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4 ottobre

uniti a Suor Amelia


Ronago '87 esce con un numero straordinario, per accompagnare Suor
Amelia che ritorna alla sua missione di Amakuriat, tra i Pokot del Kenya.
un momento molto importante per la vita della nostra comunit, per-
ch ci ripropone l'impegno missionario, che non solo di chi parte, ma di
tutti i cristiani.
La partenza di Suor Amelia in terra di missione qualcosa che ci deve
far riflettere perch la sua presenza, oltre che essere una testimonianza
evangelica, anche un "amare" ed aiutare persone che vivono nella po-
vert e nell'abbandono.
Nell'intervista che pubblichiamo, si pu cogliere in tutta la sua grandezza
il significato di una vocazione e di una missione.
Vogliamo ringraziare il Signore, Padre nostro e di tutti gli uomini perch
nella nostra comunit abbiamo questo grande dono, di missionari e mis-
sionarie.
Vogliamo pregare perch Suor Amelia e tutti i missionari siano sempre
fedeli alla loro chiamata.
Ci auguriamo anche, nel ricordo di Padre Giuseppe, che il loro esempio
sia seguito da altri, giovani, ragazzi e ragazze che sappiano mettere la
loro vita al servizio dei fratelli, nel segno di quell'Amore che ci unisce e ci
rende capaci di grandi cose!
Don Antonio
programma
SABATO 3 ottobre ore 20.00 S.MESSA
DOMEMCA 4 ottobre ore 7.30 S.MESSA
ore 10.00 S.MESSA
ore 20.00 NCONTRO D PREGHERA
SALUTO a Suor Amelia
Estrazione della lotteria
Suor Amelia sar presente alle S. Messe.
+ Durante la S. Messa delle ore 10 daremo a Suor Amelia un segno della
nostra amicizia.
+ La lotteria viene organizzata per dare un aiuto concreto a Suor Amelia,
cos che possa continuare le sue iniziative ad Amakuriat.
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intervista a Suor Amelia
per capire il significato
di una vocazione e di una missione
Abbiamo rivolto a Suor Amelia alcune do-
mande per poter conoscere meglio la sua
missione e la sua attivit tra la popolazione
dei Pokot. Ancora una volta abbiamo avuto
modo di costatare la grandezza della sua
vocazione e la generosit con cui giorno
dopo giorno, nella semplicit, si dedica per
annunciare il Vangelo e per alleviare tante
sofferenze.
Non poteva mancare nella nostra intervista
anche un riferimento alla nostra comunit e
a quello che noi possiamo fare per dimo-
strarle la nostra amicizia e la nostra colla-
borazione.
Grazie Suor Amelia, di queste parole: sa-
ranno per tutti noi un motivo in pi per es-
serTi pi vicini, per sentirTi sempre una di
noi!
1. Tornando dopo tanti anni di missione, cosa hai trovato di diverso nel nostro modo di vivere?
Spontaneamente e senza riflettere troppo, mi vien da dire che ho trovato un gran "corri corri",
un gran benessere, un gran consumismo. Mentre ho ringraziato il Signore e lo ringrazio per il
benessere che ha concesso ad ognuno, non lo ringrazio certo per il "corri corri" che, mi pare,
spersonalizzi molto e fa' s che l'uomo perda di mira i veri valori; l'uomo, preso da tante cose,
trova poco tempo per riposare, per riflettere e per gustare profondamente la sua grande real-
t di persona: la creatura umana al servizio della quale stato creato tutto e non certo per es-
sere schiava di tutto,
2. Quali sono i valori che la nostra civilt ha perso e che gli africani vivono?
Beh, non direi che ha perso del tutto, certo un po': il valore della famiglia, del rispetto per
l'anziano e per i valori che egli trasmette; il valore della vita e l'accontentarsi di quello che si
ha: la serenit.
3. Sei venuta cinque anni fa a Ronago e sei tornata ora; che cosa hai trovato di cambiato nella
nostra comunit?
Penso vi riferiate alla comunit parrocchiale.
Da ci che vedo superficialmente, mi pare che non ci sia pi la divisione che ho costatato cin-
que anni fa fra i gruppi impegnati (a meno che sia indifferenza) e ne ringrazio il Signore per-
ch segno di grande maturit.
D'altra parte per, vedo s l'impegno, ma non troppo per quello che dovrebbe essere il valore
per eccellenza di noi cristiani: DO.
