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Corso di Costruzione di Ponti

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10. CRITERI DI PROGETTAZIONE
ANTISISMICA DEI PONTI






Criteri di progettazione antisismica dei ponti
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10.1. Progettazione antisismica dei ponti - Premesse
La progettazione degli apparecchi di appoggio, delle strutture verticali e delle fondazioni
fortemente influenzato dallazione simica che pu interessare la generica struttura da ponte.
In particolare la struttura del ponte deve essere concepita e dimensionata in modo che sotto
l'azione sismica di progetto per lo SLU essa dia luogo alla formazione di un meccanismo
dissipativo stabile
1
, nel quale la dissipazione sia limitata alle pile o ad appositi dispositivi
dissipativi.




1
Per stabile si intende: la cui resistenza non rapidamente degradante.
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Inoltre il proporzionamento della struttura deve essere tale da favorire l'impegno plastico
del maggior numero possibile di pile. Il comportamento inelastico dissipativo deve essere di tipo
flessionale, con esclusione di possibili meccanismi di rottura per taglio.
Gli elementi ai quali non viene richiesta capacit dissipativa, e devono, quindi, mantenere
un comportamento sostanzialmente elastico, sono: l'impalcato, gli apparecchi di appoggio, le
strutture ed il terreno di fondazione, le spalle. Per garantirne il comportamento elastico, questi
elementi devono essere progettati per resistere alle massime azioni che gli elementi dissipativi
possono loro trasmettere, adottando il criterio della "gerarchia delle resistenze".
Per questi elementi strutturali le sollecitazioni di calcolo non si valutano sulla base dello
spettro di progetto del ponte, ma in base alle sollecitazione che vengono trasmesse dagli
elementi dissipativi, amplificate per tenere conto delleffetto di sovra resistenza.

10.2. Criteri di progettazione antisismica
Le attuali prescrizioni tecniche per il progetto sismico dei ponti fanno riferimento alle
NTC2008 dove vengono forniti i principi di progettazione e di calcolo per i ponti a pile e travate,
queste ultime del tipo continuo su pi pile o semplicemente appoggiate ad ogni campata. Le pile
si intendono a fusto unico, con sezione trasversale di forma generica, piena o cava, mono o
multi-cellulare. Ponti differenti o pile a geometria pi complessa possono essere analizzati con
gli stessi principi forniti dalle NTC2008 ma impiegando metodi di calcolo alternativi ed
adeguatamente documentati.

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Modellazione dellazione sismica (Ordinanza 3274 smi)
Definizione dellevento sismico di riferimento
Stato Limite Ultimo SLU: si progetta con riferimento ad un evento sismico di forte intensit che
ha probabilit di occorrenza del 10% in 50 anni, ovvero un periodo medio di ritorno
commisurato all'importanza dell'opera non inferiore a 475 anni (azione sismica di progetto).
Per tale evento, i danni strutturali subiti dal ponte sono tali da non comprometterne la transitabilit, e da
consentire una capacit ridotta di traffico sufficiente per le operazioni di soccorso post-sisma.
Stato Limite di Danno SLD: fa riferimento ad un evento sismico caratterizzato da un periodo
medio di ritorno commisurato allimportanza dell'opera, ma non inferiore a 72 anni e che ha,
quindi, una significativa probabilit di verificarsi pi di una volta nel corso della durata utile
dell'opera.
A seguito di tali eventi sismici, i danni strutturali sono di entit trascurabile, tali da non richiedere alcuna
riduzione del traffico n interventi urgenti di ripristino.
Zonizzazione sismica
Fattore di importanza
I
Fattore di importanza
I

Il parametro che si utilizza nella
nuova classificazione del
territorio nazionale a
g
=
accelerazione orizzontale
massima su suolo di categoria A
(roccia) per un terremoto che ha
probabilit del 10% di avvenire
in 50 anni, ovvero con periodo
di ritorno di 475 anni.
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Azione sismica
Se si considera il moto sismico in un punto, l'effetto combinato dell'ampiezza
dell'accelerazione massima, del contenuto di frequenze e della durata, pu essere
convenientemente descritto attraverso lo spettro di risposta elastico (analisi statica/ analisi
dinamica modale). In alternativa si devono usare pi accelerogrammi specifici per quel sito
(analisi time history).
Caratteristiche dellaccelerogramma: ampiezza
(PGA), durata, contenuto in frequenze

