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GUIDADISOPRAVVIVENZAALDOTTORATO

INTRODUZIONE
Due perchuna non basta. E poi siamo dissociati.
(I)
Se stai iniziando un dottorato di ricerca, o sei tentato di farlo questa guida fa per te. Se sognavi di fare
il filosofo, il letterato o lo scienziato ed ora vivi nello scantinato del tuo dipartimento 24 ore al giorno e
vorresti unora daria, anche. Se poi sogni di partire a spese delluniversitverso mete esotiche per
partecipare ad un convegno, potrebbe essere ancora questa la guida giusta. Se invece arrivando
alla fine ti dovessi sentire preso in giro, allora non sorprenderti. Il dottorato funziona cos . Vuoi che non
lo faccia anche questa guida?
(II)
Il testo che stai per leggere nasce con l'intento di fornire a tutti coloro che sono iscritti ad un Dottorato
di Ricerca, o che stanno pensando di intraprendere questa strada, una guida utile per reperire le
informazioni e le indicazioni fondamentali ad un primo orientamento. In Associazione ci siamo resi
conto, infatti, che non solo difficile avere le idee chiare su come funzioni un Dottorato al momento
dell'iscrizione al concorso, ma che questo disorientamento continua spesso anche durante gli anni di
corso. Le cause sono molte, dalle normative poco chiare o semi-sconosciute, alla mancanza di tem-
po per trovare le risposte che si cercano. Abbiamo voluto, quindi, provare a fare un po' d'ordine,
documentandoci, confrontandoci e mettendo in comune il materiale raccolto. Dal momento che i
corsi e le scuole di dottorato differiscono molto tra loro, non stato facile raccogliere il materiale relati-
vo e di certo queste pagine non risulteranno rappresentative delle situazioni vissute da tutti i dottoran-
di italiani. Abbiamo cercato di fare chiarezza sulla normativa, spesso valida solo in teoria ma pur sem-
pre utile, e di distinguere tra ci che il dottorato dovrebbe essere e ci che di fatto .
Alle esigenze di praticit e concretezza abbiamo cercato sempre di affiancare il sano realismo (e
una certa dose di indispensabile ironia!), convinti che la consapevolezza sia l'unico mezzo per potersi
orientare e il punto di partenza per impegnarsi a cambiare ci che non risponde alle nostre esigenze.
Questa guida, dunque, non e non vuole essere definitiva o esaustiva; un primo tentativo, che
come tale attende i tuoi suggerimenti, le tue aggiunte e correzioni (se ne hai scrivici a: gui-
da@dottorato.it).
Quest'opera stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons Attribuzione-Non
commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia. Per leggere una copia della licenza
visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/publicdomain/ o spedisci una
lettera a Creative Commons, 559 Nathan Abbott Way, Stanford, California 94305, USA.
Questo libricino che avete fra le mani potrebbe esservi utile per percorrere le strade malsicure
di quella terra di mezzo detta " il Dottorato" . Prima di lasciarvi partire per vogliamo mettervi in
guardia: antiche leggende narrano di fatti paurosi e terribili accaduti nelle nebbie e nelle paludi
della Terra di Mezzo. Forse sono solo leggende figlie di antiche superstizioni pagane, ma si
narra che talvolta nelle nebbie gli spiriti guida (chiamati " tutor" ) si trasformino in feroci demo-
ni e riducano i viandanti in schiavit. Le saghe tramandateci riportano che quei pochi che
sopravvissero e che furono in grado di raccontare, riferirono di ore e ore di orribili torture dette
" i seminari" su argomenti ignoti e sconosciuti, di lavori durissimi da svolgere (correzioni di
compiti, tesi laurea, tesine), di ore di didattica svolta in catene, di formule magiche che ren-
dono incapaci di intendere e di volere. Voi per, coraggiosi viandanti che battete la Terra di
Mezzo per amore del " Sapere" , la conoscenza superiore che tutti cerchiamo, non lasciatevi
scoraggiare da questi racconti. Tenete saldo il cuore e lucida la mente e la Forza vi permetter
di scampare ad ogni pericolo.
WARNING - ATTENZIONE
CADUTA DOTTORANDI
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di
INDICE
0. LADI: CHI SIAMO, COSA FACCIAMO 1
1. IL DOTTORATO DI RICERCA 3
2. BREVE GUIDA ALLA LEGISLAZIONE 10
3. DIRITTO ALLO STUDIO 11
4. PREVIDENZA 15
5. LAVORO 17
6. LA RAPPRESENTANZA DEI DOTTORANDI 20
7. MOBILITA 23
8. LA CARTA EUROPEA DEI RICERCATORI 29
ASSOCIAZIONE DOTTORANDI E DOTTORI DI RICERCA ITALIANI
ASSOCIAZIONE DOTTORANDI E DOTTORI DI RICERCA ITALIANI
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LADI nata nel 1998 dalliniziativa di alcuni
dottorandi che, stanchi di non avere nessu-
na tutela e di vedersi continuamente priva-
ti anche dei diritti pi fondamentali, si orga-
nizzarono per fondare unassociazione che
desse forza alle rivendicazioni dei dottoran-
di e dei dottori di ricerca di allora, o che
perlomeno creasse migliori condizioni per
quelli futuri.
Gli obiettivi statutari di ADI sono:
1) la tutela dei diritti di tutti i Dottorandi e
Dottori di Ricerca che, nel loro scomodo
status di non-pi-studenti e non-ancora-
ricercatori, si trovano in genere esclusi dai
diritti riservati ad entrambi.
2) la promozione della figura del Dottore di
Ricerca in tutti gli ambiti: non solo allinterno
ma anche allesterno dellUniversit, dove
spesso, nonostante limpellente bisogno di
capacitdi ricerca e innovazione, si ignora
persino cosa sia il dottorato.
3) l'inserimento professionale dei Dottori di
Ricerca al di fuori degli istituti pubblici di
ricerca. Perch, anche se si pensa poco a
questo, arriva un giorno in cui il dottorato
finisce, e allora...
Per raggiungere questi obiettivi lADI, che
per statuto unassociazione senza fini di
lucro e non legata a nessun partito o cor-
rente politica, si impegna attivamente per
un miglioramento del sistema ricerca italia-
no, attraverso accordi di programma,
dialogo con tutte le parti interessate e
iniziative di sensibilizzazione alle istanze, ai
problemi della ricerca e dei giovani ricer-
catori.
Lassociazione organizzata con una strut-
tura a matrice, con una sede locale
presente in tutte le maggiori universitita-
liane e una serie di Gruppi Operativi di
Lavoro (GOL) costituiti a livello nazionale.
Le sedi si occupano dei problemi locali
(come ad esempio la presenza dei dotto-
randi negli organi di rappresentanza, le
condizioni di lavoro dei dottorandi negli
atenei e negli enti di ricerca, ecc.) inter-
facciandosi con Universit, Enti di ricerca,
associazioni e realt locali che possano
contribuire al miglioramento delle condi-
zione del dottorando e del Dottore di Ri-
cerca.
I GOL sono formati da soci ADI provenienti
da tutte le sedi e anche da non soci inte-
ressati alle attivitdell'associazione. Questi
gruppi di lavoro operano attraverso una
serie di mailing-list tematiche e si occupa-
no di temi specifici (per esempio, il ruolo
del dottorato nelle pubbliche amministra-
zioni, nelle aziende private, nelle scuole,
ecc.), con lobiettivo di produrre docu-
menti e di chiarire le posizioni che lasso-
ciazione potrpoi assumere di fronte agli
interlocutori istituzionali.
A livello nazionale, lADI organizzata me-
diante un consiglio di amministrazione
(CdA) in riunione telematica permanente,
composto da un rappresentante per ogni
sede, dai coordinatori dei GOL e da una
serie di cariche tecniche. Compito del
consiglio recepire le esigenze dei soci e
concretizzarle: a questo scopo elegge al
proprio interno una presidenza che si oc-
cupa di coordinare e mettere in atto le
sue attivite la sua linea strategica.
L'ADI dialoga con interlocutori istituzionali
(Rettori, Sindaci, Assessori per le Sedi locali;
GUIDA DI SOPRAVVIVENZA AL DOTTORATO DI RICERCA
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CRUI, Ministeri, Agenzie Regionali e Gover-
native, Associazioni di Categoria per i temi
di interesse nazionale) e svolge azioni prati-
che, dalla sensibilizzazione su ampia scala
alla difesa dei diritti dei suoi iscritti (e anche
dei non iscritti!).
Per citare solo alcuni dei risultati pi impor-
tanti, dalla sua fondazione lADI riuscita a
ottenere linnalzamento della borsa di
Dottorato (da 500 a 800 Euro, nel 1999), e
ha ottenuto una serie di provvedimenti
positivi per quanto riguarda il riconosci-
mento del valore del dottorato nella scuo-
la secondaria e nella pubblica amministra-
zione.
LADI svolge opera di divulgazione e de-
nuncia della situazione dei Dottori di Ricer-
ca, attraverso svariati mezzi:
- Consulenza, attraverso le informa-
zioni pubblicate sul web e la nostra
newsletter, sulle problematiche del dottore
di ricerca negli ambienti di lavoro e su
quelle dei dottorandi ancora allinterno
del percorso formativo.
- Pubblicazione di articoli su riviste e
giornali, relativi alla problematiche di dot-
torandi/dottori di ricerca e al sistema ricer-
ca nel suo complesso;
- Pubblicazione di libri: Cervelli in
Fuga (Ed. Avverbi, 2001), che racconta le
vicende di alcuni ricercatori italiani emi-
grati allestero, diventato un piccolo
caso editoriale, coniando un'espressione
poi entrata nel linguaggio comune; Cer-
velli in Gabbia (Ed. Avverbi, 2005) descrive
invece la situazione di tanti Dottori di Ricer-
ca che hanno scelto di rimanere in Italia e
affrontare quotidianamente problemi e
frustrazioni dovuti al mancato riconosci-
mento delle proprie capacit e compe-
tenze;
Partecipazioni a dibattiti e convegni televi-
sivi, radiofonici o pubblici;
-Organizzazione di convegni ed eventi,
come il Millennium ADI (Forte dei Marmi,
2000);

Poichnon si vive di sola ricerca, l' impegno
nell'ADI porta poi inevitabilmente a favorire
la conoscenza fra dottorandi e ad anima-
re una serie di attivitgoliardiche e festaio-
le, ma questo argomento su cui una
guida risulterebbe superflua e riduttiva,
quindi torniamo alle cose serie.

Per raggiungere i propri scopi statutari,
lADI ha stipulato alcuni Accordi di Pro-
gramma con varie associazioni ed enti, fra
cui la Conferenza dei Rettori delle Universit
Italiane (CRUI), i Giovani Imprenditori di
Confindustria, la CGIL e altri sindacati, or-
ganizzazioni legate al mondo del lavoro
come ASTER,e McKinsey, etc.
LADI si occupa periodicamente di far
partire iniziative nazionali volte alla promo-
zione del dottorato e della cultura della
ricerca. In questo momento, per esempio,
abbiamo attivato due campagne:
- Se potessi avere 1000 Euro al mese, una
petizione pubblica per aumentare la borsa
di dottorato a un minimo di 1000 Euro al
mese netti e per obbligare a coprire, con
una borsa analoga, tutti i posti di dottorato,
eliminando cos lodiosa pratica del dotto-
rato senza borsa (www.dottorato.it/
milleeuro).
- CuPIDo (l'Impresa italiana si innamora
della ricerca), che mira a coinvolgere le
imprese nel finanziamento di borse di dot-
torato (informazioni@cupido.dottorato.it);

Tutta questa attivit volontaria, non retri-
buita e basata solo sull'impegno personale:
lavoriamo per cambiare quello che non ci
piace del sistema ricerca italiano!
La tua iscrizione fondamentale anche
perch pi siamo, pi cose potremo otte-
nere dai nostri interlocutori.

