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DOCUMENTO DELLA SICUREZZA DVR

Stesura del DOCUMENTO DELLA SICUREZZA


Secondo quanto previsto al comma 2 dell'articolo 3o6 del D. Lgs. 81/2oo8,
Ie disposizioni sulla valutazione dei rischi contenute nel D. Lgs. 626/1994 non
sono pi valide.
Riguardo alla stesura del documento della sicurezza, il D. Lgs. 81/2oo8 prevede
che il datore di lavoro deve effettuare la valutazione ed elaborare iI documento
di valutazione dei rischi in collaborazione con il responsabile del servizio di
prevenzione e protezione e il medico
competente, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la
sicurezza. Tutte queste figure, quindi, devono essere nominate prima della
stesura del documento stesso.
Con riferimento agli articoli 17 e 28 del D. Lgs. 81/2oo8, in questo modulo
viene descritta la struttura e I'articolazione di un generico documento della
sicurezza da custodire in azienda, i cui
criteri di compilazione sono adattabili a qualunque tipologia di attivit. Nella
prima parte del documento della sicurezza si descrivono Ie generalit
dell'azienda, I'organigramma aggiornato, Ie figure responsabili nominate e
elette nei modi previsti dalla legge. In particolare si riportano in una prima
tabella i dati relativi a:
ragione sociale della ditta o dell'ente;
sede legale e sedi operative;
settore economico e merceologico di attivit.
Si passa poi alla descrizione dell'organigramma, considerando I'organico
aziendale al momento
della valutazione, comprendente tutti i lavoratori regolarmente assunti e Ie
figure che, a vario titolo, prestano la loro opera alle dipendenze dell'azienda, e
sono quindi interessati dal sistema di
prevenzione e protezione nei termini fissati dal D. Lgs. 81/2oo8 e sue
successive modifiche e integrazioni.
Per ciascun addetto in organico viene indicato I'inquadramento, la sede e la
mansione (o Ie mansioni) che svolge. In una successiva tabella viene descritto
iI servizio di prevenzione e protezione, indicando i nomi del responsabile e
degli altri membri, precisando se il titolare (o
uno dei soci) che, ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs. 81/2oo8, provvede alla
svolgimento diretto dei compiti di responsabile del servizio.
Analogamente si descrive la composizione del servizio di prevenzione
incendi e di gestione delle emergenze, si indica il nome del medico
competente e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Se
quest'ultimo non ancora stato nominato, si precisa che I'azienda ha informato
i lavoratori della possibilit di eleggere un loro rappresentante e che, nel caso
che i lavoratori decidano di nominarlo, sar cura del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione informarlo dei compiti a lui affidati dalla legge e
aggiornare iI documento della sicurezza.
Si descrivono poi I'oggetto e lo scopo della valutazione dei rischi nei termini gi
spiegati.
Vengono descritti i criteri di valutazione basati sull'analisi dell'attivit
lavorativa e sull'impiego delle check list e della modulistica per la raccolta delle
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informazioni e per la determinazione della stato di applicazione della normativa


riguardante Ie condizioni di sicurezza e la presenza di rischio residuo.
Sempre nella parte introduttiva del documento si elencano Ie leggi e
normative di riferimento, quelle di carattere generale e quelle specifiche
per i rischi presenti nell'attivit. La procedura metodologica di compilazione del
documento della sicurezza segue quella di valutazione dei rischi: si procede
alla descrizione dettagllata dei processi e dei cicli lavorativi mediante I'esame e
la valutazione dell'organizzazione del lavoro, delle attrezzature di lavoro, dei
materiali e delle sostanze impiegate, degli impianti, delle strutture, delle
condizioni di igiene e di buona manutenzione dei luoghi di lavoro.
Si effettua quindi la valutazione dei rischi intrinseci, cio oggettivamente
presenti nell'attivit, rilevati dall'esame del registro infortuni aziendale e delle
statistiche presenti in letteratura relative all'attivit o al settore.
E possibile cos, come previsto dall'impostazione metodologica della
valutazione dei rischi enunciata nel D. Lgs. 81/2oo8, prendere in esame i rischi
prevedibili e oggettivamente connessi all'attivit lavorativa, quelli derivanti dal
corretto e normale uso degli apparecchi, impianti ed attrezzature, quelli
prevedibili per Ie condizioni di eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o
guasto.
Dopo che queste premesse metodologiche sono state fissate e scritte nel
documento, si passa alI'esame del ciclo di lavorazione.
Si considera I'insieme delle attivit svolte dall'azienda, si indica se esse hanno
luogo all'interno della sede o all'esterno presso i clienti.
Si descrivono in modo sommario gli ambienti di lavoro, Ie postazioni di lavoro
individuabili all'interno di essi, Ie apparecchiature che caratterizzano ciascuna
postazione, di solito facendo riferimento a un estratto di planimetria che
viene allegato al documento della sicurezza; qui vengono rappresentati
dettagliatamente forma e dimensioni dei locali, collocazione di postazioni, le
apparecchiature e il diagramma degli accessi, che rappresenta in forma
schematica il numero e la collocazione delle uscite verso I'esterno e i passaggi
di interconnessione tra Ie varie zone interne.
Si procede quindi all'elencazione delle varie fasi che compongono il ciclo
standard di lavoro riportando in apposite tabelle la descrizione delle attivit che
caratterizzano ciascuna fase, rischi generali e specifici associati a ogni singola
mansione, i nomi degli addetti che vi operano.
Conclude la parte generale del documento della sicurezza la documentazione
obbligatoria e la verifica di conformit e completezza effettuata in sede di
valutazione dei rischi.
E fondamentale, per quanto riguarda permessi e autorizzazioni riguardanti
I'idoneit degli ambienti e delle strutture, che I'azienda sia in possesso di tutta
la documentazione necessaria.
Schede tecniche delle attrezzature
La seconda parte della relazione destinata alla raccolta di tutte Ie schede
tecnico descrittive delle
attivit e delle attrezzature da lavoro, che vengono utilizzate nello svolgimento
di tutti i compiti
operativi all'interno delle varie fasi produttive.
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Di tali attivit e attrezzature devono essere evidenziati: il profilo dei possibili


