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il Ducato

P e r i o d i c o d e l l I s t i t u t o p e r l a f o r m a z i o n e a l g i o r n a l i s m o d i U r b i n o
Quindicinale - 18 maggio 2007 - Anno 17 - Numero 7
Internet: Ducato on line - www.uniurb.it/giornalismo
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Chi Raffaello? Bella domanda.
Siamo nella sua citt natale, ma
pochi sembrano ricordarlo.
Centoquindici studenti hanno
risposto a un breve questionario
sullartista urbinate. Con esiti
sorprendenti. E mortificante,
commenta il presidente dellAc-
cademia Raffaello
a pagina 8
Raffaello:
gli universitari
lo conoscono?
Mini-sondaggio
Il Corso di Laurea in Informatica
Applicata stato il primo in Ita-
lia a garantire la legalit degli
esami a distanza, che funziona-
no bene. Nella facolt di Socio-
logia tre corsi di laurea offrono il
percorso on-line, e i risultati so-
no ottimi. Iil fenomeno delle-
learning continua a crescere
a pagina 12
Lauree online
Urbinoapripista
Universit
A Urbino rinasce la viniviticoltu-
ra di montagna. Sempre pi nu-
merose le aziende locali decise a
reimpiantare gli antichi vitigni
autoctoni, dimenticati dai seco-
li. Uve gi note agli Etruschi,
passate per i calici del Duca Fe-
derico da Montefeltro, tornano
in tavola in grande spolvero.
Enologi e sommelier ci credono:
Puntiamo su prodotti deccel-
lenza
a pagina 6
Torna in vita
lantico vino
del Duca
Viticoltura
I play-off di Eccellenza e la pos-
sibilit di arrivare in serie D, un
risultato mai raggiunto dai bian-
coazzurri in 84 anni di storia. Un
percorsoiniziato nel 2000 quan-
do Lorenzo Cerioni e un gruppo
di amici acquistarono, per pura
passione, una societ appena
retrocessa in Prima Categoria e
sullorlo del fallimento
a pagina 15
Fermignanese
un anno record
Calcio
I regolari del matrimonio
Abbiamo parlato con famiglie, conviventi, omosessuali. E con il Comune
Nellurbinate, le coppie sposate surclassano quelle di fatto
LEDITORIALE
C
he Raffaello fosse un pitto-
re chiaro a tutti. Sul resto
c un po di nebbia. Fitta,
per. Per qualcuno addirittura
un pittore del Risorgimento, cio
del 200. Confondere il
Risorgimento con il Rinascimento
pu essere magari frutto di un
dubbio semantico (qual infatti la
differenza da questo punto di
vista?), ma se il tutto si fa risalire al
200, allora siamo di fronte a un
buco nero nella conoscenza della
storia prima ancora che dellarte.
Fossero gli americani a mostrare
tanta ignoranza, non ce ne stupi-
remmo. A quanto loro stessi ci rac-
contano, tendono a ignorare non
solo la collocazione geografica
dellIrak e dellAfghanistan ( e pure
dovrebbero saperne qualche cosa)
ma persino dellItalia. Che cosa
sappiano di Raffaello, non oserem-
mo chiedercelo. N tanto meno
della nostra storia. Ma il guaio che
lignoranza di cui sopra stata
documentata a Urbino, che di
Raffaello fu citt natale e prima bot-
tega di apprendi-
mento (con il
padre, Giovanni
Santi, bench altro-
ve si cerchi di
accreditare la tesi
che tutto impar
dal ben pi celebre
Perugino).
Urbino, citt darte,
sede di una delle
pi antiche
Universit italiane,
piena di studenti che sanno poco
o nulla di Raffaello. Sar perch
sono giovani, fanno gi parte della
cultura del computer, dove si trova
di tutto ma soprattutto si gioca con
la playstation.
Tanto che in
America stanno
rivedendo la corsa
alla computerizza-
zione delle scuole;
sembra che luso
del piccolo scher-
mo incoraggi pi la
pigrizia mentale
che lapprendi-
mento. E il pi
autorevole settima-
nale tedesco, Der Spiegel, titola
proprio questa settimana la sua
copertina: Wie viel Computer und
Fernsehen vertraegt ein Kind?
(che dose di computer e tv pu
sopportare un bambino?).
Che mi importa di sapere chi era
Raffaello? - potrebbe ragionare un
ragazzo di oggi - se mi serve, vado
su Internet e trovo tutto. Certo, si
potrebbe rispondere, ma se incon-
tri una bella ragazza che ti chiede di
Urbino, della citt dove studi e
magari di Raffaello (le belle ragazze
spesso amano la bella pittura) che
fai, apri in computer e aspetti di tro-
vare qualche notizia al volo?.
Primo problema; per lUniversit.
Un po meno Wireless Campus e
un po pi di studio vero, quello che
obbliga a esercitare la memoria?
Perch si dice agli anziani che le-
sercizio della memoria allontana la
vecchiaia e non si pensa ai giovani?
Secondo problema; per la citt.
Sar solo colpa degli studenti, se
vengono qui, magari ci vivono due
o tre anni, e non sanno chi
Raffaello?
Urbino, Raffaello
e il Risorgimento
Poche convivenze, tanti matri-
moni, il sogno di mettere al
mondo due figli e bisogno di
stabilit economica: questo il
ritratto della famiglia urbinate
che emerge da uninchiesta
condotta dal Ducato una setti-
mana dopo il Family Day. Un
dato in controtendenza con la
media nazionale.
I mariti hanno in media 32
anni, le mogli 30, quattro anni
in pi di quanti ne avevano i
loro genitori al momento in
cui si sposarono. Il matrimonio
viene ritardato perch si cerca
pi sicurezza economica: gli
sposi vogliono un lavoro stabile
e una casa di propriet .
Molteplici e mirati gli inter-
venti del Comune a favore
delle famiglie. Negli ultimi
anni sono diminuiti i fondi
destinati agli assegni familiari,
mentre sono cresciuti i contri-
buti alle associazioni che for-
niscono i servizi pi importan-
ti, come Caritas, Croce Rosse e
Ant, lAssociazione Nazionale
Tumori.
Quattro storie a confronto:
Nando e Annunziata festeggia-
no le nozze di diamante.
Carmine e Nunzia hanno cin-
que figli e venticinque anni di
matrimonio alle spalle. Alberto
e Roberta, commercianti,
difendono la loro scelta di
coppia di fatto. Claudio parla
di omosessualit e Dico.
alle pagine 2 e 3
Quando
la cultura
del computer
alimenta
la pigrizia
mentale
Bus e turisti: caos al Mercatale
D
a un mese davanti ai negozi del Mercatale non ci sono pi le strisce blu del parcheg-
gio, ma unarea di sosta per i pullman turistici, che l si fermano per far scendere e
risalire i passeggeri: il ticket per la sosta di 25 euro. I bagni pubblici nella piazza sono
chiusi. I commercianti lamentano un forte calo nelle vendite a pagina 6
Ducato 1-16.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 9:28 Pagina 1
Meno assegni
e pi servizi
il Ducato
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ELISA ASSINI
E
ssere oggi famiglia ad
Urbino. Ovvero rispet-
tare la tradizione, sce-
gliere il matrimonio e
sognare due figli o, nel-
la media nazionale,un
figlio virgola qualcosa. Una setti-
mana dopo il Family day, quando
oltre un milione di persone sono
scese in Piazza San Giovanni a Ro-
ma in difesa della famiglia e con-
tro i Dico, il Ducato ha analizzato
la popolazione della cittadina du-
cale: ecco la radiografia del nu-
cleo base della sua societ.
Sono 6569 le famiglie ad Urbino.
Molti i matrimoni, civili e religio-
si, ma poche le convivenze. I gio-
vani scelgono la tradizione dice
Guido Maggioni, direttore del
Centro Interuniversitario di ricer-
che e studi sulle famiglie, linfan-
zia e ladolescenza - la percentua-
le dei fidanzati che decidono di
sposarsi , infatti, molto pi alta
rispetto a quelli che scelgono di
convivere. Un dato in controten-
denza con la media nazionale do-
ve diminuiscono i matrimoni reli-
giosi, aumentano lentamente
quelli civili e crescono rapida-
mente le famiglie di fatto, che og-
gi sono il 4 per cento, cio 592 mi-
la, mentre dieci anni fa erano ap-
pena l1,6 per cento. Sono le
grandi citt del centro nord spie-
ga Maggioni quelle in cui preval-
gono le convivenze. C quindi
una disparit geografica nella lo-
ro diffusione, in quanto al sud e in
alcune aree del centro, come ap-
punto Urbino, il modello preva-
lente quello della famiglia tradi-
zionale.
Nel 2006 i matrimoni sono stati
111, di cui 63 religiosi. I giovani
hanno per bisogno di una gran-
de sicurezza per decidere di fare
il grande passo continua il so-
ciologo c lesigenza di avere
tutte le caselle a posto. Entrambi
gli sposi vogliono un lavoro stabi-
le, una casa di propriet e i soldi
per la cerimonia nuziale. Richie-
ste talvolta anche troppo esigenti,
non sempre facili da soddisfare e
frutto di vincoli culturali pi che
economici. I mariti hanno in me-
dia 32 anni, le mogli 30: quattro
anni pi di quanti ne avevano i lo-
ro genitori al momento in cui si
sposarono. Secondo Maggioni
la sindrome del ritardo. Tutte le
fasi della vita vengono ritardate,
fino a quando ci si trova a quaran-
tanni e si ha, al massimo, un fi-
glio.
E per questo che la popolazione
invecchia ed aumenta il numero
degli anziani. Ad Urbino sono
3665, 200 in pi rispetto al 2005.
I bambini sono il nucleo della fa-
miglia urbinate. I fiocchi rosa e
azzurri, lanno scorso, sono stati
111. Il nostro istituto ha svolto
una ricerca sulle famiglie e sui lo-
ro desideri dice Maggioni e i ri-
sultati sono molto interessanti. La
stragrande maggioranza dei no-
stri intervistati ha dichiarato che
vorrebbe avere almeno due figli.
Un desiderio che per non corri-
sponde alla realt. Le famiglie ur-
binati, ma anche quelle italiane in
generale, infatti, hanno un figlio,
al massimo due. Il numero di
bambini per ogni
donna 1,15. Un
dato al di sotto
della media euro-
pea.
Le motivazioni
sono principal-
mente di natura
economi ca. A
spaventare i geni-
tori spiega il so-
ciologo laspet-
to finanziario e la
mancanza di aiuti
da parte del go-
verno. I cittadini
chiedono un maggiore sostegno
politico alle famiglie, con assegni
o politiche fiscali agevolate. Una
condizione considerata indi-
spensabile per mettere al mondo
pi di un figlio.
Un altro problema poi legato al
fattore tempo. Nelle famiglie ur-
binati di solito lavorano entrambi
i genitori che, per questo, non ri-
escono a passare con i bambini
tutto il tempo che vorrebbero. La
cura dei figli pe-
r facilitata dalla
stabilit residen-
ziale. E molto fa-
cile secondo
Maggioni che a
breve distanza ci
sia un nonno o
una persona della
famiglia allargata
che pu occuparsi
dei pi piccoli.
I Dico sono allora
una realt ancora
lontana? Secon-
do me s conclu-
de il sociologo Una fascia della
popolazione potrebbe farvi ricor-
so, ma si tratterebbe certamente
di una componente piuttosto li-
mitata; non credo che avrebbe un
impatto sociologico particolare.
Ecco le famiglie urbinati:
tutte municipio e chiesa
In netta maggioranza le unioni regolari rispetto alle convivenze
Uninchiesta del Ducato ha fotografato il nucleo base della societ, tra Dico e Family Day
NOZZE DI DIAMANTE
F
esta grande per una coppia urbinate. Nando
Ugoccioni e Annunziata Mandarini il 17 maggio
hanno festeggiato le nozze di diamante. Stessa et
classe 1924 casalinga lei, ex impiegato comunale
lui, con due figlie, cinque nipoti e un pronipote in arri-
vo ad ottobre. Sessantanni di unione sono tanti, ma
loro, in realt, stanno insieme da ancora pi tempo.
Avevano 16 anni quando si sono fidanzati e da allora
hanno passato quasi tutta la loro vita a Urbino. Per lui,
per, ci fu una brutta parentesi durante la seconda
guerra mondiale. Mentre stava facendo il servizio mili-
tare a Bologna, alle Ferrovie, venne preso dai tedeschi
e portato prigioniero in Germania.
C
ontributi a Caritas, Croce
Rossa e Ant, lAssociazio-
ne Italiana Tumori. E an-
cora: asili nido, centri estivi e
corsi di lingua italiana per i
bambini stranieri.
Sono tanti e variegati gli aiuti
garantiti alle famiglie dallas-
sessorato alle politiche sociali
di Urbino. Il nostro obiettivo
spiega Maria Clara Muci, as-
sessore alle politiche sociali
di garantire alle famiglie i servi-
zi essenziali. Ci sembra un mo-
do intelligente di agire, e molto
pi efficace dei sostegni diretti.
Anche a livello nazionale, del
resto, le politiche sociali sono
indirizzate ad un migliora-
mento dei servizi.
Parte dei fondi per le politiche
sociali sono forniti ai comuni
dalla Regione. Per legge ogni
comune deve contribuire con
una cifra non inferiore al 10%
della somma messa a disposi-
zione dalla Regione. Nel 2006 il
Comune di Urbino ha stanzia-
to 5.270 euro, da aggiungere ai
19.477 della Regione. Una par-
te destinata agli assegni fami-
liari: per accedervi necessa-
rio presentare una certificazio-
ne Isee del proprio stato patri-
moniale. In casi di particolare
necessit il Comune pu, una
tantum, destinare degli aiuti
alle famiglie pi in difficolt:
LUCA SANTOCCHIA
quasi sempre sussidi per gli af-
fitti.
Negli ultimi anni, tuttavia, si
preferito utilizzare i soldi in
unaltra maniera: Abbiamo a
disposizione poco pi di 20 mi-
la euro ogni anno. Preferiamo
darne duemila alla Caritas, in-
vece che inviare alle famiglie
assegni di 200 euro che sareb-
bero di scarso aiuto. Anche la
legge, daltra parte, prevede
che parte dei fondi possa esse-
re destinata alle associazioni
umanitarie. Il comune suppor-
ta anche numerose associazio-
ni di volontariato.
Lultima iniziativa per il soste-
gno della famiglia partita due
mesi fa. il progetto Con-tatto,
che coinvolge tutti i comuni
della comunit montana del-
lAlto e Medio Metauro. Lo-
biettivo quello di analizzare i
rapporti, spesso problematici,
tra genitori e figli. A questo pro-
posito sono stati organizzati
degli incontri tra genitori, divi-
si in piccoli gruppi moderati da
uno psicologo, in cui possibi-
le parlare della propria espe-
rienza personale.
