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Progetto4.

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MARIA TERESA CANCEDDA - GIAN LUIGI RIGHETTI - NOEMI TINTI

FISICA
no problem
CINEMATICA E DINAMICA

GUIDA
per il docente

B
Progetto4.qxp_Layout 1 11/10/18 00:46 Pagina 3

Coordinamento redazionale:
EDISTUDIO, Milano

Realizzazione copertina:
Luca Siviero, Torino

Progetto grafico, impaginazione e illustrazioni:


EDISTUDIO, Milano

Realizzazione lastre CTP:


Fotoincisa EFFEGI, Savigliano (CN)

Stampa:
EDIZIONI il capitello - Torino

Proprietà letteraria riservata

L’editore, nell’ambito delle leggi internazionali sul copy-


right, è a disposizione degli aventi diritto non potuti rin-
tracciare.
1ª edizione: settembre 2018
Ristampa
6 5 4 3 2 1
2023 2022 2021 2020 2019 20186

© EDIZIONI il capitello
Via Sansovino, 243/22/R – 10151 Torino
telefono 011 4513611
e-mail: info@capitello.it
internet: www.capitello.it
 3

Indice

Capitolo 1 – Cinematica su traiettoria rettilinea 5


Soluzioni dei problemi supplementari 6
Scheda di verifica – Livello 1 10
Scheda di verifica – Livello 2 12

Capitolo 2 – Cinematica su traiettoria curvilinea. Moti oscillatori 14


Soluzioni dei problemi supplementari 15
Scheda di verifica – Livello 1 20
Scheda di verifica – Livello 2 22

Capitolo 3 – Principi della dinamica 25


Soluzioni dei problemi supplementari 26
Scheda di verifica – Livello 1 29
Scheda di verifica – Livello 2 31

Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica 33


Soluzioni dei problemi supplementari 34
Scheda di verifica – Livello 1 46
Scheda di verifica – Livello 2 48
Scheda di verifica – Livello 2 50

Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica 52


Soluzioni dei problemi supplementari 53
Scheda di verifica – Livello 1 61
Scheda di verifica – Livello 2 63

Capitolo 6 – Quantità di moto 65


Soluzioni dei problemi supplementari 66
Scheda di verifica – Livello 1 74
Scheda di verifica – Livello 2 76

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4    Indice

Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale 78


Soluzioni dei problemi supplementari 79
Scheda di verifica – Livello 1 88
Scheda di verifica – Livello 2 90

Capitolo 8 – Gravitazione 92
Soluzioni dei problemi supplementari 93
Scheda di verifica – Livello 1 101
Scheda di verifica – Livello 2 103

Capitolo 9 – Meccanica dei fluidi 105


Soluzioni dei problemi supplementari 106
Scheda di verifica – Livello 1 111
Scheda di verifica – Livello 2 113

Capitolo 10 – Relatività classica 115


Soluzioni dei problemi supplementari 116
Scheda di verifica – Livello 1 125
Scheda di verifica – Livello 2 127

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  5

Capitolo 1 – Cinematica
su traiettoria rettilinea
Contenuti Conoscenze Abilità
1. Sistemi di riferimento e moto Traiettoria del moto e sistema Definire e calcolare lo spostamento
2. Legge oraria. Velocità di riferimento. Spostamento fra fa due posizioni
due posizioni di una traiettoria Definire e calcolare
3. Moto rettilineo uniforme
Velocità media e velocità la velocità media e istantanea
4. Moto rettilineo vario.
istantanea e l’accelerazione media
Accelerazione
Accelerazione media e istantanea e istantanea
5. Moto rettilineo uniformemente
Moto rettilineo vario Applicare le leggi
accelerato
del moto rettilineo uniforme
6. Moto dei gravi Moto rettilineo uniforme
e uniformemente accelerato
Moto rettilineo uniformemente in situazioni concrete
accelerato
Costruire i diagrammi s-t e v-t del
Diagramma spazio-tempo, moto di un corpo e ricavare da essi
diagramma velocità-tempo le caratteristiche del moto
Caratteristiche del moto Applicare le leggi del moto
dai diagrammi spazio-tempo a problemi sulla caduta libera
e velocità-tempo
Caduta libera dei gravi.
Accelerazione di gravità

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6    Guida per il docente

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
17 Dalla definizione di velocità media:
Δs1 km Δs2 km
= 50,0 ,   = 36,0
Δt1 h Δt2 h
da cui si può ricavare:
Δs1 Δs2
Δt1 = ,  Δt2 =
50,0 36,0
Si sa inoltre che la somma delle distanze è 40,0 km e la somma dei tempi è 1,00 h:

⎪⎧⎪Δs1 + Δs2 = 40,0



⎪⎪⎩Δt1 + Δt2 = 1,00

Sostituendo nel sistema le espressioni precedentemente trovate per Δt1 e Δt2 :

⎧⎪Δs1 + Δs2 = 40,0


⎪⎪
⎨ Δs1 Δs2
⎪⎪ + = 1,00
⎪⎩ 50,0 36,0

si ottiene un sistema di due equazioni in due incognite Δs1 e Δs2 che, risolto, dà:

⎧⎪⎪Δs1 = 14,3 km

⎪⎪⎩Δs2 = 25,7 km

¬
38 La macchina A è davanti e ha velocità 25,0 m/s, la macchina B la segue con veloci-
tà 35,0 m/s. Prendendo come posizione e istante iniziale dei tempi quelli in cui la
macchina B comincia a decelerare, le equazioni del moto delle due auto sono:
1
s A = 25,0⋅t +100      sB = 35,0⋅t + aB ⋅t 2      vB = 35,0 + aB ⋅t
2
Inoltre è noto che la velocità finale della macchina B è pari a quella della macchina
A (che rimane costante), e che la distanza finale tra le due auto è 10,0 m:

⎧⎪⎪25,0 = 35,0 + aB ⋅t

⎪⎪⎩sB − s A = 10,0

Risolvendo il sistema si trova:

⎪⎧⎪t = 22,0 s

⎪⎪⎩aB = −0,455 m/s 2

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Capitolo 1 – Cinematica su traiettoria rettilinea     7

¬
39 Nel primo tratto, che è percorso in 60,0 s:

⎧⎪ Δv v−50,0
⎪⎪a1 = =
⎪⎪ Δt 60,0

⎪⎪ v −50,02
2

⎪⎪s1 =
⎩⎪ 2a1

Sapendo che s1 = 2100 m, si può risolvere il sistema ottenendo come risultato:

⎪⎧⎪v = 20,0 m/s

⎪⎪⎩a1 = −0,500 m/s 2

Nel secondo tratto la velocità finale è zero, quindi:

02 − v2 02 − 20,02
a2 = = = −0,667 m/s 2
2⋅ s2 2⋅300

¬
48 Il diagramma orario del veicolo B è una retta passante per l’origine, quindi il moto
del veicolo B è un moto uniforme. La velocità costante di questo moto si ricava
dalla pendenza della retta:
130
vB = = 13,0 m/s
10,0
La legge oraria del veicolo B è quindi:

sB = 13,0⋅t

Il diagramma orario del veicolo A si compone di due parti: per t < 10,0 s è una
parabola con concavità rivolta verso il basso, quindi il moto del veicolo A è uni-
formemente decelerato; per t maggiore o uguale a 10,0 s il corpo A è fermo a una
distanza di 200 m dall’origine. L’equazione della parabola è del tipo:
1
s A = v0 A ⋅t + a ⋅t 2
2
La parabola ha vertice nel punto (10,0; 200); questo consente di calcolare la velo-
cità iniziale del veicolo A e la sua accelerazione:
⎧⎪ 1
⎪⎪200 = v0 A ⋅10,0 + a ⋅10,02
⎪⎨ 2
⎪⎪ v0 A
⎪⎪− = 10,0
⎩ a
da cui si ricava:

⎪⎧⎪v0 A = 40,0 m/s

⎪⎪⎩a = −4,00 m/s 2

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8    Guida per il docente

La legge oraria del veicolo A è quindi:


⎪⎧⎪s A = 40,0⋅t − 2,00⋅t 2     se t <10,0 s

⎪⎪⎩s A = 200                        se t ≥10,0 s

Dal grafico si vede chiaramente che s A = sB se t >10,0 s , e precisamente quando:

13,0⋅t = 200 ® t = 15,4 s


Le equazioni delle velocità dei due corpi sono:
⎪⎧⎪vA = 40,0− 4,00⋅t     se t <10,0 s

⎪⎪⎩vB = 13,0 m/s

I veicoli hanno la stessa velocità quando:


40,0− 4,00⋅t = 13,0 
cioè per t = 6,75 s.

¬
49 La prima parte del moto è di tipo uniforme, con velocità data da:
sf,II − si,II 78,0−0
vI = = = 3,120 m/s
tf,II −ti,II 25,0−0

La seconda parte del moto è di tipo uniformemente decelerato, con velocità iniziale
pari al valore calcolato in precedenza. Le leggi del moto consentono di ricavare il
valore della decelerazione:

vf ,II − vi,II 0− 3,120


aII = = = −6,240⋅10−2 m/s 2
tf ,II −ti,II 75,0− 25,0

e dello spazio percorso:


1 1
sII = aII (tf ,II −ti,II ) + vi,II (tf ,II −ti,II ) = ⋅(−6,240⋅10−2 ) ⋅(75,0−25,0) + 3,120⋅(75,0−25,0) = 78,0 m
2 2

2 2
Lo spazio totale è dato allora da:
s = sI + sII = 78,0 + 78,0 = 156 m
Il diagramma velocità-tempo del moto è il seguente:

3,120

25,0 75,0 t (s)

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Capitolo 1 – Cinematica su traiettoria rettilinea     9

¬
50 Si prende un sistema di riferimento con l’origine in corrispondenza a una estremità
del tratto di strada dove si trova una delle due auto, ad esempio la A, inizialmente
in moto. Le posizioni dei due veicoli in funzione del tempo sono date da:
1 1 2
x A = 3,00⋅t + 1,50⋅t 2        sB = 600− 2,00⋅t
2 2
I corpi si incrociano quando x B = x A , quindi:
1 1
3,00⋅t + 1,50⋅t 2 = 600− 2,00⋅t 2   ®  1,75⋅t 2 + 3,00⋅t −600 = 0
2 2
Risolvendo l’equazione di secondo grado si ha:

−3,00 ± 64,88
t= = 17,7 s
2⋅1,75
(scartando la soluzione negativa).
I valori assoluti delle due velocità risulteranno uguali se:

3,00 +1,50t = 2,00t → t = 6,00 s

Il diagramma posizione-tempo dei due moti è il seguente:


S (m) A

600

17,7 t (s)

¬
59 Le leggi orarie dei due corpi sono:
1 1
s1 = v01 ⋅t − g⋅t 2 = 7,00⋅103 t − g⋅t 2
2 2
1 2 1 2
s2 = v02 ⋅(t −t02 ) − g⋅(t −t02 ) = v02 ⋅(t −10,0) − g⋅(t −10,0)
2 2
tenendo conto del fatto che il secondo corpo parte a un istante t02 = 10,0 s dopo
il primo.
Quando il secondo razzo raggiunge il primo si ha s1 = s2 :
1 1 2
7,00⋅103 t − g⋅t 2 = v02 ⋅(t −10,0) − g⋅(t −10,0)
2 2
Ciò accade al tempo t = 140 s. Sostituendo questo valore nell’equazione precedente
si ricava la velocità iniziale incognita del secondo razzo, ottenendo:
v02 = 7,44 ⋅103  m/s

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10    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un punto materiale compie tre spostamenti, il primo con una velocità di 90,0 km/h
per 12,0 minuti, il secondo con velocità di 35,0 m/s per 900 s, il terzo con velocità
di 0,0200 km/s per 1200 s. Determinare la velocità media e lo spazio percorso.
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¬
2 Due automobili, distanti 15,00 km, viaggiano a una velocità di 15,0 m/s e di 25,0 m/s
percorrendo la stessa strada in verso opposto.
Determinare dopo quanto tempo si incontrano e lo spazio percorso da entrambe.
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Capitolo 1 – Cinematica su traiettoria rettilinea     11

¬
3 Un’automobile che viaggia a una velocità di 99,0 km/h vede un ostacolo a una di-
stanza di 500 m e inizia a frenare. Sapendo che il tempo di reazione del conducente
è pari a 0,300 s e la decelerazione è pari a 2,50 m/s 2 , determinare se l’automobile
riesce a evitare l’ostacolo e in caso affermativo a quale distanza da esso si ferma.
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¬
4 Un oggetto viene lanciato verticalmente verso l’alto con una velocità di 15,0 m/s.
Determinare l’altezza massima raggiunta.
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12    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un’automobile, che viaggia a una velocità di 20,0 m/s, accelera al ritmo di 1,20 m/s 2

per 10,0 s. In seguito mantiene la stessa velocità per 2,00 minuti. Scorge, infine,
un ostacolo e inizia a frenare arrestandosi in uno spazio di 250 m. Determinare
lo spazio totale percorso, l’accelerazione nel tratto di frenata e la velocità media.
Rappresentare i grafici (t;a); (t;v); (t;s). Prendere come origine del sistema di rife-
rimento la posizione iniziale dell’auto.
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¬
2 Due moto A e B all’istante di tempo t = 0,00 s transitano dallo stesso punto. Sa-
pendo che si muovono in direzioni perpendicolari con velocità costante e che
vA = 108 km/h , determinare vB affinché dopo 1,00 minuti la loro distanza sia
3,00 km.
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Capitolo 1 – Cinematica su traiettoria rettilinea     13

¬
3 Un corpo viene lanciato verticalmente verso l’alto con una velocità v. Sapendo che
l’altezza massima raggiunta è pari a 580 m, determinare la velocità di lancio e a
quale altezza la velocità si dimezza.
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¬
4 Due automobili distanti 3,500 km percorrono la stessa strada nello stesso verso.
L’automobile A, che si trova davanti, viaggia a una velocità di 99,0 km/h; l’automo-
bile B viaggia a una velocità di 81,0 km/h. Determinare l’accelerazione che si deve
imprimere all’auto B affinché raggiunga A in un tempo di 10,0 minuti.
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14    Guida per il docente

Capitolo 2 – Cinematica
su traiettoria curvilinea.
Moti oscillatori
Contenuti Conoscenze Abilità
1. Leggi orarie in due dimensioni Leggi del moto espresse sugli assi Scomporre un moto lungo
2. Velocità e accelerazioni vettoriali cartesiani due direzioni
3. Moto parabolico Vettore velocità Esprimere le componenti
Vettore accelerazione cartesiane di velocità
4. Variabili angolari
e accelerazione
5. Moto circolare uniforme Accelerazione centripeta
e tangenziale Dedurre dalle leggi del moto in due
6. Moto armonico direzioni la forma della traiettoria
Velocità e accelerazione angolari
Determinare le componenti
Corrispondenza tra variabili lineari
centripeta e tangenziale
e angolari
dell’accelerazione
Leggi del moto circolare uniforme
Ricavare le grandezze
Legge oraria del moto armonico caratteristiche di un moto
Posizione, velocità, accelerazione circolare
Moto armonico come proiezione Riconoscere le relazioni tra
di un moto circolare uniforme posizione, velocità, accelerazione
dai loro grafici in funzione
del tempo
Dedurre le leggi del moto
armonico da quelle del moto
circolare uniforme

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Capitolo 2 – Cinematica su traiettoria curvilinea. Moti oscillatori     15

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
24 La distanza percorsa sulla traiettoria è pari a due volte un quarto di circonferenza:
⎡1 ⎤
s = 2⋅ ⎢ (2π r )⎥ = π ⋅100 = 314 m
⎢⎣ 4 ⎥⎦

Il modulo dello spostamento vettoriale complessivo è pari alla lunghezza del seg-
mento che unisce il punto iniziale del tratto di strada al suo punto finale:

!
s = 2r 2 = 2⋅100⋅ 2 = 283 m

Il modulo della velocità vettoriale media è il rapporto tra il modulo dello sposta-
mento vettoriale e l’intervallo di tempo necessario a percorrere il tratto di strada:

km 54,0 m
v = 54,0 = = 15,0
h 3,6 s

s 314
Δt = = = 20,93 s
v 15,0
!
! s 283
vm = = = 13,5 m/s
Δt 20,93
La velocità lungo ciascuna semicurva è costante in modulo ma varia in direzione,
ruotando di 90° (il vettore velocità è sempre tangente alla traiettoria). Per calcola-
re l’accelerazione media su una semicurva occorre calcolare la variazione di veloci-

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16    Guida per il docente

tà sulla semicurva e poi dividerla per l’intervallo di tempo impiegato a percorrerla


(metà del tempo totale):
!
Δvsemicurva = v 2 = 21,21 m/s

!
! Δvsemicurva 21,21
asemicurva = = = 2,03 m/s 2
Δtsemicurva ⎛ 20,93 ⎞⎟
⎜⎜
⎝ 2 ⎟⎟⎠

All’uscita dalla curva il vettore velocità ha la stessa direzione, intensità e verso


che aveva all’ingresso della curva, quindi l’accelerazione media sull’intera curva è
pari a zero.

¬
27 Il moto del missile è uniforme in direzione orizzontale, con velocità pari alla som-
ma della velocità dell’aereo e della velocità di lancio, e uniformemente accelerato in
direzione verticale, con accelerazione pari all’accelerazione di gravità. Prendendo
un sistema di riferimento con origine nel punto di lancio e asse y rivolto verso il
basso, le equazioni del moto sono:

⎧⎪⎪vx = vaereo + vmissile



⎪⎪⎩vy = g⋅t

⎪⎧⎪ x = vx ⋅t = ( vaereo + vmissile ) ⋅t




⎪⎪y = 1 g⋅t 2
⎪⎩ 2

Sostituendo i dati noti nel secondo sistema si può ricavare la velocità di lancio del
missile e il tempo di volo:

⎪⎧⎪ ⎛1000 ⎞
⎪⎪13,00⋅10 = ⎜⎜⎜
3
+ vmissile ⎟⎟⎟ ⋅t
⎪⎨ ⎝ 3,6 ⎟⎠
⎪⎪ 1
⎪⎪5,00⋅103 = g⋅t 2
⎪⎩ 2

Risolvendo il sistema:
⎧⎪ m km
⎪⎪vmissile = 129,4 = 466
⎨ s h
⎪⎪
⎪⎩t = 31,93 s

La velocità del missile rispetto al suolo è data da:

vx = 1000 + 466 = 1,47 ⋅103 km/h

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Capitolo 2 – Cinematica su traiettoria curvilinea. Moti oscillatori     17

¬
28 Rispetto all’aereo
Rispetto al suolo (h = quota attuale;
h0 = quota di lancio)
a. All’impatto ⎪⎧⎪v x = 129 + 278 = 407 m/s
⎪⎧⎪v x = 129 m/s ⎨
⎪⎪v y = g ⋅t = 313 m/s
⎨ ⎩
⎪⎪v y = g ⋅t = 313 m/s

v = v x2 + v 2y = 513 m/s
v = v x2 + v 2y = 339 m/s

b.  Alla quota di 1,50 km h = h0 − y


1
y= g ⋅t 2 1
2 1,50⋅103 = 5,00⋅103 − g ⋅t 2
2
1
5,00⋅103 −1,50⋅103 = g ⋅t 2 t = 26,71 s
2
⎪⎧⎪v x = 407 m/s
t = 26,71 s ⎨
⎪⎪v y = g ⋅t = 262 m/s
⎧⎪v x = 129 m/s ⎩


⎪⎪v y = g ⋅t = 262 m/s v = v x2 + v 2y = 484 m/s

v = v x2 + v 2y = 292 m/s

c.  Alla quota di 3,00 km h = h0 - y


1
y= g ⋅t 2 1
2 3,00×103 = 5,00×103 - g ×t 2
2
1 t = 20,19 s
5,00⋅103 −3,00⋅103 = g ⋅t 2
2
t = 20,19 s ⎪⎧⎪v x = 407 m/s

⎪⎪v y = g ⋅t = 198 m/s
⎪⎧⎪v x = 129 m/s ⎩

⎪⎪⎩v y = g ⋅t = 198 m/s v = v x2 + v 2y = 453 m/s
v = v x2 + v 2y = 236 m/s

2v0 ⋅sen 50,0°


¬
37 Il tempo di volo è: t=
g
= 5,47 s

La gittata è: G = v0 ⋅cos50,0°⋅t = 123 m


Il tempo per raggiungere la massima altezza è la metà del tempo totale:
t 5,47
= = 2,735 s
2 2
2
⎛t⎞ 1 ⎛t⎞
L’altezza massima è: y = v0 ⋅sen 50,0°⋅⎜⎜ ⎟⎟⎟ − g⋅⎜⎜ ⎟⎟⎟ = 36,6 m
⎝ 2⎠ 2 ⎝ 2⎠
Se il proiettile cade nel burrone, la quota finale del proiettile sarà -15,0 m:
1 1
y = v0 ⋅sen 50,0°⋅t − g⋅t 2   ®  −15,0 = 35,0⋅sen 50,0°⋅t − g⋅t 2
2 2

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18    Guida per il docente

Questa è una equazione di secondo grado. Risolvendola si ottiene:


26,812± 31,831
4,905⋅t 2 − 26,812⋅t −15,0 = 0   ®  t = = 5,98 s
9,81
in cui si è scartata la soluzione negativa, non accettabile per un tempo.
La velocità finale, usando il tempo appena calcolato, è:
⎪⎧⎪vx = v0 ⋅cos50,0° = 22,5 m/s 2 2
⎨   ®  v = vx + vy = 39,0 m/s
⎪⎪⎩vy = v0 ⋅sin 50,0°− g⋅t = −31,9 m/s
La distanza orizzontale per raggiungere il fondo del burrone è:
x = v0 ⋅cos50,0°⋅t = 35,0⋅cos50,0°⋅5,98 = 135 m
La distanza dal ciglio del burrone è:

D = 135−123 = 12 m

¬
54 Utilizzando i teoremi sui triangoli rettangoli, l’angolo supplementare di a è:
vx 3 p
b = arcsen = arcsen = rad
v 2 3
2
L’angolo di fase è quindi: α = π − β = π rad
3
L’elongazione OQ misura:
π
OQ = −1,20⋅cos β = −1,20⋅cos = −0,600 m
3
L’accelerazione nel punto Q è:
v2
ax = ⋅cos β = 0,27 m/s 2
r

