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LA STAMPA
SABATO 31 MARZO 2007
PAGINA I

TUTTOlibri
SETTIMANALE
LEGGERE
GUARDARE
ASCOLTARE
NUMERO 1557
ANNO XXXI
tuttolibri@lastampa.it

Già veder inchiodare dei libri è una scena forte, ANTEPRIMA PERSONAGGI DIARIO DI LETTURA
FULMINI inquietante. Ma lo slogan che accompagna l’ultimo
NICO ORENGO
film di Ermanno Olmi, «Centochiodi», è: «Tutti i Le Olimpiadi Tra Parise Con Bocca
nico.orengo@lastampa.it libri del mondo non valgono un caffè con un
amico». Una frase simile, nessun vero amico, fra
di Perissinotto e Berardinelli il Provinciale
Una zona Guerre politiche «In Fenoglio
CENTO amici e amici dei libri, vorrebbe fosse vera.
Anche i libri più dogmatici contemplano margini di
d’ombra nella e trincee c’è una falsa
CHIODI
intervento, interpretazione, riscrittura. La beata
ingenuità, la parola lontana dalla scrittura, corre il
rischio poi di affidarsi a slogan che hanno il
Torino in festa della critica Resistenza»
AL CAFFÈ sapore di una pubblicità di Illy. TESIO P. III CORTELLESSA-ONOFRI P. V QUARANTA P. XI

Oltre Giuda La storia del discepolo avendo i loro coniugi, per così
dire, ufficiali, si accoppiavano
con chi volevano e perfino
al nostro tempo appare datata e assurda: con gli esseri umani, dando vi-
ta a degli ibridi. Ercole, ad
una volta c’era l’«infame», ora c’è il pentito esempio, era figlio di Giove e
di una donna mortale, Alcme-
na; Enea era figlio di Venere e

L’ECLISSE
del troiano Anchise. Nella sto-
ria di Roma antica i tradimen-
ti si chiamavano congiure.
Bruto che tradisce il padre
adottivo Giulio Cesare pugna-
landolo a morte, per i suoi

DEL
contemporanei non è un tra-
ditore: è un congiurato che si
comporta in quel modo a cau-
sa delle sue idee politiche.
(Un po’ come i senatori Turi-
gliatto e Rossi, che hanno fat-

TRADITORE
to cadere un governo per sen-
tirsi a posto con le loro co-
scienze).
Né la lingua latina né, per
quanto io ricordo, la lingua
greca, hanno l’equivalente
del nostro verbo «tradire».
Tradire viene, sì, dal latino,
ma nasce in epoca medioeva-
SEBASTIANO le da tradere, consegnare, e si
VASSALLI
riferisce proprio all’atto di
L’idea di tradimento Giuda che consegna Gesù Cri-
come atto moralmente spre- sto ai carnefici, in cambio di
gevole appartiene alla cultu- trenta denari. Il traditore di
ra giudaico-cristiana ed è qua- Gesù è il personaggio su cui si
si assente nella tradizione fonda la nostra idea di tradi-
classica, sia latina che greca. mento, come ci è stata tra-
Nei poemi omerici ci sono mandata nei secoli. E’ il pri-
personaggi anche negativi, mo traditore della letteratu-
ma non c’è «il traditore». Nel- ra. Da lui discendono Gano di
la poesia lirica e nella mitolo- Maganza, il «fellone» che fece
gia, i tradimenti tra amanti e cadere il paladino Orlando in
anche tra coniugi fanno parte una imboscata dei Mori; lo
degli erotikà pazémata, delle Iago di Shakespeare e
sofferenze d’amore: sono co- tante altre figure di
se che non si dovrebbero fare malvagi, tratte dalla
e che, se vengono scoperte, realtà o create dal-
possono anche essere puni- la fantasia degli
te, ma non rappresenta- scrittori.
no una colpa sul piano Gesù, tra-
morale. Quando Vulca- dito da Giu-
no, il dio ingegnoso ma da, viene
deforme, sorprese sua consegnato
moglie Venere a letto con agli uomini che lo uccideran-
Marte, si limitò a castigare i no inchiodandolo su una cro-
due amanti chiudendoli in ce. Alla base della nostra civil-
una rete e lasciandoli così nu- tà c’è il mito della croce, e il
di per un po’ di tempo, esposti tradimento ne è una compo-
agli scherzi e alle beffe degli nente essenziale. Questa con-
altri dei dell’Olimpo. siderazione, già da sola, è suf-
Tra gli dei come tra gli uo- ficiente per farci rivalutare il
mini, la fedeltà era considera- ruolo di Giuda e per dare vita
ta una virtù ma il tradimento
non era un peccato particolar-
mente grave; dei e dee, pur p Continua a pagina II
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Agenda Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
II LA STAMPA

SCRIVERE A LA RUPE
LA POSTA DI CARLO FRUTTERO Carlo Fruttero, Tuttolibri-La Stampa, via Marenco 32, 10126 Torino cf@fruttero.net
TARPEA
Fiction tere... Un minimo di umiltà e di rispetto La storica inviperita sibile si pone almeno delle domande... LUCIO
CALPURNIO BESTIA
(e perché no, anche di professionalità) Egregio signor Fruttero... Ha ragio- Non lo manderei a lei perché sono certa
le avrebbe consentito di leggere in ne il signor Palumbo, alcuni anni fa che non lo leggerebbe. Peccato però
IL DUCE
femminista Wikipedia i documenti che le allego, nei
quali c'è la fotografia dell'edificio bru-
ciato a New York il 25 marzo 1911, che
(1987) uscì un libro dal titolo 8 marzo.
Storie, miti, riti della giornata internazio-
nale della donna scritto da Tilde Capo-
che un uomo di cultura e di successo co-
me lei abbia dato quella risposta.
Saluti da Tilde Capomazza, Genova ETERNA
FRITTATA
L'allibito causò la morte di 146 persone, per la mazza e Marisa Ombra... E' un libro di L'insensibile
Signor Fruttero, sono allibito per il maggior parte giovani operaie... ben 167 pagine... che scatenò «scanda- Sarò anche insensibile ma resto co-
tono di noia e fastidio con cui lei rispon- Vincenzo Cottinelli, Brescia lo» sulla stampa di tutte le correnti per munque confuso. Ci fu davvero l'incen-
de (anzi, non risponde) alla richiesta Il buon samaritano aver corretto la versione accreditata dio? E dove? A New York o a Chicago?

U
del lettore Palumbo che da persona nor- Gentile dott. Fruttero... Lo scrittore delle origini la quale recitava: «Nel 1910 Nel 1908 o nel 1911? E quante furono le lderico Munzi lo
male si dichiara sconcertato perché Vittorio Messori nel suo libro Pensare Clara Zetkin istituì la giornata interna- vittime, 129 o 146? Ha proprio ragione il spiega nelle pri-
l'episodio della strage di lavoratrici cui la Storia (ed. Paoline 1992) al paragrafo zionale della donna per ricordare la Lettore Allibito: nessuno mi obbligava me pagine: una
si richiama la festa dell'8 marzo sareb- 55 a pag. 107 dice che la storia, pur com- morte di 129 persone in un incendio a a rispondere alla lettera del signor Pa- mattina va dal-
be inesistente, e cioè un falso storico ra- movente, è falsa. Il sottotitolo del para- Chicago nel 1908... Il libro è da tempo lumbo piuttosto che ad altre lettere. In- l’edicolante e chie-
dicale... Nessuno la obbligava a rispon- grafo recita: una «festa» inventata. esaurito altrimenti lo manderei al suo sensibile, confuso e pentito, Fruttero de il tal libro su Benito Mus-
dere a questa piuttosto che ad altre let- Gianluigi Arpini, Crema lettore (Palumbo), il quale da uomo sen- arrossì... solini, in vendita con un quo-
tidiano. Il libro è esaurito. Lo
hanno comprato giovani e
vecchi, gli spiega l’edicolan-
te, perché la storia non ha
età. Quella della Seconda
guerra mondiale, soprattut-
PROSSIMAMENTE to, e quella delle dittature e
degli anni d’approccio al con-

N
asce il «Grinzane to più volte l’autore di Se questo mittee dell’Unione Internazio- flitto, raccoglie appassionati

IL GRINZANE
Master Award» e è un uomo (primo vincitore del nale Editori sintetizza, per Tut- anche nelle prime serate tv.
tocca subito a Phi- Grinzane proprio nell’82), ma tolibri, la situazione. «Sono or- Dopo di che, il trend è stato
lip Roth. Grande or- se ne conserva una sua celebre mai note le difficoltà di fronte intercettato e il tentativo di
ganizzatore (anche intervista, pubblicata nell’86 alle quali si trovano oggi gli edi- seguirlo col piglio dell’origi-

INCORONA
i «meno amici» gli riconosco- prima dalla N.Y.Book Review, tori iraniani. L’attuale governo nalità porta a saggi come
no, tra le altre, questa qualità), subito dopo da La Stampa (e da pratica una censura preventi- questo di Munzi: «Gli aquilo-
Giuliano Soria, che da tempo Einaudi nel ’97 nella raccolta a va che non tiene conto dei det- ni non volano più. Storia del
con le sue iniziative tocca i cura di Marco Belpoliti: Primo tami costituzionali, che non dà pilota che rubò un aereo al

PHILIP ROTH
quattro angoli del pianeta, ha levi: conversazioni e interviste) ragioni né sembra indicare re- Duce» (Sperling&Kupfer,
inventato, con il San Paolo di mentre proprio a Roth spetta il sponsabili dei tanti tagli che i li- pp. 173, €17). Si tratta della
Torino, questo suo ennesimo merito di aver contribuito alla bri devono subire, al punto da storia del sergente della Re-
premio, del tutto inedito, desti- diffusione dell’opera di Levi ne- divenire spesso impubblicabili gia Aeronautica, Diego Maz-
nato ogni anno ad un maestro gli Usa. Successivamente si è ampliata zocchi, che un giorno ruba
della letteratura internaziona- anche la gamma di libri sogget- l’aereo e diserta. Va in Fran-
le. Novità nella novità: il pre- INTANTO A TORINO... MIRELLA ti a sequestro dopo aver passa- cia, forse sulle tracce di una
scelto non viene invitato sulle Che futuro per il Grinzane? Ca- APPIOTTI to il vaglio della censura pre- fanciulla, ma nel giro di qual-
colline langarole (dove dal duto come gli altri enti cultura- ventiva e la pubblicazione, con che mese è già ad Helsinki,
1982 sono stati laureati centi- li sotto la mannaia risparmiosa danni economici ancor più gra- dove si batte contro l’invaso-
Il «Master Award» (premio di 25 mila dollari) al romanziere
naia di autori, sette diventati del Comune. Tagli, senz’altro vi per gli editori». re russo al fianco del popolo
poi Nobel, scoperti talenti, ini- «ma non talmente dannosi - del «Lamento di Portnoy» e di tanti altri capolavori, finlandese. E se in Scandina-
ziate al piacere-dovere della spiega Soria - visto che la no- da «Pastorale americana» a «Everyman», avverrà a New York EDITORI SEGREGATI via riposa nel Cimitero degli
lettura generazioni di giova- stra politica è stata da sempre nel ricordo di Primo Levi, a vent’anni dalla morte Ora è la volta della Fiera inter- eroi, da noi rimane iscritto al-
ni). Si va a trovarlo a casa sua quella di attingere a risorse at- nazionale del libro di Teheran, la categoria ignobile dei defe-
(nel 2008, probabilmente toc- traverso sponsor. Con la fortu- Primo Levi con Philip Roth, a Torino nel 1986 2-12 maggio. «Il governo - pro- zionisti. Bella storia, efficace-
cherà a García Márquez). na di aver potuto ottenere sino- segue Mauri - ha deciso di se- mente affrontabile in trenta
ra il meglio. Il che è dimostrato gregare gli editori iraniani a pagine, se si trovasse più
SI INCONTRARONO NEL 1986 dal moltiplicarsi delle nostre at- Mossalla, praticamente un spesso il coraggio di diffonde-
E l’avvio, il 16-17 aprile in un tività (a Parigi è stato appena mausoleo eretto in onore di re a 3 euro libri di trenta pa-
convegno a New York, si pre- assegnato il «Grinzane Fran- Khomeini e dunque con un si- gine, anziché a 17 libri di cen-
senta con una doppia valenza ce», ndr), la minore delle quali gnificato politico preciso, se- tosettanta. Sempre che a
di singolare suggestione: l’as- non è certo il Grinzane condo la scrittrice iraniana qualcuno non prema sapere
segnazione dei 25.000 dollari Award». E che futuro per il pa- Azar Mahloujian, esule in Sve- che, da ragazzo, Diego Maz-
del premio al romanziere del tron? Molti programmi, con un zia. Di conseguenza, su invito zocchi si sdraiava sui prati
Lamento di Portnoy, di Every- approdo chissà quando (confi- della comunità editoriale ira- della Valtellina e restava im-
man e di tanti altri capolavo- gurabile da chi desse credito a niana e di molte associazioni mobile a guardare il cielo se-
ri, avverrà nel ricordo di Pri- locali mormorii) al Lingotto. degli editori, molte delegazioni guendo l’andare delle bian-
mo Levi nel ventennale della «Ho ben altro da fare - ribatte europee e americane stanno di- che nuvole estive, con un’incli-
morte. Una sorta di «incon- Soria - anzi troppo». Certo «noi sdettando la propria partecipa- nazione riflessiva e contem-
tro» o meglio di «reincontro» siamo nel sistema libro del Pie- zione alla Fiera in segno di pro- plativa già analizzata in Hei-
che costituirà il nucleo delle monte». Certo «nella natura testa verso una decisione che di. E poi, infine e naturalmen-
due giornate di studio all’Isti- delle cose l’acqua va al mare». fa evidentemente parte del pro- te, in copertina c’è quel ri-
tuto Italiano di Cultura e alla getto di Ahmadinejad volto ad mando sempreverde, «Du-
Columbia (relatori: Angelini BOICOTTARE TEHERAN annullare una comunità delle ce», di fronte al quale ci si
e Chiaberge, De Rienzo e Er- Anche gli editori guardano con idee nonostante tutto ancora mette in attesa di ponderose
nesto Franco, Paolo Mauri, sempre maggiore preoccupa- vivace e combattiva. La decisio- ricerche - le uniche mancanti
Molinari, Alexander Stille, zione all’Iran. Stefano Mauri, ne viene giustificata da incoe- - sulle varianti di frittata
Riotta, Colasanti) perché il nella sua qualità di rappresen- renti esigenze pratiche: l’edifi- escogitate da donna Rachele
massimo scrittore americano tante dell’Associazione Italia- cio destinato agli stranieri sa- per l’imperiale palato.
vivente non solo ha incontra- na Editori nell’Executive Com- rebbe insicuro».