E mi spiego ricordando alcune riflessioni di Don Albino: se il primo grande e vero valore
Dio, tutti gli altri dovrebbero essere secondari e al servizio del primo. Mi sembra che al giorno
d'oggi sono pochi coloro che sanno rimandare ad un altro giorno ed ora un invito, un gioco
ecc. per mantenere l'impegno di preghiera, di incontro e di solidariet.
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4. Da quanti anni ti trovi in Africa? Dove sei stata in questo tempo?
Sono in Africa da vent'anni e precisamente dal 25.10.1967.
Ho passato tre anni in Egitto come impiegata in un ospedale; tre anni in Uganda fra le ragaz-
ze di un collegio; quattordici anni in Kenya tra i Pokot che ormai conoscete meglio di me.
5. Sappiamo che hai iniziato due nuove missioni, con quale stato d'animo hai affrontato i vari
problemi pratici di ambientazione?
Posso dire: con una grande fiducia in Dio, che davvero Padre di ognuno e che ci precede e
ci riempie con le sue grazie prima che noi gliele chiediamo. Quante volte l'ho sperimentato!
6. Come i Pokot recepiscono il messaggio cristiano? Attraverso quali mezzi lo fate conoscere?
n generale mi sembra di poter dire che i Pokot fino ad ora lo accettino pi per interesse che
per vera convinzione. Forse anche il risultato del modo di agire dei nostri fratelli protestanti.
nfatti, capita che, dopo aver accettato il loro battesimo perch attratti dai regali (coperte, ve-
stito, soldi...) vengono a chiederlo anche a noi, pensando di ricevere altrettanto. Ma noi non
vogliamo scendere a compromessi...ci sono la fame, la malattia, l'analfabetismo ecc... Cer-
chiamo di aiutarli evangelicamente, cio dando la testimonianza del nostro cristianesimo, ma
i sacramenti non li contrattiamo. Come vuole la Chiesa, anche dai Pokot il Battesimo deve es-
sere chiesto e chi lo chiede deve frequentare i due anni di catecumenato prescritti e dare se-
gni di conversione; dopo di che vengono celebrati il Battesimo e gli altri sacramenti. l mes-
saggio, oltre che con la Parola di Dio, per la quale ci aiutano molto i catechisti, lo presentiamo
anche tramite le opere sociali e di misericordia dette sopra.
7. Sappiamo che ora avete iniziato l'asilo. Come stata accolta questa iniziativa?
Molto bene! anche se le nostre speranze sono diverse da quelle della nostra gente. Noi sia-
mo infatti arrivati a questa programmazione dopo aver costatato il poco interesse per la scuo-
la sia da parte degli adulti che dei bambini.
L'anno scorso, in prima, ci furono solo dieci nuovi alunni; quest'anno erano poco di pi. Allora,
siccome l'asilo in Kenya solo di mezza giornata, perci meno impegnativo, si pensato che
forse era un modo semplice di invogliare i bambini a frequentare in seguito anche la scuola.
genitori sono stati contenti perch almeno avevano due o tre bocche in meno da sfamare.
Gli iscritti erano 103 all'inizio dell'anno, ora sono solo 40. Comunque questa iniziativa per noi
positiva, anche se a scuola dovessero presentarsi solo in 20.
8. Raccontaci una giornata tipo in missione.
un po' difficile rispondere a questa domanda perch, devo dire, non c' una giornata uguale
alle altre.
La mia giornata-tipo comunque questa: la levata alle 5,30; seguono la preghiera e la me-
ditazione fino alle 7,15. Dopo la colazione, alle 7,45, ognuno va al proprio lavoro. o preparo
tutto ci che mi serve per l'incontro giornaliero e, dopo aver controllato l'acqua e il diesel della
land-rover, parto con un aiutante per il villaggio prefissato. Dopo mezz'ora e pi di strada, en-
trando nella zona del villaggio, suoniamo il clackson ripetutamente, per annunciare il nostro
arrivo. Piano piano la gente arriva e, verso le 11, il gruppo formato. Dopo i vari saluti e lo
scambio di notizie, ci sediamo all'ombra di una pianta e iniziamo il "maendeleo" cio la pro-
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mozione sociale nei vari campi: religione, igiene, agricoltura, cucito e cucina. L'attivit del cu-
cito serve molto per un contatto pi profondo a livello personale e umano.