Le politiche sociali conclude
lassessore non devono esse-
re finalizzate unicamente al so-
stegno economico della fami-
glia. Cercare di capire, e se pos-
sibile migliorare, il rapporto
genitori-figli altrettanto im-
portante.
Gli aiuti di Comune e Regione
Nella foto grande, la famiglia Lia: madre
Dati Istat
Si sceglie
la tradizione:
lanno scorso
due terzi
dei matrimoni
benedetti
dal parroco
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PRIMO PIANO
LA CITTA
IN CIFRE
Il matrimonio?
Non ci interessa
Famiglie / I conviventi
Dico che erano
meglio i Pacs
Famiglie / Gli omosessuali
N
con luna, n con
laltra piazza. La fa-
miglia esiste a pre-
scindere dalla politica e dalle
sue manifestazioni. Non un
valore che si pu vendere in te-
levisione. Alberto, 43 anni, ti-
tolare del Caff Raffaello, deci-
de di non schierarsi con nessu-
no. Si dice cattolico, ma poco
praticante, e definisce il matri-
monio poco pi che un con-
tratto.
Alberto crede che la famiglia
non sia solo quella consacrata
davanti ad un altare o procla-
mata dal sindaco in Comune.
Quindici anni fa, lui e la sua fi-
danzata hanno scelto la convi-
venza. Stiamo insieme da ven-
tanni racconta - ci vogliamo
bene e questo mi basta per af-
fermare che la nostra una fa-
miglia a tutti gli effetti, anche
se non abbiamo mai firmato
nulla.
Il matrimonio non mai stato
una nostra priorit - spiega la
sua compagna Roberta, 42 an-
ni, commerciante stavamo
pagando il mutuo e sisteman-
do la casa. Le spese per una ce-
rimonia in quel momento ci
sembravano uno spreco, poi
non ci abbiamo pi pensato.
La loro convivenza perci sta-
ta una soluzione quasi obbliga-
toria allinizio, ma con il tempo
MARIANGELA MODAFFERI
diventata una scelta di vita.
Alberto e Roberta non biasi-
mano chi sceglie il matrimo-
nio, ma loro non tornerebbero
indietro, anche se ammettono
di sentirsi poco tutelati dalla
legge italiana. Se avessimo
avuto dei figli forse ci saremmo
decisi anche a sposarci, alme-
no con il rito civile aggiungo-
no ma lavremmo fatto solo
per assicurargli dei diritti mag-
giori.
I Dico? Sono favorevolissimo
dichiara lui, anche se ritiene
inutile dare unetichetta a dei
diritti che dovrebbero essere-
considerati fondamentali. La-
voro e pago le tasse, non ho mai
avuto problemi con la legge,
ma lo Stato non protegge me e
la mia compagna. Secondo la
Costituzione dovremmo esse-
re tutti uguali, invece io mi sen-
to diverso dagli altri solo per-
ch non ho messo una fede al
dito. Ora si sono inventati que-
sta parola, Dico, come se stes-
simo parlando di qualcosa di
nuovo, invece noi non siamo
una novit degli ultimi anni
conclude le coppie di convi-
venti ci sono sempre state, an-
che se nessun politico o religio-
so ne parlava. Oltre alle tutele
per i figli, Alberto considera la
negazione del diritto successo-
rio per le unioni di fatto una
grave carenza della nostra le-
gislazione.
F
amily day e Coraggio
laico hanno dato solo
spettacolo. Lo sappia-
mo tutti che i Dico non verran-
no approvati. Che senso ha or-
ganizzare una manifestazione
di quella portata per una legge
che non andr in vigore?.
Claudio (nome di fantasia) un
omosessuale di Urbino, ha 27
anni ed fidanzato, ma non
convive (ognuno a casa con i
genitori, ancora lungo il pas-
so per la convivenza).
Se mai deciderete di vivere in-
sieme vorresti che il vostro
rapporto fosse regolamentato
da una legge?
Conosco diverse coppie che
abitano insieme. Adesso vivo-
no serenamente ma nel mo-
mento in cui dovesse succede-
re qualcosa e non c una rego-
lamentazione come faranno?
Quindi sei a favore dei Dico?
Sono favorevole ai Pacs, di per
s gi limitati, ma contrario ai
Dico. Li reputo un contentino.
Mentre con i Pacs veniva consi-
derata la coppia, con i Dico vie-
ne considerato solo il singolo
della coppia. Questo molto ri-
duttivo. Non vogliono regola-
rizzare le coppie omosessuali.
Sarei molto pi contento se ci
fosse la possibilit di matrimo-
ni civili tra gay. In Italia c lin-
fluenza del Vaticano ed que-
PASQUALE FILIPPONE
sta forse la difficolt maggiore.
I cittadini si lasciano condizio-
nare, pensano che le unioni gay
o lesbo andrebbero a danneg-
giare la famiglia.
Cos per te la famiglia?
Un gruppo di persone legate da
un vincolo affettivo. Non la in-
tendo come due persone lega-
te da un contratto. Considero
famiglia anche un gruppo di
amici che condividono lo stes-
so tetto. Al Family day qualcu-
no di noi aveva deciso di anda-
re solo per ribadire che anche la
nostra una famiglia.
Si pu portare avanti una rela-
zione omosessuale in una cit-
t piccola come Urbino?
C difficolt dintegrazione. I
gay qui in zona sono costretti a
stare nascosti. La gente ha an-
cora una mentalit chiusa, ar-
retrata. C chi se ne frega e ha
il coraggio di esternare quello
che , io invece cerco di non
espormi molto. Fuori non ho
questi problemi . La mia fami-
glia sa della mia scelta. C
sempre per la scomodit di
uscire allo scoperto. Sono di-
versi nelle mie stesse condizio-
ni, che vivono di nascosto la lo-
ro vita. Mi capita di andare nei
locali o in qualche festa fuori
provincia e incontro persone
che magari conosco e che non
pensavo fossero gay. Urbino
una citt piccola, abbastanza
bigotta e piena di pregiudizi.
Perch scegliere
di avere 5 bambini
Famiglie / I regolari
miglia unita, le nostre figlie so-
no a conoscenza delle cose bel-
le e di quelle brutte e si accon-
tentano. Non ci hanno fatto
mai pesare nulla continua sua
moglie a loro non importa an-
dare in giro firmate o uscire
troppo spesso.
La sera, poi, anche bello
trovarsi a tavola e stare
tutti i nsi eme. A
pranzo racconta-
no ognuno di noi
ha i suoi impegni,
ma a cena cerchia-
mo sempre di ri-
trovarci per parla-
re, chiacchierare e
confrontarsi. Ma
una famiglia tradizio-
nale come i Calabresi co-
sa pensa dei Dico? Non siamo
completamente contrari, an-
che se pensiamo che la manife-
stazione di sabato sia stata giu-
sta dice Carmine le coppie di
fatto in realt sono state sem-
pre riconosciute. Non una co-
sa completamente nuova. Bi-
sogna per distinguerli dagli
omosessuali e, soprattutto,
necessario che il governo non
smetta di aiutare le unioni re-
golari. Sono le famiglie fondate
sul matrimonio quelle che
hanno diritto ad avere sussidi o
agevolazioni fiscali. (e.as.)
L
a famiglia Calabrese,
cinque figlie e venti-
cinque anni di ma-
trimonio alle spalle
leccezione che con-
ferma la regola. In-
curanti dei problemi che com-
porta allevare cos tante bam-
bine e in controtendenza
con la media nazionale
che vuole 1,15 figli per
donna, difendono la
loro scelta e si dico-
no orgogliosi della
pi ccol a tri b.
Maria ha 23 anni
ed la pi grande
dice la mamma, la
signora Annunziata
Cervo poi ci sono An-
tonella, 21 anni, Anna
Giustina, 19, Elisabetta, 18 e la
pi piccola, Lucia, che ha 12
anni. Quasi una figlia allanno.
La nostra non stata una scel-
ta fatta a priori continua An-
nunziata sono capitate e le
abbiamo tenute.
Certo non deve essere stato fa-
cile allevarle. In casa lavora so-
lo il marito, Carmine Calabre-
se, ex sottoufficiale della poli-
zia penitenziaria in pensione.
Siamo sette - dice normale
che ci siano stati molti proble-
mi, specialmente di natura
economica. Per siamo una fa-
ia Lia: madre, padre e i loro cinque figli. Nel tondo, Carmine Calabrese con la moglie Annunziata
le famiglie le famiglie
di Urbino di Urbino
6569
6569
le famiglie le famiglie
straniere straniere
577
577
le nascite le nascite
nel 2006 nel 2006
152
152
i residenti i residenti
oltre i 65 anni oltre i 65 anni
Fonte: Ufficio Anagrafe
del Comune di Urbino
Dati 30 aprile 2007
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3665
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il Ducato
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Pullman, caos al Mercatale
Al parcheggio del bocciodromo bar e bagno ci sono, ma gli autisti non lo sanno
Dal 20 aprile la sosta improvvisata davanti ai negozi, che lamentano un calo nelle vendite del 50 per cento
CRISTIANA SALVAGNI
N
on si
pu so-
s t a r e ,
non c
gente, i
t ur i s t i
entrano solo per andare in ba-
gno e non consuma nessuno!.
Al Caff del Duca, proprio da-
vanti alla nuova fermata dei
bus turistici a Borgo Mercatale,
nel giro di un mese il lavoro
calato del 50 per cento. Dal 20
aprile, a causa dei lavori nel
piazzale, di fronte ai negozi
non ci sono pi le strisce blu del
parcheggio, bens unarea dai
confini gialli, dove le macchine
non possono sostare: l si fer-
mano i pullman, il tempo ne-
cessario per far scendere e risa-
lire i passeggeri.
I clienti non si possono ferma-
re per il distributore automati-
co spiega Luca Paolucci, della
videoteca per lassessore
Mechelli il giorno in cui sono
arrivati i pullman ci ha rassicu-
rato che massimo entro 60
giorni si sarebbe sistemato tut-
to e noi confidiamo nella sua
parola. Questo accadeva un
mese fa, ora lassessore ai La-
vori Pubblici pi cauto: Dire
che sicuramente per il 20 giu-
gno il parcheggio sar riaperto
un po azzardato, ma stiamo
lavorando; alla normalit si
torna gradualmente. Se anche
ci riuscissero, poi, a luglio,
agosto e settembre non c pi
lavoro nota la signora Paola
dellalimentari. I pullman
hanno allontanato il 50 per
cento della clientela perch
non fanno fermare neanche
due minuti, spiegano alla rice-
vitoria-tabaccheria.
Questo bar funziona anche
come bagno pubblico conti-
nua il titolare del Caff del Du-
ca un consumo di luce, ac-
qua, carta e non c guadagno!
Vicino allarco ci sono i bagni
pubblici chiusi, ma apriteli!.
Riaprire quei bagni , per dele-
ga del Comune, compito del-
lAMI Servizi, lazienda che ha
in gestione il flusso dei traspor-
ti turistici: Il tecnico sta facen-
do i rilievi spiega il direttore
Giorgio Ubaldi a breve si pre-
senter un progetto di ristrut-
turazione. Sono opere sia
idrauliche che murarie, spero
che entro lestate o a settembre
possa partire lintervento.
Sempre dal 20 aprile lAMI Ser-
vizi applica un ticket di 25 euro
per la sosta di ogni autobus: a
Mercatale sono comparsi uno
stand e un operatore che acco-
che da 13 anni viene a Urbino.
Prima di fare certe scelte
continua si deve trovare il
luogo adatto con i servizi adat-
ti. Anche se nessuno sembra
saperlo e non ci sono cartelli, il
bar e il bagno ci sono: lAMI
Servizi dice di aver stipulato
una convenzione con il bar del
bocciodromo, che apre alle 9 di
mattina invece che alle 13.30.
S, abbiamo firmato una con-
venzione, ce lhanno chiesto il
24 aprile pomeriggio per il 25,
racconta il signor Paolo, marito
della titolare. Ma scade il 10
giugno ed la prima e ultima
che facciamo: qui non viene
nessuno, manco per il bagno!.
Mostra un calendario a muro
su cui, ogni giorno, ha segnato
il numero di clienti mattutini:
c una sfilza di zero, due, tre,
uno, qualche cinque. Le ra-
gazze a Mercatale dovrebbero
informare che il bar qui, ma in
20 giorni saranno entrate 35
persone: un fallimento.
glie gli autisti, fa scendere i pas-
seggeri, riscuote la tassa, poi
manda i pullman nellarea ac-
canto al bocciodromo, nel
quartiere San Severo. Alla fine
della gita loperatore chiama
lautista per far risalire i turisti.
Gli autisti, per, sono sconten-
ti. Pagano 25 euro ma, dicono,
non ricevono servizi. Non
asfaltato, non ci sono i bagni n
il bar e se si vuole andare in cen-
tro lautobus ci mette 40 minu-
ti spiega Riccardo Piccinelli,
Sopra, i lavori al Mercatale. A destra, in alto i bagni pubblici chiusi, in basso la fermata dei pullman davanti ai negozi
URBINO - Via Tomassini, 7 - tel. 0722 4062 (per appuntamento)
Ducato 4-5.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 9:51 Pagina 4
5
CITT
Arte e agricoltura:
le nostre qualit
Osservatorio - 4
Marco Lion, di Senigallia, deputato dei Verdi dal 2001 e presiden-
te della commissione Agricoltura della Camera. Fondatore nel
1983 della prima lista verde italiana, stato a lungo tesoriere del
partito.
VALERIO MINGARELLI
O
norevole, che co-
sa significa per
lei rendere pedo-
nabile una citt
ideale come Ur-
bino?
Significa renderla ancora pi
ideale e apprezzata dal turismo
internazionale.
Bretella e funicolare sono pro-
getti concreti ormai
Ho seguito la questione da mar-
chigiano e da amante di Urbino.
La funicolare un progetto intri-
gante ma azzardato. Da una par-
te occorre liberare
dal traffico il centro
storico e quindi
un opera come
questa sarebbe
strategica, dallaltra
meglio evitare
sfregi. Proprio per
lunicit di Urbino,
non possiamo per-
metterci un piano di
scarsa qualit che
non tiene conto del-
lambiente e della
qualit urbanistica.
A proposito della
bretella, invece, io stesso parteci-
pai a una manifestazione quan-
do era solo a uno stato di proget-
tazione. Purtroppo la cosa an-
data avanti con tutti i rischi che
ormai sono evidenti. Credo che la
strada, soprattutto in inverno, sia
pericolosa considerando com
stata realizzata. E una bretella
che arriva a Urbino ma non si sa
ancora dove e come. Il comune, la
provincia di Pesaro e la regione
Marche hanno perso una gran-
dissima occasione rispetto ai tra-
sporti quando hanno deciso di
lasciar morire la tratta ferroviaria
Fano-Urbino. Quella sarebbe
stata la soluzione migliore per
evitare lisolamento territoriale,
lho sempre considerata un im-
portante vettore per il trasporto
delle merci su Urbino, invece di
utilizzare i camion.