Se sei interessata/o a collaborare con noi
visita il sito dellADI: www.dottorato.it.
Per contattare l'associazione e per informa-
zioni relative all'iscrizione scrivi a: segrete-
ria@dottorato.it.
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Il
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I dottorati di ricerca sono corsi universitari post laurea che si propongono di fornire
una formazione specialistica finalizzata allo svolgimento di attivit di ricerca di alto
livello.
La durata variabile, ma generalmente compresa tra i tre ed i quattro anni. Il per-
corso formativo prevede sia attivit di didattica avanzata (solitamente obbligatoria,
nella prima parte del DdR), sia lo svolgimento di un progetto di ricerca, realizzato
spesso tramite lo scambio culturale con altri Paesi.
Il titolo di Dottore di Ricerca si consegue in seguito alla discussione della tesi finale,
prodotto originale dei tre/quattro anni di ricerca.
Caduto in tentazione? Continuando a leggere troverai qualche dritta su come so-
pravvivere al Dottorato di Ricerca!
A differenza dalla maggioranza dei
paesi stranieri, dove l'accesso al PhD
avviene sulla base di un progetto di
ricerca concordato fra l'aspirante dot-
torando e il suo futuro docente di riferi-
mento (tutor), in Italia per essere am-
messi ad un corso di dottorato ne-
cessario superare un concorso pubbli-
co.
I concorsi vengono banditi sulla Gaz-
zetta Ufficiale della Repubblica Italia-
na, IV serie speciale, Parte Prima Bis
(Concorsi ed esami): possibile consul-
tare i bandi sul sito
www.gazzettaufficiale.it, oppure sul
sito del ministero http://
bandidottorato.miur.it/.
Per potersi iscrivere al Dottorato di
Ricerca necessario possedere una
laurea riconosciuta in Italia, del vec-
chio ordinamento (minimo quattro
anni), o la laurea magistrale/ speciali-
stica prevista dal nuovo.
In caso di laurea straniera non ricono-
sciuta in Italia, sar a discrezione della
Commissione esaminatrice considerar-
la equivalente a una laurea consegui-
ta nel nostro Paese.
Spesso il bando consente di presenta-
re la domanda di ammissione al con-
corso anche se non si ancora conse-
guita la laurea. In questo caso il ban-
do indicher una data posteriore a
quella di presentazione della doman-
da, alla quale bisogner far fede per
la conclusione dei propri studi acca-
demici.
La scelta dei requisiti di ammissione
lasciata alle singole universit: questa
la ragione per cui i bandi possono
differenziarsi moltissimo, ed difficile
individuare una regola comune.
In linea generale, si pu affermare
che i richiedenti devono essere citta-
dini dellUnione Europea. Talvolta ai
cittadini extracomunitari vengono
riservati dei posti in soprannumero,
con regole diverse per quanto riguar-
da la borsa.
I IL L BRIVIDO BRIVIDO DEL DEL CONCORSO CONCORSO
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GUIDA DI SOPRAVVIVENZA AL DOTTORATO DI RICERCA
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Recuperato il bando, ora non resta
che affrontare il concorso vero e pro-
prio.
Le prove concorsuali presentano le
tipologie pi disparate. Usualmente si
compongono di due parti: innanzi
tutto una prova scritta, sorteggiata tra
tre buste sigillate, che accerta il livello
di conoscenze e competenza della-
spirante dottorando. Passata la prima
selezione scritta, lesaminando verr
sottoposto a un esame orale da una
Commissione esaminatrice di tre do-
centi universitari: questa seconda par-
te solitamente centrata sul progetto
di ricerca presentato e pu compren-
dere una prova di inglese.
Questa la regola generale. Da alcu-
ni anni, tuttavia, sono state introdotte
nuove modalit di selezione: la selezio-
ne per titoli, sola o aggiuntiva rispetto
alla modalit classica, una di queste.
Alcuni concorsi prevedono inoltre
laccertamento delle competenze di
pi lingue straniere, oltre allinglese.
Sfortunatamente non esiste una sorta
di banca dati delle prove dei concorsi
precedenti: per farsi unidea il metodo
migliore quello di chiedere ai dotto-
randi o al Coordinatore di Dottorato.
Avere unidea delle modalit di svolgi-
mento della prova concorsuale cer-
tamente un buon metodo per non farsi
trovare impreparati di fronte alla Com-
missione.
Lo scopo del concorso quello di ac-
certare le conoscenze di base e latti-
tudine del candidato alla ricerca, con
specifico riferimento allindirizzo spe-
cialistico prescelto.
Al termine del concorso, la Commissio-
ne stiler una graduatoria che preve-
de generalmente sia posti con borsa
di studio, sia senza. In caso di parit,
nella maggioranza dei casi, prevale la
minore et.
Sino a qualche anno fa, lattivitprinci-
pale del dottorando era quella svolgere
una ricerca in campo accademico. A
questa attivit veniva, con frequenza
pi o meno sporadica, associata la
frequenza di seminari. Sebbene questo
approccio al dottorato sia ancora pro-
prio di gran parte dei DdR, da alcuni
anni si sta affiancando a essi lattivit
delle cosiddette scuole di dottorato.
La differenza sostanziale ed partico-
larmente rilevante nella scelta del dotto-
rato da intraprendere.
Le scuole di dottorato prevedono la
frequenza obbligatoria a corsi di perfe-
zionamento per i primi mesi (la durata
variabile, da 6 a 18 mesi circa). Spesso
tali corsi hanno una natura seminariale
e prevedono la partecipazione diretta
dei dottorandi, con la presentazione di
relazioni scritte e/o orali e discussioni
in classe. Il passaggio dal primo al se-
condo anno, quindi, non avviene pi
solamente sulla base dei risultati ottenuti
nellambito del progetto di ricerca, ma
verte principalmente sulla frequenza e la
modalit di partecipazione alle lezioni
obbligatorie.
Levoluzione verso listituzione di scuole di
dottorato non significa che queste ulti-
me siano pi impegnative rispetto al
dottorato classico: ci indica semplice-
mente che i compiti del dottorando,
almeno per i primi mesi, si incentrano
principalmente sullattivit didattica e
formativa piuttosto che sulle attivitlega-
te al progetto di ricerca e che, di conse-
guenza, il tempo lasciato alla ricerca
risulta inferiore rispetto a quello del dotto-
rato classico. Di contro, le scuole di dot-
torato, offrendo una maggiore uniformi-
tfra i corsi di dottorato, favoriscono la
comparabilitdel contenuto dei titoli e
una pi efficace valutazione.
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D DOTTORATO OTTORATO O O S SCUOLA CUOLA DI DI DOTTORATO DOTTORATO? ?
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In questo ambito c unampia discre-
zionalit poich le modalit sono fissate
dai singoli Collegi docenti.
Il primo anno viene dedicato allappro-
fondimento di tematiche relative al
proprio progetto di ricerca: in questo
periodo possono essere previsti corsi o
seminari, il cui obbligo di frequenza
viene deciso dal Collegio docenti. I
corsi che i dottorandi sono tenuti a se-
guire possono essere destinati sia a tutti
gli studenti universitari sia specificata-
mente ai dottorandi (vedi sopra).
Il secondo anno viene dedicato alla
ricerca e quindi alla permanenza pres-
so istituti/universitterze, in Italia o alle-
stero, presso le quali il dottorando svol-
ge la propria attivitdi ricerca. La ricer-
ca allestero pu ricoprire al massimo la
metdel corso di dottorato (vale a dire
che se il corso di tre anni, il periodo
destinato allestero sar al massimo di
un anno e mezzo). Tale periodo pu
essere gestito dal dottorando a propria
discrezione, destinando la permanenza
di tale periodo in diversi istituti di ricerca
o in uno solo, sempre e comunque
seguendo le procedure previste dal
Collegio dei docenti.
Il terzo anno, o lultima parte di esso,
viene dedicato alla stesura della tesi.
Al termine di ogni anno i dottorandi
devono presentare una relazione parti-
colareggiata sullattivit svolta, che
pu essere richiesta scritta, orale o in
entrambe le modalit. In alcune sedi
sono previste anche relazioni quadri-
mestrali.
In alcuni Dottorati, in particolare nel
caso di Scuole di dottorato, al termine
dei corsi o in itinere, il dottorando
sottoposto a esami, il cui esito incide
sulla decisione del Collegio dei docenti
di consentire il passaggio al secondo
anno.
In seguito allassiduite partecipazione
ai corsi, ai risultati ottenuti agli esami e/
o in base ai risultati ottenuti nel campo
della ricerca, il Collegio dei docenti
propone al Rettore il passaggio allan-
no successivo o lesclusione dal DdR.
Prima di definire a quanto ammonta la
borsa di studio, definiamo chi ne ha diritto.
Percepisce la borsa di studio chi ha vinto
al concorso un posto coperto da borsa,
purch sia un cittadino dellUnione Euro-
pea, non abbia mai usufruito di una borsa
analoga e soddisfi i requisiti di reddito sta-
biliti dal singolo bando e dal regolamento
della sede amministrativa del DdR.
da sottolineare, tuttavia, che, recente-
mente, alcuni bandi hanno ampliato la
possibilit di percepire la borsa anche ai
cittadini extracomunitari.
Lammontare minimo della borsa 1056-
1,54 euro allanno; ci significa che al
netto della trattenuta previdenziale, al
dottorando arrivano minimo 829,96 euro
al mese (dato aggiornato ad Agosto
2006). In alcuni casi la borsa stata inte-
grata da sedi universitarie o Scuole di
Dottorato che hanno coperto la differen-
za con fondi appositi del proprio bilancio.
Determinati corsi di Dottorato in partico-
lare alcune Scuole di Dottorato che im-
pongono la frequenza obbligatoria
prevedono anche lusufrutto dellalloggio
in strutture universitarie, studentati o ap-
partamenti condivisi e, in alcuni casi, an-
che del vitto.
In generale, tuttavia, al dottorando verr
retribuita la sola borsa ministeriale.
C CORSI ORSI ED ED ESAMI ESAMI
L LA A BORSA BORSA DI DI STUDIO STUDIO OVVERO OVVERO COME COME RIUSCIRE RIUSCIRE A A VIVERE VIVERE
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GUIDA DI SOPRAVVIVENZA AL DOTTORATO DI RICERCA
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Secondo il decreto del 30 aprile 1999, tale
borsa di studio va pagata con frequenza
almeno bimestrale. Si pu desumere dal
decreto che la prima rata della borsa di
studio viene pagata al pi due mesi dopo
linizio effettivo del corso di dottorato. da
notare che, spesso, le universitcomincia-
no a pagare la borsa solo dopo che il
dottorando ha aperto una posizione al-
lINPS per ricevere i contributi. Nel caso in
cui il pagamento ritardi troppo, il dotto-
rando pu esporre protesta allufficio dei
dottorandi: il risultato di tali reclami piut-
tosto dubbio, ma tentar non nuoce!
Chi, invece, ha vinto il posto, ma non la
borsa, dovrgeneralmente pagare i con-
tributi per laccesso e la frequenza ai corsi:
nei casi in cui la frequenza non gratuita,
la cifra pu variare arrivando solitamente
fino ad un massimo di 2000 euro allanno.
In base allarticolo 4 della legge 3 luglio
1998, lammontare di questi contributi
deve essere indicato esplicitamente nel
bando di concorso. I titolari di assegni di
ricerca spesso non hanno diritto alla borsa,
ma, nuovamente, ci che fa fede il re-
golamento locale.
Alcune Universit/Consorzi Inter-universitari
dispongono di fondi aggiuntivi, destinati a
coprire le spese dei dottorandi in caso di
congressi, corsi, seminari, conferenze o scuo-
le.
In questo caso necessario fare richiesta di
rimborso delliscrizione e della frequenza con il
solito congruo anticipo, identificabile que-
sta volta in circa quindici giorni prima della
partenza.
Sia le attivitsia le spese devono essere docu-
mentate e il permesso accordato dal Coordi-
natore/Presidente del Corso di Dottorato.
Alcuni DdR prevedono una somma fissa per
ogni dottorando (con borsa), spendibile
nellarco di tre anni per la partecipazione a
tali iniziative.
In qualche piuttosto raro caso, il rimborso
destinato al dottorando pu coprire anche le
spese per il materiale didattico (dispense, libri
e lucidi, per esempio) necessario per svolgere
la propria attivit allestero, con leccezione
dei beni durevoli.
Anche in questo caso, fa fede il regolamento
del DdR che dovrebbe spiegare dettagliata-
mente per quali spese previsto il rimborso e le
modalitper la richiesta e la riscossione del
medesimo.
Vale la pena di notare che alcuni Dipartimen-
ti o Enti Pubblici di Ricerca (ad esempio l'INFN)
consentono di ottenere lo status di "strutturato"
o associato ai propri dottorandi. In tal modo
diventa possibile pagare i viaggi e le missioni
dei dottorandi utilizzando i fondi del gruppo di
ricerca.
F FONDI ONDI E E VIAGGI VIAGGI
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Il Dottorato di Ri cerca pu essere
sospeso per materni t, servi zi o mi l i -
tare/ci vi l e, mal atti a e peri odo di
approfondi mento del l a tesi (con
ri feri mento al l a ci rcol are 3 maggi o
1994 ed al parere del Consi gl i o di
Stato, seconda sezi one del 29 gen-
nai o 1992, n. 1173/91). La sospen-
si one i mpl i ca l a non erogazi one
del l a borsa. Secon-
do l a suddetta ci r-
col are, i l congel a-
mento dovrebbe
essere strettamente
ri chi esto per un an-
no al l a vol ta. Tutta-
vi a, poi ch al cuni
punti del l a ci rcol are
sono caduti i n di su-
so, si pu provare a
chi edere una proroga per meno di
un anno.
In caso di materni t, ad esempi o, l a
durata del l a sospensi one pu esse-
re vari abi l e. In al ternati va, possi -
bi l e attendere i l momento del l a
consegna del l a tesi e chi edere i l
prol ungamento del DdR a ti tol o
gratui to causa mal atti a, caso for-
tui to o forza maggi ore. opportuno
sottol i neare, i nol tre, che l e dotto-
rande hanno di ri tto ad un assegno
di parto fi no a 1788,13 euro (ci fra
di ri feri mento, anno 2000), nel caso
i n cui ri sul ti no accredi tate da nove
a dodi ci mensi l i t di contri buti .
Al fi ne di sospendere i l Dottorato di
Ri cerca, necessari o i nol trare al
Coordi natore e al l a Segreteri a del
DdR del l Uni versi t una ri chi esta i n
carta sempl i ce di so-
spensi one, una auto-
certi fi cazi one di mater-
ni t o di mal atti a nel
caso i n cui venga ri -
chi esto.
ri l evante ri badi re che
l a sospensi one e ri -
mane un diritto, non un
dovere. Nel l a grande
maggi oranza dei casi ,
gl i i mpegni del DdR e quel l i del
servi zi o mi l i tare e ci vi l e o del l a ma-
terni t sono gi udi cati compati bi l i
dal Col l egi o Docenti . Nei casi i n
cui sorgano attri ti tra i l dottorando
e i l Col l egi o Docenti , questul ti mo
pu sol o l i mi tarsi a ri chi edere al
dottorando l a frequenza ai corsi e
l a puntual i t nel l atti vi t di ri cerca,
ma non pu vi etargl i di svol gere
al tre atti vi t.
T TRASFERIMENTI RASFERIMENTI
La possibilitdi trasferirsi durante il corso
di dottorato, qualora prevista, gestita
in base ai regolamenti di dottorato.
Spesso per le procedure non sono
chiarissime e quasi sempre semi-
sconosciute; i trasferimenti sono infatti
piuttosto rari. Prima di imbarcarsi nellim-
presa bene leggere il regolamento e
discuterne con il proprio tutor. Pu an-
che essere utile leggere i racconti di chi
lha fatto:
- dallestero a una universititaliana
http://www.dottorato.it/sottopagine/
informazioni/faq/
trasferimentodottorato.htm
- da una universit italiana allestero
http://www.dottorato.it/sottopagine/
informazioni/faq/
trasferimentodottorato2.htm

