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Inquinanti prodotti dalla discarica

I siti delle discariche che non sono gestiti adeguatamente possono rappresentare un grave rischio
per la salute dei cittadini e per l’ambiente.
Le discariche sono fonti di percolato e gas metano. Il percolato – cioè il liquido che fuoriesce da
una discarica – può contaminare le acque sotterranee, rendendole inadatte al consumo umano. I
rifiuti biodegradabili, comprendenti rifiuti di giardino, cucina e rifiuti alimentari, possono produrre
metano, un gas serra con un potenziale di riscaldamento 25 volte più elevato rispetto all’anidride
carbonica e uno dei gas che contribuisce maggiormente ai cambiamenti climatici. Il gas di
discarica rappresenta più del 2% delle emissioni di gas serra dell’UE. La Direttiva sulle discariche
definisce requisiti rigorosi per il percolato e le emissioni di gas di discarica. (1)

Biogas
Gli studi sugli effetti collaterali dello smaltimento in discarica sono sempre più focalizzati
sull’importanza di ridurre il più possibile la putrescibilità dei materiali da smaltire. Infatti, la
fermentazione della sostanza organica, in condizioni anaerobiche, comporta la produzione di
biogas e di percolato ad elevato carico organico e azotato (De Poli e Mincarini, 1999) (2).
Questi rilasci, oltre ad ostacolare il risanamento dell’area e a rappresentare un aspetto
preoccupante sia per i gestori del sito e sia per la popolazione che abita nei dintorni,
costituiscono una seria minaccia per la falda idrica e per l’atmosfera (Vismara et al., 2000, (2).
Tra l’altro il metano, presente solitamente nel biogas con una concentrazione variabile tra il 45%
ed il 60%, contribuisce enormemente alla generazione complessiva dell’effetto-serra, con un
effetto di trattenimento del calore dell’atmosfera terrestre circa venti volte superiore a quello della
CO2
(Christensen, 1996) (2)

Il biogas viene prodotto nella misura teorica di 200 m3/t di rifiuto e che il processo si compie in 20
anni, velocemente all’inizio e lentamente alla fine. (3)

Nel periodo Gennaio 2002 – Dicembre 2003 sono stati notati picchi anomali di concentrazione di
metano (concentrazioni ben al di sopra del valore medio in atmosfera) registrati in due stazioni
della rete urbana di rilevamento e monitoraggio della qualità dell’aria: stazioni di via Belgio e di
Boccadifalco. Lo studio di tale fenomeno giunge alla conclusione, essendo il biogas (generato e
non captato dagli appositi sistemi di estrazione della discarica di Bellolampo) composto in volume
per il 45-60 % da metano, si ritiene che solo un fenomeno di trasporto attraverso l’atmosfera può
giustificare gli elevati picchi di concentrazione di CH4 rilevati nelle stazioni più prossime al sito
della discarica (2).

Per le emissioni del 2004, il sito di Bellolampo viene elencato tra gli stabilimenti che contribuiscono
per oltre 5% alle emissioni nazionali (4)

A causa del conferimento indiscriminato di rifiuti indifferenziati, la produzione di Biogas è


aumentata notevolmente nel corso degli anni.
Così corrisponde all'anno 2002 l’ ammontare di 7.617.250 mc di biogas il quale aumenta
vertiginosamente a 26.180.982 mc nell' anno 2008 (5)

Uno studio scientifico ha dimostrato che soltanto il 40% del biogas prodotto a Bellolampo viene
catturato, per cui avremmo il 60% di biogas disperso nell' ambiente. (6)
Un ulteriore studio scientifico evidenzia che il metano contenuto nel biogas di Bellolampo è del
53% (7)

Pertanto la produzione di biogas di 26.180.982 mc nel 2008 corrisponde quindi al 40% del biogas
prodotto dalla discarica - quindi a Bellolampo la dispersione di biogas nell’ atmosfera è stata di
39.271.473 mc nel 2008 (5) Il metano contenuto nel biogas della discarica ammonta al 53%
(7) per cui il metano disperso della discarica è il 53% di 39.271.473 mc cioè 20.813.880,69 mc .
Se con questo gas volessimo riempire delle comuni bombole da cucina, e scegliessimo bombole
da 15kg (poichè 1 mc di metano corrisponde a circa 0,714 kg, quindi 21 mc di metano pesano circa 15
kg.) 20.813.880 mc di metano equivalgono a circa 991.137 bombole da 15 kg

Oltre a anidride carbonica (gas serra), al metano (gas serra 23 volte più potente dell’ anidride
carbonia), una discarica produce ammoniaca (8) ed altri inquinanti.

