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10/11/2014

Diversit
Pedagogia speciale
corsi TFA 42H sede Bari
La dimensione didattica della
diversit

Il concetto di diversit (da dis-vertere, cio volgere in opposta direzione) richiama


l'idea di dissomiglianza, di opposizione. Se un soggetto diverso da un altro per una
capacit, significa che uno in possesso di quella capacit, e laltro ne privo. frequente,
ma superficiale, la considerazione che il termine diversit sia sinonimo di differenza, o
tuttal pi la sua accentuazione. In realt il concetto di diversit implica immodificabilit,
irreversibilit, irripetibilit. Perci tale concetto riguarda per lo pi il versante
biologico, e quello genetico, dellesistenza.
La forma dei miei occhi e quella di un cinese sono diverse, ma ci non significa che vediamo
cose diverse n che uno vede meglio e laltro peggio. Senzaltro abbiamo punti di vista
differenti (come ogni persona ha il proprio), ma la differenza dei punti di vista non dipende
dalla diversit della forma degli occhi.

Quale disciplina valorizza la


diversit?

Valore della diversit


Il valore della diversit sta nella complementariet,
nello scambio e nella reciprocit.
La presenza assoluta di capacit che gli altri non hanno,
o similmente lassenza irreversibile di capacit che gli
altri posseggono, deve diventare opportunit di
arricchimento reciproco e non pretesto di esclusione. Il
diverso sorprende e specifica in singolarit
irrepetibili. Non c' possibilit di scambiare la
propria anima, scrisse a questo proposito Gilles
Deleuze.

La pedagogia speciale non disciplina che


si occupa solo della disabilit ma anche
della marginalit, della devianza, del
disagio (ultimi orientamenti di ricerca)
Crisi dell istituto familiare: la famiglia non
riesce a rappresentare per i giovani uno
spazio pedagogico per crescere: aumenta il
numero dei ragazzi difficili.
Oblio socio-culturale della disabilit

10/11/2014

Obiettivo della pedagogia speciale


Favorire lintegrazione delle persone con bisogni specifici e
particolari (speciale normalit) nel loro contesto sociale e
culturale e, quindi, di preparali alla vita che, seppure
problematica e complessa, ha necessit di essere vissuta
pienamente con gli altri.
Saper leggere le diversit significa infatti individuare le possibilit e
le risorse per ricondurle a comuni territori di appartenenza. La
pedagogia speciale si presenta come scienza di ricerca, per
eccellenza scientifico-operativa, ove le conoscenze acquistano
senso il valore poich il loro significato connesso alla logica
dell'integrazione delle diversit.

Di cosa si occupa la pedagogia


speciale
La pedagogia speciale si occupa
dunque delleducabilit di persone
diverse che la societ ha
marginalizzato, escluso, segregato.
Le ragioni: paura del diverso,
difficolt a riconoscersi anche fragili e
chi lo , come il disabile, specchio
dellombra di ciascuno

La pedagogia speciale si dimostra scienza che parte dall'analisi della finitezza


plurale dell'esistente, dal carattere originale, irripetibile dell'identit personale
del soggetto con bisogni educativi speciali, per rivalutare l'imprevisto
fenomenico, inteso come esperienza del limite ma, soprattutto, come ricchezza
conoscitiva. Si tratta, quindi, di attivare processi di distinzionedifferenziazione in teatri-sfondi interattivi, capaci di riconoscere e di legittimare
la pluralit e la diversit di esseri unici, speciali,
Il raccontarsi, come capacit di accettare la propria identit nel confronto
necessario con gli altri, presuppone sempre e comunque un riconoscimento,
una narrazione elaborata in funzione di un destinatario, frutto di relazioni
educative basate sulla reciprocit e sull'assenso di accoglienza e di
appartenenza, che aiutano il soggetto diverso a cogliere il valore del suo
esserci nel mondo.
La ricerca in pedagogia speciale ha bisogno di comprendere meglio i diversi,
effettivi comportamenti di ogni essere in formazione, nessuno escluso, in una
dimensione di riconoscimento reciproco a partire dal fatto che questa
struttura non pu essere data una volta per tutte ma che riemerge ogni
volta come situazione potenziale, modo di fare possibile in rapporto a una
data situazione in un determinato momento: quel momento in cui pu
divenire possibile un incontro.

