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ClassicJazzGuitarSchool

Corso di

Teoria & Armonia


base

Maurizio Salvi www.cjgs.it - 2002

TEORIA DELLA MUSICA

La musica larte dei suoni i quali vengono graficamente indicati mediante le NOTE che sono
sette: DO RE MI FA SOL LA SI, nel sistema anglosassone sono A B C D E F G, dove A
corrisponde al nostro LA e G al SOL.1 Esse si pongono sul RIGO chiamato pentagramma.
Il Pentagramma
Il pentagramma e' composto da cinque righe orizzontali parallele. Su di esse, e negli spazi che le
separano, vengono scritte le note. Sul margine sinistro del pentagramma sono indicate la chiave, il
tempo e la tonalit. E' suddiviso in battute, o misure, spazi compresi tra due linee verticali.

Per le note esterne al pentagramma si usano dei Tagli Addizionali, che funzionano da righi.

Le chiavi
Le Chiavi sono segni che indicano come leggere le note sul pentagramma. La pi usata e' la chiave
di Sol o di Violino, che fissa la posizione del Sol sulla seconda riga. Da li' si pu determinare la
posizione delle altre note.

Nota Storica:La notazione italiana (do, re, mi, ecc.) nasce intorno all'anno mille con Guido d'Arezzo, che, come aiuto
mnemonico per le varie altezze della scala, suggerisce ai suoi cantori di usare la prima strofa dell'inno a San Giovanni
di Paolo Diacono, utilizzando la prima strofa di ciascun verso: UT queant laxis - REsonare fibris - MIra gestorum FAmuli tuorum - SOLve polluti - LAbii reatum - sancte johannes il Si sara' aggiunto piu' tardi, verso la fine del '400
dallo spagnolo Bartolomeo Ramos de Pareja. nel'600, infine, l'Ut (che in Francia e' ancora oggi usato), diventera' per
noi Do, ad opera di Giovan Battista Doni.

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Figure e pause
Per esprimere un qualsiasi pensiero musicale non basta produrre dei suoni di diversa altezza, ma
occorre stabilire la durata o valore, perci le note (i suoni) hanno diverse figurazioni cos come le
pause (i silenzi). Ogni FIGURA DI NOTA ha la sua corrispondente FIGURA DI PAUSA come
appare evidente dai seguenti prospetti:

Per aumentare il valore delle figure la grafia musicale dispone di due mezzi: il Punto e la Legatura.
La legatura
una linea curva che unisce due o pi note di suono eguale e ne fa un unico valore.

Il punto
Posto dopo una nota ne aumenta la durata della met del relativo valore.

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Tempi e misure
Il tempo indica il numero di movimenti (o accenti) contenuti all'interno di ogni battuta.

E', quindi, l'indicatore metrico-ritmico di un brano musicale. Viene espresso da una frazione posta
all'inizio del pentagramma, frazione che indica il contenuto, in termini di valore delle note, di ogni
battuta. Numeratore (numero di movimenti), denominatore (il valore di ciascun movimento).

Tutti i tempi si dividono in semplici e composti. I tempi che hanno suddivisione binaria sono detti
semplici. Quando agli accenti dei tempi semplici si aggiunge un punto di valore, la suddivisione da
binaria diventa ternaria (composti). Nel tempo semplice il numeratore indicato dalle cifre 2-3-45-7, nei tempi composti da 6-9-12-15-21. Tempi semplici e tempi composti hanno gli stessi accenti
metrici, la differenza sta nella suddivisione. Poi esistono i tempi misti che sono quelli risultanti
dallunione di due misure, una pari e una dispari. Es: 5/4 (3/4+2/4) 5/8 7/8 7/8
Tempi semplici pi usati
4/4 Quattro Quarti - (Indicato anche con , tempo comune) E' formato da quattro movimenti: uno in
battere (accento forte), uno in levare (accento debole), uno in battere e uno in levare, oppure due in
battere e due in levare
2/4 Due Quarti - E' formato da due movimenti: uno in battere e l'altro in levare.
3/4 Tre Quarti - E' formato da tre movimenti: uno in battere e due in levare.
3/8 Tre Ottavi - E' formato da tre movimenti.
Tempi composti pi usati
6/8 Sei Ottavi - E' formato da due movimenti, di tre ottavi ciascuno.
9/8 Nove Ottavi - E' formato da tre movimenti, di tre ottavi ciascuno.
12/8 Dodici Ottavi - E' formato da quattro movimenti, di tre ottavi ciascuno.
Note sovrabbondanti
Sono gruppi di note contrastanti con la normale suddivisione della misura. Le pi frequenti sono:
Terzina gruppo di 3 note da eseguirsi nel tempo di 2 di esse.
Sestina gruppo di 6 note da eseguirsi nel tempo di 4 di esse.
Esistono anche altri gruppi di note sovrabbondanti come di 5, 7, e 9. E gruppi di note in
diminuzione. Es: 2 note in 3

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Grado scala
La scala una successione di note che pu procedere in senso ascendente (in su) e discendente (in
gi). Le note che formano la scala vengono chiamate Gradi Congiunti (passaggio di note vicine) e
Gradi Disgiunti (salti di note).

