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ENRICO GALAVOTTI

LINGUAGGI E COMUNICAZIONE

1. 2. ,. 4. . .. 0.

+on usare due parole &uando ne puoi usare una. +on usare una parola lunga &uando ne puoi usare una corta. +on usare una parola difficile &uando ne puoi usare una semplice. +on usare parole c-e ti obbligano a periodi lung-i e tortuosi. +on usare delle parole &uando puoi usare dei simboli universalmente riconosciuti. /sa tutte le lingue c-e vuoi se pensi c-e &uesto faciliti le possibilit$ di espressione del pensiero. +on affidare solo alla lingua tutte le possibilit$ di espressione del pensiero.

Nato a Milano nel 1954, laureatosi a Bologna in Filosofia nel 1977, docente di storia e filosofia a Cesena, Enrico Galavotti we !aster del sito www"#o!olaicus"co! il cui !otto $!anesi!o %aico e &ocialis!o 'e!ocratico" (er contattarlo galarico)#o!olaicus"co! &ue *u lica+ioni, lulu"co!-s*otlig#t-galarico

Introduzione

1in dai tempi pi2 primitivi il modo di comunicare ! stato gestuale e verbale. 1e ! esistito un modo di comunicare solo gestuale" noi non lo conosciamo" n( siamo in grado di descrivere il passaggio dalla comunicazione gestuale a &uella orale. P.es. il mento dell%uomo di +eandert-al non era adatto ad articolare le parole come facciamo noi" eppure nessuno potrebbe sostenere c-e non parlava. Il linguaggio dei gesti pu' apparire pi2 primitivo di &uello della parola" perc-( con esso non si possono esprimere concetti astratti molto sofisticati" ma &uesto non significa c-e per secoli e secoli gli esseri umani si siano espressi solo a gesti. Peraltro se l%uso della parola fosse stato conse&uenziale a &uello del gesto" noi oggi parleremmo soltanto. Invece sappiamo bene c-e un gesto" a volte" ! molto pi2 elo&uente di mille parole. Inoltre ! tutto da dimostrare c-e il grandissimo uso di concetti astratti c-e oggi facciamo con le parole" sia di per s( indice di un progresso dell%umanit$. 3a parola -a tolto immediatezza al gesto" rendendo pi2 fragili 4perc-( pi2 contorti5 i rapporti umani. 6ant%! vero c-e per recuperare semplicit$ e spontaneit$ i giovani si dedicano tantissimo alla musica. Probabilmente la stessa sopravvalutazione della parola" rispetto al gesto" ! stata una conseguenza della perdita di naturalezza nella vita umana. +ell%antic-it$ pi2 remota i primi modi di comunicare c-e conosciamo sono stati i seguenti# tracciare segni sul terreno" fare nodi particolari mediante cortecce ridotte a spago 4sistema di scrittura &uipu5" disegnare graffiti sulle pareti delle caverne" usare il tam-tam o altri mezzi naturali 4trombe di conc-iglia" corni di animali" segnali di fumo...5 e artificiali 4zufoli" tamburi" gong...5. Il suono veniva udito e ritrasmesso da un punto all%altro di un luogo. 7olti di &uesti modi di comunicare esistono ancora oggi8 altri sono stati trasformati solo nelle forme 4vedi p.es i graffiti5. 3o scopo era semplicemente &uello di dare informazioni e notizie sui vari avvenimenti della giornata" ma anc-e &uello di poter lavorare insieme o di trasmettere le conoscenze apprese" o addirittura &uello d%impadronirsi pi2 facilmente dell%oggetto rappresentato 4nel

mito ebraico della creazione si riscontra &uesto allorc-( Adamo decide di dare un nome a tutti gli animali5. Col tempo" a &uesti scopi" si aggiunger$ &uello di poter ingannare la trib2 nemica o un individuo della stessa trib2. Ci' c-e -a sempre stup9to l%uomo bianco" &uando veniva a contatto con le trib2 primitive c-e cercava di colonizzare" non era solo la velocit$ della loro informazione" ma anc-e il fatto c-e si riuscivano a trasmettere concetti abbastanza complessi rispetto alla semplicit$ dei mezzi usati. +ell%isola 3uzon delle :ilippine" p.es." si scopr9 c-e con una certa variazione nei gridi umani" una trib2 di negritos poteva trasmettere messaggi di &uesto tipo# ;<ove sei=;" ;C-e succede=;" ;<i c-e cosa -ai bisogno=;" ;>ieni &ua;8 ;1tati attento;" ;1ei stato bravo;" ecc. 3$ dove esistevano trib2 ostili" la comunicazione poteva essere affidata solo ai viandanti o ai messaggeri 4l%informazione parlata5. +elle ?allie" ai tempi di Cesare" un decreto vietava al viandante di raccontare &uanto aveva visto e sentito nei Paesi da lui attraversati" se prima non veniva interpellato dal magistrato. @uando la notizia aveva il carattere di urgenza" il messaggero doveva correre" e se il percorso era molto lungo doveva usare il cavallo. Il servizio postale nasce appunto con l%uso del cavallo# il primo servizio regolare su un percorso fisso fu &uello del 1.A1" tra 3ondra e <over. 3e stazioni di posta col cambio dei cavalli diventano un vero centro di smistamento delle notizie. I primi &uotidiani inglesi nascono grazie a &ueste stazioni. /n altro modo di trasmettere le notizie" prima c-e sorgano i moderni mezzi tecnologici" ! stato &uello dei piccioni viaggiatori" di cui si era scoperto il grande senso di orientamento. Brevi messaggi arrotolati in un bussolotto venivano legati alla zampetta del piccione" c-e viaggiava a una velocit$ di C0 Dm)-# nel 1C, C-arles Eavas" per la sua agenzia di informazioni" riusciva a coprire in .-0 ore i ,C0 Dm c-e separano Parigi da 3ondra.

Segni e comunicazione

1. Vivere comunicare Comunicare vivere A. 3%espressione ;>ivere ! comunicare; non -a la pretesa di indicare c-e la vita c-e viene comunicata sia di per s( una vita di ;valore;. 3%espressione in s( non dice nulla sul significato della vita c-e si vuole comunicare" n(" tanto meno" rappresenta un indice della positivit$ di tale significato. <a &ualun&ue contenuto comunicato non si pu' di per s( dedurre in maniera logica" conse&uenziale" il valore dell%esperienza cui esso fa riferimento. Per comprendere in maniera sufficientemente adeguata il valore di un%esperienza" occorre c-e il ricevente del messaggio si lasci coinvolgere nell%esperienza c-e gli offre l%emittente" assumendone i valori. Il c-e dipende unicamente dalla predisposizione interiore del ricevente" c-e pu' essere pi2 o meno favorita dalla forza attrattiva del messaggio e dello stesso emittente. 3e obiezioni c-e a &uesto punto si possono porre sono due# a5 la condivisione di un%esperienza comune pu' anc-e portare a non saper individuare le soluzioni per risolvere in maniera adeguata le sue contraddizioni" al punto c-e per comprendere bene una determinata esperienza occorre condividerne un%altra di valore superiore8 b5 se si condivide gi$ una determinata esperienza" a c-e serve comunicarsene i valori= 3a risposta a &uesta seconda obiezione ! facile# non c%! nessuna esperienza c-e possa essere condivisa fino al punto di non aver bisogno di essere usata come oggetto di comunicazione. @uesta ! la premessa fondamentale da cui partire per una &ualun&ue analisi sul linguaggio. 1e vogliamo considerare il silenzio come l%espressione pi2 adeguata per comunicare un certo tipo di esperienza" bisogna altres9 aggiungere c-e la comunicazione ! cosa c-e non riguarda unicamente la parola e c-e col termine linguaggio occorre intendere la capacit$ espressiva umana in senso lato. Inoltre l%esperienza umana non ! cos9 perfetta da non aver bisogno della co-

municazione per poter rimanere coerente con i propri valori fondamentali" ovvero per potersi riprodurre all%infinito. Fssa ! costantemente soggetta a fasi di diversa intensit$. 3a risposta alla prima obiezione ric-iederebbe invece un trattato a parte. In effetti" oggi non possiamo prescindere dal fatto c-e una &ualun&ue trattazione dell%argomento in oggetto ! storicamente situata in un contesto socio-culturale caratterizzato dalla logica dell%antagonismo. A noi non interessa unicamente analizzare le caratteristic-e del linguaggio umano" ma# 1. analizzare tali caratteristic-e considerando c-e ci troviamo a vivere una formazione sociale particolare8 2. verificare in c-e modo da tale analisi si possono trarre degli spunti utili per uscire da &uesta formazione antagonistica. !. 1e l%espressione ;>ivere ! comunicare; non dice nulla sul significato dell%esistenza cui fa riferimento" l%espressione opposta# ;Comunicare ! vivere; offre ancor meno indicazioni. @uesta seconda espressione infatti o viene considerata in maniera del tutto semplicistica" nel senso c-e c-iun&ue comunic-i &ualcosa" in &ualun&ue modo e con &ualun&ue mezzo" deve per forza essere un soggetto esistente" in vita" in &uanto i morti non comunicano 4anc-e se &ualcuno pensa c-e attraverso dei fenomeni paranormali possano farlo58 oppure occorre considerarla in maniera circospetta" nel senso c-e c-iun&ue abbia la pretesa di dimostrare &ualcosa solo per il fatto c-e la comunica" va guardato con sospetto. 3%espressione ;Comunicare ! vivere; pu' essere soggetta a un%illusione c-e nel nostro tempo" basato su un uso massiccio dei mezzi mediali" ! piuttosto tipica. 7olti infatti ritengono c-e la &ualit$ di un%esistenza sia proporzionale alla &uantit$ di messaggi c-e essa trasmette o c-e su di essa si trasmettono. @uanto pi2 si ;comunica; tanto pi2 ;si crede; 4o si vuol fare credere5 di vivere un%esistenza significativa" dotata di un certo prestigio. Certamente la propriet$ dei mezzi comunicativi garantisce un elevato potere politico 4persuasivo5" ma essa di per s( non garantisce affatto c-e tale potere venga usato per fini democratici e umanitari" proprio perc-( non ! la capacit$ di trasmettere notizie e informazioni c-e pu' di per s( dimostrare un valore positivo di un%esistenza.

+ormalmente anzi" laddove i mezzi di comunicazione appartengono a poc-e persone" il loro uso ! necessariamente" inevitabilmente" anti-democratico. Paradossalmente" laddove si usa tanta informazione monopolistica" unidirezionale" non interattiva" l9 di sicuro essa si rivela del tutto inutile" anzi dannosa" ai fini dello sviluppo della democrazia. +ulla infatti ! pi2 inutile di &uella informazione c-e non permette di contribuire in &ualc-e modo alla risoluzione del problema c-e si presenta. Persino la comunicazione interattiva non serve a nulla se alla fine il problema rimane irrisolto. 2. Ogni comunicazione avviene "er mezzo di #egni 1i comunica attraverso dei segni 4fonici" gestuali" grafici" tattiliG5" ma mentre negli animali &uesto processo ! istintivo 4ci' c-e si apprende ex-novo ! ben poca cosa" o comun&ue ! frutto di un periodo molto lungo5" negli esseri umani invece il modo migliore per comunicare ! &uello c-e si apprende e c-e appartiene ad ogni singolo individuo. ?li esseri umani sono predisposti dalla natura a comunicare" ma se vivessero per tutta la loro vita accanto agli animali" si esprimerebbero come gli animali. 3%apprendimento all%uso dei segni ! un processo lento e graduale" ma permette una comunicazione incredibilmente complessa" c-e neppure tutti gli animali della terra messi insieme potrebbero raggiungere. Pertanto" tutto &uello c-e ! istintivo nell%uomo non ! molto diverso dalle caratteristic-e animali" e &uello c-e ! culturale 4cio! appreso5 ! &uasi del tutto sconosciuto agli animali. :acciamo un esempio. /n animale &uando -a fame e non trova da mangiare pu' diventare molto aggressivo. Anc-e un essere umano pu' diventarlo" ma di fronte a s( -a varie possibilit$# a5 la prima strada" &uella pi2 istintiva" la pi2 vicina al mondo animale" ! &uella della ricerca individuale del cibo" il c-e porta a considerare tutti gli altri umani 4ad eccezione dei propri cari" ma a volte neppure &uesta eccezione tiene5 come nemici da combattere strenuamente8

b5 la seconda strada rappresenta gi$ un%evoluzione mentale# il suicidio" c-e ! praticamente sconosciuto agli animali. Per arrivare a scegliere un%opzione del genere occorre essere rassegnati all%idea di non potersi procurare del cibo. 1pesso accade c-e in tali situazioni" l%individuo" prima di suicidarsi" uccida i propri figli o li abbandoni8 c5 la terza strada implica il superamento della concezione individualistica dell%esistenza. I soggetti c-e patiscono la fame si associano" cercano di capire le cause del loro malessere e trovano delle soluzioni comuni" pi2 o meno innovative. @uesta terza strada ! del tutto sconosciuta agli animali. Certo" pu' esistere una specie c-e ad un certo punto si accorge c-e ! meglio cercare la selvaggina cacciando in gruppo. 7a &uesto processo non porter$ mai una specie a ;collaborare; con un%altra specie analoga. @uando nel mondo animale avvengono forme di ;reciproco aiuto;" &ueste sono sempre fra specie molto diverse" c-e non si sentono minimamente in antagonismo o in concorrenza tra loro. 3%e&uilibrio della natura sta appunto nel fatto c-e esiste una relativa compensazione tra specie rivali. 3a selezione naturale ! sostanzialmente basata sul principio ;mors tua vita mea;. 3%intelligenza degli umani ! in grado di andare al di l$ di tale semplicistica compensazione. ?li esseri umani infatti non sono superiori agli animali unicamente perc-( -anno saputo elaborare dei segni 4messaggi5 molto pi2 sofisticati" c-e coprono enormi distanze spaziali e c-e perdurano nel tempo. 3a superiorit$ dipende soprattutto dal fatto c-e" volendo" gli umani possono organizzare la loro vita senza sentirsi fra loro in antagonismo per la sopravvivenza. @ualun&ue tentativo di ridurre le potenzialit$ umane a caratteristic-e di tipo animalesco" denuncia una concezione di vita meramente individualistica" c-e torna sicuramente comodo a c-i detiene le leve del potere" il &uale ovviamente" coi mezzi a sua disposizione" non pu' temere un%opposizione isolata. ,. I #egni vengono "erce"iti attraver#o i #en#i Come noto" i segni possono distinguersi a seconda dei nostri sensi" c-e appartengono anc-e al mondo animale# acustici" visivi" tattili" olfattivi e gustativi. I primi due gruppi sono i pi2 importanti.

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/no stesso segno per' pu' comunicare messaggi diversi# p. es. il suono della campanella dell%ultima ora di lezione" pur avendo lo stesso suono di &uello della prima ora" produce indubbiamente" in c-i l%ascolta" un effetto diverso. 3%odore di un profumo pu' farci venire in mente una determinata persona" il sapore di una pietanza pu' farci ricordare una certa situazione. @uesti segni plurivoci 4e sono praticamente infiniti5" per essere interpretati adeguatamente" vanno contestualizzati. 6uttavia" a differenza del mondo animale" i nostri sensi possono captare dai segni taluni messaggi c-e" in un certo senso" vanno ben al di l$ del loro contenuto specifico. 6ant%! c-e a volte attribuiamo a &uesti messaggi dei significati ignoti persino a c-i ce li -a inviati. Fssendo infinitamente pi2 complessi degli animali" gli umani tendono sempre ad andare ;oltre; al semplice contenuto ricevuto da un messaggio. A volte" per stupidit$" non sappiamo cogliere le sfumature simbolic-e o allegoric-e di taluni messaggi8 altre volte invece esageriamo proprio in &uesta direzione" snaturando la semplicit$" il realismo e la concretezza di certi contenuti. 6utti &uesti processi" c-e sono dettati da interessi o atteggiamenti personali o predisposizioni mentali" sono assolutamente estranei agli animali" avvezzi a un linguaggio piuttosto standardizzato. H praticamente impossibile per un essere umano formulare un concetto" trasmettere un contenuto in modo tale c-e non possa essere frainteso. A meno c-e non si decida di usare volontariamente un linguaggio simile a &uello animale. 3a complessit$ del linguaggio umano sta proprio in &uesta sua intrinseca ambiguit$" c-e pu' aumentare in proporzione della distanza fisica" spaziale" dei due soggetti comunicanti. @uanto meno esiste la possibilit$ di verificare in maniera diretta l%attendibilit$ di certi contenuti" tanto pi2 esiste la tentazione di servirsi del linguaggio in maniera ambigua" cio! per ingannare gli altri - c-e poi significa" in ultima istanza" ingannare se stessi. 4. I$ #igni%icante e i$ #igni%icato

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Il segno pu' collegare in vari modi un significante 4elemento fisico-materiale5 con un significato 4elemento concettuale-astratto5. Ivviamente il significante pi2 importante ! l%essere umano" perc-( ! il pi2 completo" mentre il significato pi2 importante ! &uello c-e permette di vivere un%esistenza autenticamente umana. 6utti gli altri mezzi c-e l%uomo si d$ sono parziali o riduttivi. Pertanto" tutti i significati trasmessi con tali mezzi" non strettamente coincidenti con l%essere umano" sono non meno parziali e riduttivi. +on c%! nessun mezzo c-e possa trasmettere un significato autenticamente umano in modo migliore del ;rapporto umano; stesso. @ualun&ue pretesa di trovare a tale mezzo un sostituto e&uivalente" ! destinata a rivelarsi illusoria 4in forme pi2 o meno pericolose5. Infatti" se ! vero c-e ogni segno ! frutto di una convenzione" l%unico segno a fondamento di tutte le convenzioni e c-e non pu' essere considerato in maniera convenzionale" ! appunto il ;rapporto umano;" c-e esiste o non esiste" nel senso c-e o ! ;umano; o non lo !. @ui il rapporto c-e lega significante e significato ! fondamentalmente di tipo ontologico. 1oltanto attraverso un rapporto umano si pu' trasmettere un significato dell%esistenza adeguatamente umano. @uando una persona ;J; ama una persona ;*;" non -a bisogno di aspettare c-e la persona ;*; le spieg-i preventivamente cosa intende con la parola ;amore;. 1e la persona ;*; non si sente attratta dall%amore della persona ;J;" cerc-er$ una persona ;z;" ma anc-e con &uesta persona non potr$ realizzare un rapporto d%amore soltanto dopo aver deciso" in maniera convenzionale" cosa bisogna c-e i due intendano con la parola ;amore;. @uesti processi intellettualistici presuppongono un tipo di vita del tutto individualistico. +on si pu' stabilire un codice preventivo per realizzare un rapporto basato sull%amore" sulla fiducia" sull%amicizia" sull%onest$ ecc. Rapporti di &uesto genere possono darsi delle regole" delle leggi" dei codici solo &uando essi vengono meno" cio! &uando si attenua la loro intensit$ e si risc-iano delle rotture traumatic-e. 7a le regole" le leggi" i codici -anno un semplice valore strumentale e provvisorio# nessuno di essi sar$ mai in grado" da solo" di salvare un rapporto compromesso. Iccorre sempre la libera volont$ umana.

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. Segni arti%icia$i e #egni natura$i 1e i segni artificiali sono convenzionali" &uelli naturali sono necessari. Per esempio" l%orma di un animale lasciata sulla sabbia ! un segno naturale" in &uanto indipendente da &ualun&ue volont$ comunicativa. +ormalmente gli esseri umani attribuiscono un vero significato solo ai segni artificiali" cio! a &uei segni c-e loro stessi si danno. 7a sarebbe un errore pensare c-e i segni naturali non abbiano alcun significato per l%uomo. Respirare a pieni polmoni l%aria salmastra del mare" durante le vacanze" pu' trasmettere una sensazione pi2 piacevole del ricevere una mail da un sender lontano migliaia di c-ilometri. ?li esseri umani" comunicativi per eccellenza" non possono fare a meno dei segni naturali" muti per eccellenza" il cui significato pu' essere soggetto a interpretazioni al&uanto soggettive. ?li umani non possono fare a meno dei messaggi silenziosi c-e trasmette loro la natura. Ivviamente gli umani danno importanza anc-e a tutti i segni naturali c-e loro stessi producono senza saperlo o senza volerlo. 6utti &uesti segni sono stati classificati in tre categorie# tracce" sintomi e indizi. 6racce e indizi sono i segni preferiti p. es. dagli investigatori. I sintomi invece sono oggetto di grande interesse da parte di medici e psicologi. @uesti segni possono permettere di fare constatazioni" congetture" deduzioni" ipotesi ecc. /na delle grandi illusioni della civilt$ occidentale ! &uella di credere di poter risolvere le cause dei problemi conoscendone gli effetti 4i sintomi5. 3a ;conoscenza; viene spesso considerata come un elemento sufficiente per risolvere i problemi della ;vita;. Infine esistono tanti segni artificiali 4provocati dalla cultura5 c-e col passar del tempo diventano" per una determinata popolazione" del tutto naturali" come p. es. il modo di mangiare o di vestire o di festeggiare una ricorrenza" di celebrare un rito ecc. @uesti segni mutano con molta lentezza" in maniera praticamente impercettibile. Il segno cambia perc-( cambia la cultura" il

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valore c-e lo sorregge e &uindi l%esperienza c-e vive &uel determinato valore culturale. A volte i mutamenti vengono impediti dalle classi sociali c-e detengono il potere" ma solo fino a &uando non avvengono forti rivendicazioni popolari. I segni artificiali veri e propri si distinguono in tre categorie# segnali" simboli e icone. a5 I segnali dovrebbero avere un significato piuttosto evidente8 semplicit$ ed efficacia sono gli attributi c-e caratterizzano &uesti messaggi diretti" immediati" c-e devono colpire i sensi" l%istinto 4si pensi p. es. ai segnali stradali5. 3%alfabeto 7orse" sebbene sia un insieme di segni simbolici" col suo ben noto 1I1 trasmetteva sicuramente un segnale di pericolo. b5 I simboli sono segni convenzionali c-e stanno al posto di &ualcos%altro 4p. es. i segni linguistici" i numeri" le note musicaliG5. I segni simbolici devono essere compresi nella loro interezza" altrimenti l%uso diventa falsificato. c5 3e icone sono segni dal forte contenuto espressivo" c-e fa pensare a un significato impegnativo 4p. es. un &uadro" un disegno" una fotoG5. 3e icone possono avere un messaggio cos9 stratificato c-e a volte solo poc-e persone sono in grado di afferrarlo nella sua completezza. 6uttavia" il fatto di poter comprendere solo una parte del suo significato non comporta" di per s(" una sua errata interpretazione. Il logo 4o marc-io distintivo5 ! un%icona simbolica il cui significato non ! particolarmente profondo" ma ! comun&ue stilizzato in modo tale da risultare facilmente individuabile o memorizzabile. 3a scienza c-e studia il significato dei segni ! la semiotica o semiologia" dal greco semeion" segno e logos" ragione. +essuno studio dei segni ! possibile senza un affronto preliminare delle concezioni di vita" dei valori culturali dell%esperienza c-e produce determinati segni. .. I$ "roce##o comunicativo Il modello generale della comunicazione di basa sull%interazione di sei elementi fondamentali# emittente" colui c-e invia il messaggio8 ricevente" colui c-e lo riceve8

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messaggio" il contenuto c-e si comunica8 referente" l%oggetto della comunicazione8 codice" i segni con cui ! formulato il messaggio8 canale" il mezzo attraverso cui passa il messaggio. Per esserci comunicazione devono essere presenti tutti &uesti elementi" nessuno escluso. 1pesso ad essi si aggiungono altri due elementi" c-e vengono considerati secondari" ma c-e nella civilt$ occidentale -anno una funzione primaria# rumore e ridondanza. Ivviamente il fatto c-e tutti &uesti elementi debbano essere presenti non sta a significare c-e in un contesto comunicativo se ne abbia una perfetta consapevolezza. 1pesso infatti il ricevente non sa di esserlo o se ne accorge solo dopo un certo tempo8 oppure l%emittente crede di esserlo in un modo e invece lo diventa in un altro" del tutto involontario. Il processo comunicativo ! una delle cose pi2 complesse c-e esistano e la presenza contemporanea dei sei elementi suddetti non garantisce c-%esso avvenga in maniera regolare" ortodossaG I fraintendimenti sono all%ordine del giorno su tutti e sei gli elementi. <%altra parte" la possibilit$ dell%e&uivoco ! uno dei fattori c-e distingue la comunicazione umana da &uella animale. Il settimo elemento infatti" &uello assolutamente pi2 importante" c-e d$ senso a tutti gli altri elementi" ! anc-e &uello c-e non si vede" poic-( rappresenta un processo mentale o spirituale o interiore# ! la comprensione adeguata del messaggio nel momento in cui lo si riceve. @uesta comprensione provoca una reazione psicologica particolare nell%animo umano" non solo da parte di c-i riceve il messaggio" ma" di conseguenza" anc-e da parte di c-i l%-a inviato. 1e ci limitassimo a discutere sui sei elementi suddetti" noi avremmo precisato le modalit$ tecnic-e della comunicazione" ma non avremmo detto nulla sulla sua effettiva riuscita" la &uale non pu' dipendere unicamente da &uegli elementi. I5 Emittente e ricevente Fmittente viene dal latino e-mittere" cio! mandare fuori" inviare. In lingua italiana si dice anc-e mittente" trasmittente 4ci' c-e trasmette un messaggio5" codificatore 4ci' c-e trasforma in segni il senso di &uanto si vuole trasmettere5.

Ricevente viene dal latino recipere" cio! ricevere. In lingua italiana si dice anc-e destinatario 4colui al &uale ! destinato un messaggio5 o decodificatore 4cio! colui c-e o ci' c-e trasforma i segni in concetti5. In un reale processo comunicativo i due ruoli sono continuamente intercambiabili. 1e non c%! interazione" la comunicazione infatti viene detta unidirezionale" unilateraleG" come &uella della radio o della televisione o di &uell%insegnante c-e parla ai propri ragazzi senza mai c-iedere loro se -anno capito" se -anno domande da fare e soprattutto senza avere la pazienza d%aspettare una loro reazione 4o informazione di ritorno o retroazione o feed-back5. 3%efficacia di un &ualun&ue messaggio comunicativo ! direttamente proporzionale al grado d%interattivit$ c-e permette. 1i badi# il fatto c-e l%interattivit$ debba esistere non significa c-%essa possa essere considerata come un limite da sopportare. 3%interattivit$ ! la precondizione fondamentale c-e permette a un messaggio d%essere non solo condiviso" ma" proprio per &uesta ragione" anc-e modificato. Ivviamente &ui si d$ per scontato c-e la comunicazione sia un processo attivo" c-e coinvolge emittente e riceventeG Alcuni sostengono c-e esiste comunicazione anc-e tra due persone c-e in uno scompartimento del treno non si dicono una sola parola. @uesta forma di comunicazione ! per' al negativo e non porta ad alcun risultato meritevole di considerazione. I due individui possono non parlarsi per vari motivi" ma" finc-( non si parlano" &uesti motivi restano indecifrabili 4soggetti a molte congetture5 - ci' c-e appunto la comunicazione deve evitare" poic-( essa -a lo scopo di aiutare a comprendere 4anc-e" eventualmente" per modificare degli atteggiamenti o delle opinioni5. 3a comunicazione pi2 perfetta ! &uella tra due persone c-e possono servirsi di tutto il loro corpo per comunicare. @uanto pi2 tra &ueste due persone si frappongono mezzi meccanici" tanto pi2 la comunicazione diventa imperfetta. Per non risultare impossibile" a causa della presenza di &uesti mezzi artificiali" la comunicazione deve darsi delle regole molto precise" c-e vanno rispettate sia dall%emittente c-e dal ricevente. 4A dir il vero oggi" nella civilt$ occidentale" ! netta la dittatura comunicativa e informativa dell%emittente" cio! di colui c-e dispone della

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propriet$ dei mass-media e c-e non tollera interferenze c-e possano mettere in discussione tale monopolio5. @uesto naturalmente non significa c-e ci sia pi2 possibilit$ di ;reciproca comprensione; tra due persone vicine 4prossemic-e5 c-e non tra due persone lontane" divise da vari mezzi artificiali. Probabilmente anzi il bisogno dell%umanit$ di darsi dei mezzi artificiali con cui poter comunicare con persone lontane" ! nato proprio dalla difficolt$ di instaurare rapporti normali 4umani5 con persone vicine. 6uttavia ! fuor di dubbio c-e nessun mezzo artificiale ! in grado di ovviare alle carenze di un normale rapporto comunicativo tra due persone vicine. C-i pensa il contrario" si crea delle illusioni. Iltre a ci' bisogna precisare c-e nel mondo degli umani" tra emittente e ricevente spesso si frappongono non tanto mezzi meccanici" &uanto altri esseri umani" c-e svolgono funzioni particolari e c-e rendono la comunicazione a volte pi2 facile e altre volte pi2 difficile. 1i pensi p. es. alla funzione del giornalista" &uando deve riportare le parole di una persona intervistata" oppure alla funzione di un ambasciatore. +ormalmente &ualun&ue intermediario 4ricettore5 modifica in &ualc-e sua parte il messaggio ricevuto c-e deve ritrasmettere# se non lo fa nel contenuto" lo fa nella forma o nel tono. @uesto ! un limite assolutamente inevitabile. <%altra parte un mezzo meccanico non potrebbe essere pi2 fedele di un soggetto umano. Anzi" mentre un intermediario pu' in &ualc-e modo rimediare a una possibile cattiva ricezione del messaggio 4l%emittente pu' averglielo fornito in maniera inadeguata o imprecisa o insufficiente5" una macc-ina non pu' certo farlo. @uante volte si sono avuti ambasciatori migliori dei loro capi di 1tato= 1i pu' addirittura dire c-e tra due involontarie falsificazioni" &uella dell%intermediario umano e &uella della macc-ina" la prima sia sempre meno grave della seconda" proprio perc-( di fronte a una macc-ina ci si aspetta la perfezione" mentre di fronte a un soggetto umano si ! disposti a tollerare delle manc-evolezze. A volte gli intermediari umani rendono pi2 facile la comunicazione" poic-( sanno semplificarla senza banalizzarla" oppure perc-( sanno smorzare toni troppo eccessivi da parte dell%emittente. 6uttavia" un mediatore viene accettato come tale dall%emittente proprio perc-( &uesti pu' fidarsi dell%onest$ di &uello. /n mediatore

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non potrebbe mai falsificare un messaggio senza pensare c-e l%emittente potrebbe anc-e sostituirlo con un%altra persona di fiducia. II5 Me##aggio& Re%erente e Conte#to Il contenuto della comunicazione di c-iama messaggio 4dal latino missum" ;ci' c-e ! stato inviato;5. 3%oggetto cui il messaggio esplicitamente o implicitamente si riferisce si c-iama referente. 3%oggetto pu' essere una cosa reale o immaginaria" un concetto o uno stato d%animoG Per esempio il messaggio ;piove; -a come referente la ;pioggia;. Il referente" in un certo senso" d$ sostanza al messaggio" c-e altrimenti apparirebbe incomprensibile" troppo astratto e generico o poco significativo. 6uttavia" sarebbe un errore pensare c-e sia sufficiente individuare il referente per comprendere in maniera adeguata un messaggio. 7essaggio e referente possono essere compresi in maniera adeguata solo se collocati in un contesto spazio-temporale e semantico sufficientemente definiti 4c-e poi sono il substrato e lo sfondo in cui le parole ac&uistano un significato pi2 o meno specifico5. Per restare all%esempio di prima# l%espressione ;piove; se viene detta in una zona desertica" dove l%ac&ua scarseggia" pu' far pensare a uno stato d%animo collettivo di felicit$" ma se viene detta in una zona geografica caratterizzata da una forte presenza industriale" pu' anc-e suscitare delle preoccupazioni" in &uanto la collettivit$ gi$ conosce il pericolo delle ;piogge acide; o delle piogge c-e fanno esondare i fiumi o franare i pendii. Come si pu' notare" il referente pioggia non dice nulla di particolarmente significativo se estrapolato da un determinato contesto. 3%affermazione ;piove; continua a restare di tipo generico. A tale proposito" si pensi solo a &uanti malintesi suscitano molte previsioni meteorologic-e" e non solo perc-(" nonostante i mezzi tecnicoscientifici" spesso si rivelano molto approssimate o addirittura infondate" ma anc-e perc-( sono continuamente soggette agli umori popolari. Il 1ole" p. es." viene sempre presentato come indice di ;bel tempo; e la pioggia come indice di ;cattivo tempo;. 1olo &uando vi ! troppo caldo si dice c-e dovrebbe piovere.

