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Riessioni su Spatial discretization

of partial dierential equations with


integrals
Federica Santucci
1 Introduzione
Larticolo di R.I.McLachlan propone un metodo di discretizzazione di equa-
zioni dierenziali alle derivate parziali (PDE) su una griglia in una e due
dimensioni spaziali, in modo da conservare alcune delle simmetrie delle PDE
e i suoi integrali. Servendosi estensivamente delle propriet`a di simmetria del
reticolo, costruisce loperatore delle dierenze nite.
Si comincia con una breve rassegna di risultati gi`a noti:
Data la PDE
u =
x
(f(u)), u = u(x), (1)
questa `e unequazione posta in forma di legge di conservazione; la sua
discretizzazione
u
n+1
i
u
n
i
t
=
H(u
n
i+j
, , u
n
ij+1
) H(u
n
i+j1
, , u
n
ij
)
x
introdotta da Lax e Wendro in [1], conserva la massa totale discreta

i
u
n+1
i
=

i
u
n
i
per ogni H.
Lo jacobiano di Arakawa [2] `e la discretizzazione di v
x
w
y
v
y
w
x
che,
applicata allequazione di Eulero bidimensionale, fornisce le leggi di
conservazione di energia ed enstroa
1
.
In una dimensione spaziale, sia v = (v
0
, , v
n
)
T
una funzione griglia e
sia D una matrice di dierenziazione che approssima loperatore /x.
Se D soddisfa la propriet`a
< u, Dv >= u
n
v
n
u
0
v
0
< Du, v > (2)
1
Per un campo di velocit`a a divergenza nulla. Si veda a proposito lappendice A.
1
dove < u, v > indica il prodotto interno, allora la matrice D costruisce
metodi di dierenze nite stabili, che conservano o diminuiscono la
quantit`a < u, u >.
Molti schemi di discretizzazione derivati per alcune PDE conservano
integrali di energia ([3] [4], [5]).
Lo scopo dellautore `e quello di fornire un metodo che sappia ricavare
dierenze nite per PDE con leggi di conservazione, mostrando che i quattro
approcci sopra elencati risultano equivalenti.
2 Discretizzazione conservativa
Consideriamo PDE della forma
u = D(u)
H
u
(3)
dove u = u(x) appartiene allo spazio di Banach B e ha valori u(x) R
m
,
x R
d
, D `e un operatore dierenziale lineare e H : B R ha derivata
variazionale
d
d
H(u + v)|
=0
=
_
H
u
v dx (4)
per u, v B. La (1) si pu`o scrivere nella forma (3) se x, u R e
H =
_
F(u(x)) dx, D =
x
, F

= f. (5)
Infatti, con questa scelta, per la derivata variazionale di H si ha
_
H
u
v dx =
d
d
_
F(u + v)|
=0
=
_
F
u
v dx, (6)
da cui segue
H
u
=
F
u
= F

= f. (7)
Anche i sistemi Hamiltoniani possono essere espressi in forma (3), in-
terpretando H come lenergia del sistema e prendendo D come loperatore
Hamiltoniano.
Anche la (3) conservi lenergia, si deve richiedere che loperatore D sia
antiaggiunto rispetto al prodotto interno in L
2
2
, cio`e che valga
_
uDv dx =
_
vDu dx.
2
In idrodinamica, la metrica dello spazio L
2
`e la metrica utilizzata in sistemi che
conservano il volume. Si veda [6], [7] e lappendice B
2
Infatti, se lenergia `e conservata, allora