Se l presa con qualcuno in
particolare?
Larea del Montefeltro ha una
valenza mondiale e certi inter-
venti dovrebbero spettare ad
amministratori pubblici co-
scienziosi. Invece si optato per
un imbruttimento del paesag-
gio che, peraltro, ha reso meno
calda e accogliente la citt.
Qual il ruolo dellindustria
urbinate, se c?
Non mica necessario che tut-
to il mondo sia industrializzato.
Anzi. Il nostro Paese si sta gra-
dualmente avviando verso un
terziario avanzato
e Urbino potrebbe
essere leccezione:
un luogo deccel-
lenza dove com-
mercializzare cer-
te qualit alimen-
tari, dare spazio al
settore agroali-
mentare, vendere i
nostri prodotti arti-
gianali e fare vetri-
na. Lindustria la
ucciderebbe. Lar-
tigianato, lagricol-
tura di qualit, lar-
te, la programmazione di eventi
culturali e spettacoli la rende-
rebbero economicamente so-
stenibile. Insomma, Urbino
una citt gi pronta: ha una pro-
pria storia, unarchitettura che
non occorre inventare. Si tratta
semmai di fare unoperazione
di marketing a livello interna-
zionale. Ma il prodotto che ven-
diamo devessere buono, non
alterato da bretelle o funicolari
che non hanno senso.
La costruzione della centrale a
biomasse di Schieppe continua
a suscitare innumerevoli con-
troversie. Che ne pensa?
Sono perplesso perch una cen-
trale di quel tipo si configura co-
me un inceneritore mascherato,
in quanto pu bruciare non solo
le biomasse di origine agricolo-
vegetale ma anche qualcosaltro,
il che molto preoccupante.
Piove e i libri affondano
I disagi nelle aule dell'Istituto di Villa Maria
I
nfissi in legno marci,
limpianto di riscalda-
mento che non funziona
a dovere, muffe provoca-
te da umidit sulle pareti
e vicino alle prese della
corrente. Ma non tutto, i ra-
gazzi della Scuola del libro di
Urbino non hanno aule comu-
ni, una palestra, unaula ma-
gna dove riunirsi per le assem-
blee dIstituto.
Sono poche le aule comuni
per insegnare italiano, storia e
matematica. Nel corso degli ul-
timi anni - dichiara Maurizia
Ragonesi, dirigente scolastico
della scuola per problemi di
logistica sono stati ricavati au-
le e laboratori in maniera im-
propria allinterno di altri loca-
li. Adesso vorremmo un labo-
ratorio linguistico, ma pur-
troppo gli spazi sono insuffi-
cienti. Quando piove spiega
ancora la preside - il legno de-
gli infissi si gonfia e le infiltra-
zioni sono copiose e diffuse.
Dobbiamo attrezzarci con ba-
cinelle o teli di plastica. Nei
laboratori dinformatica dice
il rappresentante dIstituto,
Davide Pagliardini la pioggia
che entra rischia di danneggia-
re i pc e dinverno, in alcune au-
le bisogna stare con i giubbotti
e in altre in maglietta, perch i
riscaldamenti funzionano ma-
le. Abbiamo una biblioteca
nella sede centrale, con diversi
volumi storici, ma la usano so-
lo gli studenti che stanno l. Poi
per fare assemblea distituto,
non avendo unaula magna,
dobbiamo affittare il cinema e
autotassarci per pagarlo.
Circa cinquecento sono gli stu-
denti dellIstituto statale darte
divisi in 22 classi per cinque indi-
rizzi. LIsa dislocato su due sedi:
la sede centrale di via Bramante e
la succursale di Villa Maria in via
Bonconte da Montefeltro. La pri-
ma ospita la Presidenza, la segre-
teria e lamministrazione, la Bi-
blioteca e larchivio storico, alcu-
ne aule comuni e la sezione di Di-
segno Animato e Cinema di Ani-
mazione. La sede di Villa Maria
costruita negli anni 70 da un pro-
getto dallarchitetto Giancarlo
De Carlo stata realizzata solo in
parte (due lotti su cinque) ed
ospita gli altri indirizzi con le ri-
spettive aule e laboratori. Avere
due sedi distaccate un proble-
ma per la gestione della didattica
e comporta una serie di sacrifici
sia da parte degli alunni che dei
professori. Questa scuola si meri-
ta di essere completata. Intanto
qualcosa si muove: la Provincia
ha stanziato 612.789,00 euro per
la messa in sicurezza dal punto di
vista strutturale delledificio di
Villa Maria. (p.f.)
Nella foto
grande,
un telone
protegge le
attrezzature
dalla pioggia
In quella
piccola,
infiltrazioni
vicino
alle prese
elettriche
Marco Lion
Un investimento di almeno tre milioni di euro.
Secondo le prime stime dellufficio tcnico la
cifra che il comune di Urbino dovr spendere per
rimettere a nuovo le illuminazioni della citt. Si
dovr intervenire su oltre 3.000 dei 4.500 lam-
pioni presenti nellintera area comunale: 1.300
dovranno essere sostituiti, mentre altri 1.860
necessitano di un semplice intervento di manu-
tenzione. Con le nuove lampade ad alta efficien-
za attraverso la regolazione del flusso lumino-
so sar possibile risparmiare energia e limita-
re linquinamento luminoso. (l.s.)
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Ducato 4-5.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 11:49 Pagina 5
il Ducato
6
4
0
1
2
3
Da noi si fa il vino
bevuto dal Duca
Le cantine urbinati riscoprono i vitigni antichi
Gli esperti: Un nuovo corso per la viniviticoltura di montagna
T
utta la storia dei
colli di Urbino in un
grappolo duva: la
viniviticoltura lo-
cale scommette su-
gli antichi vitigni.
Addio trebbiani dimportazio-
ne. Addio Montepulciano e
Sangiovese. La vera novit ha
alle spalle secoli e secoli di sto-
ria. Vitigni di derivazione etru-
sca, i primi a popolare la mon-
tagna urbinate, passati per i ca-
lici del duca Federico da Mon-
tefeltro, tornano in tavola.
Sgranarello, Balsamino, Ali-
cante, Aleato, Vernaccia negra,
Cerasuolo e Tintorello, per ci-
tarne solo alcuni, sono la vera
sfida delle viticoltura della zo-
na. Il perch di questa sfida ai
confini tra economia e storia
presto detto: recuperare antichi
sapori, ridare vita al patrimonio
ampeliologico del territorio,
ricostruire la fisionomia di un
paesaggio dimenticato e, per-
ch no, cerare di restituire la
montagna urbinate ad unatti-
vit che le propria per vocazio-
ne. Ma non solo. Il vino di mon-
tagna, parola dellenologo
Giancarlo Soverchia, esperto
curatore di alcune delle aziende
vinicole della zona impegnate
in questa impresa che ha la di-
gnit della filologia, fa bene al-
la salute. Una produzione an-
cora di nicchia che per pare
avere tutta lintenzione di cre-
scere, se vero che alcune
aziende hanno gi coperto di
antichi vitigni dagli 8 ai 9 ettari
di terreno (contro una media
nazionale di un ettaro circa per
produttore).
Possiamo parlare di una vera e
propria rinascita dellantica vi-
ticoltura di montagna azzar-
da Giuseppe Cristini, presi-
dente dellassociazione pro-
vinciale dei sommelier Diver-
SILVIA PATERLINI
si produttori scelgono di reim-
piantare colture dimenticate
dal tempo, in particolare vitigni
che hanno attinenza con le ori-
gini del nostro territorio e pro-
gressivamente abbandonati,
un po perch meno redditizi,
parliamo infatti di prodotti
deccellenza e quindi di nicchia,
un po perch pi difficili da
mantenere. Affidate alla storia
le ragioni dellabbandono di
queste antiche colture: I viti-
gni autoctoni prosegue Cri-
stini sono andati scomparen-
do verso la fine dellOttocento,
dopo una grave crisi di filosse-
ra, e sono stati in seguito sosti-
tuiti da altre produzioni capaci
di garantire maggior quantit
e quindi maggiori introiti. Penso
a vitigni come il Sangiovese e il
Trebbiano. Sa bene, Cristini,
esperto sommelier e gastrono-
mo, che le grandi produzioni so-
no ben di l da venire. Ma poco
importa. Non arriveremo mai a
coprire i grandi numeri. nel
dna di una viniviticoltura di
montagna, faticosa e per certi
versi addirittura eroica. Il prin-
cipio molto semplice: produr-
re meno per puntare alleccel-
lenza. Daccordo lenologo
Giancarlo Soverchia: Il vino di
montagna spiega per forza
una produzione da piccoli nu-
meri. Leccellenza del prodotto
per, assicurata, sia sotto il
profilo gustativo sia sotto il
profilo sanitario. Ma la vinivi-
ticoltura di montagna non
tutta rose e fiori: Le difficolt
sono tante conclude Soverchia
- Non facile lavorare terreni
scoscesi e sassosi, tanto pi che
questi antichi vitigni, da tempo
scomparsi dalle nostre terre, so-
no esposti a particolari rischi
che non tutti sono disposti a
correre. Un esempio? Giuseppe
Maria Bruscolini, 72 anni, tito-
lare della Fattoria C Vagnarel-
lo di Castelcavallino: due ettari
di vigneto, 8/10 mila bottiglie
lanno. E che bottiglie. Quanto
a scrupolo filologico, la Fatto-
ria di Bruscolini assoluta-
mente imbattibile. La sua can-
tina, 150 ettolitri circa di capa-
cit, una vetrina capace da
sola di esaurire questa renais-
sance vitivinicola. Dal Famoso,
al rosso Duca della Rovere, la
fattoria Bruscolini un esem-
pio che esperti enologi e som-
melier si augurano possano se-
guire in molti. Il titolare il pri-
mo crederci: Mi auguro possa-
no presto capirlo anche giova-
ni imprenditori: i margini per
farlo ci sono tutti.
Incrocio tra Sauvignon e Verdicchio della Fattoria Bruscolini
Turismo? S, nel weekend
I dati regionali sulle presenze nel Montefeltro
L
a settimana di vacanza nel Montefeltro si
accorcia sempre di pi. Diminuisce, infat-
ti, la permanenza media dei turisti nelle
strutture ricettive urbinati. In particolare, sono
proprio gli alberghi a soffrire un forte calo delle
presenze, di fronte a un aumento nel biennio
2005 2006 dei turisti che visitano le terre duca-
li. Tengono, invece, gli esercizi complementari,
come gli agriturismi, i bed and breakfast e i co-
untry house, forti di una cultura del turismo in
campagna, sempre pi in voga in questi ultimi
anni.
La permanenza media di un turista a Urbino e
nel Montefeltro (dati forniti dalla Regione Mar-
che - Osservatorio Regionale del Turismo) sce-
sa di 0,2 giorni: circa 8,6 giorni nel 2005 contro
gli 8,4 del 2006. Ma per il consorzio turistico Ur-
bino e il Montefeltro i dati sono sbagliati.
Aspettiamo i dati Istat spiega Guerrino Bona-
lana, presidente di Urbino e il Montefeltro per-
ch quelli forniti dalla Regione ci sembrano
contraddittori. Secondo una nostra stima la per-
manenza media si aggira intorno a i tre e quattro
giorni. I dati sono inquinati dalla Carpegna, do-
ve si segnalano permanenze di quindici giorni,
e da Urbino, dove studenti universitari e profes-
sori tendono a privilegiare permanenze tempo-
ranee in strutture ricettive.
Nel biennio 2005 2006 gli arrivi si assestano al
+ 1,9% (3.458 in pi nel 2006 rispetto al 2005),
mentre diminuiscono dello 0,1 % le presenze
(sommando gli italiani, 7.273 in meno rispetto
al 2005, agli stranieri, 5,474 in pi, si ottiene un
saldo negativo di 1.799). Gli arrivi dei turisti pro-
venienti dalle altre regioni dItalia aumentano
dell1,6%, mentre diminuiscono le presenze
dello 0,5%. Meglio il flusso turistico straniero:
aumentano di oltre tre punti gli arrivi (+ 3,6%) e
di due punti le presenze (+ 2,5%). Nelle struttu-
re ricettive si segnala una pesante diminuzione
di 7,9% delle presenze negli alberghi, mentre
aumentano dell1,7% quelle nei country house,
nei bed and breakfast e negli agriturismi. Di cer-
to non aiuta lefficienza nella comunicazione.
Manca coordinamento: i nostri nuovi opera-
tori conclude Bonalana - non comunicano i
flussi turistici reali per paura di pagare pi tasse
e la Regione fornisce le elaborazioni in ritardo.
MASSIMO MORICI
Il tartufo soffre il caldo.
Le scarse piogge inver-
nali, non hanno permes-
so al tubero di matura-
re. Per questo il Centro
tartufi di SantAngelo in
Vado ha posticipato la
raccolta del tartufo esti-
vo di un mese. Non pi
il primo maggio, ma a
giugno. La comunit
montana dellalto e
medio Metauro di
Urbania ha chiesto ai
1.700 tesserati di
aspettare. Il tartufo esti-
vo, chiamato anche
scorzone, nel
Montefeltro il maggio-
lo, per il mese della
raccolta. Questanno
soltanto un problema di
nomi. (l.p.)
TARTUFI A GIUGNO
Ducato 6-7.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 10:02 Pagina 6
se correnti. Numeri da far
quadrare. Sono quasi 6 mila
gli abitanti in pi, che chiedo-
no servizi, le strade, gli auto-
bus, i campi sportivi, le piscine
- puntualizza lassessore - Ur-
bino una citt che prende fon-
di per 15.600 abi-
tanti e d servizi
a 30.000 perso-
ne. Gli aiuti dal-
lo Stato arrivano
alla citt ducale,
come in tutti gli
altri comuni ita-
liani, in propor-
zione al numero
di abi t ant i .
Questanno
stata abbassata
la comparteci-
pazione Irpef ed
stato aumenta-
to il trasferimen-
to dallo Stato - spiega lassesso-
re - la prima passata dai
2.026.000 euro nel 2006 ai
468.000 euro nel 2007. I trasferi-
menti ordinari sono invece sali-
ti da 1.726.000 euro nel 2006 a
3.287.000 euro nel 2007. Alla fi-
ne limporto rimane invariato.