rischi per gli operatori, legati alla tipologia ed alla natura dell'operazione da
compiere e dell'apparecchiatura usata, e Ie misure di prevenzione adottate
dall'azienda al fine di tutelare gli operatori stessi da tali rischi.
Dall'analisi delle mansioni relative ai cicli di lavoro e ai tipi di attivit, si
stabilisce una corrispondenza fra Ie schede e gli addetti esposti al rischio in
esse descritto.
Analogamente a quanto detto per gli ambienti si pu affermare, che Ie tipologie
di rischio, descritte in ogni scheda relativa a una macchina, si riferiscono alla
generalit degli addetti che, in base all'organigramma, lavorano a contatto
diretto o indiretto con quel macchinario (ad esempio se il macchinario
rumoroso, vengono esposti al rischio rumore anche i lavoratori che pur non
utilizzando il macchinario, si trovano ad operare nelle vicinanze di esso). Oltre
alle schede specifiche dei macchinari, in questa parte di documento si
forniscono regole generali di sicurezza, valide per tutte Ie apparecchiature
presenti nell'azienda in esame. Ad esempio, in caso di macchine elettriche di
qualunque tipo si deve precisare nel documento della sicurezza:
che i dispositivi di comando delle macchine devono essere sempre facilmente
identificabili e protetti in modo da evitare avviamenti accidentali;
che gli interventi per la pulizia e la manutenzione devono essere effettuati
con la macchina e I'attrezzatura disattivata e sprovvista di alimentazione.
Si deve poi richiamare I'attenzione sui fatto che qualsiasi anomalla di
funzionamento dovesse verificarsi nel macchinario e nell'attrezzatura, deve
essere comunicata al datore di lavoro o all'addetto del servizio di prevenzione e
protezione incaricato della manutenzione del macchinario. Si deve anche
sottolineare la disposizione di non effettuare interventi non autorizzati sui
componenti delle macchine, sulle parti elettriche e di alimentazione; in
particolare i dispositivi di sicurezza non devono essere assolutamente rimossi.
Microclima e caratteristiche strutturali dell'azienda
In questa parte del documento della sicurezza si descrivono Ie condizioni di
rischio dipendenti dalle caratteristiche strutturali; in pratica si riporta quanto
emerso dalla valutazione del Iivello di sicurezza dei locali di cui si compone
I'ambiente di lavoro e degli impianti in esso installati.
Si analizza e si riporta in questa parte del documento non solo la conformit
strutturale alla legge,
ma anche il livello di comfort e di salubrit dell'ambiente, delle postazioni di
lavoro, delle vie di transito interno; si indicano le situazioni di rischio o di
disagio allo scopo di favorire interventi migliorativi sulle strutture o
sull'organizzazione del lavoro.
Microclima dei luoghi di lavoro
Si valuta e si descrive il livello di aerazione e riscaldamento dei luoghi di
lavoro. Se I'edificio possiede diverse settorializzazioni con destinazioni d'uso
diverse, queste devono essere considerate separatamente.
Per ciascun settore si deve procedere alla verifica del rispetto dei Iimiti, previsti
per i parametri che definiscono il microclima: per quanto riguarda la
ventilazione e il ricambio dell'aria, tutte Ie aree destinate alle lavorazioni
devono essere disposte in porzioni di edificio finestrate, in modo da rispettare il
rapporto delle superfici illuminanti e delle superfici apribili. L'aerazione
naturale, fornita da tali superfici apribili sull'esterno, con manovre di apertura
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dei serramenti eseguibili in sicurezza, pu essere integrata da sistemi di