L’eclisse del traditore to». Pentirsi è un atto di gran-


de moralità, perché presup-
pone l’ammissione di una col-
DA GIUDA A STALIN
pa e il proposito di non com- IL VANGELO SECONDO GIUDA accusato di esser stato succube
sia morto a causa di un tradi- e nella nostra cultura è un re- metterla più. I pentiti del ter- di BENIAMINO ISCARIOTA dello stalinismo. Non negando,
p Segue da pagina I
tore significa togliere uno dei
pilastri su cui si basa la no-
ato; ed è un reato anche tener-
la appesa al soffitto. Soltanto
rorismo e quelli della mafia
meritano un premio e di soli-
Mondadori, pp. 120, €12
Domani è la Domenica delle
ma rivendicando il proprio
tradimento, portando su di sé la
a un personaggio controver- stra civiltà: quello della leal- il tradimento non è più punibi- to lo ottengono, dopo avere Palme, giovedì è l’Ultima Cena. colpa. E andando ben oltre la
so, su cui corrono molte leg- tà, della coerenza con sé stes- le e, di fatto, non esiste più. fatto i nomi dei loro complici «Uno di voi, che mangia con me politica : «Chi ero? Un’anima
gende e su cui possono an- si e con gli altri, del tener fede Se Giuda non ha tradito, che sono diventati i loro nemi- questa sera, mi tradirà», disse immortale ficcata a forza in un
che sorgere dei dubbi: chi ci alla parola data anche a prez- nessuno più è un traditore. In ci. C’è gente, in questo Paese, Gesù. «Ognuno, a turno, negò corpo rattrappito, in un ‘epoca
garantisce che gli Evangeli- zo di sacrifici. Se Giuda non politica, si può emigrare dalla che ha rapinato, violentato, insistentemente. Giuda sapeva di rattrappita.... Chiunque possegga
sti abbiano raccontato la ve- ha tradito, non può esistere la sinistra alla destra senza ucciso e messo i cadaveri nel essere innocente di fronte a tale un’anima immortale e abbia
rità? La storia del tradimen- parola tradimento e non può nemmeno fare una sosta dal- cemento e nell’acido e ora è li- accusa, perché il suo unico scopo ricevuto la vita è un traditore».
to di Giuda potrebbe anche esistere il tradimento. Già nel- le parti del centro. Ci sono bera e lotta insieme a noi, dal- era salvare Gesù da una morte Christian Petr
essere stata originata da un la lingua italiana, quando il persone, in questo Paese, che la parte del Bene contro il Ma- inutile». Così il Vangelo che ELOGIO DEL TRADITORE
contrasto con gli altri disce- tradimento tra coniugi (l’« hanno iniziato le loro carriere le. Tutto ciò è molto bello. «riabilita» il traditore raccontato Castelvecchi, pp. 110, €6
poli; e lui potrebbe essere adulterio») ha smesso di esse- celebrando matrimoni prole- Giuda appartiene al passa- da Jeffrey Archey, con la Il saggio, in uscita il 3 maggio,
stato il seguace più fedele re un reato, non si è più chia- tari e adesso hanno incarichi to. La sua storia, se è vera, è consulenza del biblista Francis distingue fra il traditore «falso»,
del Maestro, il più vicino al- mato tradimento ma tra- istituzionali per partiti come la storia di un ingenuo che in- Moloney. colui che rinnega la propria vita e
lo spirito della sua predica- sgressione; ora, anche la pa- Forza Italia o la Lega. Quasi vece di pentirsi si è dato alla Adam Zagajewski rinuncia a sé stesso, dal traditore
zione... rola trasgressione è in decli- tutti gli ideologi della destra disperazione, e che si è rovi- TRADIMENTO «vero», chi decide di
Il «partito di Giuda», na- no. Siamo tornati a Vulcano vengono dalla sinistra più du- nato per pochi spiccioli. Una Adelphi, pp. 298, €30 abbandonare il suo mondo ma
to con gli gnostici nel II seco- che punisce la moglie tenen- ra e più pura... I misteri del- storia datata e assurda. Oggi Il testo che dà il titolo alla portando con sé tutto quello che
lo dopo Cristo, si è molto raf- dola sospesa in una rete, e a l’animo umano non cessano una fotografia nemmeno tan- raccolta di scritti di quello che il passato gli ha insegnato.
forzato in questi ultimi tem- Bruto che uccide Cesare sen- di stupirci. to compromettente, di un po- dicono essere «il poeta Dunque non un «passaggio al
pi, nella letteratura e nell’ar- za tradirlo, per una divergen- Viviamo nell’epoca del litico nemmeno tanto impor- maggiore» della Polonia con nemico», ma una cosciente,
te; ma i miti non si lasciano za di idee. Siamo tornati a... pentimento e del perdono. Il tante, può valere centomila Szymborska è la lucida e affilata responsabile scelta di un nuovo
smontare impunemente. nulla. Uccidere una persona, traditore, una volta, era «un euro. Quanto varrebbe Gesù autodifesa di un intellettuale futuro.
Mettere in dubbio che Gesù nel nostro sistema giudiziario infame»; adesso è «un penti- Cristo?
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Il personaggio Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
LA STAMPA III

Perissinotto «L’ultima notte bianca»,


un dramma nel cuore della città in festa: BLOC NOTES
la psicologa Pavesi nella zona d’ombra BOWLES
Autobiografia

“A TORINO
di un eccentrico
= La sua opera più nota, «Il tè
nel deserto», fu portata sullo

UNA DONNA
schermo da Bernardo Bertolucci.
Nato a New York nel 1910,
scomparso Tangeri nel 1999, Paul
Bowles si racconta in «Senza mai
fermarsi», L’autobiografia ,

COI FIOCCHI”
scritta nel 1972, è ora proposta
da Feltrinelli (pp. 371, €30, trad.
di Cinzia Tafani).

CAPOTE E MARILYN
Colazioni
e altre vite
GIOVANNI ta, sicura dei suoi passi. Di incontro in incontro, un ritratto
TESIO
Proprio il contrario della psicologa An- di Capote. «Colazione da
Sulla moda gialla lui dice di non na Pavesi, che è la protagonista dei due ul- Truman» ha raccolto le
fare gli snob. Lui dice che «dove c'è ab- timi romanzi. Una donna che s'inventa il conversazioni con lo scrittore
bondanza, la quantità determina una dif- ruolo nuovo di «trovapersone». Una don- (Minimum fax, pp. 266, €11,50,
ferenza qualitativa dei prodotti». Dice an- na che s'interroga molto e che si sente traduzione di Lucio Carbonelli,
che che «il proliferare del giallo è indice spesso inadeguata, ma che non demorde e prefazione di James A. Michener).
della sua forza di rappresentazionesocia- non si lascia attanagliare dalla paura. Pe- Patrick Besson proclama che
le e forse della necessità che abbiamo di rissinotto se l'è vista nascere a poco a po- «Marilyn Monroe non è morta»
questa rappresentazione». Dice infine co: dopo il commissario del romanzo (Giulio Perrone editore, pp. 95,
che lui non è «negativo», che «rispetta la d'esordio, dopo il «clericus» tardo-medioe- €10, traduzione di Ilaria Piperno).
varietà dei gusti» e che «non tutto nella vale del secondo romanzo (La canzone di E anche Kennedy è vivo: si sono
narrativa di consumo è determinato a Colombano), dopo l'ex poliziotto ed ex fer- nascosti per anni come due
priori». roviere del terzo (Treno 8017), dopo il giudi- vecchi innamorati? Tra California
Ma poi non manca di precisare che ce-donna del quarto (Al mio giudice). e Francia, una fantastica
non è un «convertito» e che quando lui Persa in non-luoghi brumosi di una indagine.
cominciò nel '94 (l'esordio con L'anno che fredda campagna lombarda abitata dai ca- Torino in festa durante le Olimpiadi 2006: un’altra indagine per la psicologa Anna Pavesi
uccisero Rosetta è del '97), lo scoglio da pannoni e dal traffico indaffarato, nel quin- TESTO E SCHERMO
evitare per un giovane narratore non era
affatto il giallo, ma se mai il «romanzo ge-
to romanzo (Una piccola storia ignobile) An-
na Pavesi è una torinese che per metaboliz-
ga. Un detective può prescindere dai
drammi, una psicologa no. E poi volevo
La terra
nerazionale». Niente mode, dunque, nien- zare lo strappo della separazione dal mari- IL LIBRO una donna che non fosse super-donna, che di Visconti
te obbedienze consumistiche. Ma genui- to va ad abitare a Bergamo con la sua gat- non si fissasse in uno stereotipo. Non la
na adesione ad un genere che consente ta Morgana ed è chiamata a dipanare il donna necessariamente debole ma nean- = Martedì 3 aprile,
molte variazioni. suo primo dramma. che quella che arriva a eccessi di sicurez- all’Auditorium Parco della Musica
Lui è Alessandro Perissinotto, sem- Ora - nel romanzo appena pubblicato - za. Non atti individuali e istantanei, ma di Roma, ore 17, sarà presentata
pre un filo di malinconia negli occhi, una è sempre lei che da Bergamo fa il viaggio di una continua assunzione di responsabilità. la nuova collana di audiovisivi
serietà probabilmente inderogabile che ritorno per dipanare un secondo dramma Un personaggio, insomma, che non fosse «Dal testo allo schermo. Al
gli viene dall'origine e che non manca - piantato nell'inedito cuore della Torino semplicemente asservito all'indagine e confine tra letteratura e cinema»,
tuttavia - di spazi ironici e divertiti. Co- olimpica attraversata per un verso dalla che facesse dei miei romanzi, come dice Si- diretta da Giovanna Taviani per
me quando racconta della multa per velo- gioia della città festosa e per altro verso menon, dei romans-romans». l'Editore Palumbo di Palermo. I
cità che è riuscito a prendere quella volta dall'emarginazione e dal disagio: dalla tos- Simenon nome-nume? «Oh, sì», am- primi due numeri sono dedicati a
a Riomaggiore andando ai 66 chilometri sicodipendenza(storia vecchia) al bornout mette Perissinotto. Ma non senza distin- «Luchino Visconti» e a «La terra
all'ora con la sua BMW F650. (storia nuova), che Perissinotto traduce guere: «L'omaggio a Simenon c'è sempre trema», con interventi di storici,
Torinese, studi tecnici (ha un diplo- con la parola «esaurimento»: il salto nel bu- nei miei romanzi. Se penso però a Maigret critici, testimoni .
ma di perito elettronico), Perissinotto ha io di chi è partito per aiutare ma è finito penso a qualcuno che ha sempre la stessa
imboccato la strada delle Lettere laure- nell'inghiottitoio. ALESSANDRO PERISSINOTTO età e che non cambia. In Anna Pavesi, inve- AB ORIGINE
andosi in semiologia con una tesi sugli Un fenomeno di cui si parla poco o nien- L'ultima notte bianca ce, c'è evoluzione.In lei il tempo agisce. Lei
Da Gauguin
aspetti figurativi della fiaba. Per poi in- te, e di cui lo scrittore ha avuto cognizione RIZZOLI, pp. 224, €17
è un personaggio che cresce. Dal romanzo
traprendere il dottorato a Bergamo, do-
ve ha insegnato per tre anni editoria mul-
per caso: «Mi ci sono imbattuto assistendo
alla discussione di laurea di una studentes- Anna Pavesi è alle prese con un nuovo
precedente a questo, ad esempio, non sof-
fre più allo stesso modo per la separazione
a Dostoevskij
timediale. E tornare poi a Torino, dove sa. E' parola che si riferisce a quegli educa- caso di persona scomparsa. Questa dal marito. Io non so quanto continuerà ad = Sui sentieri del Bello e
insegna discipline legate alla teoria e alla tori che passano dall'altra parte e diventa- volta a scomparire è un'educatrice, accompagnarmima so che lei, insieme con dell’Armonia, un ritorno
tecnica della comunicazionedi massa. no tossici. Una forma nuova di disagio, di strettamente legata al caso di un me, continuerà a cambiare». dell’uomo all’uomo. «Ab origine.
Sei romanzi all'attivo, i primi tre da cui m'è parso che valesse la pena di occu- tossicodipendente affogato nel Po. Anna Pavesi è anche il personaggio at- Dal primitivismo di Gauguin
Sellerio, gli altri da Rizzoli (L'ultima notte parsi anche narrativamente». Intorno alla scomparsa dell'una e alla traverso cui passa il grande tema della all’età dell’oro di Dostoevskij».
bianca è il titolo appena arrivato in libre- Un disagio, del resto, che è perfetta- morte dell'altro ruota l'intera vicenda menzogna e della verità, che è fondamenta- A Ivrea, Museo della Carale, dal
ria). Ma anche tanti piccoli dadà, piccoli mente intonato alla concezione del giallo che si svolge nei giorni della Torino le nel percorso narrativo di Perissinotto: 30 marzo, una mostra (Gribaudo,
divertissement in cui sprigionare la par- di cui Perissinotto si fa portavoce: «Intan- olimpica. Tra periferia e centro, tra festa «L'investigatore tradizionale si appella al- Etro, Matano e le fotografie
te più libera e ludica di sé: negli ultimi to il giallo che mi piace scrivere è quello ed emarginazione, altri personaggi le prove. In Anna Pavesi prove non ce ne Castagna) e un ciclo di incontri,
due mesi, ad esempio, una striscia a fu- che esalta la concezione drammatica più animano la storia: una prostituta, un sono». Le prove di Anna sono le prove del con il contributo, tra gli altri, di
metti che appare su una rivista di psicolo- che enigmatica delle vicende. A me piace magnaccia, un ex marito, una nuova suo autore: «Rischiose come i resti di veri- Gianni Vattimo. Il 9 giugno
gia del gruppo Mondadori, «Per me», e esplorare la zona d'ombra di chi scompa- compagna, una gatta, due punkabbestia, tà che si attaccano alle menzogne, ma tena- conferenza finale di Giulio
che ha come protagonista Aida, una psi- re, lasciando dietro di sé una scia di do- due cani e un bambolotto impiccato. ci come i resti diurni che si abbarbicano ai Giorello (per info:
cologa della devianza, bella, spregiudica- mande irrisolte. Ecco il perché la psicolo- suoi sogni». www.museodellacarale.it).
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Narrativa italiana Tuttolibri


SABATO 31 MARZO 2007
IV LA STAMPA

Leonardo
Colombati:
cone, diventato un imprendito-
re arricchito e pacchiano come PAROLE Missiroli «Il buio addosso»,
romano, un mafioso d'importazione in
lo scrittore un film di Hollywood. Una sto- IN CORSO quando è una colpa essere buoni
ha 37 anni ria italiana come tante, tra illu-

LA GAMBA
GIAN LUIGI
sioni di gioventù e amara resa BECCARIA
dei conti, anche se ben remune-
rata.
Ma c'era stato un tempo, un SVOLTA
VERSO
SECCA DIETRO
tempo in cui il giovane italiano
era approdato in una Londra
datata 1996, dove la mondanità
dell'epoca nuova lo aveva av- DOVE?
IL VETRO
volto in un giro di conoscenze
giuste quanto casuali, che lo

C
avevano proiettato verso he ci siano inqui-
l'olimpo delle più lecite ambi- namenti d'ogni ti-
zioni. Un impiego di prim'ordi- po è inutile ancora
ne alla City, locali di lusso e dire: dell'aria, del-
donne disponibili, il futuro tra le acque e dei terre-
le mani. E poi quell'incontro al ni. Ma c'è un tipo di inquina- me di una assoluta purezza la fi-
Colombati Tra illusioni di gioventù Rio Center, l'afterhour per nu-
disti in cui il ventiseienne ro-
mento a cui pensiamo meno,
quello acustico. Alludo all'
glia Poline, che è nata con una
gamba secca. Si impegna tuttavia
mano incrocia la rotta di Filip- assedio di parole che ci strin- a tenerla chiusa in casa, dietro il
e resa dei conti, verso la normalità po Runeberg, mito declinante ge attorno, un mare, un fra- vetro della finestra dalla quale
della letteratura italiana, cele- stuono, esortazioni, ingiun- spia la vita che le è negata. Le tie-

NELLA CITY
brato e ammirato ovunque nel zioni, avvisi, notizie a gogò, ne compagnia Nunù, un orfano di-
mondo. Fingendosi uno scritto- Tv, telefono, telefonini: tem- sturbatodi mente, cui il padre del-
re in erba, il protagonista en- pi di ipertrofia, di sovrab- la «Zoppa», convertito alla miseri-
tra nelle grazie e nella vita da bondanza del flussi di comu- cordia, ha dato ricovero.