¬
55 L’equazione della velocità del moto armonico è:
v = −Aω ⋅sen (ω t )
Da questa equazione, sostituendo i dati noti, è possibile ricavare w :
⎛ π ⎞⎟ ⎛π ⎞ 3
−1,8 = −Aω ⋅sen ⎜⎜ω   ®  −1,8 = −Aω ⋅sen ⎜⎜ ⎟⎟   ®  1,8 = 0,46ω ⋅   ®  ω = 4,5 rad/s
⎝ 3ω ⎟⎟⎠ ⎝ 3 ⎟⎠ 2

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Capitolo 2 – Cinematica su traiettoria curvilinea. Moti oscillatori     19

L’equazione del moto armonico è quindi:


x = A⋅cos(ω t ) = 0,46⋅cos(4,5t )
Si utilizza ora l’equazione precedente nel caso di uno spostamento di 30 cm = 0,30 m:
0,30
x = 0,46⋅cos(4,5t )   ®  0,30 = 0,46⋅cos(4,5t )   ®  cos(4,5t ) = = 0,652
0,46
L’accelerazione corrispondente allo spostamento di 0,30 m è:
a = −Aω 2 ⋅cos(ω t ) = −0,46⋅4,52 ⋅0,652 = 6,1 m/s 2
Il centro dell’oscillazione corrisponde a un quarto del periodo:
T 2π π
t= = = s
4 4ω 2ω
L’accelerazione corrispondente è:
⎛ π ⎞⎟ ⎛π ⎞
a = −Aω 2 ⋅cos(ω t ) = −Aω 2 ⋅cos⎜⎜ω ⎟
⎟ = −Aω 2 ⋅cos⎜⎜ ⎟⎟⎟ = 0,0 m/s 2
⎝ 2ω ⎠ ⎝ 2⎠

v2
¬
56 L’accelerazione centripeta è: ac =
r
v2
Si può quindi ricavare il raggio: r= = 1,7 m
ac
v
La velocità angolare è: ω= = 0,76 rad/s
r
La legge oraria del moto armonico associato è quindi:
x = A⋅cos(ω t ) = 1,7 ⋅cos(0,76t )
Dalle equazioni della posizione e della velocità del moto armonico:
x = A⋅cos(ω t ) v = −Aω ⋅sen (ω t )
si può ricavare:
x v
cos(ω t ) = sen (ω t ) = −
A Aω
La legge fondamentale della goniometria:
2 2
[ cos(ω t)] + [ sen (ω t)] = 1
diventa allora:
2
⎛ x ⎞⎟ ⎛ v ⎞⎟
2
x2 v2 x2 v2
⎜⎜ ⎟ + ⎜− ⎟ = 1   ®  + = 1   ®  = 1−   ® 
⎝ A ⎟⎠ ⎜⎝ Aω ⎟⎠ A 2

2 2
A 2
A2ω 2

v2 2
®  x 2 = A2 −   ®  x = ± A2 − v 2 = ±1,1 m
ω 2
ω
L’accelerazione dopo 2,5 periodi è:
⎛ 2π ⎞
a = −Aω 2 ⋅cos(ω t ) = −Aω 2 ⋅cos⎜⎜ω ⋅2,5 ⎟⎟⎟ = −Aω 2 ⋅(−1) = 0,98 m/s 2
⎝ ω⎠

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20    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un’automobile si muove di moto rettilineo uniforme verso nord con velocità di
60,3 km/h per 30,0 minuti. Prosegue poi verso est con una velocità di 108 km/h per
20,0 minuti. Determinare la velocità media scalare e vettoriale.
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! ! !
¬
2 Un punto materiale si muove con
! ! una velocità
! v = (−15,5 i − 25,6 j ) m/s. Dopo 35,6 s
1
( )
la velocità diventa v = +30,0 i −15,6 j  m/s. Determinare l’accelerazione media.
2

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Capitolo 2 – Cinematica su traiettoria curvilinea. Moti oscillatori     21

¬
3 Un proiettile viene lanciato da terra con una velocità di modulo 140 m/s inclinata
di un angolo a = 40,0° rispetto all’orizzontale. Determinare la massima altezza
raggiunta rispetto a Terra, la gittata e il tempo di volo.
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¬
4 Un disco avente il raggio di 15,6 cm ruota con velocità angolare costante intorno a
un asse passante per il centro.
Determinare la velocità con cui si muove un punto del disco distante 3,6 cm dal cen-
tro sapendo che un punto sul bordo del disco si muove con una velocità di 15,0 m/s.
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¬
5 Un punto si muove di moto armonico secondo la legge x = 3,5 sen (3,00t ) cm.
Determinare ampiezza, pulsazione e periodo del moto. Determinare inoltre la sua
velocità massima.
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22    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un’automobile si muove con una velocità di 60,0 km/h per 10,0 minuti. Per affron-
tare una curva rallenta per 20,0 s con una accelerazione di −0,300 m/s 2.
Dopo aver curvato mantenendo costante la sua velocità, continua il suo moto su
una strada che forma un angolo di 25,0° con la precedente e accelera con accelera-
zione di 1,50 m/s 2 fino a portarsi alla velocità di 75,0 km/h; prosegue poi con tale
velocità per 15,0 minuti, infine si arresta in 30,0 s.
Determinare la velocità media scalare e vettoriale sul percorso.
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Capitolo 2 – Cinematica su traiettoria curvilinea. Moti oscillatori     23

! ! !
¬
2 Un punto materiale si muove con una velocità
! ! v != (−3,35 i + 4,56 j ) m/s. Dopo 10,01
secondi la sua velocità diventa v = 2,34 i −5,15 j m/s. 2 ( )
Verificare che il moto è curvilineo uniforme e determinare il modulo dell’accele-
razione.
Supponendo la traiettoria circolare, determinare il raggio della circonferenza e la
velocità angolare.
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¬
3 La velocità di un punto che si muove di moto armonico è descritta dalla relazione
v = 350sen (35,0t ) cm/s. Determinare la pulsazione e la posizione del punto dopo
un tempo di 15,0 s.
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24    Guida per il docente

¬
4 Una palla viene gettata da una finestra alta 10,0 m con una velocità di 8,00 m/s.
Determinare la gittata nel caso in cui la velocità di lancio sia parallela al suolo e nel
caso in cui sia inclinata di un angolo di 20,0° diretta verso il basso. In quale caso
la gittata è maggiore?
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    25

Capitolo 3 – Principi della dinamica


Contenuti Conoscenze Abilità
1. Principio di inerzia I tre principi della dinamica Applicare i principi della dinamica
2. Secondo principio Concetto di massa inerziale per risolvere problemi sul moto
3. Terzo principio Sistemi di riferimento inerziali Eseguire l’analisi delle forze agenti
su un corpo e determinare da essi
4. Tensioni e forze di contatto Tensioni delle funi
le caratteristiche del moto
Interazioni tra corpi a contatto del corpo
Determinare il moto di sistemi di
corpi che interagiscono mediante
funi o sono in contatto reciproco

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26    Guida per il docente

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
23 Si applica il secondo principio
della dinamica ai singoli corpi.
La forza risultante agente su ogni
corpo è uguale alla massa del
corpo per l’accelerazione.
! ! Oltre
alle forze esterne F1 e F2 bisogna
considerare le forze di contatto,
che sono coppie azione-reazione.
Si sceglie un sistema di riferimento con l’asse orientato positivamente verso destra.
Il secondo principio applicato ai tre corpi fornisce:
⎪⎧⎪a = F2 − F1
=
−14,0  m
= −0,44  2
⎪⎧⎪ F2 − Fc1 = m1a ⎪⎪ m1 + m2 + m3 31,5  s
⎪ ⎪
⎨ Fc1 − Fc2 = m2a ® ⎨
⎪⎪ ⎪⎪ Fc1 = F1 + ( m2 + m3 ) a = 39 N
⎪⎪⎩ Fc2 − F1 = m3a ⎪⎪
⎪⎩ Fc2 = F1 + m3a = 46 N

È da notare che il risultato relativo al valore dell’accelerazione si può interpretare


anche in questo modo: la forza risultante sul sistema è:
! ! ! ! ! !
Fris = F1 + F2 = (−50,0  N) i + (36,0 N) i = (−14,0 N) i
!
(i indica il versore del sistema di riferimento monodimensionale scelto).
L’accelerazione (comune ai tre corpi) si ricava allora dal secondo principio della
dinamica applicato al sistema nel suo complesso:
! !
! Fris = (−14,0 N) i ⎛ m⎞!
a= = = ⎜⎜−0,44 2 ⎟⎟⎟ i
mtot 31,5 kg ⎝ s ⎠

¬
28 Si applica il secondo principio della dinamica ai singoli corpi. La forza risultante
agente su ogni corpo è uguale alla massa del corpo per l’accelerazione.
Si sceglie un sistema di riferimento con l’asse orientato positivamente verso destra.

Il sistema formato dalla seconda legge della dinamica applicato nell’ordine alla
locomotiva e ai tre vagoni fornisce:

⎧⎪ F −T3 = Ma
⎪⎪
⎪⎪T3 −T2 = ma

⎪⎪T2 −T1 = ma
⎪⎪
⎪⎩T1 = ma

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Capitolo 3 – Principi della dinamica    27

Lo si risolve partendo dall’ultima equazione e si ottiene:

⎪⎧⎪T1 = ma = 3,8 ⋅104  N


⎪⎪ 4
⎪⎪T2 = T1 + ma = 7,6⋅10  N

⎪⎪T3 = T2 + ma = 1,1⋅105  N
⎪⎪
⎪⎪⎩ F = Ma + T3 = 2,9⋅105  N

È da notare che l’ultimo risultato equivale a scrivere:


F = Ma + T3 = Ma + T2 + ma = Ma + T1 + ma + ma = Ma + ma + ma + ma =
= ( M + 3m) a = Mtot a
In pratica, il sistema si comporta come un corpo di massa pari a quella totale sot-
toposto all’azione della forza esterna prodotta dal motore della locomotiva.

¬
30

Si applica il secondo principio della dinamica ai singoli corpi. La forza risultante agen-
te su ogni corpo è uguale alla massa del corpo per l’accelerazione. Si sceglie un siste-
ma di riferimento bidimensionale con l’asse orizzontale orientato positivamente verso
destra e l’asse verticale orientato positivamente verso l’alto.
! Il!tratto di filo che collega
m2 con m3 ha massa trascurabile, pertanto le tensioni T2 e T3 avranno lo stesso mo-
dulo. Il sistema che si ottiene dall’applicazione del secondo principio risulta:
⎪⎧⎪T1 = m1a
⎪⎪T −T = m a
⎪ 2 1 2

⎪⎪T3 − m3 g = m3 (−a)
⎪⎪
⎪⎩T3 = T2
Risolvendo il sistema si ottiene il valore dell’accelerazione (comune ai tre corpi):
m3 ⋅ g
a= = 2,3 m/s 2
m1 + m2 + m3
Le tensioni valgono:
T1 = m1a = 9,2 N     T2 = T1 + m2a = 15 N     T3 = m3 g− m3a = 15 N

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28    Guida per il docente

Se si considera il sistema come un unico corpo di massa pari a quella totale e sottopo-
sto all’azione di una forza esterna pari al peso di m3, si può ricavare il valore comune
dell’accelerazione dalla relazione m3 ⋅ g = ( m1 + m2 + m3 ) a che fornisce lo stesso ri-
sultato ottenuto dal sistema. Inserendo questo valore dell’accelerazione nelle equa-
zioni del sistema si ottengono poi i valori delle tensioni.

¬
34 Il sistema è formato da due corpi uniti da una fune. Se
si vuole che la cabina salga, la massa m dei contrappesi p
deve essere maggiore di quella mc della cabina.
Si considera un sistema di riferimento con l’asse verticale
orientato positivamente verso l’alto e si applica il secondo
principio della dinamica ai due corpi.
Il sistema che risulta è:
⎪⎧⎪Tp − m p g = m p (−a)

⎪⎪⎩Tc − mc g = mca

Se la massa
! della fune è trascurabile, il modulo
! della ten-
sione Tp è uguale a quello della tensione Tc . Sottraendo
termine a termine le due equazioni del sistema si ottiene:

m P ⋅ g− mC ⋅ g = ( m P + mC ) a

L’accelerazione è pari per ipotesi a 1/10 dell’accelerazione di gravità g, dunque la


relazione precedente diventa:
g
m P ⋅ g− mC ⋅ g = ( m P + mC )
10
( m P + mC )
Semplificando g: m P − mC =
10
11
che, risolta, dà: m P = mC = 367 kg
9
La seconda equazione del sistema permette inoltre di ricavare il valore della ten-
sione della fune:
11
T = PC + mC a = mC ( g + a) = mC g = 3,24 ⋅103  N
10
Si interpreta il valore dell’accelerazione del sistema considerandolo come un corpo
di massa Mtot = mc + mp sul quale agisce una forza esterna data dalla differenza dei
pesi della cabina e dei contrappesi. Applicando la seconda legge della dinamica si ha:
Fris = Mtot a    cioè   (m p − mc )g = ( m p + mc ) a
dalla quale si ottiene il risultato precedente.

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Capitolo 3 – Principi della dinamica    29

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un corpo di massa m = 8,62 kg, che si trova su un piano orizzontale, subisce un’ac-
celerazione di 2,25 m/s da parte di una forza inclinata di un angolo di 20,0° verso
2

il basso rispetto alla direzione orizzontale. Quanto vale il modulo della forza?
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¬
2 Un corpo di massa 25,6 kg si muove di moto rettilineo uniforme con una velocità
di 15,5 m/s per un tempo di 15,0 s. In seguito accelera portandosi a una velocità
di 35,0 m/s in 10,0 s. Determinare la forza risultante che agisce sul corpo nei due
tratti. Rappresentare il diagramma v = v(t) e il diagramma del modulo della forza
in funzione del tempo. Quali conclusioni si possono trarre?
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30    Guida per il docente

¬
3 Determinare la massa di un corpo sapendo che una forza pari a (50,0 ± 0,5) N
produce su di esso una accelerazione di (3,2± 0,2) m/s . 2

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¬
4 Una forza avente modulo 24,8 N agisce sul sistema in figura, composto da due
masse M = 35,0 kg e m = 12,0 kg, unite da una fune di massa trascurabile.

Calcolare l’accelerazione del sistema e la tensione della fune supponendo trascura-


bili gli attriti. Determinare inoltre per quanto tempo deve agire la forza affinché il
sistema raggiunga una velocità di 18 km/h.
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Capitolo 3 – Principi della dinamica    31

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Una forza di modulo 30,0 N viene applicata a un corpo di massa m = 20,6 kg ini-
zialmente in quiete e libero di muoversi su un piano orizzontale. Sapendo che la
forza è inclinata di un angolo di 30,0° sopra la direzione orizzontale, determinare
la velocità raggiunta dopo 15,0 s e lo spazio totale percorso.
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!
¬
2 Su un corpo di massa m = 1,66 kg, libero di muoversi su un tavolo, agisce una forza
Presi gli assi cartesiani x e y coincidenti con gli spigoli del tavolo, la forza
! F .
vale
! ! ! ! ! !F
F = (3,24 i − 2,62 j ) N e la velocità iniziale del corpo è v0 = (−4,50 i + 6,00 j ) m/s .
Determinare la velocità dopo un tempo di 2,00 s e il modulo dello spostamento.
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32    Guida per il docente

¬
3 Determinare la massa m e le tensioni
delle funi del sistema in figura sapendo
3 m1

m2
che m1 = 15,5 kg, m2 = 12,0 kg e l’acce-
lerazione del sistema è 0,534 m/s2.
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�������������������������������������������������������������������� m3

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¬
4 Determinare l’accelerazione del sistema in figura e le forze
! di contatto !tra i corpi,
sapendo che m = 10,0 kg, m = 18,5 kg, m = 10,0 kg, F = 50,0 N, F = 15,0 N.
1 ! 2 3 2 1
Per quale valore di F1 m3 si stacca da m2?

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    33

Capitolo 4 – Applicazioni
dei principi della dinamica
Contenuti Conoscenze Abilità
1. Moti in presenza di attrito Forza di attrito dinamico Calcolare la forza d’attrito
2. Moto sul piano inclinato Forze agenti sul piano inclinato dinamico in varie situazioni
3. Moto circolare uniforme Forza centripeta Studiare il moto in presenza
di attrito
4. Moto armonico Forza elastica e moto armonico
Determinare le componenti
5. Moto del pendolo ideale Pendolo matematico
parallela e ortogonale al piano
Forze agenti nel moto del pendolo inclinato delle forze agenti
Accelerazione tangenziale Studiare il moto su un piano
e centripeta del pendolo inclinato
Piccole oscillazioni Determinare la forza centripeta
Legge dell’isocronismo e applicarla allo studio del moto
circolare
Applicare la seconda legge
della dinamica al moto armonico
Determinare le forze agenti
sul pendolo
Applicare la seconda legge della
dinamica per studiare il moto
del pendolo
Utilizzare il concetto di piccola
oscillazione
Determinare il periodo
di oscillazione nell’ipotesi
di piccole oscillazioni
Utilizzare le conseguenze
della legge dell’isocronismo

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34    Guida per il docente

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
8 La massima forza di attrito statico tra il blocco I e il blocco II è:

Fattr,I-II = kmI g = 5,89 N

La massima forza di attrito statico tra il blocco II e il piano è:

Fattr, II-piano = k(mI + mII )g = 19,6 N

Se la forza F di 2,00 N agisce sul blocco I, essa non è in grado di vincere l’attrito
statico, quindi il blocco I non si sposta, né tantomeno l’intero sistema. Analogo
ragionamento vale se F è applicata al blocco II.

¬
9 Tra il blocco I e il blocco II agisce una coppia di forze azione e reazione che hanno
intensità pari alla forza di attrito statico e versi opposti. Se la forza esterna è appli-
cata al blocco I verso destra, la forza di attrito sul blocco I è verso sinistra e la sua
reazione sul blocco II è verso destra. Le forze agenti sul blocco II sono quindi: la
forza di attrito tra il blocco I e il blocco II, diretta verso destra, e la forza di attrito
tra blocco II e piano, diretta verso sinistra.

L’applicazione del secondo e terzo principio della dinamica ai due corpi porta al
sistema di equazioni:

⎧⎪ mI aI = F − kI mI g
⎪⎨
⎪⎪⎩ mII aII = kI mI g− kII ( mI + mII ) g

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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     35

Sostituendo nella seconda equazione:


⎧⎪ mI aI = F − kI mI g
⎪⎨
⎪⎪⎩ mII aII = F − mI aI − kII ( mI + mII ) g

Perché i due corpi possano spostarsi occorre che:


⎧⎪⎪aI ≥ 0

⎪⎪⎩aII ≥ 0

La prima condizione limite implica che:

F ≥ kI m I g = 5,89 N

La seconda condizione fornisce:


F − mI aI
kII ≤
( mI + mII ) g

che porta a:
5,89
kII = = 0,120
(mI + mII )g

¬
31 Si applica il secondo principio della dinamica a ciascuno dei due corpi.
Se non c’è attrito:

⎧⎪ m gsen β − m1 gsin α
⎧⎪⎪ m2 gsen β −T = m2a ⎪⎪a = 2 = 1,46 m/s 2
⎨ → ⎨ m 1 + m2
⎪⎪⎩T − m1 gsen α = m1a ⎪⎪
⎪⎪⎩T = m1 gsen α + m1a = 94,9 N

La velocità delle masse dopo 5,0 s è:

v = a·t = 7,3 m/s 2

Se c’è attrito bisogna aggiungere la forza d’attrito alla risultante delle forze agenti
sui due corpi. Il sistema diventa allora:
⎧⎪⎪ m2 gsin β −T − kd m2 gcos β = m2a
⎨ →
⎪⎪⎩T − m1 gsen α − kd m1 gcosα = m1a
⎧⎪ m gsin β − m1 gsen α − kd m2 gcos β − kd m1 gcosα
⎪⎪a = 2 = 0,989 m/s 2
→⎨ m1 + m2
⎪⎪
⎪⎪⎩T = m1 gsen α + kd m1 gcosα + m1a = 95,3 N
La velocità delle masse dopo 5,0 s è

v = a·t = 4,9 m/s 2

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36    Guida per il docente

¬
32 Si applica il secondo principio della dinamica ai singoli corpi. La forza risultante agen-
te su ogni corpo è uguale alla massa del corpo per l’accelerazione. Il sistema formato
dalla seconda legge della dinamica applicato nell’ordine alla locomotiva e ai tre vagoni
fornisce:
⎪⎧⎪ F −T − Mgsen α − k Mgcosα = Ma
⎪⎪ 3
r
⎪⎪
⎪⎪T −T − mgsen α − k mgcosα = ma
⎪⎪ 3 2
r

⎪⎪ mgcosα
⎪⎪T2 −T1 − mgsen α − k = ma
⎪⎪ r
⎪⎪ mgcosα
⎪⎪T1 − mgsen α − k = ma
⎩ r
Lo si risolve partendo dall’ultima equazione e si ottiene:
mgcosα
T1 = ma + mgsen α + k = 1,8 ⋅105  N
r
mgcosα
T2 = T1 + ma + mgsen α + k = 3,6⋅105  N
r
mgcosα
T3 = T2 + ma + mgsen α + k = 5,4 ⋅105  N
r
Mgcosα
F = Ma + T3 + Mgsen α + k = 1,4 ⋅106  N
r

¬
35 L’accelerazione lungo il piano orizzontale è:
Fattr
a= = −k1 g = −0,220⋅9,81 = −2,158 m/s 2
m
Per calcolare la velocità al termine del tratto orizzontale si può usare la relazione:
2aΔs = vB2 − v2A
da cui:
vB = v2A + 2aΔs = 12,02 − 2⋅2,158 ⋅8,00 = 10,5 m/s

Sul piano inclinato, se non c’è attrito, l’accelerazione è:


a = −gsen α
Procedendo come prima, la velocità in cima al piano è:

vC = vB2 + 2al = 10,52 − 2⋅9,81⋅sen 25,0°⋅4,00 = 8,78 m/s

Tale velocità è diretta lungo la rampa, quindi ha componenti:


⎧⎪vC,x = vC cos 25,0° = 7,957 m/s
⎪⎨
⎪⎪vC,y = vC sen 25,0° = 3,711 m/s

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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     37

Al termine della rampa il corpo si muove di moto parabolico, con equazioni:


