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Universit degli Studi di Roma La Sapienza

Facolt di Scienze Umanistiche

Quando gli stranieri eravamo noi

di Carla De Sena

Relatore: Giorgio Mariani

2009/2010

INTRODUZIONE

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano


l'acqua, molti di loro puzzano perch tengono lo stesso vestito per molte
settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie
delle citt dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo
pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi
incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono
utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne
vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano piet, con toni
lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono
assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati,
violenti. Le nostre donne li evitano non solo perch poco attraenti e selvatici, ma perch si diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo
agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri
governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto,
non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per
lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attivit criminali...(...)
Chi sono queste persone sopra descritte? La risposta sembra apparentemente facile: sono gli immigrati che si trovano oggi in Italia, provenienti per maggior parte dai paesi dell'Est, rumeni, albanesi, polacchi.
Chi altro senn?

Ma vediamo come continua il testo: () Si privilegino i veneti e i


lombardi, tardi di comprendonio ma disposti pi di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purch le famiglie
rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali
riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i
pi. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.
Il testo sopra citato tratto da una relazione dellIspettorato per
lImmigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli
USA dellOttobre 1912. Le carte sembrano essersi rovesciate. Possibile
mai che queste persone descritte in tali termini, cos sporche, cos malavitose, cos diverse, siano i nostri connazionali, siano italiani? Sembra
proprio di s.
Questa relazione sugli immigrati italiani in America, ha catturato la
mia attenzione in una delle tante giornate universitarie in cui, alla ricerca
di attendibili informazioni riguardo a corsi, aule docenti, materiale
bibliografico, ecc. , facevo il mio solito giro di routine sul sito del Forum
di Mediazione Linguistica Culturale. Era l nella homepage, pronta ad
essere letta da me e da tanti altri studenti del mio corso di laurea, pronta
a farmi restare incredula davanti a ci che leggevo e pronta a far suscitare nella mia mente una serie di domande e di curiosit che cercher di
sviluppare al meglio in questo elaborato. La mia mente, e sicuramente
non solo la mia, ha inevitabilmente associato le parole di questa relazione sugli immigrati italiani alle altrettante medesime parole, e immagini
che ne derivano di conseguenza, che da molto tempo ormai caratterizzano la realt dell'Italia, quotidianamente toccata dalle problematiche
sull'immigrazione.

Questa tesi si propone dunque come scopo quello di rievocare dal


passato la storia dell'emigrazione italiana, ma non quella che ci pi
comodo ricordare, non la storia dei vecchi zii d'America arricchiti e vincenti o di coloro che grazie a impegno e fortuna ce l'hanno fatta nel
Nuovo Mondo. Sar l'altra faccia della grande emigrazione italiana a
venir fuori, quella caratterizzata dal sacrificio, dalle difficolt, dalla solitudine, dalla disperazione di quanti hanno lasciato a malincuore il proprio paese nella speranza di trovare un futuro migliore in una nuova
terra. Sar la storia degli emigranti visti solo come immigrati stranieri ad
essere raccontata.
D'altronde la storia una delle tante forme di conoscenza concesse
agli uomini ed una palestra dove essi, ragionando sul passato, possono
crescere e diventare buoni cittadini nel proprio paese e nel mondo.
La storia delluomo da sempre una storia di spostamenti e di migrazioni, a volte per movimenti volontari a volte dovute a bisogni di sopravvivenza. Se ci voltiamo indietro, ci rendiamo conto che i flussi migratori
sono una costante della storia dellumanit, e che come affermava Massey nel 1995, limmigrazione tocca alla maggior parte di noi.
Nel corso degli ultimi due decenni, in seguito ai forti flussi migratori
provenienti dai Paesi dellEst Europa, i vari contesti sociali e culturali
italiani hanno assunto un aspetto spiccatamente multiculturale, all'interno
dei quali uomini e donne di cultura, religione e costumi differenti si sono
ritrovati a coesistere , non senza tensioni, come tante parti di uno stesso
paesaggio.
La scelta di questo argomento principalmente legata alla complessit
delle tematiche sociali che, da sempre, hanno testimoniato il bisogno di
integrazione culturale. Lispirazione a trattare un tema cos attuale e delicato nasce proprio dalla lettura della relazione dellIspettorato per

lImmigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli


USA dellOttobre 1912, che ha acceso la mia curiosit nel voler ripercorrere la storia dellimmigrazione italiana e scoprire con non poco stupore
che gli elementi che ci accomunano agli immigrati dellest sono molti di
pi di quanto possiamo immaginare.
In un mondo come il nostro, sempre pi globalizzato, non si pu fare a
meno di capire e di sperare in una solidariet culturale, sociale e politica
tra i popoli. Daltra parte, tale integrazione elemento imprescindibile,
ma esula sostanzialmente dalla volont dei singoli individui, pur caratterizzandone il quotidiano. Non pi possibile, soprattutto oggi, tenere gli
occhi chiusi di fronte ad una problematica che chiede con insistenza di
essere affrontata e risolta. Ciascuno di noi si confronta quotidianamente
con culture nuove, diversi modi di fare e di pensare totalmente lontani
dai modelli culturali cui si stati educati. Forse, solamente cercando di
immedesimarsi nellaltro; cercando di capire le sue esigenze, colmando
la distanza, sar possibile comprendere i profondi cambiamenti che
attualmente travolgono lintero tessuto sociale. Daltra parte, la conoscenza di s deve acquisire un ruolo altamente significativo perch punto
di partenza per penetrare e capire luniverso altro.
Per immedesimarsi al meglio nellAltro questo lavoro aprir una finestra sul passato dellItalia, quando, verso la fine dell'Ottocento, il processo migratorio toccato anche agli italiani che partivano verso lAmerica
per cercare una vita migliore. In queste pagine si mostrer laltra faccia
della grande emigrazione italiana, non quella che vede come protagonisti
solo coloro che sono emigrati e sono riusciti ad arricchirsi in America,
ma quella che molti di noi hanno rimosso dalla propria memoria.
Nonostante siano passati solo 100 anni, molti fanno finta di aver dimenticato che fino a ieri eravamo noi ad essere considerati diversi.

importante essere consapevoli del fatto che i nostri emigrati non


erano meglio degli immigrati attuali e che anche noi, come loro oggi,
siamo state vittime degli stessi pregiudizi. La consapevolezza di tutto ci
dovrebbe sensibilizzare gli animi della gente per quanto riguarda la delicata situazione dellimmigrazione in Italia.
Il metodo usato per la stesura di questo elaborato quello del confronto. La storia dellimmigrato italiano in America verr esposta in termini
di paragone con lattuale situazione dellimmigrato in Italia, che sar
rappresentato principalmente da quella che oggi la prima comunit
straniera in Italia, la comunit rumena. Ma altri paragoni verranno anche
fatti in un quadro pi generale che coinvolger non solo gli immigrati
rumeni in Italia ma anche tutti gli altri immigrati presenti sul territorio
dello Stato, sia regolarmente che irregolarmente. Attraverso questo
confronto si potranno evidenziare gli elementi che tanto ci accomunano a
coloro che oggi, nel nostro paese, vengono spesso giudicati attraverso
stereotipi infamanti.
Ogni capitolo sar dedicato al confronto di particolari elementi, in
modo da poter meglio definire affinit ed eventuali disuguaglianze tra le
due diverse immigrazioni. Nel primo capitolo verranno forniti alcuni
cenni storici sullemigrazione italiana a partire dalla fine dellottocento e
sullimmigrazione in Italia dei giorni nostri. Attraverso questo excursus
storico si analizzeranno i primi elementi che accomunano e differenziano
le due esperienze di emigrazione. In particolar modo lattenzione sar
rivolta alle motivazioni che spingono luomo ad emigrare e alle caratteristiche dei "viaggi della speranza.
Successivamente, nel secondo capitolo, si riporteranno, attraverso
fonti storiche, letterarie e giornalistiche, le impressioni, le opinioni e i
pregiudizi sugli immigrati di un tempo e di oggi, nonch le loro condi-

zioni di vita nella nuova patria. Verr affrontata la tematica del lavoro,
del lavoro nero e dei soprusi a cui devono sottostare gli immigrati per
poter sopravvivere, elementi presenti in entrambe le due "storie".
Nel terzo capitolo si affronter il tema della criminalit, che inevitabilmente da sempre stato associato al termine immigrazione. Ogni paese ospitante vede sempre nello straniero un possibile elemento di disturbo e di conseguenza si finisce nel cadere nei soliti luoghi comuni che
fanno di ogni immigrato un criminale. In questo capitolo per vedremo
che spesso sono gli stessi immigrati ad essere vittime della criminalit
locale, e nonostante le statistiche confermino un alto numero di presenze
straniere nelle nostre carceri, molti sono gli elementi da dover analizzare
prima di fare di tutta lerba un fascio.
L'ultimo capitolo affronter il tema della xenofobia, termine tipicamente usato per descrivere la paura o l'avversione per ci che estraneo.
Sebbene questo termine non sia sinonimo di razzismo, in quanto non implica la convinzione di considerarsi superiori ad un'altra razza o ad
un'altra religione, dalla documentazione a me pervenuta sul tema immigrazione, spesso mi sembra di inciampare in episodi e considerazioni che
hanno proprio tutto l'aspetto del razzismo. Molti sono gli episodi di violenza che coinvolgono sia l'immigrato sia i cittadini del paese che lo
ospitano, e in questo capitolo verranno esposti alcuni dei tanti racconti di
linciaggi e di violenza subita dai nostri connazionali e da coloro che oggi
invece sono definiti stranieri qui in Italia. Particolare attenzione sar
inoltre rivolta al ruolo dei mass media nella costruzione dello stereotipo
dellimmigrato.

CAPITOLO PRIMO

1.1 Un po di Storia.

Le migrazion

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