UN GIOVANE
feuilleton del maturo dandy, nicazione. Il silenzio è diven- Con poche eccezioni, la fami-
che lo getta tra le braccia di tato un bene quasi inattingi- glia è circondata dalla disapprova-
sua nipote Lea e lo introduce in bile. Racconta un mio colle- zione e dal rancore della comuni-
un paese delle meraviglie possi- ga di Zurigo, Michele Lopor- Marco Missiroli tà, che deve tacitare nella coscien-

GRIMPEUR
p
bili in cui il giovane «grim- caro, che si occupa di «retori- p IL BUIO ADDOSSO za le troppe morti «bianche» del
peur» si perde con tutto il suo ca della comunicazione», p GUANDA, pp. 277, €15 passato. La solitudine e la reclu-
bagaglio di bugie. che si sta diffondendo anche p ROMANZO sione dei due, ormai ragazzi, si ac-
Rio è il paradiso delle illusio- in Italia una moda partita centuano quando muoiono i geni-
ni umane, con il suo concentra- dagli Usa, la moda del tori di Poline. Vengono infatti rin-
to di perversioni e di ludici di- «quiet party»: si va in un lo- chiusi nella torre dell’orologio,
sincanti, ma la discesa verso la cale, si paga e... si sta zitti. LORENZO con l’incombenzadi suonare, a da-
MONDO
le avanguardie vanno plaudite normalità dell'eroe di Colom- Oggi, la parola magica dei te ore, le campane. Il compito toc-
a occhi chiusi, anche quando a bati attraversa con superba nostri tempi è «comunicazio- Il ventiseienne Marco ca a Nunù, piccolo Quasimodo si-
chiudere gli occhi sono solo i ironia una storia in cui entrano ne». Anche all'Università, Missiroli è al suo secondo ro- gnore dei tetti, mentre la compa-
lettori. ed escono molti personaggi non si parla d'altro che di manzo; con il primo, Senza coda, gna gli fornisce una ideale stam-
Due soli giorni veloci, gioco- con le loro esperienze da mille «comunicazione» e di «comu- ha vinto il Campiello per un au- pella, lo assiste e rassicura contro
si, rallegranti, ci sono invece e una notte di fine millennio, nicare», non ci sono che emit- tore esordiente. Anche nel Buio il dileggio degli adulti.
bastati per calare a fondo nel dando vita a un percorso di au- tenti e destinatari, tutto il re- addosso si mostra attento al Un giorno scopre che suo pa-
mondo di Rio, un romanzo mo- todistruzione ad alto livello, in sto è la noia, passatismo del mondo dei bambini, ai loro oc- dre, colpevole di essere buono, di
derno e istintivo ma non arro- cui il povero emigrante di lusso disciplinare. Ma basta tener chi spalancatisull’indifferenzae essere tornato innocente come un
gante o autocelebrativo, che ci capisce che i sogni vanno vissu- d'occhio i dibattiti televisivi, sulla crudeltà dei grandi. Con infante, è stato ucciso. E compie le
ha messi di fronte alle effettive ti fino all'ultimo respiro, o mes- il comportamento dell'uomo un più deciso avvio sul terreno sue vendette sventando un intrigo
capacità di Colombati, uno che politico odierno. del fantastico, che sembra peral- degli ottimati, con il quale intendo-

p Leonardo Colombati
sembra saper davvero il fatto
suo in quanto a scrittura e te-
«Rio», il paradiso delle Conta il flusso comunicati-
vo, indipendentemente da
tro scaturire dalla più verosimi-
le normalità. Come accade nella
no dare notorietàal paese dimenti-
cato, riportarlo all’antico splendo-
p RIO nuta narrativa, bastava ce lo di- illusioni umane, con ogni contenuto, conta essere fiaba, accettati certi presuppo- re. La ragazza, mentre recupera
p
p
RIZZOLI
pp. 350, €17
cesse con un libro d'anticipo. il suo concentrato presenti, parlare, a proposi- sti, tutto fila in modo consequen- la libertà, allontana, a quanto par
Rio non è nient'altro, in fondo, to o a sproposito, dire e disdi- ziale, senza strappi vistosi. di capire, un maleficio che consi-
p ROMANZO
che un romanzo generazionale di perversioni re, affermare e smentire, in- Prendiamo il paese di R., in ste proprio nel fanatismodegli abi-
o di formazione, che racchiude e di ludici disincanti sultare e poi il giorno dopo cui vige una regola spietata. Per tanti,nella loro durezzadi cuore.
in sé gli stereotipi della cresci- blandire, l'importante è esse- scongiurare un’antica maledi- L’esito del romanzo è malcer-
ta e della maturità nel pellegri- si da parte per accettare il gri- re costantemente presente zione (la morìa delle greggi che to. Il piccolo machiavellismo del
naggio cosmopolita e disinibito giofumo della realtà. In questa con parole, comunicare, dire produconouna lana fatata) a chi nuovo sindaco e del prete con i
SERGIO di un protagonista asettico ma dinamica de-formativa, il ro- dire... Non importa se la co- nasce malformato o infermo vie- quali Poline entra in guerra, sem-
PENT
simpatico, critico ma anche manzo scorre come un fiume municazione si è resa auto- ne fatta sorbire una «polvere bra un’aggiunta un poco incon-
Alcune inaspettate sprovveduto, soprattutto in fat- pieno di eventi e profili, paesag- noma dal reale contenuto. È dolce» che lo addormenta per grua e frettolosa. Al termine di un
sorprese ci sono giunte da to di scelte determinanti. gi urbani e partecipazioni iper- bene ripetere e ripetere paro- sempre. Quasi che, dopo il tra- agiato percorso narrativo che
questo inizio di stagione. Avo- Ritroviamo il personaggio realiste, analisi sociali e deter- le, dando sulla voce agli al- collo economico, ogni altra di- molto concede alle afasiche
ledo e Cappellani, Fortunato di Colombati in un presente ro- minismo opportunista contem- tri. sgrazia risultasse intollerabile. espressioni del povero idiota. Re-
e Spirito, oltre all'esordio nel mano benestante ma senza sto- poraneo, regalandoci una sto- «Riformismo», benissimo, e (Mentre una epigrafe che l’auto- sta all’attivo, questa sì, l’ideazione
romanzo di De Roma, Di Con- ria, infelicemente sposato e in- ria non nuova ma nuova per i chi è contrario, tutti d'accor- re trae da Faulkner sta lì a rove- prima e forte di una comunità
soli, Postorino, Zaccuri. Test gravidato di delusioni prevedi- nostri tempi, in cui i sogni si la- do..., ma bisogna vedere qua- sciarne il senso: «Tra il dolore e che, sotto le parvenze di un one-
ampiamente superati per tut- bili: una bella casa, un figlio di sciano alle spalle in cambio di li riforme! Tutti vogliono la il nulla scelgo il dolore»). sto decoro, perfino di uno stoico
ti. A sorpresa aggiungiamo tre anni, scappatelle extraco- un po' di moneta sonante. Un «svolta», ma girando verso E’ il punto di partenza di una ossequio alla legalità, appare com-
sorpresa con Rio, secondo ro- niugali, jogging e check-up ipo- segnale di qualità della nostra dove? Occorre «andare vicenda che potrebbe svolgersi, posta da orchi feroci. Stretta in
manzo - e primo «leggibile» - condriaci, sommerso dal defini- narrativa, ma anche un tempo avanti», ma in che direzio- stando ai nomi e ai colori, in una un patto che prevede la decima-
di Leonardo Colombati, tren- tivo ritorno a quel passato da speso con allegria a meditare ne? Non vogliamo più saper- concreta ma distanziante Pro- zione dei suoi nati. Nella sterile de-
tasettenne romano che aveva cui pensò un tempo di allonta- su quelle remote illusioni che ci ne di parole giocate indipen- venza. Dove il sindaco Jerome, nuncia di quel matto che affida la
fatto trasudare emozioni a narsi per non ricalcare le orme sono appartenute prima di ve- dentemente dai contenuti. ribellandosi alle norme eugene- sua voce più vera all’assordante
certa critica impavida per cui di un padre ignorante e traffi- stirci di anonima normalità. tiche, rifiuta di uccidere in no- suono delle campane.

Livio Romano Un uomo qualunque landa del Salentino, ma la sua dici e avvocati, ma comunque in mini e sempre ritornante a chie-
RENATO
BARILLI
esistenza non varia rispetto a molti faticano a raggiungere la dere aiuto in seno al nido fami-
Livio Romano, quaran- quanto potrebbe capitare a fine del mese, sempre tallonati liare del protagonista. Il tutto
tra vizi pubblici e private miserie tenne, pugliese, autore giunto al qualche collega emiliano o lom- dalle scadenze dei mutui. servito col linguaggio giusto, ra-
suo terzo romanzo con questo bardo. A livello pubblico, dominano pido, pieno di ironia, di ammic-

MESSAGGINI Niente da ridere, rappresenta al


meglio la fitta schiera di narra-
tori della sua generazione che
Si tratta di una società or-
mai invasa da telefoni cellulari,
da messaggini, da computer, an-
le trame elettoralistiche, tanto
che il nostro Gregorio viene con-
vinto a candidarsi per i «verdi»,
chi da cogliere al volo. Insom-
ma, il mondo che noi tutti cono-
sciamo e in cui ci troviamo im-

E SCAPPATELLE attestano un ottimo grado di


maturità e di capacità nell'affer-
rare le cose. Su di loro, vicever-
che se tra le maglie del sistema
dominante filtrano vividi scam-
ma senza convinzione, quanto
basta, però, per fargli tastare il
polso degli intrighi che si celano
mersi. Semmai, questo fitto tes-
suto di mini-accadimenti ri-
schia di soffocare la possibilità

COSÌ VA IL SUD sa, si abbatte la disattenzione di


tutta la stampa qualificata, che
preferisce o rivangare le glorie
«Niente da ridere»:
un maestro di scuola,
nelle alte sfere. Quanto al priva-
to, siamo in pieno regime di fa-
miglia «aperta», con una mo-
che un qualche filo conduttore
emerga con evidenza.
Ma un identikit del genere
passate o «far piovere sul ba- una famiglia «aperta», glie, Delia, ben attenta a far va- era già proprio di una lontana
gnato» suonando il flauto ai suc- lere i suoi diritti, anche sessuali, stagione del nostro passato,
cessi stranieri. trame elettoralistiche, ma col coniuge che a sua volta quella consegnata al neoreali-
p Livio Romano Non è che questo buon esito l’omologazione al Nord ritiene che gli spetti concedersi smo di fine-'40 e primi '50. Poco
p NIENTE DA RIDERE si basi su qualità speciali, anzi, il certe scappatelle, per esempio tempo fa, su queste colonne,
p MARSILIO risultato di Romano è apprezza- poli di natura meridionale, con con una Wanda che se ne va in non mi sono prestato ad alcun
p pp. 359, €17 bile proprio per una sua qualità palpiti di mare e sapori di terra. giro conducendo un carrozzone revisionismo a favore di Casso-
p ROMANZO
Ricorrono sms ed e-mail. Eccone
mediana, per un carattere di Altrettanto si dica dello stato so- per la vendita del torrone, sem- la, ma sarei ben più propenso a
un esempio: «Vuoi venire si o no ampia rappresentazione di uno ciale dell'umanità che compare pre pronta a fissare appunta- esaltare le buone doti dei Rea e
con me al concerto di Eros Ra- spaccato di vita di cui tutti sia- in queste pagine: di medio-bas- menti precari con ricorso a mes- Lucentini e Fenoglio degli stessi
mazzotti... E’ il mio idolo lo sai... mo testimoni e partecipi. Intan- sa estrazione, dedita a mestieri saggini e sfruttando le toilettes anni. In conclusione, quello che
Sarà la prossima settimana a Gal- to, c'è subito da notare al positi- intellettuali di non alta levatu- dei supermercati. oggi si diffonde e domina è un in-
lipoli... In questo perido non c’è vo il venir meno di qualsiasi di- ra. Il protagonista, per esempio, Figli con diritti sacrosanti, teressante fenomeno di neo-ne-
nessuno... Concerto + hotdog + stanza tra il Sud e il Nord del no- è maestro di scuola, e nello stes- parenti, madre e nonna, a cari- orealismo ritrovato, seppure
visita delle mie farfalle?». stro Paese. Il protagonista, Gre- so tempo scribacchia per i gior- co, una cugina, Rosina, regolar- rapportato a una situazione in-
gorio Parigino, abita qualche nali, tra i suoi amici ci sono me- mente abbandonata dai suoi uo- teramente mutata.
W

Confronti Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
LA STAMPA V

tempo, Cara Cina e New York). In-


terrogando i carnosi soldatoni Alfonso Berardinelli Un esercizio c'è stato un intellettuale italiano
più ricattato dal futuro di Forti-
dello Zio Sam nella boscaglia tro- ni? Quel futuro che fu il suo pira-
picale, Parise si stupisce per la lo- di ammirazione, con nemici ovunque nesiano carcere d'invenzione.
ro trance, quasi: indotta proprio La scelta del common sense e

DETESTARE
dalla loro assoluta impoliticità. la volontà «di salvare dal male il
«Non sanno nulla di nulla […], per più possibile i viventi finché vivo-
loro il Vietnam è una specie di lu- no», non sacrificandoli alla felici-
na popolata di Vietcong, cioè di tà dei posteri, fu il modo di Be-

ESALTA
qualcosa di piccolo, sempre na- rardinelli di dire no a Fortini:
scosto, il diavolo che prolifera in per Herzen e Tolstoj, Orwell e
folletti e coboldi medievali». Così, Auden, Simone Weil e la Moran-
nel ritratto a smalti acidi del ge- te. Una scelta politica, individua-

IL CRITICO
neralissimo Westmoreland (hi- listica e libertaria, riassumibile
ghlight figurativo del libro, rical- nell'imperativo di Piergiorgio
cato su Warhol o sui coevi Genera- Bellocchio che, nel 1984, finiti i
li di Enrico Baj; altrove è evocato Quaderni piacentini, fondava con
Goffredo Parise visto da Flavio Costantini Oldenburg), squisitamente politi- Berardinelli Diario, scritto a
ca - e quanto attuale! - è la deco- quattro mani e diffuso per abbo-
struzione della propaganda Usa namento a pochi felici: «Dal noi
Guerre politiche Dal Vietnam («la nostra missione è […]quella
d'aiutare il popolo vietnamita a
all’io». C'è, però, una disposizio-
ne fortiniana, cui Berardinelli
scegliere il proprio futuro di liber- non derogherà mai, diventando-
al Biafra, tra «fame fisica e mentale» tà»): «libertà» è parola oscena in ne l'originale teorico e storico:
bocca all'«uomo industriale» che quella saggistica. Notava Forti-

CON PARISE
accetta «d'essere uno strumento, ni: «Svolgere il discorso critico
mosso da altri strumenti». Allo vuol dire allora poter parlare di
stesso modo Parise coglie il carat- tutto a proposito di una concre-
tere mediatico della tragedia del ta e determinata occasione. Il

DOVE NUDA
Biafra («l'arma più potente […] critico allora è esattamente il di-
non sono le atomiche, bensì la verso dallo specialista».
pubblicità»): anticipando così la
lettura «postmoderna», per