I IL L DIRITTO DIRITTO ALLA ALLA SOSPENSIONE SOSPENSIONE
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rilevante ribadire
che la sospensione
e rimane un diritto,
non un dovere.
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I IL L LUNGO LUNGO CAMMINO CAMMINO VERSO VERSO LA LA TESI TESI
La tesi dovrebbe essere il prodotto
degli anni di ricerca: i caratteri di-
stintivi delle tesi di dottorato sono
la corposit e loriginalit. Il lavoro
che si presenter al termine dei tre
anni dovrebbe infatti essere lo svi-
luppo di un progetto innovativo,
che apporti quel piccolo quid
originale al mondo della ricerca.
Solitamente il dottorando viene
seguito da un supervisore (o tutor,
che dir si voglia), vale a dire un
docente esperto nellambito di
ricerca del progetto, che segua
(pi o meno passo a passo) il dot-
torando dalla definizione della tesi
sino alla lontana! stesura finale.
La tesi solitamente costituisce il
titolo di presentazione quando ci si
propone per posizioni di ricerca,
specialmente allestero; per questa
ragione consigliabile, soprattutto
per chi ambisce a operare alleste-
ro, stilarla in lingua straniera.
tuttavia opportuno sottolineare
che, come sempre, questa non
costituisce la regola generale: al-
cune Universit/centri di ricerca
richiedono espressamente la stesu-
ra della tesi in lingua italiana. La
scelta della lingua deve, ad ogni
modo, essere preventi vamente
concordata con il proprio tutor/
supervisore.
Ogni Uni ver s i t / cent r o i nt er -
universitario fornisce una serie di
indicazioni alle quali ci si deve at-
tenere strettamente per la stesura
della tesi (modalit di scrittura delle
note, impaginazione, strutturazione
dellindice, solo per fornire alcuni
esempi); viene di frequente richie-
sta lautorizzazione alla pubblica-
zione, nel caso in cui allinterno
dellUniversit si profili tale possibili-
t.
Dal punto di vista strettamente bu-
rocratico, la tesi considerata una
vera e propria pubblicazione e vie-
ne valutata come titolo ai fini dei
concorsi.
Per quanto riguarda i diritti dauto-
re della tesi, si pu con certezza
affermare che, in base alla legge
italiana, si diventa detentori di diritti
su un prodotto dellingegno sempli-
cemente creandolo: ci significa
che le idee di base possono essere
fornite da altre persone, ma il de-
tentore dei diritti chi realizza ma-
terialmente il prodotto finale. Si
espressa in tal senso la sentenza
della Corte dAppello di Perugia,
datata 22 febbraio 1995.
Lesame finale di discussione della
tesi viene solitamente sostenuto in
primavera dinnanzi a una Commis-
sione giudicatrice, nominata dal
Rettore, composta da tre docenti
universitari, solitamente due ordinari
e un associato, che non siano com-
ponenti del Collegio dei docenti e
appartengano ai settori scientifico
disciplinari attinenti al Dottorato.
La commissione pu essere integra-
ta da non pi di due esperti, anche
stranieri, scelti nellambito degli enti
e delle strutture pubbliche o private
di ricerca.
Nel caso di Dottorati istituiti a segui-
to di accordi internazionali, la com-
missione costituita secondo le
modalit previste dagli accordi stes-
si.
Lesame senza voto, si ottiene
solo esito positivo o negativo.
Nel secondo sfortunato! caso, si
ha diritto a ripetere lesame solo
una volta.
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La procedura per il conferimento del titolo
di Dottore di Ricerca, gideterminata dall-
articolo 73 del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382,
disciplinata dai regolamenti delle singole
Universit.
Il titolo si consegue allatto del superamen-
to dellesame finale: ex Regolamento re-
cante disciplina delle procedure per il con-
seguimento del titolo di Dottore di Ricerca
approvato dal Consiglio dei Ministri del 1
ottobre 1997, (d.p.r. 387 del 3 ottobre 1997,
g.u.n.260 del 7 novembre 1997), il titolo
viene conferito dal Rettore dellUniversit
della sede amministrativa del corso. In tal
modo la legislazione italiana si uniformata
a quella europea, eliminando lanomalo
adempimento ministeriale che aveva sin a
quel momento caratterizzato il rilascio del
titolo.
Quindi, subito dopo aver sostenuto lesa-
me con esito positivo, si ha diritto a fregiarsi
del titolo di Dottore/Dottoressa di Ricerca in
base a un certificato provvisorio rilasciato
dalla Commissione.
Il titolo servirebbe, nelle intenzioni del legi-
slatore, a certificare che il detentore ha le
conoscenze e le abilitper effettuare ricer-
che in quel campo. In realt, il titolo scar-
samente conosciuto nelle aziende italiane.
Qualche passo non troppo fruttuoso, a
dir il vero stato mosso in questa direzio-
ne: la legge n. 449 del 27 dicembre 1997,
elargisce crediti dimposta a imprese e
soggetti di varia natura dietro lassunzione
degli oneri relativi a borse di studio conces-
se per la frequenza a corsi di dottorato di
ricerca e nei casi di assunzione a tempo
pieno di Dottori di Ricerca. Tali provvedi-
menti, tuttavia, sebbene tentino di stabilire
una connessione fra il pianeta cultura e il
pianeta lavoro, lasciano letteralmente
fuori dalla porta i Dottori di Ricerca dell-
ambito umanistico.
Lorizzonte poco roseo anche nel mondo
accademico: per quanto concerne i
concorsi universitari o gli enti di ricerca, il
titolo vessato dalla burocrazia; solo per
citare un esempio, nel caso di concorso
per ricercatore universitario il titolo di
dottore di ricerca viene valutato caso
per caso.
Concludendo con una almeno una!
nota positiva, ti informiamo che il titolo di
Dottore di Ricerca dper diritto a punti in
concorsi pubblici (lentitdella valutazione
varia da concorso a concorso, quindi
occorre informarsi di volta in volta!).
I IL L TITOLO TITOLO
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Breve
alla
La legislazione che regola il DdR confusa, carente, contraddittoria e accuratamen-
te sparpagliata. Tra tutti i riferimenti, i testi pi rilevanti sono:

DPR 382 del 11 luglio 1980 (art. 68 e seguenti): istituzione del Dottorato di Ricerca.

