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Cancellando la differenza, colmando il divario, accendendo la Fiamma

Di Rod Hemsell
Prima Parte
La nozione classica di conoscenza che lessenza delle cose, la verit, il Logos, lidea, sono
immediatamente conosciute ed espresse tramite il linguaggio.
Le idee sono rappresentate dalle cose e rivelate dalla parola. I sistemi di pensiero espressi dal
linguaggio perci rappresentano la verit, lEssere degli esseri.
Con lanalisi scientifica delle cose basata su di una misurazione quantitativa e sull induzione logica
e la deduzione, si interviene in un mondo costruito da una spiegazione teoretica ed interpretazione
soggettiva che diviene loggetto dell espressione attraverso il linguaggio ed altri sistemi simbolici.
Il linguaggio quindi uno strumento per lespressione della comprensione scientifica delle cose, e
non lespressione diretta della percezione delle cose, o delle cose in s stesse.
Originariamente la parola, il discorso ed il linguaggio esprimevano una stretta identit con il
conosciuto; in seguito hanno espresso un sistema mediato dal pensiero astratto sul conosciuto.
Il conosciuto diventa quindi linterpretazione e non la cosa. Sfortunatamente poi, lessere delle cose
non importa pi molto. Ed linteresse per lessere delle cose che deve essere recuperato.
Specialmente nellera moderna della scienza e della tecnologia;- la parola, il discorso od il segno indicano dei sistemi concettuali di spiegazione e non i processi e le cose che tali sistemi spiegano,
ed ancor meno la loro integrit , i loro sentimenti.
Questa un analisi dello sviluppo del pensiero e del linguaggio per il quale Derrida molto
conosciuto ma che fu gi articolato in un epoca precedente da Heidegger, Bergson e Whitehead.
Nella recente epoca post moderna, che specialmente concentrata sull analisi, la nostra astratta
comprensione razionale diviene loggetto, che viene perci significata dal pensiero e dal discorso.
E tutte queste formulazioni di comprensione sono divenute pi reali per noi che non il mondo al
quale il pensiero e il discorso si riferisce.
Quindi il nostro linguaggio diviene unespressione di un mondo che noi creiamo, una specie di
rappresentazione distante del mondo che abitiamo, come unavventura romanzata in un libro od un
film, od unideologia politica, una campagna elettorale, od un suggerimento pubblicitario che
potrebbe avere poco a che vedere con le reali condizioni di vita, ma che potrebbe rappresentare
invece valori e scopi di certe persone od istituzioni.
Anche il pensiero di filosofi come Heidegger e Whitehead diventa facilmente l oggetto di
interpretazioni accademiche che potrebbero avere poco a che fare con la realt espressa da questi
filosofi.
Potremmo parlare a lungo del cambio climatico, per esempio, o sulle guerre per il petrolio nel
medio oriente, senza avere nessun senso reale di come le nostre vite e le vite degli altri, vicini e
lontani, siano realmente coinvolte nel creare queste cose che concettualizziamo, critichiamo o che
combattiamo.
Noi non le esperiamo personalmente - e non ne abbiamo neanche il bisogno -, perch esse ci
vengono presentate dai media o attraverso il mondo accademico in una cornice di prospettiva che
serve abbastanza bene allo scopo. In essa possiamo trovare ogni cosa che ci serve per conoscere la
storia, la politica e leconomia per essere cittadini bene informati, critici, comunicativi, di modo che
possiamo propagare la versione accettata delle cose.
La fenomenologia nel 20 secolo, sia nella filosofia che nella psicologia, hanno tentato fortemente
di convincerci che questa cornice di comprensione in verit ci taglia fuori dalla realt, e che
dovremmo allontanarci da essa il pi possibile per poter recuperare una comprensione pi diretta

ed immediata di noi stessi e del mondo.


