DOPO VOTO

Cav., se sulle tasse non vuol fare come Reagan faccia come Kennedy
PERCH ARTHUR LAFFER TRENTANNI FA AVEVA RAGIONE E OGGI DI PI. IL KEYNES ANTI-ERARIO CHE GLI STATALISTI NASCONDONO

pprendiamo che gli stessi fedelissimi


A
di Forza Italia, sul forum on line del
partito, ritengono che dopo la batosta elet-

torale labbattimento delle aliquote fiscali


non sia poi una gran priorit. Solo il 27 per
cento lo chiede e se lo aspetta. Ecco un valido esempio di quanto le aspettative pos sano essere fiaccate dal dibattito pubblico,
in questo caso dalle pressioni fanfaniancorporative che allignano in una parte della maggioranza, desiderosa di tornare a insani strumenti statalisti per lucrare qualche votarello di clientela. E al contempo
pronta a far perdere faccia e residua credibilit al premier, che risponde personalmente della sua promessa di ridurre il prelievo sul reddito delle persone fisiche su 2
sole aliquote, 23 per cento sotto i 100 mila
euro di reddito annuo e 33 sopra tale soglia. Della sfiducia degli stessi for zisti nella rivoluzione fiscale non ci si deve stupire.
Esperti ed economisti si guardano dallillustrare dati ed evidenze storiche dellabbassamento delle aliquote. E anche questa
una legge del mercato: se leconomista si
comporta da homo oeconomicus, osserva
Sergio Ricossa, sceglie inevitabilmente la
sinistra politica, statalismo, inter ventismo
e alte aliquote, che gli offrono pi potere e
onore. Mettersi al servizio del capitalismo
spesso squalificante, non richiesto n remunerato dai capitalisti. Predicare la giustizia sociale a spese dei contribuenti pia ce ai partiti, alle loro macchine di consenso, e aiuta a far carriera in universit. Mica
un caso che nel Capitale (1873) Marx tenesse le statistiche sui salari ferme al 1850,
per nascondere che la condizione degli
operai andava migliorando smentendo le
sue tesi sulla caduta del salario cui sar ebbe seguita quella del profitto.
Rieccoci perci a lanciare lappello e a
fornirne le ragioni. Ricominciando dal fondamento di una riforma fiscale volta a massimizzare i suoi effetti sul lato dellof ferta,
cio a diminuire quel disincentivo che limposta rappresenta a lavorare e produrre di
pi e ad aggiungere occupazione. Vi avranno detto mille volte che il fondamento del

meno imposte per pi offerta, la famigerata curva di Laffer, una sciocchezza.


Ma vi hanno mentito. Perch la curva che
Arthur Laffer disegn allimpronta su un tovagliolo una sera del dicembre 1974 a cena al T wo Continents Restaurant con Donald Rumsfeld (allora capo gabinetto del
presidente Gerald Ford), Dick Cheney (vice
di Rumsfeld, allora) e Jude Wanninski mitica firma del Wall Street Journal non illu stra affatto lipotesi che ogni abbattimento
fiscale si ripaga da solo senza produrre deficit nel breve. Il mantra dei finto rigoristi
in generale, e anche nellItalia di oggi, sin -

PICCOLA POSTA

vuole ottenere realizzando laliquota pi


bassa, tra le due che lo determinano: perch quella pi elevata raccoglier la medesima imposta, ma al prezzo di una crescita
economica minore, di pi disoccupati e di
meno reddito disponibile. Non una gran novit, del resto. Era gi nota al filosofo maomettano Ibn Khaldoun, nel XIV secolo. E lo
stesso John Maynard Keynes, in un passo
che gli statalisti tengono accuratamente nascosto, scrisse: Non sembri poi strano che
una tassazione possa risultare tanto elevata
da pregiudicare il suo obiettivo, e che al
contrario, considerato un sufficiente lasso

Domenica, ai bordi delle elezioni europee, un manigoldo ultranazionalista, Tomislav Nikolic, stato, col 31 per cento, il pi votato per
la presidenza della Repubblica in Serbia.
Il ballottaggio fra Nikolic e il secondo pi
votato, Tadic, erede dellassassinato Zoran
Djndjc, avverr il 27 giugno. N ikolic il
candidato del partito sedicente radicale di
Vojislav Seseli, incarcerato e processato allAia per crimini di guerra. Gi per tre volte, dal dicembre 2002, le elezioni presidenziali serbe erano andate a vuoto perch era
mancato il quorum del 50 per cento. Intan-

to la Repubblica serba di Bosnia ha riconosciuto per la prima volta, venerd scorso,


il massacro di molte migliaia di musulmani bosniaci (pi di 7 mila, in realt) a Srebrenica, 1995. N el rapporto finale della
Commissione delegata allinchiesta si menziona la partecipazione di unit militari e
di polizia, comprese unit speciali del mi nistero dellinterno della Repubblica serba. Nel rapporto non si impiega la parola
genocidio, pronunciata da una sentenza
recente del tribunale ad hoc dellAia. Le
cronache della campagna elettorale di Belgrado hanno registrato lo slogan dapertura
delle adunate del partito di Nikolic: Viva
Mladic, viva Karadzic!.

dacati e politici statalisti diteci quale


spesa tagliare prima di ogni taglio alle im poste, con la curva di Laffer non ha a che
vedere. La curva rende evidente che ogni sistema di prelievo ha due diverse aliquote
marginali per raccogliere lo stesso gettito,
mentre agli estremi non si raccoglie nulla,
tanto ad aliquota 0 che con laliquota 100
che scoraggia ogni attivit. La cur va rende
ragione del fatto che ogni aumento delle imposte ha un effetto aritmetico apparente
aumentare il gettito cui contrasta un effetto economico reale opposto scoraggiare lavoro, prodotto e attivit. E che, di conseguenza, bisogna puntare al gettito che si

di tempo per raccoglierne i frutti, una riduzione dellimposizione abbia invece maggiori probabilit di riequilibrare il bilancio
pubblico piuttosto che un aumento. Per
unimpresa gi in difficolt sul mercato e
che realizza perdite, aumentare i prezzi pu
portare alla rovina finale. Abbassarli pu
sembrare irresponsabile ma un modo di
tornare a crescere, gettando le basi per poi
ridurre le perdite. Ben detto, vecchio Maynard. Laffer aveva e ha ragione, e a dargliela non sono opinabili equazioni. E il primo
ad aver riconosciuto che non esiste alcuna
possibilit di stabilire a tavolino aliquote
basse ottimali valide in s e per s, per ch

di Adriano Sofri

ogni sistema fiscale diverso, e dunque il


gioco dei disincentivi e delle aspettative degli operatori deter minato dalla specifica
caratteristica del sistema in cui la riduzio ne delle aliquote si determina, dallenergia
e dalla concentrazione nel tempo con cui si
abbassano quelle marginali s, proprio
quelle ai famosi ricchi che in Italia invece fa fine tartassare nonch dalleffettivit
dellabbattimento e della sua persistenza
nel tempo successivo ( chiaro che sar scoraggiato a far emergere attivit dal nero, effetto delle aliquote pi basse, se riterr che
tra due anni vince Bertinotti e mi applica
unaliquota di nuovo pi elevata sullimpo nibile che intanto rimarr emerso). Invitiamo chi volesse approfondire a leggere lultimo paper in cui Laffer fa il bilancio della
sua ormai trentennale teoria (www .heritage.org/research/taxes/bg1765.cfm). Ma visto
che richiamare i benefici effetti dei tagli fiscali introdotti da Ronald Reagan provoca
in Italia lorticaria dei molti che al solo sentire il nome del buon vecchio Gipper evocano guerre stellari e imperialismo yankee,
indichiamo allora un altro esempio. Quello
di John Kennedy, caro ai buonisti nostalgici della nuova frontiera. Kennedy ridusse
di 21 punti laliquota marginale sui redditi,
puntando alla crescita del pil e senza escludere deficit a breve. Perch le riduzioni
accresceranno la ricchezza pi di quanto
salir il debito. Continuare ad accrescere il
debito per effetto di redditi inadeguati un
segno di debolezza, indebitarsi con prudenza nel breve per sostenere un abbattimento
delle aliquote che accrescer fortemente
potere dacquisto e prodotto nazionale un
segno di forza e fiducia, scrisse al Congresso il 24 gennaio 1964. Nei quattro anni
successivi, il gettito delle imposte federali
crebbe in media dell8,6 per cento annuo in
termini reali, rispetto al 2 scarso che era la
media del quadriennio pre abbattimento.
La crescita media annua del pil pass dal 4
al 5,1 per cento. La disoccupazione scese
dal 5,8 al 3,9. Faccia come Kennedy , caro
Cav. Abatta le imposte, a costo di qualche
sano calcio in culo ai suoi alleati. (ofg)

LA SFIDA DI KERR Y A BUSH IN POLITICA ESTERA

In Usa c voglia di realismo,ma in Iraq lopzione pi realista la libert

una gran voglia di realpolitik in AmeC


rica dopo la svolta neoidealista impressa prima dallinterventismo democratico dellAmministrazione Clinton e poi, dopo
l11 settembre 2001, dalla politica del cambio di regime di George Bush. Il realismo
tipico della destra americana, ma dopo il
Vietnam diventata la linea guida di politica estera della sinistra liberal. Bill Clinton
e Al Gore sono stati leccezione e se ne sono
vantati al punto da aver definito neowilsoniana la loro politica estera, dal nome del
presidente democratico Woodrow Wilson le
cui idee oggi sembrano ispirare pi Bush
che John Kerry. Clinton sosteneva che con
la fine della Guerra fredda il compito del lAmerica fosse quello di dif fondere la democrazia, e certo avrebbe fatto molto di pi
se ogni volta che tentava di colpire un dittatore non fosse stato accusato di voler distogliere lattenzione dallo scandalo Lewinsky.
Bush stato eletto su una piattaforma opposta, di disimpegno dal mondo. L 11 settembre ha ribaltato le cose, ma dopo un anno di problemi in Iraq il realismo tornato

di moda, spiega Lawrence Kaplan in un saggio sul settimanale liberal New Republic.
A Washington nata la Coalition for a
Realistic Foreign Policy, un gruppo di pressione bipartisan che promuove una visione
alternativa non solo sullIraq ma sullimpegno degli Usa nel mondo. I r ealisti, liberal
come Charles Kupchan e conser vatori come il Cato Institute, sostengono che gli Stati Uniti non devono impor re libert e democrazia nel mondo contr o il volere di regimi sovrani. Credono che il vero interesse
nazionale sia da un lato quello di mantenere il dominio militar e e dallaltro di stipulare accordi e alleanze. Solo cos, dicono, si
difende la sicurezza americana. Bush non
crede che questa sia la soluzione dopo l11
settembre. In un discorso allAccademia
dellaviazione del 2 giugno, si esplicita mente rivolto ai realisti cos: Coloro che si
autodefiniscono realisti contestano che la
diffusione della democrazia in
medio
oriente debba esser e in alcun modo una
nostra preoccupazione. Ma in questo caso i
realisti hanno perso contatto con una realt

fondamentale: lAmerica sempr e stata


meno sicura quando la liber t arretrava;
lAmerica sempre pi sicura quando la libert in marcia. Il paradosso che lAmministrazione Bush, pur restando idealista
a parole, nellottobre del 2003 ha impr esso
una svolta realista alla gestione del dopo guerra iracheno cercando il coinvolgimento dellOnu e af fidando le chiavi di Bagh dad allIraq Stabilization Gr oup, il nuovo
organismo cr eato da Condoleezza Rice e
guidato da Robert Blackwill, ex collabora tore del campione della r ealpolitik americana Henry Kissinger. A Baghdad, nel frattempo, era stato inviato Paul Br emer, gi
associato di Kissinger. Se Bush oscilla tra
luniversalismo democratico e unattuazio ne pi realista sul campo, Kerry un realista convinto, un realista che guarda avanti secondo la definizione di Sandy Ber ger,
certo non un pacifista n un militante dei
diritti umani. Ha votato a favore della guerra in Iraq solo ed esclusivamente per la
questione delle armi di distruzione di massa, non per liberar e la societ irachena da

un feroce dittatore. Nel 1990 vot contro il


primo intervento nel Golfo. Kerry non parla di democrazia in Iraq, punta sulla sta bilit e i gior nali cominciano a definir e
kissingeriana la sua politica. In r ealt
Kerry sembra lerede di Bush padre, nonostante la sua squadra di politica estera sia
formata dagli ex universalisti di Clinton.
Bush figlio, invece, diventato lalfiere dellidealismo democratico nonostante i suoi
consiglieri fossero i realisti del padr e. La
sfida di Kerry a Bush soprattutto questa.
Da una parte c un candidato di centr osinistra che crede che lAmerica si difenda
meglio promuovendo stabilit piuttosto che
democrazia. Dallaltra c un presidente di
destra convinto che la libert degli uomini
sia lingrediente necessario per sconfigge re il terrorismo. Luno scettico sulla pos sibilit che in medio oriente possa fiorir e
la democrazia, laltr o fiducioso per ch,
come diceva Reagan, se possono scegliere,
gli uomini scelgono sempr e la libert. La
pi realista delle ricette idealiste.
Christian Rocca

PER LA NAZIONALE NON SOLO PROBLEMI DI SCARPE

La Parioli biancoceleste concede una possibilit aTotti,ma urge barbiere


ica un caso che il
migliore in campo,
Mallesordio
italiano

coi danesi, sia stato


Buffon, che di mestiere fa il portiere, di
botte ne prende meno
degli altri, e cha il fi-

NOTTI MAGGICHE

sico dun bronzo di Riace. Il calciofilo pariolino, a un giorno di distanza, giudica con
consapevole scetticismo lesordio degli azzurri: il refrain che lo si sapeva da prima
che sarebbe stato un torneo condizionato
dal metereologo, non tanto per il caldo, ma
perch quando arriva lestate i giocatori dei
campionati seri hanno gli indicatori sul rosso fisso. Limportante che con la Danimarca non si sia perso, altrimenti il guaio sarebbe stato grosso, a giudicare dalla maschia prestazione offerta luned dalla Sve zia che ha smantellato una Bulgaria inetta.
Quellattacco con Larsson, Ibrahimovic e
Ljundberg, ad esempio, una difesa italiana

in buona condizione fisica lo contr ollerebbe senza troppi patemi. Ma se si ritrovano


con la lingua di fuori dopo 20 minuti, le cose cambiano. Insomma: nulla per duto, la
vittoria con la Bulgaria dovremmo incassarla col minimo sforzo e la Danimarca far
soffrire i cugini di Stoccolma. Ma di certo
non il girone comodo che sera detto. Bi sogna che la N azionale mantenga la convinzione e la concentrazione per distillar e
gli sforzi e distribuire saggiamente le risicate risorse di cui dispone. Motivo per cui,
pi cambi verranno effettuati per la partita
di venerd e meglio sar, sia per mantenere
tutti coinvolti nellavventura, sia per far ri fiatare i pi spompati (Del Piero in testa) e
quelli che hanno speso di pi (Camoranesi).
Anche i media hanno accolto con rassegnata costernazione la brutta prestazione degli
azzurri: il manipolo di coraggiosi pensatori
televisivi fa sapere che cera da aspettarselo e che T rapattoni ci ha anche messo del
suo, portando la squadra a temperatura di
cottura troppo presto, col risultato che adesso sembrano un piatto di fettuccine scotte.