Regolamento DPR 387 del 3 ottobre 1997: esame finale.

Legge 3 luglio 1998, n. 210 (art. 4): autonomia Dottorati di Ricerca.

Regolamento DM 224 del 30 aprile 1999: regolamento Dottorato di Ricerca.

Esiste, poi, una selva di altri decreti, sentenze di tribunali, leggi, circolari e regolamenti
che definiscono in maniera molto frastagliata la legislazione in materia di Dottorato.
Inoltre molto demandato ai singoli regolamenti di ateneo, dalle modalitdi svolgi-
mento, agli obblighi fiscali, e addirittura a quelli di Dipartimento (per es. il diritto o
meno di rappresentanza dei dottorandi in seno al Consiglio di Dip.).
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allo :
quali
i ?
Perch parlare di diritto allo studio per i dottorandi?
Perch il dottorando , a rigor di legge, uno studente a tutti gli effetti, es-
sendo il Dottorato di Ricerca un corso di studi a tutti gli effetti.
Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2001 ga-
rantisce ai dottorandi la possibilit di accedere ai servizi e agli interventi
per il diritto allo studio erogati dalle regioni, cos come avviene per gli stu-
denti dei corsi di laurea e laurea specialistica.
Tale possibilit di accesso ai servizi garantita per un periodo di tempo pari
alla durata prevista dallordinamento didattico di ciascun dottorato, a par-
tire dallanno di prima iscrizione. Non previsto quindi di poter usufruire di
tali servizi nel momento in cui si richieda di prolungare il dottorato con un
anno integrativo.
Il dottorando pu concorrere alla possibilit di usufruire di residenze univer-
sitarie, mense e di tutti gli altri servizi erogati dagli Enti regionali per il Dirit-
to allo Studio. Tale diritto garantito in tutte le universit d'Italia (il DPCM di
cui sopra sancisce appunto l'Uniformit di trattamento sul diritto agli studi
universitari), in base alle norme sancite per ciascuna universit dal rispetti-
vo Ente per il diritto allo studio. I bandi che questi enti pubblicano ogni an-
no per l'accesso ai loro servizi destinati agli studenti contengono infatti nor-
me specifiche destinate ai dottorandi. In genere, questi bandi vengono
pubblicati all'inizio dell'estate, e prevedono scadenze diverse per la conse-
gna delle domande a seconda del tipo di corso di studi a cui si iscritti. Per
gli iscritti al Dottorato di Ricerca sono a volte previste scadenze diverse da
quelle previste per gli altri studenti.
Il dottorando senza borsa, dunque, ha la possibilit di fare richiesta presso
lEnte regionale per il diritto allo studio, per ricevere una borsa di studio, in
misura pari a quella assegnata agli studenti fuorisede vincitori di borsa:
limporto varia da regione a regione, ma non pu essere inferiore a 3.800
euro lanno. La borsa, come per gli studenti dei corsi di laurea, attribuita
in base a criteri di reddito e merito: il reddito viene determinato in base al
calcolo dellIndicatore della situazione economica equivalente, come illu-
strato nelle apposite guide che gli Enti regionali per il diritto allo studio di-
stribuiscono insieme alla modulistica; la determinazione del merito, per i
dottorandi, semplicemente legata, per gli anni successivi al primo, all-
ammissione del dottorando al nuovo anno di corso.
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Chi svol ge i l dottorato di ri cerca
i n una ci tt di versa da quel l a di
resi denza, come accennato so-
pra, ha l a possi bi l i t al meno teo-
ri ca di usufrui re di un posto al -
l oggi o i n una resi denza uni versi ta-
ri a. Se ci non possi bi l e, i l dotto-
rando che deci de di prendere i n
affi tto una stanza o un apparta-
mento nel l a ci tt i n cui svol ge i l
dottorato pu comunque usufrui re
del l e stesse
agevol azi o-
ni previ ste
per gl i stu-
denti dei
corsi di l au-
rea e l aurea
speci al i sti -
ca. La l eg-
ge 431 del 9
di cembre
1998 preve-
de i nfatti l a
possi bi l i t di
sti pul are dei
contratti di
affi tto a
condi zi oni
parti col ari
(contratti di
l ocazi one di
natura tran-
si tori a), pensati apposi tamente
per gl i studenti . I n questo senso, si
pu far ri feri mento agl i accordi
sti pul ati nei si ngol i comuni sedi di
uni versi t per l a defi ni zi one di
contratti -ti po rel ati vi al l a l ocazi o-
ne di i mmobi l i ad uso abi tati vo
per studenti uni versi tari . Questi
contratti garanti scono al l o stu-
dente/dottorando-i nqui l i no condi -
zi oni contrattual i adeguate al l e
sue esi genze, e un canone d' affi t-
to non eccessi vo. Per promuovere
l a sti pul a di questi contratti , sono
previ sti i ncenti vi fi scal i per i pro-
pri etari .
Purtroppo, l a l egge 431/98 non ha
sorti to gl i effetti sperati . Sono po-
chi ssi me l e case che si affi ttano a
studenti & co. con contratti rego-
l ari . Ne ri sul ta che l e condi zi oni
abi tati ve sono spesso i naccettabi l i
e i prezzi vol ano al l e stel l e. Un
nuovo De-
creto Mi ni -
steri al e, del
30 di cembre
2002, ha sta-
bi l i to nuovi
cri teri e nuo-
vi l i mi ti per i
canoni di
affi tto. Ma l a
si tuazi one
non sembra
mi gl i orare
sensi bi l men-
te. Non bi so-
gna per
scoraggi arsi :
come dotto-
randi abbi a-
mo di ri tto a
ri chi edere al
nostro pro-
pri etari o di casa un contratto re-
gol are, e di farl o al l e condi zi oni
stabi l i te dal l a l egge di cui sopra. I l
contratto pu avere durata da 6 a
36 mesi , e pu essere sottoscri tto
sol o da studenti (i ncl usi dottoran-
di ) fuori sede. I nol tre i l contratto
garanti sce: certezza nel ri l asci o
del l ' al l oggi o, canone si curo, dura-
ta certa, oneri ri parti ti come da
accordo deposi tato.
D DIRITTO IRITTO ALLA ALLA CASA CASA
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L LA A NORMATIVA NORMATIVA IN IN BREVE BREVE
La legge 9 dicembre 1998 n. 431 prevede
la possibilitdi stipulare 2 tipi di contratto:

Il primo, completamente libero, prevede
come unico vincolo una durata contrat-
tuale di quattro anni, rinnovabile per ugua-
le periodo;

Il secondo, ad affitto contrattato, quello
sul quale vogliamo concentrare lattenzio-
ne. Esso affida un ruolo decisivo alle asso-
ciazioni sindacali degli inquilini e della pro-
priet nella contrattazione delle regole e
dei canoni, delle detrazioni fiscali, della
durata del contratto. Nel sistema concerta-
tivo tra parti sociali, che scrive gli accordi
territoriali di applicazione della legge, pos-
sono rientrare oltre al Comune ed alle asso-
ciazioni di categoria dei proprietari, anche
gli Enti per il Diritto allo studio e soprattutto le
associazioni studentesche. La legge si appli-
ca a tutte le locazioni abitative, indipen-
dentemente dallanno di costruzione del-
limmobile.

Nellambito di questa categoria di contratti
concertati la legge prevede delle specifici-
tper il contratto rivolto a studenti universi-
tari (e dottorandi). I contratti per studenti
hanno una durata minima di 6 mesi e mas-
sima di 36 mesi, e possono essere sottoscritti
solo da studenti fuori sede. Il contratto di
locazione si rinnova automaticamente per
una durata identica a quella prefissata in
caso di mancata disdetta. Linquilino potr
recedere in qualsiasi momento con un
preavviso minimo di tre mesi, o minore di tre
se previsto nel contratto di locazione. Gli
studenti affittuari sono in solido responsabili,
cio devono pagare il canone e gli oneri
condominiali fissati dal contratto di locazio-
ne, anche nel caso in cui uno di loro rece-
da dal contratto anticipatamente. In tal
caso, gli altri studenti possono sostituirlo con
un altro studente, che subentra in tutto al
contratto in corso, e sono tenuti a comuni-
care le generalitdel subentrante al pro-
prietario; questi provvederpoi alla comu-
nicazione dei dati alla autoritdi pubblica
sicurezza. Questo tipo di contratto affronta
per la prima volta il problema delle locazio-
ni per studenti universitari, garantendo allo
studente un sistema di tutela in caso di
violazione della legge (art. 13 comma 5).

Nellart. 1 comma 4, la legge dice chiara-
mente che, per la stipulazione di contratti
validi necessaria la forma scritta. In man-
canza della registrazione non sarpossibile
avviare alcuna azione giudiziaria sicura.
Le norme da seguire per la registrazione
sono:
1. Il contratto deve essere registrato entro
20 gg. dalla data di decorrenza dello stes-
so, o entro 20 gg. dalla data di sottoscrizio-
ne (se precedente a quella di decorren-
za).
2. Il contratto depositato in due esempla-
ri, entrambi bollati (marca da bollo da
10.33 ogni 100 righe di testo).
3. La tassa pari al 2% dellimporto del
canone annuo, oltre a 3.62 per tributi
speciali e allo 0,5% sullimporto delleven-
tuale cauzione.
4. In caso di scioglimento del contratto si
dovrversare una tassa di 51.65 .

Ricordatevi che le spese di registrazione
vanno sempre divise a metcon il proprie-
tario!

In questi contratti sono previste agevolazio-
ni fiscali:
- Per lo studente inquilino: riduzione del 15%
dellimposta di registro di competenza.
- Per il proprietario: riduzione del 15% del-
limposta di registro di competenza, e del
30% del reddito imponibile derivante dall-
affitto ai fini IRPEF (15%+30%). Riduzione ICI
prevista dal Comune.
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Alle suddette agevolazioni si avrdiritto solo
se si stipula un contratto di locazione age-
volato in base allaccordo locale deposita-
to presso il Comune.
Oltre ai vantaggi fiscali, il contratto assicura
a entrambi i contraenti:
- Certezza nel rilascio dellalloggio;
- Canone sicuro;
- Durata certa;
- Oneri accessori ripartiti come da accordo
depositato;
- Possibilit di ricorrere alla commissione di
conciliazione stragiudiziale in caso di con-
troversie e ottenere rapida decisione.