immissione e/o estrazione forzata dell'aria, riferendone il corretto
dimensionamento.
Devono essere citati (con tanto di descrizione tecnica della potenza, della
portata, ecc.), se sono
presenti, tutti gli impianti per il funzionamento dell'aria che interessano
I'ambiente di lavoro o parti di esso, tutti i sistemi di aspirazione localizzata o
centralizzata per lestrazione forzata di fumi, polveri, trucio. Per quanto
riguarda limpianto di riscaldamento si deve riportare la descrizione della
centrale di produzione del calore e del sistema di distribuzione.
Per il sistema di generazione (se non si hanno piccoli sistemi elettrici di
riscaldamento non centralizzato) si deve indicare la potenza della caldaia a gas
e, in base al valore di questa (inferiore alle 3o.ooo kcal/h, compresa fra 3o.ooo
e 1oo.ooo kcal/h, superiore a 1oo.ooo kcal/h), riportare i dati relativi agli
adempimenti previsti dalla legge e alla regolare manutenzione effettuata da
una ditta specializzata. Per il sistema di diffusione si devono verificare e
riportare i livelli di regolazione dei termostati ambiente, necessari per garantire
buone condizioni di microclima, si deve anche verificare che diffusori e
termostati siano stati dislocati in modo ottimale all'interno delle aree di lavoro
(si cita la documentazione di progetto in possesso dell'azienda).
Riassumendo, di ciascun impianto si deve verificare (e registrare in questa
parte del documento della sicurezza) il corretto dimensionamento e la
compatibilit con Ie esigenze peculiari dell'attivit (si fa riferimento alla
documentazione di progetto e di installazione in possesso dell'azienda).
In assenza dei citati impianti di riscaldamento, ventilazione o condizionamento,
Ie qualit di microclima sono quelle determinate dall'interazione tra il clima dei
locali e I'ambiente esterno. In questa caso dovranno essere presenti ampie
finestrature apribili, capaci per di evitare un eccessivo soleggiamento d'estate
e di costituire un perfetto isolamento termico d'inverno, per garantire
all'ambiente di lavoro i livelli di temperatura idonei in tutti i periodi dell'anno.
In casi di particolare necessit, determinati da condizioni meteorologiche
particolari, per la circolazione dell'aria pu essere previsto I'impiego
temporaneo ed eventuale di piccoli sistemi di ventilazione portatili o
trasportabili. In ogni caso, in assenza di impianti, i locali di lavoro devono
risultare comunque ben difesi contro gli agenti atmosferici: caldo, freddo e
umidit.
Illuminazione dei luoghi di lavoro
Nel documento della sicurezza si deve dimostrare, anche facendo ricorso a
schemi planimetrici, che:
I'illuminazione naturale o artificiale in tutto I'ambiente di lavoro
soddisfacente (per quantit e
qualit);
il posizionamento delle finestre evita I'irraggiamento diretto delle postazioni
di lavoro;
in tutti i locali I'illuminazione artificiale ottenuta mediante apparecchi
illuminanti, disposti in modo rispondente alle esigenze di illuminazione delle
postazioni di lavoro;