E’ LA VITA
TEMPI DI MACERIE
esempio di Frederic Jameson, Zinato ha ragione se scrive che
del Vietnam e delle altre guerre Berardinelli è «tra i pochissimi a
neocoloniali di quel tempo (e del relativizzare, prima dell'arrivo
nostro). da Yale della moda decostruzio-
Alfonso Berardinelli, «il critico come intruso» nista, la pretesa unificante della
TRA DARWIN E FOUCAULT semiotica». Ritrovandosi a cin-
Certo, Parise rifugge dalle lettu- quant'anni con «nemici dapper-
(col segreto antefatto, in corso di re ideologicamente sommarie, Di fronte a che? Non tanto al- tutto»: il Gruppo 63, gli operai-
restauro, dei Movimenti remoti); stereotipate. Ha orrore, cioè, pro- la Teoria della letteratura, nei sti, la generazione del '68 «diven-
c'è il romanziere «moraviano», prio delle vulgate: per fare ogni cui confronti Berardinelli è sta- tata Nuovo Ceto Medio», lo
grottesco e già sentimentale (co- volta esperienza diretta - squisita- to da subito eretico: lo scambio strutturalismo e la semiologia, i
me divinò Sanguineti scrivendo mente soggettiva e idiosincratica di battute tra i due su Francesco seguaci di Nietzsche e Heideg-
del Prete bello); c'è lo scrittore - del conflitto in cui si getta. Non è Orlando è, in tal senso, significa- ger, «i nuovi poeti che sono non-
pop e pop al nero, «kafkiano» in base a un teorema astratto che tivo. Nemmeno rispetto agli spe- poeti». Ma cosa ha rappresenta-
(per Giacomo Debenedetti) e già affronta pericoli anche fisici, con cialismi di quell'Accademia da to Berardinelli per le generazio-
«postmoderno» (per Silvio Per- attitudine quasi da stuntman, ma cui Berardinelli si dimise nel ni successive? Zinato, è reticen-
rella), del Padrone e del Cremato- per «passione umana»: cioè «una 1994. Quanto di fronte a un senti- te. Si limita a citare, marcando
rio di Vienna. E poi c'è il viaggiato- specie di fame fisica e mentale mento d'appartenenza ad una una distanza, Trevi e Perrella,
re «politico». Forse il più sugge- che porta a confondere il proprio tradizione, quella marxista - sia riesumazioni del «critico-arti-
stivo di tutti. sangue con quello degli altri». pure di marxismo critico, alla sta»: ignorando che, per Berar-
p Goffredo Parise È tempestivo il ritorno in li- Sangue: ecco la parola-chiave p Emanuele Zinato Fortini -, cui Zinato si sente an- dinelli, l'estetizzante Citati nulla
p GUERRE POLITICHE breria di Guerre politiche (confor- di questo scrittore (come benissi- p ALFONSO BERARDINELLI cora vincolato. ha a che fare con Garboli. Biso-
Vietnam, Biafra, Laos, Cile me alla veste einaudiana del '76 mo ha mostrato Domenico Scar- IL CRITICO COME INTRUSO Del resto, una domanda co- gnerebbe capire perché. Men-
ADELPHI,pp. 275, €13,50 dopo le parziali edizioni a caldo, pa) così intriso di darwinismo. E p LE LETTERE, pp. 250, pp. 19,50 me: «E' ancora possibile oggi, se- tre tace, Zinato, sul versante del-
da Feltrinelli nel '67 e nel '68; c'è proprio Darwin, citato nell'Av- condo te, "riconoscere amici e la critica della cultura: dove, in-
qualche pagina dispersa si pote- vertenza iniziale, nel suo modo nemici"?», risulterebbe incom- vece, i nomi sarebbero troppi.
va pur porre in appendice), in d'intenderela politica (titolo di un prensibile: se non dentro un per- Nel mio Ingrati maestri
ANDREA tempo di ritornante ibridazione altro inedito del quale si vorrebbe MASSIMO corso che ha condotto molti in- (1995), l'ammirazione per lui
CORTELLESSA ONOFRI
fra giornalismo e invenzione nar- sapere di più), sottraendola a una tellettuali comunisti da Marx a s'univa al fastidio perché non mi
Come a quello del lette- rativa (Roberto Saviano non fa dimensione «strettamente croni- Molte sono le ragioni Carl Schmitt. Sanguineti docet: pareva riconoscesse, fino in fon-
rario «padre» (acquisito) Co- mistero del suo culto per questo stica e contingente». Non la «sto- da cui nascono gli esercizi di le strade dell'«odio di classe» so- do, le ragioni della letteratura.
misso, anche al nome di Goffre- libro; ma parla chiaro già la devo- ria dell'uomo come frutto della ammirazione. Una prova ci ar- no infinite, poco importa se a Sbagliavo: erano, le sue, ragioni
do Parise risponde oggi meno zione di Parise per Truman Capo- volontà dell'uomo», come dirà riva da Alfonso Berardinelli il quell'odio non corrisponda più più larghe di quanto non vedes-
un corpus testuale che un'aura. te); e forse consentirà di ricomin- nei Sillabari, bensì la «storia natu- critico come intruso. L'ha cura- una teoria globale del capitali- si. Un rammarico, però, resta e
Diciamo pure una moda. Più ciare a leggerlo davvero, quest'au- rale». to un eccellente studioso di smo e della lotta di classe. credo sia anche suo: per Berar-
che una scrittura, un malcerto tore. Uno dei capisaldi della vul- L'epoché del sostrato razionali- Volponi, Emanuele Zinato, dinelli è più facile scrivere di ciò
ed evocativo sentimento della let- gata, per esempio, vede in Parise sta, nella collisione colla sostanza che ha messo insieme un suo RICATTATO DAL FUTURO che detesta. Sarà perché i tem-
teratura. Ed è invariabilmente un pioniere dell'anti-ideologismo traumatica della guerra, impone saggio, un'intervista, un'anto- Già, il Fortini di proverbiale pi, di macerie, l'hanno costretto
all'ultimo Parise che si pensa: a oggi assai alla moda. Leggere a Parise di farsi - nelle pagine sul- logia allestita dallo stesso Be- oscurità: mai dare al nemico bor- ad un difensivo lavoro di deco-
quel miracoloso dizionario dei Guerre politiche impone all'assun- lo sterminio per fame in Biafra o rardinelli, un inserto fotografi- ghese punti di riferimento. Il struzione? O perché, la sua, re-
sentimenti che sono i Sillabari to una verifica dialettica: evitan- in quelle sulle formicolanti città- co, una nota bio-bibliografica. Fortini cui Berardinelli, nel sta un'immaginazione icastica e
(insieme al loro segreto calco do di fare del suo autore un ante- postribolo del Vietnam -, ben pri- Dicevo molte quelle ragioni: 1973, dedicò una monografia: satirica? Empirista e socratico,
negativo, L'odore del sangue). signano degli anticonformisti a ma che Foucault e Agamben in- perché l'ammirazione di Zina- congedandosene per sempre. polemista formidabile, scrittore
Col far ciò, però, si perde contrattod'oggidì. troducano il concetto (e la paro- to per Berardinelli è pari all'an- Sarà perché costretto a giustifi- di forza aforistica e percussiva,
tantissimo. Prima, infatti, c'è lo L'aggettivo del titolo, infatti, la), il primo interprete biopolitico sia e al malcelato imbarazzo carsi, «intruso» persino a casa Berardinelli continua a lottare
stupefacente slancio poetizzan- non è lì per caso. (Altrettanto«po- della nuda vita. Della posta, cioè, con cui cerca di giustificarne propria, Berardinelli è chiaro: con lo stesso dèmone. Il dèmone
te del Ragazzo morto e le comete litici» sono gli altri reportages del tuttora in gioco. l'esistenza. «Io non credo nel futuro». Ecco: della Teoria.

C
aro Tuttolibri, ri-
spondo a Ferdinan-
gioni, era fondata su temi e mo-
tivi in cui continuo a credere Lettere Cordelli e la prima Rai Tre, quelle vicende, fra le amicizie
che si formavano tra i collabo-
«Biblioteca», accanto all’Ano-
nimo lombardo, a Parigi o ca-
do Camon che recen- (un’indulgenza in Guglielmi ver- ratori di Paragone, Bassani ra, al Gattopardo, a E.M. For-
sendo Sensi vietati di so il quotidiano, fino a trasfor- Arbasino e i primi «Fratelli d’Italia» dapprima mi chiese qualche ster. Giangiacomo Feltrinelli
Massimo Onofri (sa- marlo in corrivo – benché ciò racconto per la sua rivista decise allora di collocarlo nel-
bato 17/3 n.d.r.) si dichiara sor-
preso dell’aver io detto che le
mie obiezioni ad Angelo Gu-
sia, o così sembra, l’essenza del-
la televisione). Altro discorso è
se avrei scritto di Raitre se non
DA GUGLIELMI Botteghe oscure. Gli mandai
L’Anonimo lombardo, che si ri-
faceva alla tradizione manzo-
l’altra sua collana, «i Narrato-
ri», insieme a Grass, Paster-
nák, García Márquez, i «mo-
glielmi in quanto direttore di
Raitre nacquero per motivi di
risentimento (non aver da lui
avessi avuto con Guglielmi un
contenzioso ventennale. Forse
no. O forse sì, lo stesso.
A BASSANI, TUTTI niana del manoscritto perdu-
to e ritrovato: ma la princi-
pessa Caetani, sua editrice,
derni» d’allora. In seguito si
scatenarono pettegolezzi an-
che acidi, sui «carrierismi»,
ottenuto i riconoscimenti cui
ambivo).
Camon, perché si scandaliz-
Resta il fatto che non condivi-
do, di Onofri, lo stupore che am-
bissi al riconoscimento di Gu-
ALL’ AVANGUARDIA perse il mio biglietto d’accom-
pagno. Bassani lo fece legge-
re a qualche amico, Pasolini
ma presto gli analoghi gossip
sul Sessantotto e sul Settan-
tasette li fecero passare di
za («vorrei non aver visto»)? glielmi. È il mio problema «sto- capì che era un testo mio, ma moda. E oggi paiono maligni-
Che male c’è a confessare una rico» e personale - il risentimen- intanto avevo inviato un altro tà contro la memoria di Bas-

C
propria debolezza o colpa? E to è questo - con le neoavan- aro Tuttolibri, forse ora in edicola col Corriere del- racconto con lettera acclusa, sani. Ci sono le sue lettere, a
poi, era la mia una vera colpa? guardie. Ma tra Guglielmi e Ci- davvero qualche «si- la Sera. e tutto finì con la pubblicazio- proposito. E anche varie co-
Quella «confessione», che se- tati continuo a preferire Gu- to» pecione inquina Ancora presso di Voi, Fer- ne di quei miei racconti, e pa- pie originali di quel dattilo-
condo Onofri mi fa onore, era glielmi. Di lui, mi piace l’asciut- con bubbole anche i dinando Camon scrive che, recchi in più (incluso Distesa scritto, battute con carta car-
decisamente sopra le righe, tezza. E se essa scivola giù, fino dati e fatti più agevo- secondo un libro di Massimo estate), sotto quel medesimo bone d’epoca. Sarà il caso di
come tutta l’intervista da cui all’annullamento del soggetto li da riscontrare. Tempo fa vi Onofri ora uscito, Giorgio titolo, nella «Biblioteca» di offrirle alle aste di moderna-
scaturì. Quale intervista di Sa- (a questa specifica corrività), ho scritto che non ho mai inti- Bassani «non volendo pubbli- Bassani presso Feltrinelli. riato, visto che ad ogni pole-
belli Fioretti non si trascina mi ribello. Mi ribello se è contro tolato un mio racconto Diste- care la neoavanguardia nel Fratelli d’Italia si direbbe mica sale il prezzo?
dietro un tono garibaldino, di me. E se non è contro di me. sa d’estate (che non vuol dir catalogo Feltrinelli, finse di oggi «imperdibile» (come le (Ma circa il vostro titolo
beffardo, perfino sprezzante? Talora, dunque, mi ribello due niente), bensì Distesa estate, aver perduto il manoscritto tesi di laurea), perché ovvia- Manifesti non opere, sarà il ca-
Ma anche mi pentissi di quegli volte, con più vigore. Ma l’inter- incipit un tempo famosissimo di Fratelli d’Italia di Arbasi- mente ce n’erano molte copie so di riconsiderare l’opera om-
eccessi di spavalderia, la di- locutore fu Guglielmi e Gugliel- di una lirica di Cardarelli. Ep- no». in casa editrice. Secondo Bas- nia di Manganelli o di Sangui-
scussione su Raitre (1993), mi resta. pure l’errore continua anche Ma quando mai: come ho sani, era troppo sperimentale neti?).
giuro sugli dèi di tutte le reli- Franco Cordelli nella Garzantina Letteratura scritto spesso, rievocando o forse immorale per la sua Alberto Arbasino
W

Narrativa straniera Tuttolibri


SABATO 31 MARZO 2007
VI LA STAMPA

in cui conversava con una schie-


ra di spiriti tra cui la Vergine Ma- Per i ragazzi Un romanzo francese
ria e Gesù in persona» si giudica
«una eroina in viaggio». C’è in lei premiato con il «Saint-Exupéry»
una spruzzata di new age, e del re-

UN MICRO
sto, dopo la morte, il figlio prende-
rà a parlare con lei, in una sorta
di frequentazione zen. Qui la rivin-
cita matriarcale si impone, non

PRINCIPE
senza quella erotica ambiguità
sulla quale insisteva Fiedler, alle
soglie di un incesto tutto menta-
le.

TRA I RAMI
Antrim non segue mai un filo
logico, cosicché personaggi e si-
tuazioni si incrociano e si inca-
strano, secondo i canoni che dila-
tano la narrativa tardo post-mo-
derna peculiare di Antrim, di Mo-
ody, se volete di De Lillo. Il bana-
le, il quotidiano, acquistano una papà di Tobia, un saggio studio-
precisa dimensione simbolica, e so, scopre che il grande albero è
non deve stupire che il romanzo una creatura vivente in cui scor-
inizi con il complicato acquisto di re l'energia vitale costituita dalla
un ampio letto da parte di Donald linfa. Si rifiuta però di rivelare la
e della sua amica, indicata, come scoperta perché il potere (rap-
altri personaggi, con la sola inizia- presentato da uomini meschini e
le del nome. menzogneri) sfrutterebbe la lin-
Nel rapporto tra passato e fa stessa portando l'albero a mor-
presente, conta una spazialità tut- te sicura.
«Malinconia», un dipinto di Amedeo Bocchi di cui è in corso una mostra a Parma ta americana, che caratteristica- Padre, madre e figlio vengono
mente si svolge nel profondo Sud così mandati in esilio. Tobia rie-
e in Florida, essi pure chiaramen- sce a fuggire e le vicende assumo-
Antrim e Oates Figura clou nella Antrim, nato nel 1958, è tra gli
scrittori più significativi sul pia-
te simbolici. Alla fine, nelle acque
dell’Oceano David si accingerà,
p
p
Timothée de Fombelle
TOBIA
Illustrazioni di François Place
no un ritmo narrativo di forte in-
tensità, in cui la tecnica del flash-
no innovativo o decisamente spe- con la sorella, a gettare le ceneri p back diventa elemento determi-
narrativa americana: nuove epifanie rimentale della sua generazione di Louanne. Soltanto ora David, il p
p
Trad. di Maria Bastanzetti
Ed. SAN PAOLO
nante di una suspense di forte li-
negli Stati Uniti, sia sul piano del- quale durante la malattia di lei si vello emotivo che sostiene tutto il

MA NON SI
p pp. 343 , €16,50
l’invenzione narrativa sia su quel- è reso conto di un’insopprimibile romanzo. Quando Tobia fugge,
lo della scrittura. Questo è il suo scambio, di «essersi unito in ma- la caccia degli uomini del potere
quarto romanzo, dopo Votate Ro- trimonio a lei», diviene adulto, li- è spietata: «Mai battaglia più im-
binson per un mondo migliore, I cen- bero di creare. pari si era svolta sull'albero: un

PUO’ DIRE
to fratelli, The Verificationist. Di Paradossalmente, un discor- ROBERTO bambino contro il resto del mon-
DENTI
un suo, per così dire, confratello, so più breve sollecita il pur robu- do». Al giovane lettore non può
Rick Moody, abbiamo parlato la Non tutti i libri (classi- non scattare un profondo senso
scorsa settimana, e va detto che Un figlio che ha paura ci, moderni, contemporanei) di identificazione, che garantisce

ADDIO ALLA
bisogna ringraziare i nostri viva- possono avere la meritata for- sempre il successo della lettura
ci, piccoli - per dimensione - edito- di lei o per lei tuna di ottenere esegesi degne di una storia.
ri, come minimum fax, per averli La rivincita nell’eros della più alta letteratura come, Anche il tema dell'amicizia
proposti al pubblico italiano. Sen- ad esempio, è capitato al capo- raggiunge momenti di forte in-