Quanto incassa ASJA dalla vendita di energia elettrica prodotta col biogas estratto dalla
discarica di Bellolampo
Possiamo azzardare un ordine di grandezza dell’importo basandoci sulle considerazioni che
seguono:
La società ci dice in un suo documento che l’energia prodotta (9) nel 2008 è stata pari a
36.853.MWh.. Poiché l’ incentivo CIP6 per impianti senza DG 10/91 era pari a 120,02 euro/Mwh)
[2] ne risulta un importo da incentivi CIP6 pari a € 4.423.097.
A questo occorre aggiungere il ricavo della vendita dell’energia alla borsa dell’energia, e
ipotizzando un prezzo medio nel corso del 2008 pari a 8 cent euro/Kwh (10) per un totale di €
2.948.240. Arriviamo così alla cifra di € 7.371.337.
In realtà occorrerebbe fare un calcolo che comprenda gli incentivi derivanti dai “certificati verdi”,
ma mancandoci questo dato ed ipotizzando che l’incentivo sia almeno pari a quello dei CIP6 ( CIP6
e certificati verdi sono comunque in alternativa) possiamo comunque prendere l’importo di €
7.371.337 come un importo molto vicino alla realtà.

Quanto incassa il Comune di Palermo ?


In base alla convenzione tra Comune di Palermo e ASJA (11) il 5% degli incassi ai sensi del CIP6
per cui al Comune vanno almeno 221.155 euro (cui andrebbero aggiunti il 6,5% delle quantità
eccedenti il Mw)
Non ci risulta che la convenzione sia stata aggiornata per quantificare gli incentivi derivanti dai
“certificati verdi” che vanno così solo ad ASJA. Sarebbe una bella domanda da girare al Comune.

Sembra dunque che il conferimento indiscriminato di rifiuti indifferenziato materiale putrescibile, la


mancanza di volontà di impiantare impianti di compostaggio anche semplici, la scelta della trito
vagliatura come pre-trattamento “proforma” con l’ invariato conferimento del tal quale ora triturato,
potrebbe stare in connessione con i lauti guadagni di una ditta privata. A parte l’illogicità di
concedere i CIP6 destinati a energie rinnovabili ad uno stabilimento inquinante per l’ aria e il suolo
qual è una discarica di rifiuti indifferenziati, sembra che la produzione di energia elettrica da biogas
sia anche la scelta meno opportuna:

Dato che in Italia esiste una rete estesa e capillare di metanodotti, si potrebbe immettere il biogas in
rete senza troppi costi aggiuntivi e utilizzare il gas in impianti di cogenerazione, cioè in impianti
che producono calore ed elettricità che hanno rendimenti energetici anche del 93 %!
Invece il rendimento dei generatori da 1 MW di Bellolampo non va oltre il 40-45%!
Se per esempio si facesse un impianto di digestione anaerobico accanto all'impianto di depurazione
di Acqua dei Corsari, si potrebbe fare un unico impianto di produzione di biogas da fonte rifiuti e da
fonte liquami e fare una centrale elettrica alimentata a gas metano e biogas che abbia rendimenti
anche del 53 % (se la centrale ha dimensioni di almeno 200-300 MW) . Si risparmierebbe pure nel
trasporto di percolato!
(1) http://www.finanziamentieuropei.eu/2009/07/22/dal-16-luglio-2009-tutte-le-
discariche-nellunione-europea-devono-essere-a-norma/
(2) vedi lo studio CIRIAF 2005
(3) http://www.ssabasilicata.it/CANALI_TEMATICI/Biomasse_Agricoltura/Menu4/2_2_b
iogas.html
(4) http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00143700/143753_qual_aria_italia_2006.pd
f
Tabella A2.1. Registro INES: stabilimenti che contribuiscono per oltre 5% alle emissioni
nazionali in aria (anno di riferimento 2004)
(5) http://www.asja.biz/files/dichiarazione/2009/Asja_DA_2009_Schede_Bellolampo.pdf
(6) Estimation of Biogas Produced by the Landfill of Palermo
(7) studio metano Bellolampo 2009
(8) Nel caso dell’ammoniaca (Figura 7), i contributi maggiori sono dati dai settori
“Agricoltura e foreste” (23 città su 33) e “Trasporti su strada”. In alcuni casi, come
Genova, Livorno, Palermo e Catania diventa importante l’apporto del settore aggregato
“Altro” in cui assume un peso rilevante il “Trattamento di rifiuti e discariche”, nel caso
specifico a causa delle emissioni da discarica controllata.
http://www.areeurbane.apat.it/site/_contentfiles/00037700/37747_emissioni_aria_energia.pdf a
pag 200
(9) ASJA AMBIENTE ITALIA • Dichiarazione Ambientale 2009
(10)GSE : CIP6 - Tabella_prezzi_definitivi_2008_(del_81_99).pdf
(11) prezzo varia giornalmente e varia da circa 2 eurocent/Kwh nelle ore notturne a 12 eurocent/kwh
nelle ore di maggiore richiesta
(12)“Convenzione per lo sfruttamento del biogas”, sottoscritta tra le parti e approvata dalla Giunta
Comunale di Palermo con deliberazione n° 257 del 06/05/1999.
La Giunta Municipale, nella seduta del 6 maggio 1999, ha approvato la delibera che ha come oggetto
"Proposta di realizzazione di un impianto di valorizzazione del Biogas nella discarica di
Bellolampo ai sensi dell'art. 42 ter, L.R. 21/85 – approvazione della concessione e della relativa
convenzione". Con quest'atto deliberativo, di notevole rilievo sotto il profilo ambientale e del
riciclaggio delle energie alternative, si approva la concessione alla Società ASJA Ambiente Italia
s.r.l. della fornitura, assemblaggio e gestione di un impianto per la valorizzazione del biogas
nella discarica di Bellolampo; allo stesso tempo si dà corso concreto alla convenzione tra
l'Amministrazione comunale, l'AMIA e la società ASJA che si incaricherà di realizzare l'impianto
che produrrà energia utilizzando come combustibile il gas prodotto dalla fermentazione di tutti i
rifiuti solidi urbani, depositati o depositandi, della discarica di Bellolampo.
La società ASJA, secondo quanto previsto dalla convenzione, si impegna a sostenere i costi
relativi alla progettazione esecutiva delle opere (il cui costo è di circa 4 miliardi), all'esecuzione
delle opere stesse nel rispetto delle leggi vigenti, e al pagamento all'AMIA di un corrispettivo
complessivo pari al 5% degli incassi conseguiti sulla vendita dell'energia dedicata all'Enel, ai
sensi del CIP 6, e del 6,5% delle quantità eccedenti 1 Mw (Megawatt).