Questo il vero lavoro della filosofia secondo Heidegger. E questi sforzi furono in qualche modo
effettivi nel riformare per un p di tempo la disciplina accademica.
Ma poi, mezzi elettronici e la globalizzazione della tecnologia arriva in grande pompa magna e
rimpiazza sia la cornice che il pensiero critico, e con un mondo preconfezionato di idee, ci dice che
abbiamo soltanto un realt di significato virtuale.
Alla fine siamo completamente tagliati fuori da noi stessi e dal mondo.
Questa, come sapete, era la critica della conoscenza e della societ che segu alla fenomenologia
nella forma di teoria critica e del postmodernismo.
Ora, noi vediamo tutti cose simili, facciamo cose simili, comprendiamo le cose in modo simile,
comunichiamo i nostri sentimenti e pensieri con un linguaggio similmente convenzionale ed
espressivo di valori ampiamente convenzionalmente condivisi.
Ed il fatto che condividiamo queste cose globalmente un buona ragione per credere che questo sia
il mondo reale, e tutto ci funziona abbastanza bene in termini di prevedibilit ,cos che ne
riceviamo sufficiente rinforzo per continuare a credere in esso.
Da queste circostanze e riflessioni nuovamente veniamo coinvolti da due perenni questioni che
hanno preoccupato la filosofia e la scienza :

In primo luogo come diventiamo consci di queste cose


e

Come avviene che queste cose siano essere ci che sono, piuttosto che essere qualcosaltro?

Il pensiero scientifico negli ultimi 100 anni ha fatto un significativo progresso nel rispondere al
punto 2, con la teoria dellevoluzione della vita, mente e dell universo fisico.
I processi coinvolti nellevoluzione sono lineari, causali e continui e possono essere misurati in
termini di progressione temporale (che come ha dimostrato Bergson, vengono spazializzati dalle
nostre misurazioni e divengono delle cornici di comprensione fisse).
Come diveniamo consci, tuttavia, e come veramente apprendiamo una questione differente. Prima
di tutto non sembra che la cosa sia lineare e misurabile. Questo processo accaduto allo stesso
modo almeno fin da quando gli esseri umani hanno iniziato a comunicare i loro pensieri riguardo al
mondo ed alle loro esperienze.
La coscienza primordiale.
E lo stesso vero nel mondo della coscienza animale a ciascun livello di complessit, dai
mammiferi ai rettili ai pesci ed uccelli, ai protozoi.
Fine prima parte

Cancellando la differenza, colmando il divario, accendendo la Fiamma


Di Rod Hemsell
Seconda Parte

La coscienza non sembra essere limitata dal tempo e dalla causalit lineare allo stesso modo dei
processi della vita e delle strutture fisiche, che sono in continuo cambiamento. E,come gli idealisti
hanno sempre evidenziato, anche le forme che la coscienza percepisce e conosce non cambiano.
Gli elefanti continuano ad essere elefanti, il linguaggio continua ad essere linguaggio. Sebbene ci
siano state numerose ere di cambiamenti ed estinzioni, le specie sono ancora quello che sono od
erano, e cos il processo del loro adattamento, procreazione e sopravvivenza.
La coscienza nei suoi aspetti di atemporalit ed universalit perci generalmente pensata come
qualcosa di spirituale, immodificabile, immutabile, e le forme che essa conosce sono pensate
come esistenti in modo distinto nella mente, e nel corpi materiali e nei processi che esprimono
queste forme.
Questa la radice della perplessit conosciuta come differenza ontologica. E cos, la domanda della
filosofia, psicologia e delle scienze naturali diventa essere non solamente come questa natura
spirituale fa ci fa, ma anche come accade che essa esista nel contesto di quello che riconosce
essere come il diverso da s in un cambiamento della natura materiale.
Qual il suo stato ontologico, la sua origine cos come il suo processo?
Nellera moderna , e ancor pi nel periodo recente di tecnologia scientifica e con le neuroscienze
dominanti nella ricerca della coscienza, lopinione che la coscienza sia un fenomeno speciale del
cervello umano ha ridotto ulteriormente l enigma a dei meri processi materiali, allargando la
distanza tra il fenomeno della coscienza e la costruita comprensione di essa basata sullo studio del
funzionamento del cervello. Naturalmente la risposta facile,dopo aver eliminato tutte le possibilit
che possiamo oggi immaginare o che abbiamo ricevuto dalla tradizione, che essa non esita del
tutto, o almeno non come qualcosa di separato o differente dalla materia.
La coscienza, se esiste, si evoluta assieme alle sue strutture materiali ed innata nei loro elementi
e processi, come principio di intelligenza o mente. Il materialismo monistico del 19 secolo, assieme
con alcuni idealisti del 17 e del 18 secolo, poterono quindi dire semplicemente che luniverso
fatto di sostanza intelligente. Ma, allo stesso tempo, cerano sempre gli scettici che si spingevano
verso le acque del dualismo, determinati a scoprire o negare la relazione tra i modi spirituali e quelli
materiali, il conscio e linconscio, il mentale ed il fisico,gli aspetti astratti e concreti di questa unit
enigmatica. Alcuni negano la coscienza stessa, per quanto ci possa essere assurdo...
Ora, dato che questa dualit apparente esiste ed il problema non stato ancora risolto, - non almeno
dallintelligenza umana - , e particolarmente per le molte scuole di sistemi opposti di pensiero che
hanno provato, attraverso la storia, a capire questo problema, ci troviamo ad essere oggi , proprio
qui in questo momento, gli eredi privilegiati di questa prestigiosa, profonda, nobile, immemore e
problematica responsabilit i guardiani designati del mistero, i custodi del segreto, i magi
responsabili della preparazione dei futuri leaders della nostra specie e del mondo a pensare ed a
volere sulle basi della verit delle cose, per il bene del nostro bene comune. Essi (e noi) dobbiamo
almeno tentare di fare le cose giuste per le giuste ragioni. E forse questo significa andare oltre la
saggezza comunemente accettata.