Intervallo (tono e semitono)


la distanza che passa tra una nota ed unaltra. La minima distanza il Semitono due semitoni
formano il Tono.
Esempio: Do-Do = semitono Do -Re = semitono Mi-Fa = semitono Si-Do = semitono
Do-Re = tono Do -Re = tono Mi-Fa = tono Si-Do = tono

Per classificare un intervallo basta enumerare, contando dal grave allacuto, i gradi congiunti
compresi fra le due note:

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Alterazioni
Ogni nota pu essere alterata (innalzata o abbassata) mediante i cosiddetti Accidenti che sono:
Diesis
Bemolle
Doppio Diesis
Doppio Bemolle
Bequadro
Doppio Bequadro

Innalza la nota di un Semitono


Abbassa la nota di un Semitono
Innalza la nota di un Tono (due Semitoni)
Abbassa la nota di un Tono (due Semitoni)
Annulla leffetto degli altri accidenti e riporta la nota allo stato
naturale

Le alterazioni sono permanenti se collocate dopo la chiave ed hanno effetto permanente per lintera
durata del pezzo; sono momentanee se collocate davanti alla nota ed in tal caso hanno effetto per
una sola misura.
Le alterazioni poste in chiave seguono un ordine fisso immutabile in quanto servono a determinare
le diverse tonalit di cui ci occuperemo pi avanti. I Diesis si succedono per quinte ascendenti:
fa, do, sol, re, la, mi, si. I Bemolli procedono per quarte ascendenti: si, mi, la, re, sol, do, fa.

Scale-tonalit
Si intende per scala una successione di note che, partendo da una, arriva alla stessa nota su una
diversa ottava. In senso lato, ogni suddivisione dell'ottava una scala. Esistono numerosissimi tipi
di scale diverse, sia per il numero di suoni che le compongono sia per l'ampiezza degli intervalli che
separano i suoni. Gran parte della musica occidentale, sia antica che moderna, si basa sulla scala
diatonica, cio una scala composta da sette note che dividono l'ottava in cinque toni e due semitoni
e sulla scala cromatica, che invece suddivide l'ottava in dodici intervalli di uguale ampiezza.
Scala cromatica
Suonando tutte le note in successione di semitoni otteniamo la scala cromatica:
Scala cromatica ascendente (progressione dei diesis):

Scala cromatica discendente (progressione dei bemolle):

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Scala maggiore
La scala maggiore una successione ascendente di sette note ordinate in questo modo: un tono, un
tono, un semitono, un tono, un tono, un tono, un semitono. Di seguito alcuni esempi di scale
maggiori.
Scala di Do Maggiore

Scala di Re Maggiore

Scala di Fa Maggiore

Per costruire una scala maggiore quindi necessario applicare questa successione di intervalli alla
nota scelta come tonica (cio come prima nota della scala).

Scala Minore Naturale


Ad ogni tonalit maggiore corrisponde una tonalit relativa minore. Quest' ultima ha come tonica il
sesto grado della tonalit maggiore, per cui possibile costruire una scala minore partendo dal sesto
grado di un scala maggiore. La scala che si ottiene detta scala minore naturale. La successione
degli intervalli la seguente: un tono, un semitono, un tono, un tono, un semitono, un tono.
(N.B.: Ovviamente possibile il procedimento inverso, cio si pu costruire una scala maggiore
partendo dal terzo grado di una scala minore naturale).
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Alcuni esempi: la scala minore naturale di La costruita sul sesto grado della scala maggiore di Do;
la scala minore naturale di Re sul sesto grado della scala maggiore di Fa.

Scala di La Minore Naturale

Scala di Re Minore Naturale

Scala Minore Armonica


Una prima variazione della scala minore naturale si ottiene alterando, cio aumentando di un
semitono, la settima nota della scala. Si ha cos una successione di T, ST, T, T, ST, T/ST, ST; tale
successione prende il nome di scala minore armonica.
Esempio: la scala minore armonica di La si ottiene trasformando il Sol della scala minore naturale
in un Sol (VII grado).

Scala Minore Armonica di La

Scala Minore Melodica


La seconda variazione si ottiene alterando il sesto e il settimo grado della scala minore naturale. Si
ha in questo modo una successione di T, ST, T, T, T, ST. Tale scala prende il nome di minore
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melodica e ha funzione ascendente, cio viene usata salendo dalla nota grave alla nota acuta
dell'ottava, mentre in senso discendente ritorna al modo naturale.
Esempio: la scala minore melodica di La si ottiene alterando il Fa a Fa (VI grado) e il Sol a Sol
(VII grado).