⎧⎪vx = vC,x
⎪⎨
⎪⎪⎩vy = vC,y − gt

⎧⎪ x = vC,xt
⎪⎪

⎪⎪y = h + vC,yt − 1 gt 2
⎪⎩ 2

dove h è l’altezza del piano inclinato:

h = lsin 25,0° = 1,690 m


v
L’altezza massima si raggiunge quando vy = 0, cioè per t = C,y = 0,3783 s. In cor-
g
rispondenza di questo istante di tempo si ha:
1
yMAX = h + vC,yt − gt 2 = 2,39 m
2
Il punto di caduta si ricava ponendo y=0 e risolvendo l’equazione di secondo grado
che ne risulta:
1
h + vC,yt − gt 2 = 0 → 4,905t 2 − 3,711t −1,690 = 0 →
2
3,711± 3,7112 + 4 ⋅4,905⋅1,690
t= = 1,077 s
9,81

La soluzione negativa non ha significato fisico per un tempo e va quindi scar-


tata. In corrispondenza dell’istante di tempo trovato, la distanza orizzontale
percorsa è:
x = vC,xt = 8,570 m

La distanza orizzontale percorsa rispetto al punto B è

L = 8,570 + lcos 25,0° = 12,2 m

Se ora si considera l’attrito sul piano inclinato, l’accelerazione agente sul corpo
quando si muove sulla rampa è:

a = −gsen α − k2 gcosα = −6,813 m/s 2

Si ripete ora il procedimento precedente:

vC = vB2 + 2al = 10,52 − 2 · 6,813 · 4,00 = 7,47 m/s

⎧⎪vC,x = vC cos 25,0° = 6,770 m/s


⎪⎨
⎪⎪vC,y = vC sin 25,0° = 3,157 m/s

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38    Guida per il docente

2
vC,y 1 ⎛⎜ vC,y ⎞⎟
yMAX = h + vC,y − g⎜ ⎟ = 2,20 m
g 2 ⎜⎝ g ⎟⎟⎠

3,157 ± 3,157 2 + 4·4,905·1,690


4,905t 2 − 3,157t −1,690 = 0 → t = = 0,9912 s
9,81

L = vC,xt + lcos 25,0° = 10,3 m

¬
36 Quando l’atleta abbandona l’asta il suo moto è parabolico. Prendendo come origine
del sistema di riferimento il punto di distacco dall’asta, le equazioni del moto pa-
rabolico sono:

⎪⎧⎪ x = v0 xt ⎧⎪ x = ( v0 cos θ )t
⎪⎨ ⎪⎪

1 2 ⎨
⎪⎪y = v0yt − gt ⎪⎪y = ( v0 sen θ )t − 1 gt 2
⎪⎩ 2 ⎪⎩ 2

Il distacco dall’asta avviene a 4,00 m di altezza e l’altezza dell’asticella è di 5,75 m,


quindi la y della traiettoria parabolica deve essere uguale a 1,75 m quando la x è
pari a 1,50 m:

⎪⎧⎪1,50 = ( v0 cos60,0°)t


⎪⎪1,75 = ( v0 sin 60,0°)t − 1 gt 2
⎩⎪ 2

Risolvendo il sistema si trova:


⎧⎪⎪v0 = 7,215 m/s

⎪⎪⎩t = 0,4158 s
Le componenti della velocità iniziale sono:
⎧⎪v0 x = v0 cos60,0° = 3,608 m/s
⎪⎨
⎪⎪⎩v0y = v0 sin 60,0° = 6,248 m/s

Per ottenere la componente verticale della velocità, l’asta deve imprimere una ac-
celerazione pari a:
v0y 6,248
ay = = = 4,165 m/s 2
tasta 1,50

La differenza tra la forza esercitata dall’asta e il peso dell’atleta produce l’accelera-


zione verticale che dà origine alla componente verticale della velocità con la quale
avviene il distacco dall’attrezzo:

Fy − mg = may → Fy = 978 N

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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     39

¬
37 Quando la freccia abbandona l’arco il suo moto è parabolico. Prendendo come ori-
gine del sistema di riferimento il punto di distacco dall’arco, le equazioni del moto
parabolico sono:
⎧⎪ x = v0 xt
⎪⎪
⎨ 1
⎪⎪y = v0yt − gt 2
⎩⎪ 2
Quando t=2,40 s la distanza orizzontale percorsa è x  =  50,0 m, quindi dalla prima
equazione si può ricavare la componente orizzontale della velocità iniziale della freccia:
x 50,0
v0 x = = = 50,00 m/s
t 1,00
La proiezione del moto della freccia lungo la direzione verticale è un moto unifor-
memente decelerato con partenza lanciata. Tenendo conto che il punto di massima
altezza, nel quale la componente verticale della velocità si annulla, viene raggiunto
in un tempo pari alla metà di quello di volo, si scrive:
⎛1 ⎞ 1
0 = v0y − g⋅⎜⎜ t ⎟⎟⎟ → v0y = 9,81⋅ ⋅1,00 = 4,905 m/s
⎝2 ⎠ 2
Per ottenere tali componenti, l’arco deve imprimere alla freccia una accelerazione
di componenti:
⎧⎪ v
⎪⎪ax = 0 x = 5,00⋅103  m/s 2
⎪⎪ tlancio

⎪⎪ v0y
⎪⎪ay = = 4,91⋅103  m/s 2
⎪⎩ t lancio

e quindi una forza di componenti:


⎪⎧⎪ Fx = max = 140 N

⎪⎪⎩ Fy = mg + may = 14,0 N

Il modulo della forza impressa dall’arco è quindi

F = Fx2 + Fy2 = 1,4 ⋅102  N

L’angolo di lancio della freccia si ottiene dalla relazione:

4,905
α = arctan = 5,6°
50,00

¬
43 La risultante delle forze agenti lungo la direzione radiale della circonferenza è
uguale alla forza centripeta. Detta N la forza normale esercitata dalla guida, al
culmine del dosso si avrà:
mv2
mg− N =
R

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40    Guida per il docente

Il carrello si stacca dalla guida se N=0, quindi se la velocità è:

v = gR = 22,1 m/s

A metà della salita la direzione radiale forma con l’orizzontale un angolo di 45°.
La risultante delle forze agenti lungo la direzione radiale della circonferenza si
modifica come segue:
mv2
mgcos 45,0°− N =
R
Ponendo di nuovo N=0 si trova:

v = gRcos 45,0° = 18,6 m/s

¬
45 Affinché l’auto si mantenga in traiettoria è necessario che la risultante della forza
di gravità e della normale esercitata dall’asfalto sia in direzione radiale e pari in
modulo alla forza centripeta:

Si ottengono allora le condizioni:

⎧⎪ N cosα − mg = 0
⎪⎪
⎨ 2
⎪⎪ N sin α = mv
⎪⎩ R

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 40 08/05/18 12:40


Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     41

Dal rapporto delle due equazioni si può ricavare a:


v2 v2
tan a = → a = arctan = 27°
Rg Rg

¬
46 La risultante delle forze agenti lungo la direzione radiale della circonferenza è
uguale alla forza centripeta. Applicando questa condizione ai due corpi si ottiene:

⎧⎪ 2
⎪⎪T1 −T2 = m1v1
⎪⎪ d1

⎪⎪ mv 2
⎪⎪T2 = 2 2
⎪⎩ d2

Le velocità dei due corpi si possono ricavare conoscendo la frequenza n:


⎧⎪⎪v1 = 2π d1ν = 31,42 m/s

⎪⎪⎩v2 = 2π d2ν = 54,98 m/s

Con queste informazioni è possibile calcolare le tensioni:

m2 v22 m v2
T2 = = 1,04 ⋅103  N     T1 = T2 + 1 1 = 2,82⋅103  N
d2 d1
Se le due masse vengono scambiate di posto, il ragionamento è analogo al prece-
dente. Si ottengono i valori:

T1 = 3,11⋅103 N e T2 = 3,70⋅103 N

¬
48 Affinché il corpo si mantenga in traiettoria
è necessario che la risultante della forza di
gravità e della tensione della fune sia in di-
rezione radiale orizzontale e pari in modulo
alla forza centripeta.
Si ottengono allora le condizioni:

⎧⎪T cosα − mg = 0
⎪⎪
⎨ 2
⎪⎪T sen α = mv
⎪⎩ r
Ricordando che:

v = 2π rν

con n = frequenza di rotazione, si ha:

⎧⎪T cosα = mg
⎪⎨
⎪⎪⎩T sen α = m4π 2rν 2

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42    Guida per il docente

Dal rapporto delle due equazioni si ottiene:

4π 2rν 2
tan α =
g
Se α = 48,0°, allora:

r = lsen a = 0,3329 m

gtan α
ν= = 0,910 Hz
4π 2r

¬
61 La risultante delle forze agenti lungo la direzione radiale della circonferenza è
uguale alla forza centripeta. In questo caso l’unica forza agente è quella elastica,
quindi:
mv2
Fel =
d
Ricordando la legge di Hooke:
mv2
kx =
d

da cui la deformazione della molla risulta pari a:

mv2 m4π 2dυ 2


x= = = 5,92⋅10−2  m
kd k

¬
66 Con un angolo di 10,0° si rientra nel caso di piccole oscillazioni. Il periodo è:

l
τ = 2π = 1,79 s
g

La velocità angolare è (t = periodo):



ω= = 3,510 rad/s
τ
La risultante delle forze agenti in direzione radiale è pari alla forza centripeta. Nel
punto più basso della traiettoria si ha:

mv2
T − mg =
l
Per calcolare la tensione della fune è necessario calcolare la velocità. A tale scopo
è possibile utilizzare le equazioni del moto armonico, dato che siamo nel caso di
piccole oscillazioni:
!
v = Aω sen (ω t )

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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     43

dove A è l’ampiezza delle oscillazioni, A = lsen10,0° = 0,1389 m. Nel punto più bas-
1
so della traiettoria si ha t = τ , quindi:
4
! ⎛ 1,79 ⎞⎟
v = 0,1389⋅3,510sen ⎜⎜3,510⋅ ⎟ = 0,4812 m/s
⎝ 4 ⎟⎠
La tensione nel punto più basso della traiettoria è allora:

mv2
T = mg + = 1,51 N
l
Per l’angolo di 5,00° è necessario calcolare la velocità corrispondente, e quindi il
tempo necessario a raggiungerla. Lo spostamento dalla posizione di equilibrio,
secondo le equazioni del moto armonico, è:

s = Acos(ω t )

Il tempo necessario a raggiungere un determinato spostamento si ottiene dalla


formula inversa della precedente:

1 s 1 lsen a
t= arccos = arccos = 0,2977 s
w A w A
La velocità in questo istante è:
!
v = 0,1389⋅3,510sen (3,510⋅0,2977) = 0,4217 m/s
e la tensione:
mv2
T = mg + = 1,50 N
l
Nel punto più alto dell’oscillazione il corpo inverte il verso del moto e la sua velo-
cità in quell’istante è uguale a zero, quindi:
T = mg⋅cos10,0° = 1,45 N

¬
67 Per il secondo principio della dinamica (m è la massa totale del sistema, somma
delle masse dei singoli corpi):
! !
Frisultante = ma

Le forze agenti sul corpo sono la forza di gravità, verso il basso, e la spinta idro-
statica, verso l’alto. Prendendo un sistema di riferimento orientato come la gravità
si può scrivere:

mg− ρ H2O gV1 = ma

mg− ρ H2O gV1 5,50⋅10−3 ⋅9,81−1000⋅9,81⋅3,00⋅10−6


a= = −3
= 4,46 m/s 2
m 5,50⋅10

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44    Guida per il docente

quindi il corpo affonda verso il basso con moto accelerato. Considerando ora sol-
tanto il corpo 2, il secondo principio della dinamica a esso applicato nello stesso
sistema di riferimento preso in precedenza si scrive:

m2 g− Fasta = m2a
Fasta = m2 ( g− a) = 0,0187 N

Il sistema è in equilibrio se la forza di gravità è equilibrata dalla spinta idrostatica:

mg = ρ H2O gV1

quindi, per avere l’equilibrio, il volume del corpo 1 dovrebbe essere:

m 5,50⋅10−3
V1 = = = 5,50⋅10−6  m 3
ρ H2O 1000

¬
68 Sulla sfera di polistirolo agiscono tutte le forze presenti nel vuoto con l’aggiunta della
spinta di Archimede dovuta all’immersione nel fluido. Questa forza supplementare
ha la stessa direzione della forza peso ma verso opposto. Di conseguenza, si può af-
fermare che il moto della sfera avviene, in assenza di altre forze (es. l’attrito viscoso)
come se su di essa agisse una forza peso effettiva P¢ data dalla relazione:

P ′ = P − FA = ρ pVg− ρ aVg = ( ρ p − ρ a )Vg

dove:

V è il volume della sfera


ρ p è la densità del polistirolo
ρ a è la densità dell’acqua

La componente tangente alla traiettoria della forza peso apparente risulta:

P't = ( ρ p − ρ a )Vg⋅sen α ! ( ρ p − ρ a )Vg⋅α

se si fa l’ipotesi delle piccole oscillazioni.


Prendendo, come nel caso corrispondente al moto in condizioni ideali, l’asse x
orizzontale, l’equazione del moto del pendolo diventa:

x
max = −( ρ p − ρ a )Vg⋅α = −( ρ p − ρ a )Vg⋅
l
x
(se a è misurato in radianti, α = ).
l
Il moto è dunque di tipo armonico, con pulsazione data da:

( ρ p − ρa )Vg ( ρ p − ρa )V g
ω2 = = ⋅
ml ρ pV l

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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     45

e periodo:

2π l
T= = 2π = 5,59 s
ω ⎛ ⎞
⎜⎜1− ρ a ⎟⎟ g

⎜⎜⎝ ρ p ⎟⎠

Se il moto avviene senza la presenza di liquido, il periodo diventa:


2π l
T= = 2π = 1,22 s
ω g

¬
69 Sulla massa 1 agiscono, in direzione verticale, la tensione della fune e la spinta di
Archimede verso l’alto, la forza peso verso il basso. Sulla massa 2 agiscono, nella
stessa direzione, la tensione della fune verso l’alto e la forza peso verso il basso.
Supponiamo che la massa 1 stia salendo e la 2 scendendo: se si sceglie un sistema
di riferimento con il verso positivo in alto, l’applicazione della seconda legge della
dinamica ai due corpi dà origine al sistema:

⎧⎪⎪T + FA − m1 g = m1a

⎪⎪⎩T − m2 g = −m2a

che, una volta risolto, fornisce:


FA + m2 g− m1 g ρVg + m2 g− m1 g
a= = = 7,36  m/s 2
m1 + m2 m1 + m2
(r è la densità dell’acqua e V il volume del corpo 1).
Il segno positivo del risultato significa che la scelta fatta in partenza corrisponde
al movimento reale.

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46    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un corpo di massa 550 g, inizialmente in quiete, scivola lungo un piano di inclina-
zione 20,0° e altezza 1,50 m in cui è presente un coefficiente di attrito pari a 0,130.
Determinare la forza totale agente su di esso e la velocità con cui giunge in fondo
al piano.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
2 Una ruota, assimilabile per semplicità a un anello di spessore trascurabile avente
diametro 18,0 cm e massa 15,0 kg, rotola senza strisciare su un piano orizzontale.
Sapendo che la velocità iniziale vale 8,50 m/s e che la ruota percorre 15,0 m prima
di fermarsi, determinare il coefficiente di attrito volvente.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     47

¬
3 Una molla di massa 300 g oscilla con un periodo di 0,50 s. Determinarne la costan-
te elastica.
Calcolare la massa da aggiungere a quella già presente affinché il periodo di oscil-
lazione raddoppi.
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¬
4 Determinare la lunghezza che deve avere un pendolo per avere un periodo di oscil-
lazione di 1,00 s in un luogo posto sull’equatore di Marte.
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¬
5 Un’automobile affronta una curva di raggio 50,0 m. Sapendo che la massima velo-
cità che può avere è 45,0 km/h, determinare il coefficiente di attrito radente tra gli
pneumatici e l’asfalto.
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48    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un corpo di massa m = 10,6 kg, che si
trova su un piano orizzontale avente co-
efficiente di attrito 0,120, subisce un’ac-
celerazione di 2,00 m/s2 da parte di una
forza inclinata rispetto all’orizzontale
di un angolo a = 20,0° verso il basso.
Quanto vale il modulo della forza?
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¬
2 Un carrello si muove su una pista semicircolare di raggio 0,800 m disposta vertical-
mente. Determinare la velocità massima che può raggiungere senza staccarsi dalla
guida giunto alla sua sommità.
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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     49

¬
3 Una molla di massa 600 g compie oscillazioni di ampiezza 8,0 cm.
La forza elastica agente in corrispondenza all’elongazione di 3,0 cm vale 0,270 N.
Determinare la velocità in corrispondenza dell’elongazione di 4,0 cm.
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50    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un treno è composto da due vagoni di massa 12,5 t e da una locomotiva di massa
80,0 t.
Il convoglio sale lungo una linea inclinata di 2,50° con l’orizzontale nella quale è
presente un coefficiente di attrito volvente di 0,0800 m. Sapendo che il raggio delle
ruote vale 50,0 cm, determinare la forza che deve esercitare la locomotiva affinché
il convoglio salga con velocità costante e le forze esercitate dai ganci di trazione
posti sui vagoni.

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Capitolo 4 – Applicazioni dei principi della dinamica     51

¬
2 Un pendolo di lunghezza 54 cm e massa 250 g viene spostato dalla posizione di
equilibrio di un angolo di 5,0°.
Determinare il periodo delle oscillazioni e la tensione della fune nel punto più
basso e nel punto più alto raggiunti dalla massa in moto.
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¬
3 Determinare l’angolo di apertura di un pendolo conico di massa 80,0 g e lunghezza
60,0 cm affinché la frequenza valga 0,80 Hz. Verificare che la frequenza non dipen-
de dalla massa.
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    52    Guida per il docente

Capitolo 5 – Lavoro ed energia


meccanica
Contenuti Conoscenze Abilità
1. Lavoro, potenza e rendimento Lavoro e potenza Calcolare il lavoro compiuto
2. Energia cinetica Energia cinetica da una forza
3. Forze conservative ed energia Energia potenziale Modellizzare semplici situazioni
potenziale fisiche grazie al concetto
Energia meccanica e suo principio
di energia
4. Principio di conservazione di conservazione
dell’energia Applicare il principio
Moti oscillatori e conservazione
di conservazione dell’energia
5. Lavoro delle forze dell’energia
per lo studio dei moti
non conservative
Distinguere tra forze conservative
e non conservative

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Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica     53

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
32 Le lunghezze dei due piani inclinati sono:
h h
AB = = 1,184 m      BC = = 0,4677 m
sen 20,0° sen 60,0°
Il lavoro delle forze non conservative (in questo caso l’attrito) è pari alla variazione
di energia meccanica del corpo:
Lattr = ΔE
Ricordando che il lavoro della forza d’attrito è resistente, quindi negativo, la rela-
zione precedente diventa:
1 1
−kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα ⋅ AB − kr ⋅ m ⋅ g⋅cos β ⋅ BC = m ⋅ vC 2 − m ⋅ vA 2
2 2
da cui si ricava:

vC = vA 2 − 2⋅kr ⋅ g⋅(cosα ⋅ AB + cos β ⋅ BC ) = 25,2 m/s

Il lavoro delle forze di attrito è:

Lattr = −kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα ⋅ AB − kr ⋅ m ⋅ g⋅cos β ⋅ BC = −18,1 J

¬
33 Si procede in modo del tutto analogo al problema precedente. Le lunghezze dei due
piani inclinati sono:
h h
AB = = 1,047 m     BC = = 0,4673 m
sen 20,0° sen 50,0°
Il lavoro delle forze di attrito è:

Lattr = −kr ⋅ m ⋅ g⋅cosa⋅ AB − kr ⋅ m ⋅ g⋅cos b ⋅ BC = −19,5 J

L’energia cinetica in A è:
1
TA = m ⋅ vA 2 = 76,90 J
2
che è maggiore, in valore assoluto, del lavoro delle forze di attrito, quindi il corpo
giunge in C. La velocità in C è:

vC = vA 2 − 2⋅kr ⋅ g⋅(cosα ⋅ AB + cos β ⋅ BC ) = 2,72 m/s

¬
35 Applicando la conservazione dell’energia meccanica si ha:
1 1
E A = EC ® m ⋅ g⋅r (1−cos60,0°) + m ⋅ vA 2 = m ⋅ g⋅2r + m ⋅ vC 2
2 2

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54    Guida per il docente

Dalla precedente si può ricavare la velocità nel punto C:

vC = vA 2 − 2⋅ g⋅r (1+ cos60,0°) = 0,4135 m/s

Per il secondo principio della dinamica applicato al punto C, la risultante delle for-
ze agenti in C è uguale al prodotto della massa del corpo per la sua accelerazione
in C, che coincide con l’accelerazione centripeta:
vC 2
m = P + Rv
r
dove P è il peso e Rv è la reazione vincolare della guida. Tale reazione sarebbe
quindi:
vC 2
Rv = m − P = −0,6468 N
r
Avendo ottenuto un risultato negativo si deduce che il corpo non arriva in C (una
reazione vincolare di segno opposto al peso significa che la guida nel punto C do-
vrebbe esercitare una forza verso l’alto).
Quando la velocità in A è minima per arrivare in C, nel punto C la reazione vinco-
lare della guida è uguale a zero e quindi la condizione:
v2
m C = P + Rv
r

con Rv = 0 diventa:
vC 2
m = m ⋅ g ® vC = r ⋅ g = 1,716 m/s
r
Questa è la velocità con cui il corpo arriva in C quando in A esso ha la velocità
minima necessaria per riuscirvi. La velocità in A si calcola applicando la conserva-
zione dell’energia meccanica:
1 1
E A = EC ® m ⋅ g⋅r (1−cos60,0°) + m ⋅ vA 2 = m ⋅ g⋅2r + m ⋅ vC 2
2 2

vA = vC 2 + 2⋅ g⋅r (1+ cos60,0°) = 3,43 m/s

Per calcolare la reazione vincolare in B occorre calcolare la velocità del corpo in B.


Si applica di nuovo la conservazione dell’energia meccanica:
1 1
E A = EB ® m ⋅ g⋅r (1−cos60,0°) + m ⋅ vA 2 = m ⋅ vB 2
2 2

vB = vA 2 + 2⋅ g⋅r (1−cos60,0°) = 3,835 m/s

Il secondo principio della dinamica applicato al punto B dà:


vB 2
m = Rv − P
r

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Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica     55

La reazione vincolare nel punto B è:

vB 2
Rv = m + P = 4,12 N
r
La reazione vincolare in C, come già detto, è nulla.

