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G. W. F.

Hegel (1770-1831)
Il carattere peculiare della filosofia hegeliana fu quello di affermare la razionalit della storia. Mentre leredit del
pensiero greco fu quella di cogliere la ragione nella natura, Hegel ha cercato di riconoscere la stessa razionalit anche
nel campo della storia. La sua tesi fu che anche nella storia delluomo, anche nellapparente guazzabuglio delle vicende
umane, si manifesta una razionalit analoga a quella presente nella natura. La razionalit dellessere non quindi solo
un tratto costitutivo dellautocoscienza umana luomo era definito dagli antichi !animale razionale!" ma una
caratteristica dellessere stesso# perci$ la ragione delluomo deve essere pensata come una parte di quella razionalit
piuttosto che come una autocoscienza opposta al %utto.
La realt per Hegel movimento, divenire, processo, sviluppo. &on staticit o astrazione ma un soggetto vivo,
concreto, attuale, che si manifesta nel mondo sia naturale che storico. La realt lo '(I)I%* I&+I&I%*, detto anche
,''*L-%* ovvero I./, ovvero ),0I*&/. (er questo Hegel definisce la sua filosofia una forma di Idealismo in un
duplice senso# da un lato perch1 la vera realt appunto lIdea, cio il (ensiero, lo 'pirito, l,ssoluto, la )agione2
dallaltro perch1 afferma la idealit cio la non realt di ci$ che noi chiamiamo !finito!# per Hegel infatti il finito non
esiste di per s1 se no sarebbe l,ssoluto" ma solo in un contesto di relazioni o rapporti2 in altre parole, se la realt un
tutto unitario, quello che esiste ne una parte o manifestazione# il finito esiste cos3 solo nellinfinito e in virt4
dellinfinito. La sua filosofia stata definita come una sorta di monismo panteistico nel senso che Hegel vede nel
mondo il finito" la manifestazione dell,ssoluto lInfinito". / l,ssoluto , si ricordi, un 'oggetto spirituale in
divenire, di cui tutto ci$ che esiste una tappa o momento di realizzazione.
'e la realt consiste in un processo di sviluppo infinito, allora solo alla fine, cio con lo 'pirito, giunge a conoscere e a
rivelarsi per quello che . !Il vero lintero! afferma Hegel nella (refazione della Fenomenologia dello Spirito, proprio
per indicare come l,ssoluto si conosca per ci$ che veramente solo al termine del processo di sviluppo. 'oltanto
quando tale processo compiuto, infatti, si pu$ comprendere appieno la razionalit che in esso si dispiegata. 'i badi#
la verit 5 e la realt 5 hanno un andamento circolare, poich1 si parte da un soggetto per ritornare ad esso, dopo aver
capito che loggetto, che sembrava essere contro o indipendente da esso, non altro che una !espressione! del soggetto
stesso ecco lidealismo, perch1 loggetto deriva dal soggetto, la materia deriva dallo spirito".
LA DIALETTICA
6uesto processo di sviluppo continuo un processo dialettico. La dialettica ha per Hegel due significati per altro
strettamente collegati# in un primo senso essa il processo mediante il quale l,ssoluto si riconosce nella realt che, in
un primo momento, gli era apparsa come estranea od opposta, togliendo o conciliando appunto quella opposizione2 in
un secondo senso il processo mediante il quale la realt, superando le divisioni, si pacifica 5 come dice Hegel 5
nellunit del %utto. 'i noti# le divisioni, i conflitti ecc. sono reali, ma sono aspetti della alienazione 7 estraniazione,
allontanamento, separazione" in cui la ragione viene a trovarsi di fronte a se stessa2 ed appunto sono reali come
!strumenti di passaggio!, forme di mediazione del processo attraverso il quale la )agione si costituisce come unit,
come 5 dice Hegel 5 ,utocoscienza ,ssoluta. La dialettica si svolge in tre momenti chiamati tesi, antitesi, sintesi.
