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INTRODUZIONE

Largomento sviluppato nella seguente tesi tratta un problema di difficile impostazione tanto per la
sua comprensione quanto per la sua vastit: lespressione del dolore nell arte greca antica.
Il dolore analizzato legato ad ambiti quali la morte, il corpo e lamore , ambiti che sono tra i pi
rilevanti nella vita di ogni persona.
Il dolore mi ha sempre molto interessato perch rappresenta, paradossalmente, loggetto che
permette alluomo di conoscere e capire se stessi. Gi Eschilo era a conoscenza di questo, infatti
nella sua tragedia lAgamennone, ai vv.173-177, il coro dice:

Ma chi devotamente il canto di vittoria
a Zeus intona, otterr somma saggezza:
per lui che a saggezza avvia i mortali,
valida legge avendo fissato:
conoscenza attraverso il dolore

Devo essere sincero, quando ho deciso di indagare il tema del dolore sapevo benissimo che ci che
mi affascinava di pi era capire in che modo e perch i Greci avessero rappresentato il dolore. Ma
ci che non pensavo, e dunque ci che mi ha sorpreso positivamente e ha incrementato le mie
conoscenze, era che indagando questo tema avrei aperto un vero e proprio vaso di Pandora da cui
sono emersi profondi e numerosi aspetti dellarte e della societ greca antica.
Credevo, in maniera erronea, che il dolore fosse un sentimento assoluto, scevro da legami molto
intrinseci con la societ dellepoca , invece assolutamente lopposto. Si tratta di una forte
emozione che, come vedremo nella sua espressione, avr relazioni consistenti anche con la sfera
politica ed etica.
In che modo mi sono approcciato a tale indagine? Innanzitutto ho suddiviso lo studio in tre capitoli:

1. Dolore e Morte
2. Dolore Fisico
3. Dolore dAmore

Ognuno dei capitoli stato suddiviso dallet tardo geometrica a quella ellenistica a seconda della
disponibilit o meno delle manifestazioni artistiche indagate. I capitoli, inoltre, sono correlati di un
apparato iconografico in modo che il lettore abbia un riscontro immediato e preciso con il testo
scritto.
Per indagare da vicino lespressione del dolore nellarte greca ho utilizzato pitture vascolari,
sculture a tutto tondo, rilievi e fonti letterarie. Sono stati accuratamente esaminati la postura delle
figure, i gesti degli arti e la fisionomia del volto facendo molta attenzione agli occhi, alla fronte e
alla bocca.
Come si vedr dalle immagini sono questi i segni esteriori della sofferenza interiore degli uomini e
sono ci che permettono di comprenderne la sua espressione. La diacronia delle immagini stata
importantissima perch ha messo in evidenza come nel corso del tempo la gestualit, la posizione
dei corpi e lespressione facciale cambiassero per motivi legati sia alla sfera storica, politica e
culturale sia ai pittori, agli scultori e ai ceramografi che atteggiavano le proprie figure a seconda
delle loro conoscenze e studi. Attraverso losservazione delle immagini si noteranno non solo le
trasformazioni del modo in cui le figure esprimono il loro dolore ma anche il mutamento del
costume dei Greci antichi attraverso il tempo. Un ruolo predominate sar ricoperto dalla citt di
Atene da cui provengono numerosissime le manifestazioni artistiche ma sono stati prese in
considerazione anche quelle provenienti da altri luoghi come ad esempio lAsia minore, il centro e
il sud Italia.
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Le fonti letterarie e le fonti archeologiche, combinate insieme, sono state il mezzo attraverso il
quale stato possibile fare luce nellimmenso campo dellespressione del dolore. Infatti in alcuni
casi esse combaciano e si supportano a vicenda, altre volte, invece, non c n una precisa n una
netta corrispondenza fra i due tipi di fonti inducendo ad interrogarsi sul motivo di questa diversit.
Per il primo capitolo ho cominciato cercando di capire la funzione del rito funebre nel mondo antico
lasciandomi guidare dal fondamentale testo di Ernesto De Martino Morte e pianto rituale nel
mondo antico. stata una lettura importantissima che ha messo sin da subito in luce luso dei gesti
e di altre pratiche per superare il dolore della morte e allo stesso tempo mi ha permesso di
comprendere il significato antropologico dello stesso rito funebre. Altro testo fondamentale stato I
gesti del dolore nella ceramica Attica (VI-V sec. a.C.) di Marta Pedrina che ha analizzato
accuratamente ci che poi ho tentato di fare per un quadro cronologico pi ampio.
Per il secondo capitolo mancano studi approfonditi sullespressione del dolore fisico nellarte greca.
Per ovviare a tale mancanza ho descritto numerosissime immagini ,pertanto lapparato iconografico
di questo capitolo risulta molto pi ampio di quello presente nel primo capitolo. Ho cercato di
capire se vi sono similarit o differenze di manifestazione tra lespressione del dolore per la morte e
per il dolore fisico. Basandomi solo sullosservazione e notando le differenze di realizzazione delle
immagini ho tentato di comprendere le scelte di pittori, di scultori e di ceramografi e il loro
significato.
Il terzo capitolo stato, fra tutti, quello pi difficile per lassenza totale di studi e lassenza parziale
di immagini (sono solo quattro le immagini prese in considerazione). Cercare di comprendere un
fenomeno quando prove e dati mancano non assolutamente facile. In questo caso allora ho fatto
poco riferimento al materiale archeologico per ovvie ragioni e mi sono affidato alla lettura di fonti
letterarie quali i versi della poesia lirica monodica e di alcune tragedie in cui il dolore damore,
inteso come sentimento e non come ros, stato descritto.
Lobiettivo di questo studio insomma quello di indagare il dolore in tutte le sue manifestazioni,
comprendere come i Greci lo percepivano e lo esorcizzavano. Prima ho definito la lettura dello
studio di De Martino importantissima perch oltre ad indagare cosa significasse la morte nel mondo
antico, ha evidenziato una corrispondenza fra il rituale funebre antico, coi i suoi gesti e le sue
pratiche e quello ancora in uso fino agli anni 50 del Novecento nel sud dellItalia. Questa diacronia
del rito funebre e del suo significato attraverso secoli e secoli di storia un aspetto sensazionale che
mostra come noi moderni non siamo cos tanto lontani da quegli uomini che vissero pi di duemila
anni fa.