Unentrata cospicua nel bilan-
cio del Comune alla quale si ag-
7
ECONOMIA
Verso il no alla bio-centrale
La Regione lago della bilancia. Il presidente Spacca costretto a decidere
Impatto ambientale: divisi gli esperti. I comitati non abbassano la guardia. Gli agricoltori: s allimpianto
Il Ministero ha bloccato i lavori
con il vincolo paesaggistico
La ditta costruttrice non molla
M
a
p o i ,
c h e
c o -
s
u n
nome?Forse che quella che
chiamiamo rosa cesserebbe
davere il suo profumo se la
chiamassimo con altro nome?
Domanda retorica, quella di
Giulietta a Romeo, eppure
quando parliamo di centrali a
biomasse o di inceneritori bi-
sogna andarci cauti. Come
chiamare limpianto che do-
vrebbe sorgere a Schieppe di
Orciano? Quanto inquiner? E,
soprattutto, lo costruiranno
mai? Per ora i lavori non inizie-
ranno, perch larea stata po-
sta sotto vincolo paesaggistico
dal Ministero dei Beni cultura-
li e il ricorso al Tar della ditta co-
struttrice - appoggiata dalla
Regione, che aveva dato lok
per limpatto ambientale -
stato respinto il 10 maggio
scorso.
Le probabilit di realizzare
limpianto si assottigliano
sempre pi dopo che, oltre ai
comuni interessati e alla Pro-
vincia, anche quattro consi-
glieri regionali di Ds e Rifonda-
zione hanno chiesto al gover-
natore Spacca di fare un diffici-
le dietrofront, dalle forti valen-
ze politiche, e di dare il suo pa-
rere negativo.
Sempre a proposito di nomi,
per i fautori della centrale a
biomasse si tratta di conciliare
la produzione di energia da
fonti alternative con la tutela
della salute e di rispettare le ri-
chieste dellUnione Europea
sulla riduzione di emissioni di
gas serra, mentre per gli oppo-
sitori linceneritore devaste-
rebbe e inquinerebbe la Val
Metauro, una Zona a Protezio-
ne Speciale (Zps).
Ma di cosa stiamo parlando? Di
un impianto per la produzione
di circa 20 megawatt di energia
elettrica da biomasse vegetali -
pi o meno il fabbisogno di
6600 utenze domestiche per
la cui costruzione stata inca-
ricata la ditta Wafer Zoo Srl.
Per le emissioni previste dalla
legge - spiega David Piccinini,
tecnico della Regione e firma-
tario della positiva Valutazione
dImpatto Ambientale siamo
in regola. Per quanto riguarda
la diossina e le nanoparticelle,
invece, il loro accumulo non
normato. Con le conoscenze
scientifiche attuali, il nostro la-
voro il migliore possibile. La
Regione ha dovuto sostenere
dufficio la Wafer Zoo nel suo ri-
corso al Tar per difendere lo-
perato dei funzionari dellam-
ministrazione.
Stefano Montanari, esperto di
fama internazionale in nano-
tecnologie che ha effettuato
una perizia sullimpianto di
Schieppe, Non daccordo con
Piccinini: Qualsiasi centrale a
biomasse un inceneritore. Le
biomasse vegetali inquinano
meno dei rifiuti ma comunque
inquinano. La comunit scien-
tifica non ha assolutamente
dubbi sui danni causati dalle
diossine e dalle nanopolveri per
la salute umana. Le leggi sono
sempre ere geologiche indietro
rispetto alla scienza e ci sono
forti interessi per continuare a
inquinare.
Adriano Mei, rappresentante
dei comitati contro la centrale,
aggiunge: inaudito che la Re-
gione sostenga, in un ricorso al
Tar, una ditta privata contro il
Ministero e altri enti pubblici
che hanno gi detto no allince-
neritore. Poi, per ammissione
della stessa Wafer Zoo, lim-
pianto sarebbe facilmente
adattabile allincenerimento di
rifiuti e quindi pi inquinante.
Infine dove reperire il combu-
stibile?
Leandro Cangini della Ceam,
una cooperativa di agricoltori
interessata a produrre biomas-
se, risponde che si potrebbero
sfruttare gli scarti agricoli per
MAURIZIO MOLINARI
cui c poco mercato e utilizza-
re superfici ora incolte, senza
andare a discapito dellalleva-
mento, della produzione ali-
mentare e dellecosistema.
Per ora tutto bloccato dal vin-
colo paesaggistico. Patrizio Pa-
ci, della Water Zoo, dichiara
che modificheranno il proget-
to per ottenere lautorizzazio-
ne. I comitati contro la centra-
le continueranno la loro lotta e
molto dipender dalla Regio-
ne, vero ago della bilancia. Co-
me eviter, Spacca, la spacca-
tura in consiglio regionale?
Una centrale a biomasse. Nel particolare, scarti da coltivazioni usati per la combustione
Costretti ad aumentare lIrpef
Addizionale pi cara. Lassessore Alceo Serafini spiega perch
Centrale a biomasse o inceneritore? La differen-
za nello scopo e nella materia della combustio-
ne. Con inceneritore o termovalorizzatore si
intende un impianto che trasforma i rifiuti in
materiali non reattivi con l'ambiente. Nelle cen-
trali a biomasse, che sono inceneritori, la combu-
stione solo di materia di origine vegetale da
coltivazioni o da scarti dell'agricoltura. Con i ter-
movalorizzatori si produce solo energia termica,
con le centrali a biomasse anche elettrica.
DUE ALTERNATIVE
C
he succede quando le
statistiche dello Stato
non corrispondono alla
realt? Esplode un caso come
quello di Urbino, dove i contri-
buti dello Stato vengono calco-
lati su un numero di abitanti
che non ha riscontro nella vita
di ogni giorno. Sulla carta i resi-
denti sono 15.600. Ma il Comu-
ne molto pi popoloso, quasi
il doppio. Sono gli studenti uni-
versitari e la gente che lavora
ma non vive in citt a raddop-
piare i numeri. Cittadini co-
munque che richiedono servi-
zi essenziali, dai trasporti alle
strutture sportive. E il Comune
cerca di non far mancare nulla,
tirando la cinghia e chiedendo
uno sforzo ai propri contri-
buenti. Questi servizi in pi
non sono remunerati dalle en-
trate che riceviamo dallo Stato
- spiega Alceo Serafini, asses-
sore al bilancio e alla program-
mazione di Urbino - ci avvalia-
mo di una finanza comple-
mentare e facciamo fronte a
tutto. Riusciamo a garantire i
servizi con un bilancio comu-
nale di 17.057.584 euro di spe-
giunge il contributo consolida-
to da parte dello Stato di
1.068.000 erogato ogni anno.
A far cassa c poi laddizionale
Irpef, decisa liberamente da
ogni comune, nel rispetto della
soglia massima per legge dello
0,8 per cento. Ur-
bino lha fissata
allo 0,6 per cento
(delibera n18
del 28 febbraio
2007). Lo 0,2 in
pi rispetto allo
scorso anno. Il
comune di Urbi-
no ha mantenu-
to i servizi alla
persona senza
aumentare le ta-
riffe - spiega las-
sessore - ha do-
vuto per au-
mentare dello
0,2 per cento laddizionale Ir-
pef. Limposta ha fruttato alle
casse comunali 680.000 euro
nel 2006 e, secondo le stime,
nel 2007 porter 1.020.000 eu-
ro. Uno 0,2 per cento di aumen-
to da 340.000 euro. Ma quanto
incide laddizionale sulle ta-
sche dei cittadini? Il calcolo
semplice. Una persona con uno
stipendio medio lordo di 20.000
euro annui, con laddizionale
allo 0,6 per cento, come prevista
dal comune di Urbino per il
2007, pagher 120 euro annui,
quaranta euro in pi rispetto a
quanto sborsava nel 2006 con
laddizionale allo 0,4. Siamo in
media con quello che succede a
livello nazionale commenta
lassessore Serafini laumento
era indispensabile per far fron-
te alle richieste dei cittadini.
Il comune ha applicato la stes-
sa tariffazione degli anni pre-
cedenti - continua lassessore
al bilancio - implementando
altres lassistenza domiciliare
agli anziani e i centri di aggre-
gazione giovanile. Abbiamo
previsto misure per le famiglie
pi bisognose, con contributi
per gli affitti. E infine abbiamo
garantito il trasporto pubblico
locale, un servizio importante
e capillare che copre diverse
zone, da Cavallino a Canavac-
cio, fino a Fermignano. Inva-
riate rispetto al 2006 le altre en-
trate del comune: limposta
sulla pubblicit, la tassa di oc-
cupazione di spazi e aree pub-
bliche e i diritti sulle pubbliche
affissioni.
LAURA PONZIANI
Lassessore Alceo Serafini
Ducato 6-7.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 11:50 Pagina 7
il Ducato
8
Raffaello Sanzio,
illustre sconosciuto
Universitari alle prese con un mini-sondaggio
Pochi ricordano le sue opere, alcuni non sanno che era di Urbino
ROBERTA DI MATTEO
N
on r i -
c o r d o
dove sia
nato. Il
periodo
i n cui
vissuto nel Risorgimento, cio
fra il 1200 e il 1400. Testuale ri-
sposta di uno studente di psico-
logia delluniversit di Urbino
alla domanda: Dove nato e in
che periodo vissuto Raffael-
lo?.
La caccia agli studenti universi-
tari durata circa sei ore, tra lu-
ned 12 e marted 13 maggio. Si
chiedeva loro di rispondere a un
breve questiona-
rio, da compilare
in pochi minuti,
con cinque do-
mande: Chi
Raffaello? Dove
nato e in che pe-
riodo vissuto?
Hai mai visitato
Palazzo Ducale?
Conosci il nome
di unopera di
Raffaello? Sai che
appena arriva-
to a Urbino un
quadro di Raf-
faello e quale?.
Sono stati distribuiti 115 que-
stionari ad altrettanti studenti
di diverse facolt: scienze della
comunicazione, farmacia, eco-
nomia e commercio, sociologia,
beni culturali, scienze motorie.
Pi sette compilati da allievi
dellAccademia di Belle arti:
troppo facile per loro, perfetta-
mente preparati sullargomen-
to. Per gli altri, invece, un risul-
tato molto diverso.
Solo quattro hanno saputo ri-
spondere a tutte le domande: tre
ragazze tra i 20 e i 22 anni (tra cui
una studentessa di beni cultu-
rali) e un ragazzo di 33. Gli stu-
denti stranieri interpellati
quattordici in tutto sanno che
Raffaello un pittore rinasci-
mentale nato a Urbino e sono
stati a Palazzo Ducale; alcuni
conoscono la Scuola di Atene
perch, hanno spiegato, la stu-
diano a scuola. Anche i colleghi
italiani lo studiano: peccato pe-
r che pochi di loro sembrano
ricordarlo.
Tra tutti gli intervistati, pi o
meno assodato che Raffaello sia
un pittore; o artista, come
qualcuno, per sicurezza o amo-
re di completezza, ha preferito
specificare. Vesna, jugoslava, ha
unottima memoria fotografica
e quindi, alla domanda Chi
Raffaello?, ha risposto: E
quello che c nel parco?. Mag-
giori problemi di fronte alla se-
conda domanda, dove nato e
in che periodo vissuto. Uno
studente di editoria, 25 anni di
Barletta, non ricorda; lo stesso
vale per Laura, ventunenne di
San Marino. Erica, ventenne di
scienze della comunicazione,
scrive che non lo sa proprio; Eli-
sa, 24 anni, se la cava rispon-
dendo in Italia; Cristina di Ma-
cerata studia psicologia e crede
che sia nato in Toscana. Poche
eccezioni, per, dato che 80 stu-
denti su 115 sono riusciti a ri-
spondere che Raffaello lUrbi-
nate, che cos firmava le sue
opere, nato proprio qui, nella
citt ducale. Da segnalare, per,
che molti hanno copiato la ri-
sposta dal vicino e che una buo-
na decina di insicuri ha correda-
to la risposta con un punto in-
terrogativo e vari suppongo,
credo, penso. Daltra parte,
un precisissimo
studente di far-
macia ha scritto
addirittura lindi-
rizzo, via Raf-
faello 77: genui-
no osservatore.
Cons i der ando
valide tutte le ri-
sposte che indi-
cavano il XV o il
XVI secolo, solo la
met degli inter-
pellati ha saputo
collocare il San-
zio nel Rinasci-
mento. Per quat-
tro universitari un artista del
1200 o 1300, per sei del 1600, se-
condo un paio del 1700 e per
tre certamente dellOttocento:
tra questi ultimi, anche una stu-
dentessa di farmacia di Urbino
che ha preferito non lasciare il
nome. Sessanta temerari hanno
visitato Palazzo Ducale: un paio
da piccoli, qualcuno, invece,
addirittura due o tre volte. An-
gela, ventunenne di beni cultu-
rali, ha precisato che altrimenti
non avrebbe potuto superare
lesame. Se quattro ragazzi
lhanno visto da fuori, gli altri
si sono tenuti lontani; forse per-
ch, secondo una leggenda dif-
fusa in universit, porta sfortu-
na agli studenti. Temutissima la
domanda numero quattro, il
nome di unopera di Raffaello.
Dei 115, 80 hanno consegnato
in bianco o hanno dato risposte
sbagliate: tra le pi quotate, La
citt ideale (misterioso quadro
anonimo, attribuito in passato a
Piero della Francesca, conser-
vato a Palazzo Ducale) e la
Donna con lermellino (di
Leonardo). I 29 che conosceva-
no almeno unopera hanno mo-
strato una spiccata preferenza
per la Fornarina: uno studen-
te di 24 anni ha ammesso per di
conoscerla solo perch si chia-
ma come il ristorante in via
Mazzini. Strano che nessuno
abbia citato i famosissimi ange-
li ai piedi della Madonna Sisti-
na: e dire che, ci ha raccontato
il gestore del bar-tabacchi di via
Raffaello, ne abbiamo vendute
migliaia: su cartoline, quaderni,
poster, penne. Pochissimi infi-
ne quelli che ricordano il Ri-
tratto di giovane con pomo,
quadro proveniente dagli Uffizi
esposto a Palazzo Ducale fino a
luglio: solo 13, a cui si possono
aggiungere i 15 che non ne ri-
cordavano il nome. Gli altri 80?
Non hanno visto i manifesti e
non ne hanno proprio sentito
parlare.
E triste, terribile, mortifican-
te: non risparmia aggettivi
Giorgio Cerboni Baiardi, presi-
dente dellAccademia Raffaello
di Urbino. Non ignoranza ge-
nerazionale, quello che manca
la curiosit intellettuale: forse
dipende dal tipo di scuola che si
frequenta, o forse la storia del-
larte in Italia si studia troppo
poco. Se noi possiamo fare qual-
cosa? Avremo pure delle re-
sponsabilit, ma la colpa non
nostra n delle istituzioni: non
possibile che a Urbino sia ne-
cessario pubblicizzare Raffael-
lo, sta alle persone aprire gli oc-
chi. Va bene che i giovani vada-
no a vedere Van Gogh, ma po-
trebbero fare un salto anche ai
Musei vaticani e agli Uffizi.