Spettro di risposta elastico

corrisponde alla risposta massima indotta dal moto
sismico in un oscillatore elastico semplice, al variare
della frequenza naturale di vibrazione e dello
smorzamento dell'oscillatore stesso.
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Lo spettro elastico di progetto ottenuto a partire da molti eventi sismici, ma non riferito ad
alcuno specifico terremoto reale. Lo spettro che caratterizza il sito si ottiene come inviluppo di
pi spettri di risposta. Lo sviluppo di spettri di risposta specifici per un particolare sito richiede
uno studio accurato delle caratteristiche geologiche e sismologiche dellarea di appartenenza del
sito stesso. E noto, infatti, che le caratteristiche del moto sismico sono influenzate dalla
sorgente che origina il sisma, dal percorso che le onde compiono fino al sito ed, infine, dalle
condizioni locali.
Modifica della risposta sismica per effetto del terreno:
amplificazione locale


Amplificazione sismica locale dellaccelerazione
orizzontale del terreno di un terremoto debole nei depositi
argillosi superficiali (FAS e FAI) a Citt del Messico, ben
documentata strumentalmente da sensori in pozzo a
profondit diverse e in superficie (campo libero).


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Categorie del suolo di fondazione
Per la definizione dellazione sismica di progetto i terreni vengono caratterizzati da
parametri: sismici V
s30
(velocit media di propagazione entro 30 m di profondit delle onde di
taglio) geotecnici N
SPT
(Standard Penetration Test), c
u
(coesione non drenata).
A Formazioni litoidi o suoli omogenei molto
rigidi caratterizzati da valori di V
S30
superiori a
800 m/s, comprendenti eventuali strati di
alterazione superficiale di spessore massimo pari
a 5 m.
B Depositi di sabbie o ghiaie molto addensate o
argille molto consistenti, con spessori di diverse
decine di metri, caratterizzati da un graduale
miglioramento delle propriet meccaniche con la
profondit e da valori di V
S30
compresi tra 360
m/s e 800 m/s (ovveroresistenza penetrometrica
N
SPT
> 50, o coesione non drenata cu > 250 kPa).
C Depositi di sabbie e ghiaie mediamente
addensate, o di argille di media consistenza, con
spessori variabili da diverse decine fino a
centinaia di metri, caratterizzati da valori di
VS30 compresi tra 180 e 360 m/s (15<N
SPT
<50,
70 <c
u
< 250 kPa).
D Depositi di terreni granulari da sciolti a poco addensati oppure coesivi da poco a mediamente consistenti, caratterizzati da valori di VS30<180
m/s (N
SPT
<15, cu<70 kPa).
E Profili di terreno costituiti da strati superficiali alluvionali, con valori di V
S30
simili a quelli dei tipi C o D e spessore compreso tra 5 e 20 m,
giacenti su di un substrato di materiale pi rigido con V
S30
> 800 m/s.


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Spettro elastico secondo lOPCM 3274


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Impiego dello spettro elastico


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Duttilit strutturale: fattore di struttura


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Il fattore di struttura q tiene conto della duttilit del ponte ovvero della capacit
caratteristica degli elementi duttili di resistere alle azioni sismiche in campo plastico,
danneggiandosi ma non collassando. Tale coefficiente da applicare: (i) alle singole pile per
ciascuna delle due direzioni principali, nei casi di ponti isostatici, (ii) allintera opera, ma ancora
separatamente per le due direzioni, per i ponti a travata continua. In questultimo caso si
assumer il valore di q pi basso delle pile che fanno parte del sistema resistente alle azioni
sismiche per ciascuna delle due direzioni. Si possono usare valori diversi di q nelle diverse
direzioni di applicazione dellazione sismica. Si possono avere strutture con diversi elementi
resistenti duttili, in questo caso bene usare il q corrispondente allelemento duttile che
contribuisce maggiormente alla resistenza sismica del ponte.

Massimo per il fattore di struttura q = 3.5. Riduzioni: (i) per pile tozze, (ii) per il calcolo delle
spalle, (iii) per pile fortemente compresse, (iiii) per ponti a geometria non regolare.

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Spettro di progetto: impiego del fattore di struttura
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Modellazione della struttura
Il modello strutturale deve poter descrivere tutti i gradi di libert significativi
caratterizzanti la risposta dinamica e riprodurre fedelmente le caratteristiche di inerzia e di
rigidezza della struttura, e di vincolo degli impalcati (OPCM 3431 Cap.6).


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In molti casi al posto del sistema globale si possono utilizzare sotto-sistemi. Il sistema pu
essere trattato diversamente in direzione longitudinale e in direzione trasversale. Nellanalisi
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sismica generalmente sufficiente ricondursi a due modelli separati uno in direzione
longitudinale (L) e uno in direzione trasversale (T)
2
.