Gli intellettuali del calcio da poltrona di


Roma nord aggiungono piuttosto valutazioni che definiremmo locali, come quelle
legate alla fisiognomica e allattenta analisi
esteriore dei nostri rappresentanti. In questo senso, ancora non si placa londata di riprovazione collettiva allindirizzo della ne fanda pettinatura caraibica con cui il Pupone s presentato al debutto di Euro 2004.
Ma scherziamo? Parioli biancoceleste ave va appena deciso daccordare un fattore di
possibile umanit, perfino un tollerante
sguardo di (sofferta) simpatia a Francesco
Totti ed ecco che costui si presenta a centrocampo addobbato come un coatto di Ibiza. Il nostro quartiere che non scordatelo
al centro della piazza principale vede
campeggiare la gigantesca e sontuosa scritta luminosa ROLEX ha scosso il capo e ha
riassaporato il gusto dei distinguo. Non ci
resta che sperare nel barbiere degli azzurri, anche se prova tu a sciogliere quelle treccine, una per una, con Ilar y che pu trattenersi nel ritiro solo unora. Quanto alla co dona di cavallo di Camoranesi, s scelto le-

ducato silenzio: lui, in fondo, come saggia mente suggerisce Stefano Fiore, un oriundo, praticamente un indio.
Intanto s completato il primo turno, col
vivace match in cui i modesti contropiedisti
lttoni hanno impegnato (1-2) una Rep. Ce ca forte ma velleitaria, trascinata alla vittoria da un ottimo Poborsky pi che da un
Nedved appannato. Stasera torna il girone
A, quello della tragedia gr eca dei padroni
di casa portoghesi nella partita inaugurale.
Alle 20.45 hanno la Russia, squadra muscolare e poco intelligente, che i lusitani pr overanno a irretire con le loro leziosit, a
tratti sublimi, spesso snervanti. Contiamo
che Scolari, reo daver debuttato con una
formazione squinternata, si ravveda, inserendo dallinizio Cristiano Ronaldo, benia mino del Foglio e capace daccelerare i
tempi della sua squadra, troppo soggetta alle abulie di Figo. Uno che pi che un calciatore, ormai sembra un playboy di Cala
Galera, di quelli che fanno lo struscio col
maglione a v portato a pelle, e la catena
doro che rifrange la luce della luna. (s.p)

ARRIVA MANCINI E NON C BALLOTT AGGIO CUI AGGRAPPARSI

In attesa che gli azzurri li consolino i neroazzurri riprovano a sognare

al sito dellInternazionale F .C.: ACD


CETTATE LE DIMISSION I DI ZACCHERONI. Martedi, 15 Giugno 2004 11:20:04.

MILANO F.C. Internazionale Milano comunica di aver accettato le dimissioni pr esentate ieri sera dal tecnico Alberto Zaccheroni. Finalmente, il sogno neroazzurro
ricomincia, mentre quello azzurro simpantana un poco nelle paludi danesi degli eu ropei e in quelle porta-a-portesi delle europee. Rimpasto in panchina. Finalmente, si
azzera tutta la politica calcistica del governo morattiano. Ancora una volta, lennesima. Finalmente, si chiude la verifica, lunga
una decina danni, forse pi. Perch Giacinto Facchetti, presidente che fino allultimo si battutto per salvare il superministro
Zaccheroni, avr pure le deleghe, ma il cavalier Massimo Moratti che ci mette i soldi
e fino a poco tempo fa pure la faccia (a uso
e consumo delle sberle sportive). Dunque,

la Pres del Cons interista non si assume pi


di tanto la responsabilit del palmars di
sconfitte il sogno ricomincia puntuale co me la pettinata morattiana a ogni intervista
sospinta da un tre lustri in qua ma si assume la responsabilit del rimpasto in via Durini, cio via Zac, largo a Roberto Mancini,
e ce lo fa sapere via sito Internet perch gli
sms sul telefonetto nellultimo periodo non
portano poi tanto bene.
Zac, a differenza del tecnico degli azzurri (Bond), non ha mai pensato di dare le dimissioni, ma alla fine le ha date, appunto, a
differenza del tecnico degli azzurri (Bond o
Trap che sia), che le ha pensate, ma non date. Il romagnolo le ha date perch non sinterrompe un progetto sul nascere, non sinterrompe una pettinata nel bel mezzo di
unintervista, nel bel mezzo di un sogno in terista. Cos ora i ciuffi neroazzurri saranno due, tutti e due spruzzati anche un po di

bianco, segno della sof ferta eleganza delle


sconfitte e degli aplomb passati. Alla faccia
di un Cav. che di ciuffi pu soltanto sognarne, che di sogni pu soltanto crearne (in politica) e bruciarne (in politica), ma sul campo, quello vero, quelli europei e non delle
europee, preferisce ma com inelegante!
fare poche verifiche, tagliar e le tasse dei
suoi dipendenti e aumentar ne i ricavi,
spendere dinvestimenti, non accettare mediazioni imposte dallester no, veleni che
crescono nellinterno, merito di uno staf f
rodato che va avanti anche con il pilota automatico, senza proclami, ma, qui s, ecco me, con tanti fatti. Un nerazzur ro avrebbe
tanta voglia di dir e: prendetevi un Moratti
alla politica (del resto, quella che c, al governo, se la cava davvero) ma dateci un altro Cav. nel calcio. Un azzurro avrebbe tanta voglia di dir e: dateci il Cav. vero, quello
del calcio, in politica.

Gli interisti invece da oggi, non potendo


nemmeno ipotizzare un cavaliere, che tanto
non arriva, con i suoi scudetti e le sue
Sciampionslig, ricominciano a sognare con
il nuovo principe neroazzurro. Non c nemmeno un ballottaggio cui aggrapparsi. C
soltanto il nuovo sogno. Sognare gratis
(tranne che per Moratti, ovvio), ma i sogni
non si mangiano, sono come gli annunci di
riforme; i sogni non sindossano sulla maglietta lanno dopo; i sogni saranno pure eleganti e raffinati, ma sono tremendamente
sfibranti. Come allungare febbrilmente le
braccia e le mani verso una torta che si allontana sempre un po di pi. Cos, con braccia e mani impegnate anche se vuote, poi
non riusciamo nemmeno pi a pettinarci
con charme. Basta, c qualche neroazzurro
che preferirebbe esser calvo, ma vincente.
Sui campi veri.
Daniele Bellasio

Colonna ruffiana
Gerardo Bianco valuta i risultati
elettorali come lIraq: Facile
entrarvi, il difficile uscirne
La Camera decreta che perch un discorso sia memorabile non occorre che sia
interminabile, e che il livello del dibattito
sarebbe assai migliore se tutti i discorsi dei
deputati dei seggi di secondo rango fossero
limitati a quindici minuti, e quelli dei de putati dei seggi di primo rango a trenta
minuti, a meno di una specifica autorizzazione della Camera. (mozione intr oduttiva, n. 817, 21 giugno 1984)
Margherita. Lonorevole Gerardo Bianco
(Margherita), visti i risultati elettorali, osserva: Queste elezioni sono come lIraq:
entrarci facile, il difficile uscirne.
Modestamente. Giunto a Montecitorio, il
ministro per i Rapporti con il Parlamento,
onorevole Carlo Giovanardi (Udc), assai
complimentato, si schermisce: Abbiamo
fatto solo il nostro dovere.
Poco ma buono. Brindisi a Liberazione
per il successo elettorale di Rifondazione
comunista. Cerano spiega lonorevole
Alfonso Gianni anche Ber tinotti, Curzi e
tutta la redazione. Abbiamo brindato con
lo spumante ma, nonostante io sia un intenditore, non mi sono accorto della marca. Precisa dunque Sandro Curzi: Era un
Ferrari, di quello buono, meglio dello
champagne. N oi di Rifondazione siamo
gente di buon gusto. Costa? Meglio un bicchiere di vino buono che due bicchieri di
roba scadente, filosofia che io, con fatica,
ho imposto anche a casa.
Campanile sera. Continua il feeling tra il
segretario di Alleanza popolare-Udeur ,
onorevole Clemente Mastella, e il mondo
musicale. Claudio Baglioni il suo cantante preferito, unamicizia nata quando lonorevole scrisse un pezzo in sua difesa sul
Popolo: LUnit ricorda Mastella replic con un articolo in cui si sosteneva Antonello Venditti, in contrapposizione a Baglioni Ma sono amico anche di Gigi DA lessio e di tutta la vecchia guardia napoletana, Peppino Di Capri, Mario Merola, Aurelio Fierro, Nunzio Gallo anche se non
so per chi votano. Poi ho fatto le vacanze, a
Madonna di Campiglio, insieme ad Angela,
la brunetta dei Ricchi e Poveri, che ha anche dormito da noi a Ceppaloni anzi, a
casa nostra ha dormito pure Katia Ricciarelli. Allelenco si aggiunge ora il diessino
Roberto Vecchioni, che ha espresso simpatia nelle provinciali di Teramo al suo manager e agente degli anni Ottanta, Sabatino
Marziani, presentatosi appunto con il Campanile. Mastella si dice contento, affermando di ricordare le canzoni di V ecchioni, e una in particolare: Lultima.
Daniela Santanch story (3). Lonorevole
Daniela Santanch (An) ebbe una dura
educazione: Ero una ribelle, una bambina
ingombrante, fastidiosa anche nei confronti dei miei fratelli, che erano perfetti, mentre io li incitavo a reagire verso la famiglia.
Insomma, mi potevano ammazzare di botte,
ma io niente, se avevo unidea non la cambiavo. Mia madre era laddetta alle sberle,
alle punizioni fisiche, mi tirava perfino i capelli, e mi stupisco ancora di averne tanti.
Mio padre, invece, pensava ai castighi pe santi: via la bambola preferita, via la tv, non
potevo mangiare con loro. Ma il castigo
peggiore era quando venivo chiusa al buio
nello sgabuzzino. Ci finivo se rispondevo
male, se non rispettavo apposta gli orari
che mi davano, se non raccoglievo le cose
da terra. Io ci morivo, ma non facevo un
pliss, una piega, e tanto meno urlavo aprite. Mai! Stavo l, con tutti quegli scaffali
pieni di scarpe, che non so pi quante volte ho contato. E infatti erano sempre i miei
fratelli che intervenivano per farmi uscire.
Mia sorella, che molto pi buona di me,
una santa, andava da mia mamma a dire:
non sentiamo pi Daniela, mamma falla
uscire, Daniela poi non lo fa pi. Alla fine
mi aprivano, ma intanto io l dentro ero
morta di paura, con il buio, le scarpe che
diventavano fantasmi, e i rumori, per cui
mi turavo le or ecchie per non sentir e nulla. E ancora adesso, per quelle cose, ho
paura a restare chiusa negli ascensori.
(3. continua)
Antonello Capurso

IL RIEMPITIVO

di Pietrangelo Buttafuoco

Per un Prodi che dice


non vedo alternative alla mia
leadership c sempre una camicia di forza pronta come per il tizio col pitale in testa e la mano infilata nella giacca? Oppure gli si abbuona la battuta e si fa tutta
una rivista con DAlema, quali novelli De
Rege, per sentirli rinfacciarsi in eterno:
Vieni avanti, cretino!?

IL FOGLIO
ORGANO

DELLA

quotidiano

CONVENZIONE

PER LA

GIUSTIZIA

DIRETTORE RESPONSABILE: GIULIANO FERRARA


CONDIRETTORE: GIUSEPPE SOTTILE
VICEDIRETTORE: UBALDO CASOTTO
REDAZIONE: DANIELE BELLASIO, ANNALENA BENINI,
MAURIZIO CRIPPA, STEFANO DI MICHELE,
OSCAR GIANNINO (ECONOMIA E FINANZA),
ALESSANDRO GIULI, MARIANNA RIZZINI, CHRISTIAN ROCCA,
GUIA SONCINI, NICOLETTA TILIACOS, VINCINO.
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ANNO IX NUMERO 165 - PAG 3

EDITORIALI
Il Cav., la par condicio e i calzini
Deve darsi un nuovo stile, cambiare tono e ritmo, e decidere senza boria

el segno come al solito di una sfiduciata ma antica amicizia, forse pi


utile delle piccole propalazioni dei ruffiani, ecco alcune osservazioni rivolte a
Berlusconi. Gli rivolgo un tu inesistente nei rapporti personali, a parafrasi dello stile con cui gli stoici si rivolgevano ai
loro giovani amici per trasmetter e lesperienza del dolore e dei suoi antidoti.
Se rilasci una dichiarazione politica
dignitosa, per assumerti le tue r esponsabilit nel calo serio, serissimo, ma
non devastante del tuo partito, curerai
di non infestare questo gesto per te cos
nuovo, cos adulto, cos poco infantile e
capriccioso, con luggiosa ripetizione
dei tuoi tic vittimistici. Ieri T rapattoni
ha detto, scusando la performance ridicola della nazionale di calcio, che il
caldo ha fatto la sua parte (gi, perch
ai danesi il caldo notoriamente com pagno). Ma Totti lo ha superato. Ha il
problema delle scarpine?, ha doman dato un radiocronista al Pupone. S, ha
risposto lui, e sper o di risolverlo entr o
venerd, ma c anche il pr oblema dei
calzini. Cos hai fatto tu sulla par con dicio e sul parafulmine: comico vittimismo calcistico. Sono stato il parafulmi ne delle critiche, hai detto, bella atte nuante. Uno che di mestiere fa il primo
ministro, che altro deve essere se non il
parafulmine del gover no e della sua
maggioranza? Ha senso che ne piagnu coli? Poi hai dannato di nuovo la par
condicio. Non piace nemmeno a noi, ma
visto che hai presa impropria sulle propriet televisive, e la televisione anche
grazie a due decenni di tua egemonia
restata commerciale e de sinistra, di
che ti lamenti? Eppoi, chi mai ti ver r

dietro tra i tuoi alleati nel bel pr ogetto


velleitario di abolir e il divieto di spot
elettorali, che il tr end europeo nellinformazione politica? E se pur e vincessi questa surreale battaglia, non credi che i tuoi avversari ti tr overebbero
una Gruber qualsiasi per fr egarti? Perch ti metti al lor o livello televisivo?
Non meglio vincere perch hai governato in modo persuasivo, organizzato interessi importanti dei ceti medi, taglia to le tasse e rimesso in corsa leconomia
sfidando i veti delle corporazioni?
Quando capirai, nel tuo interesse, oh
Silvio, che se metti il tuo simpatico cal lista a Catania, il tuo bel pupone a Ca gliari, per te finisce male? A che ti ser ve essere signore e padrone di questo
giornale, se non per apprendere le tue
debolezze di carattere? Lombrello, mio
diletto, si chiuso: il tuo carisma solitario ci piaciuto, ne hai fatto grandi co se per tutti noi (e moltissimo per te stesso), e hai trasfor mato le zucche in car rozze, ma ora le zucche tornano zucche,
e devi accorgertene. Sei famoso per la
tua formidabile intelligenza e per il tuo
eccellente istinto personale, ma cer te
volte ti manca la tempra, sei insicur o,
caligolesque. Quando la smetterai di
mandar fuori veline che parlano del tuo
numinoso scontento per quel che fanno
gli altri nel famoso territorio, che poi
sei tu ad averli scelti? Quando la pian terai di mascherare i problemi e di dare la colpa ai nemici o agli amici, a ri dosso di dichiarazioni in cui ti assumi
virilmente le tue responsabilit? Fa politica, il tuo nuovo mestiere da dieci anni, e falla con ser enit generosit e fermezza. Lintendenza seguir.

