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QE europeo tra speranze e realt.

http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2015/01/qe-europeo-tra-speranze-erealta.html
Grandi applausi per le recenti misure della Banca centrale europea che danno
corpo a un programma di acquisto di titoli diretto a incrementare la liquidit.
Un consenso pressoch generale al quale deve seguire un esame attento e
critico.
Non mancano analisi fuori del coro:
Michele Boldrin su noiseFromAmeriKa.org del 26 gennaio 2015:
http://noisefromamerika.org/articolo/qe-non-qe-ovvero-inutile-dilemma
"... chi spera che il QE riporter l'Europa sul sentiero della crescita economica
duratura si illude. Rebus sic stantibus non mi aspetto neanche la breve
fiammata che la "Abenomics" gener a suo tempo in Giappone. una mossa
politica, utile a gestire il trio Iglesias-Renzi-Tsipras durante il 2015-2016, oltre
che a tentare, una volta ancora, di forzare le oramai inqualificabili elite
politiche di buona parte dell'area Euro ad ammettere le loro responsabilit in
questa stagnazione infinita. La cagnara mediatica della scorsa settimana ha,
anch'essa, puri fini politici: creare le condizioni perch i paesi europei
ricomincino a indebitarsi a go-go e si scordino persino di parlare di riforme. E
questo temo sia il rischio peggiore".
"... tutta l'esperienza a disposizione (oltre che la teoria economica) insegnano
che puoi ridurre fin che vuoi i tassi sul debito pubblico: se le prospettive di
rendimento sugli investimenti privati sono deboli, ed il rischio di credito
bancario permane, per quanta liquidit la BCE metta loro in cassaforte
comprandone i titoli in portafoglio, banche scarsamente capitalizzate non
correranno di certo a prestare ad aziende con povere prospettive di profitti. In
altre parole: ci che conta sono i rendimenti attesi sugli investimenti privati e
questi migliorano se e solo se cambia la produttivit, l'innovazione e
l'efficienza dell'economia reale oltre che, ovviamente, la capitalizzazione del
sistema bancario. Nessuno di questi fattori potr essere influenzato in modo
significativo dal QE della BCE. Dopodich ognuno pu farsi tutte le fantasie
che vuole sull'elasticit della domanda/offerta di credito privato ai tassi
d'interesse, ma fantasie sono e fantasie rimangono".
"...se qualcuno mi chiedesse quale possa essere l'effetto pi evidente del QE
della BCE scommetterei su una crescita dei corsi azionari e delle obbligazioni
europee oltre che, con i caveat enunciati sopra, una ripresa della spesa
pubblica a debito nei paesi mediterranei, Italia in testa. Che questi due
probabili effetti siano ci di cui abbiamo bisogno per mettere fine all'eterna

recessione europea mi permetto, oggi come dieci o venti anni fa, di


dubitarlo".

Christopher Whalen su The National Interest del 25 gennaio 2015:


http://nationalinterest.org/feature/super-marios-desperate-qe-gamble-saveeurope-12106
"But the only problem is that all of these QE programs by the Fed and ECB,
and also the Bank of Japan, do not really address the core problems facing
the industrial nationstoo little growth measured in jobs and consumer
income, and too much debt".
"Ultimately, the ECB bond purchase program is a desperate effort to stave off
the day of economic reckoning in Europe via inflation and currency
devaluation".
"...Washington, like the EU, prints money and accumulates ever more debt,
effecting a vast transfer of wealth from savers to debtors".

Su The National Interest del 27 gennaio 2015 Jay Zawatsky:


http://nationalinterest.org/feature/qe-european-style-expect-more-harmgood-12123
"It is not a surfeit of credit (i.e., bank liquidity sourced from central banks)
that causes good loans to be made by commercial banks. Good loans, by
definition, can be made only when borrowers are able to use credit to build or
purchase assets that enhance profitability, creating free cash flow with which
the loans can be serviced and ultimately repaid. But a surfeit of credit,
particularly credit in the hundreds of billions, shot out of central bank QE fire
hoses, facilitates bad loansand lots of them. These bad loans, or what F.A.
Hayek would call malinvestments, ultimately result in credit bubbles that
burst and wreck the economy".
"consumers and nonfinancial private-sector firms do not borrow simply
because rates are low. In order to borrow, rational real businesses and
rational real consumers must believe that they will be able to repay any
credit they assume. In the case of businesses, they have to see the market
for their goods or services as stable and likely to increase in the short to
medium term. As for consumers, they have to believe that they have job
security and the possibility of wage increases in the short to medium term".
"...as national debts all over the developed world continue to increase, and

as domestic economies fail to grow, and as the value (i.e., the purchasing
power and investment power) of savings continues to decline, the public
finally understands that QE serves only to enhance the divide between the
uber-rich and the struggling middle class and those struggling to reach the
middle class".
Gli osservatori pi avveduti rilevano la bolla di speranze e illusioni che sta
crescendo a dismisura. Difficilmente la propaganda dei grandi debitori e
speculatori riuscir ad evitarne lo scoppio. Perch il QE non incide
apprezzabilmente sui reali fattori di crescita: investimenti privati, conoscenze
tecnico-scientifiche e matematiche (capitale umano), pressione fiscale,
istituzioni economiche e stimoli all' impegno individuale.
Per essere buoni consumatori bisogna essere buoni produttori. La bacchetta
magica di Draghi non baster a fermare il declino della struttura produttiva.

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