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Slavoj Zizek sulla strage del Charlie Hebdo

Slavoj Zizek sulla strage del Charlie Hebdo


Slavoj Zizek sulla strage del Charlie Hebdo
Pubblicato il 12 gen 2015
I fondamentalisti e gli Ultimi Uomini
di Slavoj Zizek

Ora, mentre siamo tutti sotto choc dopo la furia omicida negli uffici di Charlie
Hebdo, il momento giusto per trovare il coraggio di pensare. Dovremmo, com ovvio,
condannare senza ambiguit gli omicidi come un attacco alla sostanza stessa delle
nostre libert e farlo senza riserve nascoste (del tipo comunque Charlie Hebdo pro
vocava e umiliava troppo i Musulmani). Ma questo pathos di solidariet universale n
on abbastanza.
Dobbiamo pensare pi a fondo.
Pensare pi a fondo non ha nulla a che fare con la relativizzazione a buon mercato
del crimine (il mantra chi siamo noi occidentali, perpetratori di massacri terri
bili nel Terzo Mondo, per condannare atti simili). Ha ancora meno a che fare con
la paura patologica di molta sinistra liberal occidentale: rendersi colpevole di
islamofobia.
Per questa falsa sinistra ogni critica verso lIslam espressione di islamofobia oc
cidentale: Salman Rushdie fu accusato di aver provocato inutilmente i Musulmani
e quindi di essere responsabile, almeno in parte, della fatwa che lo ha condanna
to a morte, eccetera. Il risultato di una simile posizione quello che ci pu aspet
tare in questi casi: pi la sinistra liberal occidentale esprime la propria colpev
olezza, pi viene accusata dai fondamentalisti di ipocrisia che nasconde odio per
lIslam. Questa costellazione riproduce perfettamente il paradosso del Super-io: p
i obbedisci a ci che lAltro ti chiede, pi sei colpevole. Pi tolleri lIslam, pi la pres
ione su di te destinata a crescere.
Ecco perch trovo insufficienti i richiami alla moderazione sulla falsariga dellapp
ello di Simon Jenkins (The Guardian, 7 gennaio), secondo il quale il nostro compit
o quello di non reagire eccessivamente, di non pubblicizzare eccessivamente le co
nseguenze dellaccaduto. invece quello di trattare ogni evento come un episodio di
orrore passeggero. Lattacco a Charlie Hebdo non stato un mero episodio di orrore p
asseggero: seguiva un preciso piano religioso e politico e, come tale, era parte
di uno schema molto pi ampio. Certo: non dobbiamo reagire eccessivamente se per q
uesto si intende soccombere a una cieca islamofobia dovremmo per analizzare quest
o piano in modo spregiudicato.
Non abbiamo bisogno di demonizzare i terroristi trasformandoli in fanatici eroi
suicidi, ma di sfatare questo mito demoniaco. Molto tempo fa, Friedrich Nietzsch
e comprese che la cultura occidentale stava andando verso lUltimo Uomo, una creat
ura apatica senza grandi passioni o impegni. Incapace di sognare e stanco della
vita, lUltimo Uomo non prende rischi; cerca solo comfort e sicurezza, tolleranza
verso gli altri: Un piccolo veleno di tanto in tanto: quello che ci vuole per far
e sogni piacevoli. E pi veleno alla fine, per una morte piacevole.
Hanno i loro piccoli piaceri diurni e i loro piccoli piaceri notturni, ma hanno
riguardo per la propria salute.
Abbiamo scoperto la felicit dicono gli Ultimi Uomini, e strizzano locchio. Pu in effe
ti sembrare che lo iato tra il Primo Mondo permissivo e la reazione fondamentali
sta corra sempre di pi lungo la linea divisoria fra chi conduce una vita lunga, s
oddisfacente e piena di ricchezza materiale e culturale, e chi invece dedica la
propria esistenza a una qualche Causa trascendente. Non forse questa lantitesi fr
a ci che Nietzsche chiama nichilismo passivo e attivo? Noi in Occidente siamo gli Ult
imi Uomini nietzschiani, immersi in stupidi piaceri quotidiani, mentre i musulma
ni radicali sono pronti a rischiare tutto, impegnati nella lotta fino allautodist
ruzione. La seconda venuta di William Butler Yeats sembra rendere a pieno la nos
tra situazione attuale: I migliori sono privi di ogni convinzione, mentre i peggi
ori sono pieni di appassionata intensit.