Il filosofo Thomas Nagel (2012) dichiara il problema in questo modo e forse questo ci servir
come descrizione del nostro lavoro:
linevitabile fatto che deve essere sistemato in ogni concezione completa delluniverso che
lapparizione degli organismi viventi alla fine ha dato origine al sorgere della coscienza, della
percezione, del desiderio, dellazione, e alla formazione sia della fede che degli scopi sulle basi
della ragione. Se tutto questo ha una spiegazione naturale, le possibilit erano inerenti nelluniverso
molto prima che ci fosse la vita, nelle forme di vita primordiale e molto prima dellapparizione
degli animali. Una spiegazione soddisfacente dovrebbe mostrare che la realizzazione di queste
possibilit non era vanamente improbabile, ma era una possibilit significante date le leggi della
natura e la composizione delluniverso. Dovrebbe rivelare la mente e la ragione come base degli
aspetti di un ordine naturale non materiale.
E conclude il passaggio con questo pensiero, che deve necessariamente guidare tutte le nostre
deliberazioni per il futuro:
Forse le basi di questa identit (dei poli della realt mentale e fisica), pervade il mondo.
Parlando praticamente, come raggiungiamo questo terreno, oltre le teorie del materialismo e
dell'idealismo, e cosa implicherebbe questa convergenza tra filosofia e scienza, che differenza
marcherebbe, perch risulta necessaria?
Facciamo un salto in avanti, oltre questa gi notevole altitudine, via da tutte queste costruzioni e
decostruzioni delle nostre molte epistemi. Se dovessimo misurare lalternativa ecologica1
dobbiamo fare un balzo in avanti. E saremmo saggi nellascoltare il consiglio dei grandi
fenomenologi, idealisti e scettici, i quali ci hanno insegnato a prendere le distanze da quelle storie,
teorie, fedi e fatti che ci sono familiari , epoch, perch esse sono i nostri ostacoli.
Le nostre supposizioni circa lanima che pervade luniverso, pro o contro, potrebbero condurci alla
nostra non curante distruzione del pianeta. Le nostre supposizioni riguardo un dio onnipotente ed
onnisciente , pro o contro, potrebbe portarci verso la nostra dominazione e messa in schiavit di
ogni forma di vita. Perch qualsiasi cosa la nostra scienza e filosofia ci possano aver detto fino ad
ora, hanno fallito nell' esprimere il bene pi elevato.
Come ha sottolineato Deridda nel suoi scritti fondamentali, il pensiero logico e la cultura basata
sulla stampa ci hanno dato molte cose positive durante questo percorso da Platone a Hegel, mentre
allo stesso tempo ci hanno impedito alla fine, di essere capaci perfino di vedere cosa questo pi alto
bene potrebbe essere.
Verit, armonia, bellezza, eccellenza felicit, che possono essere state afferrate da una coscienza
pi intuitiva ed ispirata in alcuni periodi della storia umana, ora sono scomparse dallorizzonte del
nostro pensiero. Il pensiero filosofico su queste cose divenuto un pensiero scientifico sul cambio
climatico e la sostenibilit; possiamo evitare lestinzione, per non parlare del raggiungimento della
felicit?
Quindi facciamo un passo in dietro. Questo il metodo di semplificazione sia fenomenologico che
buddista: dal silenzio, nell immobilit della mente e nella quiete dellistinto di conquistare la
natura, allanima che pervade luniverso. Perch, se c un potere di evoluzione, c quindi una
possibilit di spazio per qualcosaltro, un avanzamento creativo un altro potere di coscienza che
pu emergere, una volont pi etica ed universale, un corpo pi sensibile e resiliente, forme di
pensiero e di volont che giacciono al di l e che ci attendono per spostare le nostre priorit, i nostri
schemi di comportamento, i nostri livelli vibrazionali, per liberare le nuove potenzialit del nostro
essere. Se noi non facciamo questo, saremo quindi condannati a continuare a girare nei grandi o
piccoli circuiti degli stessi schemi egoici, per le stesse piccole ragioni e con gli stessi risultati finali
insoddisfacenti e forse catastrofici. Dobbiamo sacrificare quegli schemi familiari di dominanza
egoistica e di sottomissione, auto-soddisfazione e auto-inganno per lamore dei soliti valori