Per avere maggiori informazioni pu essere
utile informarsi presso lente per il diritto allo
studio o presso un sindacato inquilini. an-
che una buona idea procurarsi la guida
alla casa della Mutua Studentesca
(www.mutuastudentesca.it).
T TROVARE ROVARE CASA CASA
Nella ricerca dellalloggio lo status del
dottorando non differisce molto da
quello dello studente universitario. Se
durante gli anni di Universit sei stato
fortunato e ancora non conosci le cin-
que vie principali da percorrere per
trovare casa, te le illustriamo noi breve-
mente:
- rimboccarsi le maniche e spulciare le
bacheche e gli annunci in facolt,
comprando anche i giornali immobiliari
della zona: il metodo pi usato ma
anche quello pi dispendioso di ener-
gie;
- le agenzie immobiliari: sviluppate prin-
cipalmente nei grandi centri urbani
svolgono un buon servizio ma ti salassa-
no prendendo almeno una mensilit
dell'affitto come provvigione... fate
voi....
- amici e conoscenti: magari qualcuno
lascia una casa, informatevi;
- se siete fortunati nella vostra citt
attivo il servizio di cercalloggio dellEnte
per il Diritto allo Studio;
- alcuni siti sono specializzati nella ricer-
ca della casa, dategli unocchiata
(affittistudenti.it, cercalloggio.it, bake-
ka.it, ma anche le bacheche di studen-
ti.it).
D DIRITTO IRITTO ALLA ALLA SALUTE SALUTE
Un altro diritto fondamentale quello alla
salute. Chi svolge il dottorato di ricerca in una
cittdiversa dalla propria ha diritto a usufruire
dei servizi sanitari pubblici (pronto soccorso,
medico di base, prescrizioni etc.). Ma poich
ogni cittadino italiano fa capo a una singola
Azienda Sanitaria Locale, in genere chi stu-
dia in una cittdiversa dalla propria si trova a
dover fare i conti, anche per una banale
influenza o un piccolo infortunio, con limpos-
sibilitdi ricevere prestazioni sanitarie pubbli-
che gratuite, e a dover ricorrere a servizi a
pagamento o a studi medici privati. Esiste
per la possibilitdi ottenere, molto semplice-
mente, una tessera sanitaria sostitutiva, che
va richiesta presso la ASL della cittin cui si
svolge il dottorato. Questa tessera permetter
di usufruire dei servizi sanitari come se ci si
trovasse nella propria citt di residenza. A
volte, ma solo a volte, sono le universitstesse
a informare su questo diritto.
importante, in tutti questi casi, dedicare del
tempo a raccogliere informazione ed essere
consapevoli dei propri diritti. Questa breve
panoramica vuole solo essere unintroduzio-
ne a questo tema. Consultando il sito dellADI
possibile reperire maggiori informazioni,
incluse le leggi a cui si fa riferimento in questo
articolo.
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P PREVIDENZA REVIDENZA E E CONTRIBUTI CONTRIBUTI
I dottorandi vincitori di borsa hanno
diritto ai contributi previdenziali. Si tratta
per di contributi recepiti come lavora-
tore parasubordinato, che non posso-
no confluire con quelli da lavoro dipen-
dente, ma che daranno diritto a una
pensione supplementare una volta
raggiunti i requisiti (di etper la pensio-
ne di vecchiaia o di anni cumulati per
la pensione di anzianit). Questi contri-
buti possono essere portati in deduzio-
ne dal reddito complessivo.
Alle borse di Dottorato, a decorrere dal
1 gennaio 1999, si applicano le disposi-
zioni relative al fondo pensionistico per i
lavoratori parasubordinati. Di conse-
guenza, i dottorandi godono anche
dei relativi diritti in termini di indennitdi
maternite dei rimborsi per particolari
spese connesse ad infortuni. Per la
gestione separata per necessario
versare contributi per circa 5 anni per
maturare il diritto alla pensione. Quindi i
tre anni di versamenti per il Dottorato, in
mancanza di altri due anni di contribu-
zione di equivalente tipologia, per e-
sempio per un assegno di ricerca, non
danno luogo ad alcun diritto dal pun-
to di vista della possibilitdi fruire di una
pensione. Attenzione, per: questi
calcoli, in termini di anni di contribuzio-
ne, derivano dal fatto che necessa-
rio raggiungere un tetto minimo di
contribuzione al fondo di gestione
separata per maturare il diritto, e que-
sto tetto cambia ogni anno o quasi
con la finanziaria, cos come la per-
centuale della borsa che deve essere
versata al fondo di gestione separata.
Ti sollecitiamo quindi a rivolgerti allINPS
per avere informazioni aggiornate.
Il reddito derivante dalla borsa ministe-
riale del Dottorato esente dallimpo-
sta sul reddito e non va inserito nella
relativa dichiarazione. I dottorandi
che godono solo della borsa e/o di
eventuali altri redditi non superiori al
limite di esenzione sono peraltro eso-
nerati dalla dichiarazione, e possono
essere considerati a carico, salvo
diverse disposizioni della legge finan-
ziaria vigente.
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Gli anni di DdR possono essere riscatta-
ti, se non coperti da contribuzione
(articolo 2 comma 2 decreto legislati-
vo 184 del 30/4/1997 e articolo 1 com-
ma 24 legge 14/1/1999) con contributi
volontari facendo apposita richiesta
all'INPS. La legge in materia (numero
184) fa riferimento al conseguimento
del titolo, che quindi bisogna aver gi
conseguito. La circolare INPS che de-
termina le modalit del riscatto la
n.162 del 19/7/1997. Inoltre i ricercatori
universitari non hanno diritto al ricono-
scimento di 2/3 del dottorato per la
carriera a causa dell'art. 23 della legge
488 del 23/12/1999 (cfr. comma 4 del-
l'art. 103 L.382/80, art. 1 comma 24
legge 14/1/1999, art. 8 comma 8 leg-
ge 370 del 19/10/1999).
La domanda di riscatto pu essere
presentata, in qualsiasi momento, alla
sede INPS oppure ai patronati compi-
lando il modulo RL1, purch si sia gi
versata almeno una settimana di con-
tributi, presentando un certificato con
cui si dichiara di possedere il titolo di
studio, gli anni di frequenza e il modello
O1M/sost fornito dal datore di lavoro. Il
pagamento pu essere rateizzato fino
a cinque anni.
Consigliamo di riflettere attentamente
prima di iniziare a riscattare il dottorato
dato che i soldi necessari non sono
pochi e potrebbero essere investiti in
modo pi fruttuoso.
C CONTRIBUTI ONTRIBUTI A A UN UN ENTE ENTE DIVERSO DIVERSO DALL DALL INPS INPS
Per esercitare alcune professioni richiesta
l'iscrizione e il versamento dei contributi a uno
specifico ente previdenziale (es. l'ENPAM per i
medici o l'ENPAB per i biologi). In questo caso
l'INPS, nella sua circolare 101 del 5/5/1999,
specifica chiaramente che i contributi prove-
nienti dal dottorato sono nella misura del 10%
e vanno nella Gestione Separata e non nella
cassa dell'ente. Alcune casse previdenziali
cancellano provvisoriamente il dottorando
che versa contributi all'INPS; questa procedura
ci risulta illegittima nonostante il regolamento
di alcune casse. Le leggi di riferimento in meri-
to sono legge 449 del 1997 art. 59 comma 16
e legge 335 dell'8 agosto 1995 art. 2 comma
16 e seguenti.
R RISCATTO ISCATTO DEGLI DEGLI ANNI ANNI DI DI P PH HD D
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(perch dottorato
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La normativa in merito piuttosto contraddittoria. In base a numerose sentenze al
dottorando concessa ogni attivit lavorativa, purch compatibile con l'attivit previ-
sta dal proprio Collegio Docenti. Al contrario, l'art. 8 della circolare ministeriale 357
del 1986 stabilisce che "una seria ed elevata formazione scientifica talmente impe-
gnativa ed assorbente da impedire, di fatto, una contestuale attivit lavorativa".
Fortunatamente questa circolare viene regolarmente disattesa e addirittura la legge
398/89 ha abrogato l'articolo 79 del dpr 382/80 che vietava le attivit professionali e
le consulenze. La legge 210/98 prevede anche implicitamente la possibilit di venire
pagati per l'attivit didattica.
In pratica, al dottorando che lavora basta assicurare la presenza secondo quanto
richiesto dal collegio docenti, senza dover informare nessuno. Se per non riesce a
frequentare come richiesto, allora l'unica via per non vedersi escluso dal dottorato
alla fine dell'anno quella di mettersi daccordo con il collegio docenti. Unaltra
precauzione riguarda i limiti di reddito per non perdere la borsa di dottorato.
Alcuni regolamenti locali sottopongono la possibilit di lavorare al permesso del Col-
legio Docenti. Questa norma illegittima in quanto i regolamenti locali non possono
occuparsi delle attivit del dottorando al di fuori del DdR, dato che le loro competen-
ze sono specificatamente elencate dall'art. 4 della legge 3 luglio 1998.
Quanto detto fin qui vale anche per il lavoro nelle scuole, anzi possibile andare in
congedo per il dottorato durante una supplenza (cosa che prevista dalla circolare
ministeriale 357 del 1986 solo per i docenti di ruolo). Per avere maggiori informazioni
si possono consultare le pagine specifiche sul sito dellADI (http://www.dottorato.it/
gol/scuola).
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I INSEGNAMENTO NSEGNAMENTO NELL NELL UNIVERSIT UNIVERSIT
I dottorandi possono insegnare ufficial-
mente nelle universit(legge 210/98) a
patto che lo facciano "senza oneri per
lo stato". Non si capisce bene se questa
espressione significhi che lo devono
fare gratuitamente, a meno che qual-
che privato non paghi, oppure se pos-
sano essere pagati dall'universit ma
non dal ministero. Sempre in base alla
medesima legge, questa attivit didat-
tica facoltativa. A che titolo i dotto-
randi insegnino dipende dal regola-
mento dell'universit: alcune sedi stipu-
lano un contratto di prestazione occa-
sionale di lavoro autonomo, altre un
contratto di collaborazione coordinata
e continuativa e altre pretendono l'inse-
gnamento dei dottorandi a titolo gratui-
to. Di solito il dottorando tiene lezioni
integrative di un corso universitario op-
pure lavora come "cultore della mate-
ria", quello che gli studenti chiamano
assistente (ruolo che ogni tanto rico-
prono anche i ricercatori).
D DIPENDENTI IPENDENTI PUBBLICI PUBBLICI
Il pubblico dipendente ammesso
ai corsi di DdR collocato, su do-
manda, fin dall'inizio e per tutta la
durata del corso, in congedo stra-
ordinario per motivi di studio. Il
congedo non obbligatorio ma
soggetto a domanda del dipen-
dente. Inoltre una sentenza del
TAR Campania del 29 maggio 19-
97 conferma che i lavoratori pub-
blici hanno diritto al trattamento
previdenziale e di quiescenza du-
rante il congedo per DdR. La cir-
colare 357 del 1986 all'art. 8 speci-
fica per che questa norma non si
applica ai lavoratori assunti pre-
cariamente e che la richiesta di
congedo deve essere riferita all'in-
tera durata del dottorato. La stes-
sa circolare stabilisce che il perio-
do di durata del DdR ammesso a
riscatto e stabilisce che il conge-
do va richiesto all'inizio del dotto-
rato e per tutta la sua durata.
Alcuni regolamenti locali preve-
dono per il pubblico dipendente
l'obbligo di mettersi in congedo.