¬
36 La velocità nei punti A e B si ricava tramite la conservazione dell’energia mecca-
nica:
1
EP = E A ® m ⋅ g⋅l(1−cos 36°) = m ⋅ vA 2
2

vA = 2⋅ g⋅l(1−cos 36°) = 1,4 m/s

1
EP = EB ® m ⋅ g⋅l(1−cos 36°) = m ⋅ g⋅l(1−cos10°) + m ⋅ vB 2
2

vB = 2⋅ g⋅l(cos10°−cos 36°) = 1,3 m/s

La tensione del filo negli stessi punti si ricava applicando il secondo principio della
dinamica. Per il secondo principio la risultante delle forze agenti sul corpo è uguale
al prodotto della massa del corpo per la sua accelerazione, che coincide con l’acce-
lerazione centripeta. In A:

vA 2 v 2
m = TA − m ⋅ g ® TA = m ⋅ g + m A = 1,1 N
l l
In B:
vB 2 v 2
m = TB − m ⋅ g⋅cos10° ® TB = m ⋅ g⋅cos10°+ m B = 1,0 N
l l

¬
37 Si procede in modo analogo all’esercizio precedente:
l
EP = E A ® m ⋅ g⋅l(1−cosα ) = m ⋅ g⋅ (1−cos β )
2

b = arccos(2cosa−1) = 58°
1
EP = EB ® m ⋅ g⋅l(1−cosα ) = m ⋅ vB 2
2

vB = 2⋅ g⋅l(1−cosα ) = 1,66 m/s

vB 2 v 2
m = TB − m ⋅ g ® TB = m ⋅ g + m B = 2,9 N
l l

TA − m ⋅ g⋅cos β = 0 ® TA = m ⋅ g⋅cos β = 1,0 N

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56    Guida per il docente

¬
40 Indicando con v la velocità iniziale del corpo e con v la velocità con cui abbandona
0
la guida, la conservazione dell’energia meccanica è:
1

1 1
m ⋅ v0 2 = m ⋅ v12 + m ⋅ g⋅r (1−cosα ) ® v1 = v0 2 − 2⋅ g⋅r (1+ cosα ) = 0,753 m/s
2 2
Le componenti cartesiane di questa velocità sono:

v1x = v1 ⋅cosα = 0,377 m/s ; v1y = v1 ⋅sen α = 0,652 m/s


La componente x della velocità rimane costante, mentre la componente y diminu-
isce durante la salita fino ad annullarsi nel punto di massima altezza. In questo
punto dunque la velocità coincide con il valore della componente x (0,377 m/s).
Nella salita, parte dell’energia cinetica del corpo si trasforma in energia potenziale,
per poi riconvertirsi in energia cinetica durante la fase di discesa. La velocità di
impatto al suolo sarà dunque uguale a quella iniziale (2,00 m/s).
Per calcolare l’altezza massima raggiunta si può usare la conservazione dell’energia
meccanica:
1
Epunto finale guida = Emassima altezza ® m ⋅ v1y 2 + m ⋅ g⋅r (1−cosα ) = m ⋅ g⋅ hmax
2
1
hmax = ⋅ v1y 2 + r (1−cosα ) = 0,197 m
2g

¬
46 Per simmetria, l’altezza minima a cui scende la massa rispetto alla posizione di equili-
brio è uguale a quella massima a cui è stata sollevata (5,0 cm). È comunque possibile
verificare questa affermazione con il calcolo, utilizzando la conservazione dell’energia
meccanica. Il livello di zero dell’energia potenziale è quello della molla a riposo. L’allun-
gamento della molla per la presenza della massa appesa è dato dalla legge di Hooke:
m⋅g
m ⋅ g = k⋅ x0 ® x0 =
= 0,053 m
k
La massa è abbassata di 5,3 cm rispetto alla molla a riposo. In seguito essa è solle-
vata di 5,0 cm, rimanendo quindi abbassata di x1 = 0,3 cm rispetto alla posizione
della molla a riposo:
Ecorpo sollevato di 5,0 cm = Eminima altezza
1 1
k⋅ x12 + m ⋅ g⋅(−x1 ) = k⋅ x 2 + m ⋅ g⋅(−x)
2 2
1
k( x 2 − x12 ) = m ⋅ g⋅( x − x1 )
2
1
k( x − x1 )( x + x1 ) = m ⋅ g⋅( x − x1 )
2
( x + x1 ) m ⋅ g
=
2 k
m⋅g
x=2 − x1 = 2x0 − x1 = 10,3 cm
k

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Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica     57

Resta dunque confermato che la minima altezza è a 5,0 cm sotto la posizione di equi-
librio. Per le altre posizioni si procede in modo analogo applicando di nuovo la conser-
vazione dell’energia:
Ecorpo sollevato di 5,0 cm = Eposizione equilibrio
1 1 1
k⋅ x12 + m ⋅ g⋅(−x1 ) = m ⋅ v0 2 + k⋅ x0 2 + m ⋅ g⋅(−x0 )
2 2 2
k
v0 = ( x12 − x02 ) + 2g( x0 − x1 ) = 0,68 m/s
m
Ecorpo sollevato di 5,0 cm = Ecorpo a 2,0 cm sotto la posizione equilibrio

x2 = 5,3 cm + 2,0 cm = 7,3 cm

k
v2 = ( x12 − x22 ) + 2g( x2 − x1 ) = 0,62 m/s
m

¬
54 Si consideri dapprima il moto lungo il piano inclinato. Il lavoro delle forze non con-
servative (in questo caso l’attrito) è uguale alla variazione dell’energia meccanica
del blocco:
Lattr = ΔE

Ricordando che il lavoro della forza d’attrito è resistente, quindi negativo, la pre-
cedente diventa:
1
−kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα ⋅l = m ⋅ v2 − m ⋅ g⋅ h
2
dove m ⋅ g⋅cosα è la forza normale al piano inclinato. L’altezza del piano si può
calcolare tramite i teoremi sui triangoli rettangoli. Semplificando la massa m, la
precedente diventa:
1
−kr ⋅ g⋅cosα ⋅l = v2 − g⋅l ⋅sen α
2
da cui è possibile ricavare la velocità alla base del piano inclinato:

v = 2⋅ g⋅l ⋅sen α − 2⋅kr ⋅ g⋅cosα ⋅l = 2,43 m/s

Per calcolare il tempo impiegato a percorrere il piano inclinato è necessario conoscere


l’accelerazione del moto. La forza risultante che agisce sul blocco durante la discesa
si ottiene sommando vettorialmente la componente parallela della forza peso con la
forza d’attrito:
Fris = m ⋅ g⋅sen α − kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα

Per il secondo principio della dinamica, l’accelerazione è il rapporto tra la forza


risultante e la massa del blocco:

a = g⋅sen α − kr ⋅ g⋅cosα = 0,5897 m/s 2

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58    Guida per il docente

Si applica quindi l’equazione cinematica del moto accelerato con partenza da fermo:
1 2l
l = a ⋅t 2 ® t = = 4,12 s
2 a

Il lavoro delle forze di attrito è:

Lattr = −kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα ⋅l = −138 J


Infine, dato che sul tratto orizzontale non c’è attrito, l’energia cinetica che il bloc-
co possiede in fondo al piano inclinato si trasforma in energia potenziale elastica
quando il blocco urta la molla:
1 1 m
m ⋅ v2 = kel ⋅ x 2 → x = v = 0,256 m
2 2 kel

¬
55 Durante la fase di accelerazione, l’energia potenziale elastica della molla è conver-
tita in energia cinetica:
1 1
kel ⋅ x 2 = m ⋅ v0 2
2 2
da cui si può ricavare la velocità con cui il corpo abbandona la molla:

kel
v0 = x = 0,4743 m/s
m
Al termine del tratto orizzontale AB, l’energia del corpo è pari all’energia iniziale
(energia potenziale elastica) diminuita del lavoro (resistente) delle forze di attrito:

1
kel ⋅ x 2 − kr ⋅ m ⋅ g⋅ AB = 0,2880 J
2
Questa quantità è quella rimasta disponibile come energia cinetica del corpo alla
fine del tratto orizzontale:
1
m ⋅ v12 = 0,2880 J
2
quindi la velocità alla fine del tratto orizzontale è:
2⋅0,2880
v1 = = 0,1697 m/s
20,0
Lungo il piano inclinato agisce ancora l’attrito, quindi il lavoro delle forze di attrito
è pari alla variazione dell’energia meccanica del corpo:

Lattr = ΔE
1 1
−kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα ⋅l = m ⋅ v22 − m ⋅ v12 − m ⋅ g⋅ h
2 2
dove l’altezza del piano è h = l ⋅sen α = 3,214 m.

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Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica     59

Nell’equazione scritta tutte le quantità sono dunque note tranne v2, che si può
ricavare:

v2 = v12 + 2⋅ g⋅ h − 2⋅kr ⋅ g⋅cosα ⋅l = 7,85 m/s

Il lavoro delle forze d’attrito è pari alla somma del lavoro di tali forze lungo il tratto
orizzontale e lungo il piano inclinato:

Lattr = −kr ⋅ m ⋅ g⋅ AB− kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα ⋅l = −17,0 J

Il tempo necessario per giungere in fondo al piano è pari alla somma del tempo
necessario a percorrere il tratto orizzontale e di quello necessario a scendere lungo
il piano inclinato. Si fa ricorso alle leggi della dinamica per calcolare l’accelerazione
del moto, e alle equazioni della cinematica per calcolare il tempo.
Nel tratto orizzontale:
Fris,1 −kr ⋅ m ⋅ g
a1 = = = −0,1962 m/s 2
m m
v1 − v0 0,1697 −0,4743
Δt1 = = = 1,522 s
a1 −0,1962

Lungo il piano inclinato:

Fris,2 m ⋅ g⋅sen α − kr ⋅ m ⋅ g⋅cosα


a2 = = = 6,155 m/s 2
m m

v2 − v1 7,85−0,1697
Δt2 = = = 1,248 s
a2 6,155

Il tempo totale è:

Δttot = Δt1 + Δt2 = 2,80 s

¬
56 Si applica la conservazione dell’energia meccanica prendendo come livello di zero
dell’energia potenziale la quota della molla a riposo. Quando la molla è compressa
di un tratto quindi, il corpo scende rispetto al livello di zero di tale tratto, e l’ener-
gia potenziale gravitazionale è negativa:

1
m ⋅ g⋅ H = kel ⋅ x 2 − m ⋅ g⋅ x
2

Sostituendo i valori noti, la precedente è un’equazione di secondo grado in x :

38,0⋅ x 2 −0,07652⋅ x −0,2296 = 0

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60    Guida per il docente

0,07652± 0,076522 + 4 ⋅38,0⋅0,2296


x= = 0,0787 m = 7,87 cm
76,0

(scartando la soluzione negativa).

¬
57 Il periodo del pendolo è:
l
T = 2π = 1,678 s
g
L’ampiezza dell’oscillazione è:

A = l ⋅sen 4,00° = 0,04883 m


La velocità massima nel moto armonico è:

vmax = ω A = A = 0,183 m/s
T

Con la conservazione dell’energia:

1
m ⋅ vmax 2 = m ⋅ g⋅l(1−cos 4,00°) ® vmax = 2⋅ g⋅l(1−cos 4,00°) = 0,183 m/s
2
I due risultati sono uguali nei limiti delle approssimazioni, quindi il moto del pen-
dolo si può considerare armonico.

¬
58 Si procede come per l’esercizio precedente.

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Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica     61

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 A un corpo di massa 15,0 kg che si muove con una velocità di 10,0 m/s verso destra
vengono applicate
! due forze come ! in figura.
Sapendo che F1 = 50,0 N, F2 = 10,5 N , α = 20,0°, determinare il lavoro totale
delle forze agenti e la velocità raggiunta dal corpo dopo uno spostamento di 45,0 m.

............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
2 Un pendolo di lunghezza 65,0 cm viene spostato dalla posizione di equilibrio di un
angolo di 10,5°. Determinare la velocità con cui passa per la posizione di equilibrio.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

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62    Guida per il docente

¬
3 Determinare il lavoro compiuto dalla forza variabile in figura sul percorso complessivo.

............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
4 Determinare la potenza necessaria a una macchina con un rendimento dell’80,0%
per fare salire in 5,00 s su un dislivello di 50,0 m a velocità costante un corpo di
massa 10,0 kg.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
5 Una molla avente costante elastica di 800,0 N/m alla quale è applicata una massa
di 500,0 g può oscillare su un piano orizzontale. La massa viene spostata dalla
posizione di equilibrio di 15,0 cm. Determinare l’energia potenziale massima e la
massima velocità raggiunta nel corso di una oscillazione.
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............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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Capitolo 5 – Lavoro ed energia meccanica     63

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un corpo di massa m = 35,0 kg avente velocità di 25,5 m/s sale strisciando lungo
un piano avente angolo di inclinazione 35,5°. Sapendo che fra il piano e corpo vi è
un coefficiente di attrito radente dinamico pari a 0,15, determinare lo spazio per-
corso prima di fermarsi.
Se il moto avviene in condizioni ideali, quanti metri vengono percorsi? Quanto vale
l’energia potenziale corrispondente all’altezza massima raggiunta nei due casi?
Verificare che la differenza tra i due risultati è pari al lavoro delle forze di attrito.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
2 Un carrello di massa m = 0,500 kg
viene catapultato mediante una guida
circolare di raggio 15,0 cm come in fi-
gura. La velocità iniziale alla base del-
la guida vale 18,0 m/s. Giunto in cima
alla guida, il carrello prosegue il suo
moto senza vincoli. Dopo aver stabili-
to che tipo di moto compie, calcolare:
– l’energia posseduta quando si stacca dalla guida;
– a che distanza dalla base della guida avviene l’impatto con il suolo;
– l’energia cinetica posseduta un istante prima dell’impatto col suolo.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

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64    Guida per il docente

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............................................................................................................................................
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¬
3 Una molla avente costante elastica 800 g /cm, compressa di 15,0 cm, trasferisce
p
l’80,0% della sua energia a un corpo di massa 150 g inizialmente in quiete appog-
giato ad essa.
Determinare:
– la velocità con cui la massa m si stacca dalla molla;
– lo spazio percorso prima di fermarsi se, dopo il trasferimento dell’energia, la
massa si muove su un piano orizzontale avente un coefficiente di attrito radente
dinamico pari a 0,120.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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¬
4 Un pendolo, avente lunghezza 30,0 cm e massa 150 g, viene spostato dalla posizio-
ne di equilibrio di un angolo di 30,0°.
Determinare la velocità con cui passa dalla posizione di equilibrio e l’errore che
si commetterebbe nel calcolare la stessa velocità approssimando il moto a uno di
tipo armonico.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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    65

Capitolo 6 – Quantità di moto


Contenuti Conoscenze Abilità
1. Quantità di moto. Impulso Significato delle grandezze Utilizzare quantità di moto
2. Teorema dell’impulso quantità di moto e impulso e impulso per interpretare
e della quantità di moto di una forza fenomeni fisici
3. Sistemi di punti materiali. Forze agenti su un sistema Utilizzare il teorema dell’impulso
Forze interne ed esterne. di punti materiali. Terzo principio e della quantità di moto
Sistemi isolati della dinamica applicato per risolvere problemi
ai sistemi di punti. Criterio per Distinguere tra forze interne
4. Prima equazione cardinale
la determinazione di un sistema ed esterne
della meccanica dei sistemi
isolato
di punti. Principio Applicare il principio
di conservazione della quantità Secondo principio della dinamica di conservazione della quantità
di moto applicato ai sistemi di punti di moto per interpretare
5. Urti Principio di conservazione della l’evoluzione di sistemi fisici
quantità di moto di un sistema Applicare i principi della dinamica
6. Centro di massa di un sistema.
Moto del centro di massa Urti elastici e anelastici: ai sistemi di punti
loro classificazione Distinguere tra urti elastici
Principio di conservazione e anelastici
della quantità di moto Ricavare le proprietà del moto
e dell’energia applicati agli urti dei corpi che partecipano
Applicazione del secondo principio a un urto
al moto del centro di massa Applicare i principi
di un sistema di conservazione agli urti
Determinare le coordinate
del centro di massa di un sistema
di punti
Studiare il moto del centro
di massa applicando i principi
della dinamica

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66    Guida per il docente

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
13 L’impulso è pari alla variazione della quantità di moto:
! ! ! ! ! !
I = Δq = mv2 − mv1 = (−11,3i + 33,0 j ) N·s

La forza media è data dalla seconda legge della dinamica riscritta in termini della
quantità di moto:
! ! ! !
Δq
Fm = = (−1,26 i + 3,67 j ) N
Δt

Il lavoro si calcola dalla differenza delle energie cinetiche:

1 1 1 1
L = mv22 − mv12 = ⋅7,50⋅(4,502 + 3,002 ) − ⋅7,50⋅(6,002 +1,402 ) = −32,7 J
2 2 2 2

¬
14 Si procede come nel problema precedente.

¬
15 Si procede come nel problema 13.

¬
23 L’energia cinetica iniziale è:

1 2
Tin = mvin = 31,96 J
2

L’energia cinetica finale è il 90% di quella iniziale, quindi:

Tfin = 28,76 J

Il modulo della velocità finale è:

2Tfin
vfin = = 8,30 m/s
m

La parete esercita una forza in direzione normale ad essa. Segue che la componen-
te parallela della quantità di moto, e quindi della velocità, non varia:

viniz, / / = vfin, / / → viniz sen 30,0° = vfin sen a

Si può quindi ricavare l’angolo che la velocità finale forma con la normale alla pa-
rete:
⎛ v sen 30,0° ⎞⎟
a =arcsen ⎜⎜ iniz ⎟⎟ = 31,8°
⎜⎝ vfin ⎟⎠

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Capitolo 6 – Quantità di moto    67

L’impulso è pari alla variazione della quantità di moto. Tale variazione coincide con
la variazione della componente perpendicolare alla parete:

I/ / = 0

I⊥ = mvfin,⊥ − mviniz,⊥ = 0,835 ⎡⎣ 8,30cos 31,8°−(−8,75cos 30,0°)⎤⎦ = 12,2  N ⋅ s

(la velocità in direzione perpendicolare alla parete cambia verso in seguito all’urto).

¬
24 Si tratta di un urto elastico contro la sponda. La componente della velocità paral-
lela alla sponda resta invariata, quella perpendicolare rimane uguale in modulo ma
cambia verso. La variazione della quantità di moto coincide con la variazione della
componente perpendicolare alla parete. Si ha:

I y = mvfin,y − mviniz,y = 0,500(1,2cos60,0°−(−1,2cos60,0°)) = 0,60  N ⋅ s


dove 60,0° è l’angolo formato dal vettore velocità con la normale alla sponda.
La forza media è:
Δq I
Fm = = y = 7,5 N
Δt Δt

¬
32 Consideriamo in primo luogo il sistema formato dal primo bambino con la sua auto
e la palla. Applicando la conservazione della quantità di moto:
qTOT,iniz = qTOT,fin

(mb1 + mauto1 + mpalla )viniz = ( mb1 + mauto1 ) v fin + mpalla vpalla

mpalla vpalla = 35,50 kg ⋅ m/s

Consideriamo ora il sistema della palla più il secondo bambino e la sua auto:
qTOT,iniz = qTOT,fin

mpalla vpalla = ( mb2 + mauto2 + mpalla ) vfin

vfin = 0,724 m/s

¬
44 Prendendo un sistema di riferimento orientato verso l’alto, le leggi orarie dei due
corpi sono:
⎧⎪ 1
⎪⎪y1 = h − gt 2
⎪ 2

⎪⎪ 1 2
⎪⎪y2 = v02t − gt
⎩ 2

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68    Guida per il docente

L’urto avviene quando:


1 1 h
y1 = y2 → h − gt 2 = v02t − gt 2 → t = = 0,600 s
2 2 v02
y1 = y2 = 4,23 m

Le velocità dei due corpi all’istante dell’urto sono:

⎧⎪⎪v1 = −gt = −5,886 m/s



⎪⎪⎩v2 = v02 − gt = 4,114 m/s

Si applica ora la conservazione della quantità di moto all’urto:


m1v1 + m2 v2 = ( m1 + m2 ) v

m1v1 + m2 v2
v= = −1,44 m/s
m1 + m2

¬
47 Scegliamo un sistema di riferimento con l’asse x orientato come la velocità iniziale
del protone. La conservazione della quantità di moto applicata alla componente x
e alla componente y dà:

⎪⎧⎪ m p vp = m p v' p cos 30°+ m He v' He cosϕ



⎪⎪0 = m p v' p sen 30°+ m He v' He sen ϕ

Ponendo m He = 4m p il sistema diventa:

⎧⎪0,10c = v' p cos 30°+ 4v' He cosϕ


⎪⎨
⎪⎪0 = v' p sen 30°+ 4v' He sen ϕ

Inoltre l’urto è elastico, quindi si conserva l’energia cinetica:

⎪⎧⎪0,10c = v' p cos 30°+ 4v' He,x ⎧⎪⎪0,10c = v' p cos 30°+ 4v' He,x
⎪⎪ ⎪⎪
⎨0 = v' p sin 30°+ 4v' He,y → ⎪⎨0 = v' p sin 30°+ 4v' He,y
⎪⎪ ⎪⎪
⎪⎪0,010c2 = v' p 2 + 4v' He 2 ⎪⎪0,010c2 = v' 2 + 4 ( v' 2 + v' 2 )
⎩ ⎪⎩ p He,x He,y

Questo è un sistema di tre equazioni in tre incognite, che risolto dà:


⎧⎪
⎪⎪
⎧⎪v' p = 0,097c ⎪⎪v' p = 0,097c
⎪⎪ ⎪⎪
⎪v' ⎪
⎨ He, x = 4,00·10 c → ⎪⎨v' He = (4,00·10 c) + (−0,0121c) = 0,013c
−3 −3 2 2

⎪⎪ ⎪⎪
⎪⎪v' He, y = −0,0121c ⎪⎪ ′
⎩ ⎪⎪ϕ = arctan vHe, y = 72°
⎪⎪ v′He, x
⎪⎩

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Capitolo 6 – Quantità di moto    69

¬
48 Si procede come nel problema precedente.

¬
49 Si procede come nel problema 47.