Nel pomeriggio, verso le 16, ritorno alla missione; mangio e preparo per la S. Messa delle
17.30, momento preziosissimo per affidare al Padre i problemi trovati e per lasciarmi riempire
della sua pazienza e del suo amore.
Oltre ad altri momenti di preghiera, devo trovare il tempo per l'orto e la sacrestia. Alle 19 c' la
recita dei vespri e alle 19.30 la cena, seguita da un po' di ricreazione e preparazione di mate-
riale per il giorno successivo.
9. Vi sono persone che fanno esperienze in missione per 15/30 giorni. Tu come la vedi?
gi venuto qualcuno anche da noi. Quindici giorni per sono molto pochi, sarebbe proprio
un'avventura pi che un'esperienza. Di quelle pi lunghe, direi che, se si d'accordo con la
Missione, la quale programma un po' di lavoro, e queste persone vengono proprio, con il de-
siderio di essere d'aiuto sia nel lavoro materiale che col buon esempio, una cosa che arric-
chisce da ambedue le parti. Pi valide sarebbero per le esperienze del volontariato lungo al-
meno due anni; allora si pu imparare la lingua e dare davvero qualcosa di pi.
10. Come ti venuta la vocazione?
Abbiamo notato che sei sempre contenta: qual il tuo segreto?
Precisamente non lo so neppure io. certo un dono del Signore: si, Lui me l'ha donata e me
l'ha fatta capire tramite tante piccole cose, per esempio le adunanze e gli esercizi nell'A.C., il
direttore spirituale, l'esempio di tante brave suore, la tanta compassione per i sofferenti e il
desiderio di conoscere e di imitare meglio Ges che, tramite il Vangelo, mi ha sempre attratto
moltissimo.
Decisi poi di farmi missionaria dopo che P. Giuseppe ci fece conoscere i grandi bisogni
dell'Africano, "il pi bisognoso e derelitto, diceva il nostro fondatore Daniele Comboni.
l segreto della mia felicit? Mi sembra quasi inutile dirlo, ma lo dico per la Sua maggior glo-
ria: DO.
Qualcuno mi diceva:"sei fortunata! hai un marito invidiabile, che non si lamenta mai, ti ama e
ti dona sempre". vero! Contentissima, lo ringrazio e vorrei aggiungere che Lui il Signore,
il Padre, il Buono, il Potente, l'Amore non solo per me, ma per ognuna delle sue crea-
ture, quindi anche per voi! Basta accoglierlo, ascoltarlo, collaborare... e per questo: coraggio!
e auguri a tutti.
o prego perch pure voi possiate gustare ogni giorno di pi la vita nuova che Lui ci vuole do-
nare ogni momento.
11. Cosa diresti ai giovani di oggi?
Di non lasciarsi attrarre da tante cose secondarie quali la moda, il consumismo... che nascon-
dono la ricchezza di questa bella et, ma di gustare la giovinezza scoprendo pian piano i veri
valori della vita, dando la precedenza ai pi importanti e cercare di approfondirli e viverli sem-
pre meglio, con l'aiuto di Dio che non fa mancare a nessuno.
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12. Quali progetti avete in programma attualmente?
Nella nostra missione i progetti sono tanti: si sta studiando quello dell'acqua; un po' di pozzi
(25) sono pronti, ma ce ne vorrebbero altrettanti.
-La fondazione di scuole nei vari villaggi e l'ampliamento di quelle gi esistenti, per avere le
aule per ogni classe.
-l collegio o ostello per le ragazze in Amakuriat perch i genitori dicono che ce le mandereb-
bero solo se prendiamo noi la responsabilit dell'internato e questo comporta: dormitorio, re-
fettorio, cucina, docce, sala studio.
-l dispensario che ora ridotto in un magazzino, mentre le regole governative dell'igiene lo
vogliono ben diverso e cio con una stanza per le visite, una per il trattamento, un magazzino
per le medicine pi servizi igienici.
-nfine, quando avremo un bel gruppo di cristiani, con loro vorremmo fare anche la chiesa.
13. Cosa possiamo fare per essere pi vicino a te e ai Pokot?
Pregare, pregare, pregare e anche sacrificarsi.
Pregare per noi missionari, pregare per i nostri Pokot e pregare anche perch tutti noi sappia-
mo dare spazio a Lui e accogliere la sua luce.