tali apparecchi sono comunque equipaggiati in modo da ottenere una buona


uniformit di illuminazione con un valore medio dell'illuminamento non
inferiore ai Iimiti previsti dalla legge e dalla normativa vigente;
I'installazione dei corpi illuminanti ed il tipo di illuminazione devono evitare
eventuali fenomeni di abbagllamento e consentire I'esecuzione in sicurezza
delle varie lavorazioni svolte nell'azienda.
Si deve poi descrivere il sistema di illuminazione di emergenza, atto a entrare
automaticamente in
funzione al mancare dell'energia sulla rete di distribuzione o nel caso di
eventuali disfunzioni dell'impianto di illuminazione ordinario; e importante che
il numero e la potenza delle plafoniere
autoalimentate sia sufficiente per garantire la visibilit delle vie di fuga, in caso
di esodo verso Ie
uscite di sicurezza.
Caratteristiche strutturali dei luoghi di lavoro
In questa parte del documento vengono sommariamente riassunti Ie
caratteristiche strutturali ed
rischi ad esse associati.
a) Porte e portoni
Ciascun ambiente deve possedere porte di dimensioni conformi alla normativa
vigente, facilmente
apribili dall'interno. In particolare la porta di ingresso-uscita deve essere
conforme alla concessione edilizia ed essere facilmente apribile dall'interno.
b) Vie di circolazione
Sono calcolate in rapporto all'utilizzazione e devono presentare dimensioni
adeguate all'uso in condizioni di sicurezza.
c) pavimenti e passaggi
devono essere in ottimo stato di manutenzione, privi di buche o sporgenze e
sgombri da materiale di lavorazione
d) Pareti Le pareti devono essere tali da consentire un ottimo isolamento
termico, dipinte prevalentemente con tinta chiara. I pavimenti non devono
risultare scivolosi e devono risultare facili da pulire in modo da garantire
condizioni adeguate di igiene.
e) Vie e uscite di emergenza
Le vie e Ie uscite di sicurezza, indicate da apposita segnaletica durevole e
collocata in modo opportuno, devono essere tenute costantemente sgombre da
materiali.
f) Scaffalature
Se sono state previste nei locali di lavoro e nel magazzino scaffalature per il
deposito dei materiali, devono essere dimensionate in relazione all'uso e dotate
di caratteristiche di carico idonee.
Strutture accessorie interne
Nel documento della sicurezza si deve riportare la verifica dei servizi igienici a
servizio dell'azienda
che devono essere in numero adeguato e conforme alle normative, elencando il
numero dei we,
delle docce e dei lavabi, indicando se sono previsti locali separati per uomini e
donne, se i lavabi
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presentano un numero sufficiente di rubinetti, dotati di acqua calda e fredda,


se sono presenti mezzi
detergenti e I'occorrente per asciugarsi.
Si devono poi descrivere i locali spogliatoio (donne e uomini), a disposizione dei
lavoratori per il
cambio di vestiario, che devono essere provvisti di appositi armadietti personali
a doppio scomparto.
Si deve poi indicare I'ubicazione della cassetta di pronto soccorso e dichiarare
che questa regolarmente equipaggiata e mantenuta.
5 paia di guanti sterili monouso
1 visiera paraschizzi
1 flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 1o% di iodio da 1 Iitro
3 flaconi di soluzione fisiologica (sodio c1oruro - o,9%) da 5oo ml
1o compresse di garza sterile 1o x 1o in buste singole
2 compresse di garza sterile 18 x 4o in buste singole
2 teli sterili monouso
2 pinzette da medicazione sterili monouso
1 confezione di rete elastica di misura media
1 confezione di cotone idrofilo
2 confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso
2 rotoli di cerotto alto cm 2,5
1 paio di forbici
3 lacci emostatici
2 confezioni di ghiaccio pronto uso
2 sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari
1 termometro
1 apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa
Programmazione degli interventi per la manutenzione del Sistema di
Sicurezza
In questa parte del documento si procede alla definizione degli interventi da
compiere per mantenere il Iivello di sicurezza raggiunto e, ultimata la
valutazione dei rischi, per migliorare Ie condizioni di lavoro, riducendo I'entit
del rischio residuo.
Nel rispetto del nuovo approccio filosofico al problema della sicurezza dei
lavoratori e della salubrit degli ambienti di lavoro introdotto dalle direttive
europee, il D. Lgs. 81/2oo8 prevede che nel documento della sicurezza si
indichi la pianificazione degli interventi relativi al controllo di ogni singola fonte
di rischio e al mantenimento in efficienza di ciascun singolo dispositivo di
protezione, sia esso collettivo o individuale.
In pratica si pu dire che il Sistema della sicurezza aziendale deve essere
gestito dal servizio di prevenzione e protezione seguendo i criteri della
programmazione migliorativa, della buona manutenzione e della revisione
periodica.
Nelle tabelle che seguono sono indicati i piani attuativi di manutenzione relativi
a situazioni di rischio specifiche.
La periodicit degli interventi, in certi casi, fissata con precisione da leggi e
norme, in altri casi
dettata dalla conoscenza e dall'esperienza: ad esempio il sapere i tempi di
deterioramento di un
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determinate dispositivo
sostituzione.

di

protezione,

ne

determina

la

periodicit

di

Manutenzione dei locali


Di seguito si riporta lo schema del piano attuativo relativo all'ordinaria
manutenzione dei locali, la cui gestione e cura e demandata dal datore di
lavoro al responsabile del servizio prevenzione e protezione,dopo che i
lavoratori o iI loro rappresentante per la sicurezza ne abbiano presa visione.