La tesi il primo momento, quello della semplice affermazione, pi4 o meno astratta o intellettuale# si afferma qualcosa
ma non si coglie ancora la ricchezza e la concretezza della cosa.
Lantitesi il secondo momento, quando, visto che ogni affermazione implica una negazione, si procede oltre il
semplice principio di identit della tesi e si mettono in rapporto le varie determinazioni con le determinazioni opposte
ad es. luno richiama i molti, lessere il nulla ecc.". 6uesto secondo momento per Hegel importantissimo perch1 ci
ricorda che ogni finito, cio ogni parte della realt, non pu$ esistere da solo altrimenti, come abbiamo gi detto,
sarebbe l,ssoluto" ma soltanto in un contesto di rapporti. Inoltre nessun rapporto pu$ nascere e svilupparsi se non
passando prima attraverso il dissidio, la contraddizione e la finale riconciliazione. 'i badi# lantitesi, che il momento
della negazione dialettica, non affatto per Hegel puramente negativa. essa vuole soltanto negare il carattere in
apparenza specifico ed esclusivo Hegel dice la determinatezza" delloggetto, la sua fissit, la sua astrazione, la sua
posizione intellettualistica che lo isola e fa dimenticare che ogni cosa in relazione col resto.
(er$ la negazione non basta# ecco perch1 c ancora il terzo momento, quello della sintesi. La sintesi il momento
conclusivo, speculativo e razionale, in cui si coglie finalmente lunit e la concretezza delle determinazioni opposte ed
il positivo che emerge dalla loro sintesi. La sintesi per Hegel cos3 Aufhebung, cio superamento che toglie
lopposizione tra tesi e antitesi ma anche conservazione, nello stesso tempo, della verit di entrambe e della loro
precedente opposizione. In altre parole, gli opposti non vengono eliminati ma considerati ad un livello superiore,
nellunit che risolve il loro carattere di opposizione. /d solo la )agione o Idea o ,ssoluto ecc.", nel momento che
Hegel chiama speculativo o dialettico, che riesce a cogliere la concretezza del reale, linterazione reciproca dei vari
aspetti della realt nella dinamicit del loro sviluppo, mentre lintelletto, essendo la facolt dellanalisi e della
distinzione, riesce solo a pensare staticamente, astrattamente.
REALTA E RAI!"ALITA
.obbiamo ora cercare di chiarire unaltra celebre espressione di Hegel, che si trova nella (refazione dei Lineamenti
della Filosofia del Diritto del 89:8"#
!Ci che razionale reale, ci che reale razionale!.
Il significato di tale espressione potrebbe essere frainteso se si confonde il reale con il semplicemente esistente. Hegel
non vuole dire che tutto ci$ che esiste deve necessariamente esistere bens3 che tutto ci$ che ha in s1 una razionalit
assoluta non pu$ non esistere. Hegel si riferisce qui a quelle che lui chiama le !determinazioni universali dello 'pirito
*ggettivo! cio le istituzioni, i costumi e soprattutto lo 'tato. *ra, chi non vede che le istituzioni e gli 'tati sono ben
lungi dallessere perfetti e razionali; Ma Hegel non vuole dir questo. / banale osservare che !le cose non vanno bene!,
!lo 'tato ladro! e simili2 ma chi pu$ negare che la famiglia, la societ, lo 'tato siano istituzioni concrete e, ancor pi4
necessarie, e quindi razionali; /d proprio questo che vuole dire Hegel. /gli ha voluto cos3 affermare la necessaria
identit fra )agione e realt. La )agione non pura astrazione, idealit, bens3 governa il mondo e lo costituisce2 la
realt non che il dispiegarsi della )agione che si manifesta in una serie di passaggi, i quali rappresentano, ognuno, il
risultato di quelli precedenti e il presupposto di quelli seguenti. <os3 la realt intera da Hegel accettata e giustificata,
visto che, dal punto di vista dello 'pirito ,ssoluto, tutto ci$ che , , appunto, necessariamente quello che deve essere.