Scala Minore Melodica di La

Tonalit
La tonalit pu essere definita, in senso lato, come il rapporto gerarchico esistente tra le note di una
scala. In questo modo individuiamo una Tonica, prima nota della scala, che il fulcro attorno al
quale ruotano tutti gli altri suoni. Per questo viene detta anche Nota Fondamentale. Quindi, un
brano nella tonalit di Do avr il Do come tonica, e sar basato sulla scala di Do. L'indicazione
della tonica deve essere affiancata dall'indicazione del Modo, che pu essere maggiore o minore.
I Gradi della Scala
La tonalit indica una scala di riferimento, maggiore o minore, le cui note assumono determinati
nomi in base alla propria posizione. La prima nota della scala, come detto, si chiama Tonica o Nota
Fondamentale, la seconda Sopratonica, la terza Mediante o Modale, la quarta Sottodominante, la
quinta Dominante, la sesta Sopradominante, la settima Sensibile.

Spostandoci alla scala di Re maggiore dobbiamo costruire la stessa sequenza partendo da Re, nota
fondamentale di questa scala. Per fare ci dobbiamo aggiungere un diesis a due note della scala: Fa
e Do.

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Perci la tonalit di Re Maggiore avr Fa e Do in chiave.


Portandoci invece alla tonalit di Fa Maggiore dovremo alterare il Si per avere il semitono tra terzo
e questo grado. Dovendo "abbassare" il Si, useremo un bemolle.

Ogni tonalit maggiore ha una relativa minore, e viceversa. La relativa minore di una tonalit
maggiore trova la sua tonica nella Sesta della scala maggiore (Esempi: la relativa minore di Do
Maggiore La Minore, tonalit quest'ultima che avr le stesse alterazioni in chiave di Do Maggiore,
cio nessuna; la relativa minore di Sol Maggiore Mi minore). Seguendo il percorso inverso, per
risalire da una tonalit minore alla relativa maggiore dovremo partire dalla Terza Minore della
prima (Esempi: la relativa maggiore di Fa minore La Maggiore; la relativa maggiore di Si
Minore Re Maggiore)
Metodo pratico per determinare la tonalit
La tonalit pu essere determinata dall'esame delle alterazioni in chiave, cio individuando il
numero di diesis o di bemolli indicati sul pentagramma subito dopo la chiave.
Tonalit con Diesis: i diesis vengono aggiunti in chiave per salti di Quinta giusta. Essi seguono
questo ordine:
Fa Do Sol Re La Mi Si
Per risalire alla tonalit si consideri che l'ultima alterazione rappresenta la Settima della Tonica.
Esempio: se abbiamo tre diesis in chiave - Fa, Do e Sol - ci troviamo nella tonalit di La Maggiore,
in quanto il Sol la settima di La; se ne abbiamo cinque - Fa, Do, Sol, Re, La - ci troviamo nella
tonalit di Si Maggiore.
Se vogliamo determinare quante alterazioni ha in chiave una determinata tonalit si proceder in
modo inverso: dalla tonica scendiamo di un semitono ottenendo la settima, che anche l'ultimo
diesis in chiave. (Esempio: se la tonalit Sol Maggiore avremo una sola alterazione, Fa Se Mi
Maggiore ne avremo quattro (Fa, Do, Sol, Re).
Tonalit con Bemolli: i bemolli vengono aggiunti in chiave per salti di Quarta giusta. Essi seguono
questo ordine:
Si Mi La Re Sol Do Fa
L'ordine esattamente contrario a quello dei diesis. Per risalire alla tonalit si consideri che la
tonica l'alterazione che precede l'ultima in chiave nella successione dei bemolli.
Esempio: se abbiamo due bemolli in chiave - Si e Mi - arretriamo di un bemolle nella successione,
arrivando a Si: la tonalit quindi Si Maggiore; se ne abbiamo quattro - Si, Mi, La e Re - il
penultimo bemolle della serie La: la tonalit La Maggiore. Per risalire dalla tonalit al numero
di alterazioni dovremo avanzare di un'alterazione partendo dalla tonica. (Esempio:La tonalit di
Re Maggiore avr cinque bemolli: Si, Mi, La, Re e Sol).

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Passaggio da una tonalit ad un'altra con uguale tonica ma di modo diverso:


(es. Do Maggiore/Do Minore)
Questo passaggio si effettua spostandosi di tre alterazioni in chiave. Lo spostamento avviene dai
diesis verso i bemolli se si passa da una tonalit maggiore ad una minore, e viceversa.
Esempio:
Do Maggiore (nessuna alterazione) - Do Minore (tre bemolli)
Sol Maggiore (un diesis) - Sol Minore (due bemolli)
La Maggiore (tre diesis) - La minore (nessuna alterazione)
Do Maggiore (sette diesis) - Do Minore (quattro diesis)
Fa Minore (quattro bemolli) - Fa Maggiore (un bemolle)
Mi minore (un diesis) - Mi Maggiore (quattro diesis)
Tavola delle tonalit
Con i diesis
Do
Maggiore

La
Minore

Am

Sol
Maggiore

Mi
Minore

Em

Re
Maggiore

Si
Minore

Bm

La
Maggiore

Fa
Minore

F m

Mi
Maggiore

Do
Minore

C m

Si
Maggiore

Sol
Minore

G m

Fa
Maggiore

Re
Minore

D m

Do
Maggiore

La
Minore

A m

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Con i bemolli

Fa Maggiore

Re Minore

Si Maggiore

Sol Minore

Mi Maggiore

Do Minore

La Maggiore

Fa Minore

Re Maggiore

Si Minore

Sol Maggiore

Mi Minore

Do Maggiore

La Minore

Lintervallo
Come detto in precedenza, lintervallo la distanza che passa tra una nota ed unaltra.