convenzionali, la nostra prestigiosa conoscenza e potere, e divenire scienziati e filosofi di una


umanit illuminata e liberata. un doppio sacrificio la riduzione fenomenologica e lascesa verso
una pi alta, pi universale intuizione delle necessit e possibilit dellumanit e del mondo nel suo
insieme.
Questa la chiave per la prossima emersione della coscienza.
Questa lettura fu preparata per la conferenza Proposta per un Alternativa Ecologica sponsorizzata dal Center for
Process Studies al Claremont School of Theology nel giugno del 2015. Abbiamo qui avanzato lidea che non ci si pu
aspettare che la coscienza razionalista, che ha creato la seria questione ambientale di oggi, possa essere capace di
risolvere i problemi, e perci deve essere immaginata una nuova evoluzione
1

Fine seconda parte

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Di Rod Hemsell
Terza Parte

In quest ultima epoca di progresso scientifico e filosofico, nei primi del 20 secolo, i pensatori di
genio quali Whitehead, Bergson, e Sri Aurobindo, videro questa necessit e possibilit , e si
avventurarono in un sentiero che andava oltre i limiti della mente razionale. C una strada verso il
futuro, un sentiero che gi stato esplorato. E richiede prima di tutto un rovesciamento, una
trasformazione individuale, unespansione oltre il piccolo ego e la piccola mente.
Possiamo divenire centri dinamici e creativi di coscienza del tutto, della societ, dellumanit,
delluniverso cosa che siamo gi, naturalmente, ad un certo livello, ma possibile esserlo su di
una scala pi vasta, pi universale, pi impersonale.
Come disse Hegel, in un momento di straordinaria chiarezza agli inizi di unepoca precedente,
dobbiamo negare la nostra soggettivit. Solo il cuore e la mente che coltivata per luniversale
ed il vero diviene capace di una vita etica, una vita libera dallegoismo, dedicata al bene pi
alto. Dobbiamo divenire consci dei cuori, delle menti e dei corpi degli altri, oltre tutte le forme di
meschino egoismo, di interesse personale , di norme di accettazione ed attaccamenti alle nostre
piccole vittorie e sconfitte.
Dobbiamo sacrificare noi stessi, le nostre vite, le nostre carriere, le nostre istituzioni, i nostri credo,
per permettere ad unaltra energia di coscienza e di forza, ad una percezione pi comprensiva, pi
profondamente intuitiva, pi sottile e potente, ad un pensiero e una nuova volont che non esitano e
non dubitano e non negoziano prima di sapere e fare ci che necessario, perch vedono quello che
devono vedere.
Tale coscienza e forza creativa intuitiva ,discernente ed illuminata che c difronte a noi, ci aspetta
per indurci a fare un passo in avanti.
Ed in questo tempo che abbiamo, il momentum della pi avanzata societ che sia mai esistita, il
pi alto livello generale di benessere, ed allo stesso tempo la pi grande possibilit di catastrofe
globale e di estinzione definitiva, come nostra base e punto di partenza. Un salto diretto in quel'
unit che pervade luniverso la nostra unica chance.
La differenza ontologica, il divario tra lessere ed il conoscere, tra gli esseri e le vaste forze
universali dellEssere che esse incarnano, deve ora essere superato, la loro unit deve essere vista,
sentita e conosciuta, e le nostre piccole cornici di assunzioni false e smozzicate, di auto innocenti
comprensioni e sincere illusioni devono essere distrutte , cos che possiamo raggiungere