E pregare anche Padre Giuseppe, affinch Egli, grande missionario, e per me gi Santo, ci
doni di vivere profondamente le sue virt a vantaggio nostro e di tutte le missioni.
E poi voglio approfittare per ringraziare tutti per la vostra generosit, il vostro interesse e im-
pegno nel sostenere le missioni, specialmente la mia.
E mi auguro che ogni vostro gesto di generosit sia accompagnato dalla volont e gioia di vi-
vere cristianamente, per realizzare in unit il Regno di Dio e non invece un dare per sentirsi a
posto.
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una proposta dall'Uganda
per far vivere l'opera
di Padre Giuseppe
Come avevamo scritto sul n.3 di Ronago '87,
vogliamo continuare a sostenere l'opera di Pa-
dre Giuseppe aiutando la scuola ostetriche di
ANGAL (Uganda) tenuta da suor Caterina Mar-
chetti che in una sua lettera diceva cos:
"Sembra che P. Giuseppe abbia vissuto, dopo
la grande tragedia della distruzione di Kalongo,
tanto tempo quanto stato sufficiente per tra-
piantare l'unico germoglio rimasto della pianta
di Kalongo ad Angal. Questo germoglio la
scuola ostetriche. n questa scuola rimane viva
l'opera di Padre Giuseppe e un giorno sar tra-
piantata a Kalongo da dove stata sradicata".
Queste sono le parole che ci hanno convinto a
metterci in comunicazione con suor Caterina, la
quale ci ha risposto con la seguente lettera.
Angal Hospital
30.7.87
Carissima sig. Antonietta e gruppo
grazie del vostro scritto, ma soprattutto
dell'interessamento sul come aiutarci.
Ho appena scritto a suor Amelia, mandandole
tre foto e spiegando un po' la nostra situazione
qui, che la seguente; le studenti sono 35; 10
hanno finito il corso e sono state promosse; 10
faranno gli esami a novembre; 15 finiranno il
corso nel 1988. Alla fine dell'anno prenderemo
un gruppo di 20 ragazze per il corso ostetriche.
Sicch rimaniamo con lo stesso numero.
desiderio dei superiori che la scuola sia te-
nuta viva finch la situazione si sblocchi.
L'ambiente dove siamo ora il Centro Cate-
chistico donatoci dal Vescovo di ARVA per un
anno. Alla fine dell'anno dovremo muoverci in
altri ambienti che l'ospedale ci dar. Un posto
che dovr essere sistemato e rimesso in funzio-
ne.
Ha bisogno di soffitto, di essere pitturato, cin-
tato con rete, rifatte la cucina e i servizi
igienici... Altro spostamento ed altre spese.
Penso che il Signore mi fa fare questa espe-
rienza per rendermi esperta nel far fagotti...
Scherzo! Ma un po' anche vero. Sento che
Padre Giuseppe qui con noi, ci aiuta e il suo
esempio ci sostiene. A volte mi domando come
abbia fatto a trovare il tempo per la contabilit
cos minuziosa, per cos tanta preghiera e nello
stesso tempo quanto ha lavorato. arrivato ad
una unione con Ges straordinaria e ad un
amore per Ges cos limpido!
Ora rispondo alle vostre domande cio dove
mandare gli aiuti e quali.
Per il momento mandateci solo moneta cos
potremo pagare le spese.
Questa la potete mandare o ai fratelli Ambro-
soli, che poi la faranno avere sul conto di Ka-
longo, oppure a suor Clementina a Roma.
Per i pacchi, non mandateli per ora perch qui
il trasporto molto difficile e pericoloso e, nello
stesso tempo, costa molto. n futuro, se avr bi-
sogno e le cose si faranno pi facili e me.no co-
stose, vi scriver.
Termino augurandovi ogni bene e il Signore
tenga viva in ciascuno di voi la fiamma missio-
naria e vi faccia apostoli di carit.
Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera e
chiedo di ricordarvi anche di noi nella vostra
preghiera.
Un affettuoso abbraccio unito a tanta ricono-
scenza e un sentito
grazie.
Suor Caterina Marchetti
la nostra risposta
All'inizio di questo mese il GAM ha inviato a
suor Caterina, tramite suor Clementina,
2.000.000 e abbiamo risposto alla sua lettera a
nome di tutti i Gamiti.
solo l'inizio di una collaborazione che vuole
continuare: ci dipender da tutti noi, dalla no-
stra generosit.