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@uesto modo d%impostare le cose non tiene assolutamente conto della naturale alternanza di 1ole e pioggia" n(" tanto meno" del fatto c-e p. es. l%agricoltura -a bisogno delle piogge non meno c-e del 1ole per potersi sviluppare 4aspetto" &uesto" c-e in una societ$ basata prevalentemente sull%industria e i servizi risulta del tutto marginale5. <un&ue" per comprendere o per formulare adeguatamente un messaggio occorre saper bene in &uale contesto 4o per &uale contesto5 ! nato 4o ! indirizzato5. Iccorre avere una consapevolezza storica o sociale o culturale o ambientale sufficientemente sviluppata" altrimenti non si fa ;scienza;" ma solo c-iacc-iera. 1i badi# la comprensione o la formulazione adeguata di un messaggio non ! inversamente proporzionale al numero di possibili referenti cui &uel messaggio pu' collegarsi8 un messaggio non viene pi2 facilmente compreso o formulato &uanto minori sono i referenti cui esso pu' rivolgersi. In ultima istanza ! sempre e solo il contesto semantico 4eJtra-linguistico5 c-e decide in merito" ed esso ! essenzialmente un contesto sociale" cio! basato su rapporti umani c-e si presume siano caratterizzati da un%esperienza di valore" situati in uno spazio e in un tempo determinati. @uesto ovviamente non significa c-e un messaggio formulato correttamente non possa essere frainteso. 1ignifica semplicemente c-e se uno pensa di poter essere capito meglio" utilizzando un linguaggio ritenuto ine&uivoco" s%illude. /n linguaggio potrebbe essere ine&uivoco se avesse poc-issime espressioni da comunicare" cio! se fosse vicino a &uello animale" ma in un linguaggio del genere nessun essere umano si riconoscerebbe. 1enza poi considerare c-e una delle caratteristic-e degli umani ! proprio &uella di voler e&uivocare sulle parole 4fatto" &uesto" c-e produce situazioni paradossali" comic-e" tragicomic-eG" assolutamente sconosciute al mondo animale5. 3a possibilit$ di e&uivocare appartiene all%esercizio della libert$ umana. II.1. Conte#ti #"eci%ici

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Il contesto dun&ue aiuta sia l%emittente a codificare c-e il ricevente a decodificare il messaggio in modo adeguato alla situazione da cui esso dipende. Il contesto non solo collega il messaggio al referente in modo univoco" ma collega fattivamente l%emittente al ricevente" precisando i ruoli di ciascuno e stabilendo le regole cui ciascuno si deve attenere. Il problema infatti ! &uello di realizzare" anc-e a distanza di tempo e con spazi molto ampi" una comprensione la pi2 possibile adeguata del messaggio. Fd ! appunto il contesto c-e permette di conoscere tutta una serie di elementi eJtra-linguistici o meta-linguistici c-e aiutano in maniera decisiva la comprensione del messaggio. 3%ambiguit$ della comunicazione non ! un limite" ma una ricc-ezza del linguaggio umano" proprio perc-( le sfumature di senso sono tantissime. >a poi considerato c-e spesso e volentieri l%emittente" &uando lancia un messaggio" pensando di riferirsi ai suoi contemporanei" lascia sottintesi molti elementi del contesto cui il messaggio si riferisce" per cui" a distanza di tempo" pu' risultare abbastanza difficoltosa la comprensione di &uel messaggio" &uando non addirittura impossibile. I presupposti" i rimandi impliciti sono spesso la c-iave di volta c-e permette al ricevente di decodificare il messaggio" ma essi" per essere individuati" necessitano di una conoscenza adeguata del contesto originario. 6ale conoscenza pu' apparire tanto pi2 difficile &uanto pi2 il contesto ! lontano nel tempo e nello spazio. 6uttavia non ! sempre cos9. Iggi sappiamo molto di pi2 sui misteri delle piramidi o di 1ton-enge c-e sui misteri della strategia della tensione o del disastro di /stica. 7olto dipende" nel campo della comunicazione" dalla volont$ di farsi capire" oppure dalla possibilit$ effettiva di potersi far capire. 1pesso infatti c-i lancia un messaggio deve tener conto di divieti e censure cui il potere politico" in modo diretto o indiretto" lo obbliga. 1emplificando" si pu' forse dire c-e" a seconda dei vari tipi di messaggio" esistono tre forme contestuali#

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a5 linguistica e testuale" la &uale permette di comprendere il significato di un messaggio rapportandolo al testo cui appartiene. @uesto per evitare indebite estrapolazioni o le ricostruzioni del senso di un messaggio prendendo pezzi di frasi in ordine sparso" usando il contesto linguistico solo in maniera molto approssimata 4c-e ! il criterio di certe antologie o di molti riassunti usati in ambito scolastico58 b5 situazionale o extra-linguistica" la &uale permette di comprendere il significato di un messaggio inserendolo in una particolare situazione o circostanza# &ui l%analisi del tempo e dello spazio diventa decisiva" nel senso c-e bisogna saper rispondere alle domande ;&uando; e ;come;8 c5 culturale" la &uale permette di c-iarire il significato di un messaggio inserendolo in un insieme pi2 o meno vasto e complesso di elementi collegati alla cultura di un gruppo sociale" di un ambiente" di una collettivit$" facendo bene attenzione a non isolare mai un individuo dal gruppo cui appartiene. @ui occorre" rispondendo alla domanda del ;perc-(;" analizzare gli sviluppi delle idee" delle concezioni di vita" delle scelte normative" delle decisioni politic-e ecc. H indubbiamente il lavoro pi2 difficile. C-i si limita a fare &uesto" prescindendo dagli altri due lavori" costruisce senza fondamenta. 1pesso" ingenuamente" si ritiene c-e un messaggio sia tanto pi2 efficace &uanto pi2 si presenta privo di riferimenti contestuali. Addirittura si pensa c-e un messaggio possa aspirare all%eternit$ &uanto pi2 si distacca dalla storicit$ c-e lo condiziona. +iente di pi2 falso. /n messaggio pu' essere utile ai posteri solo se ! stato utile ai suoi contemporanei. Ivviamente ai posteri sar$ utile solo come ;lezione di metodo;" come ;criterio generale dell%agire;" ma &uesto ! &uanto basta per essere concreti e determinati storicamente. Il tempo c-e deve caratterizzare massimamente l%individuo ! il presente. Igni messaggio ! tanto pi2 utile" interessante" vero e profondo &uanto pi2 -a saputo aiutare gli uomini del presente a risolvere i loro problemi. 1i pu' in tal senso sostenere c-e un messaggio ! tanto pi2 destinato a durare nel tempo 4come ;insegnamento;5" &uanto pi2 esso -a saputo collocarsi nel tempo in cui ! stato formulato. 3%eternit$ dipende dalla storicit$. III5 I$ cana$e

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Il messaggio" per giungere dall%emittente al ricevente" deve passare attraverso un mezzo" c-iamato canale. I cin&ue sensi del corpo umano rappresentano" in tal senso" i cin&ue canali fondamentali naturali. <i essi la societ$ occidentale ne -a sviluppati" in forza soprattutto dei mezzi tecnici" soprattutto due# visivo e uditivo. >iceversa" gusto" olfatto e tatto sono stati abbastanza penalizzati. Il tatto" nella nostra societ$" ! legato pi2 c-e altro a situazioni di tipo sessuale" oppure viene usato in ambiti meramente ristretti 4p. es. &uello familiare o parentale5. 6ra estranei il tatto viene scarsamente usato come mezzo comunicativo" e comun&ue lo ! molto di meno nei paesi nord-europei c-e in &uelli mediterranei. 1i -a come il timore di toccarsi" oppure si pensa c-e" toccandosi" si voglia trasmettere un messaggio c-e va al di l$ della pura e semplice amicizia o cordialit$. Il gusto ! uno dei sensi pi2 ricercati dai messaggi pubblicitari" i &uali per' non possono trasmetterlo c-e attraverso la vista e l%udito. Fsso viene letteralmente bombardato da messaggi voluttuari c-e minano la salute del corpo. 3%olfatto ! decisamente il senso pi2 trascurato nella nostra societ$. Infatti i media ci -anno cos9 convinto c-e il capitalismo sia la civilt$ migliore del mondo" c-e sopportiamo come cosa del tutto naturale l%aria irrespirabile delle nostre citt$" i condizionatori c-e ci illudono di renderla pi2 respirabile ecc. 3a trascuratezza delle esigenze dell%olfatto porta i cittadini ad ammalarsi seriamente di tutte le moderne malattie del capitalismo. @uanto agli altri due canali# visivo e uditivo" essi -anno ac&uistato" con l%avvento della tv" un primato talmente grande c-e praticamente sono in grado d%indurre l%utente a credere c-e la vera realt$ sia solo &uella c-e trasmette la tv e c-e tutto &uello c-e non si vede o non si sente" praticamente ! come se non esistesse. :ino allo sviluppo della radio la prevalenza era data ovviamente all%udito. Con l%invenzione del cinematografo ! subentrata la visione di immagini in movimento" c-e per' per molto tempo sono rimaste mute e in bianco e nero. Prima della radio e del cinema la prevalenza veniva data al testo scritto" per c-i aveva studiato" e al discorso orale" per la stra-

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grande maggioranza. 1i era allora senza dubbio pi2 capaci di raccontare le cose e si aveva pi2 pazienza ad ascoltarle. @uanto alla lettura dei libri" essi indubbiamente allenavano la mente alla fantasia. Ira la prevalenza ! passata decisamente alle immagini" al punto c-e le parole fanno loro da contorno. 3e immagini devono essere in continuo movimento e multicolorate" capaci di trattare &ualun&ue argomento. 3a grande mistificazione della tv ! &uella c-e si ottiene &uando si vuol far credere c-e le immagini parlano da sole" ovvero c-e l%autenticit$ di un messaggio ! direttamente proporzionale alla sua ripresa televisiva 4specie se in diretta5. +ella scuola italiana non sono previsti insegnamenti obbligatori c-e aiutino lo studente ad assumere un atteggiamento critico nei confronti della comunicazione radio-televisiva e dell%informazione multimediale in genere. ?razie alla tv la passivit$ dello spettatore ! diventata &uasi totale" benc-( oggi da pi2 parti si rivendic-i l%esigenza dell%interattivit$. 1i c-iede cio! all%utente d%interagire su un oggetto di consumo deciso da altri. I mezzi di comunicazione di massa sono diventati sempre pi2 potenti" ma il loro uso ! prevalentemente negativo" poic-(" anc-e &uando vuole essere positivo" l%utente" preso singolarmente" non ! in grado di controllare di persona alcunc-(. +on pu' esistere alcun valore positivo nell%uso di mezzi la cui gestione ! talmente complessa da sfuggire alla comprensione del cittadino di media cultura. +essun potere politico" oggi" pu' fare a meno dell%uso di &uesti potentissimi mezzi di ricerca del consenso sociale. @uanto pi2 il canale ! in grado di raggiungere il maggior numero possibile di persone" tanto pi2 esso risc-ia di essere oggetto di un uso distorto. Censure e strumentalizzazioni potrebbero essere evitate se la propriet$ del mezzo mediale appartenesse realmente ai cittadini" cio! se fosse veramente ;pubblica;" cio! di tutti" e non ;statale;" cio! ;governativa;" ;parlamentare;" ;partitica;" o di una classe sociale egemone. 1ul piano tecnico si pu' affermare c-e la scelta del mezzo condiziona il contenuto stesso del messaggio. +on c%! nessun canale c-e di per s( possa offrire maggiori garanzie di autenticit$ di un al-

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tro. /n messaggio pu' essere falsificato con &ualun&ue mezzo8 anzi" normalmente la falsificazione ! tanto pi2 grande &uanto pi2 ! complesso e sofisticato il mezzo. /n ultimo aspetto da considerare nella scelta del canale comunicativo" in relazione a un determinato messaggio da trasmettere" ! la &uestione del momento in cui trasmetterlo. 3%emittente deve sapere &uando ! il momento giusto per lanciare un messaggio e &uando non lo !. 3%emittente deve conoscere anc-e la modalit$ migliore di trasmissione c-e un determinato canale permette. +on si pu' usare liberamente un mezzo senza conoscerne a fondo le effettive potenzialit$. 4+aturalmente molte di &ueste potenzialit$ vengono apprese nel corso dell%utilizzo del mezzo stesso5. 6uttavia un emittente" per essere veramente democratico" dovrebbe darsi delle regole preventive" c-e gli impediscano di usare in maniera indebita un determinato mezzo. Igni emittente deve sapere c-e per trasmettere un messaggio non sono sufficienti i mezzi tecnici o la loro padronanza specialistica. /n messaggio" per essere efficace" deve essere adeguato alla sensibilit$ umana di c-i lo riceve" e &uest%ultimo deve poter reagire mostrando apprezzamento o disappunto. I>5 I$ codice 3%insieme dei segni convenzionali con cui viene formulato un messaggio si c-iama codice. Il codice deve essere conosciuto sia dall%emittente 4c-e in tal caso diventa un codificatore5 c-e dal ricevente 4il decodificatore5" altrimenti la comunicazione ! impossibile. @uanto meno il codice ! sviluppato" tanto pi2 ! facile la comunicazione" ma solo per concetti e idee molto semplici" c-e non possono certo soddisfare le complesse esigenze dell%interazione umana. <%altra parte se un codice ! troppo complesso" esso diventa patrimonio solo di una ristretta minoranza di persone. <un&ue" una comunicazione ! tanto pi2 interessante &uanto pi2 ! possibile formulare pensieri o sentimenti profondi 4eventualmente usando anc-e messaggi semplici" a tutti comprensibili5. 3a

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vera comunicazione deve strutturarsi come un linguaggio pedagogico. 6uttavia" non tutti i messaggi" usati in maniera pedagogica" possono essere comprensibili. 7olti di essi vengono compresi ma non accettati" perc-( non condivisi8 altri non vengono neppure compresi sino in fondo" pur essendo espressi in un linguaggio semplice# &uesto perc-( &uando esistono pregiudizi e stereotipi non si ! disponibili a comprendere l%interezza del messaggio. +on solo" ma" poic-( l%essere umano ! di una complessit$ estrema" spesso accade c-e una stessa parola pu' essere intesa in modi al&uanto differenti. +on basta conoscere un codice per poter comunicare nella pienezza delle nostre possibilit$# occorre anc-e un% intesa extra-linguistica 4o meta-linguistica5 tra emittente e ricevente" c-e" se manca la condivisione di un%esperienza comune" ! una delle cose pi2 difficili da realizzare. 1e dun&ue ! vero c-e il codice ! frutto di una convenzione" non ! per' vero c-e la necessit$ di vivere un%esperienza umana" per una adeguata e reciproca comprensione" possa essere frutto di una semplice convenzione. <a &uesto punto di vista" la vicinanza fisica di due persone 4p. es. di due colleg-i di lavoro" di due cond'mini ecc.5 non ! di per s( garanzia sufficiente per realizzare un%esperienza comune. +( si pu' sostenere c-e un codice tanto pi2 riflette la realt$ di tali esperienze comuni &uanto pi2 ! diffuso a livello geografico. /n%esperienza va considerata ;comune; &uando i suoi valori fondamentali sono condivisi" e &uindi &uando i codici c-e utilizza per esprimere sono l%esito di una libera scelta da parte delle persone coinvolte in &uell%esperienza. @uesto ci porta a credere c-e molti dei codici attualmente in vigore 4p. es. &uello stradale" &uello braille" &uello marittimo internazionale ecc.5 non siano il frutto di una vera e propria convenzione tra persone libere" ma l%imposizione c-e gruppi di persone ;potenti; 4sul piano politico" economico" ecc.5 -anno esercitato sulle masse popolari nel corso dei secoli. 6aluni codici sono soggetti a mutamenti perc-( le classi egemoni ad un certo punto sono costrette ad accettare le modificazioni avvenute spontaneamente tra le masse popolari. Per principio il pote-

re dominante cerca sempre d%impedire c-e avvengano dei mutamenti" ma poi" &uando essi sono talmente diffusi c-e ! diventato impossibile ignorarli" si sente costretto ad accettarli 4si pensi p. es. alla differenza tra l%inglese europeo e &uello americano o tra &uesti e &uello sudafricano5. Il codice pi2 immediato e diretto ! &uello gestuale del corpo. 6uttavia &uesto codice" poic-( non esaurisce le possibilit$ comunicative degli umani" risulta anc-e essere &uello meno adatto a esprimere la complessit$ dell%agire umano. +ormalmente c-i usa la gestualit$ lo fa per sintetizzare dei concetti c-e" se espressi col linguaggio orale o scritto" sarebbero sicuramente pi2 articolati. /n%altra caratteristica del linguaggio gestuale ! la sua capacit$ simbolico-evocativa" c-e ! molto forte appunto perc-( c-i lo usa sa di poterlo mettere in alternativa al linguaggio meramente orale e scritto. 3%essere umano non ! fatto solo per gesticolare" ma anc-e e soprattutto per parlare. 1e dicessimo c-e ! fatto per comunicare" diremmo senza dubbio una verit$ di carattere generale" ma nello specifico la particolare comunicazione c-e nella normalit$ gli compete ! &uella della parola detta con la voce. 6anto ! vero c-e nessun comico o attore tragico si ! mai limitato a usare dei semplici gesti# di tanto in tanto -a avuto bisogno di didascalie 4se il film era muto5" oppure ad un certo punto -a avvertito il bisogno di ricorrere alle parole. 6utti sanno c-e il codice dei gesti ! pi2 universale di &uello delle parole" ma lo ! anc-e perc-( ! pi2 semplice e &uindi meno adatto a esprimere la complessit$ dei nostri pensieri ed emozioni. Potremmo a &uesto punto c-iederci se mai un giorno esister$ una lingua comune universaleG Per rispondere a &uesta domanda dovremmo prima c-iederci se -a senso un codice universale immutabile. 3a bellezza della lingua sta proprio nella sua perenne mutevolezza" cio! nella capacit$ di trasformarsi a seconda delle esigenze dei parlanti. /na lingua comune universale non potr$ essere c-e una seconda lingua" meno complessa della prima lingua" &uella materna. >5 Rumore e Ridondanza

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Igni comunicazione pu' essere disturbata o addirittura impedita# ! il rumore8 oppure pu' essere facilitata e rafforzata# ! la ridondanza. ;Rumore; ! un termine tecnico" c-e fa riferimento a inconvenienti di tipo fisico# p. es. una voce rauca o balbettante da parte dell%emittente" oppure la distrazione o la sordit$ da parte del ricevente. Anc-e &uando il termine intende riferirsi" in maniera pi2 traslata" a un codice troppo difficile o troppo oscuro o alla mutevolezza eccessiva del referente - si tratta sempre d%inconvenienti di tipo tecnico. In realt$ i veri ostacoli alla comunicazione" &uelli c-e difficilmente possono essere rimossi" in &uanto esiste una volont$ pervicacemente negativa" sono &uelli c-e pone il potere costituito fra s( e le opposizioni. Per esempio" negli anni 1ettanta un ;rumore gigantesco; c-e svi' l%attenzione dell%opinione pubblica dai problemi reali 4socio-economici e politici5 del paese" concentrandola verso &uelli creati a bella posta 4il terrorismo5" fu la cosiddetta ;strategia della tensione;. I governi allora in carica si servirono delle forze estremiste 4di destra e di sinistra5 per indurre a credere c-e il terrorismo fosse la contraddizione principale della nazione" per cui l%opposizione avrebbe dovuto cercare l%intesa con le istituzioni statali per sconfiggerlo" mettendo in secondo piano le rivendicazioni di tipo sociale. In &uel caso il ;rumore; ebbe la meglio sulla comunicazione alternativa 4o controinformazione5. >iceversa" i fattori c-e facilitano o rinforzano la comunicazione" agendo su uno dei suoi elementi" prendono il nome di ;ridondanza;" la &uale non -a come scopo &uello di aumentare l%informazione contenuta nel messaggio" ma solo &uello di renderla pi2 c-iara" usando appunto l%insistenza" la reiterazione" il famoso repetita juvant. 3a ridondanza ! tipica della pubblicit$ o di certo insegnamento nelle scuole. In certi casi la ridondanza pu' aiutare a risolvere i problemi causati dal ;rumore;" ma un%eccessiva ridondanza il pi2 delle volte produce l%effetto contrario" cio! l%assuefazione" per cui essa" invece di apparire come un mezzo specifico in una situazione particolare" viene percepita come cosa naturale" normale" benc-( fastidiosa" e &uindi da evitare il pi2 possibile.

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/n altro caso di ridondanza assolutamente insopportabile ! la ripetitivit$ delle notizie offerte dai telegiornali" anc-e di emittenti diverse. Pi2 del A0K delle notizie sono assolutamente identic-e" ed esse vengono ripetute con una fre&uenza snervante" tanto c-e lo spettatore ad un certo punto le mette tutte sullo stesso piano# futili o tragic-e c-e siano" -anno per lui la stessa poca o nulla rilevanza. Il fatto ! abbastanza curioso" in &uanto il giornalismo ! nato inventando uno stile letterario conciso" stringato" in un certo senso ;anti-letterario; per definizione. 3a sua ridondanza oggi ! dovuta al fatto c-%esso si ! totalmente staccato dalla vita della gente ed ! diventato uno strumento c-e discute solo di cose futili o c-e usa un linguaggio futile per parlare di cose serie. Il giornalismo ! la c-iacc-iera per eccellenza e" come tutte le c-iacc-iere senza costrutto" ! un fenomeno ridondante in &uanto tale. 3a ridondanza veramente utile ! &uella c-e propone in maniera diversa uno stesso messaggio 4p. es. usando un%immagine al posto delle parole" oppure usando un%immagine semplice per spiegare un concetto difficile5. In tali casi la ridondanza pu' servire per accorciare i tempi della comprensione del messaggio" oppure per allungarli" ma solo perc-( si vuole raggiungere il massimo numero possibile di persone. ;Rumore; e ;ridondanza; in un certo senso si e&uivalgono# sono strumenti c-e il potere costituito pu' usare a propria discrezione in &ualun&ue momento. 1i pensi p. es. al concetto di ;democrazia;. @uesto concetto viene usato come ;rumore; &uando si parla di ;socialismo; e viene usato come ;ridondanza; &uando si vuole sostenere c-e il capitalismo non -a alternative. 6utti si riempiono la bocca di &uesta parola" semplicemente per dimostrare c-e non si pu' uscire da &uesto sistema. 3a ;democrazia; -a la stessa funzione c-e nel passato aveva la parola ;<io;. In nome di ;<io; non si sono forse compiute stragi di eretici" guerre sante" in&uisizioni" crociateG= Fbbene" oggi si fanno le stesse cose" in forma ovviamente diversa" usando la parola ;democrazia;.

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La comunicazione "ro##ima ventura

H lo strumento c-e determina il linguaggio e c-e induce a cercare nuove regole della comunicazione. +ell%ambito di &ueste regole ! poi possibile veicolare contenuti favorevoli o contrari allo sviluppo della democrazia. Il fatto c-e passino gli uni o gli altri contenuti dipende non solo dalla capacit$ e dalla volont$ di c-i dispone della propriet$ o comun&ue dell%uso esclusivo degli strumenti comunicativi" ma anc-e dal modo di recepirli da parte dell%utente finale. 3a propriet$ di tali mezzi pu' essere pubblica o privata 4il pubblico" nelle societ$ capitalistic-e" ma anc-e nel ;socialismo reale;" coincide con lo statale" e lo 1tato !" come noto negli ambienti contestativi" uno strumento al servizio di una classe particolare# la borghesia" la &uale sostiene c-e lo 1tato ! in realt$ al servizio di tutti i cittadini5. Il fatto c-e lo 1tato sia al servizio di una classe particolare ! dimostrato" peraltro" proprio dall%uso c-e si fa di tali mezzi comunicativi. 3a capacit$ di usarli il pi2 delle volte dipende da una volont$ contraria alla democrazia" allo sviluppo dei rapporti umani" al rispetto della legalit$. <ovendo scegliere cosa rappresentare e legittimare" tra capitale e lavoro" i media dominanti non -anno dubbi di sorta. C-i ! pi2 capace di usarli" spesso ! anc-e &uello c-e -a meno interesse a sviluppare la democrazia. >uole usare i mezzi di comunicazione come mezzi di persuasione delle masse" al fine di ac&uisire o conservare o aumentare il proprio potere politico o economico. +on ! raro il caso in cui si parta dall%ac&uisire un potere economico con media privati per poterlo poi trasformare in potere politico" dopodic-(" inevitabilmente" i due poteri s%influenzano reciprocamente" aumentando entrambi a dismisura. ?li 1tati capitalistici contemporanei sono amministrati da una classe borg-ese c-e si serve soprattutto della televisione per ac&uisire e gestire il consenso sociale. 1i ! scelto &uesto strumento perc-( di uso facile e &uotidiano" non particolarmente costoso" e perc-( nei suoi confronti l%utente ! abbastanza passivo. Col telecomando l%utente -a l%illusione di poter scegliere i propri contenuti8 &uesta illusione aumenta &uando gli viene proposto

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di pagare un ulteriore canone per vedere cose non possibili attraverso i canali pubblici e privati tradizionali. I ;condizionamenti di &ualit$; sono accessibili solo pagando a parte. 3e televisioni private si vantano di non far pagare alcun canone" ma poi fanno della pubblicit$ la loro principale fonte di finanziamento" e &uesta diventa cos9 pervasiva da rendere insopportabile la visione di &ualun&ue cosa" senza poi considerare c-e i costi di &uella pubblicit$ vengono fatti pagare al consumatore &uando va ad ac&uistare i prodotti reclamizzati" c-e ovviamente costano molto di pi2 di &uelli c-e non lo sono. Per non farsi condizionare dalla televisione" all%utente non rimane c-e tenerla spenta o addirittura farsi piombare i cavi non pagando il canone. In alternativa oggi pu' scegliere il Leb 4c-e peraltro permette anc-e la fruizione di vari canali televisivi5" i cui costi sono &uelli relativi all%abbonamento di una connessione sufficientemente veloce" e dove la scelta dei contenuti" la possibilit$ di gestirli in varie forme e l%interazione-utente sono decisamente superiori. Attualmente la televisione avverte Internet come un pericoloso concorrente" cui cerca di reagire in vari modi 4dalla denigrazione allo sfruttamento delle risorse reperibili in rete" sino all%allestimento di siti c-e duplicano i contenuti trasmessi via etere5. 3a televisione di stato -a provato" negli anni 1ettanta" a suddividersi in canali di partito# democristiano il primo" socialista il secondo" comunista il terzo. 7a il risultato ! stato fallimentare" essendo &uesto strumento controllato" pi2 c-e dal parlamento" dallo stesso governo in carica" c-e nell%ultimo mezzo secolo" &uand%anc-e ! stato di sinistra" non -a mai potuto fare a meno di dividere il potere con le forze moderate del centro" al punto c-e oggi la sinistra non esiste pi2 nemmeno in parlamento. Iggi la televisione ! il mezzo mediale con l%informazione pi2 omologata e conformista di ogni altro mezzo" per cui risulta del tutto inutile. A un%utenza priva di esigenze di approfondimento la televisione serve esclusivamente per ascoltare notizie c-e e&uivalgono" come livello di contenuto" alle titolazioni degli articoli usate nei &uotidiani. 1e il Leb fosse in grado di sostituire la televisione per il controllo del consenso" i poteri dominanti l%avrebbero gi$ fatto" lasciando a una televisione a pagamento le varie forme d%intrattenimento 4film" documentari" variet$" realit*...5" c-e ric-iedono la visione su

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uno sc-ermo grande. Il problema purtroppo ! c-e la lettura di testi al monitor" alla lunga" risulta fastidiosa o faticosa" anc-e se si pu' sempre optare per la loro stampa o per la lettura di giornali e riviste da scegliere in edicola o da ricevere a domicilio in abbonamento. 3e neLs del Leb dovrebbero poter essere ascoltate in televisione" ma salvaguardando le varie operazioni c-e si possono compiere al computer# salvataggio" stampa" interazione" ricerc-e di occorrenze. 3a stessa televisione non permette alcuna lettura delle proprie neLs" se si esclude &uel servizio correlato ai suoi contenuti audiovisivi c-iamato televideo" generalmente poco usato perc-( non particolarmente versatile nella fruizione" benc-( tenuto costantemente aggiornato. In ogni caso" per &uanto riguarda la lettura" vi sono maggiori margini di scelta dei contenuti orientandosi verso i &uotidiani" i &uali" essendo prevalentemente sostenuti dai finanziamenti pubblici" possono evitare &uella inevitabile omologazione c-e si verific-erebbe nel caso in cui dovessero basarsi soltanto su risorse interne. Infatti se venissero loro tolti i finanziamenti statali" non potrebbero reggersi in piedi n( con la pubblicit$ 4c-e ! appannaggio &uasi esclusivo della televisione5" n( con gli abbonamenti 4troppo onerosi per un lettore individuale5" n( con gli ac&uisti estemporanei presso le edicole o altri centri di diffusione. 7olti &uotidiani e altri periodici 4soprattutto &uelli non appoggiati dal mondo industriale5 dovrebbe necessariamente c-iudere e" di fronte a un%eventualit$ del genere" difficilmente si solleverebbero proteste popolari" anc-e perc-( oggi gli stessi contenuti veicolati attraverso la carta si possono ottenere in maniera digitale" attraverso il Leb" ad un prezzo incluso nel costo della connessione. Il Leb ! nato come scambio gratuito di materiali# mettere a pagamento le informazioni non -a dato ancora i risultati attesi. 1ui &uotidiani bisogna inoltre dire c-e la loro capacit$ di influenzare le masse" nonostante la maggiore possibilit$ di scelta c-e offrono" ! decisamente inferiore a &uella della televisione" sia perc-( la loro lettura ! pi2 faticosa dell%audiovisione dei contenuti" sia perc-( la fatica non ! solo tecnica 4i caratteri di stampa molto piccoli" messi su colonne molto strette5" ma anc-e intellettuale 4il linguaggio dei giornalisti" specie per la politica e l%economia ma anc-e per le pa-

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gine culturali" suppone un pregresso di studi c-e non tutti possono avere5. H probabile c-e il futuro dei &uotidiani sar$ esclusivamente &uello della rete" in forme e modi ancora da definire" ma c-e gi$ si possono toccare con mano come &uando p.es. si fanno ricerc-e trasversali nei loro arc-ivi su determinati argomenti. Infatti" il problema principale da risolvere non ! tanto &uello di trasferire i contenuti dal cartaceo al digitale 4&uesto problema ! gi$ stato risolto5 o &uello di trasferire i finanziamenti pubblici dal cartaceo al digitale 4&uesto problema si risolver$ &uando tutti i canali televisivi saranno satellitari e a pagamento5" ma piuttosto &uello di come rendere il digitale facilmente fruibile e consultabile e nello stesso tempo economicamente vantaggioso per c-i lo gestisce 4! noto c-e una certa categoria di giornalisti ! non meno privilegiata dei politici e" al momento" non potrebbe ottenere dal Leb gli stessi stipendi c-e ottiene dal cartaceo" a meno c-e appunto non si decida di fare un trasferimento di fondi pubblici dal cartaceo al digitale5. Per poter leggere le informazioni occorre c-e il computer si trasformi in un palmare" poco costoso sia come strumento c-e come connettivit$" e sufficientemente autonomo nell%alimentazione. /n palmare avente &ueste caratteristic-e" e c-e non sia molto ingombrante" non solo pu' sostituire il computer nella gestione delle informazioni" ma pu' anc-e sostituire i &uotidiani" la radio e la televisione. @uando l%utente avr$ a disposizione dei palmari del genere" potr$ gestire le informazioni sicuramente in maniera pi2 versatile" pi2 performante. Con un -andicap per' di non poco conto. +el momento in cui un utente accender$ il palmare e si connetter$ alla rete" sar$ facil mente tenuto sotto controllo nei suoi momenti" nelle scelte operate a favore di &uesto o &uel contenuto" come gi$ si cerca di fare adesso" nel mentre si usa il computer" attraverso p.es. i cosiddetti cooDies o intercettando l%ip" e come d%altra parte da sempre si fa" in maniera molto generica" attraverso il televisore" al fine di stabilire l%audience" lo s-are ecc. I controlli oggi sono gi$ pienamente fattibili nell%uso dei cellulari" a maggior ragione lo saranno domani coi palmari" gestiti anc-%essi dalla rete satellitare" c-e andr$ a sostituire definitivamente

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&uella telefonica della rete fissa 4o al massimo andr$ ad affiancare &uella a fibre ottic-e5. Iggi l%illusione viene prevalentemente esercitata attraverso un mezzo c-e non permette alcuna significativa interazione# la televisione. <omani verr$ esercitata con un mezzo c-e sul piano tecnologico sar$ molto pi2 potente" in grado di soddisfare esigenze pi2 complesse. 3%illusione dovr$ necessariamente essere pi2 sofisticata. Per ingannare le masse si dovr$ puntare sulla stessa capacit$ concessa loro d%interagire.

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La "u''$icit( de$ #er"ente ingannatore

<i ogni parola possiamo dire c-e esiste una &ualc-e corrispondenza" reale o virtuale. Fcco perc-(" astrattamente" nessuna parola in s( ! ;falsa;. 3e parole sono false &uando non corrispondono alla realt$" ma per poterlo dire bisogna prima intendersi sul concetto di ;realt$;. 1appiamo soltanto c-e la falsit$ pu' essere incidentale o voluta" cio! dovuta a ignoranza o malafede. +on si pu' sostenere c-e sono vere solo le parole di cui possiamo ;dimostrare; la corrispondenza alla realt$. +on esiste la possibilit$ di una dimostrazione del genere. F" se esiste" -a un valore mol to relativo" cio! circoscritto solo a determinate condizioni ambientali di spazio e di tempo. +on c%! nessun cartello stradale c-e non possa essere trasgredito sulla base di &ualc-e eccezione. +on c%! nessuna rilevazione statistica c-e non possa essere interpretata in maniera opposta. 1e io dicessi# sto scrivendo &ueste rig-e con una penna a sfera e non con una stilografica" potrei facilmente dimostrarlo. C-iun&ue" da solo" saprebbe farlo" anc-e osservando la scrittura degli altri. 7a in tal caso avremmo determinato una verit$ poverissima di contenuto" c-e non va a incidere minimamente sul significato dei nostri testi" c-e peraltro sarebbe identico usando &ualun&ue mezzo di scrittura. <un&ue" su certe forme di corrispondenza delle parole alla realt$ e viceversa" non val neppure la pena soffermarsi. +on sono &ueste forme empiric-e di verit$ c-e ci aiutano a cambiare la vita" anc-e se indubbiamente con una biro posso scrivere pi2 velocemente e senza timore di macc-iare il foglio o le dita. F con &uesto non voglio affatto dire c-e la penna a sfera sia stata un ;progresso; rispetto alla stilografica" poic-(" se andiamo a guardare l%impatto ambientale c-e -a la plastica di &ueste penne" dobbiamo invece pensare a un regresso" senza poi considerare c-e il costo economico finale di tale operazione di scrittura ! di molto aumentato da &uando abbiamo iniziato a usare le penne inventate dal giornalista ung-erese BMrN nel 1A,C.