MADRE
za dimenticare un dichiarato pro- di una figlia lavoro di Collodi (vedi il Pinoc- tensità. Infatti Norz, l'amico di
genitore di Antrim, quel Donald tormentata e introversa chio, un libro parallelo di Giorgio Tobia, lo tradisce in un momento
Barthelme che io tradussi e intro- Manganelli). La pretesa di tro- di debolezza, ma immediatamen-
dussi - mi scuso per l’autocitazio- sto romanzo di Joyce Carol Oa- varsi di fronte ad un capolavo- te si rende conto del drammatico
ne - nel 1969 con i racconti di Ri- tes. Qui il rapporto evocativo con ro che possa sfidare il tempo è errore commesso: allora si dise-
torna, dottor Caligari, non a caso la madre defunta riguarda una fi- quasi impossibile. Ci sono però gna apposta una cicatrice sul vi-
rilanciati da minimum fax. glia: così il femminino acquisisce ugualmente buoni romanzi che so, per essere scambiato con
CLAUDIO La novità di Antrim rispetto un effetto specchio. Oates è nata si distinguono dalle banalità di l'amico del cuore, «facendosi pas-
GORLIER
al paradigma fiedleriano sta nel nel 1938, e il ventennio generazio- cui sembra essere intrisa un'
Fu l’incomparabile Le- fatto che il racconto confessione nale si traduce in una misura nar- editoria alla caccia del libro
slie Fiedler, nel tuttora fonda- è condotto dall’autore, ma il pro- rativa raffinata ma assai meno evento, inseguendo la Rowling.
mentale Amore e morte nel roman- tagonista autentico, morto «un sperimentale. La madre, Gwen, Anche Tobia di Timothée de
zo americano, a mettere in gioco il bel sabato mattina nel mese muore in circostanze tragiche, e Fombelle (nato nel 1973) paga il
ruolo matriarcale nella tradizio- d’agosto dell’anno 2000», si chia- l’effetto ricade sulla figlia minore, tributo alla moda di oggi: senza
ne letterariadegli Stati Uniti, con ma Louanne, sua madre. Alcoliz- la tormentata, introversa Nikki. seguirla l'editore può rischiare
il trauma del maschio e la censu- zata, due matrimoni, aggressiva Così, il ruolo matriarcaledi Gwen grosso. Tobia arriva in Italia: a)
ra, inquietante rivincita dello spesso ossessivamente, artista si esercita su di lei, che rischia dopo un'asta fra editori; b) è
scrittore nei confronti del perso- mancata, egocentrica nella sua una sorta di disintegrazione del- tradotto contemporaneamente
naggio femminile, o inesistente possessiva imprevedibilità, dopo l’io, come tutti i numerosi perso- dal francese in 15 lingue; c)
(Moby-Dick), o figura cui sottrarsi la lenta malattia e la morte per naggi di Oates, soggetti - ha osser- avrà un seguito, uno solo (in Ita-
p Donald Antrim (Le avventure di Huckleberry Finn cancro Louanne virtualmente vato uno studioso americano - al lia nell'autunno del 2007); d) ha
p LA VITA DOPO di Mark Twain) o, all’opposto, im- svincola il figlio. Quattro mesi pri- volere fatale di un misterioso cre- già avuto in Francia quattro ri-
p trad. di Matteo Colombo perioso tiranno (l’infermiera in ma della morte di lei il figlio, che atore. Nikki sa, e lo dice, che la conoscimenti importanti fra
p EINAUDI, pp. 183, €17 Qualcuno volò sopra il nido del da tempo intrattiene soltanto rap- storia di sua madre sarà anche la cui il Premio Saint-Exupéry
p Tobia è alto un millimetro e mezzo
p Joyce Carol Oates
cùculo di Ken Kesey). Il paradig- porti occasionali con la madre, in- sua, ma al termine del romanzo 2006, categoria romanzo.
p LA MADRE CHE MI MANCA ma resiste, ma si presta a una se- contrandola riflette: «Ero un uo- una rivincita si realizzerà, non a Quanto sopra potrebbe sem-
p trad. di Annamaria Biavasco rie di varianti. Eccone due: La vi-
ta dopo, di Donald Antrim, e La
mo di più di quarant’anni, che
aveva paura di sua madre. O for-
caso nell’eros con un uomo rude-
mente maschio, e peraltro subal-
brare, nel complesso, un fatto
più appariscente che sostanzia-
Il millimetrico Tobia
e Valentina Guani
p MONDADORI, pp. 454,€19 madre che mi manca, di Joyce Ca- se avevo paura per lei». Louanne, terno. La rivincita, non a caso, di le e invece Tobia è un ottimo ro- e le sue avventure
rol Oates. preda di «bizzarre allucinazioni un conturbantematriarcato. manzo che i ragazzi possono su un albero che diventa
leggere e capire a partire dagli
undici anni. miniatura del mondo,
Chiesto all'autore perché tra conflitti e speranze
Letture rosa Tre storie «chick lit» rata, e un ricco avvocato in frego- nel suo romanzo non c'è magia,
MIA
PELUSO
la perenne nella loro orrifica e non ci sono streghe e maghi e sare per lui... Aveva dato la pelle
Inizia con leggerezza, opulenta dimora londinese - si perché non segue le linee tradi- per salvare quella dell’amico».
presentandosi come chick lit tra ironia, eros e bellezze in carriera esprime e si concreta in una mi- zionali del fantasy di oggi, de Tobia sta nascosto per un in-
fortemente erotica e ricca di di- nuziosa e sarcastica descrizione Fombelle risponde: «Da quan- verno intero sepolto vivo in una
vertita ironia, Lily la tigre di
Alona Kimhi (Guanda, pp. 297,
€ 16) nella bella traduzione di
DONNA GRASSA, degli organi sessuali e delle loro
urgenze impellenti in cui tutto si
condensa: desiderio e abitudine,
do si scopre che l’avventura si
svolge all’interno di un albero,
e che il protagonista è un ragaz-
grotta. Ben presto capisce «che
non si vive soltanto di aria, ac-
qua, calore, luce e consapevolez-
Elena Loewenthal.
Scritto da un’ucraina cre-
sciuta in Israele e ambientato a
MOGLIE IN CRISI, comunicazione e rassegnazione.
Una madre vanesia, una romanti-
ca colf, un’amica belloccia e un
zo di questa misura, non c’è più
alcuna necessità di ricorrere al-
la magia per raccontare la sto-
za del tempo... Si vive degli altri.
Questa fu la sua conclusione. Si
vive degli altri». Tobia è un perso-
Tel Aviv, il romanzo è doppia-
mente interessante nel suo pro-
porre il sorriso in un paese
RAGAZZE SEXY paio di ospiti esterrefatti concor-
rono a dar vita a una commedia
di efficace crudeltà, più eloquen-
ria. Le regole di quel mondo,
del mondo dell’albero, sono le
regole stesse della nostra vita e
naggio molto più adulto della sua
età e come ogni preadolescente è
aiutato, nella sua lotta per la so-
sconvolto da una guerra senza te di un saggio sociologico. del nostro pianeta. E il pianeta pravvivenza,dalla grande capaci-
fine. Lily, la protagonista, è do- Libro rosa per eccellenza, pre- “albero”, è evidente, è un’imma- tà di lavorare di immaginazione.
tata di un corpo straripante, Mikhaela, stramba taxista, si uni- Della classica chick lit è invece corre la più nobile chick lit Il me- gine della fragilità del nostro Il suo mondo in miniatura è il no-
centododicichili di carne rosa e sce alle due a completare nella il rovesciamento, anzi la radio- glio della vita di Rona Jaffe, ro- pianeta». stro mondo reale nel quale cer-
appetibile che sa far vibrare co- perfezione della triade lo sconvol- grafia di quanto in essa è sottinte- manzo cult di alto livello scritto L'albero è il protagonista chiamo di non venire sopraffatti.
me uno strumento musicale gente duetto. Con un andamento so, Come mollare il marito senza nel 1958, ora riproposto da Neri del romanzo, anche se il perso- Una lente d'ingrandimento è
quando ama e quando si ama. onirico, entrano in scena, tra i rovinarsi il make-up, creativa ma Pozza nell’elegante traduzione di naggio che attraversa le più allegata al libro con la quale scru-
Accanto a lei una giovane don- tanti personaggi, anche un tran- fuorviante titolazione italiana Marina Bonetti (pp. 559, €18). In strabilianti avventure, ricche tare ogni disegno (in bianco e ne-
na, Ninush, dall’evanescente sessuale e un tenero cucciolo di dell’originale A bit of a marriage una frenetica New York, cinque di colpi di scena e di azione, è ro, molto interessanti e di grande
alabastrina bellezza capace di tigre. Il narrare prende quindi al- di Karina Mellinger (trad. di F. ragazze, tutte belle, raffinate e di- Tobia che vive nei rami, nelle resa figurativa) per poter com-
concupire uomini e donne, an- tre ali verso uno scavo della fem- Alba, Meridiano Zero, pp. 251, sinibite, disinvoltamente in car- cortecce, negli anfratti più re- porre un «messaggio segreto»
che quando lascia scorgere la minilità allo stato brado, in un € 14). riera, ma tutte con il mito del ma- conditi. Tobia è alto un millime- che potrebbe svelare «dove fini-
dentatura marcescente, che susseguirsi di immagini di straor- Spaccato lungo un giorno del- trimonio d’amore cui sacrificare tro e mezzo, ma presto ce ne di- rà Tobia». Forse i giovani lettori
contrasta con quella «sublime» dinaria levità, a comporre un so- la vita di due coniugi trentenni - ogni ambizione. Un «Sex and the mentichiamo perché le sue vi- avranno una ragione in più per
di Lily. gno violento e delicato che non un’insopportabile donna in crisi, City senza vibratori», una prosa cende hanno sempre la forza e affrontare il romanzo, che resta
Una terza figura femminile, concede soste. artista demente e moglie disamo- ricca e nel contempo asciutta. la convinzione della realtà. Il una lettura diversa e gradevole.
W

Idee Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
LA STAMPA VII

secuzioni nel presente, che le


hanno causato difficoltà prati-
che, amarezze, ma anche, nella TERRE PROMESSE
imperscrutabile logica del caso, ELENA
creando nuove opportunità, LOEWENTHAL
tanto per Chandler (il marito),

DAL MEDIOEVO
quanto per lei stessa. Entrambi
finiscono, ad esempio, ad inse-
gnare in Canada.

ALLA SHOAH
Come in tutta l'intelligencija
colta e aperta d'Oltre Oceano,
vivissimo è l'interesse, curioso
e amorevole, per l'Europa, la
sua grande storia, la sua cultu-
ra, i suoi personaggi, anche Due storie speculari del mondo ebraico: «Il medico di Sefarad»,
quelli minimi, di cui preferibil- sulla vita di Maimonide, e «La fortuna dei Meijer», una saga
mente si è occupata Natalie da familiare tra ’800 e ’900, narrata con magistrale leggerezza
ricercatrice. In particolare è al-
la Francia che si dirige l'atten-
zione; la Francia con i Lumi, la
sua «Grande Révolution», la
sua tradizione democratica. Im-
para il francese, compie viaggi,
che, per otto lunghi anni, deve
interrompere grazie alle sanzio-
ni inique (ritiro del passaporto)
della Commissione per le attivi-
tà antiamericane, di cui lei e il
coniuge sono vittime. Lui addi-
rittura perde il posto all'univer-
sità e si fa 5 mesi di prigione!

D
Natalie Zemon Davis: tra le sue opere più note «Il ritorno di Martin Guerre», tradotto in Italia da Einaudi
L'accusa, naturalmente, per en- istanti angoli di un po' musulmano, un po' ebrai-
trambi, è di «comunismo». mondo. Storie di- co; non sempre pacifico, certo.
Autoritratto Natalie Zemon Davis, la ricerca come LE CULTURE DEL POPOLO
verse, quasi oppo-
ste: l'una che si
Ma dotato di una sua armonia
tutta speciale.
Forse per questo suo retroter- apre all'indomani Ben diverso è, come si dice-
passione civile, che dà voce agli esclusi e alle vittime ra, e per i valori ideali in cui cre- di una lunga settimana fune- va, il contesto storico e umano
deva e in cui continua a crede- bre, l'altra con un vivido tra- in cui si svolge La fortuna dei

QUESTA STORICA
re, Natalie si fa storica degli vaglio di parto. L'una che ha Meijer, dello scrittore svizzero
esclusi, degli ultimi, delle vitti- sede nel cuore più sommesso Charles Lewinsky (trad. dal te-
me, specialmente donne. E pre- e quasi inosservato dell'Euro- desco di Valentina Tortelli, Ei-
dilige le culture del popolo, cer- pa, l'altra tutta fra atmosfere naudi, pp. 897, €19,50). La mole

RISUSCITA I VINTI
cando attraverso le sue ricer- mediterranee. Ma soprattut- del romanzo, infatti, è lo spec-
che d'archivio, di far risuonare to, due incontri di lettura se- chio di una storia che si dipana
la voce del passato. Per lei la gnati da prospettive quasi lungo i secoli e dove la protago-
storia sembra anche essere, ol- speculari: l'uno è romanzo co- nista unica è proprio lei, questa
tre che un piacere, un dovere ci- rale, o meglio schiettamente grande famiglia annidata in
vico, e, più in particolare, come familiare, così come s'intende una regione in cui la storia si fa
nota il suo intervistatore, Denis la famiglia nel mondo ebraico. sottovoce. Anche quella dei
ANGELO tracce delle intricate vicende, Crouzet, una forma di compen- Cioè un susseguirsi in terra, Meijer, in fondo, che Lewinsky
D’ORSI
spesso drammatiche, talora tra- sazione del passato, una rivinci- su un cammino comune che ricostruisce con un tocco a vol-
Come si diventa stori- giche addirittura, del ’900. ta in nome dei vinti, e dei deboli. ciascuno interpreta a proprio te davvero magistrale. Affetti,
ci? Con studi specifici, certo; Alle spalle di questa apprez- Lavorare sull'indeterminato modo, generazione dopo gene- mestieri, contrasti, piccoli se-
con un apprendistato empiri- zata studiosa specialmente dei della storia, porre interrogativi, razione. L'altro, invece, è un li- greti e grandi passi verso il futu-
co in archivi e biblioteche; gra- secoli XV-XVII (in italiano se- far risuscitare i morti, verrebbe bro profondamente individua- ro: tutto è affrontato con una
zie all'incontro con maestri e gnalo Il ritorno di Martin Guerre. da dire: ecco lo scopo del vero le, come d'obbligo quando si vena leggera, qualche grano di
compagni che sollecitano, in Un caso di doppia identità nella storico. E Natalie Zemon è una affronta, seppure in via ro- ironia e soprattutto quel tipico
qualche modo, il nostro inte- Francia del Cinquecento, Einau- storica autentica, che sa inter- manzata, la biografia di un spleen ebraico che è miscuglio
resse; o, infine, perché le espe- di e Il dono. Vita familiare e rela- pellare le fonti, restituendo il sa- grande personaggio. Tale fu, di tanti sentimenti insieme.
rienze personali, tra eventi di zioni pubbliche nella Francia del pore delle epoche, il colore e e in modo mirabile, Mosè Mai- Ci sono in questo romanzo
cui siamo stati spettatori, o Cinquecento, Feltrinelli), v'è la vorrei dire l'odore dei fatti, dei monide, forse la figura più im- momenti drammatici e altri di
nei quali siamo comunque sta- diaspora ebraica dalla Mitteleu- loro protagonisti, e dell'infinita ponente di tutto l'ebraismo drastico cambiamento - come
ti coinvolti, ci fanno scoprire, ropa, e un rapporto ambivalen- p Natalie Zemon Davis folla di comprimari. La tensio- medievale: filosofo, talmudi- quando, nel lontano 1871, arriva
per l'appunto, la scienza di te con Israele, prima amato, p LA PASSIONE DELLA STORIA ne che la studiosa riesce a im- sta, medico. nella placida dimora di famiglia
Clio. Del resto il nesso tra sto- poi, in qualche modo, ripudiato Un dialogo con Denis Crouzet primere alla sua pagina riflette, A lui lo scrittore spagnolo il misterioso cugino Janki, con
ria e politica è strettissimo e per quella che in modo via via p A cura di Angiolina Arru probabilmente, la complessità César Vidal dedica Il medico il quale l'epopea prende avvio.
e Sofia Boesch Gajano
negarlo sarebbe stolto. E la più lucido pareva alla Zemon p Traduzione di Paolo Galloni
problematica e avventurosa di Sefarad (trad. di Alessio Ci sono delle belle figure di per-
formazione da storici spesso (Davis è il cognome del marito, p VIELLA, pp. XVII-190, € 22 della sua stessa vita di cosmo- Cazzaniga, Ponte alle Grazie, sonaggi, come l'operosa e intel-
segue tragitti del tutto perso- un matematico che in queste polita del XX secolo, che ha dop- pp. 283, €14,50). Si tratta di ligente Chanele o la viziata ma
nali, con una notevole dose di pagine ha un posto significati- piato felicemente il capo del un romanzo storico impernia- in fondo altruista Mimi. C'è l'at-
casualità: ci si può anche ritro- vo) una politica di oppressione XXI. «Non ho la sensazione di to sul personaggio Maimoni- mosfera dei borghi ebraici, in
vare «storici per caso», ma la verso i palestinesi: oggi lei fa gli Stati Uniti, il paese dove i essere vecchia - afferma -, eppu- de, soprattutto nei panni di il- questa linda rivisitazione sviz-
passione per la ricerca è sem- parte di un gruppo di persone, suoi antenati si erano trasferiti re lo sono!». Ma c'è un secondo lustre e appassionato medico. zera. Su tutto riposa il velo som-
pre una passione civile. ebree e non, che ogni settima- e di cui lei, Natalie, è figlia insie- «eppure», che lei stessa aggiun- Intorno a lui Vidal ricostrui- messo di una storia dal ritmo
Lo dimostra bene questa na, a Toronto, si trovano davan- me critica e orgogliosa, come ge: «Posso sempre accettare sce il contesto dell'epoca con pacato dove nulla ha fretta di
affascinante confessione sot- ti al consolato israeliano, prote- larga parte dell'intellettualità questa tappa della vita come un' una precisione mai pedante, accadere. Dove persino la cata-
to forma di conversazione, di stando per la politica di quel go- statunitense. avventura che prosegue, con senza retorica. Ne risulta quel strofe della Shoah penetra
una grande studiosa come Na- verno. Ma in questo itinerario Persecuzioni nel passato, di molti problemi (…). Forse non mondo multietnico ante litte- stemperata oltre quei confini:
talie Zemon Davis, che nella affascinante e complicato, v'è cui lei porta solo il ricordo attra- avrò il tempo di trovare delle ri- ram che fu il Mediterraneo ed è proprio questa, la «fortu-
sua stessa biografia mostra le anche la caccia alle streghe ne- verso racconti familiari, e per- sposte, ma eccomi qua!». medioevale: un po' cristiano, na» dei Meijer.