2
Se l'analisi viene eseguita in campo non lineare mediante integrazione al passo, le componenti L e T (e quella verticale*, ove appropriato)
devono venire applicate simultaneamente alla struttura.
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Masse
Le masse sono valutate considerando i carichi permanenti.
Analisi statica equivalente. Le masse entrano
nella definizione delle forze statiche
equivalenti. Si utilizza una massa efficace pari
alla massa dellimpalcato afferente alla pila e
alla massa della met superiore della pila (se
questa inferiore al 20% della massa
dellimpalcato).

Metodi dinamici. Per utilizzare i metodi
dinamici le masse sono in genere assegnate al
modello come masse concentrate posizionate ai
nodi.


Rigidezze
La rigidezza degli elementi in c.a. deve essere valutata tenendo conto dell'effettivo stato di
fessurazione.



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Metodi di analisi

Analisi modale
Si riconduce lanalisi di un sistema M-GDL (con n g.d.l.) soggetto a sisma a quello di n sistemi
1-GDL, indipendenti. Per ogni sistema i modi propri di vibrare sono in numero pari al numero
dei g.d.l. e costituiscono le oscillazioni periodiche libere del sistema elastico non smorzato.
Quando il sistema oscilla secondo uno dei modi propri tutte le masse oscillano con la stessa
pulsazione (pulsazione corrispondente al modo) e la stessa fase, mantenendo immutati i rapporti
tra le ampiezze. Per ogni oscillazione le masse raggiungono il punto di massimo spostamento nel
medesimo istante. OSS: possibile esprimere una qualsiasi deformata vibratoria del sistema
come combinazione lineare dei modi propri.
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Analisi statica lineare
Consiste nellapplicazione di forze statiche equivalenti alle forze dinerzia. Pu essere applicata
nei casi in cui la risposta dinamica della struttura governata da un solo modo e quindi fornita
con buona approssimazione dall'analisi di un oscillatore ad 1 grado di libert.
Lanalisi statica lineare consentita:
i) in direzione longitudinale per ponti rettilinei a
travata continua, purch la massa efficace
complessiva delle pile facenti parte del sistema
resistente al sisma non sia superiore ad 1/5 della
massa dell'impalcato;
ii) in direzione trasversale per ponti che soddisfano
la condizione (i) e sono simmetrici rispetto la
mezzeria longitudinale o hanno uneccentricit non
superiore al 5% della lunghezza del ponte.
L'eccentricit la distanza tra baricentro delle masse
e centro delle rigidezze delle pile facenti parte del
sistema resistente al sisma nella direzione
trasversale;
iii) per ponti a travate semplicemente appoggiate, per
entrambe le direzioni longitudinale e trasversale
purch la massa efficace di ciascuna pila non sia
superiore ad 1/5 della massa di impalcato da essa
portata.

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Analisi statica lineare per sistemi a 1 g.d.l.


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Componenti dellazione sismica e loro combinazione
Analisi lineare. La risposta pu essere calcolata separatamente per ciascuna delle tre componenti
e gli effetti combinati successivamente applicando la seguente espressione:

Combinazioni con le altre azioni:


Criteri di progettazione
I criteri di progettazione sono volti esplicitamente al soddisfacimento del requisito di non
collasso, ma implicitamente coprono anche quello di limitazione del danno. necessario
scegliere il tipo di comportamento che si vuole che il ponte abbia durante levento sismico di
progetto.
La scelta del tipo di comportamento dipende dalla sismicit del sito, dalle dimensioni e
geometria del ponte e dalla presenza di isolatori o di altri vincoli che possano modificare in
modo sostanziale la risposta alle azioni sismiche.