PS
GURS 17 APRILE 2009 - N. 17 http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g09-17/g09-17-p23.html
ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
Autorizzazione alla società Asja Ambiente Italia S.p.A., con sede in Torino, per la
realizzazione di un impianto di biomassa presso la discarica di rifiuti urbani sita nel Comune
di Palermo.
Con Decreto n. 1849 del 27 Novembre 2008 del dirigente del servizio II - risorse minerarie ed
energetiche, del dipartimento regionale industria, registrato presso l'Agenzia delle entrate, ufficio
Palermo 2, il 16 Dicembre 2008 al n. 10776, serie 3, alla società Asja Ambiente Italia S.p.A., con
sede legale a Torino, corso Vinzaglio n. 24, codice fiscale 06824320011, è stata rilasciata
l'autorizzazione unica, ai sensi dell'art. 12 del Decreto legislativo n. 387/2003, per la realizzazione
di un impianto di biomassa presso la discarica di rifiuti urbani sita nel Comune di Palermo in
località Bellolampo.

Percolato
Il percolato in discarica si forma a seguito della decomposizione della parte putrescibile dell’
indifferenziato e maggiormente dopo delle piogge: l’acqua piovana s’infiltra nell’ammasso di
rifiuti, si carica di un numero incalcolabile di combinazioni organiche e inorganiche trasformandosi
in un refluo con caratteristiche tossiche (percolato) che può contenere combinazioni di composti
organici alogenati assorbibili, difficilmente degradabili, concentrazioni elevate di azoto
ammoniacale, forti concentrazioni saline, presenza di metalli pesanti.
Il supplemento thalassia 2006.indd riporta: “Nella fattispecie, l’intero territorio occupato dalla
discarica rappresenta potenzialmente una sorgente di contaminazione areale integrata, in particolare
attraverso le condotte carsiche interessanti questo settore occidentale dei Monti di Palermo che
possono così idroveicolare gli inquinanti verso valle (CALVI et al., 1999, anche per il seguito). In
tal senso, per l’immediata vicinanza con la discarica di RSU, assume notevole importanza,
sempre in località Bellolampo, il canyon fluvio-carsico del Vallone Celona, le cui acque
appaiono verosimilmente contaminate dal percolato della discarica.
Quanto detto si evince dalle concentrazioni dei costituenti delle acque del vallone stesso, valutate a
seguito di analisi chimiche effettuate in occasione di un monitoraggio di un antico settore della
discarica di RSU del Comune di Palermo, sempre nell’area di Bellolampo. Qui sono stati riscontrati
tenori elevati per il piombo (57,6 μg/l), indicando per i nitrati un’origine legata ad un processo
disgregativo della sostanza organica. Quest’ultima circostanza sembra confermata da un elevato
valore di richiesta di O2 (O2 Kubel 71,25 mg/l) indicante una forte presenza di sostanze organiche
nelle acque del Vallone Celona. Questa direttrice carsica, le cui acque si raccolgono a valle nel
Canale Passo di Rigano, è quindi un importante veicolatore delle sostanze inquinanti provenienti
dall’area della discarica che, assieme allo stesso canale, costituisce pertanto uno dei più importanti
centri di pericolo d’inquinamento delle R.I.S. (CDP) dell’intera piana” (1).