H =
_
H
u
u dx =
_
H
u
D(u)
H
u
= 0,
dove `e stata utilizzata la (3). Integrando per parti e richiedendo che le
variazioni di H siano nulle ai bordi della regione di integrazione, si ottiene
_
H
u
D(u)
H
u
=
_
H
u
D(u)
H
u
. (8)
Quindi, si considereranno discretizzazioni della (3) in forma
u = A(u)H(u), A
T
= A (9)
Ma questa idea si generalizza a sistemi con un qualunque numero di inte-
grali I
1
, , I
p
: si cerca un tensore K (p + 1)-dimensionale completamente
antisimmetrico tale che
u
i
0
=

i
1
, ,ip
K
i
0
, ,ip
I
1
u
i
1

I
p
u
ip
, (10)
che, in modo pi` u compatto, si scriver`a
u = K(I
1
, , I
p
). (11)
Ci`o che lautore fa nellarticolo, `e costruire tensori K completamente
antisimmetrici, che sono i tensori alle dierenze nite.
2.1 Notazione
Prima di procedere, si elencano brevemente gli elementi utilizzati in seguito:
1. La griglia L su cui si discretizza: L sar`a rappresentata da un insieme
di indici l = (l
0
, , l
p
), l
j
L a cui corrispondono punti sici x
l
R
d
;
2. Un insieme {1, , m} degli indici delle variabili dipendenti. Si utiliz-
zer`a la notazione = (
0
, ,
p
),
j
{1, , m};
3. Linsieme completo degli indici M = L {1, , m}. Per indicare un
elemento di M si utilizzer`a la notazione i = (l, );
4. Il tensore delle dierenze nite K, completamente antisimmetrico. Tale
tensore sar`a indicizzato con i = (l, ), cio`e K
i
= K
i
0
, ,ip
= K
l,
5. Il gruppo di simmetria G della griglia.
3
3 Gruppi di simmetrie
Un ruolo importantissimo nel costruire i tensori K delle dierenze nite `e
giocato dal gruppo G delle simmetrie della griglia.
In questa sezione, si faranno una breve digressione per richiamare il con-
cetto di gruppo e una rassegna sui gruppi di simmetria utilizzati nellarticolo.
3.1 Gruppo
Innanzitutto, si richiama la denizione di gruppo [8], [9], [10]: un gruppo
G `e un insieme in cui viene assegnata una regola, detta legge di composizio-
ne e in seguito indicata con il simbolo (e che potr`a essere laddizione, la
moltiplicazione, etc), che permette di associare ad ogni x, y G un elemento
z = x y G. Inoltre devono essere valide le seguenti propriet`a:
1. Per ogni x, y, z G deve valere la propriet`a associativa
(x y) z = x (y z);
2. In G esiste un elemento e tale che, per ogni x G
e x = x e = x.
Lelemento e `e chiamato identit`a;
3. Per ogni elemento x G esiste un elemento y G tale che
y x = x y = e.
Lelemento y `e chiamato opposto.
Se,inoltre, `e soddisfatta la propriet`a della commutativit`a, cio`e
x y = y x x, y G,
il gruppo viene detto abeliano.
3.2 Griglia di discretizzazione e gruppi di simmetria
Sia G il gruppo di simmetria che agisce sullo spazio M = L {1, , m}.
Lautore considera soltanto simmetrie spaziali, cio`e tali che, per g G si
ha g(l, ) = (h(l), ).
A seguito una breve rassegna di gruppi di simmetria di interesse [9], [10],
[11], [12].
4
- Gruppo Z dei numeri interi: linsieme Z dei numeri interi `e un
gruppo se si considera laddizione come legge di composizione: infatti,
dati x, y Z, anche x + y Z; `e vericata lesistenza dellelemento
identit`a (lelemento 0) ed `e garantita lesistenza dellelemento inverso:
infatti, x Z, x + (x) = 0. E dotato pertanto di una struttura di
gruppo
3
. Inoltre, il gruppo Z`e un gruppo ciclico, cio`e ogni suo elemento
diverso da zero pu`o essere ottenuto sommando un numero nito di volte
un unico numero, 1 +1 +1 +1 + oppure (1) +(1) +(1) + .
- Gruppo Z
n
del reticolo dei numeri interi: il reticolo degli interi
a n-dimensioni `e il reticolo nello spazio euclideo n-dimensionale i cui
punti di reticolo sono n-uple di interi. Se n = 2, il reticolo `e un reticolo
quadrato.
- Gruppo euclideo: generalmente indicato con E(n), dove n `e la di-
