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Bollettino

Settimanale
Anno XXV - n. 29

Pubblicato sul sito www.agcm.it


10 agosto 2015
Nuova versione del 12 agosto 2015

SOMMARIO
INTESE E ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE
A473 - FORNITURA ACIDO COLICO

Provvedimento n. 25561
A476 - CONAI-GESTIONE RIFIUTI DA IMBALLAGGI IN PLASTICA

Provvedimento n. 25571
I779 - MERCATO DEI SERVIZI TURISTICI-PRENOTAZIONI ALBERGHIERE ON LINE

Provvedimento n. 25574
I791 - MERCATO DEL NOLEGGIO AUTOVEICOLI A LUNGO TERMINE

Provvedimento n. 25575
OPERAZIONI DI CONCENTRAZIONE

C12002 - CAMPANIA DISTRIBUZIONE MODERNA/RAMI D'AZIENDA IPERMERCATO TIRRENO

Provvedimento n. 25572
C12003 - ARDIAN FRANCE/ESSENZE ITALIANE-IRCA-ITALCIMA-D&D SERVICE

Provvedimento n. 25573
ATTIVITA' DI SEGNALAZIONE E CONSULTIVA
AS1202 - LEGGE REGIONE PIEMONTE N. 14/2015-MISURE URGENTI PER IL CONTRASTO
DELL'ABUSIVISMO
AS1203 - IDENTIFICAZIONE ED ANALISI DEL MERCATO DELLACCESSO ALLINGROSSO DI
ALTA QUALIT IN POSTAZIONE FISSA (MERCATO N. 4 DELLA RACCOMANDAZIONE DELLA
COMMISSIONE EUROPEA N. 2014/710/UE)

DISCIPLINA DELLE RELAZIONI COMMERCIALI IN MATERIA DI CESSIONE DI PRODOTTI


AGRICOLI E AGROALIMENTARI
AL12 - EUROSPIN/MODIFICA CONDIZIONI CONTRATTUALI CON FORNITORI

Provvedimento n. 25551
PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

PS9694 - CARIGE ASSICURAZIONI-SOLLECITI DI PAGAMENTO

Provvedimento n. 25586
PS10013 - TOYS AND GAMES-MANCATA CONSEGNA

Provvedimento n. 25585

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

INTESE E ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE


A473 - FORNITURA ACIDO COLICO
Provvedimento n. 25561
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 15 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottoressa Gabriella Muscolo;
VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287 e, in particolare, larticolo 14-ter introdotto dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, che ha convertito con modifiche il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223;
VISTO larticolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (in seguito TFUE);
VISTO il Regolamento n. 1/2003 del Consiglio del 16 dicembre 2002, concernente lapplicazione
delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del Trattato CE (oggi articoli 101 e 102 del
TFUE);
VISTA la propria delibera adottata in data 10 dicembre 2013, con la quale stata avviata, ai sensi
dellarticolo 14 della legge n. 287/90, unistruttoria nei confronti delle societ I.C.E. - Industria
Chimica Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A., per accertare lesistenza di una
violazione dellarticolo 102 del TFUE;
VISTA listanza di partecipazione al procedimento presentata, in data 3 aprile 2014, ai sensi
dellarticolo 7, comma 1, lettera b), del D.P.R. n. 217/98, dalla Dipharma Francis S.r.l., societ
attiva nel settore dei principi attivi farmaceutici, tra i quali lacido ursodesossicolico;
VISTA la comunicazione inviata l11 aprile 2014 dal responsabile del procedimento alla societ
Dipharma Francis S.r.l., con la quale la suddetta istanza di partecipazione stata accolta;
VISTA la memoria depositata in data 27 giugno 2014 dalla Dipharma Francis S.r.l., con la quale
tale societ ha denunciato ulteriori condotte abusive nei propri confronti di I.C.E. - Industria
Chimica Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. e fornito documentazione al
riguardo;
VISTA la propria delibera adottata in data 28 ottobre 2014, con la quale lAutorit ha deliberato di:
i) estendere il procedimento avviato in data 10 dicembre 2013 alle condotte di I.C.E. - Industria
Chimica Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. segnalate dalla societ Dipharma
Francis S.r.l.; ii) prorogare al 31 luglio 2015 il termine di conclusione del procedimento,
inizialmente fissato al 30 novembre 2014;
VISTA la Comunicazione sulle procedure di applicazione dellarticolo 14-ter della legge 10
ottobre 1990, n. 287, assunta nelladunanza del 6 settembre 2012 e pubblicata sul Bollettino n. 35
del 17 settembre 2012;
VISTA la comunicazione del 9 febbraio 2015, con la quale le societ I.C.E. - Industria Chimica
Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. hanno presentato impegni, ai sensi dellart.

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n. 14-ter della Legge n. 287/90, secondo le modalit indicate specificamente nellapposito


Formulario per la presentazione degli impegni ai sensi dellarticolo 14-ter della legge n. 287/90,
volti a rimuovere i profili anticoncorrenziali oggetto dellistruttoria;
VISTA la propria delibera del 18 marzo 2015, con la quale stata disposta la pubblicazione, in
data 23 marzo 2015, degli impegni proposti dalle societ I.C.E. - Industria Chimica Emiliana
S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. sul sito dellAutorit, al fine di consentire ai terzi
interessati di esprimere le loro osservazioni, ed stato fissato al 21 giugno 2015 il termine entro
cui avrebbe dovuto essere adottata una decisione sugli impegni, ai sensi dellarticolo 14-ter della
legge n. 287/90, salvo lulteriore termine necessario per lacquisizione di pareri obbligatori;
VISTE le osservazioni pervenute;
VISTE le osservazioni e gli impegni definitivi presentati da I.C.E. - Industria Chimica Emiliana
S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. in data 19 maggio 2015;
VISTA la propria comunicazione alla Commissione Europea, ai sensi dellarticolo 11, paragrafo 4,
del Regolamento (CE) n. 1/2003;
VISTI gli atti del procedimento;
CONSIDERATO quanto segue:
I. LE PARTI
1. I.C.E. - Industria Chimica Emiliana S.p.A. (di seguito anche ICE) una societ per azioni di
diritto italiano con sede legale a Reggio Emilia, controllata da due persone fisiche. La societ a
capo di un gruppo presente in Italia, U.S.A., Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay e Australia,
attivo nella raccolta di bile bovina e nella produzione e vendita di acidi di derivazione biliare, tra
cui, in particolare, lacido colico di grado farmaceutico (di seguito anche AC), di cui produttore
leader a livello mondiale, e che costituisce la materia prima essenziale per la produzione di acido
ursodesossicolico (di seguito anche acido urso o USDA), principio attivo utilizzato per la
produzione di farmaci.
Nel 2008, la societ ha acquisito la Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A., societ prevalentemente
attiva nella produzione di USDA. Nel 2013, il fatturato di ICE stato pari a circa 76 milioni di
euro, mentre quello consolidato del gruppo stato pari a circa 130 milioni di euro.
2. Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. (di seguito anche PCA) una societ per azioni di diritto
italiano avente sede legale a Basaluzzo (Alessandria), attiva nella produzione di prodotti
farmaceutici di base e principi attivi per uso farmaceutico, e prevalentemente nella produzione di
USDA, di cui attualmente il produttore leader a livello mondiale. La societ stata acquisita nel
2008 da ICE; nel 2013, il suo fatturato stato di circa 60 milioni di euro.
3. Erregierre S.p.A. (di seguito anche RGR) una societ per azioni di diritto italiano avente sede
legale a San Paolo dArgon (Bergamo), tra i principali produttori a livello nazionale di principi
attivi per uso farmaceutico, tra i quali lUSDA. La societ, che controllata da una societ
finanziaria riconducibile a una persona fisica, ha realizzato nel 2013 un fatturato di circa 51
milioni di euro.

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4. Dipharma Francis S.r.l. (di seguito anche DPF) una societ di diritto italiano avente sede
legale a Branzate (Milano), che opera nel settore dei principi attivi farmaceutici, tra i quali
lUSDA, che rappresenta uno del pi importanti prodotti nel portafoglio societario. Il fatturato di
Dipharma, relativo al 2013, stato pari a circa 78 milioni di euro.
II. LE CONDOTTE CONTESTATE
5. In sede di avvio, stato contestato alla societ ICE di avere adottato, anche per il tramite della
propria controllata PCA, una complessa strategia escludente nei confronti di RGR, societ
concorrente del gruppo ICE-PCA nel mercato dellUSDA. In particolare, tale strategia si sarebbe
articolata in serie di condotte di compressione dei margini e di rifiuto costruttivo a fornire acido
colico, materia prima indispensabile per la produzione di USDA, quali: i) limposizione di
rilevanti e ingiustificati aumenti dei prezzi di fornitura dellacido colico, pi che raddoppiati nel
giro di pochi anni; ii) lespresso rifiuto a fornire materia prima grezza, che RGR intendeva
processare direttamente per ottenere acido colico di grado farmaceutico; iii) la formulazione di
offerte selettive, per il tramite della propria controllata PCA attiva sul mercato a valle della
produzione e vendita di USDA, particolarmente aggressive nei confronti della clientela del
denunciante.
I suddetti comportamenti apparivano suscettibili di integrare una strategia abusiva posta in essere
da ICE, volta ad alterare la struttura concorrenziale del mercato della produzione e vendita del
principio attivo USDA attraverso lestromissione di uno dei principali concorrenti, la societ RGR,
con pregiudizio per i consumatori intermedi le imprese farmaceutiche produttrici di farmaci a
base di USDA, private della disponibilit di un loro fornitore e in ultima analisi per i
consumatori finali, ovvero gli acquirenti di farmaci a base di USDA.
6. Nel successivo provvedimento del 28 ottobre 2014, il procedimento avviato in data 10 dicembre
2013 stato esteso anche alle ulteriori condotte di ICE e PCA segnalate dalla societ Dipharma
come parte di una strategia escludente nei propri confronti, quali in particolare:
i) ladozione di strategie particolarmente aggressive nei confronti della societ argentina CASCO,
produttore di acido colico il cui principale cliente era costituito dalla societ DPF, allo scopo di
impedire a tale societ di rifornirsi di materia prima. ICE, in particolare, avrebbe adottato una
strategia di accaparramento della materia prima disponibile nel bacino di approvvigionamento di
CASCO attraverso offerte al rialzo ai macellatori della zona; CASCO sarebbe infatti uscita dal
mercato dellacido colico nel 2013;
ii) la cessazione delle forniture di bile al trader Sopromac, con il quale DPF aveva concluso un
accordo commerciale per produrre USDA a partire direttamente dalla bile bovina: anche tale
operatore avrebbe smesso di rifornire DPF gi dalla fine del 2011 per limpossibilit di reperire
materia prima;
iii) una sistematica discriminazione attuata sui prezzi di vendita dellacido colico praticati a
Dipharma rispetto a quelli praticati alla propria controllata PCA;
iv) una compressione dei margini di DPF, sia attraverso laumento dei prezzi dellacido colico, sia
attraverso lofferta del prodotto finale USDA a prezzi che non consentono a DPF di coprire i
propri costi, pur essendo DPF unimpresa non meno efficiente rispetto a PCA.

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7. Tutte le condotte contestate avrebbero preso avvio a partire dal 2009, a seguito della
realizzazione della concentrazione tra ICE e PCA (avvenuta nel corso del 2008), grazie alla quale
ICE si integrata verticalmente nella produzione e vendita di USDA.
III. I MERCATI RILEVANTI E LA POSIZIONE DELLE PARTI
8. I denuncianti sono produttori di acido urso, per la cui produzione acquistano acido colico sul
mercato. I produttori di acido colico, come la societ ICE, acquistano a loro volta sul mercato bile
bovina, liquida o concentrata, materia prima necessaria per il processo produttivo.
Per la produzione di acido urso possibile anche utilizzare un processo produttivo integrato che
utilizza quale materia prima direttamente la bile.
9. I mercati interessati dalla presente valutazione, verticalmente collegati in un'unica filiera
produttiva, sono: i) la raccolta e la vendita di bile bovina, ove sono presenti i macelli e i
raccoglitori di bile, dal lato dellofferta, e i trasformatori dal lato della domanda; ii) la produzione e
vendita di acido colico, ove operano i trasformatori di bile dal lato dellofferta e i produttori di
USDA dal lato della domanda; iii) la produzione e vendita di acido urso, ove operano le societ
produttrici di principi attivi dal lato dellofferta e le industrie farmaceutiche dal lato della
domanda.
3.1 Il mercato della bile bovina
Caratteristiche del processo produttivo
10. La bile bovina ottenuta dal processo di macellazione del bestiame con una semplice
operazione di recezione e svuotamento della cistifellea, il cui contenuto viene riversato in piccoli
fusti dove pu conservarsi fino a trenta giorni. Al fine di ridurne la deperibilit e il volume,
rendendo pi agevole il trasporto, la bile viene generalmente bollita nei giorni immediatamente
successivi alla raccolta, ottenendo cos un prodotto concentrato convenzionalmente al 75% (bile
concentrata); tale prima lavorazione pu avvenire anche allinterno dei macelli.
11. A fronte dei limitati quantitativi di bile presenti in ogni capo di bestiame (c.a. 200/250
grammi), loperazione di raccolta della bile risulta economicamente pi conveniente nei grandi
impianti di macellazione, localizzati soprattutto nel continente americano (USA, Canada, Messico,
Colombia, Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay, Ecuador, Venezuela), nonch in Sud Africa,
Australia, Nuova Zelanda e Pakistan.
Inoltre, non tutta la bile bovina utilizzabile per fini farmaceutici, dovendo necessariamente
provenire da Paesi classificati non a rischio di TSE/BSE n di malattie pericolose per lutilizzo a
scopi farmaceutici. I venditori di acido colico devono quindi fornire ai propri clienti una
certificazione veterinaria che attesti il luogo dorigine e la salute degli animali.
Il mercato rilevante e le sue caratteristiche strutturali
12. La bile viene venduta sia dai macelli che da trader/raccoglitori di sottoprodotti della
macellazione, e viene venduta in forma liquida oppure concentrata, a seconda della localizzazione
degli impianti di lavorazione dellacquirente e/o della possibilit dello stesso di effettuare in loco il
processo di concentrazione del prodotto.
13. Lomogeneit del prodotto e la bassissima incidenza dei costi di trasporto fanno s che i
trasformatori di bile di maggiori dimensioni acquistino indifferentemente in tutte le principale aree

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geografiche di produzione, potendosi pertanto configurare un mercato di dimensione geografica


globale.
14. La struttura dellofferta di bile bovina estremamente frammentata, essendo la materia prima
prodotta dalle societ di macellazione. Un grado di concentrazione superiore si riscontra a livello
dei broker/intermediari, i quali accentrano le operazioni di raccolta e concentrazione della bile
acquistata da un largo numero di macelli.
La posizione del gruppo ICE-PCA nellacquisto della bile bovina
15. Lestrema frammentazione territoriale e strutturale dellofferta di bile fa s che soltanto un
operatore di grandi dimensioni, e con una struttura aziendale ramificata a livello territoriale, riesca
ad effettuare unattivit di raccolta continuativa e capillare su tutte le principali aree produttive,
anche direttamente dai produttori di bile. Diversamente, per un piccolo operatore,
lapprovvigionamento di materia prima pu avvenire in unarea territoriale pi circoscritta, ovvero
essere effettuato tramite intermediari che svolgono attivit di raccolta e di trading.
16. La struttura della domanda di bile risulta pertanto estremamente concentrata: gli acquisti
mondiali - prima del 2008 sostanzialmente suddivisi tra ICE, PCA e la neozelandese NZP - a
seguito della fusione tra ICE e PCA si sono in larghissima parte (65-70%) concentrati nelle mani
del gruppo ICE/PCA e, in misura minore, del principale concorrente NZP. Un 5% degli acquisti,
inoltre, veniva effettuato dalla societ argentina CASCO, produttore di acido colico e fornitore di
Dipharma, che ha per cessato la propria attivit nel 2013. CASCO, date le proprie limitate
dimensioni, si limitava ad acquistare la materia prima in Argentina e in alcune aree circostanti.
Anche la societ Dipharma ha acquistato piccoli quantitativi di bile bovina da trasformare
direttamente in acido urso, rivolgendosi per a trader/importatori.
17. Il gruppo ICE presente nella maggior parte delle aree di produzione di bile tramite una serie
di societ controllate che effettuano lattivit di raccolta e concentrazione, e segnatamente: in
Brasile con la BBA Industria Opoterapica Ltda; negli USA con la Roth of Texas Inc.; in Argentina
con la Arrenis S.r.l.; in Uruguay con la CVF Ltda; in Paraguay con la PBP S.r.l.; in Sud Africa con
la Bockneck; in Australia con la Walfed.
18. Le societ di raccolta del gruppo acquistano bile liquida (che procedono a concentrare nei
propri stabilimenti) o bile gi concentrata (dai macelli pi organizzati). Tutta la bile raccolta viene
convogliata in Brasile, dove la societ BBA procede alla trasformazione in acido colico grezzo
utilizzato, in parte, per essere trasformato nellacido colico puro immesso sul mercato e, in parte,
per il proprio ciclo di produzione integrata dellacido urso.
19. Alla luce di quanto esposto, ICE/PCA risulta lunico acquirente di bile con una struttura di
raccolta e di approvvigionamento realmente capillare sul territorio, e con rapporti stabili e
consolidati con i fornitori, in larga parte costituiti direttamente da macelli. Lo stesso concorrente
australiano NZP, infatti, si approvvigiona esclusivamente mediante broker localizzati nelle diverse
aree geografiche di raccolta.
3.2 Il mercato dellacido colico
Caratteristiche del processo produttivo
20. Lacido colico un prodotto ottenuto dalla lavorazione della bile (occorrono 4 kg di bile
concentrata, o 40 kg di bile liquida, per produrre 1 kg di AC) e costituisce a sua volta il principale
input produttivo del principio attivo farmaceutico USDA.

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Sotto il profilo industriale, la trasformazione della bile in AC pu prevedere un passaggio


consistente nella produzione di un semilavorato, il c.d. acido colico grezzo o tecnico, che viene
poi purificato e trasformato in AC (per produrre un Kg di AC puro sono necessari 1,4 Kg di AC
grezzo).
Il mercato rilevante e le sue caratteristiche strutturali
21. Nel provvedimento di avvio, il mercato dellacido colico stato definito di dimensione
mondiale in ragione della scarsissima incidenza dei costi di trasporto, la quale fa s che i principali
produttori mondiali operino anche a livello extra-continentale e che gli utilizzatori selezionino i
propri fornitori in diverse aree geografiche, indipendentemente dalla distanza dai propri
stabilimenti produttivi.
22. Esistono tuttavia alcune difformit nel tessuto regolamentare relativo alla produzione di
principi attivi ad uso farmaceutico tra lEuropa e altri Paesi extra-europei, soprattutto asiatici, sia
con riferimento al sistema delle ispezioni obbligatorie da parte delle autorit, sia con riferimento ai
meccanismi volti a garantire la tracciabilit dei principi attivi e intermedi: in particolare, mentre
per i mercati europei e statunitensi necessaria la rigorosa applicazione delle norme GMP (Good
Manufacturing Practices), in India, Cina e altri Paesi orientali gli operatori non sono obbligati al
rispetto di tali norme.
23. Sulla struttura del mercato dellacido colico non esistono rilevazioni ufficiali. Appare
comunque incontestabile la netta preminenza di ICE quale primo produttore mondiale, con una
quota che, secondo le stime fornite dai segnalanti e riportate nel provvedimento di avvio, si aggira
attorno al 70%, di cui una larga parte destinata allautoproduzione (cio alle vendite alla propria
controllata PCA, che trasforma lacido colico in acido urso).
La quota di acido colico effettivamente immessa sul mercato mondiale da ICE (esclusi quindi i
quantitativi destinati allautoproduzione) risulta, ancora secondo le stime fornite dai segnalanti, di
ordine di grandezza pressoch analogo (circa il 20-25%% della produzione complessiva) rispetto
alla quota del concorrente neozelandese NZP, che non produce USDA e che destina quasi
esclusivamente la propria produzione di acido colico alloperatore giapponese Mitsubishi.
24. A livello europeo, la supremazia di ICE quale fornitore di acido colico anche pi accentuata,
essendo il concorrente neozelandese entrato solo di recente, e in misura marginale, a seguito della
decisione di RGR e di Dipharma di sottrarsi alla dipendenza da ICE. Sulle importazioni di acido
colico dalla Nuova Zelanda in Europa, inoltre, nel periodo cui sono riferite le segnalazioni,
gravava un dazio pari al 6,3%, circostanza che ha indebolito ulteriormente la capacit competitiva
di NZP sui mercati europei. La societ argentina Casco invece uscita dal mercato nel 2013.
25. Nel mercato dellacido colico esistono rilevanti barriere allentrata sostanzialmente derivanti
dalla difficolt di reperire materia prima, risorsa per sua natura limitata e apparentemente
insufficiente a coprire una domanda in forte espansione: i nuovi entranti, pertanto, rivolgendosi al
mercato per acquistare materia prima ne fanno necessariamente lievitare il costo.
La posizione dominante del gruppo ICE-PCA
26. Nel provvedimento di avvio, lesistenza di una posizione dominante in capo al gruppo ICE nel
mercato dellacido colico stata sostanzialmente ricondotta ai seguenti elementi di fatto e di
diritto: i) la quota di produzione pari, a livello mondiale, a circa il 70%, a fronte di altri due soli
concorrenti nella vendita, NZP e Casco, con quote pari a circa il 25% e il 5%; ii) il vantaggio