Prodi lo scioglipartiti
Vuole una festa e una costituente per farsi incoronare Insostituibile

omano Prodi, dopo una gestione


assai controversa della Commissione europea, si accinge a tornare a
casa e vuole essere festeggiato. V uole
dopo il turno elettorale una specie di
festa dellUnit che lo incoroni Insostituibile. Si capisce che ancora gli bruci
essere stato sostituito nel 1996 e non
voglia rischiare un replay di quella infelice esperienza. Per evitarlo ha bisogno che si tolgano di mezzo gli strumenti delle possibili congiure di Palazzo, i partiti di cui affollato lo schieramento dellUlivo. Per questo il percorso naturale, quello che porta dalla
lista che ha unito Ds, Margherita e Sdi
a una federazione e poi a una formazione politica unita, non gli basta e forse non gli piace. La Costituente dellUlivo si deve fare su una base pi vasta,
anche con i comunisti di Oliviero Diliberto, i Verdi e quel che resta dellunione Di Pietro-Occhetto, gi avviata al
divorzio consensuale. Poi si penser a
Rifondazione comunista. La proposta
forse punta a impedire che si formi un
cartello della sinistra radicale che, forte di un consenso attorno al 13 per cento, renda arduo raggiungere unintesa

su un programma presentabile a un
confronto elettorale in cui, come sem pre, decider la fascia centrale. L effetto immediato, per, quello di impedire ai Ds di consolidare il controllo
sulla coalizione del Triciclo, che deriverebbe naturalmente dalla loro netta
prevalenza elettorale sulla Margherita.
Per questo il nuovo appello non ha suscitato entusiasmi al Botteghino, dove
si teme il gioco di sponda di Prodi con
i partitini di sinistra. Ma quelli che, in
questa prospettiva rischiano di pi sono quelli della Margherita, il fiore che
trapiantato dallarea popolare europea
in nuovi terreni piuttosto ignoti, rischia
di avvizzire rapidamente. Ma per la
strategia di Prodi la Margherita servita per sciogliere i Popolari, il Triciclo
per sciogliere Margherita e Ds, e ora la
costituente dovrebbe coronare lopera,
lasciando in piedi solo lunit attorno
allInsostituibile. I mugugni si stanno
moltiplicando, ma, senza una strategia
alternativa, resteranno mugugni. A dire che insostituibile sono stati i vari
leader dei partiti, e ora sono costretti a
pagare la cambiale che hanno incautamente sottoscritto.

Il no europeo alla tecnoburocrazia


Perch le politiche di bilancio non devono spettare alla Commissione

leader dellEuropa dei 25, e in par ticolare quelli dei paesi pi importanti
della vecchia Unione europea, sono di
fronte a un rebus. Da un lato il varo della nuova Costituzione europea dovrebbe
dare coesione allUnione, in presenza di
un voto che, tra affluenza alle urne (meno del 30 per cento di votanti nei 10 sta ti nuovi entranti) e bocciatura dei leader
europeisti in Francia, Germania e Gran
Bretagna, ne consiglia un rilancio. Daltro lato, per, la Costituzione eur opea,
mentre aumenta i poteri del Parlamen to, rafforza anche quelli della Commis sione. In particolare un suo articolo stabilisce che sar questa e non il Consiglio
dei ministri degli Stati membri, a stabi lire se un paese abbia violato o meno il
patto di stabilit, superando il tetto del
3 per cento del deficit in rapporto al suo
prodotto lordo. Secondo il testo attuale,
questo compito compete al Consiglio,
che ha ritenuto che la Francia e la Germania non abbiano violato le regole, tenuto conto del fatto che si tratta duna situazione eccezionale. Il presidente del-

la Commissione Romano Prodi e il commissario Pedro Solbes avevano per impugnato questa decisione, confidando
sulla modifica di poteri della nuova Costituzione. Ma ora la Germania, che a
suo tempo volle il patto di stabilit, a voler emendare larticolo che toglie i poteri di bilancio agli Stati membri per de volverli alla Commissione. Il pr ogetto
franco-tedesco di un super commissario
europeo dotato di grandi poteri econo mici, del resto, in grave dif ficolt non
solo per questo emendamento, proposto
da Berlino prima delle elezioni, ma in
generale perch il risultato elettorale
costituisce una palese bocciatura della
tecno-burocrazia di Bruxelles. Se il testo
della nuova Carta passasse nella stesura attuale, grazie allapprovazione dei
governi, rischierebbe comunque, in
quanto dovr essere sottoposto a referendum, in molti degli Stati membri. Il
niet a Bruxelles, secco e chiar o, espresso dal corpo elettorale alle europee un
preciso segnale di ci che potr ebbe accadere anche nei referendum.

IL FOGLIO QUOTIDIANO MERCOLED 16 GIUGNO 2004

Mancano le prove, la procura archivia il caso Sharon. Ora il premier pu trattare con Peres per un governo di unit nazionale

Israele rimuove la prima barriera sulla via del ritiro da Gaza


Gerusalemme. Il caso Sharon chiuso. Con un annuncio
trasmesso in diretta ieri pomeriggio, il consigliere legale del
governo israeliano, Menachem Mazuz, ha annunciato di
aver deciso di archiviare il caso contro il premier Ariel Sharon e suo figlio Gilad, per mancanza di prove. Il rapporto di
Mazuz si preannuncia molto critico nei confr onti del premier e a molti rimarr il dubbio che Sharon se la sia cavata grazie al suo piano diplomatico e alla sua deter minazione a ritirarsi da Gaza, anche a costo di per dere la sua maggioranza in Parlamento, piuttosto che per innocenza dimo strata. Ma per mettere qualcuno sotto processo, al di l della sua statura pubblica o delle implicazioni politiche, vale
il principio secondo cui occorrono le prove. In Israele non
esiste lobbligo dellazione penale, e se la pr ocura non ritiene che il caso sia abbastanza solido, lo pu archiviare. E
andata cos per Sharon. Il caso riguardava laccusa di una
bustarella che il premier avrebbe ricevuto dal costruttore
David Appel, un personaggio di spicco nel mondo degli af fari israeliano, che ha gi avuto a che fare con la giustizia in
passato. Appel avrebbe chiesto a Sharon di intercedere a
suo favore con il governo greco per costruire un villaggio turistico su una delle isole egee. In cambio avrebbe pagato 750
mila dollari al figlio del primo ministro per una consulenza. La triangolazione per non dimostrabile, secondo Ma -

zuz. Che il premier interceda a nome di un uomo daf fari


presso un governo straniero per un grosso investimento non
un crimine: ci si dovr ebbe aspettare che il governo promuova e aiuti i suoi cittadini in investimenti esteri. Che il figlio del premier lavori da consulente non un illecito. Che
un amico del padre che si sta avvalendo dei favori del pr emier paghi il figlio per una consulenza non un illecito. Che
Sharon non sapesse nulla dei conti del figlio e delle tarif fe
da lui applicate per consulenze che altr ove costerebbero
molto meno vero, fino a prova contraria. Che padre e figlio
non si dicano certe cose appare normale, anche se i due figli di Sharon gestiscono il patrimonio del premier da quando questi entrato in politica in ossequio alle leggi sul conflitto dinteressi. Quel che sembra non , almeno da un punto di vista giuridico. Il principio anglosassone della presunzione dinnocenza fino a prova contraria e la necessit di dimostrare la colpevolezza oltr e ogni ragionevole dubbio
hanno pesato nella decisione di chiudere il caso. Privo di
prove, Mazuz ha deciso di non rischiar e una crisi politica
per poi perdere il caso in corte. E se le ombre per molti restano (soprattutto tra i membri dellopposizione), il caso
chiuso. Ci sar un appello alla Corte Suprema, ma difficilmente i giudici decideranno di contraddire Mazuz.
Il punto importante della decisione di Mazuz che Sha -

ron ora libero di costruire unalleanza politica alter nativa: lostacolo principale allaccesso al governo dei laburisti
ora stato rimosso. Oltr e che a un attentato sventato il me se scorso, e i cui dettagli sono emersi solo questa settimana,
Sharon sopravvissuto a un fuoco di sbarramento di voti di
sfiducia dai banchi di opposizione e dalla fr onda della destra appena licenziata dal suo governo. Non pu contare su
alcuni dei suoi ministri ribelli nel Likud, assentatisi al mo mento del voto per non sostenere la politica del governo. La
sua maggioranza si dissolta per lintenzione di ritirarsi da
Gaza e ora Shar on ha bisogno di por tare i laburisti al go verno. La fine della quer elle giudiziaria apre le porte alla
trattativa. Toccher ora al pr emier e alla sua contr oparte,
Shimon Peres, convincere i riottosi membri dei rispettivi
partiti a far cadere le riserve per un nuovo governo di unit
nazionale. Con la pianificazione della fase operativa del ritiro da Gaza in corso, con il premier ormai in rotta di collisione con il movimento degli insediamenti, con il sostegno
attivo della comunit inter nazionale, Sharon non pu per mettersi battute darresto. La decisione di ieri un contri buto importante in questa dir ezione. Non giova forse agli
standard di etica pubblica, ma se questo il pr ezzo per il
successo del ritiro da Gaza, come ha indicato Zali Reshef,
uno dei leader di Peace Now, vale la pena pagarlo.

Dilemma da eccesso di successo per Bertinotti: ignorare i 23 mila voti del disobbediente romano o sacrificare Nichi Vendola?

Il pasticciaccio di Nunzio DErme, parente scomodo per Fausto


Roma. Balla col movimento, Fausto Ber tinotti, e a un certo punto il movimento vorrebbe guidare la danza. E cos, dentro il
buon risultato elettorale di Rifondazione
comunista, si apre un (neanche tanto) pic colo caso: quello di Nunzio DEr me, il disobbediente di professione che scaric il letame di fronte alla casa del Cav.: messo in lista per le europee nella circoscrizione centrale, a sorpresa ha raggiunto le 23mila preferenze, risultando ter zo dietro lo stesso
Bertinotti e la pacifista Luisa Mor gantini.
Che seconda dietro Bertinotti anche nella
circoscrizione insular e. E cos, nel gioco
delle opzioni, DErme e i suoi disobbedienti hanno cominciato ad accarezzare il sogno
di sbarcare a Strasburgo. Lanciando quella
che un irritato dirigente del par tito definisce una campagna mediatica pazzesca,
messa in moto in dodici ore. Perch, anche
se il segretario tace e se ufficialmente toc-

cher alla segreteria sbrogliare la faccenda


nei prossimi giorni non difficile intuire,
dai ragionamenti che si fanno dentro Rifondazione, che difficilmente DErme passer
dal centro sociale alleuroparlamento.
Il successo di DErme, anche se nel partito assicurano che non c pregiudiziale nei
suoi confronti, ha colto piuttosto di sorpresa il vertice del Prc. Bertinotti, che molto ha
puntato sul movimento, ha gi garantito lelezione di V ittorio Agnoletto e della Mor gantini. Oltre a lui ci sar poi Rober to Musacchio, responsabile ambiente del partito.
Tutti nomi che erano praticamente gi noti
prima del voto. Ma il successo elettorale ha
portato il quinto seggio, che molto pr obabilmente andr a N ichi V endola, che ha
avuto oltre 38 mila preferenze, il maggior
numero dopo quelle di Ber tinotti, e noi
avremo un occhio molto attento alle preferenze. Del resto, Bertinotti difficilmente

potrebbe far digerire al partito un gruppo


parlamentare con tre eletti su cinque indipendenti: va bene il movimento, ma senza
esagerare e senza consegnar gli quasi tutta
la rappresentanza istituzionale. E ancora:
se lascia fuori Vendola, Rifondazione non
avrebbe un solo eletto al sud, e questo non
possibile. Il quale Vendola, (che anche
parlamentare nazionale), per il momento si
limita a dire: Sono in attesa che il par tito
decida cosa fare e che Fausto faccia le sue
opzioni. Sono qui tranquillo, qualunque
scelta mi andr bene.
Invece qualunque scelta, che non sia
quella di DErme, non andr bene alla vasta area dei disobbedienti. Che portano
avanti la loro campagna mediatica. Per
esempio, convocando una conferenza stampa in via dei V olsci, storica sede romana
dellantagonismo, con aperitivo per tutti,
per festeggiare il successo del candidato.

Il Prc si messo a disposizione del movi mento rivendicano i disobbedienti ci


aspettiamo che linvestimento sul movi mento venga fatto fino in fondo. DErme fa
capire che non intende mollar e, ringrazia
chi di notte ha fatto a botte con i fascisti in
campagna elettorale, il Comitato di lotta
popolare per la casa e Iniziativa comuni sta. Che informa di aver dato almeno 5
mila preferenze al compagno DErme. Ma
soprattutto, la campagna mediatica di cui
parlano al partito corre su Internet. Basta
unocchiata a Indymedia per scoprir e una
raffica di accuse tanto allincolpevole Musacchio, quanto allo stesso Ber tinotti, candidato in ogni circoscrizione, do you know
mr. Berlusconi?. E si avverte: Per Bertinotti il problema DErme sar un problema
serio, se non lo far passare si porr il problema della dialettica con i movimenti. I
problemi delleccesso di successo.

