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T.T.N. S.p.A.

Dipartimento di Tempra in Bagno di Sale e Sottovuoto


Via 1 Maggio, 30 - 20014 NERVIANO (MI)
Tel. 0331/463.706 - Fax. 0331/415642 - e-mail: ttn@ttnspa.it

MASSIMA TENACITA

MINIME DEFORMAZIONI
1

QUALE LA SOLUZIONE DI TRATTAMENTO PER I VS. STAMPI?!


INTRODUZIONE
Con il trattamento termico si conferisce allacciaio la struttura con la quale
verr messo in esercizio. Nella messa a punto di un ciclo di trattamento
termico, tuttavia, lattenzione non rivolta esclusivamente allottenimento di
determinate trasformazioni microstrutturali, in quanto non si pu prescindere
da tutti quegli aspetti collaterali che accompagnano lesecuzione del
trattamento stesso, quali ad esempio variazioni non uniformi di temperatura e
di volume che si traducono in tensioni interne, distorsioni, che devono essere
tenute sotto controllo per non compromettere lulteriore utilizzo dello
stampo.
In questo lavoro parleremo segnatamente di come sia possibile ottenere
un ottimo compromesso tra propriet meccaniche - RESILIENZA - e
variazioni dimensionali e di forma - DEFORMAZIONI -.

VELOCITA DI RAFFREDDAMENTO E MICROSTRUTTURA


Dallacciaio con cui vengono costruiti componenti meccanici di vario
genere, si pretendono le massime prestazioni dal punto di vista della
resistenza a trazione e ad usura, tutte propriet direttamente correlate con
unelevata durezza; daltra parte deve essere garantita una buona tenacit alla
frattura per fare in modo che lo stampo sia resistente ai fenomeni di
pirocriccatura e di fatica termica. La massima durezza che si pu ottenere in
un qualunque acciaio associata ad una microstruttura completamente
martensitica, per ottenere la quale lacciaio deve essere assoggettato al
trattamento termico di tempra. I successivi rinvenimenti cui viene sottoposto
il particolare trattato, hanno il duplice compito sia di diminuire il valore di
durezza ottenuta dopo la tempra mediante un processo di trasformazione
strutturale della martensite, sia di completare il processo di trasformazione
dellaustenite residua, inevitabilmente presente nei materiali per la
lavorazione a caldo a causa del loro elevato tenore di elementi di lega quali
molibdeno e vanadio che tendono a stabilizzare laustenite rallentando il
processo di trasformazione martensitico. Una completa trasformazione
dellaustenite residua di fondamentale importanza sia per quel che riguarda
le deformazioni cui soggetto un particolare dopo trattamento termico, sia
per la tenacit del materiale, che risulta seriamente compromessa allorch i
valori di austenite residua risultano consistenti. Per un qualunque particolare
in acciaio, avente certe forme e dimensioni, la possibilit di ottenere la
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richiesta distribuzione dei costituenti strutturali procedendo dalla superficie


verso il cuore, dipende sostanzialmente dalla possibilit di realizzare nei vari
punti la necessaria velocit di raffreddamento, scegliendo in modo opportuno
il mezzo di spegnimento. Ovviamente un altro parametro di cui tener conto
la composizione chimica dellacciaio, che determina il posizionamento delle
curve CCT; gli acciai per la lavorazione a caldo, con alto contenuto di
elementi di lega, hanno generalmente le curve spostate verso tempi
lunghi (cfr. fig.1) e quindi sono virtualmente ben temprabili, cio si
possono temprare anche con velocit di raffreddamento relativamente
modeste. Ci che si differenzia tra una tempra condotta con velocit di
raffreddamento bassa e velocit di raffreddamento elevata la
microstruttura, che, come vedremo, la responsabile diretta del
comportamento in esercizio degli stampi. La cosa che ci preme
maggiormente mettere in evidenza che mentre esiste un legame preciso tra
microstruttura e velocit di raffreddamento (nel seguito v.r.), nel senso che
una certa microstruttura ottenibile se e solo se si raggiunge una certa v.r.,
non altrettanto vale per il legame durezza-v.r., nel senso che dalla v.r. si pu
ricavare la durezza che si otterr (conoscendo la microstruttura ottenuta),
mentre dalla durezza non si pu risalire alla v.r. e quindi al tipo di
microstruttura.
fig.1