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competitivo derivante dalla disponibilit di un network internazionale per la raccolta della bile
bovina necessaria alla produzione di acido colico.
3.3 Il mercato dellacido urso
Caratteristiche del processo produttivo
27. LUSDA il principio attivo di farmaci prescritti per la cura di patologie quali colicisti, calcoli
biliari, cirrosi primitiva e colangite sclerosante; come si visto, la materia prima per la produzione
di USDA lacido colico ottenuto dalla lavorazione della bile bovina. Il rapporto di conversione
tra acido colico e USDA varia in funzione dellefficienza tecnica dellimpresa di trasformazione:
esso si aggira comunque, mediamente, tra 1,4 e 1,7 (kg di AC necessari a produrre 1 kg di USDA).
Il mercato rilevante e le sue caratteristiche strutturali
28. Sia i denuncianti che il gruppo ICE operano nella produzione e vendita del principio attivo
USDA, mercato sul quale si ripercuoterebbero gli aumenti di prezzo praticati da ICE nei confronti
dei denuncianti. Nel provvedimento di avvio, anche il mercato dellacido urso si era ipotizzato di
dimensioni mondiali, con un valore annuo stimato corrispondente a circa 200 milioni di euro. Su
tale mercato, secondo i denuncianti, il gruppo ICE avrebbe raggiunto una posizione di netta
preminenza commerciale a seguito dellacquisizione di PCA, con una quota pari a circa il 46%. Il
secondo operatore sarebbe limpresa giapponese Mitsubishi Pharma, con una quota del 27%,
seguito da DPF con l11% e da RGR col 10%. Le quote di entrambi i segnalanti sono
drasticamente diminuite negli ultimi anni.
IV. GLI IMPEGNI ORIGINARIAMENTE PROPOSTI
29. In risposta alle criticit di natura concorrenziale sollevate dallAutorit nel provvedimento di
avvio del presente procedimento e nel successivo provvedimento di estensione, le societ ICE e
PCA, in data 9 febbraio 2015, hanno presentato impegni ai sensi dellarticolo 14-ter della legge
n. 287/90. Tali impegni consistono, in estrema sintesi, nellimmissione sul mercato da parte di
ICE, per un periodo di due anni, di alcuni lotti di materia prima (bile), ad un prezzo pari al proprio
prezzo medio di acquisto pi un margine specificato, ritenuto dalle Parti equo e ragionevole.
30. In particolare, la realizzazione degli impegni si articolerebbe come segue:
i) a partire dal mese di ottobre del 2015 e per due anni, ICE immetterebbe sul mercato un
quantitativo annuo di 150.000 kg di bile concentrata, venduta in 20 lotti da 7.500 kg, ad un prezzo
pari al proprio prezzo medio di acquisto da fornitori terzi - esterni al gruppo - nel corso del
bimestre precedente, incrementato dei costi di importazione e di trasporto in Brasile, delle
commissioni bancarie connesse alla vendita con clausola CAD (Cash against Documents), nonch
di un margine equo e ragionevole;
ii) pi precisamente, a partire dalla data indicata, ICE provvederebbe, tramite la propria controllata
brasiliana BBA (attraverso la quale transita tutta la materia prima acquistata e trasformata dal
gruppo), a vendere 5 lotti da 7.500 Kg a trimestre, per 8 trimestri consecutivi (5 a ottobre 2015, 5 a
gennaio 2016, e cos via), con consegna entro la fine del trimestre stesso;
iii) della vendita dei 5 lotti verrebbe data comunicazione sul sito internet di ICE, con indicazione
del prezzo e della data entro cui far pervenire lofferta. Ciascun offerente potrebbe acquistare un
solo lotto. Tuttavia, in caso di un numero di offerte inferiore a 5, i lotti residui verrebbero

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aggiudicati agli offerenti che si siano dichiarati disponibili allacquisto. In caso di richieste
superiori al numero dei lotti disponibili - sia nellaggiudicazione del primo lotto, sia in quella dei
lotti residui - si svolgerebbe una gara informale, con possibilit di rilanci di prezzo;
iv) il margine applicato da ICE su ciascun Kg di bile concentrata venduta sarebbe pari a 2,5 euro,
margine che ICE considera equo in ragione dellelevato costo opportunit che essa sosterrebbe
nella vendita dei quantitativi di materia prima indicati (i quali potrebbero essere invece trasformati
da ICE e venduti sotto forma di acido urso). Tale costo opportunit viene stimato da ICE pari a
circa [10-20]1 euro per ogni kg di bile;
v) il prezzo medio dacquisto dai fornitori verrebbe calcolato in dollari e la vendita avverrebbe con
clausola CAD e FOB (Free On Board);
vi) la vendita sarebbe accompagnata da un divieto di rivendita ad operatori terzi, fatta salva la
possibilit di appoggiarsi ad operatori terzi per la trasformazione in acido colico, con obbligo di
riacquisto di tutto il colico prodotto e con una resa non inferiore a 4,3 Kg di bile concentrata per 1
kg di AC.
V. LESITO DEL MARKET TEST
31. Entro i termini prefissati per la conclusione del market test, sono pervenute osservazioni in
merito al contenuto degli impegni sopra descritti da parte di entrambi i segnalanti, RGR e DPF, e
di due societ statunitensi, Nexgen Pharma Inc. e Lannett Company Inc., entrambe attive, inter
alia, nella produzione di farmaci a base di acido ursodesossicolico. Di seguito le principali
osservazioni presentate dai soggetti sopra indicati.
Lesclusivo riferimento al mercato della bile bovina
32. RGR ha preliminarmente osservato come larticolazione degli impegni - esclusivamente riferiti
al mercato a monte della bile bovina, piuttosto che al mercato dellacido colico, oggetto delle
presunte condotte abusive - lasci dubitare dellimmediata idoneit degli stessi a superare le
preoccupazioni concorrenziali espresse dallAutorit, posto che la precondizione per poter
accedere allofferta di bile prevista dagli impegni sarebbe, per RGR, lavvio di un processo
industriale di trasformazione della bile in acido colico.
33. RGR ritiene dunque che, nelle more della realizzazione degli investimenti necessari ad avviare
il processo di trasformazione della bile in acido colico, il solo modo di rientrare sul mercato
dellacido urso (da cui RGR uscita nel 2014) sarebbe quello di disporre di adeguati quantitativi
di acido colico, piuttosto che di bile. In tal senso, gli impegni dovrebbero specificare che la
possibilit di appoggiarsi ad operatori per trasformare la bile fornita da ICE in acido colico trovi
applicazione anche nei confronti della stessa ICE, che non dovrebbe sottrarsi alle richieste di
trasformazione in acido colico della bile da essa stessa fornita, indicando gi negli impegni il cap
di prezzo da applicarsi per il riacquisto del prodotto da parte del richiedente la lavorazione della
bile.

1 Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di
segretezza delle informazioni.

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La durata del periodo di fornitura dellacido colico da parte di ICE


34. Entrambe le societ segnalanti, RGR e DPF, hanno contestato la durata biennale del periodo di
fornitura dellacido colico prevista dagli impegni, ritenendo che tale periodo dovrebbe avere durata
non inferiore ai cinque anni.
35. A tale riguardo, RGR ha dichiarato che lavvio dellattivit di trasformazione di bile
concentrata in acido colico richiederebbe la realizzazione di un nuovo impianto dedicato, da
effettuarsi necessariamente, per ragioni ambientali ed economiche, in un Paese extraeuropeo. I
cinque anni sarebbero dunque il lasso di tempo stimato da RGR per cominciare a disporre
dellacido urso prodotto sulla base di un siffatto diverso procedimento integrato di trasformazione
della bile. Anche nellipotesi, alternativa alla costituzione di un nuovo impianto, di esternalizzare
la produzione di acido colico - attivando una collaborazione con un produttore terzo - la durata
biennale degli impegni sarebbe palesemente inadeguata, ritenendosi necessario un lasso di tempo
compreso tra i 3 e i 5 anni dal momento dellidentificazione del partner e dellacquisizione (o
sviluppo interno) della tecnologia. Lavvio dellattivit produttiva su base stabile e continuativa
richiederebbe, inoltre, necessariamente, la sottoscrizione con il partner di un impegno di mediolungo termine, e dunque la certezza di potere disporre di materia prima per un periodo pi ampio.
36. Anche la societ Dipharma, dopo aver precisato che una societ che non disponesse di un
impianto produttivo di acido colico impiegherebbe almeno due anni a organizzare un proprio
network di raccolta e di trasformazione della bile bovina indipendente da ICE e PCA, ha aggiunto
che la durata della fornitura di bile bovina dovrebbe essere tale da consentire a quelle imprese non
ancora attive nella trasformazione di bile in AC di rientrare degli investimenti necessari per
avviare tale attivit.
Il quantitativo annuo di bile messo a disposizione
37. Sia RGR che Dipharma hanno inoltre rilevato linadeguatezza del quantitativo di bile
complessivamente messo a disposizione da ICE, insufficiente a coprire il fabbisogno di acido
colico di ciascuna delle due societ segnalanti nel periodo dei presunti abusi commessi da ICE.
38. In particolare, secondo le stime di RGR, il quantitativo annuo di bile concentrata messo a
disposizione da ICE, pari 150.000 kg, sarebbe pari al 4,4% del mercato mondiale dellacido urso,
di cui RGR deteneva il 15,1% nel 2008 e il 5,6% nel 2013, prima delluscita definitiva dal mercato
avvenuta nel 2014, e causata proprio, secondo quanto sostenuto da RGR, dalle condotte abusive di
ICE. Poich gli impegni prevedono la vendita in 5 lotti, potenzialmente attribuibili a 5 operatori
distinti, i quantitativi offerti da ICE lascerebbero aperto il campo ad uno o pi operatori, con
quote comprese tra lo 0,9% e il 4,4% del mercato a valle, quota inferiore anche alla quota detenuta
da RGR lanno precedente la propria uscita dal mercato.
Secondo RGR, pertanto, i quantitativi messi a disposizione da ICE dovrebbero essere incrementati
sino a rendere contendibile una quota del mercato a valle dellacido urso complessivamente pari ad
almeno il 10% su base mondiale.
Secondo quanto sostenuto da RGR, peraltro, la disponibilit di un quantitativo di bile troppo basso
non consentirebbe di remunerare adeguatamente gli investimenti necessari ad avviare il processo
di trasformazione della bile in acido colico. Nella fase di start up del processo produttivo, inoltre,
una parte dei lotti acquistati verrebbe utilizzata unicamente a scopi interni di sperimentazione,
prove, e test di validazione, senza tradursi in acido urso effettivamente immesso sul mercato.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

39. Dipharma, in merito allinadeguatezza della quantit di bile messa a disposizione da ICE, ha
invece sottolineato come essa rappresenti soltanto il 6/7,5% della quantit di bile concentrata
prodotta da ICE. La quantit giusta da mettere a disposizione per ristabilire una situazione
concorrenziale sarebbe invece data, secondo DPF, dalla differenza tra la quantit di acido colico
che ICE ha venduto a RGR e Dipharma nel primo anno del periodo di riferimento (2008) e la
quantit di acido colico che ICE ha invece venduto a tali societ nel 2015, ad esito della propria
strategia abusiva di esclusione. Tale differenza, sotto forma di bile concentrata al 75%, sarebbe
pari a circa 460.000 kg/anno, da suddividersi in almeno 15 lotti per ogni trimestre.
Altri elementi sui quali sono state formulate osservazioni
40. La societ DPF ha formulato altre osservazioni relative al contenuto degli impegni presentati
da ICE, sinteticamente richiamate qui di seguito:
a)
gli impegni dovrebbero specificare, con riferimento alla qualit della bile concentrata, che
essa dovrebbe avere un contenuto di acido colico maggiore o uguale al 33%;
b)
il tempo minimo di pubblicit dellofferta dovrebbe essere pari a 7 gg lavorativi;
c)
non dovrebbero poter presentare offerte le societ controllate o collegate a ICE;
d)
il prezzo medio di acquisto di ICE su cui calcolare il prezzo di cessione della bile dovrebbe
riguardare tutti gli acquisti mondiali;
e)
il margine applicato dovrebbe essere pari a 1,8 euro senza costi di consegna e a 2,2, euro,
includendo tali costi;
f)
il termine di pagamento dovrebbe essere di 60 giorni dallemissione della fattura e dallo
sdoganamento del prodotto;
g)
dovrebbero essere previsti meccanismi di monitoraggio dellimplementazione degli impegni
basato sulle fatture di pagamento della bile da parte di ICE.
41. Le ulteriori osservazioni formulate da RGR nellambito del market test riguardano invece i
meccanismi applicativi delineati per lattuazione degli impegni, che richiederebbero, secondo
RGR, ulteriori precisazioni. In particolare, secondo quanto osservato dal segnalante:
a)
sussisterebbero notevoli margini di incertezza e verificabilit del c.d. prezzo medio di
acquisto della bile, non risultando chiaro se tra i fornitori terzi verranno inclusi tutti i fornitori di
bile di ICE o una selezione di operatori in grado di fornire bile;
b)
non sarebbero precisate le commissioni bancarie connesse alla vendita con clausola CAD;
c)
parimenti generico risulterebbe il riferimento al margine equo e ragionevole, non essendo
specificati i parametri di riferimento.
42. La societ statunitense Nexgen ha osservato che la messa a disposizione di bile da parte di ICE
non appare sufficiente a bilanciare gli effetti negativi dellacquisizione di PCA da parte di ICE:
tale misura non sarebbe infatti sufficiente a incentivare lingresso di concorrenti effettivamente in
grado di competere con ICE, e in ogni caso gli eventuali ingressi non sarebbero immediati: un
potenziale entrante, infatti, dovrebbe prima sviluppare la capacit tecnologica per trasformare bile
e per commercializzarla su larga scala, quindi dovrebbe ottenere le necessarie autorizzazioni dalle
autorit competenti e le necessarie qualificazioni da parte dei clienti produttori di specialit
farmaceutiche, come Nexgen. Inoltre, i costi di ingresso sarebbero alti e altrettanto elevati
sarebbero i costi di uscita. La societ Nexgen propone pertanto di orientare gli impegni verso la

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

cessione di acido colico ad operatori come RGR e Dipharma, che sono gi in grado di trasformarlo
nel principio attivo farmeceutico rappresentato dallacido urso.
43. La societ Lannet si limitata invece a osservare, essendo stata informata da un proprio
fornitore dellimpossibilit di proseguire le vendite di acido urso a causa dellindisponibilit di
acido colico, che gli impegni proposti da ICE non sarebbero sufficienti a consentire a tale
operatore di riprendere le forniture del principio attivo farmaceutico alla societ Lannet.
VI. LE REPLICHE ALLE OSSERVAZIONI E LE MODIFICHE ACCESSORIE AGLI
IMPEGNI
44. Ad esito della consultazione pubblica sugli impegni, in data 19 maggio 2015, ICE e PCA
hanno replicato alle osservazioni pervenute e apportato modifiche accessorie agli impegni
originariamente presentati, provvedendo a fornire versioni definitive dei rispettivi impegni,
allegate al presente provvedimento di cui costituiscono parte integrante.
Le repliche alle osservazioni del market test
45. In primo luogo, ICE e PCA hanno ribadito le proprie radicali critiche allimpianto accusatorio
proposto da RGR e DPF, ribadendo di aver presentato impegni soltanto in chiave collaborativa e
per incentivare anche gli operatori meno efficienti a porre in essere ogni necessario investimento
per riallineare le proprie attivit alla nuova situazione di mercato.
46. In secondo luogo, il gruppo ICE ritiene che gli impegni assunti vadano valutati alla luce di una
situazione di assoluta scarsit della materia prima, insufficiente a far fronte a una domanda
mondiale di USDA crescente che, nei soli primi mesi del 2015, avrebbe comportato la rinuncia, sia
da parte di PCA che di ICE, a diverse tonnellate di fornitura di acido urso ai propri clienti e al
rinvio dei tempi di consegna di altri ingenti quantitativi. Ci darebbe conto dello sforzo effettuato
dal gruppo nella formulazione degli impegni.
47. Quanto alla quantit di bile messa a disposizione, ICE ha osservato come il proprio gruppo
abbia continuato nel 2014, pur senza obbligo, a fornire acido colico a DPF e Mitsubishi,
privandosi dellintermedio necessario per lequivalente produzione e vendita di USDA.
Sommando la bile necessaria a vendere tali quantitativi di colico alla bile messa a disposizione
nella prima versione degli impegni (150.000 kg), si ottiene una quantit di bile raccolta da ICE e
messa a disposizione dei concorrenti pari al [20-30%] degli acquisti medi annui di bile effettuati
da ICE tra il 2008 e il 2013.
48. Ci nonostante, in ragione di recenti investimenti realizzati da ICE in India, che avrebbero
consentito una raccolta di bile superiore a quella inizialmente preventivata, ICE si impegna ad
innalzare la quantit di bile immessa sul mercato, portandola a 200.000 kg di bile annui (con un
aumento del 33% rispetto alla quantit annua originariamente prevista), per 2 anni, e ad ulteriori
100.000 kg per lanno successivo (per un totale di 500.000 kg in 3 anni, quantitativo
complessivamente superiore del 66% rispetto a quello originariamente previsto). I 200.000 kg
annui rappresentano il [10-20%] degli acquisti medi annui di ICE nel periodo 2008-2013.
49. Con riferimento al periodo di durata degli impegni, ICE ritiene le osservazioni di DPF e di
RDR del tutto pretestuose per le seguenti motivazioni:
a)
non realistica l'affermazione secondo cui sarebbero necessari autonomi e rilevanti
investimenti per commissionare allesterno la produzione di acido colico. Ad oggi, vi sono

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numerosi produttori perfettamente in grado di svolgere tale attivit per conto terzi, con minimi
investimenti. Da uno di essi (Marenis), RGR ha anche gi acquistato acido colico in passato.
Stesso discorso vale per NZP, senz'altro disponibile a lavorare per conto di RGR (a cui ha gi
fornito ingenti quantitativi di acido colico negli anni passati), e per ogni altro produttore dotato
delle necessarie tecnologie. E' quindi evidente che, acquistando la bile da ICE e attivando nel
frattempo una raccolta autonoma, la lavorazione per conto terzi potrebbe essere rapidamente
riattivata;
b)
quanto all'importo degli investimenti necessari per una produzione in house, i numeri
indicati da RGR sono privi di qualsiasi attendibilit, mentre numeri pi corretti sono stati indicati
da DPF nel corso del procedimento, con riferimento ai costi da essa stessa sostenuti per dotarsi
della necessaria infrastruttura. Di lieve entit sono altres i costi di ricerca e sviluppo, anche in
considerazione della circostanza che RGR gi autonomamente purifica l'acido colico proveniente
dai recuperi della lavorazione dell'USDA, non essendo quindi del tutto estranea ai processi di
purificazione dell'acido colico;
c)
acquistare bile comunque gi adesso possibile: soltanto necessario impiegare risorse
umane e tempo per organizzare le relative attivit. A titolo di esempio, viene portato proprio il caso
di ICE in India, dove il gruppo non aveva sinora operato in modo continuativo e dove, a meno di
un anno dal primo contatto con un soggetto privo di esperienza nel mercato della bile e sprovvisto
di qualsiasi attrezzattura per la concentrazione, le forniture sono iniziate con quantitativi costanti e
persino superiori a quanto previsto. I tempi sarebbero inoltre anche pi rapidi appoggiandosi a
trader gi dotati delle necessarie attrezzature;
d)
secondo quanto ammesso dalla stessa DPF, i quantitativi di bile disponibili a livello
mondiale nelle more del procedimento sarebbero raddoppiati, con un significativo ampliamento
dei Paesi dove possibile approvvigionarsi (in alcuni dei quali ICE non attiva), rendendo dunque
superfluo qualsiasi prolungamento della durata temporale degli impegni.
50. In ogni caso, ancora in unottica collaborativa e di ulteriore facilitazione alla riorganizzazione
degli operatori meno efficienti, ICE propone di prolungare gli impegni per un ulteriore anno,
mettendo a disposizione un ulteriore quantitativo di 100.000 kg di bile concentrata. Il quantitativo
complessivo messo a disposizione nel corso dei 3 anni salirebbe quindi a 500.000 kg.
51. Quanto allentit del margine lordo proposto negli impegni, pari a 2,5 euro/kg, ICE sostiene
che esso sarebbe pari a circa il 12,5% del prezzo della bile, e quindi largamente inferiore rispetto ai
margini medi di settore. Si tratta inoltre di un margine lordo, destinato a coprire gli ingenti costi
della rivendita (costi finanziari, trasporto della merce dallo stabilimento di BBA al porto pi
vicino, etichettatura e predisposizione per la spedizione, ecc.). Inoltre, il costo opportunit
sostenuto da ICE nel privarsi di ogni kg di bile, pari a circa [10-20] euro, sarebbe per ICE
enormemente superiore al margine proposto.
52. La clausola CAD stata prevista perch, in assenza di certezze sullidentit del compratore,
risulta necessaria una garanzia di pagamento contestuale alla consegna. Al riguardo, ICE dichiara
di pagare sempre la bile in anticipo o al massimo alla consegna, non potendo pertanto praticare
condizioni differenti ai propri acquirenti. Analogo discorso vale per le condizioni di consegna,
sempre FOB o addirittura ex works (franco fabbrica).
53. ICE ritiene, invece, accoglibili le ulteriori osservazioni formulate in relazione alle specifiche
qualitative della bile, ai tempi di pubblicazione dellofferta sul sito di ICE, allesclusione della

