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REGOLE INTERNE PER LA NEGOZIAZIONE / EMISSIONE DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI EMESSI DAL CREDITO TREVIGIANO

Rev. Mod. Nr.02 del 26/03/2013 Pag. 1 di 33

Politica di Valutazione e Pricing Regole Interne per la Negoziazione/Emissione dei Prestiti Obbligazionari emessi dal Credito Trevigiano

Documento adottato con delibera del Consiglio di Amministrazione nella seduta del 26/03/2013

Credito Trevigiano - Banca di Credito Cooperativo Societ Cooperativa


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Indice

Premessa ................................................................................................................................................................3 Politica di valutazione e pricing...........................................................................................................................4 Caratteristiche delle metodologie di pricing e processo valutativo .......................................................................4 Aggiornamento e revisione ......................................................................................................................................5 Controlli interni .........................................................................................................................................................5 3 Prestiti obbligazionari di propria emissione........................................................................................................6 Metodologia di pricing .............................................................................................................................................6 3.1.1 Approccio metodologico ...................................................................................................................6 3.1.2 Merito di credito dellemittente .......................................................................................................7 Obbligazioni strutturate con componenti opzionali implicite ................................................................................7 Criteri e metriche ......................................................................................................................................................7 3.1.3 Definizioni ............................................................................................................................................7 3.1.4 Spread commerciale ..........................................................................................................................8 3.1.5 Determinazione del Mark up ...........................................................................................................8 Regole interne di negoziazione dei prestiti .............................................................................................................9 Entrata in vigore ......................................................................................................................................................10 4 METODOLOGIA CASSA CENTRALE BANCA ..........................................................................................11 Metodologia di valutazione e pricing impiegate ...................................................................................................11 4.1.1 Tipologia di prezzo impiegata .......................................................................................................11 4.1.2 Tipologia di strumenti finanziari oggetto di valutazione .........................................................11 4.1.3 Parametri di mercato e relative fonti di rilevamento ...............................................................11 4.1.4 Curva dei rendimenti di mercato Term Structure .................................................................12 4.1.5 Applicazione della Term Structure ...............................................................................................12 Schede esplicative degli strumenti finanziari prezzati .........................................................................................13 4.1.6 Obbligazioni a tasso fisso...............................................................................................................13 4.1.7 Obbligazioni a tasso variabile o misto .........................................................................................14 4.1.8 Term Structure .................................................................................................................................16 5 METODOLOGIA ICCREA BANCA: Criteri metodologici di riferimento per lerogazione del servizio di Pricing dei Prestiti Obbligazionari emessi dalle Banche di Credito Cooperativo ..................................................17 5.1.1 Sezione I: Criteri metodologici di riferimento per la valutazione dei titoli obbligazionari standard 17 5.1.2 Sezione II: Valutazione dei contratti derivati non quotati ......................................................22 5.1.3 Sezione III: Valutazione dei titoli coperti da derivati...............................................................25 5.1.4 APPENDICE A: Determinazione della struttura a termine dei tassi ......................................27 5.1.5 APPENDICE B: Criterio per la determinazione dei tassi forward partendo dai tassi a pronti (in regime di capitalizzazione semplice). ........................................................................................30 5.1.6 APPENDICE C: Metodi di trasformazione dei tassi coupon-swap in zero-coupon: il bootstrapping ....................................................................................................................................................31 5.1.7 APPENDICE D: Dati di mercato utilizzati nel calcolo dei prezzi dei titoli e degli strumenti derivati non quotati..........................................................................................................................................32

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Premessa

La Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009 inerente al dovere dellintermediario nella distribuzione di prodotti finanziari illiquidi1 (di seguito Comunicazione Consob) e le relative Linee Guida interassociative ABI, Assosim, Federcasse (di seguito Linee Guida interassociative) prevedono che gli intermediari, in ossequio ai doveri di trasparenza e correttezza previsti dalla normativa di riferimento, adottino una Politica di valutazione e pricing (di seguito Politica) dei prodotti finanziari, fatta eccezione per quelli assicurativi. La presente politica, redatta in conformit al documento Linee Guida per la redazione della Politica di valutazione e pricing trasmesso con circolare Federveneta n. 2010 CI 492 del 18/10/2010, ha ad oggetto esclusivamente gli strumenti finanziari emessi dalla Banca. Il presente documento si articola in due parti principali: nella prima parte (Cap. 2) sono descritti i presidi di correttezza in relazione alle modalit di pricing previste dalla Comunicazione Consob e dalle Linee Guida interassociative; nella seconda parte (Cap. 3), con specifico riferimento ai PO di propria emissione, sono riportate: a) le metodologie di determinazione del fair value adottate dalla Banca; b) i criteri e le metriche utilizzabili per determinare lo spread denaro/lettera e il c.d spread commerciale; c) le regole interne di negoziazione adottate dalla Banca in coerenza con quanto previsto dalle Linee Guida Interassociative.

Cfr Comunicazione Consob n. 9019104 del 2 marzo 2009

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Politica di valutazione e pricing

La Comunicazione Consob e le Linee Guida interassociative prevedono che la politica individui per ogni prodotto/famiglia di prodotto finanziario: le metodologie di valutazione; i parametri di input e le relative fonti; il mark up massimo applicabile.

La presente Politica deve essere adottata dalla banca sia nellipotesi di distribuzione di prodotti connotati da una condizione di illiquidit, sia nel caso di adozione da parte della banca di una qualsiasi delle soluzioni per la connotazione di liquidit dei prodotti finanziari declinate nelle Linee guida interassociative (negoziazione su una sede di esecuzione quale un Mercato regolamentato o un sistema multilaterale di negoziazione; adozione di regole interne per la negoziazione; impegno al riacquisto e internalizzazione sistematica). La presente Politica individua i criteri e parametri di valutazione e di pricing adottati dalla banca con riferimento alle fasi del processo di emissione/offerta/collocamento/negoziazione in cui necessario che lintermediario determini il valore dei prodotti finanziari di propria emissione e ne fornisca opportuna informativa in sede di proposizione al cliente e in sede di rendicontazione periodica. Lonere di indicare il valore del prodotto finanziario, nonch il presumibile valore di realizzo, in sede di rendicontazione periodica ricade sulla banca a prescindere dal loro ruolo di emittente o negoziatore, solo per i prodotti finanziari illiquidi e ad esclusione dei casi di distribuzione di prodotti finanziari assicurativi. La banca pu dotarsi, anche mediante accordi con soggetti terzi, di sistemi che consentano la fornitura di informazioni periodiche affidabili sul presumibile valore di realizzo e del fair value dei singoli strumenti offerti. In particolare, la Banca ha gi deliberato di aderire al servizio di pricing offerto da Cassa Centrale Banca S.p.A. nellambito del pi ampio Servizio Informazioni Finanziarie, per lemissione di propri prestiti obbligazioni non strutturati. Diversamente, ovvero per prestiti obbligazionari strutturati, la Banca ha gi deliberato di aderire al servizio di pricing offerto da Iccrea Banca S.p.A. La Politica deve essere approvata dal Consiglio di Amministrazione ed soggetta a monitoraggio periodico e a revisione su base almeno annuale (vedi infra).

Caratteristiche delle metodologie di pricing e processo valutativo


I modelli di pricing utilizzati devono essere coerenti con il grado di complessit dei prodotti offerti/negoziati, affidabili nella stima dei valori, impiegati e conosciuti anche dagli altri operatori di mercato. Le metodologie di pricing, nonch i relativi parametri di input, applicati sul mercato primario devono essere coerenti con quanto effettuato ai fini della valorizzazione del portafoglio titoli e derivati della propriet. Tale coerenza deve essere assicurata anche sul mercato secondario. Pi specificamente, il processo valutativo si articola nelle seguenti fasi: 1. La prima fase presuppone lindividuazione dei parametri e delle relative fonti da utilizzare. Tale fase, comune sia al mercato primario che secondario, richiede di specificare le diverse componenti utilizzate per calcolare il prezzo di ciascuna tipologia di prodotto finanziario quali, ad esempio: o la curva dei tassi dinteresse utilizzati per lattualizzazione e la stima dei flussi finanziari futuri; o eventuali spread creditizi che riflettano la rischiosit dellemittente del prodotto finanziario; o volatilit e correlazioni dei parametri di mercato alla base dellindicizzazione dei flussi futuri di ciascun prodotto finanziario.