¬
50 Si procede come nel problema 47.

¬
61 Consideriamo dapprima il caso dell’urto anelastico.

PRIMA DELL’URTO
La legge oraria del corpo in moto è:

x = −1,00 + 2,80t

La posizione del centro di massa è quindi:

M ⋅0,00 + m (−1,00 + 2,80t )


xCM = = (1,06t −0,378) m
M+m

La velocità del centro di massa è:

M ⋅0,00 + m ⋅2,80
vCM = = 1,06 m/s
M+m

DOPO L’URTO
L’urto avviene dopo il tempo necessario al corpo in moto a percorrere lo spazio di
1,00 m che lo separa dall’origine:

1,00
turto = = 0,3571 s
2,80

I due corpi procedono uniti con legge oraria:

x = 1,06(t −0,3571)

La posizione del centro di massa è quindi:

( M + m) ⋅[1,06(t −0,3571)]
xCM = = (1,06t −0,379) m
M+m

La velocità del centro di massa è:

( M + m) ⋅1,06
vCM = = 1,06 m/s
M+m

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70    Guida per il docente

La quantità di moto del centro di massa, prima e dopo l’urto, è

QCM,prima = M ⋅0,00 + m ⋅2,80 = 2,38 kg · m/s

QCM,dopo = ( M + m) ⋅1,06 = 2,39 kg · m/s


I due risultati coincidono entro le approssimazioni numeriche.
Consideriamo ora il caso dell’urto elastico.
PRIMA DELL’URTO
I calcoli sono gli stessi del caso esaminato in precedenza.
DOPO L’URTO
Tenuto conto delle velocità dei due corpi ottenute come risultato nel problema di
base 9, si ha:

x'1 = -0,685(t - 0,3571) m


x'2 = 2,12(t - 0,3571) m

[−0,685⋅(t −0,3571)]⋅0,850 + [ 2,12⋅(t −0,3571)]⋅1,40


xCM = = (1,06t −0,379) m
0,850 +1,40

(−0,685) ⋅0,850 + 2,12⋅1,40


vCM = = 1,06 m/s
0,850 +1,40

Anche in questo caso il moto del centro di massa è lo stesso sia prima che dopo
l’urto, di conseguenza anche la quantità di moto del sistema non varia.

¬
62 Si procede come per il problema precedente, ma in un sistema di riferimento bidi-
mensionale. Sia (x ; y ) la posizione iniziale del corpo in moto.
0 0

PRIMA DELL’URTO
m1 ⋅(3,0t + x0 )
xCM = = (1,7t + 0,57 x0 ) m = (1,7t − 3,4) m
m1 + m2

m1 ⋅(1,8t + y0 )
yCM = = (1,0t + 0,57y0 ) m = (1,0t − 2,1) m
m1 + m2

m1 ⋅(3,0)
vCM,x = = 1,7 m/s
m1 + m2

m1 ⋅(1,8)
vCM,y = = 1,0 m/s
m1 + m2

QCM,x,prima = m1 ⋅3,0 = 0,36 kg ⋅ m/s

QCM,y,prima = m1 ⋅1,8 = 0,22 kg ⋅ m/s

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Capitolo 6 – Quantità di moto    71

DOPO L’URTO
L’urto avviene nell’origine dopo un tempo pari a:

x02 + y02 2 2
turto = 2 2
= 0,286 (−6,0) + (−3,6) = 2,00 s
3,0 +1,8

m1 ⋅[1,9(t − 2,00)] + m2 ⋅[1,5(t − 2,00)]


xCM = = (1,7t − 3,5) m
m1 + m2

m1 ⋅[1,5(t − 2,00)] + m2 ⋅[ 0,40(t − 2,00)]


yCM = = (1,0t − 2,1) m
m1 + m2

Il moto del centro di massa è rettilineo uniforme con velocità di componenti:

vCM,x = 1,7 m/s vCM,y = 1,0 m/s

che, entro le approssimazioni numeriche, coincidono con quelle calcolate prima dell’urto.

¬
63 Si procede come nei problemi precedenti. Sia d la distanza iniziale del corpo di
massa maggiore da quello di massa minore.
PRIMA DELL’URTO

m1 (24,00t ) + m2 (10,00t + d)
xCM = = (15,25t + 0,6250d) m
m1 + m2
m1 ⋅24,00 + m2 ⋅10,00
vCM = = 15,25 m/s
m1 + m2
QCM,prima = m1 ⋅24,00 + m2 ⋅10,00 = 1,220⋅103  kg ⋅ m/s

DOPO L’URTO
L’urto avviene dopo un tempo pari a:
d
turto = = 7,143⋅10−2 d
24,00−10,00
nella posizione:
xurto = 24,00⋅7,143⋅10−2 d = 1,714d

m1 ⋅[ 6,500(t −0,07143d) +1,714d ] + m2 ⋅[ 20,50(t −0,07143d) +1,714d ]


xCM = =
m1 + m2
= (15,25t −0,6247d) m
m1 ⋅6,500 + m2 ⋅20,50
vCM = = 15,25 m/s
m1 + m2
QCM,dopo = m1 ⋅6,500 + m2 ⋅20,50 = 1,220⋅103  kg ⋅ m/s
Le differenze nei risultati sono dovute alle approssimazioni numeriche dei calcoli.

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72    Guida per il docente

¬
64 Si procede come nei problemi precedenti.
PRIMA DELL’URTO
⎛ 1 ⎞ ⎛ 1 ⎞
m1 ⎜⎜ h − gt 2 ⎟⎟⎟ + m2 ⎜⎜ v02t − gt 2 ⎟⎟⎟
⎝ 2 ⎠ ⎝ 2 ⎠ = 3,33+ 4,44t − 4,91t 2  m
yCM = ( )
m1 + m2

m1 (−gt ) + m2 ( v02 − gt )
vCM = = (4,44 −9,81t ) m/s
m1 + m2

L’istante di tempo corrispondente all’urto tra i due corpi si ottiene imponendo che
la loro coordinata y coincida:

1 1 h
h − gt 2 = v02t − gt 2 → turto = = 0,600 s
2 2 v02

Inserendo questo valore nell’espressione della velocità del centro di massa si ottie-
ne, un istante prima dell’urto:

vCM = (4,44 −9,81⋅0,600) = −1,44 m/s

La coordinata y del punto in cui avviene l’urto vale:


1 2
yurto = h − gturto = 4,23 m
2

DOPO L’URTO
Poiché dopo l’urto i due corpi rimangono uniti, la loro posizione, uguale a quella
del centro di massa, varia nel tempo secondo la legge:

1 2 2
yCM = yurto + vCM (t −0,600) − g(t −0,600) = 4,23−1,44 (t −0,600) − 4,91(t −0,600)  m
2

mentre la corrispondente legge per la velocità è:

vCM = −1,44 −9,81(t −0,600) m/s

Come si può notare, il valore della velocità del centro di massa un istante prima
dell’urto e quello un istante dopo coincidono.

¬
65 La legge oraria esprime la variazione della posizione del corpo in funzione del
tempo:
⎧⎪ x = −1,50t 2 + 4,05t
⎪⎨
⎪⎪⎩y = 6,75t

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Capitolo 6 – Quantità di moto    73

Per trovare l’equazione della traiettoria basta eliminare t nelle equazioni precedenti:
⎧⎪ 2
⎪⎪ x = −1,50⎛⎜ y ⎞⎟⎟ + 4,05 y
⎜⎜
⎪⎪ ⎝ 6,75 ⎟⎟⎠ 6,75

⎪⎪ y
⎪⎪t =
⎪⎪⎩ 6,75

La prima equazione (equazione della traiettoria) è quella di una parabola.


La legge oraria che esprime la coordinata x corrisponde a un moto uniformemente de-
celerato con partenza lanciata, mentre la legge per la coordinata y è quella di un moto
uniforme: si deduce che le espressioni delle componenti della velocità del corpo sono:

⎪⎧⎪vx = −3,00t + 4,05



⎪⎪⎩vy = 6,75

L’inversione del moto si ha quando la velocità si annulla. In questo caso è possibile an-
nullare soltanto la componente x della velocità, in quanto la componente y è costante:
4,05
vx = 0 → t = = 1,35 s
3,00
Il vettore quantità di moto all’istante t=0 è:
! ! ! !
q0 = mv(t = 0) = (6,075  i +10,13 j ) kg ⋅ m/s

mentre all’istante t=1,35 s è:


! ! !
q = mv(t = 1,35) = 10,13 j  kg ⋅ m/s

L’impulso è pari alla variazione della quantità di moto:


! ! !
I = Δq = −6,08 i  N ⋅s
La forza applicata è:
! Δq! !
F= = −4,50 i  N
Δt

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74    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Una biglia di massa 500 g che si muove con una velocità di 9,0 km/h urta frontal-
mente ed elasticamente una parete. Determinare l’impulso trasmesso alla biglia e
la forza agente sapendo che l’urto avviene in un tempo di 2,00 s.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
2 Determinare l’impulso della forza avente intensità variabile nel tempo come in
figura.

............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 74 08/05/18 12:41


Capitolo 6 – Quantità di moto    75

¬
3 Un corpo di massa m = 2,50 kg, avente una velocità di 15,7 m/s, urta elasticamente
e frontalmente un corpo in quiete avente la stessa massa. Determinare le velocità
dei due corpi dopo l’urto.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
4 Un corpo di massa 1,50 kg, che si muove con una velocità di 8,75 m/s, urta in modo
totalmente anelastico un corpo di massa 2,34 kg che si muove con una velocità di
6,83 m/s nella stessa direzione e in verso opposto. Determinare le velocità dei due
corpi dopo l’urto.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
5 Un proiettile di massa 600 g che si muove con una velocità di 54,0 km/h esplode
in due frammenti identici. Sapendo che un frammento si muove lungo la stessa di-
rezione della velocità iniziale ma con verso opposto con una velocità di 27,0 km/h,
determinare velocità, direzione e verso del secondo frammento.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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76    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un corpo di massa m = 2,45 kg urta una parete con una velocità di 25,6 m/s che
forma un angolo di 65,0° con la parete. A seguito dell’urto il corpo perde il 20,0%
della sua energia cinetica. Determinare l’impulso esercitato dalla parete e l’angolo
che la direzione del moto del corpo dopo l’urto forma con la parete.
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............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
2 Un proiettile avente massa di 840 g, che si muove con una velocità di 15,6 m/s,
esplode in tre frammenti di uguale massa. Il primo frammento si muove nella
stessa direzione del moto del proiettile ma con verso opposto e con una velocità di
8,65 m/s, mentre il secondo frammento si muove in direzione perpendicolare con
una velocità di 17,4 m/s. Determinare velocità e direzione del terzo frammento.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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Capitolo 6 – Quantità di moto    77

¬
3 Un corpo di massa m = 4,50 kg che si muove con una velocità di 10,4 m/s urta
frontalmente un corpo di massa 6,15 kg che si muove nella stessa direzione ma in
verso opposto con velocità di 8,63 m/s. Sapendo che nell’urto viene perso il 15,0%
di energia cinetica, determinare la velocità dei due corpi dopo l’urto.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
4 Su un carrello di massa 50,0 kg che si muove con una velocità di 6,00 m/s cade
verticalmente un sasso di massa pari a 3,00 kg. Determinare la velocità del sistema
dopo l’impatto.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

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    78    Guida per il docente

Capitolo 7 – Cinematica e dinamica


rotazionale
Contenuti Conoscenze Abilità
1. Cinematica rotazionale Grandezze fondamentali per la Riconoscere e utilizzare le variabili
2. Momento della quantità di moto descrizione del moto di rotazione opportune per descrivere
Momento angolare di un punto le rotazioni
3. Momento d’inerzia. Seconda legge
della dinamica per le rotazioni e di un sistema di punti Calcolare il momento angolare
Momento d’inerzia di un sistema per un punto e per un sistema
4. Seconda equazione cardinale
di punti in rotazione rispetto di punti
della meccanica dei sistemi
di punti. Principio di a un asse. Teorema di Steiner Applicare la seconda legge
conservazione del momento Estensione della II legge della dinamica al moto rotatorio
angolare totale della dinamica ai sistemi di punti Riconoscere un sistema isolato
5. Lavoro e rotazioni. Energia Sistemi isolati e conservazione di punti e applicare il principio
cinetica rotazionale del momento angolare totale di conservazione del momento
angolare
6. Moti nello spazio dei corpi rigidi. Corrispondenza tra variabili
Conservazione dell’energia spaziali e angolari e leggi relative Riconoscere le analogie tra le leggi
che regolano i moti traslatori
7. Pendolo fisico Lavoro di una forza su una massa
e quelle relative ai moti rotatori
in rotazione
Applicare le definizioni di lavoro
Energia cinetica in funzione
ed energia ai moti rotatori
delle variabili angolari. Teorema
di Konig Utilizzare il principio
di conservazione dell’energia
Teorema del lavoro e dell’energia
per la risoluzione di problemi
cinetica
sulle rotazioni
Moto traslatorio, rotatorio,
Riconoscere i differenti tipi
rototraslatorio
di moto dei corpi rigidi
Conservazione dell’energia
Riconoscere il pendolo fisico
meccanica per le rotazioni
Descrivere il moto del pendolo
Caratteristiche del pendolo fisico.
fisico e calcolarne il periodo
Periodo di oscillazione

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 78 08/05/18 12:41


Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     79

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
7 Si calcolano i prodotti vettoriali con la regola del determinante:
! ! !
i j k
! !
r1 × v1 = −2,50 1,30 −3,25 =
−2,35 3,65 −4,68
! !
= [1,30(−4,68) −(−3,25) 3,65 ] i −[(−2,50)(−4,68) −(−3,25)(−2,35)] j +
! ! ! !
+ [(−2,50) 3,65−1,30(−2,35)]k = (5,779 i − 4,063 j −6,070k ) m 2 /s

! ! !
i j k
! !
r2 × v2 = 1,36 −2,70 4,50 =
6,35 −1,35 −2,27
! !
= [(−2,70)(−2,27) — 4,50(−1,35)]i −[1,36(−2,27) − 4,50⋅6,35 ] j +
! ! ! !
+ [1,36(−1,35) −(−2,70)6,35 ]k = (12,20 i − 31,66 j +15,31k ) m 2 /s
! ! !
i j k
! !
r3 × v3 = 2,75 4,80 1,25 =
3,63 5,12 −3,20
! ! !
= [ 4,80(−3,20) −1,25⋅5,12] i −[ 2,75(−3,20) −1,25⋅3,63] j + [ 2,75⋅5,12−4,80⋅3,63]k =
! ! !
= (−21,76 i +13,34 j −3,344 k ) m 2 /s

Il momento angolare totale è la somma vettoriale dei momenti angolari dei tre corpi:
! ! ! ! ! ! !
L = m1r1 × v1 + m2r2 × v2 + m3r3 × v3
! ! ! ! ! !
= 0,375(5,779 i − 4,063 j −6,070k ) + 0,800(12,20 i − 31,66 j +15,31k ) +
! ! ! ! ! !
+ 0,620(−21,76 i +13,34 j − 3,344 k ) = (−1,56 i −18,6 j + 7,90k ) J ⋅s

! 2 2
L = (−1,56) + (−18,6) + 7,902 = 20,3 J ⋅s 

¬
17 Si calcola il momento di inerzia immaginando di togliere da una sfera omogenea
di ferro di raggio 13,0 cm un nucleo sferico di raggio 8,0 cm e di sostituirlo con un
nucleo di piombo di raggio 8,0 cm:

2 2 2
I= Msfera Fe,  R=13,0 cm R2 − msfera Fe,  r=8,0 cm r 2 +  msfera   Pb,  r=8,0 cm r 2
5 5 5

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80    Guida per il docente

Ricordando che la massa è data dal prodotto densità per volume, la precedente
diventa:

2 4 2 4 2 4
I = ρ Fe π R3 ⋅ R2 − ρ Fe π r 3 ⋅r 2 + ρ Pb π r 3 ⋅r 2
5 3 5 3 5 3
2 4 2 4
= ⋅ π ⎡⎣ ρ Fe R5 + r 5 ( ρ Pb − ρ Fe )⎤⎦ = ⋅ π ⎡⎢7860(0,130) + (0,080) (11400−7860)⎤⎥ = 0,51 kg ⋅ m 2
5 5

5 3 5 3 ⎣ ⎦

¬
25 Dopo 1,00 minuto si è accumulata una massa di acqua pari a:
kg
MH2O = 40,0⋅10−3 ⋅60,0 s = 2,400 kg
s
Per la conservazione del momento angolare si ha:
I1ω1 = I2ω 2
I1 è il momento di inerzia iniziale del corpo, ed è pari alla somma del momento di
inerzia del disco di fondo e dell’anello:

1 1
I1 = MR2 + manello R2 = ⋅1,10⋅0,2002 + 0,250⋅0,2002 = 0,03200 kg ⋅ m 2
2 2
Il momento di inerzia finale è dato dalla somma di quello iniziale e del momento
di inerzia del disco di acqua:
1
I2 = I1 + M H2O R2 = 0,08000 kg ⋅ m 2
2
Dalla conservazione del momento angolare si ricava la velocità angolare finale del
sistema:

ω 2 = 1 1 = 0,200π  rad/s
I2

¬
26 Per la conservazione del momento angolare si ha:

I1ω1 = I2ω 2

Il momento di inerzia cambia perché cambia la massa:

2 2 Mω M1
M1 R2ω1 = M2 R2ω 2 ® ω 2 = 1 1 = ω1
5 5 M2 M1 +1000⋅103

La variazione della velocità angolare è:

M1 1000⋅103
Δω = ω 2 − ω1 = ω − ω1 = −
3 1
ω1
M1 +1000⋅10 M1 +1000⋅103
1000⋅103 2π 1000⋅103 2π
=− 3
⋅ =− 24 3
⋅ = −1,217 ⋅10−23  rad/s
M1 +1000⋅10 T 5,9742⋅10 +1000⋅10 24 ⋅3600

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 80 08/05/18 12:41


Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     81

¬
32 Per il teorema di Huygens-Steiner il momento di inerzia del disco è:

I = ICM + md 2

dove ICM è il momento di inerzia rispetto ad un asse passante per il centro di mas-
sa e d è la distanza tra l’asse effettivo di rotazione e l’asse passante per il centro
di massa. Si calcola quindi:

1 1
I = mr 2 + md 2 = 3,0⋅0,202 + 3,0⋅0,202 = 0,180 kg ⋅ m 2
2 2

Il momento della forza applicata è, per definizione:


! ! !
M = x× F
!
dove x è il vettore con la coda nel fulcro
! della rotazione e la punta nel punto di
!
applicazione della forza. Essendo x e F perpendicolari, il modulo del momento
della forza è:
M = x·F = 0,28 ⋅10 = 2,80 N ⋅ m

La seconda equazione cardinale della dinamica per le rotazioni è:

M = I ⋅α

dove α è l’accelerazione angolare. Si ha allora:

2,80
I ⋅α = 2,80 N ⋅ m ® α = = 16 rad/s 2
I

La velocità angolare dopo un tempo Δt = 10 s sarà:

ω = α ⋅Δt = 1,6⋅102  rad/s


Il lavoro compiuto è pari alla variazione di energia cinetica:

1 2
L = ΔT = Iω = 2,3⋅103  J
2

¬
34 La velocità angolare finale della ruota è:

v 10
ω= = = 29,4 rad/s
r 0,340

(dove si è convertito 36 km/h = 10 m/s). L’accelerazione angolare è il rapporto tra


la variazione di velocità angolare e l’intervallo di tempo in cui essa avviene:
Δω
α= = 2,94 rad/s 2
Δt

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82    Guida per il docente

Il momento di inerzia della ruota è già noto dal problema 18:

I = mcrc2 + m prp2 = 0,800⋅0,3202 + 0,200⋅0,3402 = 0,1050 kg ⋅ m 2

Il momento della forza applicata, per la seconda equazione cardinale della dinami-
ca nelle rotazioni, sarà:

M = I ⋅α = 0,1050⋅2,94 = 0,3087 N ⋅ m

ma, dalla definizione:

M 0,3087
M = d⋅F ® F = = = 4,4 N
d 0,070
Il lavoro compiuto è pari alla variazione di energia cinetica: questa è la somma
dell’energia di traslazione (uguale a quella del centro di massa della ruota) e dell’e-
nergia di rotazione attorno al mozzo (la cui posizione coincide con quella del cen-
tro di massa). Per il teorema di Konig si può scrivere:

1 1
L = ΔT = ( mc + m p ) vCM 2 + Iω 2
2 2

Poiché la ruota rotola senza strisciare sull’asfalto, la velocità periferica dei punti
sullo pneumatico è uguale alla velocità di traslazione della ruota (coincidente con
quella del suo centro di massa):

vCM = ω rp = 29,4 ⋅0,340 = 10,0 m/s

Si ha allora:
1 1
L = ΔT = ⋅1,00⋅10,02 + ⋅0,1050⋅29,4 2 = 95 J
2 2

¬
35 Il momento della prima coppia di forze è:

M = F ⋅l = 0,160⋅0,700 = 1,112 N ⋅ m

Il momento di inerzia dell’asta è:

1 1
I= Ml 2 = ⋅20,0⋅0,7002 = 0,8167 kg ⋅ m 2
12 12
Per la seconda equazione cardinale della dinamica nelle rotazioni:
M
M = I ⋅α → α = = 0,1371 rad/s 2
I
La velocità angolare dopo un tempo Δt = 30,0 s sarà:

ω = α ⋅Δt = 4,11 rad/s

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 82 08/05/18 12:41


Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     83

Quando si applica la seconda coppia l’asta decelera:


1
Δω 2 ω − ω ω
α′ = = =− = −0,0685 rad/s 2
Δt Δt 2Δt
M ′ = Iα ′
M − F ⋅ x = Iα ′

Dalla precedente si ricava il valore delle forze della seconda coppia:


M − Iα ′ 0,112+ 0,1867 ⋅0,06855
F= = = 0,840 N
x 0,200
!
¬
37 Il lavoro svolto dalla forza di attrito F durante una rotazione completa del perno è
dato, in base alla definizione, dalla:
! ! ! !
L = F ⋅ s ⋅cos180° = − F ⋅ s
(la forza agisce in modo da essere tangente alla superficie del perno, in senso con-
trario alla rotazione).
Se il perno compie n giri, il lavoro vale:
1
L = −F ⋅2π r ⋅ n = 0−Tin = − Iω 02
2
(il volano si ferma al termine della rotazione).
Il numero di giri è dato da:
2
1 2 1 1 1 ⎛ 300 ⎞
Iω 0 ⋅ mR2 ⋅ ω 02 ⋅4,00⋅0,1002 ⋅⎜⎜ ⋅2π ⎟⎟⎟
⎝ 60 ⎠
n= 2 =2 2 =4 = 90
F ⋅2π r F ⋅2π r 6,00⋅10−1 ⋅2π ⋅3,0⋅10−2

Il momento della forza agente vale:


! !
M = F ⋅r

Dalla seconda equazione cardinale si ha:


! ! 1
! ⎛ Δω ⎞⎟ ω f −ω0 M F ⋅r ω 0 ⋅ mR2
M = I ⋅α = I ⋅⎜⎜− ⎟ ® =− =− ® t= !2 = 35 s
⎝ Δt ⎟⎠ t −0 I 1
mR 2 F ⋅r
2

¬
38 Si considera come polo il punto nel quale la fune si stacca dal disco. Questo punto
è, istante per istante, a riposo.
Il momento della forza peso causa la rotazione:
M = mg⋅r
Per il teorema di Huygens-Steiner il momento di inerzia del disco è:
1 3
I = ICM + md 2 = mr 2 + mr 2 = mr 2 = 0,0300 kg ⋅ m 2
2 2

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84    Guida per il docente

Conoscendo il momento della forza e il momento di inerzia si può ricavare l’accele-


razione angolare, e quindi anche quella lineare:
M mgr 2g
α= = = = 65,4 rad/s 2
I 3 2 3r
mr
2
2
a = α r = g = 6,54 m/s 2
3
Lo spazio percorso si calcola applicando l’equazione del moto accelerato:
1
s = at 2 = 7,4 m
2
Dalla definizione di lavoro si può ricavare il lavoro compiuto dalla forza peso:
Lpeso = mg⋅ s = 1,5⋅102  J
L’energia cinetica finale è la somma dell’energia cinetica di traslazione e di quella
di rotazione (teorema di Konig):

1 1
T = mv2 + Iω 2
2 2
dove:
v = a ⋅t = 9,81 m/s

ω = α ⋅t = 98,1 rad/s
Sostituendo:
1 1 1 1 1 3
T = mv2 + Iω 2 = mv2 + ⋅ mr 2ω 2 = mv2 = 1,4 ⋅102  J
2 2 2 2 2 4
Tenuto conto delle approssimazioni numeriche, il valore appena ottenuto coincide
con quello del lavoro della forza peso. Il lavoro della tensione è nullo perché la
tensione agisce su un punto che è istantaneamente a riposo.