Il Celona sfocia nel Canale Passo di Rigano e poi in mare vicino alla località Acquasanta (2)

Sembra che il CDA dell’AMIA in data 3.08.09 abbia provveduto a porre rimedi (3) alla produzione
di percolato attraverso le infiltrazioni piovane:
“Allo scopo di limitare la produzione di percolato da smaltire, si ritiene opportuno
impedire che l'acqua piovana proveniente dall'area a monte della IV vasca scorra
lungo la galleria di allontanamento a tale scopo prevista, nella quale si sono
presentate venute di percolato, finendo così per diventare percolato essa stessa.
Pertanto occorre inserire nella galleria un muretto di contenimento ed una tubazione
che incanali tali acque, con sbocco in area non contaminata, per la prosecuzione
verso il sistema di allontanamento nel torrente Celona.

Infiltrazioni di percolato nel canale per il deflusso delle acque meteoriche sono state
rese note già precedentemente dalla Dott.ssa Livia di Franco in un powerpoint che
si trova in rete (4).

Inoltre risulta autorizzata dall’ assessorato Territorio e Ambiente in data 29/4/2009


la messa in sicurezza d'emergenza del canale Ferro di Cavallo in località
Mondello - impianto per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti provenienti dalla
fognatura nell'area della dicarica di Bellolampo (5).
Il menzionato Studio rivela che la porzione settentrionale della piana di Palermo
(Piana dei Colli) è caratterizzata, oltre che dalla presenza della discarica municipale
di Bellolampo situata a NW su terreni carbonatici molto permeabili, dall’elevata
vulnerabilità a NE delle formazioni sabbioso-arenacee costiere della borgata
palermitana di Partanna – Mondello, in piena correlazione con la peggior qualità
delle acque sotterranee riscontrata. (6)

Già nel 2007, la Corte dei Conti ricorda che:


“Disfavore assoluto è riservato, invece, dal legislatore alla discarica, a causa del suo
impatto rilevante sul territorio, la drammatica difficoltà nel rinvenire nuovi siti e gli effetti
rilevanti che possono derivare sull’ambiente dalla produzione di percolato con il suo carico
inquinante e i problemi scaturenti dallo sviluppo di gas dai processi di biodegradazione”e
definisce il percolato un “liquame altamente inquinante, prodotto dall’attività di
trasformazione anaerobica della sostanza organica presente nei rifiuti. La sua composizione
e caratteristiche chimico-fisiche sono influenzate dall’età della discarica e dal bilancio
idrico. Generalmente, ha un elevato contenuto di metalli, elevati valori di sostanza organica
e valori di pH attorno a 6”. (7)

La gestione del prelievo e allontanamento del percolato lascia aperte molte perplessità per
quel che riguarda la gestione dell’ ultimo anno.
La gara del 4/3/2008 sembra aggiudicata il 20/2/2009 alla ATI Pronto Interventi SIDA di Butera
Francesco (Capogruppo), Via Dei Bizantini n.166 (Cz), con un ribasso della ditta dell'11,338 % che
applicato determina un importo netto aggiudicato pari ad 63,93 EUR oltre IVA, fermo restando un
importo massimo del servizio pari ad 3.650.000 EUR oltre IVA (8). Tale importo comporta quindi
57.094 t di percolato destinato a impianti extraregionali.
L' appalto viene 9 mesi dopo subappaltato alla C.T.C. - Consorzio Trasportatori Crotonesi, Crotone
(delibera CdA AMIA n. 245 del 9/11/2009).

