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Gli esseri viventi vengono tradizionalmente divisi in cinque regni:

Monera Procarioti, ovvero batteri e


Protisti
Piante
Eucari
Funghi
Animali
I protisti sono eucarioti unicellulari complessi e variegati tra di loro: in comune hanno
proprio la particolarit di essere eucarioti unicellulari. Dei protisti fanno parte i
protozoi, da cui hanno avuto origine gli animali.
Dai protozoi si sviluppano, quindi, animali, piante e funghi. Le piante sono in grado di
compiere la fotosintesi e le loro cellule sono rivestite da parete cellulare; i funghi
presentano la parete cellulare, ma non i cloroplasti; gli animali, infine, non sono in
grado n di compiere la fotosintesi n possiedono una parete cellulare.
Da un punto di vista genetico, questi cinque regni vengono raggruppati in soli 3 regni:
ARCHEOBATTERI: procarioti primitivi, come i batteri estremofili metanogeni,
alofili estermi e termofili estremi, in grado di vivere in condizioni di vita estreme;
EUBATTERI: procarioti evoluti;
EUCARIOTI: organismi nucleati comprendenti piante, funghi e animali.
La vita sulla terra compare circa 4 miliardi di anni fa, poich a quellepoca corrisponde
la comparsa dellacqua liquida. I primi fossili di organismi viventi (procarioti), tuttavia,
risalgono a molto tempo dopo, ovvero 2,8 miliardi di anni fa. Intorno ai 2,5 miliardi di
anni fa compaiono i primi procarioti in grado di effettuare la fotosintesi, ovvero i
cianobatteri: essi sono prima eterotrofi, poi autotrofi. Lossigeno che producono si
accumula nellatmosfera cambiandola da riducente a ossidante. 2 miliardi di anni fa
circa compaiono i primi eucarioti unicellulari, rinvenuti in alcuni fossili.
Nelle rocce delle colline di Ediacara (in Australia) di 600 milioni di anni fa, sono stati
trovati resti fossili di varie specie di organismi pluricellulari che costituivano la
cosiddetta Fauna di Ediacara.
LE ORIGINI E LA CHIMICA DELLA VITA
La vita una gerarchia autoreplicante di livelli, ognuno dei quali non pu essere
descritto senza tener conto degli altri livelli. Si va dai geni, proteine, cellule, organi,
organismi, societ, popolazioni fino ad arrivare ad ecosistemi. Ognuno dei livelli
elencati sottoposto allazione dellambiente.
Ogni organismo vivente condivide un antenato comune, molto probabilmente una
popolazione di microrganismi coloniali vissuti circa 4 mila milioni di anni fa; questo
stesso antenato stato il prodotto di un lungo periodo di assemblaggio prebiotico di
materia non vivente, ovvero molecole organiche ed acqua per formare unit
autoduplicanti.
La Terra si forma 4,6 miliardi di anni fa ed inizia ad essere riscaldata da impatti
meteorici. I materiali pi pesanti, come ferro e nichel, scendono verso il centro del
pianeta, mentre quelli pi leggeri risalgono verso la superficie dando origine agli strati
pi esterni. Nellatmosfera. idrogeno ed elio erano stati soffiati via prima dal vento
solare, in seguito dagli impatti dei planetesimali. Si forma latmosfera primordiale per
degassazione, cio per risalita di bolle di gas e vapori imprigionati nei planetesimali
(elio, azoto, anidride carbonica, vapore acqueo). I gas emessi dalle eruzioni vulcaniche
contribuiscono alla formazione dellatmosfera primordiale e il vapore acqueo,
condensandosi, produce i primi oceani (poco profondi). Radiazioni ultraviolette, lampi
e fulmini, inoltre, colpiscono la Terra in continuazione.
Nel 1920 Oparin e Haldane, separatamente, ipotizzarono che la vita sulla Terra si
sarebbe sviluppata dopo un lungo periodo di evoluzione molecolare abiotica:
sostenevano, infatti, che i pi semplici organismi viventi avessero avuto origine da un
processo di assemblaggio di molecole piccole, che formavano strutture via via pi