Il compito della filosofia, per Hegel, non quello di modificare o trasformare la realt indicando un modello ed
insegnando !come il mondo debba essere!, come hanno fatto tutte le filosofie precedenti ad Hegel in particolare
quella =antiana, per la quale permane il divario fra lessere e il dover essere, tra quello che o si pu$ conoscere e quello
che si dovrebbe fare o si pu$ arrivare a conoscere", ma quello di prendere atto della realt cos3 com, essa deve cio
!mantenersi in pace con la realt! e deve solo elaborare in concetti il contenuto reale che le offre lesperienza,
dimostrandone lintrinseca razionalit. La filosofia paragonata da Hegel, secondo una celebre similitudine, alla
nottola la civetta, simbolo di saggezza" della dea Minerva, la quale inizia a volare al crepuscolo, cio quando il giorno
finito, ovvero quando la realt gi fatta, conclusa.
FE"!#E"!L!GIA DELL! $%IRIT! (1807)
'i gi detto che per Hegel la verit si consegue solo con la conoscenza della totalit. Il processo di raggiungimento
della verit pu$ essere rappresentato in due modi, a seconda che si parta dal soggetto oppure dalloggetto o, meglio, dal
sistema delle istituzioni. &el primo caso abbiamo la Fenomenologia dello Spirito, nel secondo la Enciclopedia delle
scienze filosofiche in compendio.
La Fenomenologia dello Spirito definita da Hegel come la !storia romanzata della coscienza che attraverso contrasti,
scissioni, quindi infelicit e dolore esce dalla sua individualit e raggiunge luniversalit, riconoscendosi come ragione
che realt e realt che ragione!. /ssa vista da Hegel anche come una sorta di introduzione alla filosofia nel senso
che introduce il singolo alla filosofia cio tende a far s3 che egli si riconosca e si risolva nello 'pirito universale.
&ella descrizione del processo che porta il soggetto verso la >erit, Hegel illustra due celebri figure che rappresentano
questa !storia romanzata della coscienza!# quella della coscienza infelice e quella del servo e padrone. La coscienza
infelice quando non sa ancora di essere tutta la realt, quindi si ritrova scissa in conflitti, da cui pu$ uscire solo
arrivando alla consapevolezza di essere tutto. La coscienza infelice tipica della coscienza religiosa, quando assume la
forma di una separazione radicale tra .io e luomo. &ellebraismo per esempio .io visto come inaccessibile, e cos3
pure nel cristianesimo permane pur sempre la trascendenza divina, il distacco fra creatore e creatura, nonostante
lincarnazione di .io in <risto. 6uando per$ la coscienza, nel suo sforzo di unirsi a .io, si rende conto di essere, lei
stessa, .io, ovvero il 'oggetto ,ssoluto o l-niversale, allora lautocoscienza diventa dialetticamente )agione, la quale
assume in s1 ogni realt !la )agione 5 dice Hegel 5 la certezza di essere ogni realt!". In altri termini, il soggetto
riconosce se stesso come ,ssoluto, ovvero lindividuo acquista la totale coscienza di s1 come 'pirito per spirito Hegel
intende anche lindividuo nei suoi rapporti con la comunit sociale di cui fa parte".
*ra, luomo autocoscienza solo se riesce a farsi riconoscere come tale da unaltra autocoscienza. In altre parole, il
riconoscimento passa attraverso il conflitto fra le autocoscienze. %ale il rapporto definito da Hegel come quello fra
servo e padrone o signore". Il signore o padrone, che sembra indipendente dal servo, nella misura in cui si limita a
godere passivamente del lavoro altrui, finisce per rendersi dipendente dal servo2 il servo, anche se pare allinizio
dipendente dal padrone, nella misura in cui padroneggia e trasforma le cose da cui il signore riceve il proprio
sostentamento, finisce di rendersi indipendente dal padrone. (er cui le due figure sono in realt dipendenti luna
dallaltra ed entrambe possono rendersi indipendenti luna dallaltra. <os3 capita nel raggiungimento dellindipendenza
da parte della coscienza.
, questo punto le vicende della fenomenologia dello spirito sono concluse.