Come accennato nel paragrafo
precedente, questa norma ille-
gittima in quanto i regolamenti
locali non possono occuparsi delle
attivit del dottorando al di fuori
del DdR, dato che le loro compe-
tenze sono specificatamente elen-
cate dall'art. 4 della legge 3 luglio
1998.
La legge 398 del 30 novembre 198-
9, art. 6 comma 7, estende la pos-
sibilit di congedo anche ai titolari
delle borse per i corsi di perfezio-
namento, scuole di specializzazio-
ne, corsi di perfezionamento all'e-
stero e borse post-dottorato. Inol-
tre la legge 449 del 27 dicembre
1997, art. 51, estende questa possi-
bilit anche agli assegni di ricerca.
Secondo il parere del CUN anche i
dottorandi all'estero hanno diritto
al congedo.
La legge 28 dicembre 2001, n. 448
(finanziaria 2002) all'articolo 52,
comma 57 e la successiva nota
ministeriale prevedono che il dot-
torando dipendente pubblico am-
messo a un dottorato senza borsa
mantenga lo stipendio, a patto
che torni a lavorare per l'ente
pubblico al termine del corso.
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I INDENNIT NDENNIT DI DI DISOCCUPAZIONE DISOCCUPAZIONE
Coloro che hanno terminato il dottorato non
hanno diritto all'indennitdi disoccupazione in
quanto equiparati ai lavoratori parasubordi-
nati. Coloro invece che stanno frequentan-
do il dottorato e hanno un periodo lavorativo
alle spalle sufficientemente lungo (almeno
due anni) hanno diritto all'indennitdi disoc-
cupazione se hanno versato un minimo di 52
contributi settimanali nel biennio precedente
la data di cessazione del rapporto di lavoro.
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La
dei
Il diritto alla rappresentanza il diritto-
/dovere dei dottorandi a partecipa-
re alla vita di governo delle istituzioni
universitarie locali e nazionali. In real-
t, pur essendo condizione necessa-
ria per un reale esercizio della cittadi-
nanza partecipata, essa viene difficil-
mente riconosciuta alla figura del
dottorando nei centri decisionali
dell'Universit.
Se si eccettua la partecipazioni ai
consigli di dipartimento, e all'estremo
opposto al Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari (CNSU), ai dotto-
randi negata ogni forma di parteci-
pazione agli organi decisionali,
quando proprio la loro natura atipi-
ca di studente a tutti gli effetti ma
anche di lavoratore riconosciuto
come collaboratore a progetto
uno dei fattori pi impellenti nella
domanda di rappresentanza.
C' da augurarsi che venga presto
tenuto conto di quanto afferma la
Carta Europea dei Ricercatori in
cui si sostiene che i ricercatori, indi-
pendentemente dalla loro situazione
contrattuale, devono essere rappre-
sentati negli organismi decisionali.
Per ora lassetto delluniversit tale
per cui il coinvolgimento dei dotto-
randi via via diverso a seconda dei
differenti organi istituzionali.
Il primo livello di rappresentanza si
esplica allinterno del Consiglio di
Dipartimento. Questultimo svolge le
funzioni deliberative, consultive e di
programmazione sulle materie di
rilevanza per il Dipartimento. Esso
generalmente composto dai docenti
afferenti al dipartimento, dalle rap-
presentanze del personale tecnico e
amministrativo, dei dottorandi e degli
assegnisti di ricerca. Il Dipartimento
promuove e coordina lattivit di ri-
cerca, propone listituzione e concor-
re allorganizzazione dei corsi per il
conseguimento del dottorato di ricer-
ca. Inoltre, in collaborazione con i
Consigli dei corsi di studio e con gli
organi direttivi delle Scuole di Specia-
lizzazione, pu contribuire all'organiz-
zazione della relativa attivit didatti-
ca, nei limiti delle disposizioni vigenti,
e pu proporre ai Consigli di Facolt
listituzione di Master. Essendo listitu-
zione pi legata alla nostra quotidia-
nit, la partecipazione attiva ai suoi
processi politici ci offre maggiori pos-
sibilit di incidere concretamente su
temi per noi pi importanti.
Il Consiglio di facolt composto dai
professori di ruolo e fuori ruolo affe-
renti alla facolte da una rappresen-
tanza dei ricercatori, studenti e perso-
nale tecnico-amministrativo. l'orga-
no collegiale che programma e co-
ordina l'attivit didattica e di forma-
zione della facolt. di sua compe-
tenza la programmazione, la defini-
zione e l'utilizzazione delle risorse u-
mane e materiali a disposizione della
facolt(nel quadro delle deliberazio-
ni assunte al riguardo dagli organi di
governo dell'Universite sentiti i Consi-
gli dei corsi di studio interessati).
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Il Consiglio di Presidenza affianca il
Preside nella attuazione delle delibe-
re del Consiglio di Facolt. In partico-
lare delegato alla definizione dei
docenti per i vari insegnamenti e alla
gestione economica del budget di
facolt. Per entrambi non prevista la
presenza di rappresentanti dei dottori
di ricerca, impedendo di fatto sia un
miglioramento delle condizioni di
lavoro e ricerca sia una battaglia
istituzionale per il riconoscimento di
diritti e compiti allinterno della facol-
t.
Il Consiglio degli studenti, dove sta-
to istituito, l'orga-
no autonomo di
rappresentanza,
organizzazione e
coordinamento
degli studenti.
un vero e proprio
parlamentino
degli studenti.
Non ha normal-
mente poteri rea-
li, ma esprime
pareri consultivi
sulle materie di
interesse studentesco: sugli ordina-
menti didattici, sul piano pluriennale
di sviluppo, sul programma annuale
di attivit, sul regolamento generale
di Ateneo, sul regolamento didattico
di Ateneo e su quelli delle strutture
didattiche. Solamente in casi sporadi-
ci prevista una ristrettissima rappre-
sentanza dei dottorandi.
I due massimi organi decisionali del-
lUniversitsono il Senato Accademi-
co e Il Consiglio di Amministrazione.
Il Senato Accademico, composto
dal Rettore, i Prorettori, i Presidi delle
Facolte da una rappresentanza dei
ricercatori, studenti e personale tec-
nico-amministrativo, lorgano pi
importante dellateneo perch deter-
mina la politica culturale dell'Universi-
t, esercitando compiti di program-
mazione e di indirizzo, coordinando
le attivit didattiche e di ricerca e
valutandone l'efficacia. Spetta al
Senato Accademico garantire il ri-
spetto dei principi di autonomia del-
l'Universit, di libert didattica e di
ricerca dei singoli docenti, e i diritti
degli studenti. Indica, inoltre, i criteri
per la ripartizione dei fondi a disposi-
zione dell'Universittra le diverse aree
scientifiche, per il finanziamento del-
la ricerca autonomamente pro-
grammata, e per i finanziamenti dei
singoli progetti di ricerca.
Il Consiglio di Am-
ministrazione so-
vrintende alla
gestione ammini-
strativa, finanzia-
ria, economica e
patrimoniale del-
l'Universit, fatta
eccezione peri
poteri di gestione
delle strutture alle
quali lateneo
riconosce auto-
nomia finanziaria
e di spesa. Spetta, in particolare, al
Consiglio di Amministrazione appro-
vare il bilancio di previsione sulla ba-
se del programma annuale di attivi-
t, acquisito il parere del Senato Ac-
cademico. Essendo il luogo dove
vengono prese decisioni di natura
economica, lo snodo politico effet-
tivo per la gestione degli Atenei, in
cui molto spesso le nomine politiche
fanno sentire il proprio peso nella
definizione degli equilibri interni.
La rappresentanza dei dottorandi in
questi organi di governo e di control-
lo degli atenei sarebbe fondamenta-
le per riformare universite ricerca, e
per far diventare il dottorato un per-
corso scientifico e formativo primario.
Inutile negare che molto spesso le
La rappresentanza dei
dottorandi negli organi di
governo e di controllo
degli atenei sarebbe
fondamentale, ma sono
rarissimi i casi in cui
prevista
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Universitsi basano in larga parte sul
lavoro dei dottorandi (e di altri pre-
cari della ricerca), a cui sono affidati
compiti di ricerca, e a volte mansioni
didattiche, importanti per tutta l'istitu-
zione. Si pensi al numero di tesi di
laurea il cui correlatore un dotto-
rando, ai lavori scientifici basati sui
progetti dei dottorandi e cos via.
Nonostante ci sono rarissimi i casi
(Macerata, LAquila, Trento, Perugia,
Pisa, Camerino, Politecnico di Torino)
in cui prevista una rappresentanza
dei dottorandi. A Trento la rappre-
sentanza in CdA stata inserita nello
Statuto nel 2004, grazie ai molti sforzi
fatti dallADI. Consta di soli due
membri, che possono entrare in con-
tatto in modo diretto con i vertici
dellUniversit, ma anche della Pro-
vincia, avanzare proposte e avere
una buona visibilit sui quotidiani lo-
cali.
Lassenza di rappresentanza negli
organi centrali non permette di inci-
dere sui processi decisionali. Non ha
senso sperare di avere un ruolo signi-
ficativo nelle politiche dellateneo
limitandosi ad agire solo allesterno di
queste istituzioni.
Infine, il Consiglio Nazionale degli
Studenti Universitari (CNSU) ha com-
petenze consultive e propositive in
relazione ai decreti ministeriali (che
individuano i criteri generali per disci-
plinare gli ordinamenti didattici dei
vari corsi di studio), ai progetti di rior-
dino del sistema universitario
(predisposti dal Ministro dell'universit
e della ricerca scientifica e tecnolo-
gica), e alle modalitdi svolgimento
della mobilit studentesca. Il CNSU
regola inoltre la quota di riequilibrio
del fondo del finanziamento ordina-
rio delle universit. Il CNSU costituito
da 28 componenti eletti dagli stu-
denti iscritti ai corsi di laurea e di lau-
rea specialistica, 1 componente elet-
to dagli iscritti ai corsi di specializza-
zione e 1 componente eletto dagli
iscritti ai corsi di dottorato di ricerca.
Elegge al suo interno gli otto studenti
che entrano a far parte del Consiglio
Universitario Nazionale (CUN) e rivol-
ge al Ministro quesiti riguardanti la
didattica e la condizione studente-
sca. Ogni due anni il CNSU presenta
al Ministro una apposita relazione
riguardante la situazione degli stu-
denti nellintero sistema universitario.
Attualmente lADI ha dei propri rap-
presentanti sia al CNSU che al CUN.
I dottorandi, i dottori e in genere i
giovani studiosi possono costituire
una spinta fortissima per il rinnova-
mento e per l'abbattimento di tutte
le vecchie incrostazioni presenti nel-
l'accademia italiana. Una nuova
logica e un nuovo metodo devono
subentrare al vecchio sistema degli
arbitri e della gestione baronale e
discrezionale del sistema accademi-
co. La qualitscientifica, la responsa-
bilizzazione delle strutture e del perso-
nale, la valutazione dei risultati, la
democratizzazione dei centri decisio-
nali, un sistema di finanziamento ba-
sato sulla qualitscientifica e didatti-
ca sono le principali condizioni per
attuare una reale autonomia. L'affer-
mazione dei nostri diritti, l'idea di una
democrazia reale basata sul governo
condiviso dell'universit, la pari dignit
e le pari condizioni di lavoro con il
personale docente e ricercatore
possono nascere solo da una volont