Il protagonista dellunica vittoria di Forza Italia al primo turno in una provincia amministrata dal centrosinistra

Raffaele Costa, il liberale che ha fatto il candidato a Cuneo

na provincia amministrata fino a oggi da un esponente


del centrosinistra che passa a uno del centrodestra, in
U
un quadro elettorale dal segno nettamante opposto, fa una

certa impressione. E capitato a Cuneo, la pr ovincia granda, un territorio di confine con la Francia, isolato nei tra sporti (lautostrada da Torino a Savona stata completata
solo dopo 45 anni e quella tra Cuneo e Asti ancora in co struzione) e, un po, nella mentalit, ancora molto legata a
vecchie concezioni sabaude. Anche per questo il cuneese
oggetto di amorevole sarcasmo, almeno in Piemonte, e su
Cuneo si raccontano bar zellette come sui carabinieri. Il
protagonista di questo cambio di maggioranza Raf faele
Costa, un politico di lungo corso, che fu segr etario del Partito liberale, pi volte deputato, ministr o, anche nel primo
governo Berlusconi, e parlamentare europeo. Ha aderito a
Forza Italia, convinto dellobiettivo della costr uzione del
partito liberale di massa, ma la sua associazione di libe rali (che si rifiuta di definir e una corrente) non ha tr ovato
molto spazio. E anche tra i pochi che hanno criticato apertamente la conduzione dellultimo congr esso di Assago,
perch a una messa cantata avrebbe preferito un dibattito
e un confronto di idee.
La decisione di candidarsi alla guida della sua provincia
di origine ( nato a Mondov) fa seguito ad altri tentativi me-

no fortunati, come la battaglia perduta per pochi voti per


contendere alla sinistra il municipio di T orino nel 1996. Il
suo concorrente di oggi, Elio Rostagno, sindaco uscente di
Cuneo, era di tutto rispetto, inoltr e Costa non poteva con tare sullappoggio dellintera coalizione di centrodestra visto che la Lega (che alle eur opee in provincia ha ottenuto
pi del 14 per cento dei voti) puntava su un candidato pr oprio. Lapporto dellaltro grande alleato di Forza Italia, Alleanza nazionale, in una zona in cui la Resistenza stata
davvero un fenomeno di massa, con Duccio Galimber ti, la
repubblica partigiana di Alba, la strage nazista di Boves,
meno consistente che altr ove. Costa dunque ha lanciato
una sfida tuttaltr o che sicura, nonostante la pr evalenza
elettorale del centrodestra nellarea. I cuneesi infatti per
due volte avevano scelto un pr esidente provinciale di centrosinistra, pur eleggendo parlamentari tutti di centr odestra. Lindividualismo e lo spirito da piccola patria, infatti,
porta a scegliere le persone prima dei par titi.
Lesito controcorrente del voto, la vittoria al primo turno
col 53 per cento dei voti (e i voti da raccogliere erano tanti,
vista laffluenza superiore all80 per cento), rimettono in luce la figura di Costa, finora considerato nel suo par tito solo un nostalgico liberale con tendenze demagogiche, per le
sue battaglie da difensor e civico contr o gli spr echi della

pubblica amministrazione (che piacciono di pi quando si


sta allopposizione). Insomma Costa considerato un po come i cuneesi delle bar zellette, testardo e un po sempli ciotto, con la mania di semplificare i problemi per vederci
chiaro. Il cuneese ver o, quello della storia, non delle bat tute, in realt ha dato alla politica italiana appor ti tuttaltro che provinciali, dal Giovanni Giolitti di Dronero al Luigi Einaudi di Dogliani, i pi celebrati esponenti della fa miglia liberale (senza contar e Camillo Di Cavour, torinese
ma che fu per molti anni sindaco di un centr o della provincia granda, Grinzane, che ora ha aggiunto il suo nome a
quello del paese). Quella tradizione liberale, forse un po
mitizzata, di buona amministrazione, di concr etezza, di fiducia nella capacit di far da s dei contadini e della piccola borghesia, ancora la cifra della provincia, e Costa ne
unespressione genuina. Forse, vista la fase dif ficile, non
far pesare esplicitamante il suo r uolo e la sua critica nel
partito berlusconiano acciaccato dalla batosta elettorale.
Ma la sua vittoria, ottenuta senza grandi alleanze, parlan do direttamente allelettorato (anche a quello della Lega,
che ha dimezzato a suo vantaggio i consensi alle provinciali rispetto alle europee), di per s una critica a modi di far
politica supponenti e autocelebrativi, che hanno portato invece a clamorose sconfitte.

Lazzurro meno mediatico e pi votato nel nord ovest (90 mila preferenze) dopo Berlusconi e Albertini

Mauro sono io, fare campagna elettorale col passaparola


Milano. Non chiamatemi Mario, per favore. Cos cinque anni fa apr la sua cam pagna elettorale davanti a un migliaio di
supporter che lui preferisce indicare come
amici. Non chiamatemi Mario (nome)
Mauro (cognome) candidato di Forza Italia
per la circoscrizione nord ovest che ha raccolto, secondo dati ancora provvisori, 89.174
preferenze, terzo dopo politici dal richiamo
pi orecchiabile come Silvio e Berlusconi
(741.533) e Gabriele e Albertini (144.242). Alle loro spalle sono risultati eletti, ma a di stanza, Guido Podest (55.109), Mario Man tovani (49.897) e Iva Zanicchi (35.323) che subentrer a Berlusconi. Lui (Maur o) ce lha
fatta anche stavolta a confer marsi come
outsider ribadendo il risultato del 1999
quando termin terzo con 99.638 voti pr eceduto sempre dal Cavaliere e da Raffaele
Costa. Oggi come allora, Maur o ha dovuto
superare il problema di ricordare a tutti di
generale Carlo Jean, che oltre alle stelInonllette
ha una cattedra di Studi strategici,
un neocon. Anzi. Ai profeti delle-

sportazione della democrazia riserva commenti sarcastici. Butta l che il fondamentalismo wahhabita in certo senso
simmetrico alle posizioni pi estreme dei
neoconservatives americani. Il suo pen siero per non aduggiato da antiameri canismo, n da critiche preconcette alla
Casa Bianca. Nessuna linea multipolare
la Chirac (il cui ex ministro degli Esteri,
de Villepin, un europeo che, se fosse
americano, sarebbe certamente un neocon). Jean guarda invece a politici ame ricani di lungo corso. Henry Kissinger e
Zbigniew Brzezinski su tutti. Il realismo,
insomma, in tutte le sue articolazioni e aggiornamenti. Il suo libro traccia una veduta circostanziata del dibattito politicoideologico di Washington. E d conto del le divisioni che fratturano unEuropa intontita, che si dibatte in contingenti contrapposizioni politiche, senza riuscire a
proporre una visione ad ampio raggio.

scrivere sulla scheda Maur o e non Mario,


un rebus onomastico che solo uno come Jas
Gawronski potr ebbe invidiar e. Cos, non
avendo fondi n per gli spot televisivi n
per qualche sei per tre, Mauro nel 1999 sinvent la campagna elettorale a basso costo
ma ad alta r endita mediatica: quella del
passaparola e della curiosit. Appoggiato
dalla Compagnia delle Opere, della quale
aveva fatto parte come responsabile per il
mondo scolastico, distribu adesivi da ap piccicare sul lunotto dellauto con lunica
parola che era la sua disdetta e la sua ven tura: Mauro. La vicenda incurios, tanto
che ci fu anche chi, copiando lidea, personalizz il proprio mezzo di locomozione
con adesivi tipo Gianni (nome), Brambilla (cognome) o con dichiarazioni sentimentali da baci Perugina alla Piero ama
Laura. Poi, a tre settimane dal voto, il candidato delladesivo regal ai suddetti ami-

LIBRI
Carlo Jean
GEOPOLITICA DEL
VENTUNESIMO SECOLO
190 pp. Laterza, euro 14
L11 settembre, dice il generale, ha fatto
un repulisti di tutte le teorie onnicomprensive del dopo guerra fredda: fine della storia, scontro di civilt, autonoma sufficienza della geoeconomia e Stato postmoderno. Con buona pace dei Fukuyama
e dei cantori dellepoca Clinton. Il mondo
cambiato, ma i vecchi strumenti per imbrigliarne le convulsioni sono ancora i pi
efficaci. I neocon sognino pur e le loro rivoluzioni democratiche, i francesi si trastullino con il loro multipolarismo che sa

ci una maglietta con scritto: Io so chi


Mauro. Chiedimelo. Lidea di Mario (nome) Mauro (cognome), ciellino (fede religiosa) di Forza Italia (fede civile) che ave va funzionato allora non meritava la replica? Certo che s e cos questanno spie ga al Foglio ho fatto fare dei post-it con su
scritto Mauro sono io.
Mauro sono io uno slogan che per mette a chiunque di identificarsi e dar e
un volto spiega a quegli ideali che ho
portato e voglio riproporre in Europa. Perch il vecchio continente cos com ri schia di diventare un gran corpaccione con
una testa piccola e stor tignaccola dove si
perde tempo a legiferare sul diametro della verdura e sulla liceit di usar e la vestaglia da notte anche di giorno. Per non dire
poi delle grandi questioni come Iraq e
Bosnia su cui gli eur opei si sono fatti nota re solo per la lor o assenza. Mentr e lui,
di saudade per unEur opa in claudicante
decadenza. Gli sprovveduti predichino un
potere dellOnu che, cos com, non conta
nulla. Ma poi si faccia ricorso al prudente
uni-multipolarismo di Kissinger, a un accorto dosaggio di hard e soft power. Il dominio americano, che non unopinione
ma una realt destinata a durare, pu servirsi di un multilateralismo la carte, a
seconda della bisogna. Unipolarismo, infatti, non deve coincidere di necessit con
unilateralismo. N iente teorie per fette,
per. La geopolitica del nuovo secolo,
spiega Jean, deve essere integrata da un
approccio pi dinamico, che tenga conto
della centralit del cambiamento e del limprevedibilit... deve passare da unestetica della semplicit a una della com plessit, se non del caos. Il generale d
ampio saggio di questo criterio nei capi toli monografici sulle singole aree, Medio
oriente, Cina, Giappone, India. Pantografa tutti i vincoli politico-economici, tutte
le frizioni fra i vari Stati. Prospetta scenari, ma non compila ricette risolutive.

quarantatreenne pugliese di San Giovanni


Rotondo (Padre Pio), trapiantato a Milano
(SantAmbrogio), di credo cattolico definito
(don Giussani) e di origini sociali chiar e
(Compagnia delle Opere), usa parole dordine precise nel suo impegno politico: sus sidiariet, capitale umano, no alla guer ra,
s allAmerica, lEuropa o cristiana o non
sar. E a dargli fiducia stato un elettora to di border line, cio persone lontane dai
partiti, che probabilmente non sar ebbero
andate a votare. E gente che ho dovuto co noscere, vedere in faccia, per ch posso
spendere solo la mia cr edibilit, non certo
la mia notoriet. Oggi Mauro si dice molto
soddisfatto del risultato conseguito e pensa
che la voce che lo vorrebbe capogruppo degli azzurri a Strasburgo al posto di Antonio
Tajani sia priva di fondamento. Pr obabilmente un pettegolezzo che riguar da
Mario, non Mauro.

OGGI Al nord variabile con qualche


breve temporale, pi pr obabile sul Triveneto. Temperature in lieve calo. Al
centro soleggiato con qualche annuvo lamento e temperature massime in aumento. Al sud nuvolosit ir regolare e
temperature in aumento.
DOMANI Al nord soleggiato con an nuvolamenti pomeridiani sui rilievi e
temperature in lieve aumento. Al cen tro nuvolosit irregolare e temperature stazionarie. Al sud per turbato con
rovesci sparsi e temperature in calo.

ANNO IX NUMERO 165 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MERCOLED 16 GIUGNO 2004

Boncompagni ha un problema, sa per chi vota Bach ma non dove sta De Michelis

Al direttore - Ormai tutti sanno tutto su tutti, chi ha votato per chi e per ch. Per esempio
Bach ha votato democristiano, Shostakovich e
Beethoven sono di sinistra anche se questultimo stato costretto a scrivere Messe. Due grandi come Ravel e T schaikowskj hanno votato
Pecoraro Scanio anche se Tschaikowsky sembra abbia dedicato lultima sua composizione
a Cecchi Paone. Strawinsky, pagano, ha votato Bertinotti, Paganini pazzo di Sgarbi, W agner, ovvio, per An, Mozar t scheda bianca e
Verdi, stranamente, ha votato Lega per i fazzoletti. Potremmo continuare allinfinito ma la
domanda cruciale : ma De Michelis di destra
o di sinistra?
Gianni Boncompagni

Al direttore - Sempre brillante Pietrangelo


Buttafuoco. Il suo articolo Traditi e traditori
molto divertente. Solo una cosa non mi piaciuta: l accostamento Berlusconi-Mussolini.
Non piaciuto a me, ma in compenso sono certo che sar piaciuto moltissimo a quasi tutta la
sinistra.
Cordialmente.
Claudio Scajola, ministro per
lAttuazione del programma di governo

Al direttore - T ony Blair sicuro: la Gran


Bretagna resta al centro della Ue. Speriamo
sia pi forte in geopolitica che in geografia.
Maurizio Crippa

Al direttore - Commissari tecnici e capi del


governo. Silvio Berlusconi, come Ar rigo Sacchi, promette il bel gioco che non ar riva mai.
Mentre Romano Prodi, come Giovanni T ra-

Detto con amicizia: si faccia venire il sense of humor, gentile Scajola, visto che palesemente le manca. Uno dei motivi del no stro scarso trend elettorale che vivete in
una irony free zone. LItalia si annoia.

pattoni, pi seriamente promette soltanto il risultato che non arriva mai.


Francesco Ferrotti, via Internet

Al direttore - Il risultato delle elezioni dimostra che non si vince in tv da V espa Porta a
Porta, ma sul ter ritorio porta a porta. Per le
politiche sar un altro discorso: la forza vendi-

Alta Societ
Le salme dei Savoia devono tornare in
Italia ed essere sepolte al Pantheon. Far
una campagna per ottener e il trasferi mento. E ingiusto che rimangano lontane
dalla patria. Il principe Serge di Jugoslavia, figlio di Maria Pia di Savoia
vuol fare una campagna. Molti ami ci hanno gi aderito.

ta di Berlusconi (senatori, deputati di For za


Italia e quantaltro), con il seggio a rischio, si
muover con tanti soldi, favori e pr omesse. E
le pecorelle torneranno allovile, perch il messaggio stato sicuramente recepito.
Giorgio Cacciabue, Palermo

Al direttore - Perfetta, al solito, la sintesi


contenuta negli editoriali Lui e Gli altri di
marted. Speriamo solo che Qualcuno glieli
faccia leggere a Lui, e pure agli Altri. Potrebbe
intercedere Vespa. E lunico che li frequenta.
Francesco Chiappetta, via Internet
Al dir ettore - Il Cav . ha dunque avuto la
(meritata) legnata. Le cause? In buona par te
le conosciamo e lei, direttore, le ha ben focalizzate. Tuttavia una lancia la spezzerei in favore
del Cavaliere, via: se i dati elettorali sono veri tieri, beh in Italia le for mazioni comuniste
hanno incassato oltre tre milioni di voti, er go:

in Italia ci sono oltr e tre milioni di comunisti.