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possibilit di acquisto delle societ controllate o collegate al gruppo ICE, alla possibilit di
prevedere la partecipazione di una sola societ per ogni gruppo di imprese, allopportunit di
prevedere meccanismi di monitoraggio dellattuazione degli impegni.
Le modifiche accessorie agli impegni
54. In sintesi, nella loro versione definitiva, gli impegni presentati dal gruppo ICE consistono
nellimmissione sul mercato, attraverso la controllata BBA Industria Opoterapica Ltda, di un
quantitativo complessivo di bile concentrata pari a 500.000 Kg, cos suddivisi:
a)
per due anni a partire da ottobre 2015, un quantitativo annuo di 200.000 Kg, venduto in 26
lotti da 7.500 Kg, con un ultimo lotto da 5.000 Kg;
b)
a partire da ottobre 2017 e per un anno, un quantitativo pari a 100.000 Kg di bile
concentrata, venduto in 20 lotti da 5.000 Kg.
55. Pi in dettaglio, BBA Industria Opoterapica Ltda metter sul mercato:
6 lotti da 7.500 Kg ad ottobre 2015;
7 lotti da 7.500 Kg a gennaio 2016;
7 lotti da 7.500 Kg ad aprile 2016;
6 lotti da 7.500 Kg e 1 lotto da 5.000 Kg a luglio 2016;
6 lotti da 7.500 Kg ad ottobre 2016;
7 lotti da 7.500 Kg a gennaio 2017;
7 lotti da 7.500 Kg ad aprile 2017;
6 lotti da 7.500 Kg e 1 lotto da 5.000 Kg a luglio 2017;
5 lotti da 5.000 Kg ad ottobre 2017;
5 lotti da 5.000 Kg a gennaio 2018;
5 lotti da 5.000 Kg ad aprile 2018;
5 lotti da 5.000 Kg a luglio 2018.
56. La bile sar venduta ad un prezzo pari al prezzo medio cui il gruppo ICE ha acquistato bile
concentrata da fornitori terzi, esterni al gruppo, nel corso del trimestre precedente, incrementato
dei costi di importazione e trasporto in Brasile, delle commissioni bancarie connesse alla vendita
con clausola CAD (Cash against Documents) e di un margine considerato equo e ragionevole. La
consegna dei lotti di ciascun trimestre avverr entro la fine del trimestre stesso.
57. Il margine applicato per ogni Kg di bile concentrata sar pari a 2,5 euro/Kg. Il prezzo medio
dacquisto dai fornitori terzi sar calcolato in dollari, convertendo gli acquisti in valuta diversa al
cambio in dollari del giorno del ricevimento della fattura. La conversione in euro avverr al
cambio del giorno della pubblicazione dellofferta.
58. Della vendita dei lotti e del prezzo base sar data indicazione sul sito internet di ICE per
almeno 7 giorni lavorativi, con indicazione del prezzo e della data entro cui far pervenire lofferta
di acquisto. Solo una societ per ciascun gruppo di imprese potr partecipare alla procedura.
Societ controllate o collegate a ICE e PCA e societ in cui componenti di organi sociali di ICE o
PCA rivestano cariche sociali non potranno presentare offerte.
59. Qualora il numero di offerte ecceda o equivalga il numero di lotti, ciascun offerente non potr
acquistare pi di un lotto. Nel caso in cui, nel termine indicato, pervenga un numero di offerte
superiore al numero dei lotti, sar avviata una gara con aumenti di prezzo del 5% verificandone
laccettabilit per ciascun offerente, fino a che il numero di offerenti rispecchier il numero di lotti

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offerti. Viceversa, nel caso in cui, nel termine indicato, pervenga un numero di offerte inferiore al
numero dei lotti, i lotti residui saranno aggiudicati a chi abbia previamente dichiarato la
disponibilit allacquisto degli stessi. Nel caso in cui, sui lotti residui, vi siano richieste di acquisto
superiori al numero dei lotti disponibili, sar svolta una gara informale, con possibilit di rilanci di
prezzo, tra le imprese interessate. Per le offerte di luglio 2016 e luglio 2017 (ultimi trimestri,
rispettivamente, del 1 e del 2 anno), nel caso il numero di offerte rispecchi il numero di lotti,
lultimo lotto da 5.000 Kg sar assegnato allofferente la cui offerta sia pervenuta per ultima
secondo un criterio cronologico.
60. La vendita da parte di BBA avverr con clausola CAD (Cash against Documents) e FOB (Free
on Board) Brasile. Essa sar accompagnata da un divieto di rivendita della bile ad operatori terzi.
Unica eccezione sar rappresentata dalla possibilit di appoggiarsi ad operatori terzi per la
trasformazione in acido colico, con obbligo di riacquisto di tutto lacido colico prodotto da tali
operatori terzi (con una resa che non dovr essere inferiore a 4,3 Kg di bile concentrata per 1 Kg di
ACP) utilizzando la bile fornita da ICE.
61. In linea con le consuetudini di settore, la bile concentrata di cui allimpegno dovr avere un
contenuto del 75% di solidi ed un 45% di acido colico calcolato sulla sostanza secca, con un
conseguente tenore in acido colico pari al 33,75%, superiore a quello proposto
da DPF nellambito del market test.2
62. In termini di monitoraggio, si prevede linvio allAutorit di un rapporto annuale che indichi il
prezzo medio cui ICE ha acquistato bile concentrata da fornitori terzi, esterni al gruppo, nel corso
di ciascun trimestre precedente a ciascuna offerta in vendita, nonch i costi di importazione e
trasporto in Brasile e delle commissioni bancarie connesse alla vendita con clausola CAD (Cash
against Documents). Tale rapporto sar preparato da un revisore indipendente, individuato in
accordo con lAutorit.
VII. LA VALUTAZIONE DEGLI IMPEGNI
63. Gli impegni presentati dalle societ ICE e PCA ai sensi dellarticolo 14-ter della legge
n. 287/90 consistono nellimmissione sul mercato, da parte del gruppo ICE, di alcuni lotti della
materia prima necessaria a produrre acido colico (la bile bovina) ad un prezzo sostanzialmente pari
al proprio prezzo medio di acquisto di ICE pi un margine specificato. Tali impegni assumono
quindi sostanzialmente che tutte le condotte del gruppo ICE lamentate da RGR e DP, ivi comprese
quelle relative alle condizioni di fornitura dellacido colico, non risulterebbero idonee a produrre
gli effetti escludenti lamentati in presenza di una concreta possibilit, per i denuncianti stessi o per
gli altri operatori, di approvvigionarsi direttamente di bile bovina a condizioni non dissimili
rispetto alle societ del gruppo ICE.
64. Tale assunzione risulta supportata dalle seguenti circostanze:
i)
il prezzo di vendita dellacido colico risente inevitabilmente delle condizioni di acquisto
dellunica materia prima necessaria per produrlo, e cio la bile bovina. ICE non potrebbe, pertanto,
applicare condizioni di vendita eccessivamente onerose per il prodotto intermedio (acido colico)
2 Sempre in linea con le consuetudini di settore, la determinazione del tenore in acido colico sar effettuata con metodo
Pettenkoffer. In caso di variazioni nel contenuto di acido colico rispetto alle specifiche qualitative sopra indicate, si operer
una proporzionale variazione del prezzo, applicando la seguente formula: P : 33,75 = X : V (dove P il prezzo di vendita
della bile concentrata determinato come previsto sopra e V la diversa percentuale di contenuto in acido colico).

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

qualora il cliente avesse, in alternativa, la possibilit di produrlo direttamente o di commissionarne


la produzione ad altri operatori, approvvigionandosi della materia prima (la bile) a condizioni
analoghe a quelle di ICE;
ii)
la posizione dominante di ICE-PCA nel mercato dellacido colico risulta sostanzialmente
riconducibile al possesso, da parte di tale gruppo, di una quota preponderante degli acquisti
mondiali di materia prima (circa il 70%), nonch di una capillare rete di raccolta e di fornitori
consolidati;
iii) nellambito del procedimento, la stessa societ Dipharma ha dichiarato come, in
considerazione degli aumenti subiti nei costi di acquisto dellacido colico, essa abbia messo a
punto un proprio impianto di trasformazione della bile in acido colico, avendo tuttavia riscontrato
difficolt nel reperimento della materia prima.
65. In considerazione di quanto esposto, pu ritenersi del tutto condivisibile la tesi secondo la
quale la presunta capacit di ICE di mettere fuori mercato i propri concorrenti - sia attraverso il
rifiuto costruttivo a vendere acido colico che mediante limposizione di condizioni
eccessivamente gravose per tale vendita - sia inscindibilmente collegata alla posizione detenuta da
ICE sul mercato dellapprovvigionamento di materia prima, che rende difficoltoso per i
concorrenti il reperimento della bile bovina a condizioni analoghe a quelle spuntate dal gruppo
ICE.
66. Pertanto, il fatto che gli impegni assunti da ICE riguardino esclusivamente il mercato a monte
della bile bovina - e non anche, come auspicato da RGR, il mercato dellacido colico - non inficia
in alcun modo lidoneit degli impegni a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali manifestate
dallAutorit, rappresentando anzi un forte stimolo al rafforzamento della dinamica competitiva
esistente nel mercato finale del principio attivo (USDA).
A tale riguardo, in particolare, si osserva come limmissione sul mercato, da parte di ICE, di un
certo quantitativo di materia prima, sia pure per un periodo limitato (3 anni), costituisca un potente
incentivo per i concorrenti a replicare la struttura produttiva verticalmente integrata del gruppo
ICE-PCA, concorrendo in modo molto pi efficace con tale gruppo sullintera filiera produttiva.
67. A seguito della realizzazione degli impegni, pertanto, la concorrenza nel mercato dellacido
urso tra il gruppo ICE e le due societ denuncianti le quali hanno sinora sostanzialmente operato
con lacido colico acquistato da ICE si giocherebbe non soltanto sullultimo segmento produttivo
(la trasformazione dellacido colico in acido urso), bens sullintero processo produttivo integrato
e, quindi, anche sulle condizioni di approvvigionamento della materia prima.
68. Inoltre, sia con riferimento alle condizioni di vendita dellacido colico, sia con riferimento alla
presunta strategia di discriminazione adottata da ICE nella vendita di tale prodotto - consistente
nellapplicazione ai denuncianti di condizioni discriminatorie rispetto a quelle applicate dalla
stessa ICE alle proprie societ controllate - gli impegni forniscono agli operatori uno strumento di
controllo dei costi effettivamente sopportati da ICE per lacquisto della bile, rappresentando un
forte disincentivo allapplicazione di condizioni di vendita scollegate dalle condizioni di mercato
(domanda e offerta).
69. Ancora pi diretto ed evidente risulta inoltre il collegamento degli impegni proposti con le altre
condotte di ICE-PCA oggetto di accertamento, e cio la strategia di accaparramento della
produzione mondiale di bile, segnalata da Dipharma, e leliminazione dei canali di fornitura di
acido colico alternativi per DP, attuata, secondo quanto sostenuto da DP, mediante linterruzione

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delle forniture di bile ai trader indipendenti e, pi in generale, mediante la generazione di


localizzati incrementi del costo della bile per tutti i potenziali acquirenti (sia trader di bile che altre
imprese produttrici di acido colico).
70. Venendo alle specifiche osservazioni pervenute nellambito del market test sulle misure
proposte dal gruppo ICE, occorre in primo luogo rilevare che la quantit di materia prima resa
disponibile complessivamente nei tre anni da ICE rappresenta (convertita in equivalente acido
colico) una percentuale importante dellacido colico complessivamente prodotto e immesso sul
mercato da ICE: essa costituisce, infatti, il [15-25%] circa delle vendite complessive di acido
colico di ICE nel triennio 2008-2010 e circa il [25-35%] delle vendite del triennio 2011-2013 (tali
vendite sono diminuite rispetto al triennio precedente soprattutto in ragione della diminuzione
delle vendite a RGR).
Rispetto al fabbisogno specifico dei due segnalanti, si osserva inoltre che la quantit di bile
immessa sul mercato da ICE nei tre anni di durata degli impegni rappresenta (convertita in acido
colico) circa il [30-40%] degli acquisti complessivi di acido colico che DPF e RGR hanno
effettuato da ICE nel periodo 2008-2010 (triennio maggiormente rappresentativo del fabbisogno di
tali due operatori) e il [40-50%] degli acquisti del triennio successivo.
71. Al riguardo, vale inoltre considerare come, pur risultando la quantit di bile messa a
disposizione da ICE insufficiente a coprire il fabbisogno complessivo di materia prima dei due
segnalanti (soprattutto qualora ciascuno di essi riuscisse ad assicurarsi soltanto uno dei lotti di
volta in volta immessi sul mercato), il valore dellimpegno va ben al di l della copertura di un
fabbisogno produttivo, assumendo tale impegno sia una funzione segnaletica dellandamento del
mercato della bile, sia una funzione di stimolo per gli operatori a competere con ICE sullintero
processo produttivo. Limmissione di bile sul mercato da parte di ICE, inoltre, non fa venire meno
la possibilit per gli operatori di continuare ad approvvigionarsi di acido colico dalla stessa ICE,
da NZP o da ulteriori concorrenti che decidessero di entrare sul mercato, anche attraverso
lacquisto dei lotti di materia prima immessi sul mercato da ICE.
72. Con riferimento al periodo di durata degli impegni, assume effettivamente rilievo, come
sostenuto anche dal gruppo ICE, la presenza sul mercato di numerosi operatori, tra i quali lo stesso
segnalante DPF, in grado di produrre acido colico a partire dalla bile. Con tali soggetti potrebbe
quindi realisticamente essere avviata, in un breve lasso di tempo, una collaborazione finalizzata
allo svolgimento di tale attivit anche per conto terzi, quanto meno nelle more della realizzazione,
da parte dei soggetti interessati, degli investimenti e degli adempimenti necessari a integrare a
monte la propria struttura produttiva.
73. Quanto alle altre osservazioni sugli impegni che ICE non ha ritenuto meritevoli di
accoglimento, e in particolare quella relativa allentit del margine applicato e quella relativa alla
clausola CAD finalizzata alla contestualit dei pagamenti, risultano condivisibili le repliche
effettuate dalla societ ICE. In particolare, in assenza di altri parametri di riferimento, appare
significativo che il margine applicato sia inferiore al margine medio di settore, mentre, con
riferimento ai termini di pagamento, ragionevole prevedere che essi non si discostino dai termini
che la stessa ICE tenuta a rispettare nei propri acquisti.
74. Non risultano, infine, conferenti le osservazioni formulate dalle societ Nexgen, relative
allidoneit degli impegni a rimuovere gli effetti dellacquisizione di PCA da parte di ICE, in

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

quanto tale operazione non costituisce oggetto di valutazione nellambito del presente
procedimento.
VIII. CONCLUSIONI
75. Alla luce di quanto esposto, gli impegni presentati dalle societ ICE e PCA appaiono idonei a
far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto dellistruttoria. Essi risultano peraltro idonei a
rafforzare le dinamiche concorrenziali esistenti nei mercati interessati, premiando il confronto
sullefficienza complessiva di filiera, piuttosto che sui singoli mercati verticalmente collegati. Tali
impegni, in particolare, costituiscono un incentivo, per i concorrenti di ICE, a modificare la
propria struttura produttiva in funzione di uninternalizzazione delle efficienze derivanti
dallintegrazione verticale a monte, investendo sulla costituzione di unautonoma rete di
approvvigionamento della materia prima, piuttosto che sul reperimento del prodotto intermedio.
RITENUTO, quindi, che gli impegni presentati da I.C.E. - Industria Chimica Emiliana S.p.A. e
Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. risultano idonei a far venire meno i profili anticoncorrenziali
oggetto dellistruttoria;
RITENUTO di disporre lobbligatoriet degli impegni presentati da I.C.E. - Industria Chimica
Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari S.p.A. ai sensi dellarticolo 14-ter, comma 1,
della legge n. 287/90;
tutto ci premesso e considerato:

DELIBERA
a) di rendere obbligatori per le societ I.C.E. - Industria Chimica Emiliana S.p.A. e Prodotti
Chimici e Alimentari S.p.A. gli impegni presentati, ai sensi dellarticolo 14-ter, comma 1, della
legge n. 287/90, nei termini sopra descritti e allegati al presente provvedimento di cui fanno parte
integrante;
b)
di chiudere il procedimento senza accertare linfrazione, ai sensi dellarticolo 14-ter, comma
1, della legge n. 287/90;
c)
che le societ I.C.E. - Industria Chimica Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari
S.p.A. presentino allAutorit, entro centoventi giorni dalla notifica del presente provvedimento,
una prima relazione sullo stato di attuazione degli impegni assunti;
d)
che le societ I.C.E. - Industria Chimica Emiliana S.p.A. e Prodotti Chimici e Alimentari
S.p.A. presentino allAutorit, per i tre anni successivi allinvio della prima relazione, un rapporto
annuale preparato da un revisore indipendente, individuato in accordo con lAutorit, che
consenta, cos come dettagliatamente descritto nella parte degli impegni dedicata al monitoraggio,
di verificare la rispondenza dei prezzi applicati per la vendita della bile alla metodologia di calcolo
indicata negli impegni stessi.

22

BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

Il presente provvedimento sar notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino


dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato.
Avverso il presente provvedimento pu essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi
dellarticolo 135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto
Legislativo 2 luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di notificazione del
provvedimento stesso, fatti salvi i maggiori termini di cui allarticolo 41, comma 5, del Codice del
processo amministrativo, ovvero pu essere proposto ricorso straordinario al Presidente della
Repubblica, ai sensi dellarticolo 8, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 24
novembre 1971, n. 1199, entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del
provvedimento stesso.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

A476 - CONAI-GESTIONE RIFIUTI DA IMBALLAGGI IN PLASTICA


Provvedimento n. 25571
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 22 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;
VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287 e, in particolare, larticolo 14-ter introdotto dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, che ha convertito con modifiche il Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223;
VISTO larticolo 102 del Trattato sul Funzionamento dellUnione Europea (in seguito TFUE);
VISTO il Regolamento CE n. 1/2003 del Consiglio del 16 dicembre 2002, concernente
lapplicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del Trattato CE (oggi articoli
101 e 102 del TFUE);
VISTA la propria delibera del 17 luglio 2014, con la quale stata avviata unistruttoria ai sensi
dellarticolo 14 della legge n. 287/90, nei confronti del Consorzio Nazionale Imballaggi (di
seguito, CONAI) e del Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei
Rifiuti di Imballaggi in Plastica (di seguito, COREPLA), volta ad accertare eventuali violazioni
dellarticolo 102 in relazione ai comportamenti assunti nel mercato dellorganizzazione della
gestione dei rifiuti da imballaggi in plastica speciali;
VISTA la Comunicazione sulle procedure di applicazione dellarticolo 14-ter della legge 10
ottobre 1990, n. 287, assunta nelladunanza del 6 settembre 2012 e pubblicata sul Bollettino n. 35
del 17 settembre 2012;
VISTA la comunicazione del 20 febbraio 2015, con la quale CONAI e COREPLA hanno
presentato impegni, ai sensi dellarticolo 14-ter della legge n. 287/90, secondo le modalit indicate
specificamente nellapposito Formulario per la presentazione degli impegni ai sensi dellarticolo
14-ter della legge n. 287/90, volti a rimuovere i profili anticoncorrenziali oggetto dellistruttoria;
VISTA la propria delibera del 1 aprile 2015, con la quale stata disposta la pubblicazione, in data
7 aprile 2015, degli impegni proposti da CONAI e COREPLA sul sito Internet e sul bollettino
dellAutorit, al fine di consentire ai terzi interessati di esprimere le loro osservazioni;
VISTE le osservazioni delle parti del procedimento e dei terzi interessati;
VISTE le modifiche accessorie agli impegni, presentate da CONAI e COREPLA in data 6 giugno
2015;
VISTA la necessit di informare la Commissione al pi tardi entro 30 giorni prima delladozione
della propria decisione, ai sensi dellarticolo 11, paragrafo 4, del Regolamento (CE) n. 1/2003;
CONSIDERATO che il rispetto della predetta esigenza non consente di concludere il
procedimento istruttorio entro il termine attualmente fissato al 31 luglio 2015;
RITENUTO, pertanto, per esigenze istruttorie, di dover prorogare il termine di conclusione del
procedimento;

23

24

BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

DELIBERA
di prorogare al 21 settembre 2015 il termine di conclusione del procedimento.
Il presente provvedimento sar notificato ai soggetti interessati e pubblicato sul Bollettino
dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

I779 - MERCATO DEI SERVIZI TURISTICI-PRENOTAZIONI ALBERGHIERE ON


LINE
Provvedimento n. 25574
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 22 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;
VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;
VISTO larticolo 101 del Trattato sul funzionamento dellUnione Europea (di seguito, TFUE);
VISTO il D.P.R. 30 aprile 1998, n. 217;
VISTO il Regolamento del Consiglio n. 1/2003 del 16 dicembre 2002;
VISTA la Comunicazione sulle procedure di applicazione dellarticolo 14-ter della legge 10
ottobre 1990, n. 287, adottata nelladunanza del 6 settembre 2012 e pubblicata sul Bollettino n.
35 del 17 settembre 2012;
VISTA la propria delibera del 7 maggio 2014, con la quale stata avviata unistruttoria, ai sensi
dellarticolo 14 della legge n. 287/90, nei confronti delle societ Booking.com B.V., Booking.com
(Italia) S.r.l., Expedia Italy S.r.l. ed Expedia Inc., volto ad accertare eventuali violazioni
dellarticolo 101 del TFUE, in relazione al contenuto delle clausole Most Favoured Nation (di
seguito MFN) inserite nei rapporti contrattuali con i propri hotel partner;
VISTE le comunicazioni del 7 e 17 luglio 2014, 10 ottobre 2014, 17 dicembre 2014, 12 febbraio
2015, 11 marzo 2015, 7 aprile 2015, 16 aprile 2015, 27 aprile 2015, 19 maggio 2015 e 9 giugno
2015, con le quali le societ Expedia Italy S.r.l. ed Expedia Inc. hanno richiesto la proroga del
termine infra-procedimentale di presentazione degli impegni ex art. 14-ter della legge 10 ottobre
1990, n. 287, da ultimo fino al 17 giugno 2015, anche in considerazione delle caratteristiche
peculiari del caso in esame, date dallesistenza di procedimenti paralleli avviati da diverse Autorit
nazionali di tutela della concorrenza;
VISTA in particolare la propria comunicazione del 12 giugno 2015, con la quale lAutorit ha, da
ultimo, prorogato il termine di presentazione degli impegni fino al 17 giugno 2015;
VISTI gli atti del procedimento;
CONSIDERATO che le societ Expedia Italy S.r.l. ed Expedia Inc. hanno ripetutamente richiesto
nelle date sopra individuate la proroga del termine di presentazione degli impegni ex art. 14-ter
legge 10 ottobre 1990, n. 287, determinando in tal modo un considerevole slittamento dello stesso;
CONSIDERATO che nel termine, da ultimo fissato al 17 giugno 2015, le societ Expedia Italy
S.r.l. ed Expedia Inc. non hanno presentato impegni ai sensi dellart. 14-ter della legge n. 287/90;
CONSIDERATO che le proroghe citate hanno comportato una dilazione del tempo necessario ai
fini della valutazione delle condotte oggetto del procedimento;
RITENUTO, pertanto, in considerazione delle proroghe richieste dalle societ Expedia Italy S.r.l.
ed Expedia Inc., di dover procedere ad una proroga del termine di conclusione del procedimento,
attualmente fissato al 30 luglio 2015;

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

DELIBERA
di prorogare al 31 marzo 2016 il termine di conclusione del procedimento.