Allo stesso periodo il 6 Giugno 2009 si apprende dalla stampa (9) di una comunicazione giunta a
metà maggio 2009 alla sede AMIA di Via Pietro Nenni 28 da parte dello studio legale Campanini
(di Reggio Emilia) nella quale si comunicava la rescissione del contratto di servizio per lo
smaltimento del percolato, da parte della “Trasporti Ditta Vecchi Zironi srl” di Piazza Armerina.
L’azienda convenzionata indicava nel 18 Maggio 2009 la data di definitiva ed irriducibile
interruzione del servizio, lamentando di non aver mai più ricevuto alcun cenno di riscontro da parte
dell'AMIA a partire dal giorno in cui l’Azienda era stata diffidata per l’ultima volta (il 29/9/2008)
L'AMIA veniva comunque invitata a pagare prontamente la somma di Euro 1.578.885,73 entro il 26
Maggio 2009, pena l’attivazione di una procedura di pignoramento.

Attraverso la successiva delibera n. 176 del 17/8/2009 del CDA (10) dell’AMIA presieduto dall’Ing
Lo Cicero, si evince che la gara di aggiudicazione del trasporto di percolato a suddetta ditta era stata
celebrata il 9/5/2008 per la spesa di 1.400.000 € e che era stata vinta dalla Ecolpower/Vecchi
Zironi con un ribasso di 20,82 €/t, (per cui poteva trasportare 67243t di percolato all’impianto
locala AMAP). Si apprende che la gara però era stata “provvisoriamente” affidata e, nelle more di
definire la procedura in argomento, in data 30/05/2009 il Consiglio di Amministrazione ha
autorizzato, con deliberazione n. 104, la prosecuzione del servizio di prelievo e trasporto del
percolato, prodotto nella discarica di Bellolampo, presso l'impianto di Acqua dei Corsari di
Palermo, gestito dall'AMAP S.p.A., da parte della ditta Pecorella Vincenzo s.a.s. (in affidamento
diretto) alle stesse condizioni di cui alla delibera n. 371 del 06/11/2007 ….. (ordine AMIA n.
20091470 del 01/06/2009).
Una successiva delibera del CdA dell’AMIA riporta una gara fissata per il giorno 15/09/09 (11)
andata deserta. Tale gara non risulta bandita né dal sito dell’AMIA (12), né dal sito TED delle
gare europee. La delibera dice contestualmente che “è stata contattata, per le vie brevi, la ditta
Ecolpower S.r.l., capogruppo provvisoriamente aggiudicataria della gara avente analogo oggetto
della presente disposizione, svoltasi in data 09/05/08 e revocata con deliberazione n. 175 del
17/08/09”. (cioè la ditta Vecchi Zironi !!)
In seguito, con delibera CdA AMIA n. 234 del 3/11/2009, viene affidato alla ditta SIDA di
Butera il trasporto del percolato all’impianto di depurazione dell’AMAP per un totale di €
60.000 e 19,918 €/t, quindi un ammontare di 3012 t. (13)

Pertanto ignorando e non potendo penetrare la logica delle modalità di aggiudicazione delle
gare, possiamo constatare nel 2006 sono stati bandite gare per il trasporto del percolato:
• nel 2006 per un totale di 3.900.000 €,
• nel 2007 per un totale di 6.900.000 € e
• nel 2008 per un totale di 8.700.000 € (14).
Un crescendo di costi che si potrebbe mettere in relazione con l’indiscriminato conferimento
di ca 580.000t di rifiuti indifferenziati l'anno.

In tal senso è preoccupante che da maggio 2008 fino a Ottobre 2009 non si sia stata bandita
nessuna gara e che la gara celebrata il 5/10/2009 abbia l'importo di soli 60.000 € e con ciò
autorizzi il trasporto di sole ca 3012 t di percolato (15).

Ancora più preoccupante è l’esistenza di un enorme lago di percolato già denunciato nel mese
di ottobre alla Procura della Repubblica (16) e alla stampa (17). Tale lago in data 25/1/2010
non solo non era sparito, ma era addirittura notevolmente ingrandito (18).
Si teme – visto l’ esiguo quantitativo di percolato di sole 3.012t dell’ ultimo bando – che il
liquido si accumuli nel lago e non venga smaltito. Questo si desume da una notizia di archivio
secondo la quale nel 2007 sono stati prelevati e smaltiti circa 75.347,81 tonnellate di percolato,
di cui 29.106,18 tonnellate presso l’AMAP e 46.241,63 tonnellate presso impianti
extraregionali (19).

