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Un Problema Differenziale

Le caratteristiche fondamentali del metodo degli elementi finiti per un


problema al contorno sono:

La formulazione del problema in forma debole;


La soluzione approssimata delle equazioni variazionali mediante
luso di funzioni di elementi finiti.

Esempio semplice per introdurre il metodo.

Sia data lequazione differenziale nella variabile u(x):

f(x) e una funzione a valori reali e regolare (priva di


discontinuita e di punti angolosi), definita nellintervallo chiuso
unitario [0,1]:

Sono assegnate condizioni al contorno su u (essenziali) o su u, x (naturali).


E un problema al contorno su due punti (two-point boundary value
problem):

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Problema al Contorno in Forma Forte

Un intervallo aperto o chiuso viene indicato in questo modo;

Il problema al contorno viene formulato in forma forte (strong) come


segue:

La soluzione esatta e data da:

Nel cercare una soluzione approssimata, si puo partire dalla forma forte del
problema. Questo approccio e tipico delle differenze finite.

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Soluzione dellEquazione Differenziale

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Funzioni Approssimanti
Per costruire la forma debole (o variazionale), si devono definire
due classi di funzioni S e V, che rispondono a requisiti particolari.
S definisce la funzione soluzione di tentativo (candidate or
trial solutions) u* :
Soddisfa alle condizioni al contorno essenziali di ordine 0:
Appartiene allinsieme H1, i.e. soddisfa la condizione di
integrabilita quadra:
Linsieme S viene indicato come:

V definisce la funzione peso o variazione w:


Soddisfa a condizioni al contorno essenziali omogenee:
E una funzone H1;
Linsieme V viene indicato come:

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Forma Debole o Variazionale


Il problema al contorno viene formulato in forma debole (weak)
nel seguente modo:

Formulazioni di questo tipo in meccanica vengono chiamate


principio dei lavori (o degli spostamenti) virtuali, e le w sono gli
spostamenti virtuali.
Lequazione della forma debole e detta equazione variazionale, o
dei lavori virtuali.
La soluzione del problema in forma debole e la soluzione debole o
generalizzata.
Nota bene: questa definizione di forma debole non e la sola
possibile, ma e la piu naturale per i problemi che si vogliono
considerare.
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Dalla Forma Forte alla Forma Debole


Si parte dallequazione differenziale in forma forte:
Si moltiplica lequazione differenziale per la funzione variazione w e
la si integra sul dominio di definizione:

Si integra per parti la prima parte:

Dovendo essere rispettate le condizioni al contorno:


Si ottiene:

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Alcune Considerazioni
E possibile dimostrare che la forma forte e la forma debole del
problema hanno la stessa soluzione (lemma fondamentale del
calcolo variazionale, si veda la dimostrazione sul testo di Hughes).
Nella formulazione precedente non si sono usate le condizioni al
contorno sulle derivate, che vengono automaticamente soddisfatte
dallequazione variazionale e che sono per questo motivo chiamate
condizioni al contorno naturali.
Le condizioni al contorno a cui le funzioni soluzione di tentativo
devono necessariamente soddisfare sono invece chiamate
condizioni al contorno essenziali.
Il soddisfacimento delle condizioni naturali e di estrema
importanza in situazioni piu complesse di quella esaminata.
Il metodo degli elementi finiti si basa sulla formulazione in forma
debole: lidea consiste nellapprossimare S e V con opportune
collezioni di funzioni. Le collezioni di funzioni sono di dimensioni
finite (ovvero dipendono da un numero finito di parametri).
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Notazione
Si introduce una notazione che consente di cogliere le
caratteristiche matematiche essenziali dei metodi variazionali e di
evidenziarne gli aspetti importanti. E basata sullintroduzione nel
dominio chiuso
delle forme bilineari simmetriche a( . , . ) oppure
( . , . ):

Se u, v e w sono funzioni in
implica che:

e c1, c2 costanti, la simmetria

La bilinearita significa linearita in ogni posizione indicata dal


punto (.) vale:

Lequazione variazionale assume la forma compatta:

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Introduzione al Metodo di Galerkin (1)


Il primo passo verso gli elementi finiti consiste nel trovare
approssimazioni degli insiemi S e V, costituiti da loro sottoinsiemi.
Le collezioni di funzioni approssimanti vengono indicate con S h e
V h, dove lapice h si riferisce allintroduzione di una discretizzazione
del dominio W :
ll concetto di discretizzazione spaziale e legato allimpossibilita di
trovare la soluzione del problema in forma chiusa: cio obbliga a
cercare la soluzione approssimata in un numero discreto di punti
(nodi), scelti in modo del tutto arbitrario.
Gli insiemi V , V h, S e S h sono detti spazi funzionali (function
spaces), termine che implica in genere una struttura lineare.
Nota: S ed S h non possiedono realmente una struttura lineare. I
loro elementi devono soddisfare singolarmente a condizioni al
contorno essenziali, tuttavia la loro somma non le soddisfa :