Misura di un intervallo
La grandezza di un intervallo data dal numero di suoni consecutivi contenuti nel segmento di
scala diatonica che separa le due note (incluse le due note stesse). Tale grandezza si indica con
l'aggettivo numerale (femminile) corrispondente.
Esempio: Per determinare l'intervallo esistente tra Do e il La immediatamente superiore bisogna
fare riferimento alla scala diatonica di Do e contare le note che formano il segmento di scala DoLa. Esse saranno: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La - cio sei note, per cui tale intervallo si chiamer di
sesta.

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Esistono diverse qualit di intervalli, a seconda delle note che li compongono. Gli intervalli di
unisono, di quarta, di quinta e di ottava sono chiamati giusti, in quanto appartengono sia alla
scala maggiore che alla scala minore (infatti una scala maggiore e una minore con la stessa tonica
hanno in comune il primo, il quarto, il quinto e, ovviamente, l'ottavo grado)
Gli intervalli di terza, sesta e settima, al contrario di quelli appena visti, variano a seconda della
scala e possono perci essere maggiori o minori. (L'intervallo di seconda fa eccezione per la
questione dei rivolti
Esempio: L'intervallo Mi-Sol un intervallo di terza; appartenendo alla scala di Mi maggiore
un intervallo di terza maggiore. L'intervallo Mi-Sol un intervallo di terza minore.
N.B.: Gli intervalli maggiori sono pi "grandi" di un semitono rispetto a quelli minori.

Intervalli diminuiti ed eccedenti


Gli intervalli possono subire trasformazioni dovute a necessit compositive. Possono essere cio
aumentati o diminuiti di un semitono. I nomi che gli intervalli assumono seguono questo schema:
- Gli int. giusti abbassati di un semitono si dicono diminuiti
- Gli int. giusti aumentati di un semitono si dicono eccedenti
- Gli int. maggiori abbassati di un semitono si dicono minori
- Gli int. maggiori aumentati di un semitono si dicono eccedenti
- Gli int. minori abbassati di un semitono si dicono diminuiti
- Gli int. minori aumentati di un semitono si dicono maggiori

I rivolti
Tutti gli intervalli possono essere rivoltati, cio pu essere cambiato l'ordine delle note che lo
formano, spostando all'ottava superiore la nota grave, cos che la nota acuta diventa il basso del
rivolto. Nell'esempio che segue l'intervallo Do-Sol viene trasformato nel suo rivolto Sol-Do

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Da notare che un intervallo di quinta stato trasformato in un intervallo di quarta. Questa una
regola generale: la somma dell'intervallo e del suo rivolto d sempre nove. Infatti: l'unisono diventa
ottava (1+8=9); la seconda diventa settima (2+7=9); la terza diventa sesta (3+6=9) e cos via. Da
ricordare, inoltre, che il rivolto di un intervallo giusto d un intervallo giusto; il rivolto di un
intervallo maggiore d un intervallo minore, e viceversa; il rivolto di un intervallo diminuito d un
intervallo eccedente, e viceversa.
Riassunto degli intervalli:

La triade
lemissione simultanea di tre suoni (accordo di 3 note). Si costruisce sovrapponendo le note per
terze successive. Questo accordo, costituito dagli intervalli di 3 maggiore e 5 giusta, viene distinto
in:

Sono accordi consonanti: laccordo perfetto maggiore e perfetto minore. Gli accordi dissonanti sono
quelli di 5 aumentata (5 ) e di 5 diminuita (5 )

Rivolti delle triadi


Ognuno di questi accordi pu svilupparsi in altre due combinazioni, chiamate rivolti.

Possiamo, quindi notare che: nel I rivolto (costituito dal III grado), vi un accordo di 3 e 6,
mentre nel II rivolto (V grado) vi un accordo di 4 e 6.
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Accordi e sigle
Come gi detto, laccordo la combinazione simultanea di pi suoni (minimo tre, triade). La prima
nota detta tonica ed quella che da il nome allaccordo. Esistono anche accordi pi complessi
della triade e sono formati da 4, 5, 6 ecc. note (detti accordi di settima). Le principali famiglie di
accordi sono: maggiori, minori, di settima. Ecco le loro sigle:
Accordi maggiori:
C
C6
C6/9
C7+ (Cmaj7)
C7+/5+
C7+/5C7+/9
C7+/6/9
Cadd9 (con laggiunta della sola 9, senza la settima minore)
Accordi minori:
Cm
Cm6
Cm6/9
Cm7
Cm7/5+
Cm7/5Cm7+
Cm9
Cm9/5+
Cm9/5Cm11
Cm11/5+
Cm11/5Accordi di settima:
C7
C7/5+
C7/5C7/6