¬
39 Si applica la seconda equazione cardinale della dinamica a ciascuno dei corpi in
moto. Chiamando T e T le tensioni delle funi che agiscono rispettivamente a sini-
1 2
stra e a destra della puleggia, si ottiene il sistema:
⎧⎪ ⎧⎪ Ma
⎧⎪T1 − m1 g = m1a ⎪⎪ ⎪⎪− = ( m1 − m2 ) g + ( m1 + m2 ) a
⎪⎪ ⎪⎪T1 − m1 g = m1a ⎪⎪ 2
⎨T2 − m2 g = −m2a → ⎪⎨T2 − m2 g = −m2a → ⎪⎨T2 − m2 g = −m2a →
⎪⎪ ⎪⎪ ⎪⎪
⎪⎪⎩−T1r + T2r = Iα ⎪⎪ 1 2 α ⎪⎪ Ma
⎪⎪−T1 + T2 = 2 Mr ⋅ r ⎪⎪T1 −T2 = − 2
⎩ ⎩
⎪⎧⎪ ( m2 − m1 ) g
⎪⎪a = = 1,31 m/s 2
M
⎪⎪ m1 + m2 +
⎨ 2
→ ⎪⎪⎪T1 = m1 ( g + a) = 44,5 N
⎪⎪
⎪⎪⎩T2 = m2 ( g− a) = 46,8 N

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Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     85

Se si trascura la massa della puleggia il sistema diventa:


⎧⎪
⎪⎪a = ( m2 − m1 ) g = 1,55 m/s 2
⎧⎪T1 − m1 g = m1a ⎪⎪ m1 + m2
⎪⎪ ⎨

⎨T2 − m2 g = −m2a → ⎪T1 = m1 ( g + a) = 45,4  N
⎪⎪ ⎪⎪
⎪⎪⎩T1 = T2 ⎪⎪⎩T2 = T1

¬
41 Si considera come polo il punto centrale dell’asse di rotazione e come verso positivo
quello entrante nel piano del disegno: la seconda equazione cardinale applicata al
sistema diventa:
!
! ΔL ! ! Δv
M= → r ⋅ F − R⋅ P = R⋅ m = R⋅ ma
Δt Δt
! Rmg + Rma Rm ( g + a)
da cui: F= = = 7,7 ⋅102  N
r r
!
Il lavoro della forza F si ottiene dalla:
! ! Rm ( g + a) Δs
L = M ⋅Δθ = r ⋅ F ⋅Δθ = r Δθ = Rm ( g + a) = m ( g + a)Δs
r R
Inserendo i valori numerici:

L = 20,0(9,81+ 3,0) 8,0⋅10−2 = 20 J

¬
45 Le forze che agiscono sul sistema sono disposte come in figura:

Si applica la seconda legge della dinamica ai due corpi e la seconda equazione


cardinale al cilindro, prendendo come polo per calcolare i momenti il suo centro di
massa. Rispetto a quest’ultimo sono nulli tutti i momenti delle forze agenti tranne
quello della forza d’attrito.

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86    Guida per il docente

Si ottengono le equazioni:
⎧⎪
⎧⎪ P sen ϑ −T − Fa = Ma ⎪⎪⎪ P sen ϑ −T − Fa = Ma
⎪⎪ ⎪
⎪⎨T ′ − P ′ = ma → ⎪⎨T ′ = ma + P'
⎪⎪ ⎪⎪
⎪⎪⎩r ⋅ Fa = Iα ⎪⎪ Ia
⎪⎪ Fa = r 2

nelle quali: P = Mg
P ′ = mg        (*)
T =T'
Inoltre, poiché il cilindro rotola senza strisciare, vale la relazione tra l’accelerazione
angolare e quella lineare:
a
α =         (* *)
r
Sostituendo le (*) e la (**) nella prima equazione del sistema, si ottiene:
Iα Ia Ia
P sen ϑ −T − = Ma → P sen ϑ −T − 2 = Ma → Mgsen ϑ −( ma + mg) − 2 = Ma
r r r
Mgsen ϑ − mg
da cui: a=
I
M + m+ 2
r
1
Il momento d’inerzia del cilindro è dato da I = mr 2 . Si ottiene, in definitiva:
2
M sen ϑ − m 2,60⋅sen 20,0°−0,700
a= g ® a= = 4,11⋅10−2  m/s 2
3 3
M+m ⋅2,60 + 0,700
2 2
Il moto del cilindro è uniformemente accelerato con partenza da fermo alla som-
mità del piano. Alla base del piano valgono le condizioni:
⎧⎪ 1 2
⎪⎪l = at
⎨ 2
⎪⎪
⎩⎪ v = at
dove t è il tempo impiegato per scendere. Ricavandolo dalla prima condizione e
sostituendo nella seconda si ottiene la velocità alla base del piano:

2l 2⋅2,00
t= = = 9,865 s
a 4,11⋅10−2
v = 4,11⋅10−2 ⋅9,865 = 0,405 m/s

4 ( Msenϑ − m) gl
In simboli: v = a ⋅t = 2la =
3M + 2m
Si confronti questo risultato con quello del problema 46.

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Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     87

¬
46 Se il centro di massa del cilindro compie uno spostamento Δs , anche il contrap-
peso si alzerà della stessa quantità.
Il lavoro delle forze agenti sul cilindro è dato, per definizione, da:

Lcil = ( Psen ϑ −T ) ⋅Δs


La forza d’attrito, agendo sul punto di contatto tra il cilindro e il piano che è, istan-
te per istante, a riposo, non produce lavoro.
Il lavoro delle altre forze si traduce in una variazione di energia cinetica data, uti-
lizzando il teorema di Konig, da:
1 1
Lcil = T fin −Tin = Mv2 + Iω 2 −0
2 2
(il cilindro parte da fermo).
Sul contrappeso, il lavoro delle forze agenti vale:

Lcontr = (T '− P') ⋅Δs

che si traduce nella variazione di energia cinetica:


1
Lcontr = T fin −Tin = mv2 −0
2
(cilindro e contrappeso si muovono con la stessa velocità).
v
Ricordando che T = T¢ e ω = (il cilindro rotola senza strisciare) si ottiene il
sistema: r

⎪⎧⎪ ⎛ 1 ⎞
⎪⎪ ⎜⎜ mv2 ⎟⎟ 1 ⎛ v⎞
2
⎜ ⎟⎟ 1
⎪⎧⎪ P sen J −T ⋅Δs = 1 Mv2 + 1 Iw 2 ⎪⎪ P sen J ⋅Δs −⎜⎜ P ′ + 2 ⎟⎟ ⋅Δs = Mv + I ⎜⎜ ⎟⎟⎟
2

⎪⎪( )
2 2 ⎪⎪ ⎜⎜ Ds ⎟⎟ 2 2 ⎝r ⎠
⎨ →⎨ ⎜
⎝ ⎟

⎪⎪ 1 ⎪⎪
⎪⎪(T ′ − P ′) ⋅Δs = mv 2
⎪⎪ 1
mv2
⎩ 2 ⎪⎪ 2
⎪⎪T = P ′ +
⎪⎩ Δs
1
Si sostituiscono ora le espressioni P = Mg, P¢ = mg e I = mr 2 nella prima delle
equazioni del sistema. Riducendo e ordinando si ha: 2

⎛1 1 1 ⎞
Mg⋅Δs ⋅sen ϑ − mg⋅Δs = ⎜⎜ m + M + M ⎟⎟⎟ v2
⎝2 2 4 ⎠

Quando il cilindro, partendo dalla sommità, percorre tutto il piano inclinato, lo sposta-
mento Ds è pari alla lunghezza l, perciò la velocità alla base del piano sarà uguale a:

( M sen ϑ − m) gl 4 ( M sen ϑ − m) gl
v= =
1 3 3M + 2m
m+ M
2 4
Inserendo i valori numerici si ottiene lo stesso risultato del problema 45.

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88    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un bambino tiene in mano due pezzi di corda, aventi masse trascurabili, lunghi
10,0 cm e 20,0 cm rispettivamente. Alle estremità delle corde sono agganciati due
sassi di massa 100 g. Il bambino fa ruotare i due sassi su un piano orizzontale, te-
nendo in tensione le corde, con una velocità angolare di 4,5 rad/s. Determinare il
momento di inerzia e il momento angolare del sistema formato dai due sassi.
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¬
2 Il disco di una macina ad acqua ha un diametro di 120 cm e ruota con la frequen-
za di regime di 10 giri/min. Per raggiungere tale frequenza occorre un tempo di
1,00 minuti. Determinare l’accelerazione angolare e l’accelerazione periferica di un
punto del disco che si trova a una distanza dal centro pari a metà del raggio.
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Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     89

¬
3 Una ruota di massa 800 g e raggio r = 50,0 !cm è libera di ruotare attorno al suo
centro. Viene applicata alla ruota una forza in un punto A distante 25,0 cm dal
F
centro e perpendicolarmente al raggio passante per A e all’asse di rotazione. De-
terminare il valore della forza agente se la velocità angolare varia di 10,0 rad/s in
2,0 s.
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¬
4 Una palla di raggio r e massa m si trova in quiete alla sommità di un piano incli-
nato avente altezza 1,00 m. Determinare la velocità raggiunta in fondo al piano
sapendo che la palla scende rotolando senza strisciare.
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90    Guida per il docente

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un disco avente massa 4,00 kg compie una rotazione intorno a un asse parallelo
al suo asse di simmetria e distante dal centro il doppio del raggio. Sapendo che la
velocità angolare è 10,5 rad/s e il momento di inerzia del disco rispetto all’asse di
rotazione vale 50,0 kg ⋅ m 2 , determinare la velocità v del centro del disco.
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¬
2 Una giostra di massa 300 kg e diametro 6,00 m ruota con una velocità angolare di
2,50 rad/s. Un bambino avente la massa di 30,0 kg, che corre con una velocità di
modulo 8,00 km/h in direzione perpendicolare al raggio e verso opposto a quello
di rotazione, sale sulla giostra posizionandosi in un seggiolino posto sull’estremo
di un diametro. Determinare la nuova velocità angolare del sistema formato dalla
giostra e dal bambino. Di quanto è variata l’energia cinetica della giostra?
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Capitolo 7 – Cinematica e dinamica rotazionale     91

¬
3 A una sbarra di massa 1,50 kg e lunghezza 80,0 cm, libera di ruotare intorno a un
asse passante per un estremo e perpendicolare alla sbarra, viene applicata una for-
za complanare al piano di rotazione inclinata costantemente di 30,0° rispetto alla
sbarra, come in figura. Sapendo che la forza ha intensità di 2,55 N ed è applicata
a una distanza di 30,0 cm dall’estremo libero, determinare la velocità angolare e
il momento angolare della sbarra dopo un tempo di 5,0 s, supponendo la sbarra
inizialmente in quiete.

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¬
4 Un corpo di massa M = 850 g che si trova su un piano avente inclinazione 20,0° è
collegato a un corpo di massa m = 500 g, attraverso una fune di massa trascurabile
che passa dalla gola di una carrucola avente massa 50,0 g e raggio r. Determinare
l’accelerazione dei due corpi e le tensioni delle funi. Trascurare l’attrito del piano.

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92    Guida per il docente

Capitolo 8 – Gravitazione
Contenuti Conoscenze Abilità
1. Leggi di Keplero Moto dei pianeti e leggi Applicare le leggi di Keplero
2. Interpretazione dinamica che lo caratterizzano per calcolare parametri orbitali
delle leggi di Keplero Forze centrali e moto dei pianeti Applicare la legge di gravitazione
3. Legge di gravitazione universale Legge di Newton. Deduzione universale a sistemi composti
delle leggi di Keplero da due o più masse
4. Massa inerziale e gravitazionale.
Accelerazione di gravità Differenti definizioni di massa Distinguere la tipologia di massa
presente in differenti situazioni
5. Il campo gravitazionale Massa e accelerazione di gravità.
Fattori che influenzano il valore Determinare le caratteristiche
6. Energia potenziale gravitazionale
dell’accelerazione di gravità del campo gravitazionale
7. Conservazione dell’energia
Il concetto di campo di forze Calcolare il lavoro della forza
nel campo gravitazionale. Energia
gravitazionale di gravità
e forma dell’orbita
Conservatività del campo Utilizzare il principio
8. Velocità orbitale. Velocità di fuga
gravitazionale di conservazione dell’energia
per risolvere problemi
Energia potenziale gravitazionale
di meccanica celeste
Conservazione dell’energia
Calcolare la velocità orbitale
meccanica nel campo
e la velocità di fuga
gravitazionale e determinazione
della forma dell’orbita
Velocità orbitali

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Capitolo 8 – Gravitazione    93

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
10 La forza di attrazione nella posizione iniziale delle due sfere è data dalla legge di
gravitazione universale:
m A ⋅ mB
F =G
r12

con r1 = 1,80 m. Portando le sfere alla distanza r2 = 60,0 cm, si varia la massa m B
in modo che la forza resti invariata:

m A ⋅ mB m ⋅ m'
G =G A 2 B
r12 r2
da cui si ricava:
2 2
⎛ r2 ⎞⎟ ⎛ 0,600 ⎞⎟
⎜ ⎜
m' B = ⎜⎜ ⎟⎟ m B = ⎜ ⎟ m
⎝ r1 ⎟⎠ ⎜⎝ 1,80 ⎟⎟⎠ B

La massa è data dal prodotto densità · volume, quindi la precedente si può riscri-
vere come: 2
4 ⎛ 0,600 ⎞⎟ 4 3
3 ⎜
ρ ⋅ π r' B = ⎜ ⎟ ρ ⋅ π rB
3 ⎜⎝ 1,80 ⎟⎟⎠ 3

Il nuovo raggio della sfera B è dunque:


2/3
⎛ 0,600 ⎞⎟
r' B = ⎜⎜ ⎟ r = 2,02 cm
⎜⎝ 1,80 ⎟⎟⎠ B

La massa tolta alla sfera B è:


4 4
Δm B = m B − m' B = ρ Pb ⋅ π (rB3 − r'3B ) = 11,4·103 ⋅ π (rB3 − r'3B ) = 3,144 kg
3 3
Il numero di atomi di piombo tolti è allora:
Δm B 3,144
N atomi Pb tolti = = = 9,14 ⋅1024
matomo Pb 207,2⋅1,661⋅10−27

Ripetendo il ragionamento con la variazione della sfera A anziché la B si avrà:


2/3
⎛ 0,600 ⎞⎟
r' A = ⎜⎜ ⎟ r = 0,961 cm
⎜⎝ 1,80 ⎟⎟⎠ A

4
Δm A = m A − m' A = ρ Pb ⋅ π (rA3 − r'3A ) = 0,3396 kg
3

Δm A
N atomi Pb tolti = = 9,87·1023
matomo Pb

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94    Guida per il docente

¬
14 La distanza Terra-Giove si calcola con il teorema di Pitagora:

2 2
2
dTG = dSG 2
− dST = (7,784 ⋅1011 ) −(1,496⋅1011 ) = 7,6389⋅1011  m 

Detto α l’angolo TĜS, esso vale:


dST
a =arcsen = 11,080°
dSG

La forza di gravità risultante su Giove è data dalla somma vettoriale dell’attrazione


gravitazionale del Sole e della Terra. Utilizzando il metodo delle componenti si ha:

! ! ! ⎡⎛ M M ⎞! ⎛ M ⎞ !⎤
FG = FSG + FTG = G·MG ⎢⎢⎜⎜− 2S cosα − 2T ⎟⎟⎟ i + ⎜⎜⎜ 2S sin α ⎟⎟⎟ j ⎥⎥ =
⎢⎣⎜⎝ dSG dTG ⎟⎠ ⎝ dSG ⎟⎠ ⎥

! !
⎡ 23 22 ⎤
= ⎢⎣−4,0823⋅10 i + 7,9953⋅10 j ⎥⎦  N

! 2 2
FG = (−4,0823⋅1023 ) + (7,9953⋅1022 ) = 4,16⋅1023  N

Ripetendo il ragionamento per trovare la forza gravitazionale risultante sulla Terra,


si ha:
! ! ! ⎡⎛ M ⎞ ! ⎛ M ⎞ ! ⎤ ! !
FT = FST + FTG = G·MT ⎢⎢⎜⎜⎜ 2G ⎟⎟⎟ i + ⎜⎜⎜ 2S ⎟⎟⎟ j ⎥⎥ = ⎡⎢⎣1,2975⋅1018 i + 3,5433⋅1022 j ⎤⎥⎦  N
⎢⎣⎝ dTG ⎟⎠ ⎝ dST ⎟⎠ ⎥⎦

! 2 2
FT = (1,2975⋅1018 ) + (3,5433⋅1022 ) = 3,54 ⋅1022  N

Se si trascura la presenza di Giove e si calcola solo il contributo dovuto alla presen-


za del Sole si trova un risultato sovrapponibile al precedente, quindi il contributo
di Giove è trascurabile rispetto a quello del Sole.

(Le proporzioni dei vettori non rispecchiano i moduli calcolati nella soluzione.)

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Capitolo 8 – Gravitazione    95

¬
30 Si procede come per il problema di base 8, cambiando il valore dell’angolo.

¬ 32

NEL BARICENTRO O
Il baricentro in un triangolo equilatero si trova all’incrocio delle mediane (= altez-
ze = bisettrici) a 2/3 di distanza dai vertici:

2 l l
OA = OB = OC = ⋅ 3= 3
3 2 3

Il modulo del campo gravitazionale generato in O dalle tre masse è:


! mA mA
gA = G 2 = 3G
⎛l ⎞ l2
⎜⎜ 3 ⎟⎟⎟
⎝3 ⎠

! ! mB mB
gB = gC = G 2 = 3G        ( m B = mC )
⎛l ⎞⎟ l2
⎜⎜ 3 ⎟⎟
⎝3 ⎠

I campi generati da B e da C hanno modulo uguale, essendo uguali le masse, quin-


di la loro somma vettoriale ha componente nulla lungo la direzione orizzontale. Il
campo risultante in O è:

! ! ! ! 3G ! ⎛1,00·10−9 ⎞⎟ ! m
g(O) = ( g A − 2 gB sin 30,0°) j = 2 (m A − 2m B sin 30,0°) j = ⎜⎜ ⎟⎟ j   2
l ⎜⎝ l2 ⎟⎠ s

NEL PUNTO M
I campi prodotti da B e da C sono uguali e contrari, quindi si annullano.

! ⎛ m A ⎞⎟ ! 4m A ! ⎛⎜ 7,12⋅10−10 ⎞⎟ ! m
g( M ) = ⎜⎜G 2⎟ j = G j =⎜ ⎟⎟ j   2
⎜⎜ ⎛ l ⎞⎟ ⎟⎟⎟ 3l 2 ⎜⎝ l2 ⎟⎠ s
⎜⎜ ⎜⎜⎝ 3 ⎟⎟⎠ ⎟⎟
⎝ 2 ⎠

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96    Guida per il docente

¬
33 Si procede in modo analogo all’esercizio precedente.