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@uindi se io dicessi c-e una &ualun&ue parola ! pi2 vera di un%altra" subito mi si dovrebbero porre una serie di domande# in c-e senso= in rapporto a cosa= da &uale punto di vista= H solo rispondendo a &ueste domande c-e posso dimostrare 4ma sarebbe meglio dire ;mostrare;5 &uanto una parola sia pi2 vera di un%altra. Prendiamo p. es. la parola ;dio;. ?li atei ritengono c-e non abbia alcun senso" in &uanto indimostrabile. Fppure" in nome di &uesta parola &uante storie e &uante guerre si sono fatte= &uante esistenze sono state cambiate= /na parola ! vera nella misura in cui ci si crede. Anc-e nei confronti dell%ippogrifo o del minotauro possiamo dire c-e non sono mai esistiti" eppure essi -anno fatto sognare gli uomini e le donne del passato" li -anno fatti divertire" incuriosire# anc-e oggi ascoltiamo volentieri i loro miti" c-e ci inducono a fare riflessioni su &uelle lontane epoc-e. Ci piace pensare c-e" anc-e se sono frutto di fantasia" potrebbero essere stati veri. 3%essere umano -a un modo di ragionare unico nel suo genere" in &uanto ! disposto a credere in &ualun&ue cosa" anc-e in &uelle c-e non si vedono" non si sentono" non si possono toccare. >ien &uasi da pensare c-e non sia stato l%uomo ad avere inventato il linguaggio" ma il contrario. +oi siamo determinati" anzi immersi in un linguaggio c-e ci precede nel tempo e ci sovrasta con la sua infinita possibilit$ di sensi e di significati" espressi in un altrettanto infinit$ di segni e di simboli. Il linguaggio ! la forma pi2 espressiva dell%universo" e la sua grandezza sta proprio nel fatto c-e si rinnova di continuo. 1e c%! una cosa c-e non pu' essere definita in maniera c-iara e univoca ! proprio l%espressione linguistica degli umani. 3a sua bellezza sta proprio nell%ambiguit$" la cui evidenza ! in fondo soltanto un atto di fede. /na cosa ci appare vera solo se ci crediamo. +on ! la ;dimostrazione; c-e ci fa credere nella verit$ di una cosa" ma il modo come essa si mostra. @uanti divieti sono pi2 efficaci se non si pongono in maniera tassativa" senza possibilit$ di discussione= Fcco perc-(" in definitiva" le parole in s( non contano# conta di pi2 il modo in cui vengono dette. 1aremmo per' degli ingenui se continuassimo a ritenere vere &uelle parole c-e ci -anno incantato per il modo con cui sono state dette" &uando sappiamo benissimo c-e il loro contenuto ! falso. 1ia-

mo stanc-i di credere nel serpente tentatore e nella sua continua pubblicit$.

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I$ "rinci"e in te$evi#ione

/na &ualun&ue rivoluzione oggi si fa attraverso la televisione. /n &ualun&ue successo elettorale deve necessariamente passare per &uesto mezzo di diffusione di massa" estremamente facile da utilizzare. C-i usa solo il Leb si condanna a rivolgersi soltanto alla parte pi2 acculturata delle masse. @uando si usa la televisione" sarebbe bene avere un netLorD in proprio" da poter utilizzare in &ualun&ue maniera e in &ualun&ue momento" anc-e se resta comun&ue sufficiente avere i mezzi con cui ac&uistare gli spazi necessari in cui essere presenti. @uesti mezzi possono essere c-iaramente economici" l$ dove le reti televisive sono solo private" oppure" se pubblic-e" possono essere politici 4imposti alla tv dal parlamento" ovvero concordati tra politici e giornalisti5. Bisogna inoltre conoscere perfettamente tutte le tecnic-e persuasive c-e si possono utilizzare con &uesto mezzo. P. es. occorre avere un%ottima memoria# in televisione ! meglio non leggere" ma guardare verso la telecamera" dando l%impressione di cercare un rapporto diretto col telespettatore. Indicativamente ! meglio evitare la lettura del cosiddetto ;gobbo;" a meno c-e non lo si sappia fare in maniera eccellente" cio! fingendo di poterne fare a meno. 3a tv comun&ue -a tempi cos9 stringenti ed esigenze tecnic-e e comunicative cos9 rigorose c-e ! difficile pensare a un politico senza un suggeritore esterno. 3e parole da usare non devono essere difficili da capire" perc-( l%utente non -a la possibilit$ di c-iedere c-iarimenti. +on necessariamente si ottiene consenso perc-( si dicono cose vere. 1pesso ! sufficiente dire cose c-e appaiono soltanto formalmente convincenti. 3%utente televisivo" a riguardo" non ! una persona particolarmente esigente nel verificare la fondatezza delle affermazioni c-e ascolta8 anzi" non ! neppure detto c-e l%incoerenza tra &uanto il politico dice ! &uanto fa sia di per s( sufficiente a determinare il suo destino# mol to dipende da come egli si sa giustificare. 3%atteggiamento di c-i parla deve essere sereno" controllato" tran&uillo# non deve trasmettere ansia" ma sicurezza. Anc-e &uando si c-iedono enormi sacrifici" si deve infondere la convinzione c-e in

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virt2 di essi" in tempi ragionevoli" si potranno risolvere determinati problemi. Poic-( si vive in un sistema formalmente democratico" c-i vuol convincere le masse deve sottoporsi a confronti diretti con gli avversari o almeno coi giornalisti" c-e rappresentano la pubblica opinione. +on ! tanto importante avere subito una risposta pronta ad ogni domanda 4ci' infatti potrebbe far pensare a &ualcosa di artificioso5" &uanto piuttosto c-e non ci si vuole sottrarre ad alcuna domanda" anc-e a costo di non avere" in &uel momento" una risposta esauriente da dare. In televisione il fatto di apparire deboli" in talune circostanze" pu' essere usato a proprio vantaggio. <opo sessant%anni di tv l%utente ! in grado d%accorgersi &uando &ualcuno sta recitando una parte" non tanto perc-( sa c-e &uello c-e ascolta ! falso" &uanto perc-( sa distinguere le frasi di circostanza 4tipic-e p. es. dei portavoce dei politici5 da &uelle emotivamente sentite" c-e trasmettono empatia. Anc-e &uando il telespettatore fa finta di non accorgersi c-e il politico sta recitando" -a comun&ue bisogno d%essere aiutato in &uesta finzione" e il modo migliore" per un politico" ! &uello d%introdurre nel suo comportamento o nei suoi discorsi elementi di spontaneit$ e naturalezza" c-e possono andare da un sorriso al vedere un proprio imitatore a una battuta ironica o spiritosa. /n politico troppo serio stanca prima" anc-e se ! onesto ed efficiente. Poic-( inoltre si risc-ia c-e una continua presenza in televisione appaia eccessiva" fastidiosa" persino noiosa" ! bene non censurare gli aspetti ameni della propria personalit$" le vicende buffe" ridicole" c-e sono casualmente capitate nell%esercizio del proprio potere# &uesto serve a umanizzare il politico" ad attenuare &uella inevitabile tensione o fastidio c-e sorge &uando in tv si parla troppo di politica o di argomenti impegnativi o &uando il politico ! troppo presente. Anzi" di tanto in tanto" egli dovrebbe assentarsi del tutto. In televisione" generalmente" andrebbe evitato tutto ci' c-e pone l%utente in una condizione di fruitore meramente passivo di ci' c-e vede e ascolta" proprio perc-( ! il mezzo comunicativo in s( c-e gi$ lo mette in &uesta situazione. 3a tv non ! il Leb. @uando un politico o un giornalista sostiene verit$ c-e per lui sono indiscutibili" produce &uesto effetto di passivit$. +on dobbiamo dimenticare c-e la tv -a sostituito le adunate oceanic-e e as-

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solutamente esaltanti organizzate dalle dittature nazi-fasciste. Iggi la democrazia non -a bisogno di figure cos9 incredibilmente carismatic-e" anc-e se nessun politico pu' pensare di ottenere un consenso di massa servendosi unicamente del mezzo televisivo o della rete# agli elettori bisogna dare periodicamente la soddisfazione di un contatto diretto. In particolare la passivit$ si trasforma in assoluto fastidio &uando il giornalista non ! capace d%impedire ai politici di parlarsi addosso" cio! senza ascoltarsi. 6ale incapacit$ ! spesso dovuta al fatto c-e nella televisione di stato i giornalisti sono tenuti sotto controllo dalla politica dei partiti" per cui sono facilmente ricattabili. H comun&ue fuori discussione c-e se un politico" &uando parla" tende a imporsi sul proprio interlocutore" o &uando tra due rivali la comunicazione diventa un solilo&uio" un dialogo tra sordi" o &uando" peggio ancora" si finisce con l%insultarsi o con lo scendere sul personale" nel battibecco da bar o da osteria" e il giornalista non sa svolgere il suo ruolo di moderatore" sia perc-( non ne -a le capacit$" sia perc-( tende a parteggiare per uno dei due contendenti" il risultato finale" spesso anc-e solo a causa di una di &ueste cose" sar$ il passaggio ad altro canale televisivo" e in tal caso l%utente non smetter$ mai di ringraziare &uel genio dell%elettronica c-e gli -a messo in mano uno strumento abbastanza efficace per prendere una decisione# il telecomando" il cui tasto fondamentale" &uando lo zapping ci induce a credere c-e la democrazia televisiva sia una gigantesca truffa" ! a tutti ben noto.

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Le in%o vecc)ie e nuove

3e informazioni c-e vengono date dai media 4specie la tv5 relativamente ai fatti del mondo" &uando non sono manipolate per scopi eversivi" sono in genere fini a se stesse" cio! del tutto inutili. I media fanno a gara a c-i offre pi2 neLs nella forma migliore" ma il risultato ! c-e l%utilizzo di &ueste informazioni risulta inversamente proporzionale alla loro &uantit$. /n%informazione -a senso solo &uando permette una &ualc-e forma d%interazione. 1e si descrive un problema bisogna anc-e proporre un modo per risolverlo" altrimenti si induce assuefazione e l%utente diventa indifferente alle cose" anc-e a &uelle pi2 tragic-e. 6roppa informazione risc-ia di sc-iacciare la responsabilit$ dell%individuo. I media" infatti" pur rivolgendosi a milioni di utenti" in realt$ producono informazione solo per i singoli individui" poic-( l$ dove manca una &ualsivoglia forma di compartecipazione alla gestione della neLs" l9 sicuramente c%! isolamento e &uindi senso d%impotenza. Il Leb" in tal senso" sembra costituire" al momento" una valida alternativa alla televisione e ai media unidirezionali classici. Il Leb permette alcune cose molto importanti# 1. la possibilit$ di ottenere informazioni personalizzate" utili alla propria attivit$ e ai propri interessi8 2. sulle informazioni ottenute ! possibile una &ualc-e forma d%interazione" al punto c-e le informazioni inizialmente ricevute possono subire sostanziali modific-e8 ,. il ricevente pu' a sua volta diventare emittente" creando una sorta di circolo virtuoso dell%informazione virtuale8 4. pi2 utenti destinatari di analog-e informazioni possono decidere di organizzarsi e di fare &ualcosa attorno alle informazioni ricevute8 . la &ualit$" la veridicit$" il riscontro delle neLs pu' essere verificato in tempo reale. +aturalmente bisogna fare attenzione a non ricadere negli stessi errori dei media classici. Il Leb infatti" pi2 ancora della tv" si

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presta a offrire una &uantit$ incredibile di informazioni" difficilmente gestibili. @uando si comincia ad arc-iviare le neLs ricevute" senza neppure leggerle" convinti di poterlo fare in un secondo momento" si sta gi$ trasformando il Leb in uno strumento inutile. 3a comunicazione offerta dal Leb ! al momento molto pi2 democratica di &uella offerta dai media gestiti dal capitale 4radio" tv" giornali ecc.5" per la semplice ragione c-e la sua nascita ! stata spontanea e la sua gestione non -a ancora dei centri direzionali univoci" in &uanto la grande impresa solo da tempi relativamente recenti si sta interessando a &uesta forma di interazione-utente. 3a comunicazione dei media tradizionali ! oggi tanto pi2 universale &uanto pi2 vuota e standardizzata. H un%informazione uniforme" omogenea agli standard comunicativi voluti dal grande capitale. Come tale" essa ! &uasi totalmente priva di contenuti utili ad affrontare e risolvere i problemi tipici delle societ$ borg-esi avanzate. Il valore di &uesta informazione ! pari a &uello delle preg-iere per le mummie egiziane. +on solo infatti ! un%informazionec-iacc-iera - direbbe Eeidegger -" ma ! anc-e un%informazione il cui contenuto prevalente" pi2 o meno masc-erato" ! sempre di tipo commerciale. Anc-e &uando l%informazione non vende nulla di specifico" essa vende come minimo se stessa. Per &uanto prevalentemente interessati alle vicende del nostro Paese" come se fossimo al centro dell%universo" i media tradizionali ci -anno dato un%ampia conoscenza di situazioni e realt$ lontanissime dal nostro &uotidiano e ci -anno indotti a credere c-e" pur non potendo noi risolvere nessuno dei grandi problemi c-e affliggono l%umanit$" avrebbero tuttavia potuto farlo i nostri rappresentanti politici" c-e sicuramente dispongono di mezzi di molto superiori a &uelli del comune cittadino. Il crollo di &uesta illusione -a certamente contribuito alla veloce diffusione della rete" c-e ! la possibilit$ d%interagire direttamente con &ualun&ue persona del mondo. 6uttavia ora non dobbiamo risc-iare di non aver niente d%importante da dirci. I$ g$o'a$i#mo de$$*in%ormazione

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?li utenti Leb pretendono di sentirsi parte del villaggio globale solo perc-( la navigazione -a virtualmente ridotto a zero le distanze. In realt$ le -a accentuate. F per una serie di ragioni# 1. i fruitori della rete sono prevalentemente concentrati nelle aree pi2 sviluppate del pianeta e con la rete -anno aumentato le loro possibilit$" aumentando nel contempo le distanze nei confronti di c-i vive nelle aree meno sviluppate8 2. una sicura integrazione delle differenze" dovute a culture" religioni" etnie..." implica un processo reale di confronto diretto" reciproco" c-e di virtuale -a ben poco" e in ogni caso o il virtuale si pone al servizio di &uesto processo o non serve c-e a confermare l%esistente8 ,. le grandi -olding finanziarie e le multinazionali -anno un concetto di ;globalit$; finalizzato unicamente alla valorizzazione dei capitali" per cui l%antiglobalismo ! forse la strada migliore per realizzare il concetto di ;villaggio globale;8 4. gli uomini possono sentirsi cosmopoliti in virt2 di una filosofia di vita o anc-e solo per una semplice predisposizione interiore 4indotta p. es. da un%esistenza vissuta secondo natura5" senza per &uesto aver bisogno di conferme supplementari sul piano dei mezzi telematici. I $imiti de$$*attivit( in%ormatica 3a fatica c-e si fa per impadronirsi della tecnologia relativa all%uso del computer ! sempre sproporzionata rispetto ai risultati c-e si ottengono" poic-( &uesti riguardano prevalentemente la sfera intellettuale" non l%interezza dell%essere umano. 3%attivit$ di tipo informatico lega l%uomo alla macc-ina in un rapporto piuttosto esclusivo" unilaterale" individualistico. 3%uomo si sforza mentalmente di apprendere determinate azioni" c-e a loro volta rimandano ad altre azioni correlate per analogia. In altre parole l%attivit$ informatica risc-ia di presentarsi come una sorta di circolo vizioso" in &uanto non riesce a far sviluppare l%uomo nella sua complessit$ interiore. 3e capacit$ relazionali di un informatico sono in sostanza non pi2 sviluppate di &uelle di un drogato continuamente alla ricerca della propria dose. Il drogato

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vuole essere amico di tutti se tutti" sono disposti a giustificarlo nella sua dipendenza. 3%informatica sviluppa la ragione ma atrofizza i sentimenti. 1viluppa la mente ma riduce lo spirito. @uesto limite pu' essere pericoloso" poic-( la notevole potenza dei mezzi informatici risc-ia di essere gestita da persone con scarso senso del bene comune. Con l%informatica e ancora pi2 con la telematica" la scienza diventa autoreferenziale e in nome del progresso scientifico" delle conoscenze &uantitative" gerarc-icamente organizzate" finisce col produrre solo disastri" in &uanto inibisce lo sviluppo di altre forme di creativit$ e di socializzazione" c-e sono specific-e dell%uomo. 3%informatica offre la possibilit$ di un controllo razionale della realt$" ma la realt$ non pu' essere tenuta sotto controllo solo in modo razionale. Ci sono altri aspetti non meno importanti" preposti alla vivibilit$ del reale# l%amore" l%amicizia" l%altruismo" l%emotivit$... fino alle espressioni artistic-e e poetic-e. 3%informatica risc-ia di produrre dei soggetti amorfi sul piano dei sentimenti umani e della morale privata e pubblica" delle persone scarsamente impegnate sul piano sociale e politico" e sostanzialmente degli individui capaci solo di prendere decisioni di tipo tecnico. Affidare a persone cos9 ;precarie; sul piano umano la gestione di mezzi cos9 potenti" pu' risultare pericoloso. 3a scarsa dimestic-ezza con le contraddizioni della vita reale pu' portare a compiere delle scelte assolutamente arbitrarie" c-e ovviamente il potere politico ed economico giustific-er$ in nome della complessit$ delle cose. In nome di una complessit$ astratta si possono arrivare a fraintendere totalmente le esigenze" anc-e minime" della vita reale" la &uale ! sempre caratterizzata da contraddizioni c-e sono frutto della libert$ umana e c-e &uindi sfuggono inevitabilmente a interpretazioni di tipo informatico" c-e per &uanto complesse siano" sono sempre sc-ematic-e. Insomma" se l%individuo -a dei problemi personali nel modo di rapportarsi agli altri" pu' anc-e sublimare tale -andicap attraverso l%informatica" ma se le soddisfazioni c-e trova non -anno un feedbacD positivo a livello di rapporti sociali" cio! se non si evita con cura di confondere i ;fini; coi ;mezzi;" il risultato del processo sar$ inevitabilmente molto illusorio.

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L*u#o de$$*in%ormazione encic$o"edica Irmai l%informazione ! cos9 vasta e completa c-e per verificare le capacit$ di apprendimento di un individuo ! preferibile sottoporlo a dei test di tipo maieutico. 3%individuo 4p.es. un candidato a &ualcosa" ma anc-e un semplice studente delle 1uperiori o dell%/niversit$5 dovrebbe tirar fuori dalla propria esperienza o sensibilit$" e non dalle proprie conoscenze pregresse" la risposta a un determinato &uesito. Cio! un &ualun&ue esaminatore dovrebbe c-iedersi# di fronte a un determinato problema o enunciato o ipotesi di soluzione" di cui si possono facilmente avere a disposizione" in tempi relativamente brevi" una &uantit$ notevole d%informazioni" &uali considerazioni di tipo personale riesce a fare il candidato= @uest%ultimo non dovrebbe fare uno sforzo di memoria nozionistica" bens9 dovrebbe cimentarsi in una sorta di rielaborazione personale sulla base di materiali informativi facilmente reperibili" di testimonianze inerenti a un determinato problema" di esempi dal contenuto analogo ecc. <al punto di vista del contenuto noi abbiamo gi$ tutto# &uello c-e ci serve ! l%abilit$ a ottenerlo e" fatto &uesto" la capacit$ a rie laborarlo in maniera utile" efficace# il c-e non significa c-e la riela borazione dev%essere per forza originale o inedita. +on ci viene c-iesto di essere dei geni" ma solo delle persone concrete c-e ragionano con la loro testa. Il sapere" con il Leb e la multimedialit$" ! diventato patrimonio di tutti" almeno in occidente# non -a pi2 senso tenere in piedi un rapporto asimmetrico tra c-i sa e c-i non sa" basato sulla scarsa diffusione del sapere" sulla riservatezza della conoscenza" sulla inaccessibilit$ delle fonti... Il problema pi2 difficile da risolvere ! &uello di come mettere a frutto &uesta mole sterminata di dati conoscitivi. Insomma" ! assai meglio simulare una sorta di situazione particolare e vedere come il candidato se la cava" piuttosto c-e c-iedergli di ripetere cose standardizzate. 1e vogliamo esercitarlo alla memoria ! sufficiente fargli fare cose in cui la memoria ! d%obbligo# p.es. imparare il copione di una rappresentazione teatrale o recitare dei versi o cantare una canzone. Il tutto in maniera molto creativa. 3a ripetizione mnemonica pu' far

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parte solo di un eserciziario specifico" non pu' pi2 essere la regola con cui verificare l%apprendimento. Scrittura& motori di ricerca e #a"ere encic$o"edico 3a scrittura ! un effetto della ;civilt$; in senso lato 4c-e nello specifico -a prodotto anc-e il nostro sistema di vita5 e scomparir$ &uando non solo il nostro sistema ma anc-e il concetto in s( di ;civilt$; saranno completamente trasformati. 1i dovr$ arrivare al punto in cui la scrittura non verr$ avvertita come esigenza vitale" cio! come &ualcosa c-e serve per tenere in piedi un determinato sistema sociale o per combatterlo. Al massimo la scrittura potr$ sussistere come forma artistica di libera comunicazione" ma sar$ certamente molto diversa da &uella attuale" c-e di artistico sembra avere molto poco. ?i$ oggi la scrittura" anc-e &uando si vuole porre in essere &ualcosa di alternativo rispetto al sistema dominante" -a un valore molto limitato" tant%! c-e consideriamo il mezzo audiovisivo assai pi2 efficace# la politica si fa in televisione" al massimo nel Leb" certamente non nei programmi scritti. 3a mistificazione passa attraverso la propria faccia" le proprie parole e non tanto attraverso la propria scrittura. 1i ! convinti c-e il modo migliore di convincere l%interlocutore sia &uello di guardarlo negli occ-i attraverso una telecamera" parlando molto tran&uillamente. C-i" da sinistra" vuole sovvertire il sistema non -a ancora capito &uesta trasformazione e continua ad affidarsi alla scrittura. C-i vuole avere informazioni pi2 precise si rivolge ancora alla carta stampata 4destinata a scomparire se fosse privata dei finanziamenti pubblici5 e ora anc-e alle reti telematic-e. Iggi ! l%idea stessa di ;enciclopedia del sapere; c-e dobbiamo superare. H l%illusione di poter trovare all%interno di testi scritti una risposta a tutte le nostre domande. @uest%illusione" da &uando sono nati i motori di ricerca" di natura generalista" a disposizione gratuita di tutti" ! enormemente accresciuta. Il sapere universale" a portata di mano" su &ualun&ue argomento ci offre l%illusione di poter risolvere &ualun&ue nostro problema.

Anzi l%illusione sarebbe ancora maggiore se i motori fossero specializzati su argomenti specifici" in modo tale da ridurre al minimo il tempo della ricerca. 3%illusione raggiungerebbe addirittura l%apice se" in luogo di tanti testi mirati" ottenuti durante la ricerca" non se ne ottenesse neanc-e uno" ma solo la possibilit$ di interlo&uire con una persona specializzata in un determinato settore" ponendole una domanda precisa. 1olo &uesta persona" debitamente pagata dalla collettivit$" dovrebbe avere accesso alla mole sterminata d%informazioni" mentre noi" c-e non vogliamo perdere neanc-e un minuto a ricercare le cose su migliaia e migliaia di documenti" penderemmo dalle sue labbra" dai suoi responsi" come se fosse un oracolo" una sibilla" un sacerdote del sapere universale. C%illuderemmo al massimo grado dei benefici c-e ci potrebbe dare un%interazione a distanza" c-e potrebbe anc-e essere a pagamento. Infatti c-i vuole una risposta efficace a un proprio &uesito" se davvero gli sta a cuore averla" dovrebbe essere disposto a sborsare &ualcosa" altrimenti la sua ! solo una curiosit$ fine a se stessa" vuota e intellettualistica. 3%illusione del sapere universale e specializzato nello stesso momento ! appunto &uella di c-i pensa di poter ottenere" in &ualun&ue momento" un%efficace risposta ai propri dubbi o problemi" da parte di c-i gli ! emotivamente estraneo" non avendolo mai visto n( conosciuto" non sapendo nulla del suo pregresso e c-e" nonostante &uesto" si sente autorizzato a c-iedergli d%essere pagato" perc-( appunto pu' dimostrare di possedere una conoscenza universale e approfondita" come i sofisti al tempo di Pericle" c-e garantivano il successo del loro sapere impartito dietro compenso. +aro$e e %atti 3e parole c-e non corrispondono ai fatti sono destinate a invecc-iare precocemente" ma &uelle c-e pretendono di corrispondervi perfettamente" se non invecc-iano" sono pericolose. 7eglio l%inutilit$ alla follia# fa meno danni. 7eglio un filosofo c-e cammina sollevato da terra c-e un politico intenzionato a trasformare il mondo secondo la propria ideologia. @uando nei vangeli si diceva c-e il sabato ! fatto per l%uomo e non viceversa" si predicava la fine di un primato ideologico" di

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un%astrazione in virt2 della &uale si pretendeva di stabilire la differenza tra bene e male. 1e" per essere democratici" occorre concedere il primato all%essere umano" bisognerebbe sapere c-e di &uesto essere non si pu' dare alcuna definizione. 3%essere umano ! infatti caratterizzato da bisogni c-e cambiano di continuo" e dalla libert di coscienza" c-e ! inafferrabile. 3%essere umano ! l%insieme dei rapporti sociali c-e vive" la risultanza" sempre mutevole" di &uesti rapporti. F in &uesti rapporti la cosa pi2 importante di tutte ! la coscienza" cio! la possibilit$ di scegliere liberamente la soluzione migliore ai problemi c-e si affrontano. Fcco" la differenza tra una posizione ideologica e una umanistica sta appunto nel fatto c-e la prima non agisce finc-( non trova la soluzione migliore" oppure agisce senza tener conto della realt$ 4come p.es. in tutti i casi di terrorismo5. /na posizione umanistica o democratica ! invece flessibile" in &uanto prende in considerazione non solo i bisogni ma anc-e i condizionamenti c-e limitano la possibilit$ di risolverli. 1pesso politicamente i filosofi non valgono nulla" poic-( ai piccoli passi preferiscono &uelli grandi" sicc-( o non s%impegnano affatto in politica" oppure lo fanno da fanatici" non avendo il polso della situazione. 1olo i popoli fanno le rivoluzioni c-e cambiano la storia# i rivoluzionari devono soltanto preparare il momento in cui la miccia andr$ accesa.

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,ia$ogo con +ao$o Manze$$i


Uti$it( ed e%%icacia de$$e nuove cono#cenze -

Caro Paolo 7anzelli" devo ammettere c-e le tue risposte sono particolarmente stimolanti e ringrazio il sito ;lascuolaO; per avermi dato l%opportunit$ di discutere con un docente del tuo livello. 6u dici# I nuovi strumenti di scrittura e comunicazione non rendono necessariamente vecc-i i precedenti. 3%ipertesto rispetto al libro permette d%essere strutturato a vari livelli cognitivi 4dal semplice al complesso5 e permette molte strategie di lettura trasversali .... 3%ipertesto permette potenzialmente una maggior libert$ e di lettura e di realizzazione d%una interazione tra autore" lettore ed editore... Certo" se consideriamo la rete come un megaipertesto ! esattamente come dici tu. 7a gli ipertesti didattici lo sono veramente= e fino a c-e punto= /mberto Fco dice c-e ;gli ipertesti rendono obsoleti manuali ed enciclopedie" in &uanto consentono l%accesso non lineare all%informazione" e il vero e proprio miracolo ! rappresentato dai riferimenti incrociati;. 3%ipertesto serve sicuramente a c-i lo produce" essendo un modo diverso di apprendere e sistemare le nozioni" ma serve davvero all%utenza= I suoi limiti essenziali mi paiono i seguenti e vorrei c-e tu ti esprimessi# 1. non pu' assolutamente essere usato per presentare un argomento in maniera approfondita8 2. il fatto di permettere di andare alla ;fine; senza aver svolto tutti i passaggi" non ! pedagogicamente valido per uno studente8

Riflessioni tratte da una discussione in una mailing list di docenti nel 1AA0.

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,. leggere un ipertesto con gli attuali monitor ! praticamente impossibile# dopo poc-i minuti cedi. +ei confronti dei monitor i progressi sono stati irrilevanti rispetto ad altri componenti -ardLare. Anzi" con l%introduzione del colore" rispetto alle 1. definizioni di grigio" la situazione" in un certo senso" ! peggiorata" poic-( ci si stanca molto pi2 di prima. 4. 3%ipertesto pu' essere usato solo in momenti occasionali" come &uando si consultano <izionari" Fnciclopedie... 6u c-e sei uno scienziato e c-e t%interessi del nostro brain" perc-( non ci parli delle malattie indotte dall%uso 4smodato o anc-e solo normale5 del pc= F &uesto senza considerare 4&ui sto gi$ aprendo un altro discorso5 c-e il tempo c-e si passa davanti al pc ! tutto tempo sottratto alla lettura dei libri e alla riflessione critica sugli stessi" nonc-( ovviamente alla necessit$ di avere rapporti ;reali; con le persone e" se vogliamo" anc-e con noi stessi. 6u dici c-e l%informazione" di per se stessa" non diviene apprendimento8 il passaggio tra memoria a breve e a lungo termine" c-e determina l%apprendimento" non ! istantaneo e presuppone l%integrazione delle funzioni cerebrali. ;3%integrazione delle funzioni cerebrali; ! davvero una bella espressione scientifica. 7a come potr$ avvenire ci' senza risc-iare di cadere nella tentazione di trasformare la telematica in una nuova sostanza stupefacente= 6u dici c-e l%informazione e la memoria a breve conducono il sistema cerebrale a processi di saturazione. 6i rendi conto c-e a &uesti livelli i 6?" prima o poi 4nei giovani ! gi$ cos95" indurranno un atteggiamento del tutto analogo a &uello indotto dagli 1PI6" cio! &uello di cambiare canaleP +oi occidentali purtroppo" come il re 7ida" tutto &uello c-e tocc-iamo lo trasformiamo in un eccesso" in un%occasione per esagerare" sia l%oggetto di &uesto estremo il denaro" il potere o altre forme di libido. Ira" con la telematica" siamo agli inizi e per il momento ci sembra tutto oD" ma &uanto durer$= F &uanto senso di responsabilit$ dovremo avere &uando cominceranno a farsi sentire gli effetti negativi di &uesta incredibile transizione tecnologica= 43a vogliamo paragonare a &uella dell%auto rispetto al cavallo=5.