Urge una Cirami ad hoc. Cordialit
Giuseppe Nitto, Napoli

Al direttore - Seguo da tempo i bloggers ira cheni e recentemente quello di un brave cittadino dellArabia Saudita indirizzo http://muttawa.blogspot.com/. Oggi ha segnalato il caso
di un indiano arrestato dalla polizia religiosa
perch cattolico. Chiede di far e qualche cosa
per questo sfortunato, come segnalarlo ad Amnesty Inter national. N on cita Gino Strada,
non sapendo di quali entratur e ha nel mondo
islamico, capaci di risolver e tutte le situazioni
pi gravi. N on sapendo a chi rivolger mi ho
pensato che voi foste le persone pi adatte per
divulgare la notizia. Ringraziando per l eccellente lavoro che fate con il Foglio nello sma scherare certi aspetti della nostra cultura politica, vi saluto.
M. A. Pedrini, via Internet

Le grandi manovre
Sulla Carta dellUe la scelta tra
il rinvio e le soluzioni italo-irlandesi
(Londra e Varsavia permettendo)
(segue dalla prima pagina) Per de Boissieu la riconferma potrebbe essere pi contrastata,
a causa della candidatura del diplomatico
danese Poul Christophersen, sostenuto da
alcuni piccoli. E possibile tuttavia che
semplici esigenze di continuit ammini strativa, anche a breve termine, favoriscano il francese: una soluzione, questa, cal deggiata dalla pr ossima presidenza olandese, preoccupata delle conseguenze di un
vuoto al vertice della macchina inter governativa.
Lesigenza di mostrarsi uniti ed ef ficienti, soprattutto dopo il voto sanzione delle
europee, dovr ebbe guidar e anche altr e
scelte del Consiglio, a cominciar e da quelle sul Trattato costituzionale. Da un lato, infatti, alcuni paesi sembrano impegnati a
chiedere nuove concessioni ovvero limitazioni ulteriori agli ar ticoli pi innovativi
presentandole come necessarie per ri spondere alle proteste dei lor o concittadini-elettori: il caso, par e, dello stesso go verno britannico. Dallaltr o, non soltanto
queste eventuali modifiche non garanti rebbero comunque (neppure a Londra) una
ratifica pi semplice del Trattato, ma produrranno inevitabilmente reazioni uguali e
contrarie nel fronte dei paesi pi eur opeisti grandi o piccoli che siano col risultato di annullarsi a vicenda. La vera scelta
sar dunque fra un ulterior e rinvio che
potrebbe essere fatale al T rattato e una
conclusione pi o meno in linea con le in tese di massima raggiunte sotto le pr esidenze italiana e irlandese. Compr omessi
pi o meno buoni dovr ebbero cos esser e
raggiunti sul calcolo della doppia maggioranza e sulla composizione numerica del la Commissione dopo il 2009, con clausole
di salvaguardia un po per tutti e piccole
concessioni pi mirate per questo o quel
paese. E poi ci sar la questione polacca,
paese abbastanza grande per dimensioni
e ambizioni, ma piccolo per altri aspetti.
Il premier attuale, Marek Belka, senza fiducia parlamentare: gli stata gi rifiutata
a fine maggio, e un nuovo voto dopo il r ecente reincarico pr evisto per il 24 giu gno. Ma la dbcle dei socialdemocratici
alle europee stata devastante, e con un
tasso di partecipazione (20 per cento) infe riore solo a quello della Slovacchia. Il Civic
Forum degli er edi di Solidar nosc sente
profumo di vittoria: per ch dunque concedere qualche mese di r espiro a Belka
quando c la possibilit di elezioni antici pate gi in agosto? Il pr oblema insomma
quale autorit avr domani al tavolo dei negoziati del ver tice di Br uxelles il rappr esentante di Varsavia. Difficile che possa impegnare il suo paese sul T rattato, che verrebbe cos comunque rinviato alla pr esidenza olandese.

I nuovi scettici
Lidea che tanto si decide tutto a
Parigi e Berlino ha convinto le
capitali dellest ad andare al mare
(segue dalla prima pagina) Un discorso simile si
pu fare anche per l Ungheria, dove andato a votare il 38,5 per cento. Certo la
percentuale pi bassa mai riscontrata, ma
comunque buona se si considerano i no stri vicini , dice N agy Csaba, capo degli
esteri del quotidiano il Npszabadsg. La
ragione una. Gran parte degli elettori sono disorientati dallapparato istituzionale
dellUnione europea. Vi si aggiunge poi un
fattore interno. Molti non vogliono votare la
destra ma non si riconoscono pi nella sinistra di governo. Stesso discorso per Slovenia e Repubblica ceca (28 per cento di
votanti). La consapevolezza di esser e piccoli in confronto a giganti come Francia e
Germania, che ultimamente (vedi Patto di
stabilit) danno lidea di poter dettar legge,
li ha convinti dell inutilit del lor o voto.
Spostando, infine, lo sguar do verso i Balti ci, pi che sullastensionismo torna utile riflettere sulla maggior par tecipazione. C
tuttora, seppure con chiari segni di af fievolimento, il riflesso condizionato verso il
vicino russo il quale, anche dopo il 1 maggio, non desiste dalle sue operazioni di di sturbo ( di qualche settimana fa la notizia
che Mosca aveva cer cato di bloccare limportazione di beni alimentari dall Unione
europea visto che, secondo il Cremlino, non
ci sono certezze sul rispetto delle norme di
igiene da parte dei nuovi ar rivati). Con effetto contrastante per. Mentre in Estonia,
tra i tr e baltici il paese con la pi bassa
partecipazine (27 per cento), sono gli eur opeisti socialdemocratici a ottener e tre dei
sei seggi, in Lettonia (41,9 per cento di vo tanti), bocciati tutti e sette i ministri candi dati, ce l ha fatta, con un 10 per cento di
consensi, il partito russofono per i diritti civili in una Lettonia unita. Infine, lalta percentuale di votanti (48 per cento) in Litua nia non da tradur re in un acceso eur opeismo. Anche qui la gente dimostra un
crescente scetticismo che va di pari passo
con laumento dei prezzi dice il sociologo
Aleksandras Dobryninas. Il fatto che abbiamo votato anche per il nuovo capo di
Stato. Come ha detto il filosofo Jrgen Habermas: LUnione a tutt oggi appare una
costruzione dlite. A est come a ovest,
mancata una focalizzazione su ar gomenti
sovranazionali. Si persa l occasione di
porre temi concreti come: se sia meglio una
confederazione o se va bene lUnione; se la
Costituzione porter pi trasparenza; se
utile ridur re liperattivismo economico a
favore di una politica estera e di difesa co mune. Per questo i cittadini dei vecchi Stati hanno emesso pagelle sui loro attuali governi. Per questo i cittadini dei nuovi Stati
membri, passato il sogno che Unione equi valesse a vaso di Pandora, hanno deciso di
disertare le urne.

UNA FOGLIATA DI LIBRI


Roger Scruton
GUIDA FILOSOFICA
PER TIPI INTELLIGENTI
Raffaello Cortina, 164 pp., euro 13,43

omo daffari e compositore, Roger Scruton uno dei pi noti polemisti e moraU
listi inglesi. Personaggio pr ofondo e contro-

verso, scrive per il Daily Telegraph, lo Spectator e il Financial T imes, ed finito anche
alla gogna mediatica per una serie di consulenze fornite alla Japan Tobacco. Il punto di
partenza di tutte le sue riflessioni, compr esa questa, la condizione in cui versa la so ciet moderna: Gli standard del gusto sono
pubblicamente scomparsi, la classe colta
non conserva alcun tipo di cultura comune,
e la conoscenza stata frammentata in spe cialismi, ciascuno dei quali rivendica il proprio monopolio contr o stormi di idee mi granti. La vita umana affossata e le idee di
libert e responsabilit non hanno alcun ri conoscimento pubblico. Ecco perch si deve portare la filosofia alla vita, lenir e i
danni al mondo delluomo or dinario, il
mondo nella sua innocenza. Danni che, per
Scruton, derivano in gran parte da un metodo scientifico che minaccia di distr uggere
non solo la nostra relazione con la superficie, quello strato sottile dove si gettano i
semi della felicit umana, ma il compor tamento umano in generale, de-moralizzato,
tirato gi dal suo sacr o piedistallo e sezio nato in laboratorio. Alla base delle sue analisi c la convinzione che la filosofia an gloamericana ha molte pi cose da dirci del
marxismo, dellesistenzialismo, dello strutturalismo e del decostruzionismo. Sono solo nellUniverso, con il demone che si diverte a imbrogliarmi. E come se decidesse,
usando le parole di Sidney Philip, di prendere il pagliaccio per la collottola e costrin gerlo ad avere parte in faccende regali. Ed
quello che fa Scruton in questo abecedario di filosofia. Prende un problema filosofico, come lidealismo di Schelling, e lo con clude cos: La biologia ci dice che gli uma ni sono animali: quindi, perch ci diamo tante arie?. E uno dei pochi ad aver capito, e
a dirlo chiaramente, che il metodo scientifico ha eliminato il segno della liber t umana, che il verismo che predica la veridicit
a ogni costo il principale sabotator e della
verit stessa. Per Scr uton il sacr o a salvare luomo, guscio spinto dal vento, finito
nei versi di Ezra
Pound, landar e
oltre la solitudine
metafisica che il
destino degli esseri
razionali. La
scienza, invece,
impone
un mondo
disincantato che an che un mondo
di alienazione.
Lesperienza che sto cer cando di comunicare familiare a tutti quelli che partecipano alla Santa Comunione: stata incompa rabilmente rappr esentata nel Parsifal di
Wagner, e ha ricevuto innumer evoli com menti nelle oper e di devozione. Ma con le
importanti eccezioni di Hegel e del suo cri tico Heidegger , i filosofi lhanno appena
menzionata. Per la maggior parte dei filosofi della nostra tradizione, sulla questione di
Dio c poco di pi che fragili pr ove della
sua esistenza. Se ho ragione, invece, c molto di pi. Infatti, limpulso a cr edere deriva
da un predicamento metafisico. E il Dio del
monoteismo lunica soluzione possibile di
questo predicamento. La sola cosa che sia
interessante al di fuori della natura, che si
confronti con noi come una persona e che ci
elevi al regno trascendentale cui tendono le
nostre aspirazioni () Conferma la nostra libert, fornendoci lo specchio in cui la li bert pu essere vista. La natura, allora, cessa di esser e una prigione. E la poesia di
Blake (la piet il volto, lamore la forma divina, e la pace il sepolcr o) ci mostra che
unaria di sacr o divieto cir conda luma nit. Scruton vorrebbe, riprendendo un tema caro ai Sonetti a Or feo di Rilke, unesistenza ancora incantata. Come avviene
attraverso la musica, il mister o supremo
delluomo per Levi-Strauss, grazie alla quale possiamo coglier e di sfuggita cosa po trebbe essere esistere nel tempo e nelleternit. Grazie alla quale, al Terzo Quartetto di
Brahms, Wittgenstein si scost dal bordo del
suicidio. (Giulio Meotti)
Anne Nivat
LA CASA ALTA
Le Lettere, 208 pp., euro 18

ANNO IX NUMERO 165 - PAG I

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MERCOLED 16 GIUGNO 2004

el momento in cui la percezione, da parN


te delloccidente, della Russia di Vladimir Putin sembra ancora pi sfocata, questo

racconto si augura di riuscire a illustrare le


ambiguit della societ r ussa contemporanea, nate dalla grande complessit dei rap porti umani sotto il comunismo e nei primi
anni del post-comunismo. Come vivono i russi di oggi? Cosa sognano? Cosa rimpiango no? Di cosa hanno paura? Qui parlano gli
abitanti del grattacielo del lungofiume dei
Calderai. A farli parlare la giornalista Anne Nivat, corrispondente a Mosca di Libration, (suo padre traduttore di Solzenicyn).
Fu Stalin a redigere la lista degli inquilini
del grattacielo, la Casa alta inaugurata nel
1953 sulla pelle dei prigionieri del Gulag. La
custode, Lidia, una nostalgica: In Urss bisognava fare la fila per tutto, ma il cibo non
era cos caro. Anche laddetta agli ascensori, Zinaida, ci lavora dalla fondazione. Per
Sofia, ingegnere tecnico, allepoca dellUrss
ognuno sapeva cosa faceva e quanto valeva.
A sentirla viene in mente quella pubblicit
sovietica in cui un gruppo di russi sbarca in
America, entra in un supermercato ed esclama: What a decadence!. Dopo il 1992, in
Russia, esistono due tipi di proprietari: quelli che hanno privatizzato e gli inquilini sta tali che aspettano di vedersi assegnar e un
locale. Su ottocento appar tamenti del grat-