Per chi volesse mettersi in contatto direttamen-
te con suor Caterina, questo il suo indirizzo:
Suor Caterina Marchetti
Angal Hospital
Comboni Sisters
P.O. BOX 6
KAMPALA (Uganda)
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ottobre mese missionario
Nel prossimo mese di ottobre, la Chiesa impe-
gnata nella preghiera, nella riflessione e nell'aiu-
to alle sue missioni nel mondo.
Dice il Santo Padre:" La Chiesa esiste per evan-
gelizzare, vale a dire per predicare ed insegna-
re, essere il canale del dono della grazia, ricon-
ciliare i peccatori con Dio.
Ma a chi spetta in concreto assumere questa
missione?
"Tutti i fedeli, come membra del Cristo vivente,
hanno lo stretto obbligo di cooperare alla diffu-
sione della fede con:
la CARTvincolo di vera fraternit
tra gli uomini;
la GUSTZA condivisione e solidariet evange-
lica;
l' UNT riportare a Dio, per mezzo di Cristo,
tutta la creazione;
la PACE valore integrale ed indivisibile per un
mondo pi fraterno.
le pontificie opere missionarie
Le Pontificie Opere Missionarie sono gli stru-
menti adatti e voluti dal Papa per suscitare e te-
nere viva in noi cristiani l'attenzione a tutta la
Chiesa sparsa nel mondo.
Le Pontificie Opere Missionarie ci invitano a vi-
vere il mese di ottobre con queste intenzioni:
settimana
La Missione preghiera
DOMENCA 4 OTTOBRE la nostra comunit si
raccoglie insieme a Suor Amelia per celebrare
l'Eucaristia, perch tutti diventiamo missionari.
settimana
La Missione sacrificio
Ad ogni cristiano stata data la potenza dello
Spirito; anzi, chi sta all'ultimo posto vale pi di
ogni altro.
DOMENCA 11 OTTOBRE ascolteremo la testi-
monianza di una giornalista che porter la sua
esperienza sul mondo della missione.
settimana
La Missione soIidariet
Che senso ha meditare la passione del Signore
e ignorare la porzione di tre miliardi di fratelli
meno fortunati di
noi?
DOMENCA 18 OTTOBRE celebriamo la Gior-
nata Missionaria Mondiale.
V settimana
La Missione vocazione e Iode
Signore mi ha cercato e chiamato presto. Ho
capito poco perch ero un ragazzo, ma ho com-
preso che dovevo dirgli di s.
GOVED' 29 OTTOBRE un missionario sar
presente in mezzo ai nostri ragazzi.
per saperne di pi
Queste sono le principali diramazioni delle
PONTFCE OPERE MSSONARE:
La Pontificia Opera deIIa Propagazione deIIa
Fede presente in oltre 102 nazioni, responsabi-
lizza i cristiani e le comunit all'evangelizzazio-
ne del mondo, suscitati do preghiera, sacrificio,
zelo, vocazioni e offerte per tutte le necessit
delle 905 giovani chiese. L'Opera organizza la
Giornata Missionaria Mondiale.
La Pontificia Opera di s. Pietro apostoIo
per il sostegno spirituale e materiale delle voca-
zioni, dei seminari e istituti dove si formano i sa-
cerdoti, i religiosi e religiose locali.
La Pontificia Opera deII'Infanzia Missionaria
educa i nostri fanciulli e anche gli adulti al pro-
blema dell'infanzia nel mondo e sostiene con i
loro aiuti le istituzioni dove sono raccolti e ven-
gono curati ed educati i bambini delle Missioni.
L'Unione Missionaria un servizio internazio-
nale per i sacerdoti e i religiosi perch siano
essi per primi sensibili alle Missioni e educhino
il popolo al dovere missionario e al sostegno
delle PP.OO.MM.
Tutti possiamo contribuire alla diffusione del
Vangelo: con la preghiera, con l'offerta di
ogni piccola azione donata a Ges con
amore, per mezzo di Maria.
n questo anno Mariano, affidiamo a Maria,
regina delle Missioni, tutte le opere Missio-
narie.
Per questo ci troveremo ogni mercoled del
mese di ottobre, alle ore 15, in chiesa, per
la recita del Rosario.
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