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Pala D Le scelte della politica sono dettate dal consenso? E meno male!

LE SCELTE DELLA POLITICA SONO DETTATE DAL CONSENSO?


E MENO MALE!
di Deanna Pala
17 nov 2015

Il tecnocrate insegue un sogno che per lui il traguardo della perfezione: ogni decisione
economica deve essere libera dal condizionamento del consenso elettorale.
Lultimo in ordine di tempo Roberto Perotti, professore (stranamente) della Bocconi che per
sei mesi ha fatto parte dello staff del Governo sulla spending review, termine introdotto nel
2006 da Tommaso Padoa Schioppa per rendere pi soft il brutale tagli alla spesa pubblica.
Perotti si dimesso dallincarico perch il Governo non intenzionato a dare attuazione al suo
piano dei tagli alle detrazioni e ai bonus fiscali. La lamentela di Perotti uguale a quella dei
suoi predecessori accusando la politica di mettersi di traverso alle scelte impopolari dei tecnici.
I media rilanciano:
i politici prendono decisioni basandosi sul consenso che otterranno
non fanno le riforme perch hanno paura di perdere il consenso
Mi viene da dire: e ci mancherebbe! Anzi, la pressione del consenso popolare dovrebbe essere
maggiore proprio per costringere i politici a non dar retta alle stupidaggini e agli interessi dei
tecnici.
Il fatto che un politico prenda una decisione piuttosto che unaltra temendo i fischi o sperando
invece negli applausi dellelettorato, visto come un fatto negativo tanto quanto la corruzione,
ma la pressione del consenso parte integrante della democrazia. Prendere una decisione
impopolare non un atto di coraggio ma un atto di oltraggio, mirare al virtuosismo dei numeri e
non al benessere collettivo unazione anti-popolare. sano aver paura di prendere una
decisione impopolare ed una cosa giusta che la gente esprima i propri bisogni e che faccia
capire al politico di turno che non sar votato nelleventualit di una scelta sbagliata. I politici
sono eletti, i tecnici sono incaricati. Le scelte dei tecnici non sono svincolate dagli interessi,
sono solo svincolate dagli interessi dei tanti e subordinate invece agli interessi dei pochi.
I tecnici hanno un approccio apertamente liberista e per questo danno valore alle scelte
impopolari. Questo non significa che i politici oggi stiano facendo invece gli interessi della
collettivit. Renzi infatti un social-liberista dallapproccio meno androide dei tecnici:
complessivamente tutti si ritrovano con meno tutele e diritti ma con la sensazione di una sorta
di equit per il fatto che tutti hanno meno.
Il primato della politica sui tecnici ben altro: significa che deve essere la politica a decidere
cosa spreco o cosa investimento e lo fa sulla base di un progetto di sviluppo per la
collettivit basato sugli interessi della collettivit. La vera politica persegue lo scopo pubblico e
fa correggere ai tecnici i teorici ed astratti vincoli di deficit e di spesa; se i vincoli impediscono
lazione di governo verso la piena occupazione, saranno i vincoli a cambiare non lazione di
Governo.

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