uneccellente descrizione della frattura tra i liberali anemici e i fondamentalist


i appassionati: i migliori non hanno pi la capacit di impegnarsi interamente; i peggi
ori si impegnano in un fanatismo razzista, religioso, sessista.
Ma i terroristi fondamentalisti corrispondono veramente a questa descrizione? Ci
di cui sono privi un tratto che si ritrova facilmente in tutti i fondamentalisti
veri, dai buddisti tibetani agli Amish americani: lassenza di risentimento e inv
idia, la profonda indifferenza verso lo stile di vita dei non-credenti. Se i cos
iddetti fondamentalisti di oggi davvero credessero di aver trovato la loro via p
er la Verit, perch dovrebbero sentirsi minacciati dai non-credenti, perch dovrebber
o invidiarli? Quando un buddista incontra un edonista occidentale, a malapena lo
condanna: si limita a notare con benevolenza che la ricerca di felicit delledonis
ta si sconfigge da sola. A differenza dei veri fondamentalisti, i terroristi pse
udo-fondamentalisti sono profondamente turbati, intrigati, affascinati dalla vit
a peccaminosa dei non-credenti. facile intuire che, combattendo laltro peccaminos
o, combattano in realt la loro stessa tentazione.
qui che la diagnosi di Yeats non allaltezza della situazione attuale: lintensit pas
sionale dei terroristi testimonia una mancanza di vera convinzione. Quanto devess
ere fragile la fede di un musulmano se si sente minacciata da una stupida carica
tura in un settimanale di satira? Il terrore fondamentalista non si fonda sulla
certezza della propria superiorit e sul desiderio di salvaguardare lidentit religio
sa e culturale dallassalto della civilt consumistica globale. Il problema dei fond
amentalisti non che noi li consideriamo inferiori, ma che loro stessi si sentono
segretamente tali. Ecco perch le nostre rassicurazioni condiscendenti e politica
mente corrette li rendono solo pi furiosi, e nutrono il loro risentimento. Il pro
blema non la differenza culturale (il loro sforzo di preservare la propria ident
it), ma praticamente lopposto: i fondamentalisti sono gi come noi; segretamente han
no gi introiettato i nostri parametri, alla luce dei quali misurano se stessi.
Paradossalmente, quello che manca ai fondamentalisti proprio una dose di vera co
nvinzione razzista: la certezza della propria superiorit. Le recenti vicissitudini
del fondamentalismo islamico confermano la vecchia intuizione di Benjamin per cu
i ogni ascesa del fascismo reca testimonianza di una rivoluzione fallita: lascesa d
el fascismo rappresenta il fallimento della sinistra, ma al tempo stesso la prov
a che cera un potenziale rivoluzionario, il malcontento, che la sinistra non stat
a capace di mobilitare. La stessa cosa vale per il cosiddetto fascismo islamico di
oggi? Lascesa dellislamismo radicale non il correlativo esatto della scomparsa de
lla sinistra laica nei paesi musulmani? Quando, nella primavera del 2009, i Tale
bani conquistarono la valle dello Swat in Pakistan, il New York Times scrisse che
avevano organizzato una rivolta di classe che sfrutta divisioni profonde fra un p
iccolo gruppo di latifondisti ricchi e i loro affittuari senza terra. Se, approfit
tando delle condizioni difficili dei contadini, i Talebani stavano sollevando lalla
rme sulle condizioni sociali del Pakistan, che
rimane largamente feudale, che cosa impedisce ai democratici liberal in Pakistan,
cos come negli Stati Uniti, di approfittare allo stesso modo di questa situazion
e e provare ad aiutare i contadini senza terra? La triste conseguenza di tutto q
uesto che le forze feudali in Pakistan sono le alleate naturali della democrazia l
iberale
Che dire dei valori fondamentali del liberalismo: la libert, luguaglianza, ecceter
a? Il paradosso che il liberalismo stesso non abbastanza forte per proteggerli d
allattacco fondamentalista. Il fondamentalismo una reazione (una reazione falsa,
mistificante, com ovvio) a un difetto vero del liberalismo, e per questo viene gen
erato di continuo dal liberalismo. Lasciato a se stesso, il liberalismo si indeb
olir lentamente da solo: la sola cosa che pu salvare i suoi valori fondamentali un
a sinistra rinnovata. Per far sopravvivere la sua
eredit-chiave, il liberalismo ha bisogno dellaiuto fraterno della sinistra radical
e. questo lunico modo per sconfiggere il fondamentalismo, per togliergli il terr
eno da sotto i piedi.
Pensare in risposta agli assassinii di Parigi significa abbandonare la soddisfaz
ione autocompiaciuta del permissivismo liberale e accettare che il conflitto fra

il permissivismo liberale e il fondamentalismo , in ultima analisi, un falso con


flitto un circolo vizioso fra due poli che si generano e si presuppongono luno co
n laltro.
Ci che Max Horkheimer disse del fascismo e del capitalismo negli anni Trenta quel
li che non vogliono parlare in modo critico del capitalismo dovrebbero tacere an
che sul fascismo dovrebbe essere applicato anche al fondamentalismo di oggi: que
lli che non vogliono parlare in modo critico della democrazia liberale dovrebber
o tacere anche sul fondamentalismo religioso.
[Questo intervento uscito su The New Statesman. Riprendiamo la traduzione dal sito
Le parole e le cose]