Quanto largo e benigno si dimostri talora il cielo
nellaccumulare in una persona sola linfinite ric-
chezze de suoi tesori [] pot vedersi nel non
meno eccellente che grazioso Raffael Sanzio da
Urbino (Vasari, Vite de pi eccellenti architetti,
pittori, et scultori italiani, 1568).
Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 Roma, 1520) fu
celebre pittore e architetto rinascimentale.
Formatosi a Urbino, lavor a Perugia, Firenze e
Roma, dove fu a servizio di papa Giulio II.
Tra le opere pi note, San Giorgio e il drago
(1504), lo Sposalizio della Vergine (1504), la
Madonna del prato (1506), gli affreschi della
Stanza della Segnatura nei Palazzi Vaticani (tra
cui la Scuola di Atene del 1509 e La Disputa
del Sacramento del 1508-09), la Madonna della
seggiola (1513-14), La Trasfigurazione (1518-
20). Nel 1514, alla morte del Bramante, fu nomi-
nato architetto della basilica di San Pietro.
MA CHI ERA COSTUI?
Solo quattro
rispondono
a tutte
le domande
Pi preparati
gli studenti
stranieri
Ducato 8-9.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 10:08 Pagina 8
verranno gestiti dalla Sovrin-
tendenza ai Beni Culturali. La
Regione Marche promette
grandi sorprese per i luoghi
che faranno da scenario alla
mostra. Si realizzer presto
ci ha detto lassessore alla cul-
tura Luigi Minardi - una novi-
t tecnologica in grado di ren-
dere ancora pi affascinante
la visita al Palazzo. Entro que-
stanno sar prodotta questa
forte innovazione che, sono
certo, sar apprezzata dal
mondo scientifico nazionale,
dai visitatori e dai cittadini di
Urbino.
Uno dei maggiori sostenitori
del progetto appunto la Re-
gione. Secondo Minardi fuori
delle Marche molti pensano
che Urbino non sia marchigia-
na e che Raffaello sia umbro.
Come far ricadere il valore ag-
giunto rappresentato da Urbi-
no e Raffaello sullintera Re-
gione stata una domanda al-
la quale si sta cercando di ri-
spondere da molto tempo.
Per quel che riguarda il comi-
tato scientifico i nomi dei
componenti gi ci sarebbero.
La sovrintendente Mochi
Onori ha dichiarato il sinda-
co Corbucci sta lavorando
agli aspetti scientifici del pro-
getto, sviluppando un percor-
so che punta ad approfondire
gli aspetti della formazione
urbinate del giovane Raffaello
Sanzio, in modo da capire
quanto lambiente culturale
della Corte del Montefeltro,
della Bottega del padre, Gio-
vanni Santi, e della citt di Ur-
bino abbiano influenzato i
primi anni di colui che diven-
ter uno dei massimi geni del-
la pittura e della architettura
rinascimentale.
Di sicuro arrivare al 2009 a la-
vori terminati e a mostra orga-
nizzata richieder molte ener-
gie. Ma secondo la Regione
l'esposizione di Simone De
Magistris a Caldarola ha gi
dimostrato che credendoci
possibile realizzare eventi im-
pegnativi, pi grandi delle
possibilit della singola citt,
perch ormai il territorio
cresciuto ed il tessuto econo-
mico ed istituzionale dispo-
sto ad investire in cultura.
Anche il Comune di Cagli si sta
attivano in vista del 2009. Nel-
la cappella dei Tiranni sono
infatti conservate alcune ope-
re del Santi. Oltre al restauro
dellaffresco si realizzer un
nuovo impianto di illumina-
zione per lintera cappella. C
gi il finanziatore, sar lasso-
ciazione Assindustria. Inoltre
il Comune si sta impegnando
nella pubblicazione una tesi
di laurea che riguarda lo stu-
dio di questi luoghi.
Nel frattempo ci dovremo ac-
contentare: in attesa dei fi-
nanziamenti necessari allal-
lestimento di questo evento
internazionale, il Comune
porter ogni anno unopera di
Raffaello a Palazzo Ducale. Un
Raffaello a rate che si con-
cretizzato questanno con le-
sposizione del Giovane col
pomo proveniente dagli Uffi-
zi di Firenze.
9
CULTURA
Arte giovane nella strada del Maestro
FILIPPO BRUNAMONTI
L
arte giovane. Una mo-
stra-concorso riservata
agli allievi dellAccade-
mia di Belle Arti stata pro-
mossa dai commercianti di via
Raffaello.
Liniziativa cerca un modo al-
ternativo per viaggiare con gli
occhi dei ragazzi, forse ignari
che il Palazzo Ducale ospiti il
raffaellesco Ritratto di giova-
ne col pomo ma decisamente
ricchi di idee per il futuro del-
larte.
Il grande Raffaelo Sanzio il ce-
lebre pittore e architetto del Ri-
nascimento. Anzi no, a Urbino
il grande Raffaello Sanzio in
realt anche una via, un mo-
numento restaurato.
Eppure: Raffaello chi?, ci si
chiede ancora in citt. Per evi-
tare che una domanda simile
resti priva di risposta e per sol-
lecitare le giovani generazioni
di artisti a promuovere un mo-
do nuovo di vedere le cose , dal
15 al 24 maggio lAccademia
Raffaello permetter agli allie-
vi della storica Accademia di
Belle Arti di presentare al pub-
blico alcune delle loro creature
pittoriche e non solo. Ci sar
spazio per scultura, decorazio-
ne, incisione, grafica, scatti fo-
tografici.
Il professor Piero Demitri, cu-
ratore del progetto, entusia-
sta di vedere cinquanta stu-
denti finalmente liberi di
esprimersi senza il vincolo de-
gli insegnati. Hanno seleziona-
to le opere da esporre nei nego-
zi di Urbino per vivacizzare la
vita sociale e culturale delle vie,
e io dar loro una mano nel-
lorganizzazione, anche per-
ch, parliamoci chiaro, se non
fosse per eventi come questi gli
studenti rimarrebbero nel-
lombra. Condividono le sue
parole i negozianti di via Raf-
faello e di piazza S. Francesco
che, in occasione della Setti-
mana raffaellesca, distribui-
ranno ai propri clienti una
scheda per votare il nuovo Raf-
faello.
Gioved 24 maggio, alle 16, in
occasione della festa per il re-
stauro del monumento dedi-
cato al Sanzio, saranno procla-
mati i vincitori che riceveran-
no un premio di 400, 300 e 200
euro.
I primi tre classificati avranno
anche la possibilit di emerge-
re ulteriormente e allestire con
i propri lavori una mostra dar-
te nella Bottega Giovanni San-
ti, la casa natale di Raffaello.
Quando non si sa, ma certo
che a Urbino il vero premio
vedere commercianti e docen-
ti tifare per la libert creativa.
Le proposte per finanziare il progetto
Fondi europei
per la mostra 2009
D
ue anni fa, qual-
cuno ebbe lidea
di accostare le
opere di Raffael-
lo a quelle del
padre, Giovanni
Santi. Nel novembre di quel-
lanno, durante il Forum del-
le idee tenutosi a Urbino, il
Comune, la Provincia e la Re-
gione assunsero limpegno re-
ciproco di farsi promotori del-
levento sollecitando il Mini-
stero per i beni culturali.
A due anni di distanza il Mini-
stero ha risposto. A marzo
Francesco Rutelli, durante la
sua visita a Urbino, ha assicu-
rato alle amministrazioni lo-
cali 500mila euro per la clima-
tizzazione e lammoderna-
mento di Palazzo Ducale. Per-
ch prima che arrivi il 2009
(lanno della mostra) il Palaz-
zo deve essere ristrutturato in
modo che le opere in arrivo da
altri musei siano al riparo da
qualsiasi forma di deteriora-
mento.
Sullaltro versante, quello del-
lorganizzazione, il sindaco di
Urbino Franco Corbucci alli-
nizio di questanno aveva an-
nunciato che sarebbero stati
costituiti al pi presto un co-
mitato promotore e un comi-
tato scientifico, che si sareb-
bero occupati dellallesti-
mento dellevento.
A che punto siamo? Per luffi-
cio stampa del comune di Ur-
bino gli stanziamenti saran-
no a bilancio mano a mano nel
giro di due anni, tutti sono de-
cisi a fare la mostra nel 2009. Il
Ministero ha preso degli im-
pegni ben precisi. Ma ci vuole
un concorso di forze a livello
europeo perch occorrono ci-
fre ingenti.
Oltre ai finanziamenti straor-
dinari, gran parte dei soldi vie-
ne da fondi ordinari (Rutelli
ha gi firmato il decreto) che
GIUSEPPE FERRANTE
Al centro, particolare
della Madonna
Sistina
A sinistra,
Autoritratto
Sopra, la Madonna
del Granduca
Sotto, uno scorcio
di via Raffaello
Ducato 8-9.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 10:11 Pagina 9
il Ducato
10
car
te
llo
ne
Cinema
BREACH - LINFILTRATO
Cinema Ducale
Sala 1
Orari feriali 20.30, 22.30
Orari festivi 16.30, 18.30,
20.30, 22.30
Quando il giovane Eric
O'Neil viene promosso nella
nuova divisione del quartie-
re generale dell'FBI, il suo
sogno di diventare un agen-
te a un passo dall'avve-
rarsi. O'Neil per deve subi-
to confrontarsi con le vere
motivazioni che stanno die-
tro alla sua promozione,
smascherando il suo capo e
mentore Hanssen.
Sotto l'apparenza di un
uomo moralmente impecca-
bile, l'agente Hanssen ha
compromesso la segretezza
dell'intero sistema dell'FBI,
divenendo l'artefice del pi
grande tradimento nella sto-
ria dell'intelli-
gence statuni-
tense.
Senza alcuna
copertura o
appoggio,
O'Neil si trova nel mezzo di
un gioco letale di spia-con-
tro-spia, in grado di mettere
in pericolo la sicurezza del
mondo intero.
PIRATI DEI CARAIBI -
ALLA FINE DEL MONDO
Cinema Ducale
Da marted 22 maggio
Orari feriali 21.00
Orari festivi (sabato)
19.00, 22.00 (domenica)
16.00, 19.00, 22.00
Arriva un bastimento carico
di pirati, che si spingeranno
fino ai confini del mondo
per salvare Jack Sparrow. Il
travolgente pirata di Johnny
Depp deve sopravvivere al
limbo di sabbia a cui lo ha
costretto Davy Jones, padro-
ne dell'oceano e della sua
anima. La squadra della
Perla Nera capitanata dai
leggendari e irresistibili eroi:
la bella Elizabeth di Keira
Knightley, l'eterno sposo di
Orlando Bloom, la sacerdo-
tessa voodoo Tia Dalma e, a
sorpresa, il Barbarossa di
Geoffrey Rush.Verbinski le
prova tutte per rivitalizzare
il film di pirati: mescola iro-
nia ed effetti speciali, sposa
l'avventura
con l'horror,
adotta per i
suoi eroi un
look tra il gla-
mour e il
dandy. Soprattutto fa dei
pirati una zona di confine
tra vivi e morti (e forse
Lezioni di natura
per vivere meglio
Conoscere lambiente e imparare a rispettarlo
Nuovi laboratori e escursioni dal Centro di educazione ambientale
S
e volessimo distingue-
re il leccio dal carpino,
il tiglio dallolmo cam-
pestre, la roverella dal-
lorniello, e poi sapere,
che cosa possiamo far-
ci con le loro foglie, la cosa mi-
gliore sarebbe iscriversi ai Se-
greti delle erbe. Sono tre le le-
zioni (il 17-24 e 31 maggio) orga-
nizzate dal Centro di educazio-
ne ambientale. Se invece non ci
interessassimo di piante ma vo-
lessimo riutilizzare dei vecchi
oggetti, destinati a essere gettati
via, potremmo prendere parte al
corso di dcoupage (15-22-29
maggio e 5 giugno per un nume-
ro massimo di 20
par t eci pant i ) ,
che si tiene alla
Casa delle Vi-
gne. E se con la
bella stagione
pr e f e r i s s i mo
uscire allaperto,
magari prendere
part e a una
escursione, la do-
menica, alla sco-
perta dei parchi
naturali della zo-
na (al monte Pe-
trano il 20 mag-
gio, al Parco nazionale dei Sibil-
lini il 27 maggio e a quello regio-
nale dei Sassi Simone e Simon-
cello, il 3 giugno) lappuntamen-
to sempre l, al Cea di Urbino,
presso la Casa delle Vigne, in
mezzo al Parco delle Vigne, dove
si accede dal viale fratelli Rossel-
li. Durante tutto lanno sono or-
ganizzati laboratori, seminari,
escursioni.
La Regione Marche ha istituito
dagli anni 90 una rete di centri di
educazione ambientale dove si
insegna il rispetto per lambien-
te, la gestione delle risorse, la li-
mitazione degli sprechi. Quello
di Urbino ha la caratteristica di
trovarsi molto vicino alla citt,
sulla collina di fronte al centro
storico. La cosiddetta Casa del-
le Vigne, un tempo circondata
da filari di viti, inaugurata nel
1996, propriet del Comune e
lAssociazione naturalistica Il
Carpino ne ha la gestione . In al-
to, il parco delle Vigne delimi-
tato dal filare di cipressi e pini del
viale fratelli Rosselli. Lungo il
sentiero che scende, artisti e stu-
denti dellAccademia di Belle
Arti, seduti sul prato, ritraggono
il panorama. il luogo ideale per
le passeggiate della domenica,
meta dei ragazzi che marinano
la scuola, rifugio di chi cerca un
po di tranquilli-
t. Il Cea una ca-
sa colonica ri-
strutturata; di-
visa in 4 semipia-
ni, la biblioteca
conta 600 volu-
mi, lemeroteca
offre la consulta-
zione di riviste di
a r g o m e n t o
scientifico, ci so-
no una videote-
ca, unaula con-
ferenze e un la-
boratorio chia-
mato Officina di Riciclandia,
dove si creano oggetti con mate-
riali di recupero. Sul tetto ci sono
due pannelli fotovoltaici e un ge-
neratore eolico che producono
lenergia elettrica pulita per le
lampade del Centro. Accanto a
questi sistemi una centralina
meteo raccoglie i dati su vento,
temperature, calore, umidit,
precipitazioni, pressione atmo-
sferica, radiazione solare e ultra-
violetta. La cittadinanza ri-
sponde bene alle nostre attivit,
i corsi sono a numero chiuso per
problemi di spazio, ma il nume-
ro di richieste di iscrizione
piuttosto alto- racconta Fran-
cesca Turano, che lavora da tre
anni al Cea - Lattivit principa-
le comunque la didattica con le
scuole. Lavoriamo con i bambini
dellasilo come con i ragazzi del-
lUniversit. Il riciclaggio, le
energie rinnovabili, il valore del-
lacqua, il cambio del clima, le
previsioni, lo sviluppo sosteni-
bile sono solo alcuni dei temi
trattati. I servizi alle scuole sono
gratuiti e vengono incontro alla
carenza delle strutture scolasti-
che per il lavoro manuale. Oltre
13 mila studenti hanno visitato
negli anni il Cea. convinto del-
la sua utilit Luca Mercalli, me-
tereologo della trasmissione di
Rai 3 Che tempo che fa che ve-
nerd a Palazzo Ducale, invitato
dal Cea, ha tenuto una conferen-
za dal titolo Clima ed Energia. I
temi caldi del nostro futuro.