mensione dello spazio, `e il gruppo di simmetria dello spazio euclideo
n-dimensionale. Considera traslazioni, rotazioni e riessioni come azio-
ni del gruppo e mantiene invariante la distanza e gli angoli (a meno di
un segno).
- Gruppi diedrali: indicati con D
n
4
, sono gruppi di simmetria dei poli-
goni regolari. Gli elementi del gruppo sono le rotazioni del poligono di
un angolo = 2k/n, dove k = 0, , n 1 e le riessioni attorno ad
un asse di simmetria del poligono. In totale, quindi, possiedono 2n sim-
metrie dierenti ad ognuna delle quali `e associata una matrice, di cui
una `e lidentit`a. Ad esempio, il gruppo D
4
, che rappresenta il gruppo
associato al quadrilatero, ha 8 simmetrie: 4 rotazioni e 4 riessioni.
La matrice associata alla rotazione di un angolo 2k/n ha forma
R
k
=
_
cos
2k
n
sin
2k
n
sin
2k
n
cos
2k
n
_
k = 0, , n 1, (12)
mentre la matrice di riessione rispetto ad un asse che forma un angolo
di k/n con lasse delle ascisse `e
S
k
=
_
cos
2k
n
sin
2k
n
sin
2k
n
cos
2k
n
_
k = 0, , n 1. (13)
- Gruppo simmetrico: il gruppo simmetrico `e un gruppo formato dalle
permutazioni dei suoi elementi, cio`e dallinsieme di funzioni biiettive di
3
In pi` u, essendo valida la propriet`a commutativa, il gruppo Z `e abeliano.
4
Pu`o essere usata anche la notazione D
2n
o Dih
n
.
5
tale insieme in se stesso, munito delloperazione binaria di composizione
di funzioni. Con la notazione S
n
si indica il gruppo simmetrico dei primi
n numeri interi.
Ad esempio, S
3
`e il gruppo simmetrico dei primi 3 numeri interi. Il
quale `e isomorfo al gruppo diedrale D
3
, cio`e il gruppo di simmetria
delle rotazioni e riessioni del triangolo equilatero: infatti, lazione delle
rotazioni o delle riessioni si traducono in una pemutazione dei vertici
del triangolo.
Questa breve digressione su alcuni gruppi di simmetria `e utile per capire
un passaggio importante del lavoro di McLachlan: se la PDE di partenza go-
de di certe simmetrie, tali simmetrie si trasmettono alle discretizzazioni se la
griglia L gode delle stesse simmetrie. Quindi si sceglier`a, come gruppo G di
simmetria della griglia, un sottogruppo del gruppo di simmetria dello spazio
sico. Ad esempio, nel piano molte PDE sono invarianti sotto il gruppo eu-
clideo E(2). Se la griglia possiede un invarianza per un sottogruppo di E(2),
allora la discretizzazione erediter`a alcune simmetrie della PDE originale.
4 Dierenze nite
In seguito si illustra brevemente quali caratteristiche deve soddisfare il ten-
sore delle dierenze nite K e gli integrali I
j
anche lequazione (11) sia
invariante sotto il gruppo di simmetria G della PDE da discretizzare.
Proposizione Sia G il gruppo di simmetria che agisce sullo spazio M.
Lequazione (11) `e G-invariante se
1. le funzioni I
1
, , I
p
sono G-invarianti,
2. K non dipende da u
3. `e vericato che
K
g(i
0
)g(ip)
= K
i
0
ip
,
per ogni g G e per ogni i
0
, , i
p
.
La prova della proposizione `e data in dettaglio nellarticolo, pertanto
non viene riproposta in questa sede. Si procede, invece, con le richieste che
lautore fa sul tensore alle dierenze nite K:
1. K deve essere completamente antisimmetrico,
2. K deve essere G-invariante,
6
3. K deve essere il pi` u semplice possibile,
4. K deve approssimare loperatore continuo desiderato allordine deside-
rato,
5. la larghezza di banda
5
di K deve essere indipendente dal numero di
punti sulla griglia.
4.1 Costruire il tensore delle dierenze nite K
Per costruire operatori tali che K abbia le propriet`a di simmetria richieste,
si procede individuando il gruppo di simmetria del reticolo e sommando poi
sul gruppo di simmetria. Dato un qualunque K,