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Per ciascuna delle componenti sopra elencate necessario indicare anche le fonti e le tipologie di dati utilizzati, nonch prevederne la storicizzazione al fine di assicurare la ricostruzione dellattivit svolta. 2. 3. La seconda fase del processo valutativo richiede, quindi, che venga specificato per ciascuna tipologia di prodotto la metodologia di pricing. La terza fase, infine, consente di determinare il pricing del prodotto finanziario assegnando un diverso livello di mark up, in base alla tipologia di prodotto, di mercato e del costo delle coperture.

La banca deve effettuare, quantomeno annualmente, unattivit di monitoraggio periodico dellefficacia e della correttezza delle metodologie individuate per la determinazione del fair value dei prodotti finanziari e delle fonti informative utilizzate per il funzionamento dei relativi modelli.

Aggiornamento e revisione
La banca, prima di procedere allofferta di un nuovo prodotto finanziario ovvero prima di inserirlo nellelenco dei prodotti finanziari negoziati in conto proprio, provvede ad individuare la metodologia da utilizzare per la determinazione del fair value dello stesso, eventualmente classificando il prodotto in una delle famiglie gi esistenti, e a definire il relativo mark up. Sottopone, inoltre, a revisione le metodologie individuate per ciascun prodotto/famiglia di prodotti con cadenza annuale e comunque ogni qual volta siano disponibili nuove metodologie riconosciute e diffuse sul mercato ovvero lattivit di monitoraggio abbia evidenziato criticit in merito ai risultati delle metodologie scelte.

Controlli interni
Il processo di validazione della Politica prevede il coinvolgimento delle strutture di controllo di primo e secondo livello, ciascuna per le attivit di propria competenza. La banca definisce, nellambito delle proprie procedure interne, le attivit di competenza delle strutture di controllo di primo, secondo e terzo livello con riferimento alla verifica della adozione della Politica. In particolare, la funzione Compliance verifica che la Politica sia stata definita ed effettivamente applicata in conformit alle regole organizzative delle Linee Guida interassociative. La funzione Risk controlling verifica leffettivo utilizzo delle metodologie approvate e lapplicazione dei mark up nei limiti previsti. La funzione Internal Audit verifica lesistenza e ladeguatezza della Politica nonch dei presidi di primo e secondo livello con riferimento allapplicazione della stessa. Al fine di assicurare la ricostruzione dellattivit svolta, tenuto conto delle attivit previste per il monitoraggio, la banca provvede, per il tramite dei provider scelti, ad archiviare, volta per volta, il set dei parametri utilizzati ai fini della determinazione dei prezzi delle transazioni effettuate.

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Prestiti obbligazionari di propria emissione

Metodologia di pricing
La proposta metodologica di determinazione del fair value dei PO elaborata da Federcasse comporta la formulazione di prezzi di riacquisto sulla base delle medesime condizioni applicate in sede di emissione, fatta eccezione per il tasso risk-free ed eventuali componenti di spread denaro/lettera applicate in sede di negoziazione. La scelta di tale approccio risponde allobiettivo precipuo di definire soluzioni operative quanto pi possibili coerenti e vicine alle attuali prassi operative delle BCC-CR nelle relazioni con la loro clientela retail. Inoltre, atteso il vincolo di necessaria coerenza tra modalit di pricing adottate nei confronti della clientela e valutazioni di bilancio (espressamente previsto dalla citata Comunicazione Consob) sono state altres prese in considerazione le posizioni espresse dai principali organismi tecnici nazionali e comunitari in materia di vigilanza bancaria e finanziaria (CESR, CEBS, Comitato di Basilea) nonch contabile (OIC, EFRAG) nelle lettere di commento al Discussion Paper Credit Risk in Liability Measurement pubblicato dallo IASB nel giugno 2009. Le posizioni assunte a riguardo dai citati organismi convergono sui seguenti punti: il rischio di credito dovrebbe essere preso in considerazione solo in sede di iscrizione iniziale delle passivit finanziarie mentre le valutazioni successive, in linea di principio, non dovrebbero considerare eventuali variazioni dello stesso; preferenza per lapproccio cd. del frozen spread, che prevede la valutazione iniziale del titolo al prezzo della transazione e valutazioni successive che riflettono esclusivamente variazioni dei tassi riskfree. Questultima, evidentemente, costituisce una metodologia di stima del fair value che si basa sullo spread di emissione ed in linea con lapproccio definito da Federcasse. Peraltro, risulta analoga a quella dellasset swap gi applicata nellambito della Categoria per una componente non irrilevante di BCC-CR, nonch alle metodologie applicate da altre banche italiane gi in vigenza della comunicazione Consob. Si segnala, inoltre, lo IASB ha pubblicato lExposure Draft Fair Value Option for Financial Liabilities .Pur accogliendo il principio secondo cui le variazioni di fair value delle passivit finanziarie ascrivibili a mutamenti del rischio di credito dellemittente non devono confluire nel Conto Economico, in tale documento lo IASB ha proposto un approccio che prevede la valutazione delle stesse al full fair value con imputazione allOther Comprehensive Income (OCI) delle differenze valutative ascrivibili alle variazioni del credit spread dellemittente (attraverso il cd. two-step approach). Con riferimento a tale ultimo aspetto, da parte sia dellindustria bancaria (FBE), sia di alcuni organismi internazionali e nazionali (CEBS, Comitato di Basilea, OIC) sono state manifestate delle forti perplessit circa la modalit di contabilizzazione che prevede lallocazione nellOCI delle variazioni di fair value attribuibili a mutamenti del rischio di credito. A tale proposito, considerato quanto descritto nel precedente capoverso nonch il fatto che gli approfondimenti da parte dello IASB sul fair value measurement degli strumenti finanziari non sono stati completati, si ritiene opportuno confermare la proposta metodologica sopra riportata.

3.1.1

Approccio metodologico

Alla luce di quanto sopra, la Banca adotta la metodologia di valutazione c.d. frozen spread. Per quanto attiene alla declinazione operativa della stessa, si rinvia a quanto riportato nei documenti:

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Policy di valutazione e pricing obbligazioni ordinarie elaborato da Cassa Centrale Banca S.p.A. ed allegato alla presente Politica (vedasi cap. 4), facendo particolare riferimento alla tipologia Prezzo ottenuto con la curva comprensiva dello spread di emissione citata nel documento; Criteri metodologici di riferimento per lerogazione del Servizio di Pricing dei Prestiti Obbligazionari emessi dalle Banche di Credito Cooperativo elaborato da Iccrea Banca S.p.A. ed allegato alla presente Politica (vedasi cap. 5) 3.1.2 Merito di credito dellemittente

Con riferimento alle emissioni della Banca, attualmente prive di rating ufficiale, ai fini della valutazione dello spread creditizio, viene utilizzato un livello di merito creditizio corrispondente alla classe 4 della seguente tabella di raccordo dei rating Moodys, in coerenza con le attuali prassi operative utilizzate anche da Cassa Centrale Banca ed in previsione dellimminente istituzione del Fondo di Garanzia Istituzionale per il credito cooperativo. Rating Moodys Aaa Aa1 Aa2 Aa3 A1 A2 A3 Baa1 Baa2 Baa3

Classe 1 2

Obbligazioni strutturate con componenti opzionali implicite


Laddove sia prevista una opzione (es. Cap e/o Floor, Inflazione, Indici azionari), l'obbligazione sar un'obbligazione strutturata, scomponibile, sotto il profilo finanziario, in una componente obbligazionaria pura, valutata come sopra descritto, ed una componente derivativa valutata mediante modelli finanziari che possono variare in base al tipo di opzione implicitamente acquistata o venduta dallEmittente. Per Obbligazioni di questa tipologia la Banca si riserva la facolt di ricorrere a parti terze per la valutazione della componente derivativa e/o della componente obbligazionaria.