C11
C11/5+
C11/5-

C9
C9C9+
C9/5+
C9/5C9-/5+
C9-/5C9+/5+
C9+/5-

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C13
C13/9+
C13/9C13/9-/5+
C13/9-/5-

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Arpeggi
Se si suonano pi note contemporaneamente abbiamo laccordo, ma se le note dellaccordo
vengono suonate in successione e non simultaneamente abbiamo lArpeggio.
Esempio:

Armonizzazione scala maggiore


Armonizzare una scala maggiore significa costruire un accordo (con successione di terze), su ogni
grado della scala maggiore.
Esempio:

Armonizzazioni di 3 sovrapposte:

Armonizzazioni con 4 note:

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Riassumendo avremo:

Le cadenze (progressioni armoniche)


La cadenza il moto che porta ad una chiusa. Vi sono varie forme di cadenze:
Cadenza semplice o perfetta
Il collegamento dal V al I, cio dalla dominante alla tonica, viene definito cadenza semplice o
cadenza perfetta. In pratica una delle sequenze pi facilmente riconducibili alla staticit del
brano, in quanto l'accordo di tonica risulta essere quello maggiormente utilizzato per dare un senso
di conclusione ad un determinato momento del brano stesso. E' anche vero che, come per tutti i tipi
di cadenze, ne possiamo trovare pi di uno all'interno di un brano. Quando si trova alla fine del
brano prende il nome di cadenza compiuta.

Cadenza plagale
Collegando la sottodominante alla tonica, cio il IV al I, otteniamo la cadenza plagale. Pur
risolvendo, come nel caso precedente, sulla tonica, non abbiamo un senso di conclusione e staticit
analogo, anche se non per questo meno usata. Tra l'altro, questo tipo di cadenza spesso utilizzata
nelle composizioni classiche, in modo particolare quelle di carattere liturgico, e per questo motivo
da alcuni anche definita cadenza dell'amen. Generalmente usata all'interno del brano.

Cadenza evitata o dinganno


Il termine stesso ne identifica le caratteristica, e cio il fatto di non risolvere sulla tonica ma su di un
altro grado, possibilmente il VI. In pratica, abbiamo la cadenza evitata quando all'interno di una
composizione si passa dall'accordo di V all'accordo di VI.

Cadenza composta
Unendo assieme la cadenza perfetta e la cadenza sospesa, possiamo ottenere la cadenza composta.
Infatti questo tipo di cadenza utilizza tre accordi, i quali hanno uno scopo ben preciso. Vediamo di
analizzarne i vari aspetti. Il II precede e prepara il V, il quale forma la cadenza con il I.
Lesempio si riferisce alla scala diatonica maggiore in tonalit di C.

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Cadenza composta in minore


Anche le cadenze possono essere sviluppate in tonalit minore. In questo caso dovremo analizzare
la cadenza composta in minore. I due gradi precedenti alla tonica sono gli stessi utilizzati nella
cadenza composta in maggiore. Quello che cambia l'armonizzazione dei gradi, in quanto,
risolvendo sull'accordo fondamentale di modo minore, la scala da cui vengono prelevati quella
minore. La scala minore naturale (essendo relativa minore) mantiene gli stessi accordi della
corrispettiva tonalit maggiore. Se invece la scala minore melodica o minore armonica
ovviamente gli accordi dovranno cambiare. Osserviamo i due casi nella tonalit di A minore.
Nel caso della scala minore melodica, dobbiamo armonizzare i gradi in questo modo:

Cadenza Turn A round


la cadenza insieme a quella del II-V-I pi utilizzata negli stili del jazz, e del pop. La sua formula
conosciuta anche come Giro armonico (giro di do), ha questa cadenza I-VI-II-V.

Abbellimenti
Labbellimento, quella tecnica che in armonia ci permette di variare (abbellire) un accordo
rimanendo nella stessa famiglia (maj, min, 7) dellaccordo.
Gli Accordi Maggiori vengono abbelliti con laggiunta della 7maj, 6, add9, maj9
Gli Accordi Minori vengono abbelliti con laggiunta della 7min, 6, 9, 11
Gli Accordi di Settima vengono abbelliti con laggiunta della 9, 9 , 9 , 11, 13

Tutti gli accordi possono essere abbelliti aumentando o diminuendo la loro 5, (5 , 5 ).

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Sostituzioni
Come dice il nome, le sostituzioni armoniche, ci permettono di sostituire un accordo con uno
nuovo, che pu essere di famiglia e di caratteristiche del tutto diverse.
Gli Accordi Maggiori possono essere sostituiti da:

Gli Accordi Minori possono essere sostituiti da:

Gli Accordi di Settima possono essere sostituiti da:

Gli Accordi Diminuiti possono essere sostituiti da:

Gli Accordi Semidiminuiti possono essere sostituiti da:

Tutti gli accordi possono essere sostituiti da un altro accordo costruito sulla loro 5 (diminuita),
anche di famiglia diversa.

