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La rovina di Lutero cominci

dal breviario e la Messa trascurate


Buone notte data ai seminaristi 30/5/2009

Exsurge Domine , cosi comincia la bolla di Leone X con la quale viene minacciato di
scomunica Martin Lutero il 15 giugno 1520.
Tutti noi conosciamo la storia di Lutero: un monaco agostino osservante, inteligente, molto
capace ma che fin nelleresia. Lasci la vita religiosa, il sacerdozio, la chiesa e fu causa
della divisione attuale che ancor oggi troviamo. Ma quale fu la causa di questa rovina? La
causa della rovina di lutero fu il mettere come primario quello secondario e come
secondario quello primario, in altre parole, il dimenticare che la prima cosa nella nostra
vita deve essere la preghiera, specialmente quella che ci comanda la Chiesa e la santa
Messa.
Da principio quest'uomo pregava. Ma la sua superbia e lattivismo lo portarono piano
piano a lasciare la preghiera Io ho usato tutta la diligenza possibile, martoriando il mio
corpo con la privazione del cibo e del sonno, con preghiere ed altri pii esercizi. Se un
monaco andato in paradiso per mezzo della vita monacale, anch'io vi ho voluto arrivare.
[1].
Ma la sua superbia e lattivismo lo portarono piano piano a lasciare la preghiera
Io ero nel convento non come gli altri uomini, ladri, disonesti...; ma mi mantenevo casto,
ubbidiente e povero [2]. Sembra di sentire il fariseo del tempio, ricordato da Ges (Lc. 18,
10).
Io mi sono martoriato con preghiere, digiuni, veglie, e soffrendo il freddo...
Poi l'attivit divent sempre pi febbrile. Egli fin per rinunciare a quasi tutte le pratiche di
piet, proprio per la furia dell'attivismo. Scriveva all'amico Lang, il 26 ottobre 1516: Io
avrei bisogno di due scrivani o di due segretari. lo non faccio quasi altro tutto
il giorno che scrivere... Inoltre sono il predicatore del convento: devo
predicare in refettorio, e sono invitato giornalmente a parlare nella chiesa
parrocchiale. Sono direttore degli studi, sono vicario dei nostri conventi,
ossia undici vollte priore... Io spiego S. Paolo, raccolgo le esegesi sopra i
Salmi... Raramente ho la possibilit di fare il mio dovere riguardo alla recita
del Breviario, e non ho il tempo di celebrare la Messa [3].
Le rovine accatastate dall'attivismo privo di vita interiore non sono sempre catastrofi cosi
immani; ma gli insegnamenti divini, i santi, l'esperienza ci assicurano che esso rovine ne
produce sempre [6].
perci chiediamo alla madonna santissima la grazia di ricordare sempre che la cosa pi
importante ed essenziale della nostra vita e la nostra intimit con Cristo, tutto il resto
secondario
NOTE

[1] H. Grisar S. I., Lutero. Friburgo di Br. 1925, vol. 3, p. 679 s.; dello stesso H. Grisar,
Lutero.
La
sua
vita
e
le
sue
opere,
Torino
1944,
pp.
59-60.
[2] H. Grisar, Lutero, vol. 3, p. 1004 s.; Lutero. La sua vita e le sue opere, p. 60.
[3] H. Grisar, Lutero, vol. I, p. 222; Lutero. La sua vita e le sue opere, p. 58.
[4] Vedendo vani tutti i tentativi di darsi la pace con la propria nuova mistica, Lutero fini
per entrare in una specie d'agitazione febbrile, irritato anche per le tentazioni che lo
assalivano, come dimostra il P. Grisar, con i documenti che arreca nelle opere classiche
sull'argomento.
[5] LUTERO, Conversazioni conviviali, ed. Weimar, vol. 2, n. 2654; H. Grisar, Lutero. La
sua
vita
e
le
sue
opere,
p.
65.
[6] Abbiamo la parola pi autorevole della terra: il S. Padre Pio XI nell'enciclica Ad
Catholici Sacerdotii (Ediz. Pol. Vat. 1941, p. 23) ammonisce: Sarebbe un errore
gravissimo e pericolosissimo se il sacerdote, trasportato da falso zelo, trascurasse la
propria santificazione per tutto immergersi nelle opere esteriori, per quanto buone, del
ministero sacerdotale. Con ci, metterebbe in pericolo la propria eterna salute, come il
grande Apostolo delle genti temeva di se stesso: "Castigo il mio corpo e lo rendo schiavo,
perch non avvenga che dopo aver predicato agli altri, io diventi riprovato", e si esporrebbe
anche a perdere, se non la grazia divina, certamente quell'unzione dello Spirito Santo che
d
una
mirabile
forza
ed
efficacia
all'apostolato
esterno.