R A F F R E D D .
V E L O C E
e d
UNIFORME:
O T T I M A
STRUTTURA
-

RAFFREDD. LENTO E
NON-UNIFORME
STRUTTURA MISTA
BASSA RESISTENZA A
DANNEGGIAMENTO

Curve CCT per un acciaio UNI X37CrMoV 5 1 KU (1.2343)


Quindi la richiesta comunemente fatta di ottenere una certa durezza dopo
trattamento termico risulta quantomeno incompleta (come vedremo nel
seguito), specialmente per particolari importanti quali ad esempio gli stampi
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per pressofusione; il semplice valore di durezza non pu essere un parametro


in base al quale prevedere la vita in esercizio che avr uno stampo, poich
tale valore pu essere associata a una vasta gamma di microstrutture
differenti che possiedono propriet meccaniche (es. tenacit, limite elastico
ecc.) estremamente diverse e sicuramente influenzano ben pi della durezza
il comportamento in esercizio del pezzo.
PERCHE E FONDAMENTALE MISURARE LA RESILIENZA!!
Come abbiamo detto, lottenimento di una microstruttura adeguata
fondamentale sia per allungare la vita dello stampo sia per poter realizzare
con successo eventuali trattamenti superficiali quali la nitrurazione ionica ed
il rivestimento PVD. Per ottenere una microstruttura adeguata dobbiamo
partire da un acciaio omogeneo, uniforme in tutte le direzioni possibili da cui
ricaveremo la figura dello stampo. In fig.2 e fig. 3 sono dati rispettivamente
casi a buona e pessima situazione di partenza. questo non leccezione bens
capita spesso di trovarsi di fronte a stampi che in partenza presentano gi
strutture totalmente compromesso per lesercizio finale!! Cobntrollare
lacciaio quindi il primo ed imprescindibile passo per buone prestazioni!!!

fig.2
BUONA Struttura allo stato
ricotto: carburi su matrice ferritica

fig.3
PESSIMA struttura allo stato
ricotto: forte bande di
segregazione, scar Bainite

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Si passa poi allanalisi di una microstruttura dopo tempra dove di martensite


fine con tracce di bainite inferiore e carburi finemente interdispersi nella
matrice (cfr. fig.2), mentre una struttura inadeguata composta da martensite
grossolana con marcata presenza di bainite superiore e talvolta anche di perlite
e con carburi precipitati a bordo grano (cfr. fig.3).
Basta lanalisi anche di un occhio poco esperto per comprendere i motivi per
cui la prima microstruttura migliore della seconda basta analizzare la
morfologia della bainite inferiore confrontata con quella della bainite superiore.
Con una tempra condotta con spegnimento in gas ad alta pressione risulta
virtualmente possibile arrivare a velocit di raffreddamento tali da ottenere
strutture adeguate, ma questo va a scontrarsi con un grosso limite del
raffreddamento in gas: la disomogeneit del raffreddamento. Vari studi hanno
dimostrato che, a parit di pressione impiegata nel raffreddamento, la velocit
di tempra risulta diversa a seconda della composizione della carica e quindi, per
il legame visto precedentemente, si otterranno strutture metallurgiche differenti
per cariche differenti, essendo la pressione un parametro non determinante in
modo completo sulla velocit di raffreddamento. Inoltre, proprio a causa della
disuniformit del raffreddamento, possibile che un pezzo di grosse
dimensioni subisca un raffreddamento pi spinto in certe zone che in altre;
questo si traduce in variazioni di forma che possono risultare anche consistenti
e quindi in marcate deformazioni. Per ridurre la deformazione si pu,come
viene usualmente fatto, ridurre la pressione di spegnimento, con il conseguente
risultato di avere strutture metallurgiche inadeguate che si traducono in una
scarsa resa dello stampo in esercizio per il prematuro emergere di
pirocriccature e cricche originate dagli shock termici cui lo stampo soggetto
nel normale esercizio.
Ben diverso risulta essere il discorso per quanto riguarda una tempra in bagno
di sale. Nel raffreddamento in bagno di sale, la carica viene immersa in vasche
che in T.T.N. hanno un rapporto di volume 1:10, che garantiscono quindi
unomogeneit di raffreddamento totale. Questo fatto si traduce in pratica in un
contenimento delle deformazioni ma soprattutto, grazie allelevato coefficente
di scambio termico dei sali fusi, in una velocit di raffreddamento decisamente
superiore a quella ottenibile, a parit di deformazioni, con lo spegnimento in
gas.
La possibilit offerta dagli impianti T.T.N. (cfr. fig.4) di raffreddare anche
pezzi di grosse dimensioni (fino a 1000X1000X1500 mm - max. 2300 Kg.) in
due diversi bagni di sali fusi (il primo a 500C ed il secondo a 200C) permette
di unire la velocit e luniformit di raffreddamento al salto termico controllato
con il risultato di ottenere una velocit di raffreddamento succientemente
veloce da dare la desiderata struttura di tempra, ma non tanto alta da
determinare distorsioni del pezzo.
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T.T.N. S.p.a.:
Linea di tempra sottovuoto con spegnimento
bagni di sale ad alta-bassa temperatura,
1.- carico - scarico robotizzati,
2.- assenza di decarburazione in superficie,
3.- ottima resilienza,
4.- deformazioni contenute.