Il presente provvedimento sar notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino


dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

I791 - MERCATO DEL NOLEGGIO AUTOVEICOLI A LUNGO TERMINE


Provvedimento n. 25575
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 22 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottoressa Gabriella Muscolo;
VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;
VISTO larticolo 101 del TFUE;
VISTO larticolo 54 della legge 6 febbraio 1996, n. 52;
VISTO il Regolamento del Consiglio n. 1/2003 del 16 dicembre 2002;
VISTA la segnalazione del 7 aprile 2015, relativa allesistenza di una presunta intesa tra alcune
societ attive nellofferta di servizi di noleggio a lungo termine in Italia;
VISTE le informazioni in proprio possesso;
CONSIDERATO quanto segue:
I. PREMESSA
1. LAutorit ha ricevuto una segnalazione anonima in data 7 aprile 2015, avente ad oggetto una
presunta intesa lesiva della concorrenza, posta in essere da alcune imprese attive in Italia
nellofferta di servizi di noleggio a lungo termine (nel seguito anche NLT) e dallassociazione di
categoria Aniasa - Associazione Nazionale Industria dellAutonoleggio e Servizi Automobilistici.
II. LE PARTI
a) LAssociazione di categoria
2. Aniasa unAssociazione volontaria di imprese, che rappresenta oltre il 95% del settore dei
servizi di noleggio veicoli a lungo termine e di gestione di flotte aziendali (fleet management).
Aniasa aderisce a Confindustria, a Federturismo, filiera delle attivit inerenti lindustria dei servizi
turistici, e, in ambito europeo, a Leaseurope.
Aniasa svolge una serie di attivit, tra le quali: favorire la collaborazione tra le imprese associate;
fornire ai propri associati un servizio di informazione e assistenza su tutti gli aspetti strategici e
gestionali della vita dazienda; svolgere attivit di tutela e rappresentanza degli interessi delle
imprese associate nei confronti delle Istituzioni, della Pubblica Amministrazione e del mondo
politico in generale1.
In particolare, secondo le informazioni desumibili dal sito web dellAssociazione, lAniasa cura
per le aziende associate la raccolta e lelaborazione dei dati utili al monitoraggio del mercato
dellautonoleggio.
3. Sono soci Aniasa le imprese che svolgono attivit di: locazione a breve termine, locazione a
lungo termine e locazione di veicoli industriali (rispettivamente noleggio a breve e lungo termine e
1 Cfr., articolo 2 dello Statuto.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

fleet management). Per ciascuna delle attivit sopra elencate esiste allinterno di Aniasa una
specifica Sezione di riferimento.
I soci si dividono in due categorie:
- soci effettivi: le imprese che svolgono attivit di locazione senza conducente e non sono
mandatari di altri soci effettivi2;
- soci aggregati: le imprese che abbiano in essere rapporti di licenza, di agenzia e di franchising
con un socio effettivo.
4. Sono organi dellAniasa: lAssemblea Generale, il Presidente, il Comitato di Presidenza, i
Probiviri, il Collegio dei revisori e le Assemblee di Sezione3. LAssemblea Generale, in
particolare: determina le direttive di massima dellazione dellAssociazione; delibera su tutti i
problemi di particolare interesse del settore e decide su tutti gli argomenti di interesse generale
delle associate; decide la costituzione di gruppi di lavoro per determinati scopi.
Spetta poi al Comitato di Presidenza eseguire le deliberazioni dellAssemblea e definire un
programma annuale contenente gli indirizzi e le direttive generali dellAssociazione, da sottoporre
ad approvazione dellAssemblea4.
Le singole Sezioni dellAssociazione (breve, lungo termine e fleet management) possono riunirsi
separatamente in Assemblea di Sezione per esprimersi su politiche generali e tematiche a livello
normativo, tecnico ed economico di esclusivo interesse della Sezione di competenza. Le
Assemblee di Sezione, in particolare, determinano le direttive generali dellattivit della Sezione,
nonch deliberano su specifici argomenti di interesse della Sezione.
5. I gruppi di lavoro - istituiti per la trattazione di specifiche tematiche di interesse per gli associati
- sono costituiti a seguito di delibera dellAssemblea e sono composti da membri designati dalle
associate, che potranno avvalersi dellattivit di consulenti esterni. Anche le Sezioni dellAniasa
possono istituire, per lesame di problemi di specifico interesse, gruppi di studio e comitati, anche
permanenti, formati da esperti designati dagli associati ed eventualmente da consulenti esterni. Tali
gruppi di lavoro sono presieduti da un componente il Comitato di Presidenza.
Dal sito internet dellAssociazione emergono diversi gruppi di lavoro tra cui, ad esempio,
lOsservatorio dati e statistiche.
b) Le imprese associate
6. Da unanalisi del sito dellAniasa e del 13 rapporto predisposto dallAssociazione sul
noleggio veicoli 2013 risulta che 20 sono le imprese socie effettive che operano nel mercato
oggetto della presente segnalazione e cio che svolgono attivit di NLT . Di queste, otto fanno
anche parte del Comitato di Presidenza dellAniasa e rappresentano una percentuale assolutamente
significativa del mercato del NLT in Italia.
2 Cfr., art. 3 dello Statuto. I requisiti minimi di adesione sono legati alle dimensioni dellimpresa (i soci effettivi devono
avere minimo 50 dipendenti o almeno 10 milioni di euro di fatturato annuo) o alla storicit dellattivit (i soci devono
avere unanzianit di almeno due anni rappresentata da una stabile organizzazione in Italia ed unampia distribuzione
territoriale)
3 Cfr., articolo 10 dello Statuto.
4 Cfr., articolo17 dello Statuto.

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

Le otto societ presenti nel citato Comitato di Presidenza sono di seguito descritte:
7. Arval Service Lease Italia S.p.A. (nel seguito anche Arval) una societ con sede legale a
Firenze, soggetta allattivit di direzione e coordinamento del gruppo bancario BPN Paribas SA.
Nellesercizio 2013, Arval ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 1.130 milioni di euro.
8. Ald Automotive Italia S.r.l. (nel seguito anche Ald) una societ con sede legale a Roma,
soggetta allattivit di direzione e coordinamento del gruppo bancario Societ Generale SA.
Nellesercizio 2013, Ald ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 833 milioni di euro.
9. Leaseplan Italia S.p.A. (nel seguito anche Leaseplan o Lease Plan) una societ con sede legale
a Roma, appartenente al gruppo LeasePlan Corporation N.V., a sua volta interamente controllato
da Global Mobility Holding B.V., le cui azioni sono possedute al 50% rispettivamente dal gruppo
automobilistico Volkswagen AG e dalla societ di investimento Fleet Investments B.V.
Nellesercizio 2013, Leaseplan ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 676 milioni di euro.
10. Hertz Italiana S.r.l. (nel seguito anche Hertz) una societ con sede legale a Roma,
appartenente allomonimo gruppo Hertz Netherlands Holdings N.V., attivo a livello mondiale nei
servizi di autonoleggio.
Nellesercizio 2013, Hertz ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 240 milioni.
11. Alphabet Italia Fleet Management S.p.A. (nel seguito anche Alphabet) una societ con sede
legale a Roma, soggetta allattivit di direzione e coordinamento del gruppo BMV AG, attivo nella
costruzione di autoveicoli.
Nellesercizio 2013, Alphabet ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 203 milioni di euro.
12. Maggiore Rent S.p.A. (nel seguito anche Maggiore Rent) una societ con sede legale a
Roma, appartenente alla Maggiore Finanziaria di Partecipazioni, soggetta, allattivit di direzione
e coordinamento di Avis Budget, essendo stata acquisita da questultima nel mese di marzo 2015.
Nellesercizio 2013, Maggiore Rent ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 140 milioni di
euro.
13. Europcar Italia S.p.A. (nel seguito anche Europcar) una societ con sede legale a Bolzano,
soggetta allattivit di direzione e coordinamento di Europcar International SASU, gruppo attivo a
livello mondiale nei servizi di autonoleggio .
Nellesercizio 2013, Europcar ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 195 milioni di euro.
14. Win Rent S.p.A. (nel seguito anche Win Rent) una societ con sede legale a Bolzano, il cui
capitale sociale detenuto da Italfin Roma S.p.A., societ attiva nella mediazione creditizia, e
dalla societ Italiana di Revisione e Fiduciaria- Siref S.p.A., appartenente al gruppo bancario
Intesa San Paolo.
Nellesercizio 2013, Win Rent ha realizzato in Italia un fatturato pari a circa 53 milioni di euro.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

III. I FATTI SEGNALATI


15. Dalla denuncia anonima pervenuta emergerebbe che gli operatori attivi nel mercato del NLT
avrebbero dato vita ad unintesa volta a coordinare il proprio comportamento attraverso lo scambio
di informazioni sensibili realizzato per il tramite e con il contributo dellAniasa.
16. Il segnalante sembrerebbe essere una societ che negli anni si avvalsa - essenzialmente per
ragioni di carattere fiscale - di formule di noleggio a lungo termine di veicoli commerciali. A
questo proposito, nella denuncia si rappresenta che non solo il prezzo a determinare la scelta pi
conveniente, ma una serie di elementi accessori quali: meccanismi e tempi di pagamento, tipo ed
estensione della garanzia, diritto alla sostituzione del mezzo, tipologia di copertura assicurativa e
costo di servizi di natura accessoria.
17. Mentre in passato la societ avrebbe riscontrato una certa competizione tra le societ che
offrivano servizi di NLT, di recente, sarebbe invece emerso un sostanziale allineamento tra le
offerte delle societ contattate non solo in materia di prezzi ma anche in merito alle altre
condizioni contrattuali. In particolare, secondo il denunciante luniformit avrebbe riguardato le
condizioni commerciali per singola tipologia di autoveicolo (con variazioni del tutto insignificanti
o con differenze compensate da altre previsioni che rendevano tutte le offerte sostanzialmente
analoghe).
18. Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia anonima, le imprese attive nel mercato
del NLT si incontrerebbero regolarmente in seno allAssociazione di categoria e si scambierebbero
informazioni aggiornate e con un elevatissimo livello di dettaglio (i.e. prezzi per categoria di
veicolo e per tipo di cliente).
19. Il circuito informativo prevedrebbe linvio da parte di Aniasa di documenti excel alle imprese
associate per la loro compilazione. Una volta compilati con tutti i dati, tali documenti verrebbero
rinviati da Aniasa a ogni singolo associato con i dati di tutti i concorrenti.
IV. VALUTAZIONI
a) Il mercato interessato
20. Preliminarmente si ricorda che, in ipotesi di intese restrittive della concorrenza, la definizione
del mercato essenzialmente funzionale allindividuazione delle caratteristiche del contesto in cui
si colloca il coordinamento tra le imprese concorrenti, essendo proprio lambito di tale
coordinamento a delimitare il mercato5. In particolare, nellipotesi di intese restrittive, la
definizione del mercato rilevante successiva allindividuazione dellintesa ed esclusivamente
funzionale alla decifrazione del grado di offensivit dellillecito.
21. Ci premesso, si osserva che il servizio interessato dalla presunta intesa quello del noleggio
di autoveicoli a lungo termine (nel seguito anche NLT). Secondo i precedenti dellAutorit6, si
5 Al riguardo si ricorda come consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato ha affermato che: nellipotesi di intese
restrittive, la definizione del mercato rilevante successiva allindividuazione dellintesa, in quanto sono lampiezza e
loggetto dellintesa a circoscrivere il mercato su cui lillecito commesso: vale a dire che la definizione dell'ambito
merceologico e territoriale nel quale si manifesta un coordinamento fra imprese concorrenti e si realizzano gli effetti
derivanti dall'illecito concorrenziale funzionale alla decifrazione del grado di offensivit dellillecito (Cfr., ex multis,
Consiglio di Stato, sezione IV sent. 1271/06 del 10 marzo 2006, in relazione al caso A351 - Telecom Italia S.p.A.).
6 Cfr., ex multis, provvedimento AGCM n. 14714, del 14 settembre 2005, relativo al caso C7244 Axus Italiana/Ramo di
azienda Autosystem Societ di Servizi.

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

tratta in particolare, di contratti in base ai quali, le societ di noleggio, a fronte del pagamento di
un corrispettivo, mettono a disposizione dei clienti - per un lungo periodo di tempo, compreso tra i
24 e i 40/60 mesi7 - veicoli scelti da questi ultimi, che restano tuttavia di propriet della societ di
autonoleggio. Inoltre, nel NLT sono forniti ai clienti ulteriori servizi aggiuntivi, quali quelli di
manutenzione e assistenza allautoveicolo su tutto il territorio nazionale, la manutenzione ordinaria
e straordinaria del parco veicoli, il pagamento dei bolli e dellassicurazione, nonch la gestione dei
sinistri.
22. Il NLT offre concreti vantaggi di natura:
- finanziaria: non prevista nessuna anticipazione e immobilizzo di capitali per lacquisto del
veicolo, il pagamento della tassa di propriet e i servizi legati alla sua gestione;
- gestionale: la possibilit di prevedere un pacchetto di servizi all inclusive ed un canone fisso
mensile, eliminano il rischio di dover sostenere spese non programmate, facilitando la
pianificazione dei costi legati alla gestione del veicolo;
- amministrativa: tutte le attivit, sia in ufficio che su strada, sono terziarizzate;
- economica: il potere d'acquisto di un grande operatore (la societ di noleggio) consente di
accedere a costi estremamente competitivi per i veicoli, l'assicurazione, la manutenzione ed il
finanziamento.
23. Sulla base dei dati Aniasa, il fatturato derivante da contratti di NLT, nel 2013, ammonta a circa
4 miliardi di euro8.
Quanto alla composizione dellofferta, si osserva che le otto societ presenti nel Comitato di
Presidenza e parti della procedura in esame rappresentano pi dei tre quarti del mercato nazionale
(86,75%).
Nel complesso, le attivit di noleggio di veicoli richiedono notevoli investimenti e disponibilit
finanziarie, circostanza avvalorata dal fatto che le societ pi importanti attive sul mercato sono
diretta emanazione di grandi istituti bancari o di case auto, nonch la creazione di una capillare
rete di assistenza sul territorio nazionale, rete che svolge un ruolo cruciale nella scelta
delloperatore da parte del cliente.
b) La qualificazione della fattispecie
24. Dalle informazioni contenute nella denuncia anonima si pu desumere lesistenza di un
reciproco scambio di informazioni sensibili e di un coordinamento delle strategie commerciali tra
le societ NLT aderenti ad Aniasa. In particolare, ragionevole presumere che tale coordinamento
avvenga tra le prime otto compagnie Ald, Alphabet, Arval, Europ Car, Hertz, Maggiore, Leaseplan
e Win Rent, membri del Comitato di Presidenza Aniasa e che rappresentano una quota
assolutamente significativa del mercato del NLT in Italia9.
25. Il coordinamento delle rispettive condotte commerciali si sarebbe realizzato attraverso
numerosi e regolari contatti tra le suddette imprese, anche con il contributo organizzativo
7 Fonte: 13 rapporto Aniasa sul noleggio veicoli 2013.
8 Secondo un recente articolo apparso su Il Sole24 ore del 26 maggio 2015, nel 2014 il fatturato dellintero comparto ha
superato la soglia dei 5,1 miliardi di uro, con un parco circolante di 690.000 veicoli e le immatricolazioni in rialzo del
25,4%...; anche nei primi tre mesi del 2015 gli indicatori hanno continuato a evidenziare un settore in crescita che ha
registrato un vero e proprio boom di nuove immatricolazioni di veicoli e che ad aprile hanno raggiunto lo storico traguardo:
1 auto immatricolata su 4 a noleggio (cos le dichiarazioni rese su il Sole 24 Ore dal Presidente Aniasa).
9 Cfr., paragrafo 23 del provvedimento.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

dellassociazione di categoria Aniasa, durante i quali queste avrebbero reciprocamente scambiato


dati ed informazioni sensibili, caratterizzate da un elevato livello di dettaglio (i.e. prezzi per
categoria di veicolo e per tipologia di clientela).
26. Le citate condotte, ove confermate, rivelerebbero lesistenza di una grave alterazione delle
dinamiche competitive fra le maggiori imprese attive nel mercato del NLT in Italia e potrebbero
essere il risultato di unintesa orizzontale, sotto forma di accordo e/o pratica concordata, finalizzata
ad evitare un corretto confronto concorrenziale tra operatori.
27. Lintesa nel suo complesso coinvolge i principali operatori del mercato in esame e lAniasa,
che costituisce lAssociazione di categoria maggiormente rappresentativa a livello nazionale.
c) Lapplicabilit del diritto comunitario
28. Secondo la Comunicazione della Commissione 2004/C 101/07 Linee direttrici sulla nozione
di pregiudizio al commercio tra Stati membri di cui agli articoli 81 e 82 del trattato, su GUCE C
101/81 del 27 aprile 2004 [ora artt. 101 e 102 del TFUE], il concetto di pregiudizio al commercio
intracomunitario deve essere interpretato tenendo conto dellinfluenza diretta o indiretta, reale o
potenziale, sui flussi commerciali tra gli Stati membri.
Lintesa in questione riguarda lintero territorio nazionale e coinvolge i maggiori operatori del
settore operanti su tutto il territorio nazionale, alcuni dei quali appartenenti ad importanti gruppi
multinazionali, nonch lassociazione di categoria maggiormente rappresentativa a livello
nazionale.
Pertanto, i comportamenti sopra descritti sono potenzialmente idonei a pregiudicare il commercio
intracomunitario e appaiono integrare gli estremi per uninfrazione dellarticolo 101 del TFUE.
RITENUTO che quanto sopra descritto suscettibile di configurare unintesa restrittiva della
concorrenza in violazione dellarticolo 101 del TFUE, da parte delle societ Ald Automotive Italia
S.r.l, Alphabet Italia Fleet Management S.p.A., Arval Service Lease Italia S.p.A., EuropCar Italia
S.p.A., Hertz Italiana S.r.l., Lease Plan Italia S.p.A., Maggiore Rent S.p.A., Win Rent S.p.A. e
dellAssociazione Aniasa Associazione Nazionale Industria dellAutonoleggio e Servizi
Automobilistici;

DELIBERA
a) lavvio dellistruttoria, ai sensi dellarticolo 14 della legge n. 287/90, nei confronti delle societ
Ald Automotive Italia S.r.l, Alphabet Italia Fleet Management S.p.A., Arval Service Lease Italia
S.p.A., EuropCar Italia S.p.A., Hertz Italiana S.r.l., Lease Plan Italia S.p.A., Maggiore Rent S.p.A.,
Win Rent S.p.A. e dellAssociazione Aniasa Associazione Nazionale Industria dellAutonoleggio
e Servizi Automobilistici, per accertare lesistenza di violazioni della concorrenza ai sensi
dellarticolo 101 del TFUE;
b) la fissazione del termine di giorni sessanta, decorrente dalla data di notificazione del presente
provvedimento, per lesercizio da parte dei rappresentanti legali delle parti, o di persone da essi
delegate, del diritto di essere sentiti, precisando che la richiesta di audizione dovr pervenire alla

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

Direzione Agroalimentare e Trasporti della Direzione Generale per la Concorrenza di questa


Autorit almeno sette giorni prima della scadenza del termine sopra indicato;
c) che il responsabile del procedimento la Dott.ssa Claudia Caruso;
d) che gli atti del procedimento possono essere presi in visione presso la Direzione Agroalimentare
e Trasporti della Direzione Generale per la Concorrenza di questa Autorit dai legali rappresentanti
delle parti o da persone da essi delegate;
e) che il procedimento deve concludersi entro il 15 dicembre 2016.
Il presente provvedimento sar notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino
dellAutorit Garante della Concorrenza e del Mercato.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

OPERAZIONI DI CONCENTRAZIONE
C12002 - CAMPANIA DISTRIBUZIONE MODERNA/RAMI D'AZIENDA
IPERMERCATO TIRRENO
Provvedimento n. 25572
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 22 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;
VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;
VISTA la comunicazione della societ CAMPANIA DISTRIBUZIONE MODERNA S.r.l.,
pervenuta in data 1 luglio 2015;
CONSIDERATO quanto segue:
I. LE PARTI
1. CAMPANIA DISTRIBUZIONE MODERNA S.r.l. (di seguito anche CDM) una societ attiva
nel settore della distribuzione moderna di prodotti alimentari e non alimentari di largo e generale
consumo; essa opera attraverso un ipermercato situato nella provincia di Napoli (Afragola),
contraddistinto dallinsegna Coop.
Il fatturato complessivo realizzato in Italia da CDM, nel 2014, stato pari a circa 19 milioni di
euro.
Il capitale sociale di CDM suddiviso tra: Ipercoop Tirreno S.p.A (45%), a sua volta controllata da
Unicoop Tirreno S.C., Coop Estense S.C. (10%) e Coop Adriatica S.C. (45%). Unicoop Tirreno,
Coop Estense e Coop Adriatica sono tre delle grandi cooperative di consumo aderenti al consorzio
nazionale Coop Italia, titolare delle insegne Coop.
Secondo quanto dichiarato dalla Parte notificante, nessuna delle tre cooperative di consumo sopra
citate controlla, singolarmente o congiuntamente, la societ CDM.
2. Oggetto di acquisizione sono due rami dazienda appartenenti alla societ Ipercoop Tirreno
S.p.A., attiva nella distribuzione moderna al dettaglio di prodotti alimentari e di largo consumo in
Campania. La societ cedente interamente controllata dalla Unicoop Tirreno Soc. Coop., attiva
nella distribuzione moderna al dettaglio di prodotti alimentari e di largo consumo nelle regioni
Toscana, Lazio e Umbria.
I due punti vendita oggetto di acquisizione, entrambi operanti con le insegne consortili di
Coopitalia, sono ipermercati collocati, rispettivamente, nelle province di Avellino e Napoli. Essi
hanno realizzato, complessivamente, nel 2014, un fatturato pari a circa 92 milioni di euro.
II. DESCRIZIONE DELLOPERAZIONE
3. Loperazione consiste nellacquisizione del controllo esclusivo, da parte di CDM, dei due rami
dazienda descritti.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