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I modi
I modi sono delle scale derivanti da una scala base. Pertanto prendendo in considerazione la scala
maggiore di C, possiamo estrarre altre 6 scale dette modi, e ad ogni modo, apparterr un accordo, su
cui possibile suonarci con il relativo modo.
Esempio:

C
I

D
II

E
III

F
IV

G
V

A
VI

B
VII

C
VIII

Fino qua nessun problema. Ora dobbiamo fare in modo che ogni singola nota della scala venga messa al
primo posto di una successione di note che saranno sempre quelle della scala di partenza, C maggiore. In
pratica, per fare un esempio, si pu iniziare la successione di note dal II (nota D) facendo seguire le altre
note in serie (E, F, G eccetera).

Come vedete, la serie di note stata spostata in avanti di un grado: invece di partire dalla nota C si partiti dalla nota
D. A questo punto sviluppiamo il sistema su tutte le note della scala di C maggiore.

Ora possiamo comprendere pi facilmente cosa si intende con il termine modo, ed infatti nella
precedente tabella possiamo notare sette specie diverse di scale, le quali nascono da ogni grado
della scala madre, sviluppando anche, ovviamente, sette nuove sequenze intervallari. Da qui
possiamo anche evidenziare la differenza sostanziale che esiste tra il sistema tonale e il sistema
modale. Nel sistema tonale, la tonica il centro tonale nel suo modo maggiore o in quello minore.
Nel sistema modale, ogni grado della scala, facendo capo alla propria sequenza di note, ne diviene
tonica. Per esempio, la nota D, che nella scala maggiore di C un secondo grado, diventa primo
grado, e quindi tonica, nel proprio modo (di D dorico). Oppure il G, quinto grado nella scala di C
maggiore, diviene primo grado nel modo di G misolidio. Con questo sistema abbiamo in pratica
creato una serie di toniche secondarie. Sono toniche perch, come appena visto, ognuna di esse il
primo grado della propria scala modale. Sono toniche secondarie perch, anche se sono a capo di un
loro modo e sono quindi indipendenti, fanno comunque riferimento alla tonica principale (nel nostro
caso C, perch la tonalit di C era il nostro esempio). Nella tabella seguente vengono sviluppati i
modi derivati dalla scala diatonica di C maggiore.
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Tavola riassuntiva dei modi:

grado

scala

accordo

intervalli

modo

sigla

I- III-V-VII

Ionico (maj)

Cmaj7

II

I- III-V- VII

Dorico

Dm7

III

I- III-V- VII

Frigio

Em7

IV

I-III-V-VII

Lidio

Fmaj7

I-III-V- VII

Misolidio

G7

VI

I- III-V- VII

Eolio (min)

Am7

VII

I- III- V- VII

Locrio

Bm7 5

Armonizzazione degli accordi della scala minore naturale.


La scala minore pu essere suddivisa in tre modelli, come potete vedere nella sezione delle scale
minori. Il primo modello, la scala minore naturale, anche la relativa minore della scala maggiore,
e perci anche gli accordi, sia a tre voci che a quattro voci, che nascono dalla armonizzazione per
terze della scala minore stessa sono gli stessi entrambe le scale. Chiaramente, per fare un esempio in
tonalit di A minore (relativa minore della tonalit di C maggiore), il primo grado (Am) della scala
minore era il sesto nella relativa maggiore. Il secondo grado nella tonalit minore era il settimo in
quella maggiore e cos via. Anche i modi rimangono uguali.

Armonizzazione degli accordi della scala minore armonica.


Le regole analizzate nella armonizzazione della scala maggiore sono identiche anche nella scala
minore armonica e, come vedremo dopo, anche per la scala minore melodica. Si tratta quindi di
stabilire quali accordi, e anche i relativi modi, verranno creati. Essendoci delle sequenze intervallari
diverse nelle varie scale, anche i modi su cui poi nasceranno gli accordi saranno diversi. I nomi dei
modi, rispetto alla tonalit maggiore, cambiano.
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I nomi che vengono abbinati ai modi hanno un loro preciso significato. Infatti, se ad esempio
osservate il modo che nasce sul secondo grado della scala minore armonica, ne risulta come nome
dorico 2 5 . Questa scala infatti paragonabile al modo dorico nella tonalit maggiore che porta
la stessa tonica, al quale viene abbassato di 1 semitono il secondo grado (2 , appunto) e il quinto
grado (5 ). Nella tabella sottostante possiamo vedere modi e sigle nell'armonizzazione della scala
minore armonica. La tonalit che viene sviluppata quella di C, vista quindi come C minore
armonico.

Tavola riassuntiva dei modi:

grado

intervalli

modo

sigla

I- III-V-VII

Ipoionico 6

Cmmaj7

II

I- III- V- VII

Dorico 2 5

Dm7 5

III

I-III- V-VII

Ionico
aumentato

E maj7 5

IV

I- III-V- VII

Lidio minore

Fm7

I-III-V- VII

Misolidio 6 9

G7/9

VI

I-III-V-VII

Eolio armonico

A maj7

Superlocrio
diminuito

VII

scala

accordo

I- III- V-

VII

Armonizzazione degli accordi della scala minore melodica.