Come integrare il diverso?


La pedagogia speciale, come pedagogia della complessit e
della diversit individua ed elabora prospettive modelli
conoscitivi che connotano e legittimano di senso il suo statuto
epistemologico. L'emergenza del bisogno educativo speciale
richiede conoscenze in molteplici settori del sapere, non
escluse le pratiche legate alla quotidianit.

10/11/2014

Laccompagnamento
Nellincessante sforzo di pensare l'altro in termine
di storie, la pedagogia speciale assume
all'interno delle scienze dell'educazione il
provocatorio ruolo di coscienza anticipatrice
ed orientante, agendo sugli orizzonti della
prossimit e della solidariet, come costante ed
intenzionale capacit di far dialogare memoria
e futuro del soggetto diverso, al fine di
Riconoscerlo autentico protagonista del
suo percorso di umana autorealizzazione.

La valorizzazione costante
La diversit va interpretata come
categoria storico-esistenziale
valorizzante la vita di tutti gli esseri
umani.

La promozione
Il rispetto della complessit delle tematiche del deficit e
dell'handicap, prioritari oggetti di indagine della pedagogia
speciale, esige la conoscenza dei paradigmi interpretativi e dei
molteplici modelli, secondo cui tali diversit vengono percepite e
recepite. si tratta di adottare una pedagogia della diversit
promozionale di ricerca e di scoperta, rispettosa della
complessit dei problemi esistenti, in grado di attivare
strategie di intervento educativo-didattico realmente motivanti
ogni educando, capace di bandire ogni dogmatica, stagnante
paideia educativa, mediante l'utilizzazione di modelli di
intervento che esaltano il valore dell'autonomia personale,

La riduzione dellhandicap

La principale finalit della pedagogia speciale consiste nella riduzione


dellhandicap, ovvero nell'adeguata socializzazione del deficit e nella
valorizzazione del potenziale educativo, dipendenti dalla capacit dei
micro e dei macro contesti sociali di rispondere concretamente e
significativamente alle esigenze partecipative del soggetto con deficit. Il
problema centrale resta, comunque, quello educativo ed il compito
specifico della nostra disciplina consiste nel rendere gli interventi
educativi sempre pi speciali, senza, tuttavia, cadere in logiche
psicologistiche o medicalistiche.

10/11/2014

La cura educativa
La cura educativa non cura sanitaria, n terapia, ma
si risolve in un sistema in-fieri di regole comunicative,
sociali, relazionali in grado di permettere ad un soggetto
di divenire ci che pu.
La cura, afferma Mortari, citando Heidegger (Heidegger, 1976, pp. 228229) pu essere definita la qualit esistenziale fondamentale, in quanto
lessere dellesserci si rivela come Cura (Mortari 2002, p.3).

La cura educativa della


diversit
La pedagogia speciale come pedagogia del prendersi cura ... La cura una
dimensione formativa insita nella pratica educativa ... Come relazione di aiuto
racchiude, spesso, rischiosi elementi di ambiguit ma rivolta funzionalmente
alla progressiva emancipazione di ogni soggetto. L'attivazione di relazioni di aiuto
competenti, non compensative o addirittura invadenti, autenticamente valorizzanti
il potenziale umano, si fonda sulla capacit di collegare, nell'incontro educativo,
individui diversi, con la loro particolare storia, generando nuove trame di
significato esistenziale, in modo intenzionale e soprattutto, mantenendo viva la
consapevolezza della contestualit della richiesta d'aiuto o di cura.

Cura di s
Secondo una prospettiva fenomenologica possiamo
affermare che essa implichi occuparsi di s, per
occuparsi dellaltro, per occuparsi del mondo.
Occorre interrogarsi sullidentit delleducatore. Sul
suo ruolo nelle professioni educative. Sui contesti e
sulle modalit con cui essi sono preposti alla
assunzione di un ruolo di cura.