complesse. Si sarebbero cos generate molecole capaci di autoreplicarsi, che


avrebbero portato alla formazione di microrganismi viventi.
Sia Oparin che Haldane ritenevano che latmosfera primitiva terreste contenesse
acqua, anidride carbonica, idrogeno, mentano e ammoniaca, delineando un atmosfera
riducente. In essa lenergia era cos elevata, a causa di fulmini e raggi UV, che sarebbe
stata in grado di sintetizzare composti organici.
Lipotesi di Oparin e Haldane fu analizzata da Miller nel 1953: egli costru un
apparecchio in grado di far circolare una miscela di metano, idrogeno, ammoniaca e
acqua attraverso una scarica elettrica. Lacqua bolliva in un pallone e veniva portata in
un contenitore contenente i gas indicati e in cui due elettrodi mandavano scariche
elettriche. Sotto a questo recipiente vi era una serpentina che raffreddava il gas e lo
rimandava al contenitore di origine. Lesperimento fu portato avanti per una
settimana; dopo di che Miller prelev una quantit di acqua e vide che in essa il 15%
del carbonio nellatmosfera era stato convertito in composti organici, che
comprendevano quattro amminoacidi, urea e acidi grassi.
Oggigiorno si pensa che latmosfera non fosse come quella analizzata da Miller, ma
non si confuta che il lavoro di Miller stimol molti studiosi ad approfondire la
questione. Si trov subito che gli aminoacidi potevano essere sintetizzati in molti
diversi tipi di miscele gassose che venivano riscaldate (calore vulcanico), irradiate da
luce ultravioletta o sottoposte a scariche elettriche.
Lo stadio successivo a quello che oggi chiamiamo evoluzione chimica, implica la
concensazione delle sostanze formatesi per formarne altre pi grandi. Il biochimico Fox
speriment che, disidratando e riscaldando gli aminoacidi, si formavano strutture simili
a proteine, i cosiddetti protenoidi. Fox immagin, quindi, che in pozzanghere di
fanghiglia primordiale lasciate dalla marea, lazione del sole poteva fornire lenergia
necessaria per i processi di polimerizzazione.
Ponendo i proteinoidi di Fox in acqua, si notava la loro tendenza a formare microsfere,
che lo scienziato identific come cellule primordiali, i protobionti.
I protobionti avevano una parete esterna formata da un doppio strato, con propriet
osmotiche, potevano ingrandirsi per accrescimento o proliferare per gemmazione con i
batteri ed erano sottoposti a selezione, non naturale, bens chimica, che opera sui
sistemi non viventi.
Dalle testimonianze fossili ora sappiamo che la vita esisteva 3,8 miliardi di anni fa:
quindi lorigine delle prime forme viventi pu risalire ai 4 miliardi di anni fa. Come si
passato, tuttavia, dai sistemi chimici primordiali a organismi viventi in grado di
riprodursi? Inizialmente, sulla terra, si produssero una serie di componenti chimiche
che, successivamente, si assemblarono in nucleotidi (probabilmente a partire da acido
citrico, acetilene e acqua) e zuccheri, costituendo, poi il DNA. In che modo, tuttavia, gli
acidi nucleici potevano lavorare senza enzimi? E in che modo gli enzimi si potevano
creare senza un codice genetico preesistente? Si suppone che lRNA, in questa fase,
avesse ruolo non solo di portatore di patrimonio genetico, ma anche di catalizzatore.
LRNA catalitico (ribozima) pu mediare la formazione di RNA messaggero e
catalizzare la formazione di legami peptidici. Di conseguenza i primi enzimi sarebbero
stati RNA e le prime molecole in grado di replicarsi sarebbero sempre state di RNA. I
ricercatori chiamano questo stadio mondo a RNA.
Le proteine, tuttavia, funzionano meglio come catalizzatori rispetto allRNA cos come
il DNA funge meglio da possessore del patrimonio genetico poich pi stabile. Le
prime protocellule, quindi, avrebbero avuto un notevole vantaggio se possedevano
DNA e proteine. Una volta raggiunto questo stadio, la selezione naturale cominci ad
agire su questi sistemi primordiali.
I sistemi viventi, oggi, sono organizzazioni che possiedono sequenze complesse e
altamente organizzate di reazioni mediate da enzimi. Come si sono sviluppati questi
sistemi metabolici?
Per chiarire ci bisogna prima specificare la differenza tra organismi autotrofi ed
eterotrofi: i primi sono quegli organismi che sintetizzano il loro nutrimento da sostanze