lalternativa, ed eroicamente condurre gli altri alla scoperta e alla creazione di un futuro
radicalmente diverso.
questione ora di evoluzione, non solamente di un raggiustamento di processi e di strutture sociali.
Se ci ricordiamo , dopo i fenomenologi idealisti seguirono i teorici critici idealisti, Fromm,
Marcuse, Horkeimer, che rappresentarono una forte causa per una rivoluzione sociale post freudiana
e post marxista .
Sebbene i loro punti di vista fossero ben fondati nella teoria sociale critica e nella tradizione
intellettuale, essi rimasero al livello della mente razionale dalla quale alcuni salti non possono
essere fatti, sebbene certi panorami potrebbero essere visti come una promessa in tal senso.
Il ciclo della societ evolse tuttavia in una maniera pi tecnologica, e lemergenza di nuove forme di
realt virtuale, dominate dal capitalismo e dal potere militare , presero il posto.
Lumanit si innamor della faccia della violenza, e lo spirito del tempo fu rivitalizzato da una
mente calcolatrice.
Ma la scintilla evolutiva era stata intravista- possiamo rintracciare tale scintilla da Nietzsche in poi,
luccicante ad intermittenza attraverso il secolo. Ed ora iniziamo a comprenderne l importanza.
Whitehead ha profondamente formulato il principio di importanza, limportanza delle cose, la
nostra percezione della loro importanza ,che determina il nostro livello di interesse e
conseguentemente la forza di espressione che pu essere manifestata.
lavanzamento evolutivo che ha acquisito ora un importanza fondamentale.
La scintilla ora deve ardere in fiamma, lunit e luniversalit di questa fiamma intensa, una
coscienza sovra razionale ed una forza manifestata nella societ, attraverso la nostra intenzione e la
nostra determinazione devono ora essere esperite.
Sappiamo dove dobbiamo andare,sappiamo il perch , e sappiamo anche come arrivare l. quindi
questo un salto evolutivo inevitabile?
Se cos, prevedibile larco di tempo? E ci sono le condizioni che potrebbero essere pi o meno
favorevoli, e queste sono sotto il nostro controllo?
E se cos non , sappiamo le probabilit di successo od i fallimenti sotto differenti circostanze e
vincoli?
Bene, come abbiamo gi detto, se la mente razionale deve essere abbandonata per un pi alto potere
di coscienza, allora possiamo lavorare verso questo sviluppo sospendendo la nostra relazione con il
precedente sistema, attraverso un atto di volont, di discriminazione, di sacrificio.
E sappiamo molto bene che questo tipo di discipline sono state gi sostenute dai maestri spirituali
attraverso la storia, con diversi gradi di successo su di una scala individuale o di piccoli gruppi, ma
mai con molto successo su di una scala collettiva.
Ed anche ben risaputo che il pregiudizio materialistico tra gli scienziati probabile che prevenga
laccettazione di proposte di intuitivi quali Bergson, Whitehead, Sri Aurobindo, Nagel ed altri, per
quanto ispiranti le proposte possano sembrare a quelli inclini ad un idealismo filosofico.
E cos i primi proveranno a convincere i secondi del punto di vista atomistico del cervello e della
mente, un punto di vista critico esaminato e lasciato da Bergson e Whitehead quasi un secolo fa, per
esempio.
E gli intuitivi proveranno a convincere gli atomisti che ogni cosa ed ognuno una parte di tutti gli
altri, mediante la virt dei principi universali che determinano ciascuno.
E cos ci ritroviamo nuovamente nella mente calcolatrice razionale che tiene stretti i principi della

conoscenza empirica da una parte e della conoscenza spirituale dallaltra.