LE"CICL!%EDIA DELLE $CIE"E FIL!$!FICHE I" C!#%E"DI! (1817)
La differenza principale fra la Fenomenologia dello Spirito e lEnciclopedia oltre a quanto gi accennato sopra" la
seguente# la prima riguarda figure ovvero situazioni storiche o spirituali o anche fantasticate che costituiscono una
vicenda del processo attraverso il quale lautocoscienza giunge a riconoscere se stessa2 l/nciclopedia riguarda concetti
o categorie, viste come momenti necessari nella realizzazione della autocoscienza, ovvero, detto in altri termini, una
storia dellautocoscienza nei suoi momenti immutabili, universali e necessari quali sono ad esempio lessere, lo spirito,
la natura, lo 'tato, larte, la religione, la filosofia ecc.".
LEnciclopedia divisa in tre parti# la tesi rappresentata dalla Logica o scienza dellIdea in s12 lantitesi dalla
+ilosofia della &atura o scienza dellIdea fuori di s12 la sintesi dalla +ilosofia dello 'pirito o scienza dellIdea che
ritorna a s1 o in s1 e per s1. &ella Logica lIdea ovvero l,ssoluto studiato a prescindere dalle sue realizzazioni
concrete nella natura e nello spirito2 per raggiungere la consapevolezza di s1, l,ssoluto deve allora negarsi, farsi altro
da s1, oggettivarsi, cio farsi naturaed ecco la +ilosofia della &atura"2 ma non basta# deve poi giungere allo spirito cio
alla libert e alla consapevolezza +ilosofia dello 'pirito".
,pprofondiamo parte della Filosofia dello Spirito.
< da osservare, in primo luogo, che per Hegel logica e metafisica si identificano. Il che cera da aspettarselo, viste
tutte le premesse. Infatti per Hegel i concetti o categorie di cui si occupa la logica sono in realt i !pensieri oggettivi!,
quelli che esprimono la realt nella sua essenza necessaria, nella sua verit assoluta. Il contenuto della logica in
pratica, per Hegel, .io stesso, che assoluta realt. Lo studio del pensiero com in genere la definizione della logica"
dunque per Hegel lo studio della stessa realt, visto che la )agione ovvero Idea ovvero ,ssoluto" la realt ?
FIL!$!FIA DELL! $%IRIT!
La Filosofia dello Spirito la descrizione del processo attraverso cui si sviluppa la consapevolezza che l,ssoluto ha di
s1. <i$ avviene in tre momenti# lo spirito dapprima soggettivo cio individuale", poi oggettivo sociale o
sovraindividuale"2 infine assoluto quando consapevole di s1 e conosce se stesso nelle forme di arte, religione e
filosofia". 'i badi# mentre nella natura i vari gradi o momenti sono uno accanto allaltro il mondo vegetale sussiste
insieme a quello animale", nello spirito ogni grado compreso e risolto in quello superiore che, a sua volta, gi
presente nel grado inferiore ad esempio lindividuo compreso nella societ, la quale composta da individui".
$%IRIT! $!GGETTI&!
'i ricordi solo che diviso nei soliti tre momenti # antropologia, fenomenologia e psicologia. La libert la pi4 alta
manifestazione dello spirito soggettivo, che adesso pronto ad entrare in relazione con gli altri e quindi a diventare
spirito oggettivo.
$%IRIT! !GGETTI&!
La libert dello spirito si realizza nelle istituzioni sociali concrete che sono .I)I%%*, M*),LI%, /. /%I<I%,.
DIRITT!. Il diritto ovvero la legge si attua quando la volont si conforma liberamente alle leggi. Lindividuo viene
visto dal diritto come persona, cio come soggetto che ha diritti e doveri. La persona trova il suo primo compimento in
una cosa esterna che diventa di sua propriet. Ma la propriet tale solo in virt4 del reciproco riconoscimento fra le
persone, ossia il contratto. La violazione del contratto pu$ culminare nel delitto, che esige una pena adeguata, la quale
ripristini il diritto violato. Il diritto per$ una legge esteriore, che lindividuo non riconosce come propria. .a qui il
passaggio al momento successivo, la moralit.
