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2 PARROCCHIE

PRIMO PIANO
INIZIATIVA CON LE SCUOLE PER LA PACE TRA I POPOLI : IN GARA MEDIE ED ELEMENTARI

giovedì 1 nevembre 2007

"Sanvitaliadi", lo sport dice no al razzismo


IN TRINCEA All'opera anche l'associazione "Alcolisti anonimi" che soccorre ogni
giorno tanti sfortunati
IL REPORTAGE
NAPOLI. Percorsi spirituali, azioni di ascolto, aiuto ai bisognosi, ma la chiesa
San Vitale a Fuorigrotta, si occupa anche dei più piccoli. Oltre al catechismo,
alle attività di oratorio, dalla parrocchia, punto di riferimento per l'area
flegrea, è partito un percorso che vede insieme in un rapporto di collaborazione,
le due istituzioni, la Chiesa e la Scuola. Ed è così che quest'anno è nata
l'iniziativa "Sanvitaliadi 2007:la grande famiglia umana". Sabato 10 novembre,
dinanzi al sagrato si terranno le "olimpiadi" per gli studenti delle elementari e
delle medie. L'incontro, curato dal responsabile dei rapporti con le scuole,
Daniele Puglia, vedrà come fil rouge della kermesse, l'uguaglianza. Ed infatti,
per que-

L'inchiesta del "Roma"


Il Santo Padre, nella sua visita di domenica scorsa a Napoli, ha invitato le
chiese presenti sul territorio e le Istituzioni a lavorare insieme per aiutare la
gente e tentare di risolvere i tanti problemi che attanagliano il capoluogo
partenopeo. Così il "Roma" ha deciso di intraprendere un viaggio nei quartieri
cittadini per toccare con mano l'attività e l'impegno delle parrocchie. Il nostro
giornale, insieme con i sacerdoti, organizzerà anche dei forum, come accaduto con
la parrocchia "Cristo Re" al rione Berlingieri, con i giovani per ascoltare le
loro voci facendo conoscere, attraverso le testimonianze dirette, le tante realtà
che s'intrecciano a Napoli.

st'edizione, le scuole del territorio rappresenteranno i 5 continenti. L'Istituto


"Sacri Cuori" rappresenterà l'Africa e brillerà con il verde delle t-shirt
indossate dai ragazzini, "l'Andrea Doria", l'Asia coi toni del giallo, la "Giacomo
Leopardi", l'Europa con il bianco, la "Lala", l'Oceania con l'azzurro del mare e
la "Zanfagna", l'America con l'arancione. Presenti anche i giovani della scuola
media statale "Silio Italico" che canteranno per la pace. L'evento vivrà più fasi.
Oltre la competizione sportiva preceduta da un giuramento degli atleti e
l'accensione del sacro fuoco, dal corteo della gloria sportiva per le vie del
quartiere, si terrà anche la rappresentazione storica della vita di San Vitale
martire. Una

giornata all'insegna della festa ma con un unico messaggio, il no alle differenze


tra i popoli rappresentato dal messaggio "tante nazioni diverse ma una sola grande
famiglia". Tutto pronto dunque per la giornata che vedrà i giovanissimi cimentarsi
in diverse discipline. Sei i giochi in programma; il gioco del fazzoletto, del
bastone, il travaso, il tiro alla fune, indovina la canzone, il "Tutti insieme per
la pace", gioco libero che consiste in una performance sul tema della pace, della
libertà e dell'unità dei popoli. E per non creare "differenze", ogni partecipante
sarà premiato: non ci sarà un unico vincitore, ma tutti riceveranno targhe e
titoli.