S
p+1
, gG
sgn() sgn(g)K
(g(i))
(14)
`e completamente antisimmetrico e G-invariante. Con S
p+1
si indica il gruppo
simmetrico di p + 1 elementi.
Ci`o che propone lautore, `e di iniziare con un tensore K molto sempli-
ce, simmetrizzarlo e vedere quali operatori approssima. In questo modo si
costruisce una libreria di operatori delle dierenze nite. Il procedimen-
to viene illustrato in tre casi, dal pi` u semplice al pi` u complesso: m = 1
variabile dipendente, m 1 variabili dipendenti senza accoppiamento di va-
rialbili diverse nello stesso punto della griglia, m 1 variabili dipendenti con
accoppiamento arbitrario, cio`e il caso pi` u generale.
4.1.1 m = 1 variabile dipendente
Per m = 1, la componente dellindice i = (l, ) si omette, visto che pu`o
assumere solo un valore. Per simmetria traslazionale, calcoliamo la dierenza
nita ad un solo punto della griglia, che chiamiamo 0. Fissiamo lindice
i L
p+1
dove i
0
= 0 e consideriamo un tensore K iniziale dato da
K
j
=
_
1, j = i,
0, j = i.
Per antisimmetrizzare K, procediamo come (14), ottenendo
H
l
=

S
p+1
, hG
sgn() sgn(h)K
(h(l))
. (15)
5
La larghezza di banda di K `e denita come il pi` u piccolo c tale che K
i
= 0 per ogni i
tale che |i
j
i
k
| > c.
7
La dierenza nita associata a H
l
al punto 0 `e data da

l
H
l
v
l
, dove l
0
= 0.
Ma poiche K `e una delta discreta, si ha

l
H
l
v
l
=

,h,l
= sgn() sgn(h)v
l
, (16)
dove la somma si estende a tutti i , h, l tali che (h(l)) = i e l
0
= 0. Quindi
l =
1
(h
1
(i)). Se g = h
1
e =
1
, la relazione precedente diventa

l
H
l
v
l
=

,g
sgn() sgn(g)v
(g(l))
, (17)
dove la sommatoria `e estesa ai e g tali che (g(i))
0
= 0.
Per semplicare ulteriormente la sommatoria, cerchiamo per ogni g, quin-
di per ogni simmetria spaziale, le permutazioni tali che (g(i))
0
= 0. La
somma su S
p
pu`o essere riarrangiata per ottenere un determinante, arrivando
al seguente risultato, che esprime la dierenza nita al punto di griglia 0:
F(i) :=

gG
i
sgn() sgn(g) detV
(g(i))
, (18)
dove
G
i
= {g G : S
p+1
tale che (g(i))
0
= 0}, (19)
e la matrice V `e
(V
l
)
jk
= v
j
lk
, 1 j, k p. (20)
La prima componente di l `e l
0
= 0 e non compare nella matrice.
4.2 Notazione
Lautore introduce una notazione graca per esprimere la formula per le dif-
ferenze nite. Se nella formula (18) `e presente un termine detV
i
, ci sar`a una
freccia che connette i punti di griglia i
1
, , i
p
. Il segno delle permutazioni
inuenza il verso della freccia: se il termine sgn() sgn(g) d`a luogo ad un
fattore 1, il senso della freccia verr`a invertito, oppure si cerca una in (19)
tale che sgn() sgn(g) = 1 . Verranno cos` costruiti dei diagrammi.
In termini di questi diagrammi, la costruzione di una dierenza nita
antisimmetrica si traduce nei seguenti passi:
1. scegliere una freccia iniziale,
2. trovare il gruppo di simmetria G
i
,
3. applicare alla freccia iniziale le simmetrie contenute in G
i
. Questo passo
genera altre frecce.
8
4.3 m 1 variabili dipendenti, punti distinti accoppiati
Per punti distinti accoppiati si intende che, nella dierenza nita, non ci
saranno due variabili dipendenti accoppiate nello stesso punto di griglia ma
solo a dierenti punti di griglia. In questo caso, per studiare le dierenze
nite nel punto 0, lautore procede costruendo non una singola base ma tutta
la famiglia delle dierenze nite generata da K
l,
per ogni . Si introduce
allora un tensore T di rango p + 1 e dimensione m e si considera il tensore
non antisimmetrico denito da
K
j,
=
_
T