#!RALITA. / quando la legge diventa interiore, viene sentita come propria, come un dovere da adempiere. La
moralit ha per$ il difetto di mantenere comunque il distacco fra lessere e il dover essere# le intenzioni non sono
sempre realizzate e dunque il vero bene non ancora perfettamente raggiunto, come sar nellultimo momento, quello
delleticit.
ETICITA. Leticit il superamento della scissione fra interiorit ed esteriorit, tra la soggettivit ed il bene2 essa
implica linserimento attivo dellindividuo in una comunit e la sua collaborazione con gli altri, in vista del bene
comune. /ssa si attua concretamente nelle istituzioni storiche concrete della famiglia, societ civile e 'tato.
Fa'iglia. &on per Hegel una semplice societ naturale ma una istituzione, cio una creazione dello spirito dotata di
grande valore etico. /ssa ununit spirituale, fondata sullamore e sulla fiducia dei suoi membri.
$()iet* )i+ile. / lantitesi della famiglia perch1 in essa i rapporti sono conflittuali, essendo un !sistema di bisogni!, il
che implica allora lamministrazione della giustizia, un corpo di polizia e le corporazioni, necessarie per lordine e la
sicurezza. /ssa una societ di privati, che operano per fini particolari.
$tat(. / listituzione in cui si risolvono i conflitti della societ civile, in cui linteresse privato coincide con linteresse
pubblico. >iene definito da Hegel come !la sostanza etica consapevole di s1, la riunione del principio della famiglia e
della societ civile!. 6uali caratteristiche ha lo 'tato per Hegel; /sso non vuole essere liberale Loc=e, @ant ecc." nel
senso che non vede nello 'tato lo strumento che deve garantire la sicurezza e i diritti dei privati, n1 Hegel lo vede come
un tutore dei particolarismi della societ civile. &on vuole neppure essere democratico per cui la sovranit dovrebbe
risiedere nel popolo )ousseau". (er Hegel invece la sovranit dello 'tato deriva dallo 'tato stesso, che ha in s1 la
propria ragione dessere, il che significa che lo stato hegeliano non fondato sugli individui ma sullidea di 'tato, cio
sul concetto di un bene universale. / lo 'tato che fonda gli individui# sia in senso cronologicoAstoricoAtemporale esso
viene prima degli individui2 gli individui nascono gi allinterno di uno 'tato", sia in senso idealeAassiologico lo 'tato
superiore agli individui come il tutto alle parti". Lo 'tato hegeliano, comunque, pur essendo assolutamente sovrano,
non dispotico o illegale perch1 anzi deve operare con le leggi2 uno 'tato di diritto Rechtstaat", fondato sul rispetto
delle leggi e sulla salvaguardia della libert e della propriet. In questo 'tato, la costituzione migliore quella
monarchicoAcostituzionale, con la tripartizione dei poteri in legislativo affidato ai rappresentanti dei vari ceti o stati
sociali2 stati o ceti sociali da non confondere con le classi sociali antagonistiche dei proletari e capitalisti di cui
parler MarB", esecutivo affidato al governo" e sovrano esercitato dal monarca". &el sovrano si incarna lunit dello
'tato ed a lui spetta la decisione ultima circa gli affari della collettivit. Il vero potere politico quello del governo. Lo
'tato in ultimo per Hegel la !volont divina! ovvero !lingresso di .io nel mondo lo 'tato!. / come vita divina che
si realizza nel mondo, lo 'tato non pu$ trovare nella morale un limite alla sua azione. Il solo giudice ed arbitro sar lo
'pirito -niversale cio la 'toria, che ha, come suo momento strutturale, anche la guerra ? essa non solo necessaria ed
inevitabile, ma preserva gli uomini 5 dice Hegel 5 dalla fossilizzazione a cui li ridurrebbe una pace durevole. In questo
'tato, si ricordi, non vi il potere giudiziario perch1 demandato alla societ civile.