Criteri e metriche
3.1.3 Definizioni

Con riferimento alle emissioni di prestiti obbligazionari della Banca si forniscono le seguenti definizioni: Spread di emissione: corrisponde a quel tasso percentuale che sommato ai tassi free risk di attualizzazione di pari durata dei flussi di cassa rende alla data di emissione il valore dellobbligazione pari al 100% del valore nominale. Per scadenze brevi (3-5 anni) tale valore

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approssimato dalla differenza tra il TIR (Tasso interno di rendimento) di emissione ed il tasso free risk di pari durata del titolo emesso; Spread creditizio: si veda paragrafo precedente Spread commerciale: Spread di emissione spread creditizio 3.1.4 Spread commerciale

Lo spread commerciale, quindi, la parte di spread di emissione diversa da quella relativa al merito creditizio, riferibile ad una componente commerciale. Con riferimento alle Linee guida per la redazione della Politica di valutazione e Pricing licenziata da Federcasse, la Banca, con riferimento ai prossimi 12 mesi, delibera di limitare il proprio spread commerciale nella misura massima del 100% dello spread creditizio relativo a ciascuna emissione, cos come definito al precedente paragrafo 3.1.2. Ci significa che la Banca effettuer emissioni con un rendimento almeno pari a quello del tasso Swap di durata pari a quella delle obbligazioni di volta in volta in emissione. Con particolare riferimento alle emissioni di prestiti obbligazionari a tasso variabile, la banca, comunque, si impegna a non effettuare emissioni a spread inferiori a 20 punti base rispetto al parametro di indicizzazione prescelto (Euribor 360 giorni a 3, 6 mesi). 3.1.5 Determinazione del Mark up

In condizioni normali di mercato, lo spread denaro/lettera, ossia la differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita proposto dalla controparte contrattuale dellinvestitore, potr arrivare ad un massimo di 500 punti base (250 commissioni in acquisto; 250 commissioni in vendita). Al verificarsi di condizioni di Stress di mercato possibile sospendere temporaneamente la negoziazione degli strumenti finanziari. Con riferimento alle condizioni normali e di stress si rinvia a quanto riportato al paragrafo successivo.

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Regole interne di negoziazione dei prestiti


Con riferimento ai prestiti obbligazionari di propria emissione, la Banca non si impegna al riacquisto di qualunque quantitativo di Obbligazioni su iniziativa dellinvestitore. Le Obbligazioni non saranno oggetto di domanda per lammissione alla quotazione su mercati regolamentati. La Banca, al fine di assicurare la liquidit delle proprie obbligazioni, definisce, adotta e mette in atto regole interne formalizzate che individuano procedure e modalit di negoziazione dei prodotti finanziari in oggetto. Tali regole sono state definite in coerenza con quanto previsto dalle Linee Guida ABI-Assosim-Federcasse validate dalla Consob in data 5 agosto 2009 e sono sintetizzabili come segue: Prodotti finanziari oggetto delle regole interne Clientela ammessa alla negoziazione Proposte di negoziazione della clientela Esecuzione dellordine

Tutti i Prestiti obbligazionari emessi dalla Banca Clientela al dettaglio (retail) Raccolta presso tutte le filiali della Banca Entro tre giorni lavorativi dal momento dellinserimento nella procedura. La banca si riserva la facolt di effettuare operazioni di riacquisto delle Obbligazioni nel corso della vita delle medesime. Tale facolt potr essere esercitata dalla Banca entro il limite massimo 4% dellimporto nominale complessivamente collocato dalla Banca e giornalmente monitorato dalla stessa. Prima del raggiungimento di detto limite, lEmittente provveder a darne comunicazione a partire dal raggiungimento del 3,5% dellimporto nominale complessivamente collocato, tramite avviso a disposizione del pubblico presso la Sede Legale dellEmittente in via Stazione, 3-5 31050 Fanzolo di Vedelago (TV) e presso tutte le sue filiali in formato cartaceo e contestualmente sul sito internet www.creditotrevigiano.it. Tale avviso sar aggiornato quotidianamente. La Banca si riserva la facolt di sospendere la negoziazione delle proprie obbligazioni anche in caso di gravi crisi di mercato tali da compromettere la stabilit dellEmittente stesso in particolare e del sistema in generale. Si assumono gli eventi indicati nella tabella successiva, come rappresentativi di uno stato di grave crisi di mercato. In particolare la Banca si riserva di sospendere le negoziazioni quando almeno 3 gruppi di indicatori evidenziano una situazione di anomalia. Lammissione alla negoziazione consentita durante le giornate di apertura della Banca, nel rispetto degli orari di apertura e funzionamento degli sportelli Durante lorario di negoziazione, per ogni prodotto finanziario: - codice ISIN e descrizione titolo; - divisa; - migliori condizioni di prezzo in vendita e in acquisto e le rispettive quantit; - prezzo, quantit e ora dellultimo contratto concluso. Entro linizio della giornata successiva di negoziazione, per ogni prodotto finanziario: - codice ISIN e la descrizione dello strumento finanziario;

Quantitativo massimo di riacquisti di prestiti di propria emissione

Giornate e orario di funzionamento del sistema

Trasparenza prenegoziazione

Trasparenza post negoziazione

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Liquidazione e regolamento dei contratti

- divisa; - numero dei contratti conclusi; - quantit complessivamente scambiate e il relativo controvalore; - prezzo minimo e massimo. Le operazioni effettuate vengono liquidate per contanti, con valuta il terzo giorno lavorativo dalla data di negoziazione

Gruppo Indicatori Gruppo 1

Indicatore di Preallarme Variazione giornaliera Euribor 3M Variazione giornaliera Euribor 6M CDS ITraxx Crossover CDS ITraxx Financials Rendimento (Btp 3Yr Swap 3 Yr) : Variazione giornaliera Rendimento (Btp 5Yr Swap 5 Yr) : Variazione giornaliera Rendimento (Btp 7Yr Swap 7 Yr) : Variazione giornaliera Spread di Credito BBB Spread di Credito A

Limite (bps) 5 5 30 10 20 18 15 10 15

Gruppo 2

Gruppo 3

Gruppo 4

Entrata in vigore
La presente metodologia di pricing verr applicata a decorrere dalle emissioni effettuate con riferimento al Prospetto di Base autorizzato da Consob nellAgosto 2012. Per i PO emessi prima di tale data la Banca continuer ad applicare i criteri di pricing precedentemente adottati.

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METODOLOGIA CASSA CENTRALE BANCA

Metodologia di valutazione e pricing impiegate


4.1.1 Tipologia di prezzo impiegata

Il presente documento riporta la metodologia di pricing utilizzata dalla Banca per la prezzatura teorica dei titoli obbligazionari ordinari (plain vanilla) non quotati. Tra le diverse tipologie di prezzo proposte nel documento fornito da Cassa Centrale Banca quella che risponde al meglio ai requisiti/dettami enunciati nelle logiche descritte nel cap. 3.1 Metodologia di pricing, e che la Banca ha adottato, la cosiddetta Prezzo ottenuto con la curva comprensiva dello spread di emissione . 4.1.2 Tipologia di strumenti finanziari oggetto di valutazione