III. QUALIFICAZIONE DELLOPERAZIONE


4. Loperazione comunicata, in quanto comporta lacquisizione del controllo di parti dimpresa,
costituisce una concentrazione ai sensi dellarticolo 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90.
5. Essa, tuttavia, non rientra nellambito di applicazione della medesima legge, non ricorrendo le
condizioni di cui allarticolo 16, comma 1, in quanto, a livello nazionale e nellultimo esercizio
disponibile, il fatturato totale realizzato dall'insieme delle imprese interessate non stato superiore
a 492 milioni di euro.
RITENUTO, pertanto, che loperazione di concentrazione in esame non soggetta ad obbligo di
comunicazione preventiva;

DELIBERA
che non vi luogo a provvedere.
Le conclusioni di cui sopra saranno comunicate, ai sensi dellarticolo 16, comma 4, della legge
n. 287/90, alle imprese interessate e al Ministro dello Sviluppo Economico.
Il presente provvedimento sar pubblicato nel Bollettino dellAutorit Garante della Concorrenza e
del Mercato.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

C12003 - ARDIAN FRANCE/ESSENZE ITALIANE-IRCA-ITALCIMA-D&D SERVICE


Provvedimento n. 25573
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 22 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottoressa Gabriella Muscolo;
VISTA la legge 10 ottobre 1990, n. 287;
VISTA la comunicazione della societ ARDIAN France SA pervenuta in data 1 luglio 2015;
CONSIDERATO quanto segue:
I. LE PARTI
Ardian France SA. (di seguito, Ardian France) una societ di gestione di fondi di private equity,
tra i quali anche il fondo di investimento di diritto francese AXA LBO Fund V FCPR. Ardian
France fa parte del gruppo ARDIAN che svolge attivit di investimento in Europa, Nord America e
Asia.
Il capitale sociale di Ardian France interamente detenuto da Ardian SAS, una societ di diritto
francese partecipata al 95,18% da ARDIAN Holding SAS, anchessa costituita secondo le leggi
della repubblica francese.
Nel 2013, il fatturato consolidato realizzato a livello mondiale dal Gruppo Ardian stato pari a
circa [4-5] miliardi di euro, di cui circa [2-3] miliardi di euro realizzati nellUE e poco pi di [7001000] milioni di euro realizzati in Italia1.
ESSENZE ITALIANE S.R.L. (di seguito ESSENZE ITALIANE) una holding che non svolge
alcuna attivit di impresa. In particolare, ESSENZE ITALIANE detiene una partecipazione del
99,48% nel capitale sociale di Irca S.r.l. (di seguito, IRCA) ed titolare di un bene immobile, in
parte concesso in locazione a IRCA e in parte concesso in locazione a terzi per lo svolgimento di
attivit commerciali.
IRCA una societ attiva nella produzione di semipreparati alimentari e, segnatamente,
semilavorati destinati alla produzione di prodotti di pasticceria e panificazione e preparati per
gelati.
ITALCIMA S.R.L. (di seguito, ITALCIMA) una societ immobiliare che gestisce immobili
strumentali allattivit di IRCA.
D&D Service S.r.l. (di seguito D&D Service) una societ che svolge attivit di commercio
allingrosso dei prodotti finiti, semilavorati e materie prime del settore alimentare. In particolare,
D&D Service opera inter alia come agente di IRCA per il canale della Grande Distribuzione

1 Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di
segretezza delle informazioni.

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

Organizzata e distribuisce allingrosso i prodotti di questultima destinati al canale artigianale


(pasticcerie e panetterie) nella provincia di Varese.
Il fatturato realizzato nel 2013 in Italia da Essenze Italiane pari a [inferiore a 1 milione di] mila
euro; il fatturato realizzato da IRCA nel 2013 pari a [100-492] milioni di euro; il fatturato
realizzato in Italia da ITALCIMA nel 2013 pari a [inferiore a 1 milione di] mila euro; infine, il
fatturato realizzato nel 2013 in Italia da D&D Service pari a [1-10] milioni di euro.
II. DESCRIZIONE DELLOPERAZIONE
L'operazione si sostanzia nellacquisto del controllo esclusivo da parte di Ardian France di
ESSENZE ITALIANE, IRCA, ITALCIMA e D&D Service, e sar disciplinata da tre contratti
distinti:
il primo contratto relativo allacquisto della totalit delle partecipazioni di ESSENZE
ITALIANE e della partecipazione di minoranza in IRCA non detenuta da ESSENZE ITALIANE;
il secondo contratto relativo allacquisto della totalit delle partecipazioni di ITALCIMA;
il terzo contratto relativo allacquisto dellintero capitale sociale di D&D Service.
Sono previste clausole di non concorrenza a carico dei venditori consistenti in:
non esercitare a qualsiasi titolo attivit in concorrenza con IRCA o detenere partecipazioni
in societ concorrenti;
non assumere, offrire impiego, stornare o in qualsiasi modo persuadere o tentare di
persuadere qualsiasi dipendente, impiegato, amministratore, agente cliente o fornitore di IRCA al
fine di risolvere o interrompere il loro rapporto di lavoro o altra forma di rapporto con IRCA.
Tali clausole sono volte a preservare il patrimonio di know-how e avviamento delle societ
acquisite per un periodo di 4 anni nel territorio dellUnione Europea e la Svizzera.
III. QUALIFICAZIONE DELLOPERAZIONE
Loperazione comunicata, in quanto comporta lacquisizione, in Italia, del controllo esclusivo di
imprese da parte di Ardian France, costituisce una concentrazione ai sensi dellarticolo 5, comma
1, lettera b), della legge n. 287/90.
Loperazione comunicata, inoltre, rientra nell'ambito di applicazione della legge n. 287/90, non
ricorrendo le condizioni di cui all'articolo 1 del Regolamento CE n. 139/04 ed soggetta
all'obbligo di comunicazione preventiva disposto dall'articolo 16, comma 1, della medesima legge,
in quanto il fatturato totale disponibile realizzato a livello nazionale nellultimo esercizio
dallinsieme delle imprese interessate stato superiore a 492 milioni di euro e quello dellimpresa
acquisita stato superiore a 49 milioni di euro.
Il patto di non concorrenza descritto in precedenza riveste natura accessoria alla concentrazione, in
quanto direttamente legato e necessario alla medesima, limitatamente ad un periodo di tre anni

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

decorrenti dalla data di perfezionamento della presente operazione - in considerazione del knowhow trasferito - e al territorio in cui sono attive le imprese oggetto di acquisizione. 2
IV. VALUTAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE
In considerazione delle attivit svolte dalle imprese oggetto di acquisizione e, in particolare, da
IRCA e da D&D Service, loperazione interessa i settori:
della produzione di semilavorati destinati alla produzione di prodotti di pasticceria e di
panificazione e preparati per gelati artigianali;
della distribuzione allingrosso di prodotti alimentari destinati al canale artigianale (i.e.
panetterie e pasticcerie artigianali e Grande distribuzione organizzata).
Vale evidenziare che, sotto il profilo orizzontale, loperazione non comporta alcuna
sovrapposizione di attivit delle Parti, atteso che nessuna delle imprese facenti capo ad Ardian, ivi
incluse le portfolio companies, opera nel medesimo settore di attivit di IRCA o di D&D Service.
Anche sotto il profilo verticale, loperazione non d luogo ad alcuna integrazione di rilievo tra le
attivit delle Parti3.
Pi precisamente, IRCA attiva nella produzione di una vasta gamma di semilavorati che possono
essere raggruppati come segue:
1.
semilavorati per la pasticceria e la panificazione destinati al comparto artigianale;
2.
semilavorati per la pasticceria e la panificazione destinati al comparto industriale;
3.
preparati per gelati artigianali.
Ai fini della presente operazione non necessario verificare se tali comparti rappresentino distinti
mercati del prodotto.
D&D Service, invece, opera nel mercato della distribuzione all'ingrosso di prodotti alimentari
destinati al canale artigianale, ivi inclusi i semilavorati destinati ai prodotti di pasticceria e di
panificazione.
Sotto il profilo geografico le Parti sostengono che la produzione di semilavorati per la pasticceria e
la panificazione e la produzione di preparati per gelati artigianali presentino dimensioni nazionali o
- per il solo comparto artigianale dei semilavorati - sovranazionali, coincidenti con il territorio
dellUnione Europea (UE).
Per quanto riguarda il mercato della distribuzione all'ingrosso di prodotti alimentari destinati al
canale artigianale, ivi inclusi i semilavorati destinati ai prodotti di pasticceria e di panificazione,
secondo le Parti, il mercato appare presentare dimensione nazionale.
Tuttavia, alla luce delle caratteristiche delloperazione, non appare necessario addivenire ad una
definizione pi precisa delle dimensioni dei mercati interessati.
IRCA detiene: i) un volume di affari pari al [20-25%] in Italia e al [5-10%] in UE nella
produzione di semilavorati per la pasticceria e la panificazione destinati al comparto artigianale; ii)
un volume di affari pari al [5-10%] in Italia e dell1,4% in UE nella produzione di semilavorati per

2 Cfr. Comunicazione della Commissione sulle restrizioni direttamente connesse e necessarie alle concentrazioni, 2005/C
56/03, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dellUnione Europea del 5 marzo 2005, in particolare i paragrafi 20-23.
3 La sola societ attiva nel settore food facente capo al gruppo Ardian, la Frostkone Tielfklkost GmbH, che ha sede in
Germania, per quanto utilizzi nella propria produzione una percentuale minima dei medesimi ingredienti e semilavorati
prodotti da IRCA, di fatto non pu al momento realisticamente rappresentare un cliente potenziale di questultima.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

la pasticceria e la panificazione destinati al comparto industriale; iii) un volume di affari, infine,


pari allo [inferiore all1%], in Italia nella produzione dei preparati per gelati artigianali.
D&D Service detiene una quota dello [inferiore all1%] in Italia nella distribuzione all'ingrosso di
prodotti alimentari destinati al canale artigianale.
Alla luce delle considerazioni che precedono, la concentrazione in esame non appare idonea a
modificare significativamente le dinamiche concorrenziali nei diversi mercati interessati.
RITENUTO, pertanto, che loperazione in esame non determina, ai sensi dell'articolo 6, comma 1,
della legge n. 287/90, la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sui mercati
interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza;
RITENUTO altres, che il patto di non concorrenza sopra descritto accessorio alla presente
operazione nei soli limiti descritti e che, pertanto, lAutorit si riserva di valutare la suddetta
clausola, laddove ne sussistano i presupposti, ove si realizzi oltre il tempo, lestensione geografica
e loggetto ivi indicati;

DELIBERA
di non avviare listruttoria di cui allarticolo 16, comma 4, della legge n. 287/90.
Le conclusioni di cui sopra saranno comunicate, ai sensi dell'articolo 16, comma 4, della legge
n. 287/90, alle imprese interessate e al Ministro dello Sviluppo Economico.
Il presente provvedimento sar pubblicato nel Bollettino dellAutorit Garante della Concorrenza e
del Mercato.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

ATTIVITA' DI SEGNALAZIONE E CONSULTIVA


AS1202 - LEGGE REGIONE PIEMONTE N. 14/2015-MISURE URGENTI PER IL
CONTRASTO DELL'ABUSIVISMO

Roma, 24 luglio 2015

Presidenza del Consiglio dei Ministri

Con riferimento alla richiesta di parere formulata da codesto Dipartimento in merito alle
disposizioni della legge regionale Piemonte 6 luglio 2015 n. 14, recante Misure urgenti per il
contrasto dellabusivismo. Modifiche alla legge regionale 23 febbraio 1995 n. 24 (Legge generale
sui servizi di trasporto pubblico non di linea su strada), lAutorit, nella riunione del 22 luglio
2015, ha inteso formulare le seguenti osservazioni ai sensi dellarticolo 22 della legge n. 287/90.
La legge si compone di 4 articoli. Lart. 1 prevede linserimento dellart. 1bis nella legge regionale
n. 24/95, contenente la disciplina sui servizi di trasporto pubblico non di linea. In particolare, lart.
1 della legge in esame stabilisce che sia inserito il seguente: art. 1bis (Esclusivit del servizio di
trasporto). 1. Il servizio di trasporto di persone, che prevede la chiamata, con qualunque modalit
effettuata, di un autoveicolo con lattribuzione di corresponsione economica, pu essere esercitato
esclusivamente dai soggetti che svolgono il servizio di cui allarticolo 1, comma 3, lettere a) e
b[1]. 2. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui al comma 1 comporta lapplicazione delle
sanzioni previste dallarticolo 6, comma 2bis.
Lart. 2 della legge in esame stabilisce linserimento nellart. 6 della legge n. 24/95 del seguente
comma 2 bis: 2 bis. Il mancato rispetto delle disposizioni di cui allart. 1 bis comporta
lapplicazione delle sanzioni previste agli articoli 85 e 86 del decreto legislativo 30 aprile 1992 n.
285 (Nuovo codice della strada) 2.
LAutorit ritiene che alcune disposizioni della suddetta legge regionale ed, in particolare quelle
contenute nellart. 1, siano da ritenersi in contrasto con i principi nazionali e comunitari in materia

1 Lart. 1, comma 3, lett. a) e b), della l.r. n. 24/95 reca infatti: Costituiscono servizi pubblici non di linea su strada: a) il
servizio di taxi con autovettura, motocarrozzetta e veicoli a trazione animale; b) il servizio di noleggio con conducente con
autovettura motocarrozzetta e veicoli a trazione animale.
2 Lart. 3 reca disposizioni transitorie, stabilendo che i Comuni, entro 3 mesi dallentrata in vigore della presente legge,
adeguano i propri regolamenti mediante la previsione di cui al citato art. 1 bis e che, in via transitoria, lart. 1 bis
immediatamente eseguibile dalle amministrazioni comunali. Infine, lart. 4 dichiara urgente la presente legge, stabilendo
lentrata in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul BUR Piemonte.

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

di concorrenza e, pertanto, presentare profili di incostituzionalit per violazione dellart. 117,


comma 2, lettera e), della Costituzione.
La norma regionale in esame n. 14/2015 appare confermativa di quanto risulta gi stabilito dalla
legge statale n. 21/1992 Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici
non di linea3, la quale, come lAutorit ha ripetutamente segnalato, auspicandone la riforma, si
presenta fortemente inadeguata rispetto alle nuove possibilit di mobilit offerte dallinnovazione
tecnologica. In particolare, nella segnalazione ai fini della legge annuale per la concorrenza del
luglio 2014 (AS1137), si rappresentava che: linadeguatezza del complesso delle norme vigenti
emerge anche in considerazione delle nuove possibilit offerte dalle piattaforme di comunicazione
on-line tra utenti e operatori NCC e taxi, che agevolano la comunicazione tra domanda e offerta
di mobilit, consentendo un miglioramento della mobilit di offerta di trasporto di passeggeri non
di linea, in termini sia di qualit sia di prezzi. Nella recente audizione parlamentare del 24 giugno
scorso sul disegno di legge per la concorrenza, il Presidente ha ribadito come: Quanto al tema
delle nuove piattaforme tecnologiche per la mobilit non di linea, appare ormai ineludibile una
novella normativa volta ad una regolamentazione di queste nuove figure (piattaforme on line per
smartphone e tablet ed autisti non professionisti). La regolamentazione dovrebbe essere tuttavia la
meno invasiva possibile, limitandosi a prevedere una registrazione delle piattaforme e
lindividuazione di una serie di requisiti e obblighi per gli autisti. In questo contesto, appare
necessario evitare soluzioni che, pur rappresentando una apertura a questi servizi, ne potrebbero
sancire, di fatto, unoperativit ridotta, non in grado di aumentare la concorrenza sui servizi di
trasporto non di linea. ().
In proposito, si segnala come lindividuazione delle categorie di soggetti che possono offrire
servizi di trasporto non di linea attiene alla materia della concorrenza che, ai sensi dellart. 117,
comma 2, lett. e), della Costituzione, rimessa alla esclusiva competenza dello Stato. Come tale,
la disciplina in questione non pu essere stabilita a livello regionale.
Tale rilievo non superato dal fatto che la norma regionale sia meramente confermativa rispetto a
quella statale atteso che - ove future modifiche dellimpianto normativo statale in senso proconcorrenziale dovessero risultare non allineate con le previsioni regionali - verrebbe a crearsi un
contesto normativo non uniforme, con pregiudizio della concorrenza.
Si rileva inoltre che in ogni caso la questione del corretto riparto di competenze legislative precede
quella attinente al contenuto della disciplina introdotta e, di conseguenza, il riconoscimento della
sussistenza della competenza legislativa non pu dipendere da tale contenuto.

3 La legge statale stabilisce che i servizi di trasporto pubblico non di linea sono costituiti dai servizi di taxi e di NCC e
possono essere svolti soltanto dai soggetti che siano muniti di licenza (i taxi) o di autorizzazione (gli NCC) e attenendosi
alle disposizioni della licenza e dellautorizzazione.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

Per questi motivi, le richiamate disposizioni della legge della Regione Piemonte n. 14/15 appaiono
suscettibili di presentare profili di incostituzionalit per violazione dellart. 117, comma 2, lettera
e), della Costituzione.

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

AS1203 - IDENTIFICAZIONE ED ANALISI DEL MERCATO DELLACCESSO


ALLINGROSSO DI ALTA QUALIT IN POSTAZIONE FISSA (MERCATO N. 4
DELLA RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE EUROPEA N. 2014/710/UE)

Roma, 12 dicembre 2014

Presidente dellAutorit per le Garanzie nelle


Comunicazioni

Con riferimento alla richiesta di parere formulata da parte di codesta Autorit, pervenuta in data 14
novembre 2014, in merito allo schema di provvedimento concernente Identificazione ed analisi
del mercato dellaccesso allingrosso di alta qualit in postazione fissa (mercato n. 4 della
Raccomandazione della Commissione europea n. 2014/710/UE), lAutorit Garante della
Concorrenza e del Mercato, ai sensi dellarticolo 19, comma 1, del Decreto legislativo 1 agosto
2003, n. 259, intende svolgere le seguenti considerazioni.
Il mercato n. 4 della Raccomandazione n. 2014/710/UE della Commissione europea del 9 ottobre
2014 include tutti i servizi di accesso allingrosso di alta qualit in postazione fissa. Nello schema
di provvedimento in oggetto, codesta Autorit ha suddiviso il mercato identificato dalla
Commissione europea in due mercati distinti:
mercato A: servizi di rilegamento tra un punto di attestazione di rete di un operatore
alternativo presso un nodo della rete delloperatore venditore per la fornitura di capacit
trasmissiva dedicata;
mercato B: servizi di rilegamento tra un punto di attestazione di un operatore alternativo
presso un nodo della rete delloperatore venditore per il collegamento di stazioni radio della rete
mobile.
Per quanto riguarda il mercato A, lanalisi condotta dallAutorit per le Garanzie nelle
Comunicazioni appare condivisibile. Per quanto riguarda la delimitazione del mercato, il servizio
di vendita allingrosso di linee fisse con capacit trasmissiva dedicata e non condivisa non pu
essere considerato sostituibile con altri servizi allingrosso, quali ad esempio il VULA o il
bitstream NGA, dato che tali servizi sono caratterizzati dalla fornitura di capacit trasmissiva
condivisa, inadatta a predisporre unofferta al dettaglio di servizi di alta qualit diretti soprattutto a
categorie speciali di clientela affari. Inoltre, gli elevati costi fissi occorrenti per la duplicazione
della rete di accesso da parte di altri operatori e per il raggiungimento di un livello di copertura
territoriale comparabile a quello di Telecom Italia, costituiscono un ostacolo insormontabile
allinfrastrutturazione degli operatori alternativi, i quali, pertanto, non appaiono in grado di

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

esercitare un contropotere di mercato effettivo nei confronti di Telecom Italia. Di conseguenza,


sembra proporzionata la decisione di imporre degli obblighi regolamentari in capo a tale operatore
quale avente significativo potere di mercato.
In merito al mercato B, lAutorit condivide la conclusione che esso include i rilegamenti dedicati
di rete fissa oppure quelli effettuati mediante il ricorso a ponti radio. Codesta Autorit ha rilevato
che risulta prevalente fra gli operatori mobili la modalit di rilegamento delle BTS mediante ponti
radio e che il ricorso allacquisto di servizi di linee affittate da Telecom Italia sta diventando
secondario. La tecnica del ponte radio, peraltro, consente di beneficiare di un controllo pi
pervasivo, da parte delloperatore alternativo, delle infrastrutture di rete utilizzate. Alla luce della
conseguente possibilit per gli operatori alternativi di esercitare un notevole contropotere di
acquisto nei confronti di Telecom Italia, codesta Autorit ha escluso la detenzione di un
significativo potere di mercato in capo allincumbent, in linea con quanto deciso nella delibera n.
2/10/CONS.
Al riguardo, lAutorit intende manifestare alcune perplessit.
Pur condividendosi le considerazioni che precedono, si evidenzia che la quota di mercato detenuta
dalloperatore ex-monopolista, calcolata includendo anche i servizi svolti in autoproduzione,
risulta nel 2012 pari ancora al 35%; la residualit del ricorso ai servizi di linee affittate fisse non
consente agli operatori alternativi di essere completamente emancipati dal servizio fornito
dallincumbent, per il rilegamento delle BTS di rete mobile.
Sul punto, nello schema di provvedimento in oggetto1, codesta Autorit ha rilevato che per i
rilegamenti dei nuovi siti di rete mobile gli OLO ricorreranno dapprima prevalentemente [a] ponti
radio proprietari. e successivamente, per mantenere il passo con lavanzamento tecnologico,
[a] fibra ottica spenta acquistata da terzi o rete in fibra ottica proprietaria. Si osserva, al
riguardo, che in futuro i rilegamenti di BTS tramite ponte radio potrebbero, quindi, risultare
inadeguati a garantire il trasporto sulle reti mobili dei flussi di dati previsti. Ci renderebbe incerta
leffettiva utilizzabilit dei ponti radio in sostituzione delle linee fisse dedicate affittate da Telecom
Italia. In tutti i casi, pertanto, in cui si rivelasse impossibile o molto inefficiente il ricorso al ponte
radio2, laccesso allingrosso a servizi di rilegamento di apparati di rete mobile mediante
infrastrutture di rete fissa diventerebbe essenziale per la tutela della concorrenza nel mercato a
valle dei servizi di telefonia mobile; appare, dunque, utile una regolazione che impedisca a
Telecom Italia di esercitare il suo potere di mercato nei confronti della domanda residuale di
circuiti di rilegamento, ostacolando i processi di infrastrutturazione delle nuove reti mobili.
Alla luce delle considerazioni su esposte, lAutorit suggerisce, ai fini della valutazione
dellimposizione di obblighi regolamentari in capo a Telecom Italia, lo svolgimento di unanalisi
volta ad individuare le aree del territorio dove gli operatori mobili non hanno alternative, nel
breve-medio periodo, allacquisto di servizi di linee affittate da Telecom Italia per il rilegamento
delle BTS e un approfondimento in ordine alla sostituibilit in termini dinamici delle tecnologie di
ponte radio, rispetto ai servizi di rilegamento con infrastrutture di rete fissa, con una particolare
attenzione allimpatto della mancata regolamentazione sullo sviluppo efficiente degli investimenti
1 Pag. 35 dello schema di provvedimento in esame.
2 Si pensi anche allambito urbano, dove i limiti di legge alle emissioni elettromagnetiche potrebbero impedire
lincremento dellutilizzo dei ponti radio proprio ove si manifesterebbe un maggiore bisogno di rilegamenti in ponte radio.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

nelle reti mobili di nuova generazione (4G), attualmente in fase di costruzione. La necessit di
garantire la capacit di trasmissione dei dati fruibili dal consumatore con un accesso in 4G, infatti,
pone potenzialmente un problema di adeguatezza del ponte radio per il rilegamento delle stazioni
radio base e, dunque, di valutazione dellimpatto della mancata regolamentazione sullo sviluppo
efficiente degli investimenti nelle reti mobili di nuova generazione.
In conclusione, lAutorit auspica che le osservazioni formulate possano essere utilmente tenute in
considerazione nellambito dellemanazione definitiva del provvedimento in oggetto
Il presente parere sar pubblicato sul bollettino di cui allarticolo 26 della legge n. 287/90.
Eventuali esigenze di riservatezza dovranno essere manifestate allAutorit entro 10 giorni dal
ricevimento del presente, precisandone i motivi.