[ALEFAB]

| II degrado del quartiere si ferma sull'uscio della chiesa: 77 volontari offrono


servizi modello ai 25mila fedeli della zona
San Vitale, l'oasi di Fuorigrotta
ALESSANDRA FABRIZIO
NAPOLI. Una volta entrati nella chiesa

San Vitale a Fuorigrotta per scambiare quattro chiacchiere con i responsabili, ci


si rende conto che in quel gioiello dell'architettura moderna c'è un mondo
nascosto che naviga sott'acqua affinchè anche ai poveri, i `nuovi' ed i clochard
che vivono le strade del quartiere, sia data la dignità. L'effetto è quello della
meraviglia, e man mano che si discute in modo informale con i collaboratori di
Monsignor Pasquale Borredon, parroco dall'83 alla San Vitale, un brivido sembra
penetrare il corpo. Un'emozione quella che trasuda dalle parole di chi opera nel
sociale che tocca il cuore e scuoIl centro Caritas accoglie te la coscienza. Anche
se all'esterno dilaga l'illega- emarginati, drogati e minori lità, a due passi ci
sono moa rischio. Anche un "collocatorini con a bordo centauri senza casco che
scorraz- mento" per chi cerca lavoro zano nell'area pedonale, oltre la strada ci
sono gli ambulanti biarsi gli indumenti. C'è l'ambulatoche dispongono di merce
contraffat- rio medico, 3 giorni a settimana, che ta, le auto in sosta selvaggia
alimen- assiste 5.335 bisognosi e contatta i tano il clima di caos, i senza fissa
di- centri esterni specialistici, a disposimora che abbandonano cartacce e zione
anche apparecchi ortopedici. Insomma nel sottoscala della San lattine nelle
aiuole, all'interno tutto appare diverso. Quella basilica si mo- Vitale c'è un
punto di riferimento per stra come un'oasi di buonsenso, di ca- tanti, per le
persone che cercano larità cristiana. Si sentono tutti mis- voro e che ne offrono,
nel solo 2006 sionari i 77 volontari che aiutano Don sono state accolte 915
richieste di laPasquale a portare avanti la "barac- voro contro 541 offerte andate
a buon fine. E sempre lì ci sono raDisponibili corsi di lingua gazzi che prestano
servizio civile, altri, invece, affidati per stranieri, un ambulatorio dal
Tribunale dei minori e il doposcuola. E ancora assi- per un programma di
inserimento. Attenzione agli extra-comunitari è data anstenza legale e mensa
gratis che attraverso i corsi di linca". Circa 25 mila fedeli, non una gua
italiana che vede impegnati, dal chiesetta popolata da poche decine di 2004, 15
insegnati in pensione. C'è pocomare che snocciolano i grani del ro- sto,
soprattutto, per le famiglie indisario, che chiedono aiuto e se ne han- genti di
Fuorigrotta: sono 1451 i pacno la possibilità ne danno. Ad acco- chi viveri
distribuiti. E poi c'è un sergliere il "Roma" che ha intrapreso il vizio affidato
ad avvocati che, gratuilungo viaggio nella parrocchie dopo il tamente, forniscono
consulenza lemonito lanciato dal Santo Padre in vi- gale per pratiche di pensione
ed insita a Napoli, alcuni collaboratori che validità. E per i bambini? Sono circa
100 quelli accuditi dai volontari delillustrano le attività. La chiesa è si il
punto di riferi- l'oratorio. La chiesa San Vitale non si mento del quartiere, ma
il punto d'ec- ferma. Contro le tossicodipendenze cellenza è il centro Caritas
ospitato. c'è la squadra della "Comunità EmUno scrigno che nasconde tante ani-
manuel" (0817024440) e l'associame disperate aiutate da un fardello di zione
"Alcolisti Anonimi" in servizio benefattori. Il moto perpetuo verso il tutti i
giorni dalle 10 alle 12.

