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Facolt di Ingegneria, Universit degli studi di Udine, Corsi di Laurea in Ingegneria Gestionale ed Elettronica

A.A. 20011/2012, Sessione di Gennaio/Febbraio, Io Appello


Esame di Fisica Generale I con Laboratorio (12 CFU), Prova Scritta del 25 Gennaio 2012
TESTI E SOLUZIONI DEI PROBLEMI
PROBLEMA 1
Un uomo lancia una palla contro una parete verticale che si trova ad una distanza d = 4:0 m. Al
momento del lancio la palla ad una quota h0 = 2:0 m e la sua velocit iniziale ~v 0 forma un angolo
0 = 30 rispetto allorizzontale.
Supponendo che lurto della palla con la parete sia perfettamente elastico, determinare il modulo di ~v 0
e la quota dimpatto con la parete nei due casi seguenti:
a) la palla torna esattamente nel punto di lancio;
b) la palla torna sui dei piedi del lanciatore.
Soluzione
La palla segue un moto analogo a quello di un proiettile e quindi le sue coordinate e le corrispondenti
componenti della
velocit seguono le seguenti relazioni

x(t) = (v0 cos 0 )t


vx (t) = v0 cos 0 )
y(t) = h0 + (v0 sin 0 )t 12 gt2
vy (t) = v0 sin 0 gt
dove v0 cos 0 e v0 sin 0 sono le componenti orizzontale e verticale della velocit iniziale, il punto di
lancio ha coordinate (0; h0 ) e gli assi x e y sono diretti orizzontalmente verso la parete e verso lalto,
rispettivamente.
Laffermazione che lurto della palla con la parete perfettamente elastico comporta che allimpatto la
componente orizzontale della velocit si inverte. A causa di ci, facile capire che se confrontassimo la
traiettoria seguita dalla palla nel caso presente con quella seguita in assenza di parete, la parte della
prima traiettoria dopo lurto speculare rispetto a quella della seconda al di l della parete.
Conseguentemente, se vogliamo che la palla ritorni esattamente nel punto da cui stata lanciata, allora
essa dovr scontrarsi con la parete orizzontalmente. Questo vuol dire che la componente verticale della
velocit
si annulla al momento dellimpatto. Perci
d
gd
x(t1) = d
) t1 =
; ! v0 sin 0 gt1 = 0 ) v02 =
vy (t1 ) = 0
v0 cos 0
cos 0 sin 0
da cui ricaviamo
s
r
gd
gd
v0 =
= v0 = 2 p = 9:52 m=s:
cos 0 sin 0
3
La quota dimpatto con la parete data da
p
3
v02 sin2 0
1
h = y(t1 ) = h0 +
= h0 + d tan 0 = h0 +
d = 3:15 m:
2g
2
6
Se invece vogliamo che la palla ritorni sui piedi del lanciatore (nel punto (0; 0)), quanto detto sopra ci fa
capire che in assenza di parete tale situazione corrisponderebbe a quella in cui la palla raggiunge il suolo
a distanza 2d dal lanciatore. Ci avverrebbe in un tempo t2 dato da
2d
x(t2 ) = 2d
)
t2 =
;
v0 cos 0
e quindi, imponendo che y(t2 ) = 0, ricaviamo
2d
1
4d2
2gd2
2
h0 + v0 sin 0
g 2
=
0
)
v
=
;
0
v0 cos 0 2 v0 cos2 0
(h0 cos 0 + 2d sin 0 ) cos 0
e infine
s
s
2gd2
8gd2
p
p = 7:95 m=s:
=
(h0 cos 0 + 2d sin 0 ) cos 0
( 3h0 + 2d) 3
La quota dimpatto con la parete data da
p
gd2
3
1
3
3
h = y(t2 =2) = h0 + d tan 0 2
= h0 + d tan 0 = h0 +
d = 2:65 m:
2
2v0 cos 0
4
2
4
6
v0 =

PROBLEMA 2
Intorno ad una puleggia cilindrica, un cilindro pieno di raggio R = 15:0 cm e massa M = 10 kg, libera
di ruotare intorno al suo asse avvolta una corda, inestensibile e di massa trascurabile, con ad un capo
appeso un corpo di massa m = 5:0 kg. Una sbarra omogenea, di lunghezza l = 80 cm e formante un
angolo = 30 rispetto allorizzontale, appoggiata sulla
puleggia (vedi figura). Sapendo che laltro estremo della
sbarra fisso e che nellappoggio tra sbarra e puleggia si
l
sviluppa un attrito statico con s = 0:5, determinare
R
a) il minimo valore della massa della sbarra affinch
il sistema sia in equilibrio statico.