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7ancandoci il senso della misura" incapaci come siamo di usare ogni cosa senza privilegiare alcunc-( 4pensa solo al primato assoluto concesso al petrolio8 e domandi al plutonio=5" cosa ci potr$ accadere se improvvisamente dovessimo trovarci senza la nostra ;dose &uotidiana;= C-i di noi s%! mai imposto di non toccare il pc per tre mesi 4facciamo uno=5" tanto per vedere se" volendo" potremmo sentirci noi stessi anc-e in sua assenza... 4sempre c-e il concetto di ;noi stessi; sia facilmente definibile...# la vita s%! talmente frantumata c-e diventano opinabili persino delle parole molto semplici5. 7i piace sentirti dire...# la scienza -a accettato la separazione tra osservato e osservatore" non domandandosi &uale fosse n( come funzionasse il sistema di elaborazione dell%informazione c-e il cervello realizza nel costruire le immagini c-e vediamo" i suoni c-e sentiamo... Infatti la scienza stessa s%! concepita come separata dalla natura e dalla realt$ sociale# la scienza galileiana e baconiana ! nata ponendosi il problema di come dominare la natura e i rapporti umani. 7i c-iedo se il concetto di ;dominio; doveva per forza essere strettamente correlato con la nascita della scienza o non ci poteva essere un%alternativa. 3%alternativa attuale secondo te ! &uella di iniziare una metodologia scientifica di attenzione &uantitativa al mondo esterno" c-e -a reso ancor pi2 un mistero l%uomo stesso e &uindi le modalit$ di pensiero e di espressione" l%evoluzione della sua mente" cos9 come il funzionamento del suo cervello. @uanto sopra ! un inizio. F perc-( invece non prestare maggiore attenzione &ualitativa al mondo interno" interiore dell%uomo= H forse scientifico solo ci' c-e ! sperimentabile= 3%umanit$ dell%essere umano ! sperimentabile= 1e s9" i mezzi tecnologici c-e stiamo usando e c-e stanno diventando sempre pi2 sofisticati" siamo sicuri c-e siano i pi2 idonei= I il nostro profondo coinvolgimento col loro sviluppo alla fine ci porter$ soltanto alla conclusione c-e si potevano scegliere mezzi migliori= Purtroppo la scienza occidentale" essendo nata in antagonismo nei confronti della natura" ci permette di accorgerci dei suoi propri limiti solo dopo c-e li -a oltrepassati. Anc-e /lisse pag' la sua curiosit$ varcando le colonne d%Frcole" ma nella mitologia lo fece solo lui" per fortuna8 normalmente i limiti si vedevano e veniva-

no rispettati. Anc-e se proprio per volerli varcare abbiamo scoperto e" guarda caso" con&uistato l%America. Il bello ! c-e pi2 andiamo avanti col progresso tecno-scientifico" pi2 diventa difficile porre un riparo agli effetti negativi c-e tale processo determina. +oi ci illudiamo di poter risolvere la crisi di un certo livello tecnologico realizzandone uno ancora pi2 elevato" convinti c-e &uesto processo sia infinito. F non riusciamo mai a porci la domanda se non sia pi2 scientifico essere pi2 naturali. Irmai non siamo neanc-e pi2 capaci di stabilire una differenza tra ;culturale; e ;naturale;# preferiamo dire c-e &uesto era un falso problema di Rousseau. 6utto ! diventato incredibilmente artificiale. H forse naturale il fatto c-e attraverso la rete ci sentiamo cos9 vicini noi c-e siamo cos9 lontani" &uando sentiamo cos9 lontani i nostri vicini di casa= 1olo &uando vediamo gli Indios dell%Amazzonia ci prende un vago sentore di &uali rapporti umani naturali abbiamo col tempo perduto. 6i ricordi &uella bellissima descrizione c-e Colombo fece appena approdato in &uell%isola c-e ribattezz' subito 1an 1alvador" allorc-( gli si pararono di fronte gli indiani 3uca*o= ;H un popolo affettuoso" privo di avidit$ e duttile" e assicuro le >ostre Altezze c-e al mondo non c%! gente o terra migliore di &ueste. Amano il prossimo come se stessi e -anno le voci pi2 dolci e delicate del mondo" e sono sempre sorridenti... nei contatti con gli altri -anno ottimi costumi;. Fppure dopo poc-e settimane aveva gi$ intenzione di derubarli e sc-iavizzarli" e proprio in nome del progresso scientifico" culturale e religiosoP <immi te se non -anno ragione i latinamericani pi2 consapevoli &uando dicevano nel 1AA2# ; 00 anni bastano;= C-i avr$ il coraggio di dir loro c-e le civilt$ sono millenarie= Q /no dei problemi c-e Fco" secondo me" non si pone ! il seguente# la memoria c-e un tempo veniva coltivata con la parola scritta e oggi coi C<-Rom -a la stessa funzione della memoria c-e millenni fa si coltivava con la trasmissione orale=

In altre parole# oggi abbiamo bisogno di mezzi potentissimi per memorizzare l%immane conoscenza accumulata nel corso dei secoli" ma ! davvero &uesta la memoria di cui abbiamo bisogno per sentirci ;vivi;= @uando la trasmissione della memoria era solo orale" c%erano poc-e nozioni oppure ce n%erano a sufficienza per essere ;vitali;= 3a realizzazione di s( dipende veramente dalla possibilit$ di accedere in poco tempo a una &uantit$ infinita di conoscenze= +on stiamo forse risc-iando un neo-illuminismo cibernetico= 1e le conoscenze di cui disponiamo non -anno virtualmente limiti" come potremo sapere con sicurezza &uando avremo trovato &uelle indispensabili per l%autorealizzazione= /na volta gli esseri umani conoscevano di meno ed erano pi2 felici perc-( ingenui= H veramente cos9= +oi invece siamo pi2 felici perc-( possiamo sapere subito ci' c-e ci serve= H davvero cosi= F soprattutto# siamo davvero sicuri c-e le conoscenze di cui possiamo disporre siano di per s( sufficienti a garantire una loro applicazione e" in particolare" una loro applicazione positiva= +on risc-iamo forse di veder aumentare lo stress &uando di fronte a tante possibilit$ cognitive 4virtuali5" l%esperienza pratica rimane priva di risorse adeguate" cio! senza un reale potere di gestione della conoscenza= In una parola" la memoria ! una facolt$ meramente tecnica o ! una &ualit$ dello spirito= H un fenomeno c-e riguarda il mero apprendimento individuale o ! il principale deposito delle esperienze vitali di una collettivit$= Possono l%informatica" la cibernetica" la telematica... aiutarci a recuperare" in maniera reale e non virtuale" il senso di una collettivit$ perduta= 6u dici# certo ! c-e deve essere eliminata &uanto prima la passivit$ di un sistema di informazione privo di dialogo" c-e ci priva tra l%altro di una reale democrazia culturale. 3e reti" almeno spero" possono servire a cambiare il sistema verticistico dell%informazione dei mass-media tradizionali e della educazione illuminista o cattedratica" e possono aiutarci a generare un sistema orizzontale e interattivo d%informazione" c-e riporti in termini moderni l%umanit$ alla forma del dialo-

go e di partecipazione attiva e di ricerca e sviluppo. Certo possono viceversa aumentare la torre di Babele dell%informazione occasionale e nozionistica o un sistema forzato di reclamizzazione. Ci' si pu' evitare se la scuola e la societ$ tutta vorr$ agire per modificare il sistema informativo e renderlo interattivo. @ualcuno comun&ue bisogna c-e cominci. Caro Paolo" secondo me ti sei fatto capire benissimo" al punto c-e condivido le tue osservazioni al 100K. Ira per' vorrei aggiungere c-e Fco non si preoccupa di vedere i libri surclassati dagli ipertesti. Fgli ! anzi convinto c-e i libri dureranno in eterno" in &uanto -anno &ualit$ tecnic-e c-e nessun ipertesto potr$ mai possedere. Con tutto ci' egli non ! affatto contrario allo sviluppo degli ipertesti" anzi ne ! entusiasta 4il suo sul 1eicento non ! niente male5. 6uttavia io mi c-iedo# il crescente analfabetismo culturale cui stiamo andando incontro potr$ davvero trovare un ostacolo nello sviluppo degli ipertesti= Come pu' un semplice mutamento di forma nell%ac&uisizione di conoscenze comportare un%inversione di tendenza cos9 importante= Iggi abbiamo a c-e fare con tantissime persone c-e" pur sapendo leggere e scrivere" si trovano" al cospetto della complessit$ della nostra societ$" sullo stesso piano degli analfabeti nel 7edioevo. Anzi" mentre &uelli" nonostante il loro analfabetismo" avevano un bacDground culturale abbastanza omogeneo in cui potevano" bene o male" riconoscersi" oggi invece i moderni analfabeti -anno come retroterra culturale il primato incontrastato del dio &uattrino e una vita incredibilmente frantumata sia nell%esperienza &uotidiana c-e nell%ac&uisizione stessa del sapere. /n telegiornale c-e mette continuamente sullo stesso piano notizie del tutto futili con altre di una gravit$ eccezionale" come minimo produce# 1. relativismo dei valori 2. disinteresse per la vita reale ,. curiosit$ da salotto 4. assuefazione a &ualun&ue notizia.

1e a una &ualun&ue persona di cultura media" c-e si limiti ad ascoltare solo il 6? per avere delle informazioni sul mondo" avessimo c-iesto" durante &uel martellamento di notizie c-e abbiamo avuto durante la guerra nella eJ-Rugoslavia" di c-e religione sono i serbi o dove ! situata la 1lovenia o &ual ! la citt$ pi2 importante della Bosnia - siamo sicuri c-e ci avrebbe risposto correttamente= Cio! siamo sicuri c-e l%informazione veicolata dalle immagini faccia pi2 presa sul nostro cervello= I non ! forse vero c-e sono soltanto le immagini c-e fanno presa= F c-e l%informazione in realt$ ! tutta e sempre finalizzata a una determinata interpretazione delle immagini= Allora mi c-iedo# in una situazione del genere la cultura multimediale e ipertestuale c-e valore pu' avere= +on stiamo risc-iando di perdere del tempo prezioso= +on dobbiamo forse rimettere in discussione" in via preliminare" le modalit$ con cui un%esperienza si fa cultura= In una parola# Fco non sta facendo una gran confusione tra ;Cultura; e ;+ozioni;= /n aumento incredibile di nozioni ipertestuali e multimediali 4come oggi accade" grazie anc-e alle reti5 comporter$ necessariamente uno sviluppo della ;Cultura;=

,ia$ogo con Guido +iangate$$o


La .ue#tione de$$a "recom"ren#ione/

6u dici# Proprio per poter comunicare l%uomo -a inventato una procedura per accordarsi sulle parole. @uando tale accordo ! fatto" nasce un gruppo" all%interno del &uale tutte le persone condividono il significato di alcune parole c-iave 4c-e sono poi i valori fondanti di &uel gruppo5. Caro ?uido" provo a risponderti a punti" per facilitare il discorso# 1. le parole" secondo me" non esprimono mai tutto ci' c-e noi siamo" semplicemente perc-( sono inadeguate" sono un mezzo parziale. Io non mi sogno neanc-e lontanamente di farmi un%opinione sulla personalit$ 4o la psicologia5 dei colleg-i di lista sulla base delle mail c-e postano. Anc-e perc-( a forza di mandarci cordialmente a &uel paese" riusciamo alla fine 4perc-( siamo persone di buona volont$5 ad accettarci per &uello c-e siamo" proprio come in tanti rapporti di coppia" dove si ! capaci di andare al di l$ delle parole... F comun&ue tu sai meglio di me c-e molte volte il silenzio" uno sguardo" un contatto fisico sono pi2 elo&uenti di mille parole... 4altrimenti i muti sarebbero i disabili pi2 disgraziati di &uesto mondo5" e ognuno di noi" in tal senso" non credo riservi a ;Infernet; un%importanza pi2 grande di &uella c-e -a. 2. @uando -o cominciato a scrivere in &uesta lista 4c-e ! sicuramente una delle pi2 interessanti5 -o dato per scontato c-e la comunicazione sarebbe stata facile8 poi -o dato per scontato un certo tasso d%incomprensione" ma -o avuto fiducia c-e" continuando" ci saremmo capiti 4anc-e nella diversit$ delle opinioni5. Eo avuto fiducia nel ;cuore; degli iscritti" non nel ;cervello;" perc-( se avessi dato pi2 peso al ;cervello; avrei fatto ci' c-e tu proponi# una discussione
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Interventi fatti nella mailing list lascuolaOpc.fr.flas-net.it lascuolaOpc.eurolinD.it 41AA05.

preliminare sul significato delle parole. /na discussione c-e non avrebbe mai avuto termine... e c-e" peraltro" implica un interesse abbastanza settoriale" nonc-( una disposizione d%animo disposta al sacrificio. 6u infatti non -ai c-iesto di raccogliere tutte le possibili interpretazioni di determinati termini" per farci magari una risata sopra 4considerando &uanto gli italiani siano specialisti nello spirito di contraddizione5" ma" come un novello seguace del ;1ocing-pensiero; 4la Neolingua di IrLell5" -ai addirittura c-iesto di ridurre all%osso &uelle interpretazioni. Prova" se ci riesci" a coinvolgere nel tuo progetto un napoletano" c-e ! sofista di natura... In &uesta lista comun&ue urge la Riforma della scuola e non possiamo soffermarci pi2 di tanto sulle nostre ;lagune concettuali;. 3e colmeremo strada facendo... ,. 6u dici c-e ;le parole fondano i valori di un gruppo;. Io invece dico c-e le parole -anno senso se esprimono dei valori 4almeno elementari5 c-e il gruppo gi$ vive. Poi naturalmente le parole 4&uelle giuste5 possono aiutare a migliorare le relazioni tra le persone. In tal senso mi c-iedo# il nostro gruppo virtuale ! veramente un ;gruppo;= cio! il mezzo c-e in &uesto momento stiamo usando pu' aiutarci a trovare dei valori comuni o dobbiamo rassegnarci a non pretendere troppo= 4. Infine un problemino cui vorrei tu rispondessi# con la tua ricerca semantica di parole condivise o condivisibili" vuoi forse creare una conventicola= /n gruppo di valore ! un gruppo c-e continua a discutere" a litigare anc-e dopo aver trovato una bella intesa semantica" perc-( ! un gruppo dinamico" c-e progetta cose c-e vanno ben al di l$ del linguaggio... H un gruppo c-e tutto sommato guarda al di fuori di s(" per potersi arricc-ire di continuo... H &uesto c-e vuoi= Q Caro ?uido" mi sono andato a leggere il tuo documento" c-e ! diciamo metodologico-introduttivo. 6i dico subito c-e mettersi d%accordo sul significato delle parole" secondo me ! la cosa pi2 difficile di &uesto mondo" se siamo al punto da dovercelo porre come problema preliminare per potersi capire.

@uando la cultura era condivisa da masse piuttosto ampie" poic-( l%esperienza c-%esse vivevano era tutto sommato abbastanza comune" il problema neppure si poneva. Ce lo poniamo oggi con tutti i mezzi c-e abbiamo per comunicare# non ! incredibile= @uand%! c-e sorge il problema del linguaggio= I meglio" &uand%! c-e il linguaggio diventa ;problema;= +ormalmente &uando esistono persone c-e non condividono pi2 un%esperienza comune 4buona o cattiva c-e sia non stiamo a discuterlo5 e cominciano a dare alle parole di sempre un significato diverso. Pensa solo a &uali sconvolgimenti interpretativi fu oggetto" a cavallo del 7ille" una semplice parola come ;povert$;" c-e fino a &uel momento era stata considerata come un male inevitabile e il patrimonium paupertatis come un rimedio necessario. <i colpo i neonati ceti borg-esi cominciarono a dire c-e la povert$ era un difetto della persona" un vizio della volont$... e il patrimonium un privilegio ingiustificato" una legittimazione dell%inedia. Appena &uesto nuovo concetto di povert$ si fece strada" vennero fuori i movimenti ereticali c-e" inaspettatamente" cominciarono a fare della povert$ una virt2" una scelta volontaria" in opposizione alla ricc-ezza mercantile e a imitazione del Cristo nudo... @uesto era troppo" e gi2 con rog-i e persecuzioni... Ira" se &uesto tuo progetto l%avesse proposto un tuo avo di mille anni fa" &uale definizione avrebbe dovuto mettere per spiegare il concetto di ;povert$;= Io e te lo sappiamo# avrebbe messo &uella condivisa dai ceti dominanti. F mille anni dopo" io e te c-e ci mettiamo a leggere" in un dizionario rilegato a mano e con caratteri in oro fino" &uella definizione 4unica perc-( dominante5" cosa riusciremo a capire di &uel periodo= /n fico secco. Come diceva Alt-usser# dovremmo metterci a lavorare sui ;fantasmi;. Eo l%impressione &uindi c-e il tuo progetto# accordarsi preliminarmente sul significato delle parole" trovare delle definizioni da tutti condivise" sia non solo tecnicamente irrealizzabile" ma anc-e culturalmente pericoloso" perc-( se non esistesse la possibilit$ di dare alle medesime parole un significato diverso da &uello pi2 comune" non ci sarebbe progresso umano. 6i faccio un altro esempio" pi2 prosaico. 3a parola ;birro; nella riviera romagnola -a" come nell%entroterra contadino" il signifi-

cato di ;ragazzo c-e si d$ molte arie e c-e si veste in maniera eccentrica;" ma mentre in riviera" avvezza da tempo al turismo" &uesta parola -a una connotazione positiva 4vedi# pla*bo*" ragazzo di mondo esperto in ogni campo...5" nell%entroterra invece -a una connotazione negativa 4il birro ! il cuntaden c-e vuole a tutti i costi apparire borg-ese e pertanto ! un ragazzo privo di vera personalit$" volubile" tutta apparenza e niente sostanza" insomma uno sfigato5. Il bello ! c-e &uando io c-iedo ai miei ragazzi come fanno a intendersi con &uelli della riviera" loro mi rispondono c-e ci' c-e li affascina ! proprio la diversit$ dei significati c-e si attribuiscono alle parole" nel senso c-e per loro la diversit$ costituisce una forma di ;appartenenza geografica;. 6i faccio un altro esempio" un po% pi2 aulico. 3a parola ;bizantino; in Furopa occidentale 4basta prendersi un &ualun&ue dizionario5 -a un significato culturale negativo 4i bizantini - si dice - erano ;sofisti" sottili" pedanti" legati alle &uis&uilie;8 i latini invece s9 c-e erano razionali" concreti" pratici ecc.5. Fbbene" se per curiosit$ ti vai a leggere la teologia bizantina dei primi 0 secoli della nostra era" t%accorgerai c-e ! di una profondit$ assolutamente incomparabile con &uella prodotta dai padri latini dell%epoca" i &uali sono debitori dei colleg-i bizantini per almeno il A0K delle espressioni teologic-e. @uesto per dirti c-e dietro le parole vi sono esperienze sedimentate nel tempo" dalle &uali non si pu' assolutamente prescindere. 6u dici c-e abbiamo ;abbastanza conoscenze per trovare un accordo; e c-e" in sostanza" si pu' trovare un%intesa semantica sui ;termini psicologici;" se si parte da una loro interpretazione fisica o fisiologica 4alla 1ecenov=5. Io invece ritengo c-e gli accordi sulle parole non dipendano dalla &uantit$ di nozioni c-e si possiedono" ma dalla condivisione di esperienze comuni. <etto altrimenti# il fatto di partire da un%interpretazione di tipo fisiologico di per s( non garantisce minimamente maggiori possibilit$ di accordo. 3%accordo per me ! un ;sentire comune;" c-e pu' andare al di l$ delle parole. F se tu intendi dire c-e attraverso Internet ! difficile &uesto ;sentire comune; 4almeno finc-( restiamo virtuali" senza mai vederci de visu" senza progettare &ualcosa insieme" senza condividere le no-

stre comuni esigenze" di persone" di lavoratori" di cittadini...5" allora non posso c-e darti ragione. Per concludere. 1econdo me avresti fatto meglio a raccogliere tutte le possibili interpretazioni c-e si danno a determinate 4rilevanti5 parole-espressioni e poi sulla base di &uella diversit$ scatenare il dibattito 4cosa peraltro possibile solo in rete5. 3%unit$ del sapere ! sicuramente un obiettivo molto importante c-e dobbiamo perseguire" ma &uesta unit$" se e &uando avverr$" sar$ solo la conseguenza di un confronto reciproco sui bisogni comuni. I &uali bisogni mutano di continuo e cos9 le parole con cui li esprimiamo.

Su $inguaggio e $ingui#tica

3%importanza attribuita al linguaggio ! avvenuta in Iccidente &uando" nell%ambito della filosofia idealistica post--egeliana" si ! pensato di poter uscire dalla crisi dell%idealismo non superandone i limiti con la prassi politico-sociale" bens9 riducendone la pretesa di offrire un ;senso; all%esistenza" ovvero affermando c-e ogni ;senso; trova la sua ragion d%essere se messo in rapporto al modo linguistico in cui ! stato espresso. 3a linguistica" nel tentativo di storicizzare il ;senso; 4operazione in s( giusta5" ! caduta nel relativismo ontologico" in &uanto -a identificato il linguaggio coll%essere a partire dal linguaggio. 3%essere cio! avrebbe un ;senso; solo nella misura in cui il suo linguaggio ! ;logico-razionale; 4secondo una propria coerenza interna" non in rapporto a una verit$ oggettiva delle cose5. +on c%! pi2 ;storia dell%essere; o ;evoluzione del senso;" ma solo strutturazione del linguaggio fine a se stessa. In realt$" se ! vero c-e nel linguaggio si manifesta l%essere" ! anc-e vero c-e l%essere non coincide completamente col linguaggio. +el collettivismo primitivo l%uomo era ;libero;" eppure noi non conosciamo le sue ;parole;. <un&ue" per &uale ragione non dobbiamo considerare &uesta grande importanza attribuita dalla filosofia contemporanea al linguaggio come anzitutto il frutto di un%alienazione dell%esistenza sociale" pratica" concreta= Per &uale ragione dobbiamo considerare il linguaggio come la forma espressiva pi2 significativa dell%essere umano= 3a diversit$ tra essere e linguaggio esiste affinc-( si possa dire c-e non ogni linguaggio rappresenta adeguatamente l%essere. 3a diversit$ permette all%essere di salvaguardarsi dalla pretese del linguaggio e permette allo stesso linguaggio di non fossilizzarsi in definizioni astratte e dogmatic-e" cio! prive di storicit$. +el linguaggio permane sempre" a prescindere dal soggetto" un%ambiguit$ di fondo" proprio perc-( la sua piena identificazione coll%essere" sul piano storico" ! impossibile. Ci' significa c-e ! possibile leggere in un &ualun&ue linguaggio dei significati a cui il suo

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autore non aveva dato particolare importanza" o addirittura non aveva previsto. +el linguaggio c%! sempre uno scarto fra ci' c-e appare e il suo rimando concreto" effettivo. 1e non fosse cos9" non sarebbe possibile interpretare in maniera opposta una stessa proposizione" un identico concetto. Persino gli stessi fatti possono essere visti in maniera completamente diversa" proprio perc-( c-i li osserva proietta inevitabilmente su di essi il proprio ;essere particolare; 4con i suoi pregiudizi" le sue pre-comprensioni" ecc.5. 3a verit$ ! sempre l%esito a posteriori di un libero confronto tra posizioni diverse. Persino &uando si ! stabilita una verit$ scientifica dei fatti" taluni si ostinano a non vederla" ed ! impossibile convincerli con la forza" poic-( cos9 si sentirebbero ancora pi2 giustificati. Il vero essere dun&ue ! rappresentabile solo dal ;silenzio; e noi abbiamo bisogno di parlare finc-( esso non ! diventato c-iaro per tutti. Il linguaggio pi2 vero ! la contemplazione dell%essere# non la meraviglia inconsapevole dell%ingenuo" ma &uella consapevole di c-i conosce il senso vero delle cose. Q Il linguaggio dun&ue non pu' essere solo &uello verbale-astratto-teorico. 3%essere ! infinitamente pi2 complesso del linguaggio. <un&ue il linguaggio ! anc-e ;gesto;. Per essere capito un gesto non deve per forza formalizzarsi in un linguaggio orale o scritto. Il linguaggio pi2 significativo ! &uello ;segnico;" ma perc-( il segno sia significativo occorre c-e il suo rimando sia vero" positivo" profondamente umano. Il linguaggio deve essere il pi2 possibile adeguato all%essere" cio! alla verit$ delle cose" ma se l%essere coincide con la libert$" il linguaggio deve manifestarsi liberamente# la verit$ non pu' essere imposta" pu' solo essere progressivamente interiorizzata. 3a scrittura" in &uesto senso" -a la presunzione di definire ;c-e cos%! la libert$;. 7a la scrittura pi2 vera ! soltanto &uella c-e rimanda al gesto e il gesto pi2 vero ! &uello c-e rimanda al senso pi2 vero delle cose" cio! all%umanit$ profonda. 3a verit$ diventa tautologica" poic-( l%umanit$ dell%uomo coincide soltanto con se stessa" come &uando gli ebrei facevano dire a Ra-v!# ;Io sono colui c-e sono;.

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A &uesto punto per' la &uestione diventa politica" poic-( non sempre il linguaggio serve per comunicare# a volte esso pu' essere usato per impedire la comunicazione 4poic-( anc-e il linguaggio ! legato all%interesse5. Come impedire la censura o la strumentalizzazione= Certo ! c-e la soluzione dei problemi del linguaggio 4il diritto alla libert$ di parola5 non determina di per s( la soluzione del problema dell%essere" cio! di come si deve essere. 1i pu' avere il diritto di parlare e non sapere cosa dire" oppure dire cose banali c-e non servono al senso dell%essere. 3a possibilit$ di un linguaggio diverso ! inerente alla possibilit$ di una diversa esperienza dell%essere 4in cui il linguaggio possa esprimersi liberamente5. Q Il bene c-e uno pu' fare con le parole ! relativamente indipendente dal bene c-e pu' fare coi gesti. +el senso c-e si pu' indurre &ualcuno al bene con le parole" anc-e se coi gesti non si ! coerenti con &uel c-e si dice. ;:ate &uello c-e vi dicono" ma non fate come loro;" si legge nei vangeli. @uesto naturalmente ! vero anc-e al contrario" e cio! c-e non si pu' misurare la capacit$ di bene di una persona dalle parole c-e dice. 1aper mettere in rapporto adeguato il proprio dire al proprio sentire non ! per nulla facile. @uesta relativa indipendenza delle parole dalle cose ci impedisce di formulare dei giudizi categorici. Il giudizio" in &ualc-e modo" dev%essere sospensivo" almeno sino a &uando non si -a un minimo di certezza. F anc-e &uando si -a una certezza" non si deve mai dimenticare c-e l%essere umano 4sia c-e esso giudic-i o venga giudicato5 ! debole e c-e le incoerenze sono sempre possibili. 1enza considerare c-e se le parole e i gesti devono costantemente mettersi in rapporto alla realt$ e &uesta alle istanze di autenticit$ e rinnovamento espresse dagli uomini" la coerenza non ! solo impossibile ma persino dannosa. 3a pretesa di una coerenza la volevano i farisei &uando ponevano l%uomo al servizio della legge.

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I$ va$ore de$ $inguaggio

Il linguaggio pi2 naturale" pi2 completo" pi2 espressivo" pi2 profondo non ! &uello verbale ma &uello gestuale. ;In principio era il 3ogos;" cio! il >erbo" la Parola - recita il prologo di ?iovanni. 7a &uesto ! un indizio di forma intellettualistica. H vero" la parola autentica ! l%espressione carica di significato. 7a il significato ultimo dell%esistenza umana ! il ;fuoco; - -a ragione Fraclito. Pi2 profonda ! la passione" la greca energheia" e meno la parola -a bisogno di essere evocativa. 3%ambiguit$ pi2 remota" &uella in cui si misura la profondit$ pi2 vera della libert$" sta nella capacit$ c-e il fuoco -a" in s(" di attrarre e respingere. Bisogna credere c-e il fuoco sia ;amore primordiale; a prescindere dalle parole. ;1e mi ami veramente" vieni con me nel fuoco; - disse :rancesco d%Assisi alla donna tentatrice mandatagli da :ederico II" e lei rifiut'. Pi2 il linguaggio ! evoluto e pi2 possibilit$ ci sono di usarlo in maniera strumentale" ma le possibilit$ di scoprire &ueste manipolazioni aumentano non con la conoscenza ma con l%esperienza del ;fuoco;. 3e maggiori possibilit$ di persuasione o d%inganno le offre il linguaggio verbale solo perc-( in &uesta civilt$ noi diamo alle parole 4soprattutto a &uelle scritte5 un%importanza superiore a &uelle c-e dovrebbero avere. In realt$ gli inganni pi2 sofisticati e &uindi pi2 dolorosi sono &uelli c-e partono dai sentimenti. H bene dun&ue sfatare un mito# il linguaggio non ! tanto pi2 potente &uanto pi2 ! capace di astrazione. 3a potenza persuasiva di un linguaggio la si misura sulla base del grado di corrispondenza c-e manifesta rispetto all%esperienza da cui proviene. Fcco perc-( il linguaggio peggiore ! &uello c-e si ammanta di espressioni umane per perseguire scopi disumani. 1e le parole c-e si comunicano riflettono adeguatamente 4il c-e ! possibile solo fino a un certo punto5 l%esperienza ad esse sottesa" la loro carica persuasiva non si porr$ affatto in relazione con il li-

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vello di astrazione. Anzi esse possono essere semplici ed essenziali" e non per &uesto meno efficaci. 1otto &uesto aspetto ! assurdo sostenere c-e gli uomini primitivi parlassero un linguaggio simile a &uello degli animali. <ovremmo anzi c-iederci se un linguaggio cos9 astratto come &uello occidentale 4si pensi p.es. alla filosofia" alla matematica" alla psicanalisiG5 non sia un linguaggio del tutto inutile" c-e va troppo al di l$ di una umana comprensione" di una normale fruibilit$. C-e cos%! pi2 importante# elaborare un linguaggio molto sofisticato" per poc-i adepti" utile per risolvere problemi puramente teorici" oppure un linguaggio semplice" la cui profondit$ dipenda dalla capacit$ di esprimere situazioni reali= 3a profondit$ di un linguaggio sta nell%esperienza c-e esprime. 1copo fondamentale del linguaggio dovrebbe essere &uello di permettere un confronto reciproco" libero" delle diverse opinioni" per affrontare e risolvere problemi comuni. 1e uno pensa c-e un%esperienza possa coincidere con le astratte speculazioni c-e su di essa si possono fare" s%inganna. Il valore di una persona non va mai messo in rapporto alle sue capacit$ di astrazione mentale. Q Il concetto di ;significante; e&uivale" in un certo senso" a &uello di ;essere;" solo c-e con esso la linguistica pretende un%assoluta autonomia dall%essere" facendo del ;significante; una nozione metafisica" idealistica" priva di contenuto storico concreto" c-e solo dall%essere pu' essere offerto. Il ;significante; ! diventato l%idolo di &uei filosofi c-e non credono nella realt$ dell%essere" c-e riducono l%essere a una &uestione nominalistica. @uesti idolatri del nome delle cose ritengono c-e le cose si giustific-ino da s( dopo averne contestualizzato il nome" non l%essere c-e d$ loro significato. Q 3e singole frasi o espressioni verbali e gestuali possono essere e&uivocate perc-( gli interessi non sono uguali in tutti i sogget-

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ti. 3%essere umano ! pi2 complesso del linguaggio in cui cerca di esprimersi. @uesto significa c-e le parole o i gesti usati non sono di per s( evidenti" non indicano in maniera inconfutabile il significato c-e ad essi -a voluto dare un determinato soggetto 4o c-e attraverso essi -a voluto comunicare5. @uesto per' non ! solo un limite" ma anc-e un incentivo alla maturazione dell%uomo. 3a possibilit$ dell%e&uivoco permette di discernere i ;buoni; dai ;cattivi; esegeti del significato delle parole o dei gesti. <i un uomo possono essere censurate" strumentalizzate" tradite le opere" i gesti" le parole" ma se &uello c-e -a detto e soprattut to fatto era vero" le sue opere" i gesti e le parole torneranno in vita sotto altre forme e modi. Il percorso della verit$" infatti" pu' s9 essere arrestato o deviato" ma solo temporaneamente. +oi possiamo risalire alla verit$ delle cose anc-e partendo dagli abusi c-e su di essa sono stati compiuti. Q +el mito creazionistico Adamo avverte" ad un certo punto" il bisogno di dare un nome agli animali. Perc-(= Perc-( si sentiva solo. Cio! il bisogno di dare un nome 4un significato alle cose5 partiva da una perdita d%identit$. 3e cose" per lui" non erano pi2 significative come prima. Il linguaggio ! stato dun&ue il frutto di una debolezza ontologica 4vissuta anzitutto a livello individuale5. F l%uomo ne era consapevole" poic-( il rapporto con gli animali non ! appagante. 1olo il rapporto con Fva libera" temporaneamente" Adamo dall%angoscia esistenziale e dall%illusione di aver trovato il senso nelle cose mediante il linguaggio.

I$ #en#o de$$a #crittura


1uggerimenti di ?. IrLell nel saggio La politica e l'inglese: +on usare mai metafore" similitudini o altre figure retoric-e c-e sei abituato a vedere sulla stampa. +on usare mai una parola lunga se ce n%! una pi2 corta. 1e puoi tagliare una parola" tagliala sempre. +on usare mai la forma passiva &uando puoi usare &uella attiva. +on usare mai una parola straniera" un termine scientifico o un%espressione gergale &uando c%! l%e&uivalente nella lingua &uotidiana. Rompi subito &ueste regole prima di dire &ualcosa di tremendo.

3a nascita della scrittura fu un fenomeno cos9 importante c-e gli storici la fanno coincidere con la nascita delle civilt$" anzi con la storia in &uanto tale" poic-( l$ dove non esiste ;scrittura; esiste solo ;preistoria;. @uando 7arJ scrisse" nel anifesto" c-e ;la storia di ogni societ$ ! stata finora la storia di lotte di classe;" Fngels" nell%edizione inglese del 1CCC di &uella famosissima opera" dovette specificare" in nota" c-e per ;storia; si doveva intendere soltanto &uella c-e ci era stata tramandata da fonti scritte. Come si pu' notare fu una svista di non poco conto" anc-e perc-( proprio nel periodo in cui venne scritto il anifesto esistevano ancora nell%America del +ord decine di migliaia di nativi americani la cui civilt$ non aveva mai conosciuto n( la scrittura n( i conflitti di classe. 3a stessa Africa" prima del colonialismo europeo ed escludendo l%area egizia" era messa nelle stesse condizioni" e cos9 tantissime aree del pianeta" c-e si trovarono poi sconvolte dai viaggi di con&uista delle principali nazioni europee" delle &uali la pi2 ridicola" in tal senso" fu la 1pagna" c-e gi$ al tempo di Colombo" pretendeva d%impossessarsi di terre altrui leggendo le motivazioni del proprio atteggiamento in una lingua" la castigliana" c-e nessun residente era in grado di capire.