I principi e le metodologie di pricing descritti nel presente documento hanno ad oggetto le seguenti tipologie di obbligazioni ordinarie: Tasso fisso Sono titoli obbligazionari che prevedono il pagamento periodico di una cedola gi fissata in sede di emissione. Il rimborso del capitale avviene in unica soluzione a scadenza oppure tramite piano di ammortamento con rimborso progressivo. Step Up / Step Down Sono titoli obbligazionari che prevedono il pagamento periodico di cedole gi fissate in sede di emissione, ma con andamento crescente (caso dello step up) o decrescente (caso dello step down). Il rimborso del capitale avviene in unica soluzione a scadenza oppure tramite piano di ammortamento con rimborso progressivo. Zero Coupon Sono titoli obbligazionari che prevedono lemissione del titolo ad un prezzo inferiore a quello di rimborso. Non sono quindi previsti flussi intermedi. Tasso variabile o misto Sono titoli obbligazionari che prevedono il pagamento periodico di una cedola indicizzata ad un parametro del mercato monetario (generalmente il tasso Euribor). Lemittente pu prevedere uno spread cedolare. Questo pu essere positivo, quindi andr aggiunto al parametro di indicizzazione, oppure negativo ed in questo caso sar invece sottratto. Alcune emissioni possono prevedere anche una percentuale del parametro, ad esempio il 90% dellEuribor a 6 mesi; in questo caso il tasso cedolare viene determinato calcolando il valore percentuale del tasso di riferimento alla data di rilevazione. Alcune cedole possono avere gi un tasso prefissato al momento dellemissione. Il rimborso del capitale avviene in unica soluzione a scadenza oppure tramite piano di ammortamento con rimborso progressivo. 4.1.3 Parametri di mercato e relative fonti di rilevamento

Per determinare il fair value delle diverse tipologie di strumenti oggetto di prezzatura vengono utilizzati i seguenti dati di mercato, che vengono esposti con lindicazione del provider e della modalit di rilevazione:

Tipologia di dato Tasso di deposito overnight Tassi Euribor Tassi Swap

Provider Telekurs/reuters Telekurs/reuters Telekurs/reuters

Modalit di rilevazione Rilevazione ore 16.30 Fixing ore 11.00 Rilevazione ore 16.30

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Spread di credito (suddivisi su 4 classi di rating) 4.1.4

Reuters

Rilevazione ore 16.30

Curva dei rendimenti di mercato Term Structure

Nel calcolare il fair value ad una certa data di valutazione delle diverse tipologie di strumenti oggetto di prezzatura viene impiegata una curva che sintetizza, sulle varie scadenze, i rendimenti di mercato, la cosiddetta term structure. La curva base utilizzata una curva di tassi zero coupon risk free. Giornalmente vengono rilevati, per le scadenze fini a 12 mesi, il tasso di deposito overnight e i tassi di mercato monetario e, per le scadenze uguali o superiori ai 2 anni, i tassi swap di mercato. Essi sono sottoposti al metodo del bootstrapping al fini di ottenere la curva dei tassi zero coupon risk free. Per determinare i fattori di sconto utilizzati per lattualizzazione dei flussi futuri e per il calcolo dei tassi forward su scadenze intermedie rispetto a quelle della term structure si procede applicando linterpolazione lineare. Le term structure cos definita verr utilizzata per lattualizzazione dei flussi futuri associandolo agli spread di emissione come descritto nel paragrafo 4.1.5. 4.1.5 Applicazione della Term Structure

Con la metodologia adottata dalla Banca del Prezzo ottenuto con la curva comprensiva dello spread di emissione, per lattualizzazione dei flussi viene utilizzata la term structure risk free modificata con uno spread di emissione mantenuto costante per tutta la vita del titolo. Il calcolo degli eventuali tassi forward viene effettuato utilizzando la term structure risk free. Il fair value di uno strumento valutato con lo spread di emissione dato dalla somma dei flussi futuri attualizzati. La formula che esprime tale principio la seguente:

FV = DFi fi
i =1

Dove: FV fi : prezzo o Fair Value : flusso (cedola o rimborso)

- per scadenze entro 1Y

DFi =

1 1 + (ri + S EM )x d i
1 [1 + (ri + S EM )]di

- per scadenze oltre 1Y

DFi =

Dove: ri di : tasso risk free derivato dalla term structure : scadenza del flusso (espressa in frazione danno)

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SEM

: spread di emissione2

Schede esplicative degli strumenti finanziari prezzati


4.1.6 Obbligazioni a tasso fisso

Il fair value di un titolo obbligazionario a tasso fisso, ad una certa data di valutazione, viene calcolato attualizzando e sommando tutti i flussi che il titolo produrr, ossia le cedole fisse ed il capitale di rimborso a scadenza. La stessa logica viene seguita per la determinazione del fair value dei titoli obbligazionari di tipo step-up, step-down e zero-coupon. La prezzatura avviene attualizzando i flussi futuri, ottenuti considerando le convenzioni per il calcolo dei giorni specifiche di ogni emissione, per la durata del periodo corrispondente. Nellesempio riportato viene utilizzata la curva risk free alla data del 01.10.2010 riportata nel cap. 4.4 Appendice A per calcolare i discount factors ed i corrispondenti valori attuali. La metodologia Prezzo con spread di emissione prevede lutilizzo della curva comprensiva dello spread di emissione per lattualizzazione dei flussi. Per il dettaglio delle formule utilizzate si rimanda al paragrafo 4.1.5

Il processo valutativo dei titoli obbligazionari emessi prevede che il fair value sia determinato mediante la curva risk free a cui viene applicato uno spread di emissione che tiene conto del merito di credito dellemittente. Tale componente viene mantenuta costante per tutta la vita dellobbligazione e le valutazione successive riflettono, quindi, esclusivamente variazioni della curva risk free di mercato.

Incorpora lo spread commerciale iniziale, ovvero quel valore che consente di definire un fair value pari al prezzo di emissione al netto di eventuali costi

da esplicitare secondo quanto richiesto dalla comunicazione Consob

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La parte dello spread di emissione diversa da quella relativa al merito creditizio dellemittente riferibile ad una componente commerciale la cui entit, nellambito della regolamentazione interna della banca, oggetto a limitazioni predeterminate (vedasi cap. 3.1.4 )

Lo spread di emissione calcolato per lesempio pari a 0,255%. 4.1.7 Obbligazioni a tasso variabile o misto

Seguendo la metodologia forward, il fair value di un titolo obbligazionario a tasso variabile o misto, ad una certa data di valutazione, viene calcolato attualizzando e sommando tutti i flussi che il titolo produrr, ossia le cedole gi fissate, le cedole future determinate tramite i tassi forward ed il capitale di rimborso a scadenza. La prezzatura avviene attualizzando i flussi futuri, ottenuti considerando le convenzioni per il calcolo dei giorni specifiche di ogni emissione, per la durata del periodo corrispondente. La determinazione delle cedole future non ancora fissate in modo definitivo avviene attraverso la loro derivazione dai tassi forward impliciti nella curva risk free alla data di valutazione. Le cedole cos ottenute saranno incrementate o decrementate delleventuale spread cedolare (a seconda che sia positivo o negativo). Nellesempio riportato viene utilizzata la curva risk free alla data del 01.10.2010 riportata nel cap. 4.4 Appendice A per la stima delle cedole future, per calcolare i discount factors ed i corrispondenti valori attuali. La tipologia per la determinazione del prezzo denominata Prezzo con spread di emissione e metodologia Forward prevede lutilizzo della curva comprensiva dello spread di emissione per lattualizzazione dei flussi. Le cedole future non certe vengono determinate tramite i tassi forward ricavabili dalla curva risk free. Per il dettaglio delle formule utilizzate si rimanda al paragrafo 4.1.5.

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Lo spread di emissione calcolato per lesempio pari a -0,216%.

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4.1.8

Term Structure

La tabella seguente riporta la curva tassi zero coupon risk free (term structure) alla data del 01/10/2010, fino alla scadenza dei 5 anni.