fig.4
Transitando nel sale ad alta temperatura si sfrutta la finestra bainitica
possieduta dagli acciai per lavorazione a caldo (cfr. fig.1) ed in tal modo, senza
che avvenga alcuna trasformazione strutturale, si uniforma la differenza di
temperatura tra il cuore e la superficie, cosa fondamentale, come vedremo, per
il contenimento della deformazione, mentre nel passaggio dal sale a 500C a
quello a 200C si attraversa il punto di inizio di trasformazione martensitica
con una velocit sufficientemente elevata da evitare il naso bainitico o al pi da
lambirlo nella parte inferiore (cfr. fig.5), con formazione in tal modo di bainite
inferiore e martensite e quindi con lottenimento di una struttura adeguata dal
punto di vista delle propriet meccaniche, prima fra tutte la resilienza.
In T.T.N. abbiamo realizzato un gran numero di prove posizionando dei
provini standard di resilienza senza intaglio, con dimensioni 10X10X55 mm,
in fori di raffreddamento di grosse matrici per pressofusione, spingendoli ad
una profondit tale da simulare il comportamento del cuore dello stampo ed
abbiamo poi raffreddato le matrici nei bagni di sale fusi (ciclo1).
Parallelamente dei provini analoghi sono stati posizionati in simulacri di stampi
con dimensioni simili a quelli raffreddati in bagno di sale e sono invece stati
raffreddati in gas ad una pressione di 6 bar (ciclo2). Tali provini, dopo essere
stati rettificati sono stati oggetto di prove di resilienza condotte presso
lUniversit di Trento con un pendolo Charpy 300 J strumentato che ha messo
in luce il comportamento sostanzialmente diverso dei pezzi raffreddati in gas
rispetto a quelli raffreddati in bagno di sale.

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1000

CUORE

Temperatura (C)