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Scelta del comportamento
strutturale
- Regione a bassa sismicit: possibile scegliere un
comportamento limitatamente duttile (durante il terremoto di
progetto non devono verificarsi significative plasticizzazioni)
ed applicare criteri di progettazione semplificati.
- Regione a medio alta sismicit: consigliabile conferire al
ponte un comportamento duttile o attraverso la formazione di
cerniere plastiche a flessione o utilizzando isolamento alla
base e dispositivi di dissipazione energetica.
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OSS: opportuno che le cerniere plastiche si formino nelle pile, che sono i componenti
strutturali principali pi facilmente riparabili e meno direttamente coinvolti nel transito dei
veicoli. Per quanto possibile si deve fare in modo che le cerniere plastiche si formino in punti
accessibili per ispezione ed eventuale riparazione. In genere limpalcato deve rimanere in campo
elastico. La formazione di cerniere plastiche consentita nelle solette di continuit (piastre
duttili a flessione). La formazione di cerniere plastiche non ammessa in sezioni in c.a. in cui la
forza assiale normalizzata sia maggiore di 0.6.
Criterio della gerarchia delle resistenze (GR)
Il criterio GR consiste nel determinare le azioni di progetto per i meccanismi (resistenza a
taglio di tutti gli elementi), e per gli elementi strutturali (appoggi, fondazioni, spalle) che devono
mantenersi in regime lineare sotto l'azione sismica di progetto, assumendo che in tutte le zone
dove prevista la formazione di cerniere plastiche agiscano momenti flettenti da considerare
quali frattili superiori degli effettivi momenti resistenti, e dati dall'espressione:
0
M
Rd,i

Il fattore
0
(fattore di "sovraresistenza") viene calcolato mediante l'espressione:
0
= 0.7 + 0.2q
1, nella quale q il valore del coefficiente di struttura utilizzato nel calcolo.
Le sollecitazioni calcolate a partire dai momenti resistenti amplificati (e dai carichi permanenti
distribuiti sugli elementi) si definiscono ottenute con il criterio della gerarchia delle resistenze.
OSS: (i) il criterio della gerarchia delle resistenze si applica solamente nel caso in cui si faccia ricorso alla duttilit della
struttura per la dissipazione di energia; (ii) lo scopo di questo approccio progettuale quello di garantire che le cerniere
plastiche nascano l dove previsto, e non altrove, evitando lintroduzione di labilit oppure meccanismi di collasso fragile.
Tutte le zone in cui non prevista la formazione di cerniere plastiche (e quindi devono rimanere in campo elastico) devono
essere dotate di una adeguata sovraresistenza non tanto riguardo alle sollecitazioni derivanti dallanalisi, ma soprattutto
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rispetto a quelle sollecitazioni che potrebbero nascere sulla struttura immediatamente prima che si formino cerniere plastiche
laddove previsto che si formino.




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Apparecchi di appoggio per ponti in zona sismica (concetti generali)
Le forze sismiche sono forze dipendenti dalle masse in gioco e dallaccelerazione indotta
sulla struttura dal sisma, secondo la: F = m S
d
(t).

La direzione dellaccelerazione, istante per istante, variabile nello spazio; convenzionalmente
si considerano le componenti lungo tre direzioni: quella verticale e due direzioni orizzontali, fra
loro ortogonali, da combinare.

Per la direzione verticale, le modalit di trasferimento delle forze agli appoggi sono
inevitabilmente quelle del carico permanente; nelle conversazioni precedenti si visto in quali
condizioni il sisma verticale condizioni il dimensionamento dellimpalcato.

Sul piano orizzontale, il sistema di vincolo tra limpalcato le pile e le spalle deve:
a) consentire il trasferimento alle pile e alle spalle (e da queste al terreno) delle azioni
orizzontali in tutte le direzioni (condizione di equilibrio)
b) consentire le deformazioni, soprattutto in senso longitudinale (parallelo allasse del
ponte), non dipendenti da forze esterne, quali ritiro (calcestruzzo) e variazioni termiche; molto
spesso tali deformazioni, se contrastate, danno luogo a sollecitazioni di entit intollerabile.
Le due esigenze sono tra loro contrastanti: un sistema di vincoli orizzontali iperstatico
consente una migliore ripartizione delle forze orizzontali sui vincoli (minor concentrazione di
forze), ma, per contro, farebbe nascere delle azioni per coazione (deformazioni impedite o
contrastate).
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Dispositivi antisismici
Corrispondono a dei dispositivi di vincolo che sono in grado di modificare in senso
favorevole la risposta della struttura in caso di sisma. Questi organi possono essere fisicamente
distinti dagli apparecchi di appoggio classici, che garantiscono il funzionamento del ponte in
esercizio; ovvero possono essere inglobati in questi costituendo un unico oggetto che svolge due
funzioni concettualmente distinte.
I dispositivi antisismici vanno progettati e realizzati in modo da sopportare il massimo
sisma prevedibile senza collassare. Essi possono peraltro, in questo caso, subire plasticizzazioni
o rotture locali tali da dover essere sostituiti dopo questi eventi: per questo motivo essi devono
essere facilmente accessibili ed ispezionabili in tutte le loro parti. I dispositivi attualmente
prodotti possono essere raggruppati in due categorie a seconda del loro funzionamento:
i) isolatori sismici,
ii) dissipatori

Lisolamento sismico garantisce una forte riduzione dellenergia in ingresso, mediante
limpiego di dispositivi orizzontalmente molto flessibili. I dissipatori consentono invece di
dissipare una grande quantit dellenergia in ingresso.