Lascia perplessi di fronte a tali cifre spese l’ esistenza di un impianto per la depurazione del
percolato. Il 4/6/2009 la stampa attesta che un impianto per lo smaltimento del percolato è stato
costruito per 1,2 milioni di euro a Bellolampo (20), ma che esso «non è stato mai collaudato».
Infruttuosa la ricerca del bando di gara per la sua costruzione: non la si evince dai bandi dell’AMIA,
e nemmeno dai bandi europei risulta alcuna gara per la costruzione dell’impianto!! Apprendiamo
dalle delibere del CdA che l’ impianto è stato costruito (affidamento diretto??) “nelle more
dell'avvio dell'impianto di trattamento del percolato presso la discarica di Bellolampo, fornito
dalla ditta Idrobioimpianti di Napoli” (21) L’ impianto è stato autorizzato dall’ARRA nel 2006
(22).
La ditta IBI Idroimpianti ha in passato suscitato clamori. (23)

In una recente intervista il presidente dell’AMIA ha affermato che l’impianto funziona da


tempo con una capacità di ca 30.000t/anno e che la produzione annua di percolato della
discarica ammonta a ca 100.000t (24).
Di fronte a una tale produzione di percolato, lascia perplessi la costruzione di un impianto con
esigua capacità di smaltimento. Tale perplessità non si dissolve dalla prospettiva di raddoppio
dell’ impianto incluso nel piano industriale AMIA 2009-2011:
• “raddoppio dell' impianto di trattamento del percolato della discarica di Bellolampo
Raddoppio della potenzialità di trattamento dell' impianto del percolato, già esistente,
presso la discarica di Bellolampo al fine di coprire il totale fabbisogno della discarica
€ 2.692.725,00” (pag 99)
• “Opere di potenziamento della Stazione Sud di stoccaggio del percolato proveniente
dall'ampliamento della 3° vasca di Bellolampo
Incremento di circa 2000 mc a mezzo silos verticali dello stoccaggio di percolato della
Stazione Sud di Bellolampo
€ 1.978.000,00” (pag. 98)
L’ ampliamento dell’ impianto costerà alla comunità più del doppio del costo di costruzione
riportato dalla stampa senza soddisfare il vero fabbisogno di smaltimento.

Il lago di percolato si cui si è detto, si trova in una zona della discarica senza
impermeabilizzazione e vi insiste da oltre 5 mesi.

Il percolato in discarica si forma a seguito della decomposizione e maggiormente dopo delle piogge:
l’acqua piovana s’infiltra nell’ammasso di rifiuti, si carica di un numero incalcolabile di
combinazioni organiche e inorganiche trasformandosi in un refluo con caratteristiche tossiche
(percolato) che può contenere combinazioni di composti organici alogenati assorbibili, difficilmente
degradabili, concentrazioni elevate di azoto ammoniacale, forti concentrazioni saline, presenza di
metalli pesanti. Bellolampo si trova a ca 400m slm nei monti calcarei di Palermo che
approvvigionano d'acqua la città e potrebbe inquinare le falde acquifere.

Data l'esiguità dell’ importo e la lontananza temporale dell’affidamento del trasporto


dell’inquinante, oltre alla mancanza di notizie ambientali per quel che riguarda il
monitoraggio dell’ aria e delle falde acquifere, e anche considerata l’ esistenza del lago di
percolato già denunciato nello scorso mese di Ottobre (26), che nel frattempo anziché
diminuire continua ad ingrossarsi in una zona priva di impermeabilizzazione con veri
fiumiciattoli che lo alimentano, si teme il peggio per le falde acquifere che approvvigionano la
città.

Nel sopralluogo fatto in data 25 Gennaio abbiamo visto che nonostante l’ordinanza sindacale
prescriva un abbancamento provvisorio per il successivo trattamento, gli autocompattatori vengono
fatti scaricare direttamente in cima alla vasca ormai diventata collina, mentre ruspe si adoperano a
spostare i rifiuti scaricati per spostarli ai margini, coprendoli con una terra nera che da lontano
sembra essere cenere (27). E’ una specie di abbancamento che al profano sembra essere un vero e
proprio smaltimento dell’indifferenziato.
Questo smaltimento - la pressatura dei rifiuti con i compattatori - non può che aumentare il deflusso
di percolato verso il lago denunciato accanto alla vasca ormai diventata collina. Questa circostanza
viene confermata dalle foto scattate. Sia il peso del materiale scaricato di continuo che il lavoro
dei compattatori esercitano una notevole pressione sul percolato in fondo alla vasca cosicché
detto inquinante esce a ruscelli ed alimenta l’ enorme lago, come si evince dalle foto scattate
(28). Pertanto lo scarico di materiali (fino a 1.700t al giorno) e il lavoro dei compattatori per un
apparente abbancamento definitivo sembra estremamente incauto per la situazione di
alluvionamento da percolato in cui si trova la discarica, specialmente considerato che la
discarica dispone di vasti spazi (29) per l’ abbancamento provvisorio come dispone l’
ordinanza sindacale (30).