Questi orientamenti opposti alla conoscenza, il materialistico e lo spirituale, lempirico e lintuitivo,
sono entrambi una realt del mondo nel quale viviamo come il cambio climatico ed il burger king.
Lappello che stiamo facendo ad una alternativa ad entrambi, ad un riconoscimento reciproco che
possa cancellare le differenze, riempire il divario esplicativo con una percezione diretta della verit
integrale delle cose, ed accendere la fiamma della creativit in noi, il fuoco perenne, che ci pu
liberare e portare a realizzare il pi vero, il pi armonioso ed amorevole essere che noi siamo.
La nostra fondamentale assunzione che questa coscienza un principio dellesistenza, e non
solamente un emergere della consapevolezza al livello della mente. La mente, come la vita e la
materia, un emersione evolutiva del fondamentale,un auto esistente principio di coscienza.
Se noi riflettiamo guardando indietro, verso le varie teorie della coscienza che sono state espresse,
specialmente da Hegel, noteremo due distinte tendenze nella concezione e definizione generale di
quello che la coscienza .
Una la tendenza a vederla come un principio di vita e mente universale come abbiamo sentito
nella filosofia di prensione di Whitehead, o nelle pi recenti teorie di alcuni biologi evoluzionisti
dove tutta lenergia che si moltiplica e cambia negli organismi costituisce una forma di cognizione e
di significato. Come esposto da Konrad Lorenz, tutto lo scambio energetico informazione. In altre
parole, la coscienza l in qualche forma ad ogni livello della vita e della mente, se non
nelluniverso nel suo insieme.
Laltra tendenza di considerare la coscienza come una propriet emergente dellevoluzione della
mente/cervello che diviene manifesta soltanto negli esseri umani, o forse quando essi diventano
riflessivi e auto-consapevoli.
Questo punto di vista sostiene anche che alcune forme di vita della mente inconscia possono essere
presenti negli organismi inferiori. Per quelli della tendenza precedente, il termine coscienza si
applica ad una pre-riflessiva, immediata, o primitiva consapevolezza perfino alle sensazioni
subcoscienti ed ai sogni, etc. Cosi come alla riflessione auto-consapevole, mentre per questultima
significa sapere che sappiamo.
Quelli che considerano la coscienza come un sinonimo di auto-consapevolezza, solitamente
associano questa consapevolezza allo sviluppo del linguaggio ed anche alla nozione scientifica di
causalit lineare, o almeno ad un lineare continuum di spazio/tempo, cos che queste precoci
manifestazioni di sistemi organici e di comportamento in qualche modo siano la causa della
comparsa del linguaggio.
soltanto quando levoluzione organica raggiunge il livello di specie e di complessit dorgano
trovata negli animali pi evoluti, che la coscienza pu emergere sulle basi di un precedente e pi
semplice processo di sviluppo che forse analogo alla nozione che la vita automaticamente emerga
dalla materia secondo alcuni principi di squilibrio termodinamico, sebbene come questo possa
accadere lontano dallessere certo.
Il significato universale ed olistico del termine solitamente associato allapproccio filosofico alla
conoscenza basato su un intendimento intuitivo dellinsieme della vita e della mente piuttosto che
su dei dati osservabili e quantificabili, e generalmente cerca di esprimere la sua comprensione nella
forma universale dei principi di spiegazione, come l idea di Leibnitz della ragione sufficiente.
Lidea che l Essere Cosciente sia un fondamentale principio di coscienza , come abbiamo ascoltato
da Sri Aurobindo, ovviamente appartiene alla categoria filosofica universalistica. E questa idea
infatti ha il grande potere di spiegare anche quando viene applicata al campo dei processi di studio
della scienza.
Potremmo ricordare unidea che comune oggi nella letteratura scientifica per illustrare questo
punto. Stuart Kauffman un biofisico che ha ampiamente ricercato sul DNA e lorigine molecolare

