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14 ottobre 2009 Gabriella Villa

LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE E L'USO


DEI FONDI DESTINATI ALL'ALFABETIZZAZIONE DI PROVENIENZA UDP1
NELL'AMBITO TERRITORIALE DI TREVIGLIO.
LO STATO DELL'ARTE.

A distanza di quasi 4 anni dal primo documento di indirizzo “La capacità della scuola di
assumere un ruolo di interlocuzione nel territorio. Uno studio di caso.” sulla necessità di
condivisione d'uso di una risorsa territoriale, si tenta di trarre un bilancio attraverso la
descrizione delle azioni attuate o in fieri.
Questo tipo di gestione, nata dalla condivisione delle problematiche pregresse da parte
dei dirigenti scolastici da un lato e dall'altro su sollecitazione dell'Ufficio di Piano
territoriale, che eroga i fondi da destinare al servizio, ha ampliato e definito meglio e in
dettaglio procedure e processi.

Due erano i nodi critici del servizio preesistente: il primo riguardava la


completa deresponsabilizzazione delle scuole in merito all'utilizzo della mediazione
durante il percorso di alfabetizzazione degli alunni stranieri a causa delle totale
esternalizzazione del servizio e della delega delle responsabilità educative, formative,
gestionali e patrimoniali conseguenti. Il secondo riguardava la crescente e pressante
necessità di accedere a risorse di una certa consistenza per destinarle ad attività di
progetto degli istituti stessi.

Nel caso specifico si è venuta creando, intorno a un input forte del dirigente
- prof. Francesco Tadini - allora responsabile del progetto SPORTELLO SCUOLA, una
condivisione di massima sulla necessità di riportare – in toto - all'interno degli istituti e dei
collegi dei docenti, la progettazione degli interventi a favore degli alunni stranieri.

Di questa fase delicata mi sono occupata, come docente responsabile dello


SPORTELLO SCUOLA, a partire dalle riunioni di coordinamento con le referenti d'istituto e
le funzioni strumentali le quali, a loro volta, sono state e sono destinatarie e promotrici,
all'interno delle loro commissioni d'Istituto, di un nuovo approccio all'uso di una risorsa che il
territorio rende disponibile, ma di cui chiede conto.

Per la prima volta si è tentato di pensare la progettazione degli interventi per gli
alunni stranieri neo arrivati come un processo, con successive fasi di sviluppo, di cui la
mediazione rappresentava un tassello, da inserire in una progettazione graduale, che
avesse come destinatari sia gli insegnanti, che ne avrebbero usufruito per raccogliere
informazioni sull'alunno e sulla sua scolarità pregressa, sia gli alunni stessi che
avrebbero avuto la possibilità di essere destinatari di un processo di valutazione delle
loro competenze in lingua madre.

II filo conduttore di un intervento di questo genere era quello di facilitare un


intervento organico destinato a supportare il lavoro dell'insegnante e l'avvio
dell'alfabetizzazione dell'alunno facilitando l'accesso a tutte le informazioni utili a
predisporre il percorso di prima alfabetizzazione in italiano L2, tenendo conto delle
competenze realmente spendibili da parte dell'alunno.

Per ottenere questo risultato si è reso necessario monitorare il numero degli


interventi richiesti e attuati, a fronte dei progetti attivati dalla scuola per gli alunni stranieri
destinatari degli stessi. Questa attenzione ha portato a individuare come necessità
irrinunciabile la raccolta di dati quantitativi relativamente ai progetti attivati.

La raccolta dei dati relativi all'uso delle ore e alla loro destinazione rispetto alla

1 Azienda Speciale Consortile “Risorsa Sociale Gera d'Adda” che riunisce i 18 comuni della bassa bergamasca.
progettazione degli interventi, ha portato all'evidenza che esistono margini di forte
miglioramento a fronte di un uso ancora poco integrato della risorsa/servizio di mediazione.

Tra le varie ipotesi per il miglioramento del servizio, e della collaborazione tra
insegnanti e mediatori, è stata individuata la necessità di trovare una definizione condivisa
delle azioni che caratterizzano l'intervento di mediazione per evitare fraintendimenti e
richieste non pertinenti da parte della scuola al servizio e viceversa di contenere l'utilizzo
di spazi non propri da parte del mediatore. Per superare il gap tra intervento erogato e
atteso si è prospettata la possibilità di tenere incontri di confronto e di condivisione tra
coordinatori di commissioni intercultura delle scuole e il coordinatore dei mediatori al fine di
preparare basi comuni di comunicazione e di azione.

Una parte importante del processo delineato è stata la predisposizione della


documentazione di supporto alle azioni prospettate.

• Documento di indirizzo
Inizialmente, al termine di un confronto tra la dirigenza e la referente di Sportello, è
stato prodotto un documento di indirizzo generale, già citato all'inizio di questo
intervento, che delinea l'impianto a rete della gestione delle risorse disponibili, le
opportunità e i vincoli che tale visione prospetta. Tale documento è stato condiviso dal
coordinamento dei dirigenti, dalle funzioni strumentali e dalle referenti per l'intercultura
delle scuole dell'ambito.
• Documenti di lavoro
Sono stati predisposti, a cura della referente, e condivisi nelle riunioni di coordinamento,
alcuni documenti relativi a linee guida per l'accoglienza e la prima alfabetizzazione, il
vademecum sui compiti da espletare all'interno degli istituti, le procedure per la richiesta
della mediazione, i recapiti telefonici dei mediatori, i recapiti telefonici, logistici e web per
il supporto informativo.
• Documenti di registrazione
Sono stati resi disponibili a tutti i docenti, tramite i referenti di Istituto, i moduli per le
richieste e le procedure per inoltrarle.

Si è data la priorità al coordinamento delle azioni rivolte all'erogazione di un


servizio con caratteristiche formative e non meramente di uso di risorsa disponibile sul
territorio
1. assumendo la gestione diretta della risorsa e definendone l'uso in successivi
confronti con le referenti per delinearne la tipologia;
2. mantenendo contatti continui con le scuole, tramite i referenti o gli stakeholder,
attraverso accesso telefonico, via mail o sito web per qualsiasi informazione o
supporto;
3. coordinando incontri mensili di confronto e discussione delle problematiche
emerse e/o emergenti.

II traguardo prossimo, riguardante lo specifico utilizzo della mediazione nei progetti


per l'alfabetizzazione degli stranieri, ha avuto una sua ridefinizione con la predisposizione di
un documento, destinato alla raccolta sistematica di osservazioni e dati qualitativi a cura delle
commissioni d'istituto, rielaborato poi sinteticamente dalla referente dello SPORTELLO
SCUOLA con lo scopo di rendere visibili, sia all'interno dei singoli istituti sia agli
stakeholders (tra cui l'UDP e i Comuni dell'Ambito), le modalità di gestione dei progetti
finanziati.

Ogni commissione d'Istituto è coinvolta direttamente nei vari passaggi, a sostegno


del miglioramento degli interventi progettuali, attraverso la raccolta di dati significativi
sugli obiettivi di apprendimento stabiliti e raggiunti, allo scopo di definire qualitativamente i
progetti attuati nelle scuole.