Servizi igienici
Di seguito si riporta lo schema del piano attuativo relativo all'ordinaria
manutenzione dei servizi igienici; anche in questo caso la gestione
demandata dal datore di lavoro al responsabile del servizio prevenzione e
protezione.
Impianto-Attrezzatura

Provvedimento

Frequenza

impianti igienico-sanitari

pulizia e manutenzione

Giornaliera

Dotazioni igieniche

controllo e sostituzione

giornaliera

Impianti di riscaldamento dei servizi


igienici

revisione e manutenzione

annuale

Fattori di rischio infortunistico


In relazione al tipo di attivit svolto dall'azienda, i fattori di rischio infortunistico
presi in esame sono quelli tipici del settore. Per quanta riguarda I'elencazione
dei possibili rischi specifici e delle relative misure di sicurezza associate
all'utilizzo di macchinari e attrezzature.
In questa parte del documento si riporta una tabella riepilogativa dei rischi
tipici presi in esame
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delle corrispondenti valutazioni di incidenza sui numero di infortuni e malattie


professionali. A titolo di esempio viene mostrata la tabella di un'azienda del
settore manifatturiero.

Dispositivi di Protezione Individuali (DPI)


Anche la fornitura dei dispositivi di protezione individuale (personali e specifici
dei singoli rischi) segue i criteri della buona manutenzione e revisione
periodica; dopo la preliminare verifica della conformit del dispositivo ai
requisiti di sicurezza stabiliti dalla normativa vigente per I'uso delle
attrezzature da lavoro, si procede alla programmazione della periodicit di
fornitura e di sostituzione dei dispositivi.
Nel documento della sicurezza si riporta una tabella contenente per ciascun
lavoratore o gruppo di
lavoratori
che
svolgono
una
stessa
mansione
la
descrizione
dell'equipaggiamento base e Ie scadenze per la sostituzione dei DPI. A titolo di
esempio viene mostrata la tabella di un'azienda del settore alimentare.
Spetta al responsabile del servizio tenere aggiornata questa parte del
documento, indicando Ie date di consegna e la prevista periodicit di
sostituzione di ciascun dispositivo.

Dispositivi di sicurezza
I dispositivi di sicurezza di ambienti, impianti e macchinari, compresi quelli di
emergenza, devono
godere di particolare attenzione. II documento della sicurezza riporta un piano
attuativo sistematico per il controllo ottimale delle condizioni di sicurezza sul
lavoro, garantite dall'efficienza di questi dispositivi. Di seguito si riporta lo
schema del piano attuativo relativo ai sistemi di sicurezza presenti in
un'azienda generica.

Il RSPP e il responsabile del servizio delle emergenze (che possono essere la


stessa persona) curano la manutenzione , lefficienza e la
periodica
sostituzione dei presidi sanitari presenti nella cassetta di medicazione, sono
addestrati ad effettuare i primi soccorsi di urgenza e sono responsabili delle
specifiche azioni di prevenzione e di comunicazioni previste dalle procedure di
emergenza. In pratica il Sistema Sicurezza prevede che allinterno dellazienda
sia sempre presente una o pi persone preparate riguardo alle manovre
corrette da effettuare in caso di incendio ed evacuazione dei locali.
Nel documento della sicurezza devono essere indicati con precisione il numero
e il tipo dei presidi di sicurezza (estintori, interruttori differenziali, lampade di
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emergenza) se ne deve indicare lubicazione (in posizione segnalata e


facilmente accessibile), e la data dell'ultima revisione semestrale effettuata da
una ditta specializzata.
Anche i mezzi di trasporto e spostamento di propriet dell'azienda, utilizzati ad
esempio per Ie consegne, devono essere regolarmente manutenuti, con
periodicit semestrale, indicando sui documento della sicurezza quali parti
devono essere controllate ed eventualmente sostituite. Ad uso di tutti i
lavoratori viene poi apposto un apposito cartello, ben visibile, con I'indicazione
dei numeri di telefono per Ie chiamate di emergenza.
Fattori di rischio chimico, biologico, cancerogeno
Fermo restando che Ie condizioni ambientali dell'azienda devono essere tali da
ridurre al minimo i
rischi di natura chimica per i lavoratori, pu accadere che questi si trovino a
maneggiare o comunque a venire a contatto con prodotti e sostanze capaci di
generare livelli di rischio chimico. In questa caso si devono prendere tutte Ie
precauzioni del caso e in particolare quelle indicate nelle schede di sicurezza
dei prodotti impiegati.
Nel documento della sicurezza, si riporta un estratto delle suddette schede,
indicando per ciascun
agente chimico, il nome del prodotto, la fase di lavorazione in cui viene
impiegato e i provvedimenti (collettivi e individuali) per la limitazione del
rischio.
II responsabile del servizio di prevenzione e protezione tiene costantemente
aggiornate Ie schede di sicurezza di tutti, richiedendole ai fornitori e verificando
ad ogni fornitura I'eventuale necessit di sostituire la scheda archiviata con una
versione pi recente. L'insieme delle schede di sicurezza dei prodotti chimici, al
pari della documentazione di conformit dei locali e degli impianti, rappresenta
un allegato obbligatorio del documento della sicurezza. Si procede in modo
simile anche per i fattori di rischio biologico e cancerogeno.
Nelle aziende dove non sono utilizzati prodotti chimici pu essere comunque
individuata una fonte di esposizione nei prodotti usati dagli addetti alle pulizie.
Anche in questo caso necessaria compilare la scheda riassuntiva.