Leducazione ambientale dei
cittadini uno dei punti dai qua-
li passa lazione politica ha det-
to Mercalli - pi la gente sar
consapevole pi le politiche am-
bientali saranno efficaci.
LISA BARACCHI
In alto, la Casa
delle Vigne, sede
del Centro
di educazione ambientale
In basso, un laboratorio
Bimbi, gli insetti
hanno unanima?
C
osa mangia un insetto? Come vive? Com fatta la sua casa?
A sei zampe in giardino una delle attivit in programma
al Cea per i bambini della scuola materna e delle elemen-
tari. Con laiuto di lenti di ingrandimento i bambini sono ac-
compagnati nellosservazione degli insetti e nella costruzione di
terrari. La conoscenza degli uccelli, lascolto dei canti e la co-
struzione di casette nido sono le attivit di Ali in citt. Ancora
ai bambini dedicata Una storia di carta, un laboratorio per ri-
utilizzare vecchi giornali e fogli usati e farne nuovi giochi e La
giornata dei semplici, una visita alle fattorie biologiche. In col-
laborazione con Greenpeace e Cittadinanza attiva gli alunni del-
le scuole della zona sono invitati a attivit di riutilizzo creativo
dei rifiuti. Per le scuole medie inferiori e superiori sono dedica-
ti seminari su energie rinnovabili e sprechi energetici, sul cam-
bio del clima e sulle emergenze derivate dalla distruzione degli
ecosistemi. E ancora: Dimmi cosa mangi... un corso di edu-
cazione ambientale, prevista unanalisi dei prodotti alimenta-
ri, e delle nuove abitudini legate ai fast-food. Tempo di previ-
sioni, una lezione che offre cenni di meteorologia; Preziosa
come lacqua e Sviluppo sostenibile e impronta ecologica so-
no altri percorsi formativi che invitano i pi giovani a prendere
coscienza dei consumi quotidiani delle risorse naturali. Per in-
formazioni: Cea , tel. 0722 350301. (l. b.)
Gratuiti
i servizi
alle scuole:
ne hanno
usufruito
oltre 13 mila
studenti
ducato 10-11.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 11:54 Pagina 10
11
CULTURA E SPETTACOLI
la dichiarazione pi consa-
pevole dell'impossibilit di
riportare davvero alla vita,
fosse pure al cinema, i pira-
ti).
LA VIE EN ROSE
Cinema Ducale
Orari feriali 20.00, 22.30
Orari festivi 17.30, 20.00,
22.30
La pellicola ambientata in
Francia e a Praga.
Lintento quello di riper-
correre i drammi e le gioie
di una delle leggende della
canzone francese e interna-
zionale, Edith Piaf.
Eventi
PALIO DEI TRAMPOLI
15 giugno, 18.30
16 giugno, 16.00
17 giugno, 11.00
Schieti di Urbino
Decima edizione per la gara
con i trampoli risalente a
quando i minatori attraver-
savano il fiume Foglia con i
Sampp (Trampoli).
Il palio consiste nella sfida
dei cinque rioni del paese.
Saranno loro a contendersi
il trofeo gareggiando fino al
centro storico del borgo di
Schieti. Durante la festa si
possono gustare piatti tipici
come le tagliatelle fatte
dalle donne del paese con il
sugo al cinghiale e al rag,
oppure i fagioli e cotiche, la
classica crescia sfogliata e
la casciotta di Urbino (for-
maggio tipico locale).
LINEA DOMBRA
26 maggio, Pesaro
La conclusione di TeatrOltre
avr come scenario un
luogo di grande fascino:
Baia Flaminia. Un reading e
lo stordente profumo del
mare per finire catturati
dalla vicenda e dai pensieri
del protagonista di Linea
dOmbra di Joseph Conrad,
ufficiale di marina al suo
primo comando che, costret-
to da una bonaccia allim-
mobilit assoluta con la sua
nave, conosce le miserie e
le grandezze della condizio-
ne umana. La compagnia
Vissidarte.
Musica
TERRITORIO MUSICALE
15 e 28 giugno, 7 luglio
SantAngelo in Vado;
Urbino; Urbania
Questanno, come al solito,
non avremo barriere ma il
solito limite: solo musica
vera!
Si parte il 25 giugno, alle
21, con il Premio Metauro
della Musica Emergente.
Dopo il successo dei concer-
ti invernali (tra tutti si ricor-
da quello con John Cale al
Teatro Sanzio), la direzione
artistica ha le idee chiare
per lorganizzazione del
festival estivo allinsegna
della musica dautore e indi-
pendente.
A ciascuno la sua mscara
Dal 21 maggio al via il laboratorio per la costruzione di maschere in cuoio
In programma anche uno spettacolo teatrale e una mostra dedicata allartigiano Giorgio De Marchi
Una tradizione
che ha origine
dal teatro greco
U
n l aboratori o
per costruire la
propria masche-
ra, per rinuncia-
re a un volto reci-
tando come ai
tempi di Aristofane e di Goldo-
ni. Mascara, le maschere del
corpo, il corpo delle masche-
re in realt una piccola botte-
ga darte. Cos si tramanda un
mestiere che sta scomparen-
do- spiega Alessandra Cecca-
relli, una delle organizzatrici-
Al termine del corso, che si
svolger dal 21 al 28 maggio al
palazzo Legato Albani di Urbi-
no, ci sar spazio anche per una
session di improvvisazione
aperta a tutti. Depositario del-
larte del costruire maschere
Giorgio De Marchi, apprezzato
artigiano vicentino, che mo-
strer ai partecipanti come co-
struire una mascara in cuoio
sulla base delle matrici in pasta
di legno da lui realizzate.Il la-
boratorio sar unoccasione
per esercitare creativit e ma-
nualit, ma anche una rifles-
sione sulla maschera come for-
ma darte, indissolubilmente
legata al corpo di chi la indossa.
Una maschera fatta di pieni e
di vuoti. Se il vuoto non viene
riempito, la maschera resta or-
fana e ritorna ad essere un og-
getto come tanti altri, spiega
Federico Gargagliano, anche
lui impegnato nellorganizza-
zione del laboratorio. I novelli
artigiani non dovranno limi-
tarsi quindi alla sola costruzio-
ne, ma dovranno anche indos-
sare la loro seconda pelle per
scoprire gli effetti che essa ha
sul corpo di chi la porta, attore
o non attore che sia. La masca-
ra, come veniva chiamata anti-
camente, di per s una faccia
finta, lineamenti riconoscibili e
fermi sotto cui nascondere la
mobilit di un volto. Eppure col
suo aspetto "fittizio" e il suo sco-
po di copertura la maschera di-
viene simbolo di tutto ci che
deve essere riportato alla luce.
Letimologia stessa della paro-
la,- dal latino medioevale m-
sca, ovvero strega- ci svela il po-
tere di questo oggetto che incan-
ta chi lo indossa costringendolo
a rivelare ci che vorrebbe na-
scondere : Ogni uomo mente,
ma dategli una maschera e sar
sincero dice Oscar Wilde.Ma-
scara non sar per un sempli-
ce laboratorio. Nellambito della
manifestazione previsto an-
che uno spettacolo interpretato
dagli attori dellAssociazione
Teatro Circa e di Fucinacole,
gruppo fondato da De Marchi
nel 2000. La rappresentazione,
dal titolo STRIX, la grande mac-
china dei folli, una parata ur-
bana che ha come protagoniste
assolute le maschere, dei grandi
totem in legno costruiti sempre
dai fratelli De Marchi. A comple-
tare la manifestazione ci sar poi
la mostra Immaginario popola-
re, interamente dedicata a Gior-
gio de Marchi. Lesposizione,
che rimarr a palazzo legato Al-
bani sempre dal 21 al 28 maggio,
composta da 200 pezzi in cuoio
e si struttura come un vero e pro-
prio viaggio nella maschera. Da-
gli archetipi del Minotauro e di
Dionisio si arriva e ai personaggi
della commedia dellarte, pas-
sando per gli elfi e i folletti della
tradizione nordica.
Un momento della
rappresentazione
STRIX, la grande
macchina dei folli
e due maschere
esposte nella mostra
di Giorgio De Marchi
ROBERTA CIFRA
1 Giorno: La maschera
estrema conseguenza del
trucco. Maschera bianca
2 Giorno: La terra-largil-
la: Costruzione del
calco\matrice.
3Giorno: IL cuoio come
seconda pelle.
Costruzione della
maschera su calco di
legno.
4 Giorno: Tecnica di
lavorazione della masche-
ra. Battitura e lisciatura
5 Giorno: La luce del
cuoio, gli occhi per il
corpo.
6 Giorno: Tecnica di
colorazione.
7 Giorno: Il calco.
Materiale: Pasta di legno.
8 Giorno: Il
corpo\maschera. La
necessit di messa in
scena.
Contatti: Alessandra
329.9343372
Costo: 300 euro
IL PROGRAMMA
ducato 10-11.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 12:00 Pagina 11
il Ducato
12
Esami e frequenze
a distanza: ecco
le facolt on-line
C
i si pu laureare a
Urbino senza aver
mai messo piede
entro le mura cit-
tadine? Non an-
cora capitato, ma
in linea di massima s, si pu. Il
problema concreto non ce lo
si amo ancora
posti: i primi
laureati saranno
quelli di que-
stanno, ma si
prevede che la
sessione di lau-
rea si svolger a
Urbino. A parla-
re Alessandro
Bogl i ol o, re-
sponsabile del
percorso on-li-
ne in Informati-
ca Appl i cat a,
corso di laurea
apripista del fenomeno degli
esami a distanza in tutta Italia.
Dal 2004, anno di attivazione
del corso (con approvazione
del Ministero dellIstruzione e
del Cun), lo studente pu dare
qualsiasi esame a distanza:
mediante una prova scritta on-
line, alla presenza di un super-
visore locale e tramite il con-
trollo a distanza dei docenti, e
una prova orale in videoconfe-
renza con la commissione di
Urbino. Gli esami sono identici
a quelli del percorso tradizio-
nale e le sedi riconosciute sono
75 in tutto il mondo (per lo pi
scuole secondarie in Italia,
mentre).
A Urbino il fenomeno delle-
learning in progressivo svi-
luppo. Attualmente quello di
Informatica lunico modello
interamente on-line, mentre
altri corsi di laurea abbraccia-
no un sistema di tipo blen-
ded, dove i corsi di presenza
bilanciano il percorso on-line.
La facolt pi allavanguardia
Sociologia, dove due lauree
triennali (Sociologia e Scienze
della Comunicazione) e una
specialistica offrono lopzione
del percorso on-line. Lo stu-
dente che lo sceglie riceve un
account per accedere alla piat-
taforma di e-learning, dove
pu reperire le
lezioni registrate
in formato mp3 o
in video, e altro
materiale utile
alla frequenta-
zione del corso.
La chat con do-
centi e tutor, i fo-
rum, la lavagna
condivisa sono
strumenti con
cui lo studente a
distanza pu
mantenersi ag-
giornato e allo
stesso tempo essere monitora-
to dai professori.
La peculiarit di tutti questi
corsi a distanza che non si
tratta di Universit Telemati-
che, su cui piove il capo daccu-
sa di essere dei meri fornitori
di didattica: ogni corso di lau-
rea on-line ha il suo corrispet-
tivo tradizionale, il suo corpo
docente, i suoi ricercatori. Le
sessioni desame sono le stes-
se, idem per i programmi, cos
come per il titolo finale. Con
nessun tipo di discriminazio-
ne nel curriculum.
Lo studente che sceglie il per-
corso on-line paga una sovrat-
tassa di 500 euro nella facolt di
Sociologia, e di 300 euro in
quella di Informatica. Servo-
no per finanziare i tutor, i do-
centi e le tecnologie. Va sottoli-
neato dice Giovanni Boccia
Artieri, docente del progetto di
Scienze della Comunicazione
che un servizio aggiuntivo e
per niente sostituivo: il libro ri-
mane tale e quale.
Qual il profilo dello studente
che si iscrive ai corsi a distanza?
E unutenza interessata, che
non pu frequentare, ma lo
vorrebbe. Si tratta per lo pi
commenta Giovanni Torrisi,
coordinatore del corso di So-
ciologia di lavoratori o perso-
ne di una certa et che hanno
famiglia. Nella prossima ses-
sione desame il corso di Socio-
logia sperimenter per la pri-
ma volta la modalit degli esa-
mi a distanza, con uno studen-
te in videoconferenza dallIsti-
tuto di Cultura Italiana di San
Paolo, in Brasile.
Un dato molto interessante
spiega Yuri Kazepov, responsa-
bile del progetto on-line di So-
ciologia che i voti degli stu-
denti del percorso on-line sono
mediamente pi alti rispetto a
quelli dei frequentanti.
Il professor Kazepov anche il
direttore del Crisel, che si occu-
pa di ricerca e sviluppo delle-
learning: Il prossimo passo
potrebbe essere, burocrazia e
organizzazione interna per-
mettendo, un corso di laurea
on-line nella facolt di Scienze
della Formazione. Inoltre, se
approvato dalla UE, nel 2008 il
progetto internazionale E-
Urbs potrebbe espandersi sen-
sibilmente.
Le motivazioni nella scelta del-
lon-line sembrano non man-
care per chi vuole laurearsi, ma
ha una certa et, lavora o risie-
de lontano. O per chi semplice-
mente vuole abbattere le voci
affitto e trasporto dalle spe-
se correnti.
I
leana ha 45 anni. Abituata a spostarsi per la-
voro, residente a Milano, domiciliata a Roma.
Nel 2004 ha deciso di iscriversi al Corso di Lau-
rea in Sociologia, percorso on-line.
Perch hai deciso di iscriverti a un corso di lau-
rea on-line?