tacielo, infatti, solo un centinaio di condo mini avrebbe i mezzi per aderire a un condominio di questo genere, spiega la Nivat.
Tra gli abitanti ci sono reduci, mezzani dellutopia, vecchi sognatori, disillusi abitanti
della nuova Mosca e faccendieri con il pallino del loft. Come lamericano Henrick, che
si trasfer a Mosca quando non esistevano ristoranti privati e oggi ne possiede una set tantina. C anche una vecchia biblioteca. E
l che la Nivat assiste alla celebrazione del la morte di Puskin. La settuagenaria V alentina, il cui padr e lavor nellN kvd, dirige
una brigata di attori. Per lei sono una vergogna le scuse di Putin ai polacchi, e ricor da
con nostalgia e rimpianto il tempo in cui gli
arredi pi belli dei nostri appartamenti erano i libri. C anche un cinema, Illusione.
Il direttore, Vladimir, spiega che i vecchi
film che mostravamo facevano lapologia del
Bene, dellUmanesimo, dellonore, della sincerit. In quellepoca di stalinismo in via di
decadenza educavamo il pubblico. E al pianoterra della casa pi staliniana dellepoca
che questa sala ha of ferto un sof fio daria
fresca. Accanto al cinema un salone di parrucchiere e una pasticceria, gestita da Natasa: Questo posto mi ha fatto sempr e sognare. Larchitettura staliniana che simbo leggia forza, fermezza, stabilit tornata di
moda, scrive la Nivat. Quelli dal 137 al 140
sono gli appar tamenti pi belli, adatti ai
gangster di Babel, ai Marsan, Onegin e Pe corin di un tempo, i nobili pr otagonisti dei
romanzi di Balzac, Puskin e Ler montov. Al
loro posto figli dastr onomi, accademici, ingegneri e procuratori militari, pi simili ai
Kerenskij, Lieber e Tsereteli della Storia
di Trotskij. Era un tipo dalloggio impensabile per il sovietico medio. Le persone en travano e strabuzzavano gli occhi: lingresso
immenso, gli ascensori di legno pregiato, il
marmo, gli affreschi. I sovietici li chiama vano vysotniki, abitanti della casa altissi ma. Il solista Anatolij Borisovic oggi vive
nella casa-museo di Esenin: Ho sempr e
avuto bisogno del pr estigio di questa casa.
Non sono mai stato n comunista n pionie re. Nel 1979 gli chiesero di recitare dei versi in occasione della nascita di Stalin: Po tevo rifiutarmi? Volevo finire i miei giorni a
Magadan?. Ha una moglie che ha servito al
fronte durante la guerra, convinta che la vita in Urss fosse la pi bella del mondo.
Feliks Dzerzinskij porta il cognome del
fondatore della Ceka. Pensa che il vero comunismo si trovi alle Seychelles, n eser cito n militari, scuola gratuita, ricerca pure. Tutto il giorno non c altro da fare che
ballare la lambada e starsene sdraiati in
spiaggia. Vasilij, che ricopr il paese di monumenti a Lenin, il pi critico su Putin:
Dalla sera alla mattina abbiamo proclamato lavvento del capitalismo. Chi aveva i
soldi? Chi era capace di rubarli. Nella Casa alta abita anche Galja Evtusenko, seconda moglie del poeta Evgenij. Galja non
voleva traslocare in questa casa mostruosa, il marito la considerava di lite. Accanto agli affreschi dalla grandezza leonina
troneggiano oggi schermi al plasma e dvd.
Come in casa di Elena: lei che dirige questo purgatorio architettonico, torta a pi
piani dagli atri privi di calore e intimit.
Sono entrata nel Partito Comunista perch
volevo far carriera senza difficolt. La Casa alta fa parte della storia russa, domani
forse scivoler nella leggenda, come il salotto dei Vielgorskij, dove Dostoevskij svenne di fronte alla splendida Semiavina, o le
rovine carbonizzate di Mosca, che comunicarono bellezza al Pierre di T olstoj. E una
storia magica e impotente quella narrata da
Anne Nivat, si sente lodore della polvere
prima ancora che si alzi il vento. E come se
i suoi abitanti avessero deciso di strangolare la propria ombra dietro di s. Una volta
morti, lo spirito che soffier nei Calderai
sar solo quello delleco. (gm)
a cura di Giorgio Vittadini
CAPITALE UMANO.
LA RICCHEZZA DELLEUROPA
Guerini e associati, 299 pp, e 15

no studente di fine Ottocento, avendo


fatto una tesi sulla seta, decide di in U
vestire in questo campo. Il suo pr ofessore,

invece, gli suggerisce di andare in Germania a studiare un nuovo materiale, il cauc ci. Rientrato dopo il soggior no, il giovane
scrive di esser e interessato ad intrapr endere unattivit in quel settor e, ma di non
possedere tutta la cifra necessaria a com pletare linvestimento. Risposta del professore: Non si preoccupi, il suo progetto assolutamente innovativo, laiuter io, signor
Pirelli. Dallar chivio del Politecnico di
Milano Giorgio Vittadini, presidente della
Fondazione per la sussidiariet e curator e
di questo libro, ha estratto questo aneddo to per introdurre al tema attorno cui gravita tutto il volume, una serie di saggi che
hanno al centro il fattore umano come mo tore della produttivit. Un aspetto, quello
della valorizzazione della genialit e intraprendenza dellindividuo, riconosciuto an che nel marzo 2000 dal Consiglio eur opeo
di Lisbona, che ha posto come uno degli
obiettivi strategici dellUnione unecono mia e una societ basate sulla conoscenza.
Ma cos? I numerosi contributi del volume sembrano indicare una direzione opposta, sciorinando dati e percentuali che mettono in rilievo le difficolt del Vecchio Continente a valorizzare liniziativa individuale e collettiva. Con un pr oblema culturale
di fondo ben riassunto con una citazione di
Rmi Brague: L Europa sa pr odurre dei
beni e del bene; in compenso, diventata
incapace di dire perch sia un bene che ci
siano uomini per vivere una tale vita.
Il volume si propone un doppio obiettivo:
da un lato la descrizione dellattuale inca pacit, italiana ed europea, di investire sulla persona (spaziando dal campo tecnologico, a quello della ricer ca, a quello dellim prenditoria). Dallaltro, cerca di proporre
una soluzione che per metta di definir e il
capitale umano non solo secondo fattori riconducibili ad un incr emento di reddito e

ricchezza. Per questo le analisi pr oposte


ruotano attorno ad un concetto di fondo comune: senza uneducazione in grado di formare lumana personalit a tutti i suoi li velli non c possibilit di sviluppo. L educazione qui intesa come la parte nascosta
delliceberg, elemento invisibile e impr oduttivo nellimmediato, ma base indispen sabile per investimenti a lungo termine. Subordinare laspetto educativo a quello produttivo, sembra dunque dir ci Vittadini, significa formare tanti signor Pirelli, ma nessun ingegner Pirelli. (Emanuele Boffi)
Max Scheler
LIDEA DI PACE
E IL PACIFISMO
Medusa, 115 pagine, euro 12

internazionalismo capitalistico e la burocratizzazione, con il suo carico da L


teismo e sconfor to statalizzato, secondo

Max Scheler sono le due malattie che han no distrutto lEuropa, il super soggetto spirituale. In questa visione, Scheler scagliava la guer ra come una pur ga nicciana
contro i lazzi della belle poque e il grigiume della societ str umentale basata sugli
interessi. Lhumus che lo spinse a glorifi care la tempesta dacciaio del conflitto
comune ad altri grandi autori pi o meno
contemporanei. Nel 1940 Julius Evola scri veva: In Occidente, tensioni spirituali e
materiali si sono a tal punto compresse, negli ultimi anni, che esse alla fine possono
venir risolte solo attraverso il combatti mento. Sandor Mrai, nel 1939, annotava:

Scheler, non generano entit politiche du rature se non sono sostenuti da una elevata struttura spirituale da dif fondere. Per
questo N apoleone e Gengis Khan hanno
fallito.
Il pacifismo di Max Scheler , sempre se
cos possa essere definito, concorda con il
pessimismo di Dostoevskij, per il quale la
causa prima della guerra la pace stessa, e
di Freud, che vide, nella fatidica data del
1914, allignata nel cuore delluomo una riserva denergia violenta, che sfocia neces sariamente in un conflitto ar mato. Scheler
ritiene che il pacifismo si divida tra uno
eroico-individualistico di non opposizione
alla violenza, che accomuna quaccheri e
mennoniti, Gandhi e Tolstoj; quello cristiano di ispirazione romano-papista; uno economico-liberale fondato sullidea di liber o
mercato; il generico pacifismo del diritto,
tra Kant, Grotius e Pufendorf; il semi-pacifismo del comunismo, che pacifica con
la violenza il male della societ di classe
(la guerra degli asser viti contro i loro oppressori la sola guer ra giusta nella sto ria, scriveva Mar x nel 1871); quello di
egemonia imperialista, anglosassone e kiplinghiano; il pacifismo internazionale della grande borghesia capitalista americana, e uno tipicamente culturale, da rag giungere attraverso una sor ta di educazione estetica schilleriana. Scheler , che durante la conferenza mise anche in guar dia
la giovent tedesca da un pacifismo sem plicemente servile, che in modo scellerato
dimentica il pr oprio popolo e tutta la sua
tradizione spirituale, si oppone sia al coraggio non lungimirante di chi non fa che
gridare azione e ancora azione e disprez-

I ricchi osservati con locchio delletologo

ice: la ricchezza non tutto. Godetevi il serio ma spassoso studio di Richard Connif,
D
Storia naturale dei ricchi. Etologia dei mi-

liardari (Garzanti, 406 pp., eur o 19,50), e attraverso un lungo elenco di situazioni, casi, fatti, aneddoti, testimonianze e paesaggi catalo gati da questo geniale reporter del National
Geographic, autore tra i pi pagati in tema di
divulgazione scientifica, ricaverete uninedita
idea della plutocrazia, una curiosa variabile
del comportamento sociale di quellanimale
politico che luomo, uninformazione definitiva sulla condizione dei ricchi dal punto di vi sta della scienza etologica. Ma anche dal punto di vista pi concreto della documentazione.
Dice: la ricchezza non tutto. Un sovrano
mediorientale, re Khalid dArabia, possedeva
un Boeing 747 con una saletta giroscopica perennemente orientata verso Mecca. Era spreparato di cuore questo pio satrapo e perci aveva fatto allestire sul ponte superiore dellaereo
ununit coronarica di assoluta efficienza.
Dice: la ricchezza non tutto. Gli ebrei si raccontano una parabola per cui se i ricchi po tessero assumere qualcun altro per morire al
posto loro, tutti i poveri vivr ebbero da nababbi. Lo fece John D. Rockefeller ai tempi della
Guerra civile americana. Si trattava di sborsare 300 dollari, il salario annuo di un operaio,
per mandarne uno di questi al fr onte e fare il
proprio dovere patriottico, quasi come al sud
dove invece era sufficiente concedere venti negri allesercito e avere lesenzione dal servizio
militare. A ogni modo: dicevamo del sovrano
con laereo, il saudita. Ebbene, in una cabina
accanto allunit coronarica questo amorevole sovrano teneva alloggiato un ospite i cui tessuti erano compatibili con i pr opri, aveva un
sorriso servile e una macchia di tintura di iodio in mezzo al petto. Era il donatore vivente,
il sovrano morir a casa sua dinfarto nel 1982
ma, si chiede Connif, non per questo che esiste la servit?.
Dice: la ricchezza non tutto. Esser e ricchi
significa non doversi pi preoccupare di quello che pensano i vicini, anzi, significa scatenare invidia, lhomo sapiens pecuniosus non de ve dare limpressione di faticare e basta. La ricchezza separa i ricchi dal resto del mondo. Una
signora smodatamente ricca dice al nostr o ricercatore: Non somiglio affatto alla maggior
parte dei ricchi. Lavoro molto. La maggior parte dei ricchi che conosco non fa altro che mangiare, bere, dormire, scopare, scusi per la parola, e spassarsela. Cambia continuamente li dea della ricchezza mentre invece i ricchi sono
gli stessi da sempre: quando tutti vogliono
mantenersi sul piano nobile dellideale, da
sempre, anche quando millantano di voler
consumare esclusive stravaganze in sordina,
loro vogliono avere il culo rosso delle scimmie.
Dice: la ricchezza non tutto, per selezione sessuale ed evoluzione della natura umana.

Ci sono gi dei vigliacchi che fanno incet ta di acqua minerale, salumi, farina e pe trolio; [] comincia cos, con salami e pe trolio nella dispensa [] come criceti pen sano solo ad accumulare cibo per salvarsi
la pelle [] Se lEur opa intera ver r distrutta, [] forse morale che lindividuo
cerchi di sopravvivere in mezzo agli stenti
con una manciata di generi alimentari?.
Poco dopo linizio della Grande Guer ra,
Max Scheler avrebbe cambiato idea, visto
che, come scrisse W alter Benjamin nel
1932, una generazione che era andata a
scuola ancora con i tram a cavalli, stava,
sotto il cielo aper to, in un paesaggio in cui
niente era rimasto immutato tranne le nuvole e nel centro il minuto e fragile corpo
umano. Le rovine avrebbero indossato le
vestigia del paradiso dellidealismo dignitoso di Maurice Blanchot. Si accorse, an nunciandolo in questappassionata, lucida
e incalzante conferenza a Berlino nel 1927,
che la guerra non sarebbe stata la manna
che aveva pr evisto e sperato, la Kultur in
armi opposta al degrado, ma la catastr ofe
del suolo europeo. Scheler sostiene che le
argomentazioni sulluomo eroico sono destinate al completo fallimento. Il vero eroismo, invece, per Scheler quello calmo e
silenzioso della vita quotidiana, che sop porta unesistenza avversa con senso del
dovere. Per questo anche la leva obbliga toria andr ebbe sostituita con un anno di
servizio lavorativo. I conflitti, secondo

I ricchi condividono del patrimonio genetico


dei primati, oltre che laccaparramento della
sopravvivenza, i rituali di beneficenza e gerarchia tipici di altre fortunate trib animali, non
certo solo quelle dei quadrumani, ma quelle
delle specie messe a capo di tutte le catene alimentari e di tutti gli sfoggi possibili, compr esi
quelli dei pennuti. E in questo libro che verr
spiegato perch dal naufragio del T itanic si
salv il 33 per cento dei maschi adulti di prima
classe contro il 16 per cento dei maschi adulti
di terza classe, mentre solo l8 per cento dei maschi adulti di seconda classe riusc a sopravvivere: I ricchi si salvarono perch non gliene
importava niente di disonorarsi pur di tornare
al sicuro nelle loro tenute, e i poveri perch erano troppo in basso nella scala socio-economica
per tenerci gran che dellonore, mentre i maschi di classe media, tesi alla nobilt ascendente e abituati alla deferenza verso i superiori, considerarono un imperativo donor e cedere il posto sulle scialuppe di salvataggio.
In questo spassoso e serio volume di catalogazione scientifica viene spiegato altres che gli
umani non hanno un distintivo di status universalmente riconosciuto da espor re per farsi
riconoscere ovunque quali ricchi, nel caso lo
fossero (molto ricchi) perch per esempio, in
Giappone, non usano oro n la giada dei cinesi, ma si fanno montare diamanti su anelli di
platino .
Dice: la ricchezza non tutto perch poi ci
sono racconti di raffinate sofferenze, quelle con
la tentazione delle feste di mezzanotte, con le signore magre, sinuose e sexy, con ordinati faccini a punta e grandi occhi struggenti. Amir
un nome fittizio perch si tratta di uno degli
uomini pi ricchi del mondo un giorno not
in un ristorante di Parigi una cameriera assolutamente incantevole. Coi suoi ditoni Amir
confezion per la cameriera una corona di
banconote, tutta di biglietti da 500 franchi,
una corona con lo strascico, uno strascico immenso. Unamica cameriera calcol almeno
trenta banconote nel solo strascico, nella somma cerano dunque 15.000 franchi. Il padrone
del ristorante impose alla cameriera di indos sare la corona e di andare a ringraziare il munifico cliente. Lei lo fece. Amir le disse allora
che una parte di quei soldi avrebbe dovuto
usarli per pagarsi unacconciatura. Lei lo
schiaffeggi, lui per non moll, le disse che lavrebbe protetta e amata e che le avrebbe mostrato le cose pi belle della vita. Lei si con fid con lamica: Gli orientali sanno come dire queste cose senza sembrare ridicoli. Lui non
moll e qualche tempo dopo le invi un bi glietto aereo e una lettera dove le chiedeva di
raggiungerlo: Vieni, o non mi rivedrai mai
pi. Tutti sconsigliarono lei, ma lei and e i
due si sposarono. Lei non pi una cameriera
ma una star della jet society per ch appunto,
come si dice: la ricchezza non tutto. (p.but.)
za il Logos, che alla pusillanimit che sa
molte cose e per tanto misconosce lessenziale e il Kair os. Per questo bisogna ama re la patria di un amor e profondo, pieno
di discrezione, che non sinfiamma in modo
isterico, ma arde lentamente, donando forza e scopo alle lotte spirituali delluomo. E
lamore corrotto che innesca la Krisis, lin dolenza di fronte alla storia di Saint-Just,
cos come per Scheler la tragedia nasce
nella volont cieca e impossibile di Icaro di
avvicinarsi al sole. (gm)
Philip Roth
CHIACCHIERE DI BOTTEGA
Einaudi, 158 pp., euro 9
ono adamantine e irriducibili, sguardi
affascinanti, secondo il New Y ork TiS
mes, queste interviste e recensioni di Philip
Roth. C Philip Guston con il suo paesag gio americano del terrore, le fastidiose dipendenze e tristi rinunce rappresentate da
bottiglie di whisky e mozziconi di sigaretta.
C quellincantatore folcloristico e argutamente laconico di Aharon Appelfeld,
mago buono dislocato, deportato e spossessato, con uninesorabile attrazione per
tutte le anime sradicate, che racconta a
Roth di un paese febbrile, Israele, dove tutto bruso e brulicho e gli spiega labilit
degli ebrei nellinteriorizzare ogni critica e