Come potete vedere nella sezione dedicata alla scala minore melodica, la differenza tra la minore
armonica e la minore melodica in una sola nota. I nomi dei modi, rispetto alla tonalit minore
armonica, cambiano secondo lo schema che vedete sotto.
La tabella sottostante sviluppa l'armonizzazione della scala minore melodica di C.

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Tavola riassuntiva dei modi:

grado

scala

accordo

intervalli

modo

sigla

I- III-V-VII

Ipoionico

Cmmaj7

II

I- III-V-VII

Dorico 2b

Dm7/9

III

I-III- V-VII

Lidio aumentato

Ebmaj7#5

IV

I-III-V- VII

Lidio 7b

F7

I-III-V- VII

Misolidio 6b

G7

VI

I- III- V- VII

Locrio #2

Am7b5

VII

I- III- V- VII

Superlocrio

Bm7b5

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PRATICA ED ESERCIZI
DI

TEORIA MUSICALE

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1 Il sistema anglosassone
I nomi sillabici delle note vengono tradotti utilizzando delle singole lettere in maiuscolo, secondo lo
schema che potete vedere qui sotto.
italiano

DO

RE

MI

FA

SOL

LA

SI

inglese

La memorizzazione dei termini anglosassoni il sistema migliore per impadronirsi della


terminologia. L'esercizio che viene proposto di seguito consiste nel compilare le tabelle che vedete
sotto: si tratta, in pratica, di operare una traduzione delle note, abbinandone il paragone secondo lo
schema sopra, note che saranno riferite agli accordi nei loro vari modi.
Nella dicitura di un accordo, il termine min o - (che indica il minore), o il termine 7 (che indica
l'accordo di settima di dominante), sono da ritenersi uguali, sia nella scrittura che nel significato.
Altri termini, invece, vengono tradotti. E' una pratica che col tempo vi sar familiare.
Nella tabella superiore affiancherete alla notazione tradizionale la traduzione in inglese, mentre
nella tabella inferiore farete il contrario. Le due tabelle mostrano comunque gli stessi accordi, cio
sono in pratica uguali, ma con la dicitura o italiana (sopra) o inglese (sotto), in modo tale da poter
fare poi un controllo del lavoro svolto.

DO

RE

MI

FA

SOL

LA

SI

DO 7

DO m

FA m7

SOL

SI 13

RE add9

SOL

LA maj7

SI min11

MI 7

SOL dim

LA 7 9

SI 5 9

FA 5

LA min

LA

DO 6/9

C7

Cm

F m7

B 13

D add9

Gb

A maj7

B min11

E7

G dim

A7 9

B 59

F5

A min

C 6/9

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2) Le note
Individua le note sui righi.

Individua le note negli spazi.

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Individua le note sul pentagramma.

Individua le note sui tagli addizionali.

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3) Le durate
Segna la durata di ciascuna nota.

Segna la durata di ciascuna nota e pausa.

4) Il punto di valore
Scomponi i valori delle note col punto.

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5) Tempi e misure
Completa le seguenti battute.

Metti le stanghette spezzabattute al posto giusto.

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6) Tono e semitono
Individua i toni e i semitoni.

Do___Do

Mi___Fa

DO___Re

Mi___Fa

Re___Mi

Sol___La

Sol__Sol

Sol ___La

Fa ___Sol Mi ___Mi

Fa ___Fa

Re___Re

Si___Si

Si ___Do

Si___Do

La __Sol

Re___Re

La ___Si

Re ___Do Re ___Mi Sol ___Fa

Si __La

Sol __La

Sol ___Mi

Sol __Sol

Si___La

Si___La

La __Fa

Sol___ La

Do___ Re

Re __Mi

Re __Re

7) Gli intervalli I
Individua gli intervalli senza classificarli, e scrivi il suo rivolto.

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8) La scala maggiore
Esercitati a costruire le scale nelle varie tonalit, seguendo la sequenza:

T
Do

T
Re

ST
Mi

T
Fa

T
Sol

T
La

ST
Si

Alterazioni
Do

Sol
Re
La
Mi
Si
Fa
Do
Do
Sol
Re
La
Mi
Si
Fa

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9) La scala minore armonica


Esercitati a costruire le scale nelle varie tonalit, seguendo la sequenza:

ST
Si

La
Mi
Si
Fa
Do
Sol
Re
La
Re
Sol
Do
Fa
Si
Mi
La

T
Do

T
Re

ST
Mi

T/ST
Fa

ST
Sol

La

10) La scala minore melodica


Esercitati a costruire le scale nelle varie tonalit, seguendo la sequenza:

T
La
Mi
Si
Fa
Do
Sol
Re
La
Re
Sol
Do
Fa
Si
Mi
La

ST
Si

T
Do

T
Re

T
Mi

T
Fa

ST
Sol

La

N.B. in senso discendente la scala minore melodica ritorna al modo naturale.


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11) La tonalit
Individua le tonalit con i diesis
Maggiori

Minori

Individua le tonalit con i bemolli


Maggiori

Minori

12) Gli intervalli II


Individua e classifica lintervallo, e scrivi il suo rivolto.