di cambiamento di tutto il sistema di
formazione e soprattutto da una de-
gna rappresentanza. Perch questa si
realizzi necessario che sia espressio-
ne di una larga base di persone,
coinvolgendo a vario titolo la mag-
giora parte dei dottorandi e organiz-
zandosi sia livello di ateneo che su
base nazionale.
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dea
o morgana?
Chi si muove nei meandri della ricerca universitaria prima o poi sente parlare
di mobilit. Per capire di cosa si tratta meglio comportarsi come un bravo
studente/dottorando/giovane-ricercatore e partire da una fonte autorevole
e ufficiale:
I datori di lavoro e/o i finanziatori devono riconoscere il valore della mobilit
geografica, intersettoriale, inter- trans- disciplinare e virtuale, nonch della
mobilit tra il settore pubblico e privato, come strumento fondamentale di
rafforzamento delle conoscenze scientifiche e di sviluppo professionale in
tutte le fasi della carriera di un ricercatore.
Cos si esprime, parlando del valore della mobilit nell'ambito della ricerca,
la Carta Europea dei Ricercatori e Codice di Condotta per lAssunzione dei
Ricercatori, approvata dalla Commissione Europa l11 marzo 2005 e FORMAL-
MENTE firmata da tutti gli atenei italiani.
Dunque la mobilit uno strumento indispensabile per dare alla propria car-
riera di ricercatore un valore aggiunto, una dimensione europea che con-
senta il trasferimento di conoscenze pratiche e teoriche su tre livelli: geogra-
fico, settoriale e tematico. Tra i suoi obiettivi fondamentali l'imparare nuove
tecniche e metodologie di ricerca, il conoscere un altro ambiente di ricerca,
il migliorare i contatti allinterno del proprio settore.
Niente di pi auspicabile, quindi! Ma la realt dei fatti ancora piuttosto lon-
tana dalla teoria.
Per quanto riguarda la mobilit durante gli anni del dottorato, le difficolt so-
no ancora in buona parte legate a problemi di tipo burocratico, alla man-
canza di informazioni di tipo economico e accademico, allo scarso interesse
da parte di alcuni supervisori.
Tralasciando la questione della collaborazione tra settore pubblico e privato,
e concentrandosi sulla mobilit internazionale, innegabile che notevoli pas-
si avanti sono stati fatti negli anni, grazie alle politiche internazionali e ai pro-
grammi attivati dall'Unione Europea nel settore dell'istruzione superiore e del-
la formazione avanzata.
Non si tratta di un colpo di fortuna per pochi eletti n di un illusorio mirag-
gio, ma di certo vero che progettare un periodo di soggiorno all'estero
richiede consapevolezza delle difficolt e tempo da investire per ricercare le
occasioni di cui avvalersi e per reperire le informazioni necessarie.
Cominciamo con queste ultime, allora.
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C COSA OSA PREVEDE PREVEDE LA LA NORMATIVA NORMATIVA
Il dottorando pu trascorrere allestero
un periodo pari al massimo alla met
del corso di Dottorato. Ci significa
che, in caso di DdR di tre anni, il dotto-
rando pu fare richiesta di trascorrere
allestero 18 mesi complessivamente.
Rimane a sua discrezione la scelta di
trascorrere questo periodo continuati-
vamente allestero o meno, e se impie-
garlo presso lo stesso centro di ricerca/
istituto.
da notare che, in alcuni casi, le Uni-
versit di provenienza pongono dei
limiti ai periodi continuativi allestero:
talvolta vengono attivate procedure
particolari e pi complesse per attivit
che si svolgono in Paesi stranieri per pi
di sei mesi continuativi. Se non si supe-
rano i sei mesi, invece, sufficiente
chiedere l'autorizzazione al Collegio
Docenti.
La richiesta per la missione deve perve-
nire al Coordinatore del Dottorato o al
Presidente con congruo anticipo:
lungi dallessere chiarificatrice, questa
espressione viene di spesso utilizzata in
termini generali, non fissando un perio-
do definitivo entro il quale necessario
chiedere (e ottenere) lautorizzazione
per la missione. Generalmente si parte
negli anni successivi al primo perch di
solito i dottorandi sono tenuti a seguire
lezioni e seminari durante il primo anno.
Lammontare della borsa di studio vie-
ne elevato del 50% nei periodi di sog-
giorno allestero per motivi attinenti al
DdR e per un periodo superiore ai quin-
dici giorni. Solitamente laumento viene
corrisposto al ritorno; in alcuni fortuna-
ti! casi, il Collegio docenti pu disporre
pagamenti intermedi in relazione a
periodi gi trascorsi allestero, non infe-
riori ai quaranta giorni.
La borsa pu essere inoltre cumulata
solamente con quelle concesse da
istituzioni nazionali/straniere utili a inte-
grare lattivitdi formazione e di ricerca
dei borsisti allestero. Ogni anno inoltre il
Consiglio di Amministrazione delle sin-
gole Universitassegna ai vari corsi DdR
dei fondi che possono venire impiegati
per le spese di missione dei dottorandi,
anche di quelli senza borsa (sempre
che il regolamento del DdR non stabili-
sca diversamente).
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C COTUTELA OTUTELA
La cotutela per la tesi di dottorato uno degli
strumenti che permette di dare una dimen-
sione internazionale al proprio percorso di
ricerca, perch consente di conseguire un
doppio titolo di dottore, riconosciuto in en-
trambi i paesi tra cui stato stipulato l'accor-
do. Attualmente la Conferenza dei Rettori
Italiani (CRUI) ha stabilito accordi quadro per
la realizzazione di cotutele con:
- la Conferenza dei Presidenti delle Universit
francesi (CPU), nel febbraio del 1998;
- la Conferenza dei Rettori delle Universit
spagnole (CRUE), nel 1998;
- la Conferenza dei Rettori delle Universit
tedesche (HRK), nel 2000;
- la Conferenza dei Rettori delle Universit
svizzere, nel 2003.
Oltre a questi accordi possibile attivare una
cotutela di tesi con istituzioni di altri paesi stra-
nieri.
In generale, tutti gli accordi di questo tipo
prevedono:
- l'iscrizione a un corso di dottorato, in base
alle normative vigenti in uno dei due paesi;
- il parere favorevole del Collegio Docenti;
- la stipula di una convenzione nominativa
per ciascun dottorando, firmata dai Rettori di
entrambi gli atenei; -l'obbligo di svolgimento
della ricerca, in periodi alterni, nei due paesi,
sotto la supervisione di due direttori di tesi; - un
esame finale valutato da una commissione
composta in paritdi membri di entrambe le
istituzioni.
Solitamente la cotutela viene attivata per
studenti di dottorato iscritti al primo anno di
corso. In alcune sedi il Collegio Docenti pu
decidere di autorizzare l'attivazione anche
per studenti iscritti al secondo anno, se ci
sono particolari interessi scientifici. In questo
caso il Collegio approva anche la proroga di
un anno per la discussione della tesi, dato
che il dottorando si iscrive al primo anno
presso l'Universitstraniera, e autorizza la re-
dazione della tesi finale in inglese o in altra
lingua dell'Unione.
La selezione tra i dottorandi che hanno pre-
sentato domanda di cotutela avviene in
base alla qualitscientifica dei progetti e al
prestigio scientifico dell'Universitpartner nel
settore disciplinare di interesse.
Il soggiorno all'estero consentito entro l'anno
solare successivo a quello di emanazione del
bando e deve durare minimo un semestre.
Per quanto riguarda il contributo economico
con cui vengono supportate le spese di
mobilit, necessario consultare il bando dei
singoli atenei. Di solito viene erogato per
metin anticipo e per metal rientro, dopo
la presentazione della documentazione
necessaria.
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P PROGRAMMI ROGRAMMI DI DI MOBILIT MOBILIT INTERNAZIONALE INTERNAZIONALE
L'Unione Europea si impegna da anni
nella promozione dello scambio inter-
nazionale a livello superiore. Di certo
l'iniziativa pi nota quella del Pro-
gramma Erasmus che, diretto agli stu-
denti universitari, pu essere messo a
disposizione anche dei dottorandi, am-
messo che non ne abbiano giusufruito
nel corso della propria carriera universi-
taria. Ma non esiste una normativa
precisa a riguardo e spesso tocca al
dottorando interfacciare l'Ufficio per i
Rapporti Internazionali, i Professori Co-
ordinatori del Progetto e il proprio Col-
legio Docenti.
Dal 1984 le attivitdi ricerca e di inno-
vazione dell'Unione Europea vengono
gestite e finanziate attraverso Program-
mi Quadro di durata quinquennale che
vengono elaborati e proposti dalla
Commissione. L'ultimo stato il Sesto
Programma Quadro (Sixth Frame Pro-
gramm o FP6), che ha coperto il perio-
do compreso tra il 2002 e il 2006 e ha
posto particolare attenzione al trasferi-
mento della conoscenza attraverso la
ricerca, con lo scopo di rendere il con-
testo europeo attraente e competitivo.
All'interno del FP6, la mobilit regolata
attraverso gli schemi e le iniziative pro-
mossi dalle azioni Marie Curie.
Ovviamente necessario sapersi orien-
tare sulle tipologie di programmi che
l'Unione e le Universitpropongono, per
potere scegliere quello pi adeguato
alle proprie esigenze o alle possibilitdel
proprio ateneo. Bisogna anche saper
leggere tra le righe e, in parte, saper
interpretare i bandi e adattare il proprio
progetto di ricerca.
Per uno sguardo alle iniziative proposte
dall'Unione Europea un link utile quello
del sito del MUR (ex MIUR): http://
www.miur.it/0002Univer/0052Cooper/00
68Progra/index_cf2.htm.
D DAL AL TEORICO TEORICO AL AL PRATICO PRATICO
Molte informazioni utili, e soprattutto
consigli di tipo pratico su cosa sapere e
cosa fare prima, durante e dopo il sog-
giorno all'estero, sono reperibili sui siti
del Portale Europeo della Mobilite dei
Centri della Mobilit.
Il cosiddetto pan-European Resear-
chers'Mobility Portal, lanciato nel luglio
del 2003 dalla Commissione Europea
presenta informazioni su:
- fondi per la ricerca a livello nazionale
e internazionale.
- enti di ricerca che mettono sul sito
inserzioni per eventuali posti di lavoro
disponibili.
- politiche di gestione delle risorse uma-
ne e argomenti di carattere legale e
amministrativo.
Sul portale inoltre possibile per il ricer-
catore:
- pubblicare il proprio CV
- avere accesso diretto agli help-desk
attivi all'interno della rete europea dei
centri di mobilit, nota come ERA-MORE
( European Network of Mobility Centres)
- accedere ai Portali nazionali per la
mobilit.
Lanciato nel 2004, il network ERA-MORE
conta circa 200 centri di mobilite punti
di contatto locali in 32 paesi, fornendo
assistenza personale ai ricercatori che si
spostano in e fuori Europa sui seguenti
punti:
- informazioni riguardanti fondi e oppor-
tunit di lavoro all'estero, ma anche
consigli per una eventuale reintegrazio-
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ne del ricercatore nel proprio paese di
origine.
- aspetti legali e sociali (assistenza sani-
taria, tasse, pensione, ecc.)
- problemi legati alla vita quotidiana
(alloggio, corsi di lingua, ecc.)
- assistenza alla famiglia.