In conclusione, Hegel !semplicemente un conservatore, in quanto pregia pi4 lo stato che lindividuo, pi4 lautorit
che la libert!&. Cobbio, Studi hegeliani, /inaudi".
LA FIL!$!FIA DELLA $T!RIA
!l grande contenuto della storia del mondo razionale e razionale de!e essere" una !olont# di!ina domina poderosa il
mondo!. Il fine della storia del mondo che lo 'pirito giunga alla sua piena realizzazione e libert. Lo 'pirito che si
manifesta nella realt storica lo 'pirito del Mondo, il quale si incarna nei vari spiriti dei popoli che si succedono
allavanguardia della storia. I mezzi della storia del mondo sono gli individui, con le loro varie passioni. / poich1 lo
'pirito del Mondo sempre lo spirito di un popolo particolare, lazione dellindividuo sar tanto pi4 efficace quanto pi4
sar conforme allo spirito del popolo a cui lindividuo appartiene. 0li eroi o veggenti sono caratterizzati dal successo.
)esistere ad essi cosa vana. 'embra che tali individui come ,lessandro Magno, <esare, &apoleone ecc." non
seguano altro che la loro passione eDo ambizione. In realt, questa una ,stuzia della )agione List der $ernunft" che si
serve di tali individui come mezzi per attuare i propri fini. / quali sono i suoi fini; Il fine ultimo della storia del mondo
la realizzazione della libert dello 'pirito. 'e la libert si realizza nello 'tato, la storia del mondo sar la successione
delle forme statali. I tre momenti di essa sono # il mondo orientale, in cui uno solo, il monarca, libero2 il mondo grecoA
romano in cui sono liberi alcuni2 il mondo cristianoAgermanico, in cui tutti sono liberi.
$%IRIT! A$$!L,T!
/ il momento in cui lIdea giunge alla piena consapevolezza della propria infinit e assolutezza, cio che tutto 'pirito
e non vi nulla al di fuori dello 'pirito. 6uesto conoscersi come ,ssoluto non qualcosa di immediato Hegel critica
limmediatezza dellintuizione e del sentimento# sotto questo aspetto non romantico" ma il risultato di un processo
dialettico rappresentato dai tre momenti dellarte, della religione e della filosofia. esse si differenziano tra loro per la
forma in cui ciascuna di esse presenta lo stesso contenuto, che l,ssoluto. Larte conosce l,ssoluto nella forma
dellintuizione sensibile, la religione come rappresentazione, la filosofia come puro concetto. >ediamo meglio.
A-te. Lopera darte sempre qualcosa di sensibile oggetto materiale, suono, parola ecc." e dunque nellarte luomo
acquista consapevolezza di s1 mediante le forme sensibili. &ellarte lo spirito vive in maniera immediata e intuitiva il
rapporto tra il soggetto e loggetto, lo spirito e la natura, che la filosofia teorizza, sostenendo che la natura non che
una manifestazione dello spirito. La storia dellarte si svolge in tre momenti# larte simbolica dei popoli orientali, i quali
fanno ricorso al simbolo perch1 non riescono ad esprimere lo spirito secondo adeguate forme sensibili2 vi poi larte
classica, che caratterizzata dallequilibrio fra contenuto spirituale e forma sensibile, attuato mediante la raffigurazione
della figura umana2 infine vi larte romantica, in cui lo spirito prende coscienza che qualsiasi forma sensibile
insufficiente per esprimere adeguatamente linteriorit spirituale e provoca la crisi dellarte. Hegel parla, a questo
riguardo, della futura !morte dellarte! nel senso che il suo ruolo di ponte intuitivo verso l,ssoluto destinato a venir
meno di fronte al dispiegamento del vero da parte della filosofia, la sola che pu$ cogliere l,ssoluto nel suo elemento
proprio, la razionalit dialettica. 'e infatti l,ssoluto una totalit dialettica, esso il risultato di un processo, di una
mediazione, che il contrario della immediatezza sensibile. (er questo larte rimane al gradino pi4 basso fra le diverse
forme del sapere.