bene ed i bisognosi è mosso solo dalla coscienza, non si lucra nella casa del
Signore. Sono tanti i servizi offerti. C'è la Caritas San Vitale, appunto,
presente sul territorio da 16 anni. I volontari danno il loro contributo alle
persone sole, soprattutto gli anziani, alle persone provenienti da situazioni
familiari difficili, alle famiglie indigenti, agli emarginati sociali, agli
stranieri. I bisognosi sanno a chi rivolgersi per la mensa, infatti sono 19950 i
pasti annuali, per 6 giorni a settimana e per una media prevista di 70 pasti al
giorno. è previsto, inoltre, per 4 giorni a settimana, per un totale di 8110
docce, un servizio che da la possibilità di lavarsi e cam-
IL MONITO LANCIATO IL 21 OTTOBRE DAL PAPA
A Napoli non mancano energie sane, gente buona, culturalmente preparata e con un
senso vivo della famiglia. Per molti, però, vivere non è semplice: sono tante le
situazioni di povertà, di carenza di alloggio, di disoccupazione o
sottoccupazione, di mancanza di prospettive future. C'è poi il triste fenomeno
della violenza. Non si tratta solo del deprecabile numero dei delitti della
camorra, ma anche del fatto che la violenza tende purtroppo a farsi mentalità
diffusa. È importante intensificare gli sforzi per una seria strategia di
prevenzione, che punti sulla scuola, sul lavoro e sull'aiutare i giovani a gestire
il tempo libero. È necessario un intervento che coinvolga tutti nella lotta contro
ogni forma di violenza, partendo dalla formazione delle coscienze e trasformando
le mentalità, gli atteggiamenti, i comportamenti di tutti i giorni. Napoli ha
certo bisogno di adeguati interventi politici, ma prima ancora di un profondo
rinnovamento spirituale; ha bisogno di credenti che ripongano piena fiducia in
Dio.

L'INTERVISTA

| Il parroco: chiedo spazi per togliere i giovani da strada, ma non mi rispondono


istituzioni sembrano sorde, ed a volte anche cieche».
Perché? Faccia qualche esempio. C'è la Caritas, c'è l'ausilio per i poveri
attraverso la distribuzione dei pacchi...

«Le Istituzioni? Sorde e cieche...»


NAPOLI.

«Cosa manca? Manca lo Stato». È di poche parole don Pasquale Borredon (nella
foto), Monsignore dal 2001, e parroco della Chiesa San Vitale dal 1° gennaio 83.
Non ama parlare tanto, ma quando profferisce parola è ficcante. Va al dunque e
senza esitazione, sa di arrivare all'interlocutore. Seduto nel suo ufficio, parla
con orgoglio delle attività portate avanti dalla chiesa. Ma quando si accenna al
rapporto con le istituzioni, ammettendo di interagire con la municipalità,
presieduta da Giuseppe Balzamo, afferma che spesso non hanno orecchie per sentire.
Due le piaghe, la scarsa collaborazione tra chiese del territorio e istituzioni,
la mancanza di spazi per i giovani.
Il Santo Padre nel corso della visita in città ha invitato le parrocchie e le
istituzioni a lavorare insieme...

«Ma che pensano di risolvere i problemi legati alla delinquenza con la


repressione? La repressione non serve, ci sono altre cose da fare. Io credo
nell'educazione. E l'educazione passa anche da qui. Se i ragazzi avessero più
spazi sarebbe una vittoria, sarebbero sottratti alla strada. Pensate che quando
vengono qui per il catechismo o per l'oratorio, hanno il pallone con se, lo
lasciano in sagrestia e dopo giocano all'esterno».
Sta dicendo che non c'è un campetto?

«Ma soprattutto c'è il rapporto intrapreso con le scuole, quello è molto


importante. Speriamo in una collaborazione forte anche con le altre istituzioni».
Ma qual è il problema più grande nel quale vi imbattete ogni giorno?

«Sono tante le famiglie povere a Fuorigrotta, molte riusciamo ad aiutarle con i


pacchi alimentari; altri ci chiedono lavoro, abbiamo una rubrica dove ci sono i
contatti e gli operatori si occupano delle offerte».
Ma di cosa c'è bisogno?
«Ma la collaborazione non c'è, le

«Per alcuni spazi nostri, quelli relativi alla chiesa, a dicembre partiranno i
lavori grazie ad un finanziamento della Regione. Ma noi da anni chiediamo, almeno
fino a quando non sarà destinata ad altro, quell'area nei pressi della ferrovia,

in via Giulio Cesare. Abbiamo scritto al Prefetto ma non abbiamo mai avuto
risposta».
Pur con qualche difficoltà, la vostra è una parrocchia attiva, un punto di
riferimento per il quartiere...

«Innanzitutto dello Stato, qui manca. E poi ci vorrebbe più coordinamento tra
tutte le istituzioni»
Vuole lanciare un appello ai rappresentanti delle istituzioni locali?

«Lo dice lei».