NEL PUNTO O
! ! !
gD + gB = 0

! mA mA
gA = G 2 = 2G
⎛l ⎞ l2
⎜⎜ 2 ⎟⎟⎟
⎝2 ⎠

! mC mC
gC = G 2 = 2G
⎛l ⎞ l2
⎜⎜ 2 ⎟⎟⎟
⎝2 ⎠

! ! ! 2G 2,67 ⋅10−10 m
g(O) = g A + gC = 2 ( m A − mC ) =
l l2 s2
!!!"
Il campo risultante è nella direzione di OA : preso un sistema di riferimento ortogo-
nale con origine in O e assi orientati come i lati DC e DA, il risultato si esprime come:

! 1 ! ! m
g = 2 ⎡⎢(−1,89⋅10−10 ) i + (1,89⋅10−10  ) j ⎤⎥ 2
l ⎣ ⎦s

NEL PUNTO M
! mA 4m A ! mB 4m B
gA = G
l 2 =G 2     gB = G l 2 = G l 2
5l
l2 +
4 4

! m 4m ! mD 4m
gC = G 2C = G 2 C gD = G = G 2D
l l     2 l2 5l
l +
4 4

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Capitolo 8 – Gravitazione    97

Detto α l’angolo OM̂A:


l/2 1
a = arctan = arctan = 26,57°
l 2
il campo risultante in M è (somma vettoriale):

! ⎛ 4m 4m ⎞ ! ⎛ 4m 4m 4m 4m ⎞!
g( M ) = ⎜⎜−G 2A cosα −G 2D cosα ⎟⎟⎟ i + ⎜⎜G 2 B −G 2 C + G 2A sin α −G 2D sin α ⎟⎟⎟ j
⎝ 5l 5l ⎠ ⎝ l l 5l 5l ⎠
⎡⎛ 1,19⋅10−9 ⎞ ! ⎛ 1,17 ⋅10−9 ⎞ ! ⎤ m
= ⎢⎜⎜− ⎟⎟ i + ⎜⎜− ⎟⎟ j ⎥
⎢⎜⎝ l 2 ⎟⎟⎠ ⎜⎝ l 2 ⎟⎟⎠ ⎥ s 2
⎣ ⎦

! 1,67 ⋅10−9 m
g( M ) =
l2 s2

¬
34 Il potenziale gravitazionale in un punto dello spazio è la somma algebrica dei po-
tenziali gravitazionali prodotti da ciascuna massa presente nella regione di spazio
considerata.

NEL PUNTO O
mA m m G 1,618 ⋅10−9 J
V (O) = −G −G B −G C = −
l ( m A + m B + mC ) = −
OA OB OC 3 l kg
3
NEL PUNTO M
mA m m m m m 2G ⎛ m ⎞
V ( M ) = −G −G B −G C = −G A −G B −G C = − ⎜⎜⎜ A + m B + mC ⎟⎟⎟ =
MA MB MC l l l l ⎝ 3 ⎠
3
2 2 2
1,417 ⋅10−9 J
=−
l kg
La differenza di potenziale tra i due punti è:
2,010⋅10−10 J
ΔV = VM −VO =
l kg

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98    Guida per il docente

quindi la differenza di energia potenziale nel passare dal punto O al punto M è:


1,01⋅10−10
ΔU = mΔV =  J
l
La forza gravitazionale è una forza conservativa, quindi il suo lavoro è pari all’op-
posto della variazione di energia potenziale:

1,01⋅10−10
L = −ΔU = −  J
l

¬
35 Si procede in maniera analoga all’esercizio precedente.

NEL PUNTO O
mA m m m 2G 4,530⋅10−9 J
V (O) = −G
l
−G B −G C −G D = −
l l l ( m A + m B + mC + m D ) = −
2 2 2 2 l 2 l kg
2 2 2 2

NEL PUNTO M

mA m m m 2G ⎛ m m ⎞ 4,562⋅10−9 J
V ( M ) = −G −G B −G C −G D = − ⎜⎜⎜ A + m B + mC + D ⎟⎟⎟ = −
5 2 l l 5 2 l ⎝ 5 5⎠ l kg
l l
4 2 2 4
3,200⋅10−11 J
ΔV = VM −VO = −
l kg

2,24 ⋅10−11
ΔU = mΔV = −  J
l

Il lavoro per spostare la massa da O a M vale:

2,24 ⋅10−11
L = −ΔU =  J
l

All’infinito l’energia potenziale gravitazionale tende a zero. Il lavoro necessario per


spostare la massa m dal punto M all’infinito è:

3,19⋅10−9
L = −ΔU = U ( M ) −U (∞) = mV ( M ) −0 =  J
l

¬
39 La forza gravitazionale è una forza conservativa. Il lavoro della forza conservativa
è pari all’opposto della variazione dell’energia potenziale:

mMT mMT
L = −ΔU = U iniziale −U finale = −G +G = −4,483⋅1010  J
RT RT + h

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Capitolo 8 – Gravitazione    99

Applicando la conservazione dell’energia meccanica:


1 mMT 1 mMT
Tiniziale + U iniziale = Efinale     mv2 −G =− G
2 RT 2 RT + h
da cui si ricava la velocità di lancio:

2GMT GMT m
v= − = 8,804 ⋅103
RT RT + h s

¬
40 Applicando la conservazione dell’energia meccanica:

E1 = E2

1 mMT mM L 1 mM mM L
mv12 −G −G = mv22 −G 2 T 2 −G
2 R 2
R +D 2
2 r +D r

Dalla precedente si ricava v2:

⎛ 1 1 ⎞⎟ ⎛1 1 ⎞⎟ m
v2 = v12 + GMT ⎜⎜⎜ 2 − ⎟⎟ + GM L ⎜⎜ −

⎟⎟ = 6,348 ⋅103
⎜⎝ r + D 2
R⎠ ⎟ ⎜⎝ r 2 2
R +D ⎠ ⎟ s

¬
55 Si procede come per il problema di base 11.
1 mM L
E = mvP2 −G = −2,22⋅108  J
2 rP
L’energia è negativa, l’orbita è chiusa. La conservazione dell’energia meccanica e
del momento angolare permettono di scrivere il sistema:

⎧⎪ 1 2 mM L
⎪⎧⎪ E = 1 mv2 −G mM L ⎪⎪ mvA −G vA − E = 0
⎧⎪350v2A −5,721⋅105 vA + 2,22⋅108 = 0
⎪ ⎪⎪ 2 vP rP
→ ⎪⎨
A
⎨ 2 rA → ⎨
⎪⎪ ⎪⎪ vP rP ⎪⎪⎩ /
⎪⎩ mvArA = mvP rP ⎪⎪rA =
⎪⎩ v A

⎪⎧⎪ 5
5,721⋅10 ±1,284 ⋅10 5

⎪v A = = 634 m/s
→⎨ 700
⎪⎪ 3
⎪⎪⎩rA = 9,46⋅10  km

(una delle due soluzioni dell’equazione di secondo grado è da scartare perché cor-
risponde all’orbita circolare). Il semiasse maggiore dell’ellisse è:

rP + rA
a= = 7732 km
2

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100    Guida per il docente

da cui si può calcolare il periodo di rivoluzione, grazie alla terza legge di Keplero:

4π 2 3
T= a = 6,10⋅104  s
GM L
L’energia all’impatto è:

1 2 mM L
Eimpatto = mvimpatto −G = −1,975⋅109  J
2 RL

quindi la variazione di energia sarà:

ΔE = Eimpatto − E = −1,75⋅109  J

¬
56 Il semiasse maggiore dell’ellisse è:

100000 +120000
a= = 110000 km
2

Detta c la semidistanza focale, si ha:

a − c = 100000 km → c = 10000 km

e l’eccentricità è dunque:
c
e= = 0,091
a

Per trovare le velocità al periastro e all’apoastro si imposta un sistema con la con-


servazione dell’energia meccanica e del momento angolare:

⎧⎪ 1 GmMG 1 GmMG
⎪⎪ m v2A − = m vP2 − vA = 31 km/s
⎨ 2 a + c 2 a−c →
⎪⎪ vP = 37 km/s
⎪⎩(a + c) m vA = (a − c) m vP

L’energia meccanica è costante, quindi si può calcolare indifferentemente all’apo-


astro o al periastro:
1 mMG
E = mv2A −G = −5,8 ⋅1011  J
2 rA

L’energia è negativa, quindi l’orbita è chiusa. Il valore trovato è anche quello dell’e-
nergia da fornire al satellite per farlo sfuggire al campo gravitazionale del pianeta:

L = ΔE = E (∞) − E = 5,8 ⋅1011  J

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Capitolo 8 – Gravitazione    101

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Determinare la variazione del periodo di oscillazione di un pendolo di lunghezza
1,200 m quando dalla superficie terrestre viene portato a un’altezza di 8000 m
(esprimere il risultato al millesimo di secondo).
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............................................................................................................................................
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............................................................................................................................................
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............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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............................................................................................................................................

¬
2 Determinare a quale altezza dalla superficie lunare si deve trovare un satellite
perché la sua rivoluzione attorno alla Luna divenga sincrona con il periodo di ro-
tazione lunare attorno al proprio asse.
............................................................................................................................................
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102    Guida per il docente

¬
3 Se il raggio della Terra aumentasse di 1/3 del valore attuale mantenendo invariata
la massa, quali valori assumerebbero a) l’accelerazione di gravità sulla superficie
b) la densità c) il periodo di rotazione d) il periodo di rivoluzione?
............................................................................................................................................
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¬
4 Un satellite viene lanciato dalla superficie terrestre con una velocità doppia della
velocità di fuga. Determinare la velocità che dovrebbe raggiungere a distanza infi-
nita.
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
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Capitolo 8 – Gravitazione    103

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Tre masse si trovano ai vertici di un triangolo rettangolo avente i cateti di 2,000 m
e 2,500 m. Determinare il campo gravitazionale sul punto medio dell’ipotenusa BC
sapendo che m A = 6,00 kg, m B = 10,00 kg, mC = 12,00 kg.
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¬
2 Nel suo moto di rotazione attorno alla Terra su orbita ellittica la Luna viene a tro-
varsi a una distanza minima da Terra (perigeo) r1 = 3,63·108 m e a una distanza
massima (apogeo) r2 = 4,06·108 m. Calcolare le velocità orbitali della Luna in cor-
rispondenza a queste due posizioni.
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104    Guida per il docente

¬
3 Un satellite artificiale di massa m = 500 kg, in orbita circolare attorno alla Ter-
ra a una distanza r = 8500 km viene portato dai motori su un’orbita di raggio
r' = 10 000 km. Se la nuova orbita viene raggiunta in un tempo di 30 min, calco-
lare: il lavoro compiuto dai motori, la velocità nella prima orbita, la velocità nella
seconda orbita, la potenza media sviluppata dai motori.
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¬
4 Una massa m viene lasciata libera di muoversi lungo l’asse della congiungente altre
due masse uguali M poste a distanza l. Verificare che se la massa parte da una
posizione molto vicina alla congiungente il suo moto è di tipo armonico e determi-
narne il periodo. Risolvere il problema per M = 10,0 kg e l = 50,0 cm.

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    105

Capitolo 9 – Meccanica dei fluidi


Contenuti Conoscenze Abilità
1. Fluido ideale. Regimi di moto Condizioni fisiche per il modello Studiare il moto di un fluido
2. Linee di flusso. Tubi di flusso. ideale di un fluido approssimandolo al caso ideale
Portata. Fluidi comprimibili Calcolare i valori delle grandezze
3. Equazione di continuità. Legge e incomprimibili. Fluidi non viscosi caratteristiche nel moto di un
di Leonardo Moto nei condotti. Linee fluido
4. Teorema di Bernoulli. Teorema di corrente. Moto laminare Applicare l’equazione di continuità
di Torricelli. Effetto Venturi e turbolento. Studio del moto e il Teorema di Bernoulli
dal punto di vista lagrangiano per la soluzione di problemi
5. Viscosità. Legge di Poiseuille.
ed euleriano sul moto di un fluido
Legge di Stokes
Massa di fluido trasportata Calcolare la viscosità
nel moto. Conservazione Studiare il moto di un fluido
della massa ed equazione soggetto ad attrito interno
di continuità
Studiare il moto di un corpo
Moto di un fluido sotto l’azione all’interno di un fluido viscoso
della forza di gravità
Equazione di Bernoulli
e sue conseguenze
Moto in presenza di attrito.
Perdita di carico nel moto viscoso
in un condotto. Moto di un corpo
in un fluido

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106    Guida per il docente

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
11 Si applica il teorema di Bernoulli all’ingresso del tubo (i) e all’uscita (u):
1 1
Pi + ρ ghi + ρ vi2 = Pu + ρ vu2
2 2
La condizione sulla portata conduce alle relazioni:
2 2 2
Qu = Qi → Su vu = Si vi → vu = vi
3 3 3
Inserendo questo risultato nell’equazione di Bernoulli si ottiene:

1 1 4 1 2
Pi + ρ ghi + ρ vi2 = Pu + ρ vi2 → Pu = Pi + ρ ghi + ρ vi2 − ρ vi2
2 2 9 2 9

Per il calcolo della velocità d’ingresso del liquido si sfrutta il teorema di Torricelli
(h è l’altezza del liquido nella cisterna):
vi = 2g( h − hi ) = 4,429 m/s

Sostituendo si ha:
Pu = 1,17 ⋅105    Pa = 1,15 atm

¬
14 Si imposta un sistema con l’equazione di continuità e l’equazione di Bernoulli:

⎪⎧⎪ S1v1 = S2 v2
⎪⎨
1 1
⎪⎪ ρ v12 + p1 = ρ v22 + p2
⎩⎪ 2 2

Le due pressioni p1 e p2 si ottengono dalle altezze delle colonnine di mercurio nei


due manometri utilizzando la legge di Stevin:

p = ρ Hg gh + Patm

Risolvendo il sistema:

⎪⎧⎪v2 = 4v1
⎪⎨
1 1
⎪⎪ 800v12 +13590⋅9,81⋅0,230 + Patm = 800v22 +13590⋅9,81⋅0,110 + Patm
⎩⎪ 2 2

⎪⎧⎪v1 = 1,63 m/s

⎪⎪⎩v2 = 6,53 m/s

¬
15 La seconda legge della dinamica scritta in funzione della quantità di moto è:
! !
! Δq mΔv
F= =
Δt Δt

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 106 08/05/18 12:43


Capitolo 9 – Meccanica dei fluidi    107

Si consideri come massa un elemento di liquido che attraversa il condotto nel tempo Δt:
m = ρ ⋅Volume = ρ ⋅ S ⋅l = ρ ⋅ S ⋅ vΔt
! mΔv! ρ ⋅ S ⋅ vΔt ⋅Δv! !
quindi: F= = = ρ ⋅ S ⋅ v⋅Δv
Δt Δt
!
La variazione di velocità Δv è la differenza vettoriale tra il vettore velocità all’usci-
ta e quello all’ingresso del tratto di tubo piegato a U; il vettore velocità resta uguale
in modulo ma cambia verso, dunque si ha:
! ! ! !
Δv = v −(−v) = 2v
Il modulo della forza è allora:

F = ρ ⋅ S ⋅ v⋅2v = ρ ⋅ S ⋅2v2 = 0,990 N

¬
16 Procedendo come nell’esercizio precedente si ha:
! mΔv! ρ ⋅ S ⋅ vΔt ⋅Δv! !
F= = = ρ ⋅ S ⋅ v⋅Δv
Δt Δt
!
La variazione di velocità Δv è la differenza vettoriale tra il vettore velocità all’uscita e
quello all’ingresso del tratto di tubo piegato a 90°; il vettore velocità resta uguale in mo-
dulo ma cambia direzione; i due vettori velocità formano un angolo retto (vedere figura):
!
Δv = v 2

Il modulo della forza è allora:

F = ρ ⋅ S ⋅ v⋅ v 2 = ρ ⋅ S ⋅ 2v2 = 1,7 N

¬
19 Ciascuna porzione della pala ha area:

ΔA = 1,0⋅0,30 = 0,30 m 2

La velocità lineare della porzione è:


v = ωr

001_128_FisicaNoProblem_Guida_VolumeB.indd 107 08/05/18 12:43


108    Guida per il docente

con r distanza del punto medio della porzione di pala dall’asse di rotazione. La
forza complessiva sarà la somma delle forze agenti su ciascuna porzione di pala:
1
F = ρ ⋅ΔA⋅c⋅ ω 2 (r12 + r22 +…+ r102 ) =
2
1
= ⋅1,204 ⋅0,30⋅1,0⋅512 (0,502 +1,52 +…+ 9,52 ) = 1,6⋅105  N
2

¬
23 La velocità di efflusso dal foro è:

v = 2gh = 2⋅9,81⋅8,0⋅10−2 = 1,25 m/s


In un intervallo di tempo Dt fuoriesce dal foro una massa Dm di acqua contenuta
in un cilindro di sezione pari a quella del foro e altezza vDt:

Δm = ρπ r 2 vΔt
!
Questo comporta una variazione della quantità di moto pari a Δm ⋅ v e, di conse-
guenza, per il teorema dell’impulso:

! ! ! ! !
FΔt = Δm ⋅ v → F Δt = ρπ r 2 v Δt v → F = ρπ r 2 v2

Inserendo i valori numerici:


F = 2,0⋅10−2  N

¬
29 Prendendo un sistema di riferimento orientato verso l’alto, la seconda legge della
dinamica per il palloncino si scrive:

FArchimede − mg− Fattrito = ma


In condizioni di regime l’accelerazione è pari a zero, il moto rettilineo uniforme:

FArchimede − mg− Fattrito = 0

4 4 1
ρ aria ⋅ π r 3 ⋅ g− ρ H ⋅ π r 3 ⋅ g− cπ r 2 ρ aria v2 = 0
3 3 2
4 1
( ρ aria − ρ H ) rg = cρ aria v2
3 2
3ρ aria v2c
r= = 5,2 cm
8 ( ρ aria − ρ H )

Il numero di Reynolds è:
ρ aria v⋅(2r )
R= = 5,9⋅105
η aria

quindi il regime è turbolento.

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Capitolo 9 – Meccanica dei fluidi    109

¬
30 Utilizzando la legge data nel testo si può calcolare la densità dell’aria alla quota a
cui orbita il satellite:
h 1200
− −
ρ = ρ0 ⋅e ho
= 1,2⋅e 50
= 4,53⋅10−11  kg/m 3

Si calcola poi la velocità orbitale del satellite; la forza di gravità che lo mantiene in
orbita circolare attorno alla Terra è una forza centripeta, dunque:

mv2 mMT
=G
R R2

dove R = RT + h = 6,373⋅106 +1200⋅103 = 7,573⋅106  m

GMT
v= = 7,25⋅103  m/s
R

L’energia persa è pari al lavoro (resistente) compiuto dalla forza d’attrito con l’at-
mosfera:
1
L = −Fattr ⋅2π R = − cSρ v2 ⋅2π R = −3,6⋅104  J
2
2
dove S = π r = π (1,0) .
2

L’energia orbitale è (si veda il capitolo sulla gravitazione):

1 M m
Eorbitale = − G T = −5,26⋅1010  J
2 R
quindi l’energia persa in percentuale sarà:

L
⋅100 = 6,8 ⋅10−5%
Eorbitale

¬
31 Il pallone è in equilibrio se la forza di gravità è bilanciata dalla spinta idrostatica:

mg = ρ aria gV

m è la massa complessiva del carico più quella dell’elio contenuto nel pallone. La
precedente diventa quindi:

( mcarico + ρelioVpallone ) g = ρaria gVpallone


⎛ 4 ⎞ 4
⎜⎜ mcarico + ρelio π r 3 ⎟⎟ g = ρ aria g π r 3
⎝ 3 ⎟
⎠ 3
mcarico
r= = 2,777 m
3 4
π ( ρ aria − ρelio )
3

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110    Guida per il docente

Il diametro del pallone è:


d = 2r = 5,55 m
Lasciando fuoriuscire una certa quantità di elio, si ha una variazione percentuale
in massa pari a:
Δm
= 0,150 −
m
Ne consegue una identica variazione percentuale in volume (la densità dell’elio si
mantiene costante):
Δm ⎛ Δρ ΔV ⎞⎟ ΔV
− = 0,150 = −⎜⎜ + ⎟⎟ = −
m ⎜
⎝ ρ V ⎠ ⎟ V

Il nuovo volume V¢ del pallone sarà allora uguale al 75% di quello precedente, con
il nuovo valore del raggio:
4 4
V ′ = 0,750V → π r'3 = 0,750⋅ π r 3 → r ′ = 3 0,750r = 2,523 m
3 3
Come conseguenza della diminuzione di volume, la spinta di Archimede non è
più sufficiente a mantenere in equilibrio il pallone col carico che, quindi, inizia a
scendere con una velocità di regime ottenibile imponendo l’equilibrio delle forze
agenti in regime turbolento:
peso del pallone + peso del carico (verso il basso) =
= spinta di Archimede + forza d’attrito viscoso (verso l’alto)

4 4 1
relio pr ′3 g + mcarico g = raria pr ′3 g + cpr ′2 v2
3 3 2

Ne consegue:

4 4
mcarico g + relio pr ′3 g−raria pr ′3 g
v= 3 3 = 11,1 m/s
1
cpr ′ 2

2
L’assunzione di moto in regime turbolento è giustificata esaminando il valore del
numero di Reynolds:

raria ⋅ v⋅2r ′
R= = 8,47 ⋅106
h

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Capitolo 9 – Meccanica dei fluidi    111

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un condotto presenta una strozzatura che porta il suo diametro dal valore di
30,0 cm a 24,5 cm. Nel condotto passa alcool a una velocità di 0,35 m/s nella por-
zione di tubo avente diametro maggiore. Determinare la velocità dell’alcool nella
porzione avente diametro minore e la massa che passa attraverso una sezione del
condotto in 10,0 s.
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¬
2 Una certa quantità di acqua passa entro un condotto avente il diametro dell’im-
boccatura di 60,0 cm. L’acqua deve superare un dislivello di 3,00 m. Sapendo che
il diametro d’uscita del tubo vale 40,0 cm e che la velocità d’ingresso del liquido
vale 5,00 m/s, determinare la minima pressione affinché l’acqua riesca a superare
il dislivello.
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112    Guida per il docente

¬
3 Una sfera di ferro avente diametro 2,0 cm cade in un liquido di densità 1,26 g/cm e
viscosità 1,49 N·s/m . Supponendo che la velocità di regime venga raggiunta a una
2
3

altezza di 3,00 m dal suolo, determinare il tempo necessario a percorrere lo spazio


necessario per giungere al suolo.
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¬
4 Una cisterna alta 3,00 m piena d’acqua è appoggiata in terra. Determinare a quale
altezza deve essere praticato un foro affinché l’acqua fuoriesca a una velocità tale
da toccare terra a una distanza dalla base della cisterna pari a 1,50 m.
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Capitolo 9 – Meccanica dei fluidi    113

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Una pompa invia in una tubazione dell’acqua prelevata al suolo con pressione
di 5,00 atm e portata di 0,0250 m3 /s. La sezione d’ingresso della tubazione è di
75,0 cm 2. La tubazione alimenta un edificio di tre piani attraverso ramificazioni
aventi sezioni pari a 1/3 della sezione iniziale. Determinare la pressione con cui
l’acqua giunge al terzo piano sapendo che il primo è il piano terra e il terzo si trova
a una altezza di 9,00 m.
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¬
2 Un calciatore lancia un pallone avente raggio di 11,0 cm. Quando il pallone si muo-
ve parallelamente al suolo la sua velocità vale 10,0 m/s, e contemporaneamente
ruota con velocità angolare 5,00 rad/s. Determinare la differenza di pressione tra
la parte superiore e quella inferiore del pallone e le caratteristiche della forza ri-
sultante.
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114    Guida per il docente

¬
3 In un condotto orizzontale a sezione circolare (d = 12,0 cm) scorre acqua con velo-
cità di 1,50 m/s. Determinare la lunghezza del tubo affinché la caduta di pressione
sia 0,0100 atm nel caso in cui l’acqua abbia una temperatura di 0,00 °C e di 20,0 °C.
Confrontare i risultati ottenuti.
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¬
4 Una cisterna avente altezza di 5,00 m chiusa è completamente piena di un liquido
di densità r. Alla cisterna viene praticato un foro nell’estremo inferiore. Determi-
nare la minima densità del liquido affinché fuoriesca dal foro, e determinare la
velocità con cui fuoriesce nel caso in cui la densità ha un valore superiore di 1/3
alla minima densità.
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    115

Capitolo 10 – Relatività classica


Contenuti Conoscenze Abilità
1. Eventi. Coordinate Sistemi di riferimento Definire un evento
spazio-temporali. spazio-temporali. Localizzazione Determinare le coordinate
Trasformazioni di Galileo di un evento. Trasformazione spazio-temporali di un evento
2. Composizioni delle velocità delle coordinate nei sistemi
Trasformare velocità
e delle accelerazioni in moto relativo
e accelerazioni da un sistema
3. Seconda legge della dinamica Trasformazioni delle velocità a un altro in moto relativo
nei sistemi in moto relativo. e delle accelerazioni nei sistemi
Applicare la seconda legge
Forze apparenti in moto relativo
della dinamica in differenti sistemi
4. Principio di relatività classica Invarianza della massa in moto relativo
ed espressione della seconda
5. Effetti dovuti alla non inerzialità Identificare le forze dovute
legge della dinamica nei sistemi
del sistema di riferimento alla non inerzialità dei sistemi
in moto relativo
terrestre Applicare le formule
Forze dovute alla non inerzialità
di trasformazioni allo studio
dei sistemi
dei moti
Prove della non inerzialità d
el sistema Terra ed effetti
sul moto dei corpi

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116    Guida per il docente

Soluzioni dei problemi supplementari

¬
6 Considerata la disposizione delle linee ferrate, conviene riferire gli spostamenti dei
due treni a un sistema con l’origine posta nell’incrocio delle linee, asse delle ordi-
nate diretto come il percorso del treno II e asse delle ascisse ortogonale a questo.
Inoltre si considerano i sistemi di riferimento mobili solidali ai due treni in modo
che i loro assi siano paralleli e concordi a quelli del fisso.