della vita. Egli dichiara che lemergere di pi alte forme di vita come la biosfera o la creazione del
sistema delleconomia globale non pu essere previsto dal fenomeno della fisica molecolare e dalla
biologia.
Lincredibile processo di pensiero che egli impiega per spiegare legualmente stupefacenti basi della
vita non potrebbe perci essere pensato che come avente il potenziale di spiegarsi lun laltro. Essi
appartengono virtualmente ad universi separati.
Ma lidea che lEssere Cosciente sia la base di tutte le forme dellemergere della coscienza dice che
le strutture ed i processi delle molecole e delle cellule lavorano nel modo che lavorano perch sono
lespressione di coscienza a quel livello materiale di esistenza.
Il complesso dei processi della vita e lemergere di una vastit di diverse forme di piante e di
animali nella biosfera sono lespressione della coscienza a quei livelli di complessit. E le forme
della mente,dal comportamento di apprendimento dei semplici organismi ai sistemi della
matematica e filosofia, scienza e della legge sono, espressioni di coscienza attualmente situati al pi
alto livello di coscienza conosciuto, che supportato e che contiene ciascun livello successivo pi
basso di coscienza gi fino alla materia primordiale.
I pi alti livelli di coscienza che esprimono loperato, il valore e significato sono esattamente gli
aspetti dellesistenza che Kauffman riconosce non possono essere spiegati dal processo lineare
descritto dalla scienza, ma possono essere spiegati dallapproccio filosofico che coglie il processo
ad ogni livello come espressioni della coscienza.
Se poi, lapproccio scientifico accetta la spiegazione che proposta da tali filosofi ed inizia ad
interpretare i processi molecolari, organici e degli organismi come processi della coscienza, assieme
con le pi alte funzioni della mente che sembra emergere inspiegabilmente dal basso, non ci
sarebbero ostacoli al vedere gli organismi viventi come dei sistemi olistici di coscienza nei quali
tutte le strutture e le funzioni dellorganismo lavorano assieme per compiere i loro propositi in
relazione al loro ambienti ed alle loro societ nei modi che appare alla nostra mente pi
elevatamente razionale, in fatti, sono comportamenti consci.
Questo aspetto la causa del perch essi sono esattamente quello che sono ai differenti livelli di
organizzazione. In un modo simile, i filosofi della coscienza potrebbero interpretare i processi
molecolari, sub-molecolari ed organici ed i comportamenti come poteri di coscienza operanti in un
modo apparentemente autonomo e meccanico alla superficie ed ancora essere in sintonia con il loro
auto-generante proposito e connessione con un' armonia con il centro dellintera biosfera e del
cosmo dei quali essi fanno parte.
Se la sola differenza tra le molecole, organismi unicellulari, piante, animali, ed umani una
differenza di livelli di complessit/coscienza, allora il salto esplicativo tra la materia e la mente
scompare.
La differenza tra lapproccio scientifico e quello filosofico alla conoscenza sarebbe solo
metodologico e non fondamentale.
La differenza sarebbe eliminata in essenza ( sebbene ancora presente), ed il salto riempito con una
crescente luminosit di scoperta. Ci sarebbe una soluzione al problema teorico. Ma c un aspetto
pi dinamico, pi pratico, ed interessante dellidea dell Essere cosciente.
L' organismo che noi siamo, con i suoi cinque sensi fisici, il senso della mente, la mente razionale
con tutte le sue capacit ,razionali, etiche, estetiche e intuitive, consapevole di molto di pi degli
oggetti che conosce attraverso le sensazioni, la percezione e lanalisi astratta. Esso percepisce le
cose oltre la sua consapevolezza immediata.
Esso anticipa e pianifica e crea il futuro.
Inventa gli strumenti tecnologici che estendono la percezione nelle profondit delluniverso
materiale, biologico ed intellettuale.

Ci sono musicisti, poeti, filosofi e scienziati che raggiungono livelli di intuizione e comprensione
visionari e di energie creative che possono unire corpi e menti in un campo di risonanza che
raggiunge nuovi livelli di comprensione ed organizzazione che toccano la civilt nel suo insieme.
Questa coscienza mentalemanifestantesi nellorganismo umano una struttura evolutiva il cui
destino di superare se stessa. allemersione di tali poteri pi alti a cui ci riferiamo quando
tentiamo di intravedere ed invochiamo lidea di una societ della Supermente.
Fine terza parte