Fattori di rischio per i lavoratori ai videoterminali


Se parte del lavoro di ufficio viene eseguito con I'ausilio di postazioni al
videoterminale di PC, si devono riportare nel documento della sicurezza i
provvedimenti adottati per il contenimento dei rischi, stando alle conoscenze e
alle disposizioni legislative attuali.
Si deve dimostrare che il lavoro, per natura o per scelta dell'azienda, viene
assegnato ed eseguito in modo da evitare il pi possibile la monotonia e la
ripetitivit.
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Devono essere indicati i nomi dei lavoratori che trascorrono pi di 4 ore


lavorative consecutive al terminale e far presente che essi sono informati del
loro diritto ad effettuare pausa e interruzioni del lavoro, mediante
cambiamento di attivit.
Dal punta di vista tecnico si deve riportare nel documento quanto risultante
dall'esame delle postazioni di lavoro, al fine di valutarne I'ergonomia e la
conformit alla legge, secondo lo schema di valutazione; in pratica si deve
verificare che siano soddisfatte Ie seguenti condizioni:
ciascuno schermo utilizzato deve consentire una agevole regolazione dei
contrasti, una buona definizione dei caratteri, deve essere facilmente
orientabile e posizionabile, non avere riflessi riverberi ambientali, a bassa
radiazione o protetto con opportuni schermi;
Ciascuna tastiera deve essere inclinata e dissociata dallo schermo in modo
tale da consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e
non affaticante per Ie braccia e per Ie mani. Tra la tastiera ed il piano di
lavoro deve esistere lo spazio sufficiente per consentire I'appoggio delle
braccia e delle mani dell'operatore. La tastiera deve avere una superficie
opaca per evitare i riflessi;
il tavolo da lavoro deve avere una superficie poco riflettente e dimensioni
sufficienti a permettere una buona distribuzione degli elementi hardware del
sistema (tastiera, unita centrale, video),dei documenti e del materiale
accessorio. II supporto per i documenti deve essere collocato in modo da
evitare movimenti fastidiosi degli occhi e della testa;
il sedile fornito ha schienale regolabile in altezza ed inclinazione, stabile,
fornito di appoggio a cinque razze;
l'ambiente di lavoro (ufficio), che ospita la postazione, deve essere
dimensionato ed allestito in modo tale da garantire spazio sufficiente da
permettere cambiamenti di posizione ed i normali movimenti operativi;
I'illuminazione deve garantire un contrasto appropriato ed una efficienza
ottima in relazione alle condizioni di utilizzo, in particolare i corpi illuminanti
utilizzati sono progettati per evitare una diminuzione del contrasto sullo
schermo e permettere una facile lettura del testo da digitare;
I'ubicazione dei posti di lavoro deve essere allestita in modo tale che Ie fonti
luminose, Ie finestre, Ie altre aperture e Ie attrezzature traslucide non
producano effetti fastidiosi sullo schermo;
Ie finestre devono essere dotate di tende per I'attenuazione della luce diurna.
Fattori di rischio fisico
Gli agenti fisici, capaci di costituire fattori di rischio per i lavoratori, sono: il
rumore, Ie vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, Ie radiazioni ottiche
di origine artificiale, il microclima e Ie atmosfere iperbariche. Per quanto
riguarda la valutazione dei fattori di rischio fisici si seguono gli indirizzi
valutativi descritti nel dlgs 81/2oo8 e si riportano i risultati in forma sintetica
nel documento della sicurezza. Per quanto riguarda i rischi rumore, vibrazioni e
campi elettromagnetici, la valutazione, basata su individuazione delle
postazioni di lavoro e delle sorgenti di rumore, misure fonometriche e calcolo
dei livelli di esposizione dei singoli addetti, deve essere effettuata in
ottemperanza a quanto previsto dal titolo VIII del D. Lgs. 81/2oo8.
Per Ie considerazioni circa il livello di esposizione giornaliera ai rischi fisici dei
lavoratori e gli adempimenti previsti per la riduzione del rischio, il documento
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della sicurezza riporta in forma sintetica quanto descritto nella relazione


