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il nuovo giornale

Venerd 10 settembre 2010

Festa dal Dom 2010


Le iniziative che animeranno la Cattedrale
Inserto a Il Nuovo Giornale, settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio - n. 31 di venerd 10 settembre 2010
ono passati oltre trentanni da quando mons. Giancarlo Dallospedale part per il Brasile come missionario fidei donum. Sono stati anni non semplici, caratterizzati dal suo incessante lavoro dalla parte dei pi deboli e delle popolazioni native di quelle terre. Oggi vicario generale della diocesi di Roraima torner a Piacenza domenica 12 settembre quando, al termine della messa delle ore 11 in Duomo, gli verr consegnato il prestigioso premio Angil dal Dom della Fondazione di Piacenza e Vigevano che, ogni anno, viene conferito ai piacentini che si sono fatti onore allestero per meriti culturali, sociali o filantropici.

A MONS. DALLOSPEDALE LANGIL DAL DOM 2010


Il prete piacentino in Brasile dal 1979: la missione la cosa pi bella che mi sia capitata nella vita. Oggi vicario generale della diocesi di Roraima

Chi mons. Dallospedale


Nato nel 43, nel 79 partito per il Brasile
Mons. Dallospedale nato a Pontenure il 9 dicembre 1943. Ordinato sacerdote il 13 giugno 1968 ha assunto lincarico di insegnante al seminario di Bedonia. La sua vocazione lo spinse poi a solcare loceano: nel 1979 fu assegnato, insieme a Angelo Zanr, alla missione di Vitria da Conquista. Nel 1987 cominci a lavorare nella diocesi di Picos nel Piai insieme a don Daniele Piccoli e a don Giuseppe Calamari. Lanno successivo torn a Piacenza e divenne direttore dellUfficio missionario diocesano dando assistenza, nello stesso tempo, alle comunit di Padri, Rossoreggio, Groppo Ducale. Rivest questa carica sino al 1993 quando part per un anno sabbatico a Lione per poi ritornare in Brasile. La prima destinazione fu Picos, poi serv anche i municipi di Fronteiras, Caldero Grande, Alegrete, S.Julia, Alagoinhas. Infine segu il servizio missionario in Roraima dove lo raggiunse, nel 2003, la missionaria Giuseppina Fiorani. In un primo tempo ha lavorato nella pastorale vocazionale del seminario di Boa Vista poi, dopo un breve periodo in Italia per alcune cure, diventato vicario generale della diocesi di Roraima, una regione sconfinata, grande quanto lItalia che conta 350mila abitanti dai tratti somatici e lingue differenti, essendo una delle ultime frontiere, un nuovo Far West.

Cosa ha provato quando ha saputo che il premio sarebbe stato conferito a lei? Sono rimasto sorpreso perch non lavrei mai neppure immaginato. A dire la verit mi sono sentito anche un po a disagio perch credo di non avere alcun merito: sto solo facendo, con molti limiti, quello che mi viene chiesto. Immediatamente, ho anche sentito che non avrei potuto rifiutare un riconoscimento non tanto alla mia persona, ma alla missione. Una delle cose pi belle, o la pi bella che sia capitata nella mia vita, proprio la missione. Sono grato alla diocesi che mi ha offerto questa possibilit e alla famiglia, specialmente ai genitori che hanno pagato il prezzo pi duro del distacco. Sono grato anche alle tante persone che mi sono state vicine in forme differenti, con la preghiera, con laiuto economico piccolo o grande, per portare avanti la missione. Sono grato a quanti hanno voluto segnalare il mio nome alla Fondazione: pura bont e gratuit. Affido tutto alla misericordia di Dio: avr tante colpe, ma non quella di aver cercato il riconoscimento. Nello spirito di Maria, canto la bont del Signore: si serve di tutti, soprattutto dei pi piccoli, per far sentire dappertutto il suo amore e realizzare per tutti il suo piano di salvezza. Grazie alla Fondazione Piacenza-Vigevano per lo stimolo alla mondialit. Come si evoluta la situazione degli indigeni della Regione Raposa Serra do Sol? difficile rispondere perch siamo in una fase dassestamento dopo il ciclone di conflitti che, durante tanti anni, si sono succeduti in quella terra. Il fatto di avere un obiettivo concreto e ben definito, la riconquista della propria terra, stato motivo dunione condiviso da quasi la totalit degli indios. Ora gli obiettivi sono meno chiari e soprattutto non c pieno consenso nella nuova situazione di libert ed autonomia che si venuta a creare. Siamo in una fase di ricostruzione. Affiorano nuove divisioni. Niente di allarmante: normale. Recentemente stata creata la Secretaria della salute dellIndio, direttamente legata al Ministero Della Salute del Brasile. Questo fatto dovrebbe portare un miglioramento nel campo della salute indigena. Nel campo delleducazione, appaiono nuove difficolt per la presenza di professori non indigeni, da loro non graditi, perch non sintonizzati con la causa. Sono sulla carta progetti di sviluppo economico in vista di una maggior autonomia e autosostentamento, con lappoggio finanziario di Organizzazioni non governative. Continua ad