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

DISCIPLINA DELLE RELAZIONI COMMERCIALI IN MATERIA


DI CESSIONE DI PRODOTTI AGRICOLI E AGROALIMENTARI
AL12 - EUROSPIN/MODIFICA CONDIZIONI CONTRATTUALI CON FORNITORI
Provvedimento n. 25551
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 9 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;
VISTO lart. 62 del Decreto-Legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante Disposizioni urgenti per la
concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivit, convertito con modificazioni dalla
Legge 24 marzo 2012 n. 27, e successive modificazioni (di seguito, D.L. 1/2012);
VISTO il Decreto 19 ottobre 2012, n. 199 del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali Regolamento di attuazione dellarticolo 62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1
recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivit
convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n. 27 (di seguito, Decreto di attuazione);
VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di disciplina delle relazioni
commerciali concernenti la cessione di prodotti agricoli e alimentari adottato con delibera
dellAutorit del 6 febbraio 2013, n. 24220 (di seguito, Regolamento sulle procedure istruttorie);
VISTO il proprio provvedimento del 26 novembre 2014, con il quale stato disposto
laccertamento ispettivo, ai sensi dellart. 62, comma 8, del D.L. 1/2012 e dellart. 10 del
Regolamento sulle procedure istruttorie, presso la sede di Eurospin Italia S.p.A.;
VISTA la propria delibera del 3 febbraio 2015, con la quale stata disposta la proroga del termine
di conclusione del procedimento, ai sensi dellart. 7, comma 3, del Regolamento sulle procedure
istruttorie;
VISTI gli atti del procedimento;
I. LA PARTE
1. Eurospin Italia S.p.A. (di seguito anche Eurospin) la societ a capo del Gruppo Eurospin (di
seguito anche il Gruppo), attivo nel settore della grande distribuzione organizzata e, in
particolare, nel canale discount, con funzioni di holding e gestione delle attivit strategiche di
acquisto, ricerca e sviluppo, formazione, logistica, marketing e controllo di gestione. Fanno parte
del Gruppo cinque societ italiane (Spesa intelligente, Eurospin Tirrenica, Eurospin Lazio,
Eurospin Puglia e Eurospin Sicilia) e una societ slovena (Eurospin Eko).
2. Il Gruppo Eurospin , a livello nazionale, leader nel canale discount in termini di numero di
punti vendita (attualmente oltre 1000) e di fatturato (pari a 3.878.762.740 euro nellanno 2013),
con una quota di mercato pari a circa il 32%1. Il Gruppo ha una quota pari al 4,8% dellintero

1 Cfr. Relazione sulla gestione del bilancio al 31/12/2013 (doc. 1.5).

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

mercato nazionale della distribuzione moderna (comprensiva di supermercati, ipermercati, liberi


servizi e discount)2.
3. Eurospin Italia nellanno 2013 ha realizzato un fatturato pari a 16.204.758 euro.
II. LA PRATICA COMMERCIALE
4. Il procedimento concerne la condotta commerciale posta in essere da Eurospin Italia consistente
nella previsione di due oneri economici, per servizi di segreteria o di centrale e premi di fine
periodo, a carico dei fornitori di prodotti agricoli e alimentari del Gruppo Eurospin, stabiliti negli
articoli 17 e 18 delle condizioni generali di contratto in vigore dal 2012.
5. In particolare, tale condotta commerciale, in presenza di un significativo squilibrio di forza tra le
parti del contratto di fornitura di prodotti agricoli e alimentari, potrebbe essersi tradotta
concretamente in una imposizione da parte di Eurospin Italia di condizioni negoziali
ingiustificatamente gravose, in violazione dellart. 62, comma 1 e comma 2, lettera a), c), d) ed e),
del D.L. 1/2012 e dellart. 4, comma 1 e comma 2, lettera a) del Decreto di attuazione n. 199/2012.
III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO
1) Liter del procedimento
1.1 Attivit preistruttoria
6. Con comunicazione del 4 giugno 2014 unassociazione, nellinteresse di talune imprese
produttrici di beni agroalimentari, segnalava la condotta abusiva posta in essere da Eurospin in
violazione dellart. 62, comma 2, del D.L. 1/2012 e dellart. 4, comma 2, del Decreto di
attuazione. In particolare, lassociazione segnalava linvio, da parte di Eurospin, di una e-mail
avente ad oggetto: Condizioni generali per la fornitura di prodotti agricoli e alimentari del
gruppo Eurospin contratto n.____del____- Proposta di modifica, contenente la previsione di
due nuovi contributi a carico dei fornitori, con decorrenza dal [omissis]3: 1. (articolo 17) per i
servizi cd. di centrale [] un importo pari al [inferiore all1%] del fatturato sviluppato da tutte le
societ operative e 2. (articolo 18) [] a ciascuna delle societ operative a titolo di premio di
fine periodo un importo pari al [inferiore all1%] del fatturato sviluppato con il fornitore
(sottolineature aggiunte)4.
7. Il 15 luglio 2014, stata inviata allassociazione denunciante una richiesta di informazioni, ai
sensi dellart. 4 del Regolamento sulle procedure istruttorie, volta allidentificazione degli
operatori economici destinatari della proposta di modifica, asseritamente danneggiati dalla
condotta abusiva di Eurospin. Il 16 settembre 2014, lassociazione comunicava la cessazione di
interesse in merito alla propria precedente segnalazione5.

2 Fonte dati Nielsen settembre 2014.


3 Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di
segretezza delle informazioni.
4 Tale comunicazione stata allegata alla richiesta di intervento (cfr. docc. 1.1 e 1.2).
5 Cfr. docc. 1.3 e 1.4.

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1.2 Attivit istruttoria


8. In relazione alla condotta oggetto di segnalazione, il 26 novembre 2014 stato disposto lavvio
dufficio del procedimento istruttorio AL12, volto a valutare leventuale sussistenza di una
condotta commerciale sleale posta in essere dalla societ Eurospin ai sensi dellart. 62, comma 1 e
comma 2, lettera a), c), d) ed e), del D.L. 1/2012 e dellart. 4, comma 1 e comma 2, lettera a) del
Decreto di attuazione.
9. In particolare, in sede di avvio si ipotizzava che, in presenza di un significativo squilibrio di
forza commerciale tra la holding Eurospin e taluni dei fornitori di prodotti agricoli e alimentari del
Gruppo, linvio della proposta di modifica delle condizioni generali di contratto, oggetto della
segnalazione, potesse rappresentare una forma di imposizione indebita e arbitraria di contributi
economici ingiustificatamente gravosi e da liquidarsi in forma retroattiva.
10. La comunicazione di avvio stata consegnata a Eurospin il 3 dicembre 2014; contestualmente
sono stati condotti accertamenti ispettivi presso la sede legale della societ.
11. In base alla documentazione acquisita nel corso del procedimento, anche a seguito degli
accertamenti ispettivi, emerso che in realt i due oneri economici per servizi di segreteria o
di centrale e premio di fine periodo non erano stati introdotti ex novo con la proposta di
modifica contestata in avvio, ma erano gi previsti negli articoli 17 - Servizi di segreteria - e 18
Premi di fine periodo - delle condizioni generali del contratto di cessione in vigore dal 2012 con
tutti i fornitori di prodotti agricoli e alimentari del Gruppo. Con la comunicazione contestata in
avvio la societ ha proposto ai propri fornitori una revisione delle percentuali dei due contributi
[omissis].
12. Pertanto, in data 3 febbraio 2015, stata disposta lintegrazione oggettiva del procedimento in
ordine alle previsioni degli articoli 17 e 18 delle condizioni generali del contratto di cessione in
vigore dallanno 2012 con tutti i fornitori del Gruppo. Contestualmente lAutorit ha deliberato di
prorogare il termine di conclusione del procedimento.
13. Eurospin ha fornito riscontro alle richieste di informazioni formulate in sede ispettiva e
contestualmente alla integrazione oggettiva del procedimento e ha presentato memorie difensive il
22 dicembre 2014, il 2 e il 22 gennaio 2015, il 2 marzo 2015 e il 19 giugno 2015. La societ stata
sentita in audizione il 5 febbraio 2015 e il 22 maggio 2015.
14. Le associazioni Centromarca - Centro di studi e coordinamento tra industrie di beni di
consumo e CIA Confederazione Italiana Agricoltori hanno presentato istanza di partecipazione
rispettivamente il 20 e il 27 gennaio 2015. In data 9 febbraio 2015 stato dato positivo riscontro
alle istanze di partecipazione. Il 17 marzo stata inoltrata alle due associazioni una richiesta di
informazioni; Centromarca ha fornito riscontro in data 17 aprile 2015.
15. In data 11 marzo 2015 sono state inoltrate specifiche richieste di informazioni ai ventotto
fornitori del Gruppo ai quali sono risultate effettivamente applicate le percentuali di contributo e di
sconto oggetto della originaria segnalazione, contestate in sede di avvio di procedimento. Tra il 20
marzo 2015 e il 28 aprile 2015 sono pervenute le risposte da parte di ventuno fornitori.
16. In data 4 giugno 2015 stata comunicata alle Parti la data di conclusione della fase istruttoria
ai sensi dellart. 16, comma 1, del Regolamento.

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2) Le evidenze acquisite
2.1 Il Gruppo Eurospin ed il ruolo della holding Eurospin Italia
17. In base alle informazioni rese e alla documentazione acquisita nel corso del procedimento,
emerso che la holding Eurospin Italia svolge il ruolo di centrale di acquisto in favore delle sei
societ operative del Gruppo (Spesa intelligente, Eurospin Tirrenica, Eurospin Lazio, Eurospin
Puglia e Eurospin Sicilia, Eurospin Eko)6, individuando i fornitori di prodotti agricoli e alimentari
destinati a far parte dellassortimento a livello nazionale e occupandosi direttamente anche della
negoziazione e stipula delle condizioni generali del contratto di cessione (identiche per tutti i
fornitori)7.
18. Il modello adottato nei punti vendita del Gruppo Eurospin caratterizzato da un assortimento
rigorosamente limitato ai prodotti a marchio proprio (cd. private label), con totale esclusione dei
prodotti di marca (cd. branded). La commercializzazione dei prodotti private label connotata
dalle seguenti peculiarit: i. in genere, in relazione a ciascuna categoria merceologica viene
utilizzato un solo marchio proprio; ii. in relazione a ciascuna categoria merceologica vengono, poi,
normalmente utilizzati diversi fornitori, tenuti a rispettare prefissati standard qualitativi; iii. sulle
confezioni dei prodotti a marchio proprio non viene indicata la denominazione del produttore (che
dunque non conoscibile dal consumatore acquirente), ma, conformemente alla normativa
vigente, solo la sede dello stabilimento di produzione.
2.2 Le condizioni generali di contratto con i fornitori del Gruppo le previsioni degli articoli
17 - Servizi di segreteria - e 18 - Premi di fine periodo
19. In base alle informazioni rese e alla documentazione acquisita nel corso del procedimento,
emerso che attualmente fanno parte dellassortimento a livello nazionale, rifornendo tutte le
societ operative del Gruppo, [omissis] imprese produttrici di beni agricoli e alimentari e che la
holding Eurospin Italia ha sottoscritto con esse identiche condizioni generali di contratto.
20. I due oneri economici oggetto di contestazione sono previsti negli articoli 17 Servizi di
segreteria e 18 Premi di fine periodo delle condizioni generali del contratto di fornitura in vigore
dal 2012. [omissis], Eurospin ha inviato ai propri fornitori la comunicazione avente ad oggetto
Condizioni generali per la fornitura di prodotti agricoli e alimentari del gruppo Eurospin
contratto n.____del____- Proposta di modifica, con la quale ha proposto ad essi una revisione
delle percentuali dei due oneri.
21. Nello specifico nel corso dellistruttoria svolta emerso che:
[omissis], esistevano diverse tipologie di voci di addebito a carico dei fornitori di prodotti
agricoli e alimentari del Gruppo. In particolare, erano previsti: [omissis];
[omissis] Eurospin ha modificato le condizioni generali del contratto di cessione con i
fornitori di prodotti agricoli ed alimentari del Gruppo, semplificando tutti i citati oneri economici e
riducendoli a due soli: 1) il primo per i servizi definiti di segreteria o di Centrale (art. 17
Servizi di segreteria), da corrispondere alla Capogruppo e calcolato in percentuale rispetto al
fatturato sviluppato dal fornitore con tutte le societ operative; 2) il secondo a titolo di premio di

6 Cfr. contratti di fornitura di servizi (cfr. docc. 1.9 all. 7-11).


7 cfr. doc. 1.9 all. 12.

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fine periodo (art. 18 Premi di fine periodo), da corrispondere a ciascuna delle societ operative e
calcolato in percentuale rispetto al fatturato realizzato dal fornitore con ciascuna di esse;
la percentuale prevista per i servizi di segreteria o di centrale allo stato uguale per
tutti i fornitori ([inferiore all1%]) e raccoglie in ununica voce i precedenti oneri diversificati.
Tale onere rappresenta il corrispettivo dei servizi complessivamente resi dal distributore ai
fornitori, come previsto nellart. 17 delle condizioni generali di contratto;
la percentuale del premio di fine periodo , allo stato, [omissis]. Tale onere economico
rappresenta uno sconto che viene riconosciuto contrattualmente dal fornitore alle societ operative
del Gruppo Eurospin acquirenti del/i proprio/i prodotto/i;
[omissis], le percentuali dei servizi di segreteria o di centrale e dei premi di fine periodo
sono state, poi, rimodulate tramite linvio della comunicazione avente ad oggetto Condizioni
generali per la fornitura di prodotti agricoli e alimentari del gruppo Eurospin contratto
n.____del____- Proposta di modifica.
2.3 Le risposte dei fornitori del Gruppo interpellati
22. Dalle risposte fornite, tra il 20 marzo e il 28 aprile 2015, da ventuno dei ventotto fornitori del
Gruppo Eurospin (a cui sono risultate applicate le percentuali dello [inferiore all1%] e dello
[inferiore all1%] di contributi contestate in avvio e ai quali sono state inviate specifiche richieste
di informazioni), emerso che:
i fornitori del Gruppo hanno dimensioni diversificate, comprendendo sia societ medio
grandi (con un fatturato superiore ai 50.000.000 euro), sia piccole imprese (con fatturati inferiori ai
10.000.000 di euro);
lincidenza percentuale sul fatturato totale del fatturato realizzato con il Gruppo Eurospin
varia, a seconda dei fornitori, da un minimo del [omissis] fino ad un massimo del [omissis] (in un
solo caso);
tutti i fornitori hanno rapporti commerciali con altre organizzazioni della grande
distribuzione, anche se il Gruppo Eurospin rappresenta senzaltro un cliente qualificato,
trattandosi di un player importante nello scenario distributivo e leader di mercato con riferimento
al canale discount;
il contributo previsto dallart. 17 servizi di segreteria viene considerato, da pressoch tutti
i fornitori, proporzionato rispetto al servizio reso dal distributore, consistente nellaccentramento
in capo alla Capogruppo dellattivit di contrattazione e gestione del rapporto negoziale, nonch di
supporto nello svolgimento di specifiche attivit (ad esempio definizione delle promozioni), per
conto delle diverse societ operative;
per alcuni dei fornitori il passaggio ad un contributo unico per i servizi di segreteria o di
centrale ha comportato un onere minore, o comunque, non ha comportato significative differenze;
lo sconto previsto dallart. 18 premio di fine periodo viene concordato in sede di stipula
e/o rinnovo del contratto ed sostanzialmente considerato nel calcolo del prezzo di cessione dei
prodotti;
la misura della percentuale dello sconto in linea con quelle applicate da altri importanti
operatori della GDO;
solo uno dei fornitori interpellati ha rilevato che il passaggio ad un contributo unico per
servizi di segreteria, che ha tuttavia comportato per esso un onere minore, non stato oggetto di

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negoziazione, cos come la previsione dei premi di fine periodo, che sono decisi dal distributore.
La societ, di piccole dimensioni, ha realizzato negli ultimi tre anni con il Gruppo Eurospin una
percentuale compresa tra il [omissis] del proprio fatturato totale. A supporto delle proprie
affermazioni la societ non ha fornito alcuna documentazione.
2.4 Il contributo di Centromarca
23. Lassociazione Centromarca ha fornito il suo contributo in data 17 aprile 2014. Lassociazione
ha sottolineato che la struttura del rapporto commerciale fornitore-distributore nel canale discount
improntata alla massima semplificazione possibile: il punto di partenza della negoziazione delle
condizioni di acquisto tra produttori e discount tendenzialmente il prezzo netto-netto in fattura, in
molti casi assimilabile ad un listino gi scontato. In questo canale, gli investimenti commerciali
extra-fattura (trade spending), tipici della relazioni con la GDO, sono pressoch assenti perch gi
inclusi nella costruzione del prezzo netto-netto.
24. Centromarca ha evidenziato che, in ogni caso, laccettazione di eventuali richieste di
contribuzioni aggiuntive dovrebbe essere una libera scelta del produttore e, eventualmente,
indirizzata a servizi addizionali o controprestazioni effettive, che portino un beneficio reale al
prodotto e al consumatore.
25. Secondo Centromarca esiste, inoltre, un ulteriore aspetto particolarmente rilevante nella
relazione tra industria e discount relativo al grado di sostituibilit di un fornitore; il fatto che le
catene discount siano proprietarie, come Eurospin, dei marchi presenti a scaffale comporta che
esse detengano tutte le informazioni relative alle caratteristiche di prodotto e packaging. Questo,
unitamente al fatto che vi sono pi imprese industriali che forniscono alla catena discount il
medesimo prodotto, rende estremamente vulnerabile il singolo fornitore che si trova, quindi, in una
posizione di accentuato squilibrio nella relazione commerciale proprio a causa dellelevato grado
di sostituibilit. Centromarca ha rilevato, infine, che, sulla base delle dinamiche di mercato 20102014, il discount risultato lunico canale di vendita in crescita e allinterno di questo canale la
rilevanza di Eurospin cresciuta in questo stesso periodo.
3) Le argomentazioni difensive della Parte
26. Nelle memorie difensive prodotte nel corso del procedimento, Eurospin Italia ha contestato la
comunicazione di avvio del procedimento, sollevando una serie di riserve sia sotto il profilo
procedurale, che sul merito del caso. In particolare, la societ ha rilevato quanto segue:

lAutorit ha avviato dufficio il procedimento istruttorio ex art. 62 D.L. 1/2012, pur in


assenza di un denunciante rispetto al quale valutare ex ante la sussistenza del presupposto di
applicazione della norma, ossia la presenza di un significativo squilibrio di forza negoziale tra le
parti di un contratto di fornitura di beni agricoli e alimentari. LAutorit avrebbe dovuto, invece,
dichiarare irricevibile la segnalazione pervenuta, in quanto priva degli elementi essenziali, ai sensi
dellart. 4, comma 4, del Regolamento sulle procedure istruttorie;

la legge richiede allAutorit di compiere una valutazione, in concreto, della sussistenza di


un significato squilibrio di potere tra le parti di un contratto di fornitura e non, in astratto, come
invece operato in sede di comunicazione di avvio;

dal punto di vista dei fornitori, il mercato rilevante non sarebbe circoscrivibile al segmento
discount (su cui Eurospin leader di mercato), ma rappresentato dal mercato pi ampio della cd.