Il lago persiste in quel luogo sino da settembre, come relaziona L’ing Lo Cicero davanti alla
commissione parlamentare d’inchiesta il 12 Gennaio 2010 (31) :
“Abbiamo dei problemi che non siamo riusciti a risolvere. Lo ricorderete perché il primo
caso lo abbiamo avuto proprio il giorno della visita della Commissione a Bellolampo: le
piogge avevano invaso la discarica e si era formato un laghetto, poi diventato laghetto di
percolato, perché l'acqua si è mescolata con il percolato dei rifiuti. Fino a oggi abbiamo
emunto circa 27 mila metri cubi da quella zona, ma non siamo ancora riusciti a prosciugarla
del tutto, perché abbiamo carenza di impianti di smaltimento del percolato. Noi portiamo a
Gioia Tauro la gran parte del percolato prodotto, ma le quantità sono limitate dalla prefettura
locale, quindi non possiamo fare più di circa dieci viaggi al giorno (solo in alcuni casi sono
stati aumentati a trenta).
Abbiamo avanzato un'ulteriore richiesta al prefetto di intervenire per aumentarli a trenta,
fino alla fine del mese, per prosciugare definitivamente la zona. Ogni viaggio sono 30 metri
cubi, quindi trenta viaggi al giorno sono 900 metri cubi. In più, abbiamo un impianto a
Palermo che già riceve altri nove viaggi al giorno, per altri 270 metri cubi al giorno.
Noi abbiamo chiesto di avere questa disponibilità di smaltimento, in modo tale da
prosciugare del tutto quella sacca e poter quindi innalzare il muro, così da evitare per il
futuro che l'acqua possa invadere la discarica. Voi avete vissuto questa fase, perché proprio
il giorno della visita si era avuto il primo caso. (15 settembre)”

Mentre il presidente dell’AMIA tranquillizza e rassicura la commissione parlamentare d’ inchiesta,


il direttore della discarica lo smentisce e chiede pubblicamente l’ intervento della protezione civile e
di misure emergenziali per più pozze formatesi all’interno della discarica (32):
“A Bellolampo la situazione è ben oltre il livello di guardia. Sarebbe indispensabile un
intervento straordinario di mezzi della Protezione Civile per poter riprendere in pugno la
situazione”. [...] “Sarebbe indispensabile l’uso di quasi una decina di grandi ed adatte
idrovore, in grado di aggredire contemporaneamente da più lati le pozze formatesi” –
spiega l’ing. Giovanni Gucciardo dell’AMIA- “ma anche un intervento massiccio di questo
tipo si scontrerebbe con il complicato problema del recapito finale di questi liquami da
depurare. La società titolare dell’appalto di smaltimento, la calabrese “Sida” che scarica
nell’impianto autorizzato di Gioia Tauro (33), non può farcela da sola. Tanto che ci ha
chiesto l’autorizzazione ad integrare la sua forza operativa con un subappalto locale”.
“Subappaltatore che ha poco da inventarsi visto che può limitarsi a scaricare, a turno, solo
nei piccoli impianti di smaltimento locali autorizzati: dal depuratore di Acqua dei Corsari,
ai due centri specializzati di Carini e Termini Imerese. Nulla di adeguatamente
proporzionale alle dimensioni dell’emergenza in corso a Bellolampo.“

Considerato che ogni tonnellata di rifiuti così smaltita produce ulteriore biogas e percolato, si teme
che la mancanza di interventi a favore della raccolta differenziata da parte del sindaco e degli
amministratori dell’AMIA di cui si relazionerà più avanti potrebbero portare o aver portato a
disastri ambientali con danni al suolo, alle falde acquifere e alle coste con conseguenze
imprevedibili per la città intera. Si teme il peggio, anche considerati i precedenti del 2005 (34).