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7a &ui val la pena rileggere la suddetta nota di Fngels" poic-( ! indicativa del fatto c-e gli europei erano soliti prendere coscienza delle cose solo &uando loro stessi" autonomamente" lo facevano" cio! &uando cominciarono a leggere studi specifici sull%argomento" non &uando sarebbe bastato guardare oltre i propri confini. ;+el 1C40 la preistoria della societ$ - l%organizzazione sociale esistente prima della storia tramandata per iscritto - era poco meno c-e sconosciuta. <a allora" EaJt-ausen scopr9 la propriet$ comune della terra in Russia" 7aurer dimostr' c-%essa era la base sociale da cui presero avvio tutte le razze teutonic-e nella storia" e presto ci si rese conto c-e le comunit$ paesane erano" o erano state" dappertutto la forma primitiva della societ$" dall%India all%Irlanda. 3%organizzazione interna di tali societ$ comunistic-e primitive venne svelata" nella sua forma tipica" dalla grande scoperta di 7organ della vera natura della gens e della sua relazione con la trib2. Con il dissolvimento di &ueste comunit$ primordiali la societ$ inizi' a differenziarsi in classi separate e" successivamente" antagoniste. Eo cercato di ripercorrere &uesto processo di dissolvimento in L'origine della famiglia! della propriet privata e dello "tato" 1tuttgart 1CC." seconda edizione.; Il c-e" in sostanza" voleva dire c-e in Furopa eravamo cos9 abituati ad accettare i conflitti di classe e la scrittura c-e neppure riuscivamo ad immaginare un periodo" c-e poi si riveler$ lung-issimo" in cui le due cose non erano mai esistite. 3a scrittura" in realt$" non -a pi2 di seimila anni" esattamente come le civilt$" per cui entrambe rappresentano solo un piccolo anello di &uella lunga catena della specie umana. +oi europei" a partire dalla tradizione fenicia" con cui s%invent' l%alfabeto in uso ancora oggi" abbiamo sempre considerato importante la scrittura" poic-( con essa" tra le altre cose" si potevano fissare delle regole valide per tutti" ivi inclusi spesso" non sempre" gli stessi uomini di governo. I almeno ci siamo illusi c-e &uesto fosse possibile. In particolare abbiamo saputo apprezzare c-e un piccolo popolo come &uello ebraico si fosse dato delle leggi c-e" nelle intenzioni del legislatore" dovevano essere uguali per tutti. Cosa c-e" p.es." non si trova tra i 1umeri 4i veri fondatori della scrittura in generale" c-e coi loro codici - il pi2 famoso dei &uali ! &uello di Eammurabi facevano c-iaramente capire c-e l%applicazione delle leggi dipendeva

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da c-i le violava e da c-i ne subiva le conseguenze5" e neppure tra gli Fgizi" c-e consideravano i faraoni ben al di sopra di &ualun&ue legge. Anc-e gli antic-i Romani avevano elaborato le leggi delle SII 6avole" ma" confrontate con &uelle mosaic-e" appaiono molto meno democratic-e" non foss%altro c-e per un motivo# si permetteva abbastanza facilmente di sc-iavizzare un proprio concittadino giudicato insolvente. In astratto &uindi ! possibile affermare c-e il bisogno di darsi delle regole era dettato dall%esigenza d%impedire l%arbitrio da parte di &ualcuno# nel senso c-e la forza o l%astuzia dovevano sottostare alla ragione. <i fatto per' le leggi spesso non servivano c-e a giustificare un abuso gi$ praticato" dandogli una parvenza di legittimazione. Per millenni le classi oppresse si sono illuse c-e bastassero delle regole scritte" condivise dai sottoscrittori" per far funzionare democraticamente una societ$. 7os! fu uno dei primi a rendersi conto c-e le leggi in s( non servono a nulla se non c%! la volont$ politica di farle rispettare. F &uando vide il tradimento di Aronne e di una parte del suo popolo" pens' c-e per applicare le sue leggi non bastava la democrazia tribale" ci voleva anc-e una volont$ autoritaria" c-e punisse senza piet$ i trasgressori. F fu cos9 c-e stermin' una parte del proprio popolo" servendosi dell%altra met$. Aveva capito c-e pi2 importante della legge era l%obbligo a farla rispettare. Con gli ebrei non nasce solo l%ideologia della scrittura" ma anc-e la cultura giuridica a scopo politico. 3a legge diventa una sorta di divinit$" un totem da adorare e tutta la cultura ruota attorno all%interpretazione c-e si pu' dare dei suoi tanti precetti. Fcco perc-( &uello ebraico ! stato e ancora oggi ! un popolo di intellettuali. +oi occidentali" in virt2 della mediazione cristiana" facciamo risalire &ueste cose agli ebrei" ma in realt$ i 1umeri conobbero la scrittura ancora prima c-e nascesse il ;popolo ebraico;. ?li ebrei presero il meglio dei 1umeri 4Abramo usc9 dalla terra di /r5 e il meglio degli Fgizi 47os! usc9 dalla terra dei faraoni5 e lo fusero in una legislazione c-e ancora oggi ! a fondamento di tutte le legislazioni del mondo. +on uccidere" non rubare" non dire falsa testimonianza" non desiderare la donna altrui... non sono forse precetti su cui si basano tutte le Costituzioni del mondo= Persino le dittature sono co-

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strette a riconoscerli8 anzi" esse sostengono c-e solo in maniera autoritaria ! possibile far rispettare &uei precetti. 3a dittatura ! necessaria perc-( in presenza della democrazia &uei precetti non vengono osservati. <un&ue per &uale motivo ;leggi scritte; e ;democrazia; non riescono a stare insieme= Cio! perc-(" ad un certo punto" immancabilmente" la democrazia si trasforma in una sorta di anarc-ia e le leggi scritte" nonostante il loro indiscutibile valore teorico" non servono a nulla di positivo= Il motivo ! molto semplice. 3%esigenza di darsi delle regole scritte non fa parte di una civilt$ autenticamente democratica" ma solo di una c-e al massimo vorrebbe diventarlo e c-e per' non vi riesce. /na civilt$" o anc-e solo una societ$ democratica" non -a bisogno di alcuna legge scritta" proprio perc-( la democrazia o esiste effettivamente nella realt$ o non esiste affatto. +on pu' esistere solo sulla carta e &uando esiste davvero" non -a bisogno della carta per essere confermata. Il divieto di mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male venne posto &uando ormai lo si stava per fare. 1i pone un divieto per impedire c-e dilag-i un determinato arbitrio" ma ! evidente c-e senza autoconsapevolezza il divieto non servir$ a nulla" posticiper$ soltanto un evento inevitabile. @uando gli ebrei si diedero i comandamenti" lo fecero allo scopo di darsi un sistema di vita migliore di &uello egizio" dove la volont$ sc-iavista dei faraoni" dei sacerdoti e dei nobili poteva imporsi a dispetto di &ualun&ue legge" salvo c-e i ceti subalterni non si ribellassero. 7a poi" invece di diminuire il valore della legge" lo si aument' a dismisura" aggiungendo precetti a precetti" in un crescendo continuo" in modo c-e alla fine la societ$ era divisa tra coloro c-e conoscevano le leggi per potersene servire a loro piacimento" e coloro c-e le subivano in tutte le maniere. I vangeli cristiani sono pieni di denunce contro l%ipocrisia di c-i ;diceva; e non ;faceva;" di c-i ;faceva; secondo la legge e ;disfaceva; i rapporti umani 4la contraddizione pi2 evidente era &uella del sabato5. <i fronte all%inefficacia di un precetto i capi giudei provvedevano a formularne un altro ancora pi2 restrittivo" imponendo la necessit$ di una dittatura per farli rispettare. In &uesti ultimi seimila anni la scrittura non ! servita a nulla" n( a far crescere la democrazia politica n( a migliorare il senso di

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umanit$. :orse avevano ragione i 1umeri &uando dicevano c-e l%applicazione delle leggi non pu' essere assoluta ma relativa" a seconda di c-i fa i torti e di c-i li subisce# peccato c-e il legislatore si mettesse sempre dalla parte del pi2 forte. Anc-e 7arJ diceva c-e non -a senso affermare l%uguaglianza di fronte alla legge &uando nella vita si ! tutti diversi. F allora cosa fare in attesa c-e nasca una societ$ o una civilt$ totalmente priva di scrittura e" nel contempo" a misura d%uomo= Iccorre c-e nella fase di passaggio si elaborino delle leggi a favore di c-i -a meno" per indurre c-i -a di pi2 a rispettarle. Il segno c-e la democrazia sar$ aumentata verr$ dato dal fatto c-e le leggi diminuiranno. 7a c-i potr$ assicurare c-e &uesta diminuzione sar$ frutto di una aumentata democrazia e non invece di una trasformazione di &uesta in una dittatura= Per eliminare progressivamente la scrittura" e &uindi le leggi" c-e ne sono la &uintessenza" occorre c-e la democrazia sia rivoluzionaria e c-e gli artefici di &uesta rivoluzione vigilino anzitutto su loro stessi.

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I$ va$ore de$$a #crittura

I popoli senza scrittura non possono essere considerati senza civilt$" n( di una civilt$ inferiore a &uelli con la scrittura. 3$ dove sono mancate le guerre" le ingiustizie" le oppressioni" l9 ! sicuramente esistita la ;civilt$;" anc-e se non vi sono documenti scritti c-e lo dimostrano. ;Civile; vuol dire ;umano;" secondo i criteri dell%umanit$" c-e non sono certo &uelli delle civilt$ antagonistic-e" i cui rapporti umani sono sempre fortemente conflittuali. <%altra parte la fonte scritta non pu' essere considerata pi2 autorevole di altre fonti. H uno stereotipo occidentale &uello di attribuire alla parola scritta un potere magico" un riscontro veramente significativo dei fatti. 6utti sanno c-e le parole possono essere soggette a varie alterazioni 4per eccesso" per difetto" omissione ecc.5. Praticamente non c%! parola c-e non possa essere strumentalizzata o fraintesa" non c%! fatto c-e non possa essere travisato" strumentalizzato o addirittura censurato. Ci' significa c-e la critica storica deve cominciare a valorizzare meglio le fonti non-scritte. :orse un giorno arriveremo a fidarci di pi2 di &ueste fonti" anc-e se la loro interpretazione continuer$ a restare aperta in eterno" per c-i non ama la scienza ma il dubbio. :orse un giorno arriveremo alla decisione consapevole di non scrivere" esattamente come l%uomo primitivo faceva in modo spontaneo e naturale. Arriveremo a &uesta decisione allorc-( avremo maturato la consapevolezza c-e la scrittura non -a alcun valore ai fini del riscontro effettivo della prassi. 3a prassi coincide con la prassi" e la teoria non fa c-e impoverirla o mistificarla. ;<$ pi2 gusto fare la rivoluzione c-e scriverci sopra;" disse 3enin. C-i privilegia la teoria alla prassi non ! affidabile" non ! credibile" anc-e laddove sembra dire la verit$. 3a vera coerenza non pu' essere fra teoria e prassi 4c-e di per s(" peraltro" ! impossibile" poic-( non c%! nessuna teoria c-e possa riflettere adeguatamente una prassi" n( una prassi c-e possa rispecc-iare fedelmente una teoria5" ma dovr$ essere fra prassi e verit$. 3a discriminante cio! dovr$ passare fra prassi vera e prassi falsa.

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3a prassi falsa non sar$ solo &uella di c-i si serve della scrittura per giustificarsi" ma anc-e &uella c-e non ! fondata sull% umanesimo. 1olo una prassi vera 4e non una teoria vera5 pu' smasc-erare" in ultima istanza" una prassi falsa. F la verit$ di una prassi pu' essere dimostrata solo di volta in volta" in itinere e in maniera contestuale" sulla base di precise coordinate spazio-temporali. /na teoria ! tanto pi2 vera &uanto pi2 riflette un%esperienza vera" e un%esperienza ! tanto pi2 vera &uanto pi2 ! conforme ai bisogni della realt$. 1i deve inoltre avere la consapevolezza c-e una teoria messa per iscritto non rispecc-ia mai la totale complessit$ della realt$ c-e si vive" meno c-e mai &uella della natura umana. /na teoria critica sganciata dalla prassi non esiste" non pu' esistere. 1olo la prassi pu' essere critica. /na teoria c-e ne presumesse di rivelarne la presenza sarebbe di per s( falsa" poic-( la prassi" se ! vera" si rivela da s(. 3a prassi ! critica &uando ! vera ed ! vera &uando lo dimostra nei fatti. 3a teoria viene dopo. F una prassi ! vera nella misura in cui c-i la osserva la giudica in alternativa reale all%oppressione esistente. +essuno pu' dire della propria prassi c-e ! vera. 1olo dal confronto delle esperienze si potr$ capire &uale prassi merita maggiore considerazione. /na prassi non ! vera solo perc-( ci si rifiuta di teorizzarla. +on basta tacere n( rinunciare consapevolmente alla scrittura# occorre c-e tale silenzio e tale rinuncia partano dalla vita" e se c%! vita non c%! silenzio" poic-( l%antagonismo va combattuto con tutti i mezzi" incluso &uello della parola. Q 3a scrittura formalizza" pietrifica l%individuo" il gruppo cui appartiene" o l%evento storico di cui ! stato protagonista" cio! non ! mai in grado di vedere le cose in tutta la loro complessit$. Ci' c-e si scrive !" eo ipso" vecc-io e superato" proprio perc-( viene scritto" a meno c-e non venga usato come strumento di lavoro per modificare una situazione contingente" del presente. <%altra parte il presente non pu' essere vissuto scrivendo" va vissuto vivendolo. F se il presente non pu' essere vissuto c-e cos9" nulla si pu' dire neppure del passato.

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Cio! si pu' dire ;&ualcosa;" non si pu' dire tutto. Anc-e perc-(" per poterlo dire" bisognerebbe avere una consapevolezza storica assolutamente eccezionale# il c-e" in sostanza" e&uivale ad avere una profonda conoscenza dell%essere umano. Ira" per poter avere una tale conoscenza" occorre c-e l%uomo viva intensamente i rapporti umani nel presente. 7a se fa &uesto" &uale tempo gli pu' restare per leggere il passato= 3%essere umano pu' comprendere solo le scelte c-e si compiono nel presente" e pu' farlo" in realt$" solo fino al punto in cui glielo permette la libert$ degli altri" in &uanto nelle &uestioni di coscienza nessuno pu' farsi giudice. 7a allora - ci si pu' c-iedere - a c-e scopo studiare la storia= In effetti" non c%! alcun motivo di studiare il passato in &uanto passato. Il passato va studiato solo nella misura in cui il presente -a delle domande da porgli. Il presente -a sempre una determinata configurazione e pu' c-iedersene la ragione8 ponendo delle domande al passato" pu' venire a sapere le radici storic-e c-e l%-anno lentamente generato. 7a in nessun modo pu' sperare c-e il passato offra le soluzioni adeguate ai suoi problemi# il presente deve cercarle da solo.

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La #crittura come %orma di a$ienazione

3a scrittura ! soltanto" in generale" una forma di alienazione" magari leggera ma reale. Basta vedere &uand%! nata# a partire dalle civilt$ urbanizzate. Prima la trasmissione era solo orale e in Italia" nel mondo contadino" ! rimasta tale per molto tempo" anc-e dopo l%unificazione. :orse perc-( nel passato erano meno intelligenti di noi= o perc-( avevano meno mezzi= +o" semplicemente perc-( vivevano in esperienze collettive dove i rapporti erano molto stretti e non avevano bisogno" per comunicare" di strumenti cos9 artificiosi. C-i mai penserebbe di scrivere &ualcosa al proprio partner" vivendoci accanto &uotidianamente= 1crittura vuol dire individualismo" a meno c-e uno non la faccia sapendo in anticipo c-e" &uanto scrive" sar$ oggetto di dibattito con &ualcuno. 7agari uno scrive &ualcosa di un%esperienza perc-( da &uesta proviene e vuole condividerla o farne conoscere i problemi a c-i non ne sa nulla e c-e invece potrebbe far &ualcosa per renderla migliore 4penso p.es. ai carcerati c-e scrivono contro l%ergastolo o la pena di morte5. 1crivere solo per il gusto di scrivere o" addirittura" per ottenere un profitto" mi pare cosa insensata. <ovremmo cercare di occupare il nostro tempo per migliorare noi stessi come persone e l%ambiente in cui viviamo" facendo della relazione sociale il metro di misura della nostra identit$. 3a scrittura ! solo un surplus" c-e tante persone al mondo non possono neppure permettersi. 3a scrittura -a un c-e di mistico" anzi di feticistico" nei cui confronti siamo come degli adoratori. 3a contempliamo pensando debba trasmetterci un senso di completezza" di soddisfazione intellettuale" come &uando un credente pensa di poter ottenere pi2 facilmente &uanto c-iede nella misura in cui rispetta scrupolosamente tutte le regole formali e infonde nel rito tutta la propria interiorit$. Ci sentiamo appagati come c-i crea un%opera d%arte e non ci preoccupiamo affatto di costruire &ualcosa di umano intorno ad essa" &ualcosa di socialmente significativo" ma pensiamo subito a cos%altro possiamo scrivere" cio! dove trovare una nuova fonte ispirativa" come se dentro di noi albergasse un minotauro da soddisfare periodicamente.

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Assumiamo una sostanza c-e ci fa star bene solo mentre l%assumiamo. Poi viene la crisi d%astinenza e diventiamo nervosi" agitatiG" sentiamo di perdere &ualcosa di vitale" e non accettiamo l%idea d%averlo gi$ perduto prima ancora di prendere la penna in mano. <ovr$ pur esserci stato un motivo per cui molti grandi della storia 4Budd-a" 1ocrate" CristoG5" consapevolmente" non per ignoranza" non vollero scrivere neanc-e una parola. Fvidentemente dovevano aver compreso c-e scrivere ! come stringere l%ac&ua in un pugno. +oi siamo figli non del logos ma di una fissazione maniacale# la pretesa illusoria di poter fissare sopra un supporto 4c-e ci piace pensare eterno5 i nostri pensieri e i nostri sentimenti" come se non sapessimo c-e la ricc-ezza di una persona" la sua profondit$" pu' essere davvero apprezzata 4senza mai esaurirla" senza mai poterla afferrare completamente5 solo da una relazione diretta" da uno stretto rapporto personale. Il rapporto controverso con la scrittura appartiene anc-e ai filosofi contemporanei. Basta vedere Tittgenstein" uno dei massimi del +ovecento" c-e" dopo aver pubblicato il #rattato" disse c-e sarebbe stato inutile pubblicare altro" in &uanto non l%avrebbero capito. Col #rattato" scritto in sette anni" aveva avuto l%illusione della c-iarezza assoluta" tanto c-e sull%argomento disse c-e non c%era pi2 altro da scrivere. <opo &ualc-e tempo per' cominci' a pensare c-e le parole sono cos9 ambigue c-e una comprensione univoca ! impossibile. Anzi proprio nella loro ambiguit$ 4c-e permette i cosiddetti ;gioc-i linguistici;5 sta la caratteristica principale del linguaggio umano. Insomma nella maturit$ aveva scoperto l%ac&ua calda" e molti critici ritengono c-e &uesto ritardo fosse dovuto a una sorta di autismo intellettuale. <un&ue scriviamo forse per comunicare &ualcosa a &ualcuno su un &ualc-e specifico argomento 4e attendiamo un confronto c-e potrebbe anc-e metterci in discussione5 o soltanto per fare c-iarezza a noi stessi= In &uesto secondo caso# davvero ! &uesto il metodo migliore= @uanti sono i libri c-e siamo disposti a leggere interamente per due o pi2 volte= Poc-issimi. I film possono essere &ualcuno in pi2" perc-( la visione ci costa meno fatica. I &uadri invece molti di pi2" anzi ci dispiace se &ualcuno li sposta. F c-e dire della persona c-e amiamo da ,0 o 40 anni= +eanc-e per un momento riusciremmo

a immaginare la nostra vita senza di lei. Fppure diciamo c-e anc-e i libri ci trasmettono pensieri ed emozioni. 19" ma lo fanno solo perc-( in realt$ noi ne abbiamo" in &ualc-e modo" gi$ fatta esperienza. Perc-( un libro possa farci cambiare opinione su &ualcosa" deve gi$ trovarci in una disposizione d%animo adeguata. /na persona ci convince prima e meglio della verit$ di &ualcosa in cui non credevamo. 3e memorie dell%esperienza c-e avremo avuto con lei le scriveremo &uando &uell%esperienza sar$ conclusa# se lo facciamo prima ! perc-( non abbiamo vissuto &uel rapporto sino in fondo. 3a scrittura ! un%esperienza astratta" c-e necessariamente comporta una forma di estraniazione dalla realt$. 1e dovessi scegliere un tipo di scrittura la meno frustrante possibile" sceglierei &uella cinese" c-e unisce alle parole un senso grafico estetico" c-e le rende piacevoli alla vista. +on dimentic-iamo c-e la scrittura ! nata per fare calcoli" &uando esisteva gi$ la divisione in classi sociali e gran parte della popolazione doveva portare nei magazzini dei re e sacerdoti i frutti del proprio lavoro" sicc-(" ad un certo punto" lo 1tato s%accorse d%aver bisogno di &ualcuno c-e calcolasse l%importo esatto di &uella estorsione. ?li scribi sono nati al servizio del potere# solo col tempo -anno capito c-e le loro abilit$ potevano rivolgerle contro lo stesso potere. Certo ! c-e per uno abituato a scrivere 4e io sono tra &uesti5" mettere a confronto la parola parlata con &uella scritta ! come giocare una partita a pallone sapendo c-e l%altra s&uadra non potr$ sostituire il proprio portiere infortunato se non con un giocatore &ualun&ue. +essuno di noi" in &uesto luogo virtuale" ! in grado di prendere le difese delle prerogative di una trasmissione meramente orale del sapere. Bisogna per' vedere c-e cosa ci si aspetta dalle parole# confronto= c-iarezza= testimonianza= 1e -o bisogno di conoscere un%esperienza" preferisco osservarla di persona" perc-(" essendo un ;occidentale;" sono troppo abituato alla perfezione della scrittura" ovvero alla sua tendenza a mistificare la realt$. @uando leggevo 3enin mi stupivo c-e alle accuse d%incoerenza c-e gli rivolgevano" rispondesse# ;1crivo per risolvere problemi" non per restare coerente con le mie idee. Il marJismo non ! un dogma" ma una guida per l%azione;. Fcco" forse bisognerebbe avere il

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coraggio di sacrificare la propria coerenza intellettuale a vantaggio di un%esperienza spuria ma reale. Q @uando arriveremo a capire c-e non esiste neanc-e la pi2 piccola parola il cui significato possa essere univoco e la cui interpretazione possa essere ine&uivocabile" non ci preoccuperemo affatto dell%eventualit$ c-e" per una &ualc-e ragione" tutto ci' c-e nella storia abbiamo scritto possa andare perduto. In &uel momento infatti sapremo bene c-e cultura non coincide con scrittura. 3a cultura pu' essere soltanto il prodotto di un dialogo e &uesto deve riguardare la necessit$ di vivere un%esistenza c-e meriti d%essere vissuta. 3%unica vera condanna a morte c-e dobbiamo temere ! &uella di non poter dialogare con nessuno" &uella cio! di non avere la possibilit$ di vivere una vita umanamente significativa. A c-iun&ue va data &uesta possibilit$" soprattutto a &uelli c-e" negandola agli altri" si sono illusi di non negarla a se stessi.

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Vita e #crittura
Ri%$e##ione meta0$ingui#tica

@uando si scrive una &ualun&ue cosa" bisogna arrivare a un punto oltre il &uale deve esistere la vita allo stato puro" cio! non mediato dalla scrittura stessa" c-e ! appunto ;assenza di vita;. +on ci si appropria della vita attraverso la scrittura" c-e non -a neppure il potere di rappresentarla adeguatamente. 3a vita pu' essere rappresentata solo da se stessa" come &ualun&ue altro sentimento o valore umano" e la scrittura" in tutte le sue forme" ! solo una forma di illusione 4c-e va smasc-erata58 non foss%altro - nel migliore dei casi - c-e per una ragione molto semplice# tutto &uello c-e la scrittura tocca" diventa ;passato;. Anc-e &uando parla del futuro" lo sc-ematizza in maniera arbitraria" in &uanto lo fissa su una determinata ipotesi interpretativa. F c-e la scrittura sia un mezzo molto limitato" lo dimostra il fatto c-e &uando un autore vuole diversificare le proprie ipotesi interpretative" cade sempre in un insopportabile o insostenibile artificio retorico o intellettualistico" usato con l%intenzione d%intrigare" di suscitare un interesse" ma c-e sortisce soltanto l%effetto di riempire un vuoto di noia. 1pesso &ueste diversificazioni meramente logico-astratte vengono utilizzate per produrre opere in serie 4commerciali5" il cui valore culturale" esistenziale" spirituale ! prossimo allo zero 4si vedano p.es. i gialli" l%-orror" il noir" i romanzi rosa tipo Earmon*" le sag-e alla Earr* Potter" ma anc-e certi raccolti cervellotici di Pirandello" ecc.5. /na scrittura potrebbe avere una &ualc-e utilit$ se anzitutto c-iarisse i limiti 4epistemologici5 entro cui si muove. Purtroppo per' c-i scrive -a proprio" generalmente" la pretesa contraria" e cio! &uella di mostrare una solida coerenza interna 4espressa in positivo o in negativo5" c-e nella realt$" nella vita 4propria o altrui5 non esiste mai" in senso stretto. /na coerenza assoluta pu' anc-e essere una forma incredibile di fanatismo" di folle miopia. Il pregio fondamentale dell%esistenza sta proprio nella dialettica degli opposti" c-e non pu' essere ipostatizzata o cristallizzata in

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alcuna teoria" neanc-e in una c-e facesse di &uesta stessa dialettica il criterio dell%agire. 3a scrittura ! sempre una finzione" un inganno" un%apologia" se non addirittura una sorta di agiografia di &ualcosa o di &ualcuno 4in maniera diretta o indiretta" poic-( &ualun&ue buon scrittore sa c-e la migliore apologia ! &uella in cui l%oggetto non ! palese ma occulto5. /na scrittura -a valore solo se si auto-nega" cio! solo se mostra i suoi stessi limiti" rispetto alle esigenze della vita. +on solo" ma c-iun&ue si accinga a usare la scrittura in &uesta maniera" deve sapere c-e il tempo c-e le dedica" inevitabilmente lo sottrae alla vita. F dovrebbe altres9 c-iedersi" in tal senso" se" a parit$ di fatica" non si ottengono cose migliori" o semplicemente maggiori" dedicandosi alla vita pratica c-e non elaborando opere teoric-e. 3enin lo disse c-iaramente# ! meglio farla" la rivoluzione" c-e scriverci sopra. /no non dovrebbe mai arrivare al punto da indurre la propria moglie a dire# ;! in biblioteca ad ammazzare il tempo;" come diceva &uella di 7arJ. 3a scrittura pu' servire per riflettere sopra un%esperienza di vita" ma non -a pi2 potere della parola. 3a scrittura ! un%operazione c-e si compie in solitudine8 la parola ! un mezzo c-e implica" in una situazione normale" la presenza almeno di un%altra persona8 tant%! c-e &uando vediamo uno parlare da solo" sospettiamo c-e sia matto. +on lo diciamo anc-e di uno c-e scrive da solo" poic-( ci appare come un intellettuale 4o anc-e un artista5 in atto di produrre &ualcosa. 1olo dopo aver esaminato il suo prodotto" ne scopriamo i pregi e i difetti. Beato &uello scrittore c-e non permetter$ a un critico di dire# ;Fra arrivato a un passo dal capire l%inutilit$ della scrittura" ma non fece in tempo;. Beato soprattutto &uello scrittore c-e" dopo tanto scrivere" non decide di togliersi la vita per non averla saputa vivere a causa della propria scrittura. 3a ;retta via; pu' essere smarrita in tanti modi" ma certamente non la si recupera scrivendo un%imponente $ommedia. 7ettiamo un fiore sulla tomba di &uanti -an cercato disperatamente nella propria scrittura una ragione della propria vita" senza riuscire a trovarla. 3%elenco ! lung-issimo# UierDegaard" +ietzsc-e" Pavese" EemingLa*" Primo 3evi" 1*lvia Plat-" 7aVaDovsDiV" Fsenin" Antonia Pozzi" Fmilio 1algari" >irginia Toolf e tanti altri.

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3a comunicazione deve sempre presumere una relazione 4&uella minima ! interpersonale58 tuttavia la scrittura non diventa pi2 significativa &uando un testo viene scritto a &uattro mani. 1e si vuole usare uno strumento comunicativo in maniera relazionale 4il c-e non necessariamente vuol dire in maniera ;razionale;5" cio! in maniera c-e l%opera sia il prodotto di &ualcosa di ;collettivo;" il frutto di una tradizione comune" di valori di vita condivisi" la scrittura non ! il mezzo migliore per farlo" in &uanto non ! olistica" ma intellettualistica" settoriale. 3a scrittura ! un%operazione del cervello" esattamente come la lettura. 1e proprio si vuol scegliere la scrittura" bisogna c-%essa sia poeticizzata al massimo e possibilmente letta o recitata o cantata in pubblico" come in passato i greci facevano col teatro e le gesta epic-e degli eroi" i trovatori con le liric-e provenzali" i menestrelli con la letteratura cortese" i cantori con le sag-e popolari" gli adulti con le fiabe e le favole per i bambini" i sacerdoti con i vangeli per i credenti" gli ebrei coi salmi cantati ecc. 7a &ualun&ue cosa si faccia con la scrittura" bisogna c-e la voce" con cui la si usa" arrivi a toccare il cuore e non sia un mero esercizio della mente. F c-i non ! capace di farlo con la scrittura" lo faccia con la pittura o con la musica" c-e sono arti di una straordinaria bellezza" sicuramente molto pi2 olistic-e di &ualun&ue testo scritto. /n popolo c-e pretende di definirsi ;popolo del libro;" ! solo pedante e cavilloso.

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Un $inguaggio univer#a$e

Ci pu' essere un linguaggio c-e sia sensato a prescindere dalle condizioni di spazio e tempo= /na frase come &uesta# ;1e lascio &uesta penna" cadr$ per terra;" pu' certamente avere un senso per me" ma non ne -a alcuno per un astronauta nel cosmo. Il punto da c-iarire ! proprio &uesto# tutto &uanto noi ci diciamo su &uesto pianeta avr$ un senso nell%universo= 3$ dove manca la gravit$ e si viaggia alla velocit$ della luce" l$ dove energia e materia sono sempre intercambiabili" dove essere e non-essere sussistono tran&uillamente" dove il tempo ! eterno e lo spazio ! infinito" dove la principale legge dell%universo ! la perenne trasformazione della materia" dove la vastit$ dell%universo ! pari alla profondit$ della nostra coscienza" come pu' il significato delle parole essere lo stesso c-e attribuiamo ad esse su &uesto pianeta= Ci possono essere delle parole c-e abbiano almeno un significato e%uivalente da utilizzarsi a prescindere da tutto= C-e senso -a cercare una definizione esatta delle parole &uando il loro significato" in realt$" dipende dalle condizioni di spazio e tempo in cui si usano= +oi non riusciamo a dare una definizione univoca della ;verit$; neppure su &uesta 6erra# come possiamo sperare di farlo nell%universo= 6utto &uanto ci diciamo nel nostro orizzonte storico" pu' essere soggetto a opposte interpretazioni# dun&ue c-e senso -a sostenere c-e nell%universo le cose si c-iariranno= +oi non possiamo pensare a un universo in maniera ;logica;. +eppure adesso dovremmo provare a definire in maniera ;sensata; delle proposizioni attinenti alla verit$8 o" &uanto meno" dovremmo limitarci a dire" in via preliminare" c-e si tratta di semplici interpretazioni" assolutamente non vincolanti. 3a pretesa di ;definire; &ualcosa ! fuorviante. Al massimo potremmo definire &ualcosa al negativo" come facevano i teologi apofatici. Cos%! dun&ue c-e ci permette d%essere noi stessi cambiando radicalmente le nostre condizioni di esistenza= +on possiamo neanc-e dire c-e ! ;l%impossibilit$ di non dire la verit$;" poic-( ci' violerebbe il nostro bene pi2 prezioso" c-e ! la libert di coscienza.