, j = i
0, j = i.
Richiedendo che non ci siano variabili accoppiate sullo stesso punto di
griglia, nel passaggio dallequazione (17) alla (18) bisogna imporre che gli
l
j
siano distinti. Quindi, lanalogo dellequazione (18) per questo caso `e il
campo vettoriale

g G
i

0
, ,
p
sgn() sgn(g) T

detV
(g(i))

u
(g())
0
, (21)
Per trovare la componente
0
della (21), si rinominano gli indici appli-
cando la trasformazione (g)
1
, ottenendo la dierenza nita
F(i) :=

g G
i

1
, ,
p
sgn() sgn(g) T
g
1
(
1
())
detV
(g(l)),
. (22)
4.4 m 1 variabili dipendenti, accoppiamento arbitra-
rio
Questo `e il caso pi` u generale e prende in considerazione leventualit`a di avere
variabili dipendenti accoppiate nello stesso punto di griglia. Pu`o capitare,
quindi, che alcuni degli l
j
siano uguali: questo inuenza la somma in (17).
Sia j = h((l)), dove j
0
= 0. Sia n(j) il numero di zeri in j: si deve
determinare il sottogruppo S(j) del gruppo simmetrico S
p+1
che lascia (j)
0
=
0. Dapprima si applica una permutazione tale che (j)
k
= 0 per k =
0, , n(j). Cos` ogni elemento del sottogruppo S(j) pu`o essere costruito
scambiando il primo zero con uno degli altri zeri, per poi applicare una
permutazione arbitraria degli ultimi p elementi. Cio`e,
S(j) = {(0k) : S
p
, k = 1, , n(j) 1}.
9
Si nota che S(j) contiene tutte le permutazioni dei primi n(j) elementi: som-
mando su questi si antisimmetrizza T rispetto ai primi n(j) indici. Poiche
ci sar`a una simmetria g
j
(ad esempio una traslazione) tale che g
j
(l
j
) = 0, T
sar`a antisimmetrico per ogni insieme di elementi di l uguali.
Sia
l
= { : (l) = l} il gruppo di simmetria di l. Si assume che,
sommando, T sia antisimmetrico sotto lazione di . In questo modo, ogni
scambio di zeri in S(j) fornisce un uguale contributo, e la somma su tutte le
permutazioni d`a la dierenza nita
F(i) :=

g G
i

1
, ,
p
sgn() sgn(g) n(g(l)) T
g
1
(
1
())
detV
(g(l)),
. (23)
Il fattore n(g(l)) `e un peso che tiene conto dei contributi uguali dati dalla
presenza di uguali l
j
, e, nei diagrammi, si etichetta la freccia relativa a (g(l))
con il peso n(g(l)).
5 La libreria delle dierenze nite
In questa sezione si mostra come applicare quanto esposto n ora in via
teorica, iniziando con una dimensione spaziale per poi considerare una griglia
quadrata (due dimensioni spaziali).
5.1 p = 1 integrali, d = 1 dimensioni spaziali
Si consideri una griglia innita a passo costante h. Il gruppo di simmetria
sar`a G = Z. Siccome la griglia `e equispaziata e innita, `e suciente prendere
i = (0, 1) come base.
Consideriamo la formula (18). Linsieme delle simmetrie G
i
contiene
soltanto lidentit`a e la traslazione. Si considera una traslazione a sinistra:
i i 1. Loperazione di identit`a fornisce un termine detV
(g(i))
pari a
v
1
. Questo perche, considerando lidentit`a, g(i) = i, non si applica nessuna
permutazione, quindi (g(i)) = g(i) = i, e resta un termine v
1
.
Si applica ora la traslazione i i 1. Questo trasforma lelemento di
base (0, 1) in (1, 0). La permutazione che porta da (0, 1) a (1, 0) `e una
permutazione dispari, quindi con segno 1; il contributo della traslazione
alla somma in (18) `e v
1
. In totale, si ottiene
F(0, 1) = v
1
v
1
. (24)
10
Sviluppando in serie di Taylor, si ha
v
1
= v + hv
x
+
h
2
2
v
xx
+
h
3
6
v
xxx
+
h
4
4!
v
xxxx
+ O(h
5
) (25)
v
1
= v hv
x
+
h
2
2
v
xx