sto con moltissimi argomenti,


Filosofia Il rapporto tra Dio e il male che una religione intesa come fronti del creato, di un dio così
FEDERICO
VERCELLONE
affermando per esempio - come un sistema di credenze e di inse- poco desideroso d'imporre la
C'è una questione an- fece a suo tempo Leibniz - che gnamenti opinabili, estranei ai propria verità come un sistema
gosciosa che da sempre tor- Dio ha fatto tutto quanto era in nel tempo dei fondamentalismi territori della razionalità e della di credenze da configurare pa-
menta e affascina i credenti suo potere per spuntare il mi- cultura, divengono facilmente radossalmente come salvezza
mentre costituisce un'arma
polemica sempre affilata nelle
mani avversarie. E' una do-
gliore dei mondi possibili. Ma
se così sono andate le cose - co-
me ebbe a sottolineare sarcasti-
CHE FEDE HA CHI strumento di quanti li vogliono
utilizzare come simboli che le-
gittimano la violenza delle con-
la propria stessa morte con la
quale si fa carico di ogni male.
Questo è il modello del tragico
manda abissale che si può pe-
rò formulare con poche paro-
le: se c'è Dio perché dobbiamo
camente Voltaire dopo il terre-
moto di Lisbona del 1755 - come
mai proprio il migliore dei mon-
COMPIE STRAGI trapposte tribù del mondo tar-
do-moderno.
Tanto più attuale diviene da
cristiano che pone perentoria-
mente l'uomo - come Dio prima
di lui - dinanzi all'abisso della li-
fare quotidianamente i conti
con il male? Perché siamo cir-
condati dal male se il mondo è
di possibili può ospitare una co-
sì immane sofferenza? IN NOME DEL BENE? questo punto di vista - per cre-
denti e non credenti - l’affasci-
nante immagine, per altro teolo-
bertà e della responsabilità, di-
nanzi alla scelta drammatica
tra il sì e il no al male.
stato creato dall'Essere onni- CRISTIANESIMO TRAGICO gicamente rigorosa, che viene
potente, modello di ogni perfe- La questione non è tramontata qui proposta di un Dio cristiano IL DESTINO DEI GRECI
zione? E' quello che i filosofi e mantiene tutta la sua appas- scorso remoto ma quantomai vastanti come quella irachena. che ha innanzitutto vinto il ma- Ben diversamente andavano le
hanno chiamato il problema sionante attualità come testi- attuale sia per la coscienza reli- Entrambi i contendenti si giu- le entro di sé, di un Dio che pos- cose nella tragedia greca dove
della teodicea. monia la considerazione Del ma- giosa sia per quella laica. Ci tro- stificano facendo ricorso all'au- siede dunque il male come una l'uomo, ignaro della libertà, ce-
Qualsiasi risposta si voglia le e di Dio condotta da Claudio viamo infatti - come sappiamo torità suprema, e affermano virtualità che è in lui rimasta deva il passo all'inesorabile in-
fornire a questo interrogativo Ciancio (Morcelliana, pp. 136, sin troppo bene - in un tempo che il male commesso oggi è implicita e dominata. Acquisia- cedere del male sotto le fattez-
si finisce per mettere in que- €12). Qui si riprende con vigore nel quale sono rinati i fonda- funzionale a un bene superiore mo così l'idea di un Dio respon- ze del destino. Questo Dio re-
stione l'onnipotenza e la perfe- l'antica questione del rapporto mentalismi e, in nome della reli- e ancora da realizzare. sabile, e responsabile sino al sponsabile non giustificherà al-
zione di Dio stesso. Se c'è il tra Dio e il male nel quadro di gione, si realizzano violenze e di- E' legittimo questo richiamo punto da assumere su di sé ogni lora mai il male perpetrato oggi
male infatti Dio non è onnipo- una visione tragica del cristia- struzioni, si rovesciano governi a Dio sul piano della cultura reli- colpa per realizzare la redenzio- in vista di un bene superiore
tente e perfetto come si vor- nesimo, critica nei confronti del e si compiono atti di terrori- giosa e della cultura in genera- ne dal male. che si realizzerà domani dando
rebbe. Dinanzi a quest'arma mondo tardo-moderno che ten- smo. E' in nome di un Dio che le? La questione non riguarda Il sacrificio di Gesù sulla seguito agli auspici di tutti i fon-
potente involontariamente de a rimuovere la realtà del ma- vengono così perpetrate stragi affatto solo la coscienza dei fe- Croce costituisce, da questo damentalisti. Fare nuovamente
messa nelle mani del nemico, le, a ridurne la natura scandalo- inaudite, è in nome di un altro deli. E' la storia oggi a insegnar- punto di vista, l'estrema presa i conti con Lui può aiutare laici
il mondo dei credenti ha rispo- sa e inaccettabile. Non è un di- Dio che si conducono guerre de- ci che un Dio ridotto a vessillo, di responsabilità di Dio nei con- e credenti a sperare ancora.
W

Storie Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
VIII LA STAMPA

La «secondaria» La scuola che più mentre all'istruzione tecnica e a


quella elementare (o normale)
miti sono racconti abbelliti e co-
struiti per coprire le ragioni del-
ci si rivolge rispettivamente con la violenza fondativa della no-
di tutte attende un’organica riforma 42 e 43 articoli. E' evidente dun- stra cultura a cui si cerca di por-
que la prevalenza data al ginna- re rimedio. Il riconoscimento

E DOPO
sio e liceo Classico, unico mo- del voto alle donne, togliendole
mento formativo dei giovani dallo stato di recluse e di assen-
che, poi ammessi all'Università, ti, ne è pertanto una delle mani-
formeranno la classe dirigente festazioni.

GENTILE
del Paese. Questo modello, mes- Molti gli ostacoli da supera-
so in discussione all'inizio del re per ammettere che materni-
Novecento da coloro che voglio- tà e politica non sono in opposi-
no attribuire maggiore rilevan- zione o per respingere forme di

IL NULLA
za all'istruzione scientifica, e far carità pelosa e adulazione da
fronte all'esigenza di una mo- parte degli uomini che si diceva-
derna istruzione tecnica, viene no contrari al voto delle donne
ribadito con la riforma voluta per salvarne la dolcezza. Primo
nel 1923 da Gentile, il ministro fra tutti gli ostacoli, l'idea di
dell'Istruzione del governo inse- Una vignetta del 1946: l’Italia prova il “cappellino” repubblicano concedere il voto in nome della
diato da Mussolini dopo la specificità femminile e non del-
L’illustrazione «Marcia su Roma». la cittadinanza e dell'eguaglian-
di copertina
del libro POCHI MA BUONI Il voto alle donne La lunga storia za, a cui hanno fatto seguito cal-
coli quantitativi, come quello
di Paolo Come spiega l’autore, con la ri- per cui per ogni donna che veni-
Mottana forma Gentile si sancisce il prin- di un diritto che si dà per scontato va inserita nelle liste elettorali
«Caro cipio di «pochi alunni ma buoni, c'era un uomo che veniva esclu-

IL ROSSETTO
insegnante», riportando la scuola secondaria so, o il timore che la partecipa-
in uscita al suo carattere aristocratico di zione politica delle donne intac-
da Franco chi fosse capace di superare le casse l'unità familiare, o snatu-
Angeli: periodiche selezioni dei miglio- rasse la fisionomia politica del

CONQUISTÒ
un invito a ri, i quali di necessità sono sem- Paese. E poi la paura dell'asten-
riscoprire pre in numero assai ristretto». sionismo, dell'influenzabilità,
il piacere Da allora di acqua sotto i ponti del conservatorismo, della pre-
del fare scuola, ne è passata parecchia: la rifor- sunta apatia femminile e il so-

LA SCHEDA
un manuale ma del 1962 della scuola secon- spetto che le donne si limitasse-
di «didattica daria inferiore ha sancito l'av- ro a far da portavoce degli inte-
amorosa» vento della scuola di massa. Per ressi del loro sesso. Senza con-
l'ordinamento della secondaria tare la lunga sospensione tem-
superiore si è sempre invece in porale di attenzione al tema, la
una sorta di limbo. Infatti, nono- parentesi italiana dovuta agli
stante quasi mezzo secolo di la-
nel suo denso saggio edito da
Carocci - «ponte tra la scuola
vori e studi di svariate commis-
sioni, disegni di legge e interven-
che il nostro Paese si è arricchi-
to e che oggi, a sessant'anni di
A lungo si è sostenuto
elementare e l'università, e cioè ti da parte dei governi che si so- distanza, consideriamo come da- che la partecipazione
fra l'infanzia e la gioventù». no succeduti (ultimi, con Berlu- to e acquisito. La stessa cosa femminile alla vita
Pedagogista, storico dell' sconi, i decreti legislativi del mi- succede con tanti altri beni con-
educazione, Santoni Rugiu è un nistro Moratti, destinati a diven- segnatici dal passato e ritenuti politica avrebbe minato
rigoroso: nelle prime pagine po- tare via via operanti se non in- irrinunciabili. Presi come siamo l’unità della famiglia
lemizza con la disinvolta abitudi- terverranno da parte del gover- a rincorrere nuove mete e inse-
ne, che caratterizza anche il te- no Prodi correzioni o cancella- guire traguardi considerati più anni del fascismo. Se non altro,
sto della recente riforma Morat- zioni), ci si è fermati, secondo attuali, finisce così che non pen- superato lo scontro tra inter-
ti, di impiegare in modo indistin- Santoni Rugiu, alla soglia del siamo a tutelare quello che ab- ventiste e neutraliste, la prima
to, non differenziato, termini riordino, mai varcandola con biamo ricevuto in dono dandolo guerra mondiale e soprattutto
quali educazione, istruzione, for- una complessiva e calibrata ri- per scontato come nostro. Ma la seconda, seguita dalla Resi-
p Antonio Santoni Rugiu mazione, oppure conoscenza, forma della secondaria. Da qui p Giulia Galeotti chi ci garantisce che lo avremo stenza e dalla larga partecipa-
p LA LUNGA STORIA competenza, abilità. il disagio di una scuola che riflet- p STORIA DEL VOTO per sempre? L'indifferenza, la zione femminile alla lotta per ri-
DELLA SCUOLA SECONDARIA Per Santoni Rugiu anche te nelle sue non adeguate strut- ALLE DONNE IN ITALIA sufficienza e il distacco rivelati fondare il Paese, possono esse-
p CAROCCI, pp. 228, €19 l'aggettivo «secondario», riferi- ture quei mutamenti, intervenu- p BIBLINK dalle percentuali crescenti di re considerate alla stregua di fe-
p Paolo Mottana p pp.317, €24
p CARO INSEGNANTE
to alla scuola, per essere inteso ti nella società, che insegnanti e astensione al voto e di assenza nomeni che hanno sveltito l'ac-
p FRANCOANGELI, pp. 96, €12 correttamente va collegato al studenti vivono sulla loro pelle. ai seggi nelle consultazioni degli coglimento di un diritto già rico-
momento storico. Così nel libro ultimi anni sono lì a metterci in nosciuto in altri Paesi europei.
si parte dall'inizio del tutto: ov- CARO INSEGNANTE ODDONE allarme. Scritto benissimo, in uno sti-
CAMERANA
vero da quella Legge Casati, Di questo parla il libro di Paolo A ricordarci come questa le vivo, cortese e misurato, e at-
GIORGIO promulgata il 13 novembre 1859 Mottana in uscita da Franco An- La compilazione oggi modesta o umile manifestazione tingendo da una quantità di fon-
BOATTI
ancora in nome di Vittorio Ema- geli, Caro insegnante. Amichevoli di un elenco aggiornato dei di- di cittadinanza anche femmini- ti, tra cui giornali, periodici e
Ragazzi in conflitto nuele Re di Sardegna - ma di lì a suggestioni per godere la scuola, ritti dell'uomo e della donna le, poter votare, sia un bene pre- molta narrativa dell'epoca, il te-
con i presidi perché vietano poco Re d'Italia - che pone le ba- che sembra - ironico, vitale, ac- metterebbe in luce l'immensa zioso e sia stato oggetto di una sto della Galeotti fornisce al let-
l'uso del cellulare in classe, fa- si complessive dell'ordinamen- cattivante - il manifesto pro- eredità che ci è stata trasmes- conquista faticosa, ecco il bel li- tore particolari di grande inte-
miglie che ricorrono al Tar to scolastico che si estenderà grammatico di John Keating, sa dalle generazioni che ci han- bro di Giulia Galeotti Storia del resse e credibilità, sparsi tra le
contro le valutazioni dei pro- poi a tutta la penisola. l'insegnante interpretato da Ro- no preceduto. Il fatto è che ai voto alle donne italiane. Opportu- pagine che descrivono l'atmo-
fessori, filmati scioccanti di L'importanza dei diversi gra- bin Williams nel film di Peter beni dell'eguaglianza, del dirit- namente ricordato dall'autrice, sfera rarefatta dei comizi fem-
scene accadute dentro qual- di di ordinamento è immedia- Weir L'attimo fuggente. Qua- to al lavoro, alla salute, alla li- il mito arcaico, secondo il quale minili, le emozioni del voto, l'im-
che aula: non c'è giorno senza mente desumibile dal numero rant'anni dopo la Lettera a una bertà di opinione, di culto, di il diritto di voto delle donne sa- barazzo di fronte alla novità del-
che irrompano nelle cronache di articoli che, nella «Casati», professoressa di Don Milani il li- movimento, di dignità, così co- rebbe un diritto riconosciuto fin le cabine, l'incertezza per l'abbi-
segnali disparati, quasi sem- vengono dedicati a ciascuno di bro di Paolo Mottana si candida me all'accesso a tanti altri beni dall'origine dell'umanità, ma gliamento adatto a presentarsi
pre allarmanti e difficili da sot- esso. Dopo le premesse generali a essere una significativa e pro- della stessa natura, tra il 1945 perduto per lo sgarbo fatto ai lo- al seggio, nonché i problemi con-
tovalutare, del gravissimo di- del Titolo I, il Titolo II riserva vocatoria new entry di successo e il 1946, si è aggiunto in Italia ro contemporanei maschi bat- nessi al pericolo di annullare le
sagio che sta vivendo quella all'università 140 articoli, sull' sul tema di come stare - e so- il diritto elettorale attivo e pas- tezzando la città di Atene con schede con eventuali tracce di
scuola secondaria che Anto- istruzione secondaria classica prattutto cosa fare - in classe. sivo anche per le donne. Un un nome femminile, sta a confer- rossetto. Quando la petite histoi-
nio Santoni Rugiu definisce - si soffermano ben 83 articoli, gboatti@venus.it grande patrimonio di cui an- mare la tesi secondo la quale i re incontra la grande histoire.
W

Visioni Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
LA STAMPA IX

Tendenze Come è cambiata l’estetica ti speciali cominciarono a svilupparsi


grazie alle nuove tecniche di rappre-
sentazione computerizzata. Guerre
del narrare, dal cinema ai computer stellari, ma anche l'artigianale e inno-
vativo 2001 Odissea nello spazio, dimo-

I VIDEOGIOCHI?
strarono la possibilità di stupire e at-
trarre lo spettatore al di là delle storie
raccontate. La meraviglia ritornò di
colpo la protagonista attraverso l'uso

SONO IL CIRCO
degli artifici visivi sino a trascinate
con sé la pubblicità televisiva, poi le
clip musicali e alla fine lo stesso cine-
ma. Tutto questo è stato, dice Darley,