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<%altra parte non avrebbe alcun senso sostenere c-e" siccome la vita nell%universo sar$ completamente diversa da &uella terrena" non val la pena preoccuparsi d%essere se stessi su &uesto pianeta. Ci deve essere per forza &ualcosa di omogeneo e di fondamentale per il nostro esserci" in grado di trasmettersi da un luogo all%altro in maniera naturale. <eve essere &ualcosa c-e va al di l$ della logica" &ualcosa di sensibile" alla portata di tutti" &ualcosa di emotivo o di spirituale" c-e tocc-i corde energetic-e" passionali" vibranti. 6uttavia ! da escludere c-e la verit$ coincida soltanto con la soggettivit# sarebbe una cosa arbitraria e la comunicazione diverrebbe difficoltosa. <eve esserci anc-e &ualcosa di condiviso" una sorta di intelligenza comune" a cui ognuno possa accedere liberamente" confrontandosi con sicurezza" senza c-e &ualcosa o &ualcuno possa impedirglielo. Ci deve essere la possibilit$ di vivere un%esperienza in cui ognuno si senta se stesso" padrone della propria vita" consapevole di far parte di una comunit di vita" cui aderire liberamente e da cui" se necessario" andarsene altrettanto liberamente. Perc-( non ! possibile prepararsi sin da adesso a &uesta esperienza di libert$=

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Rea$t( e $inguaggio

Il linguaggio ! sacro# non abbiamo il diritto d%incastrare tra loro le parole come se fosse un gioco intellettualistico. 1uscitare emozioni in virt2 di &uesti gioc-i fa parte di &uella oziosit$ tipica delle classi dominanti" c-e -anno tempo da perdere proprio perc-( vivono di rendita e possono non preoccuparsi dei problemi altrui. Il linguaggio deve servire per comprendere la realt$" e il modo migliore per farlo ! &uello di risolvere problemi" di soddisfare desideri" di superare gli antagonismi. @ualun&ue parola detta in pi2 ! solo uno spreco di risorse. 1e non siamo in grado di renderci utili agli altri" ! meglio tacere. +on possiamo avere la pretesa d%essere ascoltati solo perc-( possiamo dimostrare di avere un linguaggio evoluto" raffinato. Considerando c-e la complessit$ della realt$ e della stessa essenza umana va al di l$ di &ualun&ue possibile sua descrizione linguistica 4o anc-e rappresentazione simbolica5" sarebbe meglio attenersi a un linguaggio semplice ed efficace" privo di retorica. H la realt$ c-e deve parlare# il linguaggio deve porsi al suo servizio. H la realt$ c-e deve colpire l%immaginazione" suscitare emozioni" indurre a prendere decisioni. Il linguaggio ! tanto pi2 efficace &uanto pi2 ! aderente alla realt$. A volte" anzi" ! preferibile alle spiegazioni verbose o analitic-e" una semplice rappresentazione simbolica dei fatti" la cui profondit$ non sta in s(" ma proprio in ci' c-e viene rappresentato. H la vita" con le sue passioni" i suoi contrasti" i sentimenti c-e la caratterizzano" c-e deve comunicarci &ualcosa" lasciandoci il tempo di riflettere" di prendere delle decisioni. +oi dobbiamo assolutamente avere la convinzione di poter fare &ualcosa di autonomo" proprio perc-( la vita va al di l$ di &ualun&ue parola o gesto c-e la possa esprimere. 1e tutto &uello c-e possiamo fare a favore della vita fosse descritto in un testo o rappresentato in un simbolo" noi non saremmo esseri umani" ma macc-ine. Il linguaggio deve servire soltanto per suggerire un%azione" non per delimitare i confini in cui muoversi. 3e scelte vanno compiute sul momento" mettendo alla prova la propria libert$" la propria

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intelligenza. 3%importante ! avere una sufficiente consapevolezza del problema da risolvere. Pretendere di avere una conoscenza esaustiva delle cose" ! illusorio" ! innaturale" ! pericoloso" poic-( si tende a trasformare un essere pensante in un semplice esecutore. +on si pu' mai obbedire ciecamente a un ordine perentorio8 non ci si pu' mai fidare passivamente di un%intelligenza del tutto esterna alla nostra" altrimenti si creano mostri" si diventa irresponsabili. <ateci un problema da risolvere e" con esso" la possibilit" non la necessit$" di farlo. +on vogliamo direttive assolute" ma relative. 1e mi dici c-e &uello c-e devo fare" lo devo fare subito" devo sapere c-e potrei anc-e non farlo e c-e" se decido di farlo" ! perc-( sono convinto della sua giustezza" non semplicemente perc-( mi ! stato c-iesto. F accetter' di eseguire l%ordine proprio perc-( l%-o fatto consapevolmente. F non metter' a repentaglio la sicurezza di c-i me l%-a dato" evitando di eseguirlo all%ultimo momento. /n &ualun&ue ordine deve sempre essere basato su delle motivazioni" altrimenti siamo soltanto marionette" e se ci vogliono soltanto cos9" conviene ribellarsi" perc-( sicuramente si avranno meno probabilit$ di sbagliare. Conviene risc-iare &ualcosa" persino la vita" evitando di eseguire un ordine c-e ci appare immotivato" c-e non risc-iare nulla soltanto per fare un favore alla coerenza c-e ci viene imposta.

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La democrazia ne$ 1e'


Rea$t( e $imiti de$$a mega0cono#cenza2

3%anno scorso -o letto un libro molto importante di Roberto 7aragliano" il Nuovo manuale di didattica multimediale 4ed. 3aterza" Bari 1AAC5" c-e mi suscit' varie domande. 1econdo me 7aragliano" &uando tende a contrapporre testualit a ipertestualit" mostrando della prima solo i grandi difetti e della seconda solo i grandi pregi" ! un tantino unilaterale. 7a forse il suo ! solo un atteggiamento provocatorio" c-e tra l%altro" in virt2 di &uel particolare garbo c-e caratterizza la sua prosa" non disturba affatto. 3a prima" istintiva" domanda c-e mi sono fatto dopo &uella istruttiva lettura ! stata la seguente# &uali garanzie pu' offrire l%ipertestualit$ c-e non si ricada nei limiti tradizionali della testualit$" c-e sono - come lui stesso dice - ;i significati c-iusi" univoci" ai &uali l%utente lettore si deve adeguare; 4p. 115= <etto altrimenti# per &uale ragione l%utente non risc-ier$ mai di adottare nei confronti della ipertestualit$ un analogo atteggiamento di mero adeguamento= F se l%ipertestualit$" proprio per la sua superiore complessit$" finisse coll%indurre una dipendenza maggiore= 7i spiego. +oi sappiamo c-e per i media tradizionali l%utente non ! c-e un individuo sostanzialmente passivo" influenzabile# l%utente va indotto ad apprendere determinate nozioni 4nella scuola5" ad ac&uistare determinati prodotti 4sul mercato5" a votare determinati partiti 4in politica5 ecc. 4 >iceversa" oggi l%ipertestualit$" specie &uella vissuta in Internet" permette all%utente di trasformarsi in ;agente e interagente;" cio! in soggetto attivo e interattivo. 6ant%! c-e i servizi 4commerciali e non5 offerti dalle varie agenzie necessitano" per essere fruiti con relativa sicurezza" di una marcata personalizzazione.
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@uesto articolo" scritto nel 1AAA" ! &ui parzialmente aggiornato. R. 7e*roLitz" &ltre il senso del luogo. $ome i media elettronici influenzano i comportamenti sociali" ed. BasDerville" Bologna 1AA .

7a" a parte il fatto c-e per realizzare ipertestualit$ e multimedialit$ i costi sono notevolmente superiori rispetto a &uelli della tradizionale testualit$ 4costi di tipo fisico" tecnico" tecnologico" energeticoG5" a parte &uesto" c-e non ! comun&ue di poco conto 4specie nei paesi del 6erzo 7ondo5" siamo davvero sicuri c-e i contenuti trasmessi dalla ipertestualit$ siano pi2 formativi" pi2 ;arricc-enti; la personalit$ rispetto ai tradizionali contenuti testuali= 1olo perc-( si ! in presenza di un nuovo modo di organizzare il sapere= 7i c-iedo# l%interattivit$ ! forse un re&uisito specifico della ipertestualit$= In altre parole# non si sta risc-iando di cadere in una sorta di feticismo tecno-informatico= +on sarebbe meglio dire c-e ieri la testualit$ era c-iusa" unilaterale ecc." semplicemente perc-( tale era la cultura c-e la supportava" c-e le faceva da bacDground= +oi sappiamo c-e l%interattivit$" in campo scolastico nazionale" ! sempre stata poco presente perc-( il ;sapere; ! cosa c-e sostanzialmente viene trasmessa %ua talis" sulla base di un ruolo" &uello di ;docente)discente;" nettamente predefinito. 3%interattivit$" &uando c%!" costituisce l%eccezione 4soggettiva5 alla regola 4oggettiva5" nel senso c-e un insegnante pu' anc-e essere disponibile al dialogo coi suoi allievi" ma &uesto non gli impedir$ di svolgere la funzione di mero esecutore di programmi ministeriali decisi altrove" indipendenti dalla sua volont$. F &uesto nonostante c-e le teorie dell%apprendimento interattivo risalgano a Rousseau. 7a ! un fatto c-e la scuola italiana abbia avuto sempre scarsa dimestic-ezza con le teorie pedagogic-e" meno c-e mai con &uelle scientific-e. Iggi tuttavia mi c-iedo# possiamo dire con sicurezza c-e l%interattivit$ esiste proprio in virt2 della ipertestualit$" cio! per una motivazione s&uisitamente tecnologica" o non ! forse vero c-e l%ipertestualit$" come fenomeno di massa" ! nata in seguito al crollo delle ideologie" dei valori precostituiti da trasmettere in maniera unidirezionale= +on ! stato forse il crollo delle ideologie a permettere la nascita di un sapere reticolare" decentrato" multiforme" polivalente" incredibilmente interattivo" in cui i ruoli tradizionali di ;docente)discente; sono stati ribaltati= Iggi l%intercambiabilit$ dei ruoli -a ragA. Abruzzese" 'nalfabeti di tutto il mondo uniamoci" ed. Costa W +olan" ?enova 1AA..

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giunto livelli impensabili fino a &ualc-e tempo fa. . +on a caso si sta mettendo seriamente in discussione la necessit$ di avere dei programmi ministeriali c-e stabiliscano a priori i contenuti degli argomenti da trasmettere" la necessit$ di adottare determinati libri di testo" persino la necessit$ c-e il mondo della scuola debba fare riferimento a un ;7inistero della Pubblica Istruzione;. /n%istruzione ;pubblica; ! necessariamente ;statale;= cio! deve essere necessariamente organizzata dallo 1tato= Per &uale motivo se non ! organizzata dallo 1tato diventa inevitabilmente un%istruzione ;privata;" cio! per i poc-i c-e se la possono permettere= Certo" storicamente le cose non sono andate proprio cos9. 1appiamo tutti c-e la motivazione di base c-e port' >annever Busnel 1A4 all%intuizione di sistemi ipertestuali e 6-eodor E. +elson" 20 anni dopo" alla loro progettazione" fu &uella legata all%esigenza tipica della nostra cultura di arc-iviare e organizzare in modo sistematico l%enorme mole di conoscenze andatasi ad accumulare nel tempo" cos9 da consentirne una consultazione facile ed immediata. 0 7a ! molto probabile c-e senza la crisi di credibilit$ delle istituzioni iniziata negli anni %00" &uesta felice intuizione non avrebbe avuto lo sviluppo impetuoso c-e -a avuto# sarebbe &uasi certamente rimasta ad uso e consumo di ambienti relativamente ristretti 4militari" scientifici" politici o amministrativi5" come a tutt%oggi si cerca di fare in &uei paesi dove si pensa di poter ovviare all%assenza di fiducia nelle istituzioni usando metodi repressivi 4p.es. in Cina5. 1ono addirittura 4 i paesi c-e pongono restrizioni all%accesso in rete" costringendo p.es. a utilizzare provider a diretta conduzione statale. Q Ira per' vorrei fare un inciso" spiegando c-e io intendo il termine ;i"erte#tua$it(; in senso filosofico" non semplicemente tecnico" cio! lo intendo come il prodotto pi2 maturo di una civilt$" &uella del capitalismo avanzato" c-e sul piano della conoscenza vuol an.

1. Penge" "toria di un ipertesto. Leggere! scrivere e pensare in forma di rete" ed. 3a +uova Italia" :irenze 1AA. 4contiene elementi filosofici e psicologici per comprendere le forme del pensiero reticolare5. 0 +elson 6. E." (l progetto )anadu" ed. :. 7uzzio" Padova 1AA2.

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dare al di l$ dell%ac&uisito" del ;gi$ dato;. In tal senso ritengo c-e il 1e' sia l%espressione pi2 significativa del concetto di ipertestualit$ 4il &uale" sotto &uesto aspetto di natura diciamo epistemologica" include i concetti di multi- o ipermedialit$5. C-iusa la parentesi. Per gli aspetti pi2 propriamente teorici rimando alla bibliografia. C Q 3%Iccidente 4razionalista per definizione5 -a sempre ritenuto la conoscenza il mezzo migliore per risolvere i problemi. 3o sviluppo della scienza infatti ! una conseguenza di &uesta concezione della conoscenza. 3%enciclopedismo ! una caratteristica tipica della nostra civilt$. 3o era anc-e prima della ipertestualit$. Anzi" possiamo dire con sicurezza c-e l%ipertestualit$ -a portato l%enciclopedismo a uno sviluppo assolutamente eccezionale" in &uanto l%aggiornamento della conoscenza ! velocissimo" puntuale" circostanziato" addirittura personalizzabile" facilmente consultabile on line e sulla base di livelli ;&uantitativi; cos9 voluminosi c-e" da un lato" l%organizzazione dei materiali diventa una fatica pressoc-( &uotidiana e" dall%altro" la convinzione di poter usare sino in fondo tutte le informazioni c-e si ricevono diventa ben presto una mera c-imera. Per poter gestire in maniera adeguata anc-e solo una minima parte della conoscenza c-e potenzialmente il Leb ci propone come utile per il nostro lavoro" i nostri interessi ecc." noi dovremmo vivere non una ma mille volte. 1e dicessi c-e in &uesto momento la massa delle informazioni residenti sulla rete ammonta a circa 20 milioni di miliardi di caratteri" mentirei" perc-( sicuramente alla fine della scrittura di &uesto articolo sar$ aumentata di &ualc-e milione di b*te 4attualmente infatti nasce un nuovo sito ogni &uattro secondi5. Eo insomma l%impressione c-e si stia passando da una grande illusione" di derivazione illuministica" &uella secondo cui "er ri0 #o$vere i "ro'$emi 'a#ta vo$er$i cono#cere " a un%illusione ancora
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?. Butti" Lavorare con gli ipertesti" ed. 6ecnic-e +uove" 7ilano 1AA18 A. Calvani" *al libro stampato al libro multimediale " ed. 3a +uova Italia" :irenze 1AA18 7. T. Urueger" +ealt artificiale" ed. Addison-Tesle*" 7ilano 1AA28 6. 7aldonado" +eale e virtuale" ed. :eltrinelli" 7ilano 1AA28 B. Tolle*" ondi virtuali" ed. Bollati Boring-ieri" 6orino 1AA,.

CC

pi2 grande" neoilluministica" &uella secondo cui con $*attua$e mega0 cono#cenza 4frutto di una interattivit$ mondiale5 "raticamente im"o##i'i$e non ri#o$vere i "ro'$emi. Cosa intendo per ;problemi;= I soliti# disoccupazione" fame" emarginazione ecc." c-e da noi in Iccidente si vedono e non si vedono" si vedono ma non si sentono" si sentono ma senza troppo impegno. Problemi ;sociali;" non ;matematici;" problemi c-e ieri si pensava di poter risolvere con gli strumenti della religione" della filosofia" della politica e c-e oggi si pensa di poter risolvere con gli strumenti delle scienze esatte. Il tempo c-e dedic-iamo a implementare le strutture c-e dovranno supportare tutta &uesta mega-conoscenza" non ! forse tempo sottratto alla gestione effettiva del bisogno sociale" cio! in sostanza al rapporto umano stricto sensu= Iggi la mega-conoscenza ! praticamente alla portata del ceto medio 4almeno nelle societ$ avanzate5# basta ac&uistare dei cd enciclopedici o fre&uentare il Leb. @uesto ! certamente un progresso della democrazia" della libert$ di parola" di informazione" di apprendimentoG +on possiamo per' nasconderci c-e la vera mega-conoscenza ! solo &uella del 1e'" non &uella dei cd-rom. Per una semplice ragione# c-e un cd non ! molto diverso da un%enciclopedia cartacea. Fsso pu' avere mille aspetti positivi c-e lo rendono preferibile alla tradizionale enciclopedia" per' ne -a uno c-e lo destina" nel mondo d%oggi" a una precoce obsolescenza# ! statico" la sua conoscenza ! ac&uisita" ! data. 3%ipertestualit$ c-%esso propone non ! ;metafisica;" ma tecnica" ! soltanto una serie di linD" senza la magia della conoscenza c-e si costruisce strada facendo. 3a vera mega-conoscenza viene offerta solo dal Leb" perc-( solo il Leb garantisce il massimo dell%interattivit$. 3%interattivit$ di un cd-rom colpisce" nel migliore dei casi" la prima volta. @uella del Leb non stanca mai" perc-( si trasforma di continuo. H magmatica. 1olo una persona inesperta o culturalmente limitata pu' pensare c-e &uesta perenne mutazione sia un fattore di disturbo" di distrazione" un rumore assordante. :ino ad oggi &uesta mega-conoscenza ! stata offerta in maniera pressoc-( gratuita" anc-e perc-( essa era il frutto di una interattivit$ basata sul volontariato. +on sto ovviamente parlando del

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fatto c-e 'mazon abbia messo in rete 4e in vendita5 milioni di titoli di libri" n( c-e la #reccani sia liberamente consultabile dall%utente Leb. 7i sto riferendo ad altre realt$# p.es. ai progetti 7anuzio" Alice" TiDipedia oppure a &uelle ottime fonti di conoscenza c-e sono le 3a. 4le domande" con relative risposte" sui problemi o sull%uso dei sistemi operativi" dei vari softLare e -ardLare" dei molti linguaggi informatici ecc.5. 7a intendo riferirmi anc-e al lavoro di c-i" gratuitamente" -a arc-iviato il contenuto di libri" riviste e giornali del mondo" tesi di laurea" leggi e decreti" enciclic-eG 6ante persone" in maniera del tutto gratuita per l%utente Leb" -anno messo a disposizione la loro competenza informatica relativa a linguaggi 4Vava" Vavascript" asp" p-p ecc.5 oggi indispensabili per produrre pagine Leb. @ueste migliaia di persone -anno potuto lavorare pi2 o meno gratuitamente appunto perc-( nei paesi avanzati la ricc-ezza diffusa -a potuto permetterlo. Ira per' vorrei porre una domanda# posto c-e il Leb costituisce il medium pi2 potente in circolazione 4non solo per il livello di conoscenze e di interazione c-e offre" ma anc-e per il business c-e pu' procurare# ! forse un caso" in tal senso" c-e i migliori motori di ricerca siano oggi &uelli trasformatisi in un%impresa commerciale=5" posto dun&ue &uesto" cosa succeder$ - mi c-iedo - &uando le grandi aziende economic-e s%impadroniranno di &uesto mezzo telematico= 3a mega-conoscenza non finir$ coll%essere subordinata alle esigenze del mercato= I forse dobbiamo pensare c-e la democrazia digitale sar$ una conseguenza del commercio elettronico= :ino adesso possiamo dire c-e il Leb ! rimasto libero# in poc-issimi siti la conoscenza ! a pagamento. Anzi ci siamo talmente abituati alla gratuit$ c-e in rete non si ! disposti a pagare neppure &uel servizio c-e invece fuori della rete lo pag-eremmo in maniera del tutto naturale. Iggi taluni motori di ricerca valgono miliardi di dollari e sono &uotati in borsa. 1e fossero comprati da una serie di multinazionali e messi improvvisamente a pagamento" come reagirebbe l%utente Leb= +on dimentic-iamo c-e le aziende tradizionali non sono ancora entrate in rete" con tutto il loro peso" semplicemente perc-( le procedure relative alle transazioni commerciali non -anno ancora

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raggiunto un livello ottimale di sicurezza. 7a ! solo &uestione di tempo. Iggi il Leb per fortuna permette delle alternative. 3a 7icrosoft -a voluto mettere Fncarta a pagamento" ma TiDipedia l%-a subissata" inducendola a c-iudere. 7a se i pi2 grandi motori di ricerca 4c-e garantiscono la maggior parte dell%informazione5 fossero a pagamento e l%utente Leb non volesse o non potesse pagare" il suo destino sarebbe segnato# perderebbe la mega-conoscenza ric-iesta dalla societ$ informatizzata. ?li altri motori infatti resterebbero troppo piccoli" oppure verrebbero prima o poi fagocitati o rovinati dalla concorrenza. +on stiamo forse gi$ assistendo al fatto c-e grossi motori di ricerca stanno ac&uistando &uelli piccoli= ,ahoo- -a comprato &uell%immensa citt$ virtuale c-iamata .eocities e -a dic-iarato c-e intende utilizzare tutti i materiali come meglio crede 4e cos9 faranno probabilmente tutti i provider c-e offrono spazio Leb gratuito oppure obblig-eranno a sorbirsi &uotidianamente della pubblicit$ non gradita5. F c-e dire di ?oogle c-e -a comprato Xoutube= 3%utente Leb sta forse cominciando a sperimentare sulla sua pelle gli effetti di una impossibile gratuit$ ad oltranza= I" se vogliamo" sta forse cominciando a sperimentare c-e l$ dove viene sbandierata una incredibile gratuit$" ! forte il pericolo di trovarsi in balia di interessi molto pi2 grandi di lui= @uel trionfo dell%anarc-ia sull%autoritarismo" c-e tanto bene -a fatto alla libert$ di pensiero" ora sta forse portando a una nuova forma di autoritarismo" c-e in Iccidente ! sempre strettamente connessa alle regole del business= Insomma -o l%impressione c-e il cerc-io si stia cominciando a c-iudere. @uella conoscenza c-e a partire dal Rinascimento" anzi" ancor prima" a partire dalla riscoperta medievale dell%aristotelismo" si pensava potesse risolvere tutti i problemi relativi alla vivibilit$ dell%esperienza umana" salvo poi dimostrare la propria drammatica inadeguatezza 4specie a partire dal momento in cui erano le classi dominanti ad appropriarsene per i loro interessi5" oggi" trasformatasi in mega-conoscenza" manifesta in maniera ancora pi2 accentuata i suoi limiti di sempre. H mai possibile c-e l%Iccidente sappia fare le sue rivoluzioni 4in &uesto caso" direbbe 7aragliano" ;semiotica e antropologica;" p. 1A5 solo con gli strumenti della conoscenza=

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Ricordo" dai miei studi universitari" &uando 7arJ si lamentava c-e nella sua ?ermania si era fatta la rivoluzione borg-ese solo nel pensiero 4la filosofia idealistica5" mentre in :rancia si era avuto il coraggio di farla anc-e nella pratica" con la rivoluzione dell%CA. +aturalmente aveva torto a pensare c-e &uest%ultima rivoluzione" solo perc-( ;politica;" fosse migliore dell%altra# le conseguenze devastanti sul piano umano ci -anno anzi indotto a pensare il contrario. F tuttavia mi c-iedo se con &uesta rivoluzione informatica non si stia risc-iando di creare un divario ancora pi2 grande tra i paesi avanzati" padroni di immense ricc-ezze" di un super-sapere" e i paesi arretrati" ricc-i solo di miseria" d%ignoranza e soprattutto di popolazioni. +on dimentic-iamo c-e solo il 10K della popolazione terzomondiale usa il telefono e c-e i ,)4 della popolazione della 6erra possiede appena il 12K delle reti di telecomunicazione mondiali. In tutta l%Africa gli utenti c-e sul lavoro si collegano alla rete non superavano le C00.000 unit$ alla fine del %AA8 in 1udamerica erano 4" milioni8 in tutta l%Asia solo 22 milioni. Cifre ridicole rispetto a &uelle statunitensi e canadesi# 100 milioni" ed europee# , milioni 4a fine %AA5. +on a caso l%utente medio ! una persona tra i 1C e i , anni" istruito e benestante" sicuramente padrone della tecnologia. H vero c-e Internet permette all%utente-medio" con una spesa relativamente modesta" di crearsi una propria nicc-ia commerciale e di realizzare" in maniera insperata" determinati profitti" ma ! anc-e vero c-e &uesto risultato presuppone tutto un bagaglio di conoscenze e competenze c-e renderebbero subito &uell%utente-medio in un paese arretrato un%autentica mosca bianca. <un&ue come potr$ il Leb aiutare l%C0K dell%umanit$ a raggiungere i livelli del restante 20K" o forse ! &uesto 20K c-e deve cominciare ad abbassare di un po% il proprio standard di vita= +oi occidentali diciamo c-e la rete offre grandi opportunit$ di realizzazione personale anc-e a c-i non ! ;figlio di pap$;" ma si tratta sempre di una possibilit$ di sviluppo interna alla nostra societ$ avanzata" dove le opportunit$ per ac&uisire individualmente una competenza sufficiente per padroneggiare i mezzi informatici sono relativamente alte. Insomma" per concludere" io vorrei davvero c-e il Leb venisse vissuto non solo come fonte di ac&uisizione di una mega-conoscenza o come occasione di commercio elettronico per la massa de-

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gli utenti" ma anc-e e soprattutto come grande opportunit$ per sviluppare il concetto di democrazia. 3a rete p.es. ! servita a denunciare e scongiurare l%esecuzione programmata del giornalista americano 7umia Abu-Ramal" anc-e se gli appelli da pi2 parti avanzati in rete per salvare la vita di R. I%<ell non -anno sortito lo stesso effetto. H servita anc-e a dar voce ai contadini oppressi della rivolta del C-iapas" a sostenere la causa degli studenti di piazza 6ienanmen" a mettere 1araVevo in collegamento col mondo durante la guerra in Bosnia. H servita persino a permettere la cattura degli assassini del leader ecologista brasiliano C-ico 7endes. F &uesti son solo degli esempi. +on sto ovviamente pensando all%idea di sostituire la democrazia delegata" indiretta" con &uella elettronica" c-e si presume pi2 diretta e partecipata. 1to semplicemente pensando all%idea di utilizzare tutte le risorse del Leb per migliorare in maniera concreta i rapporti sociali esistenti.A 1e davvero in Leb la geografia non esiste" dimostriamolo aiutando i ,)4 dell%umanit$ a emanciparsi.10

1. 6urDle" La vita sullo schermo" ed. Apogeo" 7ilano 1AA0. >. >ita" L'inganno multimediale" ed. 7oltemi" Roma 1AAC e P. 3(v*" L'intelligenza collettiva. /er un'antropologia del c0berspazio " :eltrinelli" 7ilano 1AA..
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I$ "$ura$i#mo de$$*in%ormazione

1uggerimenti del manuale di stile del ;Uansas Cit* 1tar;" presso cui scriveva da giovane F. EemingLa*# /sa frasi brevi. /sa attacc-i brevi. /sa una lingua robusta. 1ii positivo. Fvita il passivo. Flimina ogni parola superflua.

Igni storia c-e si racconta dovrebbe prevedere percorsi diversi" alternativi" opzionali. ?uai alle storie c-iuse" unilaterali" non aiutano in alcun modo lo sviluppo della dialettica. /na storia pu' ovviamente finire in un modo piuttosto c-e in un altro" per' occorre sempre mettere in evidenza c-e a &uel finale i protagonisti sono giunti a motivo delle scelte compiute 4buone o cattive c-%esse siano state5. Iccorre cio! c-e il narratore eviti di far credere all%interlocutore 4lettore o ascoltatore5 c-e la dominante della storia sia il destino o" peggio" la casualit$. Il destino non ! altro c-e un susseguirsi di scelte" in cui il caso -a giocato una parte irrilevante o comun&ue poco significativa. Il narratore dovrebbe persino concludere la sua storia lasciando credere c-e" nonostante le molte scelte negative compiute" esiste ancora una via d%uscita. Cio! dovrebbe indurre a considerare gli errori dei protagonisti come un motivo sufficiente per non ripeterli. In effetti" se coltivassimo meglio il valore della memoria storica" faremmo sicuramente meno errori" sprec-eremmo meno risorse ed energie. H l%ingenuit$ o l%incoscienza di credere in un progresso proiettato all%infinito c-e ci rende presuntuosi nei confronti del passato" delle tradizioni" dei valori c-e ci sono stati trasmessi. Fcco perc-(" ad un certo punto" ci troviamo a dover ricominciare da zero. 3e

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guerre non sono c-e il risultato di &uesta dimenticanza storica" c-e si protrae eccessivamente nel tempo. Infatti" &uanto pi2 si dimentica il passato" tanto pi2 si ! portati a credere c-e il male sia un prodotto inevitabile del destino. :orse non ! un caso c-e le culture legate a &uesto concetto di destino siano anc-e &uelle pi2 individualiste. /na cultura popolare -a fiducia nelle proprie risorse e non -a paura degli errori c-e compiono le singole persone. :orse non ! un caso c-e la cultura occidentale" individualista per definizione" abbia una volont$ di risolvere i problemi 4di cui -a consapevolezza5 assolutamente inadeguata. +oi sappiamo ci' c-e non funziona" ma non sappiamo come farlo funzionare. :orse non ! un caso c-e i media tendano progressivamente a ridurre al minimo il livello di consapevolezza della gravit$ dei problemi. +on ! singolare c-e le notizie di tipo effimero vengano continuamente mescolate a &uelle drammatic-e= +on ! forse &uesto il modo di presentare una notizia come fine a se stessa= 3a notizia viene data non allo scopo di far riflettere su come risolvere un determinato problema" ma solo allo scopo di difendere un potere costituito o per ricavarci un profitto economico 4p.es. attraverso la pubblicit$5. 3e notizie ci vengono somministrate in un modo cos9 amorale e in cos9 grandi &uantit$" c-e alla fine non c%interessa affatto sapere cosa veramente sia accaduto. 3a notizia stimola soltanto una sorta di curiosit$ fine a se stessa" come &uando si leggono dei giornali in attesa del proprio turno di visita o di lavoro. Perc-( in Italia vengono letti cos9 poc-i &uotidiani= Perc-( le neLs c-e ci passano la televisione e la radio sono sufficienti per le nostre esigenze di curiosit$ sui fatti del mondo. @uando vogliamo notizie personalizzate ci rivolgiamo al Leb. I mass media classici 4radio" tv e giornali5 -anno creato un utente al &uale non interessa approfondire per capire e per poter contribuire a risolvere un determinato problema. A noi interessa semplicemente restare &uel minimo aggiornati per non fare brutta figura di fronte al collega c-e ci c-iede# ;Eai visto cosa ! successo=;. 3a nostra consapevolezza degli avvenimenti non ! c-e un%ac&uisizione sterile di nozioni astratte" c-e ci piovono addosso come un fiume in piena. Cio! non ! mai il prologo di un%azione c-e pu' di-

ventare partecipata" con valenza educativa e finalit$ politica. /n% informazione dovrebbe essere trasmessa solo a condizione di portare a una &ualc-e ;azione; socializzante 4piccola &uanto si vuole" ma pur sempre reale" efficace5. Anc-e nel mondo della scuola ! assurdo pensare c-e la ripetizione pi2 o meno fedele di nozioni prestabilite debba essere considerato come il massimo obiettivo dell%azione educativa. Q 1arebbe interessante analizzare i seguenti aspetti televisivi# 1. le immagini offrono un senso maggiore di realismo" anc-e se oggi si -a piena consapevolezza c-%esse possono essere manipolate non meno delle parole8 le manipolazioni non riguardano solo la produzione stessa delle immagini" cio! la possibilit$ di falsificarle in maniera digitale" introducendovi elementi estranei ecc." ma riguardano anc-e l%uso c-e affianca la trasmissione della notizia# la scelta delle immagini a corredo della neLs spesso non ! casuale8 2. il condizionamento ideologico e politico in televisione ! pi2 forte &uando non ! diretto" cio! &uando viene lasciata l%illusione di credere c-e a decidere sia il telespettatore8 sotto &uesto aspetto ! importante fingere imparzialit$" disponibilit$ al dialogo" ad ascoltare le minoranze" le opposizioni ecc.8 peraltro ! noto c-e c-i parla per ultimo offre spesso l%illusione di avere pi2 ragione del proprio interlocutore8 ,. &uando gli interlocutori si parlano addosso" senza ascoltarsi" fanno della pessima televisione" poic-( da parte del telespettatore viene istintivo cambiare canale8 4. l%uso delle notizie di cronaca nera generano ansia nel pubblico e lo convincono di vivere in un paese poco sicuro8 di regola le tv governative minimizzano &ueste notizie" mentre &uelle di opposizione le esaltano.

A.

La #crittura digita$e

Igni volta c-e si ritorna sugli stessi argomenti" ogni volta c-e si riprendono in mano gli stessi libri" &uelli scritti da altri" si finisce col fare commenti di natura diversa" coi &uali si mettono in evidenza aspetti diversi. <un&ue a c-e serve dare alle stampe il proprio pensiero= /n libro non ! solo &ualcosa di fisicamente definito" ! anc-e &ualcosa di definitivo" di semanticamente incontrovertibile. +on si pu' pi2 tornare indietro" non si pu' pi2 prescindere da ci' c-e si ! scritto" da ci' c-e si ! fissato in maniera univoca sulla carta. 3%editoria cartacea ! la morte della dialettica" in &uanto impedisce il ripensamento. Per fare autocritica bisogna scrivere un altro libro" ma intanto &uello precedente resta. F poi vi ! sempre il risc-io di dover fare un%ulteriore revisione della propria autocritica" in un andirivieni c-e finisce soltanto perc-( ad un certo punto si ! costretti a morire. H indubbiamente molto meglio non scrivere nulla" oppure affidarsi unicamente alla scrittura digitale" &uella c-e pu' essere modificata in &ualun&ue momento" senza lasciare tracce della precedente. 3a sovrascrittura ! la vera rivoluzione del digitale" c-e ! poi una conseguenza dell%interazione-utente. 7a c%! di peggio. /n libro c-iude inesorabilmente il presente dentro le sue pagine# cosa c-e il pensiero umano pu'" anzi deve rifiutarsi di accettare. 3%uomo vuole poter ripensare il proprio passato in &ualun&ue momento" vuole essere lasciato libero di leggere e rileggere le cose come meglio crede. +on ama ipotecare il futuro" meno c-e mai il proprio" dando interpretazioni univoc-e al suo stesso presente. A meno c-e non sia un fanatico" un intollerante. /n uomo libero e democratico lascia c-e il futuro si costruisca da solo. 3%unica sua preoccupazione ! &uella di vivere il presente nel miglior modo possibile" sempre considerando c-e nulla ! mai uguale a se stesso# tutto ! in movimento" ;tutto scorre;" diceva Fraclito" ;non si pu' discendere due volte nel medesimo fiume e non si pu' toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato;.

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H la metamorfosi c-e ci domina. @uando ci guardiamo allo specc-io" persino noi non siamo noi stessi# l%identit$ cambia di continuo" in maniera progressiva" seppure con lentezza. 1baglia c-i vuol accelerare il processo" ma anc-e c-i vuole bloccarlo. +on siamo mai uguali a noi stessi cambiamo dentro" cambiamo fuori cambiamo anc-e se non lo vogliamo e &uando non lo facciamo con stupore o con tristezza il perc-( ci c-iediamo. <un&ue per &uale motivo dovremmo dare di noi un%immagine fissa" statica" pubblicando un libro= F se &uesta immagine risultasse col tempo la nostra peggiore= F se ci dovessimo pentire di averla fissata sulla carta" come fece Agostino d%Ippona con le sue +itrattazioni= +on ! forse meglio lasciare in eredit$ la propria scrittura digitale a c-i si assumer$ il compito di proseguirne lo spirito modificandone perennemente la forma= 3asciamo dun&ue ai posteri non semplicemente la possibilit$ di conservare ma anzitutto &uella di modificare senza tradire. Cos9 nessuno potr$ dire di noi# ;H datato;. Resteremo sempre contemporanei. 6utta la linea della storia si restringer$ in un unico punto" da dove potremo guardare ogni cosa.