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Distribuzione moderna (Iper+Super+Libero Servizio+Discount). Nel contesto della distribuzione


moderna Eurospin il settimo Gruppo in Italia con una quota di mercato pari a circa il 5%8;

Eurospin conclude con i fornitori i contratti di acquisto per i prodotti destinati a costituire
lassortimento di tutti i punti vendita ad insegna Eurospin, che verranno poi acquistati dalle
singole societ del Gruppo. Lunico interlocutore, sia in fase di trattativa che in fase di stipula e di
successiva esecuzione del contratto, , dunque, Eurospin Italia;

Eurospin ha deciso di raggruppare in ununica voce denominata servizi di segreteria o


cd. di centrale, espressa in misura percentuale sul fatturato realizzato con il Gruppo, tutti i
precedenti contributi diversificati per ragioni di efficienza e semplificazione;

tale voce - quantificabile allatto di sottoscrizione del contratto e comprensiva di tutti i


servizi che la Capogruppo svolgeva e svolge in favore dei fornitori (quali la gestione centralizzata
non soltanto della trattativa, ma anche di tutte le problematiche e questioni inerenti lesecuzione
dei contratti) avrebbe comportato una sensibile semplificazione amministrativa nella gestione dei
corrispettivi da parte dei fornitori;

il passaggio al contributo unico per servizi di segreteria o di centrale non ha comportato un


aumento dellonere economico per tutti i fornitori, in quanto per alcuni non vi stata sostanziale
modifica nella contribuzione, mentre per altri vi stata anzi una diminuzione dellimporto dovuto;

la misura di tali servizi sarebbe commisurata allentit delle controprestazioni offerte da


Eurospin Italia e, rapportata a quelle degli altri operatori della GDO, risulterebbe estremamente
contenuta e proporzionata;

quanto al premio di fine periodo si tratta di uno sconto di fine periodo concordato con il
fornitore in sede di stipula del contratto o di rinnovo. Il fornitore sarebbe, quindi, in grado di
prevedere limpatto del premio sul proprio conto economico in anticipo rispetto al periodo di
fornitura;

[omissis]. Contestualmente alle percentuali di premio, sono stati oggetto di discussione


anche i prezzi di listino in ragione della stretta connessione delle due voci. Allesito delle trattative,
le nuove percentuali concordate sono state formalizzate attraverso la proposta di modifica
contrattuale [omissis], contestata in sede di avvio. [Omissis]. La misura di questo sconto (minima
se si ha riguardo anche alle percentuali degli operatori concorrenti), il meccanismo di
funzionamento (ancorato al fatturato) la sua previsione a livello contrattuale escluderebbero ogni
profilo di illiceit, essendo elemento che il fornitore gi considera in fase di contrattazione del
prezzo del prodotto;

le modifiche delle percentuali del premio [omissis] non avrebbero comportato per tutti i
fornitori un aumento, in quanto [omissis] per taluni ha significato una diminuzione del premio;

la piena correttezza della condotta commerciale tenuta da Eurospin emerge chiaramente dal
contenuto delle risposte fornite dai fornitori interpellati allAutorit.
IV. VALUTAZIONI E CONCLUSIONI
27. Come noto, larticolo 62 del D.L. 1/2012 ha attribuito allAutorit garante della concorrenza e
del mercato una nuova competenza in materia di relazioni commerciali tra operatori della filiera
agro-alimentare, qualificando come illeciti amministrativi una serie di condotte abusive poste in
8 Fonte GNLC edizione febbraio 2015.

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essere nel contesto di rapporti contrattuali di cessione di prodotti agricoli e alimentari, con la
previsione di sanzioni amministrative pecuniarie9.
28. Le modalit applicative dellarticolo 62 sono state definite nel successivo Decreto di
attuazione n. 199/2012, che ne ha delimitato, altres, lambito di applicazione alle relazioni
economiche tra gli operatori della filiera alimentare connotate da un significativo squilibrio nelle
rispettive posizioni di forza commerciale (art. 1 Ambito di applicazione). Lart. 4 del Decreto di
attuazione rubricato Pratiche commerciali sleali ha poi ribadito, al suo secondo comma, che Le
disposizioni di cui allart. 62, comma 2, del D.L. 1/2012 [] vietano qualsiasi comportamento del
contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni
contrattuali ingiustificatamente gravose [].
29. Lart. 62 D.L. 1/2012 stabilisce, al suo primo comma, precisi requisiti di forma e di contenuto
per i contratti che abbiano ad oggetto la cessione dei prodotti agricoli e alimentari, ad eccezione di
quelli conclusi con il consumatore finale, vietando poi espressamente talune pratiche commerciali
ritenute sleali, che vengono elencate, in via esemplificativa, nel secondo comma. In particolare, i
contratti di cessione devono essere informati ai principi di trasparenza, correttezza, proporzionalit
e reciproca corrispettivit delle prestazioni con riferimento ai beni forniti. Tra le fattispecie
specificamente vietate rientrano le seguenti condotte: a) imporre direttamente o indirettamente
condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose,
nonch condizioni extracontrattuali e retroattive; [] c) subordinare la conclusione, l'esecuzione
dei contratti e la continuit e regolarit delle medesime relazioni commerciali alla esecuzione di
prestazioni da parte dei contraenti che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non
abbiano alcuna connessione con l'oggetto degli uni e delle altre; d) conseguire indebite
prestazioni unilaterali, non giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali;
e) adottare ogni ulteriore condotta commerciale sleale che risulti tale anche tenendo conto del
complesso delle relazioni commerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento.
30. In aggiunta alle previsioni sopra richiamate, lart. 4, comma 2, del Decreto di attuazione vieta
qualsiasi comportamento del contraente che abusando della propria maggiore forza contrattuale,
imponga condizioni ingiustificatamente gravose, tra cui in particolare quelle che a) prevedano a
carico di una parte linclusione di servizi e/o prestazioni accessorie rispetto alloggetto principale
della fornitura [] senza alcuna connessione oggettiva, diretta e logica con la cessione del
prodotto oggetto del contratto.
31. Lelenco dei divieti di cui allart. 62, comma 2, e allart. 4, comma 2, del Decreto di attuazione
, infine, integrato dai principi di buone prassi e pratiche sleali individuati dalla Commissione
europea e dai rappresentati della filiera agro-alimentare nellambito del Forum di Alto livello per il
miglior funzionamento della filiera agro-alimentare. Lart. 4, comma 1, del Decreto di attuazione
dispone, infatti, che rientra nella definizione di condotta commerciale sleale di cui allart. 62,
comma 2, anche il mancato rispetto di tali prassi, che vengono allegate al testo del Decreto.

9 Per una disamina approfondita della ratio, dei presupposti di applicazione e delle fattispecie previste dallart. 62 si rinvia
alla II Parte Le relazioni verticali GDO-fornitori e gli strumenti di intervento dellAutorit antitrust, Capitolo IV
Articolo 62 della l. n. 27/2012 e articolo 9 della l. n. 192/98 come strumenti alternativi di tutela contro il buyer power,
dellIndagine conoscitiva condotta dallAutorit sulla Grande distribuzione organizzata (delibera n. 24465 del 24/07/2013
IC43 - SETTORE DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA, Boll. 31/2013).

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32. Infine, sia lart. 62, comma 8, del D.L. 1/2012 che lart. 4, commi 1 e 4, del Regolamento sulle
procedure istruttorie10 prevedono espressamente la possibilit per lAutorit di intervenire
dufficio, in assenza di istanza di intervento da parte di un soggetto interessato ovvero a fronte di
segnalazioni pervenute da parte di associazioni di categoria o di altri soggetti terzi.
Ci in quanto, tra le altre, una problematica da non sottovalutare nellapplicazione concreta della
disposizione in esame rappresentata da quello che in ambito comunitario stato definito il cd.
fattore paura11. Tale fattore impedirebbe, di fatto, alla parte pi debole di un contratto di
fornitura di denunciare le pratiche commerciali sleali subite dalla controparte dotata di maggior
forza commerciale, nel timore di uninterruzione dei rapporti negoziali in essere o comunque di
subire ritorsioni sulla propria attivit commerciale.
33. Ci premesso, in avvio di procedimento si ritenuto che la posizione di primato in termini di
numero di punti di vendita e di fatturato, ma anche di frequenza di accesso e di fedelt da parte del
cliente, detenuta dal Gruppo Eurospin nel mercato della distribuzione organizzata con riferimento
al canale discount, comportasse per la holding Eurospin Italia la possibilit concreta di esercitare
una forte pressione commerciale nei confronti dei propri fornitori di prodotti agricoli e alimentari.
34. Tuttavia, le evidenze acquisite nel corso del procedimento hanno evidenziato che nel caso in
esame non vi sono elementi sufficienti per considerare la condotta commerciale posta in essere da
Eurospin - consistente nella previsione, a carico dei fornitori di prodotti agricoli ed alimentari del
Gruppo, di due oneri economici per servizi di segreteria o di centrale e premi di fine
periodo, (artt. 17 e 18 delle condizioni generali di contratto in vigore dal 2012) - quale fattispecie
di condotta commerciale sleale ai sensi dellart. 62, comma 1 e comma 2, lettera a), c), d) ed e), del
D.L. 1/2012 e dellart. 4, comma 1 e comma 2, lettera a) del Decreto di attuazione, come
prospettato in sede di comunicazione di avvio.
35. Infatti, dallesame dei documenti acquisiti agli atti del fascicolo istruttorio, anche ad esito degli
accertamenti ispettivi svolti presso la sede della societ, e, in particolare, dal tenore delle risposte
fornite dalle imprese interpellate nel corso del procedimento, non possibile inferire che Eurospin
Italia abbia, in qualche modo, abusato della propria maggior forza commerciale per imporre,
unilateralmente, ai fornitori di prodotti agricoli ed alimentari del Gruppo, o a taluni tra essi,
condizioni contrattuali che possano considerarsi ingiustificatamente gravose.
36. In particolare, i fornitori del Gruppo, destinatari di una specifica richiesta di informazioni sul
punto, hanno rilevato che i due contributi per servizi di segreteria o di centrale e per premi di
fine periodo sono stati in realt concordati con il distributore in sede di conclusione/rinnovo delle
condizioni generali del contratto di cessione, e non da esso pretesi in virt di pressioni o
condizionamenti indebiti.
Pi precisamente, la modifica contrattuale inizialmente contestata in sede di avvio di procedimento
avvenuta successivamente ad una fase di trattative tra Eurospin e i fornitori interessati e in
10 Cfr. art. 62 8. Allaccertamento delle violazioni, lAutorit provvede dufficio o su segnalazione di qualunque soggetto
interessato e art. 4 - Istanza di intervento- 1. Fatta salva la possibilit per lAutorit di intervenire dufficio [.] 4. []
Resta ferma in ogni caso la possibilit per lAutorit di procedere dufficio ad ulteriori approfondimenti ai fini di un
eventuale avvio di istruttoria ai sensi dellarticolo 6, anche a fronte di segnalazioni pervenute da parte di associazioni di
categoria o da altri soggetti terzi.
11 Cfr. Libro Verde sulle pratiche commerciali sleali nella catena di fornitura alimentare e non alimentare tra imprese in
Europa COM(2013) 37 del 31 gennaio 2013 e Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al
Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, Strasburgo, 15.7.2014 COM(2014) 472 final.

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costanza di rapporto negoziale. La modifica contrattuale non era quindi istitutiva di nuove voci di
addebito perch gi previste nel contratto n unilaterale perch previamente concordata n
retroattiva, atteso che in costanza di rapporto le nuove percentuali venivano negoziate con una
tempistica coerente con linizio del nuovo anno contrattuale ([omissis]).
37. Inoltre, i fornitori non ritengono che le percentuali dei due oneri per servizi di segreteria o
di centrale e premio di fine periodo, calcolate sul fatturato realizzato con le societ operative,
portino ad un esborso economico ingiustificatamente gravoso: i. i servizi di segreteria appaiono,
infatti, sostanzialmente proporzionati ai servizi resi dalla holding del Gruppo, costituiti
dallaccentramento in capo ad una sola societ di tutte le attivit connesse alla negoziazione ed
esecuzione dei contratti (tra cui sono ricompresi anche quei servizi che [omissis] erano, invece,
singolarmente addebitati ai fornitori); ii. i premi di fine periodo sono oggetto di negoziazione tra le
parti e vengono considerati ai fini della determinazione del prezzo di cessione dei prodotti; iii. le
percentuali applicate ai fornitori interpellati e contestate in sede di avvio di procedimento appaiono
contenute (in quanto inferiori all1%) rispetto a quelle generalmente applicate dalla GDO.
RITENUTO, pertanto, sulla base e nei limiti delle considerazioni suesposte, che la condotta
commerciale in esame non presenti, allo stato, elementi sufficienti ad integrare una violazione
dellart. 62 del D.L. 1/2012 e dellart. 4 del Regolamento di attuazione;

DELIBERA
che la condotta commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalla
societ Eurospin Italia S.p.A., non presenta, allo stato, elementi sufficienti ad integrare una
violazione dellart. 62 del D.L. 1/2012 e dellart. 4 del Decreto di attuazione.
Il presente provvedimento sar comunicato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino
dell'Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato.
Avverso il presente provvedimento pu essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell'art.
135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio
2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, fatti
salvi i maggiori termini di cui allart. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo,
ovvero pu essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai sensi dellart. 8
del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 entro il termine di
centoventi giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE


PS9694 - CARIGE ASSICURAZIONI-SOLLECITI DI PAGAMENTO
Provvedimento n. 25586
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 29 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dott.ssa Gabriella Muscolo;
VISTA la Parte II, Titolo III, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante Codice del
Consumo e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);
VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicit ingannevole e
comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti,
clausole vessatorie (di seguito, Regolamento), adottato dallAutorit con delibera del 5 giugno
2014, successivamente sostituito dal Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di
pubblicit ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei
consumatori nei contratti, violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie (di
seguito, Nuovo Regolamento), adottato dallAutorit con delibera del 1 aprile 2015;
VISTO il proprio provvedimento del 26 maggio 2015, con il quale, ai sensi dellart. 7, comma 3,
del Nuovo Regolamento, stata disposta la proroga del termine di conclusione del procedimento,
per la valutazione degli impegni proposti dal professionista in data 9 aprile 2015, ai sensi dellart.
27, comma 7, del Codice del Consumo;
VISTI gli atti del procedimento;
I. LA PARTE
1. Carige Assicurazioni S.p.A. (di seguito Carige), in qualit di professionista, ai sensi dellarticolo
18, lettera b), del Codice del Consumo. Il professionista, che ha per oggetto sociale lesercizio
diretto delle assicurazioni in tutti i rami consentiti dalla legge, escluso quello vita, nellesercizio
chiuso il 31 dicembre 2014 ha realizzato un fatturato (raccolta premi) di 351.000.000 euro circa.
II. LA PRATICA COMMERCIALE
2. Il procedimento concerne il comportamento, posto in essere dal professionista, consistente
nellaver inoltrato a diversi consumatori - al fine di recuperare crediti - atti di citazione in giudizio
senza il rispetto del foro territoriale competente (quello di residenza del consumatore), senza
iscrivere a ruolo la causa. In particolare, indipendentemente dalla residenza del consumatore,
risultano esser stati inoltrati sistematicamente atti di citazione presso il giudice di pace di Milano.

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO


1)Liter del procedimento
Attivit preistruttoria
3. Al fine di disporre degli elementi conoscitivi necessari allo svolgimento dei compiti attribuiti dal
Codice del Consumo, con comunicazione del 4 agosto 2014 si richiesto, al professionista, a
fronte della ricezione di una richiesta di intervento volta a rilevare linoltro di atti di citazione in
giudizio senza il rispetto del foro territoriale competente, di voler fornire informazioni al riguardo.
4. Il professionista, con comunicazione di riscontro del 6 ottobre 2014, ha rilevato che, nel periodo
gennaio 2013-giugno 2014, i consumatori, indipendentemente dalla propria residenza, venivano
sistematicamente citati in giudizio presso il foro di Milano, senza che la causa fosse iscritta a
ruolo.
Attivit istruttoria
5. In relazione alla pratica commerciale sopra descritta, in data 20 febbraio 2015 stato
comunicato alla Parte lavvio del procedimento istruttorio n. PS9694 per possibile violazione degli
artt. 20, 24 e 25 del Codice del Consumo.
6. In tale sede, stata ipotizzata, in particolare, laggressivit della pratica, apparendo il
comportamento descritto contrario alla diligenza professionale e idoneo a falsare in misura
apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio cui esso era diretto, nonch
aggressivo in quanto - mediante indebito condizionamento - idoneo a limitare considerevolmente
la libert di scelta o di comportamento del consumatore medio e, pertanto, indurlo ad assumere una
decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. In particolare, il
comportamento descritto appariva idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento
economico del consumatore medio cui era diretto in quanto in grado di ingenerare il
convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, fosse
preferibile per esso provvedere al pagamento dei crediti, piuttosto che esporsi ad un contenzioso
giudiziario.
7. Il professionista, in data 20 marzo, 9 aprile, 10 giugno, 6 e 7 luglio 2015, ha depositato le
proprie memorie difensive e, in data 10 giugno 2015, stato sentito, su sua richiesta, in audizione.
8. In data 9 aprile 2015, ai sensi dellart. 27, comma 7, del Codice del Consumo, il professionista
ha presentato impegni volti a rimuovere i profili di scorrettezza della pratica commerciale oggetto
di contestazione.
9. Nello specifico, la societ Carige:
a)
ha proposto limmediata interruzione della notificazione di atti di citazione ad Autorit
giudiziaria territorialmente incompetente, la notifica solamente dinnanzi ad Autorit giudiziaria
territorialmente competente e che la data di udienza indicata contemplasse un termine a comparire
non inferiore a 60 giorni, al fine di permettere al consumatore di regolare la propria posizione
ancor prima di procedere alliscrizione a ruolo;
b)

[omissis]1.

1 Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di
segretezza delle informazioni.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

10. In relazione a quanto proposto, lAutorit, tuttavia, ha deliberato in data 27 maggio 2015 di
non accogliere gli impegni presentati, riguardando condotte che, ove accertate, potrebbero
integrare fattispecie di pratiche commerciali "manifestamente scorrette e gravi, per le quali
l'articolo 27, comma 7, del Codice del Consumo, non pu trovare applicazione. Tali condotte,
infatti, appaiono caratterizzate da un elevato grado di offensivit in quanto suscettibili di falsare in
misura apprezzabile il comportamento economico dei consumatori interessati e realizzate con
ampia diffusione su scala nazionale.
11. In data 18 giugno 2015 stata comunicata alla Parte la data di conclusione della fase istruttoria
ai sensi dellart. 16, comma 1, del Regolamento.
2) Le evidenze acquisite
12. Dalla documentazione agli atti emerge che:
- da marzo 2013 a febbraio 2015, data di ricezione della comunicazione di avvio, i consumatori,
indipendentemente dalla propria residenza (essendone interessati, al riguardo, pi di 2000, aventi
residenza su tutto il territorio nazionale) sono sistematicamente citati in giudizio presso il foro di
Milano, con lindicazione di una data fittizia della prima udienza, senza che la causa sia iscritta a
ruolo2. Ci si evince, in particolare, dal prospetto, richiesto in sede di comunicazione di avvio ed
allegato alle memorie difensive del 20 marzo 2015, recante gli atti di citazione inoltrati da gennaio
2010 a dicembre 2014, laddove si rileva che a partire dal marzo del 2013 la sede di notifica degli
atti sempre quella di Milano indipendentemente dalla residenza del consumatore. La data di
cessazione della pratica si desume, invece, dalla proposta di impegni, laddove la Parte dichiara di
aver disposto, a far data dal ricevimento della comunicazione di avvio del procedimento in
esame, l'immediata interruzione della notificazione di atti di citazione ad Autorit giudiziaria
territorialmente incompetente, avuto riguardo al foro del consumatore;
- le citazioni sono state notificate presso il foro del consumatore, pur non iscrivendo a ruolo nella
maggior parte dei casi, fino al marzo del 2013, momento dal quale si iniziato ad instaurare i
procedimenti unicamente dinnanzi al foro di Milano3;
- a fronte dei procedimenti instaurati dinnanzi al foro di Milano, riguardanti pi di 2000
consumatori, si riscontrato il pagamento in 515 casi, per un totale di 122mila euro circa
recuperati4.
3) Le argomentazioni difensive della Parte
13. Il professionista, con le proprie memorie difensive, anche sviluppate nel corso dellaudizione,
ha rilevato che:

2 Cfr. doc 6; 7; 10; 14.


3 Cfr. doc 6.
4 Cfr. doc 10; 14.

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- larticolo 20 del Codice del Consumo specifica che per pratiche commerciali scorrette si
intendono quelle condotte, contrarie alla diligenza professionale, idonee a falsare il
comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che raggiungono,
riguardando pratiche commerciali e, nello specifico, quindi, comportamenti volti a inserirsi nel
quadro delle operazioni di mercato instaurate con il consumatore; lattivit contestata nel
procedimento non pu invece che riferirsi ad una mera procedura giudiziale, che potrebbe al pi
avere ripercussioni sul comportamento processuale del consumatore;
- qualsiasi azione legale che sia fondata su un diritto di credito provato e con il rispetto delle
procedure previste dallordinamento non pu definirsi come pratica commerciale e, in secondo
luogo, nemmeno come scorretta, costituendo anzi lesercizio di una legittima azione a tutela di un
diritto di credito garantita a livello costituzionale;
- tali considerazioni trovano conferma anche con riferimento alle fattispecie di cui agli articoli 24 e
25 del Codice del Consumo: nessuna delle fattispecie ivi evidenziate pu essere associata con il
legittimo esercizio di unazione legale, quando questa posta in essere nelle forme e nei modi che
lordinamento prevede;
- la legittimit dellazione trova fondamento, anzitutto, nelleffettiva sussistenza del diritto per cui
si chiede la tutela; il diritto di credito azionato da Carige (relativo a premi e franchigie) sempre
originato e sostenuto, infatti, dal contratto stipulato dal cliente;
- sotto il profilo procedurale, oltretutto, la scelta del foro competente da parte di Carige non priva
di fondamento giuridico, essendo frutto di una qualificazione giuridica della fattispecie che
conduce a ritenere applicabile il combinato disposto di cui agli articoli 20 cpc e 1182 cc; lattivit
di recupero credito ha come naturale riferimento, infatti, unobbligazione avente ad oggetto il
pagamento di una somma di denaro e, se pur vero che lordinamento prevede, allarticolo 18 cpc,
che competente il giudice del luogo in cui il convenuto ha la residenza, larticolo 20 cpc prevede
che possa essere invocata, per le cause relative a diritti derivanti da obbligazioni, il giudice del
luogo in cui sorta o deve eseguirsi lobbligazione dedotta in giudizio e larticolo 1182 cc che
lobbligazione avente per oggetto una somma di denaro deve essere adempiuta al domicilio che il
creditore ha al tempo della scadenza. Con ci non si vuole certo privare, tuttavia, della dovuta
rilevanza, larticolo 66 bis del codice del consumo, che prevede, quale giudice competente a
trattare le controversie relative a contratti tra professionisti e consumatori, quello del foro in cui il
consumatore ha la residenza;
- liscrizione a ruolo della causa dipende da valutazioni che tengono conto, tra laltro, dellentit
del credito azionato e delleffettiva solvibilit del debitore; latto di citazione prevede, infatti, un
lungo periodo di tempo tra la notifica e la comparizione davanti al giudice al fine di consentire le
suddette valutazioni e al debitore di usufruire di maggior tempo per valutare la propria posizione
debitoria: la scelta di non proseguire nel radicare la controversia innanzi allautorit adita tiene in
debita considerazione, quindi, sia linteresse della societ che la persona del debitore per evitargli
ulteriori spese riferite alle attivit processuali espletate; anche con riferimento ai consumatori

