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Proposta di monitoraggio del cinghiale (Sus scrofa L.

) nella provincia di Trieste Contesto Generale


La recente evoluzione della distribuzione del cinghiale ( Sus scrofa L.) nel nostro Paese stata caratterizzata da un andamento sorprendente, tanto per lampiezza dei nuovi territori con uistati, uanto per la rapidit! con cui il "enomeno si veri"icato. #el giro di una trentina danni lareale si pi$ che uintuplicato, interessando interi settori geogra"ici ove il cinghiale mancava da decenni, con tutte le conseguenze dirette ed indotte sul piano "aunistico e gestionale (Toso % Pedrotti, &''() *oitani et al, (++,). -e da un lato la gestione venatoria tende a massimizzare le presenze della specie sul territorio ed responsabile di operazioni di immissione criticabili sotto il pro"ilo tecnico e biologico, limpatto che il Cinghiale in grado di esercitare sulle attivit! agricole e sugli ecosistemi "orestali impone la necessit! di controllare la densit! delle sue popolazioni per mantenerla entro livelli accettabili (Pedrotti % Toso, &''&). Leccessiva presenza aumenta il rischio di di""usione di alcune malattie, uali la tubercolosi e la peste suina, in grado di creare rischi sanitari sia a carico delle popolazioni selvatiche di cinghiale, che di maiale domestico (Pedrotti % Toso &''&). La presenza della specie nei territori maggiormente interessati dalle produzioni agricole crea un "orte impatto sulle coltivazioni, sia per prelievi diretti a "ini alimentari che per il danneggiamento dovuto allattivit! di scavo (#eet, (++,). Tale "enomeno raggiunge spesso dimensioni considerevoli) sino all.'/ dei "ondi a disposizione delle 0mministrazioni provinciali per "ar "ronte allimpatto causato dalla "auna selvatica sulle attivit! antropiche vengono in"atti annualmente destinati per il risarcimento dei danni causati dal Cinghiale (Pedrotti % Toso &''&). 1a soprattutto evidenziato come il uadro delle conoscenze circa la densit! delle popolazioni italiane e la sua evoluzione si presenti assai carente, come conseguenza di una gestione del patrimonio "aunistico che, con ualche eccezione, sinora risultata priva delle indispensabili basi tecnico2scienti"iche e di unadeguata programmazione e coordinamento degli interventi (Toso % Pedrotti, &''(). 3isulta uindi prioritario cercare di ottenere un uadro dettagliato della distribuzione, consistenza e tendenze evolutive della specie su tutto il territorio italiano. 4 necessario stabilire una rete di monitoraggio che assicuri il reperimento dei dati in maniera omogenea ed il "lusso costante delle in"ormazioni dagli organismi gestori locali ai centri in grado di accumularli ed elaborarli, al "ine di possedere costantemente il uadro della situazione in termini di distribuzione, consistenza, struttura ed incrementi delle popolazioni (Toso % Pedrotti, &''() 5urio et al, (++,). La provincia di Trieste, nella pur limitata estensione del suo territorio (&(( 6m&), presenta ancora ambienti di notevole valore naturalistico (7ucca et al, &''8). La limitatezza del territorio pone, daltra parte, in stretto contatto gli ecosistemi naturali e le aree intensamente antropizzate. 0lla luce di uesti due aspetti risulta evidente che un eccessiva presenza del cinghiale pu9 porre seri problemi sia per e""etti negativi sulle aree naturali sia per interazioni indesiderate con le attivit! umane. Primo passo per una corretta gestione del cinghiale la creazione di strumenti "inalizzati a valutare la consistenza e le caratteristiche demogra"iche delle popolazioni (5urio et al, (++,), noti uesti dati di base, sar! poi possibile poi e""ettuare delle previsioni sullevoluzione del popolamento e decidere gli eventuali provvedimenti da attuare per il controllo dei danni causati dal cinghiale.

:biettivi del progetto


() -tima di a) 5imensioni b) Parametri demogra"ici della popolazione di cinghiale in provincia di Trieste. &) -imulazione, tramite modello, della possibile evoluzione della popolazione.

;etodologia
Generale < dati riguardanti la popolazione verranno raccolti dai capi abbattuti a scopo venatorio. Tali in"ormazioni, accoppiate a uelle relative alle attivit! di caccia, permetteranno di ottenere stime indirette sulla consistenza e sui parametri demogra"ici della popolazione (;oretti, (++,) *oitani et al,(++,=) 5urio et al, (++,). Lobiettivo uello di raccogliere un campione signi"icativo di capi abbattuti, valutandone il sesso, la classe det!, lo stato riproduttivo, il peso e altre misure biometriche. Le successive analisi permetteranno di determinare la struttura e gli accrescimenti della popolazione in termini di sex ratio, struttura per classi det!, pesi medi e potenziale riproduttivo (percentuale di "emmine gravide e numero medio di "eti per "emmina) (Toso % Pedrotti, &''(). -aranno dun ue monitorati, per cin ue anni, i capi abbattuti nel distretto di caccia n=(8 >Carso? ed in particolare nelle riserve di 0urisina, *asovizza, 5uino, Gabrovizza, ;alchina, ;onrupino, ;uggia, Prosecco, -ales, -gonico. Per la correttezza delle elaborazioni successive, sar! di "ondamentale importanza la raccolta delle in"ormazioni necessarie per ricostruire lo s"orzo di caccia pro"uso.