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La vanit( de$$e "aro$e

Anc-e la scrittura ! un%illusione" poic-( con essa si -a la pretesa di fermare il tempo" di dire cose essenziali" c-e rispecc-iano fedelmente la realt$. 7a la vera realt$ ! il rapporto umano vissuto con giustizia 4nell%accezione russa" ovvero con libert$ e verit$ insieme5. 1oltanto da se stesso il rapporto pu' essere adeguatamente riflesso. 3a verit$ del rapporto umano ci convince della sua stessa profondit$# ogni altro tentativo dobbiamo guardarlo con sospetto" considerarlo con relativit$ e approssimazione. 3e parole -anno valore solo nella misura in cui parlano di un%esperienza reale" esistente" verificabile" e -anno significato solo nel momento in cui si dicono" poic-( la loro permanenza 4nello scritto5 non implica mai di per s( la permanenza del rapporto cui esse si riferiscono. Fcco perc-( nella storia del pensiero umano spesso si verificano dei regressi" dei tradimenti" rispetto alle altezze e profondit$ di un determinato pensiero. ?li uomini devono fare di tutto perc-( resti salvaguardato il rapporto umano" la possibilit$ di viverlo" il metodo per poterlo vivere. Il resto pu' anc-e andare perduto" se ci ! di ostacolo alla realizzazione di tale scopo. /n giorno finir$ la pretesa delle parole 4scritte soprattutto5 di fissare &ualcosa 4una verit$" una virt2" un%interpretazione...5# le parole non possono mai sostituire i fatti. 3a pretesa inoltre non regge il fluire del tempo" anzi &uando essa aspira all%immortalit$" si rivela anc-e profondamente falsa e mistificante" poic-( il senso pi2 vero delle parole ! relativo al contesto in cui sono state formulate" e la realt$ di &uesto contesto non ! mai esattamente riproducibile 4nemmeno una fotografia o una ripresa cinematografica sono in grado di riprodurre fedelmente la realt$5 e comun&ue il significato di una specifica realt$ sfugge alla comprensione di c-i non ! in grado di immedesimarsi con la sua struttura e le sue dinamic-e 4il c-e in maniera esaustiva non pu' mai avvenire5. 3e parole valgono come segno di &ualcos%altro" cio! come rimando di &ualcosa c-e ! pi2 profondo di ci' c-%esse possono indicare. +on ! il sapere c-e rende liberi. 3%espressione giovannea# ;3a verit$ vi far$ liberi;" pecca d%intellettualismo 4o di gnosticismo5" poic-(

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solo la libert$ rende liberi" e la libert$ non ! frutto di un%ac&uisizione del pensiero 4come vuole l%idealismo5. H la pienezza della vita" la soddisfazione di sapere c-e nella vita sociale non vi sono persone sottoposte a umiliazioni e sfruttamenti" c-e rende liberi. +essuno -a il diritto di sentirsi libero &uando attorno a lui vi sono mille modi d%essere sc-iavi. 1ul piano del pensiero la forma suprema della verit$ dell%uomo ! la tautologia# ;3%uomo ! ci' c-e !;" e nessuna parola potr$ nascondere la realt$ dell%uomo" nessuna potr$ modificarla senza l%intervento della volont$. 3a tautologia non ! la fine del pensiero" ma la sua perfetta conformit$ alla prassi. 3a tautologia" infatti" pu' essere vissuta solo nel presente" secondo le leggi" i valori" le consuetudini del presente" poic-( la contraddizione antagonistica pu' essere superata solo nel presente. 3e parole dun&ue vanno sempre ;pesate;" poic-( esse" molto facilmente" possono costituire un inganno" una finzione" uno strumento utile per nascondere il vuoto della propria vita. 3e parole sono utili &uando rimandano" come l%onda di un%eco" a una fonte precisa" individuabile" a un%esperienza in atto" c-e ! praticabile da c-i ascolta. 3e parole -anno efficacia solo nella misura in cui vengono applicate# &uesto criterio dovrebbe facilmente discriminare i discorsi aventi un metodo operativo da &uelli fini a se stessi. 1enza tale praticabilit$ le parole non servono a nulla" sono mere opinioni e non pongono gli uomini di fronte alle loro responsabilit$. 3%uomo dovrebbe arrivare a vivere un%esperienza la cui credibilit$ fosse cos9 evidente e immediata da rendere inutile &ualun&ue esemplificazione teorica. 7a ! possibile &uesto= Pu' non essere possibile" ma se non lo !" ! bene allora sapere c-e tutta la scrittura ! in fondo una forma di alienazione" una sorta di mistificazione. Il peso eccessivo c-e nella nostra civilt$ diamo alla scrittura" ! indice di una separazione tra teoria e prassi" tra essere e dover essere. +oi ci diciamo ci' c-e dovremmo essere perc-( non riusciamo pi2 ad essere ci' c-e siamo" e &uanto pi2 scriviamo cose per il dover essere" tanto pi2 ci allontaniamo dall%essere" poic-( la moltiplicazione della scrittura ! indice sicuro di crescente alienazione. +oi di fatto non sappiamo pi2 cosa sia l%essere. Il nostro esserci ! come la sceneggiatura di un film# pura forma" priva di sostanza. 6utta la nostra civilt$ ! basata sull%apparenza di forme c-e non ri-

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mandano a nulla di significativo per l%essere" perc-( presumono di autogiustificarsi o comun&ue di giustificare un sistema di vita contro l%essere. 3a scrittura come pretesa di risoluzione dei problemi della vita ! illusoria" e la scrittura come mera constatazione dei problemi ! inutile. 1iamo sommersi da parole c-e non ci dicono veramente nulla" c-e non ci migliorano. 3e parole ormai si scrivono da sole" non nascono da &ualcosa di significativo" di vitale" di essenziale per la vita umana" ma piuttosto dall%assenza di &ualcosa c-e dovrebbe farci essere. 3a scrittura ! il riflesso di una societ$ c-e non sa pi2 c-i !" c-e non -a memoria di s(" c-e ! composta di atomi isolati" privi di identit$ sociale. 3a scrittura ! la pretesa di dare un senso alla vita" dopo c-e si ! gi$ fatto di tutto per togliere alla stessa vita il senso naturale e umano c-e aveva" &uello c-e si trasmetteva attraverso le generazioni" senza alcuna scrittura" ma solo oralmente. @uando c%era la trasmissione orale del sapere" era meglio conservata la sua memoria. Iggi non abbiamo pi2 memoria di niente. Ci affidiamo a memorie enciclopedic-e" meramente nozionistic-e" il cui sapere ! solo una &uantit$ enorme di nozioni astratte" mentre la nostra vita" per essere &uel c-e dovrebbe essere" -a bisogno solo di poc-e certezze" collaudate" sperimentate dalle generazioni precedenti" nel corso di secoli" anzi di millenni. 6utta la nostra conoscenza enciclopedica" tutto il nostro sapere pervasivo non ci aiuta in nulla a migliorare la nostra vita. +oi in realt$ non sappiamo neppure &uali siano gli atteggiamenti" i pensieri" le parole pi2 spontanee e naturali" c-e dovremmo avere" provare" dire... I rapporti sociali sono diventati terribilmente complicati perc-( da un lato non possiamo fingere c-e non vi siano stati duemila anni di storia in cui si ! cercato di affermare dei valori umani e naturali" e dall%altro siamo nondimeno consapevoli c-e tali valori non si sono mai realizzati" e la discrepanza fra teoria e prassi oggi ci sta portando alla follia. Ci dicono c-e per difenderci dagli abusi" dalla corruzione" dalla prepotenza... ! sufficiente sapere come stanno le cose. 7a anc-e &uesta conoscenza ! solo illusoria" sia perc-( manipolata e

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selezionata alla fonte" sia perc-( in definitiva non ci serve a migliorare la &ualit$ della vita. +oi restiamo &uel c-e siamo" o meglio &uel c-e non siamo" a prescindere dalle conoscenze c-e abbiamo. Aver la pretesa di dire &ualcosa di originale con la scrittura" a prescindere dalla vita c-e si vive" ! pura illusione. 3%originalit$ sta proprio nel non aver bisogno della scrittura per sentirsi veri. Q 3a scrittura -a un valore molto limitato in &uanto ! illusoria la pretesa di una coerenza teorica. F ancora pi2 illusorio ! il tentativo di voler mettere in pratica ci' c-e si ! teoricamente affermato in contesti diversi da &uelli in cui una determinata teoria ! stata formulata. 3a coerenza teorica viene tanto pi2 ricercata &uanto meno si ! capaci di coerenza pratica" e la coerenza pratica altro non deve essere c-e l%impegno a favore dell%affermazione della libert$ per tutti. /na &ualun&ue astratta fedelt$ ai principi non -a alcun senso. /n soggetto c-e -a idee rivoluzionarie e non riesce ad applicarle" facilmente cerc-er$ di compensare tale frustrazione producendo teoria rivoluzionaria in forma scritta. 7a una teoria del genere non serve a nulla" perc-( troppo astratta o scolastica o dogmatica. 3a verit$ non ! una cosa di cui uno possa dire# ;eccola;. 3a verit$ di una cosa non ! mai patrimonio di un singolo o di un gruppo di intellettuali" ma ! sempre l%esito di un rapporto sociale" diretto" tra le masse e la consapevolezza dei loro bisogni. @uindi ! &ualcosa di molto fluido" soggetta a mutamenti continui. /n individuo autenticamente rivoluzionario sta continuamente a contatto con la gente e non -a tempo per scrivere o comun&ue ! consapevole c-e non ! scrivendo c-e si risolvono i problemi sociali. I problemi sociali si risolvono socialmente" con la partecipazione attiva della gente. 1e non c%! possibilit$ di risolverli in maniera amministrativa" sociale o pacifica" allora la &uestione diventa politica" conflittuale o addirittura rivoluzionaria. Per fare le rivoluzioni non occorre la ;scrittura;# occorrono armi" masse" organizzazione legale e illegale" aperta e clandestina.

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H un errore gravissimo fidarsi ciecamente di &uanto altri -anno scritto in precedenza sull%argomento. Bisogna basarsi sul contesto in cui si vive e agire con le persone c-e ci vivono. Pi2 importanti di &ualun&ue teoria sono i bisogni della gente" c-e devono trovare soddisfazione col concorso della stessa gente. 1e si punta tutto sulla teoria" sar$ inevitabile c-e gli intellettuali strumentalizzino i bisogni della gente comune per poter ac&uisire un potere personale. Q Il processo della scrittura ! strettamente legato alla formazione e allo sviluppo delle civilt$ 4storicamente &uindi ! nato circa .000 anni fa5" nel senso c-e &uanto pi2 &ueste si perfezionano" tanto pi2 si tende a dare importanza alla parola scritta. 1embra c-e &uesta sostituisca la tradizione" riempia un vuoto esistenziale" s%interponga tra la vita reale e la mancanza di rapporti sociali. 3a scrittura serve sostanzialmente per ingannare le masse ignoranti" per tenerle sottomesse" per garantire la separazione delle classi" delle caste" dei ceti sociali. +on ! solo una forma d%illusione personale" la pretesa di una coerenza formale" astratta" illusoriamente antitetica a una vita alienata" priva di vero significato8 ! anc-e una forma di coercizione sociale" in &uanto si fa coincidere la cultura con l%erudizione" il sapere di un popolo col sapere dell%intellettuale. 3e conoscenze della tradizione popolare" ripetute nei secoli" nei millenni" attraverso la trasmissione orale delle generazioni" sono state arbitrariamente sostituite dalle conoscenze della riflessione individuale o di piccoli gruppi privilegiati" staccatisi dal popolo" c-e in nome della scrittura" del sapere scientifico ed enciclopedico" -anno imposto il rispetto di forme di civilt$ c-e di umano e di naturale non -anno nulla. Al punto c-e oggi noi identific-iamo la storia con la scrittura e c-iamiamo ;preistoria; tutto ci' c-e precede la scrittura. C%! solo un modo per togliere alla scrittura il suo primato# vivere dei rapporti sociali secondo natura" porre la natura al centro dei propri interessi" condivisi da un collettivo. <obbiamo togliere alla scrittura il suo potere illusorio e coercitivo. 3a coerenza non sta nella logica delle parole" ma nel rispetto integrale delle leggi della natura8 senza &uesto rispetto la scrit-

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tura inevitabilmente viene usata come forma d%inganno nei confronti di c-i non la padroneggia. 3a scrittura !" nell%ambito delle civilt$ antagonistic-e" un%arma potente al servizio delle classi c-e dispongono di potere politico ed economico. 3a figura sociale dell%intellettuale va fortemente ridimensionata. 3%intellettuale deve soltanto diventare colui c-e tutela meglio gli interessi della natura" colui c-e trasmette meglio le conoscenze utili a &uesta tutela. +on c%! alcun modo di realizzare &uesto se non rendiamo possibile un%esperienza sociale della ;natura; c-e faccia uscire &uest%ultima dalla logica dello sfruttamento tipica delle civilt$ antagonistic-e. Q Abbiamo bisogno di vivere la vita" c-e non pu' mai coincidere con le parole" sia nel senso c-e le parole -anno la facolt$ di mistificare le cose" facendo apparire significativa una vita c-e non lo !8 sia nel senso c-e" &uand%anc-e le parole esprimono una vita reale" &uesta ! sempre &ualcosa di pi2 delle sue parole. 3e parole andrebbero misurate" soppesate" ridotte all%essenziale" proprio per timore di dire pi2 di &uanto la vita ci consenta. +on possiamo risc-iare di avere &uella c-e gli indiani c-iamavano una ;lingua biforcuta;" altrimenti" &uando diremo la verit$" non troveremo nessuno disposto a crederci. F nella nostra solitudine" &uand%essa verr$ per colpa nostra" non potremo certo reagire con la forza# la verit$ non sa c-e farsene della forza. +on ! detto c-e la verit$ stia nella sincerit$" ma certamente &uesta aiuta a trovarla. :orse la verit$ non -a neppure le parole per essere detta# la verit$ pu' solo essere sentita" cos9 come la vita pu' soltanto essere vissuta. F c-i pretende d%indurre alla verit$ soltanto con le parole" non -a certamente pi2 possibilit$ di c-i vuole indurre alla falsit$ usando le stesse parole. In s( le parole non servono a nulla" e anzi non ! da escludere c-e gli esseri umani si capissero meglio" nel passato" &uando avevano poc-e parole o &uando non avevano bisogno di dirsi molte cose. +on perc-( &uando vi sono meno parole" vi sono meno possibilit$ di

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fraintendimenti" o perc-( con minori esigenze ci si comprende pi2 facilmente" ma perc-(" nel passato" era la vita in comune c-e c-iariva le cose" rendendo superflue le parole o" &uanto meno" le parole" &uelle pi2 importanti" non venivano usate per capirsi" ma solo per dirsi# erano parole poetic-e" musicali" in cui l%altro si riconosceva facilmente proprio perc-( provenivano da una stessa vita.

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Linguaggio& autocon#umo e $i'ert( di co#cienza

I (l linguaggio esiste prima del linguaggio. 3a paradossalit$ di &uesta affermazione ! tollerata in &uanto gli esseri umani sanno andare al di l$ di &uello c-e dicono. Cosa c-e tra gli animali e i computer 4ma spesso anc-e negli ambienti di tipo militare5 non viene consentito. +oi possiamo dire cose apparentemente assurde" logicamente insensate" eppure suscettibili di interpretazioni metalinguistic-e" &uelle c-e ci distinguono da tutti gli altri esseri viventi" c-e di regola -anno bisogno di messaggi c-iari e distinti. 1e per comprendere il significato di un%espressione o di un intero codice linguistico bastasse conoscere dei meccanismi di tipo logico-sintattico" ad un certo punto ci verrebbe tutto a noia" anc-e nel caso in cui non fossero esaurite le possibili combinazioni lessicali. H proprio la mancanza di ambiguit$ nelle espressioni linguistic-e c-e rende arida la comprensione e limitata l%interpretazione semantica. +oi abbiamo costantemente bisogno di andare al di l$ dell%evidenza. 1e ci pensiamo" il linguaggio informatico" c-e pur -a permesso a buona parte dell%umanit$ di fare enormi passi avanti" !" dal punto di vista propriamente ;umano;" incredibilmente limitato. 1e partiamo dal presupposto c-e il linguaggio ! anzitutto comunicazione e c-e la comunicazione primordiale era monosillabica" fonematica" dovremmo dire c-e il linguaggio pi2 universale del mondo" c-e ogni adulto ! in grado di capire" ! proprio &uello dei neonati. 3%uomo si esprime anc-e a gesti" a sguardi" a sillabe e fonemi. 3o capiamo p.es. &uando un neonato ! pi2 ricettivo di un altro" -a pi2 voglia di interagire. Fsattamente come riusciamo ad accorgerci &uando" a teatro o al cinema" una stessa battuta" detta da due attori diversi" produce risultati incredibilmente diversi" c-e sono poi &uelli c-e permettono di distinguere un tipo di recitazione da un%altra. +on dobbiamo per' pensare c-e &uesto linguaggio ;primordiale;" solo perc-( apparentemente meno evoluto di &uello forbito

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degli intellettuali" possa essere per definizione pi2 vero" pi2 genuino" pi2 autentico del nostro. 3%essere umano" proprio perc-( connaturato in lui" impara molto presto a usare il linguaggio in maniera ambigua" strumentale" per ottenere con l%inganno" la minaccia" il ricatto" una soddisfazione piena e immediata dei propri desideri. Il linguaggio ! strettamente correlato alla libert di coscienza e &uesta ci ! data dalla nascita. Il legame si pone secondo gradi" forme e modi molto diversi" nel tempo e nello spazio" al punto c-e per capirci dovremmo prima trovare un denominatore comune" molto semplice" elementare" ma fondamentale. Il soggetto -a bisogno di comunicare prima ancora di nascere. H proiettato verso l%esterno" proprio per capire il proprio interno. 1i forma guardando fuori" per potersi guardare dentro. Il soggetto istintivamente interpreta la realt$ e" cos9 facendo" si d$ un%identit$" comprende se stesso. +on c%! prima l%identit$ e poi la diversit$ o l%alterit$" ma c%! una realt$ composita" ambivalente" in cui i due elementi 4io" non-io5 interagiscono" condizionandosi a vicenda. Anc-e l%animale interpreta la natura" ma" avendo esigenze molto limitate" non si pone mai eccessive domande. ?li animali -anno fondamentalmente cin&ue esigenze# alimentarsi" riprodursi" controllare il territorio" proteggere la prole e addestrarla alla sopravvivenza. +egli animali superiori esiste anc-e l%esigenza ludica. Ad essi invece manca totalmente l%esigenza artistico-simbolica" la capacit$ astrattiva c-e porta a interpretare la realt$ in maniera diversa dall%apparenza o dall%evidenza 4ecco perc-( diciamo c-e la verit$ non ! sempre &uello c-e si vede" e c-i pensa di poter credere solo a ci' c-e vede" inevitabilmente s%illude5. ?li animali non -anno la libert$ di coscienza" poic-( appunto agiscono istintivamente o secondo la volont$ umana. /n animale ! ;buono; secondo i criteri del proprio istinto" ma &uesto" dal punto di vista umano" non significa nulla# potrebbe anc-e compiere azioni c-e" mentre a lui paiono naturali" a noi sembrano del tutto disumane. 3o stesso animale potrebbe sopportare molto malvolentieri d%essere addestrato o addomesticato secondo il nostro concetto di ;bont$; o di ;utilit$;. Il linguaggio animale ! necessariamente ridotto al minimo essenziale. /n animale non ama per il gusto di amare" ma per ripro-

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dursi. F c-i ama gli animali pi2 degli esseri umani ! perc-( si porta una ferita nel cuore" &uella appunto c-e lo induce a cercare rapporti semplici" diretti" non complicati dall%ambiguit$ delle cose. <al modo come gli altri reagiscono alle sue domande" un individuo pu' verificare se le risposte sono compatibili con &uello c-e lui sente di essere. +on ci sono per' un soggetto e una realt$ separati" posti uno di fronte all%altra. 3%interazione ! reciproca# domande e risposte partono ora da uno" ora dall%altra. 3a cosa straordinaria di &uesto processo ! c-e &uando avviene secondo princ9pi innaturali" cio! secondo valori non tipicamente umani" col tempo tende ad aggiustarsi" in &uanto le contraddizioni non riescono ad essere sopportate oltre un certo limite. /n cane pu' morire di vecc-iaia" legato a una catena" magari sempre pi2 incattivito. /n uomo invece deve darsi delle ragioni per morire in &ueste condizioni" proprio perc-( istintivamente non riuscirebbe a farlo. 1pesso le rivoluzioni sorgono proprio &uando si avverte c-e la vita non -a un valore pi2 grande della libert$ perduta" cio! &uando si preferisce risc-iare di morire pur di liberarsi della propria sc-iavit2. Per realizzare &uesto possono occorrere anc-e secoli e secoli" soprattutto &uando si lasciano incancrenire i problemi. @uando gli antagonismi sono di recente formazione" in genere possono essere superati pi2 facilmente" ma &uesto non vuol dire c-e non occorra una presa di posizione da parte di &ualcuno. Anc-e la medicina" di fronte ai primi sintomi del male" dice la stessa cosa# la causa di tanti mali non sta forse nella pigrizia degli stessi malati= e &uesta non ! forse la risultante di una concezione fatalistica della vita= 1e la memoria di un collettivo" basata su valori positivi" ! ancora viva" il risc-io pu' diventare &uello di illudersi di poter sopportare meglio gli antagonismi. @uesto ! uno dei motivi per cui nella storia le rivoluzioni sono piuttosto rare. Ci si illude sempre di poter risolvere i problemi senza particolare fatica" eventualmente scaricandone il peso sui soggetti pi2 deboli# il colonialismo non ! forse nato cos9= F c-e dire del fatto c-e le forme autoritarie del potere sono pi2 deboli &uando gli antagonismi sociali" all%interno di una societ$" si sono col tempo consolidati= @uante volte abbiamo visto agire gli statisti a favore di un aumento della democrazia proprio per conservare meglio la dittatura del pi2 forte=

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3a storia pu' essere letta come un confronto continuo tra memoria e desiderio# &uando la prima viene infranta" il secondo dovrebbe reagire immediatamente" ma &uanto pi2 tardi lo fa" tanto pi2 ! difficile recuperare &uella" e &uanto pi2 ! difficile il recupero" tanto pi2 il desiderio tende a esprimersi in maniera irrazionale. 1in dalla nascita l%essere umano -a in s( &ualcosa di naturale c-e" se anc-e viene negato dalla realt$" non pu' per' essere definitivamente cancellato# rimane in un certo senso latente nell%inconscio. II 3a realt$ non riesce ad essere sempre uguale a se stessa ed ! un bene c-e sia cos9. Fvolve di continuo" proprio perc-( il soggetto -a bisogno di trovare l%oggetto compatibile con se stesso" a meno c-e non ritenga di averlo sufficientemente trovato# in tal caso i progressi sono infinitamente pi2 lenti e anzi visti con sospetto. 7a &uesto accade" in genere" &uando l%ambiente presenta notevoli difficolt$ per l%adattamento umano. 3e grandi civilt$ si sono formate in ambienti geografici molto ostili 4paludosi" desertici5 e -anno potuto sviluppare un notevole progresso tecnico-scientifico" rendendo &uegli ambienti pi2 vivibili. 6uttavia &uesto -a comportato una certa sc-iavizzazione di massa" senza la &uale sarebbe stato impossibile lavorare in &uelle condizioni. In &uesta ricerca delle migliori compatibilit$ ambientali" -anno la meglio i soggetti pi2 forti" c-e non necessariamente sono i migliori e neppure &uelli c-e danno alla propria forza un attributo di ;fisicit$;. I pi2 forti sono &uelli c-e s%impongono" c-e si fanno valere o sulle tendenze centrifug-e o su &uelle troppo conservative. @uesta imposizione pu' essere positiva o negativa# non c%! un criterio astratto per definirla. 1e un collettivo nega i valori umani" la reazione di un soggetto pu' essere positiva. 7a &uesta reazione pu' anc-e peggiorare la negativit$" anc-e contro le intenzioni di c-i l%-a posta. +on c%! nessun criterio c-e a priori possa definire &uando una transizione ! positiva o negativa. 1ono solo le circostanze c-e possono deciderlo" &uelle in cui gli uomini possono giocarsi la loro libert$ di coscienza" la loro libera scelta 4c-e ! sempre relativa appunto alle circostanze di tempo e luogo5.

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+eppure il criterio della maggioranza pu' in s( essere sufficiente. +eppure &uello della tradizione" anc-e se &uest%ultimo -a un peso non indifferente. 1e la forza ! positiva" il fatto di basarsi su una tradizione consolidata" la rende ancora pi2 forte. :acilmente la maggioranza s%adegua alla tradizione" &uando &uesta ! positiva. 7a &uando si spezza la catena della tradizione" anc-e la maggioranza tende facilmente a disgregarsi# non viene pi2 avvertita come un vincolo positivo" ma come un abuso" una condanna. In maniera molto approssimativa e astratta si pu' affermare c-e la corrispondenza migliore per la libert$ di coscienza ! l% autoconsumo. Cio! &uanto meno l%esistenza di un collettivo dipende da un fattore estrinseco a s( 4esogeno5" tanto pi2 ! facile l%espressione della libert$ di coscienza" la &uale" per potersi esprimere adeguatamente" non pu' essere legata a un individuo singolo" poic-( &uesto" senza un collettivo di riferimento" non riesce a sussistere" non -a una percezione obiettiva n( di s( n( della realt$. 3a dipendenza del singolo da un collettivo ! non solo inevitabile ma anc-e necessaria alla formazione della sua identit$. H piuttosto la dipendenza di un collettivo nei confronti di un altro collettivo c-e va messa in discussione. Fcco perc-( la libert$ di coscienza va messa strettamente in relazione all%autogestione dei propri bisogni collettivi. Autoconsumo vuol dire c-e un collettivo" per la propria riproduzione" non -a bisogno di un altro collettivo. 1e due collettivi sono autonomi in ci' c-e per loro ! fondamentale per esistere" in caso di difficolt$ si aiuteranno a conservare la loro autonomia. C-i vive della propria autonomia non -a interesse a negare l%autonomia altrui. ?li scambi possono avvenire liberamente" commerciando le eccedenze" festeggiando eventi comuni" praticando l%esogamia" scambiandosi liberamente forme di cultura e di tecnologia. 3a forza c-e manda avanti la storia pu' anc-e essere &uella di un collettivo del tutto pacifico. 3o stesso concetto di ;forza; va reinterpretato" essendo molto relativo. @uando nella storia si vedono collettivi usare molta forza militare" si pu' pensare c-%essi siano molto deboli sul piano sociale" cio! poco coesi" troppo determinati da antagonismi distruttivi.

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/n atto di forza pu' essere compiuto da un collettivo minoritario rispetto a uno maggioritario# in casi del genere ! facile la scissione. Probabilmente le primissime civilt$ si sono formate cos9. +on a caso i territori in cui si sono formate erano aridi e impervi" e solo grazie a un lavoro sc-iavile imponente sono stati completamente trasformati" dando origine a una cosa assolutamente inedita e assai poco naturale# l%urbanizzazione. 3a citt$ infatti ! la negazione per eccellenza dell%autoconsumo" anzi ! l%espressione pi2 significativa della dipendenza della campagna nei confronti della citt$. @ui vivono i poteri forti c-e dominano non solo in citt$ ma anc-e in campagna. +on ! mai esistito un rapporto paritetico tra citt$ e campagna" proprio perc-( la citt$ in s( nega alla campagna la propria autonomia. @ualun&ue civilt$ c-e nella storia abbiamo visto formarsi negli ultimi seimila anni" ! stata una civilt$ c-e -a negato l%autonomia ai collettivi ad essa limitrofi. @uando un collettivo non ! capace di vivere l%autonomia al proprio interno" tende a negarla al proprio esterno. F la storia dimostra c-e non si ! capaci di vivere l%autonomia &uando non esiste uguaglianza tra uomo e uomo" tra uomo e donna" tra esseri umani e natura. @uando l%identit$ vuole affermarsi negando la diversit$" i rapporti diventano conflittuali" antagonistici. +ella dialettica dei contrari prevale l%opposizione 4o repulsione5 sull%unificazione 4o attrazione5 e uno dei due elementi tende a prevaricare sull%altro" a sottometterlo. Il collettivo socialmente s%indebolisce proprio mentre una parte di esso presume d%imporsi con la forza. In realt$ la vera forza ! del collettivo nel suo insieme" non in una parte di esso. F un collettivo ! forte &uando ! disarmato" cio! &uando usa le armi solo per cibarsi. Ippure &uando l%intero collettivo si difende contro un altro collettivo c-e lo attacca perc-( vuole sottometterlo. 3e armi difensive" in un territorio c-e si conosce bene perc-( ci si vive" non -anno bisogno di essere molto sofisticate. 3a forza non sta nelle armi in s(" anc-e perc-(" prima o poi" vengono copiate. 3e spie costano meno degli scienziati.

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3i$o#o%ia de$ ce$$u$are

Il cellulare ! un oggetto incredibilmente complesso" c-e &uando si guasta non si pu' riparare. <a soli non si riesce a farlo e farlo fare ad altri pu' essere pi2 costoso c-e comprarne uno nuovo. Il cellulare ! un prodotto derivato dal telefono" il &uale" a sua volta" era un prodotto derivato dal telegrafo di 7orse" di &uarant%anni prima" tecnologicamente molto pi2 semplice. 3a differenza tra cellulare e telefono ! c-e il primo non -a bisogno di cavi prese spine e spinotti per l%utente finale. Pu' essere portato con s(" usato ovun&ue" all%ovvia condizione c-e vi sia ;campo;" il segnale delle onde radio da parte dei ricetrasmettitori terrestri. C-i tiene il cellulare acceso pu' essere facilmente rintracciato" anc-e se non lo usa. In un futuro molto prossimo tutta la tecnologia delle telecomunicazioni sar$ satellitare. 3%-andicap del cellulare ! c-e la batteria si scarica e -a bisogno dell%energia elettrica per ricaricarsi. Il risc-io" sul piano fisico" ! c-e pu' nuocere alla salute con le sue onde elettromagnetic-e" soprattutto al cervello. 7a a c-e serve precisamente il cellulare= Perc-( oggi si parla di dipendenza psicologica= Perc-( &uesto oggetto ! diventato una vera e propria slot-mac-ine tascabile= Come noto il cellulare -a molte funzioni# permette di ascoltare musica" di giocare" di collegarsi al Leb" di inviare email" di fare investimenti" di fare riprese con la videocamera incorporata" di scattare delle foto e di spedirle a &ualcuno" di registrare la propria voce" ecc. H in sostanza un piccolo computer. 7a la funzione principale resta sempre &uella della comunicazione orale. 1i pu' comunicare col mondo intero. Il cellulare ci d$ l%impressione c-e il mondo sia a portata di mano" sia la nostra comunit$ di vita. @uando nei testi scientifici si prende in esame l%evoluzione della tecnologia" si vede solo un progresso. +on ci si c-iede mai se una determinata innovazione sia o sia stata davvero indispensabile all%esistenza &uotidiana.

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:ino a tutto il 7edioevo la comunicazione a distanza avveniva tramite segnali luminosi 4gli indiani nordamericani usavano anc-e &uelli di fumo" per esprimere concetti semplici5. +on le si dava cos9 tanta importanza" a meno c-e non ci si trovasse per mare o in battaglia. 1i dava cio! per scontato c-e la vera comunicazione" utile all%esistenza" fosse soprattutto &uella interpersonale" c-%era diretta" da persona a persona" senza intermediazioni artificiali. +el +ordamerica" prima c-e arrivassero gli europei" esistevano almeno 00 trib2" con altrettante lingue diverse# ebbene tra di loro gli indiani avevano imparato a comunicare usando circa 400 gesti diversi del linguaggio dei segni. A partire dalla nascita dell%epoca borg-ese si ! invece avvertito il bisogno di comunicare il pi2 in fretta possibile 4oggi addirittura in tempo reale5 col mondo intero. 1ono stati compiuti sforzi colossali per assicurare sul piano tecnologico un contatto potenziale con &ualun&ue persona del pianeta" &uando" sul piano delle relazioni personali" l%individualismo sta raggiungendo vette ineguagliate. 3a filosofia del cellulare ! dun&ue &uesta# &uanto pi2 si vuole comunicare in maniera artificiale" tanto meno si riesce a farlo in maniera naturale. 6ra l%io e il tu si frappone sempre &ualcosa# dalla semplice penna a sfera al collegamento con la navicella spaziale. 1i -a in mano un potenziale tecnologico enorme c-e non aiuta minimamente a migliorare il livello di umanit$ degli esseri viventi. :orse l%uso pi2 significativo del cellulare lo si vede &uando &ualcuno ! in pericolo# p.es. in caso di terremoto o &uando si ! sommersi da una slavina. 7a - c-iediamoci - per casi del genere" in fondo abbastanza rari" era davvero indispensabile dotarsi di un oggetto cos9 complesso come il cellulare= +on bastava un semplice rilevatore della nostra presenza= Cio! un &ualcosa di molto meno costoso" di pi2 facilmente riparabile in caso di guasto= di molto meno nocivo alla salute= di infinitamente meno in&uinante per la natura= Anzi" meglio ancora# non bastava l%addestramento dei cani= Abbiamo gi$ la natura c-e ci aiuta# perc-( dobbiamo complicarci la vita= 3a nostra ! una civilt$ c-e produce beni tecnologici c-e in realt$ servono non tanto a c-i li usa" &uanto soprattutto a c-i li vende. +on servono neppure a c-i li produce" poic-( gli operai non sono padroni di ci' c-e fanno" essendo soltanto dei salariati" e &uando ri-

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vendicano il diritto al lavoro dovrebbero anc-e c-iedersi se -a davvero senso fare ;certi lavori;. I proprietari dei mezzi produttivi illudono c-e noi si possa fare c-iss$ cosa" &uando in realt$ la vita resta alienata come prima. Anzi la percezione della differenza tra &uel c-e virtualmente si potrebbe fare e ci' c-e effettivamente si riesce a fare" rende l%alienazione ancora pi2 evidente. 3a solitudine sembra essere diventata la caratteristica principale della nostra civilt$ basata sulla comunicazione.