M
Se poi la sbarra viene sollevata e la puleggia lasciata
libera di ruotare (la corda non slitta), determinare:
b) laccelerazione con cui scende il corpo appeso.
m
Soluzione
Se indichiamo con fs il modulo della forza di attrito che agisce sulla puleggia a causa dellappoggio
della sbarra, la puleggia sar in equilibrio statico quando il momento risultante delle forze che agiscono
su di essa nullo. E cio quando
RT Rfs = 0
dove T la forza determinata dalla corda (pari alla sua tensione). Se il sistema in equilibrio statico
allora T = mg e dalla precedente abbiamo
fs = mg .
Daltra parte, lequilibrio statico della sbarra impone che anche la risultante dei momenti delle forze
rispetto al suo estremo fisso sia nulla, e cio
l
Ms g cos hN = 0;
2
dove Ms la massa della sbarra, N la reazione normale determinata dallappoggio sulla puleggia e h la
distanza del punto di appoggio dal punto fisso. Notando che h = R= tan(=2), dalla precedente
ricaviamo

Ms gl

N=
cos tan
:
2R
2
Ma fs s N e quindi dovendo essere fs = mg otteniamo
Ms gl
2mR
mg s N
!
mg s
cos tan(=2)
)
Ms
:
2R
s l cos tan(=2)p
e
Sostituendo q i
valori
delle
varie
grandezze
si
ottiene
(cos() = 3=2
p
p
1cos
tan(=2) = 1+cos = 7 4 3 )
2mR
Ms Ms;min =
p p
p = 16:2 kg:
s l 23 7 4 3
Quando la sbarra viene sollevata, la puleggia tirata dalla corda a cui appeso corpo e prender a
ruotare in senso antiorario. Applicando le leggi della dinamica (in forma lineare e angolare) al corpo in
caduta e alla puleggia, potremo scrivere
le seguenti
ma = mg T
;
I = RT
dove a ed sono le accelerazioni lineare e angolare del corpo e della puleggia, rispettivamente, mentre
I = 12 MR2 il momento dinerzia della puleggia e T la tensione della corda (che ora non pi pari al
peso del corpo). Quindi, notando che (dato che la corda non slitta) = a=R e ricavando T dalla
seconda e sostituendo nella prima, si ottiene
1
a
1
1
2m
M R2 = RT )
T = Ma
!
ma = mg M a
)
a=
g;
2
R
2
2
2m + M
da cui
a = 0:50 g = 4:90 m=s2

PROBLEMA 3
In una caldaia dellacqua fluisce con una portata volumica RV = 140 l=h (litri/ora) e viene riscaldata
bruciando metano (CH4). Il metano che pu essere trattato come un gas ideale poliatomico (una mole di
metano ha una massa pari a Mmol = 16:04 g), ha un potere calorifico q0 = 5:44 104 J=g e nella nostra
caldaia viene bruciato ad un rateo di 1:8 m3 =h. Allimmissione nella caldaia il metano ha, prima del
riscaldamento, una temperatura T0 = 11 C (identica a quella dellacqua) e una pressione
p0 = 1:20 atm.
Sapendo che il bruciatore ha unefficienza pari a " = 0:60 (solo una frazione " del calore prodotto dalla
combustione del metano viene trasferita allacqua), determinare la temperatura T1 con cui esce lacqua
dalla caldaia.
[Calore specifico dellacqua: ca = 4:19 103 J=(kg K)]
Soluzione
Sappiamo che il metano viene immesso nel bruciatore ad un rateo V_ = 1:8 m3 =h e ci significa che, se
Vh il volume di gas immesso in unora, si ha
Vh
V
V_ =
=
= 1:8 m3 =h:
1h
t
volumedi gas immesso in tempo
scrivere
Quindi, se V il
t, potremo