E stato lunico modo per realizzare il mio sogno
nel cassetto. Lavorando e viaggiando molto non
avrei avuto la possibilit di frequentare le lezio-
ni, per cui ho deciso di provare questa soluzio-
ne. Mi sono buttata un po al buio, ma ne valsa
la pena.
Com organizzato il corso?
Si seguono delle lezioni in chat: tutta la classe,
insieme ai docenti e ai tutor. Il calendario pre-
definito ed eventuali variazioni vengono segna-
late tempestivamente. C molta comunicazio-
ne, sia tra noi studenti che con i professori. Si
possono scaricare tutti i materiali e i program-
mi: ad esempio, scaricando le lezioni in formato
mp3 si possono poi ascoltare in macchina o
mentre si fa jogging. Ad agosto invece c una
settimana di corso frontale a Urbino, con due
esami da fare in Universit.
EMILIANO POZZONI
Sociologia e Informatica in prima fila
Il mio sogno era in un picc
Parla Ileana, studentessa lavoratrice di Milano
Gli esami come si svolgono?
A Urbino, in Universit, insieme agli studenti
che seguono il percorso tradizionale. Non ci so-
no appelli personalizzati. E anche un modo per
conoscere di persona i colleghi con cui si condi-
vide lo spazio virtuale.
E importante laspetto della socializzazione,
seppur a distanza?
S, molto. Stando in gruppo si procede pi spe-
ditamente. Inoltre, in occasione degli incontri
estivi molti studenti non frequentanti ci hanno
chiesto dei pareri e hanno finito per aggregarsi
al percorso on-line. Io mi sono iscritta nel 2004,
per cui la nostra stata la classe apripista. Siamo
orgogliosi di questa cosa.
In definitiva, sei soddisfatta della scelta? La
consiglieresti a chi non pu frequentare?
Decisamente s. E una possibilit importante,
lo dice una che non ha mai amato le tecnologie
e non certo unesperta con il computer. Per me
stata una doppia sfida: laurearmi a questet e
farlo utilizzando gli strumenti informatici. Lo
consiglio a chi ha voglia di impegnarsi ed mo-
tivato a laurearsi. (e. p.)
Yuri Kazepov:
Voti pi alti
per gli alunni
in rete, ma
bisogna tener
conto dellet
pi elevata
Partenze di gruppo da Urbino:
02/03 Giugno 2007 PISTOIA - LUCCA - Euro 175,00
16/23 Ottobre 2007 CROCIERA MEDITERRANEA - Euro 769,00
Naviga nel mare di offerte sul nostro
sitoe Finanziamento tasso zero con
contributo spese 2%
ducato 12-13.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 10:49 Pagina 12
13
UNIVERSIT
Si chiude per restauro
Al via in autunno i lavori per rinnovare la Casa dello studente
Il progetto prevede la realizzazione di nuove stanze, tutte dotate di bagno con doccia
Ma i lavori
devono finire
entro due anni
E scontro
sul prezzo
del Tridente
Collegi in vendita
CHIARA ROMANELLO
V
ale 23 milioni di
eur o, nessuno
sconto dice lUni-
versit. No, il prez-
zo deve essere di-
minuito tenendo
conto della ristrutturazione,
ribatte lErsu.
La trattativa per la vendita del
Tridente aperta e lUniversit
non si trova di fronte una fila di
compratori ansiosi, dato che
soltanto lErsu si fatta avanti.
Ma laccordo sul valore del col-
legio non ancora stato rag-
giunto, e i due enti si rifanno a
valutazioni economiche di-
verse: per lAteneo, che si ri-
volto nel 2001 allUfficio era-
riale provinciale, il Tridente
vale 23.000.000 di euro non
trattabili, mentre lErsu, attra-
verso un proprio consulente,
arrivata a un'altra stima. La
valutazione del Tridente fa ride-
re chiarisce Giancarlo Sacchi,
presidente dellente per noi va-
le solo 20 milioni di euro da cui
togliere i costi di manutenzione
per metterlo a norma. Si tratta di
8.800.000 euro, quindi il valore
reale del collegio di soli 12 mi-
lioni. Considerazioni che spiaz-
zano Enzo Fragapane, direttore
amministrativo dellAteneo:
Sono sconvolto dalla posizione
dellErsu, perch non mi ha mai
presentato ufficialmente una
stima sul Tridente. LUfficio era-
riale mi ha indicato un valore,
che si pu anche aggiornare, ma
teneva gi conto delleventuale
vetust delledificio. La cifra per
le manutenzioni di cui parla Sac-
chi davvero eccessiva.
Lincertezza sul destino del col-
legio, tuttavia, non potr durare
per molto: lAteneo deve vende-
re il Tridente, per colmare la pri-
ma tranche del proprio debito,
senza intaccare il finanziamen-
to ottenuto con la statalizzazio-
ne (47,5 milioni di euro).
ELISA ANZOLIN
D
al prossimo au-
tunno la casa
dello studente di
piazza San Filip-
po chiuder i
battenti. Alme-
no per un po, fino a quando i la-
vori di ristrutturazione, che
dovrebbero iniziare dopo le-
state, non saranno terminati.
Una chiusura che non potr
durare pi di due anni e che
porter nuovi posti letto, pi
singole e un bagno per ogni ca-
mera.
La situazione di degrado della
casa dello studente nel centro
storico urbinate ben nota agli
universitari che ci soggiornano
e ai dirigenti dellErsu lEnte
regionale per il diritto alla stu-
dio universitario - che oltre ad
esserne il gestore, anche il
proprietario dello stabile. Lo
stesso presidente dellente,
Giancarlo Sacchi, ha definito le
condizioni delledificio poco
decorose. Le stanze (48 in tota-
le, 18 singole e 30 doppie) sono
piccole, i bagni - con la turca e
senza bidet sono in comune, i
soffitti appaiono scrostati in al-
cuni punti.
Per mettere fine a questa situa-
zione, lErsu ha partecipato a
una gara provinciale per lasse-
gnazione di contributi per le-
dilizia economica popolare. Si
cos aggiudicato un finanzia-
mento a fondo perduto di
1.380.000 euro, pari alla met
della spesa necessaria per il re-
stauro (circa 2.600.000 euro). Il
rimanente 50% lo metter lEr-
su di tasca propria.
Il progetto, redatto e presenta-
toci dallingegnere Gabriele
Giglioni, prevede un aumento
dei posti letto, che passeranno
dai 78 attuali a 93, con quasi un
raddoppio delle camere singo-
le. In tutto saranno realizzate
62 stanze; attraverso il recupe-
ro del piano terra, che attual-
mente ospita alcuni sgabuzzi-
ni e uffici amministrativi, e at-
traverso la redistribuzione del-
lo spazio nei singoli piani, gra-
zie alla riorganizzazione dei
tramezzi. Al piano terra saran-
no costruite camere adatte a
ospitare disabili.
Ogni stanza sar dotata di ser-
vizi, con lavabo, doccia, water e
bidet. I bagni saranno ricavati
per lo pi dallampio spazio oc-
cupato dai corridoi (ora larghi
3 metri), in larga parte inutiliz-
zato.
Il progetto prevede anche la si-
stemazione dellaula studio, la
costruzione di una lavanderia
e la creazione di punti cottura
nei diversi piani. Anche la sca-
la interna sar completamente
ristrutturata, sar costruito un
ascensore e, allesterno, una
scala antincendio.
I lavori prevedono inoltre il ri-
facimento tutti gli impianti, da
quello elettrico, a quello idrau-
lico, a quello di condiziona-
mento.
Lintervento di ristrutturazio-
ne coinvolger anche lester-
no: verranno rifatte le facciate,
la copertura e la pavimentazio-
ne di piazza San Filippo.
Il presidente dellErsu Gian-
carlo Sacchi, nellannunciare i
prossimi lavori di restauro,
smentisce le voci di una tra-
sformazione della casa dello
studente in un residence di lus-
so, e assicura che rimarr riser-
vata agli studenti e che il costo
dellaffitto rimarr inalterato.
Ci non toglie che quando non
ci saranno gli studenti, la strut-
tura sar utilizzata per fare al-
tre attivit precisa Sacchi
sempre destinate al pubblico,
ad esempio convegni, come
avviene tuttora negli altri colle-
gi universitari.
La documentazione ora alle-
same degli uffici tecnici del Co-
mune, per ottenere la conces-
sione edilizia. In ogni caso, co-
me spiega il geometra Gian-
franco Filippini, dellufficio
tecnico della Provincia, lErsu
deve appaltare i lavori prima di
settembre, perch cos prevede
il bando, e i lavori devono esse-
re ultimati entro due anni dal
loro inizio. Limite massimo
autunno 2009 quindi. Ma
spiega lingegnere Giglioni
speriamo di fare prima, anche
se lavorare nel centro di Urbino
comporta alcuni problemi,
perch non si pu accedervi
con la gru o con camion troppo
grandi e le impalcature sono
difficili da posizionare. La du-
rata dei lavori potrebbe quindi
subire slittamenti.
La Casa dello studente in Piazza San Filippo. Nella foto in alto una veduta del Tridente
ducato 12-13.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 10:32 Pagina 13
il Ducato
14
Mille Miglia 2007
la storia al volante
La gara di auto depoca passata da Urbino
Questanno lottantesimo anniversario della manifestazione
In alto unAlfa Romeo 2300, sotto un'Alfa Maserati Preti del 48
I
l palazzo ducale uno dei
pi belli dItalia e nella
gola del Furlo c un pae-
saggio mozzafiato. Paro-
la di Costantino Franchi,
segretario generale della
Mille Miglia. Venerd 18 maggio
la corsa passata per Urbino e
subito dopo per la gola del Fur-
lo. Da anni la citt ducale una
tappa fissa - spiega lorganiz-
zatore - labbiamo inserita in
base a una precisa scelta: valo-
rizzare le piccole citt darte
dItalia. Soprattutto allestero,
il nostro paese conosciuto
per grandi centri come Roma,
Firenze o Venezia. Ci sono per
piccoli tesori come Ravenna o
Urbino, magari meno noti al
grande pubblico, ma che meri-
tano la stessa attenzione.
Le prime macchine sono arri-
vate a Urbino alle due. Si sono
fermate al parcheggio di Borgo
Mercatale al punto di ristoro
per i piloti. Sono poi passate da
via Mazzini e si sono fermate in
piazza Rinascimento per la
punzonatura, per poi prose-
guire per via Salvalai. Larea del
centro storico, da via Mazzini a
piazza Rinascimento, stata
chiusa al traffico dalluna e
mezza alle quattro e mezza del
pomeriggio. Le auto sono pro-
seguite in direzione Acquala-
gna passando per la gola del
Furlo. La vecchia strada che co-
steggia la diga fino ad Acquala-
gna stata chiusa al traffico.
Questanno si sono festeggiati
gli ottantanni della manifesta-
zione. La prima edizione part
il 27 marzo 1927. Il percorso at-
traversava la penisola parten-
do da Brescia per arrivare a Ro-
ma e tornare indietro. Circa
1600 Km di strada, corrispon-
denti alle 1000 miglia di allora.
La competizione si ripet negli
anni successivi.
Nel 1957, in un grave incidente
avvenuto a Guidizzolo, in pro-
vincia di Mantova, persero la
vita 11 spettatori tra cui cinque
bambini. Si decise cos linter-
ruzione della corsa. Laumento
del traffico rendeva molto peri-
colosa una gara di velocit su
strade aperte al pubblico.
Dal 1977 un gruppo di appas-
sionati decise di riprendere il
marchio, organizzando la Mille
Miglia storica, una gara di rego-
larit riservata soltanto alle
auto depoca.
Non veloci ma precisi
Non conta arrivare primi al traguardo
ma rispettare le regole nel tragitto
La Mille Miglia non una gara di velocit ma una gara
di regolarit. Sono imposti dei tempi di percorrenza e
una velocit media da non superare (49 Km/h), oltre
ad una serie di divieti e obblighi. I controlli verificano il
maggiore o minore rispetto dei limiti e fanno attribuire
pi o meno penalit. Ad ogni tappa si attribuiscono pi
punti alle auto che hanno preso meno penalit. Chi ha
pi punti al termine della gara vince. Possono parteci-
pare solo auto prodotte nel periodo storico della Mille
Miglia (dal 1927 al 1957) in possesso del "Passaporto
FIVA" (Federation Internationale Voitures Anciennes).
REGOLAMENTO
ANDREA FRANCESCHI
Ducato 14-15.qxp:ducatoultra def.qxd 17-05-2007 11:55 Pagina 14
15
SPORT
Fermignano, mai cos in alto
La squadra ha raggiunto i play-off in Eccellenza. Prima volta in 84 anni di storia
Quarto posto in campionato. Grande attacco ma troppi gol subiti. Il sogno serie D infranto dal Fossombrone
U
n anno da ricor-
dare per la Fer-
mi g n a n e s e .
Quarto posto e
accesso ai play
off, il miglior ri-
sultato di sempre per la societ
guidata da Lorenzo Cerioni
che, in 84 anni di storia, dal
lontano 1923, non era mai arri-
vata alla fase finale del girone
unico di Eccellenza, con la pos-
sibilit di arrivare nel Campio-
nato Nazionale Dilettanti, la
serie D.
Il grande piazzamento rag-
giunto dallundici guidato da
mister Roberto Bruscolini, per
il quarto anno consecutivo al-
lenatore dei biancoazzurri, va
valutato alla luce del limitato
investimento iniziale fatto dal-
la dirigenza, neanche parago-
nabile a quello di societ dota-
te di maggiori mezzi come Fos-
sombrone e Piano San Lazzaro.
Tra le mura amiche la Fermi-
gnanese caduta solo due vol-
te con la Recanatese, e con la
Castelfrettese.
Il reparto offensivo guidato da
Alessandro Carta, bomber di
38 anni con tanta esperienza
sui campi di calcio, stato il
punto di forza della squadra di
Fermignano con 45 gol realiz-
zati. Il secondo migliore attac-
co del campionato. Di contro la
difesa ha subito troppe reti,
ben 41, ed risultata tra le 3
peggiori del torneo. Una squa-
dra troppo sbilanciata in avan-
ti che per ha regalato in varie
circostanze sensazioni forti ai
suoi tifosi. Una trasferta emo-
zionante ricorda lallenatore
stata quella di Porto S. Elpi-
dio. Era la terzultima giornata
di campionato e alla fine del
primo tempo stavamo perden-
do 2-0. Loro avevano sbagliato
il rigore del 3-0. Siamo riusciti a
pareggiare conquistando un
punto che risultato decisivo
per laccesso ai play-off.