Nelle foto: a lato, mons. Dallospedale durante una celebrazione; sopra, la consegna dellAngil dal Dom 2009 alla memoria di suor Chiarina Grazio con il dott. Giacomo Marazzi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, e suor Carla Rebolini; sotto, mons. Dallospedale, il primo a sinistra, insieme ad alcuni seminaristi brasiliani e sacerdoti piacentini sul Rio delle Amazzoni.

La sfida pi grossa la prima evangelizzazione


Mons. Dallospedale: occorre formare ancora nuovi preti locali
Quali i problemi dal punto di vista pastorale? In Roraima - dice mons. Dallospdale - la sfida pi grossa la prima evangelizzazione: gli immigrati, che sono la maggioranza della popolazione, strappati dalle loro comunit dorigine, si trovano persi, perdono i loro valori culturali e cristiani ed i giovani sono facile preda dei vizi, anche per labbandono da parte delle autorit e la mancanza dalternative. Le distanze sono grandissime, le vie di comunicazioni molto precarie. La pressione delle chiese evangeliche e delle sette - aggiunge - micidiale per una popolazione semianalfabeta e senza la protezione della sua comunit di origine. Noi missionari siamo ancora troppo pochi. Il Roraima, come lAmazzonia, terra di missione nella missione. Mons. Dallospedale, ha dei sogni nel cassetto per il Roraima? Sono tanti! Il primo la formazione, quanto prima, di un clero locale autosufficiente, come gi avvenuto nelle altre missioni del Par, Bahia e Piau dove la diocesi di Piacenza ha inviato i suoi missionari. Per ora ci sono 7 sacerdoti della diocesi di Roraima. Un altro sogno avere un centro daccoglienza per la giovent che dalla campagna viene in citt per studiare; spesso, infatti, i ragazzi in citt si perdono per mancanza di assistenza. I locali ci sarebbero gi; mancano i missionari disponibili per questopera. G. R.

essere nefasta linfiltrazione di politici con scopi elettorali: creano divisioni tra gli indios. Quali sono le problematiche dal punto di vista sociale in Roraima? Il problema pi grosso quello dellimmigrazione da tante regioni del Brasile. Limmigrazione in s non sarebbe un problema, anzi una ricchezza; lo diventa quando non esiste una politica doccupazione per le classi pi povere: nella citt non ci sono industrie che diano lavoro e per trasformare i prodotti dei piccoli agricoltori. Non manca terra, ma manca il sostegno allagricoltura familiare. Si privilegiano le famiglie ricche e si appoggiano le grandi propriet. Conseguenza di tutto questo la fuga dalla campagna dei piccoli dopo tante fatiche frustrate; soprattutto fuga da parte della giovent anche per studiare. Infatti la mancanza di scuole, o di professori nelle scuole, un altro grande pro-

blema della campagna. Dal 3 al 7 settembre si svolto un plebiscito popolare per chiedere un limite alla propriet di terra, visto che ci sono persone con oltre 12 milioni dettari di terra. Quali sono gli ultimi progetti realizzati? In tre delle quattro zone dellarea missionaria a noi affidata, nel municipio di Cant, abbiamo gi realizzato un centro pastorale dove funzionano regolarmente corsi di formazione residenziali, della durata di una settimana ciascuno. Questi centri sono sorti grazie alla generosit dei piacentini. Ci aiutano tre suore francescane bernardine che abitano in uno dei centri. Sarebbe auspicabile la presenza di qualche altro missionario piacentino per intensificare la presenza in mezzo alla gente e la formacin, in questultima tappa della presenza piacentina in Roraima, preparando il campo per i sacerdoti locali. Giovanna Ravazzola