M
RT0
V
RT0
M
p0 V = nRT0 =
RT0 ) V =
M
!
=
;
Mmol
p0 Mmol
t
p0 Mmol t
dove abbiamo espresso il numero di moli n (nel tempo t) in termini della massa M e Mmol. Da
questa ricaviamo che il metano vieneimmesso,in terminidi massa,ad un rateo
dM
M
p0 Mmol V
p0 Mmol _
M_ =

=
=
V = 1:49 kg=h:
dt
t
RT0
t
RT0
Analogamente, possiamo dire che il bruciatore, bruciando il metano immesso, produce calore ad un
ritmo (o rateo)
Q_ = q0 M_ = 8:11 107 J=h:
Di tale calore solo una frazione " viene ceduto allacqua (lacqua riceve calore con un ritmo "Q_ ) e
produrr un innalzamento di temperatura T . Possiamo ragionare in questo modo: se Ma la massa
di acqua immessa nella caldaia in un tempo t (che nello stesso tempo sar rimpiazzata da altrettanta
_ , allora deve essere
nuova acqua) e in tale tempo essa riceve una quantit di calore Q0 = "Qt
0
Q = Ma ca T ,
Ma dato che lacqua viene immessa nella caldaia con una portata volumica RV , allora
Ma = a RV t;
dove a = 1:0 103 kg=m3 la massa volumica dellacqua. Perci si ricava
_
"Qt
= a ca RV t T
e laumento di temperatura dellacqua sar dato da
"Q_
T =
= 83:0 K:
a ca RV
Quindi, la temperatura dellacqua in uscita dalla caldaia
T1 = T0 + T = 94:0 C:
PROBLEMA 4
Su una bacchetta sottile di materiale isolante, curvata in modo da costituire
i 3/4 di una circonferenza di raggio R = 10 cm, viene distribuita
uniformemente una carica q0 = 5:0 107 C. Determinare nel centro C
della circonferenza:
a) modulo, direzione e verso del campo elettrostatico determinato
dalla distruzione di carica;
b) il potenziale elettrostatico (assumendo V = 0 a grande distanza
dalla circonferenza).
Supponendo poi di poter disporre una carica puntiforme q1 in uno dei punti
del quarto mancante della circonferenza, determinare la posizione e

q0
R
C

lentit di q1 affinch sia nullo in C:


c) il campo elettrostatico risultante;
d) il potenziale risultante.
Soluzione
La simmetria del sistema fa capire immediatamente che il campo elettrostatico in C diretto lungo la
bisettrice del secondo e quarto quadrante verso il basso ( verso Sud-Est). Il campo si pu ricavare
2q0
0
andando a sommare i contributi lungo questa direzione di ogni elemento di carica dq = 3R
Rd = 2q
d
3
lungo la bacchetta. E cio
p

Z
Z 3
4
dq
q0
q0
3
2q0
EC =
cos = 2
cos d = 2
sin
:
= 2
4"0 R2
6 "0R2 34
3 "0 R2
4
6 "0 R2
Da questa otteniamo
p
2q0
= 1:35 105 V=m:
EC = 2
6 "0 R2
Gli elementini di carica sono tutti alla stessa distanza da C e quindi danno lo stesso contributo al
potenziale. Perci
q0
VC =
= 4:50 104 V:
4"0R
Se vogliamo che il campo risultante in C sia nullo, il campo prodotto dalla carica q1 deve essere uguale
ed opposto a quello calcolato sopra. Quindi q1 dovr essere posizionato sul
q0
~ C (vedi figura a lato). Lentit
punto del quarto mancante verso cui punta E
di q1 si ricava come segue p
p
R
q1
2q0
q1
2 2
EC
=0 )
=
) q1 =
q0 = 1:50 107 C:
4"0 R2
3
2
3
~C
C
Invece, per annullare il potenziale in C la carica q1 pu essere posta
E
indifferentemente in un qualsiasi punto del quarto mancante. Ma in questo
q1
caso q1 dovr essere negativa. Infatti si ha
q1
VC +
=0
)
q1 = q0 = 5:0 107 C:
4"0 R