h
3
6
v
xxx
+
h
4
4!
v
xxxx
+ O(h
5
). (26)
Quindi,
F(0, 1) = v
1
v
1
= 2hv
x
+ O(h
3
). (27)
Si possono fare anche degli esempi di come si possono ottenere approssi-
mazioni di operatori dierenziali di interesse tramite combinazioni lineari e
riscalamenti della dierenza nita (24).
Ad esempio,
F(0, 2) = v
2
v
2
= 4hv
x
+
(2h)
3
3
v
xxx
+ O(h
5
). (28)
Utilizzando combinazioni lineari di (27) e (28), si ottiene
8F(0, 1) F(0, 2) = 12hv
x
+ O(h
5
),
o ancora
F(0, 2) 2F(0, 1) = 2h
3
v
xxx
+ O(h
5
).
5.2 p = 2 integrali, d = 1 dimensioni spaziali
Questo esempio illustra il caso della sezione 4.3.
Con una sola variabile dipendente, lelemento di base pi` u semplice `e i =
(0, 1, 2). Anche in questo caso, le simmetrie di cui gode il reticolo sono
lidentit`a e la traslazione i i 1.
Per quanto riguarda lidentit`a, con lindice i = (0, 1, 2) si disegna una
freccia 1 2 nel diagramma e si ha un termine detV
1,2
nellespressione (22).
Considerando adesso la simmetria di traslazione, invece, si ha (0, 1, 2)
(1, 0, 1) e poi si applica una permutazione pari (segno +) che riporti lo
zero al primo posto, cio`e (1, 0, 1) (0, 1, 1). Questo produce una freccia
1 1 ed un termine detV
1,1
. Eettuando ancora una traslazione, si ha
(1, 0, 1) (2, 1, 0) (0, 2, 1), e si aggiunge una freccia 2 1 e
un termine detV
2,1
. Il diagramma nale `e in Figura 1.
La dierenza nita `e, quindi
F(0, 1, 2) = detV
1,2
+ detV
1,1
+ detV
2,1
=
(v
1
w
2
v
2
w
1
) + (v
1
w
1
v
1
w1) + (v
2
w
1
v
1
w
2
).
(29)
11
Figura 1: p = 2 integrali, d = 1 dimensioni spaziali. Diagramma che d`a
luogo alla dierenza nita (29).
Utilizzando gli sviluppi in serie di Taylor,
v
1
= v + hv
x
+
h
2
2
v
xx
+
h
3
6
v
xxx
+
h
4
4!
v
xxxx
+ O(h
5
)
v
1
= v hv
x
+
h
2
2
v
xx

h
3
6
v
xxx
+
h
4
4!
v
xxxx
+ O(h
5
)
v
2
= v + 2hv
x
+
(2h)
2
2
v
xx
+
(2h)
3
6
v
xxx
+
(2h)
4
4!
v
xxxx
+ O(h
5
)
v
2
= v 2hv
x
+
(2h)
2
2
v
xx

(2h)
3
6
v
xxx
+
(2h)
4
4!
v
xxxx
+ O(h
5
)
e similmente per la w, si ottiene
F(0, 1, 2) = h
3
[3(v

