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LETTERA ALLE FAMIGLIE

D E L L U N I T A PASTORALE DI

CAPEZZANO P.re - MONTEGGIORI - S. LUCIA


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N 654

27 APRILE 2014

II SETTIMANA DI PASQUA - LITURGIA DELLE ORE II SETTIMANA

Venne Ges, si ferm in mezzo a loro e disse: "Pace a voi." Detto questo mostr le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Sempre nuove queste poche righe che puntualmente ritornano in questi giorni del tempo pasquale. Il cuore fa presto a mettersi in sintonia con quell'augurio che anche dono: "Pace a voi". Perch il cuore, cio le profondit abissali del nostro essere non vengono colmate da tante promesse di cose, di denaro, di fantomatici eventi all'insegna del pi avere. No! Il cuore ha proprio solo bisogno di pace: quell'interiore atmosfera che uno stare bene con Dio anzitutto, da cui ti percepisci amato e poi dallo star bene con le persone che ti vivono intorno e che incontri. La pace con gli eventi e con le cose viene di conseguenza. E anche nel lavoro, con gli amici, in societ, tu sei un uomo una donna di Pace. E quando le difficolt ad esserlo ci fanno sperimentare la malizia in noi e attorno a noi? La terapia guardare a quel tuo gesto, Signore. Mostrasti loro le mani piagate e il costato trafitto da lancia. La persuasione alla pace, a difenderla ad ogni costo se minacciata, viene da l: c' Uno che ha sofferto fino alla passione (e che passione!), fino alla morte per me, per garantirmi la pace nel profondo del cuore anche quando la malizia umana scatena la guerra e le guerre intorno a me. La mia pace non si sgretola perch cementata da un amore "pi forte della morte". Signore Ges, fammi respirare l'atmosfera della Tua risurrezione perch non solo la mia pace sia durevole ma anche donabile agli altri, soprattutto in questi giorni in cui sul mondo pare si stendano nubi di guerra.

INTERVISTA DA EMMAUS
Intervista a Cleofa, uno dei due discepoli di Emmaus Stavamo tornando a casa, continuando a parlare sugli avvenimenti di questo fine settimana, riandandovi per la centesima volta. Ci sforzavamo di dare una qualche spiegazione alle cose, ma senza molto successo. Ed ecco che, a circa un chilometro dalla citt, ci si avvicina un uomo... - Era il Nazareno? Be', questa la cosa buffa: Noi non l'abbiamo riconosciuto. Siamo stati suoi seguaci per quasi due anni. Non eravamo di quelli importanti, ma credevamo in lui, l'abbiamo ascoltato decine di volte mentre parlava eppure quello che si avvicinato a noi ieri pomeriggio, ci parve del tutto forestiero. Inoltre, sembrava completamente all'oscuro di quanto era successo a Gerusalemme in questi ultimi giorni. Si un alla nostra conversazione, ma ci tocc informarlo sulla crocifissione di venerd scorso e sulle voci di ieri mattina sulla risurrezione. Sembrava non fosse al corrente di nulla, ma poi, conversando con noi, si rifatto ai tempi passati e, cominciando da Mos e attraverso tutti i profeti, giunto ai giorni nostri. Aveva tutto sulle punte delle dita, formidabile era! Ce ne stavamo l, imbambolati a bocca aperta a guardarlo. Tutti quei passaggi e brani di profezie, i testi pi difficili, egli li ha collegati tra loro... come tasselli di un puzzle. Ha reso chiaro tutto l'insieme e l'ha fatto apparire quasi - come dire? - inevitabile. Soprattutto la risurrezione! E questo il punto culminante, la conclusione prodigiosa che d significato a tutto il resto! Il Messia viene, ma la gente non lo riconosce. Nessuno lo accoglie perch non corrisponde in nulla a quello che noi ci attendevamo ch'egli fosse. Invece di incoronarlo re, lo mettiamo a morte. Non sappiamo chi sia e cos ci liberiamo di lui. Ma il Messia il vincitore della morte. E il terzo giorno egli ritorna in vita. - Se il Messia il vincitore della morte, come pu morire? Ma se non incontra la morte faccia a faccia come pu vincerla? Questo quanto il nostro misterioso compagno di viaggio ci spieg chiaramente. Se il Messia vuole soccorrere gli uomini, deve condividere con loro l'esperienza della morte, deve morire come muoiono tutti gli uomini. Noi non possiamo essere partecipi della vita se egli non ha prima condiviso con noi la morte. - I suoi nemici del Sinedrio gli dicevano: "Se sei il Figlio di Dio, salva te stesso" Eppure sembra un'idea piuttosto ragionevole! Oh certamente avrebbe potuto farlo!... Ma allora non ci avrebbe aiutati: se egli avesse inventato per s una scappatoia dell'ultimo minuto, allora non avrebbe fatto per noi alcuna differenza. Non si vince la morte evitandola. La si vince solo se la si accetta per poi superarla, ritornando in vita.