(1) Supplemento allo studio LA QUALITÀ DELLE ACQUE SOTTERRANEE IN AREE


CARSICHE COSTIERE DEL PALERMITANO E SUA RELAZIONE CON LA
VULNERABILITÀ ALL’INQUINAMENTO p. 7
http://siba2.unile.it/ese/issues/3/679/thalsal_v29suppl_p281c.pdf
(2) http://www.skyscrapercity.com/archive/index.php/t-661510.html
Opere speciali per la deviazione del canale Passo di Rigano e dei collettori fognari sboccanti
all'Acquasanta - Stato: Esecutivo - Euro: 28.000.000,00
Il Prp, inoltre, entra anche nell'opera di disinquinamento delle coste cittadine con la deviazione del
canale Passo di Rigano e i collettori fognari che sboccano all'Acquasanta
(3) http://151.1.183.204/archimedia/amia/allegati_articoli/606_allegato_n160_del_03_0
8_2009.pdf
(4) http://www.impariamoariciclare.it/wp-content/uploads/2009/05/monitoraggio-
impianti-smaltimento.pdf
(5) http://www.artasicilia.it/web/vas/perfetto/09ART20DLVO408.xls
(6) LA QUALITÀ DELLE ACQUE SOTTERRANEE IN AREE CARSICHE COSTIERE
DEL PALERMITANO E SUA RELAZIONE CON LA VULNERABILITÀ
ALL’INQUINAMENTO http://siba2.unile.it/ese/issues/3/183/ts_v26suppl_pag77.pdf
(7) Corte dei Conti - Programma delle attività di controllo sulla gestione per l’anno 2005
(deliberazione n. 1/2005/G) –
(8) Ultima Gara Percolato Aggiudicata Alla SIDA
(9) http://www.siciliainformazioni.com/articoloLight.zsp?id=54025
(10) http://151.1.183.204/archimedia/amia/allegati_articoli/624_allegato_n176_del
_17_08_2009.pdf 660_allegato_n196_del_22_09_2009 affidamento Ecolpower Pza Armerina
(11) http://151.1.183.204/archimedia/amia/index.php3?
art_fe=645&tabella_fe=h_articoli&livello1=10&livello2=23&livello4=816
(12) Fonte www.amianet.it Bandi scaduti
(13)726_allegato_n._234_del_03_11_2009 aggiudicazione gara del 5 10 2009 alla SIDA
(14)Vedi nota 12
(15)Vedi nota 13
(16) Esposto Bellolampo ottobre 2009
(17) 2009 10 09 Repubblica 09-10-2009 -percolato – video del lago
http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=6256 - 20 10 2009 inchiesta percolato
(18) http://picasaweb.google.com/rifiutizero.palermo/AncoraCELEnormeLagoDi
PercolatoABellolampo25Gennaio2010#
(19) http://151.1.183.204/archimedia/amia/index.php3?
art_fe=306&tabella_fe=h_articoli&livello1=10&livello2=23&livello4=511
(20) http://palermo.repubblica.it/dettaglio/operazione-pulizia-al-rallentatore-il-sindaco-si-
scusa-solo-con-i-turisti/1645207
(21) 624 Allegato n176 Del 17-08-2009 Percolato Idroimpianti
(22) GURS n. 59 Del 29 12 2006 Impianto Percolato Autorizzazione
(23) Per la IBI Idroimpianti vedi anche http://www.stefanomontanari.net/index2.php?
option=com_content&do_pdf=1&id=1606 http://docs.google.com/Doc?
docid=0Ad5dNsvA8pSBZGY2cmRoeHRfMTg5ZDM3YzI2ZDc&hl=en
(24)
(25) 2010 02 03 Percolato Dichiaraz Lo Cicero Epolis
(26) Piano ale CDA Amia 656 Allegato AMIA SPA Piano ale 2009-2011
(27) Esposto Bellolampo ottobre 2009
(28) http://picasaweb.google.com/rifiutizero.palermo/AbbancamentoProvvisorioFotoDel2
5012010#
(29) http://picasaweb.google.com/lh/photo/fQFOlzN5UDnp1Y16AQMj-Q?
feat=directlink
(30) http://picasaweb.google.com/lh/photo/NfwI3lwLWWM7KMjaErBP6Q?
feat=directlink
(31) Allalb_2010_01!13!20 - Ordinanza Sindacale Conferimento
(32) http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenbic/39/2010/0112/s000r.htm?
campo=/_bicamerali/leg16/rifiuti/resoconti/leg16fr.htm
(33) http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/78085/caos-amia-
rinvii-giudizio-grave-allarme-percolato-mentre-dirigente-gucciardo-polemizza-cicero.htm
(34) Vedasi però l’ aggiudicazione appalto del 05/10/2009 trasporto a soli impianti locali
e non extraregionali!
(35) http://www.siciliainformazioni.com/articoloLight.zsp?id=54025 “Ai magistrati
che nell’aprile del 2005 avevamo messo sotto inchiesta una parte dei dirigenti AMIA e di
addetti a Bellolampo (beccati mentre il percolato, via via, lo riboccavano nella vasca,e chi si
è visto si è visto) si erano lette su “Repubblica” giustificazioni degli imputati da ricordare
per la vita: “viste le condizioni economiche dell’Azienda, lo facevamo per risparmiare”, e
ancora “mi dissero stai zitto, se no ti faccio trasferire, ed allora addio ai 600 euro di
indennità discarica”. Pensiamo che ogni ulteriore commento, su questi fraseggi, sia inutile”.