) + 2(vw

wv

)] + O(h
5
).
5.3 p = 2 integrali, d = 2 dimensioni spaziali
Si consideri m = 1 e una griglia regolare quadrata e si scelga come base quella
fornita dai punti i = ((0, 0), (1, 0), (0, 1)).
Il gruppo di simmetria di tale reticolo `e D
4
Z
2
, dove il simbolo indica
il prodotto semidiretto (per la denizione di prodotto semidiretto si veda
lappendice C). Sono incluse, quindi, simmetrie di traslazione e rotazione,
oltre allidentit`a.
Si comincia con Z
2
, le traslazioni: traslazioni di (0, 0) (identit`a), (1, 0)
e (0, 1). Con lidentit`a si ha una freccia (1, 0) (0, 1) (Fig.2).
Attraverso la traslazione di (1, 0), gli elementi della base si trasformano
in (1, 0), (0, 0), (1, 1); applicando una permutazione per riportare lele-
mento (0, 0) al primo posto, si ha (0, 0), (1, 1), (1, 0), il che fornisce la
freccia (1, 1) (1, 0). Attraverso la traslazione (0, 1) e permutando, si
ottiene (0, 1), (1, 1), (0, 0) (0, 0), (0, 1), (1, 1) e la freccia associata
(0, 1), (1, 1). Come risultato, si ottiene il diagramma in Figura 3.
Si includono, adesso, le rotazioni di un angolo = . La matrice di una
rotazione `e data dallespressione (12), che nel caso in questione assume la
12
Figura 2: p = 2 integrali, d = 1 dimensioni spaziali. Diagramma relativo
allidentit`a.
Figura 3: p = 2 integrali, d = 1 dimensioni spaziali. Diagramma relativo alle
traslazioni.
13
Figura 4: p = 2 integrali, d = 1 dimensioni spaziali. Diagramma relativo alla
rotazione di .
forma
_
1 0
0 1
_
. (30)
La rotazione va applicata a tutti gli elementi di base trovati nora, cio`e
sia alla base iniziale (0, 0), (1, 0), (0, 1) che alla loro trasformazione sotto le
simmetrie di traslazione, (0, 0), (1, 1), (1, 0) e (0, 0), (0, 1), (1, 1). In
realt`a, lelemento di base (0, 0) non cambia sotto lazione della rotazione,
come si pu`o vedere dal calcolo esplicito
(0, 0)
_
1 0
0 1
_
= (0, 0).
Lelemento (1, 0) diventa, sotto la rotazione,
(1, 0)
_
1 0
0 1
_
= (1, 0),
e lelemento (0, 1)
(0, 1)
_
1 0
0 1
_
= (0, 1).
Si procede in questo modo anche per gli altri elementi di base. In questo
modo si ottiene il diagramma in Figura4.
Si applica, inne, la rotazione di un angolo /2, la cui matrice `e
_
0 1
1 0
_
. (31)
La rotazione va applicata a tutti gli elementi di base trovati, quindi sia alla
base iniziale che alla base trasformata sotto traslazioni e sotto rotazione di
. Il risultato nale `e in Figura 5.
14
Figura 5: p = 2 integrali, d = 1 dimensioni spaziali. Diagramma relativo alla
rotazione di /2.
A Jacobiano di Arakawa
Sia data lequazione di Eulero [13] per un uido bidimensionale con velocit`a
u = (u, v)
u
t
+ uu
x
+ vu
y
= 0 (32)
v
t
+ uv
x
+ vv
y
= 0. (33)
Calcolando v
x
dalla (33) e u
y
dalla (32) e sottraendo questultima alla
prima, si ottiene, nellipotesi che il campo di velocit`a sia a divergenza nulla,
lequazione per il trasporto della vorticit`a = v
x
u
y
+u = + J(, ) = 0, (34)
dove `e la funzione di corrente ed `e tale che u =
y
, v =
x
e
J(a, b) =
(a, b)
(x, y)
(35)
`e lo jacobiano. Lo jacobiano di Arakawa `e una approssimazione alle dierenze
nite di (35) ed `e unapprossimazione che conserva energia ed enstroa[2],
[7].
B Conservazione dellenergia e spazio L
2
Si consideri un uido non viscoso incomprimibile. Lo spazio delle congura-
zioni di tale uido `e il gruppo D dei dieomorsmi che conservano lelemento
15
Figura 6: Moto di una particella di uido in un dominio M
di volume [6], [7] del dominio del uido. Sia M il dominio che contiene il
uido. Lo spostamento di una sua particella determina ad ogni istante di
tempo t una mappa g
t
dal dominio M in M stesso.
Lenergia cinetica E di un uido (considerando la densit`a uguale a 1) `e
proporzionale allintegrale del quadrato della velocit`a delle particelle. Ma,
poiche il uido `e incomprimibile, si pu`o considerare lintegrale sia sul volume
occupato dalla particella allistante iniziale, sia sul volume dx occupato dalla
particella allistante di tempo t, ovvero
E =
1
2
_
M
v
2
dx, (36)
dove v `e il campo di velocit`a del uido
v(x, t) =