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Introduzione al Metodo di Galerkin (2)


Il metodo di Bubnov-Galerkin assume che linsieme V h sia
assegnato a priori.
A) Si sceglie una funzione g h che soddisfi le condizioni al contorno
essenziali:
B) Per ogni elemento
si costruisce una funzione
che soddisfi ancora le condizioni al contorno essenziali:

In questo modo si costruisce linsieme S h identico a V h a meno


della funzione g h.
Questa speciale forma delle funzioni approssimanti conferisce al
metodo di (Bubnov-)Galerkin alcune caratteristiche
significative, molto utili per alcune classi di problemi.
Il metodo puo essere generalizzato estendendo la collezione di
funzioni a una classe piu ampia. Si ottiene cosi il metodo di
Petrov-Galerkin, che riveste considerevole importanza nella
meccanica dei fluidi.
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Metodo di Galerkin
C) Si scrive lequazione variazionale con le funzioni approssimanti:
D) inserendo la definizione di u h si ottiene, sfruttando la
bilinearita:
Il membro di destra di questa equazione contiene tutti i termini
associati con i dati del problema (condizioni al contorno).
Lequazione scritta permette di definire v h, lunica parte non nota.
Il metodo e conosciuto come metodo dei residui pesati e
formalmente si scrive:

(G) e una variante di (W) in termini di collezione di funzioni a


dimensioni finite V h.
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Scelta dellApprossimazione
Il formalismo precedente diventa meno criptico se si specifica
linsieme V h. In tal caso, il metodo dei residui pesati produce un
sistema accoppiato di equazioni algebriche lineari.
A) Per definire V h, si considerino tutte le combinazioni lineari di n
funzioni NA (x) preassegnate (dette funzioni di forma, funzioni base
o funzioni di interpolazione):
Ogni funzione w h in V h e definita come:

dove le cA sono costanti (non funzioni della coordinata x) e le


funzioni di forma soddisfano la condizione al contorno omogenea:
Avendo introdotto n funzioni, si dice che lo spazio V h ha dimensione
n.
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Funzione gh ed Insieme Sh
B) Si introduce una nuova funzione di forma, Nn+1 (x) che soddisfi la
seguente condizone:
La funzione g h, che soddisfa la condizione al contorno essenziale, e
data da:
Linsieme S h e pertanto dato dalle funzioni u h cosi fatte (dA sono
costanti) :
C) Con queste definizioni si riscrive lequazione di Galerkin:

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Passaggi

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La Forma Matriciale

D) Sfruttando la bilinearita, si ottiene un sistema di equazioni


pesate con le variabili cA :

Le equazioni devono valere per ogni wh in Vh , ovvero per ogni


valore delle cA. Cio implica che i coefficienti GA devono essere
nulli.

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La Matrice di Rigidezza

E un sistema di n equazioni lineari nelle incognite dB.


In forma piu concisa, si introducano le definizioni:

Ottenendo:

In forma matriciale:

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Forma Matriciale del Problema

K = matrice di rigidezza

F = vettore dei carichi nodali

d = vettore degli spostamenti

Il problema in forma matriciale (M) si scrive:

La soluzione del sistema lineare e (assumendo la non singolarita


di K):
Da cui si ottiene la soluzione di (G) in ogni punto con la relazione:

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Osservazioni
Le eventuali derivate di uh si ottengono con successiva operazione
di derivazione della soluzione approssimata.
La soluzione di (G) e unapprossimazione della soluzione di (W), la
cui qualita dipende dalle funzioni di forma e del numero n.

K e una matrice simmetrica, come conseguenza della linearita


della forma bilineare a(.,.) e del metodo di Galerkin (che usa le
stesse funzioni per le variazioni e per la soluzione di tentativo):

La soluzione in forma matriciale dellequazione di Galerkin


corrisponde alla formulazione debole del problema originario:
Lunica vera approssimazione consiste nel risolvere la forma debole
(W) con lequazione (G).
Nei problemi reali, tuttavia, si introducono altre approssimazioni:
ad esempio. le espressioni di f, g, e h, o del dominio W, o il calcolo
numerico degli integrali
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