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METODOLOGIA ICCREA BANCA: Criteri metodologici di riferimento per lerogazione del servizio di Pricing dei Prestiti Obbligazionari emessi dalle Banche di Credito Cooperativo 5.1.1 Sezione I: Criteri metodologici di riferimento per la valutazione dei titoli obbligazionari standard

1) Classificazione dei titoli obbligazionari


In funzione delle caratteristiche finanziarie, i titoli obbligazionari standard possono essere classificati in: a1) titoli obbligazionari a tasso fisso: a1.1) titoli coupon bond: trattasi di titoli obbligazionari caratterizzati da una sequenza temporale di flussi di cassa valorizzati a tasso fisso (anche crescente o decrescente) pi il rimborso del capitale a scadenza. a1.2) titoli obbligazionari zero coupon: trattasi di titoli obbligazionari la cui remunerazione data dalla differenza tra il prezzo di acquisto del titolo e il prezzo di rimborso dello stesso. a2) titoli obbligazionari a tasso variabile (floating bonds): a.2.1) titoli a tasso variabile: trattasi di obbligazioni che prevedono una sequenza temporale di flussi di cassa valorizzati a tasso variabile aumentato o diminuito di uno spread fisso pi il rimborso del capitale a scadenza. a.2.2) titoli a tasso indicizzato: trattasi di obbligazioni che prevedono una sequenza temporale di flussi di cassa determinati sulla base di meccanismi di indicizzazione di tasso complessa o atipica in cui vi un mismatch temporale tra la frequenza cedolare e il tasso di riferimento (ad esempio una cedola semestrale indicizzata all Euribor 3 mesi o alla media del tasso Euribor 6 mesi o indicizzati al CMS). a3) titoli obbligazionari a tasso misto: trattasi di obbligazioni che prevedono una sequenza temporale di flussi di cassa valorizzati a tasso fisso nei primi anni ed una sequenza temporale di flussi di cassa valorizzati a tasso variabile negli ultimi anni pi il rimborso del capitale a scadenza. a4) titoli strutturati non complessi: trattasi di titoli a tasso variabile o misto che prevedono delle opzioni quali ad esempio call e put (rimborso anticipato), cap e/o floor (minimo e/o massimo). a5) titoli strutturati: trattasi di titoli le cui cedole dipendono da opzioni strutturate, indicizzate a indici di borsa, azioni, commodities indici dinflazione, differenziali di tasso o qualsiasi altra indicizzazione non semplice. 2) Metodica valutativa Nella tabella sottostante (tab. n. 1) si riepilogano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le diverse tipologie dei titoli obbligazionari per i quali viene erogato il servizio di pricing.

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Tabella 1: Tipologie di titoli obbligazionari per i quali si eroga il servizio di Pricing

Tipologia titolo
Titoli obbligazionari a tasso fisso, step-up o step-down, mirroring

Metodica valutativa Presenza rischio emittente Assenza rischio emittente


Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando,
per lattualizzazione della sequenza temporale dei flussi di cassa a tasso fisso, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping 3 dalla curva dei tassi spot risk free.

Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando,


per lattualizzazione della sequenza dei flussi di cassa a tasso fisso, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping, dalla curva dei tassi spot relativa alla categoria di rating di appartenenza dellemittente del titolo4 e del settore merceologico dello stesso. Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando, per lattualizzazione dellunico flusso di cassa a scadenza, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping, dalla curva dei tassi spot relativa alla categoria di rating di appartenenza dellemittente del titolo e del settore merceologico dello stesso. Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando, per lattualizzazione della sequenza dei flussi di cassa a tasso variabile valorizzati sulla base dei tassi forward, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping , dalla curva dei tassi spot relativa alla categoria di rating di appartenenza dellemittente del titolo e del settore merceologico dello stesso. Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando, per lattualizzazione della sequenza dei flussi di cassa a tasso fisso e quelli a tasso variabile valorizzati sulla base dei tassi forward5, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping, dalla curva dei tassi spot relativa alla categoria di rating di appartenenza dellemittente del titolo6 e del settore merceologico dello stesso.

Titoli obbligazionari a tasso fisso zero coupon

Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando,


per lattualizzazione dellunico flusso di cassa a scadenza, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping, dalla curva dei tassi spot risk free.

Titoli obbligazionari a tasso variabile

Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando, per lattualizzazione della sequenza dei flussi di cassa a tasso variabile valorizzati sulla base dei tassi forward 5 , la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping , dalla curva dei tassi spot risk free

Titoli obbligazionari a tasso misto

Tecnica dello sconto finanziario, utilizzando, per lattualizzazione della sequenza temporale dei flussi di cassa a tasso fisso e quelli a tasso variabile valorizzati sulla base dei tassi forward5 la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping3 dalla curva dei tassi spot risk free Scorporo della componente derivativa 7 e tecnica dello sconto finanziario utilizzando,
per lattualizzazione della sequenza temporale dei flussi di cassa a tasso fisso e quelli a tasso variabile valorizzati sulla base dei tassi forward , la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping dalla curva dei tassi spot risk

Titoli strutturati

Scorporo della componente derivativa e tecnica dello sconto finanziario utilizzando,


per lattualizzazione della sequenza temporale dei flussi di cassa a tasso fisso e quelli a tasso variabile valorizzati sulla base dei tassi forward5, la curva dei tassi zero coupon ricavata, attraverso il metodo del bootstrapping3 dalla curva dei tassi spot relativa alla categoria di rating di appartenenza dellemittente del titolo e del settore merceologico dello stesso.

free

3
4

In merito al metodo del bootstrapping si rinvia allAppendice C In merito al metodo di determinazione dei tassi spot zero coupon comprensivo dello spread connesso al rischio di credito della controparte si segnala che la suddetta curva si ottiene sommando alla curva zero coupon risk free lo spread 5 In merito al metodo di determinazione dei tassi forward si rinvia allAppendice B. 6 In merito al metodo di determinazione dei tassi spot zero coupon comprensivo dello spread connesso al rischio di credito della controparte si segnala che la suddetta curva si ottiene sommando alla curva zero coupon risk free lo spread. 7 In merito al metodo di calcolo dei contratti derivati si faccia riferimento alla Sezione 2 Valutazione dei contratti derivati non quotati. Valutate entrambe le componenti si ottiene per somma il Fair value del titolo.

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3) Calcolo prezzo teorico Il prezzo teorico (P) di un titolo con valore facciale 100 e che rimborsa a scadenza 100 calcolato secondo la seguente formula:

dove -nel caso di un titolo a tasso variabile: la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward Fwi e delleventuale spread s

-nel caso di un titolo a tasso fisso: il tasso fisso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o step up/down.

la i-esima durata cedolare

il fattore di sconto al tempo ti . Il tasso forward calcolato sempre a partire dalla curva zero coupon risk-free. Il fattore di sconto calcolato a partire dalla curva risk-free nel caso di valutazione in assenza del rischio emittente ovvero dalla curva rischiosa in base al settore/rating di appartenenza dellemittente/emissione, ovvero a partire dalla curva risk-free alla quale viene aggiunto uno spread identico per tutte le scadenze in caso di applicazione del rischio emittente.

4) Calcolo prezzo teorico utilizzando la metodologia dello spread di emissione Il prezzo teorico (P) di un titolo con valore facciale 100 e che rimborsa a scadenza 100 calcolato secondo la seguente formula:

dove -nel caso di un titolo a tasso variabile:

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la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward Fwi e delleventuale spread s -nel caso di un titolo a tasso fisso:

il tasso fisso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o step up/down.

la i-esima durata cedolare

il fattore di sconto al tempo ti lo spread di emissione che permette di neutralizzare il day 1 profit&loss alla data di emissione del PO.

Il tasso forward calcolato sempre a partire dalla curva zero coupon risk-free.

5) Calcolo dello spread di emissione Lo spread di emissione viene calcolato utilizzando la stessa formula del calcolo del prezzo teorico del PO tale per cui si ha lequivalenza, alla data di emissione tra prezzo teorico (P) e prezzo di emissione (Pe) secondo la seguente formula:

dove -nel caso di un titolo a tasso variabile: la cedola i-esima calcolata come somma dell i-esimo tasso forward Fwi e delleventuale spread s

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-nel caso di un titolo a tasso fisso:

il tasso fisso di riferimento del titolo, costante per tutta la vita del titolo o step up/down.

la i-esima durata cedolare

il fattore di sconto al tempo ti

lo spread di emissione che permette di rendere la formula 1 verificata.