Religi(ne. &ella religione !l,ssoluto trasferito dalloggettivit dellarte nellinteriorit del soggetto!. Il che vuol dire
che nella religione essenziale il rapporto fra la coscienza e .io # tale rapporto dato dalla fede. Ma se cos3, allora la
fede non in grado di giustificare la certezza che prova nellesistenza di .io. Il modo tipicamente religioso di pensare
.io la rappresentazione intellettuale, che a met strada fra lintuizione sensibile dellarte ed il concetto della
filosofia. (ermangono nella rappresentazione religiosa le differenze fra .io creatore e creatura, in modo che l,ssoluto
non pienamente compreso ma rimane ancora il mistero. Lesigenza verso lunit di creatore e creatura viene sentita
solo sul piano del culto, cio sul piano pratico, non concettuale.
Fil(s(.ia e st(-ia /ella .il(s(.ia. <on la filosofia siamo arrivati al momento conclusivo dello spirito assoluto, in cui vi
unit di arte e religione. In essa l,ssoluto conosciuto nella forma del concetto, nella forma pi4 perfetta. L,ssoluto
pu$ finalmente conoscersi e cos3 lIdea pensa se stessa, la verit assoluta e intera. In quanto per$ pensiero giunto alla
consapevolezza di s1, la filosofia non pu$ che essere il risultato di un processo di sviluppo che ha come soggetto la
realt nella sua concretezza. In altri termini, la filosofia un processo storico e quindi si identifica con la stessa storia
della filosofia. I vari sistemi filosofici precedenti la filosofia hegeliana sono le varie tappe del farsi della verit, che
superano ci$ che precede e sono superati da ci$ che segue. !La storia della filosofia mostra, da una parte, che le
filosofie, che sembrano di!erse, sono una medesima filosofia in di!ersi gradi di s!olgimento% dall&altra, che i principi
particolari di cui ciascuno a fondamento di un sistema, non sono altro che rami di un solo e medesimo tutto' La
filosofia, che ultima nel tempo, insieme il risultato di tutte le precedenti e de!e contenere i principi di tutte" essa
perci ( la pi) s!iluppata, ricca e concreta! cfr. Enciclopedia, par.8E". <on ci$ il ciclo cosmico della conoscenza e
della realt si chiude.
HEGEL0CE""I 1I!1I1LI!GRAFICI
0eorg Filhelm +riedrich H/0/L nacque a 'toccarda nel 8GGH. , 89 anni entr$ nel famoso 'tift di %ubinga per
studiarvi teologia e si leg$ damicizia con 'chelling e Hoelderlin, con i quali condivise lentusiasmo per la )ivoluzione
francese. In seguito alla morte del padre, che gli lasci$ una piccola eredit, pot1 smettere di lavorare come precettore e
si dedic$ agli studi per intraprendere la carriera accademica. &el 89H8 ottenne a Iena labilitazione allinsegnamento
universitario con la dissertazione De orbitis planetarum. &el 89HG pubblic$ il primo dei suoi capolavori,
laFenomenologia dello Spirito. Lanno successivo fu nominato direttore del 0innasio di &orimberga e poco dopo si
spos$ con Marie von %uecher, da cui avr due figli. &el 898E divent$ provveditore agli studi e si impegn$ in una vasta
opera di riforma scolastica. Lopera pi4 importante di questo periodo fu la Scienza della logica. &el 898J fu chiamato
alla cattedra di filosofia delluniversit di Heidelberg, dove rimase un paio danni prima di passare a Cerlino, e l3
rimarr fino alla morte. &el 898G pubblic$ lEnciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, che rappresenta, come
suggerisce il nome, la sintesi del suo pensiero. &el 89:8 pubblic$ lultima sua grande opera, i Lineamenti della
Filosofia del diritto. Molti altri scritti saranno pubblicati postumi # ad esempio le varie lezioni universitarie sullarte, la
storia, la religione e cos3 via.