DEL DUEMILA
l'effetto delle nuove tecnologie di rap-
presentazione digitale.
La caratteristica principale di que-
sto spettacolo è quella di non nascon-
dere la propria natura di rappresenta-
zione: siamo di fronte a spettacoli di
MARCO di rappresentazione, CAD e CAM usa- magia dove essere ingannati fa parte
BELPOLITI
ti da tutti gli studi di architettura, sino del divertimento. Video pop, videogio-
Da un decennio è apparso un alle ricerche di Nam June Paik, l'arti- chi, prima pubblici e poi privati - l'uso
nuovo paradigma visivo che sostitui- sta scomparso di recente, vero profe- della console -, sfondano il muro della
sce quello dominante nel corso del XX ta della videocultura. L'anno spartiac- spettacolarità erodendo l'elemento
secolo, di cui il cinema e la tv sono stati que della nuova cultura visiva è il 1995 narrativo e ripristinando, in modo rin-
i baluardi. Andrew Darley, studioso quando viene distribuito il primo lun- Gli spettatori dei videogiochi hanno eguagliato quelli del cinema novato s'intende, vecchi paradigmi
del Surrey Institute of Art & Design, gometraggio interamente realizzato del passato: si pensi a come nei video-
lo ha battezzato Videoculture digitali ( con immagini di sintesi, Toy Story, ri- giochi lo spettatore sia coinvolto nello
Franco Angeli, pp. 263, €22). Videogio- sultato delle ricerche della Pixar e del- provoca nello spettatore attraverso la vece realistica che riproduce in modo spettacolo stesso, anche fisicamente e
chi, film digitali, viaggi simulati nei la ILM. A definire questo cambiamen- spettacolarità. Per dirla con un lin- credibile il mondo naturale. Un ruolo non solo mentalmente. Come aveva
parchi tematici, spot, video musicali, to sono le manipolazioni delle immagi- guaggio tradizionale, ampiamente su- importante hanno avuto anche i Luna previsto la Sontag, la critica - quella ci-
computer animation contribuiscono a ni, l'utilizzo interattivo in tempo reale, perato, la forma è più importante del Park. Rem Kooholas ha mostrato in nematografica in primis - continua a
diffondere una nuova forma di visione la simulazione tridimensionale, l'ani- contenuto. Il saggio di Darley ha il me- Delirius New York come la stessa archi- guardare questi spettacoli in termini
fondata su modalità visive di superfi- mazione e la sintesi realistica. rito di mostrare come questo cambia- tettura di Manhattan, l'idea della città di valori narrativi tradizionali, parlan-
cie. Queste tipologie video mettono in mento di paradigma non sia una novi- di grattacieli, nasca dal parco diverti- do di personaggi, trama, coerenza del
primo piano l'aspetto sensitivo. LA SONTAG E «l’EROTICA DELL’ARTE» tà, bensì la ripresa di elementi che lo menti eretto lì di fronte nell' ‘800. racconto, e ignorando la nuova esteti-
Le parole chiave della nuova esteti- Darley non conduce un discorso stret- sviluppo di cinema e tv avevano oblia- ca che emerge col cambio di paradig-
ca del sensibile sono: forma, stile, deco- tamente tecnico, bensì concettuale. to, una sorta di risveglio di pratiche, DIVERTIRSI CON L’INGANNO ma visivo.
razione, simulazione, illusione, spetta- Egli è partito da un celebre saggio di forme ed esperienze appartenute alle Il libro di Darley riattiva temi e que- Darley approfondisce i temi della
colo. Darley sottolinea la significativa Susan Sontag, Contro l’interpretazione prime pratiche di intrattenimento po- stioni perse nel corso del Novecento, simulazione, della produzione digitale
diminuzione di interesse di queste tec- (1964, ora negli Oscar Mondadori), in polare. Una tradizione rimasta sepol- facendoci capire come il cinema sia delle immagini, quello della serialità e
niche verso la cosiddetta «costruzione cui veniva criticata l'idea di fornire del- ta sotto l'edificio della narratività che l'erede del teatro di magia, del music spiega come i due pilastri della cultura
dei significati». Gli spettatori dei video- le interpretazioni critiche di ogni ope- si è imposto nel cinema americano tra hall, del teatro di varietà e del parco di- del Novecento, tra loro in conflitto - il
giochi, che hanno eguagliato per con- ra d'arte , cinema e fotografie compre- gli Anni ‘20 e ‘30 del ‘900, ed è conti- vertimenti. Questi intrattenimenti do- realismo ingenuo della cultura di mas-
sumo e importanza quelli del cinema, se; la critica, scriveva la Sontag, do- nuata nella tv Anni ‘60 e ‘70. vettero affrontare una crisi commer- sa e la tradizione anti-narrativa del
sono sollecitati e coinvolti a livelli più vrebbe mostrare «come mai è quello Il cinema delle origini è più com- ciale ed estetica a vantaggio del cine- modernismo - si siano sgretolati con
immediati e di superficie. È in atto uno che è» e non «che cosa significa». plesso ed eterogeneo di quello che si è ma. Non del cinema in generale - il tri- l'avvento dei nuovi media mostrando
slittamento progressivo della sensibili- La conclusione del saggio è emble- soliti credere. Quando nasce eredita ck-film e il film d'attualità - bensì del ci- un paesaggio culturale e produttivo
tà verso l'artificio, mentre aumentano matica: «Anziché di un'ermeneutica, infatti alcune modalità spettacolari nema narrativo, quello in cui si raccon- del tutto nuovo. È l'avvento della «ma-
i legami con esperienze estetiche più abbiamo bisogno di un'erotica dell'ar- del circo (nato nella forma canonica ta una storia. Questo tipo di spettacolo nagerialità estetica» in cui il produtto-
direttamente basate sui sensi. L'origi- te». I nuovi media hanno realizzato nel Settecento), delle lanterne magi- aveva il vantaggio di far entrare lo re come artista e stilista dell'espressio-
ne di questo cambiamento epocale del- questo sebbene in una direzione che la che e dello stesso diorama. Ci sono spettatore in uno spazio finzionale che ne cede il posto al produttore come
la percezione visiva è negli Anni ‘60: scrittrice non aveva previsto. Il conte- due linee possibili di sviluppo dello ne attiva le tendenze voyeuristiche. programmatore: «ovvero il manager-
l'introduzione della computer graphic, nuto di un'opera - film d'animazione o spettacolo popolare: la fantasmagori- La spettacolarità rimase così inibi- manipolatore del gioco formale, im-
le sperimentazioni con i film di John videogioco - non è oggi più così impor- ca, legata alla rappresentazione del re- ta, addomesticata dalla narrativa per merso in quel perpetuum mobile che è
Withteny, la diffusione delle tecniche tante; ciò che conta è l'emozione che pertorio magico-fantastico, e quella in- circa quarant'anni, sino a che gli effet- la cultura visiva contemporanea».

NEWTON COMPTON EDITORI


DEI TRECENTO SPARTANI
CHE SEGUIRONO IL RE LEONIDA
ALLE TERMOPILI, NE SOPRAVVISSE
SOLTANTO UNO. MA PRESTO SCOPRÌ
DI AVER FATTO LA SCELTA SBAGLIATA…
Nell’elmo sentiva il rimbombo delle proprie tempie che
Progetto grafico StudioTi srl

pulsavano all’impazzata. Respirava a fatica, e l’ingombro


del copricapo gli parve un insopportabile fardello. Se lo
levò con il braccio destro, mentre l’altro arto penzolava
inerte lungo il fianco sinistro. Una volta privo di elmo, sentì
distintamente voci e grida dietro di lui. Voci e grida nemi-
che. Era pronto un altro drappello di persiani. Non si voltò.
Strinse forte la lancia che si era procurato, e la scagliò contro
uno dei soldati del gruppo che aveva appena decimato,
urlando: «Io sono come Leonida!»

«Frediani è un esperto narratore di battaglie.»


Corrado Augias, Il Venerdì di Repubblica

NUOVA NARRATIVA n. 78 (384 pp.). € 9,90

W W W . N E W T O N C O M P T O N . C O M
NA

La classifica Tuttolibri
SABATO 31 MARZO 2007
X LA STAMPA

N
essuna novità tra i primi dieci, ma una sor- 2001 da Aragno nel trittico L’aria del lago: informa- tra il «giallone» indiano di Chandra. Nella saggistica,
AI PUNTI presa c’è in classifica: il «vecchio» Camille- zione ignorata nell’edizione Garzanti, a conferma sua naturale sede, troveremmo al quarto posto Impa-
LUCIANO ri spodesta il «giovane» Moccia, con un di- che filologia e trasparenza sono costume obsoleto, rare democrazia, classificato nei tascabili. La bella an-
GENTA stacco di quasi 40 punti. Anche se si tratta mentre si afferma come trend del marketing il ripor- tologia ragionata di Zagrebelsky starebbe più in alto
di un Camilleri senza Montalbano, Le peco- tare in bella evidenza i giudizi dei lettori raccolti nel della teatrale lezione in dvd di Veltroni, pensata per
re e il pastore si inserisce nell’alveo delle sue indagini web, là dove ieri campeggiavano i giudizi dei critici: quella che in questi giorni a «Docet», la rassegna ro-
SCUSA storiche, sembra riconciliare con il Maestro il pubbli-
co degli affezionati, meno attratti dal suo più sofisti-
scelta legittima, nessuna lesa maestà, solo un dato di
fatto indicativo di un «cambio di stagione» culturale.
mana dell’editoria scolastica, è stata definita la «digi-
tal generation». La sua è una performance multime-

MA TI SOFFIO cato Caravaggio. Il titolo nuovo della settimana si


trova all’undicesimo posto: nuovo per modo di dire,
Il segreto di Ortelia, carnoso racconto lungo di An-
Altro nuovo ingresso tra gli italiani è il romanzone
storico dei Wun Ming, l’epopea irochese di Manitua-
na; mentre fra gli stranieri - dove primeggia l’Afgha-
diale cui meglio si addice la varia. Ma non è solo una
differenza di generi merceologici, è questione di stile
e sostanza: Zagrebelsky è allievo di Bobbio e Veltro-
IL POSTO drea Vitali - macellai e belle donne - già apparso nel nistan di Hosseini, in classifica da 63 settimane - en- ni compagno di scuola di Fonzie.

I PRIMI DIECI

1 100
2 64
3 43
4 42
5 41

Le pecore Scusa ma ti Il cacciatore Non dire A un passo


e il pastore chiamo amore di aquiloni notte dal sogno

CAMILLERI MOCCIA HOSSEINI OZ SFONDRINI; ZANFORLIN


SELLERIO RIZZOLI PIEMME FELTRINELLI MONDADORI

6 38
7 33
8 32
9 30
10 28

La cattedrale Perché non L’ombra Il piccolo Il colore


del mare possiamo del vento libraio di del sole
essere cristiani Archangelsk
FALCONES ODIFREDDI RUIZ ZAFON SIMENON CAMILLERI
LONGANESI LONGANESI MONDADORI ADELPHI MONDADORI

Narrativa Narrativa Saggistica Varia Tascabili Ragazzi


italiana straniera
1. Le pecore e il pastore 100 1. Il cacciatore di aquiloni 43 1. Perché non possiamo... 33 1. 10+. Il mio mondo ... 22 1. L’ombra del vento 32 1. Le due guerriere... 13
Camilleri [3] Hosseini [4] Odifreddi [1] Del Piero [1] Ruiz Zafon [1] Troisi [1]
10,00 SELLERIO 17,50 PIEMME 14,60 LONGANESI 14,00 MONDADORI 12,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

2. Scusa ma ti chiamo amore 64 2. Non dire notte 42 2. La scomparsa dei fatti 20 2. Centro d’igiene mentale 19 2. Imparare democrazia 13 2. Il piccolo principe 7
Moccia [1] Oz [1] Travaglio [3] Cristicchi [2] Zagrebelsky [–] Saint-Exupéry [2]
18,00 RIZZOLI 15,00 FELTRINELLI 15,00 IL SAGGIATORE 15,00 MONDADORI 11,50 EINAUDI 7,00 BOMPIANI

3. A un passo dal sogno 41 3. La cattedrale del mare 38 3. Inchiesta su Gesù 20 3. E’ facile smettere di fumare... 9 3. Maigret e il ladro indolente 12 3. Mistero a Parigi 5
Sfondrini; Zanforlin [2] Falcones [2] Augias; Pesce [2] Carr [7] Simenon [–] Stilton [–]
14,00 MONDADORI 18,60 LONGANESI 17,00 MONDADORI 10,00 EWI 8,00 ADELPHI 14,50 PIEMME

4. Il colore del sole 28 4. Il piccolo libraio di Archangelsk 30 4. La città degli uomini 10 4. Il collo mi fa impazzire... 9 4. La pensione Eva 11 4. I guardiani del crepuscolo 5
Camilleri [4] Simenon [3] Bertinotti; Valzania [4] Ephron [10] Camilleri [6] Luk’janenko [–]
14,00 MONDADORI 16,00 ADELPHI 16,50 MONDADORI 10,00 FELTRINELLI 6,00 MONDADORI 17,00 MONDADORI

5. Il segreto di Ortelia 28 5. L’innocenza 22 5. Esportare la libertà 9 5. Quelli che corrono. Un manuale... 8 5. Proibito parlare... 11 5. I due liocorni. Con cd audio 5
Vitali [–] Chevalier [6] Canfora [10] Baldini [–] Politkovskaja [4] Grotti [–]
15,00 GARZANTI 17,00 NERI POZZA 12,00 MONDADORI 13,00 MONDADORI 10,00 MONDADORI 7,90 GALLUCCI

6. Gomorra 23 6. Nei boschi eterni 17 6. Una madre lo sa 8 6. La danzatrice bambina 7 6. E’ una vita che ti aspetto 10 6. Ci vuole un fiore 4
Saviano [7] Vargas [7] De Gregorio [–] Flacco [–] Volo [5] Rodari; Endrigo [9]
15,50 MONDADORI 15,80 EINAUDI 14,00 MONDADORI 16,50 PIEMME 7,80 MONDADORI 7,90 GALLUCCI

7. Manituana 19 7. Everyman 17 7. Una vita con Karol 7 7. Rivergination 7 7. Ti prendo e ti porto via 10 7. Arthur e il popolo dei Minimei 4
Wu Ming [–] Roth [5] Dziwisz [5] Littizzetto [8] Ammaniti [2] Besson [6]
17,50 EINAUDI 13,50 EINAUDI 17,00 RIZZOLI 15,00 MONDADORI 8,40 MONDADORI 18,00 MONDADORI

8. Tango e gli altri 18 8. Giochi sacri 11 8. Che cos’è la politica? 7 8. La classe fa la ola... 6 8. La masseria delle allodole 9 8. La setta degli assassini 4
Guccini; Macchiavelli [5] Chandra [–] Veltroni [–] Beer (cur.) [9] Arslan [–] Troisi [4]
17,50 MONDADORI 22,00 MONDADORI 15,00 LUCA SOSSELLA 10,00 RIZZOLI 10,00 BUR RIZZOLI 17,00 MONDADORI

9. Ho voglia di te 18 9. L’oro dei Lama 10 9. Ultimo. Il memoriale inedito... 7 9. Caro papà 6 9. Esco a fare due passi 9 9. Via dei matti. Con cd audio 4
Moccia [8] Cussler; Dirgo [8] Misch [–] Greive [–] Volo [8] Endrigo; Costa [–]
16,00 FELTRINELLI 19,00 LONGANESI 16,00 CASTELVECCHI 10,00 MONDADORI 8,40 MONDADORI 7,90 GALLUCCI

10. Ritorno a Baraule 17 10. Il bambino con i petali in tasca 9 10. La vita digitale 6 10. MicroMega vol. 2 6 10. La masseria delle allodole 9 10. Un ponte per Terabithia 3
Niffoi [–] Irani [9] Andreoli [9] Autori vari [6] Arslan [–] Paterson [–]
16,00 ADELPHI 14,50 PIEMME 10,00 RIZZOLI 12,00 L’ESPRESSO 7,80 BUR RIZZOLI 16,00 MONDADORI

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DALL’ISTITUTO DEMOSKOPEA DI MILANO, ANALIZZANDO I DATI DELLE COPIE VENDUTE OGNI SETTIMANA, RACCOLTI IN UN CAMPIONE DI 120 LIBRERIE A ROTAZIONE, DI CUI 80 EFFETTIVE. SI ASSEGNANO I 100
PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. LA CIFRA FRA PARENTESI, SOTTO IL PUNTEGGIO, INDICA LA POSIZIONE IN CLASSIFICA NELLA SETTIMANA PRECEDENTE.
LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 17 AL 23 MARZO

C
e livre est un bijou». zogna finché non sterminò a fu- madre dello scrittore (e figlia del Topaze di Pagnol e di For-
In classifica, sia pu- cilate padre, madre, moglie, fi- del giustiziato), la storica Hélè- rest Gump: un sintomo bizzar-
re al sedicesimo po- gli e cane. «La follia e l'orrore CHE LIBRO FA... IN FRANCIA ne Carrère d'Encausse, segre- ro, che si sgonfierà presto. Ma
sto, c'è questo ro- mi hanno sempre ossessionato. GIOVANNA tario a vita dell'Académie si stanno gonfiando invece, e
manzo-gioiello, la I libri che ho scritto non parla- ZUCCONI française, un pezzo grosso. Al- già minacciano il primato del
storia di una donna dai lunghi no d'altro», dice Carrère. Con le soglie dei cinquant'anni, Em- Roman russe di Carrère, le ven-