Da dove cominciare

Il primo passo chiarirsi le idee sul tipo di
lavoro che si intende fare presso l'Uni-
versit straniera e ricercare con cura e
da s l'universitospitante, sia guardan-
do tra le convenzioni che il proprio ate-
neo potrebbe aver attuato sia, nei non
rari casi in cui queste non esistano, cer-
cando l'ateneo che
potrebbe fare al
caso proprio. chia-
ro che minori saran-
no le informazioni
reperibili presso la
propria Universit,
maggiore dovresse-
re lo spirito di intra-
prendenza. In gene-
rale, bisogna parlare
con il proprio supervisore per chiedere
consigli sia di ordine didattico che prati-
co e poi contattare i docenti e gli uffici
dell'universitospitante.

Le Azioni Marie Curie

Le azioni Marie Curie hanno avuto un
ruolo essenziale nella definizione dell'A-
rea Europea della Ricerca (ERA). Costi-
tuiscono le attivit attraverso cui, all'in-
terno del FP6, si gestiscono e si finanzia-
no le Risorse Umane e la Mobilit(HRM)
e, come tali, sono finalizzate a contribui-
re allo sviluppo scientifico e tecnologico
della ComunitEuropea. Coinvolgono i
paesi membri dell'unione, i paesi asso-
ciati e i paesi terzi. Le aree di ricerca a
cui viene data priorit sono quelle di
tipo scientifico e, in generale, i progetti
che hanno un carattere multidisciplina-
re e che si prestano a favorire un'inte-
grazione tra settore pubblico e privato.
Ci non toglie che l'intero processo di
i nt egr azi one i nt er nazi onal e si a
bottom-up, dal basso verso l'alto,
dalle proposte del ricercatore alle esi-
genze delle istituzioni e degli enti. Dun-
que anche i ricercatori afferenti alle
Scienze Umane e Sociali possono fare
domanda. Consapevoli per delle
maggiori difficolt a cui andranno in-
contro! Le azioni Marie Curie sono rag-
gruppate in quattro principali catego-
rie: Host-driven action, Individual-driven
action, Excellence promotion and re-
cognition, Return and reintegration
mechanism . La pri-
ma, rivolta principal-
mente a ricercatori
agli inizi della propria
carriera, prevede
che l'organizzazione
ospitante si candidi
presso la Commissio-
ne proponendo un
programma di ricer-
ca e che, se scelta,
sia poi libera di selezionare tra i candi-
dati i ricercatori che usufruiranno del
training. La seconda azione, rivolta a
ricercatori con maggiore esperienza,
prevede che sia il singolo ricercatore, in
collaborazione con l'istituzione ospitan-
te, a sviluppare un progetto e a sotto-
porlo al vaglio della Commissione. La
terza categoria comprende azioni che
intendono valorizzare progetti e team
di ricerca particolarmente meritevoli in
ambito europeo, supportandoli, favo-
rendone lo svolgimento e la visibilit
all'interno della comunitscientifica. La
quarta categoria include programmi
finalizzati a favorire il ritorno e la prose-
cuzione di una carriera stabile per i
ricercatori che hanno partecipato a
una azione Marie Curie o che hanno
lavorato fuori dal continente europeo
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Le azioni Marie Curie
non prevedono limiti
det e coinvolgono
ricercatori a tutti i livelli
di carriera, dottorandi
compresi
GUIDA DI SOPRAVVIVENZA AL DOTTORATO DI RICERCA
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per pi di cinque anni. Da questa rapi-
da sintesi risulter chiaro che le azioni
MC non prevedono limiti di et e sono
pensate per coinvolgere ricercatori a
tutti i livelli della propria carriera, a par-
tire dai dottorandi, che infatti la Carta
Europea definisce come early stage
researchers. Inoltre possono far do-
manda di partecipazione non solo i
singoli ricercatori ma anche le universi-
t, gli enti di ricerca, le compagnie
private. L'idea di mobilitviene dunque
sviluppata e promossa in tutte le sue
accezioni. Per presentare domanda di
ammissione alle azioni necessario
consultare le cosiddette Calls for pro-
posals che sono pubblicate sul sito del-
la Commissione (http://europa.eu.int/
mariecurie-actions) e sulla serie C
(informazioni, notizie e documenti pre-
paratori) dell'Official Journal della Co-
munit Europea, pubblicato giornal-
mente in 11 lingue e disponibile via
internet su http://www.europa.eu.int/
eur-lex/en/oj. Sul sito sono presenti e
scaricabili i documenti e la modulistica
necessaria. Per quanto riguarda le azio-
ni proposte dalle organizzazioni ospitan-
te, i singoli ricercatori dovranno presen-
tare domanda per i posti disponibili
direttamente presso queste istituzioni, e
non presso la Commissione. Per la ricer-
ca dei profili e dei progetti di proprio
interesse possibile consultare uno spe-
ci fi co database sul si to: http://
www.cordis.lu/improving/opportunities.
Il sito del CORDIS (Community Research
and Development Information System)
fornisce informazioni su progetti di ricer-
ca giconclusi e in corso, posti disponi-
bili, organizzazioni, calls for proposals.
ASSOCIAZIONE DOTTORANDI E DOTTORI DI RICERCA ITALIANI
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carta
dei :
in
La definizione di ricercatori mag-
giormente accettata in ambito inter-
nazionale tratta dal manuale di
Frascati e recita: Professionisti impe-
gnati nella concezione o nella crea-
zione di nuove conoscenze, prodotti,
processi, metodi e sistemi nuovi e
nella gestione dei progetti interessa-
ti.
Viene tuttavia fatta una distinzione
tra ricercatori nella fase iniziale della
carriera e ricercatori dalla compro-
vata esperienza:
Il termine ricercatore nella fase ini-
ziale della carriera si riferisce ai ri-
cercatori nei primi quattro anni
(equivalente a tempo pieno) di atti-
vit di ricerca, inclusi i periodi di for-
mazione alla ricerca.
I ricercatori dalla comprovata espe-
rienza sono quelli che vantano al-
meno quattro anni di esperienza nel
campo della ricerca (equivalente a
tempo pieno), a decorrere dal mo-
mento in cui hanno ottenuto il diplo-
ma che d accesso diretto agli studi
di dottorato (nel paese in cui hanno
ottenuto la laurea/il diploma) o che
sono gi titolari di un diploma di dot-
torato, indipendentemente dal tem-
po impiegato per ottenerlo.
I ricercatori dellunione europea so-
no oggi tutelati da una Carta dei
ricercatori firmata nel marzo 2005 a
Bruxelles.
La Carta Europea dei Ricercatori
un insieme di principi generali e re-
quisiti che specificano il ruolo, le
responsabilit e i diritti dei ricercatori
e delle persone che assumono e/o
finanziano i ricercatori. La Carta ri-
conosce inoltre il valore di tutte le
forme di mobilit come strumento
per il miglioramento dello sviluppo
professionale. La Carta destinata a
tutti i ricercatori dellUnione Europea
in tutte le fasi della loro carriera e
disciplina tutti i campi di ricerca nel
settore pubblico e privato, indipen-
dentemente dal tipo di nomina o di
occupazione.
Responsabilit professionale
I ricercatori dovrebbero impegnarsi
a garantire che i loro lavori siano utili
per la societ e non riproducano
ricerche gi effettuate altrove. Do-
vrebbero evitare il plagio e rispetta-
re il principio della propriet intellet-
tuale e della propriet congiunta dei
dati nel caso di ricerche svolte in
collaborazione con uno o pi super-
visori e/o altri ricercatori .
Impegno verso lopinione pubblica
I ricercatori dovrebbero assicurare
che le loro attivit di ricerca siano
rese note alla societ in senso lato, in
modo tale che possano essere com-
prese dai non specialisti, migliorando
in questo modo la comprensione
delle questioni scientifiche da parte
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dei cittadini. Il coinvolgimento diret-
to dellopinione pubblica consentir
ai ricercatori di comprendere meglio
linteresse del pubblico nei confronti
della scienza e della tecnologia e
anche le sue preoccupazioni
Riconoscimento della professione
Tutti i ricercatori che hanno ab-
bracciato la carriera di ricercatore
devono essere riconosciuti come
professionisti ed essere trattati di
conseguenza. Si dovrebbe comin-
ciare nella fase iniziale della carrie-
ra, ossia subito dopo la laurea, indi-
pendentemente dalla classificazione
a livello nazionale
(ad esempio, impie-
gato, studente
post-laurea, dotto-
rando, titolare di
dottorato, borsista,
funzionario pubbli-
co).
Finanziamento e
salari
I datori di lavoro e/
o i finanziatori dovrebbero assicurare
ai ricercatori condizioni giuste e at-
trattive in termini di finanziamento e/
o salario comprese misure di previ-
denza sociale adeguate e giuste (ivi
compresi le indennit di malattia e
maternit, i diritti pensionistici e i sus-
sidi di disoccupazione) conforme-
mente alla legislazione nazionale
vigente e agli accordi collettivi na-
zionali o settoriali. Ci vale per i ri-
cercatori in tutte le fasi della loro
carriera, ivi compresi i ricercatori
nella fase iniziale di carriera, confor-
memente al loro status giuridico, alla
loro prestazione e al livello di qualifi-
che e/o responsabilit.
Valore della mobilit
I datori di lavoro e/o i finanziatori
devono riconoscere il valore della
mobilit geografica, intersettoriale,
inter- e trans-disciplinare e virtuale,
nonch della mobilit tra il settore
pubblico e privato, come strumento
fondamentale di rafforzamento delle
conoscenze scientifiche e di sviluppo
professionale in tutte le fasi della
carriera di un ricercatore. Dovrebbe-
ro pertanto integrare queste opzioni
nellapposita strategia di sviluppo
professionale e valutare e riconosce-
re pienamente tutte le esperienze di
mobilit nellambito del sistema di
valutazione/avanzamento della car-
riera. pertanto necessario creare gli
strumenti amministrativi che consen-
tano la trasferibilit dei diritti in ma-
teria di previdenza sociale e retribu-
zioni, conforme-
mente alla legisla-
zione nazionale.
Riconoscimento
dellesperienza di
mobilit
Eventuali esperien-
ze di mobilit, ossia
un soggiorno in un
paese o regione
diversi o in un altro
istituto di ricerca (pubblico o priva-
to), o un cambiamento di disciplina
o settore, sia nellambito della forma-
zione iniziale che in una fase ulteriore
della carriera, o ancora unesperien-
za di mobilit virtuale, dovrebbero
essere considerate contributi preziosi
allo sviluppo professionale del ricer-
catore.

Gli atenei italiani hanno adottato
formalmente, per primi in Europa, la
Carta Europea dei Ricercatori e il
Codice di condotta per la loro assun-
zione a Camerino il 7 Luglio 2005. A
seguito di questa iniziativa la CRUI e
gli Enti Pubblici di Ricerca hanno
istituito a Luglio 2006 un Osservatorio
Italiano sullapplicazione della Carta
Europea dei Ricercatori (http://
www.cartaeuropeadeiricercatori.it/).
Gli atenei italiani sono
stati i primi, nel 2005, ad
adottare la Carta Euro-
pea dei Ricercatori e il
Codice di condotta per
la loro assunzione
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Ufficio stampa ADI
e-mail: addettostampa@dottorato.it
ADI Associazionedottorandi
edottoridiricercaitaliani
Se la sede che cerchi non presente e vuoi crearla o riattivarla scrivi a :

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COMITATO DI REDAZIONE: Giulia Boato, Paolo Coletti, Sarah Cruso, Alessandro Fraleoni
Morgera, Valentine Lomellini, Francesco Mauriello, Leo Micali, Antonio Monari, Augusto
Palombini, Adriana Pietropaolo, Giulia Riccio, Giovanni Ricco.
REALIZZAZIONE GRAFICA: Corrado Cristiano, Francesco Kaswalder, Filippo Riniolo.

Le vignette vita da dottorando sono reperibili sul nostro sito nella sezione http://www.dottorato.it/
sottopagine/ridere/VitaDaDottorando.pdf.
Le strip sono state selezionate dal database del sito web http:/www.phdcomics.com e pubblicate
per gentile concessione degli autori.
COMECONTATTARCI

Attualmente siamo presenti nella maggioranza degli atenei italiani con le sedi segnalate
sulla mappa in basso. Se vuoi conoscere chi sono i referenti della tua sede locale, per
iscriverti, aderire alle iniziative, iscriverti alle mailing list o semplicemente avere maggiori
informazioni, scrivici a: citt@dottorato.it
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