800

BAGNO DI
SALE A 220C

SUPERFICIE

600

400

BAGNO DI
SALE A 520C

200

0
1 ,0 0 E + 0 0

1 ,0 0 E + 0 1

1 ,0 0 E + 0 2

1 ,0 0 E + 0 3

1 ,0 0 E + 0 4

T e m p o ( s 1) , 0 0 E + 0 6

1 ,0 0 E + 0 5

fig.5
Curve di raffreddamento di un particolare in 1.2343 in bagno di sale a doppio
stadio con termocoppie a cuore e in superficie del pezzo
Nelle figg.6-7 sono riportate le registrazioni delle curve di impatto per i
materiali rinvenuti. Si pu notare come per il ciclo 1 il comportamento del
campione sia tipicamente duttile, tant che il provino risulta essersi
deformato plasticamente assorbendo tutta lenegia del pendolo senza
rompersi (cfr. fig. 8), mentre per il ciclo 2 il comportamento a frattura per
impatto sia tipicamente fragile, dato che la frattura sopravviene senza che sia
stato raggiunto lo snervamento generalizzato e senza che il provino si sia
deformato plasticamente prima della rottura (cfr.fig.9). I dati riepilogativi in
Tab.1 mostrano anche che il materiale trattato con il ciclo 1 assorbe pi
energia ad impatto del materiale trattato con il ciclo 2.
Per interpretare questo comportamento necessario fare riferimento ai
micromeccanismi di frattura e quindi alle diverse caratteristiche
microstrutturali dei materiali. Dal punto di vista dei micromeccanismi di
frattura, levento critico la propagazione dinamica della microcricca
originata dalla rottura di un carburo; la frattura si ha quando lo sforzo
principale massimo nella zona plastica supera lo sforzo critico di clivaggio
che dipende dalle dimensioni delle microcricche. Il materiale temprato con il
ciclo 2 ha una microstruttura pi grossolana di quello ottenuto con il ciclo 1
e quindi il relativo sforzo critico di clivaggio minore e pu essere raggiunto
per valori pi bassi del carico applicato.
In conclusione possiamo dire che il materiale temprato sottovuoto,
presentando una struttura bainitico superiore-martensitica con carburi
grossolani risulta molto pi fragile del materiale temprato in bagno di sale,
che presenta invece una struttura martensitica con carburi fini e
omogeneamente interdispersi nella matrice; questa differenza dei valori di
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CARICO (KN)

OTTIMA RESILIENZA 300 JOULE


OTTIMA TENACITA
DEFLESSIONE (mm)

fig.6
Registrazione forza-deformazione di n3 provini temprati sottovuoto con
raffreddamento in bagno di sale (ciclo 1); si evidenzia come i tre campioni
abbiano assorbito completamente lenegia di 300 J del pendolo senza rompersi,
mostrando unelevata tenacit.
CARICO (KN)

BASSA RESILIENZA 70 JOULE


PESSIMA TENACITA

DEFLESSIONE (mm)

fig.7
Registrazione forza-deformazione di n3 provini temprati sottovuoto con
raffreddamento in gas a 6 bar (ciclo 2); si evidenzia come i tre provini si siano
rotti di schianto per valori di energia piuttosto bassi, mostrando uno scarso
valore di tenacit.

Energia
(J)

ciclo1
camp.1

ciclo1
camp.2

ciclo1
camp.3

ciclo2
camp.1

ciclo2
camp.2

ciclo2
camp.3

>300

>300

>300

65.9

93.8

74.15

Tab.1
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tenacit si traduce poi al lato pratico in una marcata differenza nel


comportamento in esercizio dello stampo, per cui per valori di tenacit ridotta
si assister inevitabilmente alla prematura comparsa di cricche da fatica termica
e di sfogliature superficiali che riducono drasticamente la vita dello stampo
stesso.

fig.8
Provino di resilienza non rotto
Ottima tenacit

fig.9
Provino di resilienza rotto
Scarsa tenacit

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COME CONTENERE LE DEFORMAZIONI SENZA SACRIFICI?


Per deformazione si intende la variazione delle dimensioni e della geometria di
un pezzo dovute a trattamento termico.
La variazione delle dimensioni si riferisce unicamente alla variazione delle
misure senza variazione della geometria, tuttavia variazioni geometriche e
dimensionali si presentano sempre accoppiate.
Le variazioni geometriche sono principalmente dovute alle tensioni termiche
che si ingenerano allinterno del materiale a causa di una distribuzione
disomogenea di temperatura tra il cuore e la superficie dello stampo, mentre le
variazioni di volume sono principalmente dovute alla trasformazioni strutturali
che avvengono nel materiale proprio grazie al trattamento termico.
Le deformazioni di uno stampo, come abbiamo detto, sono causate
principalmente dalle tensioni termiche che si generano nel materiale a causa
della differenza di temperatura tra il cuore e la superficie del pezzo. E ben noto
che una differenza di temperatura T tra cuore e superficie di uno stampo
produce degli sforzi meccanici () che risultano proporzionali al T stesso.