Laccoglienza
E importante non guardare al
problema, non porre laccento su
ci che risulta impossibile, ma
accogliere il soggetto cos com.

10/11/2014

Rispetto della dignit

Lintegrazione
Perch questo avvenga appare indispensabile che ognuno, venendo al
mondo, abbia qualcuno che si prenda cura di lui, con cui costruire
relazioni privilegiate e che lo aiuti nella scoperta dellidentit
individuale.
La presenza di una realt diversa pu arricchire i quadri di
riferimento e dare sfumature particolari allimmaginario e al reale.

Elaborazione e accettazione del


limite

Accoglienza significa anche considerare ogni


individuo come persona che deve essere
salvaguardata nella dignit, che ha bisogni
propri, primari e secondari, derivanti dalla
storia soggettiva; necessario perci
tener conto del modo in cui ognuno vive il
tempo e lo spazio, perch queste sono le
dimensioni essenziali in cui viene costruita la
relazione con s, con lambiente, con gli altri.

La relazione di aiuto
Ci sono aspetti della persona che essenziale considerare: i sentimenti, gli stati
danimo, i valori e le regole individuali.

Certo, i limiti creano rifiuto, dolore, enorme frustrazione, grande


fatica!
Questo sperimentano i genitori quando nasce un figlio disabile.
Ci vale, anche se in maniera diversa, quando un figlio sano cambia: non
ha pi le capacit che aveva (a seguito di traumi, lesioni o malattie),
ha nuovi limiti.

Non bisogna far finta di non vedere le oggettive limitazioni e i problemi del
disabile.

Chi diversamente abile e ha bisogno di cura e aiuto, deve essere rispettato anche
nel proprio mondo interiore, nelluniverso di riferimento che gli appartiene.
Il lavoro con i disabili porta a contatto con il dolore e il limite, naturale averne
paura e utilizzare le modalit messe a disposizione dalla psiche per prenderne
distanza; importante rendersi conto di ci, accorgersi di quanto la condivisione
costi fatica e porti a volte alla negazione, al fastidio: reazioni immediate, naturali.
Avere consapevolezza di s e conoscere con precisione e profondit la
situazione dellaltro sono condizioni necessarie per impostare unadeguata
relazione daiuto.

10/11/2014

Aiuto, non sostituzione!


Altrettanto importante capire che tipo di aiuto si
deve dare, dove opportuno intervenire, quali
sono i reali bisogni di ciascuno. Aiutare non
significa sostituirsi: si pu dare appoggio,
completamento, incoraggiamento. E essenziale
farlo nel rispetto dellaltro e con lottica del
progresso, della crescita, guardando alle
capacit in fieri.

Far fare esperienza


Bisogna riconoscere alle persone disabili il diritto
allesperienza, a occasioni che possono anche farle
soffrire o renderle pi consapevoli delle difficolt. La
realt contingente pu essere molto difficile, ristretta e
povera di stimoli, ma limmaginare, il fare piccoli
progetti, il realizzare qualcosa che si desiderato
sempre possibile e pu
essere daiuto, pu dare un senso diverso del tempo, creare
gioia e allegria. E importante che il diversamente abile
possa immaginarsi in una storia, in un tempo, possa
cercare il proprio ruolo; questo lunico modo corretto
per farlo crescere, ma deve essere laltro a
cominciare a sognare e progettare su lui.

Integrare
Dare aiuto pu essere anche integrare: aggiungere ci
che manca, armonizzare, completare, trovando le
modalit perch ognuno possa aver un ruolo, sia pur
piccolo, interagisca,riesca a sentirsi utile in qualcosa,
perci bisogna aver presente che le persone sono soggetti
attivi, hanno bisogno di dare e ricevere, di vivere in
relazione. Il presupposto di tutto ci il riconoscimento
dell essere persona.

Relazione affettiva
Un altro diritto quello della relazione affettiva;
importante imparare a distinguere
tra il bisogno di affetto, di tenerezza, di
riconoscimento