Siccome Ges Nazareno ha fatto questo, noi non dobbiamo pi aver paura della morte. - E mentre egli vi spiegava tutte queste cose, voi continuaste a non riconoscerlo? Non prima di aver raggiunto Emmaus. Ci disse che avrebbe proseguito, ma lo convincemmo a fermarsi da noi, come nostro ospite graditissimo. Fu cos ch'egli venne a casa con noi e l avvenne il fatto: l'abbiamo riconosciuto durante la cena! Ce ne stavamo seduti attorno al tavolo, pronti a mangiare. Lo invitammo a dire la preghiera di ringraziamento, secondo il nostro costume. A quel punto egli prese il pane, pronunci la benedizione, e lo spezz. Lo stavamo guardando, e in quel momento l'abbiamo riconosciuto: Ges, il Messia, che era morto ed vivo di nuovo! Ch'egli sia benedetto! - Lei sicuro di questo? Nel modo pi assoluto! So perfettamente chi era, perch gli stavamo seduti a fianco e lo fissavamo mentre spezzava il pane. Ed era Ges! Era proprio Ges! - E poi cosa accadde? E' scomparso! Svanito! Un istante prima era l che ci porgeva il pane, e un attimo dopo era sparito! Per nulla impauriti, ci siamo precipitati fuori, abbiamo piantato la cena e siamo ripartiti subito per Gerusalemme. - Lei sa certamente che le autorit prendono molto sul serio tutta questa faccenda, avr visto le pattuglie per le strade... Non ha un po' di paura per quanto le potrebbe capitare? Be', un po' di paura ce l'ho. Ma, vede, il peggio che possano fare uccidermi. Ma adesso la morte non pi una cosa importante. Ges l'ha reso sufficientemente chiaro: la morte non la fine, ma soltanto un inizio. Fino a ieri mattina noi fruivamo solo di una mezza vita eravamo tutti vivi a met. Questo ci che eravamo. Ma ora tutto diverso: Lui di nuovo vivo, e siccome lui vivo, anche noi siamo vivi a nostra volta. Vivi per davvero, come non l'eravamo mai stati!

CALENDARIO DELLA SETTIMANA


DOMENICA 27 APRILE Sante Messe ore 8,30 - 11 Ore 10 a Santa Lucia - Ore 18 a Monteggiori
Ore 14,30 Ore 18,30 POMERIGGIO INSIEME Gruppo famiglie

LUNEDI 28 Ore 9,15 Pulizia delloratorio e dei locali parrocchiali Ore 21 Gruppi Giovanissimi Giovani SABATO 3 MAGGIO Ore 14,30 Pulizia della chiesa Ore 16,30 Confessioni Ore 18 Santa Messa Festiva DOMENICA 4 MAGGIO Sante Messe ore 8,30 - 11 Ore 10 a Santa Lucia - Ore 18 a Monteggiori
Ore 16 Celebrazione del sacramento del Battesimo ----------------------------------------------------------------------------------

SONO RISORTI IN CRISTO


Maggi Giovanni Carlo - Lari Domenico - Giunta Eugenio Favilla Maria - Paoli Verismo - Benassi Alberto
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Aiutami, o Signore risorto, a sorridere alla Pasqua che oggi celebriamo, a non pensare a ci che ho lasciato, ad essere felice di ci che ho trovato. Aiutami, o Signore risorto, a non volgermi indietro perch l'ieri non c' pi se non come briciola di lievito per il pane d'oggi. Aiutami a sorridere alla vita che avanza, sempre cos ricca di sorprese e di novit. Aiutami a sorridere alla poesia che canta nel cuore per spingermi alla ricerca di spazi sconfinati. Aiutami, o Signore risorto, a sorridere ai tentativi che compio per essere e restare creatura nuova. Aiutami, o Signore, che sento vivo dentro di me, a sorridere ad ogni alba che viene, perch ora so che, se vengo e sto con te, ogni giorno Pasqua, ogni giorno "primo mattino del mondo".