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Verit( e $inguaggio

Il bambino comprende la madre e poi il padre perc-( li vede &uotidianamente" ed ! in grado di associare progressivamente le parole ai loro significati" c-e non sono solo significati concreti 4oggettuali5 ma anc-e astratti 4emotivi5. 1e il bambino li sentisse parlare senza poterli vedere" perc-( magari cieco" probabilmente ci metterebbe molto pi2 tempo a capire gli aspetti astratti del linguaggio" ovvero la differenza tra semplici riferimenti oggettuali e complessi riferimenti emotivi. /n bambino cieco" per poter comprendere meglio il linguaggio astratto degli adulti" avrebbe continuamente bisogno d%essere toccato. In tal caso il contatto servirebbe come forma di rassicurazione. 1otto &uesto aspetto tutte le religioni c-e presumono d%avere aspetti dogmatici nelle loro teorie non fanno altro c-e usare una intangibilit$ astratta per supplire alla mancanza di un contatto fisico con la divinit$" c-e sanno bene di non poter avere 4e c-e s%illudono d%avere nelle estasi mistic-e5. I credenti son come dei bambini ciec-i con un corpo da adulto. F non si rendono conto c-e se la verit$ 4in tal caso espressa attraverso il linguaggio5 fosse una determinazione proveniente da una realt$ totalmente esterna" come appunto una divinit$" l%essere umano non riuscirebbe neppure a comprenderla. Invece di dire c-e" se esiste un dio" non pu' in alcun modo essere pi2 grande dell%uomo" almeno non negli aspetti di sostanza c-e &ualificano l%essenza umana" i credenti preferiscono rimpicciolirsi al massimo" facendo della divinit$ un &ualcosa di assolutamente sproporzionato" c-e" in ultima istanza" suscita sentimenti in&uietanti" non avendo alcuna caratteristica umana. Fssi infatti s%immaginano un dio onnipotente e onnisciente" in grado di leggere i pensieri" di compiere &ualun&ue cosa" di prevedere il futuro" di esprimere giudizi infallibili... /n dio del genere non potrebbe esistere neppure se ogni essere umano fosse destinato a diventare come lui. Infatti una condizione del genere ! la negazione dell%elemento fondamentale c-e costituisce l%essenza umana" e cio! la libert" soprattutto la libert di coscienza.

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H stato sicuramente per &uesto motivo c-e il politeismo non -a mai conosciuto il dogmatismo. Pur essendo la religione dello sc-iavismo e pur avendo &uindi ogni motivo per elaborare dei dogmi con cui confermare la discriminazione sociale" il politeismo era ancora troppo vicino alla cultura pre-schiavistica per poterla offuscare del tutto. I miti greci" dove gli d!i -anno sempre la meglio su degli umani negativizzati" come p.es. Prometeo" &uando non addirittura ridicolizzati" come nel caso di Polifemo" lo dimostrano elo&uentemente# eppure &uegli umani" nella realt$" cercavano disperatamente di non perdere la loro autonomia di pensiero e di azione. 3a loro infatti era una cultura della libert" c-e s%era dovuta piegare all%uso di &uella forza c-e aveva prodotto la sc-iavit2" e c-e gli aristocratici latifondisti e guerrieri" insieme ai loro sacerdoti pagani" avevano fatto credere di poter conservare" illudendo sc-iavi e nullatenenti c-e sarebbe stato sufficiente coltivare infiniti culti a infinite divinit$. A &uel tempo era impossibile sostenere la pratica dello sc-iavismo giustificandolo con una religione monoteistica" caratterizzata dall%elaborazione di dogmi indiscutibili. Il monoteismo ! nato &uando i rapporti con le culture primordiali erano stati del tutto dimenticati. A &uel punto s%imponeva una duplice esigenza# &uella di superare sia lo schiavismo c-e il politeismo. Purtroppo la storia -a voluto c-e il superamento dello sc-iavismo avvenisse non in direzione del recupero del comunismo primitivo" insieme all%ateismo naturalistico" ma in direzione di una transizione al servaggio" c-e -a appunto favorito l%evoluzione dal politeismo al monoteismo. Il monoteismo appariva certamente come una forma pi2 autoritaria di credenza" ma allo stesso tempo era anc-e pi2 vicino alla condizione di un essere umano c-e" almeno formalmente" si sentiva pi2 libero dello sc-iavo. 3%ulteriore passaggio dalla servit2 al lavoro salariato del capitalismo -a comportato la trasformazione del monoteismo assoluto in un monoteismo privo di dogmi" liberamente interpretabile" cio! a una sorta di cripto-ateismo o di pratico agnosticismo" in cui s%impone una certa indifferenza alle verit$ dogmatic-e. @uesto spiega il motivo per cui il passaggio dal lavoro salariato a &uello autogestito liberamente dovr$ necessariamente comportare anc-e &uello dall%agnosticismo religioso all%ateismo vero e proprio.

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Il linguaggio &uindi non pu' mai avere una connotazione religiosa c-e gli impedisca di evolversi. I dogmi sono una forma di ingenuit$8 e" in ogni caso" se pu' essere giusta l%esigenza di trovare delle definizioni pi2 obiettive di altre" in &uanto non esistono solo verit$ soggettive 4personali5" ma anc-e verit$ oggettive 4collettive5" non -a alcun senso perseguitare c-i non le condivide. /sare i dogmi in c-iave politica ! un%aberrazione" di cui si sono resi responsabili non solo la c-iesa romana ma anc-e i moderni totalitarismi. /n collettivo pu' usare un dogma per espellere da s( c-i non lo condivide" ma non pu' muovergli guerra. Peraltro c-iun&ue dovrebbe sapere c-e i dogmi non si reggono in piedi da soli. Fssi riflettono esperienze in atto" le &uali" a loro volta" rispondono a bisogni e interessi specifici" e anc-e &uesti" col tempo" mutano enormemente. 1e proprio si volessero elaborare dei dogmi" sarebbe meglio farlo in maniera negativa" cio! apofatica" &uella c-e viene usata non per affermare delle verit$" ma per negare delle falsit$" poic-( tutti sanno c-e un%affermazione ! allo stesso tempo una negazione c-e tende a escludere &ualcosa c-e potrebbe col tempo rivelarsi molto importante. /na negazione -a il pregio di lasciare aperto il campo a pi2 possibilit$. 1e p.es. viene detto ;non rubare;" sono infinite le possibilit$ in cui uno pu' vivere in maniera onesta. 1e si d$ invece una definizione astratta dell%onest$" c-e pretende d%essere" nella sua astrattezza" molto precisa" alla maniera filosofica o teologica" saranno infinite le obiezioni circa la sua effettiva applicabilit$. Perc-( costringere gli uomini alle definizioni di una teoria &uando sarebbe meglio lasciarli liberi nel cercare la pratica migliore= Fcco perc-( bisogna sempre affermare c-e la verit$ ! relativa" limitandosi" al massimo" a distinguere &uella soggettiva" dell%individuo singolo" da &uella oggettiva" decisa da istanze collettive" le &uali devono dare per scontato c-e la verit$ assoluta ! un obiettivo il cui raggiungimento non pu' certo essere stabilito a priori.

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C)e co#* i$ $inguaggio #cienti%ico4

/n linguaggio davvero ;scientifico;" senza margini d%errore" assolutamente c-iaro e univoco" non esiste o" se esiste" ! un%aberrazione" un arbitrio" un%inutile pretesa. Infatti non esiste in alcun modo la possibilit$ c-e una parola" una frase" una &ualun&ue espressione scritta o orale non possa essere fraintesa. 1i tratta semmai di stabilire il grado del fraintendimento. 3%ambiguit$ ! strutturale all%esserci" ma non si tratta di un%ambiguit$ assoluta" altrimenti gli esseri umani arriverebbero alla pazzia o al suicidio. H un%ambiguit$ relativa" c-e lascia al soggetto il compito di cercare la verit$ delle cose. 3a verit$ infatti esiste" ma in maniera nascosta" e per trovarla occorre una certa predisposizione d%animo" una certa disponibilit$ a cercarla. 3a verit$ si lascia trovare da c-i vuole trovarla. +on ! solo una &uestione d%intelletto" ma anc-e di sensibilit" in &uanto bisogna saperla cercare. Con l%intelletto si pu' trovare una verit$ elementare" formale" convenzionale" basata su postulati o su enunciati c-e possono essere complessi solo formalmente" ma c-e non riguardano la complessit$ della vita umana. 3a verit$ va cercata con la ragione" c-e ! una sintesi di intelletto" esperienza e ragioni del cuore. <etto &uesto ! falsa l%asserzione secondo cui il linguaggio scientifico non esiste# esso in realt$ esiste" solo c-e non ! evidente. 3a verit$ infatti non ! un%evidenza in cui tutti dobbiamo credere. 1e fosse cos9" la ricerca non esisterebbe# sarebbe sufficiente credere in una rivelazione. +on esisterebbe neppure la parola ;verit$; da contrapporre a una ;falsit$;. C-i mai potrebbe credere in una falsit$ se esistesse una verit$ evidente= 1olo un pazzo o uno in malafede. 1olo una verit$ rivelata ! una verit$ evidente. @uesto ! un postulato irrinunciabile per &ualun&ue credente. Ira" di fronte a una verit$ del genere" c-i avrebbe il coraggio di mentire" di scegliere una strada diversa= C-i lo faceva non veniva forse immediatamente perseguitato= <i fronte a una verit$ rivelata non dovrebbe neppure esistere la possibilit$ di sbagliare" o comun&ue ogni errore andrebbe conside-

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rato come dettato" in prima istanza" dalla malafede# il c-e sicuramente non pu' essere" visto c-e strutturale all%esserci ! anc-e la facolt$ del pentimento" dell%autocritica. ?li in&uisitori medievali sapevano di &uesta cosa" ecco perc-( torturavano# volevano essere sicuri c-e il pentimento non fosse finto. Come se la tortura potesse offrire delle certezzeP Il linguaggio scientifico esiste" ma solo per c-i crede nella possibilit$ della verit$. 6uttavia la verit$ pu' essere considerata tale solo se siamo disposti a mettere in discussione" &uando ne abbiamo sufficienti ragioni" le affermazioni scientific-e in cui crediamo. <un&ue ci' c-e vanno evitati sono soltanto la cecit$" il fanatismo e il dogmatismo con cui si tratta un problema cos9 delicato e complesso come &uello della verit$. 1ostenere c-e la verit$ non esiste" solo perc-( nella vita tutto appare cos9 mutevole e relativo" significa non essere dialettici" aver abdicato alla superficialit$. +on esiste alcun enunciato teorico c-e di per s( possa attestare meglio di un altro la verit$ delle cose. 3a verit$ non ! basata sull%evidenza" altrimenti tutti vi crederebbero. 3a verit$ ! dialettica" cio! ambigua e spesso paradossale" imprevedibile# ! presente l$ dove meno ce lo si aspetta. 3%unica evidenza possibile ! la persona" col suo stile di vita. 1e una determinata persona ci risulta e&uivoca" ! perc-( non abbiamo saputo approfondire il rapporto. 7a anc-e &uando un rapporto ! profondo" &uando si superano le ambiguit$" grazie alla fiducia reciproca" &uando cio! l%evidenza della verit$ diventa una &uestione di fiducia" c-e si basa" a sua volta" sulla comunanza di beni materiali" resta sempre un margine d%insicurezza" d%imponderabilit$. @uesta insicurezza fa parte della dialettica" c-e impedisce l%identit$ assoluta delle cose e delle persone. +on ! cosa da temere" ma anzi da salvaguardare" perc-( fonte di democrazia. @uando la dialettica ! vissuta nella comunanza di beni e tradizioni" una verit$ pu' anc-e essere falsa sul piano scientifico" c-e non per &uesto va a intaccare la sostanza dei rapporti umani. +oi non abbiamo bisogno" in primo luogo" di verit$ scientific-e" ma di verit$ umane" cio! di verit$ c-e sappiano dare un senso alla vita. >erit$ non intellettuali" ma derivate da tradizioni comuni.

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/na &ualun&ue produzione teorica deve essere collegata alle esigenze del tempo presente. H &uesto e solo &uesto c-e la rende veramente contestuale e" paradossalmente" di valore imperituro. Fssa infatti costituisce" per le generazioni future" un modello esemplare di unit$ di teoria e prassi. +aturalmente una produzione teorica sar$ tanto pi2 preziosa &uanto pi2 avr$ saputo riflettere le vere esigenze del suo tempo. H su &uesto e solo su &uesto c-e si misura la differenza di valore fra un%opera intellettuale e un%altra. 3e vere esigenze bisogna saperle individuare" valorizzare" comprendere nella loro radice" postulando" per esse" delle ipotesi risolutive. A tale scopo gli interessi di classe giocano un ruolo decisivo.

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L*o'iettivo teorico di 5a16ing

I 1e nell%universo non vi ! nulla di statico" la scrittura" c-e ! statica per definizione" non serve a nulla. 3o scorrere del tempo non pu' essere fissato da una definizione" tanto meno le scelte della libert$ di coscienza. 3a scrittura ! il tentativo illusorio 4pretenzioso5 di usare uno spazio limitato per circoscrivere astrattamente &ualcosa di illimitato. 3a scrittura pu' servire soltanto per denunciare una pretesa illusoria. +oi sappiamo p.es. c-e i vangeli sono falsi perc-( mistificano il messaggio del Cristo" ma lo sarebbero stati anc-e se non l%avessero mistificato. 3a scrittura infatti ! la morte della dialettica" ! la negazione del ;&ui ed ora;" dell%attualismo. <alla scrittura non pu' nascere nulla di sicuro" nulla di definitivo" nulla di universalmente valido. <opo aver scritto le sue famose tre $ritiche" c-e lo videro impegnato &uasi tutta la sua vita" nella convinzione d%aver prodotto &ualcosa di assolutamente epocale" Uant fu smontato da Eegel in &uattro e &uattr%otto" al punto c-e &ualun&ue ritorno al Dantismo fu sempre giudicato dal marJismo come un%involuzione. 7a anc-e il pi2 grande filosofo di tutti i tempi" Eegel appunto" venne fatto a pezzi dal giovane 7arJ. F 3enin non dimostr' forse di essere superiore a 7arJ sul piano politico= <un&ue" nel migliore dei casi" la scrittura pu' agire solo in negativo" denunciando le sue stesse contraddizioni" le sue stesse assurde pretese di esaustivit$. <opodic-( bisogna arrivare a un punto in cui ! meglio dire ;basta;" come &uando lo stesso 3enin disse c-e ! meglio fare la rivoluzione c-e scriverci sopra" e lo disse nella consapevolezza dei gravi risc-i c-e correva. II @uando 1. EaLDing scriveva" nel suo famosissimo libro" *al big bang ai buchi neri 4Rcs 7ilano 200.5" c-e ;una buona teoria scientifica deve soddisfare due ric-ieste# descrivere con precisione

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una grande classe di osservazioni sulla base di un modello contenente solo &ualc-e elemento arbitrario" e fare predizioni ben definite sui risultati di future osservazioni; 4p. 2,5" inevitabilmente attribuiva molta pi2 importanza alla teoria c-e non alla pratica. 6uttavia la pratica non pu' mai essere circoscritta all%interno di definizioni teoric-e. 3a cosa ! cos9 vera c-e gli elementi arbitrari possono avere pi2 importanza di &uelli convenzionali" tant%! c-e &uesto -a determinato il fiorire illimitato delle scoperte scientific-e. Il c-e per' non sta affatto a significare c-e l%elemento arbitrario sia di per s( pi2 significativo di &uello convenzionale" unanimemente condiviso. H sciocco pensare di dover distruggere l%ac&uisito solo perc-( ! emerso un fattore in controtendenza. Il metodo giusto ! &uello di esaminarlo in maniera obiettiva 4onesta5" senza pre-giudizi di sorta" senza voler difendere a tutti i costi il gi$ dato. 3e teorie" le scoperte" le invenzioni... bisogna metterle alla prova" verificarle con attenzione e molta pazienza. >i ! sempre un certo margine di risc-io in cui la libert$ -a diritto di mettersi in gioco. In tal senso se davvero ;il fine ultimo della scienza - come dice EaLDing - ! &uello di fornire una singola teoria in grado di descrivere l%intero universo; 4p. 245" bisogna anc-e aggiungere c-e una teoria del genere" se fosse messa per iscritto" sarebbe poverissima rispetto alla complessit$ dell%universo. /na ;teoria del tutto; avrebbe possibilit$ di sussistere solo se formulata in negativo" per dire cio! c-e cosa il tutto non !8 oppure" se formulata in positivo" dovrebbe limitarsi a dire &uali aspetti 4pratici e cognitivi5" e in &uali modi" possono contribuire a darci una percezione integrale del tutto" senza aver la pretesa di definirlo. H strano c-e uno scienziato come EaLDing" c-e -a pretese metafisic-e" non si sia reso conto c-e una &ualun&ue definizione ! anc-e una negazione. III Il ;tutto; dell%universo ! l%essere umano" c-e" come tale" ! indefinibile. 3%umanit$ dell%umano pu' solo essere vissuta" non pu' essere definita" a meno c-e appunto non si voglia dire" in negativo" c-e

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&ualun&ue definizione ! provvisoria" relativa" approssimativa per difetto. Persino i teologi ortodossi dei primi concili ecumenici" &uando combattevano le eresie" si astenevano dal dare definizioni catafatic-e relativamente alla natura del Cristo# preferivano formulare enunciati apofatici" cio! in negativo" dicendo &uel c-%essa non era" per essere pi2 sicuri di non dire cose improprie" inesatte. In effetti EaLDing -a ragione &uando dice c-e bisogna superare" in una teoria del tutto" la parcellizzazione del sapere scientifico" ma ! altrettanto indubbio c-e il giorno in cui s%otterr$ una teoria del genere" di tipo olistico" essa sar$ molto diversa dal modo attuale di ;fare scienza;. Iggi la teoria scientifica si basa sulla separazione tra teoria e pratica" il c-e -a comportato una subordinazione della scienza a interessi di mero profitto economico o di potere politico. 1e si vuole eliminare la separazione" in nome di una ricomposizione organica del sapere" strumentale all%esserci" alla sua esperienza di vita" inevitabilmente la scientificit$ del sapere sar$ molto diversa da &uella attuale. A noi occorrer$ sapere soltanto &uel c-e basta per essere noi stessi" in &ualun&ue dimensione dell%universo si andr$ a vivere. Il sovrappi2 andr$ guardato con sospetto" anc-e perc-( per essere se stessi occorre c-e la natura resti incontaminata" essendo essa parte organica dell%universo. 1e per trasferirsi da un posto all%altro ! sufficiente un asino o un cavallo" c-e sono elementi naturali" non si capisce perc-( si sia dovuto inventare il motore a scoppio. Il vero progresso scientifico deve essere compatibile con le esigenze riproduttive della natura" la &uale ! l%unica titolata a dettarci le condizioni irrinunciabili del nostro progresso. Per &uesto una &ualun&ue civilt$ basata anzitutto sull%industria ! un%anomalia storica. +ell%universo" sul piano naturale" l%energia stellare ! pi2 c-e sufficiente per garantire &ualsivoglia forma di vita e di azione. IV EaLDing si rende conto della difficolt$ di elaborare una teoria globale dell%universo" c-e pur pensa sar$ una sintesi tra la relati-

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vit$ generale e la meccanica &uantistica" cio! tra l%infinitamente grande 4ordinato5 e &uello piccolo 4disordinato5. 6uttavia egli mette la difficolt$ unicamente in relazione alla complessit$ dell%oggetto da esaminare" e &ui sbaglia. ;1e ogni cosa nell%universo dipende in un modo fondamentale da ogni altra cosa" potrebbe essere impossibile approssimarsi a una soluzione completa investigando isolatamente le diverse parti del problema; 4p. 2 5. Infatti ! proprio &uesto il punto# partendo dalle singole discipline non si arriver$ mai all%insieme" proprio perc-( ogni branca del sapere s%! posta storicamente coll%intenzione di negare l%esistenza di un tutto. 3a scienza moderna ! nata negando il tutto teologico" ma con l%ac&ua sporca -a buttato via anc-e il bambino. Cio! invece di limitarsi a negare dio sostituendolo con l%uomo" -a frantumato l%uomo stesso" separandolo in tante parti tra loro incompatibili 4manuale)intellettuale" possidente)nullatenente" sapiente)ignorante5" dopodic-( -a scelto &uella pi2 forte" allo scopo di dominare non solo &uella pi2 debole ma anc-e l%intera natura. 3%artificiale -a prevalso sul naturale e la devastazione ambientale 4sacc-eggio delle risorse" uso violento dell%ambiente5 -a portato la stessa umanit$ al limite della sopravvivenza. 3a separazione dei saperi" c-e ! un riflesso della pi2 generale separazione tra teoria e pratica" a sua volta riflesso della ancora pi2 generale separazione" nella pratica" tra individuo e collettivo" ci porter$ inevitabilmente all%autodistruzione" poic-( essa non -a alcun fondamento nella natura. 1e vogliamo c-e nel cosmo micro e macro coincidano" dobbiamo sentirci parte di un tutto c-e -a delle regole da rispettare. Come potremo guardare in faccia le stelle se non sappiamo neppure gestire l%energia c-e ! dentro di noi= L*univer#o ci #a$ver( Bisogna verificare se esistono le condizioni per cui una &ualun&ue realt$ umana" di &ualun&ue tempo e spazio" possa ;darsi; anc-e &uando non pu' ;dirsi; o non viene ;detta; da altri. Bisognerebbe lavorare in &uesta direzione" andando alla ricerca dell%arca perduta" senza farne i predatori.

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+on ! vero c-e la realt$ non esiste se non viene detta o comunicata o trasposta in un%espressione linguistica. Anzi" spesso ! proprio la comunicazione e ancor pi2 l%interpretazione c-e mistifica la realt$. 3a storia" con le sue fonti" ci comunica un dato o un detto c-e non solo ! parziale" inadeguato" frammentario" ma pu' anc-e essere falso" a prescindere persino dall%intenzionalit$ del ;parlante;" del ;comunicatore; o dell%;interprete;. <i regola anzi s%incontra tanta meno falsificazione &uanto meno una realt$ si ;dice;" cio! &uante meno sovrastrutture comunicative -a usato" come succede nel caso della preistoria. 3a realt$ umana" &ualun&ue essa sia" a &ualun&ue spazio e tempo appartenga" deve poter avere la possibilit$ di ;darsi;" deve potersi mettere in comunicazione con la diversit" a prescindere dal ;detto; c-e su di s( s%! operato" foss%anc-e nella convinzione d%averlo fatto in maniera adeguata" conforme a verit$. +on ! detto infatti c-e una realt$ possa dare di s( la migliore interpretazione. Per' va assicurata a &uesta realt$" a &ualun&ue realt$ umana" la possibilit$ d%essere valorizzata. +ell%universo deve esistere &ualcosa c-e costituisca una sorta di ;memoria storica;" in grado di ritenere il meglio dell%umanit$" a prescindere dalla consapevolezza c-e &uesta possa avere su cosa sia effettivamente il ;meglio; per s(. Al nostro pianeta occorre &uesta garanzia. All%umanit$ cio! occorre sapere c-e di tutto &uanto -a prodotto" sul piano pratico e teorico" &ualcosa merita di sopravvivere e di riprodursi nell%universo" anc-e in forme e modi diversi" ma conservandone integra la sostanza. /na realt$ umana" cio! un%esperienza concreta" non pu' dipendere esclusivamente da se stessa e" tanto meno" da &uelle realt$ umane c-e sono venute dopo. Anc-e perc-( la nostra storia ! stata caratterizzata da distruzioni di massa di interi popoli in nome di un%idea di ;progresso; sbandierata da altri popoli. C-i ! scomparso violentemente dalla storia" deve poter ritrovare nell%universo il meglio di s(. <eve &uindi esistere da &ualc-e parte una memoria c-e tuteli la parte migliore di noi" c-e possiamo anc-e non sapere &uale sia e c-e possiamo scoprire in un confronto alla pari. @uando diciamo c-e il confronto delle diverse esperienze dovr$ vertere sul ;meglio;

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c-%esse -anno prodotto" intendiamo proprio &uesto" c-e nessun esperienza" da sola" ! in grado di dire c-e cosa sia il ;meglio; per s(. Ci' c-e ! positivo per me pu' risultare negativo per un altro. Iccorre confrontarsi con &ualcosa di umano e naturale in cui tutti possano riconoscersi" facendolo concretamente" non in astratto. ;Riconoscersi; vuol dire ;condividersi; in &ualcosa di essenziale" comune a tutti e secondo libert. <ov%! &uesta memoria" inevitabilmente unita al desiderio= 7olti scienziati ritengono c-%essa non abbia precisamente una localizzazione fisica" cio! non coincida semplicemente col cervello o con una sua specifica parte. +oi sappiamo soltanto c-e anc-e &uando vogliamo dimenticare" non vi riusciamo pienamente" e se anc-e vi riusciamo" c%! sempre &ualcuno o &ualcosa c-e ci fa ricordare la nostra dimenticanza. Ci portiamo dentro la nostalgia di &ualcosa c-e abbiamo perduto o il rimorso d%averlo cancellato. Con c-i possiamo confrontarci per diventare &uel c-e dobbiamo diventare" cio! essere &uel c-e dobbiamo essere=

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Conc$u#ione

>iviamo in un%epoca di grande comunicazione" eppure &uesto non fa progredire l%umanit$ come ci si dovrebbe aspettare. Pi2 c-e altro la comunicazione serve per imbonire le masse" per addormentare le coscienze" per diffondere le ideologie liberiste dei potentati economici" non certo per ascoltare le esigenze degli oppressi. H una comunicazione unidirezionale" dal pi2 forte al pi2 debole. 1e noi diciamo c-e il debole ;risponde; &uando d$ risposte conformi alle nostre aspettative" noi dobbiamo anc-e c-iederci se &uesto nostro atteggiamento non sia ;comunicazione; ma ;propaganda;" cio! diffusione monocorde di un unico credo# c-e in occidente ! &uello liberista" c-e poi tanto ;liberista; non !" poic-( ogni forma di liberismo oggi viene contraddetta dalla logica del monopolio 4concentrazione della produzione e centralizzazione dei capitali5. H giusto aspettarsi una risposta conforme alle proprie aspettative" ma se &uesta risposta tarda a venire" &uale deve essere l%atteggiamento= 3a democrazia" &uella vera" si verifica non &uando vien detto di ;s9; ma &uando vien detto di ;no;. Il tasso di democrazia di un &ualun&ue soggetto o ente si pu' verificare nella misura in cui ! capace di rispettare il ;no;. 1e l%aspettativa ! giusta" la risposta non tarder$ a venire. 7a se tarda a venire bisogna c-iedersi dove si ! sbagliato. Il nostro parlare 4di noi occidentali5 ! un ripetersi di parole vuote" c-e per il 6erzo 7ondo non -anno alcun significato costruttivo. ?li stessi significati c-e noi occidentali diamo alle &uestioni fondamentali del diritto" c-e da sole dovrebbero" secondo noi" garantire la democrazia" appaiono" agli occ-i dei popoli oppressi" come cosa del tutto formale e in aperta contraddizione con la vita reale. 3%occidente ! un mistificatore della realt$ in virt2 di paludate parole" di ricercate espressioni di principio sul rispetto dei diritti umani" civili e politici. 3%occidente fa esattamente il contrario di ci' c-e dice. Iggi occorre &ualcuno c-e faccia il contrario del contrario" &ualcuno c-e neg-i la negazione.

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!i'$iogra%ia

3ouis 6. EVelmslev" ( fondamenti della teoria del linguaggio" ed. Finaudi" 6orino 1A.C8 (l linguaggio" ed. Finaudi" 6orino 1A008 "aggi di linguistica generale" ed. Pratic-e" Parma 1AC18 "aggi linguistici" 2 voll." ed. /nicopli" 7ilano 1ACC Cosimo Caputo" 1jelmslev e la semiotica" ed. Carocci" Roma 2010 /mberto Fco" #rattato di semiotica generale" ed. Bompiani" 7ilano 1A0 8 La struttura assente" ed. Bompiani" 7ilano 1A.C8 ( sistemi di segni e lo strutturalismo sovietico 4con Remo :accani5" ed. Bompiani" 7ilano 1A.A8 (l segno" ed. Isedi" 7ilano 1A0, 4seconda ed. con 7ondadori5 1ermonti ?iuseppe" 'lfabeto scende dalle stelle. "ull'origine della scrittura" 200A" 7imesis &rigini della scrittura. .enealogie di un'invenzione " 200A" 7ondadori Bruno Cardona ?iorgio R." 'ntropologia della scrittura" 200A" /6F6 /niversit$ Pagani Camilla" .enealogia del primitivo. (l mus2e du %uai 3ranl0! L2vi-"trauss e la scrittura etnografica" 200A" +egretto +asso Fnzo" 'rte e invenzione. La scrittura" 200A" 1pirali Telt* Fudora" 4na cosa piena di mistero. "aggi sulla scrittura" 200A" 7inimum :aJ 1ini Carlo" 5tica della scrittura" 200A" 7imesis (l futuro della scrittura. *ialoghi! visioni! contesti " 2010" /nicopli &ltre la scrittura etnografica" 2010" Armando Fditore "crittura e verit" 2010" Bonanno >olpi Alberto" (l nero seme. "crittura come nullificazione nel Novecento italiano" 200A" 1estante Israel +oemi" La scrittura" 200A" :ermenti Camellini Agnese" *al romanzo alle reti! la scrittura digitale come forma romanzo" 2000" Aracne 6are storia in rete. 6onti e modelli di scrittura digitale per la storia dell'educazione! la storia moderna e la storia contempora-

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nea" 2000" Carocci +ardin 7assimo" (l cinema e le muse. *alla scrittura al digitale" 200." Aracne 7azzarella Arturo" La grande rete della scrittura. La letteratura dopo la rivoluzione digitale" 200C" Bollati Boring-ieri :iormonte <omenico" "crittura e filologia nell'era digitale" 200," Bollati Boring-ieri <%Alessandro Paolo" <omanin Igino" 6ilosofia dell'ipertesto. 5sperienza di pensiero! scrittura elettronica! sperimentazione didattica" 200 " Apogeo 1trocc-i 7. Cristina" /sicologia della comunicazione. anuale per lo studio del linguaggio pubblicitario e delle tecniche di vendita" 1an Paolo Fdizioni Puggelli :rancesca R." L'occulto del linguaggio. /sicologia della pubblicit" :ranco Angeli .uida a 7ittgenstein. (l 8#ractatus8! dal 8#ractatus8 alle 8+icerche8! matematica! regole e linguaggio privato! psicologia! certezza! forme di vita" 3aterza Pititto Rocco" La comunicazione difficile. /sicologia del linguaggio e della comunicazione" 3a 1cuola 7esc-iari Alberto" /sicologia delle forme simboliche. 8+ivoluzione copernicana8! filosofia del linguaggio e 8"pirito oggettivo8" 3e 3ettere :asce 1ilvana" Letteratura e psicologia: l'espressione del linguaggio interiore" Compagnia dei 3ibrai /sicologia dello sviluppo del linguaggio" Il 7ulino /sicologia dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione" I1/ /niversit$ Cattolica Picardi Fva" La chimica dei concetti. Linguaggio! logica! psicologia 9:;<=-:=><?" Il 7ulino 1anguineti Fugenio" /sicologia del linguaggio. 'fasiologia" F61 3uriVa AleDsandr" Neuropsicologia del linguaggio grafico" F7P Attili ?razia - Ricci Bitti Pio F." ( gesti e i segni. La comunicazione non verbale in psicologia e neuropsicologia clinica e il linguaggio dei sordi" Bulzoni

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Indice
Introduzione Segni e comunicazione La comunicazione "ro##ima ventura La "u''$icit( de$ #er"ente ingannatore I$ "rinci"e in te$evi#ione Le in%o vecc)ie e nuove ,ia$ogo con +ao$o Manze$$i ,ia$ogo con Guido +iangate$$o Su $inguaggio e $ingui#tica I$ va$ore de$ $inguaggio I$ #en#o de$$a #crittura I$ va$ore de$$a #crittura La #crittura come %orma di a$ienazione Vita e #crittura Un $inguaggio univer#a$e Rea$t( e $inguaggio La democrazia ne$ 1e' I$ "$ura$i#mo de$$*in%ormazione La #crittura digita$e La vanit( de$$e "aro$e Linguaggio& autocon#umo e $i'ert( di co#cienza 3i$o#o%ia de$ ce$$u$are Verit( e $inguaggio C)e co#* i$ $inguaggio #cienti%ico4 L*o'iettivo teorico di 5a16ing Conc$u#ione !i'$iogra%ia 7 8 /9 2: 28 :; :< 77 =; =2 == 88: 8< <<2 <7 9: 98 99 -;= --/ --7 --< -/-/8 -/<

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