:biettivo (.a 0 partire dal numero di animali uccisi ogni anno e dallo s"orzo di caccia pro"uso, la dimensione della popolazione sar! stimata applicando i seguenti indici (*oitani et 0l, (++,b)@ ;etodo delle catture ;etodo di Lesile <ndice diretto ;etodo de Lurie 3icostruzione standard ;etodo 5oAning 0nalisi della coorte ;etodo Binsconsin ;etodo PennsClvania di Lang e Bood :biettivo (.b 5i ogni capo abbattuto verranno valutati (;oretti, (++,) *oitani et al, (++,a) 5urio et al, (++,) Peso 2

-esso -tima dellet!, tramite dentizione ed usura dei denti #umero di "eti per ogni "emmina gravida abbattuta 5a uesti dati saranno ricavati@ la seD ratio assoluta e per classi dEet!, le relazioni peso2et!, la distribuzione per classi dEet!, il potenziale riproduttivo per ogni "emmina e la distribuzione delle nascite durante lanno. :biettivo & 0 partire dalle dimensioni delle classi det! stimate per cin ue anni consecutivi, sar! e""ettuata una simulazione dellevoluzione della popolazione tramite il modello stocastico per popolazioni strutturate in classi det! (#eet, (++,).

3isultati attesi e loro applicazione


*isogna innanzitutto sottolineare che la ualit! dei dati e la correttezza delle in"erenze ricavate dipenderanno dalla rappresentativit! del campione utilizzato (numero di capi abbattuti allanno e casualit! nella scelta dei medesimi) (Toso % Pedrotti, &''() e dalla durata dellarco temporale durante il uale sar! e""ettuato il monitoraggio (per evidenziare correttamente i trend evolutivi necessario studiare la popolazione a lungo). Per uesto sar! necessario valutare attentamente le "onti e le metodologie di caccia, studiando inoltre la popolazione per un periodo di tempo su""icientemente lungo. 0nche se caratterizzati da un certo grado dincertezza, i dati ac uisiti risulteranno di estrema importanza per valutare lo stato della popolazione e le sue potenzialit! daccrescimento. 0 partire dalla demogra"ia e dal trend di evoluzione risultante dal modello, sar! possibile ottimizzare le strategie di gestione e di controllo, uali, ad esempio@ azioni di "oraggiamento dissuasivo nelle aree boschive (per mantenere i cinghiali lontani dai coltivi) (Toso % Pedrotti, &''() oppure campagne di cattura (tramite trappole) eFo abbattimenti selettivi. -i potr! stabilire il numero di capi da catturareFabbattere durante lanno ed i periodi ottimali per e""ettuare le campagne) ci9 al "ine di mantenere la popolazione entro limiti accettabili. #el caso di implementazione di piani di gestione del cinghiale, la metodologia di monitoraggio ui proposta potr! essere adattata ed utilizzata per veri"icare le""icacia delle azioni poste in essere.

Tempistica
< dati verranno raccolti per cin ue anni durante i periodi di caccia al cinghiale che, secondo il calendario venatorio della regione Griuli 1enezia Giulia, sono novanta giorni a discrezione del distretto venatorio nel periodo che va dal primo settembre al trentuno dicembre. (http@FFAAA.regione."vg.itFaspFgestioneHvenatoriaFindeD.aspIidJ&%sezJ(). <l progetto durer! uindi dal settembre &''K "ino ai primi mesi del &'((.

Costi
-tipendio di un ricercatore per L mesi allanno per , anni @ (.'' M D &' J 8N''' M

*ibliogra"ia
*oitani L., Trapanese P. % ;attei L. ((++,a) 5emographic patterns o" a Aild boar ( Sus scrofa L.) population in TuscanC, <talC. <beD O. ;ount. PcologC, (+K2&'(. *oitani L., Trapanese P. % ;attei L. ((++,b) ;ethods o" population estimates o" a hunted Bild boar (Sus scrofa L.) population in TuscanC, <talC. <beD O. ;ount. PcologC, 8@ &'L2&'.. 5urio P., Gallo :rsi Q., ;acchi P. % Perrone 0. ((++,) -tructure and monthlC birth distribution o" a Bild boar population living in a mountain environment. <beD O. ;ont. PcologC, 8@ &'&2&'8. ;oretti ;. ((++,) *irth distribution, structure and dCnamics o" a hunted mountain population o" Aild boars (Sus scrofa), Ticino, -Aitzerland. <beD O. ;ount. PcologC, 8@ (+&2(+N. #eet C.3. ((++,) Population dCnamics and mangement o" Sus scrofa in Aestern -Aitzerland,@ a statistical modelling approach. <beD O. ;ount. PcologC, 8@ (..2(+(. Pedrotti L. % Toso -. (&''&) in@ -pagnesi ;., 0. ;. 5e ;arinis (a cura di), &''& 2 ;ammi"eri d<talia. Ruad. Cons. #atura, (L, ;in. 0mbiente 2 <st. #az. Gauna -elvatica. Toso -. % Pedrotti L. (&''() Linee guida per la gestione del cinghiale ( Sus scrofa) nelle aree protette. Ruad. Cons. #atura, &, ;in. 0mbiente 2 <st. #az. Gauna -elvatica. 7ucca P., :berosler 3. % *enussi P. (&''8) 3ecupero della "auna selvatica nella provincia di Trieste nel triennio (++L S (++N (;ammalia 2 0ves). O. ;t. Pcol., K (-uppl.)@ &+,2&+.. Leggi@ Legge ((.'&.(++&, n. (,K >#orme per la protezione della "auna omeoterma e per il prelievo venatorio? L.3. (+.(&.(+.N, n.,N >#orme in materia di caccia, di allevamento di selvaggina, di tassidermia, nonch di pesca in ac ue interne? -iti Beb http@FFAAA.regione."vg.itFaspFgestioneHvenatoriaFindeD.asp