6) Calcolo prezzo teorico di un titolo strutturato Il prezzo teorico (Ps) di un titolo strutturato calcolato secondo la seguente formula:

in cui OPZ = valore dellopzione scorporata secondo i modelli indicati nella Sezione II Valutazione dei contratti derivati non quotati

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5.1.2

Sezione II: Valutazione dei contratti derivati non quotati

1) Elenco degli strumenti derivati non quotati Di seguito si riporta una tabella riepilogativa dei contratti derivati oggetto di valutazione e dei relativi modelli valutativi (Tab n. 2). Per ciascun contratto derivato si riassumono le seguenti informazioni: Categoria Rischio: Indica la categoria di rischio dello strumento. Le tipologie di rischio sono le seguenti: o IR : rischio tasso di interesse; o FX: rischio tasso di cambio; o Equity: rischio azionario; o Inflazione: rischio inflazione; Tipo strumento: indica la tipologia dello strumento Descrizione: breve descrizione dello strumento Modello Valutativo di riferimento: indica il modello valutativo dello strumento Tabella 2: Elenco dei contratti derivati Categoria Rischio Tipo Strumento

Descrizione

Modello valutativo di riferimento


Attualizzazione dei flussidi cassa

IR

Fisso/floater

IR

Floater con Cap e/o Floor

IR

Interest Rate Swap

IR

Callable Europea

IR

CMS

IR

CMS con Floor e/o Cap

Contratto con cedole periodiche fisse o indicizzate ad un tasso Euribor o Libor Contratto con cedole indicizzate ad un tasso Euribor o Libor in cui viene fissato un minimo e/o un massimo Contratto derivato in cui una parte paga un tasso fisso periodico e l'altra parte paga un tasso indicizzato ad Euribor o Libor Contratto in genere a tasso fisso richiamabile ad un valore predeterminato a discrezione dell'emittente in una data prefissata Contratto con cedole indicizzate ad un tasso medio swap (>=2anni) tasso CMS - o una percentuale dello stesso Contratto con cedole indicizzate ad un tasso medio swap (>=2anni) tasso CMS - o una percentuale dello stesso con una tasso minimo e/o massimo Contratto con cedole inversamente indicizzatea n volte un tasso libor (o euribor) con un tasso minimo almeno pari a 0 ed in genere uno massimo

Attualizzazione dei flussi di cassa (floater) + modello di Black (cap/floor) Attualizzazione dei flussi di cassa

Modello di Black

Modello di Black

Modello di Black

IR

Reverse Floater

Modello di Black

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Categoria Rischio

Tipo Strumento

Descrizione

Modello valutativo di riferimento


Modello di Black

IR

Media rilevazioni

IR

Callable americana o bermuda

IR

Cap/Floor Digitali

IR

CMS "quanto

IR

Corridor

IR

Double barrier con rebate

IR IR

CMS Spread Collar Resettable

FX

Opzioni europee semplici su cambi

FX

Opzioni digital

Equity

Opzioni europee semplici

Contratto con cedole indicizzate alla media di un tasso Euribor o Libor Contratto in genere a tasso fisso richiamabile al valore di emissione a discrezione dell'emittente in date prefissate o durante tutta la vita del titolo Contratto con cedole periodiche fisse, pagabili al raggiungimento o superamento di una barriera da parte del tasso indicizzato all'euribor o libor Contratto con cedole indicizzate ad un tasso medio swap (>=2 anni)-tasso CMS - o una percentuale dello stesso relativo ad una divisa diversa da quella di emissione del titolo Contratto con cedole periodiche fisse o indicizzate ad un tasso euribor o libor in cui il numero dei giorni per il regolamento della cedola sono parametrizzati al numero dei giorni in cui l'indice compreso all'interno di 2 barriere Contratto in cui la cedola viene pagata in caso di mancato superamento di una o due barriere, in caso di superamento delle barriere viene pagato un minimo garantito Contratto con cedole indicizzate alla differenza tra due tassi CMS Contratto con cedole periodiche indicizzate ad un tasso euribor o libor in cui ogni cedola ha un limite minimo e/o massimo determinato da quella precedente Contratto indicizzato all'apprezzamento/ deprezzamento del tasso di cambio tra due divise Contratto in cui la cedola fissa viene pagata in caso di superamento di una barriera al rialzo/ribasso, l'indice da osservare il tasso di cambio tra le 2 divise Contratto in cui la cedola indicizzata all'apprezzamento/deprezzamento di un indice o di una azione

Albero trinomiale di Hull-White

Modello di Black

Modello di Black

Modello di Black

Modello di Rubinstein e Reiner

Modello di Black Albero trinomiale di Hull-White

Modello di Black-Scholes

Modello di Black-Scholes

Modello di Black-Scholes

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Categoria Rischio
Equity

Tipo Strumento
Opzioni Asiatiche semplici

Descrizione
Contratto in cui la cedola indicizzata all'apprezzamento/deprezzamento di un indice o di una azione, la variazione calcolata rispetto alla media di una serie di osservazioni Contratto in cui la cedola indicizzata all'apprezzamento/deprezzamento di un paniere di indice o di una azione, la variazione calcolata rispetto alla media di una serie di osservazioni Contratto in cui la cedola, accumulata periodicamente pagata alla scadenza. L'indicizzazione legata ad indici o azioni Contratto in cui la cedola indicizzata all'apprezzamento/deprezzamento di un paniere di indici o di azioni con calcolo sulla media delle rilevazioni ma con ulteriori clausole relative alle modalit di rilevazione e di calcolo Contratto in cui la cedola indicizzata ad un paniere di indici o di azioni in cui il calcolo della cedola determinato dall'andamento di indici o azioni con performance peggiore/migliore Contratto in cui la cedola indicizzata allandamento dellindice di inflazione

Modello valutativo di riferimento


Modello di Vorst

Equity

Opzioni Asiatiche su Basket

Modello di Vorst

Equity

Cliquet/Reverse Cliquet

Metodo Monte Carlo applicato al modello di Black-Scholes

Equity

Opzioni asiatiche complesse

Metodo Monte Carlo applicato al modello di Black-Scholes

Equity

Worst of/ Best of

Metodo Monte Carlo applicato al modello di Black-Scholes

Inflazione

Opzione su Inflazione

Forward Inflation Model

Per approfondimenti si veda J. Hull, Opzioni, Futures e altri Derivati , Il Sole 24 Ore (2003) , D. Brigo - F. Mercurio, Interest Rate Models Theory and Practice, Springer (2001) e Jeroen Kerkhof. Inflation Derivatives Explained , Lehman Brothers (2005).

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5.1.3

Sezione III: Valutazione dei titoli coperti da derivati

1) Valutazione dei titoli coperti da derivati non quotati conclusi con Iccrea Banca metodologia Free Risk La metodologia pu essere applicata a titoli coperti da Iccrea banca per i quali sussistono le seguenti ipotesi: il titolo emesso alla pari e rimborsa alla pari (100) tutti i flussi cedolari del titolo vengono riportati nella copertura (flussi periodici pagati da ICCREA), tutte le opzioni risultano coperte (sia acquistate che vendute) Sulla base di queste ipotesi il valore teorico del titolo formato dalla somma dalle seguenti componenti: valore attuale del rimborso del capitale, scontato utilizzando la curva dei tassi free-risk valore attuale dei flussi cedolari pagati da Iccrea, scontati utilizzando la curva dei tassi freerisk valore delle opzioni

Opzione: lopzione viene valutata con il modello, descritto nella sezione precedente ed approvato da Iccrea
Banca, utilizzando i dati di mercato descritti nellappendice D Tale metodologia non applicabile a titoli diversi da quelli ipotizzati (ad es. Zero Coupon). Tutti i valori sono calcolati sulla base della curva dei tassi Risk Free.