PARIGI SCOPRE
capelli neri che trova prima Un roman russe va alle radici manuel fruga nel segreto fami- dite di Projet d'espoir appunto
marito e poi l'amore, durante dell'ossessione, radici familiari liare, nella follia e nell'orrore. di François Bayrou. Idem per
una cura termale. Chissà se, e segrete. Il romanzo è «russo» Per Pierre Assouline di Le Mon- Qui connaît madame Royal di

UN BIJOU SARDO
per rimbalzo esterofilo, an- perché racconta di un lungo de, «questo libro è probabil- Eric Besson. Idem per L'incon-
che gli italiani lo leggeranno soggiorno in un paesino a otto- mente una delle cose più poten- nu de l'Elysée di Pierre Péan,
in massa e con altrettanto en- cento chilometri da Mosca, per ti che si possano leggere duran- sul presidente uscente Chirac.
tusiasmo. Non occorre nean- girare il documentario Retour à te questa stagione letteraria Idem...
che aspettare che sia tradot- Kotelnitch su un soldato unghe- leggermente pre-elettorale». Fuori dalla valanga di libri
to, il bijou. Mal de pierres altro rese arrestato nel 1944 dall'ar- E’ il racconto «Mal di pietre» di Milena Agus, edito in Italia E a proposito di periodo «leg- sulla politica, è già uscito dalle
non è che Mal di pietre della mata rossa e rinchiuso per cin- da Nottetempo. In vetta alle classifiche «Un roman russe» germente pre-elettorale», il classifiche «il libro che tutti i
scrittrice sarda Milena Agus, quant'anni in un manicomio so- di Emmanuel Carrère, segue un’ondata di titoli «preelettorali» medesimo Emmanuel Carrère candidati alle presidenziali do-
pubblicato da Nottetempo. vietico. Ma è «russo», il roman- confessa su Libération di non vrebbero leggere per capire la
Merita. zo, soprattutto perché infran- avere mai votato in vita sua, desolazione esistenziale dei
Al primo posto c'è Un ro- ge un (anzi: il) tabù di famiglia. ma di essere stavolta tentato francesi». È il monumentale Mi-
man russe di Emmanuel Car- In quello stesso 1944 il non- da Bayrou, che vede come «un crofictions di Régis Jauffret, di-
rère. Il suo libro precedente, no materno di Emmanuel Car- eroe da film di Frank Capra, un zionario enciclopedico di mise-
ormai di sette anni fa, era l'in- rère, un aristocratico georgia- provinciale animato un'idea rie e crudeltà quotidiane. Nono-
quietante L'avversario (Einau- no esiliato in Francia, sparì: semplice e ingenua, che gli uo- stante il battage dei salotti let-
di), che partendo da un fatto probabilmente giustiziato per mini di buona volontà si rim- terari e dei giornali, non ha tro-
di cronaca vera, e nera, rico- collaborazionismo con i nazi- bocchino tutti insieme le mani- vato un suo pubblico: il cinismo
struiva la vita psichica del fal- sti. Di lui rimasero poche foto- che per raddrizzare la barca». nichilista è très chic, ma i più lo
so dottore Jean-Claude Ro- grafie ingiallite, e una muraglia Il suo amico Olivier considera trovano irritante e se ne tengo-
mand, impeccabile nella men- di silenzio. Mai ne ha parlato la invece Bayrou come un misto no alla larga.
W

Diario di lettura Tuttolibri


SABATO 31 MARZO 2007
LA STAMPA XI

Giorgio La vita. Giorgio Bocca è nato a Cuneo nel 1920. Vive a Milano. Ha esordito co-
me giornalista scrivendo sul foglio di «Giustizia e Libertà». E’ stato quindi alla
«Gazzetta del Popolo», all’«Europeo», al «Giorno» di Italo Pietra . E’ tra i fonda-
Le opere. Il primo libro di Bocca, «Partigiani della montagna», uscì nel 1945. E’
ora nel catalogo Feltrinelli, come, tra gli altri, «Le mie montagne». Ha pubblica-
to, fra gli altri titoli, «Storia dell’Italia partigiana», «Palmiro Togliatti», «Vita di
Bocca tori di «Repubblica» (1975). Sull’«Espresso» cura la rubrica «L’antitaliano». giornalista» (con Tobagi). E’ dell’anno scorso «Napoli siamo noi» (Feltrinelli).

rivale di Duccio Galimberti, il suo suc-


cessore al comando delle formazioni
LE SUE SCELTE di Giustizia e Libertà. Si legga la sua
Guerra partigiana: uno stile asciutto,
degno dei commentarii di Cesare».
f Lei si rifà a Shakespeare per raccontare
Dante Livio Bianco («... a me ricordava il
Bruto shakespeariano dall’ambizione
più grande che l’amore per Cesare»).
Un’altra volta ha «trovato» Coppi nel
«Don Chisciotte»: «di solida complessio-
ne, secco di corpo e magro di viso».
Quali sono i suoi classici?
DE LAS CASES «Stevenson, Tolstoj, Stendhal. Solo
Memoriale uno Stendhal potrebbe darci un ro-
di Sant’Elena manzo sugli anni di piombo. In cima
metto però Napoleone, il Memoriale di
BUR, pp. XLVI-1740, 2 voll., €25 Sant’Elena, l’apoteosi che è del retro-
A Sant’Elena, Napoleone trascorse gli scena, pubblico e privato».
ultimi anni di vita in esilio, «Ei fu Torniamo all’«Unità»: Italo Calvino.
siccome immobile» il 5 maggio 1821. Il «Calvino, sì. Simpatico, ricco di umo-
«Memoriale di Sant’Elena» fu scritto rismo, a differenza di Fenoglio. Gran-
dal conte Emmanuel - Augustin - de anche sulla pagina: inventava la
Dieudonné - Joseph Las Cases. scrittura».
Divenuto intimo dell’Imperatore ne Restiamo a Torino: Primo Levi.
raccolse le «confessioni». «Un’ulteriore affinità. Lo intervistai
Per Bocca, il Memoriale è «l’apoteosi per la televisione. Una testimonianza
del retroscena, pubblico e privato». che i vari biografi e critici non posso-
no ignorare. E’ nella Chiave a stella il
Levi che prediligo».
f Torino, l’Einaudi: nel catalogo dello
Struzzo lei non c’è.
«Le porte di via Biancamano non mi
sono mai state schiuse. L’unico einau-
diano a mostrarmi interesse fu Vittori-
ni. Sul Politecnico accolse la mia inchie-
sta sulla fuga dalle campagne».
Giorgio Bocca (di cui Feltrinelli pubblica «Il Provinciale», settant’anni di vita italiana) con la figlia Nicoletta nelle Langhe Perfida Torino...
DANTE LIVIO BIANCO «Sbarrata l’Einaudi, vietata La Stam-
Guerra partigiana pa. Dapprima subii il no di Frassati.

“COM’E’ FALSA
EINAUDI, pp. LVIII-152, €9,8
Poi saggiai Ciuffettino De Benedetti:
provocatoriamente mi offrì un posto a
Avvocato, nel 1945 Dante Livio Genova. Scappai a Londra, là sposan-
Bianco successe a Duccio Galimberti domi».
nel comando dele formazioni di

LA RESISTENZA
Torino, l’Italia. Un secolo fa nasceva Gui-
«Giustizia e Libertà». Scomparve nel do Piovene. Ne apprezza il «Viaggio»?
1953, in montagna. Ha raccontato la «La sua è un’Italia finta. Piovene, un
«Guerra partigiana» nell’omonimo cinico di non comune intelligenza, che
libro, che si avvale della premessa di pure annovero tra gli antitaliani, è
Norberto Bobbio e dell’introduzione ostaggio del bello scrivere...».

DI FENOGLIO”
di Nuto Revelli. Bocca, in Dante Livio Lei non nasconde il suo antimeridionali-
Bianco, riconosce un maestro di stile: smo: «Il meridionalismo, la rinascita del
«Asciutto, degno dei commentarii di Sud li lascio in eredità ai miei figli». Qua-
Cesare». le libro svela il Sud?
«Un viaggio elettorale di Francesco De
Sanctis».
Ma risale al 1876...
BRUNO mente all’identificazione di Giorgio scista? Noi, di Cuneo, diffidiamo dei «E allora? Non è cambiato nulla. O
QUARANTA
Bocca. Lo aveva già capito Stendhal: langaroli, sono matti. Un matto, Pave- meglio (o peggio): nessuno si è accor-
E’ un ruvido patriarca oc- IL LIBRO «La profonda cattiveria piemontese, se. Lo incontravo in un ristorante vici- to che la borghesia ha cooptato la ma-
casionalmente in città, senza pari al mondo, che è soltanto diffi- no alla Gazzetta: vi mangiavano i co- fia».
Giorgio Bocca. E poco o nulla impor- denza verso gli uomini e la sorte». munisti dell’Unità e qualcuno di noi. «Che resta da capire?». E’ l’interrogati-
ta che l’occasione, in principio Tori- Ognuno riconosce i suoi, no? E for- Pavese faceva l’intellettuale. Uno di vo che suggella «Il Provinciale»...
no, quindi Milano, abbia il respiro di se non è un caso che Bocca ai «cit e ca- Canelli che fa l’intellettuale... Che no- «Che resta da capire? Che l’uomo è
sessant’anni e più. Chi ha memoria tiv», ai piccoli e ai cattivi, dal professor ia... Diffiderò, più tardi, dello stesso un assassino, che l’Italia è irredimibi-
del mondo di ieri lo «vede» in un caffè Valletta a Giulio Debenedetti, il fu di- Arpino. Nella milanese Casa della Cul- le, anche se la tenebra non è assolu-
biliardo, le carte che obbediscono al rettore de La Stampa, un fantasma tura che scenate imbastiva, fantasti- ta».
richiamo tacito delle dita. O in una vi- concretissimo, abbia dedicato ritratti cava di un odio smisurato tra me e lui, Sciascia diceva della Sicilia: «E’ irredimi-
gna, accanto a Bartolo Mascarello, e folgoranti. Ovvero il giornalismo che è una recita... Ma certi suoi romanzi so- bile».
l’uno e l’altro piemontesemente sem- letteratura, che «fa» letteratura. no buoni». «Stupefacente, Sciascia. Un giorno va-
pre fermi al no, il no alla barrique, di Bocca, quando ancora non scriveva che E Fenoglio? «Il partigiano Johnny» non do a Palermo, voglio scrivere un po’ di
uno spessore etico e politico che, va cosa leggeva? è il suo mondo, Bocca? articoli sulla mafia. A chi domandare
da sé, travalica la barrique. O in cima «In casa, io ragazzo, c’era una bibliote- «Ma no. Fenoglio della Resistenza una bussola se non a Sciascia? Mi rag-
a un colle, tra la neve e il fuoco, «ban- ca minima, cento libri o giù di lì. Riflet- non ha capito nulla. Io, di quei venti giunge in albergo, con la paglietta bian-
dito» tra i «banditi» partigiani di Pie- GIORGIO BOCCA teva qua e là le sensibilità di mio padre, mesi, ho un’idea politica e storica. So ca. Chi posso intervistare?, gli doman-
tro Chiodi, immaginando e architet- Il Provinciale preside, e di mia madre, maestra. A qual è stato il valore della Resistenza, do. Mi dà dei nomi. Erano, lo capirò in
tando un’altra Italia. FELTRINELLI, pp. 292, €17
svettare erano i poeti, da Leopardi al so perché il sogno che la innervava è breve, tutti capimafia. Sciascia è in
La camicia è color prugna, le ma- monumento Carducci». naufragato. Fenoglio è come Pansa. questo episodio».
ni sono piccole tenaglie, sul viso si ri- Settant’anni di vita italiana. Nella E Bocca junior si avvicinò così alla poe- La sua Resistenza è falsa, un teatro di Lasciamo il mare color del vino, tornia-
conoscono e si riveriscono antiche testimonianza del «Provinciale». sia... assassini, di cialtroni, di poveracci. mo al vino vero di Langa, dalle Langhe
astuzie, come i passanti sotto i porti- Dalla guerra partigiana alla Torino «Neanche un po’. Non ho poeti sul ta- Ma GL, Giustizia e Libertà, era l’uni- risaliamo nelle sue montagne, Bocca.
ci bassi della sua Cuneo. Ritorna Il «dura e viva» dell’immediato secondo volino». versità di noi provinciali». «Le montagne che sono la provincia».
Provinciale, l’autobiografia di un anti- dopoguerra. Dall’Italia che nuota nel Neanche Montale? Quale la lettura per eccellenza della sta-
taliano, l’inventario di una vita corsa-
ra, financo un po’ fellona, fellona per-
boom, una «grande sconosciuta»,
svelata inchiesta dopo inchiesta, al
«Neanche. Il mio Montale è una finzio-
ne smascherata durante il viaggio di
«Sulle montagne con Gobetti gione partigiana?
«Piero Gobetti, il nostro mito, di una
ché picaresca, sempre in diretta, Sessantotto («Il provinciale attento Paolo VI in Terrasanta. Noi giornalisti nello zaino. Pavese? Che statura intellettuale e morale spaven-
sempre all’erta, in agguato. alle opportunità, la formica che ha albergavamo in Giordania, ma tra- noia un intellettuale tevole. Nello zaino tenevo Risorgimen-
Un libro, Il Provinciale, tra i libri di accumulato cultura e professione smettevamo i servizi da Gerusa- to senza eroi. Il Risorgimento è la no-
una lunga militanza scrittoria, un vede nel Sessantotto un’onda lemme. Eravamo in ritardo. Si doveva di Canelli. Calvino, lui sì stra stagione aurea. Io mi considero
ventaglio di parole mai abatine, mai anomala che lo sorprende, lo rientrare. Il coprifuoco incombeva. che era ricco di umorismo» un personaggio risorgimentale. Ho
imbellettate, mai giulebbose, ma che sballotta, qualcosa che ribalta i valori, Partimmo di corsa. Eusebio, che in lottato affinché l’Italia fosse degna del
«servono», che dicono il fango e la confonde le procedure, scompagina i Terrasanta come a Milano si atteggia- Un ricordo di Fenoglio? Risorgimento, diventasse finalmente
polvere, la miserabilità e la tenebra, valori»). Dai comunisti nostrani «duri va a claudicante, scattò, mostrandosi «Si era amici, da ragazzi. Io giocavo a maggiorenne. Siamo stati lì lì per rea-
«sporche» come Ottone Rosai voleva di ferro» agli anni di piombo. Dai lesto, lestissimo». calcio. Lui tifava per me. Mi aveva so- lizzarlo, un Paese civile. Nel ‘45, di cit-
fosse la pittura. cumenda al Cavaliere. Agli ultimi Veniamo alla prosa: la Torino del secon- prannominato Billy. Il motivo non l’ho tà in città, soffiava la speranza cristal-
Di libro in libro, via via edificando giorni del generale Dalla Chiesa, do dopoguerra, dove compì professio- mai saputo». lina di un’Italia radicalmente altra».
un solidissimo alibi. «Chi scrive non «nuovo, quasi patetico: voleva far nalmente gli anni di prova il cronista Non abbandoniamo la Provincia Gran- Sulla copertina del Provinciale c’è
ha tempo di leggere». Ma non per que- vedere alla sua giovane moglie che Bocca. E’ la stagione della «Gazzetta da e il tempo di guerra: Nuto Revelli. una Topolino targata Milano, la stra-
sto è inetto a cogliere la pepita o il vuo- non aveva paura». Agli affetti, al del Popolo», in corso Valdocco, nello «Era e rimase, sempre, un soldato, un da è in salita, la meta è misteriosa.
to. Leo Longanesi non scoprirà forse lessico famigliare, i figli, i nipoti, la stesso palazzo c’era «l’Unità», vi colla- ufficiale effettivo. Guardava infine Una visione buzzatiana. Al volante
il Deserto dei tartari solo annusando- moglie, gli amici. Sempre coltivando borava Cesare Pavese. con sospetto alla guerra partigiana». chi se non Giorgio Bocca? Non ame-
lo? Longanesi che scrutando nel «Pie- l’antica memoria: gli anni della neve e «Quando l’Italia dichiarò guerra alla Neppure un modello piemontese? rà Pavese, ma un verso dell’intellet-
montese un disprezzo per il genere del fuoco, in montagna, sognando Francia e alla Gran Bretagna scrisse «Almeno due figure mi hanno, ci han- tuale «matto» è irriducibilmente
umano ben più pesante di quello del un’altra Italia. sul Diario: “La guerra rialza il tono di no, insegnato a scrivere. Il presidente suo: «Ho trovato compagni trovan-
Romagnolo» contribuirà indiretta- vita del Paese”. Non parla così un fa- Luigi Einaudi e Dante Livio Bianco, il do me stesso».

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