«Abbiano occhi per vedere ed orecchie per sentire». [AF]

LE TESTIMONIANZE

| I volontari: sapere di essere utili ci ripaga del tempo speso qui


giusto investire il mio tempo libero in qualcosa di buono, è quale cosa migliore
se non aiutare chi ha bisogno. ha esordito - Quando sono qui, negli occhi di
queste persone vedo l'amore di Cristo, la sua sofferenza». Le parole di Stefania
non risuonano rare tra i volontari, tutti mossi dalla fede e dall'amore. C'è anche
chi come Laura Masecchia, 23 anni, universitaria, dopo aver prestato qualche ora
in modo spontaneo ha avuto la possibilità di continuare la sua azione con il
Servizio Civile. «Indubbiamente il mio studio è completato dalle ore che trascorro
qui, faccio esperienza ma soprattutto al centro ascolto mi accorgo di quanti hanno
bisogno - ha detto- C `è fame di lavoro, c'è chi ha bisogno di servizi specifici,
è un bene poter aiutare chi ha necessità». Vittorio De Vivo è il responsabile
della Caritas. Lui muove tutte le operazioni quotidiane, dalla mensa alle docce ai
pacchi viveri. «La parrocchia è un punto di riferimento nella zona flegrea. - ha
spiegato - Attraverso le nostre opere sappiamo di essere utili, è proprio nei
fratelli che hanno bisogno che noi vediamo il Signore. Anche il momento del pranzo
di Natale è per noi e per loro momento di gioia» ha concluso. Fede, solidarietà,
comunione, sono i sentimenti che muovono gli operatori volontari. Ma c'è bisogno
di sinergia, di collaborazione tra enti. A lanciare il monito Daniele Puglia, 22
anni, che cura il rapporto con le scuole del territorio. «È importante rendere
ancora più saldo il legame tra scuola e parrocchia - ha detto - noi siamo sempre
pronti anche a donare per diverse occasioni le sale della chiesa. Vorremmo
collaborazione anche dalle istituzioni, locali e centrali. Talvolta sono sorde».
[FABRAL]

«Siamo un punto di riferimento»


NAPOLI. Tutti a lavoro nella parrocchia in

Carovita, sos ai commercianti


NAPOLI. La Caritas chiede aiuto ai commercianti di Fuorigrotta. In una nota il
responsabile, Vittorio De Vivo, lancia l'allarme. «Per l'ultimo rincaro dei generi
di prima necessità, il banco alimentare di Caserta - si legge da sempre la nostra
maggiore risorsa, ha dimezzato il quantitativo alimentare tanto che non siamo più
certi di sopperire per molto alla gestione del servizio». «Chiediamo a tutti i
negozianti di Fuorigrotta di aiutarci - prosegue - donando laddove possibile merce
in esubero, prossima alla scadenza o invenduta, per sostenere le famiglie
bisognose del quartiere». De Vivo fa sapere che la Caritas rilascerà una
dichiarazione relativa alla merce ricevuta, con la quale sarà possibile ottenere
uno sgravio fiscale.

Volontari in campo al fianco della Chiesa. In alto da sinistra in senso orario


Daniele Puglia, Laura Masecchia, Vittorio De Vivo e Stefania Rinaldi

Piazza San Vitale. Giovani studenti, adulti, pensionati, impiegati, si lasciano


per qualche ora alle spalle la routine quotidiana, la ricchezza dell'Occidente e
si rimboccano le maniche per dare riscatto a quel "terzo mondo" fatto di bisogni
nato a Fuorigrotta. Un esercito quello dei poveri, ma seppur numericamente
inferiori, i "soldatini" del bene sanno che con l'amore e la forza di volontà
riusciranno nella missione. Intorno alle 12 è il momento clou. C'è la mensa
comunitaria. Tra i "camerieri" per qualche ora c'è anche Stefania Rinaldi, 31
anni. Una ragazza mora dagli occhi gioiosi che appena stacca nello studio dove è
impiegata come segretaria si da anima e corpo ai bisognosi. Facente parte del
gruppo di "Azione Cattolica", catechista per un po' di tempo, ora è al servizio
alla mensa. «Ho pensato che era