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Individua e classifica lintervallo, e scrivi il suo rivolto.

Costruisci lintervallo indicato.

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13) Le triadi
Individua e classifica le triadi, e leggi il suo rivolto.

Individua e classifica le triadi, e leggi il suo rivolto.

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Costruisci la triade e i suoi rivolti, indicata dalla sigla.

CM

Bm

EM

Am

Cm

D5+

BM

A5-

Em

GM

D 5+

B 5-

AM

DM

D5-

F M

B5+

C m

F 5+

Am

C 5-

E 5+

E5-

A 5-

C M

Em

E 5-

G 5+

Dm

F m

A5-

D 5+

A5+

DM

F 5-

Gm

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14) Accordi e sigle


Costruisci laccordo indicato dalla sigla.
Cmaj7

G6

C 6/9

E maj7/5

F maj7/5

D6maj9

Aadd9

D m7

Cm6

G m(maj7)

Em7(5 )

Bm9

Gm7(5 )

Dm11

A m11(5 )

Fm11(5 )

D7

A7(5 )

E7(5 )

B9

A 7(9 )

E 7(9 )

B9(5 )

F9(5 )

E7(5 9 )

B 7(5 9 )

F7(5 9 )

C 7(5 9 )

B11

F11(5 )

C11(5 9 )

G 13

F 13(9 )

C 13(9 )

G13(5 9 )

D13(5 9 )

B7sus4

G maj7

D maj9

A6

Dm11

Cm6

A 7

E 11

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15) Armonizzazione scala maggiore


Armonizza le successive scale maggiori.

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16) Le cadenze (progressioni)


Costruisci le seguenti progressioni (II V I)

Tonalit maj
C
G
D
A
E
B
F
C
C
G
D
A
E
B
F

II

Tonalit min
Cm
Gm
Dm
Am
Em
Bm
F m
C m
Cm
Gm
Dm
Am
Em
Bm
Fm

II

Costruisci le seguenti progressioni (I VI II V)

Tonalit maj
C
G
D
A
E
B
F
C
C
G
D
A
E
B
F

VI

II

Tonalit min
Cm
Gm
Dm
Am
Em
Bm
F m
C m
Cm
Gm
Dm
Am
Em
Bm
Fm

41

VI

II

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17) Gli abbellimenti


Applica le regole degli abbellimenti sulle seguenti armonie.

Progressione

I abbellimento

II abbellimento

Cmaj7 Am Dm G7
Bm7 E7 Amaj7
E m7 A m7 D maj9
Dm6 G7/5 Cmaj9
Amaj6 F m11 Bm7 E13
Am % Gmaj %
Fmaj Fdim C7 %
Gm C7 F C7

18) Le sostituzioni
Sostituisci gli accordi nelle seguenti progressioni.

Progressione

I sostituzione

II sostituzione

Cmaj7 Am Dm G7
Bm7 E7 Amaj7
E m7 A m7 D maj9
Dm6 G7/5 Cmaj9
Amaj6 F m11 Bm7 E13
Cmaj Fmaj G7 Cmaj
Cmaj A7 Dm G7
Cmaj Am Fmaj G7
Gmaj G7 Cmaj Cm
Gmaj D7 Gmaj D7
Gmaj G dim Am
A maj Adim B m7
Fmaj F dim Gm7
Gmaj7 Em7 Am7 D7

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INDICE
Le note e sistema anglosassone
Il pentagramma
Le chiavi
Figure e pause
Equivalenza dei valori
Le legature
Il punto
Tempi e misure
Note sovrabbondanti
Grado scala
Toni e semitoni
Alterazioni
Scale e tonalit
Scala cromatica
Scala maggiore
Scala minore naturale
Scala minore armonica
Scala minore melodica
Tonalit
I gradi della scala
Metodo pratico per determinare la tonalit
Passaggio da una tonalit maggiore ad una minore
Tavola delle tonalit
Intervallo
Misura di un intervallo
Intervallo diminuito ed eccedente
I rivolti
Riassunto degli intervalli
La triade
Rivolto della triade
Accordi e sigle
Costruzione armonica degli accordi
Arpeggi
Armonizzazione della scala maggiore
Le cadenze (progressioni)
Abbellimenti
Sostituzioni
I modi
Armonizzazione scala minore naturale
Armonizzazione scala minore armonica
Armonizzazione scala minore melodica

1
1
1
2
2
2
2
3
3
4
4
5
5
5
6
6
7
7
8
8
9
10
10
11
11
12
12
13
13
13
14
15,16
17
17
18
19
20
21
22
22
23

ESERCIZI

25

Sistema anglosassone
Le note
Le durate
Il punto di valore
Tempi e misure
Tono e semitono
Gli intervalli I
Scala maggiore
Scala minore armonica
Scala minore melodica
La tonalit
Gli intervalli II
Le triadi
Accordi e sigle
Armonizzazione scala maggiore
Le cadenze (progressioni)
Gli abbellimenti
Le sostituzioni

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28
29
30
31
31
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32
33
34
34
36
38
39
41
42
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