Ogni materiale assoggettato a carichi esterni subisce delle deformazioni elastoplastiche () allorch localmente lo sforzo supera il valore del limite di
snervamento (sn), anchesso dipendente dalla temperatura. Poich la
deformazione risulta a sua volta proporzionale allo sforzo applicato, ecco che
risulter proporzionale al T che si produce nel materiale.

Ne consegue che quanto pi ridotta la differenza di temperatura tra il cuore e


la superficie di uno stampo, tanto minore sar la deformazione che si produce.
Dallesame delle curve di figg.10-11 si vede chiaramente come lo spegnimento
sottovuoto generi una differenza di temperatura tra cuore e superficie ben
superiore a quella che si ha con lo spegnimento in sale a due stadi, il che si
traduce in una deformzaione sicuramente pi marcata.
Unaltra importante differenza tra i due tipi di spegnimento si ha dal punto di
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TEMPERATURA (C)

CARBURI
T

P E R L IT E
CUORE
T
S U P E R F IC I E

B A IN IT E

M A R T E N S IT E

SFORZO (
)

T E M P O (m in )

DEFORMAZIONE

sn

TEMPERATURA (C)

fig.10
Raffreddamento in bagno di sale a doppio stadio

CARBURI
P E R L IT E
CUORE
S U P E R F IC I E
T
B A IN IT E

M A R T E N S IT E

SFORZO (
)

T E M P O (m in )

DEFORMAZIONE

sn

fig.11
Raffreddamento in gas ad alta pressione (6bar)
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vista della ripetibilit dello spegnimento. Come risulta ben intuibile, quando
si realizza un raffreddamento con gas ad alta pressione, la velocit con cui il
flusso di gas lambisce un pezzo dipende dalla strutturazione della carica
posta allinterno del forno; pezzi pi vicini agli ugelli di uscita del gas si
raffredderanno pi rapidamente di pezzi posizionati centralmente sul cestello
di carica, i quali molto spesso risultano parzialmente schermati dai pezzi
limitrofi. Ne consegue che al variare della composizione della carica e della
posizione dei pezzi in forno si otterranno delle velocit di raffreddamento
differenti ed anche su uno stesso particolare, se di grosse dimensioni, si
avranno delle disuniformit di temperatura considerevoli. Questo produce
dei T non solo tra cuore e superficie ma anche tra zone attigue dello stesso
particolare e quindi, per quanto visto prima, delle distorsioni inevitabili ed
imprevedibili (cfr. fig.12).
Al contrario quando una carica, comunque composta, viene immersa in un
bagno di sale con un volume pi di 10 volte superiore al volume massimo
della carica, tutti i particolari vengono lambiti allo stesso modo dal sale fuso
e la superficie di pezzi di grosse dimensioni si trova ad essere termostatata in
modo assolutamente uniforme, senza che si producano T tra zone differenti
sulla superficie e quindi senza che si producano distorsioni indesiderate (cfr.
allegati n 1-2-3). Altro fatto molto importante che, qualunque sia la
disposizione dei pezzi sul cestello di carica, tutti vengono termalizzati nello
stesso identico modo. Ne risulta che non solo le deformazioni saranno
certamente contenute (cfr. fig.13), ma soprattutto saranno ripetitive,
ovverosia se una tipologia di particolari si deforma in un certo modo dopo un
raffreddamento in sale, ci si aspetta che si deformer sempre nello stesso
modo.
Lestrema riproducibilit dei risultati che si ha con lo spegnimento in bagno
di sale consente, dopo aver accumulato un bagaglio di esperienza frutto
dellosservazione di centinaia di casi, di acquisire una certa capacit
previsionale sul comportamento di un certo tipo di particolari relativamente
alle deformazioni da trattamento termico e nel poter quindi dare delle utili
indicazioni ai costruttori di stampi su quali sovrammetalli lasciare.

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fig.12
Il raffreddamento in bagno di sale consente di contenere le
deformazioni anche su stampi di grosse dimensioni

fig.13
Il raffreddamento in gas ad alta pressione (6 bar) non permette di contenere le
deformazioni al di sotto di limiti accettabili su stampi di grosse dimensioni.

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