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

residenti a Milano, Carige non ha tenuto un atteggiamento diverso da quello tenuto con gli altri
debitori, optando sempre per la non iscrizione della causa a ruolo;
- Carige non ha alcun interesse ad assumere comportamenti coercitivi nei confronti del debitore,
che un cliente della societ, tali da poterlo indurre dunque a rivolgersi per reazione ad un
concorrente;
- le citazioni sono state notificate presso il foro del consumatore fino al marzo del 2013, momento
dal quale si iniziato ad instaurare i procedimenti unicamente dinnanzi al foro di Milano, tenendo
conto che la prassi adottata in precedenza non soddisfaceva n la compagnia n gli assicurati
riscontrandosi - ferma la volont primaria di tenere i clienti - costi insostenibili per la compagnia e
per gli stessi assicurati, anche alla luce degli importi da recuperare;
- lampia diffusione e lelevata offensivit della pratica, rilevata nella comunicazione di rigetto
degli impegni, non appare condivisibile, riscontrandosi che, in considerazione del fatto che meno
del 25% dei consumatori coinvolti ha ritenuto di estinguere la propria posizione debitoria in
seguito alla notifica dellatto introduttivo, di tutta evidenza la scarsa incisivit di tale attivit;
inoltre, la maggioranza dei pagamenti effettuati avvenuta dopo un considerevole lasso di tempo
rispetto alla notifica dellatto introduttivo, in molti casi successivamente alla data di prima
udienza: tale ultimo comportamento esclude, tra laltro, di per se stesso, qualsivoglia effetto
distorsivo riconducibile alla notificazione dellatto introduttivo con le modalit contestate;
- Carige ha modificato, alla ricezione della comunicazione di avvio del procedimento, la procedura
in materia di recupero crediti, in conformit a quanto proposto con gli impegni e ha dato
comunque corso a tutti gli impegni proposti.
IV. VALUTAZIONI CONCLUSIVE
14. La pratica commerciale oggetto di valutazione rappresentata dal fatto che la societ Carige
Assicurazioni S.p.A. ha inoltrato, a diversi consumatori, al fine di recuperare crediti, atti di
citazione in giudizio senza il rispetto del foro competente, senza iscrivere a ruolo la causa.
15. Al riguardo, in via preliminare, appare opportuno considerare che le attivit di recupero crediti
sono valutabili come pratiche commerciali post vendita disciplinate dalla Direttiva n.
2005/29/CE in materia di pratiche commerciali sleali. Infatti, quando il consumatore ha un debito
verso un professionista, il recupero di tale credito, sia svolto a livello aziendale che da parte di
professionisti terzi, comunque direttamente legato alla vendita/fornitura di prodotti/servizi. In
relazione a tale qualificazione si vedano le Linee Guida della Commissione Europea di
orientamento per lattuazione della Direttiva 2005/29/CE (doc. SEC 2009/1666) pubblicate il 3
dicembre 2009 e TAR Lazio, Sez. I, 5 gennaio 2015 n. 41, ricorso contro delibera AGCM del 22
ottobre 2013 n. 24559, PS9042 - Esattoria-Agenzia riscossioni. Pertanto, lattivit di recupero
crediti ricade nel campo di applicazione della citata Direttiva (trasposta in Italia negli artt. 18 27
del Codice del Consumo) e nellampia definizione di pratica commerciale di cui agli artt. 18 e 19
del Codice del Consumo.

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

16. Dallesame delle evidenze istruttorie si rileva che il professionista, in modo sistematico, ha
inoltrato, per il tramite di avvocati, atti di citazione presso una sede di un unico giudice di pace,
dunque diversa da quella territorialmente competente per i consumatori che risiedono sotto altre
giurisdizioni, con lindicazione di una data fittizia della prima udienza, senza procedere ad
iscrivere a ruolo la causa e, nello specifico, risultano esser stati inoltrati, a migliaia di consumatori,
indipendentemente dalla relativa residenza, atti di citazione presso il giudice di pace di Milano.
17. La condotta del professionista integra, quindi, una pratica commerciale scorretta e aggressiva
ai sensi degli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto idonea ad indurre il consumatore ad
assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.
18. Essa volta, infatti, non a esercitare un legittimo diritto di recupero in sede giudiziale del
credito, ma a determinare nel consumatore medio un indebito condizionamento, ingenerando il
convincimento che sia preferibile provvedere al pagamento dellimporto richiesto, piuttosto che
esporsi ad un contenzioso giudiziario presso una sede lontana e non agevole. La citazione in
giudizio presso una sede diversa da quella territorialmente competente infatti una pratica idonea
a esercitare, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile,
nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti.
Ci premesso, fermo restando che il numero dei consumatori effettivamente influenzati non
avrebbe carattere dirimente nella valutazione della pratica, nel caso di specie, diversamente da
quanto sostenuto dal professionista, tale numero decisamente significativo.
19. La pratica commerciale in esame appare, inoltre, non conforme al livello di diligenza
professionale ragionevolmente esigibile nel caso di specie, in quanto non si riscontrato, da parte
del professionista, il normale grado della specifica competenza ed attenzione che
ragionevolmente ci si poteva attendere, avuto riguardo alle caratteristiche dellattivit svolta.
20. Pertanto, la pratica oggetto di contestazione, risulta scorretta e aggressiva, in violazione degli
artt. 20, comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza
professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico dei
consumatori interessati.
V. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE
21. Ai sensi dellart. 27, comma 9, del Codice del Consumo, con il provvedimento che vieta la
pratica commerciale scorretta, lAutorit dispone lapplicazione di una sanzione amministrativa
pecuniaria da 5.000 a 5.000.000 euro, tenuto conto della gravit e della durata della violazione.
22. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei
criteri individuati dallart. 11 della legge n. 689/81, in virt del richiamo previsto allart. 27,
comma 13, del Codice del Consumo: in particolare, della gravit della violazione, dellopera svolta
dallimpresa per eliminare o attenuare linfrazione, della personalit dellagente, nonch delle
condizioni economiche dellimpresa stessa.
23. Con riguardo alla gravit della violazione, si tiene conto, nella fattispecie in esame, della
dimensione economica del professionista, che rappresenta un importante operatore nel settore
assicurativo con un fatturato di circa 351 milioni di euro; della natura dellinfrazione e del
potenziale pregiudizio arrecato ai consumatori, in quanto essi sono posti in una situazione di
pressione e indotti a provvedere al pagamento dellimporto richiesto, piuttosto che esporsi ad un

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

contenzioso giudiziario; e dellampiezza della pratica, su scala nazionale, che ha interessato un


rilevante numero di consumatori (pi di 2.000).
24. Per quanto riguarda la durata della violazione, dagli elementi disponibili in atti risulta che la
pratica commerciale stata posta in essere dal marzo 2013, secondo quanto risulta dal prospetto
allegato alle memorie difensive del 20 marzo 2015, al febbraio 2015, quando la Parte ha disposto,
a far data dal ricevimento della comunicazione di avvio del procedimento in esame, l'immediata
interruzione della notificazione di atti di citazione ad Autorit giudiziaria territorialmente
incompetente, avuto riguardo al foro del consumatore.
25. Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare limporto base della sanzione
amministrativa pecuniaria applicabile al professionista nella misura di 1.320.000
(unmilionetrecentoventimila) euro.
26. In considerazione del fatto che sussiste, nel caso di specie, una circostanza attenuante, in
quanto il professionista ha modificato, alla ricezione della comunicazione di avvio del
procedimento, la procedura in materia di recupero crediti, procedendo solamente allinoltro degli
atti di citazione presso il foro competente e ha dato comunque corso agli impegni presentati (in
particolar modo [omissis]), si ritiene di determinare limporto della sanzione nella misura di
1.000.000 (un milione) di euro
RITENUTO, pertanto, sulla base delle considerazioni suesposte, che la pratica commerciale in
esame risulta scorretta ai sensi degli artt. 20, comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo in quanto
contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento
economico del consumatore medio;

DELIBERA
a) che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere
dalla Carige Assicurazioni S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una
pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, comma 2, 24 e 25 del Codice del Consumo, e
ne vieta la diffusione o continuazione;
b) di irrogare alla Carige Assicurazioni S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria di
1.000.000 (un milione) di euro.
La sanzione amministrativa irrogata deve essere pagata entro il termine di trenta giorni dalla
notificazione del presente provvedimento, utilizzando i codici tributo indicati nell'allegato modello
F24 con elementi identificativi, di cui al Decreto Legislativo n. 241/1997.
Il pagamento deve essere effettuato telematicamente con addebito sul proprio conto corrente
bancario o postale, attraverso i servizi di home-banking e CBI messi a disposizione dalle banche o
da Poste Italiane S.p.A., ovvero utilizzando i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate,
disponibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.
Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere
corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla
scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo
nelladempimento, ai sensi dellart. 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

sanzione irrogata maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo
alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo trasmesso al
concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora
maturati nel medesimo periodo.
Dellavvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione allAutorit attraverso
linvio della documentazione attestante il versamento effettuato.
Il presente provvedimento sar notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino
dell'Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato.
Ai sensi dellart. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza al
provvedimento l'Autorit applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000
euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorit pu disporre la sospensione dell'attivit di
impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.
Avverso il presente provvedimento pu essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell'art.
135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio
2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, fatti salvi
i maggiori termini di cui allart. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo, ovvero pu
essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai sensi dellart. 8 del Decreto
del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 entro il termine di centoventi giorni
dalla data di notificazione del provvedimento stesso.

IL VICE SEGRETARIO GENERALE


Annalisa Rocchietti

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

PS10013 - TOYS AND GAMES-MANCATA CONSEGNA


Provvedimento n. 25585
LAUTORIT GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 22 luglio 2015;
SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;
VISTA la Parte II, Titolo III, e la Parte III, Titolo III, Capo I, del Decreto Legislativo 6 settembre
2005, n. 206 e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);
VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicit ingannevole e
comparativa, pratiche commerciali scorrette, violazione dei diritti dei consumatori nei contratti,
violazione del divieto di discriminazioni e clausole vessatorie (di seguito, Regolamento), adottato
dallAutorit con delibera del 1 aprile 2015;
VISTA la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell8 giugno 2000,
relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societ dellinformazione, in particolare il
commercio elettronico, nel mercato interno (Direttiva sul commercio elettronico);
VISTO il Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70, recante Attuazione della direttiva 2000/31/CE
relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societ dellinformazione, in particolare il
commercio elettronico, nel mercato interno;
VISTI gli atti del procedimento;
VISTA la comunicazione di avvio del procedimento PS10013 del 1 luglio 2015, volto a verificare
lesistenza di pratiche commerciali scorrette in violazione degli articoli 20 e 21, comma 1, lettere
b) e g), 22, comma 1, 23, lettera e), 24 e 25, lettera d) e 49 e ss. del Codice del Consumo;
CONSIDERATO quanto segue:
I. FATTO
1. Secondo le segnalazioni pervenute in Autorit a partire dal mese di febbraio 2015 ed alcune
informazioni acquisite d'ufficio ai fini dell'applicazione del Codice del Consumo, limpresa
individuale Toys and Games di Luigi De Rosa ( di seguito il professionista) ha posto in essere
pratiche commerciali scorrette consistenti: A) nel diffondere informazioni non veritiere circa la
disponibilit ed i tempi di consegna dei prodotti offerti on line; B) nell'opporre difficolt di varia
natura ai consumatori, rispetto all'esercizio di taluni loro diritti contrattuali; C) nella violazione
degli obblighi informativi relativi allindirizzo di posta elettronica, al diritto di recesso ed alla
garanzia legale di conformit.
2. Sulla base delle informazioni acquisite in atti, in data 1 luglio 2015, stato avviato il
procedimento istruttorio PS10013, ai sensi dellart. 27, comma 3, del Codice del Consumo, nonch
ai sensi dellart. 6 del Regolamento, al fine di verificare lesistenza di pratiche commerciali
scorrette in violazione degli articoli 20 e 21, comma 1, lettere b) e g), 22, comma 1, 23, lettera e),
24 e 25, lettera d) e 49 e ss. del Codice del Consumo.
3. Contestualmente alla comunicazione di avvio del procedimento, il professionista stato invitato,
ai sensi dellart. 8, comma 2, del Regolamento, a presentare memorie scritte e documenti entro 10

BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

giorni dal suo ricevimento, al fine della valutazione dei presupposti per la sospensione provvisoria
delle pratiche, ai sensi dellart. 27, comma 3, del Codice del Consumo.
4. In sintesi, i comportamenti oggetto di contestazione come pratiche commerciali consistono in:
A) Informazioni non veritiere circa la disponibilit e i tempi di consegna dei prodotti offerti on
line
5. Secondo le segnalazioni pervenute in Autorit, il professionista avrebbe proposto in vendita,
attraverso i propri siti web, alcuni prodotti indicandoli come disponibili, ovvero impegnandosi ad
inviarli entro un determinato termine, salvo successivamente ometterne la consegna. Nella
pluralit dei casi il professionista avrebbe imputato il ritardo nella consegna a generiche difficolt
insorte con i fornitori, offrendo comunque garanzie sulla bont della consegna dei prodotti ordinati
e regolarmente pagati o mostrandosi disponibile alla restituzione del prezzo pagato, salvo poi non
ottemperare a quanto promesso.
B) Ostacoli allesercizio di diritti contrattuali
6. I segnalanti riferiscono di non aver ottenuto la restituzione del prezzo pagato, a fronte della
mancata consegna dei prodotti ordinati ed evidenziano di aver incontrato difficolt a relazionarsi
con il professionista.
C) Violazione degli obblighi informativi
7. Dallesame dei siti www.citytoyscassino.it/ e www.citytoyscassino.com/ risulta che il
professionista non fornisce le informazioni relative allindirizzo di posta elettronica, al diritto di
recesso ed alla garanzia legale di conformit.
II. MEMORIE DELLE PARTI
8. Il professionista non ha fornito alcun riscontro nonostante la comunicazione di avvio del
procedimento sia stata correttamente notificata tramite Posta Elettronica Certificata (prot.43473
del 1 luglio 2015).
III. VALUTAZIONI
9. Sotto il profilo del fumus boni iuris, gli elementi sopra descritti inducono a ritenere sussistenti
prima facie le pratiche commerciali descritte, in violazione delle norme del Codice del Consumo.
10. La pratica sub A) risulta in contrasto con le disposizioni di cui agli articoli 20, 21, comma 1,
lettera b), 22, comma 1, e 23, lettera e) del Codice del Consumo, in ragione della possibile
ingannevolezza delle indicazioni relative alla disponibilit ed ai tempi di consegna dei prodotti
offerti in vendita on line, nonch in ragione della omessa comunicazione di informazioni relative
allo specifico modello di business adottato dai professionista, rilevanti al fine di consentire al
consumatore medio di prendere una decisione consapevole di natura commerciale.
11. La pratica sub B) risulta in contrasto con le disposizioni di cui agli articoli 20, 24 e 25, lettera
d) del Codice del Consumo, in ragione della possibile idoneit delle condotte richiamate a
ostacolare ovvero a condizionare indebitamente la libert di scelta del consumatore medio in
relazione all'esercizio di diritti contrattuali e/o all'eventuale cessazione del rapporto contrattuale.

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BOLLETTINO N. 29 DEL 1 0 A G O S T O 2 0 1 5

12. La pratica sub C) risulta in contrasto con le disposizioni di cui agli articoli 49 e ss. del Codice
del Consumo, in ragione del fatto che il professionista non fornisce, sui siti on line che utilizza per
la sua attivit, le informazioni relative allindirizzo di posta elettronica, alla diritto di recesso ed
alla garanzia legale di conformit.
13. Nei medesimi siti del professionista sono fornite informazioni non rispondenti al vero in merito
alla disponibilit e ai tempi di consegna dei prodotti ivi commercializzati. Inoltre, come risulta
dalle molteplici segnalazioni pervenute anche dopo lavvio del procedimento, i consumatori
trovano notevoli ostacoli nellesercitare i loro diritti contrattuali: in particolare, la mancata
restituzione di quanto pagato a seguito dellesercizio del diritto di recesso e la difficolt ad avere
contatti diretti con il professionista. Infine, si rileva che leffetto di aggancio ancora pi
immediato e idoneo a determinare un grave pregiudizio per i consumatori, trattandosi di prodotti
elettronici commercializzati a prezzi particolarmente convenienti e appetibili soprattutto per i
consumatori pi giovani.
14. Come emerge dalle segnalazioni, il comportamento del professionista connotato da una
particolare gravit stante il fatto che lo stesso percepisce immediatamente, gi al momento in cui il
consumatore effettua lordine, limporto da pagare tramite bonifico bancario ancor prima di
effettuare la spedizione del prodotto e, di conseguenza, anche in quei casi in cui il prodotto non
risulta disponibile o la cui reperibilit richiede molto tempo. Si tratta di un comportamento grave e
scorretto in quanto il professionista si avvantaggia e lucra sullimmediata disponibilit
dellimporto pagato dal consumatore a fronte di un acquisto ancora non effettuato riversando sul
consumatore il rischio della mancata disponibilit del bene.
15. Sotto il profilo del periculum in mora, vale osservare che le condotte sopra descritte, sono
caratterizzate da un elevato grado di offensivit in quanto i siti www.citytoyscassino.it/ e
www.citytoyscassino.com/ sono ancora attivi e come tali idonei, nelle more del procedimento,
anche in considerazione della crescita esponenziale delle vendite on-line e delle caratteristiche
dellofferta pubblicizzata dal professionista - prodotti di elettronica a prezzi particolarmente
appetibili - a raggiungere un elevato numero di consumatori che potrebbero acquistare i prodotti
pagarne il prezzo, non ricevere la merce e non riuscire a vedersi restituiti gli importi pagati.
16. Alla luce di tutto quanto sopra, tenuto conto dellattualit delle condotte descritte, i siti internet
in esame risultano idonei, nelle more del procedimento, ad indurre i visitatori degli stessi ad
assumere una decisione commerciale che altrimenti non prenderebbero, quale quella di effettuare
acquisti nella convinzione di ricevere in breve tempo i prodotti acquistati a prezzi particolarmente
convenienti, con la conseguenza di pagare un importo per prodotti che potrebbero non essere
consegnati e per i quali risulta particolarmente difficile e complessa la restituzione.
RITENUTO, pertanto, che dallesame degli atti del procedimento emergono elementi tali da
avvalorare la necessit di provvedere con particolare urgenza al fine di impedire che le pratiche
commerciali sopra descritte, continuino ad essere poste in essere nelle more del procedimento di
merito;

DISPONE
ai sensi dellart. 27, comma 3, del Codice del Consumo e dellart. 8, comma 1, del Regolamento,
che limpresa, entro tre giorni dalla comunicazione del presente provvedimento:

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BOLLETTINO N. 29 DEL 10 AGOSTO 2015

a)
sospenda ogni attivit diretta alla vendita di prodotti non disponibili nonch alladdebito dei
costi sulla carta di credito di prodotti non realmente pronti per la consegna;
b)
comunichi allAutorit lavvenuta esecuzione del presente provvedimento di sospensione e
le relative modalit entro dieci giorni dal ricevimento del presente provvedimento, inviando una
relazione dettagliata nella quale vengano illustrati le misure adottate.
Ai sensi dellart. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente
delibera l'Autorit applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 euro. Nei
casi di reiterata inottemperanza l'Autorit pu disporre la sospensione dell'attivit di impresa per
un periodo non superiore a trenta giorni.
Il presente provvedimento sar comunicato ai soggetti interessati ai sensi dellart. 19 del
Regolamento e pubblicato nel Bollettino dell'Autorit Garante della Concorrenza e del Mercato.
Avverso il presente provvedimento pu essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi
dellart. 135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2
luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso,
fatti salvi i maggiori termini di cui allart. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo,
ovvero pu essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ai sensi
dellarticolo 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 entro il
termine di centoventi giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso.
Si ricorda che, ai sensi dellart. 8, comma 4, del Regolamento, la presente decisione di sospensione
deve essere immediatamente eseguita a cura del professionista e che il ricorso avverso il
provvedimento di sospensione dell'Autorit non sospende l'esecuzione dello stesso.

IL SEGRETARIO GENERALE
Roberto Chieppa

IL PRESIDENTE
Giovanni Pitruzzella

Autorit garante
della concorrenza e del mercato

Bollettino Settimanale
Anno XXV- N. 29 - 2015

Coordinamento redazionale

Giulia Antenucci

Redazione

Elisabetta Allegra, Sandro Cini, Francesca Melchiorri,


Valerio Ruocco, Simonetta Schettini
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Tel.: 06-858211 Fax: 06-85821256
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