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Per comprendere il funzionamento di isolatori e dissipatori sismici necessario impiegare
lapproccio energetico alla progettazione sismica.
Lapproccio energetico alla progettazione sismica: domanda offerta
E
i
E
E
+ E
K
+ E
d
= E
E
+ E
K
+ (E
H
+ E
V
)
E
i
lenergia in ingresso, che rappresenta il lavoro compiuto dalla forza di inerzia agente sulla struttura
(=taglio alla base) a causa dello spostamento del suo punto di applicazione;
E
E
lenergia di deformazione elastica;
E
K
lenergia cinetica;
E
d
lenergia dissipata (attraverso distinti meccanismi, ad es. isteretico E
H
e viscoso E
V
).

La protezione sismica si pu realizzare riducendo la domanda e/o aumentando lofferta

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Lingegneria sismica ingegneria sismica tradizionale tradizionale (Capacity Capacity
design design o Gerarchia delle resistenze Gerarchia delle resistenze) basata sul concetto di
duttilit: una sufficiente duttilit (locale e globale) garantisce che la struttura non crolli, anche se
gravemente danneggiata, per un terremoto forte. Allatto del sisma si deve formare il maggior
numero possibile di cerniere plastiche prima del collasso. La struttura cio deve essere in grado
di dissipare la maggior quantit possibile di energia. Ci avviene attraverso il danneggiamento
degli elementi strutturali (oltre che di quelli non strutturali).

Mediante lisolamento sismico si disaccoppia il moto della struttura da quello del terreno
per ridurre gli effetti distruttivi del terremoto. Il disaccoppiamento, ottenuto attraverso
dispositivi detti ISOLATORI, solitamente interposti tra le pile/spalle e limpalcato, consente di
ridurre le accelerazioni trasmesse alla sovrastruttura, che si comporta come un corpo rigido al di
sopra degli isolatori. Quindi mediante lisolamento sismico si riduce lenergia in ingresso E
i
.

N.B. lenergia in ingresso non una propriet intrinseca del terremoto, in quanto oltre che dallo spostamento
del terreno dipende dalla risposta strutturale. Essa dipende principalmente dal periodo fondamentale di
vibrazione, oltre che dallaccelerogramma applicato.
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Isolamento alla base (isolatori elastomerici).





Isolamento mediante respingenti elastici di
spalla.



Isolamento mediante respingenti elastici di
spalla e trasversali.

Isolatori elastomerici
Appoggi antisismici in elastomero armato realizzati
con mescole elastomeriche ad elevata capacit
dissipativa, caratterizzati da una rigidezza orizzontale
sufficientemente bassa da consentire un sensibile
incremento del periodo proprio della struttura.

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Isolatori a reazione elastica ad andamento incrudente
Appoggi antisismici di tipo fisso o mobile
unidirezionale nei quali, nella configurazione pi
comune, un anello in elastomero vulcanizzato
lateralmente allelemento intermedio va in contrasto
con lelemento di base, in modo da ridurre la rigidezza
orizzontale dellappoggio. La reazione elastica ad
andamento incrudente.


Con limpiego di dispositivi di dissipazione si aumenta invece lofferta E
d
. Se si utilizzano
dispositivi progettati ad hoc (dissipatori) per dissipare energia, non si ha danno negli elementi
strutturali, come invece si ha con il capacity design. I dissipatori agiscono da fusibili. Quando
la dissipazione di energia si ha nel sistema di isolamento si ha contemporaneamente riduzione
della domanda ed aumento dellofferta.
Isolatori elastomerici con nucleo di piombo
Sono dispositivi che aggiungono alle caratteristiche
degli isolatori elastomerici quelle di dissipazione di un
nucleo in piombo che si plasticizza durante un evento
sismico.


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Dissipatori isteretici in acciaio
Sono caratterizzati da un diagramma Forza-
Spostamento indipendente dalla velocit. Modellabili
con una bilineare





Riferimenti bibliografici
Progettazione e costruzione di Ponti con cenni di patologia e diagnostica delle opere esistenti.
M. P. Petrangeli (IV edizione, MASSON, 1997).
Ponti in zona sismica: criteri di progetto e aspetti normativi. Corsi brevi di progettazione in
zona sismica a cura di M. Organte. Udine 2006.