inorganiche, usando la luce del sole, mentre i secondi mancando di questa capacit e
devono ottenere le risorse dallambiente. Si pensa che i primi organismi a comparire
sulla Terra fossero eterotrofi, con una piccola componente autotrofa. Protocellule
autotrofe capaci di convertire sostanze inorganiche in nutrienti avrebbero avuto un
formidabile vantaggio rispetto agli eterotrofi in aree dove i nutrienti scarseggiavano.
Levoluzione degli autotrofi ha reso necessaria lacquisizione di attivit enzimatiche
atte a catalizzare la reazione di trasformazione di sostanze inorganiche in organiche.
Gli organismi autotrofi si svilupparono grazie alla fotosintesi, ovvero la produzione di
composti organici da luce solare, anidride carbonica e acqua. Con lo sviluppo degli
organismi in grado di compiere la fotosintesi, ossia dei cianobatteri, lossigeno inizi
ad accumularsi prima nellacqua e poi nellatmosfera, che cambi da riducente ad
ossidante. Compariva, cos, un nuovo tipo di metabolismo, quello aerobico, in grado di
produrre una quantit di ATP circa 20 volte maggiore rispetto a quella prodotta dal
metabolismo anaerobico.
Circa 1,8 miliardi di anni fa fecero la loro comparsa sulla Terra gli eucarioti, la cui
complessit organizzativa molto pi grande rispetto a quella dei procarioti. La teoria
pi accreditata sulla loro formazione quella endosimbiotica che vede gli eucarioti
nati dalla simbiosi tra due cellule, una inglobata nellaltra. Mitocondri e cloroplasti, ad
esempio, si ipotizza derivassero proprio da batteri inglobati, in quando:
1. DNA di mitocondri e cloroplasti simile a quello batterico e diverso da quello
della cellula;
2. Mitocondri si dividono per scissione binaria;
3. Membrana interna dei mitocondri molto simile per composizione a quella dei
batteri;
4. I ribosomi dei mitocondri sono come quelli dei batteri;
5. I mitocondri degli eucarioti pi antichi assomigliano ai batteri primigeni.
Le cellule come singole entit, poi, sarebbero andate ad unirsi: la tendenza alla
pluricellularit particolarmente presente nei protisti flagellati come il volvox, che
costituisce colonie che si pensa sia lanello di congiunzione tra esseri unicellulari e
pluricellulari. Gli animali pi semplici, le spugne, sono organizzazioni di particolari
strutture, i coanociti, che ricordano i coanoflagellati, protisti che tendono a formare
colonie. Bench nella spugna le cellule non siano organizzate a formare un tessuto
vero e proprio, questi primi ammassi di cellule avrebbero goduto dei vantaggi della
pluricellularit, ovvero:
Stabilit strutturale;
Divisione compiti tra le diverse cellule.
420 milioni di anni fa i primi organismi approdarono sulla terraferma: si trattava di
organismi simili ai moderni millepiedi, dotati di una struttura esterna in grado di
proteggerli e si sostenergli.
La grande crescita del numero di organismi, ad un certo punto, ebbe un crollo: vi fu un
estinzione di massa. Periodicamente, facile osservare lestinzione simultanea di un
gran numero di organismi. La pi drammatica fra di queste avvenne circa 225 milioni
di anni fa, quando circa la met delle famiglie di invertebrati marini di acque poco
profonde a oltre il 90% delle specie marine si estinsero nellarco di pochi milioni di
anni: questa estinzione ricordata come lestinzione del Permiano. Lestinzione del
Cretaceo, 65 mln di anni fa, determin la scomparsa dei dinosauri, di invertebrati
marini e di piccoli rettili. Tra le numerose cause di queste estinzioni vi possono essere:
Le modificazioni dei continenti (ad esempio la formazione della Pangea), che
cambiano il corso delle correnti marine e quello delle masse daria
dellatmosfera;
Inversione campo magnetico terrestre;
Vulcanismo esteso;
Fluttuazioni climatiche (alternanza di periodi glaciali ed interglaciali con
conseguente forte squilibrio negli ecosistemi).

Si stima che ai giorni nostri vi siano circa 1,5 mln di specie diverse e che questo sia
solo il 10% di quelle esistenti sul nostro pianeta. La diversit, nonostante ben 5
estinzioni di massa, aumentata, determinando la diminuzione di specie ma
favorendo laumento di classi e phyla. Oggi, infatti, abbiamo circa 40 phyla, mente nel
cambiano ne avevamo solo 11.
Di questi tempi, secondo lo studioso Eldredge, si sta assistendo alla cosiddetta VI
estinzione di massa: ogni anno, infatti, spariscono circa lo 0,5% delle specie. Le cause
principali sono la distribuzione dei territori, lintroduzione di specie aliene, il
sovrasfruttamento e il riscaldamento globale.