condanna. Con Isaac Singer, Roth parla di


Bruno Schulz, nevrotico terribilmente modesto che pativa di tutte le inibizioni di cui
pu patire uno scrittore. Singer gli confida
che leggendolo dicevo che era meglio di
Kafka, altro modesto che andava al lavoro
in bombetta e con il colletto inamidato. Singer ricorda il suo arrivo negli Stati Uniti:
Cera una riunione dellHadassah e io ci
andai convinto di sentir parlare yiddish. Al
suo posto, un gruppo di donne che ripeteva
delicious, delicious, delicious. Lintervista
con Milan Kundera, meno melodico e similpoetico del solito, allinsegna di un riso
mortale come quello che conclude Cos fan
tutte. Kundera confida di aver scoperto il
valore dellumorismo nel periodo del terrore stalinista con il suo delirio lirico collettivo. Il mondo totalitario, fondato su Marx o
sullislam, un mondo di risposte, la rumorosa imbecillit delle certezze umane. Poi
il breve carteggio con Mary McCarthy , che
domanda a Roth cosa sia tutto questo entusiasmo per il rendere ebreo un bambino
segnandolo con un coltello?. Al che Roth
risponde: Resto ancora ipnotizzato dagli
uomini non circoncisi quando li vedo nello
spogliatoio della piscina. Roth ricor da gli
anni in cui non era facile vivere a N ew
York, sottrarmi alla mia improvvisa fama
di depravato sessuale che gli aveva dato il
Lamento di Portnoy. Allinizio della primavera del 1969 mi ritirai in quella piccola
casa in affitto celata in una radura su un declivio collinare un paio di chilometri dalla
strada principale di W oodstock. Vivevo l
con una giovane donna che stava finendo il
suo Ph.D. e che da alcuni anni aveva preso
in affitto una minuscola baita, riscaldata da
una stufa a legna. Concludono la raccolta
un superbo ritratto di Saul Bellow con la
sua gioiosa versione dellEcclesiaste,
chicaghese addolorato, Colombo per quelli come me. Si passa a Bernard Malamud,
per i suoi sepolti vivi paragonato al Malone
di Beckett che barcolla nella nullit. La
grande capacit di Malamud quella di far
danzare sulle sue tristi note un cumulo
di verbali ossa rotte, inutilizzabili se non
da un comico yiddish o da un professionista della nostalgia, che poi la stessa cosa.
Per Malamud due bar zellette in venticinque anni erano abbastanza. Dove gli altri
bruciano ossigeno, i personaggi di Roth contraddizioni. Dovrei scrivere di ladri e prostitute spagnole? Scrivo dei ladri e delle
prostitute che conosco, gli dice Singer , il
cui umorismo freddo ricorda Buster Keaton. (gm)
Etienne de la Botie
DISCORSO SULLA
SERVIT VOLONTARIA
Liberilibri, 100 pp., euro 12

a prefazione di questo Discours de la


Servitude volontaire, il primo testo del
L
libertarismo politico, bibbia degli ugonotti,

di T olstoj e Gustav Landauer , firmata


Murray N ewton Rothbar d, teorico della narcocapitalismo moderno e fondatore del
Cato Institute. Etienne de la Botie un
Macchiavelli con pi idealismo giuridico e
meno cinico realismo. Nato nel 1530 da una
famiglia aristocratica, giovanissimo depu tato al parlamento di Bor deaux, poeta le gato alla Scuola della Pliade, La Botie
pone al centro del suo lavoro il mistero dellobbedienza civile. Secondo La Botie sono i popoli stessi che si lasciano incatena re, perch se smettessero di servire sarebbero liberi. E il popolo che si fa ser vo, che
si taglia la gola da solo, che potendo sce gliere fra ser vit e liber t, rifiuta la sua indipendenza e
si sottomette al giogo; che
acconsente al proprio male,
anzi lo persegue. Il tiran no, secondo La Botie,
solo un ometto che nella
maggior par te dei casi
lessere pi codar do ed
effemminato di tutta la
nazione. Per questo giu dicava incr edibile che il
giogo che scandisce la storia
dei popoli miserabili e insensati, fosse
opera non di or de di barbari, ma di chi ha
conosciuto solo la sabbia dei tornei. Che
vizio mostruoso mai questo, che non me rita neppure di essere definito vilt?. La
Botie sarcastico: La libert la sola cosa che gli uomini non desiderano, visto che
se la desiderassero la otterrebbero. Nemmeno gli animali sono cos stolti da accet tare un simile destino: Anche i buoi ge mono sotto il giogo e si lamentano in gabbia
gli uccellini. Per Rothbard la politica stessa parassitismo e tirannia, per ch, come
scrivono Nicola Iannello e Carlo Lottieri
nella postfazione, se il lavoro fatica, luomo incentivato a tr ovare altre vie, cos
che lo Stato il pi sofisticato sistema di
incentivi allo sfruttamento che luomo ab bia mai prodotto. Non solo, continua La
Botie, i semi del bene che la natura umana mette dentro di noi sono cos piccoli da
non poter resistere, ma la plebaglia disposta a per dersi nei piaceri che non po trebbe accettare onestamente e insensibile
al torto e al dolor e che non potrebbe tollerare senza vergogna. Due cani, il primo a
ingrassare in cucina, il secondo agile e svelto con le pr ede. Licurgo porta i cani sulla
pubblica piazza, mette lor o davanti una
scodella e una lepr e: il primo cor re sulla
scodella, il secondo sulla lepre. Perch per
gli uomini, come per gli animali, la causa
prima della servit volontaria labitudi ne. I sodali del tiranno sono di una risma
ancora pi per versa, secondo La Botie,
complici delle sue crudelt, compagni dei
suoi piaceri, ruffiani della sua lussuria, soci nello spartirsi i frutti delle sue ruberie.
Quello che serve levare gli occhi al cielo, sia per il nostr o onore, sia per amor e
della virt, sia ancora, volendo parlare con
cognizione di causa, per lamore e lonore
di Dio onnipotente. E stiano tranquilli i tiranni, laggi allinfer no pagheranno il
conto. (gm)

V.E. Mejerchold
1918: LEZIONI DI TEATRO
Ubulibri, 104 pp., euro 11,50

llievo di Stanislavskij e mentore di Eizenstein, Vsevolod Emilevic Mejer A


chold un gigante della cultura eur opea

del Novecento. Il suo teatr o venne chiuso


nel 1938, dopo che lo avevano accusato di
aver distor to Puskin. Fa par te di quelli
che Michel Cr ouzot defin paramar xisti.
Credette nel comunismo anche quando si
trov di fronte al boia, nel febbraio del 1940.
Alla moglie venne tagliata la gola e fur ono
tolti gli occhi. Secondo Fausto Malcovati,
prefatore di queste lezioni teatrali del 1918,
Mejerchold arriva addirittura ad af fermare che un testo teatrale solo se regge anche
senza parole. Cera in lui una testar da volont di rinnovamento in ogni campo, una
gran voglia di allevare giovani generazioni
nel rifiuto di ogni confor mismo. Sono gli
anni di un or fismo ellittico e supr ematista
che invest tutte le arti, a cominciare dal cubofuturista Alexei Krucenyx, che scriveva:
La parola logora, violata, giglio priva di
ogni espressivit. Pertanto io chiamo il giglio
ny, e la purezza originale ristabilita. Se condo Mejerchold, infatti, chi non abi tuato a leggere poesia di solito chiede: che
cosa dice? Ma la poesia esiste
senza alcun riferimento al suo
contenuto, grazie alla sua
forma artistica. Lo stesso vale per il teatr o.
Pensa che il teatr o del
futuro dovr tornare
alla struttura del teatro antico. Queste
lezioni ci mo strano il r egista
alle prese con il
Boris Godunov, testo di
Puskin e libretto di Musorgskij, con lUragano di Ostrovskij e con La Gioconda di
DAnnunzio. Mejerchold ipotizz anche un
nuovo spazio teatrale per la societ rivolu zionaria in gestazione: Dopo la Rivoluzione
la gente non ha pi voglia di ambienti chiu si, perdere tempo a togliersi le galosce, il
cappotto, il cappello e a consegnar e tutto al
guardaroba prima di entrar e in sala. Pr eferisce un teatr o dove entrar e, stare l uno retta senza togliersi pelliccia e colbacco e
uscire. Con lanno primo bolscevico, sarebbe finito anche il tempo del patetico impie gato del Cappotto di Gogol. Color o che
lavoreranno nel teatro, le future generazioni intendo, soprattutto qui in Russia, saran no davvero fortunate, perch ora noi stiamo
raggiungendo il momento di massima fiori tura del teatro. Secondo lui, lunico teatro
che pu esistere allinterno di una cultura rivoluzionaria come la nostra, un teatro che
porta con s quel principio animalesco che
tanto spaventa i borghesi quando gridano si
comportano come animali. Sapeva che la
sua parabola si sar ebbe conclusa non sul laccento di speranza dellEdipo a Colono,
ma con la sua frantumazione nel finale del le Baccanti. E che nessun tr
ombettiere
avrebbe annunciato la sua mor te come nel
Satyricon.
Stefano Mensurati
IL BOMBARDAMENTO
DI GUERNICA
Ideazione, 446 pp., euro 13

l cavallo urlante di Picasso la str enna


Igrido
pi venduta del pacifismo mondiale, un
teatrale per tutte le stagioni e piazze.

La rilettura meticolosa di Stefano Mensurati del bombardamento di Guernica da parte


dei tedeschi il 26 aprile del 1937, fr utto di
accurate ricer che in Spagna, Ger mania,
Gran Bretagna e Italia, e della consultazio ne di centinaia di ar chivi storici e diploma tici. I franchisti hanno sempr e difeso la tesi
che i dinamitar di rosso-separatisti aves sero distrutto Guernica per scaricare la colpa sul nemico. La pr opaganda antifascista
ha invece tramandato per decenni la tesi
che la cittadina basca fosse stata vittima di
un esperimento sadico che provoc una strage di civili. Scrive Mensurati, autore di uninchiesta per una r ete televisiva tedesca, da
cui nata lidea del libr o, che il bombar damento (condotto dalla Legion Condor e a cui
parteciparono anche tre aerei italiani), dur
una quindicina di minuti, non le tre ore e un
quarto di cui si sempre parlato. I morti non
furono 1654, ma 126, i feriti curati all'ospe dale di Bilbao 27, non 889. Se i gior nali baschi non avallarono le cifre diffuse allestero perch gli abitanti della zona sapevano
comerano andate le cose, il Washington Post parl subito di pi di ottocento vittime,
lorgano del Pcf, LHumanit, di un numero
dei morti incalcolabile. Mentre i sessantottini sventolavano cartelli con su scritto Hanoi=Guernica, Romano Prodi, nellottobre
del 2002, sciorin con grande legger ezza un
da Guernica ad Auschwitz, come se i due
eventi fossero anche solo avvicinabili. Guernica era un obiettivo strategico, la sua linea
ferroviaria collegava il fronte con Bilbao. Si
detto anche che venne distrutta dalle bombe, mentre la causa principale fu il lento
propagarsi delle fiamme. Tutte le immagini
del bombardamento diffuse dalle televisio ni sono false, continua Mensurati, si riferi scono ai raid aer ei devastanti su Madrid e
Barcellona. Quel giorno a Guernica non cerano telecamere. Nel libro viene smontato
anche il famoso articolo del Times, pieno di
esagerazioni e invenzioni, a par tire dalle
quali, senza alcuna verifica e criminalizzando chiunque si per mettesse di avanzar e
qualche dubbio, ha preso vita la vulgata antifascista. Questo mentre lInghilterra stava
gi trattando segretamente con Franco, le
prove le ho scovate spulciando negli archivi
del Foreign Office. Geor ge Orwell, che in
Spagna aveva combattuto con il Poum, scrisse: Ci che mimpressiona, e che mimpressiona da allora, che le atr ocit vengono
credute o non credute esclusivamente in base ai propri convincimenti politici. Una le zione valida ancora oggi.