tecnica, contenente i risultati della suddetta valutazione.
Ricordiamo infatti, che la valutazione eseguita, assegna a tutti i lavoratori un
livello di esposizione giornaliera, e per ciascuna delle fasce di rischio prevede
una serie di interventi e adempimenti a carico dell'azienda. Nel documento
della sicurezza si riportano i nomi degli addetti e Ie relative fasce di esposizione
al rischio rumore. Si procede analogamente, riportando nel documento della
sicurezza I'esito della valutazione dell'esposizione dei lavoratori al rischio
piombo e agli altri agenti fisici quali, ad esempio, Ie vibrazioni meccaniche, i
campi elettromagnetici e Ie radiazioni ottiche.
II Rischio elettrico
Nel documento della sicurezza deve essere sancito che I'impianto elettrico in
tutte Ie sue componenti risulta correttamente dimensionato e compatibile con
Ie esigenze pecullari dell'attivit (con riferimento esplicito alla documentazione
di progetto, di installazione e di collaudo in possesso dell'azienda).
si deve citare la ditta installatrice che ha eseguito I'impianto e che ha rilasciato
al termine dei lavori la dichiarazione di conformit alla regola dell'arte (ai sensi
del D.M. 37/2oo8). Questa dichiarazione, unitamente al progetto,
all'eventuale collaudo, alla documentazione relativa ali'impianto di messa a
terra diventa, al pari delle schede di sicurezza dei prodotti chimici e dei rapporti
di valutazione dell'esposizione agli agenti fisici, un allegato obbligatorio del
documento della sicurezza e parte integrante dell'insieme di documenti in
possesso dell'azienda, che attestano la conformit e la sicurezza degli impianti.
L'attuazione degli interventi di manutenzione della sicurezza elettrica nei
luoghi di lavoro, parte infatti dall'assumere che I'impianto presente sia in
possesso di tutti i requisiti di rispondenza previsti dalla legislazione e dalla
normativa vigente, nonch della relativa documentazione di progetto e di
conformit comprendente: relazioni tecniche e schemi grafici-circuitali relativi
alla disposizione delle apparecchiature, alla distribuzione delle Iinee e delle
protezioni installate, alla tipologia dei materiali utilizzati. Di seguito si riporta lo
schema del piano attuativo relativo all'ordinaria manutenzione degli impianti,
la cui gestione e cura demandata dal datore di lavoro al responsabile del
servizio prevenzione e protezione, dopo che i lavoratori e/o il loro
rappresentante per la sicurezza ne abbiano presa visione.

Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti, inoltre, Ie


raccomandazioni che elenchiamo di seguito.
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Non manomettere mai e per nessun motivo i coperchi e Ie barriere che


proteggono dal contatto con parti sotto tensione.
Se vengono effettuate operazioni di manutenzione non elettrica su
macchine o apparecchiature si deve assolutamente esigere che prima
delle operazioni venga tolta la tensione.
Si deve sempre verificare che dopo Ie eventuali operazioni di riparazione
o manutenzione su macchine e/o apparecchiature, gli allacciamenti
elettrici vengano ripristinati e/o lasciati esattamente come sono stati
trovati. In particolare il conduttore di messa a terra deve sempre essere
ricollegato.
In caso di scatti intempestivi delle protezioni sui quadri prima di riarmare
i dispositivi si devono ricercare e rimuovere Ie cause della disfunzione,
chiamando I'installatore se necessario.
Le portelle dei quadri devono sempre essere chiuse dopo aver effettuato
eventuali manovre.
Se si devono effettuare modifiche sull'impianto elettrico di deve sempre
chiamare I'installatore.
Si deve evitare di lasciare i cavi di collegamento delle macchine o le
prolunghe per terra, sottoponendole al calpestio accidentale.