2) Valutazione dei titoli coperti da derivati non quotati conclusi con Iccrea Banca metodologia Asset Swap Un Asset Swap uno strumento derivato volto a replicare sinteticamente un titolo a tasso variabile (floating rate note). Infatti, mediante questo strumento, linvestitore acquista un titolo a tasso fisso, e copre il rischio tasso dinteresse attraverso un Interest Rate Swap in cui cede la cedola fissa del titolo e riceve un flusso indicizzato ad un tasso variabile rettificato (in aumento o in diminuzione) di uno spread (asset swap spread). Secondo lapproccio cosiddetto del building block, la determinazione del prezzo di un titolo pu essere derivata dalla determinazione del valore di una ipotetica operazione di asset swap, in cui il possessore di un ammontare nominale del titolo X si impegni a scambiare i flussi attesi sul titolo a fronte del pagamento, su base semestrale e fino alla scadenza del titolo stesso, di una somma pari allEuribor + uno spread, calcolata sul valore nominale. Secondo tale metodologia, il corso secco di un titolo sar pari alla somma di: (i) 100%, (ii) meno il rateo, (iii) pi la somma dei seguenti valori, espressi come percentuale del nominale, previa attualizzazione dei singoli flussi dalla data in cui questi ultimi sono dovuti alla data di valutazione: a. i Flussi Attesi (tenendo conto di eventuali opzionalit sulle cedole) relativi a ciascuna data di pagamento delle cedole del titolo successiva alla data di valutazione (posto che la prima cedola dovuta successivamente al giorno di valutazione sar computata per intero); b. meno il valore del tasso euribor forward pi lo spread, per ciascuna data di pagamento semestrale, assumendo che la chiusura dellultimo periodo di pagamento coincida con la data di scadenza del titolo e che il primo periodo di pagamento sia ridotto, avendo inizio il giorno di valutazione; c. meno, nel caso in cui il titolo abbia una o pi opzioni call, il valore dellopzione di risoluzione anticipata dellipotetico contratto di asset swap alla data di esercizio dellopzione medesima.

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Lo spread applicato alla gamba variabile dello swap, definito spread di copertura analogo allo spread di emissione precedentemente definito e costituisce una misura sintetica del costo del funding della specifica emissione, ed la sommatoria di pi componenti, tra le quali: Lo spread creditizio, ossia lo spread, positivo, che ogni emittente deve pagare come premio, rispetto ad un ipotetico investimento risk free, per remunerare il rischio associato al proprio merito creditizio. Lo spread commerciale (componente di Day One Profit or Loss), che lo spread, che include diverse componenti, quali il costo di conclusione dellIRS con la controparte, le commissioni applicate per la strutturazione del prodotto, la capacit dellemittente di collocare i propri prestiti alla propria clientela retail. Ad esempio, lo spread di emissione, pari a - 15 b.p., la somma algebrica di uno spread creditizio, pari a + 20 b.p., e di uno spread commerciale, pari a 35 b.p. Il modello prevede di mantenere costante lo spread di emissione consentendo di non avere un impatto ascrivibile al Day One Profit or Loss nel primo giorno di emissione (la componente di upfront, relativa allo spread di emissione, non determina un profitto nel primo giorno di valutazione essendo parte integrante del modello di pricing utilizzato) e di considerare il merito di credito dellemittente (anche se tale componente si considera costante nel tempo salvo il verificarsi di casi eccezionali).

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5.1.4

APPENDICE A: Determinazione della struttura a termine dei tassi

La struttura a termine dei tassi, nota anche come curva zero coupon o curva dei rendimenti, rappresentata da quella funzione che associa, al tempo t, ad una certa scadenza (c.d. maturity) T, un rendimento Y(t,T), ossia un tasso di rendimento che non caratterizzato dalla presenza di flussi cedolari intermedi. Tale struttura pu essere determinata utilizzando, come input, dati di mercato diversi, quali ad esempio la curva dei tassi relativi agli interest rate swap (c.d. IRS) o la curva dei rendimenti dei titoli di Stato. Allo stesso tempo, la cennata curva dei tassi pu essere costruita utilizzando diverse convenzioni per il calcolo delle distanze temporali e per il regime di capitalizzazione/attualizzazione. La scelta dei dati di mercato di partenza per ricavare la struttura a termine dei tassi guidata dallesigenza di ottenere dei dati di output (linsieme dei tassi zero coupon) non distorti, ovvero che non risultino influenzati dal rischio di credito e dal rischio di liquidit, il cui livello funzione esclusivamente del legame tra tassi e scadenze. Per ottenere ci necessario, pertanto, che i dati di input provengano da un mercato estremamente liquido, ovvero caratterizzato da volumi negoziati elevati, e dallassenza del rischio di credito. Va da s che la significativit della struttura dei tassi zero coupon ricavata dipende dallomogenit, in termini di caratteristiche di merito di credito e di liquidit, degli strumenti finanziari presi in esame. In assenza di un adeguato livello di omogeneit finirebbero con lessere imputate al fattore scadenza differenze di rendimento che, invece, hanno origine da disomogenei meriti di credito e gradi di liquidit. Per quanto concerne i fattori di capitalizzazione/attualizzazione utilizzati, si riportano nella Tabella n.2 i principali regimi mentre nella tabella n.3 sono descritte brevemente le convenzioni temporali pi in uso sul mercato. Nella presente sezione si analizzano nei primi tre paragrafi la convenzione temporale, il regime di capitalizzazione/attualizzazione di default scelto nonch i dati di mercato utilizzati. Nel quarto paragrafo si illustra la metodologia di estrazione dei tassi zero coupon, mentre nel quinto si illustra il metodo implementato per il calcolo dei tassi forward.

Regime di Capitalizzazione/Attualizzazione Il regime di capitalizzazione scelto come default il regime di capitalizzazione composto. La struttura a
termine dei tassi espressa sulla base di questa convenzione. E possibile effettuare il passaggio da un regime ad un altro, cos come illustrato in Tabella n.4.

Convenzione Temporale
La convenzione temporale scelta per default ACT/365 ISDA. E possibile effettuare il passaggio da una convenzione temporale ad unaltra, cos come illustrato, a titolo esemplificativo, in Tabella n.5.

Tabella 2: Elenco di alcuni tra i pi diffusi regimi di capitalizzazione.


Regime Espressione Matematica (capitalizzazione) Espressione Matematica (attualizzazione) 1 / (1+ i T )

Semplice

(1+ i T )

Composto Continuo

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Tabella 3: Elenco delle pi note convenzioni temporali utilizzate.


Convenzione Divisore 30E/360 Eurobond basis Funzionamento I giorni al numeratore devono essere conteggiati dalla data di inizio (compresa) alla data di fine (esclusa), considerando il calendario commerciale (tutti i mesi di 30 giorni). Il denominatore pari a 360. I giorni al numeratore devono essere conteggiati dalla data di inizio (compresa) alla data fine (esclusa), considerando il calendario civilistico. Il denominatore pari a 360. I giorni al numeratore devono essere conteggiati dalla data di inizio (compresa) alla data fine (esclusa), considerando il calendario civilistico. Il denominatore, pari a 365 per i giorni intercorrenti fra la data di inizio e la data di fine, riferiti ad un anno non bisestile, mentre pari a 366 nel caso di anno bisestile (anche se il 29 febbraio, non compreso fra la data di inizio e la data di fine della rata).

Divisore ACT/360

Divisore ACT/365 ISDA

Tabella 4: Esempio di passaggio da un regime di capitalizzazione ad un altro.


Tipologia di passaggio Semplice Composta Semplice Composta Composta Continua Continua Semplice Continua Semplice Condizione di equilibrio Tasso nel nuovo regime

Continua

Composta

Tabella 5: Esempio di passaggio da una convenzione temporale ad un'altra. Qualora lanno sia bisestile il fattore 365 diventa 366 nella convenzione ACT/365. In ogni caso si rimanda alle istruzioni ISDA per maggiori dettagli.
Tipologia 30E/360 ACT/360 Condizione di Equilibrio Tasso nella nuova convenzione

30E/360

ACT/365

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ACT/360

30E/360

ACT/360

ACT/365

ACT/365

ACT/360

ACT/365

30E/360

Dati di mercato
Per la costruzione della struttura a termine dei tassi vengono utilizzati, indipendentemente dalla divisa, i seguenti dati di mercato: tassi relativi al mercato dei depositi monetari interbancari, le cui quotazioni non superano lanno; tassi relativi al mercato degli IRS, le cui quotazioni arrivano fino a 30 anni. Ogni mercato utilizza un determinato regime di capitalizzazione nonch convenzione temporale; inoltre, tali convenzioni possono differire, allinterno dello stesso mercato, tra divise diverse. importante omogeneizzare tali convenzioni prima della costruzione della struttura a termine.