Per gli spostamenti vettoriali dei due treni osservati nel sistema fisso si potrà scrivere:
! ! ! ! !
SI = −AB ⋅sen 60,0°i + AB ⋅cos60,0° j = (−2,60 i +1,50 j ) km
! ! ! ! !
SII = 0 i + CD j = (0,00 i + 5,50 j ) km
Utilizzando la legge di trasformazione degli spostamenti:
– spostamento del treno I osservato nel sistema di riferimento del treno II:
! ! ! ! !
SI' = SI − SII = {(−2,60−0,00) i + (1,50−5,50) j } km
! ! !
da cui: SI' = (−2,60 i − 4,00 j ) km
– spostamento del treno II osservato nel sistema di riferimento del treno I:
! ! ! ! !
SII' = SII − SI = {[ 0,00−(−2,60)] i + (5,50−1,50) j } km
! ! !
da cui: SII' = {2,60 i + 4,00 j } km

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Capitolo 10 – Relatività classica    117

¬
8 I movimenti del camion (C) e del motoscafo (M) sono schematizzati in figura:

Utilizzando la relazione che lega gli spostamenti come vengono visti nel sistema di
riferimento mobile del motoscafo (M, simboli accentati) e in quello fisso solidale al
faro (F), orientato come i punti cardinali, si ha:
! ! " !
"! "! "!
Sc = Sm + S' = Sm + r'2 − r'1
! ! "! "!
da cui: Sm = Sc −(r'2 − r ′1 )
Passando alle componenti cartesiane:

Smx = −1000 + 800⋅sen 70,0°+ 600⋅sen 35,0° = 95,90 m


Smy = −800⋅cos70,0°+ 600⋅cos 35,0° = 217,9 m
Il modulo dello spostamento del motoscafo risulta:
!
Sm = 95,902 + 217,92 = 238 m

e la sua direzione rispetto alla linea W-E si ricava dalla relazione:


Smy 217,9
tan J =
→ J = arctan = 66,2°
Smx 95,90
Rispetto alla linea S-N si avrà allora:

ϑ ′ = 90,0°−66,2° = 23,8°
!
¬
15 Preso un sistema di riferimento solidale al camion (C) in moto con velocità v e
con gli assi paralleli e concordi a quelli del sistema fisso centrato sul faro, per la
C

!
legge di composizione la velocità del motoscafo vM nel sistema fisso è collegata a
!
quella osservata in quello mobile v' M dalla relazione:
! ! !
vM = v' M + vC
! ! !
Perciò si ottiene: v' M = vM − vC

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118    Guida per il docente

Dal problema supplementare 8 sono note le componenti dello spostamento del mo-
toscafo e del camion nel sistema solidale col faro; si ottiene allora, esprimendo gli
spostamenti in metri e il tempo in secondi:
95,90 −1000 m km     217,9 m km
v' Mx = − = 18,3 = 66 v' My = −0 = 3,63 = 13
60 60 s h 60 s h
Siccome il camion si sta muovendo verso ovest, quindi in verso contrario all’orien-
tazione positiva del sistema di riferimento scelto per svolgere i calcoli, la situazione
osservata dal guidatore comporta il cambio di segno nelle componenti della veloci-
!
tà del motoscafo: ne consegue che il vettore v' M è dato da:
! ! ! m ! ! km
v' M (−18,3i − 3,63 j ) = (−66 i −13 j )
s h
Il modulo della velocità del motoscafo risulta:
!" m km
v' M = 18,32 + 3,632 = 18,7 = 67
s h

¬
30 Le situazioni nei due sistemi di riferimento sono le seguenti.
SISTEMA FISSO SOLIDALE CON IL SUOLO
Un attimo prima che il filo venga tagliato, la posizione del corpo appeso è data
dalle coordinate:
⎪⎧⎪ x0 = −l ⋅sen α = −0,50⋅sin 30,0° = −0,250 m

⎪⎪⎩y0 = H −l ⋅cosα = 1,40−0,50⋅cos 30,0° = 0,967 m
Quando il filo viene tagliato, l’unica forza agente sulla massa del pendolo è la forza
di gravità, perciò, tenuto conto che la massa ha una velocità iniziale uguale a quella
dell’auto, le leggi orarie del suo moto diventano:
⎪⎧⎪ x = v0t + x0 = 20,0t −0,250
⎪⎨
1 1
⎪⎪y = − gt 2 + y0 = − ⋅9,81t 2 + 0,967
⎩⎪ 2 2
Eliminando il parametro t si ottiene l’equazione cartesiana della traiettoria:
y = −0,012x 2 −0,00038 x + 0,97
SISTEMA MOBILE SOLIDALE CON L’AUTO

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Capitolo 10 – Relatività classica    119

All’accelerazione di gravità, in direzione verticale, si viene a sommare l’accelerazio-


ne di trascinamento in direzione orizzontale:
!"
! " " " 3 " "
a' = −gj − aO′ i = − gi − gj
3
Le componenti cartesiane della velocità della massa risultano (si tenga presente che in
questo sistema di riferimento un attimo prima del taglio del filo la massa è in quiete):
⎪⎧⎪ 3
⎪v'x = − gt
⎨ 3
⎪⎪
⎪⎪⎩v'y = −gt
mentre le leggi orarie sono:
⎧⎪
⎪⎪ x′ = − 1 3 gt 2 + x
⎪ 2 3
0

⎪⎪ 1 2
⎪⎪y′ = − gt + y0
⎪⎩ 2
Eliminando il parametro t si ottiene l’equazione cartesiana della traiettoria:
y′ = ( x′ − x0 ) 3 + y0 → y′ = 1,7 x′ +1,4
Il punto nel quale la massa tocca il pavimento dell’auto in seguito alla caduta si ottiene
imponendo y¢ = 0:
0 = 1,7 x′ +1,4 → x′ = −0,82 m

¬
31 Nel sistema di riferimento solidale con la nave il moto del proiettile è dato dalle
ordinarie leggi del moto parabolico: detta v la velocità di lancio si ha:
0

⎪⎧⎪ x = (v cos60,0)⋅t = v0 t
⎪⎪ 0 
2

⎪⎪ 1 2 1 2 3
⎪⎪y = − gt +(v0 sen 60,0)⋅t = − gt + v0 t
⎪⎩ 2 2 2
e
⎧⎪ v
⎪⎪vx = v0 cos60,0 = 0
⎪ 2

⎪⎪ 3
⎪⎪vy = v0 sin 60,0− gt = v0 − gt
⎪⎩ 2

Le condizioni affinché l’impatto tra il proiettile e l’aereo avvenga nel punto di al-
tezza massima raggiunto dal proiettile (coincidente con la quota di volo dell’aereo)
impongono y = 400 m e vy = 0, da cui:
⎧⎪
⎪⎪400 = − 1 9,81t 2 + v 3 t
⎪⎪ 2
0
2

⎪⎪ 3
⎪⎪0 = v0 −9,81t
⎪⎩ 2

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120    Guida per il docente

Risolvendo il sistema si ottiene il tempo di volo del proiettile:


t = 9,03 s
Questo è l’anticipo sul passaggio dell’aereo sulla verticale della nave con cui dovrà
essere sparato il proiettile per colpire il bersaglio.
Il sistema consente anche di calcolare la velocità di lancio:
v0 = 102,2 m/s
Il punto d’impatto si trova a una distanza orizzontale dal punto di lancio data da:
v
x = 0 t = 461,8 m
2
Nel sistema di riferimento della nave l’aereo è visto muoversi con la velocità data
dalla formula di trasformazione delle velocità:
km m
v'aereo = 300,0−50,0 = 250,0
= 69,44
h s
Durante il tempo di volo del proiettile esso percorre quindi lo spazio:
xaereo = v'aereo ⋅t = 69,44 ⋅9,03 = 627,0 m
Prima che il proiettile lo raggiunga, l’aereo si trovava perciò a sinistra rispetto alla
verticale del punto di lancio di una quantità pari a:

d = 627,0− 461,8 = 165 m

¬
37

Poiché il sistema di riferimento solidale al quadrato non è inerziale, sul corpo agi-
!
scono
! la forza −m ⋅ a A dovuta
! al moto dell’origine A del sistema, la forza centrifuga
Fc e la forza di Coriolis FCor .

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Capitolo 10 – Relatività classica    121

!
Poiché il moto di A è circolare uniforme con velocità angolare ω , la sua accelera-
!
zione vale in modulo a A = ω 2 ⋅r , perciò la forza apparente dovuta a questo moto
!
avrà modulo m ⋅ a A = m ⋅ ω 2 ⋅r .
Numericamente:
!
m ⋅ a A = 0,175  N
!
Il modulo di Fc vale:

! 2
⎛l⎞ ⎛l⎞
2
Fc = mω 2r' = mω 2 ⎜⎜ ⎟⎟⎟ + ⎜⎜ ⎟⎟⎟ = 0,0742 N
⎝ 2⎠ ⎝ 2⎠

La risultante di queste forze dà origine alla forza di trascinamento:


! ! !
Ft = −m ⋅ a A +  Fc

Questa forza è diretta come il segmento R: infatti il rapporto tra le due forze che
la compongono è uguale al rapporto tra le distanze r' e r: il triangolo formato dalle
tre forze e quello
! formato da R, r, r' sono perciò simili.
Il modulo di Ft si ottiene applicando il teorema di Carnot al triangolo
! formato dalle
!
tre forze, tenendo conto che l’angolo compreso tra −m ⋅ a A e Fc è uguale a 45°:

! ! 2 ! 2 ! !
Ft = −m ⋅ a A + Fc − 2⋅ −m ⋅ a A ⋅ Fc ⋅cos135° = 0,233 N

Le sue componenti nel sistema scelto valgono:

! !
Ft,x = Fc ⋅cos 45°+ −m ⋅ a A = 0,227 N

!
Ft,y = Fc ⋅sin 45° = 0,0525 N

Perciò:
! ! !
Ft = (0,227 i ' + 0,0525 j ') N

Da notare che nell’istante in cui il corpo passa nel centro del quadrato, questo
punto sta descrivendo un moto circolare uniforme con raggio:

2 2
⎛ l⎞ ⎛l⎞
R = ⎜⎜r + ⎟⎟⎟ + ⎜⎜ ⎟⎟⎟
⎝ 2⎠ ⎝ 2⎠

Così la forza totale agente su di esso si può anche riguardare come forza di trasci-
namento dovuta al moto dell’origine di un sistema mobile con origine coincidente

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122    Guida per il docente

con la posizione del corpo e assi disposti tangenzialmente e ortogonalmente alla


circonferenza di raggio R:
! ⎛
2
l⎞ ⎛l⎞
2
Ft = −mω 2 R = mω 2 ⎜⎜r + ⎟⎟⎟ + ⎜⎜ ⎟⎟⎟ = 0,233 N
⎝ 2⎠ ⎝ 2⎠

Il modulo della forza di Coriolis vale:


!
FCor = 2mω v′ = 3,50 N

e le sue componenti sono:


! !
FCor,x' = FCor ⋅cos 45,0° = 2,47 N      FCor,y' = FCor ⋅sin 45,0° = 2,47 N
!
La direzione del vettore FCor è perpendicolare sia al vettore velocità angolare sia al
vettore velocità, per cui:
! ! !
FCor = (2,47 i ' + 2,47 j ') N

¬
38 Rispetto al sistema di riferimento fisso
solidale con il suolo, l’origine del siste-
ma mobile solidale con l’auto compie
un moto circolare uniforme; contem-
poraneamente gli assi del sistema mo-
bile compiono una rotazione con velo-
cità angolare pari a quella necessaria
all’auto per descrivere la curva.
Si adottano i sistemi di riferimento
fisso e mobile come in figura, facen-
do l’ipotesi che, all’istante di tempo
iniziale, coincidano i rispettivi assi
delle ascisse.

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Capitolo 10 – Relatività classica    123

La legge di composizione delle velocità permette di scrivere:


! ! ! ! !
voggetto,S = voggetto,S' + vO' + ω × r '
! "! "! "!
dove voggetto,S' = (8,00i' + 0,00 j' + 0,00k') m/s è la velocità dell’oggetto all’istante ini-
ziale misurata nel sistema solidale con l’auto;
! ⎛ ! 64,8 ! !⎞ ! ! !
vO' = ⎜⎜0,00 i + j + 0,00k ⎟⎟⎟ m/s = (0,00 i +18,0 j + 0,00k ) m/s è la velocità dell’au-
⎜⎝ 3,6 ⎟

to misurata nel sistema fisso;
! !
r ' = 0 è il vettore posizione dell’oggetto nell’istante di lancio misurato nel sistema
solidale con l’auto. ! !
Si avrà allora, tenuto conto che all’istante iniziale i ≡ i ' :
! ! ! ! m
voggetto,S = (8,00 i +18,0 j + 0,00k )
s
!
col modulo: voggetto,S = 19,7 m/s

Nel sistema solidale con l’auto l’accelerazione è data dalla legge di composizione:
! ! ! ! ! ! ! !
a' = a − aO′ − ω ×(ω × r ' ) − 2ω × v'
! ! ! !
dove a = (0,00 i + 0,00 j −9,81k ) m/s 2 è l’accelerazione dell’oggetto misurata nel sistema
fisso, coincidente con l’accelerazione di gravità;
! ! ! !
−aO′ = (1,62i '+ 0,00 j '+ 0,00k') m/s 2 è l’opposto dell’accelerazione dell’auto (avente
moduloω 2 ⋅ R ) che sta compiendo un moto circolare uniforme su una curva di rag-
gio R;
! ⎛ ! ! 18,0 ! ⎞ rad ! ! ! rad
ω = ⎜⎜0,00 i + 0,00 j + k ⎟⎟⎟ = (0,00 i + 0,00 j + 0,0900k ) è la velocità an-
⎝ 200 ⎠ s s
golare del moto di rotazione del sistema solidale con l’auto.
! ! ! ! !
Poiché r ′ = 0, l’accelerazione centrifuga −ω ×(ω × r ′) è nulla.
L’accelerazione di Coriolis, invece, si ottiene dalla regola del prodotto vettoriale:
! ! !
i' j' k'
! ! ! !
aCor = −2⋅ 0,00 0,00 0,0900 = ⎡⎢⎣0,00 i ' − 2⋅(0,720) j ' + 0,00k'⎤⎥⎦  m/s 2 =
8,00 0,00 0,00
!' ! !
= ⎣⎢⎡0,00 i −1,44 j ' + 0,00k'⎦⎥⎤  m/s 2

L’accelerazione totale misurata nel sistema mobile dell’auto risulta allora:


! ! ! !
a' = (1,62i′ −1,44 j ′ −9,81k′) m/s 2
mentre, applicando la seconda legge della dinamica, si ottiene la forza complessiva
agente sull’oggetto misurata nel sistema in moto:
! ! ! ! !
F ' = m ⋅ a′ = (0,810 i '−0,720 j '− 4,91k') N

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124    Guida per il docente

¬
39 Quando la massa appesa al filo passa per la posizione centrale delle oscillazioni,
posta sull’asse di rotazione terrestre, la sua velocità vettoriale appartiene al piano
normale all’asse.
In un sistema di riferimento solidale con questo piano e origine posta sull’asse di
rotazione, la massa si trova a distanza nulla da questo, perciò la forza centrifuga è
nulla. Le uniche forze agenti su di essa sono il peso e la tensione della fune, dirette
come l’asse di rotazione, che danno la forza centripeta necessaria per produrre le
oscillazioni, e la forza di Coriolis, responsabile della deviazione laterale del piano
di oscillazione del pendolo.

La velocità angolare di rotazione della Terra si ottiene da:


2π 2π
ω= = = 7,461⋅10−5  rad/s
T 23,394 ⋅3600
La velocità del pendolo si ottiene applicando il principio di conservazione dell’energia,
prendendo come livello di riferimento quello cui corrisponde il centro delle oscillazioni:
1
mgl(1−cosϑ ) = mv2 → v = 2gl(1−cosϑ ) = 2,293 m/s
2
Il modulo della forza di Coriolis è allora:
!
FCor = 2mω v = 6,16⋅10−4  N

La forza di Coriolis è molto minore della forza peso agente sulla massa del pendolo:
quest’ultima ha modulo pari a P = m ⋅ g = 17,7 N ; di conseguenza si ha:
!
FCor 6,16⋅10−4
! = = 0,0035%
P 17,7

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Capitolo 10 – Relatività classica    125

Scheda di verifica

Livello 1

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un treno attraversa un passaggio a livello mentre in lontananza giunge una mac-
china che si muove in direzione perpendicolare. Mentre il treno percorre 500 m,
l’automobile si avvicina di 200 m. Determinare lo spostamento del treno rispetto a
un sistema di riferimento solidale con l’automobile.
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............................................................................................................................................

¬
2 Un’automobile vuole raggiungere una moto che si muove sullo stesso tratto di stra-
da rettilineo con una velocità costante di 90,0 km/h. L’auto parte da ferma con una
accelerazione di 0,200 m/s2 quando vede la moto a una distanza di 2,00 km. De-
terminare, dopo un tempo di 10,0 s, con quale velocità e accelerazione ogni veicolo
vede muoversi l’altro.
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126    Guida per il docente

¬
3 Un autobus che si muove a una velocità di 25,0 m/s vede un ostacolo e si arresta in
13,0 s. Determinare le caratteristiche della forza media agente su un passeggero di
massa 70,0 kg.
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¬
4 Un bambino di massa 40,0 kg si trova su una giostra di raggio 1,50 m che si muove
con una frequenza di 0,200 Hz. Descrivere il moto visto da un sistema di riferimen-
to solidale con la giostra e da un sistema di riferimento solidale con la Terra. Quali
forze agiscono sul bambino?
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Capitolo 10 – Relatività classica    127

Scheda di verifica

Livello 2

NOME .............................................................................................. CLASSE..........................

¬
1 Un bambino vede una nave che si allontana dalla banchina, orientata in direzione
WE, lungo una rotta che forma un angolo di 45,0° con essa in direzione NE. Il
bambino si trova inizialmente sulla banchina a una distanza di 500 m dalla nave.
Quando il bambino ha percorso 100 m verso E la nave ha percorso 400 m. Deter-
minare la posizione della nave rispetto al bambino.
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............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................
............................................................................................................................................

¬
2 Su un treno, che si muove con una velocità costante di 150 km/h, un passeggero
ascolta un disco a 45 giri. Determinare, rispetto al sistema di riferimento solidale
con il disco e rispetto al sistema solidale con la Terra l’accelerazione di un punto
sull’estremo del disco sapendo che il suo raggio vale 10,0 cm.
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128    Guida per il docente

¬
3 Una palla da tennis avente massa 50,0 g viene lanciata a una velocità di 5,00 m/s
dentro la carrozza di un treno che si muove nello stesso verso di moto rettilineo
uniformemente accelerato con accelerazione 0,200 m/s2. Al momento del lancio la
velocità del treno vale 45,0 km/h. Determinare:
– rispetto al sistema di riferimento terrestre: la velocità di lancio e l’equazione
della traiettoria;
– rispetto al sistema di riferimento solidale con il treno: l’equazione della traietto-
ria e le caratteristiche delle forze agenti sulla pallina.
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............................................................................................................................................
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¬
4 Un furgone sta percorrendo alla velocità di 72,0 km/h una curva avente raggio di
curvatura di 200 m. Un bidone di vernice, avente massa 2,0 kg, posto inizialmente
al centro del cassone, inizia a rotolare verso la coda del furgone muovendosi paral-
lelamente alla sua fiancata con la velocità di 1,5 m/s. Descrivere, in un sistema di
riferimento solidale col furgone, le forze agenti sul bidone.
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