I biancoazzurri nella stagione
appena conclusa erano alla se-
conda presenza consecutiva
nel campionato di Eccellenza,
la categoria che esprime il mi-
glior livello calcistico della re-
gione. La classifica finale sta-
ta molto corta: nellarco di 6
punti si andava dallaccesso ai
play-off (dove le squadre arri-
vate tra secondo e quinto posto
lottano per la promozione alla
categoria superiore) a quello
nei play out (dove 4 squadre,
dalla terzultima alla sestulti-
ma, si scontrano per non retro-
cedere nel campionato di cate-
goria inferiore). La Recanatese,
prima classificata e promossa
direttamente in serie D, risul-
tata la squadra pi costante.
La Fermignanese si piazzata
quarta con 51 punti insieme al-
la Monturanese, ma poich era
sfavorita negli scontri diretti
risultata quinta nella classifica
finale. Nei play-off ai bian-
coazzurri capitato un avver-
sario ostico, il Fossombrone,
societ spesso nominata per i
grandi investimenti fatti e la fa-
ma dei suoi sponsor. Il primo
incontro allo stadio Comunale
del Fermignano finito 0-0. Il
secondo sul campo del Fos-
sombrone 2-1 per i padroni di
casa, che si sono qualificati per
il turno successivo e dispute-
ranno la finaledi ritorno, dopo
aver vinto 1-0 allandata, con il
San Lazzaro. Un sogno che si
infranto per i tifosi del Fermi-
gnano, ma comunque un risul-
tato storico mai raggiunto pri-
ma.
Parla il presidente
Nel 2000 salv la societ dal fallimento
L
orenzo Cerioni ha salvato
la Fermignanese da un
probabile fallimento. Sot-
to la sua dirigenza la squadra
arrivata in Eccellenza
Da quanti anni il presidente
della Fermignanese?
Dal 2000, sono ormai 7 an-
ni. Ho preso la societ
con un gruppo di amici
in una situazione mol-
to difficile. Era appena
retrocessa in prima ca-
tegoria e nessuno era
disposto a rilevarla.
Ha intenzione di restare
ancora?
La volont c, ma ci sono gran-
di difficolt. Rimarrei ancora
per anni purch il gruppo diri-
genziale rimanga compatto.
Si aspettava i play-off que-
stanno?
Lanno scorso siamo arrivati
ottavi. Lobiettivo di questa
stagione era migliorarci, ma il
secondo anno in una categoria
cos importante sempre diffi-
cile. Partita dopo partita per ci
siamo resi conto che ce la pote-
vamo fare.
Cosa ha provato quando siete
usciti con il Fossombro-
ne?
Una grande delusione.
Non meritavamo di
uscire, stata una par-
tita decisa dagli episo-
di.
La serie D non sarebbe
stata troppo impegnativa?
Non credo, comunque ci
avremmo provato. Noi siamo
ambiziosi.
Il prossimo anno i progetti
quali sono?
A giorni chiuderemo il bilancio
e vedremo. Vogliamo puntare
sul settore giovanile e vincere
qualche scommessa. (d.c.)
Calcio e moda: binomio vincente
Il Fossombrone dello stilista punta alla promozione in D
D
omenica 27 maggio: Piano San
Lazzaro - Bikkembergs F.C. Fos-
sombrone. Sar questo lincontro
decisivo per i play-off regionali. Una par-
tita che aprir le porte alle selezioni inter-
regionali e che potrebbe significare la pro-
mozione in serie D. Per il Fos-
sombrone, che rincorre da tem-
po questo obiettivo, potrebbe
essere il coronamento di un
campionato gi positivo: a fine
stagione, infatti, la squadra si
piazzata al secondo posto nella
categoria Eccellenza, con un
solo punto di distanza dalla pri-
ma: la Recanatese ha ottenuto
64 punti, il Fossombrone 63.
Una squadra, dunque, con
buone qualit a livello sportivo,
riconosciute anche dagli avver-
sari: laFermignanese, agguerri-
ta rivale del Fossombrone, rico-
nosce la notevole preparazione
atletica della squadra dello sti-
lista. Ed proprio lessere con-
siderati la squadra dello stili-
sta il punto pi interessante
che riguarda il Fossombrone.
Laspetto sportivo spesso passa in secon-
do piano e i giocatori vengono ricono-
sciuti pi come modelli, piuttosto che co-
me atleti. Il marchio Bikkembergs a cui so-
no legati da due anni li ha catapultati in
unatmosfera che somiglia a quella della
seria A. Unatmosfera anomala per quel-
la che una volta era una piccola squadra di
provincia, abituata a un campionato me-
no rumoroso e chiacchierato.
Da quando, nel 2005, Dirk Bikkembergs
ha lasciato lInter per sponsorizzare il Fos-
sombrone molte cose sono cambiate. Lo
stilista belga ha portato immense risorse
e ha permesso di fare un notevole salto di
qualit: nuovi acquisti e pi dinamismo,
ma soprattutto una nuova immagine. Il
Fossombrone , al momento, la prima
squadra italiana interamente vestita da
uno stilista, con capi dalta moda disegna-
ti appositamente per ogni singolo gioca-
tore: la divisa per la partita (i tradizionali
calzoncini bianchi e maglietta azzurra a
righe bianche), ma anche labbigliamen-
to post-partita, molto pi giovanile e in-
formale rispetto a quello delle altre squa-
dre. Tutti capi dabbigliamento che fini-
scono nella pubblicit dei giornali, sul si-
to internet ufficiale e nei vari punti vendi-
ta della catena Bikkembergs. E gli stessi
giocatori del Fossombrone sono i model-
li che li indossano nelle sfilate o durante i
set fotografici. Una particolarit che a
volte si fa sentire dice Alberto Tombini,
capitano della squadra e che spesso spo-
sta lattenzione dallaspetto sportivo a
quello estetico. Noi in campo siamo per-
sone normali, atleti che vogliono giocare
e vincere. Ma a volte lattenzione dei me-
dia, la pressione dei tifosi e latteggiamen-
to degli avversari ci ricorda che non siamo
proprio una squadra come tutte le altre.
Questa sensazione era forte, specialmen-
te nella stagione 2005/2006, subito dopo
larrivo del nuovo sponsor. Da allora, bat-
tere la squadra dello stilista, diventata
una sfida per tutti glia altri, le-
gati ancora a un ambiente spor-
tivo semplice e lontani da pub-
blicit, moda e grandi firme.
Ammetto che allinizio stato
difficile aggiunge il capitano
e alcuni giocatori hanno risen-
tito di questo clima durante gli
incontri, ma poi questa rivalit
diventata uno stimolo a gioca-
re in maniera pi agguerrita,
proprio per dimostrare che non
siamo una squadra di modelli,
ma di calciatori qualificati e
preparati.
Anche se unimmagine forte
pu essere un po ingombrante
in un campionato regionale, lo
sponsor Bikkembergs rappre-
senta, a ogni modo, un punto di
forza. Inoltre, dalla stagione
2006/2007, anche il gruppo
Samsung Ego sponsorizza il Fossombro-
ne: un ingresso che ha dato un nuovo slan-
cio alla squadra, soprattutto a livello eco-
nomico.
Oggi la sfida della squadra dello stilista ,
comunque, la serie D: i prossimi incon-
tri decideranno le sue sorti. Questo uno
dei primi anni in cui nulla ancora deciso
spiega Alberto Tombini le conferme o i
cambiamenti dipendono dallesito dei
play-off. Il capitano , comunque, fidu-
cioso e, da veterano della squadra, aspet-
ta la miglior conclusione per una stagione
sportiva gi positiva.
DANIELE CIM
ALESSANDRO DAMICO
Il logo dello sponsor sul pullman della squadra
La squadra della Fermignanese nella stagione 2006/2007
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il Ducato
MASS MEDIA
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ASSOCIAZIONE PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO, fondata da Carlo Bo. Presidente: GIOVANNI BOGLIOLO, Rettore dell'Universit di Urbino "Carlo Bo".
Vice: GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Consiglieri: per l'Universit: BRUNO BRUSCIOTTI, LELLA MAZZOLI, GIU-
SEPPE PAIONI; per l'Ordine: STEFANO FABRIZI, DARIO GATTAFONI, CLAUDIO SARGENTI; per la Regione Marche: FRANCESCO NONNI, SIMONE SOCIONOVO; per
la Fnsi: GIOVANNI GIACOMINI, GIANCARLO TARTAGLIA. ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO: Direttore: LELLA MAZZOLI, Direttore emerito: ENRICO
MASCILLI MIGLIORINI. SCUOLA DI GIORNALISMO: Direttore: GIOVANNI MANTOVANI Coordinatori: VITTORIO ROIDI, GIANNETTO SABBATINI ROSSETTI
IL DUCATO Periodico dell'Ifg di Urbino Via della Stazione, 61029 - Urbino - 0722350581 - fax 0722328336 www.uniurb.it/giornalismo; e-mail: reda-
zione.ilducato@uniurb.it Direttore responsabile: GIOVANNI MANTOVANI Stampa: Arti Grafiche STIBU - Urbania (PU) - 0722319431 Registrazione
Tribunale Urbino n. 154 del 31 gennaio 1991
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Nel 2003, a Baghdad, lesplosione
di una granata gli amput la mano
destra, sostituita da un uncino
matica esperienza?
James Nachtwey, il fotografo
che era con me, mi fece una fo-
to quando fui ferito. Ero svenu-
to, sdraiato sulla schiena e dal
mio braccio destro zampillava
sangue. venuta fuori una foto
truculenta, davvero difficile da
guardare. Nessun giornale la
pubblic. Io lho messa sopra la
mia scrivania perch voglio ri-
cordami quanto sia fragile la vi-
ta e come possa finire in un se-
condo. Mi ricorda che bisogna
avere molta pi attenzione per
le persone che amiamo e pen-
sare alle cose che sono vera-
mente importanti. E qualche
volta correre dietro a una storia
non tra le cose importanti,
anche se per me, per molti an-
ni stato cos.
cambiata anche la sua visio-
ne della guerra?
Mi sono reso conto, come mol-
te altre persone, che erano sta-
te dette delle bugie su questo
conflitto. Ma cambiata so-
prattutto perch ho conosciu-
to molte persone ferite in Iraq:
la mia un morso di zanzara ri-
spetto quei soldati che hanno
subito lesioni alla testa, hanno
perso le gambe o le braccia, so-
no diventati ciechi oppure so-
no rimasti ustionati. Ognuno
sa che la guerra ha una brutta
faccia, ma quando la mattina ti
alzi e la vedi cos da vicino, que-
sto ti cambia per forza.
tornato in Iraq?
No, e non ritorner finch ci sa-
r pericolo. In queste condizio-
ni non possibile raccontare la
societ irachena. LIraq un
posto molto interessante e gli
iracheni poi sono molti colti.
I mass media parlano sempre
delle tragedie, della gente che
salta in aria. Quando stato l,
in contatto con la gente nor-
male, quale era la loro opinio-
ne sulla situazione?
Io ho avuto contatti limitati
con gli iracheni, pi che altro
traduttori e autisti che lavora-
no per Time. Limpressione che
ho avuto che lIraq di oggi sia
molto pi pericoloso che alle-
poca di Saddam. Allora si ri-
schiava facendo politica, men-
tre oggi non puoi uscire di casa
perch rischi di saltare in aria.
Di fronte a questo che impor-
tanza ha se hai la libert di
espressione o di stampa? E poi
non c lavoro e non c nem-
meno nessun tipo di sicurezza
sociale o di prospettiva. Forse
non c futuro.
Un giornalista, non un eroe
Michael Weisskopf, inviato di Time, parla della sua esperienza di guerra in Iraq
Raccontare una storia il mio lavoro, ma non pu essere pi importante della mia famiglia o della mia vita
CLARA ATTENE
Michael Weisskopf alla cerimonia di premiazione dellUrbino Press Award a Palazzo Ducale
CHI E MICHAEL WEISSKOPF
Non puoi raccontare nulla se torni
chiuso in una bara.
Se il tuo scopo informare,
per onorare la tua missione
devi essere sicuro di sopravvivere


N
on vale
la pena
di mori-
re per
nes s u-
na sto-
ria, perch se sei morto non
puoi pi raccontare niente. A
Michael Weisskopf, giornalista
americano di Time, raccontare
chi erano i soldati americani in
Iraq, eletti uomo dellanno
2003, costato la perdita della
mano destra, ora sostituita da
un uncino. Era a Baghdad, su
un mezzo militare, quando una
granata fin allinterno della-
bitacolo: lui tent di lanciarla
fuori, salvando la vita anche ai
suoi tre compagni, ma perden-
do la mano.
Labbiamo incontrato in occa-
sione dellUrbino Press Award
e ci siamo fatti raccontare la
sua esperienza di corrispon-
dente di guerra.
Essere inviato al seguito di un
esercito non rischia di in-
fluenzare il modo di racconta-
re i fatti?
Nel 2003 il mio compito era
passare del tempo con i milita-
ri per conoscere il loro lavoro, il
loro modo di vivere, i loro inte-
ressi. Essere l mi ha permesso
di descrivere ogni aspetto della
loro vita. Non c censura. Il ve-
ro pericolo che finisci per di-
ventare amico dei soldati e co-
minci a vedere le cose dal loro
punto di vista. Comunque bi-
sogna dire che, anche dopo la
fine dei combattimenti, anda-
re in certe zone, come Falluja
per esempio, senza essere pro-
tetti era impossibile: in cinque
minuti saresti stato ucciso.
Ha potuto scegliere il reparto a
cui stato associato?
No, io seguivo un plotone e cer-
cavo di essere il pi possibile
come unombra, di realizzare il
sogno di ogni giornalista: esse-
re cos vicino alle persone che
copre da entrare nella loro
pelle.
Pensa che ci si debba porre un
limite quando si svolge questo
lavoro in zone di guerra senza
la protezione dei militari?
Bisogna fare una considerazio-
ne: tu non puoi raccontare nul-
la se torni chiuso in una bara.
Se il tuo scopo informare le
persone, devi essere sicuro di
sopravvivere per poterlo fare.
Com cambiata la sua vita di
giornalista dopo questa dram-
Una vita da corrispondente
Michael Weisskopf, 60 anni, inviato del Time dal 1997. Prima di entrare nella reda-
zione del settimanale, ha lavorato per ventanni al Washington Post, dove si occupato
di politica, esteri ed economia. Per cinque anni, dal 1980 al 1985, stato corrispon-
dente dalla Cina. Tra le sue inchieste pi importanti quella sul fallimento del colosso
energetico Enron. Ha ricevuto diversi premi giornalistici e nel 1996 stato finalista per
il Pulitzer. Il 9 maggio ha ricevuto lUrbino Press Award.
Nel suo ultimo libro, Blood Brothers, racconta dellincidente in cui rimasto coinvolto in
Iraq e della degenza al Walter Reed Army Medical Center, lospedale militare dove ven-
gono curati i militari di ritorno dallIraq e dallAfghanistan.
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