Metodologia di estrazione dei tasso zero coupon


La costruzione della struttura a termine dei tassi, basandosi su due insiemi di dati tra loro non omogenei, pu essere distinta in due fasi: - la prima, connessa allestrazione dei tassi zero coupon dalle quotazioni riferite al mercato monetario; - la seconda, connessa allestrazione dei tassi zero coupon dal mercato degli IRS.

Mercato monetario
I tassi quotati su questo mercato sono gi tassi zero coupon, per cui possono essere utilizzati direttamente per ottenere la struttura a termine dei tassi con riferimento ai primi 12 mesi ponendo particolare attenzione alla convenzione temporale, al regime di capitalizzazione e alla data valuta di riferimento, che risultano diverse rispetto a quelle dei tassi degli IRS e pertanto necessario renderle omogenee.

Mercato IRS
I tassi quotati su questo mercato sono tassi swap, ovvero relativi a strumenti finanziari che prevedono flussi cedolari intermedi. Partendo dai cennati tassi possibile ricavare per via analitica, attraverso la tecnica del bootstrapping, descritta in Appendice C, la corrispondente struttura a termine dei tassi. Essendo tale tecnica una metodologia iterativa, per il calcolo della curva zero coupon si richiede che nello specifico la curva dei tassi swap sia completa. Pertanto, qualora il mercato non quoti tassi IRS per alcune scadenze intermedie, necessario ricorrere allinterpolazione dei dati di mercato. La tecnica di interpolazione utilizzata attualmente la cubic spline .

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5.1.5 APPENDICE B: Criterio per la determinazione dei tassi forward partendo dai tassi a pronti (in regime di capitalizzazione semplice). Definiamo il tasso forward ft,T,s come il tasso, stimato allepoca t, di unoperazione finanziaria con data di partenza T e scadenza s. Lespressione analitica del tasso forward viene ricavata a partire dallipotesi di assenza di arbitraggio nel mercato dei capitali; infatti, il tasso ft,T,s il tasso che rende equivalente le seguenti strategie di investimento: investire (indebitarsi) in unoperazione con durata da t a s al tasso Izc5 ; investire (indebitarsi) in una prima operazione con durata da t a T al tasso i zc T e rinnovare loperazione da T a s. Pertanto, il tasso forward il tasso che rende equivalente la seguente relazione:

Dalla (1) si ricava lespressione per il calcolo immediato del tasso forward:

Lespressione (2) permette di risalire alla struttura per scadenza dei tassi forward a partire dalla curva dei tassi zero coupon. Infatti, una volta noti i due tassi zero coupon con scadenza T e s, attraverso lutilizzo della (2) possibile ricavare il tasso forward implicito. utile ricordare che il tasso forward qui calcolato in regime di capitalizzazione semplice.

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5.1.6 APPENDICE C: Metodi di trasformazione dei tassi coupon-swap in zero-coupon: il bootstrapping La procedura di bootstrapping consiste nellestrapolazione di tassi zero coupon a partire dalla curva dei tassi IRS. Nel mercato degli IRS, il tasso quotato indica quanto una parte pu incassare (ricevere) a fronte del pagamento (incasso) semestrale del tasso, ad esempio, lEuribor a sei mesi. I tassi IRS sono espressi come tassi interni di rendimento (c.d. IRR): ci indica che il tasso IRS ad n anni rappresenta la serie dei flussi cedolari che, attualizzati ai rispettivi fattori di sconto unitamente al valore di rimborso a scadenza, rende il valore di un titolo sintetico alla pari.

dove ti lintervallo temporale relativo al flusso i-esimo. Dalla (A.1.a) possibile ricavare direttamente il tasso zero coupon i zc1 a un anno, noto il fattore di sconto a due giorni. Noto il tasso i zc1 , sostituendo lo stesso nellespressione (A.1.b) si ricava il tasso zero coupon izc2 a due anni. Allo stesso modo, noti i tassi zero coupon fino alla scadenza n-1 si ricava il valore del tasso zero coupon per la scadenza n. Il procedimento di calcolo descritto dalla formula che segue, conduce al calcolo del tasso zero coupon i-esimo a partire dai (i-1) tassi calcolati ricorsivamente:

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La formula (A.2) si basa sulla completezza della curva dei tassi swap di partenza: questo vuol dire che al fine di implementare una curva dei tassi zero coupon per un certo intervallo, necessario disporre di una curva dei tassi swap completa in ogni periodo dellintervallo.

5.1.7 APPENDICE D: Dati di mercato utilizzati nel calcolo dei prezzi dei titoli e degli strumenti derivati non quotati

Curva dei tassi zc spot free risk: Curva zero coupon derivata dalla curva dei tassi di deposito interbancari, e
dalla curva swap su base giornaliera attraverso il meccanismi del Bootstrapping (come indicato nelle appendici A e C). Per gli strumenti sensibili principalmente al rischio tasso di interesse la curva dei tassi di base composta da segmenti specifici ed in particolare: Per strumenti interest rate sensitive, in cui l'indice di riferimento sottostante rappresentato dal tasso Euribor con scadenza che va dai 4 mesi in su, la curva dei tassi costituita dai segmenti tassi di deposito, fra, swap vs eurib6m; Per strumenti interest rate sensitive, in cui l'indice di riferimento sottostante rappresentato dal tasso Euribor con scadenza fino a 3 mesi, la curva dei tassi costituita dai segmenti tassi di deposito, future euribor3m, swap vs eurib3m; Per strumenti interest rate sensitive, in cui l'indice di riferimento sottostante rappresentato dal tasso Euribor con scadenza fino a 3 mesi, la curva dei tassi costituita dai segmenti tassi di deposito, Short Term Swap (quotazioni dei tassi swap contro Euribor ad 1 mese, con scadenza da 2 mesi a 12 mesi), swap vs eurib3m corretto dal valore del basis swap quotato 1M vs 3M .; Per strumenti per i quali si applica la metodologia dello spread di emissione o lapplicazione del merito creditizio in base al rating, la curva dei tassi costituita dai segmenti tassi di deposito, swap vs eurib6m.

Matrice di volatilit Cap e Floor:


La matrice di volatilit dei cap/floor costruita considerando per ciascuna delle scadenze temporali da 1 a 30 anni i livelli di strike rate ATM e da 1% a 10%.

Matrice di volatilit Swoption:


La matrice di volatilit delle swoption, costruita considerando le scadenze dellopzione da 1 mese a 30 anni ed una durata dellIRS sottostante da 1 a 30 anni.

FX Rates: Vengono rilevati i tassi di cambio sulle seguenti divise EUR/USD, EUR/GBP, EUR/JPY, EUR/CHF. Azioni, Indici di borsa :
Vengono rilevati i prezzi di chiusura con orari specifici per le singole aree geografiche.

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Fondi:
Vengono rilevati i NAV con un delay tamporale di 1 o 2 giorni a seconda del gestore.

Volatilit per Azioni, Indici di borsa, Fondi, FX Rates:


Con riferimento ad azioni ed indici di borsa vengono rilevate le volatilit implicite per scadenze 1m, 6m, 12m, 24m. Vengono calcolate le volatilit storiche per scadenze 6m,12m, 24m, 36m su tutti i sottostanti.

Tasso dinflazione:
Viene rilevato lindice di inflazione europea (escluso tabacco) con periodicit mensile. Viene rilevato il tasso atteso di inflazione con periodicit mensile.

Correlazioni:
Con riferimento ad un periodo storico di 200 osservazioni giornaliere, vengono valorizzate le seguenti matrici di correlazioni: a) correlazioni tra i tassi PAR swap b) correlazione tra i tassi ZERO Con riferimento ad un periodo di 3 anni con rilevazioni settimanali vengono valorizzare le seguenti matrici di correlazione: c) correlazioni tra azioni, indici di borsa, fondi, tassi dinteresse, tassi di cambio Laggiornamento dei dati di mercato avviene tra le 17:15 e le 18:00 utilizzando i provider Reuters e Bloomberg se non diversamente specificato.