LIBRI E ANCORA LIBRI

George Steiner
LESSONS OF THE MASTERS
Harvard University Press,
208 pp., euro 18,50

on mi sono mai considerato come un


critico letterario, quanto un critico delN
la cultura in generale. Se Walter Benjamin

fosse vissuto pi a lungo, la mia opera non


sarebbe stata necessaria. Con queste le zioni tenute ad Harvard come Norton Professor, carica ricoper ta gi da Leonar d
Bernstein e Igor Stravinskij, e che Gar zanti pubblicher in autunno, Geor ge Steiner
ha dimostrato ancora una volta il suo cari sma eccezionale. Egli , con Edmund W ilson, un classico della critica letteraria, il
David Suzuki della ricerca intellettuale: un
terminalista sulfureo, un ateo pio secon do N orman Finkelstein, un mistificator e
tardo borghese per Sebastiano Timpanaro.
Per Guido Almansi erede di una grande
tradizione di esegesi moralistica, come il
suo ex compagno di stanza a Zurigo, Ger shom Scholem. A lui piace definirsi anar chico platonico. Steiner preferisce il motto di Proust, per cui i grandi romanzi si scrivono negli hotel. Invitato a Praga per un ciclo di lezioni, alla fine degli anni Cinquan ta, di giorno commentava gli scrittori socialisti americani, di notte una folla di gente lo
aspettava per sentirlo parlare di Kafka. Romantico per vocazione, fuori luogo tra i
chierici di mercato e gli specialisti del senso, non ha mai smesso di aprir e polemiche
sanguinose o scegliere posizioni inedite. I
critici americani lo guar dano di traverso,
forse per la sua visione dellAmerica come
grande archivio della cultura eur opea. In
queste ultime lezioni sfoggia una capacit
unica di passar e da Dante a Pier re Boutang, lallievo di Charles Maurras ed erede
di Bousset che si rallegrava di viver e la
propria morte come di deve. Il tema delle
lezioni il rappor to tra maestri e discepo li, attraverso lanalisi di alcune grandi figure, come Socrate e Cristo, il Baal Shem Tov
e Alain. Muovendosi in una super ficie linguistica e intellettuale che vivifica la nostra
introspezione, Steiner riesce a zigzagare come pochi altri tra lomoer otismo di Her mann Hesse e Stefan Gor ge, lHeidegger
parodista, lalchimia chassidim e Br unetto
Latini, Empedocle e il Meistersinger, Tycho
Brahe e i Cahiers de la quinzaine di
Charles Peguy, Kurt Gdel ed Er nest Renan, Abelardo e Marlowe. Perch per Steiner leggere sempre comparare. (gm)
Pietro Suber
INVIATO DI GUERRA
VERIT E MENZOGNE
Laterza, 214 pp., euro 14

ANNO IX NUMERO 165 - PAG II

IL FOGLIO QUOTIDIANO

MERCOLED 16 GIUGNO 2004

virt, verit e menzogne del cir co


vissuti da Suber nel corso
Vizimediatico,

della sua esperienza durante il conflitto in


Afghanistan, nel 2001, e quello in Iraq, nel
2003. In Afghanistan rimane impantanato
nel quar tier generale dellAlleanza del
nord, vicino al confine tajiko, trasfor mato
in un caravanserraglio di giornalisti, telecamere e antenne satellitari. I vecchi lu pi del mestiere si inventano regolarmente
i pezzi, altri si avventurano anche oltr e la
prima linea, fino a quando una spedizione
del genere non si trasforma in tragedia. Suber inviato del Tg5, ma non lesina criti che allelefantiaca macchina or ganizzativa
della produzione e alla stessa r edazione.
Gli capita di dover partire quando gi tutto cominciato e spesso dallaltr o capo del
telefono, in Italia, sembrano non avere idea
di cosa sia r ealmente una zona di guer ra.
Per ingannare la noia di un fr onte da deserto dei tartari i giornalisti non solo in ventano le storie, ma gli stessi mujaheddin
si prestano alla bisogna, sparando qualche
cannonata esclusivamente per le telecamere. Uno dei capitoli afghani intitolato
Molti soldi e poche idee e racconta la storia di un altro circo, quello umanitario: Il
business della solidariet in pieno boom:
trenta milioni sono i volontari a tempo pieno con un fatturato di mille miliardi di dollari. Nonostante questo spesso e volentieri
il risultato non dei pi edificanti. Non
difficile imbattersi in ragazzi di belle spe ranze o in cerca di avventure forti, catapultati in zone dove non sono mai stati e dove,
il pi delle volte, non conoscono neppure la
lingua: pi che prestare soccorso sembrano

loro stessi bisognosi di aiuto.


Sotto il titolo La nebbia della guer ra. Il
fronte iracheno, si apr e il capitolo pi esi larante: quello sui giornalisti bloccati in Turchia, da dove non si
aprir mai il fronte del
nord. Alcuni tentano la
sorte passando clandestinamente e pericolosamente il confine, altri sono ben fe lici di rimanere in un
comodo alber go e
raccontare la
guerra dal terrazzo. Un palcosce nico di macchiette in grande stile
come il gior nalista greco, gi corrispondente dalla T urchia
per il principale canale privato di Atene,
che in stanza tiene mappe dettagliate dellarea di confine e pr epara piani continui per
passare in Iraq, senza aver e alcuna inten zione di farlo. Quando lautor e sembra fi nalmente trovare la strada giusta, via Iran,
la Cnn manda in onda la caduta della statua
di Saddam nella famosa piazza Al Far dous
a Baghdad. Da Roma hanno capito tutto, co me sempre: Bene, il segnale che la guer ra finita. Torna indietro, che ci vai a fare al
nord, tanto prima che arrivi in Iran sar gi
tutto morto e sepolto!. Mai pr evisione fu
pi sbagliata, a tal punto che Mediaset ha
ancora oggi un inviato a r otazione a Bagh dad. (Fausto Biloslavo)

Amir D. Aczel
ENTANGLEMENT
Raffaello Cortina, 260 pp., euro 21

gatto di Schrdinger uno degli anipi celebri della storia della fisica.
I illmali
protagonista di un esperimento menta-

le proposto da Erwin Schrdinger per illustrare il paradossale comportamento dei


quanti, le inafferrabili particelle-onda che
stanno alla base della materia-energia. Scrive il fisico austriaco che un gatto rinchiuso
in una scatola insieme a un apparecchio,
fatto per liberare veleno al verificarsi di un
certo evento quantico, data lindeterminatezza dellevento stesso, da ritenersi simultaneamente vivo e morto. Solo lapertura della scatola cio un intervento di un
osservatore fissa il gatto nello stato di vivo oppure di morto.
Il gatto di John Archibald Wheeler era invece reale, e aveva labitudine di andar e a
gironzolare nella casa del vicino, Albert
Einstein. Anche Wheeler era un fisico, e le
visite a casa Einstein per recuperare la bestiola erano loccasione per accese discus sioni. Al padre della relativit, come noto,
la teoria dei quanti, col suo principio di indeterminazione che ammette solo una conoscenza probabilistica, non piaceva. Wheeler invece ai quanti credeva. In pi si dilettava di astronomia ( stato lui a formulare il
concetto di buco nero). Cos, per convincere lamico Einstein, ide un esperimento
sconcertante. Aveva scovato una stella qua-

sar la cui luce viene divisa in due fasci da


una galassia che si trova fra essa e la Terra.
Secondo la meccanica quantistica, ciascuno
dei fotoni del fascio di luce pu passare o
da una parte o dallaltra della galassia, op pure da entrambi i lati contemporaneamente. Ma, ulteriore apparente assurdit, la
scelta fra le due possibilit dipende dallo
strumento di rilevazione in cui il fotone va
a finire. Wheeler dimostra cio che lapparecchio azionato oggi sulla Terra influenza
il cammino percorso dal fotone intorno alla
remota galassia migliaia di anni fa. L esperimento di Wheeler lepilogo di una lunga
lotta. Nel 1934 Einstein aveva pubblicato un
articolo divenuto celebr e come EPR pa radox, dalle iniziali degli autori (Einstein
appunto, Boris Podolski e Nathan Rosen)
in cui affermava che devono esister e delle
variabili nascoste: fattori ancora ignoti
che spiegherebbero le stranezze osservate.
Non poteva credere che le vicende di una
particella siano in grado di influenzare,
istantaneamente, quelle di unaltra indipendente. Il dibattito prosegue a lungo, finch John Clauser e Stuart Freedman realizzano nel 1972 lesperimento cruciale. I
due dimostrano che coppie di fotoni emessi
da un atomo di calcio sono effettivamente
entangled, cio collegate in modo tale che
unazione esercitata su uno dei due componenti influenza immediatamente laltro.
Esperimenti successivi confermano la
realt dellentanglement, il misterioso ma
reale legame che connette i comportamenti
di determinate particelle subatomiche, met-

La nozione dautorit in un saggio di Kojve, che la vide incarnata nel maresciallo Ptain
he la mancanza di autorit fosse uno
dei problemi del nostro tempo lavevaC
no gi capito le grandi teste pensanti del

Ventesimo secolo, davanti al declino della


religione, della tradizione e la scomparsa
dei corpi intermedi. Prima di Hannah
Arendt, stato il russo Alexandre Kojve
ad affrontare il tema, nel pieno della Seconda guerra mondiale, con uno studio ad
hoc, appena riesumato dal fondo di manoscritti donati dalla compagna alla Bibliothque Nationale (La notion de lautorit, a cura di Franois T ern, Gallimard,
206 pp., 16,50 euro). E curioso che sia sta to pochissimo studiato scriveva Kojve nel
maggio 1942. Ci si occupati di questioni
relative al passaggio dellautorit e alla sua
genesi, ma raramente lessenza del fenomeno ha attirato lattenzione. Eppure, impossibile trattare del potere politico e della struttura stessa dello Stato senza sapere
che cos lautorit in quanto tale.
Kojve allepoca aveva quarantanni. Era
lontano dalla fama di maestro occulto lambito dal sospetto di spionaggio nel suo ruolo di alto funzionario di Stato, esperto di tariffe doganali e accordi commerciali. Vive-

va in un villagio del sud ovest, mentr e Ptain guidava la r epubblica Vichy. Filosofo
squattrinato e alquanto misterioso, lunico
con cui corrispondesse volentieri Leo
Strauss.
Scoppiata la guerra, viene mobilitato, ma
per un banale permesso perde subito il suo
reggimento. Nel 1941 sinstalla nella zona libera vicino a Marsiglia, dove attraverso
Lon Poliakov, gravita nel gruppo di Combat di Jean Cassout e prende parte alla resistenza. N ellestate del 1943 per, dopo
una visita nel Lot alla famiglia di Eric Weil,
si ferma a Gramat per scriver e un trattato
di fenomenlogia del diritto. La guer ra impazza, si rovesciano i fronti, gli alleati sbarcano in Nord Africa, i tedeschi occupano la
zona libera: Kojve vuole capire cosa definisce il diritto, cosa lo caratterizza, cosa implica nellinterazione tra due persone umane. E lintervento di un terzo imparziale e
disinteressato, spiega, di un terzo che agendo in quanto legislatore, giudice o poliziotto rivela ci che fa del diritto il diritto. Co s come lidea di libert era al cuore della
filosofia hegeliana del diritto, quella del diritto lo sar per la filosofia del diritto di

Kojve. Dal diritto allautorit il rinvio


obbligato. E infatti lo stesso Kojve a ci tare in una noticina Esquisse dune phnomnologie du droit, la notiziola sullautorit, scritta lanno prima e destinata a restare inacessibile per sessantanni. Lautorit, che i romani chiamavano auctoritas,
da augere, aumentare, a significare la garanzia che il tutore d agli atti del minore,
viene definita nella sua pura essenza come
la possibilit che un agente ha di agire sugli altri senza che costoro reagiscano nei
suoi confronti, pur essendo capaci di farlo.
Dunque una nozione che esclude la forza,
mentre il diritto la presuppone. E savvicina alla definizione del divino, che per lortodosso Kojve corrisponde a tutto ci che
pu agire su di me, senza che io abbia la
possibilit di reagire nei suoi confronti.
Kojve ne distingue quattro tipi puri: lautorit del padre sul figlio, del padrone sullo schiavo, del capo sulla banda, del giudice sullimputato. E ne declina le varie for me concrete in funzione della tradizione,
nel caso del padre, della nobilit, nel caso
del padrone, della confessione nel caso del
giudice, sino a concepire forme di autorit

miste, o selettive, che integrano uno, due o


tre tipi, mentre lautorit totale resta per
lui solo quella che ingloba i quattro tipi puri e che risponde al caso del maresciallo
Ptain, che al tempo stesso padrone, in
quanto vincitore a Verdun, capo, in quanto
in grado di prevedere gli eventi, giudice, in
quanto imparziale e disinteressato, oltrech padre, giacch legato alle tradizioni nazionali. Attenzione, per. Quella di Kojve
non n unapologia n lespressione di
unadesione a Vichy, o un tentativo di legittimazione politica del collaborazionismo.
C motivo di pensar e avvertono gli esegeti che per lui occorresse abbracciare il
nemico per meglio soffocarlo. Pazienza allora se Kojve insiste sullorigine spontanea dellautorit, escludendo che possa nascere da un contratto o essere trasmessa
con unelezione. Alla fine, abbozza una metafisica, dove la modificazione del tempo
umano o del tempo storico il fondamento
dellautorit, mentre il primato dellavvenire il fondamento dellautorit del rivoluzionario. E la ver tigine di un pensator e
delluniversale, di fronte a una tragica storia particolare. (Marina Valensise)

tendo alle corde le nostre abituali nozioni


di spazio e tempo. Aczel ripercorre la storia
del fenomeno come una grande avventura,
comprensibile e avvincente anche per il
profano. E insieme tratteggia volti e vicen de dei geni del Novecento che ne sono stati
protagonisti. (Roberto Persico)
Witold Gombrowicz
TESTAMENTO
Feltrinelli, 192 pp., euro 20

uesto Testamento uno dei pi miciQ


diali atti di accusa della societ letteraria e del narcisismo culturale del nostro

tempo. Gombrowicz definisce aria fritta


quel tipo di violenza mediante la quale dei
borghesi per nascita ed educazione si trasformano in proletari, perch cos vuole la
teoria. Quelle analisi abissali, sensazioni superraffinate, scrupoli troppo drammatici.
Se per Janklvitch gi il vir tuoso di Aristotele un pavone un po spennacchiato,
figuriamoci Sartre, Neruda, Aragon e gli altri rappresentanti della morale comunista.
Per Gombrowicz si sono guadagnati nellimmorale sistema capitalista una situazione invidiabile con tanto di appartamenti di
lusso, considerazione, autisti, ammirazione,
sale da bagno, amore e mobili in stile. Non
meno drastico era sulla letteratura contemporanea: Avete quello che meritate. A fu ria di perseguitare quel povero io, siete arrivati a una letteratura impersonale, quindi
astratta, quindi irreale, quindi non pratica,
quindi non vitale, quindi paurosa, quindi
saccente, quindi estenuata, disseccata, pri va di forza, di slancio, di freschezza, di originalit e ostinata a suscitare la noia. Allintervistatore che gli ricordava quanto
vendessero gli autori da lui disprezzati,
Gombrowicz rispondeva: Le grosse tirature significano semplicemente che a pseudoautori corrispondono pseudolettori.
Gombrowicz uneccezione a ci che Racine pensava che i letterati avessero in comune con gli ipocriti, difendono sempre
ci che fanno. Lui no, per paura di annoiare il lettore ho confezionato una specie
di vita romanzata, abbellendo e dramma tizzando il grigiore e la pochezza della mia
esistenza. Ero un marxista sui generis, ottenebrato da un misto di goffaggine campagnola, ingenuit nobiliare ed espansivit
slava. N ella vita ero vago, indeterminato,
impotente, in preda allanarchia, smarrito.
Sulla carta volevo esser e splendido, divertente, trionfale ma soprattutto puro. In
Gombrowicz, come in Genet, la logica della
confessione spinta alle estreme conseguenze. Chiude con un tocco deridente alla
Luciano: Sono un umorista, un pagliaccio,
un acrobata e un provocatore. Le mie opere
fanno di tutto per piacere: sono circo, lirica,
poesia, bagarre, gioco. Che cosa volete di
pi? Sono un servo. Di chi? Di Gombrowicz. (gm)