t
g
t
(y), x = g
t
(y) (37)
e y `e la posizione iniziale della particella che si trova in x allistante t (Fig.6).
La metrica dello spazio L
2
viene considerata la metrica naturale di un
sistema idrodinamico in cui ci sia conservazione del volume. Tale metrica,
inoltre, viene talvolta indicata come metrica dellenergia cinetica[7]. Per
spiegarne il motivo, si consideri ancora il gruppo D dei dieomorsmi che
conservano lelemento di volume.
16
Si introduca ora una metrica sul gruppo D. Ad ogni cammino g
t
, con
t
1
t t
2
, si associ la sua lunghezza
L{g
t
}
t
2
t
1
=
_
t
2
t
1
g
L
2
(M)
dt =
_
t
2
t
1
_
_
M
_
_
_
_
g
t
(x)
t
_
_
_
_
2
dx
_
1/2
dt. (38)
Questa metrica permette di denire una distanza tra due congurazioni
del uido, dando a D(M) la struttura di spazio metrico: per due congura-
zioni f, h D(M) del uido, si densce la distanza tra loro come la minore
delle lunghezze tra tutti i cammini che connettono f e h:
dist
D(M)
(f, h) = inf
{g
t
} D(M)
g
0
= f, g
1
= h
L{g
t
}
1
0
Comparando la (38) con la (36) e tenendo conto della (37), si vede
facilmente il motivo per cui la metrica L
2
viene chiamata anche metrica
dellenergia cinetica.
C Prodotto semidiretto
Sia G un gruppo. Un sottogruppo N di G si dice normale [9], [11] se e solo
se gN = Ng per ogni g G.
Dato N sottogruppo normale di G e H sottogruppo di G. G pu`o essere
scritto come prodotto semidiretto [9], [11] di H e N se
G = NH e N H = {e},
dove e `e lelemento identit`a.
Riferimenti bibliograci
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Maths, 13 (1960), 217-237
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Part I, J. Comput. Phys., 1 (1966) 119-143
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Sine-Gordon equation, App.Math.Comp., 45(1) (1991), 17-30
17
[4] R.T.Glassey, Convergence of an energy-preserving scheme for the Za-
kharov equations in one space dimension, Math.Comp., 58(197) (1992),
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[5] R.T.Glassey e J.Schaeer, Convergence of a second-order scheme for se-
milinear hyperbolic equations in 2+1 dimensions, Math. Comp., 56(193)
(1991), p.87
[6] V.Arnold, B.Khesin, Topological methods in Hydrodynamics, Springer,
New York, 1998
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Phys. Lett.A, 264 (1999), 36-44
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[10] I.N.Hernstein, Topics in algebra, Ginn and Company, 1964
[11] J.D.Dixon, B.Mortimer, Permutation groups, Springer, 1996
[12] Slavik Vlado Jablan, Symmetry, Ornaments and Modularity, World
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[13] G.Gallavotti, Foundation of uid dynamics, Springer-Verlag, Berlin
Heidelberg, 2001-2005
18