II Controllo sanitario
Il controllo sanitario dei lavoratori svolto dal medico competente, al quale
affidato il compito dell'attuazione dei relativi controlli. E comunque impegno
dell'azienda verificare in caso di modifiche al ciclo produttivo o nell'uso di
sostanze, se queste introducano situazioni inevitabili di rischio tali da richiedere
uno specifico controllo sanitario. Nel caso di assunzione di minore, il controllo
sanitario eseguito, preventivamente e periodicamente, presso la ASL
competente. Sar cura del responsabile del servizio di prevenzione e
protezione richiedere al medico competente di apportare Ie integrazioni al
documento della sicurezza relative al controllo sanitario, indicando in una
opportuna tabella: Ie tipologie di rischio e le mansioni che prevedono il
controllo sanitario, iI tipo e la periodicit delle visite mediche e degli
accertamenti clinici programmati, la relativa frequenza di effettuazione.
Addestramento formazione e informazione dei lavoratori
L'azienda deve dimostrare, attraverso Ie annotazioni sul documento della
sicurezza, o su appositi registri ad esso allegati:
che ha sempre posto particolare attenzione e cura alla formazione dei
lavoratori, attuando permanentemente, sotto il controllo della direzione, il
training individuale, con Ie tipiche fasi di apprendimento del praticantato
guidato;
che i lavoratori sono tempestivamente informati dei procedimenti e del
funzionamento delle attrezzature a loro affidate, della loro normale
manutenzione e del modo di revenire ed intervenire nelle normali
condizioni di lavoro,
che a ciascun lavoratore, oltre alla formazione obbligatoria prevista
dallaccordo Stato-regioni del 2o11, in modo collettivo o individuale, vengono
fornite informazioni sull efficacia e nelladdestramento alluso dei DPI, previsti
dal Sistema Sicurezza per le mansioni svolte.
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Prevenzione incendi
Con riferimento al D. Lgs. 81/2oo8 e nel rispetto dei criteri attuativi stabiliti
dal Decreto del Ministero dell'Interno del 1o/o3/1998 "Criteri generali di
sicurezza antincendio e per la gestione
dell'emergenza nei luoghi di lavoro", si redige un paragrafo del documento
della sicurezza, che riporta il risultato della valutazione dei livelli di rischio di
incendio, rilevati dal datore di lavoro relativamente all'intero ambiente di lavoro
e alle diverse parti della stesso.
Seguendo la procedura di valutazione in conformit ai criteri stabiliti
dall'allegato I del citato D.M. 1o marzo 1998, classifica il livello di rischio di
incendio di ciascuna zona dell'ambiente di lavoro secondo Ie tre categorie
(Iivello alto, medio, basso) previste dal decreto stesso.
Si crea una tabella che deve contenere per ciascuna zona dell'ambiente di
lavoro, il livello di rischio, Ie informazioni relative alle fonti di pericolo in essa
rilevate, i nominativi delle persone esposte e Ie misure preventive, protettive e
precauzionali adottate dall'azienda.
Fattori di rischio da atmosfere esplosive
II titolo XI del D. Lgs. 81/2oo8 prescrive Ie misure per la tutela della salute e
della sicurezza dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive, definite
dallo stesso decreto come "una miscela
con I'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili alla stato di gas,
vapori, nebbie o polveri in cui, dopo I'accensione, la combustione si propaga
alla miscela incombusta.
Fra gli obblighi generali prescritti dal D. Lgs. 81/2oo8 per il datore di lavoro,
compaiono quindi anche quelli di prevenire la formazione di atmosfere
esplosive: se questo non possibile (a causa della natura dell'attivit), egli ha
I'obbligo di evitare I'accensione di atmosfere esplosive e di attenuare gli effetti
pregiudizievoli di un'eventuale esplosione, in modo da garantire la salute e la
sicurezza dei lavoratori.
II datore di lavoro ha inoltre I'obbligo, all'interno del processo di valutazione dei
rischi stabilito dal D.Lgs. 81/2oo8, di valutare i rischi specifici derivanti dalle
atmosfere esplosive, tenendo conto di una serie di parametri fra i quali la
probabilit e la durata della presenza di atmosfere esplosive, Ie
probabilit che siano presenti ed efficaci Ie fonti di accensione, Ie
caratteristiche delle sostanze utilizzate, degli impianti e dei processi lavorativi,
l'entit degli effetti prevedibili.
L'esito della valutazione deve essere documentato tramite la redazione di un
"documento sulla protezione contro Ie esplosioni", all'interno del quale in
particolare devono essere riportate quali sono le aree in cui possono formarsi
atmosfere esplosive, come sono state classificate e quali prescrizioni minime
sono state ad esse applicate (Ie regole per la classificazione e Ie prescrizioni
minime sono riportate all'interno della legge stessa).
AII'interno del documento, inoltre, deve essere precisato che i rischi di
esplosione sono stati individuati e valutati, che saranno prese Ie misure
adeguate per proteggere i lavoratori da tali rischi, che saranno adottati gli
accorgimenti per I'impiego sicuro delle attrezzature di lavoro. La valutazione
del rischio di esplosione deve essere effettuata anche in tutti quei luoghi che
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sono o che possono trovarsi in collegamento con quelli nei quali possono
formarsi atmosfere esplosive.
Infine, per quanto riguarda gli obblighi generali, il datore di lavoro ha I'obbligo
di strutturare in modo adeguato gli ambienti di lavoro dove possono svilupparsi
atmosfere esplosive in quantit tali da mettere in pericolo la salute e la
sicurezza dei lavoratori o di altri e di garantire, all'interno di tali ambienti, un
adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori, mediante I'utilizzo di
mezzi tecnici adeguati.

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